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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘esorcismi’

Crisi e meridione

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Di Nunziante Minichiello Non si fa tesoro di storia e di storie, quali gli incomparabili tre  principi latini del diritto e le tante saggezze ed esperienze, che permetterebbero di non ripetere errori e  di progredire in civiltà, specie quando la giustizia è zittita dalla prepotenza, la pace è turbata da guerre e contrasti ed il bene viene oscurato da illegalità e criminalità.  Laddove si affermano mediocri, non privi  di furbizia, di spregiudicatezza e di  ipocrisia, eredi comunque  di onori ed oneri superiori alle loro capacità,  degrado e decadenza sono assicurati. Si crede pure in esorcismi e si spera in miracoli: bisogno,  ignoranza e fiacchezza   riducono  l’esistenza a miraggio di sicurezza sotto  qualsiasi ombrello. Non educato ad “egregie cose”,  pur degne  d’”animo forte”, l’essere umano sente solo la voce della forza ed il richiamo degli  istinti  violenti  da spirito di sopraffazione e da miraggio di ricchezza. In Italia, nonostante i successi della Legge, restano identici i malanni, in concreto  ineliminabili disservizi,  sprechi e miserie d’ogni genere ed inesauribili fonti di preoccupazioni per  la popolazione, che, pare, ignora di essere popolo sovrano. C’è crisi, che non è fatto mediatico o cinematografico, ma reale, che però quasi nessuno vuole accettare: quasi nessuno è disposto a dare ed a fare, da chi se la passa bene, persino con lavoro nero,  alla gente comune non priva di povera gente, che  continua  a pagare il prezzo più alto,  non avendo riconoscimento concreto neanche quando  fa il miracolo di portare alla ribalta mondiale  industrie private e pubbliche, che addirittura ripagano  con bassi salari e con rischi su lavoro anche mortali. Maliziosamente tenuto lontano dalla Costituzione, cioè dalla politica od, ancor meglio, dalle proprie prerogative,  il popolo rincorre raccomandazioni, protezioni e pure distrazioni e molto meno conoscenza utile e coscienza civile,   che  sole  elevano ed impediscono la formazione di caste, di poteri forti e di quei tanti poteri di cui ci si lamenta quotidianamente. Cresce omogenea solo la comunità di pari livello culturale: negare sapere, quello che si apprende nelle università per fare, per realizzare e per crescere,  significa condannare umanità, nel Terzo Mondo o nel Sud d’Italia, a soggezione e ad intervento straordinario, ossia  ad impotenza. La realtà meridionale non è però tanto brutta: per ritornare alla luce basterebbe riappropriarsi  della libertà, privata dai conquistatori,  e  fare  quello che non si fa da secoli, ossia produrre idee, cose e servizi, come teorie e tecniche insegnano, ed affrontare,  con prodotti di ogni genere e settore, il mercato, che è confronto e concorrenza, spesso anche sleali.   Costituzione in tasca, i cittadini si facciano sentire e valere, come Carta vuole: lex, latina nella forma e nella sostanza, chiara ed imparziale, darà sovranità, responsabilità, solidarietà, parità, dignità, libertà, equità, sicurezza, studio, ricerca, progresso e lavoro, che sarà non solo un fine mese sicuro, ma soprattutto l’espressione di professionalità necessaria  alla comunità, virtuosa tutta quanta.

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Gli esorcismi e la dignità della persona

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Lettera al direttore. l Segretario del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace, mons. Mario Toso, ha affermato che lo Stato deve distinguere fra i vari culti e intervenire qualora una religione o una setta vada contro la dignita’ dell’uomo o della donna. Ha perfettamente ragione. Il discorso però dovrebbe valere anche per gli esorcismi. Ritenere, infatti, che una donna o un uomo, ed alle volte anche bambini siano posseduti dal demonio è un’offesa alla dignità della persona. Don Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione internazionale degli esorcisti, il 6 luglio 2007, intervistato da Corrado  Augias, dichiarò che faceva spesso esorcismi  al chiuso di una sagrestia di una chiesa un po’ isolata (per evitare che la gente chiamasse la polizia), aiutato da sei sette uomini che tenevano ben fermo su un lettino l’indemoniato che strillava e si dibatteva. Tra i fumi dell’incenso bruciato,  il sacerdote esorcista, recitava preghiere, ed irrorava il malcapitato di acqua santa e olio esorcizzato. (Francesca Ribeiro)

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La costruzione di una società migliore

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2009

Si è infranto il sogno durato, per taluni, sino all’ultima ora dei 70 anni di socialismo reale per i Paesi dell’Europa orientale e, sull’onda dell’Internazionale comunista, per molti altri popoli della Terra. In questo arco di tempo la fuga dal paradiso comunista significò per molti la speranza di trovare in occidente la ricchezza e l’abbondanza di beni, oltre alla libertà e alla liberazione democratica dal controllo tirannico della politica sulla vita degli individui. Ciò ci spiega, osserva Sombart, il motivo per cui non ci fu mai il socialismo negli U.S.A. e nel resto delle Americhe, ma anche perché il comunismo rivoluzionario, con il suo piccolo dominio, non ha mai avuto una speranza in quel continente del nuovo mondo. E ciò che valeva allora vale ancora oggi, nonostante gli esorcismi di un Castro o le estemporaneità dell’attuale governo venezuelano. La lezione che inesorabilmente dobbiamo trarre da questo comportamento omogeneo è chiara: la maggioranza di persone cerca la felicità specialmente nei beni e nelle risorse, nella prosperità e nel lusso, per potersi appropriare della loro individualità e per non trovarsi sotto il controllo della comunità. Se la gente avesse la libertà di scelta, voterebbero per il capitalismo e non per il socialismo. Essi preferiscono l’individualismo al collettivismo e cercano l’autonomia individuale e non un accerchiamento solidale. Ma se osserviamo con occhio più critico ed anche maggiormente sensibile alle realtà che si vanno maturando nello stesso occidente progredito e capitalista, la nostra domanda sulla possibilità di potervi riconoscere i segni di una nuova società che non solo produca benessere ma lo faccia lasciandone l’accesso a tutti, ci rendiamo conto che vi sono grossi limiti al raggiungimento di questo obiettivo. Questa speranza attesa sta infrangendosi, un poco alla volta, alla stessa maniera del socialismo reale. Purtroppo. In ben altri porti ci toccherà far attraccare questa navicella di Odisseo dei nostri tempi.

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