Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘esplosione’

“Allineamento dei pianeti per l’esplosione della cyber security”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

A cura dell’Advisory Board del fondo Pictet–Security di Pictet Asset Management. L’attacco dell’amministrazione Trump a Huawei è stato un crudo monito che la guerra commerciale in atto con la Cina va ben oltre il deficit commerciale statunitense. Molto della contesa riguarda la difesa nazionale, e questa è una benedizione per il settore della sicurezza e per coloro che vi investono. In un mondo in cui le informazioni sono il potere, è probabile che lo spazio digitale richieda una maggiore difesa rispetto a quello fisico, come ampiamente dimostrato dall’interferenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 attraverso i social media. Respingere gli attacchi, proteggere le informazioni e tutelare i cittadini da influenze occulte e potenzialmente malevole sono diventate priorità nazionali per molte delle economie avanzate mondiali. La spesa mondiale per la cyber security cresce di circa il 10% ogni anno, tre volte più rapidamente dell’economia in generale ed è ben avviata per raggiungere 120 miliardi di dollari entro il 2021. Le tensioni geopolitiche potrebbero fornire una spinta ulteriore al settore e ai rendimenti degli investitori, secondo i membri del Comitato di Consulenza per la strategia Security di Pictet.
Fondamentalmente, il settore della sicurezza si sta ampliando oltre il confine storico del Nord America. L’Europa sta incubando un numero sempre maggiore di promettenti innovazioni e società di cyber security, come osservato dai membri del Comitato di Consulenza e dai gestori, dopo un approfondito giro di visite e di incontri sul campo con start-up di tutto il continente. Vi sono diverse ragioni per questo fenomeno. Innanzitutto, i governi dell’Europa hanno compreso che non possono farcela da soli. In tutta la regione, hanno preso contatto con aziende attive nel settore della cyber security, fino all’iniziativa dell’Unione Europea per investire fino a 450 milioni di euro in una nuova partnership tra pubblico-privato in questo settore. Nel Regno Unito, nel frattempo, la riforma fiscale ha incoraggiato gli investimenti nelle start-up tecnologiche in fase iniziale, con le società di cyber security tra i beneficiari. In secondo luogo, l’Europa beneficia di una vastissima esperienza in ambito di sicurezza. Poiché il settore finanziario europeo ha perso posti di lavoro all’indomani della crisi del debito del 2008, molte delle migliori menti del continente sono passate ai settori tecnologici. La terza ragione è la regolamentazione. L’introduzione del Regolamento Europeo Generale sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR) nel 2018 ha ulteriormente alimentato la domanda di cyber security nel settore. In quarto luogo, le aziende europee sono anche ben posizionate per cogliere le opportunità che un reciproco antagonismo tra Stati Uniti e Cina offre per i servizi di sicurezza di terze parti.Le stime differiscono, ma le società di ricerca prevedono una crescita annua a doppia cifra per il mercato della cyber security in Europa nei prossimi cinque anni. Congiuntamente, i più recenti sviluppi tecnologici, le riforme normative e la maggiore attenzione dei governi alla difesa a fronte delle tensioni geopolitiche creano un contesto eccezionalmente fertile e opportunità di investimento, per la crescita del settore della cyber security. La prova ne è l’ondata di operazioni di fusione e acquisizione. Le recenti operazioni di alto profilo comprendono l’acquisizione di Imperva da parte di Thoma Bravo per 2,1 miliardi di dollari, una società compresa nel portafoglio Pictet Security al momento dell’acquisizione, e l’acquisizione da 2,35 miliardi di dollari da parte di Cisco dello specialista dell’autenticazione dell’identità Duo.Gli investitori nel settore della sicurezza hanno non solo l’opportunità di attingere a questo fenomeno di crescita secolare, ma possono anche beneficiare di un certo livello di protezione in caso di eventi imprevedibili a livello mondiale, hanno concluso i membri del Comitato di Consulenza.

