Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘esempio’

Lettera aperta a un parlamentare

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

La ringrazio, innanzitutto, per la sua sensibilità nell’augurarmi migliore fortuna per il “mio libro”. Dopo averne scritto 84 e aver dato “una mano” a dei saggisti per almeno altri 25 mi sembra proprio il caso. Lei è, senza dubbio, un buon esempio di parlamentare che ascolta e procede anche se poi è costretto ad ammettere che la politica “sembra sempre più distante dalla realtà” e se questi sono i risultati che la politica sa dare è la stessa democrazia a correre seri rischi. Sembra proprio un ritornello: i suoi occasionali interlocutori protestano, lei da loro ragione è pronto a presentare proposte o interrogazioni e tutto finisce lì; d’altra parte non può fare diversamente essendo un parlamentare d’opposizione. La verità è che il “sistema” sta metabolizzando la protesta e tutti coloro che come lei agiscono in buona fede si ritrovano, nolenti o volenti, nell’abbraccio mortale di quella “generalizzazione” che tende a non ammettere eccezioni poiché troppi nodi sono arrivati al pettine e la pazienza della gente ha già toccato il fondo. Non le ho scritto, come del resto ho fatto con i suoi colleghi e non solo per il gusto di scrivere. L’ho fatto perché sono preoccupato non tanto e non solo della busta paga dei lavoratori o delle rendite pensionistiche o dei giovani precari, o dei mugugni corporativi, ma da quella “volontà” pervicacemente legata a rendere immutabile l’attuale andazzo e che già ci ha fatto perdere una opportunità negli anni della ricostruzione postbellica. Ne era consapevole, nello specifico, un uomo come Fanfani, di cui ero un collaboratore molto vicino, e la sua impotenza è diventata per me la prova provata che alla fine anche il suo partito, come quello dell’uomo qualunque, potrebbe esaurire la sua carica “propulsiva” e sempre e comunque per colpa di quella parola che non merito mi sia attribuita in esclusiva ma che ho raccolto tra la gente e che continua a chiamarsi “generalizzazione”. (Riccardo Alfonso)

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Cosa c’entra la giustizia divina?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2010

Lettera al direttore. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha pronunciato un’altra delle sue frasi memorabili. Non sarebbe opportuno che lasciasse passare un lasso di tempo più lungo tra l’una e l’altra? Appena una ventina di giorni fa, ebbe a dire: “Il vile avvertimento al procuratore Spagnuolo rivela ancora una volta la paura e il disorientamento in cui si trovano ormai i clan della ‘ndrangheta”. E davvero bisogna fare uno sforzo d’immaginazione per pensare che clan appartenenti alla più forte e pericolosa organizzazione criminale in Italia, stiano tremando e siano disorientati. L’altro giorno (27 marzo) ha affermato: “In Italia arriva prima la giustizia divina che quella terrena”. E sarebbe stato bene avesse lasciato cadere lì la profonda considerazione. Invece ha voluto “chiarire” con un esempio: “L’imprenditore straniero, spesso non viene ad investire in Italia perche’ a seconda dell’eta’ in cui comincia una causa e’ preferibile affidarsi al Padreterno che alla giustizia”. Il che dimostra che s’intende forse di giustizia terrena, ma che ha un concetto assolutamente errato della giustizia divina. (Veronica Tussi)

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Assegni familiari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Il vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, On. Luigi Bobba, partendo dal fatto che c’è un numero sempre più rilevante di persone senza lavoro con redditi ridotti perché in cassa integrazione o in stato di disoccupazione, nelle scorse settimane aveva presentato un’Interrogazione chiedendo al Governo se non fosse necessario rivedere il sistema di aggiornamento del valore degli assegni familiari.  Spiega l’On. Luigi Bobba: “Gli assegni familiari sono graduati in funzione del reddito familiare (più alti per redditi bassi, più bassi o nulli per i redditi medio-alti), oltrechè per il numero dei figli. Ebbene, se un lavoratore ha perso, ad esempio, il lavoro nel gennaio 2009 e quindi il suo reddito si è ridotto o azzerato per l’anno in corso, il riadeguamento del valore degli assegni familiari spettanti avverrà solamente a fine luglio 2010, cioè un anno e mezzo dopo. Ma nel frattempo i figli debbono continuare a mangiare, vestirsi, studiare…”.  “Dalla risposta del Governo in Commissione (burocratica e priva di indicazioni positive) – aggiunge l’On. Luigi Bobba – sembrerebbe che ‘va tutto bene, madama la marchesa’. Allora lo dica a quei 2 milioni di famiglie con figli  dove si è registrata una significativa riduzione o un azzeramento del reddito a causa della perdita del lavoro! Eppure il fondo per gli assegni familiari è ampiamente attivo e solo poco più del 60% delle risorse versate dai lavoratori e dalle imprese, viene effettivamente impiegato per erogare assegni ai nuclei familiari.  Insomma, non solo abbiamo gli assegni familiari più bassi d’Europa, non solo il loro valore monetario è fermo al 2007, ma neppure si vuole rivedere il sistema di calcolo in rapporto al reddito per venire incontro alle famiglie colpite dalla perdita del lavoro. Altro che centralità della famiglia, siamo alla sua cancellazione dall’agenda politica del Governo”.

