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Il diavolo e la città bianca di Erik Larson

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

erik-larsonStati Uniti, 30 ottobre 1893. L’architetto Daniel H. Burnham è sul tetto del mondo: l’Esposizione Universale di Chicago si è appena conclusa con uno straordinario successo di critica e pubblico e, ad appena quattro anni dal clamore suscitato dall’Esposizione di Parigi, l’America celebra il suo trionfo di avanguardia globale nel campo dell’architettura e simbolo delle promesse della modernità e del Novecento. Quella di Burnham è stata una lotta dai contorni epici contro tempo, politica e caratteristiche fisiche del terreno: tra complesse bonifiche – l’area di Jackson Park, su cui sorgono gran parte degli edifici, pochi mesi prima dei lavori era una landa di sterpaglie e desolazione –, rischi di sciopero, scontri con le personalità locali e un clima quanto mai inclemente, l’edificazione della «Città Bianca» appare a tutti come un miracolo. Un sogno giunto al suo lieto fine.
Ma c’è un’altra città, oscura e demoniaca, che si è andata costruendo parallelamente nel ventre del paese; una città tirata su da un unico uomo nel silenzio dello scantinato del suo albergo, cadavere su cadavere, omicidio dopo omicidio. Per tutta la durata dell’Esposizione, Henry Howard Holmes, «l’assassino piú folle e depravato dell’Ottocento», ha infatti continuato a uccidere: il suo hotel, «il Castello», da cui sono passati nei mesi della fiera centinaia di turisti, è un intricato dedalo di stanze e corridoi che nascondono scannatoi, camere di tortura e forni crematori.
Un capolavoro di perversione, sorretto unicamente dal fascino di un uomo che, con la sua avvenenza e i suoi modi calmi e diretti, è riuscito a ingannare un’intera comunità: dai numerosissimi creditori alle giovani donne che continuavano a venire da lui cercando lavoro, per poi scomparire per sempre.
Con la stessa prosa esatta e potente de Il giardino delle bestie, Erik Larson ricostruisce la storia di queste due città – la città della speranza e quella della morte – e dei due uomini che le hanno erette. Il diavolo e la città bianca è l’affresco di un momento storico elettrizzante in cui, a pochi passi da Buffalo Bill e Thomas Edison, si aggiravano le illusioni e gli incubi di un’America ingenua e inconsapevole.
Erik Larson è nato a Freeport, Long Island, nel 1954. Collaboratore di Time, New Yorker, Atlantic Monthly, Harper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Il giardino delle bestie, Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen e Scia di morte. L’ultimo viaggio della Lusitania, tutte pubblicate da Neri Pozza. Il diavolo e la città bianca ha vinto l’Edgar Award in the Best Fact Crime 2004. Erik Larson vive a Seattle con la moglie e tre figlie.Traduzione dall’inglese di G. M. Griffini Euro 18,00 472 pagine biblioteca Neri Pozza. (foto: Erik Larson)

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Il diavolo e la città bianca: Erik Larson

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2016

il diavolo e la città bianca1893, Stati Uniti. Quattro anni dopo Parigi, Chicago vuole approfittare del grosso flusso di turisti che sta arrivando per ammirare le straordinarie opere architettoniche realizzate per l’Esposizione Universale, ed ergersi a metropoli alternativa a New York. Lo vogliono i politici, i cittadini, ma lo vuole soprattutto il geniale architetto Daniel H. Burnham, colui che lavora da anni, senza sosta, per trasformare quella desolata landa sulle rive del lago Michigan nella «Città Bianca»: una metropoli imponente, bella e funzionale.Peccato che, in quello stesso periodo, abbia deciso di arrivare in città anche il dottor Henry H. James. Affascinante, giovane e intraprendente, Holmes rileva una piccola farmacia posseduta da due anziani medici locali (che, una volta concluso l’affare, scompaiono misteriosamente), trasformandola nel «Fair Hotel», un albergo pronto ad accogliere i turisti arrivati in città per cercare lavoro all’Esposizione Universale.L’albergo di Holmes, però, non è come ci si aspetterebbe. È una vera e propria fabbrica della morte, dotata di camere di tortura e di forni crematori. E così, mentre Burnham sconfigge la politica, le condizioni climatiche e gli scontri con le più grandi personalità locali per bonificare le paludi di Jackson Park, il dottor James usa il suo fascino magnetico per attirare nella sua trappola centinaia di donne, tutte giovani, diventando il più atroce ed efferato serial killer che la storia americana ricordi.Con la prosa esatta e potente con cui è diventato famoso in tutto il mondo, e con una galleria di personaggi d’eccezione (tra cui Buffalo Bill e Thomas Edison), Erik Larson costruisce un libro splendido e coinvolgente. Un romanzo che è sia il ritratto di un feroce assassino sia l’incredibile affresco di una città che lotta per diventare una metropoli all’avanguardia.
Erik Larson è nato a Freeport, Long Island, nel 1954. Collaboratore di Time, New Yorker, Atlantic Monthly, Harper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Il giardino delle bestie (2012), Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen (2014) e Scia di morte. L’ultimo viaggio della Lusitania (2015). Erik Larson vive a Seattle con la moglie e tre figlie.Traduzione dall’inglese di G. M. GriffiniEuro 18,00448 pagine EAN 9788854505889 (foto: il diavolo e la città bianca)

