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Esercito, “Strade Sicure”: 150 militari chiedono alla Difesa condizioni di lavoro più “umane”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Con un atto di intimazione inviato al ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, 150 militari dell’Esercito, tramite gli avvocati Giorgio Carta e Chiara Lo Mastro, hanno chiesto il rispetto del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, applicabile anche all’amministrazione militare per effetto del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90. E’ quanto riferisce in un articolo GrNet.it, il sito web su Sicurezza e Difesa.
I militari che partecipano all’operazione “Strade Sicure” devono attenersi a consegne di servizio che – si legge nell’atto di intimazione – «impongono ai militari impegnati nella missione di restare in piedi ed all’esterno del mezzo per almeno sei ore consecutive – senza la possibilità di sedersi nemmeno per una breve pausa – e di indossare un pesante armamento, un munizionamento ed un equipaggiamento aventi un peso complessivo di circa 20 chilogrammi, con notevole carico sulla colonna vertebrale dei militari, che difatti sempre più spesso stanno lamentando danni fisici di una certa entità».«Le condizioni atmosferiche avverse, poi, oscillanti tra le temperature estremamente alte della stagione estiva e quelle rigide dell’inverno, sono parimenti idonee a menomare la salute dei miei assistiti – scrive l’avvocato Carta – giacché sono costretti dalle consegne di servizio a svolgere l’intero turno in piedi e fuori dal mezzo, sia sotto la pioggia che sotto il sole», salvo essere autorizzati uno alla volta, in caso di condizioni meteorologiche particolari.
«La disagevole situazione descritta e le rigide regole stabilite dalle consegne di servizio hanno determinato – ricordano i legali dei soldati – la sottoposizione a processo penale militare di numerosi militari, rei anche solo di essere saliti sul mezzo militare per una breve pausa necessaria al recupero psico-fisico delle energie o per ripararsi dal freddo notturno».
Tuttavia – si ricorda nell’atto di intimazione – «la sentenza n. 4509 dell’8 febbraio 2011 della Corte di Cassazione, I Sezione penale, ha riconosciuto che una sosta di breve durata, anche nell’ambiente militare, riveste “finalità di ristoro e, in genere, di rafforzamento delle proprie energie psico-fisiche utili al migliore espletamento del servizio”» e, sempre per tale ragione, anche il Tribunale militare di Roma, II Sezione, ha assolto un militare dal reato di “concorso in violata consegna aggravata”, accusato di aver “svincolato” il fucile dalla cinghia «pur mantenendola ben salda – rileva il tribunale – e comunque all’interno della vettura…. per la necessità fisica di riposare la schiena e quindi di ridurre il carico di peso gravante sul corpo». Purtroppo, in altri casi, i tribunali militari hanno condannato militari rei soltanto di essere montati sul mezzo durante la notte per ripararsi dal freddo e che, a seguito, del processo, sono stati posti in congedo, dopo aver prestato servizio per anni. Le disposizioni di legge – scrive ancora l’avvocato Giorgio Carta – affidano «la responsabilità della salute e sicurezza del personale compete anche ai dirigenti centrali o territoriali delle aree tecnico-operativa, tecnico-amministrativa e tecnico-industriale». Per le ragioni illustrate (e per tantissime altre richiamate dall’atto di intimazione) i militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure” invocano l’applicazione di specifiche disposizioni del Testo unico sulla sicurezza del lavoro. Soprattutto, chiedono che, in base alla normativa evocata, essi vengano impiegati in tale gravosa missione per non più di 120 giorni all’anno.
«Confido che il Ministro Trenta voglia prendere a cuore quanto segnalato e che intenda la nostra iniziativa quale atto di collaborazione e di suggerimento finalizzato a migliorare insieme le condizioni di lavoro e di salute dei cittadini in uniforme», ha riferito l’avvocato Carta. (GRNET.IT)

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Il toto Comandante ai vertici della difesa e dei carabinieri

