Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘errori’

Lavoro: ecco gli errori da evitare nel curriculum

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Trovare il lavoro dei propri sogni diventa impossibile se il proprio curriculum vitae viene puntualmente scartato dai selezionatori. Sono tanti, tantissimi i fattori da tenere in considerazione per la realizzazione e per l’invio di un curriculum vitae, e non è un caso se i candidati sono sempre in bilico tra il classico formato europeo e delle grafiche personalizzate, tra cv con foto o senza foto, e ancora, tra cv di una sola pagina e documenti più lunghi. Ma quali sono, nel concreto, i motivi che portano un recruiter a scartare un curriculum vitae?«Non è facile riassumere tutti i fattori formali che portano un selezionatore a scartare un curriculum vitae» spiega Carola Adami, CEO e founder della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati.«Talvolta i curricula inviati non vengono nemmeno aperti dal selezionatore, per la mancanza di una lettera di presentazione». Va infatti sottolineato che le agenzie di selezione del personale, così come gli uffici HR delle grandi aziende, ricevono centinaia di curricula ogni giorno. Leggerli tutti diventa dunque impossibile, e per questo si pratica una doverosa scrematura a monte, eliminando per esempio i messaggi di tutti i candidati che non hanno introdotto il proprio cv con una lettera di presentazione. «Soprattutto per determinati ruoli, inviare un curriculum non accompagnato da una breve cover letter è un vero e proprio autogol, che lascia trasparire una certa superficialità da parte del candidato».Se fornito di una promettente lettera di presentazione, il curriculum vitae viene certamente aperto. Quali sono i possibili errori interni al cv che possono determinare la stroncatura della candidatura? «Talvolta non si parla di errori formali, quanto invece di leggerezze da parte del candidato» spiega la head hunter di Milano.«Spesso bastano pochi secondi per scartare un curriculum: nel caso di un ruolo che richiede obbligatoriamente una laurea in ingegneria civile è sufficiente controllare la coerenza del titolo di studio indicato per capire se continuare con la lettura del documento o cestinarlo».Del resto sono davvero molti, ci illumina Carola Adami, gli errori che possono determinare la bocciatura di una candidatura.
«Tutti i giorni ci capitano tra le mani dei curricula popolati da errori e da refusi, con formattazioni approssimative e impaginazioni improbabili. Non è nulla di grave, ma di certo queste leggerezze non giocano a favore di un candidato, soprattutto quanto ci sono centinaia di persone che competono per un medesimo posto di lavoro».Alcune volte un buon curriculum vitae viene macchiato da un piccolo ma lampante errore. C’è chi, per esempio, nella sezione dei contatti inserisce un contatto email scherzoso, probabilmente creato in gioventù e mai cambiato, il quale in sede di candidatura risulta ovviamente fuori luogo.Altri candidati aggiungono delle fotografie assolutamente non professionali, scattate magari in spiaggia e ritagliate in malo modo; e ancora, un selezionatore attento non mancherà di notare, a prima vista, degli evidenti gonfiamenti nell’elenco delle esperienze lavorative.«Riceviamo spesso dei curriculum di 3 o 4 pagine, scritti da candidati convinti che scrivere tanto sia meglio per attirare l’attenzione del recruiter» precisa Adami «laddove invece si dovrebbe puntare non sulla quantità, ma sulla qualità e su una buona organizzazione delle informazioni, così da mettere in evidenza i punti di forza del candidato».Non deve poi mancare, infine, l’indispensabile liberatoria per il trattamento dei dati, che tanti candidati continuano tutt’oggi a dimenticare.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La politica del: Perseverare diabolicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

berlinoErrare humanum est, perseverare diabolicum. E’ quanto sta accadendo agli italiani che non sembrano fare tesoro del loro passato recente che è partito con il piede sbagliato nel ricercare l’unità del Paese. Da allora ha incominciato a darsi dei governi fantoccio intrisi di corruzione e di logiche clientelari e che, si è concluso regalando, alla dittatura fascista, l’intero paese per la litigiosità delle opposizioni. Un’esperienza finita tragicamente con un bagno di sangue e una guerra fraticida carica di distruzioni. Il poi è stato edulcorato da una democrazia incapace di avere una forza politica di alternanza. E abbiamo vivacchiato sino alla caduta del muro di Berlino che ha sancito di fatto la fine della guerra fredda e dell’Urss. E’ seguita la primavera di “mani pulite” nella sua battaglia contro la corruzione che aveva nella politica il protettore più autorevole ma ciò non ci ha impedito di finire nuovamente tra le braccia di un novello imbonitore. Ad opporsi i soliti partiti che avrebbero potuto evitarci le sue esternazioni e la sua scalata al potere, se solo fossero riusciti a marciare uniti ed invece è prevalso il divide et impera. Ora ci risiamo. Un altro governo che per difendere gli interessi di pochi non si fa scrupolo di accanirsi contro le classi più deboli e i partiti che fanno? Tramano solo per spartirsi una fetta di potere, costi quel costi. E il popolo sta lì come inebetito a far trastullare i sondaggisti che lo danno favorevole a chi mette le mani nelle loro tasche e gli ruba l’aria per respirare. Siamo diventati “l’anitra zoppa” della democrazia compiuta, siamo diventati il laboratorio di una logica capitalistica che non accetta i valori della vita nella sua accezione universale. E’ un privilegio di casta, riservato a pochi. Agli altri, al massimo, sono riservate le briciole. E’ la nuova schiavitù delle masse. E’ la sua cultura masochista. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici e sociali della fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I flussi migratori e gli errori del PD pagati dagli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

migranti«Dopo aver riempito l’Italia di immigrati clandestini oggi il Pd arriva in aula e sostanzialmente ammette di aver sbagliato tutto e che avevamo ragione noi “pericolosi populisti”. Fratelli d’Italia ha scelto di astenersi sull’iniziativa in Libia perché la missione ha dei contorni troppo poco chiari per poter dare un voto favorevole ma volevamo comunque dare un voto di incoraggiamento al governo perché per la prima volta ammette che bisogna bloccare i flussi migratori». È quanto ha dichiarato a margine del voto in aula il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni sulla relazione che autorizza la partecipazione dell’Italia alla missione internazionale in supporto alla Guardia costiera Libica.Il leader di FdI ha poi risposto a una domanda sulle ONG: «Penso sia scandaloso il comportamento di alcune organizzazioni non governative, che scelgono di non accettare alcune regole molto blande che il governo prova a concordare con loro. Penso che non si possa consentire a chiunque di favoreggiare l’immigrazione clandestina e che se queste ONG si comportano cosi si debbano sequestrare le loro navi e denunciare i loro equipaggi, perché quello è fiancheggiamento dell’immigrazione clandestina».

