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Circa 220 mila persone hanno avuto l’occasione di conoscere da vicino il mondo della Marina

Posted by fidest press agency su martedì, 29 maggio 2018

Lo hanno fatto attraverso gli stand espositivi di NoiSiamolaMarina realizzati presso il centro commerciale “Porta di Roma”. La presenza del personale della Marina, dei mezzi e dei simulatori e l’allestimento di mostre storiche hanno suscitato non solo la curiosità del pubblico adulto, ma in particolar modo quella dei più giovani che hanno partecipato a diverse attività dimostrative e interattive, come le discese in corda su parete, le dimostrazioni con i robot e quelle di difesa personale, oltre ad avere la possibilità di vestire lo scafandro da palombaro e svolgere le lezioni sui nodi e sul carteggio nautico. I giovani partecipanti che sono riusciti a portare a termine tutte le prove sono stati premiati con gadget della Marina Militare.E’ stata una grande opportunità questa per i visitatori di vivere un’esperienza da #ProfessionistidelMare e conoscere i segreti dell’equipaggio della #MarinaMilitare, anche attraverso un contatto diretto con i testimonial delle varie componenti della Marina Militare, che hanno fornito informazioni sulle varie specializzazioni, ruoli ed eccellenze della Forza Armata.Sono stati resi disponibili a favore dei visitatori il simulatore di plancia di una nuova unità navale, la camera di manovra con simulatore d’immersione di un sommergibile oltre al simulatore di periscopio di un sommergibile, il simulatore per i segnali di appontaggio di un elicottero sulle unità navali, un battello della Brigata San Marco e del Gruppo Subacquei ed Incursori, i mezzi subacquei filoguidati e telecomandati, i modellini in scala di navi e di un elicottero in configurazione antisommergibile.Inoltre, i medici del servizio sanitario della forza armata hanno avuto modo di illustrare al pubblico presente le attività svolte sul territorio nazionale e a bordo delle unità navali della Marina Militare, come ad esempio quelle di terapia iperbarica a favore della collettività presso i centri di La Spezia e del Centro Ospedaliero di Taranto.
Grande trionfo anche per il concerto dal titolo “Banda in Band” realizzato dalla Banda della Marina Militare,in formazione di 65 elementi, che ha persuaso numerosi passanti nel centro commerciale Porta di Roma catturati dal piacevole repertorio musicale composto da pezzi rock e pop.All’evento hanno partecipato anche gli atleti della Marina che hanno fatto provare le attrezzature sportive – tra cui un simulatore di barca a vela – e coinvolto il pubblico partecipante nella divertente attività sportiva del tiro con l’arco.Grazie ai punti informativi sono state soddisfatte le curiosità del pubblico e illustrate le possibilità di carriera nella Marina Militare.Gli appassionati di storia hanno potuto invece visitare un’intera area dedicata alla mostra sulla Prima Guerra mondiale, cui proprio quest’anno ricade il centenario, nella quale sono stati esposti cimeli e pannelli illustrativi.Partner dell’evento sono state le Fondazioni “Francesca Rava”, “Operation Smile” e l’Associazione “Mare Vivo” con le quali si sono tenuti numerosi incontri sulle attività e i progetti messi fino ad oggi in campo con la Marina Militare.

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Grande esposizione archeologica di Reggio Emilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Reggio Emilia il 27 e 28 aprile, Roadshow promosso in occasione dei 90 anni di Anas e realizzato dalla stessa Azienda. Fa tappa a Reggio Emilia dove Anas propone la mostra fotografica a Palazzo dei musei con: “Mi ricordo la strada  a cura di Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli – con una sezione dedicata alla Via Emilia dell’Italia del Boom economico del secondo dopoguerra”. La proposta di Anas si associa perciò a On the road, di cui l’Azienda ha reso possibile anche la Guida alla visita, quale arricchimento attraverso una dimensione definibile in maniera non più di tanto paradossale di archeologia del contemporaneo.
La mostra On the road. Via Emilia 187 a.C., articolata in 400 reperti, diversi dei quali di assoluta importanza storico-archeologica, offre al pubblico un racconto su due livelli: il sotto, ovvero la storia antica di questa colossale opera viaria, e il sopra, ovvero l’attualità della Via Emilia. Le immagini storiche che Anas propone a corredo della grande esposizione giungono a completare quel progetto culturale e allestitivo, contribuendo in maniera significativa alla sua declinazione nel Contemporaneo.
In realtà le immagini fotografiche che Anas propone appartengono anch’esse al registro del ricordo, ma ad un ricordo che permane ancora nella memoria di molti. Offrono un intenso amarcord sulla Via Emilia nel secondo dopoguerra, tra gli anni 50 e 60 del Novecento. Ci riportano ad una Via Emilia calcata da biciclette e cavalli, rade auto e motociclette per arrivare fino alla Fiat 600 del boom economico che solca un’Emilia fiancheggiata da cartelloni pubblicitari che fotografano consumo e benessere. Nel racconto è tutto il territorio che si specchia in una strada operosa che diviene essa stessa paesaggio e sfondo, luogo di passaggio e costruzione, che ritrae operai al lavoro, uomini in completo affacciati sull’uscio delle porte, chiese che sorgono ai bordi della strada, case cantoniere come benevole vedette di un’Italia in perenne corsa e trasformazione. Quell’Italia che arriva fino a noi, con le varianti alla statale pensate per alleggerire il traffico dai centri abitati e il nuovo ponte sul fiume Po. Immagini in bianco e nero di un altro ieri che ha creato l’oggi.
Un’occasione preziosa per celebrare affermano Ennio Cascetta e Gianni Vittorio Armani, presidente e amministratore delegato di Anas – il ruolo fondamentale che Anas ha avuto nella modernizzazione del Paese, influenzandone lo sviluppo economico e culturale, dalla data di fondazione dell’AASS nel maggio del 1928 fino all’ingresso nel Gruppo FS Italiane a gennaio del 2018, solo l’’ultimo dei passi compiuti nel processo di continua trasformazione di un’Azienda che non si è fermata mai”.
Con questa importante nuova sezione, On the rod. Via Emilia 187 a.C. approfondisce ulteriormente  sottolinea Elisabetta Farioli, direttore dei Musei Civici di Reggio Emilia – la storia ma anche l’attualità della strada consolare voluta d Marco Emilio Lepido e che da lui assume il nome. Allora rappresentava la strada utilizzata dall’esercito per difendere ed espandere i confini dell’’Impero ma anche uno dei primi esperimenti urbanistici dell’antichità. I nuclei urbani che si trovavano sull’itinerario erano edificati ad una distanza media l’uno dall’altro di circa 25 chilometri, corrispondenti ad una giornata di marcia dell’esercito. La Via Emilia fa parte di quella fitta e razionale rete di strade consolari dell’Impero romano di cui la rete Anas attuale è l’erede diretto e naturale, con tracciati che a volte riprendono gli itinerari dell’antichità.
La Strada Emilia taglia in due la regione come una spada. Da Rimini a Piacenza divide e unisce l’Emilia-Romagna per arrivare sino a San Donato Milanese in Lombardia, collegando un territorio caratterizzato da paesaggi ampi e mille paesi che appaiono come una città continua.
Per tutto il corso dell’Ottocento e del Novecento, fino ad oggi, il territorio è rimasto profondamente influenzato da quest’arteria che attraversa e fiancheggia, quasi accompagnandoli, i principali capoluoghi della regione, ad eccezione di Ravenna e Ferrara, mantenendo il ruolo di direttrice tra il nord e il centro della penisola italiana. Ad allargare gli orizzonti e i collegamenti con il resto d’Italia ci pensò anche la ferrovia che arrivò a Bologna nel 1859 via Milano-Piacenza e, nel 1864, il primo attraversamento dell’’Appennino verso Firenze. In un’Italia che iniziava ad unirsi, erano le infrastrutture ad agire da collante tra i territori. Perché da 22 secoli la Via Emilia è più una dimensione che un puro itinerario stradale.

