Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘errore’

FIMA, incredibile errore de Il Messaggero sul clima

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

“Il freddo di questi giorni allontana i timori sul riscaldamento globale”. Siamo solo alla prima settimana di gennaio, ma con questo richiamo comparso giorni fa in prima pagina relativo alle notizie sull’ondata di gelo che ha colpito il paese, “Il Messaggero” di Roma forse si aggiudica già il premio 2019 per la disinformazione e la superficialità nel trattare i temi del cambiamento climatico e del riscaldamento globale.”Una topica davvero incredibile – osserva Roberto Giovannini, presidente di Fima, la Federazione italiana dei media ambientali – Era da anni, per fortuna, che non si leggevano più su un giornale italiano sciocchezze simili e confusione tra clima e meteo. Il riscaldamento globale si manifesta in un aumento delle temperature medie: l’aumento dell’intensità o della frequenza degli eventi meteo estremi è un sintomo del cambiamento climatico, che purtroppo è una realtà sempre più allarmante”.Secondo l’associazione che raccoglie i giornalisti e i comunicatori ambientali “il Messaggero di Roma, se non vuole continuare a fare brutte figure e disinformare i suoi lettori, farebbe meglio a utilizzare la professionalità dei tanti colleghi competenti sui temi del clima, dell’ambiente e della sostenibilità”.
La Federazione Italiana Media Ambientali (FIMA) è stata fondata il 24 aprile 2013 durante il “Festival internazionale del giornalismo” di Perugia. Ha lo scopo di promuovere e migliorare la comunicazione ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità, anche in collaborazione con analoghe organizzazioni di altri paesi, concorrendo in questa maniera alla tutela e valorizzazione dell’ambiente.

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Maxi bolletta Enel da 3.600 euro: Scoperto l’errore grazie a Codici

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

“Sono tanti i cittadini che si rivolgono ai nostri sportelli perché vittime di maxi bollette o maxi conguagli, che dir si voglia, ma la cosa sconcertante è che, nella maggior parte dei casi, queste somme non sono dovute.Nel caso di specie, si tratta di una piccola media impresa costretta ad andare in giudizio perché non è mai stata fornita una risposta al reclamo inoltrato all’azienda. A seguito di giudizio patrocinato dagli Avv.ti Antonio Rosetta e Marcello Padovani, Enel è stata condannata a pagare anche le spese legali, dopo che il Giudice di Pace del Tribunale di Roma ha confermato che la bolletta era prescritta da cinque anni e che quindi, alcuna somma riferibile alla fattura emessa di 3.600 euro, dovesse essere corrisposta.In Italia spesso, piccole e medie imprese si sono ritrovate a dover chiudere a causa di maxiconguagli, di somme che non dovevano essere pagate.Provate ad immaginare cosa possa provare un piccolo imprenditore che si trova davanti una bolletta di migliaia di euro, trattandosi spesso di cifre astronomiche”.
“Errori che rischiano di danneggiare seriamente un’attività sulla base di consumi stimati o di conguagli non reali.In questo ed altri casi, il cittadino non riesce ad ottenere giustizia da solo. Tuttavia, grazie all’azione tempestiva di Codici, come in questo caso, è stato riconosciuto che Enel energia ha ingiustamente preteso somme non dovute.Ricordiamo che, rivolgendosi all’Associazione Codici è possibile ottenere giustizia e non pagare somme erroneamente fatturate in bolletta.Codici come sempre a disposizione dei consumatori, si impegnerà a spiegare come tutelarsi dal rischio delle maxi bollette nei settori energia, gas e acqua e per questo invita tutti i cittadini a rivolgersi al nostro sportello nazionale ai seguenti recapiti: al numero 06.5571996 o inviare una email a segreteria.sportello@codici.org.
Lo sportello è aperto al pubblico in Via G. Belluzzo, 1 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00.” (Dott.ssa Carla Pillitu)

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Sanità alle regioni: Errore fatale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

