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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘essenziali’

Giunti Edu “I saperi essenziali”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

In libreria da mercoledì 31 marzo. Una raccolta di tre volumi dedicata alle scienze, alla storia e alla geografia, rivolta ai ragazzi e alle ragazze delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, che rende più facile comprendere, memorizzare, studiare e ripassare.Giunti Edu, società del gruppo Giunti dedicata storicamente al settore psicoeducativo, rafforza con questa collana l’obiettivo di lavorare su testi per tutti, innovativi e dinamici, che possano rendere ragazzi e ragazze autonomi nello studio e nel ripasso e, contemporaneamente, offrire un’esperienza immersiva e appassionante verso quei saperi irrinunciabili, essenziali, a volte percepiti come troppo complessi e distanti per appropriarsene veramente.La collana, curata da Elisabetta Nigris, docente di Didattica generale e Progettazione didattica e valutazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca, si avvale della competenza di disciplinaristi, che garantiscono il rigore scientifico dei contenuti, e di esperti di didattica, attenti all’applicazione dei risultati delle più recenti ricerche sul processo di apprendimento.Volumi che aiutano ragazzi e ragazze a individuare e riconoscere i concetti e gli argomenti essenziali da studiare, organizzare i contenuti per ripassare senza dimenticare le cose più importanti e prepararsi alle verifiche, durante tutto l’anno e all’esame finale. I testi sono progettati per avvicinare i ragazzi alle discipline, con un linguaggio ricco e articolato ma accessibile, che ne facilita la comprensione, rendendo piacevole la lettura.Ogni volume contiene gli argomenti fondamentali affrontati nella classe terza della scuola secondaria di I grado, organizzato in unità e capitoli. Ogni unità si apre con l’indice dei saperi essenziali per individuare velocemente i nuclei da ripassare, e in ogni pagina è presente un’area “focus” con domande per concentrare l’attenzione sul contenuto principale e schemi che sistematizzano i nodi salienti di un paragrafo, ricorrendo a parole chiave utili per il ripasso. Attraverso un QR code si accede anche alla sezione online con altri esercizi utili per simulare verifiche, interrogazioni e domande d’esame.I saperi essenziali di Scienze. Il volume contiene gli argomenti essenziali affrontati nella classe III della scuola secondaria di I grado: l’energia e la materia, dall’Universo al pianeta Terra, la storia degli organismi viventi, la reazione agli stimoli esterni e la riproduzione, con un approccio coinvolgente che aiuta lo studente a scoprire e capire la vita in tutte le sue forme e lo esorta a tutelare il nostro pianeta. I saperi essenziali di Storia. Il volume contiene gli argomenti essenziali affrontati nella classe III della scuola secondaria di I grado: la Storia mondiale dalla seconda rivoluzione industriale all’inizio del terzo millennio, raccontata dal punto di vista politico, culturale, sociale, economico e geografico.I saperi essenziali di Geografia. Il volume Saperi Essenziali di Geografia contiene gli argomenti essenziali affrontati nella classe III della scuola secondaria di I grado: il pianeta Terra e i continenti (Asia, Africa, America, Oceania e Antartide). Questi ultimi vengono presentati in un’esplorazione continua di territorio, fattori umani (storia, popolazione, lingue, religioni, culture) e attività economiche: elementi in stretta relazione, che si influenzano l’uno con l’altro, in un vero e proprio sistema.Giunti Edu è società del gruppo Giunti che offre servizi e prodotti per insegnanti e professionisti che operano dentro e fuori la scuola: dalla valutazione della difficoltà e del disturbo all’intervento educativo e di recupero. La linea editoriale di Giunti EDU è basata sulla fondatezza scientifica degli strumenti e dei materiali prodotti, frutto dell’esperienza pluriennale degli autori, che integrano le attività di ricerca con le esperienze sul campo. Giunti Edu è ente accreditato MIUR per la formazione degli insegnanti.