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

gallitelliGrnet.it ci propone una conversazione immaginaria con due personaggi famosi per essere ben addentro alle segrete cose che ruotano intorno ai palazzi della Difesa e dell’arma dei carabinieri. L’occasione è offerta dal fatto che sono prossimi gli avvicendamenti ai vertici dei rispettivi organi.
Fra qualche mese, infatti, il Governo dovrà procedere a nominare il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa,il Comandante Generale dei Carabinieri e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (tutti prorogati). Non si esclude che l’esecutivo possa cambiare anche qualche vertice dei Servizi Segreti. Nel nostro ambiente è incominciato il toto-Comandante, tanti ci scrivono per sapere chi possa essere il sostituto dell’attuale primo Carabiniere dell’Arma. I nostri colleghi – infatti – non dimenticano che nel 2015 alla vigilia della nomina del sostituto del Generale Leonardo Gallitelli che doveva essere avvicendato per raggiunti limiti di età e perchè già una volta prorogato, indicammo il Generale di C.A Tullio Del Sette, come unico possibile candidato a rivestire la carica al vertice della Benemerita. I fatti ci hanno dato ragione anche se l’ultimo anno di gestione di Del Sette è stato difficile, molto difficile: il caso Consip, il transito del Corpo Forestale nell’Arma che la sentenza del Tar Abruzzo mette in discussione, sono stati due casi che, a sentire “Radio scarpa”, sono stati gestiti con superficialità e che qualche trasferimento sarebbe stato auspicabile per dare serenità all’intera Istituzione che a causa di certe gerarchie, ottuse, vive momenti di sconforto perchè a pagare sono sempre i soliti noti.
tulliodelsetteCaro “Ammiraglio” – risponde Michele, spero che tu mi consenta di rivolgermi a te con l’appellativo che usano tutti quelli che ti conoscono bene e che hanno apprezzato la Tua immensa esperienza ed attività nella “Rappresentanza militare”, e anche ora che sei rimasto un punto di riferimento autorevole per molti Carabinieri di tutta l’Italia. La domanda in effetti è impegnativa e, per certi aspetti, antipatica e insidiosa, quindi credo sia importante una piccola premessa che riguarda le nuove dinamiche fra “politica” ed istituzioni con particolare riferimento al tema degli avvicendamenti: La Benemerita è sempre riuscita ad essere e ad apparire impermeabile alla politica. Questa caratteristica l’ha resa autorevole e sempre apprezzata da tutti. Nel 2000 la Legge di riordino dell’Arma ci ha regalato, di fatto, il Comandante Generale carabiniere ma ora la competizione fra i nostri generali per la prestigiosa carica è maggiormente avvertita e inevitabilmente vissuta con partecipazione da tutti i Carabinieri. Questa Legge ha ridotto la distanza fra i nostri vertici e la politica. Questa Legge ha relegato però il ruolo della rappresentanza e le problematiche dei minori livelli ordinativi ad un ambito ancora più marginale e incerto. Ne consegue che il ruolo dei nostri vertici, negli ultimi anni, è cambiato diventando sempre più esclusivo. Evoluzione oppure involuzione? Sono consapevole che molti di noi pensano che questa sia una “evoluzione” ma io rimango convinto che questo tipo di decisioni, che hanno conseguenze così importanti per la “Vita nell’Arma”, debbano essere adeguatamente bilanciate: ricomprendendo, ad esempio, anche la possibilità di coinvolgere e sentire il Cocer CC. Oggi la “Rappresentanza Militare” può solo assistere inerme alle decisioni politiche che sponsorizzano un generale piuttosto che un’altro secondo criteri legati all’attualità della compagine governativa. Valutazioni che a volte non corrispondono alla storia ed ai successi professionali dei candidati. Questo aspetto, che non è secondario, è sempre più avvertito come una involuzione pericolosa proprio perché lega il destino dell’Arma all’audacia di quel candidato che è stato scelto perché, magari, è riuscito meglio di altri ad interpretare nel tempo le esigenze della politica. In quest’ottica ci si potrebbe esporre al rischio di un ridimensionamento o di riduzione dell’imparzialità e di altre peculiarità che hanno sempre caratterizzato la nostra amata Benemerita.
Caro Michele – incalza Nino -, torniamo alla scelta del prossimo Comandante Generale: in questi giorni alcuni giornali incominciano a fare nomi di possibili candidati. I più gettonati sembrano essere i Generali di C.A Vincenzo Coppola e Riccardo Amato. Ti confesso che li conosco entrambi e ti posso assicurare che se la scelta cadrà su uno dei due, l’istituzione ne trarrà giovamento, perchè trattasi di due Ufficiali Generali di primo piano e molto stimati dalla base. Per quanto riguarda gli altri Generali di vertice rimasti, sui quali potrebbe ricadere la scelta, non mi giungono consensi favorevoli. Nell’Arma, anche se siamo in tanti (circa 110.000), ci conosciamo tutti e nessuno può nascondere 40 anni di vita trascorsa a comandare uomini. Se hai fatto bene sei ricordato, se hai fatto male nessuno ti dimentica. Chi vuole capire capisca! Altrimenti cercheremo di essere più chiari raccontando fatti e misfatti e facendo nomi e cognomi. Michele, speriamo che anche questa volta indovineremo la scelta.
A te la parola Caro “Ammiraglio:” vedo che sei bene informato come, del resto, sono ben informati anche i giornalisti che si sono già espressi in alcuni simpatici articoli apparsi sulla stampa. Non ho la presunzione di conoscere bene tutti i candidati. Ovviamente auspico che la scelta ricada su un candidato che abbia anzitutto dimostrato di saper mantenere un rapporto e una dialettica con la “Rappresentanza Militare” improntata al reciproco arricchimento. Sai bene, caro Ammiraglio, che questa qualità non è comune a tutti i Generali. Anzi, alcuni si sono saputi distinguere proprio per la loro “rigidità” anche nei confronti di chi è stato democraticamente eletto per cercare di “tutelare i colleghi”. Grazie ad alcune decisioni inedite del Comandante Generale, qualche miglioramento lo abbiamo già apprezzato. Rimane la necessità di un più giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza, che ancora non è stata sufficientemente valorizzata per quanto riguarda il ruolo e l’esercizio affidato ai delegati ed agli Organismi di base ed intermedi. L’Assise plenaria della “Rappresentanza Militare”, purtroppo, nell’Arma manca da troppo tempo. Credo che in questo modo si stia cercando ancora di eludere quello che sembrava un doveroso esercizio di alta responsabilità propria di ogni comandante proprio per verificare la propria capacità di ricezione ed analisi delle situazioni di disagio. Forse, caro “Ammiraglio” penserai che sono fuori tema. Credimi, sono convinto che queste debbano essere le caratteristiche principali da ricercare nella rosa dei “candidati” a comandare l’Arma dei Carabinieri. Abbiamo bisogno di un Comandante che non sia un “accentratore”. Anche io ho letto gli articoli apparsi sulla stampa ed ho notato che i giornalisti, bene informati, si sono avventurati in previsioni molto circoscritte. Tutti nomi di altissimo livello ma ciascuno con le sue particolarità. Senza presunzione, credo di poter affermare che vi sia già stata l’auspicata discontinuità fra l’era “Gallitelli” e il periodo di comando retto dall’attuale Comandante Generale che, a mio avviso, si è saputo distinguere per concretezza d’azione e per il suo sguardo verso il futuro più immediato. Non dimentichiamo che è stato il diretto collaboratore del ministro della Difesa. Come avvenuto per altri vertici Istituzionali, credo che anche al Generale C.A. Tullio Del Sette potrebbe essere concessa vertici armaun’ulteriore proroga e potrei, ad oggi, pensare anche ad un periodo di comando pari al Suo predecessore (6 anni, ndr). Una volta perfezionato il suo staff di collaboratori diretti già molto valorizzati, potrebbe fare ancora molte cose buone per il futuro della Benemerita. Diversamente, chi sarà destinato ad avvicendarlo, lo dovrà fare tenendo conto dell’eredità lasciata, della nuova fase inaugurata, non senza iniziali difficoltà dal Generale CA Tullio del Sette ovvero con lo sguardo rivolto al futuro, verso traguardi compatibili con le moderne concezioni dei diritti dei carabinieri-militari, e non più con lo sguardo rivolto solo al passato. Come vedi i profili che ricerco soprattutto in occasione dell’avvicendamento del Comandante Generale sono molto particolari ma rimango fiducioso perché penso che non sia impossibile trovarli. Effettivamente i Generali più gettonati sono l’attuale Vicecomandante dell’Arma Gen. C.A. Vincenzo Coppola ed il Comandante Interregionale Pastrengo Gen. C.A. Riccardo Amato. Li ho conosciuti entrambi e so che sarebbero in grado di svolgere bene il difficile compito. Entrambi sono molto apprezzati dalla base quindi aggiungo per entrambi anche il mio personale “in bocca al lupo”. (fonte GrNet.it ha “captato”)

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L’Austria schiera l’esercito al Brennero?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

passo del brennero“L’Austria sarebbe pronta a schierare fino a 750 militari al Brennero se il flusso di migranti dall’Italia non diminuirà. Le dichiarazioni del ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil sono gravissime e confermano, se ancora fosse necessario, il fallimento totale del governo rispetto all’emergenza immigrazione che la politica dell’accoglienza del Pd ha incoraggiato e alimentato, come la Francia e l’Austria denunciano. L’incapacità politica di Renzi, Alfano e, a questo punto, anche di Minniti è sotto gli occhi di tutti”. E’ quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, componente della Commissione Esteri.
“L’Italia, che ha fatto saltare Schengen, decidendo in modo unilaterale di accogliere i migranti economici, si svegli una volta e per sempre – aggiunge – e fermi l’invasione con i fatti: espulsioni di coloro che non hanno diritto a chiedere asilo e a rimanere in Europa come anche Macron dice e respingimento delle domande di tutti coloro che commettono reati. Le chiacchiere degli ultimi anni hanno soltanto provocato un’immigrazione incontrollata, con disastri che si ripercuoteranno sui nostri figli e nipoti”.

