Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Posts Tagged ‘esenzione’

Firmato il decreto che esenta quindici categorie di lavoratori dalla soglia innalzata a 67 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

ministero-pubblica-istruzioneÈ stato firmato il decreto che esonera il personale dell’infanzia dall’aumento di cinque mese dell’età pensionabile. Il giovane sindacato è pronto ad andare in tribunale per estenderlo a tutto il personale docente: secondo le più recenti indagini conoscitive dell’Istat, infatti, quella dei docenti risulta in assoluto la categoria più usurante per rischio di lavoro correlato. E anche gli studi epidemiologici giungono alla stessa conclusione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nei prossimi giorni forniremo le indicazioni per contrastare una norma che, per la prima volta, distingue in base al ciclo scolastico nel quale i docenti prestano servizio. Questo provvedimento anticipa quelle idee, diffuse nell’ultimo periodo, che vorrebbero autorizzare il pensionamento dei lavoratori italiani in base alla speranza di vita legata alle singole categorie professionali, addirittura al sesso e al titolo di studio. Invece, va assolutamente adeguata l’uscita dal lavoro all’età media oggi in vigore nei Paesi europei, ovvero 63 anni.

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Strutture ecclesiastiche: esenzione ici

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Marco Cappato in una conferenza stampa

Image via Wikipedia

Nell’articolo di Umberto Folena su Avvenire di ieri si afferma che una delle strutture ricettive oggetto della nostra video inchiesta dello scorso settembre, la Casa del clero San Tommaso, paga l’Ici e si mostra una ricevuta di pagamento. Come sanno ad Avvenire, perché pubblicato online nelle settimane passate dal Consigliere milanese Marco Cappato, il Comune di Milano con nota del 30 agosto 2011 prot n. 5274900 ha risposto alla specifica richiesta di Cappato certificando che la Casa del clero risulta esente Ici, così come altre 39 strutture. Questa mattina Cappato ha chiesto agli uffici comunali di verificare quanto risposto in agosto con le ricevute pubblicate da Avvenire.
In attesa di avere chiarimenti dal Comune, ricordo a Folena e a chi vi si accoda, che sono stati proprio Bagnasco e Bertone – non solo preti “di strada” come don Gallo e don Farinella – ad aver ammesso che sull’esenzione ICI qualcosa non funziona. Per quanto ci riguarda, non saremo certo noi ad avere paura della verità. Anzi, faccio una proposta: così come noi pubblichiamo i risultati delle nostre ricerche, proprio per consentirne la confutazione, perché non fanno lo stesso anche le migliaia di enti ecclesiastici con il loro immenso patrimonio immobiliare?

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Cambiano le regole per l’esenzioni dal ticket

