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Scuola: Quota 100, flop, nessun esodo

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A una settimana dalla scadenza soltanto in 8 mila presentano domanda per via delle penalizzazioni su assegno e liquidazione. Rimangono 80 mila posti vacanti in organico senza contare gli altri 40 mila in deroga su sostegno. Senza la riapertura delle GaE sarà un disastro per lo Stato. In tutto, comprendendo anche personale Ata e dirigenti scolastici, si arriva 8.525 richieste di accesso al pensionamento anticipato, formulato da chi può vantare non meno di 38 anni di contributi. I 50 mila che si attendevano rimangono lontanissimi, quasi irraggiungibili entro la scadenza di fine mese. In ogni caso, i posti che si verranno a liberare, sommati a quelli già vacanti o in procinto di diventarli per via dei 25 mila pensionamenti con la Legge Fornero, porteranno le cattedre libere ben oltre quota 80 mila. Marcello Pacifico (Anief): In questa situazione, serve un piano straordinario di assunzioni, che tuttavia potrebbe non servire a molto se l’amministrazione non deciderà di riaprire le GaE e di estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto.
Per comprendere i meccanismi di calcolo della riduzione dell’assegno con quota 100, è possibile rivolgersi a Cedan S.r.l.s. A meno di una settimana dalla chiusura delle domande per il pensionamento anticipato tramite quota 100, si conferma lo scetticismo del mondo della scuola nei confronti del provvedimento: a pochi giorni dall’opportunità fornita dal governo con l’approvazione del decreto n. 4 del 28 dicembre scorso, le domande presentate risultano appena 8.525. Di queste, 7.047 sono degli insegnanti, 1.290 da parte del personale Ata, appena 188 da parte dei dirigenti scolastici. Considerando le circa 25 mila uscite sicure, nello stesso comparto, riguardanti coloro che dal 1° settembre 2019 lasceranno per raggiunti limiti di età, 67 anni, o per aver superato i 41 anni e 10 mesi di contributi (12 mesi in più per gli uomini), la rivista Orizzonte Scuola ha calcolato che si arriverà a raggiungere “tra i 40 e i 45 mila posti liberi”. Per comprendere il perché, basti pensare che soltanto 8 anni fa con quota 96 si andava in pensione con il massimo contributivo, oggi con quota 100 si perdono quasi 300 euro al mese, un quinto dell’assegno, senza pensare ai meccanismi complicati di finanziamento e detassazione dell’anticipo del 30% della liquidazione che prima si riceveva subito, per intero e senza tassi. Il numero delle cattedre vacanti, comunque, è destinato a crescere. Prima di tutto perché per insegnanti, Ata e presidi c’è tempo fino alle ore 23,59 di giovedì prossimo per decidere di aderire per presentare domanda quota 100: anche se a malincuore, perché perderanno ingiustamente una parte dell’assegno di quiescenza con una riduzione anche oltre il 30% se l’anticipo è di oltre 4 anni, chi è in possesso di almeno 62 anni d’età e 38 anni di contribuzione potrebbe decidere di lasciare il servizio.
Ma il numero di posti disponibili è molto elevato anche perché già oggi sono molte ma molte di più le cattedre prive di titolare: basti pensare alle 32.217 immissioni in ruolo andate deserte la scorsa estate per via della mancata riapertura delle GaE, agli oltre 50 mila posti in deroga del sostegno, in pratica una su tre di quelle complessive affidata sistematicamente ad un precario. Ci sono 15.232 posti su disciplina coperti con l’organico di fatto, che poi però si rivelano in numero molto più alto. E anche di queste, sappiamo bene, che molte cattedre risultano a loro volta non legate a docenti titolari, momentaneamente collocati su altri ruoli o profili professionali. Ci sono, infine, ulteriori 2.400 posti di strumento musicale e per il potenziamento del tempo pieno nella primaria e almeno 4 mila posti liberi per l’insegnamento di religione, nonché 15 mila posti per il personale Ata.

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“Esodo” di Antonello Ghezzi e Giovanni de Gara

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Bologna Sabato 15 settembre 2018 dalle 18,30 alle 20,30 a lla Galleria SPAZIO TESTONI, in Via D’Azeglio 50 s’inaugura ESODO con opere del duo artistico bolognese Antonello Ghezzi e dell’artista fiorentino Giovanni de Gara. ESODO, deriva dal termine greco èksodos, composto da èx “fuori” e da hodos “strada”; quindi significa uscire da un percorso, che inevitabilmente diventa un altro, alimentando paure e timori dei cambiamenti, ma anche nuove aspettative e nuove speranze. In questa doppia personale sono a confronto due diverse concezioni di Esodo: una interiore ed universale, quella proposta dalle opere del duo Antonello Ghezzi, che indagano i desideri di fuga dalla realtà e dalla solitudine umana, ed una fortemente attuale, quella che viene proposta dalle opere dell’artista Giovanni de Gara, che riflette sull’imponente fenomeno migratorio in atto e sul diffuso desiderio di evasione dei singoli dal sistema economico e culturale globale.
Per Antonello Ghezzi ognuno di noi è costantemente in viaggio, ogni giorno, per davvero o soltanto con l’immaginazione; ognuno di noi vorrebbe scappare, per ragioni diverse e forse tutte valide, perché siamo tanto codardi e tanto coraggiosi allo stesso tempo. Stiamo andando tutti da qualche parte, a ventimila leghe sotto i mari o sulla Luna, soli come persone e insieme come umanità. Il mare e il cielo sono gli elementi costanti in cui siamo immersi, sono i nostri testimoni e i nostri mezzi di locomozione. Kind of blue è l’installazione che accoglie i visitatori nella prima sala della galleria: un grande tronco sostiene uno specchio circolare sul quale è dipinto il mare ed inciso da dietro un cielo stellato che illumina il viaggio e la speranza. All’orizzonte l’azzurro di due Nuvole che appaiono come finestre aperte su un nuovo destino.Un destino sognato e desiderato come quel mondo ELDORATO circondato dal mare azzurro che Giovanni de Gara ha dipinto utilizzando come supporto oggetti salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso ai migranti. Un’opera della dimensione di oltre quattro metri di larghezza e due metri e mezzo di altezza posizionata sull’altra grande parete della prima sala della galleria ed accompagnata dal video Nascita di una Nazione con l’immagine di una bandiera dorata che viene violentemente scossa dal vento e che poi sfuma sulle poetiche immagini dell’Abbazia di san Miniato al Monte di Firenze dove il 28 giugno 2018 Giovanni de Gara ha ricoperto con teli isotermici dorati i tre portali di accesso alla Basilica, portali che per i loro antichi costruttori dovevano rappresentare ingressi alla salvezza e all’anticipazione della bellezza del Mondo che verrà. Il percorso espositivo prosegue con un’altra installazione a tutta parete di Antonello Ghezzi, All at the sea realizzata con decine di piccoli pezzi di legno portati a riva dal mare e sormontati da frammenti di specchi sui quali sono incise piccole barche retroilluminate da flebili candele, con a fianco una grande boa, Love anch’essa recuperata sulla spiaggia e trafitta da un neon ad illuminare il nostro viaggio interiore ponendoci come davanti ad uno specchio che ci dice Conosci te stesso. Tra cielo e mare forse una piccola barca e una amorevole boa ci salveranno ed una luce lontana Don’t forget the magic ci farà scoprire una nuova magica realtà.Altre quattro opere su teli isotermici di Giovann i de Gara accostate insieme per rappresentare Pangea nell’antica era in cui le terre emerse dal mare erano tutte unite e costituivano un mondo primordiale senza separazioni e senza confini tra Stati diversi, a significare che all’origine della Terra tutti gli esseri viventi erano insieme. Poi l’Africa e l’Europa, separate ed al contempo unite dal Mar Mediterraneo, con al centro l’Italia che per molti migranti rappresenta il primo approdo a quel mondo sognato e desiderato in cui sperano di essere finalmente accolti. (Orari di apertura dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 sabato dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 domenica, lunedì e altri orari su appuntamento)