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Il comportamento di Simone Neri a Giampilieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, il comportamento del sottocapo di prima classe della Marina, Simone Neri, che a Giampilieri è morto nel tentativo di salvare un bambino, dopo che già aveva tratto in salvo otto persone, è l’esempio di un vero atto di eroismo. Dico questo perché, specialmente negli ultimi tempi, il termine “eroe” è stato usato spesso impropriamente. Ma pochi credo si siano resi conto che l’atto compiuto dal giovane, è anche un esempio di sacrificio cristiano, riguardo al quale pure si fa non poca confusione. Si commette l’errore di  ritenere qualsiasi sacrificio, anche perfettamente inutile, imitazione di Cristo. Errore commesso persino da alcuni santi, i quali tra estenuanti digiuni, cilici sulle carni, rinunce, e mortificazioni varie, in qualche modo hanno abbreviato la loro vita; una sorta di lento suicidio. Un sacrificio inutile e non richiesto dal Vangelo. Si può invece senz’altro affermare che Simone Neri ha compiuto un atto eroico, e santo, ad un tempo. (Francesca Ribeiro)

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Linfomi: malattie sempre più spesso guaribili

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

Roma 24 settembre al Teatro Sistina Serata speciale con Massimo Ranieri dedicata all’AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma. Oltre 1 milione di persone al mondo convivono con un linfoma. E sono 350.000 i nuovi casi ogni anno a livello mondiale, 16.000 in Italia. Oggi, rispetto a pochi anni fa, il linfoma si può curare, grazie alla chemioterapia, al trapianto di midollo e ai farmaci biologici come il rituximab.  Oggi le prospettive di vita per i pazienti affetti da linfoma sono molto migliorate: le possibilità di guarigione sono quasi raddoppiate ed i pazienti vivono più a lungo. Il linfoma non Hodgkin, la forma più diffusa con 12.000 nuovi casi ogni anno, si distingue in diverse tipologie a seconda del tipo istologico: ognuna presenta prognosi, durata e tipo di trattamento differenziato. Nel caso del linfoma a grandi cellule, per esempio, circa il 60-70% dei pazienti può guarire.  Tre sono i capisaldi della lotta al linfoma: la chemioterapia tradizionale, il trapianto di midollo osseo e i farmaci biologici, che colpendo in modo mirato solo le cellule tumorali, sono meno debilitanti per il paziente. “Tra questi il rituximab ha dato i risultati migliori: questo farmaco riconosce un antigene di superficie presente sulle cellule del linfoma (l’antigene CD20), si concentra su quello, uccidendo la cellula tumorale. È una sorta di ‘proiettile intelligente’ – afferma Maurizio Martelli, Ricercatore Dipartimento di Ematologia, all’Università di Roma “La Sapienza”. “Va ricordato però che il solo anticorpo non sostituisce la chemioterapia. L’aggiunta dell’anticorpo alla chemioterapia ha migliorato in maniera significativa i risultati in termini di sopravvivenza e di remissione completa della malattia.”  Roche, la più grande azienda di biotecnologie al mondo, sostiene da diversi anni alcune tra le iniziative promosse dall’AIL, che quest’anno celebra il suo 40° anno di attività. La Ricerca ha fatto passi da gigante nella messa a punto di terapie per la cura delle malattie del sangue, ma deve assolutamente proseguire. È proprio per questo che l’AIL, da 40 anni riferimento fondamentale per i pazienti, invita tutti i cittadini a dare il loro contributo per sostenere ancora una volta la Ricerca contro queste malattie.
Il linfoma
