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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘esecuzioni’

Pene capitali: +80%. Anno nero per le esecuzioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Stamp description / Briefmarkenbeschreibung De...

Stamp description / Briefmarkenbeschreibung Deutsch: Amnesty International English: Amnesty International :*Graphics by Gaßner :*Ausgabepreis: 70 Pfennig :*First Day of Issue / Erstausgabetag: 16. Juli 1974 :*Michel-Katalog-Nr: 814 (Photo credit: Wikipedia)

Di quasi l’80%, l’incremento dell’esecuzioni capitali registrate nel 2011 rispetto all’anno precedente anche se nel mondo sono sempre meno i Paesi che uccidono per legge, ma che giustiziano sempre più persone.
E’ quanto denuncia Amnesty International nel suo rapporto annuale sulla pena di morte.
Alle 676 condanne recensite sfugge la Cina che sono segreto di Stato. Amnesty International ha cessato di fornire dati basati su fonti pubbliche cinesi, poiche’ e’ probabile che sottostimino enormemente il numero effettivo delle esecuzioni. Amnesty International ha rinnovato la richiesta alle autorita’ cinesi di pubblicare i dati relativi alle condanne a morte e alle esecuzioni, per poter accertare se sia vero quanto da esse affermato, e cioe’ che una serie di modifiche alle leggi e alle procedure ha ridotto significativamente, negli ultimi quattro anni, l’uso della pena di morte. Dal 2007 la Cina avrebbe dimezzato le condanne a morte, ma rimane sempre col triste primato di Paese col maggior numero di esecuzioni: 4mila all’anno, 8 volte di più della somma delle esecuzioni mondiali. La cifra è stata calcolata dall’organizzazione americana Dui Hua, in base ai risultati e alle dichiarazioni di alcune personalità accademiche cinesi intervenute in un seminario sulla pena di morte, organizzato ad Hangzhou. L’incontro, tenutosi ai primi di dicembre, aveva a tema proprio la pena di morte in Cina. In questi ultimi due anni, il governo ha eliminato la pena di morte per 13 reati, prevalentemente di natura economica, e sono state presentate al Congresso nazionale del popolo una serie di misure per ridurre il numero dei casi di tortura durante la detenzione, rafforzare il ruolo degli avvocati difensori e assicurare che gli imputati di reati capitali siano rappresentati da un legale.
Se in Cina non c‘è un sistema giudiziario indipendente, in Iran e Arabia Saudita i processi si svolgono in gran segreto e finiscono inevitabilmente per prendersela contro gli oppositori e le esecuzioni ufficialmente recensite in Iran, ammontavano tuttavia nel 2011 ancora a 360.
Nota positiva, sottolinea Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, il calo delle condanne a morte, che conferma un regresso su scala globale nell’applicazione della pena capitale.Nel continente europeo l’unico stato ad applicare ancora la pena capitale è la Bielorussia. Un macabro primato, che fra i grandi del G-20 spetta ancora agli Stati Uniti.

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Iran: Nuove esecuzioni prigionieri politici?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