Ministero salute“Per me la Sanità delegata alle Regioni è stata un errore fatale, perché alla fine il risultato lo vediamo. Ma non ci si può rassegnare, una parte è stata cambiata dalla Costituzione nella riforma che è passata l’altro giorno, è ripassato un concetto di riaccentramento dei sistemi di controllo. Il Patto della Salute sancisce un cambiamento di orizzonte molto forte, è stato un passaggio importante. Sono un po’ isolata nel dire che il passaggio alle Regioni, la Riforma, sia stato un errore. Ora però va gestita, non si può dire siccome è stato un errore dobbiamo rimanere così. Ci deve essere una maggiore consapevolezza da parte di tutti, dare degli obiettivi chiari, misurabili e trasparenti e chi sgarra paga”, spiega il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24. “Sono contenta che la Guardia di Finanza vada nelle strutture perché i controlli sono uno degli elementi perno per riuscire poi a fare delle buone pratiche”, aggiunge il ministro Lorenzin a Radio 24. “I medici devono essere prìncipi per quanto riguarda le scelte sanitarie e tecnico-scientifiche e non è sempre così – spiega Lorenzin a Mix 24 – la scelta dei primari e dei direttori sanitari non deve essere una scelta affidata alla politica, motivo per il quale fortunatamente è passata la mia norma, anche per i direttori generali, in un pezzo della Legge Madia. E invece per le direzioni generali delle Asl ci vogliono super-manager che rispondano a degli obiettivi e qualora non li raggiungono, decadono”.

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Unione Naz. Consumatori su dati Abi: non sono nuovi mutui, ma surroghe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

Banca europea per gli investimentiSecondo i dati resi noti oggi dall’Abi, salgono dell’86,1% le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, nei primi 8 mesi del 2015 rispetto ai primi 8 mesi del 2014. “L’Abi insiste nel dare dati esaltanti sulle performance delle banche. Sarebbe bello se fosse vero. Peccato che, secondo gli ultimi dati di Bankitalia, quelli di luglio, i prestiti al settore privato sono diminuiti sui dodici mesi dello 0,6%. I prestiti alle famiglie, sempre su base annua, sono finalmente saliti, ma di un misero 0,3%, non certo dell’86%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “La verità è che l’Abi prosegue nell’errore di mettere nel conto le surroghe, che non sono certo nuovi mutui, ma vecchi mutui che, più semplicemente, si sono spostati da una banca all’altra. Il motivo delle tante surroghe è che, con i tassi di riferimento al minimo, le famiglie chiedono di rinegoziare il mutuo e la propria banca non accetta di cambiare le condizioni, preferendo perdere il cliente. Nulla di così esaltante, quindi, anche se questi spostamenti dimostrano che esiste un minimo di concorrenza tra i vari istituti di credito” ha concluso Dona.

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Il “ministro” dell’Inps

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

tito-boeriTito Boeri, che dovrebbe essere manager e gestore dell’Inps (a suo tempo avevamo sollevato dei dubbi sulle sue competenze gestionali), interviene di nuovo a gamba tesa sul Parlamento”. A dirlo è Sergio Pizzolante, Vice Presidente dei deputati del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). “È nota – continua Pizzolante – la sua loquacità nei talk show televisivi sulla riforma della previdenza, con l’obiettivo di rompere il patto che i pensionati hanno contratto con lo Stato, con riduzioni significative delle prestazioni anche per le pensioni non elevate. Oggi interviene smentendo il ministro Poletti che, nell’audizione in Commissione Lavoro alla Camera della settimana scorsa, si era molto speso sulla necessità di realizzare la staffetta generazionale nell’ambito dei provvedimenti sulla flessibilità in uscita. Come ho già sostenuto in quella occasione, il Governo, che ha evidentemente commesso un errore nella sua nomina, dovrebbe richiamare Boeri a fare il mestiere di presidente dell’Inps e non il ministro della previdenza”.

