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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘eroi’

Omaggi agli eroi antimafia: proiezioni e tanta musica

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2022

Palermo Il 19 settembre alle 18 al Giardino dei Giusti in via Alloro 90 si parla del tema “Il maxiprocesso”, dedicato ad Alfonso Giordano. Alle 10,30 concerto dell’ensemble di ottoni e percussioni diretto da Roberto Basile, a cura del Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera. Il 20 settembre alle 18 presentazione del libro “La grande meretrice” di Enzo Ieracitano. Con l’autore si confronterà Vincenzo Crivello. Alle 20,30 proiezione di “Il futuro di una generazione” di Tony Morgan e Roberta Arnone. Il 21 settembre alle 18 presentazione del libro “L’essenziale” di Aurora Padalino. L’autrice ne parlerà con Costanza Amodeo. Seguirà il concerto di Marcello Mandreucci e Rosario Vella. Il 22 settembre per il ciclo “Turismo di prossimità” alle 10 si parlerà di “Percorsi madoniti” attraverso la mostra di Marina Di Stefano e Rosario Glorioso. In più la casa editrice Arianna presenterà “I libri che nascono sulle Madonie”. Ale 20,30 presentazione del disco di Arianna Attinasi “Sorriderò al tempo”. Il 23 settembre alle 20,30, concerto dei Pivirama in duo. Raffaella Daino, voce e chitarra elettrica, accompagnata alle tastiere da Renz, lo storico pianista romano del progetto Pivirama interpreteranno le canzoni del quarto album “Senza Rete”. Un disco dalla doppia anima, con i proventi destinati interamente a un progetto di beneficenza per bambini vittime della guerra. Canzoni reportage e canzoni sognanti che raccontano il dramma dei profughi o delle vittime di femminicidio e ogni tanto divagano nel più immaginario dei mondi. “Senza rete” è anche il disco in cui per la prima volta si incrociano le due vite di Raffaella Daino, quella della cantautrice e quella della inviata di Skytg24, che in questo ultimo album ha messo in musica le storie che la cronaca l’ha portata a raccontare negli ultimi anni. L’Alloro fest, la cui direzione artistica è di Giovanni Apprendi, continuerà fino al 30 settembre. L’ingresso è libero. Seguiranno altri appuntamenti nel corso del mese.

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Falcone: Fp Cgil, onoriamo gli eroi investendo nella Giustizia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Maggio 2022

“Per rendere onore agli eroi di questa giornata serve un forte impegno perché la Giustizia nel nostro Paese abbia gambe solide sulle quali camminare. Serve, come da tempo chiediamo, stabilizzare i precari, un piano straordinario di assunzioni e una più funzionale riorganizzazione del Ministero della Giustizia”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio.“A trent’anni dalla strage di Capaci – continua il dirigente sindacale – abbiamo sentito il dovere di partecipare con una nostra delegazione, rappresentativa di tutto il mondo dell’amministrazione della Giustizia, alle celebrazioni in memoria di Giovanni Falcone e della sua scorta. Le recenti rivelazioni ci dicono che da allora anche le mafie sono cambiate. Se lo Stato ha vinto militarmente la lotta alla mafia, non così si può dire per quanto riguarda la capacità invasiva nell’economia del Paese da parte delle nuove e vecchie mafie. Sono spariti i morti ammazzati ma la mafia imprenditrice cerca di stare nel sistema e fare affari.Il giudice Falcone, osserva Oliverio, “sapeva che l’azione della Magistratura deve poter contare anche su una amministrazione della Giustizia efficace ed efficiente. Ed è per questo importante, proprio in questo periodo in cui ingenti quantità di risorse sono messe a disposizione del nostro Paese anche dall’Unione Europea per ammodernare le pubbliche amministrazioni e rendere più efficace la Giustizia, che si risolva il grave gap ancora esistente per la mancata digitalizzazione e informatizzazione di ogni ambito del Ministero della Giustizia e si valorizzino le donne e gli uomini che pure hanno fatto vivere in qualche modo l’amministrazione in presenza di pesanti e annosi disinvestimenti”. Da tempo, aggiunge il segretario nazionale della Fp Cgil, “chiediamo di stabilizzare i lavoratori precari della Giustizia, un piano straordinario di nuove assunzioni e una riorganizzazione del Ministero più funzionale alla integrazione delle varie componenti, fermo restando il riconoscimento delle tante specificità in chiave collaborativa e non competitiva. Perché per migliorare la Giustizia nel nostro paese non basta l’ennesima riforma dei codici ma serve non perdere di vista che la Giustizia ha anche bisogno di gambe solide su cui camminare. Il giudice Giovanni Falcone ci ha lasciato, tra gli altri, l’insegnamento che per una causa giusta serve l’impegno e il valore di tutte e tutti, nessuno escluso”, conclude Oliverio. By Giorgio Saccoia

