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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘esperimento’

Un esperimento d’amore di Hilary Mantel

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2021

Carmel McBain è figlia unica di genitori cattolici di origine irlandese appartenenti alla classe operaia. Rispetto a ciò che la vita nella loro desolata cittadina ha da offrire, sua madre per lei aspira a qualcosa di più: ha grandi ambizioni per la figlia, ed è determinata a superare le rigide barriere sociali dell’Inghilterra. E così spinge Carmel a ottenere una borsa di studio per la scuola del convento locale e poi a sostenere gli esami per un posto alla London University. E Carmel non la delude. Ma il successo ha un prezzo non indifferente: Carmel comincia un viaggio solitario che la porterà il più lontano possibile da dove è partita, sradicandola dai legami di classe e luogo, di famiglia e di fede. In fondo, sradicandola da se stessa. Nella Londra di fine anni Sessanta, sperimentando un passo alla volta la libertà, si confronterà con preoccupazioni del tutto nuove – sesso, politica, cibo e fertilità – e si troverà coinvolta in una grottesca tragedia. Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia sui Tudor si allontana dalla narrativa storica per addentrarsi in territori squisitamente contemporanei raccontando luci e ombre dell’amicizia al femminile fra complicità, gelosie, crudeltà autoinflitte. Con l’acume che la contraddistingue Hilary Mantel esamina la grande sfida imposta dalla società alle giovani donne: ragazze che desiderano il potere degli uomini ma temono di abbandonare ciò che è appropriato per loro, mentre vengono spinte a eccellere, ma sempre senza emergere troppo.(Fazi editore)

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Un esperimento d’amore di Hilary Mantel

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

Collana Le strade In libreria dal 6 maggio. Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia dei Tudor si addentra in territori squisitamente contemporanei. Ambientato nella Londra degli anni Sessanta, racconta la vita di un gruppo di ragazze all’università, descrivendo luci e ombre dell’amicizia al femminile, drammi personali, i primi approcci col mondo maschile; fino a una conclusione tragica che sconvolgerà tutti, lettori compresi. Mantel porta in narrativa la grande sfida imposta alle giovani donne: desiderare il potere degli uomini temendo di perdere ciò che è più appropriato per loro, saper governare la spinta ad eccellere senza emergere troppo. «Con la sua genialità, il suo acume, l’umorismo sagace, Un esperimento d’amore è un libro che mi ossessiona». Margaret Atwood, «The New York Times Book Review»

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Un esperimento d’amore. di Hilary Mantel

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Collana Le strade Fazi editore In libreria dal 6 maggio. Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia dei Tudor si addentra in territori squisitamente contemporanei. Ambientato nella Londra degli anni Sessanta, racconta la vita di un gruppo di ragazze all’università, descrivendo luci e ombre dell’amicizia al femminile, drammi personali, i primi approcci col mondo maschile; fino a una conclusione tragica che sconvolgerà tutti, lettori compresi. Mantel porta in narrativa la grande sfida imposta alle giovani donne: desiderare il potere degli uomini temendo di perdere ciò che è più appropriato per loro, saper governare la spinta ad eccellere senza emergere troppo.

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Scienza & vita: Sostanziali perplessità etiche su recente esperimento di editing genetico