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Migranti: Fontana (FI), Renzi disco rotto per coprire errori del suo governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

migranti“Sono assolutamente inaccettabili le reiterate affermazioni del segretario del PD Matteo Renzi che, come un disco rotto, continua a straparlare per nascondere le gravissime responsabilità sue e del suo governo sulla questione migranti. Il regolamento di Dublino, al quale scarica le colpe, fu sottoscritto nel 2003 quando sbarcava in un anno l’equivalente degli sbarchi che oggi avvengono in soli due giorni. Mentre gli accordi capestro sui ricollocamenti negoziati dal suo Governo nel 2015 e che consentono il trasferimento in Europa esclusivamente di Siriani ed Eritrei, interessano una percentuale quasi impercettibile rispetto all’enorme esigenza che ha l’Italia di ricollocare i migranti presenti oggi in Italia, pari all’1,64%. Accettare le condizioni dell’operazione Triton del 2015 e firmare gli accordi sui ricollocamenti è stato un vero e proprio tradimento degli interessi nazionali e questo tradimento è stato sottoscritto da Renzi, Gentiloni, Alfano e Minniti, ovvero da chi ancora governa l’Italia o ha la maggioranza politica che tiene in piedi l’Esecutivo di questo Paese. In questa situazione, solo pensare vagamente di attribuire responsabilità al Governo Berlusconi, evidenzia la disperazione dell’ex premier Renzi a fronte di scelte politiche sbagliate di cui tutti oggi gli italiani pagano le conseguenze.” Ad affermarlo, il deputato di Forza Italia Gregorio Fontana, componente della Commissione d’inchiesta sui migranti, in replica alle affermazioni di Renzi sull’accordo di Dublino.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli errori del P.D.

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

cisnettoSe il Pd crede di recuperare a sinistra ciò che ha perso nelle amministrative e nel referendum, si sbaglia di grosso. E se questo errore di miopia politica viene assecondato dal governo, l’effetto rischia di essere devastante. La decisione di varare un decreto legge per cancellare totalmente, tanto per le imprese come per le famiglie, i voucher, cioè i buoni utilizzati per pagare i lavoratori a ore evitando che finiscano in nero, con l’obiettivo di evitare il referendum che sul tema ha indetto la Cgil, modificando nel senso proposto dal quesito la disposizione riguardante la responsabilità solidale in caso di appalti, appartiene esattamente a questa categoria di bischerate. Tanto più se la condizione di necessità e urgenza per decretare, al di là dell’obiettivo strumentale di evitare il referendum, non si vede neppure al microscopio, e non viene certo salvata dal fatto che il decreto riprende il testo approvato dalla commissione Lavoro della Camera. A maggior ragione, tra l’altro, visto che la cancellazione dei voucher decorre dal 2018, con la scusa che i “buoni” già acquistati potranno essere usati (o rimborsati) fino alla fine dell’anno (con la conseguenza che in queste ore si è scatenata una corsa all’acquisto on line dell’ultimo voucher per fare scorta).Sia chiaro, di quella consultazione il Paese non sentiva certo l’esigenza, e la motivazione adotta dal presidente Gentiloni di non voler introdurre nuove fibrillazioni in una situazione che già risente di fin troppa esagitazione, non solo è perfettamente comprensibile, ma anche, almeno sulla carta, giusta. Diverso sarebbe, invece, se dietro questa motivazione “alta” ce ne fossero di più “basse”, e cioè la paura di perdere un altro referendum dopo quello del 4 dicembre e la preoccupazione di non spaccare ulteriormente il Pd in vista delle elezioni. Ansie legittime in casa Pd, meno in seno al governo che deve badare agli interessi generali. E che comunque non si placano scippando ai promotori la consultazione, perché si finisce con lo scontentare ugualmente quella parte del sindacato e della sinistra che volevano misurarsi – con buona probabilità perdendo (scala mobile docet), paradossalmente – e col perdere credibilità verso il mondo seriamente riformista e quello moderato, a cominciare dal mondo delle imprese (anche se Confindustria tace, ma ormai non fa più testo). Inoltre, questa scelta ha spaccato pure il sindacato, facendo battere le mani al governo alla Fiom di Landini e reagire con un “qui ritorna il lavoro nero” alla Cisl della Furlan. Bel colpo.Insomma, come hanno scritto Giuliano Cazzola e Pietro Ichino, si è di fronte ad una resa priva di condizioni di chi non ha neppure tentato di combattere, oltre che senza avere almeno provato a stabilire se i voucher hanno prodotto o no effetti positivi. Mentre, una strada alternativa c’era. Siccome è vero che la normativa aveva bisogno di una registrata, perché ci sono effettivamente stati degli abusi nell’uso dei voucher, si sarebbe potuto produrre una revisione restrittiva della disciplina. Si dice: ma la suprema Corte avrebbe potuto non considerare sufficienti le modifiche ai fini dell’annullamento del referendum, perché il quesito referendario richiedeva l’abrogazione totale. Vero, ma non doveva essere la certezza di evitare la consultazione lo scopo dell’azione del Governo, bensì quello di assicurare al Paese una normativa moderna ed efficiente e su quello farsi giudicare dagli italiani.Conosciamo l’obiezione, giunti a questo punto: scampato il referendum, dopo le elezioni politiche si potrà sempre tornare sul tema con un nuovo provvedimento che imponga le norme che non sono state messe in campo in questa circostanza. Sì, è vero, giuridicamente si può fare. Peccato, però, che valga molto di più la coerenza della furbizia politica, specie in questa fase. E, infatti, è proprio qui che casca l’asino. Credere, come sembra aver pensato Renzi influenzando la scelta di Gentiloni, che bisognava evitare un bis del referendum sulle trivelle, perché pur non avendo raggiunto il quorum, su quei Sì quel furbacchione di Michele Emiliano ha costruito la piattaforma della sua candidatura a segretario del Pd, è puerile. Ma questo è il meno. Ciò che è più grave è non capire che una scelta del genere favorisce il vero “nemico da battere” della prossima competizione elettorale (cui pure tutti guardano come unica stella polare): i grillini. Anzi, questa scelta rappresenta uno straordinario contributo alla “grillizzazione” del Paese, cioè alla affermazione di tutte quelle condizioni che rischiano di rendere inevitabile, e perfino travolgente, la vittoria dei populisti nostrani. Fateci caso: l’abolizione dei voucher era nell’agenda dei 5 stelle, ora è Gentiloni ad averla realizzata; alla proposta pentastellata denominata “reddito di cittadinanza” fanno pendant quella renziana del “lavoro di cittadinanza”, quella di Forza Italia (Brunetta) finalizzata a garantire un impiego (o indennità) trimestrale a tutti, e quella di Salvini di un “reddito di sussistenza”. E con le similitudini si potrebbe andare avanti all’infinito, perché sia a sinistra che a destra l’inconsistenza politica e programmatica ha creato un micidiale meccanismo di subordinazione culturale (si leggano Angelo Panebianco e Giovanni Orsina) al grillismo dilagante. Senza aver capito che Grillo non si batte sul suo terreno, perché più lo si insegue e lo si copia e più dilaga.E non ci si faccia troppe illusioni sull’esito delle elezioni in Olanda. Là a tener testa al PVV dello xenofobo e anti-Ue Geert Wilders, che pure ha preso 5 seggi in più di quelli che aveva, non sono stati i laburisti, miseramente crollati dando un po’ di ossigeno ai Verdi – se fossimo in quelli del Pd e della sinistra oltre i Democrat, rifletteremmo molto sul risultato olandese – ma i liberal-conservatori del premier uscente Marc Rutte, nonostante che di seggi ne abbiano persi otto. Sarà con tutta probabilità ancora lui a presiedere il governo olandese, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutte le cancellerie continentali, ma al prezzo di aver inseguito sul loro terreno i populisti e grazie all’intemerata del turco Erdogan, che ha spaventato gli elettori spingendoli a preferire, pur in misura più ridotta, la continuità. In tutti i casi non è la sinistra che riesce a rispondere al mix montante di populismo, nazionalismo e neo-protezionismo, ma il centro-destra. Peccato che da noi sia diviso, e che una buona metà, Salvini più Meloni, abbia gli stessi contenuti, le stesse parole d’ordine e lo stesso linguaggio del fronte da battere. Qualcuno, a sinistra come a destra, invece di far finta di essere ancora nel teatrino del Berlusconi sì-Berlusconi no, vuole aprire gli occhi (e il cervello) e dare risposte? Possibilmente non dello stesso tenore del decreto sui voucher, grazie. (by Enrico Cisnetto direttore “Terza Repubblica)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italiani a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

