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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘esemplare’

Esposto nell’atrio di corso Inghilterra un raro esemplare imbalsamato di gipeto

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Torino. Era stato trovato morto a Novalesa. Palanfré, una femmina di gipeto nata in cattività e che è stata trovata morta lo scorso marzo a Novalesa, da oggi ha una nuova casa nell’atrio del Palazzo di corso Inghilterra della Città metropolitana di Torino, dove potrà essere ammirata dai cittadini.Il gipeto, che è stato trattato tassidermicamente –cioè imbalsamato- è ospitato in una grande teca e fa da testimonial al progetto “Salviamoli insieme” per la tutela della fauna selvatica. È un esemplare raro, non solo perché i gipeti non sono molto diffusi sul nostro territorio, ma anche perché raramente è possibile vederne di imbalsamati in musei e collezioni.
A marzo gli agenti faunistico-ambientali del Servizio tutela della fauna e della flora della Città metropolitana di Torino sono stati avvisati da un cittadino della presenza di un grosso uccello morto nel territorio del comune di Novalesa.Giunti sul posto gli agenti si sono trovati davanti a un esemplare di gipeto (“Gypaetus barbatus” è il nome scientifico) conosciuto anche come “avvoltoio degli agnelli”, purtroppo deceduto.L’esame degli anelli inamovibili posti sulle zampe del volatile ha consentito di identificarlo: si tratta di Palanfrè, una femmina nata in cattività nel febbraio del 2004 nell’ambito del progetto internazionale di ripopolamento del gipeto, promosso dalla Vulture Conservation Foundation. UUna volta svezzata, la giovane femmina di gipeto era stata liberata nei presso della borgata Palanfrè, nel territorio del Comune di Vernante, nella cuneese Valle Vermenagna. L’esemplare si era successivamente stabilito in Valle di Susa e lo si poteva notare sovente veleggiare sulle cime del gruppo del Rocciamelone.
Il gipeto è il più grande rapace presente nelle Alpi Occidentali. È un Vulturide che si ciba di ossa, che porta a grandi altezze per poi farle cadere sulle rocce in modo da frantumarle e poterle ingoiare.

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A Benedetto XVI primo esemplare del volume “Sindone”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Maggio 2010

Utet, la storica casa editrice torinese, rende omaggio a Sua Santità Benedetto XVI in occasione della visita a Torino per l’Ostensione della Sindone.Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato di Utet, e Marco Castelluzzo, direttore generale, hanno consegnato al Santo Padre il primo esemplare del volume di pregio Sindone, realizzato con il Patrocinio del Comitato per la Solenne Ostensione della Sindone 2010 e in collaborazione con il Museo della Sindone e il Comitato Internazionale di Sindonologia.   L’opera, di grande formato (cm 38 x 42) e a tiratura limitata e numerata unica al mondo (499 esemplari in numeri arabi, 80 in numeri romani, 20 HC fuori commercio), ha un particolare valore sia per i contenuti, che per le immagini della Sindone, realizzate per la prima volta ad altissima risoluzione da Haltadefinizione (Hal9000), unica società autorizzata alle riprese dal Custode Pontificio della Sindone, Arcivescovo di Torino, Cardinal Severino Poletto.

Haltadefinizione utilizza un sofisticato procedimento di ripresa fotografica, certificato dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, che permette di produrre immagini la cui definizione riproduce con estrema nitidezza anche i dettagli più minuti. Nel caso della Sindone, il processo di acquisizione dei dati digitali, è avvenuto nel pieno rispetto delle norme di tutela della reliquia ed è stato condotto mediante l’utilizzo di apparati appositamente progettati e realizzati per operare in assoluta sicurezza alla distanza di 30 cm dal Telo. La ripresa fotografica ha riguardato l’intera superficie superiore del lenzuolo. Gli scatti complessivi sono stati ben 1649. L’immagine del Telo è stata, per questo, suddivisa in piccole porzioni ricomposte in seguito grazie ad un sofisticato software al fine di ottenere le condizioni ottimali di luce e nitidezza su ogni particolare.A una prefazione del Custode Pontificio della Sindone, S.Em. il Cardinale Severino Poletto seguono 180 pagine curate dai maggiori esperti al mondo del Sacro Telo. Tre sono le sezioni: La lettura del Telo a cura di Bruno Barberis e Gian Maria Zaccone; Storia, Devozione e Scienza a cura di Bruno Barberis e Gian Maria Zaccone; La Passione nell’Arte a cura di Timothy Verdon.

