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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘esami’

Scuola: Tavolo permanente Esami di Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 23 maggio 2021

È stato appena approvato il protocollo degli Esami di Stato 2021. Dai confronti interlocutori con il dottor Agostino Miozzo e con il dottor Alberto Villani nelle scorse settimane è emerso che, dati alla mano, il protocollo già posto in uso per gli Esami di Stato 2020 è risultato bastante per il contenimento in tale sede del contagio da SARS COV 2 ed è intenzione dell’amministrazione riproporre gli stessi parametri.La delegazione Anief, composta da Gianmauro Nonnis e Nanni Saccone, ha messo in luce alcune criticità residue. Intanto il parere complessivamente favorevole al protocollo in discussione, espresso anche da parte della amministrazione, è da intendersi riferito solo alle procedure per gli Esami di Stato i cui parametri possono essere ritenuti bastanti proprio per la rarefazione delle distanze e per lo scaglionamento degli orari di arrivo; di contro le varianti in circolo e la mancanza di un piano vaccinale per le fasce d’età scolastiche pongono delle criticità sui protocolli scuola generali. Inoltre, si è del parere di utilizzare test salivari a tutti gli attori degli Esami di Stato estendendo anche ad accompagnatori e lavoratori della scuola presenti nei locali in quei giorni.L’Anief ha inoltre richiesto che i commissari che si sono visti calendarizzare la seconda dose di vaccino nello specchio temporale degli Esami di Stato debbano avere la possibilità di posticipare la somministrazione a valle del fine lavori; su questo punto già nella seduta del 14 maggio scorso il dottor Villani ha espresso parere decisamente favorevole e anzi lo ha ritenuto opportuno. Per il sindacato sarebbe opportuno inoltre aggiornare l’Allegato 1 al “Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’Esame di Stato nella scuola secondaria di secondo grado” di autocertificazione con le attuali modalità di negativizzazione in linea con le indicazioni previste per l’ottenimento del green-pass anche alla luce delle varianti in atto. Altro punto critico, sempre per Anief, riguarda il potere decisionale sulla modalità telematica: il testo prevede che spetti all’USR la valutazione sulla scelta di questa modalità, per il sindacato tale decisione, prevedendo un’immediatezza di intervento, debba essere di competenza dei dirigenti scolastici o dei presidenti di commissione. Viene inoltre segnalata la criticità di quanti risultano impossibilitati a fare il tipo di tampone previsto per il rientro in servizio e sono pertanto costretti a prendere giorni di permesso personale in quanto i dirigenti scolastici risultano obbligati ad attendere l’esito del solo tampone naso-faringeo; l’amministrazione si è resa disponibile ad intervenire in tal senso. Al termine del confronto l’Anief ha espresso parere favorevole al protocollo. Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ha chiesto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, “di procedere con il Tavolo per la revisione dei parametri sul dimensionamento scolastico e sulla diminuzione del numero degli alunni per classi al fine di ripartire in sicurezza a settembre”.

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Scuola Sicurezza per Esami di Stato e nuovo anno

Posted by fidest press agency su domenica, 9 maggio 2021

Rimane alta l’attenzione per riuscire a conciliare il diritto allo studio degli studenti con quello della salute degli stessi discenti e del personale scolastico: il ritorno in classe del 90% degli alunni ha acuito il problema, perché con le varianti da Covid19 il rischio contagi è aumentato rispetto al passato. E non si esclude una possibile quarta ondata. Diventa dunque impellente stabilire delle nuove regole per convivere negli istituti scolastici, anche in vista dei prossimi Esami di Stato, a cominciare dalla maturità 2021, ma soprattutto dell’anno scolastico venturo. Il sindacato ritiene che fondamentale adeguare i protocolli di sicurezza, considerando che l’unico sinora sottoscritto, ad inizio agosto 2020, va necessariamente aggiornato alle nuove necessità subentrate. Ciò detto, Anief ritiene però anche indispensabile chiarire un concetto: la sicurezza massima si ottiene non solo applicando i protocolli, giustamente da adeguare, ma cambiando pure in parallelo le norme che oggi regolano la scuola. Anche in chiave sicurezza, Anief ritiene interessanti le dichiarazioni rilasciate un paio di giorni fa dal ministro dell’Istruzione davanti alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero. Dopo avere detto che la scuola è “una potente leva strategica per invertire la rotta e segnare un reale cambio di passo nelle politiche dell’istruzione”, Bianchi ha anche parlato di cattedre: “Il Mef ci ha riconosciuto gli organici del passato e ha dato qualcosa in più. Nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400 mila ragazzi in meno, avremmo quindi dovuto avere tanti insegnanti in meno”, ha detto il ministro.

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Esami di Stato: Pubblicate le ordinanze per il primo e il secondo ciclo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Sono state pubblicate le tre ordinanze per gli esami di stato del primo e del secondo ciclo e per la composizione delle commissioni per la maturità. Come già anticipato in sede di informativa ai sindacati, viene confermato il modello dello scorso anno con alcune modifiche.L’ammissione all’esame dovrà essere deliberata dal consiglio di classe, quindi non è prevista alcuna ammissione automatica. Necessario aver frequentato almeno il 75% del monte ore annuale, salvo eventuali deroghe che potranno essere decise dai consigli di classe.L’esame si svolgerà in presenza nel periodo compreso tra la fine delle lezioni e il 30 giugno e sarà costituito da una prova orale, separata – rispetto allo scorso anno – dallo scrutinio finale. La prova si baserà sulla discussione di un elaborato su una tematica che sarà assegnata dal cdc ad ogni studente entro il 7 maggio e che dovrà da questi essere consegnato entro il 7 giugno.L’elaborato, che potrà assumere forma scritta, multimediale o anche una veste artistico-musicale, riguarderà una o più discipline e la sua realizzazione sarà supportata dai docenti, chiamati ad accompagnare l’alunno nella sua definizione. La prova orale dovrà anche valutare le competenze linguistiche, matematiche e di Educazione Civica raggiunte dagli studenti, che saranno valutati su base decimale. I più meritevoli potranno aspirare anche alla lode. Riunione plenaria fissata per il 14 giugno alle ore 8:30. Le commissioni per la Maturità (una ogni due classi) saranno composte, come lo scorso anno, dai docenti della classe e avranno un presidente esterno. Ogni sottocommissione vedrà la partecipazione di sei docenti-commissari, cui si aggiungerà il presidente. Quest’ultimo sarà individuato dall’ufficio scolastico regionale competente, mentre la nomina dei commissari sarà deliberata dai rispettivi consigli di classe. La nomina come commissario comporta per i docenti l’obbligo di partecipazione ai lavori della Commissione, salvo comprovato e giustificato motivo. La scelta dei commissari seguirà il principio dell’equilibrio tra discipline ma andrà comunque garantita la nomina dei commissari di Italiano e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi. Chi insegna in più classi terminali potrà essere nominato commissario in due al massimo.
Si comincia il 16 giugno, con sola prova orale in presenza per un massimo di cinque candidati al giorno, salvo diverse esigenze organizzative. L’ammissione dovrà essere deliberata dal consiglio di classe, partendo dal rispetto dell’obbligo di frequenza di almeno i tre quarti del monte ore annuale, salvo motivate deroghe da valutare caso per caso. Deroghe, invece, già previste dall’ordinanza sul monte orario dei PCTO e sulle prove invalsi, che è intenzione del Ministero far svolgere ma che non saranno requisito d’accesso all’esame.La durata prevista dell’orale per ciascun candidato è di 60 minuti, la valutazione sarà in centesimi e al voto finale concorreranno la prova d’esame (max 40 punti) e il credito scolastico dell’ultimo triennio (max 60 punti). Possibile l’assegnazione della lode agli studenti più meritevoli.Anche in questo caso, l’esame prenderà avvio dalla discussione su un elaborato che riguarderà un argomento afferente alle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi e che sarà assegnato a ogni studente dal consiglio di classe entro il prossimo 30 aprile. La consegna dovrà avvenire entro e non oltre il 31 maggio.Il consiglio di classe provvederà all’indicazione, tra i membri designati per far parte delle sottocommissioni, di docenti di riferimento, a ognuno dei quali sarà assegnato un gruppo di studenti, col compito di accompagnare ciascun candidato nella stesura dell’elaborato. Questo – prevede l’ordinanza – potrà essere “integrato, in una prospettiva multidisciplinare, dagli apporti di altre discipline o competenze individuali presenti nel Curriculum dello studente e dell’esperienza di PCTO svolta durante il percorso di studi”. La forma dell’elaborato sarà scelta dallo studente, in modo da garantire la valorizzazione del percorso svolto e delle caratteristiche peculiari dello studente.Dopo la presentazione e la discussione sull’elaborato, l’esame proseguirà con la discussione su un testo di Italiano, o della lingua in cui si svolge l’insegnamento, trattato durante il quinto anno di studi, quindi con l’analisi di uno dei materiali (testi, documenti, immagini, problema, etc) predisposti dalla commissione. L’esame dovrà anche prevedere l’esposizione delle esperienze svolte dallo studente durante i PCTO (se non trattate all’interno dell’elaborato) e la valutazione delle competenze di Educazione Civica.