scuola_01Non poteva che essere cosi’. “Nelle tesi di laurea, errori da terza elementare”, segnalano 600 docenti universitari. La denuncia evidenzia le carenze degli studenti universitari che, comunque, prima di accedere all’universita’, hanno alle spalle 13 anni di scuola (5 di elementari, 3 di medie e 5 di superiori). Un disastro.Secondo il linguista Tullio De Mauro, scomparso recentemente, il 70 per cento degli italiani sono analfabeti funzionali, cioe’ hanno gravi difficoltà nella comprensione di un testo. “Il 70 per cento degli italiani non capisce quello che legge” sintetizzava il professor De Mauro. Non va meglio per le nuove generazioni, poiche’, secondo un’indagine internazionale, promossa dall’OCSE-OECD, gli studenti italiani sono penultimi in Europa per la capacita’ di comprensione di un testo, penultimi nelle cognizioni scientifiche e terz’ultimi in quelle matematiche.Facile, quindi, che frasi a effetto trovino un terreno fertile nell’analfabetismo funzionale, che predilige gli slogan ai ragionamenti, sicche’ molti sono i creduloni che prendono per oro colato cio’ che gli e’ propalato in forma semplice attraverso i social media o la tv.Si crede al pesce fragola (mai esistito), alla gente che muore di fame (mai vista), all’euro che ci ha rovinato (si dimentica a quali percentuali a due cifre erano i mutui e l’inflazione), ai termovalorizzatori che uccidono (ma vanno bene se sono collocati in altre citta’ non nella propria), ai vaccini dannosi (meglio scegliere i guaritori di turno), ai politici tutti corrotti (gia’, chi li ha eletti?), alla disoccupazione che ha raggiunto la meta’ della popolazione (e’ al 12%), agli immigrati che ci hanno invaso e tolgono lavoro agli italiani (sono il 9% e fanno il lavoro che gli italiani non vogliono fare), ecc.In questa situazione e’ ovvio che gli italiani hanno difficolta’ ad adeguarsi a un mondo globalizzato che corre. Allora e’ meglio rifugiarsi nelle proprie valli, invocare la sovranita’ nazionale, auspicare l’uomo forte (meglio se mandato dalla Divina Provvidenza), dimenticando le tragedie del secolo scorso.Ricominciare dal dettato e dal riassunto? Rivedere la formazione degli insegnanti? Riorganizzare la scuola? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Sulla vicenda libica il governo precedente ha fatto uno degli errori più clamorosi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2017

libia“L’Italia deve svolgere un ruolo di mediazione tra il governo di Tobruk e Tripoli. Lo schieramento con Al Sarraj non solo è pericoloso per i nostri connazionali in Libia, ma anche diplomaticamente non produttivo. Il ministro Alfano prenda in mano seriamente la situazione, perché la vicenda potrebbe avere dei risvolti molto seri”. È quanto ha dichiarato Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, intervenendo alle Commissioni esteri di Camera e Senato nel corso delle quali il ministro degli Esteri ha illustrato le principali linee programmatiche del suo dicastero. “Sul fronte migrazione e Mediterraneo – ha aggiunto Cirielli – è necessario fare di più e spingere ulteriormente perché ci siano accordi internazionali per i rimpatri dei clandestini. Dobbiamo fare accordi seri perché i Paesi interessati si riprendano i delinquenti che devono scontare nei loro paesi d’origine la pena che dovrebbero scontare in Italia”.
“Sulla vicenda Nato – ha sottolineato Cirielli – è importante che l’Unione Europea e l’Italia di fronte allo scenario mutato adeguino il finanziamento al nostro strumento militare e alle nostre Forze Armate per essere in grado di affrontare la situazione e dare credibilità. Anche sulla questione delle sanzioni alla Russia occorre che alle parole seguano i fatti. Altrimenti rischiamo da primi oppositori di essere tra gli ultimi a fare passi concreti perché le cose cambino. Bisogna accelerare”. “L’unica grande lacuna emersa – ha concluso – riguarda la vicenda turca. È evidente che la Turchia nel Mediterraneo svolge un ruolo destabilizzante, sicuramente incoraggiato nel passato dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, dalla Francia. Invitiamo, pertanto, il ministro Alfano a far sì che l’Italia guardi attentamente, senza cinismo, ma con realismo al ruolo pericoloso che la stessa svolge. Occorre, infine, che il nostro Paese dia maggiore sostegno ad Israele, alleato strategico in Medio Oriente”.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Linee-guida, errori comuni e prescrizioni, tra le notizie del 2016 da non perdere

