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Posts Tagged ‘erezione’

Chirurgia protesica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

Prostata urinary_bladderL’Unità urologica dell’Ospedale di Bressanone è centro di riferimento in Trentino Alto Adige per la cura dell’impotenza e dell’incontinenza urinaria, conseguenze dell’asportazione chirurgica della prostata per tumore, problema che affligge tre milioni di italiani. L’Urologia dell’ospedale pratica, a livelli di eccellenza e con il Sistema Sanitario Nazionale, tecniche chirurgiche all’avanguardia basate sull’impianto di protesi peniene di nuova generazione AMS, che consentono il ritorno a una normale sessualità, e si avvalgono dell’inserimento di sling (benderelle) o di sfinteri artificiali per ripristinare la normale continenza. Secondo recenti dati, dopo il tumore è crisi di coppia per circa tre milioni di italiani affetti da impotenza e incontinenza urinaria, conseguenze dell’asportazione radicale della prostata. Ora però si possono trattare con valide soluzioni. Le ultime evoluzioni terapeutiche puntano, quando i farmaci stimolatori dell’erezione sono inefficaci, sull’impianto di protesi peniene di nuova generazione che consentono il ritorno a una normale sessualità, e sull’inserimento di sling (benderelle), che, poste sotto l’uretra, ripristinano la normale continenza. “L’asportazione chirurgica della prostata”, spiega il dottor Lukas Lusuardi, primario dell’Urologia dell’ospedale di Bressanone, tra i centri di eccellenza e di riferimento in Trentino Alto Adige, “causa impotenza in oltre il 50% dei pazienti, nonostante le tecniche laparoscopiche, robotiche e la nerve sparing, la procedure volta a risparmiare i nervi dell’erezione. Durante l’intervento chirurgico infatti i nervi possono comunque subire quei danni che causano una disfunzione erettile, spesso definitiva”.
Ritorna l’erezione. “Per tornare ad amare”, continua l’urologo, “se i farmaci non sono efficaci, la soluzione arriva dall’impianto di protesi peniene tricomponenti di nuova generazione, AMS 700. Rispetto a quelle del passato, le tricomponenti inducono un’erezione simile a quella fisiologica, con ingrossamento e allungamento del pene, ovviando anche alla riduzione delle dimensioni del pene, il quale dopo la prostatectomia si accorcia di 1,5 cm nei 15 giorni successivi all’intervento, fino ad arrivare a 2 cm entro l’anno”.
Una semplice pressione. Spiega il dottor Lusuardi: “L’impianto della protesi si effettua con l’inserimento, all’interno dei corpi cavernosi del pene, di due cilindri espansibili collegati a una pompa di controllo, posta sotto la pelle dello scroto tra i due testicoli, e a un serbatoio contenente liquido. L’uomo può ottenere un’erezione con la stessa sensibilità e capacità di orgasmo presenti prima dell’intervento premendo sull’area in cui è posizionata la pompa. In questo modo il liquido si trasferisce dal serbatoio ai cilindri e il pene si inturgidisce. Dopo il rapporto, azionando di nuovo la pompa il pene torna al normale stato di flaccidità”.
La protesi peniena costituisce la via risolutiva e definitiva del problema, con grande soddisfazione dei pazienti trattati. Le complicanze sono rarissime, a patto che ci si rivolga a Centri specializzati, come l’Unità di urologia complessa dell’Ospedale di Bressanone Nonostante la protesi risolva definitivamente l’impotenza post prostatectomia, molti uomini non ne conoscono l’esistenza perché non vengono informati. Stessa mancanza di informazione riguarda i 400.000 italiani che soffrono di impotenza grave non legata a interventi alla prostata e che non risponde ai farmaci.
Le soluzioni per l’incontinenza. Prosegue il dottor Lusuardi: “L’incontinenza urinaria che si manifesta subito dopo la prostatectomia è molto frequente – fino al 60% dei casi – ma nella maggior parte delle volte si risolve o si riduce. La prima misura terapeutica è la riabilitazione del pavimento pelvico, che favorisce la ripresa della continenza. Tuttavia circa il 10% dei pazienti operati rimane incontinente. In questi casi la soluzione arriva dalle più recenti tecniche di chirurgia mininvasiva basate sull’applicazione di sling (benderelle) sottouretrali. Tra queste Advance, che consente di recuperare la normale continenza con l’inserimento di una retina di polipropilene con la quale si riposiziona l’uretra, dislocata dall’intervento sulla prostata, nella sua sede anatomica naturale. L’intervento si effettua in anestesia loco-regionale e con pochi giorni di ricovero. Per i casi più gravi, quando per danni o lesioni allo sfintere urinario l’uretra non si chiude più e causa continue perdite, si ricorre all’applicazione dello sfintere artificiale (il più collaudato è l’AMS 800) che consente di urinare quando si avverte lo stimolo”. In particolare, ricorda l’urologo, “l’impianto dello sfintere artificiale, una procedura che esige elevata esperienza, è riservato solo a centri altamente specializzati”.
I dati di Bressanone. La posizione di eccellenza della struttura di Bressanone si basano su fatti concreti. Sottolinea il dottor Lusuardi, direttore del Centro: “Il nostro è un Centro di riferimento per un vasto territorio, non solo per quello amministrativamente delimitato. Ogni anno effettuiamo circa quattromila visite urologiche (per uomini e per donne) con 1300 interventi, disponendo di 22 posti letto. Siamo disponibili sia per l’incontinenza lieve sia per quella grave, grazie all’impiego delle tecniche chirurgiche più d’avanguardia, che possono risolvere con l’applicazione delle sfintere artificiale anche a danni permanenti dello sfintere uretrale . Se necessario, il paziente dopo l’intervento viene da noi seguito e monitorato per più giorni. Tra le facilitazioni che siamo in grado di offrire, vi è quella economica: il SSN ci consente di impiantare sfinteri artificiali e protesi peniene senza alcun esborso da parte del paziente”.

