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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘esecutivo’

“Governo e mercati finanziari? Vi diciamo nomi e cognomi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Scrivono in un loro libro Giorgio Galli e Mario Caligiuri: “Come si comanda il mondo. Teorie, volti, intrecci”, sul potere delle multinazionali, non pensavamo che le tesi esposte potessero ricevere una conferma a solo pochi mesi di distanza, e proprio da vicende italiane.
Si è detto che gli eventi successivi alle elezioni del 4 marzo, sino alla decisione del Presidente Mattarella di varare un esecutivo diverso da quello espresso dalla maggioranza parlamentare, sia dipeso dalle preoccupazioni per il comportamento dei mercati finanziari.
Mercati è un concetto astratto. Quelle che decidono sono persone fisiche ai vertici delle multinazionali, i cui nomi e cognomi sono registrati nel nostro libro.
Non solo si è paventata l’interruzione di un completo scambio di informazioni tra l’intelligence tedesca e quella italiana, ma gli organi di informazione tedeschi e anglosassoni, dalla Frankfurter Algemeine Zeitung al CNBC, si sono pesantemente espresse sulle circostanze relative al governo che stava per nascere”.
Non a caso il Presidente della Repubblica per motivare il suo dissenso, ha espresso più volte la preoccupazione per i risparmi, che com’è noto sono posseduti dalle banche. Uno dei protagonisti della vicenda post elettorale ha così sintetizzato la situazione: “Allora ditelo che è inutile che andiamo a votare, tanto i governi li decidono le agenzie di rating”, che sono succursali delle multinazionali. In realtà votare è utile e le difficoltà del sistema politico italiano sono di antica data. Ma il ruolo di chi comanda il mondo è un ruolo determinante»Questo il parere del politologo Giorgio Galli e dello studioso di intelligence Mario Caligiuri autori del volume “Come si comanda il mondo” (Rubbettino) intorno alle vicende che hanno riguardato il complesso travaglio che (forse) porterà alla luce il prossimo governo. Una lettura fondamentale per dare nome e cognome a chi davvero tiene in mano le sorti del pianeta.
Di fronte al disordine mondiale scaturito dalla caduta del muro di Berlino e dagli attentati dell’11 settembre 2001, ci si chiede con sempre maggiore insistenza chi comandi il mondo. Nonostante i contributi sempre più numerosi, manca finora una visione d’insieme che unisca gli indispensabili presupposti teorici con gli inevitabili effetti pratici, in modo da individuare relazioni e intrecci, che il più delle volte sono davanti agli occhi di tutti. Con un approccio scientifico, gli autori si interrogano su questo tema, riunendo fili dispersi per creare un originale quadro di insieme. Emerge che le persone che influenzano le sorti del pianeta non sono le classi politiche che appaiono sugli schermi televisivi e contro cui si indirizza la protesta, ma i manager delle multinazionali che operano nel mercato globale. Il potere non è impersonale oppure determinato dalle selezioni di un algoritmo ma il nostro destino è deciso da nomi e volti ben individuabili. Il loro controllo è il problema decisivo della democrazia nel XXI secolo.

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Si va verso esecutivo M5S–Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

