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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘esperanto’

Il compleanno di una lingua parlata in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

In questi giorni si festeggiano i 132 anni di vita di una lingua, per altro, in costante crescita: è l’esperanto, lanciato il 26 luglio 1887 dal polacco Zamenhof attraverso la pubblicazione di un opuscolo in russo a Varsavia. All’inizio, questa lingua non aveva nemmeno un vero nome. Il libricino si intitolava laconicamente “Lingua internazionale” e venne tradotto in francese, inglese, ecc. Sulla copertina c’era anche lo pseudonimo dell’autore “Dottor Esperanto”, il dottore che spera.La lingua da allora si è diffusa, nonostante i conflitti mondiali e le persecuzioni da parte dei totalitarismi, per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente. Per abbattere le barriere dell’incomunicabilità tra persone di diversa cultura. Si può apprenderla con lezioni dal vivo presso i gruppi locali, studiandone un libro di grammatica oppure con internet. Oltre i corsi gratuiti offerti dalla Federazione Esperantista Italiana, c’è anche Duolingo.L’esperanto nella sua storia ha visto crescere autori di prosa e poesia che hanno dato sempre maggiore lustro alla lingua. Gli autori di riferimento nel mondo esperantista sono tanti: francesi (Waringhien), ungheresi (Kalocsay, Baghy), scozzesi (Auld) per citarne alcuni. Tanti scrittori provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture hanno creato una letteratura che si caratterizza per varietà di temi, di storie, di stili. La lingua internazionale esperanto è oggi una realtà viva della cultura mondiale, come anche testimoniato da due risoluzioni UNESCO (Montevideo 1954 e Sofia 1985).Una lingua vive non solo di letteratura ma soprattutto di comunicazione quotidiana e l’esperanto non è un’eccezione: la comunità esperantista è diffusa in tutto il mondo ed esiste anche circa un migliaio di persone che lo parlano come lingua madre. Durante l’anno, inoltre, si svolgono numerose manifestazioni rivolte agli esperantofoni: uno di questi è il congresso italiano, organizzato dalla Federazione Esperantista Italiana a Trieste dal 24 al 31 agosto 2019 con il tema “Multiculturalità e plurilinguismo oggi”.

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L’Unesco dedica il primo numero del 2019 alle lingue indigene

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

Nel febbraio 2019 l’Associazione Mondiale per l’Esperanto si congratula con L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) per la crescente attenzione verso i temi della diversità linguistica, sottolineando allo stesso tempo l’esigenza di un maggior impegno e un più largo dibattito su giustizia e uguaglianza linguistica. Il primo numero del Corriere dell’Unesco, disponibile online nelle sei lingue ufficiali dell’organizzazione (inglese, francese, spagnolo, arabo, russo e cinese) e in portoghese e in esperanto (come da contratto), contribuisce in modo significativo a portare l’attenzione del pubblico internazionale circa le lingue delle popolazioni indigene. La rivista è scaricabile dal sito dell’Unesco(https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000366654_epo) e dal sito web del Corriere (http://kuriero.esperas.info).
Questo numero è un prezioso complemento all’opera pubblicata nel 2018 dall’UNESCO e dalla Cambridge University Press, intitolata “Conoscenze indigene per la valutazione del cambiamento climatico e l’adattamento ad esso”, che mette in evidenza l’essenza del sapere indigeno di fronte alle nuove sfide globali. Per le popolazioni indigene, la lingua non è solo un marchio di identità e appartenenza al gruppo, ma anche un mezzo di trasmissione dei valori. Si tratta di un intreccio di conoscenze essenziali per la sopravvivenza delle persone di un particolare territorio.L’Associazione Mondiale per l’Esperanto, la cui sezione italiana è la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it), da oltre 60 anni lavora con le Nazioni Unite (ONU) in molti settori, tra cui quello della Cultura e promuove l’impegno multilaterale del movimento esperantista per un mondo più pacifico, giusto e sostenibile.