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Fisco e taglio tasse

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

“Le parole del premier Monti sulla lotta all’evasione sono apprezzabili e condivisibili. Ci auguriamo solo che quell’aria di rinvio avvertita oggi nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio sia semplicemente un’impressione”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei valori alla camera.
“Rinviare una misura che tagli le tasse con i frutti della lotta all’evasione – aggiunge Borghesi – sarebbe un gravissimo errore. Se realmente, invece e con la necessaria solerzia, darà il via libera a tale norma, saremo i primi ad appoggiare il governo in questo percorso”.

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Farmacovigilanza su errore

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

Dei 18mila i casi di esposizione pericolosa a farmaci rilevati annualmente dal Centro antiveleni (Cav) di Milano, circa il 17% riguarda casi di errore terapeutico mentre il 3% presenta un quadro clinico riferibile a reazione avversa. È quanto emerge da uno studio pubblicato su una rivista dell’Istituto superiore di sanità, in cui viene proposto anche un progetto nazionale di farmacovigilanza sull’errore terapeutico. I 18mila casi di esposizione ai farmaci rappresentano il 40% circa della casistica complessiva esaminata, su richiesta di utenti ospedalieri ed extra ospedalieri dislocati sul territorio nazionale. L’analisi dei dati del Cav di Milano ha permesso di rilevare alcune problematiche emergenti e stimolato l’avvio di un piano regionale per la farmacovigilanza di errori terapeutici e reazioni avverse, cui hanno contribuito nel 2010 anche i Centri di Bergamo e Pavia. Con gli strumenti operativi messi a punto si è ora pronti a implementare un analogo piano di farmacovigilanza di rilevanza nazionale, il Farvicav. A tal fine è stato predisposto un sito web cui possono accedere direttamente gli altri Centri collaboranti per inserire i dati, mentre le informazioni acquisite dal database centralizzato sono condivise con l’Iss, che ha il compito di analizzarli e redigere rapporti annuali. Attualmente hanno aderito al progetto, oltre alla Lombardia, anche Campania, Puglia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Si prevede che il sistema Farvicav sarà in grado di rilevare su base annua informazioni su circa 3.500 casi di errori terapeutici e 800 di reazioni avverse.

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Anticipazioni The Economist in edicola domani

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

L’analisi che si occupa della situazione esistente tra Pakistan e India, due paesi che hanno una politica distorta e si alimentano sul terrorismo.
Editor’s highlights: Sometimes a debate starts where everybody ignores the elephant in the room. So it has been with Pakistan since the death of Osama bin Laden, with the West examining everything to do with the country except the greatest issue of all, its relationship with India. This week our cover leader looks at “the world’s most dangerous border”, which has cost thousands of lives, distorted the politics of two countries and stoked up terrorism. We argue that the West’s refusal to help defuse tension here is a terrible mistake, especially because a settlement is not beyond reach. Also this week The damnation of Dominique Strauss-Kahn Whatever the man did, do not forsake his ideas Business lessons from Barcelona FC The management style of the world’s classiest football team Huckabee hides, the Donald ducks On the American right, social conservatives and the tea party are both in a funk In praise of placebos Virtually all alternative medicine is bunk, but the placebo effect is rather interesting Walmart Wumart The battle for China’s shoppers
L’Economist sostiene che il rifiuto dell’Occidente nel contribuire a disinnescare la tensione tra questi due paesi sia un terribile errore, soprattutto perché una soluzione non è irraggiungibile:
• The world’s most dangerous border – To reduce the risk of terror, the West must help defuse tension between India and Pakistan L’articolo su Dominique Strauss-Kahn: Damned – Whatever the man did, do not forsake his ideas: they are more important
• Una panoramica sulla capacità di recupero e sull’economia giapponese dopo la potenza di un terremoto combinata a un incidente nucleare full-scale: On a mission -A rare reformist zeal is emerging in post quake Japan. The government ignores it at the country’s peril
• L’articolo sul più grande esportatore americano: Don’t bully Boeing, Barack Want to prove you are “pro business”? Condemn a loony left complaint against America’s biggest exporter
• Per ultimo un articolo che tratta della medicina alternativa: There is no alternative – Virtually all alternative medicine is bunk; but the placebo effect is rather interesting
Mentre larga parte della sezione Europe:
L’editoriale su Berlusconi dopo le elezioni comunali in Italia: A blow to Berlusconi – The prime minister’s party struggles inlocal elections.
• Una panoramica sulla divisione economica nell’euro zona, che vede diventare realtà lo spettro, storicamente sempre esistito, di un Europa a due velocità: Northern lights, southern cross – The economic split within the euro area could damage its political cohesion
• L’altro editoriale sull’euro: Tomorrow and tomorrow – The euro zone’s finance ministers continue to act as if time is on their side
• La rubrica Charlemagne: Decoding DSK – What his fall says about transatlantic differences in attitudes to sex, power and the law
Seguono in fondo alla mia email gli highlights dell’editore.(Beatrice Mozzi)