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Esposizione di opere realizzate per il progetto LABRYS di Maria Rebecca Ballestra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Bologna in Via D’Azeglio 50, Venerdì 20 Aprile 2018 dalle 20,30 alle 22,30 la Galleria SPAZIO TESTONI inaugura l’esposizione di opere realizzate per il progetto LABRYS di Maria Rebecca Ballestra e a cura di Giorgia Gastaldon, che in occasione di questa serata inaugurale insieme presenteranno in anteprima anche il catalogo monografico sul progetto stesso appena pubblicato da De Ferrari Editore di Genova.
Labrys è un progetto di arte contemporanea ideato e realizzato dell’artista visiva Maria Rebecca Ballestra che, come suggerisce il titolo stesso, indaga il tema – simbolico e visivo – del labirinto, prendendo spunto dalla lettura dei testi di Julien Friedler The Truth of the Labyrinth. Il progetto si è sviluppato durante due anni attraverso nove tappe, ciascuna delle quali si è concretizzata nella realizzazione di una o più opere d’arte, frutto di collaborazioni con altri protagonisti del mondo del contemporaneo (artisti, coreografi, attori, scrittori, e così via…), e in residenze d’artista nazionali ed internazionali.
Oltre alle opere realizzate interamente da Maria Rebecca Ballestra ed in collaborazione con altri artisti, e quelle realizzate dagli artisti invitati, accompagnano questa esposizione allo Spazio Testoni sei storici documenti fotografici sull’opera di Land Art Spiral Jetty realizzata nel 1970 da Robert Smithson a Rozel Point, Great Salt Lake, Utha – USA, e l’opera di Aldo Spinelli Il segno e il simbolo del 1978, entrambe gentilmente concesse dalla Galleria UnimediaModern di Genova.Il soggetto “labirinto” non è scelto dall’artista in maniera casuale, anzi: Maria Rebecca Ballestra porta avanti la sua riflessione su questo tema proprio alla luce della constatazione che l’immagine del labirinto, nei diversi secoli e civiltà, è stata sempre investita di significati diversi e “altri”. Nelle varie tappe di questo progetto, infatti, l’artista indaga, di volta in volta, un aspetto diverso legato all’immagine ed al concetto di labirinto e ciascuna di queste riflessioni rappresenta una diversa tappa di Labrys.
Grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla preziosa ospitalità del Centro di Salute Mentale Parco Basaglia, l’intero progetto – realizzato anche grazie alla promozione di Altreforme Udine – si è concretizzato in una serie di mostre, tavole rotonde, laboratori didattici, performance, che si sono svolte a Gorizia da Ottobre 2017 a Marzo 2018.
Il progetto affonda le sue radici su una solida ed intricata rete di partner tecnici e scientifici. Nei mesi della sua gestazione, infatti, numerosissime sono state le realtà che hanno fornito, nei modi più diversificati, il loro prezioso contributo allo svolgimento ed alla realizzazione dell’ambizioso programma di Labrys.Oltre ai partner internazionali – si segnalano a tal proposito Signal Fire Art (Arizona), The Emily Harvey Art Foundation di Venezia e la Fondazione Spirit of Boz (Associazione Julien Friedler per l’Arte Contemporanea Italia-Belgio) che hanno ospitato in residenza Maria Rebecca Ballestra in alcune delle tappe del progetto – numerosi sono gli enti che hanno creduto nel progetto concedendo pertanto il loro patrocinio: ricordiamo, tra gli altri, l’Università degli Studi di Udine, l’Azienda di Servizi Sanitari della Bassa Friulana Isontina, il Comune di Gorizia, il Giornale delle Fondazioni, la Biblioteca Statale Isontina, nonché il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’ateneo triestino.Dopo Gorizia il progetto Labrys – caratterizzato da una forte natura nomade – si sposta a Bologna ospite della galleria Spazio Testoni, anch’essa tra i partner di questo progetto e che dal 2012 rappresenta il lavoro dell’artista Maria Rebecca Ballestra.L’esposizione resterà visibile fino al 30 Giugno 2018. Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 sabato dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 domenica, lunedì e altri orari su appuntamento.

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Esposizione personale di Francesca Catellani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

La Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia ospita, dal 20 aprile al 17 giugno 2018, nell’ambito della tredicesima edizione di Fotografia Europea, Memories in Super8 (Daily life in Europe 1970/1980), esposizione personale di Francesca Catellani, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. Il progetto è stato selezionato da un comitato composto da Diana Baldon, Laura Gasparini e Walter Guadagnini tra le oltre 300 proposte pervenute tramite open call da artisti e curatori nati o residenti in Europ In linea con il tema generale della manifestazione – RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie – Francesca Catellani presenta una selezione di oltre 400 fotografie che riguarda proprio una sorta di rivoluzione silenziosa, una testimonianza di rinnovamento e trasformazione che si focalizza sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti nel decennio cruciale tra il 1970 e 1980 in Italia e in Europa, dagli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla rinascita degli anni ‘80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa, un vero e proprio secondo boom economico.La fotografa ha raccolto con un minuzioso lavoro di ricerca tra l’Italia, le sue isole e l’Europa, un numero considerevole di filmini amatoriali girati in Super8. Materiale documentativo privato sottoposto ad una peculiare ed estesa postproduzione, tesa a ripulire la pellicola, eliminare il superfluo, restituire l’essenziale. Le immagini presenti in mostra sono state selezionate tra oltre 12.000 scatti: documenti d’epoca che manifestano trasformazioni sostanziali in atto, attraverso piccoli estratti di vita quotidiana. Il percorso espositivo comprende, inoltre, la proiezione di video digitalizzati che permettono al visitatore di immergersi completamente nell’atmosfera del periodo.Un lascito fotografico che implementa certamente un sentire collettivizzante del ricordo, portando l’artista a interrogarsi nel presente: «Cosa ne faremo del futuro?».