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Esplosione Livorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

“A nome mio e di tutto il gruppo di Forza Italia della Camera dei deputati esprimo sincere condoglianze e vicinanza alle famiglie dei due lavoratori morti a causa dell’esplosione avvenuta al porto di Livorno.Una tragedia che richiama tutti noi ad una ulteriore e definitiva riflessione sui temi della sicurezza del lavoro, elemento cardine di una società avanzata che tenda a garantire i diritti fondamentali di ogni uomo”. Lo afferma, in una nota, Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Afghanistan: Esplosione coinvolge un “Lince”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Herat. Un VTLM “Lince” della Task Force Centre (TF C), su base 5° reggimento alpini del Regional Command West è stato coinvolto in un’esplosione. Il personale a bordo del mezzo è incolume ed il veicolo, danneggiato dalla detonazione, è in fase di recupero. Il “Lince” faceva parte di un convoglio che stava rientrando da un’attività notturna nella zona di Shindand. L’evento è accaduto alle 22.50 ora locale a circa 5 Km dalla base “Shaft” sede della TF C. Il fenomeno degli IED in RC West negli ultimi mesi è in fase decrescente, grazie alle capacità di ISAF e delle forze di sicurezza afgane di prevenire questo genere di minaccia. Circa il 30% degli ordigni colpisce civili innocenti e le forze di sicurezza stanno portando avanti ogni genere di sforzo per limitare il fenomeno. Attualmente nella zona occidentale dell’Afghanistan la capacità di neutralizzare gli IED si attesta attorno al 75% grazie anche alle segnalazioni provenienti dalla popolazione locale.

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L’era del peacekeeping, la guerra continua

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Ancora un morto e ancora feriti gravi, in questa guerra “asimmetrica” in cui ordigni caricati pesantemente esplodono al passaggio dei nostri soldati, in missione in Afghanistan allo scopo di aiutare il Paese a ritrovare un equilibrio che non è certo auspicato dagli insorgenti.Ieri abbiamo appreso che alle ore 12.45 locali, a 25 chilometri a Nord di Shindand, l’esplosione di un ordigno improvvisato (IED) ha coinvolto un veicolo blindato Lince della Task Force Center, su base 5° Reggimento Alpini di Vipiteno. Il tenente Massimo Ranzani è deceduto, mentre altri quattro militari sono rimasti feriti, in modo grave. La pattuglia rientrava da un’operazione di assistenza medica alla popolazione locale, un’attività chiamata di MEDCAP congiunta con le forze afgane…. http://www.cybernaua.it

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Herat: scontro a fuoco in operazione controllo territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Herat, Attacco complesso ad una pattuglia italiana nei pressi di Shindand alle ore 00.15. Al termine di un Observation Point, nella fase di rientro verso la FOB “Shaft” una pattuglia della Task Force Centre ha subito un attacco complesso. Ad una esplosione di quello che può ritenersi uno IED hanno fatto seguito colpi diretti di arma da fuoco. La reazione del personale ha posto fine all’ingaggio mettendo in fuga gli assalitori. L’esplosione ha sbalzato il “rallista” fuori dal mezzo. Il militare, cosciente, accusa lievi traumi. Non si registrano ulteriori feriti. Il mezzo investito dall’esplosione, un VTLM Lince, ha riportando danni materiali sostanziali. Un primo intervento è stato effettuato da un’analoga pattuglia presente nei pressi e successivamente la quick reaction force partita dalla FOB “Shaft” sede del comando, e un recovering team hanno recuperato l’equipaggio ed il Lince coinvolto. Le operazioni di recupero hanno visto la partecipazione anche di una quick reaction air statunitense e di un UAV, aereo a pilotaggio remoto. La pattuglia si inserisce nelle attività dell’operazione “Bear 5” che il 5° reggimento alpini e le forze di sicurezza afgane stanno svolgendo da alcuni giorni nelle zone limitrofe a Shindand. Operazione che già ieri aveva raggiunto un notevole risultato con l’arresto del Mullah Basir un insurgent locale responsabile, in passato, di azioni terroristiche.L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba del 24 febbraio, ha visto gli uomini del 5° alpini e la polizia afgana impegnati in attività dicordon and search. Supportati da una preparazione d’intelligence, gli uomini della TF Centre sono riusciti a individuare il soggetto in un minuscolo villaggio di poche case nella zona Est del distretto dove è stato arrestato. Diversi erano stati i precedenti, infruttuosi, tentativi di cattura. Richiesta dall’autorità politica di Shindand, l’operazione ha portato all’arresto di altri 8 sospettati ed al sequestro di diverse armi e munizioni. La “Bear 5” segue di pochi giorni la gemella “Bear 4” che, con la stessa modalità di lavoro congiunto sul terreno tra la polizia e i militari italiani, aveva già conseguito il ragguardevole risultato di individuazione ed arresto di 7 insurgent in un’area periferica della zona di operazione degli alpini del 5°. Un connubio particolarmente efficace quello che si è venuto a formare tra le forze della coalizione e la controparte afgana nell’area di Shindand. Lavoro “shohna ba shohna” (spalla a spalla) che ha portato, nel solo mese di febbraio, all’arresto di una ventina di insorti nell’area.