È un tipo di tumore che si può sviluppare quando si verifica un errore nella produzione dei linfociti. Come risultato, si ha una cellula anomala che diventa tumorale a causa di una velocissima ed infinita replicazione. Queste cellule perdono la capacità di andare incontro a “morte programmata” (apoptosi) e possono accumularsi nei linfonodi dando così origine a tumori e provocando l’ingrossamento dei linfonodi.  Come i linfociti normali, anche quelli maligni possono svilupparsi in diverse parti del corpo come linfonodi, milza, midollo osseo, sangue od altri organi.   Le cause esatte del linfoma rimangono ancora sconosciute. Tuttavia, la ricerca si sta focalizzando su alcuni fattori che possono contribuire allo sviluppo del linfoma, quali fattori genetici, un indebolimento del sistema immunitario ed alcuni virus come l’HIV.  Esistono due tipi di tumore del sistema linfatico:  linfoma di Hodgkin, (o Morbo di Hodgkin, dal nome del medico che per primo lo individuò nel 1832), caratterizzato dalla presenza di un particolare tipo di cellule tumorali, le cosiddette cellule di Reed Sternberg, non rilevabili nelle altre forme di linfoma; linfomi Non-Hodgkin (LNH) che rappresentano la categoria più comune e diffusa. Esistono più di 30 tipi diversi di linfomi Non-Hodgkin i quali vengono solitamente distinti in due gruppi, a seconda della rapidità di crescita del tumore:indolenti (basso grado di malignità): le cellule tumorali si dividono e si moltiplicano lentamente, rendendo difficoltosa la diagnosi iniziale. I pazienti affetti da questi linfomi possono convivere con la malattia per molti anni, ma le terapie standard non sono in grado di contrastare la malattia quando già si trova in uno stadio avanzato. La forma indolente, a sviluppo lento, rappresenta il 45% dei linfomi Non-Hodgkin; aggressivi (grado di malignità medio/alto): le cellule tumorali si dividono e si moltiplicano rapidamente e, se non trattato, il linfoma può essere fatale nel giro di sei mesi-due anni. La forma aggressiva, o a crescita rapida, che si presenta in circa il 55% dei pazienti con linfoma Non-Hodgkin, è quella più sensibile alle terapie.
La sintomatologia dei linfomi è molto variabile: a volte sono asintomatici, a volte compaiono con sintomi molto generici, come febbre, sudorazione intensa (soprattutto notturna), dimagrimento, spossatezza e prurito persistente in tutto il corpo. Non esistono test per diagnosticare precocemente il linfoma Non-Hodgkin e la biopsia sul linfonodo è l’unico metodo che consente una diagnosi accurata del linfoma. Il linfonodo deve essere prelevato per intero per consentire l’analisi di tutta la struttura ghiandolare e per definire nel modo più preciso il tipo istologico (istotipo) del linfoma ovvero la “carta d’identità del tumore”. Dal tipo di linfoma deriva l’aggressività clinica della malattia e, di conseguenza, la terapia. Nei casi in cui i linfonodi sono presenti esclusivamente in una sede profonda, come l’addome e il torace, per formulare una diagnosi è necessario un intervento chirurgico in sede addominale (laparotomia o laparoscopia) o toracica (toracotomia o broncoscopia o mediastinoscopia). Una volta individuato il tipo di linfoma è opportuno conoscerne la sua diffusione. Può  essere infatti colpita una singola sede linfonodale oppure più  sedi. Mediante una serie di accertamenti diagnostici di laboratorio (esami del sangue), radiologici (TAC, PET, ecografia, esami radiologici tradizionali) e, ove necessario, endoscopici è possibile definire la diffusione della malattia e classificarla in stadi.