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L’esercito italiano partecipa alla “Motodays”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

esercito1Fiera di Roma dal 9 al 12 marzo 2017 dalle 10 alle 19 mell’ambito della rassegna motoristica, che intende offrire una panoramica del mondo delle due ruote, il pubblico avrà la possibilità di ammirare da vicino alcuni mezzi e materiali in dotazione alla Forza Armata. L’attività promozionale, organizzata dal Comando Militare della Capitale, si svolgerà in un’area espositiva presso il padiglione numero 3 della Nuova Fiera di Roma, dove nello spazio dedicato all’Esercito Italiano il pubblico potrà ammirare dei motocicli di valore storico messi a disposizione dal Comando dei Supporti Logistici dell’Esercito e custoditi al Museo Storico della Motorizzazione Militare, un polo museale militare unico nel suo genere in Italia, che custodisce alcuni veicoli rarissimi, che testimoniano le tappe dell’evoluzione dei mezzi meccanici, alcuni dei quali ideati per specifico uso militare. Per l’occasione, saranno messe in mostra ben tre moto di prestigio: la “Moto Indian” del 1941 prodotta dalla omonima casa statunitense per soddisfare specifiche esigenze militari delle truppe alleate nel corso del secondo conflitto mondiale, la motocicletta “Gilera 500 LTE” del 1942, impiegata dai reparti del Regio Esercito su tutti i fronti della Seconda Guerra Mondiale essenzialmente come mezzo di esercitocollegamento per le sue caratteristiche di agilità e robustezza e la “Bianchi 500 MT” del 1961, un mezzo a telaio elastico adatto per il fuori strada impiegato dalle unità di Cavalleria e Bersaglieri.
Il Motodays sarà anche l’occasione per provare il simulatore di guida per moto dell’Esercito Italiano messo a disposizione per l’occasione dal Comando dei Supporti Logistici dell’Esercito Nello stand, sarà altresì disponibile un quad “Polaris 500” del 3° reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) Aldebaran, il reparto dell’Aviazione dell’Esercito addestrato ed equipaggiato per assicurare, prioritariamente nell’ambito delle Operazioni Speciali, un’adeguata capacità di manovra a supporto delle attività della Componente terrestre e/o interforze. Il pubblico, infine, potrà mettersi alla prova sul simulatore di volo “Rolfo” messo a disposizione del Comando Aviazione dell’Esercito, Ente che Provvede alla formazione, addestramento ed alla specializzazione dei piloti osservatori della Forza Armata per mezzo del Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito. Qui, sotto l’attenta supervisione di piloti ed istruttori militari, sarà possibile acquisire il “brevetto di pilota virtuale di elicotteri”.
Infine un team dell’11° reggimento trasporti “Flaminia” fornirà ai visitatori informazioni e materiale illustrativo sulle varie possibilità di arruolamento nell’Esercito Italiano. (foto: esercito)

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Controllo del territorio ed esercito

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

volanti-polizia-di-stato“E’ assurdo che il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, rispondendo a Franco Gabrielli, dica che la Polizia non è in grado di svolgere in pieno il suo ruolo di controllo del territorio e di tutela dell’ordine pubblico, e che per questo è necessario una sorta di compito di ‘supplenza’ dei militari dell’Esercito”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Il rappresentante del governo dimissionario – aggiunge Maccari – dovrebbe piuttosto spiegare perché la Polizia non è messa in condizioni di svolgere al meglio il proprio ruolo, nonostante abbia, a differenza dell’Esercito, personale formato in maniera specifica. Il sottosegretario Rossi dovrebbe spiegare perché vengono spesi milioni di euro per mandare a passeggio i militari nei centri storici delle nostre città, mentre vengono tagliati i fondi necessari alle Questure ed ai Commissariati, che spesso si trovano senza materiale di cancelleria, con i computer obsoleti, o peggio ancora senza il carburante per fare uscire le Volanti in servizio o per la manutenzione delle auto. Quella che il sottosegretario definisce una maggiore percezione di sicurezza da parte dei cittadini è in realtà un colossale imbroglio, oltre che uno spreco di denaro pubblico, perché difficilmente i soldati nelle strade delle nostre città possono garantire un servizio efficace di controllo. i gettano al vento risorse economiche che potrebbero essere preziosissime se destinate a fornire uomini e mezzi alle Forze di Polizia, per ottenere una percezione di sicurezza del tutto illusoria, perché un militare equipaggiato di tutto punto con armi da guerra, e peraltro addestrato per compiti del tutto diversi, difficilmente potrà intervenire efficacemente contro un rapinatore o un soggetto violento. Meglio sarebbe investire per potenziare la dotazione organica e di mezzi delle Forze di Polizia, ed in sostanza consentendo a ciascuno, militare o poliziotto, di svolgere il compito per cui è stato addestrato, in modo da garantire la sicurezza dei cittadini e dello stesso personale”. (n.r. Qui non si tratta di “chi” è presente ma di “come” vogliamo garantire la sicurezza del Paese e restituire ai cittadini la serenità dovuta. Se la polizia per definizione è preposta a compiti di ordine pubblico, oltre a tutti gli altri ruoli istituzionali e investigativi e l’esercito alla difesa della nazione dai nemici esterni perché si deve alterare tale funzione solo per l’incapacità governativa di prendere atto che c’è qualcosa che non funzione nella filiera giustizia se oggi si arresta chi delinque e il giorno dopo ce lo ritroviamo per strada a beffeggiare gli stessi poliziotti che l’hanno arrestato. La tutela del territorio e la lotta alla criminalità di strada si ottiene conferendo rispetto e fiducia agli uomini in divisa e non umiliandoli.)