Anief, il sindacato che ha fatto registrare il maggiore incremento di consensi in occasione del recente rinnovo delle Rsu e grazie ai quali ha raggiunto la rappresentatività nazionale, si fa portavoce delle emergenze da risolvere nel più breve tempo possibile: entro due mesi, va rivista la riforma della Buona Scuola. Come più volte promesso in campagna elettorale, vanno poi ridotte le soglie di accesso per andare in pensioni, con una finestra a 61 anni di età, comprendendo finalmente quello scolastico tra i lavori usuranti. Tra le procedure da affrontare con urgenza c’è poi lo sblocco dei concorsi per Dsga e per dirigenti scolastici, con oltre 2mila posti vacanti a partire dal prossimo settembre: in questo ambito, occorre anche avallare l’assunzione dei ricorrenti 2011 attraverso un corso-concorso, come dei facenti funzioni e vicari da più di 36 mesi. C’è poi da cancellare l’abolizione dei vincoli sulle assegnazioni provvisorie.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È fondamentale procedere in fretta con la riapertura delle GaE, come già fatto nel 2008 e nel 2012, oltre ad avviare un piano straordinario di assunzioni mettendo in ruolo su tutti i posti dell’organico di fatto disponibili negli ultimi due anni. Tra le priorità del Governo, da includere in un decreto legge ad hoc, c’è anche la trasformazione dei posti in deroga del sostegno in organico di diritto: si tratta di oltre 40mila cattedre, vergognosamente rilegate fino al 30 giugno e quindi non utilizzabili per le immissioni in ruolo e nemmeno per i trasferimenti, mentre nella nuova legge di Stabilità si dovrebbero stanziare i fondi per adeguare gli stipendi all’inflazione, in modo da incentivare gli aumenti-miseria in arrivo con la farsa del rinnovo contrattuale, ripristinare il tempo scuola falcidiato negli ultimi anni e destinare un punto in più di PIL alla Cultura e all’Istruzione, magari distraendo i fondi per le spese militari. Se questi punti verranno attuati, allora riscontreranno il favore del nostro sindacato, perché si andrebbe finalmente verso una scuola giusta.

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Referendum per il No: Che la sfida abbia inizio

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

costituzioneIl Fatto Quotidiano è l’unico giornale che – fin dal giorno della sua nascita, come scrisse nell’editoriale di esordio Antonio Padellaro – si batte da sempre contro ogni stravolgimento della Costituzione. Chiunque ci provi: prima Berlusconi, poi Napolitano tramite il governo Letta-Berlusconi, ora Renzi con l’aiuto dello stesso Napolitano. E con l’aggravante di una controriforma imposta con la forza dal governo a un Parlamento illegittimo, a colpi di maggioranza truccata dal Porcellum. Nel referendum costituzionale non è in gioco tanto il destino dell’esecutivo, di cui poco ci importa (morto un governo, se ne fa sempre un altro), quanto soprattutto quello della Costituzione che è alla base della nostra convivenza democratica.Per questo abbiamo deciso di chiedere a tutti voi un aiuto a far conoscere le ragioni del No, quelle che in televisione e sui grandi giornali vengono quotidianamente silenziate e oscurate, per lasciare spazio soltanto ai monologhi e alle menzogne del Sì.Ogni giorno, sul Fatto Quotidiano, e sul sito http://www.ilfattoquotidiano.it, troverete una pagina dedicata al No con interviste, notizie e le infografiche che riassumono le nostre ragioni per opporci alla controriforma Boschi-Verdini. Se volete farle conoscere ai vostri amici, colleghi e famigliari, potrete ritagliarle, fotocopiarle, scaricarle per diffonderle ovunque potrete. Anche lasciandole sul tram, sull’autobus, in metropolitana, in treno, in ufficio, al bar, al ristorante, sulle panchine dei giardini pubblici. Saranno disponibili anche in digitale, per farle viaggiare via Twitter e Facebook.Visto che questa è una sfida anche e soprattutto di comunicazione, abbiamo bisogno del vostro talento e della vostra creatività. Su https://fattodavoi.ilfattoquotidiano.it/ trovate la sezione “Perché No”. Con una procedura molto semplice, da lì potrete inviarci i vostri “No” personalizzati: foto, video, testi, loghi, aforismi, racconti brevi, poesie, vignette, disegni, canzoni, rap e tutto ciò che vi riesce meglio per dire No. I lavori più riusciti e originali verranno segnalati nella sezione del sito dedicata al referendum e pubblicati ogni giorno sul giornale nella pagina dedicata al No.In prossimità del referendum organizzeremo un grande evento per presentare i risultati della vostra creatività e premiare i migliori, con una giuria specializzata.Spremetevi le meningi, date il meglio di voi stessi e aiutateci e rendere “virale” il No a questa controriforma (che non vuol dire a qualsiasi riforma, anzi: sono benvenute le proposte alternative e migliorative per il dopo-referendum) e a convincere quanti più indecisi sarà possibile per vincere il referendum oppositivo e salvare i valori fondanti della nostra Costituzione e della nostra democrazia. (Marco Travaglio, Antonio Padellaro e Peter Gomez) (foto: costituzione)

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Con la sicurezza non si scherza

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Symbol of police. Italiano: Indicazione di pol...