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Esposizione di Raffaela Mariniello “La deriva del paesaggio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Madrid Dal 26 febbraio al 29 giugno 2018 Istituto Italiano di Cultura, Calle Mayor, 86. L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid presenta nell’ambito di ARCO, Fiera Internazionale d’arte contemporanea, la prima mostra personale in Spagna dell’artista Raffaela Mariniello. La mostra La deriva del paesaggio si propone come una retrospettiva dell’artista e fotografa napoletana Raffaela Mariniello, includendo un folto nucleo di lavori fotografici di formato diverso e light box. La mostra si inserisce in un dibattito di carattere internazionale sull’evoluzione del paesaggio urbano attraverso un percorso espositivo dinamico e diacronico della produzione dell’artista negli ultimi 20 anni.Un bianco e nero fortemente evocativo è protagonista nei lavori degli anni ’90 in cui l’artista indaga principalmente le periferie metropolitane e le zone industriali, in primis quelle della sua città natale indugiando in particolare sulla nota acciaieria di Bagnoli a Napoli, cogliendo similitudini e contrasti lungo le sponde del Mediterraneo (Beirut, Tunisi, Napoli) e soffermando lo sguardo su quei luoghi marginali, interstiziali, e sui loro “ruderi contemporanei”.Dal bianco e nero Mariniello passa, nei primi anni 2000, ad un uso ironico e coinvolgente del colore nelle opere del progetto Souvenirs d’Italie. L’attenzione volge ora ai centri urbani ed in particolare alle città più rappresentative del nostro paese, un tempo mete obbligate del Grand Tour ed oggi veloci tappe di un turismo onnivoro spesso incapace di andare oltre il simulacro di una cultura assimilabile alla merce. In maniera disincantata l’artista focalizza l’interesse sugli elementi stranianti e al limite del kitsch che abitano le piazze dei centri storici che con la loro apparente festosità, sottolineata dai colori sgargianti e dal dinamismo dello scatto, divengono icone del turismo di massa. Il fil rouge del viaggio, dell’attraversamento del tempo e della civiltà, trova il suo massimo sarcasmo negli scatti realizzati nel parco romagnolo dedicato all’Italia in miniatura. La riflessione sul turismo di massa e sui cambiamenti che questo fenomeno contemporaneo comporta sul paesaggio è il soggetto anche della recente serie Capri Teorema, in cui l’artista restituisce, in una narrazione visiva personalissima, una Capri diversa da quella patinata e glamour attraversando alcune zone più segrete dell’isola, le meno battute dal turismo, zone in cui, come sempre nel lavoro dell’artista, l’uomo è solo di passaggio ma se ne leggono le tracce, nel bene e male. L’isola diviene oggetto di un racconto alla luce lunare tracciato sul confine del passaggio stagionale. Tra paesaggi surreali e percorsi abbandonati spiccano delle incredibili still life “installazioni spontanee”, catturate lungo la marina e in percorsi campestri, micro incursioni nella realtà che sembrano tradire quell’aspetto di mito, di luogo del desiderio caro ai tanti frequentatori dell’isola azzurra. Raffaela Mariniello (Napoli 1962) è tra le più note fotografe italiane. Nel 1991 inizia il progetto a tutt’oggi unica testimonianza storica sull’attività dell’acciaieria Bagnoli, una fabbrica esposto a Napoli, Nantes, Calais, Parigi e Milano. La serie Souvenirs d’Italie sui centri storici delle città italiane in cui si evidenzia la trasformazione dei luoghi preda del turismo di massa è stata esposta a Villa Pignatelli |Casa della Fotografia nel 2011. Nel 2014 dedica il un progetto al tragico incendio di Città della Scienza con il poetico e silente racconto Still in Life. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: Bibliothèque National de Paris; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Banca Commerciale di Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fond National d’Art Contemporain, Parigi; Museo Madre, Metropolitana di Napoli; Maxxi di Roma; Collezione Cotroneo.Lavora con la galleria Studio Trisorio di Napoli.
Catalogo: il catalogo è stato prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, edito in italiano e spagnolo, contiene testi critici di Achille Bonito Oliva e Adriana Rispoli.La mostra è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid in collaborazione con la galleria Studio Trisorio.Orari di apertura al pubblico:dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì. Festivi chiusa.

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Esposizione di libri ‘Racconti di Natale’

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

Roma Lunedì 18 Dicembre 2017, ore 9:00 / 8 Gennaio 2018 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b si terrà un’esposizione di libri di letteratura per l’infanzia.

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Rischi legati all’esposizione delle radiazioni ionizzanti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

Ospedale_SantAndreaRoma Venerdì 27 Ottobre 2017 ore 9:00 Auditorium del Ministero della Salute conferenza sulla Direttiva Euratom 2013/59 attraverso un confronto sui rischi legati all’esposizione alle radiazioni ionizzanti, è questo l’obiettivo del convegno che si terrà il 27 ottobre all’Auditorium del Ministero della Salute. L’incontro dal titolo “Image Safely: Direttiva Euratom 59/2013: consapevolezza e gestione della dose in Tomografia Computerizzata (TC)”, è organizzato dalla Radiologia dell’Istituto San Gallicano, con il patrocinio del Ministero della Salute e delle principali società scientifiche di riferimento, come l’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM), la Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM) e il Sindacato Nazionale dell’Area Radiologica (SNR). Al centro del dibattito, cui è previsto l’intervento del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ci sarà la Direttiva Euratom 2013/59 del Consiglio Europeo (del 5 dicembre 2013) che dovrà essere recepita dal nostro Governo entro il 6 febbraio 2018.“La direttiva – spiega Francesco Maria Solivetti, Responsabile della Diagnostica per Immagini ISG – stabilisce, in sintesi, le norme fondamentali di sicurezza sulla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, con specifici riferimenti alla diagnostica medica. In questo senso, va sottolineato come la TAC che ad oggi rappresenta un esame diagnostico sempre più richiesto nella pratica clinica, specie nel follow-up oncologico, sia la metodica responsabile di più del 50% della dose erogata. L’aumento del numero degli esami eseguiti comporta un possibile incremento dei rischi legati all’utilizzo di radiazioni ionizzanti.”
“Il punto focale della Direttiva Euratom – prosegue Lidia Strigari, Responsabile del Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – è proprio questo: rimarcare i principi di ottimizzazione e di giustificazione sui quali si deve fondare un percorso di garanzia di qualità, con l’obiettivo di ridurre la dose di radiazioni ionizzanti ai pazienti e agli operatori. Introducendo, inoltre, un’importante innovazione in termini di trasparenza dell’informazione sul dato dosimetrico che dovrà essere riportata nel referto medico.”
Il Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti e le Radiologie degli IFO-Regina Elena e San Gallicano, hanno avviato il processo di qualità del percorso diagnostico, tramite la costituzione di un team di esperti e la pianificazione di studi scientifici, ponendosi l’obiettivo di rappresentare un centro di riferimento per il monitoraggio e la gestione della dose in diagnostica medica a livello nazionale e internazionale. (fonte doctor33)