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La diversità linguistica può costare la vita a chi la sostiene

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

Il 21 febbraio 1952 la polizia ha ucciso a fucilate, nell’Università di Dhaka (oggi capitale dell’odierno Bangladesh, allora città del Bengala Orientale) molti studenti scesi in piazza per il riconoscimento della loro lingua madre, il bengalese (bangla / bn / বাংলা ভাষা), che si voleva espellere dall’università a favore di una lingua “più grande”, parlata dai potenti di allora.Si tratta di un fatto che si ripete, in diverse forme, continuamente in tutto il mondo e attraverso tutta la storia, non solo in Asia, ma anche negli altri continenti, come in molti paesi europei e particolarmente nei continenti extraeuropei, verso le lingue indigene, le lingue degli antichi abitanti. In pratica, questo accade di solito per le spinte, gli obblighi o qualunque imposizione per l’uso di una lingua, ad esempio l’inglese, il francese ma non solo, da parte di una grande potenza economica, politica, militare o statale, per rafforzare la propria posizione nel mondo – a sfavore delle locali lingue materne.
Questo comporta, a poco a poco, la sparizione e la morte delle lingue e interi popoli perdono la loro grande ricchezza intellettuale – come avvertono anche molti linguisti e nel 2019 particolarmente anche l’ONU e l’UNESCO. Nel messaggio all’Associazione Universale dell’Esperanto nel 2018, Audrey Azoulay, direttore generale dell’UNESCO, ha detto: “Noi dobbiamo difendere le lingue, soprattutto le lingue rare, le lingue autoctone, che ora sappiamo estinguersi al ritmo di una ogni due settimane. Questa è una perdita irreparabile per il patrimonio dell’umanità. Dobbiamo difendere anche il plurilinguismo nell’istruzione con delle politiche pubbliche adeguate, ma anche nello spazio virtuale della Rete, affinché sopravviva la diversità linguistica e culturale di tutti i gruppi umani; perché ognuno possa studiare la propria storia, la propria identità, traendole dalle fonti simboliche della propria comunità d’origine”.Oltre all’ingiustizia sociale e ai problemi psicologici derivanti dalla perdita dell’utilizzo della propria lingua madre, è necessario essere consapevoli che le diversità biologiche e linguistiche sono indivisibili, interconnesse e dipendenti una dall’altra. Dalla perdita della diversità linguistica si ha la perdita dei saperi tradizionali, sostanzialmente necessari per mantenere la biodiversità e la vita.Nel 2016 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che proclama l’anno 2019 Anno Internazionale delle Lingue Indigene, in base alle raccomandazioni del Forum Permanente per gli Affari Indigeni. Il Forum ha quindi comunicato che il 40 per cento delle 6.700 lingue parlate nel mondo è minacciato di estinzione. Il fatto che la maggior parte di queste lingue minacciate siano lingue indigene, mette in pericolo le culture e i sistemi di conoscenza in cui sono parlate.Come si relaziona tutto questo con l’esperanto e la comunità esperantista? I valori centrali di questa giornata, la diversità e il diritto di ogni persona di parlare la propria lingua madre, sono gli stessi valori che difende il movimento mondiale per l’esperanto. Noi vogliamo che non sparisca alcuna lingua, che ogni lingua sopravviva, nel rispetto dei diritti linguistici di tutti, e che la giustizia linguistica governi l’inter-comunicazione. A questo scopo, da molti anni, anche l’Associazione Universale dell’Esperanto (UEA) e la sua sezione Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) festeggiano solennemente questa giornata, per sottolineare, tra l’altro, che la lingua internazionale esperanto non è un assassino di lingue, come sono le lingue delle grandi potenze economiche e militari.
L’esperanto è di fatto una protezione contro la sparizione delle lingue, come ha detto la signora Vigdís Finnbogadóttir (Presidente della Repubblica Islandese negli anni 1980-1996): “E’ già tempo che le diverse nazioni comprendano che una lingua neutrale potrebbe diventare un vero baluardo per le loro culture contro l’influenza monopolistica di solo una o due lingue, come oggigiorno sempre più diventa evidente. Spero sinceramente che l’esperanto progredisca rapidamente per aiutare ogni nazione del mondo”. Forse qualcuno ancora chiede: “Perché proprio l’esperanto?”. Il motivo è semplice. Dietro l’esperanto non ci sono stati, interessi economici, sforzi imperialistici, né popoli il cui interesse sia la sparizione di altri popoli, delle loro lingue, o il raggiungimento dei loro mercati.