Nella lettera al Segretario Generale dell’ONU, al Presidente degli Stati Uniti e leader dell’Unione europeo, Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza iraniana, ha messo in guardia contro ulteriori esecuzioni politiche in Iran. Il regime dei mullah'”, scrive, esasperato dalla grande sostegno nazionali ed internazionali per i diritti dei residenti di Ashraf, colpito da una profonda crisi economica e sociale, le crisi interne tra fazioni e spaventati dal luogo della protesta popolare, i piani per eseguire più prigionieri politici, in particolare tra i familiari dei residenti di Ashraf.
Nella sua lettera, la signora Rajavi ha scritto: La comunità internazionale deve affrontare una prova cruciale. Il silenzio  e la mancanza di una corretta posizione internazionale ha solo incoraggiato il regime per torture, l’esecuzione e l’omicidio. Ha aggiunto: La comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, gli Stati Uniti e l’Unione europea dovrebbe condannare con la fermezza le gravi violazioni dei diritti umani, le esecuzioni arbitrarie e le atrocità in Iran. Essi decono adottare le misure urgenti ed efficaci contro il regime dei mullah. Un gran numero di familiari residenti di Ashraf sono già stati arrestati e alcuni condannati a morte come,  Signora Almira Vazehan, 48 anni, Sig. Jaafar Kazemi, 47 anni, Mohsen Daneshpour Moqadam, 67 anni, e suo figlio Ahmad, Javad Lari, 55 anni, e Mohammad Haj-Aghai, 62 anni. Gli agenti del Ministero  di intelligence del regime hanno ripetutamente minacciato la  famiglia di Ali Saremi che non devono svolgere alcuna cerimonia commemorativa dopo 4 giorni dopo la sua esecuzione. Le guardie hanno circondato la loro casa impedendo alla gente di avvicinarsi. Nel frattempo, alcuni gruppi di detenuti nelle carceri di Evin, Gohardasht, hanno tenuto una cerimonia di omaggio ad Ali Sarami. Nella sezione 3 della prigione di Gohardacht, i detenuti sono stati impediti di uscire all’aria aperta per l’aria fresca dopo aver tenuto una cerimonia. Le guardie hanno convocato Mansour Ossanlo, presidente del sindacato dei conducenti di autobus è stato convocato per i servizi di intelligence della prigione dove è stato minacciato di aprire un nuovo dossier contro di lui. [Mahmoud Hakamian, Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana]
Dans des lettres adressées au Secrétaire général de l’ONU, au président des Etats-Unis et aux dirigeants de l’UE, Maryam Radjavi, présidente élue de la Résistance iranienne, met en garde contre de nouvelles exécutions politiques en Iran. Le régime des mollahs, écrit-elle, excédé par le vaste soutien national et international aux droits des résidents d’Achraf, frappé par une crise économique et sociale profonde, déchiré par des hostilités internes et effrayé par la montée des protestations populaires, envisage d’exécuter davantage de prisonniers politiques, en particulier parmi les parents d’Achrafiens. Madame Radjavi ajoute dans sa lettre : La communauté internationale est confrontée à une épreuve cruciale. Le silence et l’absence de position internationale correcte n’a fait qu’encourager ce régime à torturer, exécuter et tuer. La communauté internationale, précise-t-elle, en particulier le Conseil de Sécurité de l’ONU, les Etats-Unis et l’UE doivent condamner fermement ces crimes, en raison des violations aggravées des droits de l’homme en Iran et des exécutions arbitraires. Ils doivent prendre des mesures pratiques urgentes contre ce régime. Par ailleurs, les forces répressives refusent toujours de restituer à la famille quatre jours après son exécution, le corps d’Ali Saremi, de l’organisation des Moudjahidines du peuple d’Iran, pour son enterrement. Les agents de renseignement ne cessent de menacer la famille pour qu’elle n’organise pas de funérailles. Ils ont encerclé le domicile familial pour empêcher les visites et tout rassemblement devant la maison. Un grand nombre de parents d’Achrafiens ont été arrêtés et certains comme Mme Elmira Vazehan, 48 ans, Jafar Kazemi, 47 ans, Mohsen Daneshpour Moghadam, 67ans et son fils Ahmad, Javad Lari, 55ans, ainsi que Mohamad-Ali Haj-Aghaï, 62 ans, ont été condamnés à la peine capitale. Pendant ce temps, de nombreux groupes de détenus à Gohardacht et Evine ont réussi à tenir des cérémonies en hommage à Ali Saremi, qui incarnait un symbole et un modèle. En représailles, les prisonniers de la section 3 de Gohardacht ont été privés de promenade. Mansour Ossanlou, président du syndicat des chauffeurs de bus a été convoqué aux services de renseignement de la prison où on l’a menacé d’ouvrir un nouveau dossier contre lui. (Maryam Rajavi)

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Giornata contro la pena di morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

La Giornata Internazionale delle “Città per la Vita, Città contro la Pena di morte “- che si celebra ogni 30 Novembre, in ricordo dell’anniversario della prima abolizione della pena capitale ad opera di uno stato europeo, il Granducato di Toscana, avvenuta nell’anno 1786 – rappresenta una straordinaria iniziativa che nel corso degli anni ha riunito numerose amministrazioni locali e società civili, per offrire e promuovere universalmente questa battaglia tanto decisiva per l’umanità intera.  L’approvazione, in quattro anni, di tre Risoluzioni per una Moratoria Universale della pena capitale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, confermano una tendenza del mondo verso una nuova soglia, più alta, di rispetto dei diritti umani. L’ultima votazione, l’11 novembre scorso, ha visto due stati in più dichiarare formalmente la loro adesione alla battaglia contro la pena di morte, portando a 107 il numero dei paesi che hanno approvato il testo ONU, che ne auspica l’abolizione definitiva in tutto il mondo. La pena capitale è un residuo del passato, come a lungo lo sono stati la schiavitù e la tortura, poi rifiutati dalla coscienza universale. Tuttavia, la strada verso la sua eliminazione resta lunga e difficile e necessita di un’azione decisa e a lungo termine, in vista della implementazione della Risoluzione e della sua totale scomparsa quale misura punitiva.
L’edizione di quest’anno, 2010, ha avuto l’adesione di oltre 1.300 città, ( 500 in Italia) di cui 61 capitali, in 83 paesi di ogni continente. Rappresenta la più grande mobilitazione internazionale finora realizzata per fermare nel mondo tutte le esecuzioni capitali.