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Prima edizione di “Artialdellearti”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

Bartoletti_cover_lowSalerno lunedì 23 ottobre ore 17, Sala Cinema, Teatro Delle Arti primo appuntamento edizione di “Artialdellearti”. Il giornalista Marino Bartoletti presenterà il suo libro “Bar…Toletti”. Il giorno 8 novembre alle ore 18, il presidente dello Spoleto Art Festival Luca Filipponi, presenterà il suo libro “Oratoria per la Pace” e il terzo ed ultimo incontro sarà con l’artista vietrese Antonio Perrotti, che insieme a Silvio Amato presenterà l’esposizione “Viaggio tra vetri, ceramica, ferro e design”, che sarà inaugurata il giorno 11 novembre alle ore 18 e resterà visibile fino al 25 novembre. Gli incontri che si terranno tutti nella sala Cinema del Teatro Delle Arti, e che saranno moderati dal giornalista del Corriere del Mezzogiorno Gabriele Bojano, con la partecipazione di Adolfo Gravagnuolo e Stefano Pignataro, sono gratuiti ed aperti agli appassionati della lettura, della scultura e della pittura. “Questa rassegna – ha spiegato Claudio Tortora – vuole completare il cerchio delle offerte del Teatro Delle Arti, che è l’unica struttura salernitana multidisciplinare. Alla classica stagione teatrale, vengono presentate anche il teatro scuola, una stagione di danza, una bellissima rassegna di favole per bambini la domenica mattina, una rassegna di teatro classico napoletano, il cinema, laboratori teatrali e di danza. Ci mancava un appuntamento con i libri e la pittura e scultura, ecco quindi il perché di “Artialdellearti”. Stiamo già lavorando affinchè che questa rassegna, come le altre che oramai proponiamo da anni, possa ottenere lo stesso consenso di critica e di pubblico. Infatti, abbiamo già programmato per la seconda edizione, quella del 2018, una serie di incontri a carattere internazionale”. (foto: bartoletti)

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Grande esposizione dedicata a Claude Monet

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 ottobre 2017

Claude MonetRoma Il 19 ottobre al Vittoriano di Roma arriva la grande esposizione interamente dedicata a CLAUDE MONET. In mostra circa 60 opere, le più care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita e che raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere del grandissimo artista francese, grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca e del figlio Michel. L’inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva – curata da Marianne Mathieu – è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris.All’interno della mostra sarà esposta anche la ri-materializzazione di una delle celebri Ninfee di Claude Monet, la serie di capolavori che ha per sempre cambiato il futuro della pittura e influenzato gli artisti delle generazioni successive. Nel 1958 un tragico incendio all’interno del Museum of Modern Art di New York danneggiò gravemente diverse opere, tra cui alcuni dipinti del maestro impressionista, andati perduti per sempre. Con un progetto unico e ambizioso e grazie alle più recenti tecnologie, Sky Arte HD ha riportato alla luce uno dei capolavori distrutti nel rogo, Water Lilies (1914-26), esposto per la prima volta al pubblico.L’affascinante storia dell’opera e il processo di ri-materializzazione saranno raccontati nella produzione internazionale di Sky Arte HD Il Mistero dei Capolavori Perduti. Una serie di 7 documentari diretta da Giovanni Troilo e co-prodotta da Ballandi Arts, ognuno dedicato a un dipinto a oggi tragicamente perduto: alcuni rubati, altri distrutti accidentalmente o di proposito, i dipinti scomparsi e gli artisti che li realizzarono tornano in vita prossimamente su Sky Arte HD. (foto: Claude Monet)

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Prorogata la mostra di Picasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 settembre 2017

Picasso1Picasso2Castiglione del Lago, Palazzo della Corgna. Sarà visitabile ancora fino al 5 novembre la mostra con la quale Castiglione del Lago rende omaggio al grande Pablo Picasso, nel centenario del suo viaggio in Italia. Notevole l’affluenza di pubblico, con 15.000 visitatori in quattro mesi di apertura. Alle opere di grafica e ceramica già esposte si aggiunge l’eccezionale “Barcelona Suite”.
Con 15.000 visitatori in quattro mesi di apertura, la mostra “La materia e il segno. Ceramica e grafica” al Palazzo della Corgna ha registrato un forte interesse di pubblico e critica. In tanti, italiani e stranieri, sono venuti ad ammirare le opere straordinarie dell’artista spagnolo con le quali anche Castiglione del Lago ha voluto rendergli omaggio nell’anno in cui si ricordano i 100 anni dal suo viaggio in Italia. Era il 1917 quando Picasso venne nel belpaese in compagnia dello sceneggiatore e drammaturgo Jean Cocteau alla ricerca di ispirazioni creative. L’esposizione a Castiglione del Lago presenta la creatività del più grande e influente artista del ‘900, che si è cimentato, nel corso della sua lunga e intensa esistenza, in tutti i generi artistici conosciuti: pittura, incisione, disegno e ceramica. La mostra è promossa dal Comune di Castiglione del Lago con il contributo della Regione Umbria.
In occasione della proroga arriva ad impreziosire il percorso di mostra il celebre corpus “Barcelona Suite”. Sarà possibile ammirare le cinque opere di Picasso pubblicate nel 1966 dal Museo Picasso di Barcellona sotto la stretta supervisione dell’artista, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno. La selezione riprende cinque famosi dipinti della prima produzione di Picasso che, attraverso un uso magistrale della tecnica litografica, rievocano perfettamente la forza pittorica e coloristica dell’artista. Si tratta di L’Attente (1901), La Dansueuse naine (1901), Mère et enfant au fichu (1903), Harlequin (1917) e Madame Canals (dipinto a cavallo tra il periodo blu e il periodo rosa).
Fortezza_CastiglionedelLagoPicasso“Barcelona Suite” dialogherà con le tre celebri serie di incisioni e acqueforti, “Le Cocu Magnifique”, “Carmen” e “Balzac en bas de casse et Picassos sans majuscule”, e il corpo unico di ben 29 ceramiche. Un’occasione speciale, quindi, per vedere insieme oltre 90 opere in cui il segno di Picasso è più che mai evidente e riconoscibile. Il biglietto della mostra comprende la visita a Palazzo della Corgna e alla Rocca del Leone.Grande successo anche per la sezione #ComePicasso dove i visitatori, grandi e bambini, possono lasciare il loro segno “alla maniera” di Picasso. Un’intera stanza satura già di scritte e immagini sulle pareti dove ciascuno ha liberato la propria creatività, disegnando e scrivendo su pannelli e fogli in piena libertà e fantasia. Come ha scritto Picasso: “Che cos’è l’arte? Se lo sapessi, mi guarderei bene dal rivelarlo. Io non cerco, trovo” (dalla rivista “Formes”, Parigi, 2 maggio 1930).
La gestione del circuito monumentale di Palazzo della Corgna è affidata alla Cooperativa Lagodarte, affiancata da Sistema Museo per le attività di valorizzazione e da Aurora Group per la ristorazione e promozione di prodotti tipici locali.