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La collaborazione tra Esperanto e Nazioni Unite

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

L’Associazione Mondiale per l’Esperanto, la cui sezione italiana è la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it), promuove l’impegno multilaterale del movimento esperantista per un mondo più pacifico, giusto e sostenibile. Per questo motivo da oltre 60 anni lavora con le Nazioni Unite (ONU) in molti settori. Il campo della collaborazione tra la più grande associazione che riunisce gli esperantofoni e la maggiore organizzazione di Stati è guidato con forza e attenzione dall’italiana Sara Spanò, con il sostegno del presidente Mark Fettes, degli altri membri del Consiglio Direttivo e del Direttore Generale.
Il movimento esperantista è una comunità diffusa in tutto il mondo che da oltre un secolo rappresenta un esempio di efficace di comunicazione interculturale. Nel 1954 L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha approvato una risoluzione in cui viene riconosciuto che i risultati ottenuti dall’esperanto in materia di scambi culturali coincidono con i propri scopi ed ideali. Un ulteriore riconoscimento ancora più esplicito, è giunto nel 1985 con la risoluzione di Sofia, con la quale si chiede “al Direttore Generale di seguire costantemente lo sviluppo dell’esperanto come strumento per una migliore comprensione fra nazioni e culture diverse”. La collaborazione con le Nazioni Unite in oltre 60 anni si è sviluppata in diversi settori. A New York, l’Associazione Mondiale per l’Esperanto è in contatto con il Dipartimento di informazione pubblica e il Consiglio economico e sociale (EKOSOK); a Parigi con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), ed a Ginevra e Vienna con i vari organi delle Nazioni Unite in materia di pace, i diritti umani, e le popolazioni indigene.
Dal marzo 2018, l’Associazione Mondiale per l’Esperanto è nel Consiglio Direttivo della Conferenza delle organizzazioni non governative. Tra le altre cose, l’Associazione Universale per l’Esperanto è stata l’autore principale del messaggio della Conferenza in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nel dicembre 2018. Nel frattempo, un membro della Gioventù Esperantista Mondiale partecipa al Consiglio Direttivo dell’Incontro Internazionale di Coordinamento delle Organizzazioni giovanili, e contribuisce attivamente a vari eventi delle Nazioni Unite come il Forum della gioventù EKOSOK (8-9 aprile). ( fonte: http://www.esperanto.it)

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Wikipedia in lingua esperanto ha raggiunto i 250.000 articoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

La lingua esperanto, la lingua internazionale lanciata nel 1887 dal polacco Zamenhof, vive ed è utilizzata nella vita reale e soprattutto in rete: la sua Wikipedia ha raggiunto quota 250.000 articoli. La sua prima versione è stata pubblicata il 2 gennaio 2002 con più di 300 pagine grazie all’opera di Chuck Smith, Jerry Muelver e Stephen Kalb. Gli articoli sono liberamente modificabili e recentemente oltre 300 utenti modificano i contenuti della Wikipedia in esperanto ogni mese. I volontari di Wikipedia continuano ad aggiungere nuove voci e contemporaneamente a espandere e aumentare le risorse esistenti. L’intero progetto è possibile solo grazie alla collaborazione immediata su Internet e a molti volontari.La Wikipedia in esperanto si posiziona alla 32a posizione tra le altre enciclopedie per numero di articoli. Vicino al basco (che ha circa 45 mila voci in più), il bulgaro e l’armeno (5 mila in meno) si stanno avvicinando rapidamente. Ma la quantità di articoli è importante ma non è tutto. Considerata la qualità dei 1.000 articoli più importanti, l’enciclopedia in esperanto si trova in un ottimo 16° posto. Nel movimento globale la Wikipedia nella lingua lanciata da Zamenhof viene valutata positivamente, in quanto è stato fondata molto presto, unisce una comunità significativa ed è anche ufficialmente rappresentata dall’associazione Esperanto e libera conoscenza (Eliso).
La Wikipedia in questi anni è cambiata molto. Inizialmente, la scrittura avveniva utilizzando un codice speciale, non molto difficile, ma non immediatamente intuitivo per i principianti. Oggi, invece, è possibile modificare e formattare il testo come nell’e-mail. Inoltre, programmi avanzati ora eseguono diversi lavori monotoni, permettendo ai volontari di concentrarsi sulla realizzazione di testi di buona qualità. Ancora più persone eseguono semplici modifiche (ad es. la correzione dei refusi) tramite l’applicazione per telefoni cellulari. Poiché Wikipedia è un valore aggiunto della comunità esperantista, diverse organizzazioni la sostengono. Tra loro ci sono l’Associazione Mondiale d’Esperanto, la Gioventù Esperantista Mondiale, E @ I e l’associazione Esperanto e libera conoscenza (Eliso). Le statistiche su tutte le oltre 200 versioni di Wikipedia si trovano all’indirizzo https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Wikipedias#Detailed_list, mentre i dati specifici sulla versione Esperanto sono disponibili alla pagina https://eo.wikipedia.org/wiki/Specialaĵo:Statistikoj.

