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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘essenza’

Mostra: “ab – l’Essenza dell’Assenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Milano Mercoledì 25 settembre 2019 Gaggenau DesignElementi HUB Corso Magenta 2 – cortile interno, Milano Ore 18.30 Terza mostra del ciclo IN-MATERIAL a cura di Sabino Maria Frassà che conferma la collaborazione con cramun e l’impegno di Gaggenau a favore dell’arte contemporanea.

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Eduardo, umanissime commedie a Chiasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Chiasso, 16 aprile 2011, ore 20.30 Cinema Teatro  Rocco Papaleo e Giovanni Esposito sono i protagonisti di una serata interamente dedicata al grande Eduardo De Filippo. Quattro gli atti unici in scena, scelti e diretti dal regista Giancarlo Sepe, ed accomunati dalla presenza di personaggi che paiono usciti dai vicoli napoletani, per amare, litigare, spiarsi, rappacificarsi. Due sposi novelli, poverissimi, che fanno i conti con la propria miseria ma anche con l’essenza vera del sentimento che li unisce; un padre che cerca disperatamente marito per le due figlie ancora zitelle; un marito che spara alla moglie con una pistola caricata a salve. Ed infine, un’esilarante orchestra di personaggi malmessi e mal assortiti, pronta – prontissima! – ad incidere una memorabile interpretazione di Adduormete cu’mme. Scritti fra il 1928 e il 1938, i quattro atti unici Filosoficamente, Il Dono di Natale, La voce del padrone e Pericolosamente ci regalano un gustoso spaccato su un’umanità variegata, che fa sorridere e che commuove. Quattro atti unici di Eduardo De Filippo regia di Giancarlo Sepe con Rocco Papaleo, Giovanni Esposito, Pino Tufillaro, Elisabetta D’Acunzo, Angela De Matteo, Antonio Merfella, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito musiche di Harmonia Team ideazione scenica e costumi Almodovar produzione Compagnia Gli Ipocriti (esposito, papaleo)

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Il vetro: Ambiente e salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

“Il vetro è riciclabile al 100 % e all’infinito, ospita, senza alterarle, bevande e cibi in tutta sicurezza, è una barriera efficace contro i batteri e, al contrario della plastica, non ha necessità di strati o additivi ulteriori”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento ai positivi risvolti, anche economici, del riciclaggio del vetro. “L’assenza, nel vetro, di ftalati, sostanze chimiche organiche prodotte dal petrolio e usate come agenti plastificanti, che in presenza di cibi caldi o bevande calde possono essere ivi rilasciati, con gravi pericoli per chi li assume, è un’importante garanzia per la nostra salute, perché il vetro – Continua il deputato di Italia dei Valori –  è un contenitore perfetto, composto da 3 elementi naturali atossici stabili: silice, calce e soda. Ogni Comune d’Italia si fornisca di piccole centrali di raccolta e  riciclo di bottiglie e barattoli di vetro, o si consorzi con altri Comuni, e produca lavoro, elimini le bollette sui rifiuti e  abbatta anche l’immissione di CO2 nell’atmosfera. Conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV): “Sull’utilizzo e riciclaggio del vetro, si stimolino le scuole, le associazioni culturali e di volontariato, si organizzino dibattiti. I rifiuti sono ricchezza e opportunità per noi, per le nuove generazioni e per la natura”.

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III Trienala Ladina: Mirrored Stories

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

San Martino in Badia fino al 31/10/2010 via Tor, 65 Museum Ladin Ćiastel de Tor
a cura di Adam Budak Artisti: Peter Demetz, Kathrin Partelli, Romana Prinoth, Esther Schena, Barbara Tavella, Claus Vittur e Veronica Zanoner.  Questa esposizione, organizzata attorno ad una struttura divisoria dalla superficie riflettente, avvia una conversazione, uno scambio fra soggettività, sfidando inoltre la singolarità e l’integrazione dell’espressione artistica. Si tratta di uno strumento, di uno specchio, di uno studio sulla tensione superficiale: una mostra e il suo doppione, lo spazio dell’io e dell’Altro, un’immagine sfumata e un’ombra, un approccio alle ambiguità del reale. Gli artisti invitati ad esporre in quest’occasione esplorano un’immagine e la sua essenza (pittura), il suo aspetto (disegno e acquerelli), il dubbio che essa racchiude (fotografia), il suo carattere sovversivo (scultura) e la sua frammentazione (installazione).
Nel cuore delle Dolomiti vivono i ladini dolomitici, un nucleo di oltre 30.000 persone la cui identità e’ caratterizzata da due importanti elementi: la particolare lingua neolatina, derivante dal latino volgare, e lo straordinario paesaggio montuoso delle Alpi centrali.  Il percorso del Museum Ladin mette in luce alcune particolari circostanze della storia e della vita attuale dei ladini dolomitici. (triennale ladina)

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Ives Belorgey: Sezioni verticali

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2010

Milano fino 11/7/2010 corso Magenta, 59 Galleria Gruppo Credito Valtellinese Ives Be’lorgey, protagonista della grande mostra italiana promossa dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, potrebbe essere l’erede, insieme, di Giovanni Panini e di Hubert Robert. Del grande vedutista settecentesco italiano ha colto la “scienza dello spazio”, del francese la “fluidità della visione”.  Con una originalità, che fa del giovane pittore parigino colui che oggi meglio sa interpretare l’architettura contemporanea nella sua apparenza ma ancor piu’ nella sua vera essenza.  A raccontare questa sua ricerca le Gallerie del Credito Valtellinese propongono al Palazzo delle Stelline una quarantina di opere, acrilici su tela di grande formato. La mostra di Ives Belorgey e’ organizzata con la collaborazione della Galleria Xippas di Parigi. La pittura di Yves Belorgey si impone per l’impatto immediato, quasi fotografico. Di lui si e’ parlato come di un iper-realista, al limite del foto-realismo. Alla base di queste istantanee vi e’ pero’ la capacità di cogliere le grandi periferie urbane, i casermoni, i grandi agglomerati abitativi e industriali non solo per come appaino ma per come sono.  La mostra e’ accompaganata da un catalogo con un saggio critico del grande urbanista Pier Luigi Cervellati. Immagine: Byker Wall 3 Architetto: Ralph Erskine Construction: 1973-78 Newcastle-Upon-Tyne Novembre 2006 olio su tela 240 x 240 cm http://www.civita.it

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Antonio Scarpino “Il poeta del sogno e del colore”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Avigliana (Torino), 20 marzo 2010 alle ore 16 (la mostra resterà aperta sino al 5 aprile 2010) nella ex Chiesa Santa Croce, in Piazza Conte Rosso ad Avigliana s’inaugura la mostra antologica dedicata ad “Antonio Scarpino, Il Poeta del sogno e del colore”, curata da Angelo Mistrangelo. Promossa da Patrizia Scarpino (che cura il riordino dell’Archivio Antonio Scarpino) e realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città di Avigliana, la mostra rappresenta un’occasione per rivedere e, in certi casi, “scoprire” l’essenza dell’opera di questo pittore dal colore intenso e dalla figurazione che esprime inquietudine, sofferenza, rilettura del mondo antico, come si può leggere nei pochi scritti che si sono salvati dall’incendio dello studio nel 2008.
Antonio Scarpino, (Catanzaro 1939-Avigliana 2009) pittore, disegnatore, autore del collages e di piccole sculture, Scarpino ha frequentato negli anni  Settanta la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia Albertina di Belle Arti, allievo di Filippo Scroppo e Giacomo Soffiantino.Dopo la personale alla Galleria Inarte di Avigliana (1988), Scarpino è stato invitato ad esporre nel 1990 nelle sale della Galleria di Palazzo San Domenico a Taverna (Calabria), con presentazione di Giuseppe Valentino: “… Guidato dalle sue “visioni fantastiche”, racconta un modo impossibile ma bellissimo, ove figure e paesaggi si colorano per incanto, di azzurro, di verde, di rosso, di nero. Un mondo dai segni segreti, abitato da dame e folletti vaganti fra alberi e cieli turbinosi…”. Antonio Scarpino ha lavorato nella casa-studio di Vicolo Paglierino, nel centro storico di Avigliana, e in quello di Santa Maria del Mezzogiorno (Catanzaro). Si sono interessati alla sua pittura: Vittorio Bottino, Gianni Caruso, Enzo Cosentino, Giuseppe Martucci, Mimmo Rotella, Angelo Mistrangelo, Marcello Salvati, Giuseppe Valentino. Scritti sui giornali e riviste: Flash Art News, Luna Nuova, Corriere di Torino e della Provincia, Il Giornale di Calabria, Artecultura, Il Giornale dell’Arte.  http://www.antonioscarpino.it

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Card. Turkson su immigrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

«Le migrazioni non si possono fermare, non si possono evitare. E poi, diciamo una cosa: il confine tra alcune legislazioni restrittive recenti – che sembrano essere, non voglio dire “paranoiche” né “isteriche”, ma certamente “preoccupate” – e il razzismo, rischia di farsi sempre più sottile…». E utilizzare la fede come barriera identitaria più che come collante, «è un errore che tradisce l’essenza stessa del Cristianesimo». Il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio consiglio per la Giustizia e la pace, si dice preoccupato per come è impostata, in Europa e in Italia, la discussione sull’immigrazione. Intervistato da Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it), periodico online della Fondazione Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini, ricorda che «la preghiera, la religione, possono abbattere le divisioni. A livello etnico lo straniero è “straniero”, questo è un dato di fatto: io sono nato africano, non c’è nulla da fare! Ma c’è un livello superiore, che permette di superare questa differenza. Ed è il rapporto con Dio. Quindi la religione fornisce i mezzi per superare le divisioni. La Chiesa deve offrire la possibilità di scavalcare queste barriere naturali. Ma se la religione stessa diventa mezzo, o luogo, di separazione, questo sì che sarebbe un bel guaio. E a quel punto, cos’altro mai ci resterebbe?».
«L’immigrazione – spiega il Primate del Ghana – non è un fenomeno nuovo, nella storia dell’uomo. E’ un fenomeno che è sempre esistito, un fattore quasi “costitutivo” dell’esperienza umana. Il problema nasce quando si identifica “migrazione” con “minaccia”. E non è difficile farlo, perché i nuovi arrivati, si sa, sono quasi sempre “bisognosi”.  Così oggi in Europa si considera l’immigrazione soltanto come una minaccia: minaccia all’integrità europea, minaccia allo sviluppo, minaccia al benessere, minaccia alla sicurezza. Un pericolo, e non un potenziale aiuto allo sviluppo. Per secoli non si è discussa la presenza dei musulmani in Europa, e adesso si fanno i referendum sui minareti».  Con il rischio che poi «gli “stranieri” imparino a fare lo stesso: in questi anni, gli africani tornano troppo spesso in patria con qualche amarezza. E se poi diventano politici – si chiede Turkson – se diventano legislatori? Che leggi scriveranno? Su quali principi baseranno la regolamentazione della convivenza, del confronto con altre popolazioni?». E sul ruolo della Chiesa, Turkson aggiunge: «I principi che la ispirano sono fraternità e solidarietà. Ma come declinare questi valori nella situazione di cui parlavamo? Ecco la sfida. Una sfida anche “interna” alla Chiesa: se qui non ci fossero più sacerdoti sufficienti, verrebbero accettati quelli “stranieri”? Se la Chiesa si chiude, come si potrà mai realizzare quella “fraternità universale”? Insomma, il senso di unità e di fraternità della famiglia umana va riscoperto e sviluppato».

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Il profumo e l’essenza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Il termine “essenza” è di uso comune nell’ambito della preparazione di profumi. Osservando il processo di estrazione di un’essenza si trae la sensazione di qualcosa di etereo, di volatile, che progressivamente si libera, per poi esser catturato tramite i nervi olfattivi dal rinencefalo, la parte più arcaica del cervello, indipendentemente dalla coscienza. Come a dire che attraverso l’olfatto l’uomo ha la possibilità di captare l’essenza delle cose con immediatezza, senza passare attraverso l’elaborazione razionale. Per esempio: di un fiore che presenti pure caratteri morfologici diversi, cresciuto naturalmente o in una serra, noi percepiremo quel profumo e sempre quello stesso: potrà variare d’intensità, ma terrà sempre impressa in sé la “signatura” caratteristica della sua funzione, della sua essenza. Nell’olfatto è inscritta la memoria più antica. In tal senso il processo olfattivo sembra ripercorrere pari pari quello alchemico, che ha allo stesso modo, come esito finale, il raggiungimento dell’essenza: come per sintetizzare un fiore, cioè per distillare i suoi petali, è necessario il fuoco, così nel naso il medesimo processo si attua mediante la ricca vascolarizzazione di cui quest’organo è dotato, e cioè mediante il fuoco-sangue. L’olfatto ci restituisce così la possibilità di riconoscere le cose senza vederle e toccarle, ma captandone l’essenza che, tradotta su un piano fisico, è l’odore che da esse emana.  E che non dimentichiamo più. Rispetto agli altri sensi infatti, l’olfatto imprime nella nostra psiche una “memoria” che resta in modo indelebile con noi. Dall’odore dei cibi dell’infanzia, a quello del mare o dell’erba di un luogo per noi significativo; dall’odore del corpo dell’amato, a quello del gesso, della stampa o dell’asfalto … Più che in un album di foto, più che nel cassetto dei ricordi, la nostra storia è una memoria di odori.

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Ulrich Egger Spuren

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

eggerBologna Domenica 25 ottobre dalle 10,30 alle 13 e dalle 16,00 alle 20,00 Via D’Azeglio n. 50 Spazio Gianni Testoni La 2000+45 a cura di Alberto Mattia MartiniCome si chiede il curatore Alberto Mattia Martini, “Siamo noi che abitiamo il mondo o è il mondo che abita dentro di noi?” e prosegue sottolineando:“…l’invito che Egger ci offre è una riflessione sull’urbanizzazione, sulla cementificazione, lasciandoci piena libertà di considerazione. Troppo spesso, a mio avviso, quando si pronuncia la parola architettura, il pensiero scorre prevalentemente sulla materia costitutiva, sull’estetica, dimenticandoci, che essa nasce per ospitare l’uomo.  Una presenza umana che Egger coglie nella sua assenza, una vestigia (spuren) che è traccia, segno profuso dall’elemento architettonico, prima durante l’arco della sua esistenza e poi dalla sua dissolvenza. Queste opere pur non presentando mai materialmente e fisicamente la presenza umana, tracimano di vita, di ricordi, di attimi vissuti, di emozioni, che persistono e aleggiano ancora tra gli spazi attualmente abbandonati, ma grazie a Egger non obliati. L’affermazione dell’identità umano-architettonica può concretizzarsi per mezzo del vincolo euritmico tra fotografia ed elementi strutturali, che Ulrich Egger mette in atto, donando alla costruzione un tema identitario, un’aura culturale e sociale di estrema attualità. La fotografia entra in simbiosi con materiali edili tra i più svariati, che vengono inseriti e sovrapposti nella loro molteplicità materica sulla base fotografica. L’artista, oltre a voler sottolineare un intenso dialogo tra differenti entità, pare volere spingersi nell’ambito e nella sfera del reale-irreale riguardo all’esistente, un’interazione dialogante con il fruitore, che viene destabilizzato, attratto e quindi coinvolto in un ‘gioco illusorio’, trovandosi contemporaneamente al cospetto sia dell’elemento fotografico, che dell’oggetto materico…” (egger)

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Pierre Cardin Autunno-Inverno 2009/2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

pierre cardin1pierre cardin2Dream Parfumes è la nuova strabiliante collezione Pierre Cardin che inebria i sensi  I profumi sono da sempre parte integrante della vita. Tutti noi abbiamo ricordi legati a un profumo, a un aroma in grado di riportarci indietro nel tempo, di farci rivivere umori e sensazioni che sembravano lontani e dimenticati.  Nel 2003 un gruppo di archeologi ha scoperto che il più antico profumo risale a 4000 anni fa. La leggenda narra che il luogo del ritrovamento di quest’essenza primordiale sia Cipro, terra natia di Afrodite, dea greca dell’Amore, sinonimo non a caso di passione e bellezza.   Per questo Solera ha deciso di celebrare il mondo dei profumi di lusso, scegliendo per la propria collezione di intimo Pierre Cardin nomi di grandi aromi intensi e famosissimi, che come la lingerie sposano e accompagnano il carattere, l’umore e il gusto della donna che li indossa. Le linee si possono così riassumere: TresorVagamente orientaleggiante, intensa e floreale come la fragranza da cui prende il nome. Miracle Fresca e intensa come il profumo al quale si ispira. Sensuale, come il morbido  tulle plissé che caratterizza questa linea con i suoi giochi di trasparenze e di abbinamenti al pizzo più impalpabile e ai bordi in lucido raso.  AmourFresco, spiritoso  e seducente, come questo aroma ricco di orientalismi ed essenze floreali.  InnocenceUna maliziosa innocenza, un accento delizioso e femminile.  Poison Femminile,  floreale e lussuosa.  Preziosa e delicata al contempo possiede intensità e potere di evocazione nel raso glamour con simboli geometrici e armoniosi. (pierre cardin1,2)

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