Symbol of police. Italiano: Indicazione di polizia. (Fig. II 110/a art. 125 CdS) (Photo credit: Wikipedia)

C’era il Coisp in prima linea, questa mattina nelle varie città d’Italia, per difendere la dignità ed i diritti dei suoi iscritti e di tutto il personale del Comparto sicurezza del Paese. Migliaia nelle strade e nelle piazze per chiedere rispetto ed equità verso chi mette la propria vita a servizio degli altri.
“Vogliono metterci nelle condizioni di non poter difendere gli italiani. Con la sicurezza non si scherza, né si può pensare di sfornare provvedimenti ‘purchè siano’ infischiandosene delle gravi conseguenze che possono avere. Noi non ci stiamo, ora basta giocare con le nostre vite e con i diritti dei cittadini, noi compresi. Il Governo deve ascoltarci”.
Non usa mezzi termini Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nell’esprimere la determinazione della propria Sigla Sindacale -come anche delle altre presenti, protagonista oggi davanti ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia e davanti alle Prefetture del Paese per una ferma protesta per la tutela della specificità degli Appartenenti al Comparto Sicurezza in materia previdenziale. Sulle pensioni, in particolare, è stato ricordato che tre mesi fa il Presidente del Consiglio Monti, nel presentare la manovra finanziaria ai Sindacati di Polizia ed agli Organi di Rappresentanza militare, aveva dichiarato che avrebbe tutelato la specificità degli Operatori, ma adesso pare proprio che il Governo intenda innalzare fino a tre anni il limite di età per accedere alla pensione di vecchiaia; innalzare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata e, più in generale, determinare un peggioramento delle condizioni di accesso degli Operatori alla pensione.
“Siamo scioccati – afferma Maccari – da come si possa venir meno così agli impegni assunti, sia pur a voce, riuscendo a tradire senza la minima preoccupazione la fiducia nostra e dei cittadini, che da questo Governo si aspettano un cambio deciso di rotta rispetto alle fandonie ed alle bugie che gli sono state raccontate in passato. E come si può pensare che la gente non arrivi a comprendere che aggravare le nostre condizioni lavorative significa diminuire il livello di sicurezza e l’efficienza del Comparto?”
“E’ esattamente ciò che succederà – aggiunge il Segretario del Coisp – pensando che si debbano trattenere in servizio uomini e donne che, pur logori dopo anni di sacrifici ed estenuanti attività che mettono a dura prova il fisico e l’anima, non possono giovarsi del meritato riposo perché si chiede loro ancora e ancora, fino a che non si reggono più neppure in piedi. Stentiamo a credere che il Presidente Monti come anche il Ministro Fornero, dall’alto delle rispettive competenze, non arrivino a comprendere cosa significa essere un Poliziotto, portare tutta la vita una divisa che a volte ha il peso schiacciante di prove che si stenta a superare ed a sopportare. Siamo sgomenti – insiste Maccari – di fronte alla totale mancanza di umanità oltre che della superficialità con cui si mette ulteriormente a rischio la sicurezza di tutti, non riconoscendo l’assoluta particolarità del mestiere che svolgiamo e la conseguente specificità delle condizioni in cui operiamo e viviamo”.
“Del resto – conclude Maccari – se dovesse piuttosto trattarsi di incompetenza in materia, cosa che comunque ci lascia basiti data la presenza all’intermo dei questo Esecutivo di chi il nostro lavoro lo conosce fin troppo bene, allora ciò vuol dire che è assolutamente urgente che si svolga tra noi ed il Governo un confronto serio e proficuo, nell’interesse di tutti e per il bene dell’Italia. Attendiamo dunque un faccia a faccia già annunciato, e confidiamo di non essere ignorati o presi in giro o sbeffeggiati come qualcuno in passato ha provato a fare. Nel frattempo non ci fermeremo, e faremo sentire la nostra voce con la forza, la determinazione e la capacità di resistenza che certamente a noi non difetta… visto, ahimè, ciò a cui i nostri governanti ci hanno da sempre abituato a subire”.