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Lettera aperta alla redazione di “Avvenire”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

Rosario Amico Roxas ci ha fatto pervenire in copia la lettera inviata alla redazione di Avvenire che riproduciamo in sintesi: “Mi riferisco alle ultime affermazioni del vs. quotidiano, secondo le quali non sarebbe stato esercitato alcun trattamento “di favore”  nell’identificare il comportamento indegno dal presidente del consiglio, il quale, peraltro, cerca di presentarsi come l’ultimo paladino del cattolicesimo. Avete usato il solito metodo delle mezze parole, del “chi ha orecchie per ascoltare, ascolti”; giusto per poter dire di averlo fatto. Ma, per fortuna, non è stato sempre così. Alla vs. memoria desidero ricordare un esempio luminoso. Dopo la promulgazione delle Leggi razziali in Italia Pio XI così si espresse in un’udienza privata al padre gesuita Tacchi-Venturi:  « Ma io mi vergogno…mi vergogno di essere italiano. E lei padre [il gesuita Tacchi-Venturi] lo dica pure a Mussolini!Io non come papa ma come italiano mi vergogno!Il popolo italiano è diventato un branco di pecore stupide. Io parlerò, non avrò paura. Mi preme il Concordato, ma più mi preme la coscienza (E. Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini, Einaudi, Torino, 2007 pag.171). E il 6 settembre 1938 in un’udienza concessa ai collaboratori della Radio cattolica belga disse le famose parole: « Ma l’antisemitismo è inammissibile. Spiritualmente siamo tutti semiti. » Mi corre obbligo ricordare come pochi mesi dopo il Santo Padre, moriva, la notte precedente la promulgazione dell’enciclica Humani generi unitas, della quale si sono perse le tracce, che avrebbe condannato antisemitismo e tutti coloro che lo professavano. La morte “per infarto” fu certificata dall’archiatra prof. Petacci, padre di Claretta, amante di Mussolini. Solo nel 1972 vennero alla luce i diari del Cardinale Tisserant nei quali fu avanzata una ipotesi molto  grave, meritevole di approfondimento. Anche di questi diari sono state perdute le tracce. Non ci aspettiamo parole così rigorose, ma nemmeno possiamo accettare la tolleranza che il Vaticano esprime. Ora assisteremo all’esaltazione dell’ipocrisia, con un pellegrinaggio presidenziale alla tomba di San Pio da Pietralcina; elargirà una ricca donazione e riconquisterà la perduta verginità morale. (Rosario Amico Roxas) (n.r. per obiettività d’informazione ci corre l’obbligo di precisare che da una nota pervenutaci dall’entourage del Presidente del Consiglio si afferma che quanto su di lui si afferma riguardo i rapporti con giovani donne si tratta solo di un modo molto fantasioso e offensivo di trasformare  un normale contatto, di chi ama i giovani e cerca di aiutarli per quanto gli sia possibile, con qualcosa di ambiguo e di peccaminoso e col solo scopo di mettere il presidente in cattiva luce e per fini di bassa politica. Non saranno tali calunnie, di certo, ad appannare il ruolo e l’impegno del Presidente nell’interesse del Paese e gli italiani lo hanno capito riconfermandogli, con il voto espresso nelle ultime elezioni europeo, la fiducia e la stima.)

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Dalle Sante Patrone alla “Santuzza”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

Palermo fino a domenica 19 luglio, tutti i giorni di apertura del museo, sarà tenuta una visita guidata curata dagli operatori che partecipano allo stage universitario Una nuova iniziativa didattica del Museo Diocesano di Palermo.. Durante la visita sarà illustrato un percorso che prenderà le mosse dalle opere d’arte del Museo Diocesano, terminerà alla Cattedrale di Palermo e che comprenderà l’iconografia e la devozione per le Sante Patrone della città, presenti nei Quattro Canti di Palermo (Agata, Ninfa, Oliva e Cristina) e quella per Santa Rosalia di cui sono prossimi i festeggiamenti. Sarà l’occasione per soffermarsi, ad esempio, sulla tavola pseudo – medievale con la prima effigie di Santa Rosalia, ma già intitolata principalmente a Santa Oliva, sulle statue marmoree tardo-quattrocentesche con le Sante Vergini, della bottega di Domenico Gagini e provenienti dall’antica Cattedrale, sulle statue seicentesche del sagrato della Cattedrale, sulla tavola del 1576 di Simone de Wobreck con Santa Ninfa e Santa Cristina del Museo, come pure sull’urna di Santa Rosalia del 1631, sulla più antica del 1625 e sul primo quadro ufficiale della “Santuzza” di Vincenzo La Barbera, portato in processione il 3 settembre 1624 e conservato all’interno del Museo. Per l’occasione dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona, durante l’iniziativa e solo nell’orario indicato, sarà possibile per tutti usufruire di un biglietto scontato di 3 euro a persona comprendente la visita al museo e la visita guidata.

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