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Un Paese e i suoi eroi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2022

di Vincenzo Olita. E fu l’inizio, con Garibaldi l’Italia aveva un eroe, addirittura, per duemondi; in seguito il Paese si è dovuto accontentare di eroi domestici, ma è bene chiarirci:usiamo l’espressione eroe nell’accezione limitata a chi offre spassionata dedizione alla gestione del governo della propria comunità e da questa ne è magnificato. Pur nella sua breve storia, l’Italia offre un’estesa galleria di personalità collocabili in questo quadro. Da Giovanni Giolitti a Benito Mussolini, nella prima metà del secolo, da Alcide De Gasperi ad Amintore Fanfani, nell’immediato dopoguerra, da Craxi a Berlusconi, a cavallo tra prima e seconda repubblica, dai contemporanei Giorgio Napolitano, Mario Monti, Renzi e Conte, tutti osannati, riconosciuti come statisti, alcuni come salvatori della Patria. Questa elencazione non per un ricordo storico, solo per evidenziare una nostra caratteristica che ci induce a privilegiare amori a prima vista per disconoscerli immediatamente dopo, a perseguire lunghe lune di miele per poi incenerirle con altrettanta passione. Di Giolitti alla fine delle sue cinque presidenze del Consiglio si ricordava il trasformismo, l’autoritarismo dei suoi prefetti, fino a essere indicato come il ministro della mala vita. Di Mussolini è superfluo ricordare ascesa e caduta. Dei due statisti che tanto significarono per la ricostruzione, e di Craxi si ricorda l’oblio seguito a sconfitte politiche e parlamentari. Di Berlusconi, Renzi e Conte abbiamo negli occhi le loro miserevoli uscite di scena, dagli interessati non ancora interiorizzate, ma dalla certa replica. Il tandem Napolitano-Monti di grande e rapida ascesa, equiparabile solo all’altrettanta rapida pubblica disaffezione, ci porta a ragionare sul tandem Mattarella-Draghi di consistente modernità, di grosso appeal, di entusiasmante popolarità.Sarà ancora così fra qualche tempo? “Spes unica imperii populi romani” (ultima speranza per l’autorità del popolo romano) così Tito Livio definiva il dittatore Cincinnato, ma troppa acqua è passata sotto i ponti del Tevere per indurci a osannare ultime speranze per il popolo italiano. Al Presidente del Consiglio riconosciamo il necessario cambio di marcia rispetto all’Erasmo da Foggia, suo predecessore, ma a indicarlo come leader dell’Europa e ancor più, è piaggeria. In carica da metà febbraio ’21 con lo spread a 90 punti base e i solerti commentatori che lo davano ormai vicino a quota 70, il 7 febbraio ’22 il differenziale lo ritroviamo a 138,7. Nella conferenza stampa di fine anno il solito Pierino, giornalista dall’aria contrita, chiede se era preoccupato dalla risalita dell’indice:Draghi, con superiore intelligenza, precisa che i movimenti dello spread non sono controllabili da singole personalità,ma frutto di variabili internazionali. E allora, per l’informazione domestica, nel ’21 come poteva scaturire quota 70 solo dall’arrivo del novello Cincinnato? Il nostro Pil nel 2021 sale del 6,3%, siamo i primi in Europa, la Germania solo del 2,6%, sì ma l’informazione è monca, se non precisiamo che, nel ’20 il Pil italiano ha perso l’8,9%, quello tedesco il 4,9%. Nel biennio, quindi, il nostro recupero è stato del -2,6 quello tedesco del -2,3. Potremmo proseguire nell’evidenziare, delusioni, criticità e punti deboli del Presidentema non vuole essere questo il nostro intendimento che, invece, vuole rimarcare la sostanziale crisi della politica e delle istituzioni, dicui il Governo Draghi è snodo ed emblema.Con un Parlamento alla vigilia di una corposa ristrutturazione, che non rispecchia più nella sua composizione gli orientamenti dell’elettorato, che approva la legge di bilancio senza che la Commissione della Camera, a essa preposta, possa esprimere il proprio parere, siamo del tutto tranquilli perché abbiamo raggiunto gli obiettivi previsti dal pomposo PNRR,traguardo solo burocratico e formale. E ancor più tranquilli perché abbiamo scoperto la resilienza,termine rassicurante che indica la trasformazione delle crisi in opportunità che non converte, però, malinconia e depressione provocate dall’azzeccagarbugli parola.E ancora, considerando che abbiamo un sagace nonno al servizio delle Istituzioni, poco interessa se andiamo trasformando, silenziosamente, la nostra in Repubblica semipresidenziale.Su questo terreno dobbiamo essere grati all’altro pedalante del tandem che, rifiutando una proroga al suo mandato, ci risparmia uno scivolamento verso una Monarchia-Presidenziale. La sua attenzione istituzionale, purtroppo, si ferma qui:solo un assordante silenzio sulla crisi della giustizia,che per il Presidente del CSM avrebbe dovuto essere di primaria preoccupazione. Molti interventi farciti di ovvietà e piattezza, tanto buonismo e tanta energia dedicata ad impedire elezioni anticipate, con il risultato di ritrovarci con un sistema politico, nel suo complesso, collassato. Un tandem, che non amiamo, che ha pedalato lontano dal cuore del Paese, lontano dalle condizioni delle nostre carceri, dei nostri ospedali, delle nostre scuole, dal nostro malaffare, dalle case occupate abusivamente ai nostri vecchi, dalla loro sanità, in definitiva, dal nostro mal di vivere. Il futuro? Al Presidente Mattarella, così come a Berlusconi e all’inconsistente Frattini, auguriamo sereni pensionamenti, per il Presidente Draghi auspichiamo che per serietà istituzionale, per coerenza personale e per dedizione agli interessi nazionali, voglia continuare nel lavoro di Palazzo Chigi, lavoro raccontato ma tutto da realizzare. Alla politica la resilienza per una scelta ponderata e accorta per il Quirinale:non abbiamo bisogno di nuovi e passeggeri eroi,ma di una religione che assicuri, tra l’altro, la nostra libertà di pensiero. Vincenzo Olita Direttore Società Libera

