Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘esodati’

3 milioni gli “esodati della sanità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2016

Ministero salute“Il milione di pazienti assistiti in Italia fra ADI, Hospice e RSA è in realtà una parte delle persone che avrebbero bisogno di cure a lungo termine. Altri 3 milioni di pazienti non sono gestiti dal sistema sanitario. È ipotizzabile che alcuni di loro si possano permettere un’assistenza privata – un badante o un infermiere –, ma è facile immaginare che molte di queste persone gravino pesantemente sui familiari e su altri caregiver ‘di fortuna’, e che quindi rappresentino veri e propri ‘esodati della sanità’. Si tratta per inciso di cittadini votanti, che dovrebbero divenire una priorità della politica: se non per virtù, almeno per tornaconto elettorale”.
Con questi dati e con questo forte appello alla politica, il professor Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, ha aperto questa mattina il primo simposio generale dedicato alle cure a lungo termine. L’evento – dal titolo “Long Term Care One”, perché si propone di essere il primo appuntamento di una lunga serie – si svolge oggi e domani al Ministero della Salute. “Il principale obiettivo di questi due giorni – ha spiegato ancora Bernabei – è cancellare dal concetto di cronicità quella patina di rassegnazione caratteristica dell’attuale modalità di presa in carico – e a volte di presa in carico mancata – dei pazienti che hanno bisogno di cure continuative a lungo termine. Così abbiamo scelto di superare la definizione stessa di cronicità, e di riferirci alla long term care: per sottolineare che non ci interessa discettare per l’ennesima volta sulle patologie e sulle condizioni che renderebbero necessaria un’assistenza continuativa e a tempo indeterminato, ma piuttosto individuare soluzioni pragmatiche in funzione di servizi da offrire concretamente ai cittadini. E a più cittadini possibile”. Al centro di “Long Term Care One”, infatti, ci sono i nuovi approcci all’assistenza domiciliare, le prospettive offerte dalla tecnoassistenza, le novità in tema di residenzialità assistita, le ultime frontiere nel campo delle cure palliative e le nuove proposte per la gestione della post-acuzie. Per ciascuno di questi ambiti, nel corso dei due giorni di convegno Italia Longeva lancerà proposte concrete e presenterà progetti già in fase di realizzazione. In apertura della “due giorni” non è mancato un focus sul principale strumento di programmazione e di ridefinizione dell’intera materia dell’assistenza a lungo termine: il Piano Nazionale Cronicità.“Questo strumento – ha spiegato Renato Botti, Direttore Generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute–rappresenta una vera rivoluzione, anzitutto perché si prefigge di realizzare in concreto quella integrazione fra ospedale e territorio di cui si parla da tanto tempo. Per ottenere questa effettiva integrazione, il Piano Nazionale Cronicità farà leva sulla figura di raccordo rappresentata dal medico di Medicina Generale. Per questo è importante che sia correttamente attuata la riforma delle cure primarie: quest’ultima e il nuovo Piano Cronicità sono riforme imprescindibili e legate a doppio filo. L’altra sfida fondamentale è far sì che, nelle macro-aree terapeutiche individuate dal Piano, siano adottate linee d’indirizzo comuni da parte di Regioni che ad oggi hanno Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) differenti. L’obiettivo del Piano – ha proseguito Botti – è consentire al maggior numero di pazienti di continuare ad essere assistiti a domicilio, e per far questo abbiamo bisogno di valorizzare anche la figura degli infermieri. In generale – ha concluso il DG –promuovere le buone pratiche e diffondere i risultati positivi che saranno raggiunti sono i due cardini strategici del nuovo Piano, che sarà alla firma del Ministro in settimana, arriverà presto in Conferenza Stato-Regioni e dovrebbe essere operativo già dal 2017, perché il documento è già stato analizzato in dialogo con diverse Regioni e quindi dovrebbe essere approvato rapidamente”.
Il tema del progressivo invecchiamento della popolazione, e delle conseguenti ricadute sul sistema sanitario determinate dall’aumento di persone che necessitano di cure a lungo termine, è stato affrontato di recente anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresentata questa mattina, all’evento promosso da Italia Longeva, dal Direttore del Dipartimento della World Health Organization dedicato proprio all’invecchiamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ha adottato di recente uno strumento definito “Global Strategy and Action Plan on Ageing and Health”, destinato ad “assicurare che tutti i Paesi abbiano un sistema di long-term care – ha detto John Beard, Director of WHO’s Department of Ageing and Life Course –: questo è infatti uno degli elementi chiave della Strategia varata dall’OMS. Venire incontro ai bisogni degli anziani con significative limitazioni fisiche, o in generale con perdite di funzionalità fisica – prosegue Beard – può consentire loro di continuare a condurre una vita piena di significato e di dignità, al di là dei limiti fisici. E anche supportare meglio le persone che garantiscono l’assistenza agli anziani, più frequentemente care giver donne, può consentire di ripartire più equamente l’impatto complessivo delle limitazioni fisiche della terza età, e così permettere anche alle persone che prestano assistenza di avere più tempo da dedicare ad altre attività e aspirazioni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Crisi degli Avvocati ed il Declino di una Professione: “Siamo i Nuovi Esodati”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2016

