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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 60

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Serve fisco più equo. Reddito di cittadinanza non basta

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il reddito delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello delle famiglie più povere e la quota di individui a rischio povertà è pari al 20,3%.”Si tratta di dati vergognosi, non degni di un Paese civile. Serve un fisco più equo, che rispetti l’art. 53 della Costituzione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Questo report attesta che il problema non sono solo i poveri assoluti, ma anche quelli che si trovano nella condizione di difficoltà precedente, a rischio povertà, e che poi finiscono per diventare definitivamente poveri” prosegue Dona. “Per questo non può bastare il reddito di cittadinanza, visto che non rimuove le cause della povertà, come ad esempio l’iniquità del nostro sistema fiscale. E’ inaccettabile che ci sia uno squilibrio così elevato tra famiglie più abbienti e più povere. Vanno ridotte le diseguaglianze, redistribuendo meglio la ricchezza. Per questo va rivoluzionato il nostro sistema fiscale, nel rispetto del criterio della capacità contributiva” prosegue Dona.”Senza contare che i dati di oggi attestano che il Governo dovrebbe adeguare il famoso importo di 780 euro del reddito di cittadinanza, innalzando il beneficio per i single a 829 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo dello studio Istat sul reddito di cittadinanza, contenuto nel Rapporto annuale 2014, ma i dati di oggi ci dicono che il reddito per le persone sole è salito a 16.571 euro, quindi ora il dato equivale a 828,55 euro” conclude Dona.

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Un mondo più giusto e più equo

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

“È un mondo più giusto e più equo quello che si dimentica di una larga parte dell’umanità ed è incapace di un uso razionale e sostenibile delle risorse, di una migliore distribuzione dei beni della terra, di prendere decisioni lungimiranti per arginare gli effetti del cambiamento climatico che produce effetti devastanti proprio sui territori più a rischio povertà?”. La domanda, formulata in apertura dal card. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio dei testi legislativi, ha simbolicamente aperto il Seminario di Alto Livello “Povertà, beni pubblici e sviluppo sostenibile – Le sfide globali del nuovo millennio” ospitato alla Pontificia Accademia delle Scienze e organizzato dall’Aises (Accademia internazionale per lo Sviluppo economico e sociale) , Associazione Maria Diomira Onlus, Associazione Lo Vuole il Cuore Onlus e Greenaccord Onlus. Un appuntamento significativo perché a rispondere alla domanda sarà Jeffrey Sachs, consigliere del segretario generale dell’Onu Bank Ki Moon, considerata una delle 100 personalità più influenti del pianeta secondo il settimanale Time. “La povertà è una delle grandi sfide del nuovo millennio” prosegue Coccopalmerio. “Tante belle aspirazioni, tanti programmi, tanti impegni formali da parte di organizzazioni mondiali e nazioni, sono rimasti solo aspirazioni a cui tendere e la povertà, complice anche la crisi economica, aumenta e pone a tutti noi degli interrogativi di tipo sociale, di tipo economico, di giustizia e, non ultimo di carattere morale”. Un tema universale che – aggiunge il cardinale – “si intreccia con altri temi interdipendenti: la cura dell’ambiente, la sostenibilità urbana, la sostenibilità energetica, la crescita economica che dev’essere guidata da criteri nuovi, il consumo di suolo che vede tanti edifici vuoti e inutilizzati a fronte di tante nuove costruzioni spesso realizzate in aree a rischio”. La speranza è che il Pontificato di Papa Francesco sia in questo senso un aiuto per affrontare con passione, costanza e partecipazione il tema della povertà. “Egli è convinto che sia una sfida anche per la Chiesa stessa” rivela Coccopalmerio. “Sobrietà e capacità di ascolto delle esigenze dei meno fortunati devono essere le linee guida del comportamento dei cristiani”.
Oltre a Sachs, per discutere e approfondire i temi sollevati dalla sua relazione, interverranno Robert Vos, direttore della Divisione Genere, Uguaglianza e Sviluppo rurale della FAO e Andrea Masullo, docente di Sostenibilità ambientale e direttore scientifico di Greenaccord Onlus.
Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, seconda sessione della conferenza, dedicata al rapporto tra gestione del patrimonio pubblico, sostenibilità energetica e crescita economica. Interverranno: Dominick Salvatore, economista della Fordham University e consulente delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale; Paolo Andrea Colombo, presidente di Enel e Roberto Miccu, docente di Diritto Pubblico all’università La Sapienza di Roma. Le conclusioni saranno affidate a Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia del Demanio.

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Giornata Mondiale del Commercio Equo

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2010

8 maggio. World Fair Trade Day. Giornata Mondiale del commercio equo e solidale. In tutto il mondo migliaia di organizzazioni del commercio equo (produttori, importatori, Botteghe del mondo, semplici volontari) si sono dati appuntamento per organizzare iniziative, dibattiti, lanciare campagne e proposte concrete per cambiare un’economia insostenibile. Commercio equo significa dignità del lavoro, prezzo equo pagato a produttori e lavoratori, trasparenza della filiera. Vuol dire nuovo modello di sviluppo, fatto di produzioni a misura di persone e di pianeta. Come Fair, assieme ad Associazione Botteghe del Mondo Italia, abbiamo scelto quest’anno di dare il nostro contributo, promuovendo una campagna che nel corso degli anni è stata capace di tenere ferma l’attenzione sulle condizioni di lavoro nella filiera tessile. La campagna Abiti Puliti, promossa da una coalizione di organizzazioni e coordinata da Fair, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, coordinamento Nord/Sud del mondo e Mani Tese, ramo italiano dell’internazionale Clean Clothes Campaign, è una delle campagne più autorevoli sul tema. E crediamo sia importante sostenerne le attività, a cominciare dalla giornata dell’8 maggio.

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Equo compenso e decreto Bondi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

Il sovrapprezzo imposto ai consumatori dal Decreto Bondi per il famigerato equo compenso per copia privata su cellulari, decoder, console per videogiochi, oltre che su cd, dvd, vergini e masterizzatori è iniquo e poco trasparente. Contro il decreto le associazioni di consumatori Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Adiconsum, Movimento Difesa del Cittadino e Assoutenti intervengono al Tar Lazio. Domani la prima udienza. Gli effetti nefasti del decreto sono quelli di pesare sulle tasche dei consumatori, fornire alla SIAE il beneficio gratuito di somme complessive notevoli e essere un freno concreto allo sviluppo delle tecnologie e del mercato dei contenuti digitali nel nostro Paese. Il consumatore, ignaro, acquistando un cellulare paga 90 centesimi in più; per un decoder da 6,44 a 28,98 euro in più a seconda dell’ampiezza della memoria e così via per tutti gli altri devices, anche se non saranno mai utilizzati per fare copie private di opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore. La misura, fortemente voluta dal ministero delle Attività culturali e approvata in violazione della riserva di legge in materia tributaria, è un vero e proprio aiuto di Stato, una tassa iniqua che vessa ancora una volta l’anello debole della catena, i consumatori.

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