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Daniela Poggi miglior attrice per L’ESODO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

l'esodoDaniela Poggi è la miglior attrice del Santa Marinella Film Festival. La sua interpretazione de L’Esodo ha convinto la giuria e le oltre 150 persone che hanno applaudito alla fine dell’anteprima nazionale del film, vincitore anche per la colonna sonora. La Poggi nel lungometraggio indipendente interpreta Francesca un’esodata che finisce a chiedere l’elemosina in piazza della repubblica a Roma. Alla premiazione era presente ed emozionata, insieme al regista e autore del film Ciro Formisano a parte del cast, e alcuni esodati tra i quali un paio ancora non salvaguardati.. Alla proiezione era stata invitata anche l’ex ministro Elsa Fornero, fautrice dell’omonima legge che ha creato la categoria degli Esodati, 5000 dei quali risultano ancora non salvaguardati, poichè il regista ha intenzione di proporle l’invito ad ogni proiezione pubblica. L’Ex ministro ha risposto gentilmente declinando l’invito vivendo a Torino e quindi troppo distante dal luogo della proiezione.Alla fine del film, all’accendersi delle luci, molti occhi in lacrime dalla commozione per la vicenda umana che viene raccontata in maniera asciutta, con la piena consapevolezza di chi racconta un tema difficile, scomodo, ma mai con banalità o sotterfugi emozionali. Farocinema Produzioni. (foto: l’esodo)

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Iraq: l’UNHCR si prepara ad un esodo di massa da Mosul

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2016

iraq-MMAP-mdIn Iraq con le operazioni militari che si stanno concentrando in direzione di Mosul potrebbero drammaticamente peggiorare gli esodi forzati della popolazione. Negli ultimi mesi, circa 213.000 persone hanno abbandonato le loro case in diverse parti del paese: 48.000 persone dalla zona di Mosul, 87.000 dalla regione di Falluja, e 78.000 da Shirqat, Qayyara e dalle aree circostanti.
Mosul è la seconda città più grande dell’Iraq e l’impatto umanitario di un’offensiva militare potrebbe essere enorme e coinvolgere fino a 1.2 milioni di persone. In questo contesto di grande crisi, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta facendo il possibile per costruire nuovi campi per ospitare le persone e alleviare le loro sofferenze, ma è necessario che siano presto disponibili altri terreni e ulteriori finanziamenti per costruire i campi.L’Iraq rappresenta già una delle più grandi situazioni di sfollamento interno a livello mondiale. Circa 3.380.000 persone hanno lasciato le loro case dal gennaio 2014, e molte famiglie sono state costrette a spostarsi all’interno del paese più di una volta in cerca di un luogo sicuro.In un conflitto così volatile, in rapida evoluzione e complesso, l’UNHCR continua a fare appello affinché venga garantita la libertà di movimento dei civili. Ciò è particolarmente importante quando si tratta di persone in fuga da aree di conflitto. Deve essere fatto tutto il possibile per garantire sicurezza e dignità alla popolazione colpita.L’UNHCR fornisce sostegno umanitario, tra cui alloggi, kit di soccorso e servizi di protezione, come, ad esempio, l’assistenza legale per le famiglie sfollate. Con il rapido evolversi della situazione a Mosul, l’Agenzia sta ampliando i propri sforzi per essere in grado di assistere centinaia di migliaia di persone.Nel contesto di una risposta inter-agenzia alla crisi in corso, sono stati elaborati piani di emergenza per fornire assistenza e alloggi ad un numero massimo di 120.000 persone in fuga dal conflitto a Mosul e nelle zone circostanti. In tutta la regione una serie di campi sono in fase di espansione o di allestimento, mentre si stanno valutando altre opzioni per garantire ripari e alloggi.
A Debaga, nel Governatorato di Erbil, sono stati completati due campi tra luglio ed agosto per dare ospitalità agli sfollati iracheni fuggiti dai villaggi ad est del Tigri. Visto l’alto numero di nuovi arrivi giornalieri, l’UNHCR ha in programma la costruzione di un altro campo ed è in attesa che le autorità locali mettano a disposizione dei terreni. Debaga è cresciuta di quasi dieci volte nel giro di pochi mesi – passando dai 3.500 sfollati accolti a marzo in un singolo campo alle oltre 34.000 persone accolte ad oggi in varie aree.
A nord di Mosul, sono quasi terminati i lavori di costruzione del sito di Zelekan, nel distretto di Sheikhan, con una capacità di 1.200 tende. Sono inoltre in corso i lavori per l’allestimento di un campo con una capacità di 3.000 tende presso Amalla, nel distretto di Telafar, a nord-ovest di Mosul.A Kirkuk, l’UNHCR sta costruendo un nuovo campo nel distretto di Daquq, con una capacità di 1.000 tende e sta ampliando la capacità d’accoglienza dei campi di Nazrawa e Laylan, ora completamente pieni. Sono in corso i lavori per allestire un campo di 1.000 tende a Salah al-Din, presso Tal al-Seebat.L’UNHCR sta inoltre valutando e individuando altri siti in tutto l’Iraq settentrionale, in stretta collaborazione con le autorità.
Complessivamente, l’UNHCR sta cercando di allestire campi in sei aree in tutto l’Iraq settentrionale, tali progressi dipendono tuttavia sia dalla disponibilità di terreni che dai finanziamenti. Al 2 agosto, l’appello generale dell’UNHCR, con cui si chiedono 584 milioni di dollari per far fronte ai bisogni di sfollati interni e rifugiati iracheni nella regione, è stato finanziato solo al 38 per cento.La ricerca di aree disponibili per la costruzione di nuovi campi è ormai diventata una questione critica. I terreni vengono individuati e forniti dalle autorità locali e la loro idoneità viene valutata dall’UNHCR, da altre agenzie delle Nazioni Unite e dai partner nel settore umanitario. Tuttavia ci sono diversi problemi. Molti proprietari non sono disposti concedere in affitto i propri terreni; altre aree non sono adatte a causa della loro topografia, della loro vicinanza al fronte o alle operazioni militari, per il rischio che vi siano ordigni inesplosi o mine, oppure perché situate in zone in cui l’arrivo degli sfollati potrebbe portare a tensioni etniche, settarie, religiose o tribali.L’UNHCR è responsabile della protezione, degli alloggi, della distribuzione di beni non alimentari e del coordinamento e gestione complessiva dei campi. L’Agenzia ha attualmente scorte di emergenza di tende ed altri generi di soccorso per 20.000 famiglie nel paese.