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Giornata mondiale contro la pena di morte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Bruxelles, parlamento europeo 10.10.10: I deputati voteranno una risoluzione sulla pena capitale per marcare l’ottava Giornata mondiale contro la pena di morte. Il Parlamento ha ripetutamente condannato l’uso della pena di morte in qualsiasi circostanza e chiesto una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

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In risalita le ipoteche legali sugli immobili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Il numero delle ipoteche legali sugli immobili – quelle connesse al recupero di crediti in sofferenza e non alla sottoscrizione di mutui – ha fatto registrare una vistosa risalita nella prima parte del 2009. Lo afferma Experian, di riferimento nel mondo dei servizi informativi per il business.  A livello nazionale, nei primi cinque mesi del 2009, le ipoteche legali sono risultate pari a 83.025, a fronte delle 46.764 iscritte nello stesso periodo del 2008, in aumento del 78% e per un valore medio di circa 90.000 Euro. Il dato è spiegato da Experian in termini di un deterioramento della situazione finanziaria degli italiani, unito al maggiore ricorso a strumenti di esecuzione immobiliare da parte delle Concessionarie della Riscossione, ai fini del recupero coattivo dei crediti tributari. C’è comunque attesa per i dati relativi alla seconda parte dell’anno per verificare la consistenza di questo trend negativo. In ogni caso va ricordato come il 2008 (143.647 iscrizioni nei 12 mesi) aveva visto un crollo generalizzato delle iscrizioni sugli immobili a causa dell’innalzamento a 8.000 euro della soglia di credito minima da tutelare con l’ipoteca legale. Nel 2007 infatti erano state ben 295.889, delle quali ben 166.786 nei primi cinque mesi dell’anno. Se la risalita delle ipoteche legali nel corso dei primi mesi del 2009 è un dato di fatto, gli andamenti regionali sono contrastanti. In alcune regioni si ha infatti un rimbalzo netto del numero di iscrizioni, che ritornano così vicine ai livelli del 2007, mentre in altre si ha una prosecuzione del calo. A far segnare gli incrementi più decisi sono il Lazio, dove le ipoteche nei primi cinque mesi dell’anno sono aumentate di sei volte rispetto all’anno precedente (+575%), la Sicilia (+134%) e il Veneto (+93%), mentre crescite consistenti ma meno marcate si hanno in Campania (+42%), Lombardia (+39%), Friuli-Venezia Giulia e Piemonte (per entrambi +37%), Puglia (+36%) e Trentino Alto-Adige (+35%). La situazione è invece relativamente stabile rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno in Emilia-Romagna (+20%), nelle Marche (+10%) e in Calabria (+3%), mentre migliora sensibilmente in Basilicata (-83%), Molise (-66%), Umbria (-37%), Liguria (-27%), Valle d’Aosta (-18%), Sardegna (-17%) e Toscana (-16%). (fonte esperian)
Experian (Experian Plc) è leader mondiale nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, il marketing  e la protezione dei dati di aziende e consumatori. E’ quotata alla Borsa di Londra (EXPN), ove concorre all’indice FTSE-100, espresso dai 100 titoli azionari più importanti.  Ha sede a Dublino (Irlanda) e le principali direzioni operative sono  a Costa Mesa (California, USA) e Nottingham (GB). Conta circa 15.000 addetti in 40 paesi per una clientela estesa a più di 65 paesi, con un fatturato annuo che supera i 3,9 miliardi di dollari. In Italia, opera dal 1995; ha sede a Roma, e filiali a Milano e Pontedera (PI).