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Teatro. Roberto Andò: Piazza degli eroi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2022

Roma 12 -23 gennaio 2022 Teatro Argentina Largo Argentina orari: prima e giovedì 13 gennaio ore 20, mercoledì e sabato 19.00, giovedì e domenica 17.00 | lunedì riposo durata 2h30’ più intervallo biglietti da € 40 a € 25 per accedere alle sale del Teatro di Roma è necessario il Green Pass rafforzato. Va in scena Piazza degli Eroi di Thomas Bernhard con la regia di Roberto Andò. Magistralmente interpretato da Renato Carpentieri, Imma Villa, Betti Pedrazzi, con Silvia Ajelli, Paolo Cresta, Francesca Cutolo, Stefano Jotti, Valeria Luchetti, Vincenzo Pasquariello, Enzo Salomone, Piazza degli Eroi (Heldenplatz) è l’ultimo testo teatrale di Bernhard e uno dei suoi indiscussi capolavori, qui nella traduzione in italiano di Roberto Menin.Le scene e le luci sono di Gianni Carluccio; i costumi di Daniela Cernigliaro; il suono di Hubert Westkemper. La produzione è del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro della Toscana–Teatro Nazionale.«Il clamore suscitato a Vienna al debutto di Piazza degli Eroi – scrive il regista – confermò l’immagine di uno scrittore furiosamente critico nei confronti del permanere in Austria di strutture autoritarie e fasciste, e il giudizio feroce per la classe politica che vi si era impiantata dal dopoguerra, colpevole di non aver mai veramente tagliato col passato nazista». «Piazza degli Eroi – prosegue Andò – è dunque il testo più politico di Thomas Bernhard, beninteso nella cifra esistenziale e metafisica che alla politica ha sempre voluto attribuire questo autore. Pur essendo ritenuto una summa dei temi di questo autentico genio della letteratura e del teatro, ed essere stato sin dalla sua apparizione oggetto di importanti messinscene in Europa e nel mondo, Piazza degli Eroi non è mai stato rappresentato in Italia. Negli ultimi anni, ho pensato molte volte di farlo, e ora, ho pensato che fosse arrivato il momento giusto. Giusto e opportuno». «Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal teatro – prosegue Roberto Andò – Bernhard sceglie di dare un nome e un tempo all’ottusità brutale che vede avanzare. Ma, come sempre accade in un’opera di fantasia, l’Austria di Bernhard è insieme un luogo concreto e una metafora. Così come lo è la piazza che dà nome al testo, la stessa in cui nel 1938 Hitler annunciò alla folla acclamante l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al destino nazista della Germania». Dopo Roma lo spettacolo sarà in scena a Torino, 25-30 gennaio; Genova, 1-6 febbraio; Palermo, 8-13 febbraio; Brescia, 16-20 febbraio; Firenze, 22-27 febbraio; Salerno, 3-6 marzo.