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Scuola Esami I e II ciclo: presentate ai sindacati le ordinanze ministeriali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

Per entrambi i cicli l’ammissione sarà determinata dalla valutazione effettuata dai consigli di classe. Si torna quindi alla valutazione ordinamentale prevista dal D.lgs 62/2017. Le prove Invalsi si svolgeranno ma non saranno requisito di accesso. Riguardo alle assenze, fermo restando il requisito della frequenza del 75% dell’orario individuale, i collegi docenti potranno prevedere le opportune deroghe, anche in relazione all’emergenza sanitaria. Rispetto allo scorso anno, si torna alla separazione tra il momento dell’esame e quello dello scrutinio. L’esame sarà orale e verterà su un elaborato su una tematica scelta dal consiglio di classe che potrà assumere forma scritta, multimediale, artistico-musicale, tecnico-pratica, etc. I docenti accompagneranno gli studenti nella scelta della forma e nella realizzazione dell’elaborato, che potrà riguardare una o più discipline e sarà assegnato a ogni studente entro il 7 maggio 2021. La consegna dovrà avvenire entro il successivo 7 giugno. La modalità esame orale con elaborato riguarderà anche i CPIA.
Anche qui la prova sarà orale e prenderà avvio dalla discussione di un elaborato scelto dal consiglio di classe sulla base del percorso svolto. In particolare, l’elaborato riguarderà una o più discipline caratterizzanti il percorso di studi, che saranno indicate in un allegato all’ordinanza. Led esperienze svolte durante i PCTO potranno essere integrate nell’elaborato, ma è stata comunque prevista una deroga al monte orario in considerazione delle criticità connesse alla pandemia. L’argomento dell’elaborato sarà comunicato agli studenti entro il 30 aprile, che dovranno predisporlo e consegnarlo entro il 31 maggio. La valutazione finale sarà sempre in centesimi con un rapporto tra credito degli anni precedenti e prova orale di 60:40. La commissione sarà formata dai docenti del consiglio di classe e da un presidente esterno. L’ordinanza degli esami di maturità sarà accompagnata anche da una tabella di conversione dei crediti in sessantesimi (modificata in modo da tenere conto non solo del punteggio ma anche della media che ha dato accesso al punteggio) e dalla griglia di valutazione dell’orale.

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L’emergenza ‘salva’ gli studenti dagli esami di riparazione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Gli studenti si rimboccano le maniche e cercano di recuperare il terreno perduto. Molti di loro, infatti, approfitteranno (o lo stanno già facendo) delle vacanze estive per colmare le lacune accumulate durante i complicati mesi di didattica a distanza. Ovviamente questo vale soprattutto per chi ha preso una o più insufficienze in pagella. Alle scuole secondarie superiori, dove in condizioni normali a settembre avrebbero dovuto svolgere gli esami di riparazione, circa 2 su 5 prenderanno sicuramente ripetizioni private per affrontare con maggior serenità l’inizio del nuovo anno scolastico e, prima ancora, i corsi di recupero organizzati dalle scuole; a cui va aggiunto un altro quarto (24%) che sta valutando in queste settimane se chiedere aiuto a un docente privato; solo il 39% pensa di non averne bisogno. Ma anche chi ha ha concluso l’anno con la pagella immacolata, pare intenzionato a ricorrere al caro vecchio prof delle ripetizioni: lo farà quasi 1 su 6. A far emergere questi trend è un’analisi elaborata da Skuola.net | Ripetizioni (https://ripetizioni.skuola.net/) – una delle principali piattaforme web specializzate nelle lezioni private, con oltre 30.000 tutor iscritti – su un campione di 3500 studenti delle superiori, i più sensibili al tema.
Una molla che, evidentemente, ha spinto in tanti a correre ai ripari. Il prima possibile. Per questo, molto spesso, si bruciano le tappe: per il 44% dei ragazzi che devono recuperare le insufficienze e si sono rivolti alle ripetizioni private, le lezioni sono già iniziate; un altro 20% partirà nei prossimi giorni (tra la fine di luglio e l’inizio di agosto); solo il 18% le concentrerà nella seconda metà di agosto (alla vigilia della ripresa); il restante 18% le svolgerà parallelamente ai corsi di recupero allestiti dagli istituti.
E poi ci sono quelli (1 su 4, non pochi) che vorrebbero prendere ripetizioni ma, probabilmente, non potranno. La ragione? È strettamente legata alle limitazioni economiche e sociali del periodo che stiamo vivendo: una buona fetta (18%) dice che per la sua famiglia sarebbero un costo troppo oneroso, la maggior parte (34%) non è convinta dalla modalità online, che in tempi di distanziamento sociale sarebbe invece la soluzione ideale.Ma a spingere verso le ripetizioni sono anche le scarse informazioni sulla ripartenza che stanno arrivando alle famiglie e ai ragazzi da parte delle scuole. Per il 71% degli insufficienti, al momento, di sicuro sui Piani di Apprendimento Individualizzato (cioè i corsi di recupero) c’è solo la data: 1 settembre. Sono quindi pochi (circa 3 su 10) i fortunati a cui il proprio istituto ha già comunicato nel dettaglio come saranno organizzati: da loro però abbiamo le prime informazioni su come si stanno muovendo le scuole. Una buona parte tornerà in classe (43%) e farà tutto in presenza, ma la maggioranza non accantonerà la DaD: il 37% continuerà con la didattica online anche per questa fase “intermedia” prima del ritorno tra i banchi, un altro 20% sperimenterà la modalità mista (un po’ in classe, un po’ a distanza).
In questo quadro così fluido, però, ci sono pure delle certezze che gli stravolgimenti degli ultimi mesi non hanno scalfito: sono le materie che mettono più in crisi gli studenti. Al primo posto, inamovibile, la matematica; bestia nera per il 27% dei ragazzi in cerca d’aiuto. E se aggiungiamo quel 14% che cerca soprattutto un tutor esperto in altre discipline scientifiche (fisica, chimica, biologia) la ‘gestione’ di quest’area didattica, nel complesso, è in cima alle preoccupazioni di oltre 4 studenti su 10. Anche se le problematiche connesse alla scuola a distanza, a quanto pare, hanno colpito in maniera trasversale tutte le materie, non solo quelle tecniche: l’ampia schiera di ragazzi (16%) che dovranno rimettere in piedi una conoscenza zoppicante del greco o del latino lo dimostra. (by Camilla​ Tomadini in abstract)

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Cambio linee guida esami per autoscuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

“Fratelli d’Italia è vicina alla legittima protesta dei titolari de autoscuole e scuole nautiche che questa mattina hanno protestato davanti alla sede della Motorizzazione civile di Napoli contro le nuove modalità degli esami teorici. Una protesta legittima perchè il ministro De Micheli ha deciso unilateralmente di cambiare le linee guida imponendo alle scuole di svolgere gli esami all’interno delle sale della Motorizzazione. Questo comporterà ulteriore perdita di tempo visto che saranno necessari tempi burocratici per attuare le modalità dei nuovi esami, oltre al fatto che questo imporrà sia agli alunni e sia ai dipendenti delle scuole guida trasferimenti e spostamenti che potranno favorire occasioni di contagio. E’ la conferma di un governo sempre più distante e insensibile alle richieste di lavoratori e cittadini. Per questa ragione presenterò un’interrogazione al ministro De Micheli, affinchè si faccia chiarezza su tale vicenda e siano tutelati i diritti dei titolari delle scuole e degli utenti”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, Commissario di FdI in Campania.