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In memoria di un esodo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

cristiani rifugiati

Refugees and displaced in Ankawa (Ainkawa), Arbil (Erbil) after IS (ISIS) attack in in Qaraqosh and other Christian villages in the night from 6th to 7th of August 2014, Iraq: All these people found refuge in Ankawa, Arbil and sleeping under the open sky, 08.08.2014BUT PLEASE PUT THE CREDIT TO “ANKAWA.COM

Nella notte tra il 6 ed il 7 agosto 2014 125mila cristiani d’Iraq sono stati costretti ad abbandonare le proprie case per rifugiarsi nel Kurdistan iracheno. A due anni esatti dalla cacciata dei cristiani dalla Piana di Ninive, molte famiglie hanno abbandonato l’Iraq, mentre chi è rimasto, non meno di 110mila nella zona di Erbil e Duhok, vive ancora oggi nella condizione di rifugiato.
«In questo penoso anniversario, il terrorismo non è ancora stato sconfitto e le violazioni umane continuano a crescere a diversi livelli – ha scritto il patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako, in un messaggio inviato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre – Ma nonostante tutto i cristiani iracheni continuano a sperare». Tra i «segni di speranza» il patriarca Sako annovera anche i progetti sostenuti da ACS in favore delle decine di migliaia di rifugiati che vivono in Kurdistan. Case prefabbricate, scuole, pacchi-viveri, assistenza medica e spirituale per un totale di circa 20milioni di euro dall’inizio dell’avanzata di Isis nel giugno 2014 ad oggi.
Tra i vari progetti, uno in particolare ha ricevuto una donazione da parte di Papa Francesco che attraverso ACS ha voluto sostenere i cristiani iracheni. Si tratta della St. Joseph Charity, una clinica che ogni mese cura e dona medicine gratuitamente a 2800 rifugiati di ogni religione.In questi due anni, il racconto da parte di ACS della realtà vissuta dai cristiani iracheni è stato continuo. Realtà che la fondazione pontificia porterà quest’anno al Meeting di Rimini in una rassegna che prende il titolo proprio da una frase pronunciata da Papa Francesco nel suo videomessaggio ai cristiani iracheni in occasione del Natale 2014: «la vostra resistenza è martirio, rugiada che feconda».Non soltanto immagini a illustrare il dramma iracheno ma anche una testimonianza dal vivo, quella di padre Rebwar Basa, religioso di Erbil che ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel monastero di San Giorgio a Mosul, oggi in mano allo Stato Islamico. Padre Basa racconterà quella tragica notte di due anni fa e descriverà le attuali condizioni della comunità cristiana d’Iraq. ACS porterà inoltre al Meeting la propria campagna per richiedere alle istituzioni italiane di riconoscere come genocidio i crimini commessi dallo Stato Islamico contro le minoranze religiose in Iraq e Siria. «Come ha ricordato il Santo Padre nel suo intervento a Villa Nazareth – spiega il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – quello subito dai nostri fratelli nella fede a causa di Isis è martirio. Ovviamente non è competenza delle istituzioni italiane riconoscere il martirio, ma riteniamo che sia un dovere per l’Italia definire ufficialmente questi crimini con il termine genocidio, come già fatto da Unione europea, Stati Uniti e Gran Bretagna». Ecco perché ACS chiederà ai visitatori della propria esposizione di aderire alla campagna compilando un’apposita cartolina. «Perché i cristiani d’Iraq, a due anni dall’esodo dalla Piana di Ninive, si sentano finalmente sostenuti e considerati dalla comunità internazionale, e non più abbandonati». (foto: cristiani rifugiati)

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Violenza xenofoba in Sudafrica

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2015

kwazulu_natal_map4In Sudafrica, Nelle ultime tre settimane, gli attacchi xenofobi hanno provocato la morte di sei persone e la fuga di oltre 5.000 cittadini stranieri, tra cui rifugiati e richiedenti asilo, nella provincia orientale di KwaZulu-Natal. Gli attacchi sono iniziati a fine marzo, apparentemente in seguito a una controversia di lavoro, che ha coinvolto lavoratori sudafricani e stranieri. Questi episodi vanno ad aggiungersi agli esodi di gennaio, provocati da incidenti simili avvenuti a Soweto, vicino a Johannesburg, nella provincia di Gauteng. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime forte preoccupazione ed accoglie con favore la risposta del governo, che sta tentando di contenere la situazione e fornire assistenza a coloro che hanno dovuto abbandonare le proprie case.Un team dell’UNHCR è stato inviato a Durban per valutare la situazione e le modalità di supporto al governo e ai partner della società civile. I cittadini stranieri sfollati sono raggruppati in quattro rifugi provvisti di tende per sfollati allestiti dal locale Centro di gestione delle catastrofi. Il numero di persone bisognose di accoglienza sembra essere in aumento. Il primo gruppo è stato trasferito in un centro sportivo a Chatsworth, che attualmente ospita circa 1.400 persone, per lo più uomini soli, con poche famiglie. Gli uomini sono stati separati da donne e bambini. Quasi 300 persone hanno trovato accoglienza ad Isipingo mentre altre 450 si trovano a Greenwood Park. Ieri, 1.500 sfollati sono stati trasferiti in un altro sito a Phoenix, nuovo e più grande. Le condizioni dei rifugi comunitari sono sufficienti a soddisfare solo i bisogni di base e c’è ancora molto da fare per garantire servizi igienico-sanitari e strutture sanitarie adeguate. Inoltre, un certo numero di persone ha cercato rifugio in moschee, chiese ed altri edifici.L’UNHCR è stato contattato dai rifugiati che temono di essere oggetto di altri attacchi. Le persone sono anche molto preoccupate di non essere in grado di guadagnarsi da vivere e di perdere i loro mezzi di sussistenza. L’Agenzia sottolinea che le persone colpite da questi attacchi xenofobi sono rifugiati e richiedenti asilo che sono stati costretti a lasciare il proprio paese a causa di guerre e persecuzioni. Si trovano in Sudafrica perché hanno bisogno di protezione.Il governo del Sudafrica ha manifestato la propria contrarietà a questi attacchi, si è impegnato a fare tutto il possibile per proteggere i cittadini stranieri presenti nel paese e ha ribadito il suo impegno nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo, in linea con il diritto e i protocolli internazionali.Attualmente il Sudafrica ospita circa 65.000 rifugiati e 295.000 richiedenti asilo.