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Tutti al sole appassionatamente

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

vacanzeFinalmente esposti al sole la maggior parte dei connazionali, in ferie, al mare in montagna ma all’aria aperta, per fare il pieno di vitamina D, come riempire un serbatoio che si servirà di deposito sino alla prossima primavera. Attenzione però, soggetti troppo magri o troppo grassi possono avere difficoltà a raggiungere lo status ottimale e la maggior parte dei disturbi alimentari è collegato ad un deficit di D. “Sappiamo che per uno stato osseo ottimale è necessario avere anche un indice di massa corporea (BMI) nei limiti, sia durante l’infanzia che nell’adolescenza e nell’età adulta. Infatti, valori di BMI alle estremità dello spettro possono rappresentare un fattore di rischio sia per lo sviluppo dello scheletro che per il mantenimento dello stato osseo – avverte il professor Ranuccio Nuti, Università di Siena. E’ ormai noto che oltre il 50% dei soggetti affetti da magrezza patologica e soprattutto anoressia nervosa presentano alterazioni dello stato osseo, in particolare circa il 10 % dei soggetti affetti da anoressia manifestano un quadro di osteoporosi. Tra le molteplici complicanze di questa patologia, oltre al grave calo ponderale, meritano notevole considerazione quelle endocrino-metaboliche, tra cui si annoverano la malnutrizione, con conseguente riduzione della massa grassa e della massa magra, l’ipogonadismo e l’amenorrea, la resistenza periferica all’azione del GH, l’eccesso di cortisolo, nonché la sindrome da basso T3 (uno degli ormoni tiroidei). Tali condizioni contribuiscono alla determinazione sia di alterazioni del metabolismo osseo che ad una riduzione della densità minerale ossea”(BMD).Anche l’obesità può rappresentare un fattore di rischio per la fragilità ossea. Tradizionalmente l’obesità è considerata avere un effetto protettivo per il rischio di fratture osteoporotiche. Infatti la maggior parte degli studi hanno riportato che i soggetti con un BMI normale o elevato hanno un rischio inferiore di andare incontro a fratture vertebrali e non vertebrali rispetto a quelli con un BMI ridotto. In realtà non esistono molti dati in letteratura riguardo alle modificazioni scheletriche a cui vanno incontro i pazienti obesi. Recentemente però numerosi studi hanno dimostrato che la presenza di massa grassa non sempre ha un effetto protettivo nei confronti dell’osteoporosi e del rischio di fratture. Infatti è stato osservato che un eccessivo accumulo di grasso viscerale ha un effetto negativo sulla BMD e studi condotti sia su popolazioni asiatiche che caucasiche hanno riportato una correlazione inversa tra tessuto adiposo addominale e BMD femorale.
Dunque, “un giusto apporto di proteine ha un duplice effetto preventivo e protettivo perché contribuisce allo sviluppo di ossa e muscoli forti, anche grazie all’aumento dei livelli di IGF-1 nel sangue. Prodotto dal fegato, IGF-1 promuove la formazione di tessuto osseo, muscolo e aiuta la trasformazione della vitamina D nella sua forma attiva. Inoltre gli aminoacidi che compongono le proteine hanno un ruolo sull’intestino favorendo l’assorbimento intestinale di calcio” precisa il presidente SINuC, Prof. Maurizio Muscaritoli. E per rassicurare anche la quota di soggetti che assume poche proteine da fonti animali, recenti studi hanno confermato che anche le fonti di proteine vegetali funzionano per la prevenzione dell’osteoporosi.Come sottolineato anche nelle linee guida per la prevenzione dell’osteoporosi emanate dal nostro Ministero della Salute, l’osteoporosi non è solo conseguente alla perdita ossea che accade con l’avanzare dell’età. Un individuo che non raggiunge un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, può infatti sviluppare osteoporosi senza che vi sia una accelerata perdita ossea in età adulta.Una prevenzione che deve iniziare nell’infanzia e durare tutta la vita, e che passa per un’alimentazione ricca, equilibrata e completa, mentre sappiamo che spesso nell’età anziana la qualità dell’alimentazione va incontro ad uno scadimento, aprendo la strada a quadri clinici di malnutrizione: fattori economici, problemi dentali e di masticazione, mancanza di appetito, rendono l’alimentazione degli anziani monotona, povera e spesso priva del giusto quantitativo di proteine, il che ha come conseguenza la perdita di massa muscolare, debolezza e fragilità con il rischio di cadute.
Ma come stabilire di quante proteine abbiamo bisogno? Basta fare un semplice calcolo e moltiplicare il proprio peso (se adulti) per 0,8 (il fabbisogno in grammi per chilo) quindi un soggetto di 60 chili avrà bisogno di introdurre nell’organismo 48 gr di proteine. Un etto di carne rossa o pesce apporta 28 grammi di proteine circa, un uovo grande 6 grammi, 400 grammi di latte 16 grammi, 1 etto di formaggio intorno ai 30 grammi, 1 tazza di lenticchie 20 grammi e due cucchiai di burro di arachidi circa 8 (Fonte RDA US Department of Agriculture). Attenzione anche al declino ‘stagionale’ di vitamina D: quando ci esponiamo al sole e sintetizziamo la vitamina D questa si accumula ma la sua ‘vita’ è di circa 3-6 settimane, quindi è verosimile che nell’organismo ci sia un picco a metà settembre e i livelli tocchino il punto più basso da novembre all’inizio della primavera se le uscite non sono sufficienti a ripristinarne i livelli. Ma anche nel periodo estivo bisogna ricordare di dedicare almeno 20 minuti al giorno all’esposizione senza filtri: la protezione solare anche di fattore 6 è capace di bloccare quasi del tutto la sintesi cutanea.