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

medicoEsami inutili, gestione del dolore, interazioni tra farmaci, colesterolo, statine e cefalea sono in cima agli argomenti più seguiti dai lettori di Doctor nel corso dell’anno che si sta concludendo, anche per la pubblicazione di nuove linee-guida internazionali. Questo numero speciale di Doctor33 ripercorre i fatti salienti del 2016 sul fronte della clinica. Il 2016 delle notizie più apprezzate – alcune delle quali sono forse sfuggite a qualche lettore – è stato aperto dalle raccomandazioni del programma americano «Choosing Wisely» per ridurre gli atti medici inutili (in particolare gli esami del sangue). Nelle settimane seguenti l’attenzione è andata in particolare alle linee-guida per l’uso dei bisfosfonati nell’osteoporosi e a quelle sulla gestione del dolore post-operatorio in adulti e bambini. Subito dopo, le notizie più cliccate sono state di carattere oncologico: la conferma dell’efficacia preventiva anche per il tumore del colon della somministrazione a lungo termine di aspirina e gli otto segni clinici che aiutano a prevedere quando la morte è imminente nei malati di cancro. In cima all’interesse dei clinici ci sono state poi le prescrizioni inappropriate negli anziani, con le conseguenti interazioni pericolose, e tre notizie riguardo a linee-guida internazionali: sull’infezione da elicobatterio, sulla gestione del colesterolo negli ultrasessantenni, e sulla gestione delle dislipidemie e della fibrillazione atriale presentate a Roma in occasione del congresso annuale della European society of cardiology. Nei mesi seguiti alla pausa estiva, le notizie più apprezzate hanno riguardato raccomandazioni per evitare errori frequenti: quelli commessi dai pazienti alle prese con le iniezioni di insulina e quelli commessi troppo spesso dai clinici alle prese con la terapia della cefalea a grappolo e in generale da clinici e ricercatori nel non riconoscere i vantaggi della somministrazione a lungo termine di statine esagerandone i rischi, su cui ha fatto il punto un’ampia revisione pubblicata da Lancet. All’insegna delle linee-guida internazionali sono stati anche gli ultimi mesi del 2016, con la pubblicazione di quelle sull’acne e sul trattamento della malattia arteriosa periferica. Chi se le fosse perse vorrà forse approfittare della pausa natalizia per «rimettersi al passo» con i colleghi più informati. (fonte: doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli errori di Berlusconi e Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

renzi-berlusconiChe errori. Sarà che un po’ si somigliano, ma in questa concitata fase pre-referendum, Berlusconi e Renzi stanno sbagliando in perfetta sincronia. E a far loro prendere delle cantonate è, more solito, l’ego ipertrofico di cui sono entrambi ampiamente dotati.Clamoroso – ma non inaspettato, almeno per noi – è il comportamento del fondatore di Forza Italia nei confronti di Parisi e Salvini. Dopo averlo investito di un ruolo improprio – una sorta di amministratore delegato con poteri da commissario per dare una sistemata all’ormai polverizzata Forza Italia – il Cavaliere ha mollato da un giorno all’altro l’ex candidato sindaco a Milano, accusandolo di non avere buoni rapporti con il leader della Lega. Ora, Parisi non manca di difetti, ma quello che gli imputa Berlusconi non solo non esiste, ma è addirittura un pregio. Il Cavaliere, prigioniero della sua mitologia, crede che sia possibile e opportuno rieditare per l’ennesima volta il vecchio centro-destra, con Lega e Fratelli d’Italia a fare da ancelle di Forza Italia. Peccato che nel frattempo siano successe un po’ di cose: Berlusconi ha raggiunto la bella età di 80 anni ed è agli occhi degli italiani, a cominciare da quelli che lo votarono, irrimediabilmente un uomo del passato; il partito berlusconiano esiste solo nei gruppi parlamentari ma si è frantumato nel Paese; la Lega ha una consistenza elettorale pari se non superiore a quella di Forza Italia; la linea politica del duo Salvini-Meloni è ormai del tutto populista-lepenista; con la consacrazione dei cinquestelle, il sistema politico non è più bipolare ma tripolare. Tutte cose che da un lato rendono improbabile, per non dire impossibile, che si possa ricostruire l’alleanza che un tempo fu vincente, tantomeno se pensata ancora a trazione berlusconiana, e che dall’altro fanno sì che comunque l’eventualità andrebbe scartata, sia perché perdente e sia perché destinata a non poter governare.Dunque, in questo quadro, l’annuncio di Salvini di volersi candidare premier dopo essersi messo alla testa di un “nuovo” centro-destra frutto di una sorta di opa della Lega su Forza Italia, avrebbe dovuto rappresentare il classico cacio sui maccheroni per Berlusconi, e di conseguenza per Parisi. La risposta a Salvini non avrebbe potuto che essere una pernacchia, e un rafforzato endorsement nei confronti di Parisi per costruire un soggetto politico nuovo, liberal-popolare, capace di parlare non alla nomenclatura residuale bensì al popolo dei moderati che a suo tempo aveva consentito a Berlusconi di stare al governo dieci anni. Ma si sa, Berlusconi non è mai stato uno lungimirante e generoso, politicamente parlando. Ed è per questo che, dimostrando ancora volta (per chi aveva bisogno di ulteriori conferme) di non prevedere eredi, il Cavaliere non ci ha pensato due volte a sacrificare Parisi per provare ad agire con il tribuno lepenista in una logica di scambio. Sbagliando due volte: una nel pensare che quella sia la giusta mossa, e due nel credere che con Salvini funzioni. E questo dopo aver appena pronunciato, in un’intervista al Corriere della Sera, parole più che sensate sulla sua collocazione politico-culturale, tanto più perché pronunciate subito dopo la vittoria di Trump negli Stati Uniti, quando ha precisato di non considerarsi di destra, e di non avere quindi intenzione di “interpretarla”, ma di avere invece l’ambizione di “rappresentare un centro liberale e popolare, nel quale confluiscano le migliori tradizioni politiche italiane”, dai cattolici ai socialisti riformisti, dai repubblicani ai liberali. Peccato: analisi giusta, comportamento sbagliato.Detto questo, una parte non piccola di responsabilità ce l’ha pure Parisi, che ha creduto che davvero Berlusconi gli avrebbe consegnato le chiavi di casa e così si è lasciato etichettare come “erede designato” nonostante qualcuno – noi, per esempio (vedi TerzaRepubblica del 17 settembre : http://www.terzarepubblica.it/newsletter/20160916-newsletter-n37/) – lo avesse vivamente sconsigliato. Ora non gli rimane che imboccare la strada a suo tempo suggeritagli, quella di un’iniziativa autonoma rivolta agli elettori e non ai partiti del vecchio centro-destra, meno verticistica e più permeata dello spirito di voler creare una classe dirigente e non una leadership a tavolino, ma certo questo incidente di percorso finirà per pesare.Berlusconi, peraltro, non si è limitato a voltare la spalle a Parisi e a confessare di essere senza eredi (meno male), ma se n’è uscito con una riedizione del suo battesimo politico al presidente del Consiglio – “oggi l’unico leader è Renzi” – cosa che aveva ripetutamente fatto dopo l’arrivo a palazzo Chigi del giovane democristiano prestato alla sinistra, salvo poi zittirsi fino al punto di non ascoltare il suggerimento di Confalonieri di schierarsi a favore del Sì nel referendum. Ora questo ritorno di fiamma, che molti interpreteranno come una conferma di un pensiero diffuso, e cioè l’ammissione di preferire sotto sotto la vittoria del Sì – ma non è detto che questo giovi alla causa renziana – ha spinto Renzi a commettere a sua volta un errore esiziale: sconfessare in via preventiva l’unica mossa politica sensata possibile per il dopo referendum, sia che vinca il Sì come il No. Parliamo di una nuova maggioranza comprendente Pd e Forza Italia che gestisca l’ultima fase della legislatura, figlia di un “patto del Nazareno” fatto alla luce del sole (non inciucista come quello precedente) e con la dichiarata finalità di sbarrare la strada a Grillo, unendo e non contrapponendo le forze riformiste e moderate. Naturalmente un patto che riveda radicalmente la legge elettorale, togliendo a Renzi l’illusione che in un ballottaggio con un pentastellato possa uscirne vincitore e a Berlusconi l’insana idea di poter ricreare un centro-destra competitivo sia con Renzi che con Grillo. Uno scenario che noi riteniamo sia più probabile, o se si vuole meno problematico, realizzare con una vittoria del No – proprio perché Renzi sarebbe costretto a battere quella strada, pena la sua sconfitta politica definitiva – ma che andrebbe perseguito anche nel caso prevalgano i Sì. Certo, l’essere tornato da parte di Renzi ad alimentare l’ossessione del 4 dicembre – in realtà non ha mai smesso di personalizzare il referendum, neppure quando ha accennato ad una autocritica sul punto – e per di più toccando tasti pericolosi non meno dei fili dell’alta tensione, come la polemica in Europa, non giova. Non solo per le conseguenze negative immediate – vedi il rialzo dello spread, ormai oltre quota 180 e avviato a raggiungere i 200 punti negli ultimi giorni della campagna elettorale – ma anche e soprattutto perché non si chiuda l’unica via d’uscita che la legislatura ha per sopravvivere e dare qualche frutto dopo l’assurda sospensione della vita (non solo politica) nazionale nel corso di quasi tutto il 2016.Tuttavia, la politica è l’arte del possibile, e non sarebbe certo la prima volta, e neppure l’ultima, che si cambi idea in corso d’opera per rimediare a degli errori e rendere praticabile ciò che fino ad un minuito prima sembrava impossibile. Tantomeno sarebbe un problema per Berlusconi e Renzi, così uguali nell’essere pervicacemente bugiardi, cambiare idea facendo finta di niente. Se lo facessero, una volta tanto sarebbe utile. (By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli errori di Forza Italia e le analisi di Parisi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2016