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Un decreto del ministero dell’Economia del 2009 ha stabilito che dal 1° maggio di quest’anno le autocertificazioni sul reddito utili ai fini dell’esenzione dal pagamento del ticket previsto per le prestazioni specialistiche, non saranno più valide se non saranno verificate dai medici di famiglia. Il nuovo sistema nasce con l’intento di combattere l’evasione dei ticket sanitari, poiché si stima che ogni anno circa 1 miliardo di euro sarebbe sottratto dalle casse del Servizio Sanitario Nazionale, proprio grazie ad una percentuale altissima, ben il 40% di pazienti che usufruiscono dell’esenzione senza possederne i requisiti. Chiaramente i medici di base si sono ribellati a questa nuova regola ritenendo che le verifiche dovrebbero essere effettuati dalle Asl di competenza.
Innanzitutto è molto importante verificare alcune e ben determinate condizioni personali (età minore dei 6 anni o maggiore dei 65) o sociali (stato di disoccupazione, titolarità di una pensione la minimo o sociale) che attribuiscono il diritto in relazione al livello minimo di reddito del nucleo familiare stabilito dalla normativa in vigore. Per ovvietà il reddito del nucleo familiare è costituito dalla sommatoria dei redditi complessivi prodotti da ogni singolo componente la famiglia. Per reddito “complessivo” si intende il reddito riportato nella dichiarazione dei redditi, al lordo degli oneri deducibili:
•reddito certificato mediante il modello CUD: Parte B, punto 1 del Cud
•reddito dichiarato nel modello 730: rigo 6 del modello 730
•reddito dichiarato nel modello Unico persone fisiche: rigo RN1
Il nucleo familiare è costituito dall’ interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari fiscalmente a carico. Non rileva a tal uopo la condizione o meno di convivenza tra i vari componenti.
Il limite del reddito è stabilito, come detto dalla legge e può essere aggiornato solo attraverso una modifica legislativa.
Per quanto concerne il riconoscimento del diritto all’esenzione, si considera a tali fini “disoccupato” il cittadino che abbia cessato per qualunque motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) un’attività di lavoro dipendente e sia iscritto all’Ufficio dell’impiego in attesa di nuova occupazione. Non può considerarsi disoccupato il soggetto che non ha mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato una attività di lavoro autonoma. Sono considerati “pensionati al minimo” quei soggetti titolari di una pensione minima. La pensione minima viene riconosciuta dall’INPS al pensionato il cui trattamento pensionistico, sulla base del calcolo dei contributi versati, risulti inferiore ad un livello fissato dalla legge, considerato il “minimo vitale” (l’importo mensile, che per il 2009 è di 458,20 euro, varia ogni anno). L’ISEE è un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia). Esso, tranne che in alcune realtà regionali, non viene preso in considerazione ai fini del riconoscimento del diritto all’esenzione. Come evidenziato, nel corso del 2011 stanno entrando in vigore nelle varie Regioni le nuove modalità di verifica delle esenzioni per reddito.
Tra i vari Enti Territoriali nei quali le nuove regole sono applicate, all’atto della prescrizione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, il medico prescrittore, su richiesta dell’assistito, verifica il suo diritto all’esenzione per reddito (codici E01, E03, E04) attraverso i dati resi disponibili dal Sistema Tessera Sanitaria e lo comunica all’interessato riportando il codice sulla ricetta o provvedendo in alternativa ad annullare con un segno la casella contrassegnata dalla lettera «N» (non esente) presente sulla ricetta. L’assistito non deve più apporre nessuna firma sulla ricetta. Vi è l’obbligo per l’interessato, relativamente all’esenzione conseguente allo stato di disoccupazione, contraddistinta con codice E02, dell’autocertificazione annuale presso la ASL di appartenenza che rilascia a tal uopo un apposito attestato. Tutti quei soggetti le cui generalità non sono state inserite negli elenchi degli esenti per reddito ma che ritengano di aver diritto all’esenzione, hanno facoltà di richiedere all’Asl di appartenenza un certificato provvisorio di esenzione per reddito, valido per l’anno solare in corso, che l’assistito presenta al medico prescrittore. Ai fini del rilascio del certificato nominativo sono necessari i seguenti documenti:
•autocertificazione del diritto all’esenzione per reddito con riferimento al reddito complessivo ed al nucleo familiare riferito all’anno precedente a quello di erogazione delle prestazioni;
•autocertificazione della condizione di percettore di pensione integrata al minimo ovvero di pensione sociale o di assegno sociale ovvero di disoccupato con l’indicazione del Centro per l’ impiego presso il quale risulta registrato, e il contestuale impegno dell’assistito a comunicare tempestivamente la data di cessazione dello stato di disoccupazione, che comportera’ la perdita dell’esenzione prevista;
•dichiarazione della consapevolezza delle conseguenze di carattere penale per il rilascio di false dichiarazioni, nonche’ della consapevolezza che l’Azienda sanitaria locale attivera’ il successivo controllo della veridicita’ della dichiarazione resa;
•copia di un documento di identita’ in corso di validita’
L’assistito può richiedere il certificato nominativo di esenzione per ognuno dei componenti il nucleo familiare di appartenenza avente diritto all’esenzione per reddito. Si ha diritto all’esenzione a tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio ed altre prestazioni specialistiche garantite dal Servizio sanitario nazionale.

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Canone RAI non tutti sono tenuti a pagare