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50 milioni di persone in fuga nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 22 giugno 2014

rifugiatiSecondo un rapporto pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni in tutto il mondo ha superato il livello di 50 milioni di persone.
Il rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends, che si basa su dati raccolti da governi, organizzazioni non governative partner dell’Agenzia e dallo stesso UNHCR, rivela che alla fine del 2013 si contavano 51,2 milioni di migranti forzati, ben sei milioni in più rispetto ai 45,2 milioni del 2012.Questo massiccio incremento è principalmente dovuto alla guerra in Siria, che alla fine dello scorso anno aveva già costretto 2,5 milioni di persone a diventare rifugiati e altri 6,5 milioni sfollati interni. Anche in Africa si è assistito a nuovi casi gravi di esodo forzato, in particolare nella Repubblica Centrafricana e, verso la fine del 2013, anche in Sud Sudan.”Siamo testimoni dei costi immensi che derivano da guerre interminabili, dal fatto di non riuscire a risolvere o prevenire i conflitti”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres. “La pace è oggi pericolosamente difficile da raggiungere. Il personale umanitario può costituire un palliativo, ma le soluzioni politiche sono di vitale importanza. Senza di queste, i livelli preoccupanti raggiunti dai conflitti e le sofferenze di massa, che si riflettono in queste cifre, sono destinati a continuare”.Il totale di 51,2 milioni di migranti forzati a livello mondiale costituisce un enorme numero di persone bisognose di aiuto, con implicazioni che si ripercuotono sia sull’entità degli aiuti internazionali dei paesi donatori, che sulle possibilità di assorbimento e la capacità di accoglienza dei paesi più prossimi alle aree di crisi dei rifugiati.”La comunità internazionale deve superare le proprie divergenze e trovare soluzioni ai conflitti che colpiscono oggi il Sud Sudan, la Siria, la Repubblica Centrafricana e altri paesi. È necessario che donatori non tradizionali si affianchino con maggiore impegno ai donatori di lungo corso. Questo perché oggi il numero di persone costrette alla fuga equivale alla popolazione di interi paesi di medie e grandi dimensioni, come la Colombia o la Spagna, il Sud Africa o la Corea del Sud”, ha detto Guterres.I dati relativi alle migrazioni forzate contenuti nel rapporto Global Trends riguardano tre gruppi diversi: i rifugiati, i richiedenti asilo e gli sfollati interni. Il numero relativo ai rifugiati ammonta a 16,7 milioni di persone a livello globale, 11,7 milioni dei quali sono sotto il mandato dell’UNHCR, mentre i rimanenti sono stati registrati dall’organizzazione sorella dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees, UNRWA). Questi numeri sono i più elevati rilevati dall’UNHCR dal 2001. Inoltre, alla fine del 2013 più della metà dei rifugiati sotto il mandato dell’UNHCR (6,3 milioni) era in esilio da più di cinque anni. Complessivamente, gli afghani, i siriani e i somali – che insieme rappresentano oltre la metà del totale dei rifugiati a livello mondiale – costituiscono le nazionalità maggiormente rappresentate tra le persone di cui l’UNHCR si prende cura. Intanto paesi come il Pakistan, l’Iran e il Libano hanno ospitato un maggior numero di rifugiati rispetto ad altri Stati. Se si guarda alle diverse regioni, l’Asia e il Pacifico hanno ospitato il maggior numero di rifugiati, complessivamente 3,5 milioni di persone. L’Africa sub-sahariana ha accolto 2,9 milioni di persone, mentre il Medio Oriente e il Nord Africa hanno visto arrivare sui loro territori 2,6 milioni di migranti forzati. Oltre ai rifugiati il 2013 ha visto 1,1 milioni di persone presentare domanda di asilo, la maggior parte dei quali nei paesi sviluppati (nel 2013 la Germania è diventato il paese con il più elevato numero di nuove domande di asilo). Un numero record di 25.300 domande di asilo sono state presentate da minori (bambini che sono stati separati dai genitori o minori stranieri non accompagnati). I cittadini siriani hanno presentato 64.300 domande, più di qualsiasi altra nazionalità, seguiti dai richiedenti asilo provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo (60.400) e da Myanmar (57.400).Gli sfollati interni – ovvero quelle persone che sono costrette ad abbandonare le loro case, ma che rimangono comunque all’interno nel proprio paese – hanno raggiunto la cifra record di 33,3 milioni di persone, rappresentando l’incremento più elevato rispetto a ogni altro gruppo di cui si parla nel rapporto Global Trends. Per l’UNHCR ed altri attori umanitari, aiutare queste persone rappresenta una sfida particolare dal momento che molti di essi si trovano in zone di conflitto, in cui è davvero difficile portare loro gli aiuti e dove mancano norme di protezione internazionale in favore dei rifugiati.Parte del lavoro dell’UNHCR è rappresentato dalla ricerca di soluzioni di lungo termine per i migranti forzati. Ove possibile, questo può avvenire attraverso il rimpatrio volontario, ma tra le altre possibilità vi sono anche l’integrazione locale o il reinsediamento in paesi terzi. Solo in altri tre casi negli ultimi 25 anni il numero di rifugiati che hanno potuto far ritorno alle loro case è stato più basso di quello del 2013, quando sono stati 414.600. Altri 98.400 rifugiati sono stati reinsediati in 21 paesi diversi. I dati completi a livello mondiale in materia di integrazione locale e ritorno dei migranti forzati non erano disponibili al momento della pubblicazione e pertanto non è stato possibile includerli nel rapporto, anche se si può affermare che 1,4 milioni di sfollati interni sono tornati a casa in paesi in cui l’UNHCR opera con questa tipologia di migranti forzati.La popolazione mondiale di persone apolidi non è compresa nella cifra di 51,2 milioni di migranti forzati (in quanto la condizione di apolide non è necessariamente correlata a quella di migrante forzato). L’apolidia resta difficile da quantificare con precisione, sia per le difficoltà intrinseche che i governi e l’UNHCR hanno nel registrare le persone che non hanno la cittadinanza e la relativa documentazione, sia perché alcuni paesi non raccolgono dati sulle persone che non considerano come loro cittadini. Per il 2013, gli uffici dell’UNHCR in tutto il mondo hanno registrato circa 3,5 milioni di persone apolidi, tuttavia si stima che questa cifra sia circa un terzo del numero di apolidi a livello globale.