parisi“Una critica faccio, esplicita, a Parisi: quando dice che il centrodestra ha perso dieci milioni di voti non fa l’analisi giusta. Perché li abbiamo persi? Li abbiamo persi perché abbiamo commesso degli errori”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Abbiamo accettato di votare Monti. Abbiamo consentito le dimissioni di Berlusconi, in quel novembre del 2011, e abbiamo appoggiato un governo mai eletto da nessuno, quello di Monti, che poi si è rivelato un disastro. Dovevamo andare, invece, alle elezioni: avremmo vinto o avremmo perso, ma avremmo mantenuto l’unità del centrodestra. Abbiamo sbagliato ad appoggiare il governo Letta, le larghe intese. Abbiamo sbagliato a fare il Nazareno senza la Lega. Tutte le volte in cui abbiamo rotto, anche per senso di responsabilità, l’unità del centrodestra abbiamo commesso degli errori”, ha sottolineato.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Trasferimenti da rifare

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

ministero pubblica istruzioneAncora oggi, il Partito Democratico continua a parlare di “eventuali errori nel calcolo dei punteggi e delle assegnazioni di ambiti”. Nessun cenno viene fatto nei confronti di un algoritmo ministeriale male impostato e gestito ancora peggio, che ha dirottato migliaia di docenti di mezza età e oltre a mille chilometri da casa senza alcun tipo di indicazione sul come e perché si è arrivati a questo.
Il Governo continua a negare la mole infinita di trasferimenti errati dei docenti di ruolo: ancora oggi, sul sito internet del Partito Democratico si continua a parlare di “eventuali errori nel calcolo dei punteggi e delle assegnazioni di ambiti” e “di opportunità di lavoro da cogliere o meno”. Nessun cenno viene fatto nei confronti di un algoritmo ministeriale male impostato e gestito ancora peggio, che ha dirottato migliaia di docenti di mezza età e oltre a mille chilometri da casa senza alcun tipo di indicazione sul come e perché si è arrivati a questo.L’associazione sindacale Anief, che per statuto tutela i diritti del personale scolastico e pubblico, si è da subito schierata accanto ai docenti oggetto del trasferimento secretato: dopo aver messo a disposizione il modello per chiedere la‬ correzione del‬ punteggio e della sede, organizzato e preparato le proprie strutture territoriali per assistere i docenti durante le‬ conciliazioni, ora il giovane sindacato decide di avviare le procedure per una tutela legale dei tanti docenti danneggiati, ricorrendo al Giudice del lavoro laddove ve ne siano i presupposti.“L’obiettivo dell’iniziativa – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è quello di ottenere il rispetto di quanto previsto dal contratto sulla mobilità, dalla contrattazione e dalla‬ ‪legge in materia di trasferimenti nella scuola e nel pubblico impiego, fermo‬ restando l’invio della richiesta di accesso agli atti per delucidazioni sui criteri utilizzati dal Miur per la definizione dell’algoritmo”.‬ “‪Sono troppe le denunce che continuiamo a ricevere ogni ogni giorno da parte di chi lamenta di essere stato spedito in ambiti regionali lontanissimi, quasi sempre al centro-nord, mentre dei colleghi con meno punti avrebbero ottenuto sedi più vicine. C’è qualcosa che non quadra. Perché, lo ricordiamo, chi subisce questa nuova migrazione, rischia fortemente di essere allontanato da affetti e radici per tre anni almeno. Occorre essere certi che si tratti di uno spostamento necessario, non frutto di superficialità o errori del Miur. Ecco, perché dopo la mancata conciliazione – conclude Pacifico – abbiamo predisposto tutto per vederci chiaro, sino ad arrivare al Giudice del lavoro”.‬

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Renzi e le 80 euro: dare e avere