avvocatiSono gli avvocati i nuovi esodati? Pare proprio di sì. Abbandonata la vecchia immagine della professione, che la vedeva come qualificante, bella e, perché no, remunerativa, oggi a mettere i bastoni tra le ruote ai professionisti del diritto e ad affossare l’antico mestiere ci pensano sempre più provvedimenti (o non provvedimenti) di dubbia convenienza. Valeria Zeppilli, avvocato in Ascoli Piceno ed articolista per il sito di news giuridiche Studio Cataldi (www.studiocataldi.it), ha stilato un elenco di tutti i provvedimenti che finora hanno danneggiato la professione, pregiudicandone pesantemente il futuro. Vediamolo insieme. Niente numero chiuso Per l’accesso alla laurea e alla professione dell’avvocato manca il numero chiuso. Attualmente solo alcune facoltà sono a numero chiuso: Architettura, Medicina e chirurgia, Medicina in lingua inglese, Odontoiatria e protesi dentaria, Scienze della formazione, Veterinaria. Sono a numero chiuso anche i corsi triennali delle professioni sanitarie. Ma per la laurea in giurisprudenza non c’è il numero chiuso, con la conseguenza che ci sono molti più avvocati di quante siano le reali esigenze di assistenza e che molti studenti si riversano sulla facoltà di giurisprudenza solo perché non hanno “di meglio” da fare o perchè non sono riusciti ad accedere ad altre facoltà. Nonostante in maniera sempre più insistente si stia valutando la possibilità di inserire giurisprudenza tra le facoltà a numero chiuso e anche di limitare l’accesso alla pratica forense, di certo quello del numero eccessivo, anche valutando il complesso del sistema universitario e di accesso alle professioni italiano, si è posto storicamente come uno dei primi problemi del declino dell’avvocatura. Intanto l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali è stato modificato, con la pubblicazione del relativo decreto in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 aprile. Aumento del contributo unificato In ogni caso quello dell’accesso alla professione non è di certo l’unico problema. Si pensi, ad esempio, all’aumento del contributo unificato, che, volto a deflazionare l’eccessivo arretrato che grava sui tribunali, ha scoraggiato i cittadini dal far valere giudizialmente le proprie ragioni. Chiusura delle sedi distaccate A tutto ciò si è aggiunta la chiusura di molte sedi distaccate di tribunale e giudice di pace, che ha contribuito a lasciare ai margini alcuni degli avvocati “di periferia”. Situazione, peraltro, che rischia di essere ulteriormente aggravata se la riforma della geografia giudiziaria attualmente in discussione finirà per andare in porto. Diminuzione degli onorari e aumento dei costi di previdenza E in termini strettamente economici? Non possiamo dimenticare che mentre da un lato sono diminuiti gli onorari degli avvocati, in forza di numerosi interventi che li hanno aggrediti su più fronti, dall’altro si è resa obbligatoria per tutti gli iscritti all’albo l’iscrizione anche a Cassa Forense e sono stati addirittura aumentati i contributi previdenziali. Rendendo per i giovani avvocati l’avvio autonomo della professione quasi un’utopia. Esercizio continuativo della professione Ultimamente, poi, è stato pubblicato in Gazzetta il decreto con il quale sono stati stabiliti i requisiti in assenza dei quali gli avvocati non possono più restare iscritti all’albo. Per poter continuare ad esercitare, in particolare, è necessario che l’avvocato sia titolare di una partita Iva attiva o faccia parte di una società o associazione professionale titolare di partita Iva attiva; abbia l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attivita’ professionale; abbia trattato almeno cinque affari per ciascun anno; sia titolare di un indirizzo p.e.c.; abbia assolto l’obbligo di aggiornamento professionale e abbia sottoscritto una polizza assicurativa a copertura della responsabilità professionale. Divorzio senza avvocato Come se non bastasse, si è incentivato il “fai da te” dei cittadini. Ci si riferisce, in particolare, alla possibilità di divorziare, seppur con dei limiti, senza l’assistenza di un avvocato sia in Tribunale che in Municipio. È chiaro insomma che l’immagine della professione ha perso completamente il suo scintillio, del tutto immeritatamente. Ben lontani dai vecchi tempi, quando la professione dell’avvocato era sinonimo di ricchezza e prestigio. Alla luce di tutto ciò, in fondo, oggi chiamare gli avvocati “i nuovi esodati” non è poi del tutto azzardato. StudioCataldi.it (foto avvocati)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Esodati: Il Governo Renzi sbatte la porta in faccia alla tutela dei lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