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Giorgio Novello nominato membro del Comitato di Patronato della Associazione Mondiale di Esperanto

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

esperantoGiorgio Novello, nato nel 1960 a Venezia, e’ attualmente ambasciatore d’Italia in Norvegia ed Islanda. Dopo gli studi universitari di diritto nell’universitá di Padova, incominciò a lavorare nel sevizio diplomatico italiano nel 1986 e durante 15 anni fu a Roma, in Nigeria, in Gran Bretagna ed in Germania. Nello stesso tempo studiò a Parigi e Londra e ricevette la laurea in economia dall’universitá di Londra nel 1994. Dal 2002 al 2006 ha lavorato come Primo Consigliere della Missione Permanente dell’Italia presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa a Vienna. Nel 2004 fu insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nello stesso anno si laureò in storia economica presso la Scuola Superiore di Economia di Londra. Dal 2006, Novello è stato presso il Ministero degli Affari Esteri come responsabile delle Istituzioni Finanziarie Internazionali e dal 2008 come consigliere del Ministro per lo Sviluppo Economico. Per un periodo ha anche insegnato Relazioni Internazionali all’università di Tieste di cui era parte anche la lingua internazionale esperanto. “Ministro plenipotenziario” dal 2009 e’ stato nominato ambasciatore nel 2013. L’ambasciatore Novello ha studiato l’esperanto nel 1974 “grazie al meraviglioso libro di Alessandro Bausani sulle lingue pianificate”, ed ha aderito al gruppo esperantista di Padova. Ha partecipato ad esami a Venezia ed a Londra, dove è stato attivo nel movimento per l’esperanto londinese. Dal 2004 al 2006 è stato vice rappresentante dell’Associazione Esperantista Mondiale presso le Nazioni Unite a Vienna. Interessato agli aspetti politici dell’interinguistica e della pianificazione linguistica è stato membro della Gesellschaft für Interlinguistik (Associazione per l’interlinguistica) tedesca, ha scritto saggi sull’esperanto e l’interlinguistica in riviste italiane ed ha fatto conferenze in molti luoghi sull’esperanto, ad esempio all’università di Parma nel 2015.Novello è il secondo italiano in questo comitato di esperantisti importanti garanti del movimento mondiale. Il comitato in tutto ha solo sei membri. L’altro è Giuliano Turone, giudice emerito della Suprema Corte di Cassazione, per molti anni giudice istruttore, che ha condotto inchieste a largo raggio in materia di criminalità organizzata e criminalità economica. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa (contribuendo tra l’altro alla redazione della Convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio) e con le Nazioni Unite, tra l’altro svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex-Jugoslavia.La Federazione Esperantista Italiana, http://www.esperanto.it, che coordina l’attivita’ di informazione e di insegnamento dell’esperanto in Italia, è fiera di avere tra i suoi membri Giorgio Novello e Giuliano Turone. (foto: esperanto)

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Il padrone del mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Robert Hugh Benson – Fede & cultura – 2011 – pp. 360 – € 14,00 scontato 12,60 Robert Hugh Benson, con questo romanzo (1907), ci porta in una realtà nella quale l’uomo ha raggiunto gli estremi confini del progresso materiale e intellettuale, dove tutto è meccanizzato e programmato per un unico grande progetto: il trionfo dell’Umanitarismo. L’eliminazione della guerra, l’abolizione dei rumori, la legalizzazione dell’eutanasia, l’adozione di cibi artificiali, l’uso dell’esperanto sono solo alcune tra le caratteristiche che fanno da naturale corollario al nuovo tipo di convivenza civile. In questo paesaggio si muovono, con estrema ponderatezza, i personaggi di Benson, ricchi di umanità e descritti in modo sapiente.