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Autovie venete: esodo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

L’esodo vero e proprio è finito, ma non il traffico intenso sulla rete autostradale di Autovie Venete. Complice il bel tempo ma anche, probabilmente, una diversa distribuzione delle vacanze, lo scorso fine settimana sono stati numerosi gli “ingressi”, soprattutto dal valico di Tarvisio, a conferma che chi può sceglie periodi meno affollati per le ferie. Una tendenza che caratterizzerà anche questo week end, per il quale Autovie Venete prevede flussi di traffico ancora abbastanza sostenuti a cominciare da venerdì 2 settembre, sia in A4 sia in A23, in entrambe le direzioni di marcia. I transiti si intensificheranno durante le ore serali, soprattutto sulla A4 in direzione Venezia e alla barriera di Trieste Lisert. Ancora più intenso, ma senza congestioni, il flusso previsto per sabato 3 settembre. Sulla A4 Venezia Trieste in direzione Venezia, traffico sostenuto durante tutta la giornata, con possibili code in uscita ai caselli di Latisana, San Donà di Piave e San Stino di Livenza. Possibili rallentamenti, in serata, in uscita alla barriera di Trieste Lisert e nei pressi dei nodi di interconnessione. Giornata decisamene più tranquilla quella di domenica 4 settembre, durante la quale prevarranno gli spostamenti di breve e medio raggio, una mobilità locale diretta principalmente verso le località balneari. La “Regata storica” in programma a Venezia, in ogni caso, sarà un evento catalizzatore che contribuirà a mantenere sostenuto il traffico sulla direttrice Ovest dell’autostrada A4. Per quanto riguarda i mezzi pesanti, i divieti di circolazione saranno in vigore dalle 16,00 alle 22,00 di venerdì e dalle sette del mattino alla mezzanotte di domenica. Sul versante dei lavori, un intervento particolarmente impegnativo è in programma per sabato 10 settembre sul raccordo Villesse-Gorizia. Dalle 3 del mattino a mezzogiorno, sarà chiuso il tratto compreso fra gli svincoli di Gradisca d’Isonzo e Villesse, in entrambe le direzioni. I percorsi alternativi, sulla viabilità ordinaria, saranno indicati in loco e sono pubblicati sul sito di Autovie Venete.

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Traffico elevato per Ferragosto

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

Destinazione mare per i vacanzieri di Ferragosto. Le spiagge della costa Dalmata e le località del Belpaese nell’Alto Adriatico (Lignano, Bibione, Caorle e Jesolo) sono la meta privilegiata di chi è partito fra venerdì 12 e sabato 13 agosto per raggiungere il luogo della vacanza. Trafficatissima tutta la A4 in direzione Trieste, già da venerdì sera, con flussi in crescita costante durante tutta la notte e la mattinata di sabato 13, come da previsioni. Super affollate le aree di servizio: durante la mattinata di sabato, la Polstrada ha dovuto contingentare, in diversi momenti, l’accesso a quella di Duino per evitare che le auto si incolonnassero lungo il raccordo autostradale creando così una situazione di pericolo. Code a tratti e rallentamenti hanno caratterizzato tutta la giornata di sabato, con picchi di congestione in diversi punti della A4 e tempi di attesa alla barriera di Trieste Lisert ma anche ai caselli di Ronchis (Latisana), San Donà di Piave, Portoguraro e San Stino di Livenza, superiori alla media. Da questi caselli, infatti, transitano i veicoli diretti verso Lignano, Bibione, Caorle e Jesolo. La maggior concentrazione di transiti si è verificata fra le sei del mattino e le 13,00. Fra le 8 e le 9, alla confluenza del Passante i transiti hanno superato i 3 mila veicoli all’ora. Solo tre gli incidenti di rilievo, senza gravi conseguenze fra le persone, accaduti fra San Stino e Portogruaro in direzione Trieste, dove un mezzo pesante ha urtato una vettura ferma in piazzola; fra Portogruaro e Latisana sempre in direzione Trieste e ancora fra Latisana e Portogruaro, ma in direzione Venezia. In tutti e tre i casi si sono formate code oscillanti fra i 4 e i 6 chilometri, riassorbite abbastanza rapidamente. La festività di Ferragosto, che quest’anno cade di lunedì e il tempo finalmente estivo hanno favorito gli spostamenti di breve e medio raggio che sono andati ad aggiungersi ai transiti di lunga percorrenza, contribuendo a mantenere sempre molto elevato il flusso di traffico sulla rete autostradale gestita da Autovie Venete. Punti critici si confermano l’interconnessione fra A4 e Passante di Mestre, fra A57 (ex tangenziale) e A4, la barriera di Trieste -Lisert, dove però quest’anno, grazie alle due nuove piste in uscita realizzate dalla Concessionaria, ha smaltito oltre 300 veicoli in più all’ora, con una notevole riduzione delle code. Resta questa, in ogni caso, l’area più sotto pressione di tutta la rete: nella fascia oraria compresa fra la mezzanotte di sabato e le 14,00 di venerdi, i transiti in uscita sono stati 19 mila 298, con un incremento del 39,57% rispetto allo scorso anno (13 mila 827 uscite). Alle 15,00 di sabato, al Lisert i chilometri di coda erano due. Partenze più scaglionate anche per i turisti provenienti da Austria e Germania. Gli arrivi da oltre confine, in questa stagione, risultano molto più distribuiti rispetto al solito e ciò ha reso più fluida la circolazione sulla A23 da Udine Sud al nodo di Palmanova.

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(Fidest) Autovie venete: esodo estivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2011