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Navi da guerra iraniane nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

“Il passaggio del Canale di Suez da parte di due navi militari iraniane rappresenta un fatto di estrema gravita’, che rischia di aumentare la tensione in tutto il Mediterraneo e incrementare la tensione e l’instabilità’ dell’intera area” Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e gia’ Sottosegretario agli Affari Esteri. “Era dal 1979 che non veniva autorizzato il passaggio di navi da guerra iraniane dal Canale -ha proseguito l’on.Vernetti- e ritengo che il Governo provvisorio egiziano abbia commesso un grave errore ad autorizzarne il transito”. “Sono fondati i sospetti che le navi trasportino materiale bellico destinato alla Siria per essere successivamente consegnato alle milizie di Hezbollah -ha proseguito l’on.Vernetti- e se tale ipotesi venisse confermata, dsno elevatissimi i rischi di un nuovo conflitto con Israele” “In tale contesto chiedo al Governo di riferire alla Camera -ha concluso l’on.Vernetti- se tale episodio non sia in contrasto con quanto previsto dalla Risoluzione 1701 che ha istituito la missione di peacekeeping Unifil Plus, nella quale e’ impegnato un rilevante contingente militare italiano”

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Berlusconi: il peccatore ovvero “The flesh is weak”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2011

Oramai è ufficiale. In una delle tante esternazioni il Presidente del Consiglio ha ammesso di essere un peccatore. Merita, quindi, tutta la nostra comprensione essendo la “carne debole” (the flesh is weak direbbero gli inglesi). Ma mi sembra riduttivo pensare che così affermando possa pensare di aver coinvolto nel suo “errore” gran parte dell’umanità anch’essa peccatrice e come tale o si giudicano tutti severamente o nessuno. Un teorema interessante ma presenta una grossa falla. Può essere ammannito ai sempliciotti di turno ma non a quelli che preferiscono ragionare. Il peccato in se ha diversi tipi di giudice ai quali rendere conto: vi è la giustizia terrena che cerca di capire se il peccato può avere una implicazione penale oppure no. Vi è il giudizio morale del laico, vi è quello della religione di appartenenza e anche quello della propria coscienza, della propria educazione e quanto altro. Ora mi chiedo se il peccato c’è perché non resta nella sfera privata o, al massimo, confidato al confessore nel segreto del confessionale, ma diventa di dominio pubblico? Il magistrato inquirente potrebbe spiegarci che se questo peccato è esternalizzato è perché il peccatore ha violato un articolo del codice penale (favoreggiamento alla prostituzione femminile). L’uomo della strada potrebbe obiettare che il personaggio politico dovrebbe essere d’esempio e non lasciarsi cogliere in fallo con peccati di questo genere. La chiesa contestare un atteggiamento che va contro gli insegnamenti religiosi e la sua reiterazione non assolve chi pecca. A questo punto mi chiedo: perchè girarci tanto intorno? Questo personaggio non avrebbe fatto meglio, invece di presentarsi con dichiarazioni contrastanti, mostrare di voler insabbiare tutto, negare l’evidenza, presentarsi davanti alle telecamere e dichiarare semplicemente: si ho peccato, mi rendo conto di aver sbagliato, di aver messo in un grave imbarazzo i miei amici e coloro che mi stimano e ora so anche come trarne le debite conseguenze non perché mi ritengo colpevole penalmente ma per aver provocato un vulnus alla morale e alla fede che professo. A questo punto quanti si sentirebbero spinti a perdonarlo? Chi non ha mai peccato scagli la prima pietra. Ora, invece, sulle spalle gli grava il “maleficio del dubbio”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Non votare è un errore