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Esami di stato ed emergenza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Reso pubblico il Documento inviato dal Comitato Tecnico Scientifico al Ministero dell’Istruzione sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado. Marcello Pacifico (Anief): “Nel documento del CTS ci sono delle criticità che ci preme evidenziare in modo che le misure che andrà ad adottare il Ministero tutelino effettivamente i diritti di tutti i soggetti interessati. Gli esami di stato in presenza devono essere svolti all’insegna della salvaguardia effettiva della salute di lavoratori e alunni”.L’Anief, sindacato da sempre attento alla tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e degli alunni, analizza il documento prodotto dal Comitato Tecnico Scientifico e inviato al Ministero dell’Istruzione, reso pubblico ieri, evidenziando criticità, alcune di non poco rilievo, e avanzando proprie proposte di modifica e integrazione dello stesso che porterà all’attenzione del Ministero dell’Istruzione affinché gli esami di stato conclusivi della scuola secondaria, in questa particolare situazione di emergenza, si svolgano effettivamente in sicurezza e nel rispetto dei diritti di tutti.Il Comitato Tecnico Scientifico approfondisce, come primo punto della sua analisi, l’impatto degli spostamenti correlati all’effettuazione dell’esame di stato sulla motilità e invita, pertanto, il Ministero dell’Istruzione a predisporre un calendario di convocazione dei candidati scaglionato suggerendo, inoltre, “l’utilizzo del mezzo proprio”.Pur comprendendo le motivazioni alla base dell’indicazione di suggerire l’utilizzo di mezzo proprio per raggiungere la sede di svolgimento degli esami, secondo il sindacato Anief appare utile pensare anche a predisporre l’attivazione di protocolli specifici in grado di fornire alternative alla mobilità individuale. In tal senso, è necessario – soprattutto nelle grandi città – adottare tutte le misure che incentivino l’utilizzo dei mezzi pubblici, anche eventualmente organizzati ad hoc, garantendo, ovviamente, livelli adeguati di sicurezza per i fruitori. “Non dobbiamo dimenticare – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che la mobilità non riguarda esclusivamente i candidati ma anche i docenti, i Dirigenti Scolastici e tutto il personale ATA che saranno interessati dall’espletamento del complesso delle operazioni di svolgimento degli esami di stato in presenza e la cui mobilità non può essere “scaglionata”. Appare utile e non secondario, quindi, valutare in base all’effettiva realtà territoriale e al numero dei soggetti interessati la possibilità di organizzare anche mezzi di trasporto pubblico che, in sicurezza, garantiscano l’afflusso verso le scuole sede d’esame, non affidandosi esclusivamente all’utilizzo del mezzo di trasporto individuale”.

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Tumore urologico: Ripresa cura ed esami

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Dopo la pausa forzata, dovuta all’esplosione di contagi da Covid, gli uomini e donne con un tumore urologico riprenderanno a svolgere cure ed esami. “Nelle prossime settimane ci aspettiamo un aumento del 25% di pazienti nei nostri reparti ed ambulatori. La Fase Due sarà caratterizzata da un incremento del carico di lavoro che dovremo gestire garantendo sempre la piena sicurezza a malati e operatori sanitari”. È quanto ha dichiarato, durante un webinar, il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO). “La paura del Coronavirus negli ultimi due mesi ha tenuto lontano dagli ospedali i pazienti colpiti da tumore alla prostata, rene, vescica e testicolo – ha proseguito Lapini -. Solo in alcune Regioni del Centro-Sud siamo riusciti a proseguire con la consueta assistenza. Adesso ci troviamo di fronte ad un nuovo ed imponente flusso di persone che necessitano di trattamenti, esami e controlli di follow up. Devono essere accolti e curati in strutture sanitarie che sono però ancora alle prese con una pandemia devastante. Sale d’attesa che accoglievano 50 persone ora con le nuove norme possono ospitarne al massimo 10. Come prima cosa il triage telefonico va svolto ogni settimana per pianificare le prestazioni medico-sanitarie ed evitare eccessivi afflussi. Fondamentale è poi l’avvio di programmi di test ed esami di screening specifici per i malati uro-oncologici. Per esempio, gli uomini sottoposti a biopsia per carcinoma alla prostata dovrebbero sempre fare il tampone per Covid sia prima che dopo l’esame. È una formula che è già stata applicata con successo, nei mesi scorsi, in alcuni reparti”. “Molti interventi chirurgici che erano stati rinviati sono ora eseguibili – ha aggiunto il dott. Giario Conti, Segretario SIUrO -. Ci aspettiamo così un aumento esponenziale delle degenze nei nostri reparti. A causa di problemi strutturali degli edifici non tutti gli ospedali sono riusciti ad organizzare zone isolate adibite solo ai pazienti Covid. Le operazioni quindi verranno scaglionate e i tempi d’attesa si prolungheranno. Ciò nonostante pensiamo di riuscire a eseguire tutti i trattamenti entro la fine dell’estate”. Durante il webinar di SIUrO ampio spazio è stato dedicato al tema della telemedicina. “E’ lo strumento del futuro che sta sempre più dimostrando le sue enormi potenzialità – ha concluso Lapini -. Grazie alle nuove tecnologie siamo riusciti a rimanere in contatto con pazienti, familiari e caregiver anche nelle settimane più difficili e tragiche della pandemia. Nel prossimo autunno potremmo ritrovarci in una situazione simile a quella che abbiamo vissuto a inizio pandemia. I contagi potranno salire bruscamente con l’arrivo della brutta stagione. Se gli ospedali torneranno ad essere saturi, ed interamente adibiti al Coronavirus, la medicina digitale rappresenterà di nuovo l’ancora di salvezza per molte persone. Vanno però meglio definite alcune modalità di utilizzo e stabilite nuove regole per evitare problemi medico-legali. Ci aspettiamo quanto prima delle indicazioni ad hoc da parte del Ministero della Salute”.