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Sicurezza e ruolo dell’esercito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

Brand Esercito Italiano“La proposta di De Corato è a dir poco inquietante: pensare di risolvere il problema della sicurezza sui treni e nelle stazioni, militarizzandole è da paesi da terzo mondo. Non siamo in stato di guerra e non è chiamando in causa l’esercito che si risolve il problema.
De Corato dimentica che per troppi anni, la politica regionale, assente e distratta, ha lasciato che le nostre stazioni venissero lasciate in stato di abbandono, togliendone personale, sale d’attesa, biglietterie, diventando ricettacolo di vandali e delinquenti. E dimentica anche che la Regione ha consentito il taglio progressivo delle risorse sui treni, es. controllori e il personale di bordo, taglio che ha favorito l’intensificarsi di fenomeni di evasione, microcriminalità e atti di aggressione sui nostri treni pendolari. La sicurezza si attua con un piano azioni di contrasto efficace: bisogna rivitalizzare e ripopolare le stazioni dei nostri territori, darle in comodato ad associazioni e Comuni, munirle di illuminazione e impianti di video-sorveglianza adeguati, garantire l’apertura di biglietterie e bar. Dove è finito il piano di recupero delle stazioni lombarde? Perché non ha funzionato la cessione delle stazioni in comodato gratuito? Perché non si riesce a farle rivivere con associazioni non profit, esercizi commerciali e bar e punti di ristoro aperi anche la sera? Dove c’è vita c’è sicurezza. Occorre anche predisporre una mappatura delle linee a rischio, che spesso, guarda caso, coincidono proprio con quelle sulle quali la Regione ha deciso di disinvestire e occorre investire nell’illuminazione dei parcheggi, delle aree di sosta e in impianti di videsorveglianza sia sui treni che nelle stazioni. Occorre anche assumere controllori e personale di bordo: spesso sono pochi e lavorano in solitudine. In una Regione civile, gli investimenti sul servizio ferroviario regionale dovrebbero essere prioritari, mentre invece in Lombardia si investe solo sulle grandi autostrade inutili ed è così che purtroppo si gettano le basi per il degrado e la delinquenza sui treni regionali. Salvo poi chiamare in causa l’esercito”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, sulla proposta del consigliere regionale Riccardo De Corato di militarizzare i treni lombardi. (n.r. Attento Renzi. Noi prevediamo che non sarà tanto il referendum a farlo cadere di sella ma la questione degli immigrati che da un “affare” economico può diventare una sorta di boomerang creando una profonda insicurezza nel paese e tentazioni di forti tensioni popolari. Non à questione xenofoba ma la nostra incapacità di offrire un futuro a centinaia di migliaia di immigrati perché la nostra economia stenta a decollare e i posti di lavoro scrseggiano per tutti.)

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Difesa: Incontro Cocer-Stato Maggiore su riordino, bene piattaforma presentata ai rappresentanti del personale

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

riordinoSi è svolto giorni fa il previsto incontro tra il Cocer e lo Stato Maggiore della Difesa sul riordino delle carriere. Dopo il saluto e l’introduzione del Sottocapo di Stato maggiore della difesa, Generale Nordio, i tecnici dello Stato Maggiore hanno illustrato al Cocer interforze il progetto di riordino. Come rappresentanti del ruolo Sergenti accogliamo con favore il recepimento di alcune nostre istanze con particolare riferimento alla riduzione dei periodi di permanenza nei vari gradi del ruolo, all’incremento dei punti parametrali e alla problematica del personale arruolato ai sensi della legge 958.
Tuttavia rimangono ancora da chiarire alcuni aspetti del progetto relativamente alle norme transitorie, ai concorsi interni e alla salvaguardia del principio di equiordinazione tra il personale delle forze armate e quello delle forze di polizia. Con le norme transitorie ci auspichiamo, in particolare, una valorizzazione e una tutela delle anzianità di servizio del personale al fine di evitare sperequazioni di sorta e scavalcamenti all’interno del ruolo sergenti nonché dei percorsi di carriera che favoriscano una reale osmosi nel passaggio al ruolo superiore. Il Cocer ha chiesto di conoscere, inoltre, le effettive risorse allocate per il riordino e l’articolato sul quale poter lavorare per apportate eventuali modifiche in sinergia con tutte le categorie interessate e di concerto con l’Amministrazione. I delegati si riuniranno, infatti, nei prossimi giorni per stabilire obiettivi e proposte correttive da presentare all’Amministrazione della Difesa che, su input del Governo, questa volta pare abbia finalmente deciso di portare a compimento il riordino delle carriere atteso da oltre vent’anni. Lo dichiarano i delegati del Cocer Interforze Alfio Messina e Antonsergio Belfiori. (foto: riordino)

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Vittime del Dovere: l’Esercito premia gli studenti di Monza e Brianza

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

studenti premiatistudenti premiati1Monza. Trentaquattro ore di lezioni svolte, ventuno istituti scolastici interessati, 4.200 studenti coinvolti: queste le cifre del “Progetto Interforze di Educazione alla Cittadinanza e alla Legalità: Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, insieme per la legalità, in memoria delle Vittime del Dovere – a.s. 2015/16”.Un’edizione molto ricca quella di quest’anno sia per l’ampia adesione delle Scuole Secondarie di Primo e Secondo grado della Provincia di Monza e Brianza sia per la collaborazione dell’Esercito Italiano che, per la prima volta, ha preso parte al progetto insignito, in occasione della sua quarta ricorrenza, della medaglia del Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella.
Il progetto è stato realizzato dall’Esercito in collaborazione con l’Associazione Vittime del Dovere, le altre Forze Armate e dell’Ordine, la Prefettura di Monza e Brianza, Miur “Più Scuola Meno Mafia”, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Monza, e l’Ufficio scolastico di Monza e Brianza, con l’obiettivo di prevenire i comportamenti a rischio, promuovere e rafforzare la consapevolezza che la legalità è il pilastro della convivenza civile, facendo comprendere, agli studenti, il ruolo e la funzione delle istituzioni democratiche.
«Oltre a ricordare la storia e il sacrificio delle vittime, facendo conoscere ai giovani il ruolo delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate che quotidianamente lavorano al servizio della collettività, l’obiettivo degli incontri è stato contribuire a creare negli studenti, un senso di appartenenza positivo e costruttivo nella comunità con cui condividono la loro quotidianità e non», queste le parole del Colonnello Baldo Paolo Santinelli del Comando Militare Esercito Lombardia, al termine della cerimonia di premiazione che si è tenuta oggi, 30 maggio, nella suggestiva cornice del Teatro Villoresi di Monza: studenti premiati2un momento sentito e di festa che ha visto grandi protagonisti proprio i ragazzi destinatari delle borse di studio valide per l’acquisto di materiale didattico.
Durante la manifestazione, che ha visto la presenza del Vice Prefetto Vicario la Dott.ssa Giulia D’Onofrio e del Presidente della Provincia di Monza e Brianza Luigi Ponti, l’Esercito ha premiato i 4 Istituti Scolastici che hanno saputo interpretare, in maniera efficace, la tematica proposta dalla Forza Armata: “L’Esercito Italiano e il contrasto alla criminalità e al terrorismo sul territorio nazionale e in campo internazionale”. I premiati:
– Premio miglior elaborato grafico – IIS MOSE’ BIANCHI – MONZA – MAGLIETTE – CLASSE 4C AFM, QUINTIERI, MARTINELLI, KAPLANI, RIZZO BALINISTEANU;
– Premio miglior elaborato multimediale – IIS MOSE’ BIANCHI – MONZA – VIDEO “ESERCITO – DIFENSORI DELLA PATRIA” – 3 C AFM – SANGALLI, BARNI, ROMANO, PIRRO, RIPAMONTI;
– Menzione Speciale – IIS MOSE’ BIANCHI – MONZA – VIDEO “ NON AVRETE IL MIO ODIO” – CLASSE 3A AFM – HU, SCAFARO, ALLARIA, KODHELI, MACCALLI, PICCIOLO;
– Premio Speciale della Commissione – ISIS MERONI – LISSONE – DIARIO – CLASSE 4 LAD – BARONE, ROSSELLO, SISTO. (foto: studenti premiati)