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“Gli eroi di Mussolini: Niccolò Giani e la scuola di Mistica fascista”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Di Aldo Grandi Le idee e gli errori di quella gioventù che, nel Ventennio, visse con un unico ideale: servire Mussolini e il regime fascista. A costo di morire. La Scuola di Mistica fascista, istituita nel 1930, aveva lo scopo ordinare il magma ideologico e formare la nuova classe dirigente del regime fascista attraverso il culto fanatico e fideistico del suo duce. In questo volume si ricostruisce la storia di Niccolò Giani, il suo fondatore, e di quei giovani intellettuali che, cresciuti nel Ventennio, credettero, obbedirono e combatterono – fino alla morte – in nome di Mussolini, del fascismo e dei progetti di dominazione italiana. Il libro si basa su una ricca documentazione di diari e carteggi privati ed è completato da un’appendice di documenti inediti, fra i quali il diario dal fronte di Giani e le lettere dalla guerra dei giovani volontari di Mistica. Aldo Grandi, giornalista professionista, vive e lavora a Lucca dove è editore e direttore responsabile di quattro quotidiani online («La Gazzetta di Lucca», «La Gazzetta di Viareggio», «La Gazzetta del Serchio», «La Gazzetta di Massa e Carrara»). Storico e saggista, tra le sue opere Autoritratto di una generazione (1990); Giangiacomo Feltrinelli. La dinastia, il rivoluzionario (2000); I giovani di Mussolini (2001); La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio (2003); Insurrezione armata (2005); L’ultimo brigatista (2007); Il gerarca col sorriso (2010).