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Ancodis: osservazioni alla bozza relativa all’OM sugli Esami conclusivi del primo ciclo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Dalle informazioni di stampa, apprendiamo le indicazioni che saranno date con la consueta prossima OM relativa agli Esami conclusivi del primo ciclo. Dopo un’attenta lettura, riteniamo di poter fare le seguenti osservazioni: TEMPI di svolgimento fuori da ogni logica: in considerazione delle fasi prodromiche riguardanti gli OO.CC. occorre estendere le procedure di esame fino al 30 giugno lasciando all’autonomia scolastica le modalità organizzative e gestionali, comprese quelle di prevedere per gli alunni con
dispositivi o connessione inadeguata la possibilità di uno spazio fisico a scuola nel più rigoroso rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Lo svolgimento della presentazione orale in modalità sincrona – in considerazione dei non improbabili problemi tecnici e/o di connessione – non sarà certamente breve. Rileviamo, però, che ai sensi dell’art. 5 dell’OM, solo per i candidati privatisti le operazioni possono concludersi entro il 30/6/2020!! E’ il caso di richiamare l’art. 3 dell’OM e, in considerazione del fatto che il Consiglio di Classe individua la tematica, esso deve svolgersi con la presenza di tutti i suoi componenti e, dunque, ulteriore elemento di criticità specialmente per garantire la presenza dei docenti in COE! A tal proposito, al fine di assicurarne la regolarità e la trasparenza evitando probabili ricorsi non sarebbe forse necessario che ciascuna scuola si dotasse di un Regolamento “SVOLGIMENTO ESAMI
CONCLUSIVI PRIMO CICLO IN MODALITA’ TELEMATICA SINCRONA” a tutela del Consiglio di classe e dell’alunno/candidato privatista (per quest’ultimo non sono previsti altri elementi di valutazione!)? Da non dimenticare, infine, nell’organizzazione e nella conduzione dell’esame conclusivo, l’obbligo della presenza di tutti i docenti del Consiglio di Classe (alias Commissione di esame) che
Poichè ai sensi dell’art. 4 comma 5 è possibile la non presentazione in modalità sincrona dell’elaborato, come si fa a valutare ai sensi del successivo art. 6? Si creerebbe una evidente condizione di disparità nella valutazione finale tra gli alunni/candidati! E come non possiamo non tenere conto del tema del contesto socio familiare dell’alunno/candidato che certamente condizionerà favorevolmente o negativamente la qualità dell’elaborato? Rigiriamo queste nostre perplessità all’attenzione della ministra dell’Istruzione e dei suoi tecnici e di tutti i protagonisti a diverso titolo interessati osservazioni che siano motivo di riflessione e di positiva valutazione.

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Università Parma: Avvio degli esami scritti a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Un ulteriore passo avanti dell’Università di Parma per assicurare la regolare continuità del percorso formativo dei propri studenti, in questo periodo di emergenza sanitaria in cui tutte le attività didattiche frontali sono sospese.Sono infatti state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento degli esami di profitto nel caso in cui siano previste inevitabilmente prove scritte o pratiche, che richiedono, vista la modalità a distanza, un forte senso di responsabilità e collaborazione tra docenti e studenti.Al link Esami scritti – videotutorial è disponibile un video tutorial in cui vengono illustrate le istruzioni a cui gli studenti dovranno attenersi; qualche giorno prima della data dell’appello gli studenti riceveranno via e-mail eventuali ulteriori istruzioni specifiche da parte dei singoli docenti. Alla pagina web del Centro SELMA sono raccolte tutte le guide utili per la didattica online.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/node/27981).

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Decreto Scuola, cosa prevede per la conclusione dell’anno in corso, gli esami e l’avvio di quello nuovo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Il decreto legge 22/2020 apre la strada a provvedimenti del Ministero dell’Istruzione che dovranno fissare misure particolari -in deroga alle normali regole- per il corrente anno scolastico ed il successivo. In particolare, per quello attuale dovranno essere fissate misure sulla valutazione dello stesso e sullo svolgimento degli esami del primo e secondo ciclo di istruzione (terza media e maturità), seguendo determinati limiti e principi. Per il nuovo anno dovrà essere fissata la data di inizio tenendo conto dei recuperi da svolgere per gli studenti che ne avranno bisogno.Vediamo in generale cosa è stato previsto.
Anno scolastico 2019/2020, didattica a distanza obbligatoria. In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente deve assicurare comunque le prestazioni didattiche nelle modalita’ a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione. Le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi dei dirigenti scolastici nonche’ del personale scolastico possono svolgersi nelle modalita’ del lavoro agile anche attraverso apparecchiature informatiche e collegamenti telefonici e telematici, per contenere ogni diffusione del contagio.Viene ribadito che per tutto l’anno scolastico sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Anno scolastico 2019/2020, deroghe al minimo di giorni di lezione e al requisito di minima frequenza
L’attuale anno scolastico conserva validità pur senza l’effettuazione del minimo di giorni di lezione (200 giorni). La deroga è già in vigore da tempo, prevista dal Dl 9/2020, art.32. Si aggiunge a ciò la precisazione che sia ai fini dell’ammissione agli esami di Stato sia ai fini dell’ammissione alla classe successiva si prescinde dal possesso dei requisiti previsti dal D.lgs. 62/2017, in particolare da quello del minimo di frequenza (almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato).
Esame di terza media (scuola secondaria di primo grado). Se l’attività scolastica potrà riprendere entro il 18 maggio le prove d’esame si svolgeranno in presenza e il Ministero ne stabilirà le modalità semplificate, con possibile eliminazione di una o più prove e rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale. Dovranno essere previste specifiche regole per i candidati privatisti, salvaguardando uno svolgimento delle prove comunque omogeneo rispetto a quello dei candidati interni.Se invece l’attività scolastica non riprendesse entro il 18 maggio, o se vi fossero impedimenti per ragioni sanitarie, l’esame sarà sostituito da una valutazione finale da parte del consiglio di classe che dovrà comunque tener conto di un elaborato del candidato. Il Ministero definirà l’elaborato da svolgere e fisserà le modalità e i criteri di attribuzione del voto finale. Anche in questo caso i candidati privatisti avranno specifiche disposizioni.In ogni caso, precisa il Ministero, ci sarà una valutazione seria e corrispondente all’impegno degli alunni.Dovranno essere previste anche specifiche modalita’ per l’adattamento di quanto sopra agli studenti con disabilita’ e disturbi specifici di apprendimento, nonche’ con altri bisogni educativi speciali.
Esame di maturità (scuola secondaria di secondo grado). Se l’attività scolastica potrà riprendere entro il 18 maggio le prove d’esame di svolgeranno in presenza e dovrà essere prevista la sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una prova predisposta dalla singola commissione d’esame, aderente alle attività didattiche effettivamente svolte nel corso dell’anno scolastico. La commissione esaminatrice dovrà essere composta esclusivamente da membri interni (commissari appartenenti all’istituzione scolastica sede di esame), con un presidente esterno. Se invece l’attività scolastica non riprendesse entro il 18 maggio, o se vi fossero impedimenti per ragioni sanitarie, sarà prevista l’eliminazione delle prove scritte e la sostituzione con un unico colloquio, articolandone i contenuti, da tenersi in modalità anche telematiche. Il Ministero precisa che quest’anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno. Resta ferma inoltre la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Come per le prove della scuola media dovranno essere previste specifiche modalita’ per l’adattamento di quanto sopra agli studenti con disabilita’ e disturbi specifici di apprendimento, nonche’ con altri bisogni educativi speciali. Ammissione alla classe successiva e recupero/integrazione nell’anno scolastico 2020/2021. Le ordinanze ministeriali dovranno anche fissare i requisiti di ammissione alla classe successiva per le scuole secondarie (media e superiore), tenendo conto del possibile recupero degli apprendimenti attuabile nell’anno scolastico successivo ma anche tenendo conto del processo formativo e dei risultati conseguiti sulla base della programmazione svolta. L’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti dovrà essere attuato a decorrere dal 1 settembre 2020 come attivita’ didattica ordinaria, tenendo conto delle specifiche necessita’ degli alunni e avendo come riferimento il raggiungimento delle competenze fissate dalle indicazioni nazionali.Per la scuola superiore quindi non ci sarà il meccanismo dei debiti e a Settembre del 2020 al posto degli abituali corsi di recupero delle insufficienze sarà possibile, per chi ne avrà bisogno, svolgere attività di recupero e integrazione. Il Ministero precisa che benchè non sia previsto il “6 politico” tutti potranno essere ammessi all’anno successivo, con valutazione, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Se la scuola non riaprisse entro il 18 maggio anche gli scrutini, ovviamente, saranno svolti a distanza. Avvio dell’anno scolastico 2020/2021 Le ordinanze del Ministero dell’istruzione dovranno regolare l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021 provvedendo:
– alla definizione della data di inizio delle lezioni , d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, anche tenendo conto dell’eventuale necessita’ di recupero degli apprendimenti e della conclusione delle procedure di avvio dell’anno scolastico;
– all’eventuale conferma, se la scuola non ripartisse entro il 18 maggio, dell’impiego dei libri di testo adottati nel corrente anno scolastico anche per il successivo. Per approfondimenti collegarsi al sito: https://www.miur.gov.it/ (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Bozza Decreto Legge su scrutini, esami e fine annose non si rientra dopo il 18 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Ok del sindacato per l’accesso degli alunni alla classe successiva, con recupero dei debiti dal settembre prossimo e con lo stesso personale in questo momento impegnato, ma NO al recupero del tempo scuola trascorso. Anief chiede di delegare gli organi collegiali per la valutazione di quanto fatto in ogni classe, istituto. Sulla maturità, esame orale in video-conferenza o rinvio in autunno, basta decidere presto.L’ultima bozza del documento contiene importanti novità per l’anno scolastico in corso e l’inizio del prossimo, riguardo valutazioni, scrutini ed Esami di Stato.Per quanto riguarda l’ammissione alla classe successiva, ai docenti viene detto, stando all’attuale testo del Decreto Legge, che “possono prevedere la definizione dell’eventuale recupero degli apprendimenti per gli alunni delle classi intermedie in tutti i cicli di istruzione relativi all’anno scolastico 2019/2020, nel corso dell’anno scolastico successivo a decorrere dal 1° di settembre 2020, quale attività didattica ordinaria”. In pratica, se dovesse passare questa parte del testo, si dà indistintamente il via libera agli alunni per l’accesso alla classe successiva, dando loro la possibilità di recuperare poi a partire dal mese di settembre 2020.Implicitamente, quindi, le valutazioni di queste settimane, realizzate in “remoto” attraverso la teledidattica, spesso anche con mezzi di fortuna, e con disparità notevoli in fase di fruizione per via del digital divide, vengono saggiamente ridimensionate: pur avendo bene chiaro la connotazione docimologica delle formazione, a prescindere dal mezzo e dalle modalità adottate, su quali basi, anche giuridiche, poggerebbe un’interrogazione o un compito realizzato senza avere certezze sulla regolare esecuzione da parte del discente? Ma soprattutto, con quali criteri razionali si potrebbe valutare in modo negativo uno studente volenteroso e meritevole, però penalizzato da oggettivi problemi di accesso e di gestione delle tecnologie informatiche?Appare condivisibile, partendo da questo assunto, l’ammissione indistinta alla classe successiva. Come appare inevitabile la decisione di adottare una deroga alle norme sugli esami conclusivi di Stato, quindi al decreto attuativo della Buona Scuola n. 62 dell’aprile 2017, sia per gli esami conclusivi della scuola media sia per quelli della maturità.Per l’esame di scuola media, in particolare, tutti i passi normativi che riguardano i criteri di ammissione all’esame “vengono derogati. In pratica non ci saranno non ammessi”, scrive la stampa specializzata. Di fatto, “sulla base dell’evolversi dell’emergenza sanitaria, il Ministero potrà derogare gli articoli 8 e 10 del Decreto legislativo del 13 aprile n 62”, arrivando anche a “procedere all’eliminazione di una o più prove, rimodulando anche le modalità di attribuzione del voto finale” e a “sostituire l’esame di Stato con una valutazione finale da parte del consiglio di classe”. Inoltre, le modifiche all’esame saranno prese sulla base delle future decisioni circa il rientro o meno a scuola in seguito all’emergenza Coronavirus.Sulla maturità, solo per l’anno scolastico in corso, si andrebbe a derogare il comma 2 dell’articolo 13 del Decreto legislativo del 13 di aprile 2017 sull’ammissione dei candidati agli esami di Stato, rispetto alla frequenza di tre quarti del monte ore annuale, alla partecipazione alle prove Invalsi, allo svolgimento delle attività di alternanza, alla votazione non inferiore ai sei decimi. Poi, in caso di rientro a scuola prima del 18 maggio, si procederà ad una maturità “light” con seconda prova a carattere nazionale sostituita da una prova predisposta dalla singola commissione di esame, affinché detta prova sia aderente alle attività didattiche in concreto svolte nel corso dell’anno scolastico. Se invece si dovesse tornare a partire dal 18 maggio prossimo, in questo caso si deduce che per ragioni sanitarie gli esami non potranno svolgersi in presenza, con l’eliminazione delle prove scritte di esame e la sostituzione con un unico colloquio, da attuare per vie telematiche, stabilendone contenuti, modalità e punteggio e specifiche previsioni per i candidati esterni.

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Ipotiroidismo: meno esami di controllo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

tiroide5Le persone con ipotiroidismo potrebbero necessitare di un minor numero di esami di laboratorio per il controllo del TSH dopo il passaggio dalla terapia con compresse alle formulazioni liquide della levotiroxina, soprattutto in presenza di fattori che possano alterare l’assorbimento della formualzioni in compressa: questo in sintesi è il risultato di uno studio pubblicato recentemente su Endocrine, che ha visto la collaborazione delle Università di Messina, Napoli e Bologna e l’IRCCS Casa Sollievo della sofferenza di S. Giovanni Rotondo, messo a punto per comprendere come il passaggio da una formulazione all’altra potesse ricadere su pazienti e Servizio Sanitario Nazionale.“Lo studio aveva l’obiettivo di quantificare l’impiego delle diverse formulazioni di levotiroxina disponibili sul mercato e di valutare le ricadute cliniche del passaggio da una formulazione ad un’altra, spiega Gianluca Trifirò, Ricercatore Farmacologo dell’Università di Messina e coordinatore dello studio. Analizzando i dati delle prescrizioni mediche dal 1 gennaio 2009 al 30 ottobre 2015 nei database amministrativi di un’ASL del Sud Italia sono stati identificati 56.354 soggetti in trattamento con levotiroxina di cui il 97,9% ha ricevuto almeno una prescrizione di terapia in compresse e il 6,1% almeno una prescrizione di formulazioni liquide. Durante la finestra temporale analizzata, i pazienti in trattamento con le formulazioni liquide sono leggermente aumentati e l’analisi degli utilizzatori ha rilevato che le formulazioni liquide sono preferite nei soggetti più giovani e nei pazienti in trattamento con farmaci che possono interagire con l’assorbimento delle compresse; problema superato dalle formulazioni liquide che non risentono delle interazioni con altri farmaci, cibo, caffè e diverse condizioni cliniche come patologie gastrointestinali, intolleranza al lattosio e infezioni da Helicobacter Pylori. Nel periodo preso in considerazione 1950 pazienti sono passati dalle compresse alle formulazioni liquide. Per valutare le ricadute cliniche di questo passaggio, è stato valutato il numero di test del TSH prima e dopo e si è così dimostrato che nei i pazienti passati alle formulazioni liquide si è significativamente ridotto il numero dei test di controllo della funzionalità tiroidea che potrebbe suggerire una stabilizzazione dei livelli di ormoni toroidei”.“Secondo il Rapporto Health Search di SIMG, aggiunge Gerardo Medea, Responsabile area metabolica di SIMG, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, l’ipotiroidismo è una tra le più abituali cause di visita per il medico di medicina generale che è chiamato a riconoscerne i primi segni per l’invio al consulto dello specialista endocrinologo ma, soprattutto, alla gestione complessiva del paziente dopo la diagnosi e l’impostazione della terapia. Una diminuita richiesta e frequenza del test del TSH, potrebbe significare livelli ormonali più stabili e un paziente con un maggiore livello di benessere legato a ridotta sintomatologia da ipotiroidismo. Un paziente ipotiroideo in equilibrio ormonale può significare anche meno accessi negli ambulatori dei medici di medicina generale e meno controlli di laboratorio con un evidente vantaggio in qualità della vita per il paziente e un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale”.

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Esami strumentali nelle persone con diabete

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

riccioneRiccione. La Sid da anni effettua il monitoraggio dei flussi amministrativi (ricoveri ospedalieri, prescrizioni di esami e di farmaci) di un campione di oltre mezzo milione di persone con diabete. Da questa analisi emergono dati interessanti, di vita reale, su come vengono assistiti gli italiani con diabete e quanto costa curarli. La spesa è impressionante (soprattutto se il dato desunto dalle tariffe viene corretto per i costi reali che sono maggiori di quelli virtuali) ed è in larga parte attribuibile ai ricoveri ospedalieri, a loro volta causati dalle complicanze della malattia. Una parte della spesa (il 10-15 per cento) è però attribuibile agli esami di laboratorio e strumentali prescritti nel territorio da medici di famiglia e da specialisti di tutte le discipline.
“L’osservatorio CINECA-SID ARNO nel report pubblicato a fine 2015 – ricorda il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia – indicava per le persone con diabete una spesa media pro capite di 520 euro per visite specialistiche ed esami diagnostici. Nel 2007 la spesa per queste voci era di 387 euro e nel 2012 di 471 euro. E’ dunque in evidente crescita. Moltiplicando questa cifra per i 3.500.000 diabetici ‘certi’ (cioè che hanno avuto almeno una ricetta/prestazione/ricovero per diabete) la cifra totale delle prestazioni specialistiche e diagnostiche risulta pari a 1,8 miliardi/anno. Andando a valutare criticamente questa montagna di prescrizioni emerge una frequente inappropriatezza soprattutto in difetto.
“La stima delle persone con diabete che non si sottopongono regolarmente agli esami di screening – prosegue il professor Giorgio Sesti – è naturalmente molto difficile. Sappiamo da dati ARNO e dagli Annali AMD che dal 50 al 70 per cento dei pazienti con diabete di tipo 2 è abitualmente seguito presso i Servizi di Diabetologia in modo esclusivo o in gestione integrata con il medico di famiglia. Sono certo che presso i Servizi di Diabetologia gli screening vengano eseguiti regolarmente. Il problema dunque riguarda principalmente le persone con diabete non assistite presso i centri diabetologici, cioè circa il 40-50 per cento del totale dei diabetici che potrebbe non sottoporsi ad una programma di screening periodico regolare”.
Sia lo spreco che la mancata effettuazione degli esami di screening dovrebbero dunque essere corrette. Consapevole che ottimizzare l’uso delle risorse è l’unico modo di poter garantire alle persone con diabete l’accesso all’innovazione in campo diagnostico e terapeutico, la Sid, dopo il documento sull’appropriatezza prescrittiva degli esami di laboratorio, ha deciso di redigere un position statement sull’appropriatezza delle prescrizioni degli esami strumentali alle persone con diabete, principalmente in relazione alla diagnosi, allo screening e al monitoraggio delle complicanze diabetiche. L’obiettivo è fornire raccomandazioni solide, sostenute da prove scientifiche e dirette ai diabetologi, agli specialisti di altre discipline e ai medici di famiglia.

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Scuola: Leggi delega su Esami di Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzionePer un sindacato dei dirigenti scolastici, il decreto legislativo sulla valutazione degli alunni è l’occasione giusta per ‘abolire il valore legale del titolo di studio in quanto non più rispondente al titolo stesso’. Anief si oppone: il titolo non può essere sminuito, ma va valorizzato, a iniziare da quello relativo alla licenza media, sino alla maturità, che secondo l’Anief dovrebbe rappresentare anche la fine dell’obbligo scolastico, anziché gli attuali 16 anni di età dell’alunno, assieme all’inizio anticipato a 5 anni anziché 6 in classi di compresenza materna-primaria. Giusto, invece, dare il maggior peso possibile al percorso formativo che ha condotto agli esami finali, frutto delle decisioni collegiali intraprese.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’Esame di Stato è modello di verifica ben diverso dalla semplice valutazione delle competenze, la quale può essere attuata certamente anche al di fuori dalla scuola. Confondere o plasmare i due livelli non ha senso. Inoltre, la scuola statale produce titoli utili all’accesso ai concorsi pubblici e per diventare dipendenti della P.A., oltre che a svolgere la libera professione e operare nel privato. Come si può dire che tutto questo d’ora in poi si potrà verificare solo attraverso delle semplici prove di certificazione delle competenze? Significherebbe portare l’Italia indietro di 900 anni. Il pericolo è conferire dei diplomi con peso specifico diverso. Così, solo gli allievi delle scuole e degli atenei più prestigiosi potranno aspirare all’ingresso di determinati posti di lavoro. Si mettono sotto il tappeto principi costituzionalmente protetti, come la parità d’accesso al pubblico impiego, il principio di uguaglianza e di ragionevolezza.

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Allarme dei gastroenterologi SIGE: “Troppi esami, rischi e costi inutili”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

La Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (SIGE) lancia un appello affinché venga ristabilita una corretta appropriatezza prescrittiva degli esami endoscopici, in particolare di esofagogastroduodenoscopie (Egds) e colonscopie, strumenti diagnostici certamente preziosi ma richiesti in numeri esorbitanti e spesso al di fuori delle corrette indicazioni. Colpa della medicina difensiva ma anche di una mancata conoscenza delle corrette indicazioni. E le conseguenze sono pesanti per le casse dello stato e per la salute dei pazienti.
Ogni anno vengono effettuate in Italia oltre 1,7 milioni di Egds e di colonscopie, in pratica quasi 29 procedure ogni 1.000 abitanti, quasi tutte per motivi diagnostici (solo l’11,2 per cento rappresenta una proceduta terapeutica). “Un numero enorme di esami che si traduce in una spesa notevole – sottolinea Gerardo Nardone, professore associato di gastroenterologia dell’Università Federico II di Napoli e componente del consiglio direttivo della Sige – calcolando una media di 60 euro ad esame endoscopica (può essere fatta solo una stima approssimativa in quanto il costo cambia da regione a regione) si arriva dunque alla ragguardevole cifra 102,7 milioni di euro. Di questa spesa ingente si stima che almeno 30 milioni di euro vadano bruciati per esami inutili (che sono il 25-30% del totale). Le cause di questo spreco vanno ricercate in una inadeguata conoscenza delle indicazioni da parte della classe medica, ma spesso anche nella possibilità da parte dei pazienti di prenotare direttamente gli esami attraverso CUP, farmacie, e altri canali senza effettuare prima una visita specialistica”.
Le richieste inappropriate più gettonate. Il controllo di una dispepsia funzionale (il giovane con una digestione difficoltosa), la necessità di un controllo per prescrivere farmaci anti-secretori in soggetti che hanno una patologia da reflusso gastro-esofageo. Un esame endoscopico del tratto digestivo superiore negativo può essere ripetuto dotumore gastricopo 5 anni salvo che non vi sia una variazione sostanziale della sintomatologia. Nella ‘top five’ delle richieste inappropriate più gettonate, sia per Egds che per colonscopia svettano le seguenti voci:
Controlli Egds dopo 12-24 mesi in un pazienti giovani ( Controlli colonscopie dopo 12-24 mesi in pazienti giovani ( Gli esami per la digestione ‘difficile’. La digestione difficile “dispepsia” è una condizione molto frequente per lo più secondaria ad una gastrite la cui causa principale è l’infezione da Helicobacter pylori. Nel caso di un giovane in buona salute con una banale dispepsia, in assenza di sintomi di allarme, è consigliabile adottare, come avviene in molti paesi europei ed americani la cosiddetta strategia test-and-treat ovvero, viene richiesto un test non invasivo (breath test o test fecale) per valutare la presenza dell’Helicobacter pylori; se il test è positivo il paziente viene trattato con terapia eradicante, se è negativo con terapia sintomatica.Chi deve invece assolutamente sottoporsi ad esame endoscopico sono i pazienti che presentino i cosiddetti segni e sintomi d’allarme ovvero, dimagrimento, anemia, sanguinamento gastro-intestinale (emissione di sangue con le feci o con il vomito), vomito alimentare persistente, brusche variazioni delle abitudini alvine. In questi casi non dobbiamo perdere tempo ma eseguire urgentemente un esame endoscopico, gastroscopia o colonscopia in base ai sintomi, per effettuare una diagnosi corretta nel più breve tempo possibile.
Gli esami di prevenzione per il cancro del colon: se la prima colonscopia, in condizioni ottimali di pulizia, è negativa, l’esame può essere ripetuto anche a distanza di 7-10 anni, se non compaiono nuovi sintomi.Fare sempre le biopsie. Nel momento in cui il paziente fa un esame endoscopico è molto importante effettuare delle biopsie per avere una valutazione microscopica dello stato della mucosa, sia per il tratto digestivo superiore che per quello inferiore. L’endoscopista vede lo stato macroscopico della mucosa ma non è in grado di definire la presenza di un infiltrato infiammatorio, di infezioni batteriche o parassitarie, di trasformazioni cellulari come atrofia, metaplasia e displasia. Le conseguenze e i rischi degli esami inutili. Bisogna ricordare infine che gli esami endoscopici inutili non solo rappresentano un spreco delle risorse sanitarie con un allungamento delle liste d’attesa, ma anche che sono procedure non scevre da rischi. Non va dimenticato che una Egds o una colonscopia sono sempre esami invasivi. I tassi di complicanze, per quanto bassi (1:1.000 – 1:10.000) ci sono e possono essere serie quali la perforazione del viscere o un sanguinamento per una lesione della mucosa.
Centri di riferimento per le procedure endoscopiche terapeutiche. L’endoscopia da esame squisitamente diagnostico sta diventando sempre più terapeutico; un esempio è rappresentato dall’asportazione di calcoli dalle vie biliari o dal posizionamento di uno stent (‘tubicino’) nei pazienti che presentino una lesione stenosante delle vie biliari o del pancreas; la dilatazione esofagea per il trattamento dell’acalasia esofagea; l’asportazione di polipi e lesioni piatte “mucosectomia”. Per queste procedure un po’ più complesse è auspicabile che vi siano dei centri di riferimento per far si che ci sia una centralizzazione dei pazienti al fine di ridurre gli eventi avversi e le complicanze e migliorare i livelli assistenziali.
La collaborazione tra SIGE e medicina generale. Solo il 20 per cento degli esami endoscopici vengono richiesti dallo specialista gastroenterologo; la stragrande maggioranza delle richieste (l’80 per cento) proviene dal medico di famiglia, da altri specialisti o dagli stessi pazienti. E l’eccesso di richieste è conseguenza della medicina difensiva ma anche di un problema culturale. Nel caso degli esami endoscopici ad esempio è importante conoscere il ritmo di progressione di una lesione neoplastica, per stabilire quando deve essere ripetuto un esame e quante volte nel corso della vita andrebbe ripetuto. La collaborazione tra medici di medicina generale anche con iniziative come i campus tenuti dalla SIGE mirano proprio a fare aggiornamento e formazione sull’argomento allo scopo di aumentare l’appropriatezza delle richieste di esami diagnostici, quali gli esami endoscopici e delle cure farmacologiche. Gli argomenti dei campus SIGE nascono da specifiche richieste emerse in una survey che ha coinvolto la maggior parte dei medici di medicina generale italiani. La SIGE, prendendo spunto da questa attiva collaborazione, ha schedulato una serie di position statement che saranno pubblicati nella pagina web della Società in modo da poter essere facilmente consultate.

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Linee-guida, errori comuni e prescrizioni, tra le notizie del 2016 da non perdere

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

medicoEsami inutili, gestione del dolore, interazioni tra farmaci, colesterolo, statine e cefalea sono in cima agli argomenti più seguiti dai lettori di Doctor nel corso dell’anno che si sta concludendo, anche per la pubblicazione di nuove linee-guida internazionali. Questo numero speciale di Doctor33 ripercorre i fatti salienti del 2016 sul fronte della clinica. Il 2016 delle notizie più apprezzate – alcune delle quali sono forse sfuggite a qualche lettore – è stato aperto dalle raccomandazioni del programma americano «Choosing Wisely» per ridurre gli atti medici inutili (in particolare gli esami del sangue). Nelle settimane seguenti l’attenzione è andata in particolare alle linee-guida per l’uso dei bisfosfonati nell’osteoporosi e a quelle sulla gestione del dolore post-operatorio in adulti e bambini. Subito dopo, le notizie più cliccate sono state di carattere oncologico: la conferma dell’efficacia preventiva anche per il tumore del colon della somministrazione a lungo termine di aspirina e gli otto segni clinici che aiutano a prevedere quando la morte è imminente nei malati di cancro. In cima all’interesse dei clinici ci sono state poi le prescrizioni inappropriate negli anziani, con le conseguenti interazioni pericolose, e tre notizie riguardo a linee-guida internazionali: sull’infezione da elicobatterio, sulla gestione del colesterolo negli ultrasessantenni, e sulla gestione delle dislipidemie e della fibrillazione atriale presentate a Roma in occasione del congresso annuale della European society of cardiology. Nei mesi seguiti alla pausa estiva, le notizie più apprezzate hanno riguardato raccomandazioni per evitare errori frequenti: quelli commessi dai pazienti alle prese con le iniezioni di insulina e quelli commessi troppo spesso dai clinici alle prese con la terapia della cefalea a grappolo e in generale da clinici e ricercatori nel non riconoscere i vantaggi della somministrazione a lungo termine di statine esagerandone i rischi, su cui ha fatto il punto un’ampia revisione pubblicata da Lancet. All’insegna delle linee-guida internazionali sono stati anche gli ultimi mesi del 2016, con la pubblicazione di quelle sull’acne e sul trattamento della malattia arteriosa periferica. Chi se le fosse perse vorrà forse approfittare della pausa natalizia per «rimettersi al passo» con i colleghi più informati. (fonte: doctornews33)

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Esami di laboratorio appropriati: Un investimento di salute

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

laboratorio igieneRischio di falsi positivi, come nel caso della funzionalità della tiroide, di sovradiagnosi, comunque di utilità non sempre certa e spesso capace di creare confusione: nel nostro Paese si pone un problema legato all’appropriatezza degli esami di laboratorio. “Sono esami fondamentali perché il laboratorio influenza fino al 70% delle diagnosi mediche e dei successivi trattamenti – afferma il prof. Mario Plebani, Dipartimento Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova – però va definito nel dettaglio il suo ruolo in rapporto diretto col clinico. Si tratta di procedure che spesso presentano costi economici diretti e indiretti, importanti anche perché possono portare ad altre indagini diagnostiche, ricoveri e trattamenti terapeutici”. All’inizio del 2016 è entrato in vigore il Decreto sull’appropriatezza delle prescrizioni mediche del Ministero della salute che definisce i criteri e i limiti con cui i medici possono prescrivere circa 200 prestazioni a carico del Sistema sanitario nazionale, ma è forte la necessità di posizionarsi al meglio per evitare procedure inutili, talvolta dannose e soprattutto costose. Per questo, caso unico in Italia finora, un board scientifico di esperti del settore ha ideato e realizzato con il supporto di Siemens Healthcare – una serie di corsi ECM dedicati ai professionisti di laboratorio sul tema dell’appropriatezza nella funzionalità tiroidea, in quella renale, nella malattia celiaca e sui Point of Care Testing. “Abbiamo preso in considerazione le più recenti e consolidate prove scientifiche e le linee guida nazionali e internazionali – sottolinea Plebani – e le possibili criticità che ostacolano l’attuazione di un corretto percorso di appropriatezza. I risultati vengono presentati oggi nel corso di un convegno nazionale che si svolge all’Auditorium del Ministero della Salute a Roma. “Prendiamo i test di funzionalità tiroidea – spiega il dott. Renato Tozzoli, Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Laboratorio di Patologia Clinica, Presidio Ospedaliero S. Maria degli Angeli, Pordenone – l’opinione largamente diffusa fra i pazienti è che più esami si fanno, meglio è. E’ vero invece proprio il contrario: più profili di test vengono effettuati maggiore è la possibilità di risultati discordanti fra loro, il che complica la diagnosi per il medico che non riesce spesso a spiegarsi la discordanza. Si concretizza – aggiunge Tozzoli – la cosiddetta ‘sindrome di Ulisse’ del malato che deve fare altri test, ecografie, scintigrafie passando dal medico di famiglia, al laboratorio, eventualmente dall’endocrinologo, al medico nucleare non perché sia veramente malato, ma perché sono stati prescritti test non adeguati”.
In altre aree, invece, i test genetici diventano prioritari. È il caso della celiachia – sottolinea il dott. Tommaso Trenti, Dipartimento di Medicina di Laboratorio e Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda USL, Modena – oggi il laboratorio è in grado di effettuare diagnosi di celiachia senza biopsia intestinale con grande vantaggio per il malato di età pediatrica ed ha assunto una rilevanza fondamentale per la diagnosi della malattia. L’importante – spiega il medico – è però ricordarsi che gli esami hanno valore se il paziente non ha già eliminato il glutine: vanno quindi evitate le diete fai da te e va preferito l’immediato ricorso al test”.
Analogo discorso può essere fatto per la malattia renale cronica che colpisce in Italia circa 2 milioni e 200mila persone. La medicina di laboratorio – aggiunge la dott.ssa Francesca Di Serio, Patologia Clinica Ospedaliera, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico, Bari – svolge un ruolo centrale nella identificazione dei fattori di rischio, di diagnosi precoce, stadiazione e monitoraggio della malattia. E tutto ciò consente al clinico di intervenire efficacemente riducendo il rischio che questa patologia possa peggiorare, portando il malato alla dialisi o al trapianto con costi importanti e una ridotta qualità di vita”.
Ma l’appropriatezza – conclude Plebani – entra in campo soprattutto in cardiologia e oncologia. “Nel caso del dolore toracico acuto, per esempio, alcuni esami risultano ormai obsoleti ed altri rischiano di creare confusione, come quelli della mioglobina e della CKMB. Va invece scelto il solo esame appropriato, la troponina cardiaca, che permette di dimostrare che il 30% dei pazienti con dolore cardiaco senza segni elettrocardiografici ha un infarto ben definito. E nel cancro, i marcatori tumorali devono essere richiesti in modo adeguato per pazienti preparati psicologicamente a ricevere la risposta e consultarsi col proprio medico per la corretta interpretazione”.

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Troppi esami di laboratorio inutili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

UCBM - LaboratorioRoma Il 30 novembre all’Auditorium del Ministero della Salute si terrà un convegno nazionale, alla presenza dei massimi esperti del settore. Alle 12 si terrà la conferenza stampa ufficiale con la partecipazione di: Francesca Di Serio, U.O Patologia Clinica Ospedaliera, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico, Bari, Mario Plebani, Dipartimento Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera-Universitaria, Padova, Renato Tozzoli, Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Laboratorio di Patologia Clinica, Presidio Ospedaliero S. Maria degli Angeli, Pordenone, Tommaso Trenti, Dipartimento di Medicina di Laboratorio e Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda USL, Modena.la richiesta di esami di laboratorio è in continuo aumento nel nostro Paese, soprattutto da parte della medicina di famiglia: le stime indicano che l’incremento annuale delle prescrizioni da parte di questo settore può arrivare in qualche caso anche al 20%. Questo è dovuto a diversi fattori tra i quali la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, che ha spostato il centro di cura dei pazienti con malattie croniche (diabetici, insufficienza renale, malattie cardiovascolari) dall’ospedale ai servizi di cure primarie sul territorio. Un altro aspetto da non sottovalutare per giustificare l’aumento delle richieste di test è la medicina difensiva, cioè la volontà di evitare contestazioni e controversie con il paziente proponendo esami spesso inutili. Inoltre alcuni test possono produrre risultati anomali in pazienti che non presentano patologie e questo induce, a cascata, la richiesta di ulteriori esami diagnostici, spesso complessi.
Da questa consapevolezza, la SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare) ha deciso di proporre un percorso formativo iniziato nel 2015 sull’appropriatezza degli esami di laboratorio in alcune grandi patologie, soprattutto croniche. L’obiettivo è definire al meglio l’approccio più razionale per garantire diagnosi mediche esatte, senza sprechi, ma capaci di favorire il lavoro del clinico, a tutto vantaggio per il paziente.

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Maturità, dopo l’esame che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

esami

Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm: novità, tempistiche e prospettive.
Caffè, notti insonni e la tentazione di fare una pausa dallo studio andando al mare. Difficili le giornate del maturando a cui ora spetta completare l’ultima parte del percorso, il colloquio orale. Ma dopo la maturità? Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Il 15, 18 e 19 luglio ad Ancona, San Benedetto e Fermo l’Università Politecnica delle Marche organizza 3 giornate di orientamento rivolte ai diplomati e alle loro famiglie. Le giornate saranno caratterizzate da un’informazione sull’intera offerta formativa dell’Ateneo e sulle modalità di partecipazione al “test di verifica delle conoscenze” previsto per accedere ai corsi di Laurea.
Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm per l’anno accademico 2016-2017. La nuova offerta formativa è composta da 45 corsi di laurea nelle diverse aree Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia e Scienze. Tra le novità di quest’anno il Corso di studi internazionale, unico nel panorama europeo, integralmente in lingua inglese, “Food and Beverage Innovation and Management” che fa parte delle lauree magistrali di Agraria. Al termine degli studi il laureato saprà coniugare innovazione e sostenibilità nell’ambito della tradizione agro-alimentare italiana e mediterranea. Non è l’unico corso in lingua c’è anche “Biomedical Engineering” ad Ingegneria e “International Economics and Commerce” ad Economia che ha anche il rilascio del doppio titolo come per il corso di Economia aziendale a San Benedetto del Tronto.Le immatricolazioni avvengono in due fasi: la prima prevede la registrazione al link https://esse3web.univpm.it e una volta ottenuti username e password ci si potrà loggare sul portale e terminare l’immatricolazione.Importante anche sapere quali sono gli sbocchi occupazionali. Secondo il Consorzio Almalaurea (al quale oggi aderiscono 73 Atenei Italiani e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) l’Università Politecnica delle Marche si contraddistingue rispetto alle università del centro Italia e somiglia di più alle università del nord. L’88,4% dei neo-laureati Univpm lavora. E sempre l’88,4% dei laureati lavora 3 anni dopo la laurea magistrale come quelli di Venezia, Bergamo e Firenze e contro una media nazionale che si ferma all’81,5%. I laureati Univpm hanno un reddito medio pari a 1.300 € netti al mese. Un dato che ci pone sullo stesso livello dei redditi degli studenti del nord: Torino, Milano, Venezia e Trieste. Altro dato da non sottovalutare quello del luogo di lavoro. Il 65,3% dei laureati della Politecnica delle Marche trova un impiego nell’area in cui si trova l’università come succede a Trento e a Milano vantando risultati migliori rispetto a molte altre università del nord. Quali sono le professioni a più alto tasso di occupazione? Nel 2015, tre anni dopo essersi laureati, lavorava il 95% degli ingegneri e con loro anche gli studenti appartenenti alle professioni sanitarie. (foto: esami)

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