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Lettera al direttore. Sempre più di sovente mi capita di sentire qualche amico dirmi che lui in caso di elezioni non andrà a votare; che tanto destra o sinistra è la stessa cosa, che tanto è perfettamente inutile, che i politici sono tutti uguali; che non c’è nessuna speranza di cambiare questa società, e che, insomma, lui preferisce stare fuori dalla mischia. A me pare invece che in questo particolare momento, poiché i sondaggi sono ancora a favore di coloro che stanno mal governando, o meglio, non governando il paese, non recarsi alle sarebbe comunque una scelta a vantaggio del centro – destra. “Stare fuori dalla mischia” è quindi un’illusione. A me sembra che in mancanza del bene, la scelta del male minore sia un dovere morale. (Attilio Doni)

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Risposta di Corrado Augias

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

La mia lettera “Non capisco la relazione…”,  da voi pubblicata in anticipo, è stata pubblicata da Corrado Augias su La Repubblica del 9 settembre, col titolo: “Il Vaticano lontano dai problemi reali”. Trascrivo la sua risposta.
“Quel messaggio, giudicando dalle lettere, ha sollevato non poche perplessità proprio nei suoi potenziali ascoltatori… Questo Papa continua ad esprimersi male. Il suo errore è simile a quello di Padoa Schioppa quando definì “bellissime” le tasse. Il concetto era giusto, l’espressione orribile. Il papa ha ragione a dire che un giovane non deve badare solo alle cose materiali. Lo pensiamo in molti, la letteratura e la storia lo confermano. Ma nel suo discorso ha di nuovo inciampato in quel distacco dai problemi reali che sono il vero handicap della Chiesa di Roma. Lo dicono in molti ormai, giorni fa lo ha scritto perfino Don Verzé. Le alte gerarchie dovrebbero cominciare a pensarci. La domanda di fondo infatti è: perché non lo fanno? Non vogliono? Non ne sono capaci?” (Francesca Ribeiro)

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Emma Marcegaglia: un richiamo alla realtà

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

“Quello di Emma Marcegaglia è un severo richiamo alla realtà rivolto a forze politiche che non riescono ad uscire da una ridda di polemiche inutili, incomprensibili e dannose.” Lo afferma in una nota Giuliano Cazzola, deputato del PdL e Vice Presidente della Commissione lavoro della Camera dei Deputati. “La presidente di Confindustria – aggiunge Cazzola –  molto opportunamente ricorda che gli italiani hanno dato e ribadito con il voto la fiducia a questa maggioranza e al governo che essa esprime e che sarebbe un errore di portata storica disperdere questo patrimonio in una guerra a colpi di dossier e di processi sommari, quando e’ venuto il momento di proseguire nell’azione intrapresa durante la fase più acuta della crisi avviando nei prossimi tre anni di legislatura una coraggiosa politica di riforme.”. (On. Giuliano Cazzola)