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

DNAE’ di questi giorni la notizia (pubblicata su una prestigiosa rivista scientifica) che alla Oregon Health and Science University di Portland, negli USA, un team di scienziati sarebbe riuscita a correggere – per la prima volta in alcuni embrioni umani – un gene difettoso (denominato MYBPC3), responsabile di una grave patologia cardiaca (la cardiomiopatia ipertrofica) che costituisce la causa più comune di morte improvvisa in giovani atleti in salute. La correzione del gene mutato è stata realizzata mediante l’innovativa tecnica CRISPR–Cas9, una specie di “forbice” molecolare in grado di eliminare selettivamente parti indesiderate del genoma e sostituirle con nuovi tratti di DNA. L’esperimento è stato condotto su embrioni precoci (4-8 cellule), ottenuti in vitro, alcuni dei quali presentavano il difetto genetico in questione. Alla fine dell’esperimento, tutti gli embrioni (il cui numero totale non è riportato) prodotti e utilizzati sono stati distrutti.La potenziale portata di questa sperimentazione, in termini di capacità di intervento sul DNA embrionale, inevitabilmente fa sorgere anche delle importanti questioni di carattere etico, che Scienza & Vita vuole proporre pubblicamente, come base di confronto e approfondimento comune.A livello di principio, la finalità ultima di questo esperimento – ovvero, la messa a punto di una nuova terapia per sconfiggere gravi malattie genetiche – non può che essere valutata positivamente, come ogni sforzo messo in campo dalla medicina moderna per la cura della nostra salute. Ma ogni impegno in tal senso si realizza, di fatto, in determinate circostanze concrete, che vanno anch’esse esaminate sotto il profilo etico, sempre avendo come inderogabile punto di riferimento l’essere umano e la sua peculiare dignità.Nel caso di cui ci occupiamo, ad esempio, lo sforzo encomiabile di trovare nuove vie per “salvare vite umane” sta passando – paradossalmente – per la distruzione di numerosi embrioni (non sono forse anche loro vite umane, pur ad uno stadio precoce di sviluppo?), appositamente prodotti in laboratorio per essere utilizzati come materiale da esperimento. Un’evidenza, questa, che non può essere negata né taciuta. Peraltro – secondo i dati pubblicati – questo “sacrificio” di vite nella fase iniziale ha dato risultati parziali (meno del 50% di successo nella correzione della mutazione) e sicuramente ancora molto lontani dal permettere il passaggio ad una loro applicazione clinica. Sarebbe pertanto auspicabile che questa sperimentazione potesse proseguire con altri modelli animali, senza causare distruzione di embrioni umani.L’altro aspetto che pone interrogativi etici è l’utilizzo di una tecnica (la CRISPR–Cas9) di “editing” genetico capace di produrre – se applicata ad un embrione precoce – modificazioni genomiche stabili e trasmissibili alle future generazioni. In questo caso specifico, abbiamo già ricordato che la finalità ultima è terapeutica (la correzione di un difetto genetico). Ma si può escludere che, una volta messa a punto, essa non possa essere utilizzata per finalità differenti? Come escludere l’idea – di stampo “eugenetico” – di poter ottenere esseri umani “modificati”, con determinate caratteristiche volute dal committente? Una simile prospettiva sarebbe inquietante e pericolosa, potenziale sorgente di inaccettabili discriminazioni ed imprevedibili esiti globali in particolar modo per le generazioni future.Rifuggendo, dunque, dalla superficiale e frettolosa tentazione di preferire il “mettere da parte” una risorsa tecnica che può invece risultare preziosa per la cura della nostra salute – quale sembra essere la CRISPR–Cas9 – , ribadiamo invece l’imprescindibile esigenza di vigilare comunitariamente, con responsabilità attenta e condivisa – ciascuno in base al proprio compito sociale – perché le finalità applicative di tutte le risorse a disposizione della scienza medica siano sempre orientate al bene comune, senza mai richiedere o, peggio, imporre il sacrificio dei singoli, soprattutto dei più deboli ed indifesi. La persona umana, infatti, precede in valore la società intera.Tutto ciò, a conferma del fatto che l’autentico progresso della scienza passa sempre per una virtuosa alleanza con il confronto etico; insieme, questi due approcci di conoscenza della realtà possono garantire vicendevolmente la fedeltà al loro fine comune: il bene integrale della persona umana.

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Esperimento scientifico in Piazza S. Marco

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Venezia campo San Geremia 21 giugno, alle ore 11.30 presso la sede Rai di Palazzo Labia il direttore di RAI 3 Giovanni De Luca, l’assessore comunale alla Pianificazione Strategica Pier Francesco Ghetti, il gruppo “Vortici e Frequenze”, gli scienziati Fabrizio Tamburini del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova e Bo Thidè dello Swedish Institute of Space Physics e Visiting Professor CARIPARO della Scuola Galileiana di Studi Superiori, avranno il piacere di illustrare ai Media l’evento internazionale “Onde sulle Onde – Il Momento Angolare Orbitale della Luce – il Momento di una storia del mondo”, che si terrà in Piazza San Marco, alle ore 21 venerdì 24 giugno 2011