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Infertilità maschile

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Ai maschi milanesi spetta il triste primato italiano del maggior numero di casi d’infertilità. Sotto accusa inquinamento atmosferico, alimentazione scorretta, fumo e alcol, ma soprattutto i comportamenti sessuali a rischio. Dai dati raccolti dal centro milanese emerge un universo di malattie andrologiche che non esce allo scoperto: varicocele e problemi ai testicoli, infezioni sessuali, tumori, disturbi dell’erezione e dell’eiaculazione. “Problematiche che, se non diagnosticate in tempo, possono portare anche all’infertilità. Un giovane su quattro con problemi riproduttivi mostra tracce di lesioni da infezione cronica alla prostata, aspetto che fa pensare che si sarebbero potuti prevenire – aggiunge il prof. Colpi – . La nostra struttura propone da oltre 10 anni un’attività capillare, condotta principalmente sul territorio di Milano e Provincia, che si basa su un contatto diretto con i giovani, in modo che possano essere informati su tutto ciò che riguarda le patologie andrologiche. Si tratta di tematiche molto delicate, di cui si parla troppo poco, anche perché i ragazzi stessi provano vergogna e imbarazzo nell’affrontarle”. Secondo la SIAMS, nel 2010 solo 2 giovani su 10 si sono rivolti a uno specialista per una visita di controllo. Cresce invece la ricerca di informazioni in internet, dove però si nascondono molte insidie: “Un argomento molto attuale – evidenzia Colpi – è la sofisticazione dei farmaci per il miglioramento delle prestazioni sessuali. L’autoprescrizione di questo tipo di terapie rappresenta una pratica molto rischiosa per l’utilizzatore finale: possono, infatti, causare gravi effetti collaterali e molto spesso non risolvono il problema per cui sono stati acquistati, proprio perché non hanno le stesse caratteristiche dell’originale. Inoltre, non consente allo specialista di evidenziare la patologia dell’individuo e individuare la terapia ideale per risolverla”. Al Convegno partecipano anche un Comandante della Guardia di Finanza e uno dei NAS, per affrontare questo problema da un punto di vista prettamente legale. L’Azienda Ospedaliera San Paolo promuove da tempo una serie di appuntamenti nelle scuole. Nell’arco di un anno scolastico i nostri esperti incontrano circa 400 studenti, di qualsiasi nazionalità, con i quali viene affrontata una prima parte divulgativa e d’informazione, cui fa seguito, per chi ne fa richiesta, una visita di controllo gratuita. Il nostro obiettivo è riscontrare precocemente eventuali patologie o disfunzioni, che possono avere conseguenze molto gravi nella vita di un uomo”. Il convegno di oggi, che riunisce numerosi esperti, affronterà inoltre il tema della sessualità con un focus particolare sugli abusi e l’uso di droghe.