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Errore storico ed esegetico

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

Lettera al direttore. In questo periodo uomini di cultura ed anche qualche sacerdote (ahimé) continuano a fare un errore non solo esegetico, ma anche storico, citando il passo del Vangelo in cui Gesù dice: “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questo piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria…” (Mt 18,6″. Per quanto riguarda l’esegesi è sufficiente consultare qualsiasi vangelo commentato. Riporto qui di seguito il noto versetto tradotto da studiosi cattolici e protestanti (La Bibbia – LDC 1985): “Ma se qualcuno farà perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me…” (Mt 18, 6); “Se qualcuno fa perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me…” (Mc 9,42); “Se qualcuno fa perdere la fede a una di queste persone semplici, sarebbe meglio per lui…” (Lc 17,2). Come si può costatare, Gesù non si riferiva ai bambini. E la pedofilia non c’entra.  L’errore storico sta nel fatto che nella società ebraica, anche al tempo di Gesù, questa infrazione della legge non esisteva. Nei mille divieti dell’Antico Testamento, non ne troviamo traccia. Nel vangelo si parla di fornicazione in genere, ma non in particolare di questo peccato. La pedofilia, quindi non poteva essere nella mente degli evangelisti e, mi dispiace di deludere qualcuno, neppure nella mente di Gesù, altrimenti considerata la gravità del peccato ne avrebbe parlato. (Elisa Merlo)

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Evangelico errore di noti scrittori

Posted by fidest press agency su martedì, 6 aprile 2010

Lettera al direttore. Nonostante le mie reiterate segnalazioni anche a Voi, noti giornalisti e scrittori, continuano imperterriti a fare confusione sul versetto 18,6 del Vangelo di Matteo. Come far capire loro che esso nulla ha da spartire con la pedofilia e con i bambini? Goffredo Fofi in un articolo su L’Unità del 24 gennaio, scriveva: “Un grande profeta parlò di «macina da mulino» che dovrebbero mettersi al collo coloro che danno scandalo all’infanzia”. Feci notare l’errore a  Fofi e mi rispose che lo sapeva, ma che aveva inteso fare una “forzatura retorica”. Un paio di settimane fa Left Avvenimenti, a proposito dei casi di pedofilia nella Chiesa, riportava il versetto sulla copertina. Su “D” di Repubblica del 3 aprile il lettore Ezio Pelino scrive: “A chi scandalizza anche uno solo di questi bambini sarebbe meglio che gli fosse appesa al collo una macina…”. E Galimberti aggiunge ad errore altro errore, rispondendo: “Nei vangeli non c’è traccia di condanna della sessualità, eccezion fatta per la pedofilia nel passo che lei ha opportunamente citato”. Falso. Gli unici peccati sessuali menzionati nel Vangelo sono l’aldulterio e la fornicazione (cf Mt 15, 19), ed invece non c’è traccia della pedofilia. I “piccoli” di cui parla Gesù, non sono i bambini, ma i discepoli.  Del resto, Gesù non poteva definire “credenti in lui” i bambini. A conferma, basta confrontare i passi corrispondenti negli altri due sinottici.  Ed ecco il noto versetto nella Bibbia (LDC – ABU), tradotta in lingua corrente da studiosi cattolici e protestanti: “Ma se qualcuno farà perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me, sarebbe più conveniente per lui che lo buttassero in fondo al mare, con una grossa pietra legata al collo”. Basta, oppure occorre altro?P.S. Speriamo che Galimberti non risponda anche lui che lo sapeva. (Miriam Della Croce)

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L’errore dell’ex ministro della giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, durante la trasmissione Exit (La7 – 13 ottobre) l’ex ministro della giustizia Roberto Castelli ha fatto un madornale errore che stranamente nessuno tra i numerosi presenti gli ha fatto notare, neppure il maggiore interessato al problema, Scalfarotto, né Dario Franceschini, né la brava conduttrice Ilaria D’Amico. Col solito sorriso di chi la sa lunga, Roberto Castelli ha affermato che la “legge Concia” sull’omofobia andava contro l’articolo 3 della Costituzione, giacché gli omosessuali sono persone uguali alle altre. Ma l’applicazione della legge (uguale per tutti) non riguarda le vittime innocenti, bensì coloro che la trasgrediscono. Se fosse altrimenti, troppe leggi sarebbero incostituzionali, e lo sarebbe la stessa “legge Mancino” che già punisce le violenze commesse per odio razziale e religioso. La legge fa distinzione, ad esempio, tra l’oltraggio ad un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, e l’oltraggio ad un semplice cittadino, ma non per questo è anticostituzionale. (Elisa Merlo)

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Due mostre dedicate a Darwin