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I Circoli d’Italia del Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Nei quartieri e nelle città italiane incomincia a maturarsi l’idea di un confronto, di misurarsi con un progetto capace di coinvolgere l’interesse e i bisogni della gente, di sentirsi in qualche modo dei protagonisti in casa propria, arbitri del proprio destino. Forse sta proprio qui l’iniziale successo che seguì le primarie con l’elezione diretta dei dirigenti politici di là dell’appartenenza ad un partito. Ma questa scelta ora non convince molto e il rischio che anche l’altro esperimento, quello dei “circoli di quartiere” se vogliamo non originale, in quanto vi sono stati dei precedenti, possa seguire lo stesso declino per colpa dei soliti elementi di disturbo. Credo che insieme dovremmo fare un passo indietro e chiarirci le idee su cosa intendiamo per politica. Una politica come strumento di aggregazione di forze sociali di varia estrazione ma votate alla ricerca del bene comune. Una politica come collante per maturare una volontà individuale e collettiva nel ricercare la soluzione dei problemi che partono dalla famiglia e si interfacciano con il resto del mondo. Se noi ci convinciamo, com’è giusto che lo sia, che lo stare insieme comporta interessi convergenti e conflitti d’interessi, va anche detto che dobbiamo essere educati a convivere con queste diversità mediandole. I quartieri delle città non sono tutti uguali. Possono presentare caratteristiche diverse come lo sono i quartiere dormitorio, con pochi o molti negozi, con un alto tasso di anziani o di giovani o di disoccupati, ecc. Ognuno di essi vuol  essere “governato” tenendo conto delle rispettive peculiarità. Dove sono in tanti coloro che si recano al lavoro il quartiere potrebbe animarsi in molte ore del giorno con la presenza di anziani  o anche di bambini in tenera età, di disoccupati, di badanti,ecc.. Nel loro insieme costituiscono una componente della società che avverte più il bisogno di comunicare, dello stare insieme. E allora ci chiediamo: i quartieri sono abilitati a questo rapporto con chi vi abita? E chi per lavoro si assenta per molte ore del giorno dalla propria zona è consapevole del come si vive nella sua strada e nell’isolato accanto e quali potrebbero essere i bisogni emergenti durante la sua assenza? Se noi vogliamo che la nostra casa, il nostro palazzo, la nostra strada e il nostro quartiere e poi tutti i quartieri della città ed oltre restino un luogo amico non possiamo sottrarci dall’interessarci e se troppo impegnati si sappia trovare la  persona giusta da delegare per la tutela dei comuni interessi. Da qui parte l’idea di un mandato da conferire a un fiduciario che diventa un consigliere di quartiere, un consigliere comunale e via di questo passo. Ma come si fa a fidarsi? Come si matura questa sorta di delega così come si affida a un ragioniere la contabilità della propria azienda? Lo si può fare in un solo modo: conoscendosi e avvalendosi dello strumento della verifica continua tra delegato e delegante. Ma questo significa prestare più tempo ed attenzione al mondo che ci circonda se vogliamo un ritorno valido. (A.R.)