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Mostra “Mito. Dei Ed Eroi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Vicenza 6 aprile – 14 luglio 2019 Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari Contrà Santa Corona 25, La mostra, a cura di Fernando Mazzocca, Federica Giacobello e Agata Keran, facendo il punto sugli studi e sull’attività di valorizzazione sinora perseguiti, invita alla riscoperta dell’identità di questo palazzo e indaga la fortuna e l’esemplarità della mitologia classica a cui essa è legata, anche grazie all’eccezionale percorso iconografico delle decorazioni pittoriche e a stucco che ne caratterizzano l’architettura.
Partendo dalla rappresentazione di miti e personaggi eroici nell’antichità, il progetto espositivo mette in luce la fortuna della tematica mitologica nei secoli, a partire dalla Grecia, dalla Magna Grecia e da Roma sino all’approdo esemplare tra il Classicismo seicentesco e le diverse stagioni, tra Sette e Ottocento, del Neoclassicismo.
Il piano nobile del palazzo ospita oltre 60 opere, di cui molti capolavori in prestito come lo straordinario Mecenate presenta le Arti Liberali ad Augusto di Giovan Battista Tiepolo, dall’Hermitage di San Pietroburgo con cui Intesa Sanpaolo ha un accordo triennale di collaborazione.La mostra è suddivisa in otto sezioni, ognuna con una tematica diversa, in un continuo confronto tra dei, eroi, miti rappresentati nell’apparato decorativo del palazzo e quelli raffigurati sulle opere esposte. Apollo, Atena, Marsia, Niobe, Alessandro Magno, Ercole, Achille, saranno i protagonisti di un avvincente viaggio nel tempo e nello spazio architettonico, in un incessante rimando sul piano figurativo e iconologico tra i soggetti pittorici delle decorazioni e le opere in mostra, alla scoperta dei significati religiosi, morali e culturali che il mito ha assunto in tempi e contesti diversi.
I vasi dipinti della collezione di Intesa Sanpaolo dialogano con sculture e affreschi dell’arte greco-romana, analizzando gli aspetti produttivi e figurativi, l’influenza e la traduzione in immagine dei soggetti più celebri, le interpretazioni proposte per lo stesso mito da pittori e scultori; allo stesso modo le opere pittoriche di Pompeo Batoni, Ignazio e Filippo Collino, Francesco Hayez, Louis Gauffier, Laurent Pecheux, Camillo Pacetti, Luigi Basiletti, Francesco e Luigi Righetti, Giambattista Tiepolo e Cristoforo Unterberger sono testimonianza di come l’antico venisse considerato come modello universale di bellezza e virtù morale in epoca neoclassica.Il catalogo della mostra, edito da Skira, contiene saggi di Fernando Mazzocca, Federica Giacobello e Agata Keran.
OrariDa martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)Chiuso il lunedì
Apertura straordinarie: 18 maggio, in occasione della notte europea dei musei, apertura fino alle 24.00Aperture straordinarie con orario ordinario: 2 giugno Ingresso
Biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro.Gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni,clienti e dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo.Ingresso gratuito domenica 7 aprile e ogni prima domenica del mese.Prenotazione obbligatoria per i gruppi e le scuole.

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Onorare eroi delle Forze dell’Ordine

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Bene la visita in ospedale del premier Giuseppe Conte da Riccardo Muci, il poliziotto eroe, che nell’incendio di Borgo Panigale nella periferia di Bologna, è intervenuto prontamente per bloccare il traffico ed evitare così una possibile strage. Benissimo l’elogio rivolto alle forze dell’ordine da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma ora il governo dimostri con i fatti, e non con le passerelle, che le forze dell’ordine costituiscano un patrimonio della Nazione da tutelare, difendere e valorizzare e onorare concretamente ”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fratelli di Italia. “Dal governo attendiamo risposte concrete sull’aumento degli stipendi per gli appartenenti alle forze dell’ordine. Un no netto a chi vuole mettere in discussione il trattamento differenziato previdenziale delle forze dell’ordine, perché siamo convinti che chi rischia la vita e non scappa davanti al pericolo debba avere il massimo rispetto dello Stato. Il centrodestra ha riconosciuto il principio di specialità nel pubblico impiego che va valorizzato è riempito di contenuti ” – conclude il Questore Cirielli.

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Sbarco in Normandia: gli ultimi eroi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Sbarco in NormandiaPrima Serie (2 puntate) – da Venerdì 10 ottobre, ore 22:00 Sono pochi i giorni che hanno letteralmente cambiato il corso della storia ma sicuramente il 6 giugno 1944, il D-Day, è uno di questi. Era la libertà del mondo occidentale a essere in gioco quel giorno, il che ha richiesto due anni di meticolosi preparativi, un’intensa attività di spionaggio e l’analisi di milioni di ricostruzioni aeree tridimensionali dell’area. Una storia di eroismo, abnegazione e determinazione. Forse per l’ultima volta ascolteremo le testimonianze di chi ha vissuto quel giorno e ha rischiato la vita per salvare il mondo dalla tirannia nazista. Con l’accesso, mai avvenuto prima d’ora, a migliaia di documenti top secret, ai racconti incredibili dei protagonisti di quel giorno.