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Il bel canto fa capolino a Rieti

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Rieti, 16 agosto 2009 alle ore 21.00 la destrezza vocale dei giovani cantanti di Opera Studio sposerà la straordinaria acustica del Teatro Flavio Vespasiano. Opera Studio è il programma di alto perfezionamento in canto lirico diretto dalla grande Renata Scotto. Ogni anno, esso consente a pochissimi talentuosi cantanti scelti fra almeno 100 giovani candidati provenienti da tutto il mondo di seguire un percorso di perfezionamento eccezionale che permette di raffinare voci già straordinarie e di avviare alla carriera professionale questi grandi talenti.  Ad accompagnare i prodigiosi allievi di Renata Scotto, che si esibiranno in pagine celebri del Belcanto, sarà la prestigiosa Tafelmusik Orchestra, definita dal Gramophone Magazine «una delle orchestre di strumenti d’epoca più importanti al mondo», specializzata in raffinate esecuzioni con fedeli riproduzioni di strumenti del XVIII e XIX secolo. La Tafelmusik Orchestra arriverà dal Canada appositamente per il Reate Festival che sarà, quindi, la prima occasione in cui questo ensemble calcherà un palcoscenico italiano. A dirigere le musiche di Rossini, Donizetti e Bellini sarà il maestro Carlo Rizzari: allievo del grande Carlo Maria Giulini, assistente musicale di Antonio Pappano nonché organizzatore e promotore dell’attività dei complessi da camera dell’Accademia di Santa Cecilia.

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Diritti umani per il 2008

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

La III Commissione Affari esteri e comunitari, esaminata, ai sensi dell’articolo 127, comma 1, del regolamento, la relazione annuale dell’Unione europea sui diritti umani per il 2008; rilevato come la tutela dei diritti umani costituisca un aspetto essenziale della politica estera dell’Unione europea sia in sede internazionale sia nelle relazioni bilaterali;  sottolineato il fatto che in molti accordi bilaterali stipulati dall’Unione con Paesi terzi sono previsti dei meccanismi per intervenire in caso di violazione grave dei diritti umani, fino alla sospensione dei trattati stessi; condivisa la soddisfazione espressa nella relazione per la riduzione, sebbene lieve, dell’applicazione della pena di morte, pur con il permanere di alcune situazioni di estrema criticità, quali la Cina e l’Iran; esaminata la situazione dei diritti umani in Russia, dove l’Unione europea ha incontrato un netto rifiuto rispetto al dialogo cui partecipassero anche le ONG che si occupano della loro tutela,  nonché quella di altri paesi dell’ex Unione Sovietica, quali Bielorussia, Turkmenistan e Uzbekistan; rilevato che lo svolgimento delle Olimpiadi in Cina non ho portato alle aperture auspicate, in particolar modo in relazione alla condizione del Tibet, che in queste settimane si è ulteriormente aggravata, assieme al rifiuto delle autorità cinesi di avviare un serio, concreto e veritiero dialogo politico con il Dalai Lama, al controllo su Internet e gli altri mezzi di informazione e alla limitazioni delle libertà personali; espressa grande preoccupazione per le violenze e scontri fra le forze di
sicurezza iraniane e manifestanti, a seguito della contestazione dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali del giugno 2009, e per le restrizioni alla libertà di espressione considerato che nell’area del sud-est asiatico gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale non hanno prodotto alcuna significativa riduzione delle gravi violazioni dei diritti umani in Birmania e che, pur con alcuni progressi, in Vietnam si verificano numerosi casi di limitazione della libertà di espressione e di culto; espressa una valutazione positiva sulla relazione che offre un’ampia panoramica della situazione dei diritti umani nel mondo ed individua alcuni strumenti innovativi, quali ad esempio l’inclusione fra i soggetti destinatari delle risorse della cooperazione allo sviluppo dei gruppi che operano a sostegno della tutela dei diritti umani; impegna il Governo a promuovere il rispetto della clausola relativa ai diritti umani e alla democrazia nell’attuazione degli accordi sottoscritti dall’Unione europea con i Paesi terzi e a svolgere un’efficace azione di coordinamento con i Governi degli altri Stati membri dell’Unione europea e di sensibilizzazione nei confronti dei Governi dei Paesi terzi, al fine di incrementare le probabilità di successo delle iniziative europee, quali la dichiarazione contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, svolte in sede di Nazioni Unite ed in particolare nel Consiglio per i diritti umani, in un quadro di alleanze transnazionali, come avvenuto nel caso della moratoria ONU delle esecuzioni capitali.

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