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“Anatomia” di una molecola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Gli scienziati IBM del centro di Zurigo sono riusciti ad acquisire l’immagine dell’“anatomia” – o struttura chimica – all’interno di una molecola con una risoluzione senza precedenti, utilizzando una tecnica complessa, nota come microscopia a forza atomica senza contatto.  I risultati stimolano l’esplorazione dell’uso di molecole e atomi sulla più piccola scala e potrebbero avere un  enorme impatto nel campo della nanotecnologia, che cerca di comprendere e controllare alcuni degli oggetti più  minuscoli noti all’umanità. La recente pubblicazione dello studio è successiva a  un altro esperimento, pubblicato  solo due mesi fa sul numero del 12 giugno di Science (Volume 324, Numero 5933, pagg. 1428-1431), in cui gli  scienziati IBM hanno misurato gli stati di carica degli atomi utilizzando un microscopio a forza atomica (AFM).  Questi risultati rivoluzionari apriranno nuove possibilità per studiare la modalità di trasmissione della carica  attraverso le molecole o le reti molecolari. Comprendere la distribuzione della carica su scala atomica è essenziale  per costruire componenti di calcolo più piccoli, più veloci e più efficienti dal punto di vista energetico rispetto  ai processori e ai dispositivi di memoria di oggi. Questi componenti potrebbero un giorno contribuire a realizzare  la visione di IBM di un pianeta più intelligente, aiutando a dotare di strumenti ed a interconnettere il mondo  fisico.   Il microscopio AFM utilizza una punta di metallo affilata per misurare le minuscole forze tra la punta e il  campione, come ad esempio una molecola, per creare un’immagine. Negli esperimenti in questione, la molecola studiata  è stata il pentacene. Il pentacene è una molecola organica oblunga, composta da 22 atomi di carbonio e 14 atomi di  idrogeno e lunga 1,4 nanometri. Lo spazio tra gli atomi di carbonio adiacenti è di appena 0,14 nanometri – circa 1  milione di volte più piccolo del diametro di un granello di sabbia. Nell’immagine sperimentale, le forme esagonali  dei cinque anelli di carbonio, nonché gli atomi di carbonio, nella molecola sono chiaramente definiti. Dall’immagine  possono essere dedotte perfino le posizioni degli atomi di idrogeno della molecola. Inoltre, gli scienziati sono stati in grado di evidenziare una mappa completa tridimensionale della forza della molecola esaminata. “Per ottenere una mappa completa della forza, era necessario che il microscopio fosse altamente stabile, sia meccanicamente che  termicamente, per assicurare che sia la punta dell’AFM che la molecola rimanessero inalterati durante le oltre 20  ore di acquisizione dei dati”, spiega Fabian Mohn, che sta svolgendo la sua tesi di dottorato presso IBM Research – Zurigo.
IBM è stata pioniera nelle nanoscienze e nella nanotecnologia sin dallo sviluppo del microscopio a effetto tunnel nel 1981 da parte di Gerd Binnig e Heinrich Rohrer, IBM Fellows, presso IBM Research, Zurigo. Per questa invenzione, che ha reso possibile acquisire l’immagine di singoli atomi e in seguito manipolarli, Binnig e Rohrer sono stati insigniti del premio Nobel per la Fisica nel 1986. L’AFM, un discendente del microscopio a effetto tunnel (STM), è stato inventato da Binnig nel 1986. L’STM è considerato lo strumento che ha aperto le porte al mondo delle nanoscienze. Una nuova struttura per la ricerca collaborativa su nanoscala di altissimo livello, il Nanoscale Exploratory Technology Laboratory, sarà inaugurata nel 2011 nel campus del centro di Ricerca di Zurigo. Il centro nanotech s’inserisce in una partnership strategica nella nanotecnologia on l’ETH di Zurigo, una dei più prestigiosi politecnici europei.

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Trattamento dell’epilessia e del Parkinson