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La salvezza nazionale è il voto

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2011

Presto, subito. Ma il governo di salvezza nazionale non è la scelta migliore per l’Italia. Spieghiamoci su questo punto, perché è necessaria fare un po’ di chiarezza. Per governo di salvezza nazionale si intende un esecutivo composto da tutte (o quasi) le forze parlamentari. Quindi un governo Pdl- Pd-Udc-Lega. Idv no, per nostra scelta, perché ci siamo sempre chiamati fuori da quella che riteniamo essere un’ammucchiata politica. Da più parti si sostiene che questo esecutivo bipartisan possa essere la soluzione migliore per traghettare il Paese fuori dalla crisi economica che lo sta indebolendo. Non è vero. Questi gran soloni della politica ci dicano quale credibilità sulla scena internazionale potrebbe avere un governo guidato – per esempio – da Angelino Alfano, il delfino di Berlusconi, e composto da ministri che hanno avuto incarichi importanti nel governo peggiore della storia repubblicana. Ve lo diciamo noi: nessuna. Chi ha sostenuto Berlusconi contro tutti e tutti è corresponsabile dello sfascio economico, sociale ed istituzionale cui questo dissennato premier ha condannato l’Italia. In qualsiasi altro paese democratico questa banda (e qui mi fermo), dopo tutti i guai combinati, sarebbe impresentabile. Il problema non è più solo Berlusconi, ma anche la sua ‘corte dei miracoli’, che ne ha condiviso la sorte e le scelte, assecondandolo anche quando sarebbe stato indispensabile agire in maniera diversa, per amor di patria. Se le opposizioni dovessero cedere al fascino del potere e prestare i loro voti per governare con chi per anni ha fatto il male dell’Italia, farebbero un errore storico. Il premier spagnolo Zapatero, con grande dignità, ha preso atto della necessità di dare alla Spagna un nuovo corso e si è dimesso, andando incontro ad una sconfitta pressoché sicura alle prossime elezioni politiche. C’è un abisso di serietà e credibilità che separa Zapatero da Berlusconi, siamo tutti d’accordo. Ma non solo, la mancanza di credibilità riguarda oggi tutto l’esecutivo. Alfano, il giovane, quale credenziali ha? Il Lodo Alfano? Ma per favore? E Bossi? Lasciamo stare. Maroni? Maroni, che da un lato dice di combattere la mafia e dall’altro salva Saverio Romano? Saverio Romano, appunto, altro grande ministro di questo governo. E Brunetta? Gelmini? Brambilla? Metto il punto interrogativo e lascio a voi le considerazioni. Entrerebbero anche loro in un governo di salvezza nazionale? Diciamoci la verità: son persone che hanno ricoperto (e ricoprono purtroppo) incarichi prestigiosi e impegnativi solo perché c’è Berlusconi presidente del consiglio dei ministri.All’Italia serve una nuova classe dirigente, non un governo di salvezza nazionale con le stesse facce.

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Manovra economica e professioni