Bollino nero per tutto il week end Si preannuncia all’insegna del grande traffico anche questo fine settimana su tutta la rete autostradale Autostrada A4 e  A23 sotto pressione da venerdì 5 a domenica 7 agosto, con tempi di percorrenza molto superiori alla media,  lunghe attese ai caselli, forti rallentamenti in prossimità delle interconnessioni tra A4, A23,  A57 e A28.  Prudenza, massima attenzione e rispetto delle norme del Codice della strada le parole d’ordine per un viaggio senza problemi. Per chi è diretto in Slovenia, Autovie Venete ricorda che l’acquisto delle vignette può essere effettuato nelle aree di servizio di Bazzera Sud, Calstorta Sud, Fratta Sud, Gonars Sud, Duino Sud e Nord, Zugliano Est L’incremento del traffico, iniziato già da oggi (giovedì 4 agosto), proseguirà durante tutto il fine settimana, con elevati picchi di transiti venerdì 5, a cominciare dalla prime ore del mattino.  Tutta la A4, in entrambe le direzioni di marcia, sarà interessata da code e rallentamenti. I nuovi arrivi di turisti aumenteranno i transiti in direzione Trieste, con le maggior criticità previste  nei tratti compresi fra il Passante di Mestre e San Donà di Piave, Latisana e nodo di Palmanova, nodo di Palmanova e Trieste Lisert. I primi rientri di chi le vacanze le ha già fatte, invece, renderanno più intenso il flusso in direzione Venezia, soprattutto nei tratti Villesse – San Giorgio di Nogaro, Latisana- San Donà di Piave, oltre che * come sempre * in tutti i principali caselli della rete:  Latisana , San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e alla barriera a Trieste Lisert. Traffico super intenso e concentrato soprattutto nel tardo pomeriggio, anche sulla  A23 Palmanova Udine sud,  in entrambe le direzioni di marcia. Possibili code al casello di Udine Sud e continui “stop and go” lungo tutto l’asse autostradale, ben oltre la confluenza tra A4 e A23. Traffico sempre molto sostenuto, e ancora in aumento,  è previsto per tutta la notte fra venerdì 5 e sabato 6 agosto, la giornata a maggior criticità. Per questo il Ministero dei trasporti ha esteso il divieto di circolazione ai mezzi pesanti che non potranno quindi viaggiare dalle ore 16,00 di venerdì 5 agosto fino alle 23,00 di sabato 6. Circolazione consentita fra le 23 di sabato 6 e le sette del mattino di domenica, vietata, invece dalle sette del mattino di domenica fino alle 24,00. Le condizioni del traffico, sabato 6 agosto, saranno analoghe a quelle del giorno precedente, ma con un’intensità di transiti superiore e quindi con rallentamenti e code sia in A4, lunghi tempi di attesa al Lisert e ai principali caselli. Ancora più forte, rispetto al venerdì, il traffico sulla A23 Palmanova Udine Sud: sostenuto in direzione Palmanova, critico in direzione Tarvisio. Possibili code al casello di Udine Sud e al nodo con la A4. Circolazione difficile anche domenica 7 agosto, salvo una miglior fluidità in caso di condizioni metereologiche non positive. In questo caso, infatti, scendono i transiti dei pendolari diretti alle località balneari.

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Circolazione stradale ed esodo estivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Dipinti spesso come poco attenti e allergici alle regole, gli automobilisti italiani non ci stanno, anzi passano al contrattacco e, alla vigilia di un momento di particolare rischio per chi guida come quello estivo, lamentano scarsi controlli su strade ed autostrade da parte delle forze dell’ordine. Il periodo luglio-agosto è, dati alla mano, quello più rischioso dell’anno: ad esempio il bimestre luglio-agosto 2010 ha registrato un numero decisamente più elevato di decessi (+18%) e di feriti (+33%) rispetto al periodo febbraio-marzo dello stesso anno (fonte: Polizia di Stato). Dall’Osservatorio sui Servizi di Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, condotto attraverso una ricerca commissionata all’istituto Nextplora, emerge che solo il 14% degli automobilisti italiani ritiene che i controlli sulle strade del nostro Paese siano sufficienti. Quasi la metà del campione (46%), infatti, li ritiene insufficienti e addirittura uno su quattro pensa che i pattugliamenti siano decisamente scarsi. Il 14% degli intervistati crede infine che l’opera di controllo della polizia sia accettabile solo nel fine settimana. Una percezione nel complesso decisamente negativa, proiettata in un periodo che genera ansia e preoccupazioni ma che deve essere tuttavia inquadrata in un trend positivo: dal 2007 al 2010, infatti, gli incidenti registrati nel bimestre luglio-agosto sono diminuiti del 21% (15.404 nel 2007, 12.175 nel 2010) e i decessi addirittura del 30% (da 336 a 235) (fonte Polizia di Stato). Un trend positivo che potrebbe anche dipendere da una maggiore responsabilità alla guida da parte degli automobilisti. In effetti, la ricerca Linear evidenzia come diversi siano gli accorgimenti utilizzati per mettersi al volante nelle migliori condizioni. Il 42% del campione dichiara infatti di ridurre gli alcolici nelle ore che precedono un viaggio, in particolare il 48% degli uomini. A dispetto di quanto si potrebbe credere, sono più gli under 24 a dichiarare di rinunciare all’alcol rispetto a quanto facciano le persone sopra i 45 anni (51% contro 36%). Il 23% preferisce mettersi al volante particolarmente riposato e per questo afferma di andare a dormire prima del solito così come il 15% preferisce tenersi leggero, temendo che un pasto troppo sostanzioso favorisca poi il sonno alla guida. Solo il 10% del campione dichiara di non prestare attenzione a nessun particolare accorgimento. E una volta partiti? Il 38% degli italiani, quando si affronta un lungo viaggio, preferisce fermarsi ogni due ore per sgranchirsi un po’ (in particolare il 44% degli uomini contro il 32% delle donne) mentre il 32% cerca di non viaggiare mai da solo per poter aver un cambio alla guida: un accorgimento particolarmente gradito al 47% del campione femminile. Ma cosa si fa quando, pur tra mille attenzioni, la stanchezza arriva? Detto che fermarsi a bere un caffè resta sempre un’opzione gradita (33%), la maggioranza degli intervistati preferisce sospendere il viaggio alla prima area di sosta e schiacciare un pisolino (44%). Gli automobilisti virtuosi e responsabili, dunque, ci sono e per una volta è forse giusto dare loro lo spazio che meritano.
Linear Assicurazioni è la compagnia del Gruppo Unipol specializzata nella vendita di polizze auto online (www.linear.it). Dal 1996 la Compagnia ha l’obiettivo primario di offrire direttamente un servizio di qualità ad un prezzo fortemente competitivo. Linear è la Compagniadella “Tribù del rispetto”: rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte.

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“L’Europa muore a Tripoli, l’Italia muore a Lampedusa”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Questo il testo dello striscione che questa mattina i militanti di CasaPound Italia hanno srotolato davanti all’ambasciata francese a Roma ”per stigmatizzare il comportamento vergognoso delgoverno italiano e dell’Unione europea sulla guerra in Libia e sulla gestione del tragico esodo di profughi e immigrati dal Nordafrica che sta facendo del nostro Paese, da Ventimiglia a Lampedusa, la prima vittima dell’ingordigia anglo-americana e dell’irresponsabile egoismo francese”.