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

romanelliNuovi e significativi risvolti sugli studi per il trattamento dell’epilessia. L’esperimento dell’equipe guidata dal Prof. Pantaleo Romanelli, leader di un progetto di ricerca sul trattamento dell’epilessia tramite la nuova tecnica da lui introdotta delle “transezioni corticali” tramite fasci microscopici di raggi X prodotti utilizzando il Sincrotrone, è giunta con successo al terzo step. Questo passo prevedeva l’induzione di crisi epilettiche tramite iniezione di acido kainico nella corteccia motoria in ratti e l’ effettuazione di transezioni corticali al fine di disconnettere e parcellizzare il focolaio epilettico così creato senza indurre danno neurologico.Il terzo step è succeduto a due esperimenti preliminari di preparazione effettuati nel novembre 2008 e nell’aprile 2009 presso la Biomedical BEAM-Line del Sincrotrone di Grenoble.Il team multidisciplinare coinvolto in questo esperimento comprendeva:Il Prof. P. Romanelli (Project Leader e Responsabile della neurochirurgia funzionale dell’I.R.C.C.S. Neuromed), il  Dr. Alberto Bravin (direttore della Beamline ID 17 del ESRF, Dr. Geraldine Leduc, Ing. Herwig Requardt, Ing. Elke Brauer, Dr. Yolanda Prezado, Dominique Dallery, il Dr David Anschel da New York, l’ing. Fabio Sebastiano e la fisioterapista Francesco Lena in forza a Neuromed. Un grande successo per i ricercatori che  non hanno esitato a fare le ore piccole nel portare avanti il protocollo, come pure da tutto il team della beamline. Molte sono state le paure: C’era la possibilità di perdere la maggior parte dei ratti a causa dello stato epilettico, una forma di gravi crisi convulsive continue, indotto dall’ acido kainico oppure  a causa dell’edema indotto dall’irradiazione . Va tenuto presente il fatto che un simile esperimento non era mai stato condotto in precedenza e non esisteva alcun precedente che descriveva l’ interazione tra iniezione di acido kainico ed irradiazione.  Nel complesso l’esperimento ha dato esito molto soddisfacente: la durata delle crisi dopo l’ iniezione di acido kainico è risultata essere pari a circa 2 ore nei ratti sottoposti a transezione mentre i ratti di controllo hanno continuato ad avere crisi per oltre 72 ore. E’ stato inoltre monitorato l’ elettrocorticogramma in un ulteriore gruppo di ratti e l’analisi degli spike indotti da acido kainico nei controlli e nei ratti irradiati ha mostrato una sostanziale riduzione seguita da una completa abolizione delle crisi registrate nel secondo gruppo.  Durante l’ esperimento si è avuta la visita del Prof. Alim Benabid, inventore della stimolazione cerebrale profonda candidato al premio Nobel. Il prof. Benabid ha espresso le sue congratulazioni per il set-up sperimentale e per i risultati preliminari conseguiti ed ha espresso la volontà di avviare una collaborazione stretta col prof. Romanelli. In collaborazione col Dr. Giuseppe Battaglia, si terrà un ulteriore esperimento nei prossimi mesi che prevede l’utilizzo dell’ irradiazione micrometrica per eseguire una subtalamotomia in  un modello sperimentale di parkinsonismo indotto tramite 6 idrossidopamina. (romanelli)

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Nasce da Facebook la “Community press” per un calcio diverso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

2 aprile 2009 alle 19 a Napoli presso il Marshal Clubbing ( via D. Morelli, n° 8/10  nasce “Il Partenopeo”, la nuova creatura editoriale diretta da Luigi Liberti e Gino Giammarino patrocinata dall’Unione Stampa Sportiva Italiana – Gruppo “Felice Scandone”. La conferenza stampa di presentazione fa il punto su questo primo esperimento di “Community press”, nato su Facebook per poi svilupparsi tra editoria ed eventi mondani a sfondo socio-culturale. Target di riferimento, una costituenda comunità di veri tifosi del Napoli che si ritroveranno nel suo modo disincantato di trattare l’argomento calcio senza la presunzione di essere l’ennesima “bibbia” depositaria delle verità calcistiche.  Al termine della conferenza, si terrà anche il caratteristico evento (che si ripeterà ogni mese, in occasione dell’uscita del magazine) denominato “Terzo Tempo”, e che si può sintetizzare in uno stimolante e rilassante incontro-evento sul modello del rugby, che consegna idealmente ogni nuovo numero della rivista ai suoi protagonisti e agli abbonati della community,  realizza nuova socialità e contatti, stempera le inutili polemiche e tensioni che spesso attanagliano il mondo del calcio. Con le sue inveterate imboscate tra cinema, gossip, costume e società sotto la bandiera del calcio-divertimento, Il Partenopeo nasce con l’obiettivo di  diventare un esempio grazie al quale le tifoserie possano finire per preferire il sorriso alle risse. A presentare la rivista  il presidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana – Campania- Gruppo “Felice Scandone Mario Zaccaria e il giornalista Roberto Race. Faranno gli onori di casa il direttore e coideatore Luigi Liberti, l’editore Gino Giammarino, ed il responsabile clubbing Enrico Francesco Crasta.

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