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Ormai è certo che gli articoli relativi alle (inutili, perché prive di qualunque effetto) liberalizzazioni delle professioni saranno stralciate dal testo del decreto che sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri, in particolare grazie all’intervento del Ministro Angelino Alfano. Dunque sono servite le proteste del mondo ordinistico, che aveva coralmente denunciato il “tradimento” degli impegni a suo tempo presi dal Governo, al quale non resta ora che archiviare la brutta figura fatta. Nel comportamento dell’Esecutivo nessuna persona di buon senso è riuscito a trovare una logica; infatti, nel testo iniziale del provvedimento, ci si proponeva di “eliminare entro 4 mesi le restrizioni in materia di accesso” alle professioni, dimenticando che già ora restrizioni non ve ne sono in quanto l’accesso alle professioni è libero ed illimitato ed il sistema tariffario da tempo smantellato. A meno che non si volesse eliminare l’esame di Stato abilitante, ma per farlo occorre una legge costituzionale, trovando detto esame diretto riferimento all’art. 33 della Costituzione! Dunque il primo testo del Governo conteneva norme inutili, prive di effetti concreti ma pericolose, perché assimilavano attività ad elevato contenuto intellettuale (come sono quelle rese dai professionisti ordinistici) ad attività commerciali od artigianali, assolutamente rispettabili ma che sono una cosa diversa. “Il comportamento del Governo Berlusconi-Tremonti -ha detto Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e Capogruppo al CNEL per le Libere professioni- mi ha ricordato quello che ebbe il precedente Governo Prodi-Visco: molti inutili incontri, molte promesse rinviate e poi, all’improvviso, un intervento per decreto-legge, scritto malissimo e senza alcuna consultazione preventiva. Allora, nel 2006, fermammo quel Governo con una imponente manifestazione di 40.000 professionisti ai Fori Imperiali e con noi sfilarono molti esponenti di questo Governo e di questa maggioranza, venuti a portarci nell’occasione la loro solidarietà ma, evidentemente, di memoria corta”. Resta il fatto che fra i 2.500.000 professionisti italiani (tanti sono, compresi i praticanti) e l’attuale maggioranza che regge il Paese si è arrivati ai ferri cortissimi.

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Bingo: proroga decreto sperimentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

La Commissione Finanze della Camera la prossima settimana esaminerà la risoluzione presentata dall’onorevole Gerardo Soglia (Pdl) che invita il Governo a prolungare dal 31 marzo al 31 dicembre 2011 le misure contenute nel decreto sperimentale del bingo. La Commissione dovrebbe votare l’atto di indirizzo rivolto all’Esecutivo nella seduta di martedì o di mercoledì prossimo. “Un atto doveroso – commenta l’onorevole ad Agipronews – per ricordare al Governo di impegnarsi entro il termine per ottemperare alla proroga ulteriore”. “Le misure contenute nel decreto introdotto nel novembre 2009 hanno dato risultati molto positivi. Non ci saranno problemi per confermare fino a fine anno la proroga. I tempi per provvedere al decreto del presidente del Consiglio sono sufficienti, non c’è da preoccuparsi”, aggiunge Soglia, che fa comprendere come la risoluzione dovrebbe avere la prossima settimana il via libera della Commissione Finanze della Camera e quindi offrire garanzie in più per l’impegno del Governo nel definire la proroga.

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Governo: il paese non può più aspettare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Da sei mesi a questa parte, l’azione dell’esecutivo non è sufficiente. O questo governo è in grado di fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte. Il Paese non può più aspettare”. E’ Emma Marcegaglia, questa volta a rompere gli argini. Una reazione durissima che arriva proprio dagli amici più stretti del premier, dai ‘compagni di viaggio’ che l’hanno sostenuto in tutti questi anni. Parole che possono essere interpretate in un solo senso: nell’azione del governo non ci sono proprio più segni di vita. Il paese, come da mesi denunciamo su questo blog, è abbandonato a se stesso e, questa volta, non basta più neanche la roboante propaganda governativa. L’azione dell’esecutivo è un elettroencefalogramma piatto. E’ di pochi mesi fa l’ultima delle tante interviste a cui ci ha abituato da quindici anni a questa parte il ministro Tremonti. Titoloni, caratteri cubitali sui giornali con accattivanti annunci di prossime riforme istituzionali, del fisco, del welfare che da lì a pochi mesi il governo e il Parlamento avrebbero approvato. A queste promesse è seguito sempre il nulla. Per questo dopo aver leto le sue interviste subentra spesso un senso di vuoto, un horror vacui. Gli annunci, gli spot, non bastano più. Il Paese è fermo. Un’inefficienza che questa volta potrebbe significare entrare in un tunnel di declino senza vie d’uscita. Un’inettitudine che l’Italia in questo momento non si può permettere. In questi giorni, come avete potuto leggere sul sito, non ho praticamente mai parlato del caso Ruby, se non per soffermarmi su particolari che avevano una particolare rilevanza politica. Un premier che è come un sultano d’altri tempi e d’altri luoghi abbarbicato sulla sua poltrona dorata. Avrebbe dovuto avere solo la decenza di dimettersi. Era l’unica via per togliere il paese dall’imbarazzo in cui lo ha cacciato la sua condotta politica e morale. Un paese ormai allo sbando, senza giuda. Per questo mercoledì proporrò all’ufficio di presidenza del partito di promuovere una grande manifestazione nazionale. Una mobilitazione che, a detta di tutti i sondaggi, può portare in piazza ad urlare la propria indignazione più della metà dell’Italia vera, quella che lavora seriamente, che produce e che rispetta le leggi.