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Ballo in maschera a Budapest

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2011

Budapest Opera detail

Image via Wikipedia

Si è conclusa la presentazione di Ballo in maschera a Budapest e Robinson in Siberia di Tivadar Soros a cura dell’Associazione Radicale Esperanto, nella sede romana di Via di Torre Argentina 76. Dopo la proiezione di un intervento video del figlio dell’autore, George Soros, ne hanno discusso con il Segretario dell’Associazione Giorgio Pagano il Rettore emerito dell’Università di Hartford Humphrey Tonkin e l’accademico ed esperantista Carlo Minnaja. Nel corso dell’intervento video, George Soros ha ricordato come, arrivato a Londra in fuga dall’Ungheria, la prima cosa che fece fu proprio chiedere aiuto alla Società Esperantista di Park Avenue. Soros, contento e orgoglioso della diffusione e traduzione dall’Esperanto del libro di suo padre, si è altresì dilungato sul ruolo di Tivadar nella edizione della più importante rivista letteraria esperantista del tempo, “Literatura mondo”. «Presentare questi due libri proprio oggi, nella Giornata delle Forze armate, assume un significato di pace e di nonviolenza. Dato l’attuale scenario di crisi europea, come Radicali il nostro auspicio è inoltre che i governi guardino concretamente alla costituzione di un esercito europeo», ha dichiarato Pagano in apertura della presentazione. In seguito all’intervento di Minnaja, che ha spiegato come Ballo in maschera a Budapest, scritto in Esperanto, sia una storia di sopravvivenza in un posto in cui l’ebraismo era perseguitato, il Segretario dell’ERA ha aggiunto: «Troppo spesso si dimenticano il ruolo e le dimensioni storiche dell’Esperanto, che fu al tempo stesso oggetto di persecuzione e mezzo per sfuggire ai grandi regimi totalitari del XX secolo». «Ballo in maschera a Budapest è l’opera principale di Tivadar Soros, la storia della fuga da un campo di concentramento per raggiungere l’Occidente nelle parole di un padre che cercava di salvare la sua famiglia», ha spiegato Humphrey Tonkin. «Il Partito Radicale è uno dei pochi al mondo che si occupi della democrazia linguistica: in America purtroppo non se ne capisce l’importanza. Se un americano si trova davanti uno straniero che non capisce la sua lingua, gli parla in inglese più forte, pensando che non senta bene o che sia un idiota”, è stata la battuta conclusiva di Tonkin, che ha esemplificato così la percezione comune della diversità linguistica negli Stati Uniti.”Per quanto riguarda la disinformazione che circonda l’Esperanto, i libri che presentiamo oggi in italiano sono un nuovo caso, dopo la traduzione in inglese fatta da Tonkin, di come la letteratura in Esperanto sia oggi, dopo 124 anni, una produzione originale rappresentativa di una cultura transnazionale di democrazia e di pace, da cui si traduce nelle lingue nazionali”, ha concluso Giorgio Pagano.

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Appello a Benedetto XVI per Pentecoste

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Roma 10 Giugno, alle ore 16.00, presso la sede del Partito Radicale (Via di Torre Argentina 76, Roma) Conferenza Stampa sull’Iniziativa organizzata dall’Associazione Radicale Esperanto con appello al Papa per la democrazia linguistica in occasione della ricorrenza della Pentecoste di domenica 12 Giugno. Saranno presenti: il responsabile scientifico della Società Dante Alighieri Massimo Arcangeli, il vaticanista Giuseppe Di Leo e il Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto” Giorgio Pagano.

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