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Grande esposizione d’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

cuccoCastellabate (SA) dal 22 luglio al 30 settembre 2017 Sale espositive del Castello Dell’Abate grande esposizione d’arte aperta gratuitamente al pubblico. La grande kermesse artistica del Premio Pio Alferano presenta quest’anno le mostre di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini; di Rocco Iannelli “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis; di Nicolò Morales “Mediterraneo” a cura di Giampaolo Cagnin; di Grazia Cucco “Il paradiso ritrovato” a cura di Sabrina Colle; il grande murale dello street-artist Neve dal titolo “Leucosia” a cura di Simona Capodimonti e la mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone.
“L’armonia dell’invisibile” di Piero Guccione curata da Giuseppe Iannaccone è una mostra che racconta la natura, e soprattutto il mare. Guccione, noto per la sua riservatezza, è un poeta dotato di grande sensibilità. L’artista non dipinge la realtà, ma la sublimazione della realtà. Guccione fa un atto estremo di “sicilitudine” piantando il suo cavalletto, non davanti a ciò che la Sicilia potrebbe fornirgli in immagini varie, pittoresche e pittoriche, ma al contrario davanti a ciò che presenta di più piatto, di più immobile: la superficie del mare e le distese di terre bruciate. Sempre a cura di Giuseppe Iannaccone, la mostra di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” viene raccontata da Vittorio Sgarbi come pittura puramente mentale. Nelle opere di Guarienti troviamo quello che la pittura metafisica aveva voluto rappresentare, fin dai propri inizi, con la ricerca di De Chirico: una dimensione essenziale, totalmente purificata, di puro pensiero, che viene a distillare e quindi a distanziare l’emotività.
mostraLa mostra di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini espone un’imponente sequenza di tele dedicata alla pratica della divinazione, in particolare al gioco dei Tarocchi, con figure quasi irreali, che con movenze flessuose si avvicendano e si dissolvono. Le tele restano volutamente incompiute e trasmettono il fascino del non finito.
I dipinti di Rocco Iannelli in “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis, sembrano sospesi, segni che galleggiano nel vuoto, come zattere, come atolli nell’oceano. D’altronde la leggerezza, la sottrazione di peso, costituisce la sua cifra artistica, il suo specifico linguaggio caratterizzato da numeri e simboli astratti che esprimono l’ineffabile condizione umana.
Nicolò Morales, artista ceramista di Caltagirone, maestro nell’uso dei colori, rappresenta una vera e propria sfida cromatica. Sfumature mediterranee e delicate armonie dove i colori vibrano forti e possenti dentro ad ogni opera. Nicolò Morales, la cui storia sembra uscita da una romanzo d’altri tempi, trasforma senza limiti di fantasia quella straordinaria materia che è l’argilla, donandogli accesi cromatismi la cui luce si rispecchia direttamente nel titolo della mostra: 1985-1987OLIO SU TELAcm. 84x108 - CON CORNICE cm. 105x130x7FOTO PAOLO VANDRASCH“Mediterraneo”, curata da Giampaolo Cagnin.Le opere di Grazia Cucco che compongono il nucleo della mostra “Il paradiso ritrovato”, a cura di Sabrina Colle, guidano lo spettatore in un vero e proprio mondo incantato, in un’arte che rovescia le sue carte tra realismo magico e surrealismo, tra passione e rigore formale, tra lirismo e memoria. Come sogni a occhi aperti le opere di Grazia Cucco illustrano un paradiso ritrovato, irreale e trasognato.L’opera di Danilo Pistone, in arte Neve, “Leucosia” ha il privilegio di essere il primo murale realizzato a Castellabate e di rappresentare una forma espressiva contemporanea ormai molto diffusa e amata come la street art in una località di valore storico-artistico e in uno scenario di riconosciuto fascino paesaggistico. L’artista raffigura un’affascinante sirena, ripresa nel suo ambiente naturale sott’acqua, tra i riflessi di luce che penetrano dalla superficie, mentre stringe tra le dita una perla rara.
La mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone, è una rassegna dedicata ad una generazione, quella degli anni ’90 dello scorso secolo, una generazione di giovani che la mostra di Castellabate vuole “fotografare” sul piano del linguaggio artistico, delle poetiche e dei mezzi d’espressione utilizzati. A parte un caso isolato, tutti gli artisti che espongono in questa mostra sono nati nella prima metà del decennio e specialmente nei primi tre anni: 1990, 1991, 1992. Grazie a loro, e ai loro coetanei non presenti (i Novantiani sono l’esito di una selezione, oltre che di un censimento), la mostra vuole tentare una singolare analisi dell’arte e degli artisti e mettere in rilievo quello che potrebbe essere, e la mostra lo dirà, un denominatore comune o matrice “temporale”. Ingresso alle mostre: gratuito Orari: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 24:00 Chiusura: lunedì. (foto: cucco, mostra)

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Palazzo Venezia: successo dell’esposizione “Studio Architettura Zacutti – momenti dei vent’anni di attività”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

palazzoveneziaRoma Per testimoniare l’impegno profuso nello svolgere con passione, impegno, dedizione e professionalità, il proprio lavoro, Giorgio Zacutti, docente di Storia dell’Architettura, fondatore e ispiratore dello Studio Architettura Zacutti, ha deciso di celebrare il suo ventennale di attività con una mostra-evento che è stata ospitata all’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte a Palazzo Venezia, edificio carico di storia e luogo ideale per accogliere, nella sua Biblioteca, l’esposizione dei lavori del celebre architetto, coniugando la sua ricerca del “nuovo” con l’impronta del passato, sempre presente in lui. Una speciale mostra, articolata anche con videoproiezioni di filmati che attraversano i momenti più significativi e interessanti dell’attività, riservata alle tipologie di applicazione della professione nella ricerca storica e urbanistica, progetti del settore immobiliare e alberghiero, con pubblicazioni universitarie, riviste del settore e conferenze Per festeggiare e condividere un racconto lungo venti anni e i traguardi raggiunti, Zacutti ha organizzato anche un esclusivo cocktail party nella suggestiva “Loggia delle Benedizioni”. Tra i tantissimi amici, giornalisti e personalità che non sono volute mancare alla celebrazione Niccolò e Anna Marzotto, Rocco ed Ester Crimi, Ignazio e Sylvia Carrassi Del Villar, Massimiliano e Alessia Lancellotti, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, Rossana Letta, Patrizio e Flaminia Patrizi Montoro, le anchorman televisive Adriana Bellini (TgLa7), Federica Corsini (Tg Rai Parlamento) e Simona Branchetti (Tg5), Didi Leoni, la principessa Caterina Torlonia, il notaio Giorgio Bulgari Calissoni, Roberto Enrico Wirth, proprietario e amministratore delegato dell’Hotel Hassler, il nuovo allenatore dello Zenit San Pietroburgo, Roberto Mancini, Elisabetta Ferracini e Pier Forleo, Salvatore Puglisi Cosentino. Ed ancora gli attori Vincenzo Bocciarelli con Claudia Conte, Loredana Cannata, Stefania Barca e Demetra Hampton.