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Aggiornamento morti italiani in Afghanistan

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Herat (Afghanistan) I quattro alpini uccisi erano su un veicolo lince a Buji nella regione di Wardak a 200 Km da Farah. L’esplosione, avvenuta alle 9,45 ora locale, ha completamente distrutto il mezzo militare. Faceva parte di una colonna di una settantina di tir e camion civili che trasportavano materiale per l’allestimento di una base operativa avanzata nel Gulistan. L’ordigno sembra sia stato attivato a distanza dai talebani appostati nelle vicinanze e che subito dopo, approfittando della situazione che è venuta a crearsi dall’improvvisa esplosione e dallo sbandamento degli altri mezzi, hanno cercato, con un intenso fuoco con armi leggere, di assaltare la colonna. Sono stati prontamente respinti dall’immediata reazione della scorta. Nel frattempo un elicottero ha provveduto a trasportare il militare ferito nel campo di Delaram per le prime cure. Per quanto è dato sapere il quinto alpino ha subito un forte trauma per l’esplosione e le feriti riportate per quanto gravi non sono tali da porlo in pericolo di vita. segue qui

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Afghanistan: Due militari uccisi da una mina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Herat Ancora vittime italiane in un’area di loro competenza. La località si trova a circa 20 km dalla città occidentale afghana quando i militari sono stati investiti dall’esplosione di una mina probabilmente collegata a quella che un minuto prima avevano disinnescata. Berlusconi si affretta a esprimere il suo cordoglio per poi aggiungere che dobbiamo restare lì come a voler tacitare, da subito, quanti, anche nel suo partito, restano perplessi su una avventura militare dai molti aspetti controversi. Non sfugge, infatti, la notizia, di queste ultime ore, rimbalzata dal web dove sono apparsi documenti top secret dei servizi segreti americani che pongono seri dubbi sull’opportunità di una presenza militare internazionale nella regione. Che qualcosa non funzioni è evidente. Nello scorso maggio sono morti il  il sergente Ramadù e il caporal maggiore Pascazio ed è di qualche giorno la notizia del suicidio di un altro militare. E’ bene che il Parlamento italiano faccia una seria riflessione in proposito fuori dalle logiche partitiche e gli interessi internazionali. Non vorremmo che alla fine il sacrificio dei nostri militari si riveli un tributo per una causa sbagliata.