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

monete“Abbiamo da sempre denunciato non solo l’opportunismo populista di una misura messa in campo con il solo obiettivo di comprarsi il consenso per le elezioni europee del 2014, ma abbiamo anche sempre sostenuto che il cosiddetto ‘bonus 80 euro’ conteneva una serie di storture e banali errori”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Il nostro Simone Baldelli, con due interrogazioni in Parlamento, aveva già sollevato il tema delle centinaia di migliaia di cittadini italiani che nel 2015 avevano dovuto restituire il bonus ricevuto. Il governo aveva incredibilmente taciuto a questa richiesta di trasparenza, ed oggi scopriamo il perché. Un ottimo articolo sul ‘Quotidiano Nazionale’ ci dice, infatti, che gli italiani che hanno dovuto restituire (totalmente o in parte, ma comunque in un’unica ‘pesantissima’ soluzione) gli 80 euro non sono centinaia di migliaia ma 1,4 milioni, praticamente un beneficiario su otto. Un incredibile pasticcio per il governo. Una vicenda assurda tenuta nascosta all’opinione pubblica e negata anche al Parlamento. Perché Renzi non ci delizia commentando la notizia con un suo proverbiale tweet? Perché Padoan, ministro dell’Economia, non dice agli italiani che sono stati presi in giro? Il premier dovrebbe chiedere scusa al Paese e ai cittadini ingannati. Si vergogni”, conclude Brunetta.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I tre errori da evitare quando si affitta casa

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

La Casa Rosa

La Casa Rosa

Contestazioni sullo stato dell’immobile, canoni non versati, elementi di arredamento danneggiati, spese condominiali non pagate e, ultimo ma non meno importante, difficoltà a libera l’immobile stesso. Sono molti i problemi che possono presentarsi a un proprietario quando affitta un immobile; problemi che trasformano la rendita in perdita. Per questo l’osservatorio di Affitto Assicurato (www.affittoassicurato.com), società specializzata nel rilascio di contratti a salvaguardia delle obbligazioni derivanti da contratti di locazione, ha compilato un report in cui si analizzano gli errori più frequenti commessi quando si affitta. «Sono tre gli errori fondamentali in cui cadono i proprietari al momento di dare in locazione un immobile –spiega Claudio De Angelis, amministratore delegato di Gestioni Sicure SpA, la società che rilascia il contratto “Affitto Assicurato–: non fare l’inventario, non fare le cose in regola e non certificare l’inquilino. Considerando che negli ultimi anni in Italia circa la metà degli inquilini ha dato dei problemi e che nel 2014 gli sfratti per morosità sono aumentati del 5%, la necessità di proteggere la propria rendita è più che mai avvertita. Per questo abbiamo redatto un vademecum con consigli che abbiamo formulato sulla base della nostra esperienza».Entrando nel merito dei consigli, la prima regola da seguire, per evitare contestazioni è compilare l’inventario e far sottoscrivere all’inquilino un verbale di consegna alloggi che dovrà contenere, nel caso di immobile arredato, l’elenco dei mobili e complementi presenti; lo stato interno dell’immobile; un primo rilievo delle anomalie, rotture o malfunzionamenti rilevati nell’appartamento; le letture di tutte le utenze; eventuali accessori presenti; il numero delle chiavi e telecomandi consegnati; è fortemente consigliato allegare delle foto. La seconda, anche se può apparire scontata, è fare le cose in regola. Il contratto di affitto, infatti, deve essere sottoscritto e registrato a pena di nullità. La cattiva abitudine di tenere il contratto nel cassetto e precipitarsi a registrarlo soltanto in caso di incidente è, innanzitutto, contrario alla Legge, secondariamente il decreto legge 23/2011 permette agli inquilini non titolari di regolare contratto di denunciare l’affitto in nero e di ottenere un contratto regolare e a condizioni di gran lunga più vantaggiose. L’Agenzia delle Entrate, infatti, in questi casi applica un contratto di quattro anni, estendibile ad altri quattro e un canone calcolato sulla base della rendita catastale dell’immobile, che sarà nettamente inferiore a quello di mercato. Terza e ultima regola: certificare l’inquilino, ossia conoscere la storia e la situazione di chi prenderà possesso del proprio immobile. «Uno degli errori più frequenti è fidarsi –prosegue De Angelis– con il rischio di incappare in un moroso seriale o in una persona senza il reddito sufficiente per pagare il canone. A tale scopo sono nati negli ultimi anni strumenti come il nostro Affitto Assicurato che si rilascia soltanto a inquilini “certificati” previo apposito “screening” del candidato inquilino; un esame che rappresenta una prima importante garanzia per tutelare il proprietario».

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“La Borsa del Medico” e “Curami”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

medico_di_baseRoma, 9 settembre 2015 Ore 11:00 – 12:00 Senato della Repubblica – Sala “Caduti di Nassirya” Piazza Madama 11. Errori medici e mancata aderenza alla terapia sono i principali ostacoli – e i più impattanti, dal punto di vista economico e della qualità di vita dei pazienti – che incombono sul percorso di cura dei malati cornici.
La tecnologia mette oggi a disposizione di medici e pazienti ausili preziosi, per ridurre il campo dell’alea ed espandere il territorio sicuro della certezza scientifica, della misurabilità e della rispondenza delle terapie alle normative, alle linee guida e alle note delle Autorità regolatorie. “La Borsa del Medico e Curami”* sono le prime App a integrare il supporto al medico e l’azione di ‘reminder’ nei confronti del paziente, per fare della tecnologia un vero alleato di una rinnovata alleanza terapeutica.Interverranno:
Alessandro Del Bono (Amministratore Delegato Mediolanum farmaceutici Spa)
Gian Franco Gensini (Presidente Società Italiana Telemedicina)
Andrea Mandelli (Presidente Federazione Ordini Farmacisti Italiani)
Modera i lavori:Paolo Messa (Direttore di Formiche)

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Renzi: la subdola arte di sbagliare tutto