opportunita-lavoro“Un’interpretazione inaccettabile ed un no che si commenta da solo, ancora una volta il Governo Renzi sbatte la porta in faccia alla tutela dei lavoratori ed in questo caso a chi è stato danneggiato, pesantemente, dalla riforma Fornero”. Lo affermano i Deputati della Sinistra Monica Gregori, Giorgio Airaudo e Antonio Placido, Componenti della Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, in merito al parere espresso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze oggi in Commissione Lavoro sul provvedimento che prevedeva la settima salvaguardia degli esodati. “Il rischio concreto – prosegue la nota dei Deputati della Sinistra – è che il prossimo anno migliaia di lavoratori restino senza pensione e senza stipendio. È per questo che, al di là del parere espresso dal MEF, peraltro in contrasto con l’opinione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rivolgiamo un appello ai Deputati e Senatori, affinché il Parlamento si faccia effettivamente carico di questo problema. È indubbio – aggiungono – che la questione è politica, visto che è necessario affrontare il tema delle risorse risparmiate dal fondo esodati, ma a rimetterci non possono essere sempre le solite vittime”.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gli onorevoli piemontesi sulla questione “esodati”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2012

Torino Lunedì 28 maggio 2012, alle ore 11.30, nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12, Torino) la III Commissione consiliare (Politiche del lavoro), presieduta da Giuseppe Sammartano e la VI (Attività economiche e produttive), guidata da Raffaele Petrarulo, hanno convocato una riunione congiunta dedicata all’analisi delle misure da adottare sul tema esodati. All’incontro parteciperanno senatori e parlamentari piemontesi, l’assessore provinciale al lavoro Carlo Chiama, le organizzazioni sindacali e il Comitato degli esodati. L’iniziativa fa seguito a un incontro che il 9 maggio le due Commissioni congiunte hanno avuto con il Comitato esodati e le OOSS per approfondire quali sono le problematiche insorte, a seguito della riforma delle pensioni, per quei lavoratori che hanno lasciato in passato il posto di lavoro previo accordo con l’azienda

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »