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Posts Tagged ‘esposizione’

Immuni: notifiche esposizione raddoppiate in 1 settimana

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Le notifiche di possibile esposizione al Covid inviate dall’applicazione Immuni, secondo i dati forniti dal ministero della Salute, sono quasi raddoppiate in una settimana, passando dalle 19.485 del 20 ottobre alle 36.231 del 26 ottobre. I download dell’applicazione per il tracciamento dei contagi hanno raggiunto i 9,36 milioni al 25 ottobre.”Dati fallimentari! Il punto dolente, infatti, sono gli utenti che risultano positivi al Covid-19, appena 1.530″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. I 9,36 mln di download dimostrano che gli italiani stanno collaborando, anche se il dato dovrebbe ulteriormente salire. Se, però, poi non si caricano i dati dei positivi, allora tutto diventa inutile. Non ci interessa il solito rimpallo di responsabilità tra ministero della Salute, Regioni e Asl. Il Governo rimedi! Deve farsi carico del problema e risolverlo immediatamente” conclude Dona.

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Trittico di esposizioni tra la Galleria delle Statue e delle Pitture e Palazzo Pitti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Firenze. Il grande ritorno a Firenze del Ritratto di Papa Leone X con i due nipoti, capolavoro di Raffaello, dalle Scuderie del Quirinale dove è stato una delle star della mostra per il cinquecentenario della morte dell’Urbinate; il ruolo della donna nell’antichità romana; il dipinto di Joseph Wright of Derby Esperimento su di un uccello inserito in una pompa pneumatica (un’icona dell’Illuminismo e tra i dipinti più interessanti della National Gallery di Londra) eccezionalmente e per la prima volta in trasferta in Italia, agli Uffizi. Questi i protagonisti e i temi portanti del trittico di mostre focus che il complesso museale fiorentino lancia per l’autunno-inverno 2020. “Queste tre iniziative si collocano bene nella filosofia espositiva degli Uffizi – spiega il direttore Eike Schmidt – La mostra sulle donne romane è infatti la decima negli ultimi anni che noi dedichiamo a temi femminili; le altre due (quella sull’epocale restauro del Leone X, con rilevantissime implicazioni tecniche e quella sul magnifico dipinto di Wright of Derby che illustra la meraviglia provocata da un esperimento) si collegano invece all’argomento della ricerca e delle scienze naturali, con un approccio multidisciplinare che va a tutto vantaggio delle competenze umanistiche.” LE MOSTRE: 6 ottobre 2020 – 24 gennaio 2021 Wright of Derby. Scienza ed arte a cura di Alessandra Griffo Uffizi. Il capolavoro di Joseph Wright of Derby, “Esperimento su di un uccello inserito in una pompa pneumatica” (1768) viene per la prima volta presentato in Italia, grazie a un accordo di scambio con la National Gallery di Londra. Questo dipinto a lume di candela è diventato un’icona della storia della scienza. In quest’epoca segnata dalla pandemia, l’opera si impone all’attenzione del pubblico con imprevisti accenti di attualità: la scienza e le reazioni delle persone alla ricerca ne sono infatti il soggetto principale. Palazzo Pitti 27 ottobre 2020 – 31 gennaio 2021 Raffaello e il ritorno del Papa Medici: restauri e scoperte a cura di Marco Ciatti e Eike Schmidt. Dopo il restauro dell’Opificio delle Pietre Dure e l’esposizione proprio all’inizio della grande mostra organizzata alle Scuderie del Quirinale a Roma in occasione del cinquecentenario della morte di Raffaello, il ‘Ritratto di Papa Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi’ torna a casa, nella sua Firenze. La mostra ne documenta il restauro e interpreta le analisi scientifiche del dipinto: adesso sono percepibili le sottili differenze tra le varie sfumature di rosso, le differenti consistenze dei tessuti e la capacità di introspezione ritrattistica dell’artista. Sono inoltre spiegate le indagini diagnostiche che hanno dimostrato che il capolavoro è tutto di mano di Raffaello. Di grande attualità l’ appello ecologico emerso con la revisione del supporto ligneo: purtroppo le variazioni del clima sono divenute così brusche e violente da mettere in crisi sistemi ed equilibri che, all’interno degli stessi materiali delle opere d’arte, avevano funzionato per secoli. Uffizi 3 novembre 2020 – 11 aprile 2021 Imperatrici, matrone, liberte Volti e segreti delle donne romane a cura di Novella Lapini. La mostra pone a confronto gli opposti modelli che caratterizzano la rappresentazione femminile nel mondo romano, e infatti si articola in tre sezioni: gli exempla femminili negativi, i modelli positivi ed infine il ruolo pubblico concesso alle matrone. L’arco temporale preso in esame comprende un periodo ampiamente documentato, quello aureo del Principato, che va dall’ascesa di Augusto alla morte di Marco Aurelio. Le opere esposte sono sculture, epigrafi, gemme e disegni, in gran parte appartenenti alla collezione delle Gallerie degli Uffizi, e con prestiti da altre istituzioni.

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Esposizione di Guido Guidi “Dalle cose”Madrid

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Madrid 27 febbraio 2020 alle ore 20.00. La mostra è realizzata in collaborazione con Viasaterna. Aperta al pubblico dal 28 febbraio all’8 maggio 2020 Ingresso gratuito. Dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Festivi chiusa. Dalle cose è la prima mostra personale in Spagna di uno dei principali maestri della fotografia italiana, Guido Guidi (Cesena, 1941), e ripercorre le tracce fondamentali della vasta costellazione del suo lavoro, invitando il visitatore a scoprire le sue teorie e riflessioni visive. La mostra presenta i principali passaggi della pratica di Guidi, prima fra tutte le connessioni che la dimensione temporale inscrive nel suo lavoro. Alcune opere riflettono sulla sequenza, come nella serie dedicata a Preganziol, piccolo paese vicino Venezia, o nella sua casa a Cesena, in cui indaga i cambiamenti della luce del sole filtrata attraverso la finestra; o, ancora, l’ombra degli alberi durante un’eclissi, mostrando come la successione e le possibilità siano modalità distintive della sua pratica. Poco o niente viene letto come momento decisivo, il lavoro di Guidi non si basa sulla produzione di fotografie isolate che hanno funzione di icone evocative. Anche quelle fotografie che sono esposte in mostra singolarmente o in forma di dittici, appartengono a progetti più ampi, in cui i tempi di realizzazione variano notevolmente. A volte durano qualche giorno come per Gibellina, dove Guidi è stato invitato a offrire il suo personale sguardo sul territorio siciliano in ricostruzione; mentre in altre occasioni, la ricerca può essere prolungata per anni, come per i paesaggi di Strada Romea (1975 – 1990) o la Tomba Brion di Carlo Scarpa (1997 – 2007). Con un interesse per le trasformazioni più lievi dovuti al tempo, l’osservazione per la vita quotidiana e il territorio che cambia, le fotografie di Guidi invitano a pensare l’immagine come a un processo che richiede l’attenzione del visitatore per coglierlo. (fonte: prensa)

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“Aggiornamento multi-asset mensile: perché aumentare l’esposizione alle azioni (britanniche)?”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

A cura di Maya Bhandari, Gestore Multi-asset. Un anno può fare una grande differenza. Dopo un 2018 penalizzante, il 2019 ha permesso agli investitori di cogliere la seconda migliore performance registrata negli ultimi trent’anni da un mix di azioni globali e obbligazioni a lunga scadenza. Per i mercati azionari il 2019 è stato anche un anno record in termini di espansione dei multipli, superato in una sola occasione dalla fine degli anni ’80: nel 2009, quando i listini erano in ripresa dalla schiacciante crisi finanziaria. Di conseguenza, nel 2020 la crescita degli utili dovrà trasferirsi ai prezzi affinché il rally sia sostenuto. Vi sono almeno due motivi per credere che ciò potrebbe accadere. In primo luogo, le minacce legate al commercio globale e a una hard Brexit sono diminuite notevolmente, persino rispetto a metà dicembre[1]. La minore incertezza dovrebbe favorire una certa ripresa della fiducia delle imprese e degli utili societari nel 2020, specialmente nelle aree più sensibili agli sviluppi su ciascuno dei due fronti. In secondo luogo, stando sia al consensus sia alle nostre previsioni, la crescita economica dovrebbe attestarsi su un ritmo pressoché ideale, né tanto forte da rendere necessario un aumento dei tassi d’interesse, né tanto debole da riaccendere i timori di una recessione. Le autorità sono pertanto orientante a mantenere i tassi bassi per un periodo prolungato, sicché è probabile che il tasso di sconto applicato agli utili attesi rimanga vantaggiosamente ridotto, con gli spread creditizi contenuti. Questi ultimi tendono a sconsigliare un investimento azionario ad ampio raggio, se i mercati obbligazionari si trovano nel posto sbagliato. Vi sono tuttavia alcune eccezioni, e il Regno Unito sembra in misura crescente una di queste. All’inizio di gennaio abbiamo innalzato il nostro giudizio sulle azioni britanniche da neutrale a favorevole, promuovendo le azioni nel complesso a classe di attivi tra le preferite. Per quanto i titoli del Regno Unito abbiano partecipato al rialzo generalizzato delle valutazioni dello scorso anno, l’andamento rispetto ad altri mercati è stato sufficientemente sottotono tanto che lo scarto tra i P/E prospettici a un anno si è ampliato a quasi 2x rispetto all’Europa e a 3,5x rispetto alle azioni globali, portandosi su livelli più che doppi rispetto alle medie storiche e sui massimi degli ultimi 15 anni (Figura 3). Anche le posizioni di sottopeso degli investitori appaiono estreme, nonostante il modesto aumento dei flussi verso gli ETF a seguito delle elezioni. Ciò non significa che le prospettive per il Regno Unito siano certe, ma soltanto l’incertezza è diminuita sensibilmente rispetto a un paio di mesi fa. I rischi sull’approdo finale della Brexit rimangono: con i Conservatori in forte maggioranza, la probabilità di un accordo commerciale di portata ridotta potrebbe in realtà essere aumentata, mentre è diminuito il rischio estremo positivo di una soluzione che mantenga i benefici di uno stretto allineamento. Un accordo o persino una proroga della fase di transizione richiede, inoltre, l’approvazione di tutti gli Stati membri dell’UE. A fronte di ciò, tuttavia, sono scomparsi i rischi di un aumento delle imposte societarie, di un processo di nazionalizzazione e di un inasprimento della regolamentazione promessi da un governo guidato da Corbyn. Inoltre, naturalmente, il Regno Unito è anche un mercato essenzialmente difensivo, che continua a distribuire dividendi discreti. Nel complesso, il mercato britannico offre un premio al rischio interessante, sia in relazione al proprio contesto sia, in particolare, rispetto ad altri mercati. La svolta nelle revisioni delle stime sugli utili da parte degli analisti nelle ultime settimane suggerisce un ottimismo maggiore rispetto a quanto attualmente scontato nelle valutazioni di mercato.

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Sesta edizione del Bellavita Expo Londra

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Londra. Chiusa nei giorni scorsi la sesta edizione del Bellavita Expo Londra, che registra numeri in grande crescita: 6000 visitatori e 240 espositori con più di 3000 prodotti esposti. La fiera londinese è dedicata alla celebrazione delle eccellenze food and beverage del Mediterraneo e si avvale della collaborazione con le top fiere italiane Cibus e Vinitaly, con la presenza di Ibérica Expo.Cibus ha affiancato Bellavita nella attività di invitation dei grandi buyer del canale retail e horeca, sostenendo, assieme a Vinitaly il programma di incoming organizzato da Italian Trade Agency Londra che ha portato in fiera compratori provenienti da Scozia, Irlanda, Galles e Inghilterra.
Tra i vari chef che si sono alternati sul palco, Giorgio Locatelli, Chef Patron di Locanda Locatelli (l’unico ristorante italiano stellato di Londra), nonché giudice di MasterChef Italia. Ospiti anche lo chef stellato Theo Randall e, direttamente dalla costiera amalfitana, il due volte stellato Gennaro Esposito, Chef Patron di La Torre del Saracino, anche lui molto attivo in televisone. Proviene invece da Amsterdam, dove da quasi 20 anni dirige la più grande scuola di cucina italiana nei Paesi Bassi, la Chef di Nicoletta Tavella.“Voglio sottolineare la costruttiva collaborazione tra Bellavita, Cibus e Vinitaly – ha dichiarato Riccardo Caravita, Presidente di Bellavita Expo – nello sviluppo di un evento innovativo e in forte crescita che si è confermato essere di riferimento per le aziende alimentari italiane nel Regno Unito, un mercato di fondamentale importanza per l’export italiano”.La sesta edizione di Bellavita Expo ha avuto un accento particolare sui prodotti a coltivazione biologica nonché sugli alimenti e le bevande free-from e alternative per soddisfare le crescenti richieste dei consumatori inglesi, sempre più attenti a scelte alimentari sane e sostenibili; i visitatori hanno avuto l’opportunità di scoprire una vasta gamma di pasta, olio extra vergine d’oliva e formaggi biologici, come pure prodotti come le sfogliatelle napoletane vegane o le pizze senza glutine.Ampio spazio è stato dato ai prodotti più classici della tradizione mediterranea, dal prosciutto crudo di Parma al jamón serrano, passando per provolone, mozzarella, salse di pomodoro, gazpacho, caffé, miele e aceto balsamico.Grande interesse anche per il Bellavita Pizza Academy, che ha accompagnato gli ospiti in un viaggio attraverso i segreti dell’autentica pizza italiana, in collaborazione con APCI UK e il maestro pizzaiolo Marco Fuso.

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Andrea Mantegna: Rivivere l’antico, costruire il moderno

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Torino, Palazzo Madama, Corte Medievale e Piano Nobile 12 dicembre 2019 – 4 maggio 2020 una grande esposizione che vede protagonista Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506), uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano, in grado di coniugare nelle proprie opere la passione per l’antichità classica, ardite sperimentazioni prospettiche e uno straordinario realismo nella resa della figura umana. Intorno alle sue opere si articolano le testimonianze di una stagione artistica – il Rinascimento in pianura padana, prima a Padova e poi a Mantova – capace di rivivere l’antico e di costruire il moderno. La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati.Viene così proposta ai visitatori un’ampia lettura della figura dell’artista, che definì il suo originalissimo linguaggio formativo sulla base della profonda e diretta conoscenza delle opere padovane di Donatello, della familiarità con i lavori di Jacopo Bellini e dei suoi figli (in particolare del geniale Giovanni), delle novità fiorentine e fiamminghe, nonché dello studio della scultura antica. Un’attenzione specifica è dedicata al suo ruolo di artista di corte a Mantova e alle modalità con cui egli definì la fitta rete di relazioni e amicizie con scrittori e studiosi, che lo resero un riconosciuto e importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma ai valori morali ed estetici degli umanisti.Il percorso della mostra è preceduto e integrato, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, da uno spettacolare apparato di proiezioni multimediali: ai visitatori viene proposta una esperienza immersiva nella vita, nei luoghi e nelle opere di Mantegna, così da rendere accessibili anche i capolavori che, per la loro natura o per il delicato stato di conservazione, non possono essere presenti in mostra, dalla Cappella Ovetari di Padova alla celeberrima Camera degli Sposi, dalla sua casa a Mantova al grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare.Il Piano Nobile di Palazzo Madama accoglie, quindi, l’esposizione delle opere, a partire dal grande affresco staccato proveniente dalla Cappella Ovetari, parzialmente sopravvissuto al drammatico bombardamento della seconda guerra mondiale ed esposto per la prima volta dopo un lungo e complesso restauro e dalla lunetta con Sant’Antonio e San Bernardino da Siena proveniente dal Museo Antoniano di Padova.
Il percorso espositivo non è solo monografico, ma presenta capolavori dei maggiori protagonisti del Rinascimento nell’Italia settentrionale che furono in rapporto col Mantegna, tra cui opere di Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e infine il Correggio. Accanto a dipinti, disegni e stampe del Mantegna, saranno esposte opere fondamentali dei suoi contemporanei, così come sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere autografe e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.
Il comitato scientifico della mostra è composto dai curatori Sandrina Bandera e Howard Burns, con Vincenzo Farinella come consultant curator per l’antico, insieme a Laura Aldovini, Lina Bolzoni, Molly Bourne, Caroline Campbell, Marco Collareta, Andrea Di Lorenzo, Caroline Elam, David Ekserdjian, Marzia Faietti, Claudia Kryza – Gersch, Mauro Mussolin, Alessandro Nova, Neville Rowley e Filippo Trevisani.La mostra, promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo, è organizzata da Civita Mostre e Musei. Il catalogo, comprendente numerosi saggi introduttivi e di approfondimento oltre alle schede scientifiche di tutte le opere in mostra, è pubblicato da Marsilio Editori.

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Danilo Trogu: Uno Sguardo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

Roma 5 marzo 2019 ore 18.30 Canova22 (Fino al 19 marzo 2019) Antica fornace del Canova Via Antonio Canova, 22 inaugurazione Fuochi Incrociati Forze Sciamaniche Fra Spazio Terra e Corpi. L’esposizione è la prima di un ciclo di mostre a cura di Gianluca Peluffo, dal titolo Fuochi Incrociati. Forze Sciamaniche Fra Spazio Terra e Corpi, che proseguirà fino ad aprile con i lavori di Mara van Wees e di Riccardo Monachesi.
Danilo Trogu presenta ceramiche in forma di pupilla: uno sguardo in cerca di bellezza, un equilibrio in dialogo con il Canova. Le pupille rappresentano lo sguardo incredulo dell’artista che tende a rendere perpetuo un attimo.

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Inaugurazione dell’esposizione dell’Erbario settecentesco di Giovan Battista Casapini

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Parma Sabato 19 gennaio, alle 11, nella Galleria Petitot della Biblioteca Palatina di Parma, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione dell’Erbario del medico e botanico Giovan Battista Casapini (1722), a conclusione del complesso intervento di restauro iniziato nel gennaio 2017 e terminato a fine 2018. La mostra, organizzata dal Sistema Museale dell’Università di Parma in collaborazione con la Biblioteca Palatina del Complesso Monumentale della Pilotta, rimarrà aperta al pubblico dal 19 gennaio al 9 febbraio 2019.Interverranno Maria Grazia De Rubeis, Direttrice della Biblioteca Palatina, Marcello Tomaselli, Direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, e Giuliana Massini Cugini, Past President di Inner Wheel, Club di Parma Est.L’opera di restauro è stata condotta dalla ditta Cartantica ed è stata interamente finanziata dal Club di Parma Est C.A.R.F. dell’Associazione Inner Wheel Italia, da anni impegnato nel sostegno di attività di carattere sociale-umanitario e culturale, con particolare riguardo al restauro di opere d’arte del territorio.Nell’Erbario Casapini, che risale al 1722, sono classificate e annotate le piante in rapporto alla loro virtù medicamentosa. Il documento costituisce non solo un prezioso reperto museale, ma anche una straordinaria testimonianza delle conoscenze medico-terapeutiche dell’epoca.Giovan Battista Casapini, medico e botanico vissuto nei primi anni del Settecento, esercitò la medicina nel Ducato di Parma e raccolse nel territorio numerose piante medicinali. Una volta essiccate le riunì in erbari, due dei quali sono giunti fino a noi: uno è conservato a Modena e l’altro all’Orto Botanico dell’Università di Parma, dove giunse nel 1921 per concessione della Biblioteca Palatina, che ne autorizzò il deposito per ragioni di affinità disciplinare.

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Presentazione ed esposizione dell’opera nelle sale della Raccolta Lercaro

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Bologna Mercoledì 12 dicembre 2018, ore 18:30 Via Riva di Reno 57 Presentazione ed esposizione dell’opera nelle sale della Raccolta Lercaro. La Fondazione Lercaro e l’Istituto Zoni di Bologna sono liete di presentare l’esposizione, negli spazi museali della Raccolta Lercaro, della splendida tavola di Simone di Filippo Benvenuti detto “dei Crocifissi” (Bologna, 1330 ca-1399) raffigurante l’Incoronazione della Vergine.Si tratta di una tempera su tavola firmata e datata 1382, custodita dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret all’interno dei locali dell’Istituto Zoni di Bologna, sorto accanto alla piccola chiesa di Santa Maria Incoronata, nel tratto di mura tra Porta San Vitale e Porta San Donato.Restaurata a cura della Fondazione Lercaro dal laboratorio di Camillo Tarozzi sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, per gentile concessione dell’Istituto Zoni, questo piccolo ma prezioso dipinto entra ora nel percorso museale della Raccolta Lercaro per mostrarsi a tutti nella profonda delicatezza dei colori e nella ricca simbologia dei significati.
Orari di apertura museo: giovedì e venerdì, 10-13 sabato e domenica, 11-18.30
Aperto: 26 dicembre (11-18.30), 27 e 28 dicembre (10-13), 29 e 30 dicembre (11-18.30).
Chiuso: 24, 25, 31 dicembre 2018 e 1° gennaio 2019. Da giovedì 3 gennaio le aperture seguiranno nuovamente l’orario ordinario.

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Esposizione collettiva con opere di Navid Azimi Sajadi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Reggio Emilia dal 1 al 22 dicembre 2018, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Gavassa di Reggio Emilia, “OfficinARS – Durante e dopo: Resilienza”, esposizione collettiva con opere di Navid Azimi Sajadi, Penelope, Federica Poletti, Marika Ricchi, Thomas Scalco, vincitori dell’omonimo concorso. L’inaugurazione si terrà sabato 1 dicembre alle ore 17.00.
Giunto alla terza edizione, il Premio OfficinARS trae spunto dalla storia dell’edificio che lo ospita – scuola ottocentesca rivolta alle fanciulle povere – per individuare e promuovere gli artisti emergenti che operano sul territorio nazionale. Le attività dell’associazione, presieduta da Maria-Teresa Crispo, tendono inoltre a stabilire un legame tra l’arte e la solidarietà, sostenendo un’associazione che gestisce un orfanotrofio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.La mostra “OfficinARS – Durante e dopo: Resilienza” è l’esito di un concorso ad accesso gratuito al quale hanno partecipato artisti di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Una giuria professionale, composta da Gianantonio Cristalli (Presidente della commissione – scultore e docente di scultura), Francesca Baboni (critico d’arte, curatrice) e Daniele De Luigi (curatore di fotografia e arte contemporanea) ha selezionato i cinque vincitori le cui opere saranno inserite nel catalogo annuale dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana e successivamente esposte al Museo Storico Archeologico di Nola (5-31 gennaio 2019). Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia e la collaborazione del Museo Storico Archeologico di Nola (NA) e del Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi (LU). La sede di Villa Sistemi Reggiana è accessibile da lunedì a venerdì con orario 9.00-18.00. Finissage: sabato 22 dicembre 2018, ore 18.00. Ingresso libero. http://www.villasistemireggiana.it.

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Circa 220 mila persone hanno avuto l’occasione di conoscere da vicino il mondo della Marina

Posted by fidest press agency su martedì, 29 maggio 2018

Lo hanno fatto attraverso gli stand espositivi di NoiSiamolaMarina realizzati presso il centro commerciale “Porta di Roma”. La presenza del personale della Marina, dei mezzi e dei simulatori e l’allestimento di mostre storiche hanno suscitato non solo la curiosità del pubblico adulto, ma in particolar modo quella dei più giovani che hanno partecipato a diverse attività dimostrative e interattive, come le discese in corda su parete, le dimostrazioni con i robot e quelle di difesa personale, oltre ad avere la possibilità di vestire lo scafandro da palombaro e svolgere le lezioni sui nodi e sul carteggio nautico. I giovani partecipanti che sono riusciti a portare a termine tutte le prove sono stati premiati con gadget della Marina Militare.E’ stata una grande opportunità questa per i visitatori di vivere un’esperienza da #ProfessionistidelMare e conoscere i segreti dell’equipaggio della #MarinaMilitare, anche attraverso un contatto diretto con i testimonial delle varie componenti della Marina Militare, che hanno fornito informazioni sulle varie specializzazioni, ruoli ed eccellenze della Forza Armata.Sono stati resi disponibili a favore dei visitatori il simulatore di plancia di una nuova unità navale, la camera di manovra con simulatore d’immersione di un sommergibile oltre al simulatore di periscopio di un sommergibile, il simulatore per i segnali di appontaggio di un elicottero sulle unità navali, un battello della Brigata San Marco e del Gruppo Subacquei ed Incursori, i mezzi subacquei filoguidati e telecomandati, i modellini in scala di navi e di un elicottero in configurazione antisommergibile.Inoltre, i medici del servizio sanitario della forza armata hanno avuto modo di illustrare al pubblico presente le attività svolte sul territorio nazionale e a bordo delle unità navali della Marina Militare, come ad esempio quelle di terapia iperbarica a favore della collettività presso i centri di La Spezia e del Centro Ospedaliero di Taranto.
Grande trionfo anche per il concerto dal titolo “Banda in Band” realizzato dalla Banda della Marina Militare,in formazione di 65 elementi, che ha persuaso numerosi passanti nel centro commerciale Porta di Roma catturati dal piacevole repertorio musicale composto da pezzi rock e pop.All’evento hanno partecipato anche gli atleti della Marina che hanno fatto provare le attrezzature sportive – tra cui un simulatore di barca a vela – e coinvolto il pubblico partecipante nella divertente attività sportiva del tiro con l’arco.Grazie ai punti informativi sono state soddisfatte le curiosità del pubblico e illustrate le possibilità di carriera nella Marina Militare.Gli appassionati di storia hanno potuto invece visitare un’intera area dedicata alla mostra sulla Prima Guerra mondiale, cui proprio quest’anno ricade il centenario, nella quale sono stati esposti cimeli e pannelli illustrativi.Partner dell’evento sono state le Fondazioni “Francesca Rava”, “Operation Smile” e l’Associazione “Mare Vivo” con le quali si sono tenuti numerosi incontri sulle attività e i progetti messi fino ad oggi in campo con la Marina Militare.

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Grande esposizione archeologica di Reggio Emilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Reggio Emilia il 27 e 28 aprile, Roadshow promosso in occasione dei 90 anni di Anas e realizzato dalla stessa Azienda. Fa tappa a Reggio Emilia dove Anas propone la mostra fotografica a Palazzo dei musei con: “Mi ricordo la strada  a cura di Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli – con una sezione dedicata alla Via Emilia dell’Italia del Boom economico del secondo dopoguerra”. La proposta di Anas si associa perciò a On the road, di cui l’Azienda ha reso possibile anche la Guida alla visita, quale arricchimento attraverso una dimensione definibile in maniera non più di tanto paradossale di archeologia del contemporaneo.
La mostra On the road. Via Emilia 187 a.C., articolata in 400 reperti, diversi dei quali di assoluta importanza storico-archeologica, offre al pubblico un racconto su due livelli: il sotto, ovvero la storia antica di questa colossale opera viaria, e il sopra, ovvero l’attualità della Via Emilia. Le immagini storiche che Anas propone a corredo della grande esposizione giungono a completare quel progetto culturale e allestitivo, contribuendo in maniera significativa alla sua declinazione nel Contemporaneo.
In realtà le immagini fotografiche che Anas propone appartengono anch’esse al registro del ricordo, ma ad un ricordo che permane ancora nella memoria di molti. Offrono un intenso amarcord sulla Via Emilia nel secondo dopoguerra, tra gli anni 50 e 60 del Novecento. Ci riportano ad una Via Emilia calcata da biciclette e cavalli, rade auto e motociclette per arrivare fino alla Fiat 600 del boom economico che solca un’Emilia fiancheggiata da cartelloni pubblicitari che fotografano consumo e benessere. Nel racconto è tutto il territorio che si specchia in una strada operosa che diviene essa stessa paesaggio e sfondo, luogo di passaggio e costruzione, che ritrae operai al lavoro, uomini in completo affacciati sull’uscio delle porte, chiese che sorgono ai bordi della strada, case cantoniere come benevole vedette di un’Italia in perenne corsa e trasformazione. Quell’Italia che arriva fino a noi, con le varianti alla statale pensate per alleggerire il traffico dai centri abitati e il nuovo ponte sul fiume Po. Immagini in bianco e nero di un altro ieri che ha creato l’oggi.
Un’occasione preziosa per celebrare affermano Ennio Cascetta e Gianni Vittorio Armani, presidente e amministratore delegato di Anas – il ruolo fondamentale che Anas ha avuto nella modernizzazione del Paese, influenzandone lo sviluppo economico e culturale, dalla data di fondazione dell’AASS nel maggio del 1928 fino all’ingresso nel Gruppo FS Italiane a gennaio del 2018, solo l’’ultimo dei passi compiuti nel processo di continua trasformazione di un’Azienda che non si è fermata mai”.
Con questa importante nuova sezione, On the rod. Via Emilia 187 a.C. approfondisce ulteriormente  sottolinea Elisabetta Farioli, direttore dei Musei Civici di Reggio Emilia – la storia ma anche l’attualità della strada consolare voluta d Marco Emilio Lepido e che da lui assume il nome. Allora rappresentava la strada utilizzata dall’esercito per difendere ed espandere i confini dell’’Impero ma anche uno dei primi esperimenti urbanistici dell’antichità. I nuclei urbani che si trovavano sull’itinerario erano edificati ad una distanza media l’uno dall’altro di circa 25 chilometri, corrispondenti ad una giornata di marcia dell’esercito. La Via Emilia fa parte di quella fitta e razionale rete di strade consolari dell’Impero romano di cui la rete Anas attuale è l’erede diretto e naturale, con tracciati che a volte riprendono gli itinerari dell’antichità.
La Strada Emilia taglia in due la regione come una spada. Da Rimini a Piacenza divide e unisce l’Emilia-Romagna per arrivare sino a San Donato Milanese in Lombardia, collegando un territorio caratterizzato da paesaggi ampi e mille paesi che appaiono come una città continua.
Per tutto il corso dell’Ottocento e del Novecento, fino ad oggi, il territorio è rimasto profondamente influenzato da quest’arteria che attraversa e fiancheggia, quasi accompagnandoli, i principali capoluoghi della regione, ad eccezione di Ravenna e Ferrara, mantenendo il ruolo di direttrice tra il nord e il centro della penisola italiana. Ad allargare gli orizzonti e i collegamenti con il resto d’Italia ci pensò anche la ferrovia che arrivò a Bologna nel 1859 via Milano-Piacenza e, nel 1864, il primo attraversamento dell’’Appennino verso Firenze. In un’Italia che iniziava ad unirsi, erano le infrastrutture ad agire da collante tra i territori. Perché da 22 secoli la Via Emilia è più una dimensione che un puro itinerario stradale.

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Esposizione di opere realizzate per il progetto LABRYS di Maria Rebecca Ballestra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Bologna in Via D’Azeglio 50, Venerdì 20 Aprile 2018 dalle 20,30 alle 22,30 la Galleria SPAZIO TESTONI inaugura l’esposizione di opere realizzate per il progetto LABRYS di Maria Rebecca Ballestra e a cura di Giorgia Gastaldon, che in occasione di questa serata inaugurale insieme presenteranno in anteprima anche il catalogo monografico sul progetto stesso appena pubblicato da De Ferrari Editore di Genova.
Labrys è un progetto di arte contemporanea ideato e realizzato dell’artista visiva Maria Rebecca Ballestra che, come suggerisce il titolo stesso, indaga il tema – simbolico e visivo – del labirinto, prendendo spunto dalla lettura dei testi di Julien Friedler The Truth of the Labyrinth. Il progetto si è sviluppato durante due anni attraverso nove tappe, ciascuna delle quali si è concretizzata nella realizzazione di una o più opere d’arte, frutto di collaborazioni con altri protagonisti del mondo del contemporaneo (artisti, coreografi, attori, scrittori, e così via…), e in residenze d’artista nazionali ed internazionali.
Oltre alle opere realizzate interamente da Maria Rebecca Ballestra ed in collaborazione con altri artisti, e quelle realizzate dagli artisti invitati, accompagnano questa esposizione allo Spazio Testoni sei storici documenti fotografici sull’opera di Land Art Spiral Jetty realizzata nel 1970 da Robert Smithson a Rozel Point, Great Salt Lake, Utha – USA, e l’opera di Aldo Spinelli Il segno e il simbolo del 1978, entrambe gentilmente concesse dalla Galleria UnimediaModern di Genova.Il soggetto “labirinto” non è scelto dall’artista in maniera casuale, anzi: Maria Rebecca Ballestra porta avanti la sua riflessione su questo tema proprio alla luce della constatazione che l’immagine del labirinto, nei diversi secoli e civiltà, è stata sempre investita di significati diversi e “altri”. Nelle varie tappe di questo progetto, infatti, l’artista indaga, di volta in volta, un aspetto diverso legato all’immagine ed al concetto di labirinto e ciascuna di queste riflessioni rappresenta una diversa tappa di Labrys.
Grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla preziosa ospitalità del Centro di Salute Mentale Parco Basaglia, l’intero progetto – realizzato anche grazie alla promozione di Altreforme Udine – si è concretizzato in una serie di mostre, tavole rotonde, laboratori didattici, performance, che si sono svolte a Gorizia da Ottobre 2017 a Marzo 2018.
Il progetto affonda le sue radici su una solida ed intricata rete di partner tecnici e scientifici. Nei mesi della sua gestazione, infatti, numerosissime sono state le realtà che hanno fornito, nei modi più diversificati, il loro prezioso contributo allo svolgimento ed alla realizzazione dell’ambizioso programma di Labrys.Oltre ai partner internazionali – si segnalano a tal proposito Signal Fire Art (Arizona), The Emily Harvey Art Foundation di Venezia e la Fondazione Spirit of Boz (Associazione Julien Friedler per l’Arte Contemporanea Italia-Belgio) che hanno ospitato in residenza Maria Rebecca Ballestra in alcune delle tappe del progetto – numerosi sono gli enti che hanno creduto nel progetto concedendo pertanto il loro patrocinio: ricordiamo, tra gli altri, l’Università degli Studi di Udine, l’Azienda di Servizi Sanitari della Bassa Friulana Isontina, il Comune di Gorizia, il Giornale delle Fondazioni, la Biblioteca Statale Isontina, nonché il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’ateneo triestino.Dopo Gorizia il progetto Labrys – caratterizzato da una forte natura nomade – si sposta a Bologna ospite della galleria Spazio Testoni, anch’essa tra i partner di questo progetto e che dal 2012 rappresenta il lavoro dell’artista Maria Rebecca Ballestra.L’esposizione resterà visibile fino al 30 Giugno 2018. Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 sabato dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 domenica, lunedì e altri orari su appuntamento.

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Esposizione personale di Francesca Catellani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

La Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia ospita, dal 20 aprile al 17 giugno 2018, nell’ambito della tredicesima edizione di Fotografia Europea, Memories in Super8 (Daily life in Europe 1970/1980), esposizione personale di Francesca Catellani, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. Il progetto è stato selezionato da un comitato composto da Diana Baldon, Laura Gasparini e Walter Guadagnini tra le oltre 300 proposte pervenute tramite open call da artisti e curatori nati o residenti in Europ In linea con il tema generale della manifestazione – RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie – Francesca Catellani presenta una selezione di oltre 400 fotografie che riguarda proprio una sorta di rivoluzione silenziosa, una testimonianza di rinnovamento e trasformazione che si focalizza sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti nel decennio cruciale tra il 1970 e 1980 in Italia e in Europa, dagli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla rinascita degli anni ‘80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa, un vero e proprio secondo boom economico.La fotografa ha raccolto con un minuzioso lavoro di ricerca tra l’Italia, le sue isole e l’Europa, un numero considerevole di filmini amatoriali girati in Super8. Materiale documentativo privato sottoposto ad una peculiare ed estesa postproduzione, tesa a ripulire la pellicola, eliminare il superfluo, restituire l’essenziale. Le immagini presenti in mostra sono state selezionate tra oltre 12.000 scatti: documenti d’epoca che manifestano trasformazioni sostanziali in atto, attraverso piccoli estratti di vita quotidiana. Il percorso espositivo comprende, inoltre, la proiezione di video digitalizzati che permettono al visitatore di immergersi completamente nell’atmosfera del periodo.Un lascito fotografico che implementa certamente un sentire collettivizzante del ricordo, portando l’artista a interrogarsi nel presente: «Cosa ne faremo del futuro?».

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Esposizione di Raffaela Mariniello “La deriva del paesaggio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Madrid Dal 26 febbraio al 29 giugno 2018 Istituto Italiano di Cultura, Calle Mayor, 86. L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid presenta nell’ambito di ARCO, Fiera Internazionale d’arte contemporanea, la prima mostra personale in Spagna dell’artista Raffaela Mariniello. La mostra La deriva del paesaggio si propone come una retrospettiva dell’artista e fotografa napoletana Raffaela Mariniello, includendo un folto nucleo di lavori fotografici di formato diverso e light box. La mostra si inserisce in un dibattito di carattere internazionale sull’evoluzione del paesaggio urbano attraverso un percorso espositivo dinamico e diacronico della produzione dell’artista negli ultimi 20 anni.Un bianco e nero fortemente evocativo è protagonista nei lavori degli anni ’90 in cui l’artista indaga principalmente le periferie metropolitane e le zone industriali, in primis quelle della sua città natale indugiando in particolare sulla nota acciaieria di Bagnoli a Napoli, cogliendo similitudini e contrasti lungo le sponde del Mediterraneo (Beirut, Tunisi, Napoli) e soffermando lo sguardo su quei luoghi marginali, interstiziali, e sui loro “ruderi contemporanei”.Dal bianco e nero Mariniello passa, nei primi anni 2000, ad un uso ironico e coinvolgente del colore nelle opere del progetto Souvenirs d’Italie. L’attenzione volge ora ai centri urbani ed in particolare alle città più rappresentative del nostro paese, un tempo mete obbligate del Grand Tour ed oggi veloci tappe di un turismo onnivoro spesso incapace di andare oltre il simulacro di una cultura assimilabile alla merce. In maniera disincantata l’artista focalizza l’interesse sugli elementi stranianti e al limite del kitsch che abitano le piazze dei centri storici che con la loro apparente festosità, sottolineata dai colori sgargianti e dal dinamismo dello scatto, divengono icone del turismo di massa. Il fil rouge del viaggio, dell’attraversamento del tempo e della civiltà, trova il suo massimo sarcasmo negli scatti realizzati nel parco romagnolo dedicato all’Italia in miniatura. La riflessione sul turismo di massa e sui cambiamenti che questo fenomeno contemporaneo comporta sul paesaggio è il soggetto anche della recente serie Capri Teorema, in cui l’artista restituisce, in una narrazione visiva personalissima, una Capri diversa da quella patinata e glamour attraversando alcune zone più segrete dell’isola, le meno battute dal turismo, zone in cui, come sempre nel lavoro dell’artista, l’uomo è solo di passaggio ma se ne leggono le tracce, nel bene e male. L’isola diviene oggetto di un racconto alla luce lunare tracciato sul confine del passaggio stagionale. Tra paesaggi surreali e percorsi abbandonati spiccano delle incredibili still life “installazioni spontanee”, catturate lungo la marina e in percorsi campestri, micro incursioni nella realtà che sembrano tradire quell’aspetto di mito, di luogo del desiderio caro ai tanti frequentatori dell’isola azzurra. Raffaela Mariniello (Napoli 1962) è tra le più note fotografe italiane. Nel 1991 inizia il progetto a tutt’oggi unica testimonianza storica sull’attività dell’acciaieria Bagnoli, una fabbrica esposto a Napoli, Nantes, Calais, Parigi e Milano. La serie Souvenirs d’Italie sui centri storici delle città italiane in cui si evidenzia la trasformazione dei luoghi preda del turismo di massa è stata esposta a Villa Pignatelli |Casa della Fotografia nel 2011. Nel 2014 dedica il un progetto al tragico incendio di Città della Scienza con il poetico e silente racconto Still in Life. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: Bibliothèque National de Paris; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Banca Commerciale di Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fond National d’Art Contemporain, Parigi; Museo Madre, Metropolitana di Napoli; Maxxi di Roma; Collezione Cotroneo.Lavora con la galleria Studio Trisorio di Napoli.
Catalogo: il catalogo è stato prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, edito in italiano e spagnolo, contiene testi critici di Achille Bonito Oliva e Adriana Rispoli.La mostra è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid in collaborazione con la galleria Studio Trisorio.Orari di apertura al pubblico:dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì. Festivi chiusa.

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Esposizione di libri ‘Racconti di Natale’

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

Roma Lunedì 18 Dicembre 2017, ore 9:00 / 8 Gennaio 2018 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b si terrà un’esposizione di libri di letteratura per l’infanzia.

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Rischi legati all’esposizione delle radiazioni ionizzanti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

Ospedale_SantAndreaRoma Venerdì 27 Ottobre 2017 ore 9:00 Auditorium del Ministero della Salute conferenza sulla Direttiva Euratom 2013/59 attraverso un confronto sui rischi legati all’esposizione alle radiazioni ionizzanti, è questo l’obiettivo del convegno che si terrà il 27 ottobre all’Auditorium del Ministero della Salute. L’incontro dal titolo “Image Safely: Direttiva Euratom 59/2013: consapevolezza e gestione della dose in Tomografia Computerizzata (TC)”, è organizzato dalla Radiologia dell’Istituto San Gallicano, con il patrocinio del Ministero della Salute e delle principali società scientifiche di riferimento, come l’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM), la Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM) e il Sindacato Nazionale dell’Area Radiologica (SNR). Al centro del dibattito, cui è previsto l’intervento del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ci sarà la Direttiva Euratom 2013/59 del Consiglio Europeo (del 5 dicembre 2013) che dovrà essere recepita dal nostro Governo entro il 6 febbraio 2018.“La direttiva – spiega Francesco Maria Solivetti, Responsabile della Diagnostica per Immagini ISG – stabilisce, in sintesi, le norme fondamentali di sicurezza sulla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, con specifici riferimenti alla diagnostica medica. In questo senso, va sottolineato come la TAC che ad oggi rappresenta un esame diagnostico sempre più richiesto nella pratica clinica, specie nel follow-up oncologico, sia la metodica responsabile di più del 50% della dose erogata. L’aumento del numero degli esami eseguiti comporta un possibile incremento dei rischi legati all’utilizzo di radiazioni ionizzanti.”
“Il punto focale della Direttiva Euratom – prosegue Lidia Strigari, Responsabile del Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – è proprio questo: rimarcare i principi di ottimizzazione e di giustificazione sui quali si deve fondare un percorso di garanzia di qualità, con l’obiettivo di ridurre la dose di radiazioni ionizzanti ai pazienti e agli operatori. Introducendo, inoltre, un’importante innovazione in termini di trasparenza dell’informazione sul dato dosimetrico che dovrà essere riportata nel referto medico.”
Il Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti e le Radiologie degli IFO-Regina Elena e San Gallicano, hanno avviato il processo di qualità del percorso diagnostico, tramite la costituzione di un team di esperti e la pianificazione di studi scientifici, ponendosi l’obiettivo di rappresentare un centro di riferimento per il monitoraggio e la gestione della dose in diagnostica medica a livello nazionale e internazionale. (fonte doctor33)

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Prima edizione di “Artialdellearti”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