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

La Finanziaria statale del 2008 – dichiara Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – ha abolito il pagamento del canone Rai per gli over 75 anni con un reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità: una platea di persone più ampia di quello che si potrebbe immaginare ma poca pubblicità è stata data dai media e dagli uffici competenti alla circolare che stabilisce i requisiti per l’esenzione. Di fatto, hanno diritto alla esenzione del pagamento del Canone Rai tutti coloro i quali, avendo compiuto 75 anni di età prima della scadenza del pagamento del canone stesso,vivano da soli o con il coniuge, e abbiamo un reddito complessivo non superiore a € 6713,98. Il documento a cui fare riferimento per ottenere l’esenzione è il CUD dell’anno precedente.
• La domanda di esenzione deve riferirsi al canone Rai dell’apparecchio televisivo presente nell’abitazione in cui si ha la residenza “entro il 30.04.2011? per gli abbonamenti annuali ed “entro il 31.07.2011? per quelli semestrali. Con allegata copia di documento d’identità e precise indicazioni dell’Abbonamento in essere, deve essere inoltrata a: AGENZIA DELLE ENTRATE – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – 10121 – Torino.
• Gli over 75 possono ottenere “entro il 30.04.2011? anche il rimborso del canone versato nel triennio 2008-2010 (sempre che ci siano gli stessi presupposti), compilando l’apposito modulo messo a disposizione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
• Per i pensionati che non hanno ancora raggiunto l’età e non abbiano un reddito che superi i 18.000,00 €, il Canone si può pagare anche a rate con una detrazione dalle tasse, in massimo 11 rate.
La richiesta va presentata entro il 15/11 dell’anno precedente a quello cui si riferisce il canone Rai all’ente che eroga la pensione. L’ente comunica poi al pensionato l’accettazione della domanda entro il 15 del successivo mese di gennaio. L’addebito avviene come trattenuta sulla pensione, in 11 rate mensili a partire dal mese di gennaio dell’anno a cui si riferisce il canone Rai.
E’ facile immaginare che in molti, pur avendone diritto, non hanno fruito materialmente dell’esonero dal canone a causa le lungaggini burocratiche che ledono soprattutto i diritti di tutti quegli anziani con difficoltà motorie e problemi di salute, che trovano oggettive difficoltà negli spostamenti.
Pertanto lo Sportello Dei Diritti chiede ai mezzi di informazione di dare un’ampia informazione a tutti gli italiani che sono nelle condizioni di accedere a questo esonero per evitare che i cittadini siano costretti prima a pagare e poi a chiedere un improbabile rimborso.

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Esenzione per reddito dal pagamento del ticket

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Bologna. Cambiano la modalità per certificare il diritto alla esenzione per reddito dal pagamento del ticket, così come previsto da un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze dell’11 dicembre 2009. Secondo la nuova modalità, chi ha diritto alla esenzione per reddito deve essere in possesso del certificato rilasciato dall’Azienda Usl di residenza o di appartenenza. Sulla base di questo certificato, il medico che prescrive visite o esami specialistici indica il diritto alla esenzione sulla ricetta di prescrizione. Il certificato di esenzione è indispensabile solo quando si ha necessità di prenotare visite o esami specialistici e può essere richiesto in qualunque momento dell’anno. Sino al 30 aprile chi è esente per reddito dal pagamento del ticket, se non ancora in possesso del certificato di esenzione, potrà continuare ad autocertificare la propria condizione al momento della prenotazione di visite ed esami. Dal 1° maggio non sarà più possibile autocertificare il diritto alla esenzione al momento della prenotazione di una visita o di un esame, come avviene ora. Chi è esente per reddito può richiedere il certificato di esenzione all’Azienda Usl di Bologna, recandosi personalmente agli sportelli. E’ possibile, inoltre, delegare per iscritto una persona di fiducia, ma solo per la consegna della autocertificazione già firmata dal diretto interessato e/o per il ritiro del certificato di esenzione. Per ottenere il certificato è necessario compilare un modulo di autocertificazione, in distribuzione a Bologna presso gli sportelli CUP e nei comuni dell’area metropolitana presso gli sportelli unici distrettuali della Azienda USL di Bologna, o disponibile sul suo sito internet  (www.ausl.bologna.it).

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Esenzione Irap

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Con le tre recenti sentenze in materia di contenzioso Irap: in sintesi l’imprenditore che lavora con le sole sue forze, quindi senza alcun dipendente e con modesti  beni strumentali non deve pagare l’IRAP. Gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori di servizi che si trovano nelle condizioni previste dalle sentenze della  Cassazione sono numerosi e, a loro, è necessario dare certezza sull’assoggettamento o meno al tributo.   Al fine di evitare estenuanti contenziosi, auspichiamo e  sollecitiamo  il Governo affinché, in primo luogo, l’Amministrazione finanziaria e tutti i Parlamentari nazionali  che prendano  atto di questo  orientamento giurisprudenziale e si attivino tempestivamente per chiarire definitivamente la posizione di tantissime PMI, che hanno la necessità di lavorare in un contesto fiscale chiaro e certo.  Gli uffici dell’Amministrazione finanziaria devono chiarire definitivamente il senso di queste ultime tre sentenze e dare precise direttive ai propri uffici e a tutti gli operatori economici interessati così come già avvenuto nel caso delle attività libero professionali.   In secondo luogo, per dare maggiori certezze ai piccoli imprenditori, è auspicabile, che vengano definiti con una legge ad hoc  i contorni dell’esenzione dall’imposta come avvenne negli anni passati  per l’Ilor ed in questo auspico che i nostri Parlamentari facciano la loro parte.   Nel contempo  i tempi sono maturi per percorrere la strada della richiesta di rimborso per l’Irap indebitamente versata da tantissimi piccoli operatori economici negli anni precedenti. (Salvatore Lucà segretario generale)