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2015

gianoPer elencare gli errori di Matteo Renzi, basterebbe fare un pacchetto unico dell’intera azione di governo con il metodo seguito per accaparrarsi la Segreteria del PD; la sommatoria che ne deriva non salva una sola manovra, vuoi che sia politica nel PD che perde consensi, oltre che perdere personaggi qualificati, ma anche a livello governativo dove ha documentato l’assurda connivenza con Berlusconi, eseguendone gli ordini e gli impianti legislativi, dalla legge elettorale ai pochi provvedimenti di ruotine. La perdita di consensi che si ricava dai sondaggi è causata proprio dalle strane alleanze che è andato a cercarsi e che la base elettorale del PD mostra non solamente di non gradire, ma di respingere, ormai, con palese evidenza. Quando doveva portare la nazione a elezioni anticipate (dopo il successo alle europee), respinse ogni ipotesi in tal genere, ed oggi se ne comprende la ragione, una tornata elettorale in quei momenti avrebbero sancito la fine politica di Berlusconi, del berlusconismo e del capitalismo liberista che sta impoverendo la nazione. Quindi inventò i patti del nazareno, con Berlusconi che non si sentiva ospite provvisorio in quella sede, bensì il vero padrone di casa che esige il rispetto delle proprie esigenze e dei suoi inderogabili interessi.
Ribadire, nell’attuale clima politico, una ufficialità operativa con Berlusconi, danneggerebbe entrambi, alimentando solamente la protesta che conduce al M5S e l’assenteismo come segno di estrema delusione e di sfiducia nella classe politica. Ma a Renzi serve uno straccio di maggioranza, per portare avanti le riforme imposte da Berlusconi, con particolare riferimento al Senato dove i numeri sono risicati e non consigliano il ricorso al voto di fiducia.I cervelli opportunisti di FI hanno trovato l’escamotage: fornire a Renzi un manipolo di senatori in grado di tenere in piedi questo scalcinato governo, inventando una diatriba tra lo stesso Berlusconi e uno dei più fedeli esecutori della linea liberista, nella persona di Denis Verdini, che recita la parte del dissidente e inizia la scalata verso la cadente torre di Renzi. Accanto è esploso l’affaire Crocetta, con insistenti richieste di dimissioni del governatore della Sicilia. Il maggior richiedente di tali dimissioni torna ad essere mr. ex-tutto Berlusconi, perché vorrebbe elezioni anticipate in Sicilia, che considera come suo feudo politico, specialmente se riuscisse a ricucire i rapporti ormai striminziti con la mafia (basta ricordare quel 61 a 0 che rilanciò Berlusconi nelle alte sfere della politica amministrativa). Bisognerà vedere come si comporterà l’elettorati siciliano, se dovesse riuscire a superare la protesta che porta al M5S e la sfiducia che alimento l’assenteismo.
Renzi, in questo caso non ha molte scelte su cui riflettere. Deve rendersi conto che l’alleanza con B. serve solo a quest’ultimo, per cui l’insistenza o una futura programmazione di un partito della Nazione, allontanerebbe gli elettori PD che non avrebbero altra alternativa che votare Grillo per protestare; in tal caso sarebbe più corretto esprimere tale consenso con consapevolezza, come scelta convinta e non obbligata. Per far ciò Grillo dovrebbe presentare dei leader capaci, onesti, in grado di motivare attivamente la sola scelta che potrebbe impedire l’esordio di un nuovo ventennio all’insegna del “renzusconismo”, parto di un connubio incestuoso tra Berlusconi e il figlio prodigo Renzi. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italiani: …perseverare autem diabolicum

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 giugno 2014

Beppe_Grillo fonte wikipediaSi dice che la storia è maestra di vita. Se rapportiamo questo precetto alla gestione della politica in Italia dal primo dopoguerra in poi la lezione che ci viene impartita è quella che non riusciamo a trarre dai nostri errori il giusto insegnamento per evitarli in futuro. Il primo indicatore è dato dalla gestione politica dei partiti e, in primis, dagli uomini che l’hanno orientata. Per ben due volte i social-comunisti e diciamo pure tutta l’area che si richiama al centro-sinistra, nel 1919 e nel 1994 hanno tradito il loro elettorato per via della loro litigiosità e rispettiva diffidenza favorendo, nell’ordine, il fascismo e poi il berlusconismo. Nel 1947 ci fu un primo serio tentativo da parte dell’Uomo qualunque d’avvertire gli italiani sui rischi derivanti dal partitismo ma dopo un iniziale entusiasmo finì, come dicono i toscani, a brodo di giuggiole.
Nel 2012 ci riprovò il Movimento cinque stelle e la svolta sembrava avere tutte le premesse per essere epocale. Voleva dire, tra l’altro, che gli italiani, finalmente, avevano compresa la lezione. Fu, purtroppo, una pia illusione. Grillo è andato a sbattere contro un modello di pensiero distorto dove, da una parte, si sosteneva che non era possibile allearsi con dei partiti inaffidabili e dall’altra si rimproverava la mancata intesa perchè un movimento che salisse sull’Aventino per uno splendido isolamento non sarebbe stato capito. Se a questo punto Grillo fosse invece riuscito a convincere gli elettori italiani, nelle recenti europee, del nuovo bluff che si preparava ai loro danni, sarebbe stato possibile aprire una pagina nuova nella storia politica italiana. Non lo è stato e allora chi è causa del suo mal… E allora che resta da fare? Seguire la logica del dire “il cliente”, alias elettore, ha sempre ragione e così ci ritroviamo diabolicamente con i problemi di sempre. Amen. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sanità in Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta dall’on. Leoluca Orlando, con riferimento alla nomina del Direttore della Banca del Cordone di Sciacca, ha chiesto all’Assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, di verificare l’appropriatezza e la conformità della stessa, in base alla normativa vigente. Il Direttore della Banca cordonale, Filippo Buscemi, è stato infatti recentemente nominato con un conferimento di incarico separato dalla Direzione della struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali, così delineando un’autonomia, amministrativa ed organizzativa, della banca del cordone rispetto al servizio trasfusionale. Per consentire una compiuta valutazione circa la congruità di un assetto organizzativo che separi le responsabilità organizzative e funzionali della banca cordonale rispetto a quelle della struttura per le attività trasfusionali, anche alla luce dell’accordo Stato-regioni del 20 aprile 2011 recante «Linee guida per l’accreditamento delle banche di sangue da cordone ombelicale», la Commissione ha chiesto di trasmettere copia della relativa documentazione. Nello specifico, gli atti di nomina dei dirigenti del servizio, il bando del concorso, l’elenco di candidati a tale concorso con relativo curriculum vitae, la Delibera di nomina del vincitore, nonché i progetti finanziati e degli associati atti economici ed amministrativi, nonché risultati relativi alla riqualificazione della Banca cordonale nel biennio 2009-2010. La documentazione acquisita sarà valutata nell’ambito della prevista Relazione al Parlamento sullo stato della sanità nella Regione Siciliana.

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

“Er palletta” è tornato a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Il “testaccino”, uomo fidato di Enrico De Pedis, ha convinto con la sua buona condotta e con le informative che sono arrivate da Roma, circa la sua non più pericolosità, i giudici: Niro, Mirani, Lorenzoni e Masini. La storia giudiziaria di Pernasetti parla di omicidio, spaccio di stupefacenti,associazione a delinquere, detenzione e porto illegale di armi ed evasione. Non si è fatto mancare niente nel suo curriculum. E’ detenuto dal 21 Ottobre del 2002 a fronte di una pena residua complessiva di più di 18 anni, ne aveva già scontati 8 precedentemente e 3 sono stati abbonati con l’indulto del 2006 . Doveva uscire nel 2017 ma la sua buona condotta e la sua autocritica per il passato hanno convinto tutti.Insomma, niente di strano se uno dei personaggi più pericolosi della famosa banda ottiene la semilibertà a Roma. In uno dei momenti più “caldi” degli ultimi 20 anni, nella città dove lo ha visto come uno dei re del mondo criminale. Il potere e il lusso in cui ha vissuto nel decennio ‘80/’90 sono un ricordo lontano, lavorerà come lavapiatti in una trattoria, fine di una parabola discendente.E’ stato accusato di 6 omicidi e condannato per uno. Si diceva fosse la “pistola di Renatino De Pedis”. Raffaele Pernasetti è stato un protagonista della “banda” della prima ora. Quella che alcuni definiscono l’Originale. Era di Testaccio, chiamato “er palletta” per il suo sovrappeso ed è stato anche presidente della squadra del quartiere. Secondo i pentiti Sicilia e Abbatino partecipò, tra gli altri, all’assassinio di Orazio Benedetti detto “Orazietto”, a quello di Domenico Balducci, il “segretario” di Pippo Calò, di Massimo Barbieri piccolo spacciatore e tossico. Dietro l’aria paciosa della sua foto in bianco e nero era un nome che metteva paura nella capitale.Oggi esce dal carcere di Prato per tornare tra i vicoli che l’hanno visto nascere. Esce in un momento storico dove a Roma si spara per uccidere o nei migliori dei casi per gambizzare. E’ un momento in cui sarebbe facile mischiare lo scontro tra “bande” con vecchi rancori da vendicare. E’ un momento pericoloso, dove non ci sono equilibri e non ci sono status quo da preservare nel mondo criminale. continua SU NOTTECRIMINALE.IT