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Esercito: firmato il protocollo con UNIMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2016

protocolloEdolo (BS)È stato firmato ieri, nella Base Logistico-Addestrativa dell’Esercito di Edolo (BS), il Protocollo d’Intesa tra l’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – e l’Esercito Italiano.
L’accordo è stato sottoscritto dal Capo del V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale di Divisione Giuseppenicola Tota, e dal Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, professore Gian Attilio Sacchi, alla presenza del sindaco di Edolo, Luca Masneri e di numerose autorità civili e militari.
Obiettivo del Protocollo è rendere più intenso il rapporto studente-università e, nel contempo, protocollo1arricchirlo di ulteriori contenuti, in sinergia con l’Istituzione militare, consentendo la realizzazione di “campus” che, sul modello delle esperienze europee e americane più avanzate, possa ospitare studenti e professori, attuando un’attiva partecipazione e scambio tra gli ospiti.
Si tratta di un binomio strategico che consentirà all’Università e all’Esercito, in sinergia, di rilanciare il ruolo della conoscenza e della cultura nello sviluppo dell’economia territoriale lombarda.
«Il protocollo – ha spiegato il prof. Sacchi- sarà utile alla collettività, perché produrrà cultura e concretezza e metterà a disposizione degli studenti e dei professori, oltre alla formazione e alla ricerca, il principale riferimento per chi studia agraria: la conoscenza del territorio».
«Sono felice per questo progetto – ha dichiarato soddisfatto Masneri – che promuove lo sviluppo e la cultura del territorio e sono sicuro che il tutto possa dare nuove opportunità ai nostri giovani. Sono consapevole – ha continuato il Sindaco – della straordinaria capacità della Forza Armata di formare il capitale umano del nostro Paese e sono certo che, dalla collaborazione tra Esercito e Università, possa nascere un incubatore capace di arricchire e accrescere i servizi culturali per la comunità di Edolo».
«Quello firmato è un accordo molto importante – ha affermato il Generale Tota – perché credo decisamente nello spirito d’integrazione tra Esercito e Istituzioni. Il Protocollo è l’espressione di una Forza Armata aperta, che ha voglia di guardare al territorio per promuoverne lo sviluppo, in collaborazione a tutti i partner istituzionali». (Magg. Andrea Maria Gradante) (foto: protocollo)

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Firma del Protocollo d’Intesa tra l’Esercito e l’Università degli Studi di Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2016

università studi milanoEdolo (BS) Martedì 19 aprile alle ore 11.00, alla Base Logistico-Addestrativa dell’Esercito avrà luogo la firma del Protocollo d’Intesa tra l’Esercito e l’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali.
Obiettivo del protocollo è rendere più intenso il rapporto studente-università e, nel contempo, arricchirlo di ulteriori contenuti, in sinergia con l’Istituzione militare, consentendo la realizzazione di “campus” (sul modello delle esperienze europee ed americane più avanzate) che possa ospitare studenti e professori, attuando un’attiva partecipazione e scambio tra gli ospiti.

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L’Esercito alla Stramilano 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

michele cittadellaMilano domenica 20 marzo parteciperanno alla 45° Stramilano oltre mille militari dell’Esercito. Saranno oltre un migliaio i militari che, insieme ai loro familiari, rappresenteranno la Forza Armata partecipando alla corsa non competitiva più famosa d’Italia.
La manifestazione, giunta ormai alla 45a edizione, è stata presentata stamattina, giovedì 3 marzo, a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dal Comandante Militare Esercito Lombardia Generale di Brigata Michele Cittadella insieme all’Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali del Comune di Milano Dottoressa Chiara Bisconti e all’Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Avv. Giulio Gallera.
L’evento, che richiama ogni anno decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, si svilupperà nei tre grandi percorsi: Stramilano 10 Km, Stramilanina 5 Km e Stramilano Half Marathon, le cui partenze saranno scandite dai colpi di cannone del Reggimento di Artiglieria a Cavallo “Voloire”. Spinti dalle note e dal ritmo della Fanfara dei Bersaglieri in congedo di Lonate Pozzolo (VA), i primi corridori prenderanno il via alle ore 9.00 da Piazza Duomo per la Stramilano, la frazione non competitiva di 10 Km che si snoderà tra le vie della città fino all’Arena Civica “Gianni Brera”.
Alle 9.30, sempre da Piazza Duomo, partirà invece la Stramilanina, 5 Km per il centro storico di Milano, dedicati ai mini atleti e ai loro accompagnatori.
Infine, alle ore 11.00, da Piazza Castello, sarà la volta della Stramilano Half Marathon. Migliaia di atleti professionisti e appassionati si cimenteranno sulla classica distanza di 21,097 Km.
Inoltre, per i concorrenti militari saranno stilate apposite classifiche: al Reparto militare che parteciperà con il maggiore numero di atleti sarà consegnato il trofeo dedicato al Capitano Massimo Ficuciello, milanese d’adozione, che perse la vita in Iraq nell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003 mentre, all’atleta militare primo classificato andrà il trofeo dedicato al Capitano Riccardo Bucci, milanese di nascita e vittima di un tragico incidente il 23 settembre 2011 durante la missione in Afghanistan.
L’arrivo per tutti sarà all’Arena Civica, dove tutti i partecipanti potranno recuperare le energie grazie al ristoro offerto dai militari della Brigata di Supporto al Comando NATO di Solbiate Olona.
L’Esercito sarà presente anche al Centro Stramilano allestito in piazza Duomo, dal 12 al 20 marzo 2016, con un Infopoint dove si potranno ricevere tutte le informazioni sulle opportunità professionali e di studio offerte dalla Forza Armata. Militari qualificati del Comando Militare Esercito Lombardia, spiegheranno come poter diventare Atleta dell’Esercito, daranno notizie sulle Accademie Militari di Modena e Viterbo, sulle Scuole Militari Teulié di Milano e Nunziatella di Napoli e su tutti i concorsi attualmente in atto.
(Nella foto: Comandante Militare Esercito Lombardia Generale di Brigata Michele Cittadella, Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali del Comune di Milano Dottoressa Chiara Bisconti, Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Avv. Giulio Gallera, Cesare Toninelli organizzatore Stramilano. (Magg. Andrea Maria Gradante)