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Petrolio: Trivellare i nostri mari

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2010

Dopo il disastro – al momento inarrestabile – della Deepwater Horizon, negli Stati Uniti si parla di  le esplorazioni petrolifere offshore. In Italia questi permessi continuano a essere rilasciati senza alcun ripensamento apparente. Al momento, oltre alle 66 concessioni di estrazione petrolifera offshore con pozzi già attivi, sono in vigore 24 permessi di esplorazione offshore, soprattutto nel medio e basso Adriatico (Abruzzo, Marche, Puglia) e nel Canale di Sicilia. L’area delle esplorazioni supera gli 11.000 kmq, una superficie assai maggiore di quella che attualmente ospita pozzi operativi (poco meno di 9.000 kmq). Ci sono poi moltissime altre aree in cui si richiede l’autorizzazione per esplorazioni petrolifere: le mappe del Ministero dello Sviluppo Economico dimostrano un’esplosione di richieste di trivellazioni esplorative soprattutto al largo di Abruzzo, Marche, Puglia, Calabria (versante ionico) e nel Canale di Sicilia. La superficie complessiva non è nota, ma si può stimare che sia almeno il doppio di quella in cui le ricerche sono già state autorizzate. «Sappiamo tutti perché proprio in Italia c’è quest’interesse per le trivellazioni offshore: le royalties da pagare allo Stato sono del 4 per cento e non del 30-50 per cento come per altri Paesi- spiega Alessandro Gianni, direttore delle Campagne di Greenpeace. – Inoltre, non si paga alcuna imposta per i primi 300.000 barili di petrolio all’anno: oltre 800 barili (o 50.000 litri) di petrolio gratis al giorno!» Le attività esplorative sono effettuate o richieste da imprese ben note, come ENI, EDISON e SHELL, ma anche da imprese minuscole, anche con soli 10.000 euro di capitale sociale: in caso di incidente non potrebbero noleggiare nessun mezzo idoneo a raccogliere il petrolio.

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Reggio Calabria: esplosione ordigno

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

Alle cinque di mattina di domenica 3 gennaio è esploso un ordigno piazzato davanti al portone del Tribunale di Reggio Calabria. Si è trattato di una bombola di gas riempita di materiale esplosivo e dotata di una miccia. L’esplosione ha abbattuto il portone dell’edificio. Non sono stati rilevati danni alle persone. Sono subito intervenuti i vigili del fuoco e le forze di polizia. Per il procuratore generale del tribunale di Reggio Calabria dott. Salvatore Di Landro, la matrice dell’attentato va fatta risalire, probabilmente, alle cosche mafiose locali che proprio in questi giorni sono sotto il tiro incrociato della procura e delle indagini di polizia che si occupano della confisca e del sequestro dei beni della ‘ndrangheta. Qualcuno sembra abbia notato due persone a bordo di un motorino mentre depositavano un qualcosa davanti al portone. Il Ministro Roberto Maroni subito informato dell’esplosione ha disposto una riunione straordinaria dei magistrati e inquirenti per giovedì prossimo alle ore 16 presso la prefettura di Reggio Calabria per fare il punto della situazione e per prendere, eventualmente, urgenti misure di sicurezza. Il sindaco Giuseppe Scopelliti intervistato da un cronista dell’Adnkronos ha espresso ”a nome della città, solidarietà e vicinanza alla magistratura reggina che in questi ultimi anni ha inferto ai poteri criminali un duro colpo, aggredendo i patrimoni della ‘ndrangheta come mai era accaduto prima, mettendo in campo grande professionalità e competenza rispetto a un tema delicato come quello del contrasto alla criminalità organizzata che rappresenta, in una città in grande crescita, un cancro da estirpare”. “Questo atto – continua Scopelliti – spinge tutte le istituzioni a partire dal Comune a continuare nel lavoro di trasparenza e di moralizzazione della cosa pubblica per arginare sempre più all’interno della nostra comunità le forme di illegalità”.