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Tav: Sventurato la terra che ha bisogno di eroi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

“Ho fatto il mio dovere”, dichiara il carabiniere oggetto di provocazioni verbali da un manifestante anti-Tav. “Ho fatto il mio dovere”, dichiarava il capitano De Falco quando ordinava al comandante Schettino della Concordia di risalire sulla nave che aveva abbandonato. In entrambi i casi si e’ assistito ad elogi sperticati, encomi, lodi fino alla attribuzione dell’alloro di “eroi” nazionali. Si vede che non siamo abituati alla normalita’: chi fa il proprio dovere diventa un eroe o un fesso, dipende dai punti di vista. Vero e’ che in un Paese che e’ oppresso da 60 miliardi di corruzione pubblica, fare il proprio dovere diventa una eccezione lodevole. “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, scriveva, Bertold Brecht nell’opera teatrale “La vita di Galileo”. Sventurata Italia, diremmo noi. Dante Alighieri, qualche secolo prima, definiva la “serva Italia” come un bordello. Destino ineluttabile? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Eroi di tutti i santi giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2011

E’ trascorso qualche anno, acqua ne è passata molta sotto i ponti che accolgono e accompagnano i riesami, i mutamenti, le nuove condotte sociali. Il delitto è chiaramente un crimine odioso, inaccettabile, per cui occorre una Giustizia giusta, ma che rappresenti la pena come un tragitto di vita, che al suo declinare espliciti forza e umanità sufficienti, per ricomporre quell’inalienabile istanza che lega e salda le persone: la solidarietà sociale. Giustizia come trasformazione che coinvolge l’interezza della persona, dell’ultimo degli uomini, dalla sua colpa e dal suo rimorso, quale anticamera di ben altra dimensione. Giustizia che non veste l’abito del mito, ma consente di aiutarmi e farmi aiutare, e possibilmente di essere di aiuto agli altri, ai meno fortunati, affinché non abbiano a scavarsi la fossa con le proprie mani. Forse quel prete conosciuto tanti anni fa intendeva dire proprio questo, richiamando la nostra attenzione alla necessità di una cultura della legalità, nel rispetto di tutte le persone. In quella sorta di terra di nessuno che è il carcere, Don Giuseppe Baschiazzorre è stato un movimento lento, ma inarrestabile, soprattutto inalienabile, nonostante le contorsioni perverse prodotte dai meccanismi spersonalizzanti che si sprigionano da quel pianeta sconosciuto. Don Giuseppe ha dimesso gli abiti di Cappellano del carcere di Voghera, non lo incontri più nelle sezioni, a colloquio nei corridoi, nelle celle, oppure nei passeggi cementati. Da qualche tempo Don Giuseppe non c’è più, è finalmente a riposo, in una di quelle stanze confortevoli in Paradiso. Ricordo quell’uomo con le croci degli altri ben cucite addosso, tanto da farle proprie. Rammento l’uomo e poi il Sacerdote; l’uomo con lo sguardo in alto, sebbene tra l’incudine e il martello; dei vertici penitenziari distanti, dei detenuti inchiodati alle loro colpe. Ancor oggi ritrovo intatta la sua capacità di credere e sperare nell’uomo nuovo, insieme agli antichi insegnamenti: “occorre riesaminare continuamente il passato per approdare a un mutamento interiore che costruisca civiltà nell’amore”. Patrimonio, questo, di quella sua cristianità che non regala facili ammende, o percorsi illusoriamente in discesa. Rimangono le sue parole che non sono mai di ieri, parole di Giustizia, anche per gli ultimi, in un carcere ancora troppo lontano dalla parabola evangelica del figliol prodigo, ancora troppo a misura ( o peggio dismisura ) di una mentalità che considera il pagare una regola che va onorata, ma disinteressandosi dell’assenza e dello spirito della Costituzione, quindi dello stesso Vangelo. Mentre rimango ad ascoltarmi ed a parlare con l’Uomo, rivivo i giorni in cui il Papa ha messo insieme come una Trinità: Pace-Giustizia-Perdono. Persino all’interno di una prigione, di una solitudine imposta, di uno spazio angusto, non c’è solo l’eternità della penitenza, ma il bisogno di un aiuto, la necessità di un recupero che riconduca alla propria dignità tra gli uomini. E’ con questi pensieri che oggi saluto Don Giuseppe, con la gratitudine di chi sta imparando che Giustizia e Perdono vanno conquistati e meritati, con cura e attenzione, nella fatica e negli impegni assunti in tutti i giorni. (Vincenzo Andraous)