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Vita sessuale dei giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

Il 29% dei giovani maschi e il 35% delle femmine giudica insoddisfacente la propria vita sessuale, solo 12% degli uomini e il 9% delle donne la ritiene ottima. I problemi più diffusi? Per lei, calo del desiderio (26%), dolore ai rapporti (21%) e ansia da prestazione (9%) un disturbo sempre più femminile, legato anche ad un utilizzo non ottimale della pillola (solo il 18% la usa) e quindi al timore di gravidanze indesiderate. E lui? Il 32% ammette di soffrire talvolta di eiaculazione precoce, il 27% di difficoltà di erezione. E, ben il 42% delle partner ha contratto una malattia sessualmente trasmissibile. È quanto emerge dal sondaggio nazionale promosso dal progetto “Scegli tu” (www.sceglitu.it) che ha coinvolto 600 under 35 intervistati a gennaio 2011. “I problemi sessuali nascono spesso da stili di vita sbagliati – spiega la prof.ssa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano -, comportamenti sottovalutati o addirittura erroneamente scambiati come ‘amici’ dell’eros. È il caso dell’alcol: per il 63% dei maschi e il 51% delle femmine rappresenta un aiuto efficace. Invece, quando se ne abusa, causa impotenza e calo della libido, oltre ad aumentare soprattutto nelle donne il rischio di rapporti precoci, non protetti e subiti”. Quali sono gli altri nemici? Il fumo, le droghe, il sesso non protetto, la dieta scorretta, la sedentarietà, lo stress, il dolore, la mancanza di sonno e l’abuso di tecnologia (telefonino, pc, tv, ecc.). Tanto sport ma anche una dieta sana, niente fumo e droghe sono le regole base per una buona intesa, che poi si completa con altri elementi, in un equilibrio difficile da spiegare
Il livello di conoscenza dei giovani italiani in tema di sessualità è piuttosto scarso, per loro stessa ammissione: fra i maschi, il 16% si dichiara poco o per nulla competente, percentuale che sale al 20% fra le femmine. “Questi dati riflettono la scarsa attenzione che nel nostro Paese viene dedicata all’educazione sessuale, in famiglia e a scuola – afferma la Graziottin -, una materia che è direttamente legata ad altre, come quella alimentare o fisica. 4 uomini su 10 dicono di mangiare abitualmente cibi non sani e solo il 31% pratica sport con continuità. Fra le donne questo dato è ancora peggiore, appena una su 4. Il luogo comune che vede eiaculazione precoce e disfunzione erettile come patologie della mezza o terza età è infatti del tutto inesatto. La campagna propone due guide dedicate a lui e lei per esplorare la sessualità dal punto di vista del partner, con una parte dedicata alla fisiologia, le domande che “non hai mai osato chiedere” e un focus sulla contraccezione. Disponibili anche approfondimenti dettagliati sui 10 nemici del sesso, per capire come difendersi e un gioco on line, cui parteciperanno pure i testimonial, per testare l’intesa di coppia ma soprattutto capire quanto si è consapevoli dell’importanza di prendersi cura del proprio corpo. I ragazzi potranno lasciare nel sito i propri commenti e le domande/curiosità da rivolgere ai VIP su come loro vivono e affrontano sessualità e contraccezione. Aldo Montano, Antonella Mosetti, Gigi Buffon, Manuela Arcuri e gli altri risponderanno con un video ai questi più interessanti.

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