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Regione Lazio: esenti ticket sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

“Ci fa molto piacere la pronta reazione della Regione Lazio dopo la pubblicazione nelle varie agenzie di stampa e nei vari quotidiani dei dati ASP che il nostro sindacato Ugl Sanità ha comunicato il primo Luglio del 2010 sugli Esenti dal Ticket Sanitario”. Lo dichiara in una nota il dirigente Regionale della Ugl Sanità del Lazio Pietro Bardoscia. Alle dichiarazioni pronunciate dalla Presidente On. Renata Polverini il 10 Luglio nella quale si annuncia che la Regione Lazio sta sottoscrivendo un accordo con l’Agenzia delle Entrate per individuare chi abbia effettivamente diritto all’esenzione del pagamento del ticket e chi no (immaginando anche la diretta partecipazione della Guardia di Finanza), si sta aggiungendo una maggiore attività da parte di alcuni Enti Ospedalieri che stanno effettuando una raccolta dati sul numero di utenti che nei mesi precedenti hanno utilizzato le tipologie di esenzione: E01,E02,E03,E04.
La E01 riguarda gli “Assistiti con età inferiore ai 6 e maggiore ai 65 con Reddito Lordo inferiore ai 36.151,98; la E02 riguarda i “Disoccupati e famigliari a carico con reddito inferiore agli 8.263,31 €. Ricordiamo che solo queste due prime Esenzioni  raggiungono quasi il 54% degli Esenti Totali che hanno fatto uso dell’autocertificazione nel Lazio per non pagare il ticket previsto per le visite specialistiche ed esami diagnostici (oltre alle ormai famose quote fisse) . La E03 riguarda i Titolari di Assegno Sociale e i loro Famigliari a Carico; La E04 riguarda i titolari di pensione Minima > 60 anni. Siamo felici di aver dato il nostro piccolo contributo su questo tema, invitando tutti a seguire questa che riteniamo essere la strada giusta da intraprendere e non solo per rendere giustizia ai tanti cittadini onesti che pagano anche tra mille difficoltà economiche personali, ma anche – conclude Bardoscia – per riconsegnare a tutti  loro un’immagine di una Istituzione come quella della Regione Lazio che lotta assennatamente contro l’evasione, al fine di porre fine ad  ogni forma di illegalità presente ancora oggi nella sanità laziale. (bardoscia)

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Esenzione per bevande alcoliche

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Strasburgo Parlamento europeo 16/6/2010 (attività legislativa dal 14/6 al 18/6) I deputati della commissione ambiente hanno inoltre raggiunto un accordo che prevede l’esenzione dall’etichettatura nutrizionale obbligatoria per le bevande alcoliche, con l’eccezione di quelle miste, le cosiddette “alcopops”, specificamente rivolte a un pubblico giovanile,che devono essere chiaramente separate dalle bevande rinfrescanti nei punti di vendita.Tuttavia, visto il contenuto calorico delle bevande alcoliche, i deputati considerano che sarebbe utile se le case produttrici includessero tale informazione sull’etichetta. Dibattito: martedì 15 giugnoVotazione: Mercoledì 16 giugno