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Codice della strada

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

I primi giorni di applicazione delle nuove norme sul codice della strada, oltre che incuriosire per alcuni episodi prima imprevedibili ma che ora dovrebbero diventare nostra quotidianità, fanno riflettere su alcune utilita’ e, soprattutto, sulla diffusa cultura e pratica dell’illegalita’ che impera e che il nostro sistema alimenta. Hanno fatto notizia le prime multe a ciclisti che, violando il codice e dotati anche di patente di guida, si sono visti decurtare i punti di questa patente. Persone che sono passate col semaforo rosso, o che avevano il mezzo privo di fanalino o che andavano sui marciapiedi. Persone che hanno protestato non tanto perche’ si sono visti levare i punti, ma perche’ rivendicavano il proprio diritto a violare il codice della strada: tra questi due casi esemplari: – un imprenditore che, sulle cronache di tutti i media, ha anche annunciato un ricorso contro la multa inflittagli per il passaggio col rosso… chissa’ se trovera’ un giudice che gli possa dar ragione….- il Sindaco di Venezia che ha rivendicato il proprio diritto a trotterellare a pedali sui marciapiedi di Milano. Si potrebbe dire: “chi semina vento raccoglie tempesta”. I seminatori di vento sono di due tipi: 1-  gli amministratori nazionali che credono di risolvere il disordine solo aumentando le pene e lacerando la Costituzione: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, ma se sei un ciclista ed hai la patente per guidare un’automobile, sei piu’ diverso di chi non ha questa patente; cioe’ si viene multati non per l’illecito commesso ma anche rispetto a chi e cosa si e’ e si possiede… tanto varrebbe istituire anche le multe proporzionali rispetto al redditto…
2 – gli amministratori locali che, in assenza di politiche nazionali che incentivino l’uso del mezzo non inquinante (che non c’entrano nulla con la rottamazione), accettano supinamente le logiche nazionali e, pur nella scarsa disponibilita’ dei mezzi a loro disposizione, non sembrano interessati a creare condizioni infrastrutturali che incentivino una mobilita’ legale (piste ciclabili, parcheggi per bici, etc).La tempesta che si raccoglie e’ quella, per l’appunto: 1 – del Sindaco di Venezia: predica altrettanto per i motoscafi contromano nei canali della sua citta’? 2 – di tutti i ciclisti che rivendicano il diritto ad infrangere il codice sempre e ovunque. E’ innegabile che tutto questo e’ molto italiano: per come ci vedono all’estero e per come siamo tutti consapevoli di esserlo. Ma bisogna vivere…… dicono i piu’ e lo dicono anche le istituzioni con queste stupide e incostituzionali norme! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tragedia ferroviaria di Viareggio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

“Innanzi tutto da parte mia e di tutto il movimento giungono le più sentite condoglianze ai familiari delle vittime e una solidale vicinanza a tutte le persone coinvolte in una grave tragedia che poteva certamente essere evitata”. Queste le parole del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro in seguito al disastro ferroviario di Viareggio. Parole che possono apparire tardive ma che per scelta il presidente del movimento vuole far giungere a pochi giorni dalla disgrazia poiché l’attesa è servita ad avere un quadro più preciso sulle cause, la dinamica, le responsabilità. Prosegue De Pierro: “Attendiamo fiduciosi il lavoro che la magistratura sta svolgendo perché alla luce dei fatti sembrerebbe non esserci alcun ombra di dubbio sul fatto che ci siano dei responsabili: questi vanno individuati e puniti in maniera esemplare. Incidenti del genere non devono assolutamente verificarsi in un paese all’apparenza tecnologicamente avanzato come l’Italia ma il fatto che si verifichino mi fa pensare che chi parla di alta velocità dovrebbe solo vergognarsi quando invece ci sono da colmare lacune che ci posizionano inevitabilmente decine di anni indietro rispetto a tale traguardo”. De Pierro punta il dito sui controlli preventivi di sicurezza e così incalza: “Come spesso succede si pronunciano fiumi di parole bagnate di retorica ma come al solito la parola prevenzione è stata svuotata di ogni significato. Un treno come quello non doveva assolutamente trovarsi lungo un percorso per l’ormai nota carenza strutturale rappresentata dall’asse arrugginito che avrebbe ceduto e tantomeno avrebbe dovuto trasportare Gpl. E’ chiaro che qualcuno non avrebbe dovuto omologare tali vagoni ma purtroppo questo è il frutto dell’ormai diffusa pratica dei subappalti e assai più grave è il fatto che la società subappaltatrice sembrerebbe non essere sottoposta a qualsivoglia controllo ma sarebbe addirittura sufficiente un’autocertificazione come garanzia di sicurezza. Mi sembra logico che la vita dei cittadini sia indubbiamente meno importante di fronte all’esigenza per il premier di evitare processi e di imbavagliare magistratura e informazione”.

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