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Risorgimento: gli eroi di allora senza eredi

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Per parlare di Risorgimento e dei suoi valori Art News ha incontrato Giuliano Amato, presidente del Comitato nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia, tornato di recente dagli Stati Uniti dove ha avuto modi di confrontarsi con la comunità italiana più che mai legata alle proprie radici: «Il legame tra gli emigranti e la propria terra – ha detto l’ex presidente del Consiglio – è rimasto forte e anzi si sta fortificando col tempo. Fino a 150 anni fa quanti giungevano in Usa tendevano ad americanizzare il proprio cognome: tendenza che si è andata esaurendo con un ritorno alle radici». Quello che ancora possiamo mostrare con vanto sono sicuramente la nostra arte e la nostra cultura, esportate in tutto il mondo nel corso dei secoli e vero marchio di fabbrica della Penisola: «Fin dai tempi più remoti – conferma Amato – si vedeva come l’Italia avesse avuto prima una identità culturale che politica. Eppure il concetto di Stato era già insito anche negli artisti più datati. Basti pensare che nella Basilica di Assisi è presente un affresco del Cimabue in cui appare il termine Italia». E alla domanda se oggi esistano da noi figure politiche assimilabili agli eroi del Risorgimento, la risposta del presidente Amato non lascia adito a dubbi: «Non vedo nulla di paragonabile a Mazzini o Garibaldi – dice – Forse qualche anno fa quando al governo c’era chi aveva fatto la guerra e aveva difeso a mano armata la Patria, penso a Pertini. Potrebbero esserci similitudini tra De Gasperi e Cavour: anche se estrapolare, come fece quest’ultimo,  un concetto di unità di Patria ai suoi tempi era un’utopia guardando a quello che era l’oggettivo quadro politico». Nato nel 2006, Art News è il magazine settimanale di Rai Educational che si occupa di arte e cultura in onda il sabato pomeriggio su Rai Tre. Maria Paola Orlandini, autrice del programma con Luigi Ceccarelli e Vincenzo Sferra, conduce la trasmissione coadiuvata da esperti quali Claudio Strinati, Antonio Paolucci, Cristiana Perrella, Demetrio Paparoni.

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Martiri e eroi

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Lettera al direttore. Un militare italiano si è suicidato in Afghanistan. Poiché non è morto a causa di un attentato, o di uno scontro a fuoco, nessuno lo chiamerà eroe, e certamente non si penserà a funerali di stato. Però, se il militare italiano si è ucciso a causa di una guerra assurda, insensata, se non è un eroe, sicuramente è un martire. E se si rendono onori agli eroi, sarebbe giusto tributare onori anche ai martiri. Ma non sarà facile conoscere ciò che ha spinto il militare al suicidio. Se avesse lasciato scritto qualcosa, tanto per fare un esempio, riguardo ad un suo eventuale disgusto per una guerra crudele ed inutile, nessuno lo saprebbe mai. (Francesca Ribeiro)