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Governo: Per un esecutivo più forte

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

“Al presidente Berlusconi chiediamo una compagine di governo più forte che sia capace di aggredire la crisi e che sappia rispondere anche a queste sollecitazioni che vengono dall’Europa”. Lo dichiara il ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi intervistato nel corso del programma Focus Economia di Radio 24. Ronchi, in quanto dimissionario non parteciperà al Consiglio Europeo di venerdì sul sistema di brevetti e ha spiegato: “Io mi sono dimesso non per distruggere ma per costruire. Mi auguro – ha proseguito Ronchi – che il Presidente del Consiglio possa recepire questa richiesta e non la domanda di nuove poltrone”  Sull’ipotesi di riforma del sistema dei brevetti europei che prevede l’utilizzo di tre sole lingue inglese, francese o tedesco, Ronchi ha sostenuto :”Ciò che sta accadendo è inaccettabile, gravissimo, contrario ai principi del mercato unico europeo ed irresponsabile” e ha sottolineato come il sistema trilingue penalizzi fortemente le piccole medie imprese italiane e come sia contrario agli interessi della nostra economia. “La decisione di fare ricorso al meccanismo di cooperazione rafforzata, e aggirare così il veto posto da Italia e Spagna, – ha aggiunto il ministro – è un vulnus fortissimo alla stessa Unione Europea”. Secondo Ronchi “l’adozione del trilinguismo significherebbe di fatto formalizzare due tipi di Europa”. “Noi abbiamo proposto una mediazione per raggiungere un compromesso che venisse accettato all’unanimità ma oggi vediamo che i nostri sforzi rischiano di essere respinti”. “L’Italia non può assolutamente tollerare una simile iniziativa e la battaglia non si fermerà” . “Su questo – ha sottolineato il ministro dimissionario – il paese è coeso e unito e la posizione del Governo è sostenuta anche da Confindustria e sindacati. La cosa che mi addolora di più è vedere che in un momento di crisi si portano avanti iniziative deleterie e penalizzanti. Oggi servirebbero invece azioni che incentivino e sostengano le imprese. Colpire le imprese – ha concluso Ronchi – è una colpa politica enorme e sono convinto che la nostra posizione sia quella giusta”.

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Nuova legge elettorale? Facciamola subito

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Non ci vogliono né governi nuovi, né ministri diversi, né alternative a Palazzo Chigi per approvare una nuova legge elettorale: basta una propostina di legge alla Camere, ed il voto favorevole della maggioranza dei deputati e senatori. Se questa maggioranza c’è, esca fuori, e la legge può essere approvata in pochi giorni. Se non c’è, se questa strabenedetta maggioranza non esiste, non sarà un esecutivo alternativo all’attuale, comunque composto, a crearla dal nulla….