Bartoletti_cover_lowSalerno lunedì 23 ottobre ore 17, Sala Cinema, Teatro Delle Arti primo appuntamento edizione di “Artialdellearti”. Il giornalista Marino Bartoletti presenterà il suo libro “Bar…Toletti”. Il giorno 8 novembre alle ore 18, il presidente dello Spoleto Art Festival Luca Filipponi, presenterà il suo libro “Oratoria per la Pace” e il terzo ed ultimo incontro sarà con l’artista vietrese Antonio Perrotti, che insieme a Silvio Amato presenterà l’esposizione “Viaggio tra vetri, ceramica, ferro e design”, che sarà inaugurata il giorno 11 novembre alle ore 18 e resterà visibile fino al 25 novembre. Gli incontri che si terranno tutti nella sala Cinema del Teatro Delle Arti, e che saranno moderati dal giornalista del Corriere del Mezzogiorno Gabriele Bojano, con la partecipazione di Adolfo Gravagnuolo e Stefano Pignataro, sono gratuiti ed aperti agli appassionati della lettura, della scultura e della pittura. “Questa rassegna – ha spiegato Claudio Tortora – vuole completare il cerchio delle offerte del Teatro Delle Arti, che è l’unica struttura salernitana multidisciplinare. Alla classica stagione teatrale, vengono presentate anche il teatro scuola, una stagione di danza, una bellissima rassegna di favole per bambini la domenica mattina, una rassegna di teatro classico napoletano, il cinema, laboratori teatrali e di danza. Ci mancava un appuntamento con i libri e la pittura e scultura, ecco quindi il perché di “Artialdellearti”. Stiamo già lavorando affinchè che questa rassegna, come le altre che oramai proponiamo da anni, possa ottenere lo stesso consenso di critica e di pubblico. Infatti, abbiamo già programmato per la seconda edizione, quella del 2018, una serie di incontri a carattere internazionale”. (foto: bartoletti)

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Grande esposizione dedicata a Claude Monet

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 ottobre 2017

Claude MonetRoma Il 19 ottobre al Vittoriano di Roma arriva la grande esposizione interamente dedicata a CLAUDE MONET. In mostra circa 60 opere, le più care all’artista e che lo stesso Monet conservava nella sua ultima, amatissima dimora di Giverny: prestiti eccezionali tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che nel 2014 ha festeggiato gli 80 anni di vita e che raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere del grandissimo artista francese, grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca e del figlio Michel. L’inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose e del ponticello giapponese ma anche le monumentali ninfee e glicini, i colori evanescenti e sfumati, la campagna francese e la natura in ogni sua fase: tra i capolavori in mostra Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926), Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva – curata da Marianne Mathieu – è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris.All’interno della mostra sarà esposta anche la ri-materializzazione di una delle celebri Ninfee di Claude Monet, la serie di capolavori che ha per sempre cambiato il futuro della pittura e influenzato gli artisti delle generazioni successive. Nel 1958 un tragico incendio all’interno del Museum of Modern Art di New York danneggiò gravemente diverse opere, tra cui alcuni dipinti del maestro impressionista, andati perduti per sempre. Con un progetto unico e ambizioso e grazie alle più recenti tecnologie, Sky Arte HD ha riportato alla luce uno dei capolavori distrutti nel rogo, Water Lilies (1914-26), esposto per la prima volta al pubblico.L’affascinante storia dell’opera e il processo di ri-materializzazione saranno raccontati nella produzione internazionale di Sky Arte HD Il Mistero dei Capolavori Perduti. Una serie di 7 documentari diretta da Giovanni Troilo e co-prodotta da Ballandi Arts, ognuno dedicato a un dipinto a oggi tragicamente perduto: alcuni rubati, altri distrutti accidentalmente o di proposito, i dipinti scomparsi e gli artisti che li realizzarono tornano in vita prossimamente su Sky Arte HD. (foto: Claude Monet)

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Prorogata la mostra di Picasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 settembre 2017

Picasso1Picasso2Castiglione del Lago, Palazzo della Corgna. Sarà visitabile ancora fino al 5 novembre la mostra con la quale Castiglione del Lago rende omaggio al grande Pablo Picasso, nel centenario del suo viaggio in Italia. Notevole l’affluenza di pubblico, con 15.000 visitatori in quattro mesi di apertura. Alle opere di grafica e ceramica già esposte si aggiunge l’eccezionale “Barcelona Suite”.
Con 15.000 visitatori in quattro mesi di apertura, la mostra “La materia e il segno. Ceramica e grafica” al Palazzo della Corgna ha registrato un forte interesse di pubblico e critica. In tanti, italiani e stranieri, sono venuti ad ammirare le opere straordinarie dell’artista spagnolo con le quali anche Castiglione del Lago ha voluto rendergli omaggio nell’anno in cui si ricordano i 100 anni dal suo viaggio in Italia. Era il 1917 quando Picasso venne nel belpaese in compagnia dello sceneggiatore e drammaturgo Jean Cocteau alla ricerca di ispirazioni creative. L’esposizione a Castiglione del Lago presenta la creatività del più grande e influente artista del ‘900, che si è cimentato, nel corso della sua lunga e intensa esistenza, in tutti i generi artistici conosciuti: pittura, incisione, disegno e ceramica. La mostra è promossa dal Comune di Castiglione del Lago con il contributo della Regione Umbria.
In occasione della proroga arriva ad impreziosire il percorso di mostra il celebre corpus “Barcelona Suite”. Sarà possibile ammirare le cinque opere di Picasso pubblicate nel 1966 dal Museo Picasso di Barcellona sotto la stretta supervisione dell’artista, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno. La selezione riprende cinque famosi dipinti della prima produzione di Picasso che, attraverso un uso magistrale della tecnica litografica, rievocano perfettamente la forza pittorica e coloristica dell’artista. Si tratta di L’Attente (1901), La Dansueuse naine (1901), Mère et enfant au fichu (1903), Harlequin (1917) e Madame Canals (dipinto a cavallo tra il periodo blu e il periodo rosa).
Fortezza_CastiglionedelLagoPicasso“Barcelona Suite” dialogherà con le tre celebri serie di incisioni e acqueforti, “Le Cocu Magnifique”, “Carmen” e “Balzac en bas de casse et Picassos sans majuscule”, e il corpo unico di ben 29 ceramiche. Un’occasione speciale, quindi, per vedere insieme oltre 90 opere in cui il segno di Picasso è più che mai evidente e riconoscibile. Il biglietto della mostra comprende la visita a Palazzo della Corgna e alla Rocca del Leone.Grande successo anche per la sezione #ComePicasso dove i visitatori, grandi e bambini, possono lasciare il loro segno “alla maniera” di Picasso. Un’intera stanza satura già di scritte e immagini sulle pareti dove ciascuno ha liberato la propria creatività, disegnando e scrivendo su pannelli e fogli in piena libertà e fantasia. Come ha scritto Picasso: “Che cos’è l’arte? Se lo sapessi, mi guarderei bene dal rivelarlo. Io non cerco, trovo” (dalla rivista “Formes”, Parigi, 2 maggio 1930).
La gestione del circuito monumentale di Palazzo della Corgna è affidata alla Cooperativa Lagodarte, affiancata da Sistema Museo per le attività di valorizzazione e da Aurora Group per la ristorazione e promozione di prodotti tipici locali.

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