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21 edizione della Maratona di Roma e l’Esercito Italiano è già schierato in prima fila

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

maratona di roma2maratona di romaEur Roma Piazza J.F. Kennedy, 1 – dove, oltre a ritirare il pettorale e il pacco gara della Maratona e della Roma Fun, è possibile visitare lo stand promozionale allestito dal Comando Militare della Capitale in collaborazione con il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito e il 1° reggimento Granatieri di Sardegna.Lo spazio espositivo predisposto dalla Forza Armata offrirà ai visitatori la speciale opportunità di ricevere informazioni sulle modalità per diventare Ufficiale, Sottufficiale o Volontario dell’Esercito. Dal 19 al 21 marzo, con ingresso libero dalle 10:00 alle 20:00, sarà anche possibile ricevere assistenza qualificata per compilare la domanda di partecipazione al concorso di 30 volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4) in qualità di atleta del Centro Sportivo dell’Esercito.
In occasione delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra, l’angolo della memoria dell’Esercito sarà dedicato a Carlo Speroni, il maratoneta in uniforme cinque volte campione d’Italia sui 10 mila metri all’aperto e tre sui 20 mila, che prese parte a tre Olimpiadi (Stoccolma 1912, Anversa 1920 e Parigi 1924) e che il 20 marzo 1918 diede vita all’Opera Nazionale per l’Addestramento Sportivo del Soldato (ONASS) per “agevolare lo svolgersi di gare sportive fra i militari”.
Domenica 22 la partenza della gara sarà preceduta da un concerto della Musica Reggimentale del 1° reggimento Granatieri di Sardegna che dal 1786, anno in cui furono costituite le prime bande musicali, ad oggi, ha ricoperto un ruolo di primissimo piano nel panorama musicale nazionale svolgendo anche servizi musicali di rappresentanza, sia nella Capitale sia nel resto del Paese.

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Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del 151° anniversario della costituzione dell’esercito

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2012

Esercito Italiano

Esercito Italiano (Photo credit: Gioxx)

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Graziano, il seguente messaggio:”Nella ricorrenza del 151° anniversario della costituzione dell’Esercito italiano, rivolgo il mio deferente pensiero alla Bandiera della Forza armata, simbolo di onore e di valore militare, e ai soldati di ogni grado, arma e specialità caduti nell’assolvimento del compito.Dal 1861, anno della proclamazione del Regno d’Italia, l’Esercito è stato protagonista della storia del paese che ha accompagnato e difeso nel travagliato percorso dell’indipendenza, nelle terribili prove dei due conflitti mondiali, nella Guerra di Liberazione e nei lunghi anni del presidio armato dei confini nord-orientali durante la guerra fredda.Da oltre vent’anni, nel nuovo scenario sempre più globalizzato, la Forza armata, unitamente alle altre componenti dello strumento militare, partecipa, con professionalità ed onore, alle missioni internazionali di sicurezza e stabilizzazione, garantendo l’efficacia operativa, attraverso il costante rinnovamento culturale dei suoi quadri e la razionalizzazione delle sue strutture, e fornendo un contributo fondamentale per la pacifica collaborazione tra i popoli. Il paese è orgoglioso di questa sua grande istituzione e guarda con riconoscenza e partecipazione all’impegno incondizionato degli uomini e delle donne con le stellette che operano ogni giorno sotto il Tricolore in tante regioni remote, mettendo spesso a rischio la propria stessa vita.Ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa e personale civile della Forza armata, in questa giornata di festa, giungano a voi tutti e alle vostre famiglie il saluto caloroso e l’augurio più fervido dei cittadini italiani e miei personali.Viva l’Esercito, viva le Forze armate, viva l’Italia!

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Esercito: Si opera incessantemente ad Herat

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Soldiers of the Sassari Brigade. Downloaded fr...

Soldiers of the Sassari Brigade. Downloaded from the official homepage of the Italian Army. (Photo credit: Wikipedia)

Herat. Afghanistan Camp Arena, quasi 5mila chilometri dall’Italia, base del contingente italiano, 4.200 militari impegnati nella missione in questo Paese dilaniato da anni di combattimenti contro gli insurgents, e sottoposto ad operazioni coraggiose e delicate. La Brigata Garibaldi, guidata dal generale Luigi Chiapperini, appena subentrato al parigrado, generale Luciano Portolano, della Brigata Sassari, è impegnata in quest’area di RC West. Ad Herat inizia a far caldo.
Mentre si opera incessantemente, per portare avanti un lavoro, per questa terra fondamentale. Da una parte l’addestramento della polizia afghana, dall’altra le operazioni contro i terroristi, come quella compiuta nella notte tra l’1 e il 2 aprile, dalle Forze speciali: la Task Force 45 è entrata in azione.
Ha sequestrato esplosivo, numerose armi e munizioni e arrestato alcuni insurgents, rinchiusi poi nel carcere di Herat. Fondamentale il lavoro di questi uomini, specializzati in tali azioni. A Camp Arena sono le 19 mentre scriviamo. Vi sono centinaia di soldati in attesa della cena, che si svolge all’interno della mensa della base militare. Il lavoro quotidiano, portato avanti con pazienza, sacrificio ed entusiasmo per oggi è finito, almeno per la maggior parte di loro. C’è chi si connette a internet, per parlare con le famiglie, chi legge, chi si intrattiene in uno dei bar della base. Il tempo si passa anche così, perché in questa piccola cittadina militare si cerca di passarli questi lunghi mesi lontani da casa. Mentre le famiglie da lontano attendono il ritorno dei propri cari. Dall’Italia si pensa che la missione debba volgere al termine, che i militari debbano tornare a casa, ma per chi non è mai stato qui è difficile capire quanto, invece, sia importante la presenza del nostro contingente……. continua http://www.cybernaua.it

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Roma Campidoglio: esposte immagini due maro esercito