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Esodo forzato nomadi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Roma. Il recente presidio di protesta dei cittadini di Castelnuovo di Porto davanti la prefettura romana, ha simboleggiato l’esplicito dissenso verso i provvedimenti attesi dal ‘piano rom’ stabilito dall’amministrazione capitolina. Secondo quanto decretato, il piccolo centro a nord di Roma, dovrebbe assorbire circa 800 nomadi, sgomberati dai micro-campi abusivi della Capitale. “Quanto deliberato per sopperire all’emergenza nomadi dal sindaco Alemanno  – spiega Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia dei Valori – di certo non mira ad affrontare le difficoltà ma si limita a girarci intorno, spostando centinaia di rom in centri piccoli che, come Castelnuovo, riuscirebbero difficilmente a gestire la situazione. Così risolve i problemi Alemanno?”  Gli abitanti della cittadina in provincia di Roma hanno espresso molto duramente indignazione e malcontento, sottolineando che già per loro mancano case e lavoro, perciò non saranno in grado di ospitare centinaia di nomadi. “Questo non è solo un problema di sicurezza, ma anche sociale – seguita l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro -, l’amministrazione capitolina aveva ipotizzato la creazione di apposite aree per accogliere i numerosi rom che vivono in campi abusivi in quasi ogni angolo di Roma. Ciò non è stato fatto ed è prova dell’ennesima bugia di Alemanno. Non si può pensare che il dilemma dei rom si risolva con un semplice esodo forzato da Roma, che dovrebbe invece assumersi la dovuta responsabilità, quale grande città dotata di strumenti adeguati per affrontare una simile tematica e quindi non limitarsi a scaricare il ‘peso’ sulle spalle dei piccoli centri limitrofi”.

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Libia: esodo di massa?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ed i suoi partner hanno approntato vasti piani di emergenza e sono pronti a collaborare col governo egiziano per prepararsi a gestire l’esodo di massa di persone in fuga dalla violenza in Libia. È anche possibile che il conflitto possa bloccare l’accesso a luoghi sicuri e il passaggio per uscire dal paese in sicurezza. A questo punto saranno determinanti gli sviluppi dei prossimi giorni per sapere se la fuga in massa dalla Libia orientale avrà luogo o meno. Sempre più libici si sono riversati in Egitto negli ultimi giorni, osserva l’UNHCR. Circa 1.490 nella sola giornata di mercoledì, su untotale di 3.163. La maggioranza delle persone intervistate alla frontiera con l’Egitto dice di essere fuggita nel timore di essere coinvolta nei combattimenti. Molti hanno anche citato – come motivo della fuga – le recenti minacce da parte del governo di bombardare Bengasi.I nuovi arrivati in Tunisia che sono riusciti ad avere l’aiuto delle proprie ambasciate per raggiungere la frontiera raccontano di viaggi meno faticosi, rispetto a coloro che hanno viaggiato soli o senza alcuna assistenza. I rifugiati eritrei affermano di essere fuggiti dalla persecuzione in Eritrea e che quindi non possono rivolgersi all’ambasciata del proprio paese per chiedere aiuto. “Un rischiocalcolato” lo definisce un rifugiato eritreo, che ha preferito precipitarsi verso il confine. “Meglio morire cercando di mettersi in salvo che nascondendosi in Libia”.Al 16 marzo erano 300.706 le persone fuggite dalla Libia nei paesi limitrofi: 158.721 in Tunisia (tra i quali 19.022 tunisini e 16.149 libici – in parte per normali spostamenti di frontiera); 128.814 in Egitto (72.302 gli egiziani); 4.077 in Niger (3.575 i nigerini) e 9.094 in Algeria, dove sono arrivati via terra, via mare e con i voli di evacuazione.

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Autostrada A3: riaperto tratto Scilla e Santa Trada

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

L’Anas comunica che  è stato riaperto il tratto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria tra Scilla e Santa Trada, dal km 424,100 al km 430,000, sia in direzione sud, dove saranno messe a disposizione degli utenti due corsie, sia in direzione nord dove,  tra il km 423,700 e il km 427,300, si transiterà sulla sola corsia di sorpasso, al fine di consentire il prosieguo dei lavori del VI macrolotto nell’ambito della realizzazione della nuova autostrada. La misura è stata disposta per favorire l’esodo dei vacanzieri nel periodo di agosto. La Prefettura di Reggio Calabria, con una nota del 5 agosto 2010 n° 50458, ha dato mandato all’Anas di assicurare la realizzazione delle attività di completamento concordate in sede di comitato prefettizio e di procedere all’emanazione dei provvedimenti finalizzati alla riapertura della carreggiata nord dell’A3 con assoluta urgenza, visti i volumi di traffico che, nell’attuale periodo di esodo estivo, interessano l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
L’Anas raccomanda agli automobilisti il rispetto delle norme del Codice della Strada e di tenersi aggiornati sulle condizioni della viabilità. Inoltre, ricorda il pericolo rappresentato dall’alta velocità e dalla stanchezza, che provoca colpi di sonno. Meglio fermarsi ad una stazione di servizio e riposarsi, recuperando le energie necessarie per il viaggio. http://www.stradeanas.it

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Esodo estivo e incidenti stradali

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Il nuovo codice della strada appena entrato in vigore ha apportato numerose novità che dovrebbero migliorare la sicurezza sulle strade, tuttavia poco è stato fatto a favore dell’educazione. Per applicare un vero cambiamento di rotta serve l’aiuto di tutti, soprattutto degli organi d’informazione. In questo periodo da bollino nero inevitabili saranno i servizi sugli incidenti mortali. Cerchiamo, tutti insieme, di rendere queste tristi notizie “utili” per i nostri concittadini, evidenziando sempre se conducenti e passeggeri stessero indossando correttamente cinture di sicurezza e casco. Riteniamo che questa forma di propaganda sia di grande efficacia, poiché la scarsissima consapevolezza di quanto siano importanti tali sistemi è una delle più gravi cause dell’eccessiva mortalità sulle strade italiane.  Solo una piccolissima parte delle notizie riporta tale importante dettaglio, mentre quasi sempre si fa riferimento a “morti e feriti” senza comunicare alcun messaggio educativo. Basterebbe un pizzico di buon senso per rendere la notizia utile e al tempo stesso sensibilizzante. La gente deve capire che spesso si muore sulle strade per scarso amor proprio e non per una tragica fatalità. Il portale SicurAUTO.it, da dieci anni online per la sicurezza stradale, già da diverso tempo ospita una raccolta di casi in cui l’utilizzo delle cinture di sicurezza ha consentito di attenuare le conseguenze di incidenti stradali, che per le loro modalità sarebbero stati mortali. Vengono anche evidenziati i casi opposti, in cui il mancato utilizzo dei sistemi di ritenuta ha aggravato l’effetto degli urti. Sappiamo che è difficile convincere gli italiani su temi come questo, ma è assolutamente doveroso tentare ogni possibile iniziativa allo scopo di diminuire la mortalità sulle nostre strade.