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Erik Larson: Il giardino delle bestie

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2011

Nel 1933, a un anno dalla sua elezione a presidente degli Stati Uniti, Franklin
Roosevelt nomina ambasciatore a Berlino un professore dell’università di Chicago, William Dodd, un tipico, riservato gentiluomo del Sud, interessato più alla storia del suo paese che alla ribalta internazionale. Democratico jeffersoniano di antiche e buone maniere, Dodd riceve l’inaspettato compito di rappresentare gli Stati Uniti nel paese in cui è stato appena nominato Reichskanzler Adolf Hitler, il capo del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi. William Dodd arriva nella capitale tedesca accompagnato dalla moglie e dai suoi due figli: Bill jr. e Martha, una irrequieta ventiquattrenne che reca già sulle sue giovani ed esili spalle il peso di un matrimonio fallito.Presentate le credenziali diplomatiche e insediatosi nell’ambasciata, Dodd capisce subito di essere una figura eccentrica nella Berlino del Terzo Reich. Ricevimenti sfarzosi e salotti mondani, dove l’élite nazista fa sfoggio della sua arroganza, si susseguono ininterrottamente. E Dodd, con le sue maniere gentili e frugali, appare come un noioso funzionario agli occhi dei nazisti e come il reperto di un’altra epoca al Dipartimento di Stato americano, intenzionato a concedere a Hitler «tutto quello che lui vuole». Martha, la giovane figlia di Dodd, cede invece al glamour della decadente mondanità berlinese e, fragile com’è, finisce tra le braccia prima di Rudolf Diels, il capo della Gestapo, poi di numerosi altri amanti, compresa una spia sovietica che tenta di portarla dalla sua parte. Come in un grande romanzo, Larson racconta in presa diretta la Berlino di quell’anno cruciale: i crescenti dubbi di Dodd su Hitler e sulla sua smania di potere, la sordità dell’amministrazione americana dinanzi ai suoi primi allarmati dispacci, l’insorgere dei primi segni della folle violenza nazista fino al momento in cui la città che sembrava la culla della cultura europea, il giardino stesso delle arti e del pensiero si rivela come un giardino delle bestie. Tra la notte del 29 e del 30 giugno 1934, la notte passata alla storia come quella dei «lunghi coltelli», Hitler svela il suo vero volto. Per guadagnarsi il favore dell’esercito non esita a sterminare lo stato maggiore delle SA e a impartire l’ordine di uccidere Ernst Röhm, il capo delle SA, all’Oberführer Theodor Eicke, comandante del campo di concentramento di Dachau. Avvincente come un thriller, emozionante come un grande racconto, l’opera di Larson, formidabile best seller internazionale, mostra come il male trionfi inesorabilmente quando le forze del bene fingono di ignorare oppure trascurano colpevolmente la sua esistenza.
Erik Larson è nato a Freeport, Long Island, nel 1954. Collaboratore di Time, New Yorker, Atlantic Monthly, Harper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Isaac’s Storm (1999) e TheDevil in the White City: Murder, Magic and Madness at the Fair That Changed America (2003), libro vincitore dell’Edgar Award in the Best Fact Crime 2004, di prossima pubblicazione presso Neri Pozza. Erik Larson vive a Seattle con la moglie e tre figlie. Traduzione dall’inglese di Raffaella Vitangeli Euro 17,50 480 pagine EAN 9788854505742 13 x 21,6 cm Brossura BLOOM Febbraio 2012 (il giardino)

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