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Salon Art Shopping

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

locandina parigiParigi dal 9 all’11 giugno 2017 Carrousel du Louvre 99, Rue de Rivoli Vernissage: venerdì h.19-22 Orario di apertura: sabato h.10-20 e domenica h. 10-19 Sabrina Falzone presenterà i suoi artisti al Palazzo del Louvre presso la Sala del Carrousel, esponendo al pubblico internazionale i nuovi traguardi della ricerca artistica contemporanea. Più di diecimila visitatori hanno visitato l’ultima edizione del Salone Art Shopping del Carrousel du Louvre. Per la categoria scultura, la curatrice ha scelto 4 talenti dalla conclamata esperienza come la finlandese Eva Rossi-Kivimaki, Daniela Rancati e due scultori della famosa Fornace Curti di Milano: Stefano Iosca e Yaya in Arte.Per la sezione di arti visive, invece, sono stati selezionati l’iraniana Marjan Babaei Nasr, l’inglese Kiki Fleming, l’autore storico Tony Priolo (1925-2010), Giorgio Buccolini, Luisa Fabris, Gianfranco Gobbini, Krisma, Maristella Laricchia, MaRinò, Mauro Martin, Moirym, Traversi Guerra. In mostra sarà esposta anche una parte della collezione fotografica “Amarcord Sardinia” di Ferdinando Longhi.
Espongono gli artisti: Marjan Babaie Nasr (Iran), Giorgio Buccolini (Italia), Luisa Fabris (Italia), Kiki Fleming (Inghilterra), Gianfranco Gobbini (Italia), Stefano Iosca (Italia), Krisma (Italia), Maristella Laricchia (Italia), “Amarcord Sardinia” di Ferdinando Longhi (Italia), MaRinò (Italia), Mauro Martin (Italia), Moirym (Italia), Tony Priolo (Italia), Daniela Rancati (Italia), Eva Rossi-Kivimaki (Finlandia), Traversi Guerra (Italia), Yaya in Arte (Italia),

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Eposizione di Lina Fucà “Tra le linee dei miei confini”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

Lina FucàMadrid 23 maggio – 22 dicembre 2017 (Da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 18.00 Agosto dalle ore 10 alle ore 14.00. Festivi chiuso) Ingresso gratuito Istituto Italiano di Cultura calle Mayor, 86 Eposizione di Lina Fucà “Tra le linee dei miei confini”
Lina Fucà è nata a Torino nel 1972. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Torino, diplomandosi in pittura. Negli stessi anni inizia a compiere performance di pittura dal vivo con il gruppo teatrale Il Barrito degli Angeli. Questa esperienza amplifica l’attitudine dell’artista a far dialogare la propria pratica figurativa con altre forme espressive quali teatro, musica e video. L’evoluzione naturale di questa dinamica relazione la porta ad occuparsi di scenografia e costumi con numerose realtà della scena teatrale e cinematografica indipendente. L’interazione fra diversi linguaggi è divenuta in questi ultimi anni la caratteristica della sua ricerca, che parte innanzitutto da una riflessione sulla percezione di sé in rapporto alla percezione “degli altri”. Ne sono testimonianza le opere presentate alla Galleria Giorgio Persano nell’aprile del 2016 dove sono state esposte, in una mostra personale, alcuni lavori che sono il risultato di un intreccio che prende corpo in forme e modalità visive poliedriche: dalla proiezione di un video dove l’artista e una ragazza egiziana si confrontano attraverso gesti simili e distanti, alla composizione di una scatola luminosa in cui l’autoritratto risulta dalla sovrapposizione di ritratti realizzati da altri; dalla ripresa della vestizione dell’artista compiuta da donne che la trasformano in una sembianza di sé (segno tangibile dell’incontrarsi), alla tenace e lieve ombra lasciata su grandi fogli bianchi che raccontano il viaggio interiore di una giovane donna sulla soglia della sparizione. Nell’estate del 2016 la Fondazione Merz offre a Lina Fucà una residenza artistica a Cuba. Da questa esperienza nasce l’opera Non bastano un milione di passi, riflessione sull’incontro con l’isola caraibica dove si intrecciano fotografia, video e forme arcaiche di costruzione. (foto: Lina Fucà)

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Cover Store apre in Spagna

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

coverstore.pngCover Store apre il primo Store monomarca spagnolo A Benidorm Alicante. Lo spazio, di 15 mq2 si trova nel polo pedonale dello shopping in Calle Gambe 1.
Il concept espositivo è firmato Coverstore ed è finalizzato a orientare il consumatore finale all’interno degli store offrendo la possibilità per chiunque entri di toccare e provare cover e accessori attraverso Flash tematici proposti sulle diverse linee di prodotto che oggi compongono il catalogo: non solo cover (con le oltre 300 referenze grafiche oltre alle licenze con Chupa- Chups, Warner Bross, Juventus, Turner), ma anche le collezioni business (lo strumento più importante ed efficace in termini di comunicazione 3.0. E l’idea piace), accessori fashion come il Power-Bank, la cover con batteria integrata (Cover -Recharge), la 3 Ports USB car Charger,le Earphone e molto altro.L’apertura spagnola di Benidorm a cui seguiranno nello stesso mese in Italia quelle di Alassio e Bergamo costituiscono un passo fondamentale nel processo di espansione commerciale dell’azienda a livello globale. Da quasi 3 anni Cover Store ha dato avvio ad un progetto commerciale fortemente incentrato sul retail monomarca. Oggi Cover Store conta in Italia 90 punti vendita, 20 shop in shop, e sfiora i 5 milioni di follower sui social network; i dipendenti hanno raggiunto le 150 unità e il fatturato è passato dai 500 mila euro del 2014 a 5 milioni di euro che, in base alle previsioni, nel 2017 dovrebbero raddoppiare. Bonmart Cover appartiene a Bonmart Lithium Business Group, il gruppo guidato da David Bonache e Elias Sisin, i pionieri e attuali delegati nello sviluppo del marchio Equivalenza in Spagna e Italia, i quali hanno portato in alto il marchio in breve tempo, sviluppando un potente lavoro di espansione. Bonmart Cover appartiene a Bonmart Lithium Business Group, il gruppo guidato da David Bonache e Elias Sisin, i pionieri e attuali delegati nello sviluppo del marchio Equivalenza in Spagna e Italia, i quali hanno portato in alto il marchio in breve tempo, sviluppando un potente lavoro di espansione.
Attualmente il Gruppo Bonmart Lithium si pone un nuovo obiettivo in cui prevede di aprire 150 punti vendita Cover Store in 3 anni. Si tratta di un grande progetto nel quale il Gruppo si trova pienamente a proprio agio, consapevole del know-how acquisito grazie ai successi raggiunti in passato. (foto: coverstore)

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57° Esposizione Internazionale di Arte della Biennale di Venezia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

BV_MessicoVenezia giovedì 11 maggio alle ore 11.30 presso l’Arsenale di Venezia, Sale d’Armi tesa B, alla presenza dell’artista, del curatore, Pablo León de la Barra e del Direttore Generale di INBA, Lidia Camacho Camacho.
Il Messico alla 57. Esposizione Internazionale di Arte della Biennale di Venezia presenta Life in the folds di Carlos Amorales.Life in the folds (il titolo si riferisce al romanzo di Henri Michaux pubblicato nel 1949) è un’opera d’arte totale in cui le diverse discipline coinvolte tra cui arti visive, grafica, animazione, film, musica, letteratura, poesia e performance convergono attivando riflessioni non convenzionali. Risultato di un’estesa ricerca Life in the folds scaturisce dalla tensione fra il concreto e l’astratto, luogo in cui si manifestano una serie di immagini poetiche associate ai luoghi in cui troviamo la vita; non in mezzo alla pagine, bensì nelle pieghe, nelle rotture, negli interstizi e nelle cose più piccole. (foto: BV_Messico)