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2012

«Aderiamo all’appello lanciato da Ignazio La Russa e domani, in Campidoglio, verranno esposte le immagini dei nostri due Marò, il maresciallo Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone. Non intendiamo, ovviamente, entrare né nel merito dell’inchiesta né negli ambiti di competenza della nostra diplomazia, ma riteniamo che l’iniziativa di La Russa di esporre le immagini dei nostri due soldati per tenere desta l’attenzione del Paese a favore di questi ragazzi, debba essere condivisa. Mi auguro che tutte le forze politiche e le altre Istituzioni si uniscano senza esitazioni». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Esercito: Modello di difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

“Molte promesse e pochi impegni. Nell’audizione di ieri non c’è nulla di nuovo che il Ministro non abbia anticipato alla stampa.” E’ il commento del capogruppo IdV in Commissione Difesa Augusto Di Stanislao. “La montagna ha partorito il topolino. A cosa serve un’audizione se è già stato letto tutto sui giornali? Il Ministro predica, ma non pratica e quanto ha detto non chiarisce di fatto come il modello di difesa che lui lascia intravedere si relaziona e si immette nel processo di una cosiddetta “Maastricht della Difesa europea” spiega Di Stanislao.
“L’idea di una legge delega è assolutamente impraticabile e sembra una scorciatoia rispetto agli impegni assunti. Ricordo, infatti, che pochi giorni fa la Commissione Difesa ha votato all’unanimità la mia Risoluzione che ha impegnato il Governo a coinvolgere il Parlamento in una discussione ampia sulle scelte da intraprendere per un nuovo Modello di Difesa e in quel caso lo stesso Ministro ha dichiarato sempre alla stampa di aver salutato positivamente l’impegno” dice il capogruppo IDV in Commissione Difesa alla Camera che aggiunge: “eppure è su questioni estremamente delicate come questa il Governo ricorre puntualmente ad una sorta di delega in bianco come ha fatto per la riforma della 185/90 sulla questione degli armamenti che vede sempre meno controlli e pochissima trasparenza”.
“La rinuncia, poi, a qualche cacciabombardiere F-35 JSF, che altro non è che una conseguenza delle decisioni degli Stati Uniti di rallentare il programma per fare altri test, è uno specchietto per le allodole che a niente giova e che nulla ha a che fare con una reale ed efficiente razionalizzazione delle spese militari e una ridefinizione di un nuovo modello di difesa. E’ in Parlamento che si deve proporre, discutere ed elaborare soluzioni concrete degne di un Paese democratico” conclude Di Stanislao.

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L’esercito degli “gnoccoloni” avanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Italiano: Torre Mediaset a Milano

Image via Wikipedia

La capacità delle istituzioni di prendere in giro gli italiani non sembra avere un limite. Cito solo un esempio per dare la misura di quanto affermo, ma non credo che sarà l’ultimo in ordine di tempo né che non ve ne siano stati altri a mia insaputa, come ne sono stati numerosi in passato e che sono giunti alle mie orecchie a volte per caso, a volte per mie distrazioni, a volte senza che me ne sia reso conto del tutto. Questo per indicare una dimensione del “fenomeno” che è tanto ricorrente che occorrerebbe un super vigile per regolarne il traffico. Questa volta si tratta delle concessioni per le frequenze televisive. Giorni fa, presso la competente commissione della Camera dei deputati, il partito di Antonio di Pietro presentò una proposta per inserire nella manovra la possibilità di bandire una gara per le assegnazioni delle frequenze, contrariamente a quanto aveva deciso il precedente governo per permettere a Mediaset di accedervi gratuitamente, che avrebbe potuto portare nelle casse dello stato non meno di quattro miliardi di euro. Tutti gli esponenti degli altri partiti votarono contro e il governo concordò sulla decisione. Dopo qualche giorno la maxi-manovra passa in aula e l’I.D.V., ci riprova con un ordine del giorno e, sorpresa delle sorprese, passa a maggioranza con il voto favorevole del Pd e della Lega. Non solo. Il governo si dichiara favorevole. Tutto bene? Un salutare ripensamento? Tutt’altro. Come si sa l’ordine del giorno è uno stratagemma parlamentare per attenuare le tensioni, ma il suo valore è nullo se non si inserisce la proposta nel maxiemendamento e si sa che non è stato fatto. Ma la ragione di tutto questo? Solo per far scrivere sui giornali la notizia, ovvero un fumus creato ad arte per attenuare le tensioni e per tacitare la commissione europea che aveva invitato il governo italiano ad indire la gara sulle frequenze. E altri motivi ce ne sarebbero. Ne prendiamo solo uno. I pensionati sono stati penalizzati per consentire al governo di fare cassa realizzando 4 miliardi. Guarda caso proprio quelli corrispondenti alla frequenze televisive. Così che non si possa dire che per accontentare Berlusconi si tolgono i soldi dalle tasche dei pensionati. E’ così che la storia degli italiani “gnoccoloni” continua come per dimostrare che i più furbi sono altrove ovvero come volevasi dimostrare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Giornata Mondiale dei Profughi

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

20 giugno In occasione della giornata l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) vuole ricordare la tragica e poco considerata situazione dei profughi nella Birmania orientale. Oltre 10.000 persone appartenenti al popolo dei Kachin sono in fuga dagli scontri armati tra l’esercito birmano e i combattenti del movimento per la libertà Kachin. Molti civili temono il reclutamento forzato da parte dell’esercito birmano. La causa scatenante degli scontri è la prevista costruzione di due dighe destinate a esportare energia in Cina. I Kachin si oppongono al progetto che prevede il trasferimento forzato di migliaia di persone. Nella Birmania orientale la guerra e le gravi violazioni dei diritti umani hanno messo in fuga complessivamente 480.000 persone appartenenti a una minoranza etnica. La Cina di fatto ha relegato la Birmania a una sua riserva di risorse naturali da sfruttare a piacimento. Attraverso lo sconsiderato sfruttamento delle materie prime e delle fonti energetiche la Cina sta fomentando una miriade di conflitti sanguinosi in Birmania. Nonostante dal 1994 viga un armistizio tra il movimento per la liberazione dei Kachin e l’esercito birmano, il nuovo governo birmano ha inviato l’esercito nell’area per difendere la costruzione delle dighe cinesi. I progetti per le dighe situate presso gli affluenti del fiume Irrawaddy prevedono il dislocamento forzato di circa 60 villaggi Kachin. Sono 15.000 i Kachin che rischiano di perdere casa e terra. Da quando nel 2004 si è saputo di questi megaprogetti la popolazione Kachin ha rivolto una serie di appelli sia al governo birmano sia a quello cinese per protestare contro i dislocamenti forzati, ma entrambi i governi hanno ignorato qualunque appello. Nel frattempo oltre cento ingegneri cinesi sono impegnati nei mega-cantieri nella regione Kachin e il governo cinese ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza dei cantieri e per il proseguimento dei progetti di investimento cinesi nel la vicina Birmania. La Cina è il maggiore investitore nel paese dove intende costruire oltre 40 dighe per il proprio fabbisogno energetico entro il 2020. In Birmania la Cina sta inoltre costruendo oleodotti e gasdotto, porti navali, vi gestisce miniere e soprattutto controlla il commercio e l’industria nelle aree abitate dalle minoranze etniche della Birmania, come appunto nella regione Kachin. Solamente nello stato federale Kachin abitano e lavorano decine di migliaia di commercianti, industriali e ingegneri cinesi. In maggio 2011 la leadership cinese aveva sottolineato la “partnership strategica” con la Birmania, ma certo il partner non è la popolazione del paese quanto semmai la potente leadership militare. Le minoranze etniche che invece subiscono l’espansione coloniale cinese non vengono consultate né hanno alcun diritto di esprimere la propria opinione sui progetti realizzati sulla loro terra.