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Anche gli eroi piangono

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2009

associazioneL’Italia è stata considerata nel passato la culla del diritto ed uno dei cardini della nostra Costituzione, l’art. 3 con il 1 comma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, d’opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, nonché il 2 comma: “ E’  compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli d’ordine economico sociale, che, limitando, di fatto, la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, sono per la società attuale pleonastici, pertanto rappresentano soltanto istanze collettive di mera utopia. In questo contesto sono sempre più disattesi i diritti più elementari della collettività e soprattutto defraudati del diritto alla tutela le classi meno abbienti che non hanno adeguate garanzie: nella ricerca del lavoro, nell’applicazione della legge ed in particolare nell’assistenza sanitaria, perché non rappresentativi degli interessi della classe politica. In questa cornice sono categorie che avvertono i maggiori gravami della crisi economica.  I tagli dei bilanci falcidiano coloro che “non hanno voce” e non producono reazioni. Nel silenzio e nell’indifferenza si colpiscono con il tiket, un nuovo balzello, che cresce nel tempo anche per coloro che per la gravità delle patologie hanno l’esenzione ed utilizzano quotidianamente i medicinali. Non ci meraviglia l’atteggiamento della classe politica, che dopo la chiusura dei manicomi  con la legge Basaglia, si è disinteressata del disagio mentale, lasciando i familiari delle persone affette da tali patologie nella solitudine e nella più profonda disperazione. In Europa, l’Italia è il Paese che riserva nel bilancio la somma minore, utilizzando tra l’altro le risorse in modo non funzionale. In questa panoramica anche i portatori di handicap, sono considerati cittadini di categoria inferiore, che sono portati sempre più all’esasperazione e per l’esiguo budget a non potersi curare. Questi atteggiamenti nel tempo li inducono al suicidio e a forme d’eutanasia camuffate dalle istituzioni, soprattutto per coloro che sono affetti da patologie mentali. L’eroe, Duilio Paoluzzi, premiato con la medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica, è costretto a vivere da anni sulla sedia a rotelle, in conseguenza di un salvataggio di un’anziana signora, da mesi è alla mercè dell’Ospedale Sandro Pertini, che in questi giorni è nell’occhio del ciclone per un brutto caso di cronaca. Nella fattispecie di Duilio Paoluzzi, nonostante la certificazione del Medico, che stigmatizzava la necessità dell’intervento, una richiesta legittima, considerando che in un soggetto diabetico, l’infezione può produrre nel tempo effetti letali, ha avuto soltanto delle visite dall’Ospedale Pertini e l’indicazione di una data per il ricovero al fine di essere sottoposto all’intervento. Da quel momento ha avuto inizio l’odissea dell disabile ed in particolare è stato sottoposto ad una continua beffa. Alla data indicata non è stato ricoverato. Dopo alcuni mesi d’attesa, l’eroe ha segnalato allo scrivente l’accaduto. Con delle verifiche telefoniche si appurava che del disabile non “c’era traccia”. Soltanto dopo avere attivato un’importante carica istituzione, l’eroe è tornato visibile. E’ stato contattato telefonicamente ed ha avuto delle promesse in seguito disattese. Altri mesi sono trascorsi nel disinteresse dell’Ospedale. Abbiamo cercato di metterci in contatto telefonico con il  Direttore Sanitario ed il Vice Direttore, ma inutilmente. Pertanto per garantire il diritto alla vita abbiamo attivato lo studio legale dell’Avvocato Ugo Pansolli, Patrocinante in Cassazione e dell’Avvocato Francesco Andruzzi. L’eroe disabile Duilio Paoluzzi, lo scorso anno era stato protagonista di   un’altra brutta vicenda, il costruttore che aveva acquistato l’immobile dove viveva da anni, l’aveva sfrattato, ma grazie all’intervento   delle Associazioni: Amici di Totò…a prescindere! – Onlus e di Mondoconsumatori, la vicenda si è conclusa positivamente. E’ stata offerta un’adeguata dimora, grazie al coinvolgimento dell’On. Alfredo Antoniozzi, e del suo qualificato personale, impegnati nell’Ufficio dell’Assessorato alle Politiche Abitative del Comune di Roma. Auspichiamo in una rapida soluzione anche di quest’incresciosa situazione, sollecitando un’interrogazione parlamentare e nella tempestività dell’intervento del Ministro della Salute o dell’Autorità Giudiziaria. (Alberto De Marco)

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Nassiriya: eroi di libertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

Roma 12 novembre alle ore 18.00, presso il Cinema Quattro Fontane di via Quattro Fontane 23, in occasione dell’istituzione della Giornata in ricordo di tutti i caduti nelle missioni di pace si terrà la conferenza “Nassiriya, eroi di libertà”, promossa dalle associazioni politico-culturali Italia Protagonista, presieduta da Maurizio Gasparri e Cuore Azzurro. Si tratta di una importante occasione per ricordare i nostri martiri per la libertà e riflettere sul tema, quanto mai attuale, delle nostre missioni all’estero.  Interverranno il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, il senatore Stefano de Lillo, l’ex commissario straordinario della Croce Rossa Italiana e deputato Maurizio Scelli, il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco.  Il dibattito sarà  intervallato da brevi filmati sulle forze armate.

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