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Esposizione alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2016

pamplonaPamplona 22 settembre ore 12.00 presso la Hall della Escuela Técnica Superior de Arquitectura – Campus Universidad de Navarra s/n L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid -per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale-, il MAXXI Museo nazionale delle Arti del secolo XXI di Roma e l’Universidad de Navarra inaugurano presso la Escuela de Arquitectura di Pamplona l’esposizione Piccole Utopie. Architettura italiana del terzo millennio tra storia, ricerca e innovazione, una mostra sulla “nuova” architettura italiana.
L’inaugurazione celebra inoltre- nell’Anno del Design – l’apertura presso l’Università di Navarra del nuovo corso di laurea dedicato al design,un progetto promosso anche dall’IIC di Madrid a seguito del rinnovato impulso del MAECI nel valorizzare l’eccellenza italiana contemporanea.
L’esposizione proietta l’energia architettonica italiana seguendo tre cammini paralleli: gli autori, i progetti e i temi. Si pretende quindi mettere in luce la predisposizione a immaginare soluzioni architettoniche soluzioni architettoniche ardite e convincenti, ma anche la capacità di farle diventare spazio reale e abitato senza che nel passaggio si perda in integrità e bellezza. La mostra comprende “condomini” di nuova concezione (sostenibile), case individuali e case-studio, dopo una ricerca sugli spazi, sullo stile di vita da “terzo millennio” e sull’attitudine italiana per la “città”.

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Esposizione di Amanda Lear a Montecarlo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

amanda learhotel_metropoleMontecarlo dal 2 al 4 settembre 2016 Hotel Metropole. Il vernissage inaugurale, è fissato per venerdì 2 settembre, alle ore 18.00. Un’occasione particolare quella che vede la tanto amata Amanda Lear regina della Tv e della canzone, questa volta protagonista di una grande mostra dove espone cinquanta dei suoi lavori attraversando gli ultimi trent’anni della sua pittura. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, verrà allestita presso l’esclusivo Hotel Metropole, nel centro di Monte Carlo, adiacente alla famosa Piazza del Casinò. Vittorio Sgarbi commenta: “È una figura interessante nel mondo dell’arte, direi che il suo stile si avvicina alla transavanguardia, ne è un’anticipazione”. Achille Bonito Oliva: “La sua arte appare liberatoria e disinibita, in un’alchimia che attira”.Philippe Daverio: “I suoi dipinti corrispondono appieno alla sua singolare ed intensa vita”.
Nello spiegare le principali fonti d’ispirazione della sua pittura, la Lear ha dichiarato “Prendo sempre spunto dalla mitologia e dalle creature mitologiche come Pegaso, il leggendario cavallo alato. Altri riferimenti importanti sono la Provenza e la natura. Non mi cimento in forme di pittura triste e neanche in quella pittura realista, che trasmette un senso di malinconia alle gente, perché io penso sia molto importante avere appeso sul muro della propria casa un’opera allegra, che ci tira su il morale, piuttosto che fare piangere. Dunque, io dipingo sempre cose colorate”.
E ancora ha proseguito rimarcando “Per me la pittura è colore. Io vado matta per Bonnard, per Gauguin, per i Nabis e per tutti quegli artisti di inizio Novecento, che hanno scoperto il colore puro, addirittura distribuito direttamente dal tubetto. Il mio approccio al mondo dell’arte, è avvenuto fin da bambina, perché volevo sempre dipingere. Per me, la pittura è come un bisogno incalzante, una necessità. Io torno a casa, mi metto tranquilla con i miei gatti a dipingere ed è una cosa, che mi fa veramente bene. Un quadro e questo ti apre un’ po’ la mente. Penso, che l’opera d’arte deve fare qualcosa, provocare un emozione, un sentimento semplicemente. Dire -Ah è bella- non è abbastanza, non è importante, bisogna stimolare e dare un qualcosa alla gente”. (Christian Flammia) (foto: amanda lear, hotel_metropole)

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Mostra Dorothea Lange “The Camera is a Great Teacher”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2016

Dorothea Lange

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(Sellano, PG) Sabato 11 giugno 2016, alle ore 17.30 a Castello di Postignano si inaugurerà la mostra “DOROTHEA LANGE. The Camera is a Great Teacher” con 51 fotografie.L’esposizione è l’evento clou della 5a edizione di “Un Castello all’Orizzonte”, manifestazione culturale che si svolge dal 28 maggio 2016 al 9 gennaio 2017 presso il borgo medioevale restaurato in Umbria.
Tale mostra è preceduta da un’altra retrospettiva sulla Lange, “A Visual Life”, con fotografie scattate fra il 1930 e il 1940: l’inaugurazione si terrà giovedì 9 giugno, a Napoli, presso lo Studio Trisorio. Per la prima volta in Italia, due mostre offrono un ampio spaccato del lavoro di Dorothea Lange, pioniera della fotografia documentaristica e di denuncia sociale. Dorothea Lange è soprattutto nota per aver documentato per la Farm Security Administration la Grande depressione americana: le condizioni di vita nelle zone rurali degli Stati Uniti, la dolorosa povertà degli agricoltori e delle loro famiglie che si

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spostano di luogo in luogo in cerca di lavoro, l’abbandono delle campagne a causa delle tempeste di sabbia che avevano desertificato 400.000 km² di terreni agricoli. La sua foto “Migrant Mother”, scattata in California nel 1936, è diventata un’icona di quel periodo storico: una madre “senza patria” che protegge i suoi figli incarna la sofferenza di un’intera nazione.L’umanità dei soggetti che ritrae non è mai secondaria all’esigenza di documentare la realtà. Nelle sue immagini non mette a fuoco solo la disperazione e la miseria delle persone, ma anche l’orgoglio e la dignità con cui affrontano il proprio destino. È forse questo il motivo che le rende sempre attuali. La macchina fotografica è stata per la Lange “una grande maestra”, lo strumento attraverso il quale osservare profondamente il mondo, provando a “vivere una vita visiva”. “Bisognerebbe utilizzarla come se il giorno dopo si dovesse essere colpiti da improvvisa cecità”, usava dire.
Sarà pubblicato un catalogo dedicato alle due mostre.
Dorothea Lange nasce a Hoboken in New Jersey nel 1895. Dopo aver frequentato la Columbia University di New York con Clarence H.White, dal 1917 al 1919 lavora come fotografa freelance a San Francisco dove apre uno studio. durata: 11 giugno 2016 – 9 gennaio 2017 orari: tutti i giorni, 10 – 22 ingresso: gratuito.

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