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un governo e un parlamento affamatore

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Piazza

Image by hummyhummy via Flickr

Qui parliamo del taglio del 20% di tutte le detrazioni. Significa semplicemente più tasse. Per non parlare dei ticket, dei blocchi del contratto del pubblico impiego, dei tagli su sanità e pensioni. Per contro non hanno colpito le sacche di spreco, di privilegio e non hanno dato un indirizzo politico e sociale. Il risultato è una pessima manovra, iniqua, che colpisce tutti, soprattutto il ceto medio-basso e non risolve i problemi italiani. E’ la sintesi perfetta di tutti gli errori commessi negli ultimi venti anni di politiche economiche dissennate, in cui non è mai stata tagliata la spesa pubblica. Tagliare la spesa, con un progetto organico e razionale, non significa diminuire i servizi ai cittadini, anzi, significa rimettere in equilibrio i conti e dare maggiori garanzie. Noi pensiamo che una ricetta ci sia e vada applicata: riunire i piccoli comuni, come ha fatto la Germania, eliminare le province, dimezzare i parlamentari, intervenire per razionalizzare la spesa sanitaria. Forse non tutti sanno che ogni comune in Italia ha 7 società partecipate. Significa che accorpando i comuni di poche migliaia di abitanti, ridurremmo la spesa pubblica di alcuni miliardi di euro. Il paese può diventare virtuoso senza subire la violenza di queste ore. Parlamentari dell’opposizione dimettetevi. Restituite al paese la sua dignità, il rispetto per i più deboli, l’equità sociale, la difesa del diritto e del buon governo. Non siate complici di questa infamia.
Vorremmo che da tutte le piazze d’Italia si elevasse una sola voce. E con noi sono i poliziotti, i pubblici dipendenti dai ministeriali alla scuola, i milioni di precari, cassa integrati, disoccupati, pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi a medio basso salario, artigiani, piccoli imprenditori. Svegliamoci e prendiamo coscienza di un’amara realtà che ci colpisce in uguale misura e si fa beffa di noi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Correggere gli errori di stampa sul packaging

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Un sistema unico in Italia, messo a punto dalla Rotoprint Sovrastampa di Lainate (MI), permette di riutilizzare ogni tipo di materiale stampato, risparmiando in denaro e guadagnando in ecologia: è questo che ha permesso a molte aziende di adeguarsi senza sprechi alle nuove normative europee. Da un anno, infatti, il marchio Dop (Denominazione d’origine protetta) si è colorato di rosso per risultare più chiaro e immediato per i consumatori: «Sono più di 100 i prodotti italiani Dop interessati dal cambiamento, in vigore dal 1° maggio 2010 -spiegaGian Carlo Arici, titolare di Rotoprint-. L’Unione Europea ha disposto il restyling del logo, prima giallo-blu, per evitare confusione con il marchio Igp (Indicazione geografica protetta) che ha gli stessi colori. Dopo un anno, si rivolgono a noi ancora tante aziende che sono alle prese con la gestione dei vecchi imballaggi dal bollino sbagliato: un problema con grandi ricadute economiche e ambientali. Noi, però, possiamo dare un nuovo aspetto e una nuova vita a materiali altrimenti destinati alla discarica».Se alla UE è bastata una firma per far cambiare il blu in rosso, per un produttore le cose sono molto più complicate. È un’esclusiva di Rotoprint lo speciale sistema di sovrastampa a registro in Rotocalco che consente di intervenire con precisione millimetrica. Una tecnologia frutto dell’ingegno del fondatore Gian Carlo Arici, che oltre quarant’anni fa ha modificato le macchine rotative per venire incontro ai clienti alle prese con materiale difettoso o non più adeguato alle loro esigenze. «Allungare il ciclo di vita degli imballaggi porta alle aziende un risparmio significativo -continua Arici-. Non sono costrette a produrre nuovo materiale ed evitano i costi di stoccaggio e di smaltimento in discarica. Inutile dire che questo ha effetti positivi anche sull’ambiente». Il restyling del marchio Dop è solo uno dei tanti per cui Rotoprint è richiesta. Le possibilità sono infinite: sugli imballaggi si può cambiare qualsiasi scritta ed elemento grafico, aggiungere diciture, bolli e marchi, ma anche modificare ingredienti, codici ean e indirizzi, oppure inserire messaggi promozionali, concorsi e sistemi “scopri e vinci”. «La nostra forza è la flessibilità -continua Arici-. È possibile richiedere solo piccoli ritocchi, con la certezza che il risultato sarà preciso al millimetro, oppure operare un riciclo totale, cambiando del tutto volto all’imballaggio: diamo un colore di fondo uniforme su cui stampiamo una nuova grafica e rifiliamo le misure come desiderato. Anche per quantitativi minimi». Una gamma di vantaggi che nessun altro stampatore sa offrire e che soddisfa un numero sempre maggiore di clienti, in Italia e all’estero. I vantaggi sono anche sul piano ambientale: basti pensare che in un anno arrivano a Rotoprint, pronti a iniziare la loro nuova vita, dai 20 ai 30mila km lineari di materiali accoppiati in bobina, con picchi di 32mila km: come dire un viaggio andata e ritorno da Parigi a Sydney. Tutto risparmiato alla discarica. I bilanci di tante aziende e l’ambiente, che è di tutti, ringraziano.
Rotoprint Sovrastampa S.r.l. Nata nel 1978 a Lainate (MI), Rotoprint Sovrastampa è specializzata nel modificare imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrapak). Rotoprint Sovrastampa è una Società con Sistema di Gestione Qualità Certificato UNI EN ISO 9001: 2008 e per il suo Procedimento Brevettato ha vinto l’Oscar dell’Imballaggio 1993.www.rotoprint.it

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »