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Diplomati magistrale, oltre 40mila docenti coinvolti nella sentenza di esclusione dalle GaE

Posted by fidest press agency su martedì, 2 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneSecondo dati forniti dal Miur, il numero complessivo di ricorrenti è di circa 43.600, tutti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della scuola primaria e dell’infanzia con riserva. Di questi, sappiamo sono 5.300 i docenti che negli ultimi due anni hanno ottenuto il ruolo, sempre con riserva. Su questi ultimi è probabile che la sentenza esplicherà immediatamente i suoi effetti. Gli unici a salvarsi, ad oggi, sono circa 2.000 docenti destinatari di sentenze ormai passate in giudicato.
Ora, se è vero che le sentenze si accettano, il sindacato Anief non può rimanere inerme dinanzi all’abuso del diritto. Ecco perché, parallelamente all’applicazione dell’esito derivante dal Consiglio di Stato, il giovane sindacato ha deciso di portarla, con i suoi legali, dinanzi ai tribunali, dalla Cassazione alla Corte europea. Inoltre, sempre l’Anief, assieme ad altri sindacati, ha deciso di scioperare, la prossima settimana, per dare maggior forza ai soggetti sociali perché siano ascoltati dal Governo, oltre che per sensibilizzare l’opinione pubblica e per dare voce a lavoratori che stanno per ritornare “precari fantasma” relegati nel dimenticatoio delle graduatorie per le sole supplenze.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se bisognava trovare una soluzione prima, a maggior ragione bisogna trovarla adesso, superando le divisioni politiche e senza aspettare la primavera, abbandonandosi a quelle che sembrano le solite promesse elettorali. In modo da dare una risposta certa anche ai laureati in Scienze della Formazione Primaria, pure loro costretti a fare nuovi concorsi per ottenere il ruolo su posti per i quali da anni lavorano come supplenti. Sono questi i motivi per cui l’Anief ha deciso di scioperare il primo giorno di scuola dal rientro delle vacanze natalizie: per dimostrare a tutti che, senza i precari, le scuole resteranno chiuse e perché ai diplomati magistrale e a tutti i docenti abilitati, che non hanno accesso ora alle graduatorie, occorre ridare un minimo di dignità e riconoscere rispetto per la loro professionalità e l’amore per il lavoro che hanno dimostrato e dimostrano da anni. Ecco perché Anief ha avviato le procedure di preadesione al ricorso gratuito dei docenti diplomati magistrale alla CEDU e quelle per inviare una petizione alla Commissione del Parlamento Ue. Il sindacato, infine, sta predisponendo un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa.

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Greenpeace torna a Cernobyl

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2009

Cernobyl, Ucraina Alla vigilia del ventitreesimo anniversario dell’incidente, un gruppo di attivisti russi e tedeschi ha proiettato scritte antinucleari sul sarcofago di Cernobyl. Per cercare di mettere in sicurezza il sarcofago, che rischia di crollare, i costi sono stati rivisti al rialzo: le stime di circa 600 milioni di euro inizialmente previsti sono oggi cresciute di oltre il 50% a oltre 900 milioni. Un eventuale collasso della struttura attuale avrebbe come conseguenza un rilascio di radioattività significativo anche a distanze di 50 chilometri e oltre, mentre le conseguenze potrebbero essere gravi in un raggio fino a 20 km dalla centrale. A 23 anni dall’incidente, le ricerche scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Ancora nel 2006 nei campioni prelevati a Bober, villaggio fuori dalla zona di esclusione, la radioattività era 20 volte i valori usati nell’UE per definire un rifiuto radioattivo. La propaganda nucleare continua a parlare in modo scientificamente scorretto di 56 vittime tra i “liquidatori”. Una cifra che dimostra la malafede dell’industria nucleare.“Affermazioni di questo genere sono intellettualmente disoneste”, afferma il direttore esecutivo di Greenpeace, Giuseppe Onufrio. “Le radiazioni ionizzanti causano danni nel corso del tempo, sia di tipo somatico, come tumori e leucemie, sia di tipo genetico, come malformazioni nelle nuove generazioni”.Le dichiarazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica di Vienna nel 2005 citavano una valutazione dei casi mortali dell’ordine dei 4.000 casi. Quella valutazione è stata poi ritirata e le stime riportate dal forum Cernobyl, cui partecipa anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2006 prevedevano oltre 9.000 casi mortali complessivi, tra passati e futuri, nei gruppi di popolazione più colpiti. Gli stessi autori della ricerca conclusero che, allargando l’analisi anche a gruppi di popolazione meno esposti, la stima dei casi mortali saliva a 16.000. Ma come si vede nell’analisi pubblicata per il ventennale da Greenpeace esistono stime ben maggiori, nell’ordine delle centinaia di migliaia di vittime. Una valutazione condotta da 51 scienziati ucraini e bielorussi ha infatti stimato l’ordine di grandezza del danno in 100.000 casi mortali

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