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L’Italia e l’esercito regionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

“La proposta avanzata dalla Lega Nord per l’istituzione di un esercito regionale è assurda e ridicola. Eppure, nonostante il suo chiaro carattere propagandistico, la gravità della proposta non va sottovalutata, perché lascia trasparire il reale disegno leghista di ottenere la regionalizzazione della Polizia di Stato”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Questa maggioranza – prosegue Maccari – continua a ridurre il problema della sicurezza a un mero argomento di propaganda politico-elettorale. Non interessa garantire la sicurezza dei cittadini: semmai si punta a creare allarme sociale per poi incantare l’opinione pubblica con parole magiche e giochi di prestigio. Dopo il flop delle ronde e l’assurdità di iniziative come il pattugliamento dei più eleganti e tranquilli centri storici italiani da parte dei soldati, l’ultima trovata della Lega è l’idea di istituire questa sorta di milizia volontaria territoriale. Un po’ di fumo negli occhi per gli elettori del Nord, che serve a coprire la disastrosa gestione dell’emergenza immigrazione da parte del governo”. “Terremo alta la guardia – conclude Maccari – perché riteniamo che il dibattito sull’esercito regionale, nella sua assurdità, abbia il fine neppure troppo velato, di lasciar passare nell’opinione pubblica il messaggio della necessità, o anche soltanto della possibilità, di una regionalizzazione delle Forze di Polizia. Un’ipotesi che la Lega Nord potrebbe riproporre, approfittando dello stato di debolezza politica e ricattabilità del governo”.

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Cocer Carabinieri e Cocer Esercito

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Di Giuseppe Fortuna, Francesco Solinas e Antonio Roberti. Con il decreto milleproroghe, il Governo ha ulteriormente procrastinato la scadenza degli attuali  Organismi della rappresentanza militare, sottraendo così tutti i delegati, per la seconda volta  consecutiva, al giudizio naturale del loro elettorato. Abbiamo già detto che si tratta di una decisione antidemocratica che vìola palesemente il disposto  dell’articolo 52 della Costituzione e i principi fondamentali di uno stato di diritto. Ma cosa si muove, in realtà, dietro tale manovra?  Innanzitutto, ci sono, a nostro avviso, i diversi (troppi) delegati degli attuali Cocer interessati a  rimanere in sella nonostante la scadenza del mandato. Alcuni di loro aspirano apertamente alla  rieleggibilità piena o almeno alla possibilità di cumulare altri due mandati consecutivi grazie alla  annunciata riforma della legge 382 del 1978. Per questo, i medesimi delegati sono dichiaratamente  favorevoli a un sistema di (pseudo) tutele che si mantenga interno alle amministrazioni, rimanga  ovviamente a totale carico del bilancio dello Stato (e non dei presunti rappresentati) e sia basato  sugli attuali (e poco democratici) meccanismi di elezione e di funzionamento dei Consigli. In secondo luogo, c’è l’attuale Governo, che, in un comparto così delicato per la sua stessa  sopravvivenza politica, non potendo controllare i sindacati delle polizie civili, cerca di blandire e di  farsi amici i delegati dei Cocer. Che sono gli unici che contano davvero, perché parlano in  rappresentanza di tutto il personale e possono diffondere comunicati agli organi di informazione. Poi, ci sono gli uomini politici e i vertici militari, diciamo così, “tradizionalisti”, quelli che perseguono il solito obiettivo antico e antieuropeo: contrastare ogni apertura, seppur minima, verso  l’associazionismo esterno, autonomo e indipendente dagli stati maggiori. Costoro sanno che l’attuale è Il primo cocer interforze dopo decenni favorevole, sebbene a  maggioranza, al disegno di legge del senatore Ramponi che da tre legislature si sta cercando di far  passare e quindi non vogliono rischiare che sia mandato a casa dai legittimi elettori. Infine, c’è il mare magnum delle ignavie, delle incertezze, delle incapacità di comprensione dei  fenomeni, delle debolezze più o meno in buona fede, delle piccole e grandi ipocrisie. Dove tutti  finiscono per dire la stessa cosa: valutiamo, non dividiamoci, facciamo attenzione … aspettiamo. Ecco perché tutti i cittadini, militari e comuni, che hanno a cuore il miglioramento e l’attuazione  della Costituzione devono impegnarsi  da subito per rigettare, senza se, senza ma e senza  forse, i tatticismi, le indecisioni e le ipocrisie. Noi crediamo che si debba pretendere, si debba  chiedere con insistenza e ad alta voce che siano al più presto convocate le  Adunanze Plenarie, che sono gli unici soggetti legittimati, allo stato attuale, a discutere quanto accaduto e  a decidere il da farsi. Si devono chiedere perché tra breve si riaprirà la partita della riforma delle  legge sulle tutele collettive e individuali dei militari, sulla quale l’attuale e completamente  delegittimato cocer interforze voterà certamente a favore. Non è neppure accettabile il tentativo di quei delegati Cocer che stanno cercando di farsi  rilegittimare dai rispettivi Coir e Cobar con delibere più o meno “ad personas”. La loro elezione, infatti, è stata determinata da tutti i delegati Coir, che a loro volta rispondono a tutti i delegati Cobar che li hanno scelti, e non soltanto dai Consigli dai quali ciascuno proviene. Per tutti questi motivi la parola va data al più presto alle adunanze plenarie. E dovrà essere chiaro  che, se non ne verrà richiesta la convocazione, gli attuali delegati Cocer rappresenteranno soltanto  sé stessi. Se non il Governo che li ha prorogati. (Giuseppe Fortuna Direttore del sito http://www.ficiesse.it Vicepresidente del Direttivo nazionale  Ficiesse, Antonio Roberti Segretario nazionale Ficiesse, Francesco Solinas Segretario Sezione Ficiesse Trieste Componente Direttivo nazionale) (articolo riprodotto in sintesi)

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