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Esodo estivo: raccomandazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

In prossimità del grande esodo estivo la Società Italiana di Medicina del Turismo, fondata nel 1983, fornisce agli utenti le seguenti informazioni e raccomandazioni.  I conducenti dell’auto devono:
Partire ben riposati, dopo aver dormito una quantità sufficiente di ore.
Idratarsi correttamente prima e durante lo spostamento in macchina, considerando che la disidratazione riduce le capacità psico-motorie del cervello. Bere ad intervali regolari per un totale di almeno 2 litri.
Evitare alcool (birra,vino, superalcolici) considerando che l’alcol riduce i riflessi, altera la percezione della realtà e fa sottovalutare il pericolo. No al mix alcol psicofarmaci.
Coloro che assumono psicofarmaci in modo cronico devono continuare a farlo, ma considerare che alcune benzodiazepine prolungano per molte ore i loro effetti, che alcuni antidepressivi sono ipnoinducenti ed altri disinibenti. Nel dubbio proporre al proprio medico il quesito del rischio di una guida prolungata per molte ore in rapporto all’uso di psicofarmaci, che sono -come è noto- la principale voce di spesa sanitaria tra i farmaci impiegati dagli italiani.
Fare soste frequenti specie se esiste un rischio di tromboembolia polmonare legato al prolungato immobilismo come accade nelle persone obese, nei cardiopatici, in quelle che usano la pillola antifecondativa, nelle persone con difetti della coagulazione o con problemi di insufficienza venosa.
Verificare lo stato della propria autovettura specie in rapporto allo stato delle gomme.
Attenzione al microclima all’interno dell’abitacolo, specie se si viaggia con bambini o con anziani. L’auto dovrebbe essere dotata di aria condizionata per evitare danni da calore e non inquinata dal fumo di sigaretta.
Il conducente non deve essere distratto dagli altri passeggeri, né da radio, navigatore satellitare ed altro.
Eseguire prima della partenza training autogeno, meditazione o preghiera per rafforzare la capacità di fronteggiare situazioni difficili (lunghe code, sgarbi da parte di altri automobilisti) e per far prevalere in se stessi sentimenti di tolleranza, solidarietà e buona educazione rispetto a sentimenti di paura ed aggressività.
Accettare il dato che la partenza per una vacanza rappresenta sempre e comunque un cambiamento per il nostro cervello e quindi una situazione di stress. Occorre saper gestire lo stress inondando il cervello di pensieri positivi sui possibili benefici della vacanza senza sopravvalutarne gli obiettivi ed i significati.
(Walter Pasini Presidente della Società Italiana di Medicina del Turismo)

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L’esodo forzato dei malati rari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Con la Determinazione 1875 del 19/05/2010, che disciplina le nuove modalità di erogazione dei farmaci classificati in fascia H, i pazienti affetti da malattie rare in cura presso il Policlinico “A. Gemelli”, saranno obbligati a recarsi presso il Policlinico Umberto I, Centro proscrittore e l’Ospedale Bambin Gesù, Centro di riferimento regionale, per ricevere il trattamento di cui necessitano.
Lo stesso vale per altri presídi dove, prima della nuova normativa, i c.d. “farmaci orfani “ (tra cui il Replagan per i malati di Fabry, il Firazyr per l’Angiodema ereditario, etc…) venivano regolarmente somministrati ai pazienti, ma le cui farmacie hanno già sospeso gli ordini demandando questa attività ai centri di riferimento regionali. In pratica, se ci si dovesse attenere alla normativa, i pazienti di tutto il Lazio dovrebbero recarsi al centro di riferimento ogni 2 settimane per ricevere l’infusione. Tutto ciò è assolutamente irrazionale: il Policlinico Umberto I non essendo specializzato in patologie rare, si è sempre limitato ad erogare i certificati di esenzione; mentre è difficile ipotizzare che il Bambin Gesù, da solo, possa sobbarcarsi un tale onere ed organizzare un così imponente carico di lavoro. Il Segretario Nazionale e Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “G. Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Claudio Giustozzi, ha dichiarato:Su questo tema, l’Associazione “G. Dossetti: i Valori”, da anni impegnata nella tutela del diritto alla salute dei malati rari, chiede che si torni alla normativa precedente e che si creino centri erogatori il più possibile vicini al domicilio del paziente. La riorganizzazione sanitaria non può non tener conto dei bisogni del malato e della necessità di una maggiore umanizzazione delle cure.

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Autovie venete: esodo estivo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

“Oltre 200 persone, un terzo dei dipendenti di Autovie Venete, formano la task force che, durante i fine settimana estivi saranno in servizio, ventiquattro ore su ventiquattro, per gestire il traffico e le eventuali criticità sulla rete autostradale”. Lo ha affermato il neo presidente di Autovie Venete Emilio Terpin. “Il flusso di veicoli che percorrono la rete di Autovie Venete  – ha ricordato Terpin – durante i week end estivi cresce notevolmente (Sabato 24 luglio 2010 i volumi di traffico sulla A4 sono stati pari a 158.795, con una media oraria di 2 mila e 700 veicoli/ora, quelli relativi a domenica 132 mila 425, per un totale di 291 mila 220 veicoli) e richiede procedure collaudate per garantire interventi immediati ed efficaci”. Sull’importanza di una perfetta sinergia fra Fvg Strade e Autovie, ha insistito il presidente Santuz, annunciando che per quanto riguarda la “354”, arteria che collega la A4 (uscita Latisana) con Lignano e Bibione, c’è allo studio un progetto per dotarla di “info-point” (schermi al plasma con tutte le informazioni aggiornate) e di una rete di telecamere collegate alla Centrale Radio Informativa di Autovie Venete per poter disporre delle immagini sulla viabilità anche per questa arteria. Per quanto riguarda i piani per affrontare l’emergenza, Santuz ha spiegato che, in caso di criticità al Lisert,  per contribuire a risolvere possibili situazioni di eccessiva attesa, è stato individuato un percorso alternativo a quello autostradale per il traffico diretto in Slovenia, con uscita a Redipuglia. Tutto è stato già predisposto da Friuli Venezia Giulia Strade, a cominciare dalla segnaletica di deviazione. Contraddistinta da uno sfondo giallo, la segnaletica indirizzerà il traffico in uscita dall’autostrada lungo la Strada Statale 667, poi, per un breve tratto sulla Strada Statale 14, e infine, dopo l’attraversamento di Monfalcone, lo farà rientrare a valle della barriera del Lisert.  Sul versante Passante di Mestre, invece, un altro dei punti critici dove il traffico diretto verso Trieste rallenta molto, perché l’autostrada passa da tre corsie per senso di marcia, a due, l’assessore Riccardi ha ribadito che “è in atto una vera e propria corsa contro il tempo per poter aprire il by-pass rappresentato dall’A28, con l’obiettivo di aprire, durante i week end, il percorso che dal Passante indirizza il flusso dei veicoli verso la A27 e la A28 fino a Cordignano – Pordenone, per poi far rientrare i veicoli sulla A4 a Portogruaro”.

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