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Ere nouvelle: Storie di integralismi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Mentre i cattolici e i cristiani in generale hanno impiegato oltre un secolo per imporre una loro cultura che abbandonasse la tradizione legittima e ultramontana, per imboccare la strada dei nuovi ideali sociali e politici, il mondo arabo e il suo braccio religioso, espresso dall’islamismo, stenta a riconoscere un ruolo guida della Fede che sappia contemperare le esigenze laicistiche del suo mondo e di quello vicino. E tutto questo s’impone come esigenza temporale nel breve tratto di alcuni lustri. Forse il disagio proviene dalle tante scuole islamiche che sono fiorite e che presentano aspetti contraddittori tra di loro nell’interpretazione degli insegnamenti maomettani espressi in nome di Allah. È mancato, in pratica, un passaggio fondante, un legame più critico e dialettico tra democrazia e islamismo, superando l’assetto capitalistico e rifiutando il materialismo socialista. La nuova strada del laicismo musulmano è, infatti, tutta da percorrere. Oggi esiste una contraddizione di fondo tra chi governa i paesi islamici con la sola idea di arricchimenti personali, a scapito del popolo, e di chi vuole una ridistribuzione delle ricchezze derivanti dagli introiti del petrolio affinché possano beneficiarne in primo luogo gli autoctoni.
Persino l’integralismo islamico cerca un compromesso con i corrotti e i corruttori indicando un nemico esterno invece di individuarlo tra le dittature esistenti e i loro tentativi di corruzione per garantirsi una sopravvivenza a fronte di un disagio diffuso da parte delle masse. Se non si esce da questa situazione, possiamo solo aspettarci un’irrazionale esportazione dell’integralismo teso a scoraggiare le alleanze occidentali, con i governi islamici corrotti, con la forza del terrore. (Riccardo Alfonso)

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Ere nouvelle

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

la Moschea di Forte Antenne, Roma

la Moschea di Forte Antenne, Roma

Mentre i cattolici e i cristiani in generale hanno impiegato oltre un secolo per imporre una loro cultura che abbandonasse la tradizione legittima, per imboccare la strada dei nuovi ideali sociali e politici, il mondo arabo e il suo braccio religioso, espresso dall’islamismo, stenta a riconoscere un ruolo guida della Fede che sappia contemperare le esigenze laicistiche del suo mondo e di quello vicino. E tutto questo s’impone come esigenza temporale nel breve tratto di alcuni lustri. Forse il disagio proviene dalle tante scuole islamiche che sono fiorite e che presentano aspetti contraddittori tra di loro nell’interpretazione degli insegnamenti maomettani espressi in nome di Allah. E’ mancato, in pratica, un passaggio fondante, un legame più critico e dialettico tra democrazia e islamismo, superando l’assetto capitalistico e rifiutando il materialismo socialista. La nuova strada del laicismo musulmano è, infatti, tutta da percorrere. Oggi esiste una contraddizione di fondo tra chi governa i paesi islamici con la sola idea di arricchimenti personali a scapito del popolo e di chi vuole una ridistribuzione delle ricchezze derivanti dagli introiti del petrolio affinché possano beneficiarne in primo luogo gli autoctoni.
Persino l’integralismo islamico cerca un compromesso con i corrotti e i corruttori indicando un nemico esterno invece di individuarlo tra le dittature esistenti e i loro tentativi di corruzione per garantirsi una sopravvivenza a fronte di un disagio diffuso da parte delle masse. Se non si esce da questa situazione, possiamo solo aspettarci un’irrazionale esportazione dell’integralismo teso a scoraggiare le alleanze occidentali, con i governi islamici corrotti, con la forza del terrore. (Riccardo Alfonso)

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L’Ere nouvelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Mentre i cattolici ed i cristiani in generale hanno impiegato oltre un secolo per imporre una loro cultura che abbandonasse la tradizione legittima per imboccare la strada dei nuovi ideali sociali e politici, il mondo arabo ed il suo braccio religioso espresso dall’islamismo stenta a riconoscere un ruolo guida della Fede che sappia contemperare le esigenze laicistiche del suo mondo e di quello vicino. E tutto questo s’impone come esigenza temporale nel breve tratto di una manciata di lustri. Forse il disagio proviene dalle tante scuole islamiche che sono fiorite e che presentano aspetti contraddittori tra di loro nella interpretazione degli insegnamenti maomettani espressi in nome di Allah. E’ mancato, in pratica, un passaggio fondante, un legame più critico e dialettico tra democrazia e islamismo, superando l’assetto capitalistico e rifiutando il materialismo socialista. La nuova strada del laicismo musulmano è infatti tutta da percorrere. Oggi esiste una contraddizione di fondo tra chi governa i paesi islamici con la sola idea di arricchimenti personali a scapito del popolo e di coloro che vogliono una ridistribuzione delle ricchezze derivanti dagli introiti del petrolio affinché possano beneficiarne soprattutto gli autoctoni. Persino l’integralismo islamico cerca un compromesso con i corrotti ed i corruttori indicando un nemico esterno invece di individuarlo tra le dittature esistenti ed i loro tentativi di corruzione per garantirsi una sopravvivenza a fronte di un disagio diffuso da parte delle masse. Se non si esce da questa situazione possiamo solo aspettarci una irrazionale esportazione dell’integralismo teso a scoraggiare le alleanze occidentali, con i governi islamici corrotti, con la forza del terrore.

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L’Ere nouvelle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2009

Editoriale fidest Mentre i cattolici ed i cristiani in generale hanno impiegato oltre un secolo per imporre una loro cultura che abbandonasse la tradizione legittima ed ultramontana, per imboccare la strada dei nuovi ideali sociali e politici, il mondo arabo ed il suo braccio religioso espresso dall’islamismo stenta a riconoscere un ruolo guida della Fede che sappia contemperare le esigenze laicistiche del suo mondo e di quello vicino. E tutto questo s’impone come esigenza temporale nel breve tratto di una manciata di lustri. Forse il disagio proviene dalle tante scuole islamiche che sono fiorite e che presentano aspetti contraddittori tra di loro nella interpretazione degli insegnamenti maomettani espressi in nome di Allah. E’ mancato, in pratica, un passaggio fondante, un legame più critico e dialettico tra democrazia e islamismo, superando l’assetto capitalistico e rifiutando il materialismo socialista. La nuova strada del laicismo musulmano è infatti tutta da percorrere. Oggi esiste una contraddizione di fondo tra chi governa i paesi islamici con la sola idea di arricchimenti personali a scapito del popolo e di coloro che vogliono una ridistribuzione delle ricchezze derivanti dagli introiti del petrolio affinché possano beneficiarne soprattutto gli autoctoni. Persino l’integralismo islamico cerca un compromesso con i corrotti ed i corruttori indicando un nemico esterno invece di individuarlo tra le dittature esistenti ed i loro tentativi di corruzione per garantirsi una sopravvivenza a fronte di un disagio diffuso da parte delle masse. Se non si esce da questa situazione, possiamo solo aspettarci una irrazionale esportazione dell’integralismo teso a scoraggiare le alleanze occidentali, con i governi islamici corrotti, con la forza del terrore. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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