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Interrogazioni urgenti Pd

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

“Le dichiarazioni del Ministro Galan a commento dell’azione dei no-global in Friuli sono tardive e abbondantemente fuori luogo. Se la situazione in provincia di Pordenone e’ ormai precipitata nell’illegalità, la responsabilità è anche dell’esecutivo e in primis dello stesso Ministro dell’Agricoltura. Sono mesi che ne’ Galan, ne’ Maroni, nè Fazio rispondono alle interrogazioni urgenti del Pd, che sottolineavano la gravità della situazione, il rischio di una possibile contaminazione genetica delle colture circostanti e la conseguente tensione che si andava alimentando nei campi friulani, dove e’ stato seminato mais geneticamente modificato”. Lo dice Susanna Cenni, deputata Pd in commissione agricoltura alla Camera e prima firmataria della proposta di legge del Partito democratico sulla biodiversità agroalimentare “Nessuno giustifica la distruzione delle piante – continua Cenni – anch’essa avvenuta illegalmente, ma a comportamenti provocatori ed illegali e’ difficile che possa far seguito il buon senso. Soprattutto quando per mesi nessun esponente del governo, Galan compreso, ha alzato un dito per sanare una situazione illegale ne’ per far fronte al rischio di contaminazione delle colture vicine. Le semine di mais geneticamente modificato sono avvenute in barba alle leggi italiane a tutela del nostro agroalimentare, e quindi della salute pubblica, e in barba a quegli agricoltori che da anni lavorano nel rispetto delle regole. L’assoluta immobilità del Governo in questa vicenda ha accresciuto la incomunicabilità fra le diverse posizioni in materia di ogm rafforzando quelle piu’ estreme, in una materia complessa, delicata e potenzialmente pericolosa per la salute dei cittadini. Assistere alle ennesime schermaglie tra l’attuale e l’ex ministro non aiuta a risolvere la situazione o a calmare gli animi. E’ urgente ripristinare la legalità e definire norme certe a tutela dell’agricoltura convenzionale e biologica”.

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Regionali: le liste del Pdl e di Formigoni riammesse

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Il governo nella seduta del consiglio della sera del 5 marzo ha varato il Dl che consentirà il rientro delle liste escluse dalla competizione elettorale da parte delle Corti di appello di Milano e Roma. In questo Dl si è fatto in modo di fissare delle norme interpretative che in pratica consentono la riapertura dei termini in quanto rendono più elastico l’orario di accettazione delle liste. E’ una procedura che fa violenza al diritto e induce Bersani a definirla un “trucco” e una “scorciatoia”. Per Antonio di Pietro è un atto antidemocratico, un “abuso di potere”. In queste circostanze in cui gli animi sono esagitati molti sono i pompieri che cercano di spegnere sul nascere focolai capaci di attizzare un grande fuoco. Alla fine Bersani sbotta: “Non siamo disposti” all’accordo, “devo dirlo anche in cinese?”. Si fa anche sentire il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, che avverte l’esecutivo: “Il governo sia cauto nel prendere decisioni la cui gravità dal punto di vista dei normali rapporti in un Paese civile potrebbero essere veramente pesanti”. E precisa: “Vedremo di che cosa si tratta, per quello che si capisce, il governo ha rinunciato a cambiare la normativa in corso d’opera che sarebbe stata una cosa gravissima”. A nostro avviso i fatti come si stanno evolvendo hanno tutto il sapore che la forzatura del governo rischia di destabilizzare il paese e a scavare un solco ancora più profondo tra la maggioranza e le opposizioni mentre i problemi del paese sono ben altri e in tal modo si continuerà a disattenderli aggravandoli.

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Nei nuovi Lea 109 patologie rare

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

“I nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), attualmente all’esame del ministero dell’Economia dopo un vaglio preliminare da parte delle Regioni, comprenderanno 109 nuove malattie rare”. Lo ha annunciato il ministro della Salute Ferruccio Fazio intervenendo a Roma al convegno “Figli di un male minore?” organizzato dalla Fondazione Barbareschi in occasione della Giornata mondiale sulle malattie rare. “Nei nuovi Lea – ha aggiunto Fazio – saranno anche previste modalità diverse per l’erogazione dell’assistenza domiciliare integrata e residenziale, dividendo i pazienti autosufficienti e non autosufficienti e rendendo più semplice e diretto l’accesso e l’erogazione delle cure. Ci auguriamo che, una volta accertata la sostenibilità economica, il provvedimento possa diventare esecutivo al più presto”. Fazio ha inoltre ricordato “i 20 milioni di euro per il 2010 stanziati negli obiettivi di piano del Fondo sanitario nazionale per le Regioni come finanziamento vincolato per progetti dedicati alle malattie rare”.

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