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2009

darwinCaltagirone (CT) fino al 10/9/2009 MACC – Museo d’Arte Contemporanea via Luigi Sturzo, 167.  Prova d’autore a cura di Domenico Amoroso  IL MACC, nell’ambito di -Musei in Primavera a Caltagirone-, coglie l’occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin come stimolante opportunità per gli artisti invitati a questa edizione di Prova d’Autore, per confrontarsi in maniera personale non solo con una delle teorie fondative della nostra cultura ma anche con argomenti quali il -codice-, il -caso-, il -progetto-, l’errore-, che nell’Arte contemporanea si presentano con una particolare carica di ricerca e di suggestione.  Ha come affascinante e fondamentale prologo la mostra fotografica di Luigi Chies, scienziato e appassionato viaggiatore, particolarmente attratto dalla biodiversità e dalle culture etniche, che tra il 19 dicembre 2008 e il 3 gennaio del 2009, ha visitato le isole Galapagos, dove il grande scienziato inglese aveva osservato i fenomeni che successivamente gli consentirono di pubblicare il suo capolavoro -On the Origin of Species by Natural Selection- (1859), realizzando fotografie affascinanti per la purezza della visione intellettuale e per la sapienza dell’inquadratura, ricche di valori formali e cromatici che trasformano una esperienza personale in un racconto per immagini denso di significati estetici ed etici. Numerosi gli artisti che rappresenteranno, con le proprie opere (pitture, sculture, fotografie e disegni), il tema dell’evoluzione per confrontarsi in maniera personale non solo con una delle teorie fondative della nostra cultura, ma anche con argomenti quali il -codice-, il -caso-, il -progetto-, l’-errore-, che nell’arte contemporanea si presentano con una particolare carica di ricerca e di suggestione: Rosetta Berardi, Silvio Bonomo, Innocenzo Carbone, Carmela Comes, Fiorenza Di Bella, Gaetano Di Gregorio, Salvo Falcone, Gaetano Gambino, Santina Grimaldi, Emanuele Guzzardi, Emmanuel Herth, Simona Impresario, Gaetano Interlandi, Mario Lo Coco, Carmelo Minardi, Miriam Pace, Vincenzo Piazza, Giovanni Pitrolo, Daniela Riccioli, Ernesto Romano, Antonio Saviezza, Takashi Shimizu, Roberto Strano e Salvatore Zimone. (darwin)

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Il Detenuto Ignoto

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

Dichiarazione di Irene Testa, Segretario dell’Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto: “ Il Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, ha dichiarato, intervenendo alla presentazione di un libro, che il provvedimento di indulto approvato da due terzi del Parlamento nel 2006 è stato un errore, e ha fatto notare che quest’ultimo andrebbe adottato solo in casi eccezionali e non per sfoltire le carceri. L’indulto di tre anni fa ha rappresentato certamente una misura eccezionale per tentare di governare la situazione di emergenza che regna ancora oggi sulle carceri, con all’epoca circa 62 mila detenuti per una capienza massima degli istituti di pena di poco più di 42 mila. L’errore è stato nel dopo, nel non aver provveduto a fare le riforme e gli interventi necessari per riportare le carceri nella legalità amministrativa e costituzionale.  Oggi, che le carceri hanno raggiunto la cifra di quasi 65 mila detenuti, l’intero sistema penitenziario è ancor più di tre anni fa al collasso, ed è normalità quotidiana, ormai, la violazione dei diritti di detenuti, agenti di Polizia penitenziaria e ogni altro operatore. Ancora, il tanto sbandierato piano di edilizia penitenziaria del Governo stenta a decollare, ma darà i primi frutti solo dopo tre/cinque anni dopo il suo avvio. Sorge quindi spontanea una domanda al Presidente Fini: quali sono secondo lui le condizioni eccezionali per concedere un provvedimento di indulto, se non è eccezionale tenere ammassati a marcire per anni quelli che nel frattempo saranno diventati verosimilmente più di 100 mila detenuti, concentrati nello spazio sufficiente per poco più di un terzo di loro?

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