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Trenitalia e tutela delle disabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Assistere un familiare disabile è un impegno morale, oltre che materiale. Proprio per questo il legislatore ha, negli anni, emanato una serie di leggi e di norme che facilitano il compito di chi con queste problematiche ha a che fare quotidianamente. Ma di queste sensibilità non sempre dispongono i dirigenti delle aziende che si trovino a dover agevolare la fruizione dei diritti legalmente previsti a favore di dipendenti che assistono i familiari colpiti da forme di disabilità. Il caso di cui parliamo è quello della Divisione Trasporto Passeggeri Regionale Marche – Umbria di Trenitalia. I suoi dirigenti, infatti, interpretando in misura restrittiva le norme previste da d.lgs. n. 66/2003 e riprese dalla Circolare n. 8 del 2005 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno deciso di negare l’esenzione dal lavoro notturno ai propri dipendenti che abbiano in carico un soggetto disabile. Nello specifico, anziché esentare gli interessati dal lavoro notturno, come recita la circolare 8/2005, “tra le 24 e le 7, ovvero tra le 23 e le 6, ovvero tra le 22 e le 5”, hanno legato il godimento del diritto allo status di “lavoratore notturno”, parametro che serve a regolare, com’è noto, altre fattispecie contrattuali. I lavoratori quindi hanno dovuto spesso ricorrere ad altri tipi di permesso o addirittura all’utilizzo dei propri giorni di congedo per prestare assistenza ai familiari bisognevoli di cure, poiché è stato loro negata a priori ogni ipotesi di cambio di servizio richiesto per potere non allontanarsi dalla propria abitazione durante la notte. “Al di là delle regole che non possono essere disattese – afferma il Segretario Nazionale di Fast FerroVie, Pietro Serbassi – riteniamo che per evitare l’apertura di un contenzioso biasimevole sarebbe bastato un minimo di buon senso all’interno della Direzione Marche – Umbria, che invece cerca caparbiamente di costringere pochissimi lavoratori, che già soffrono una condizione familiare di forte disagio, a soluzioni non previste dalle norme“. Pertanto, continua Serbassi con molta amarezza, qualora la Direzione Regionale Marche/Umbria dovesse continuare a sostenere la sua riprovevole posizione contro i Ferrovieri che soffrono una condizione di minorità, la FAST FerroVie si vedrà costretta a riproporre la problematica alla Direzione Generale per l’attività Ispettiva del Ministero del Lavoro per richiedere la specifica sanzione amministrativa a carico di Trenitalia ai sensi dell’art.18 bis, comma 1, del Dlg.vo n°66/2003.

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Class Action: verso il quasi totale impedimento all’uso

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

Firenze Dichiarazione rilasciata da Aduc associazione consumatori: Avevamo lanciato l’allarme sulle possibili modifiche alla normativa sulla class action, modifiche che prevedono l’esclusione delle aziende di servizi di pubblica utilita’ dal poter essere portate in giudizio per il rimborso dei danni (class action aziende), potendolo invece fare con la cosiddetta class action sulla Pubblica Amministrazione (decreto Brunetta che non prevede rimborso danni, ma solo ripristino del servizio -decreto non ancora attivo). La Confindustria era intervenuta chiedendo che questa esenzione riguardasse non tutte le aziende di servizi di pubblica utilita’, ma solo quelle che agiscono in regime di concessione (leggi: monopolio). L’evoluzione dei fatti e’ questa: il sen. Antonio Battaglia (Pdl) che aveva presentato un emendamento in materia al decreto “milleproroghe” ha ben accolto l’osservazione di Confindustria ed ha riformulato il suo testo: l’esenzione non e’ piu’ per i “gestori di servizi di pubblica utilita’” ma per i “concessionari di servizi pubblici”. Il sen. Battaglia ha fatto poi sapere che sulla nuova formulazione c’e’ gia’ il via libera del relatore del provvedimento, sen, Lucio Malan. Confindustria non e’ molto soddisfatta perche’ sostiene che le distorsioni e disparita’ tra imprese non saranno evitate, ma, da come ne parla oggi il suo “house organ” IlSole24Ore, sembra che potrebbe anche accontentarsi. Un patto di ferro, quindi, tra una delle principali corporazioni e il Parlamento. Patto che difficilmente potra’ essere scalfitto, soprattutto per come lo vorrebbe chi difende gli interessi dei consumatori e non solo delle imprese. A nostro avviso la legge sulla class action contro le aziende e’ molto imprecisa, vaga e -sostanzialmente- non facilmente fruibile da parte dei diretti interessati (3). L’esclusione delle aziende cosiddette private (quasi tutte spa con maggioranza di capitali di enti pubblici), anche nella versione edulcorata che sostanzialmente accoglie le richieste di Confindustria, e’ una ulteriore mazzata. Ad una legge che -ricordiamolo- pur se gia’ in vigore, non ha visto ancora l’apertura di un procedimento e quindi non e’ stata rodata: fatto non di poco conto in un sistema giudiziario dove spesso, piu’ che la legge, conta la giurisprudenza. Mazzata che fa meglio intendere il dato sintomatico di paura che l’affermazione dei diritti dei consumatori provoca in politici e industriali. Ci domandiamo se, oltre al Parlamento degli affari e delle corporazioni, esista anche quello del diritto, della liberta’ e della giustizia. Ed a questo Parlamento ci appelliamo, a partire da alcuni emendamenti che grazie alla sen. Donatella Poretti faremo presentare nei prossimi giorni, perche’ non si porti a buon fine questa ulteriore mortificazione dei diritti dei cittadini consumatori.

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