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La morte di un soldato italiano in Afghanistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

“Il 2 luglio, con una interrogazione da parte dell’on.e Turco è stato chiesto al ministro La Russa di provvedere a rafforzare i mezzi di protezione a sicurezza degli uomini che operano sui ‘Lince’ impiegati nelle zone di guerra”, dichiara Turco in una nota. “La risposta offerta da Ignazio La Russa, a margine della commemorazione dei paracadutisti dell’Esercito Italiano caduti durante le missioni di guerra, svoltasi il 3 luglio scorso a Milano, è stata: ‘Sto studiando un sistema di protezione per i nostri militari che si trovano in ralla (piattaforma dalla quale i militari fanno fuoco) perché non muoiano più per un’esplosione. E’ una posizione pericolosa che necessita di una copertura ancora maggiore'”. L’interrogante si chiede se “lo studio” si protrarrà ancora a lungo anche perché gli altri, “i terroristi” non aspettano e lo hanno dimostrato. Turco ha dato vita al ‘partito per la tutela dei diritti dei militari’ insieme all’ex maresciallo dell’Aeronautica militare Luca Marco Comellini e all’avvocato Giorgio Carta. (f.m.) (fonte Grnet.it) “A nome di tutti i membri del neonato partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM), esprimo il più profondo cordoglio per la perdita del Primo Caporalmaggiore Alessandro Di Lisio e auguro una pronta guarigione agli altri militari rimasti feriti nel vile attentato. “E’ quando dichiarato da Luca Marco Comellini  esponente del PDM . “Questo lutto ci rattrista fortemente a poche ore dalla conferenza stampa convocata per la nascita del partito.”

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Disastro Viareggio va in Parlamento

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

E’ stata presentata un’interrogazione a prima firma dell’on. Aldo Di Biagio, al ministro Matteoli in merito alla immane tragedia verificatasi la scorsa notte nei pressi della stazione di Viareggio al fine di sapere “quali provvedimenti urgenti intenda predisporre per riportare il livello di sicurezza del sistema dei trasporti ferroviari italiani ai parametri comunitari ed internazionali e quali iniziative intenda intraprendere al fine di intervenire, modificando, le modalità di controllo e di verifica adottate per l’autorizzazione a circolare sulla rete italiana di convogli o strutture di trasporto di proprietà di aziende straniere o non, carenti sotto il profilo tecnologico, strutturale e di sicurezza”. “Dato che – viene evidenziato nel documento – in data 29 giugno, nei pressi della stazione di Viareggio il deragliamento di un treno merci ha portato all’esplosione di due delle cisterne, dello stesso treno, contenenti GPL. la deflagrazione conseguente alla fuga di gas ha coinvolto molti edifici circostanti la stazione provocando pesanti crolli, una consistente evacuazione degli abitanti della zona e soprattutto 16 vittime e circa 50 feriti gravi”. “Sulla tragedia è stata aperta una inchiesta da parte della procura di Lucca – continua la nota – che al momento sta acquisendo le informazioni atte a comprendere la reale dinamica dell’incidente. Dai primi rilievi le cause della sciagura vanno ricercate nel cedimento dell’asse di uno dei carrelli, di proprietà di una società straniera, i cui rischi erano stati più volte messi in evidenza dagli stessi ferrovieri, infatti erano state messe in evidenza segnalazioni di pericolo e di precarietà di alcune strutture di trasporto che però sembrerebbero essere state completamente disattese delle istituzioni competenti”.

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La spesa sanitaria rischia di esplodere

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

“C’è una situazione di pericolosa esplosione incontrollata della spesa sanitaria, che coincide con una situazione di inefficienza e di carenza dei servizi ai cittadini”. Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, intervenuto venerdì a Roma alla cerimonia per i 50 anni del sindacato della dirigenza medica Anaao Assomed. “Quindi – ha aggiunto il ministro – c’è questa stretta connessione tra una possibile e ulteriore esplosione della spesa sanitaria e il basso livello di servizi ai cittadini. Tutto – ha concluso Sacconi – si concentra dunque nelle decisioni che dobbiamo prendere entro il mese di luglio” sulle Regioni con i conti in rosso: Sicilia, Campania, Molise e Calabria. “Oltre alle verifiche sui piani di rientro dell’Abruzzo e del Lazio”, ha precisato il responsabile del Welfare.

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