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I libri sono beni essenziali

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

E soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità: ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro”, dichiarano il presidente dei librai (ALI Confcommercio) Paolo Ambrosini e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi nel giorno in cui il governo vara il nuovo Dpcm per la lotta al Coronavirus. “Ogni libreria si impegnerà per garantire la massima sicurezza all’interno degli esercizi, così come è avvenuto nei mesi scorsi, perché la salute rimane la prima cosa da tutelare: controllo degli accessi, igienizzazione degli scaffali, uso dei mezzi di protezione personale rimangono essenziali”. “Con la decisione assunta dal governo – continuano Ambrosini e Levi – si sostengono le librerie che stanno subendo una continua erosione di quote di mercato da parte degli store online, un disequilibrio che mette a rischio non semplici negozi, ma presidi sociali e culturali essenziali per le nostre città e, più in generale, per la vita democratica del Paese e si rinnova la scelta dello scorso 14 aprile, confermando che quella fu una precisa scelta di politica culturale: l’Italia è cultura e la cultura e il libro possono essere il volano per la ripartenza del Paese”.

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Coronavirus e i servizi essenziali. Dall’Italia al mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

In periodo coronavirus, quali sono i criteri per definire i servizi come essenziali e quindi che possono restare aperti? Ovviamente non possono essere criteri individuali: questo è uno dei diversi sacrifici a cui dobbiamo adeguarci, anche se qualcuno potrebbe obiettare non sentendosi “comunità” ma “massa”. Sacrifici, per l’appunto. Anche gli spiriti più “liberi” e “recalcitranti” devono e possono comprendere questa necessità.Ma cosa accade negli altri Paesi? Anche quelli dell’Unione Europea, che in questo frangente ha finora dimostrato che “ognuno fa da se”? Non siamo in grado di fare una panoramica esaustiva, ma alcune curiosità sono interessanti e sintomatiche.La domanda quindi è: quali sono i criteri per determinare ciò che viene considerato di primaria necessità? Molti stanno adottando un metodo che, in buon parte del mondo, viene chiamato “italiano”; impropriamente a nostro avviso, considerato che i primi a metterlo in atto sono stati i cinesi… ma si sa che a molti “fa piacere” dividere il mondo in sfere di influenza, e i cinesi continuano ad essere considerati come degli estranei, anche se le loro produzioni e tecnologie sono la gran parte di quelle che vengono utilizzate nel nostro quotidiano.
In Francia si stanno ancora chiedendo, nell’interpretazione delle direttive emergenziali, se i venditori (esclusivi) di vino e le librerie fanno parte di questa essenzialità.
In Belgio il governo ha autorizzato i parrucchieri a restare aperti, solo su appuntamento e con un cliente per volta. Ora stanno cercando di capire come garantire il metro di distanza fra persone, anche lì considerato il minimo per evitare ogni forma di contagio.
In Austria, dove i provvedimenti emergenziali sono stati presi prima di altri Paesi Ue, è in corso una sorta di battaglia politica sui parchi, soprattutto a Vienna, dove rappresentano un punto locale di orgoglio. Gli ecologisti, che sono al governo con i conservatori, sono riusciti ad ottenere che “passeggiare nei parchi” faccia parte delle eccezioni alla limitazione di mobilità. Dopo i primi giorni di confusione, il vice-cancelliere Werner Kogler, ecologista, ha annunciato con soddisfazione su Twitter, il 19 marzo: “i parchi e le aree gioco aprono di nuovo i loro spazi”.
In Olanda è di un altro tipo il servizio che ha riaperto parzialmente le porte, i famosi coffee-shop. Il governo all’inizio aveva deciso di tenerli chiusi come la maggior parte degli altri esercizi commerciali, ma poi ha fatto marcia indietro. Il timore di una crescita dei traffici illegali di sostanze stupefacenti lo ha fatto desistere, ma col divieto di consumo negli stessi negozi.
Dall’altra parte dell’Atlantico, in California, nell’ovest degli Usa, il Comune di San Francisco ha anch’esso fatto marcia indietro rispetto ai provvedimenti presi nei giorni precedenti, e la Sindaca London Breed ha fatto sapere che i dispensari di cannabis potevano restare aperti. “La marijuana è un farmaco essenziale per molte persone”, ha detto l’assessore alla Salute pubblica di San Francisco in un tweet. Il tutto ovviamente rispettando le misure di sicurezza sanitaria come il metro di distanza tra clienti e commessi.Paese che vai usanza che trovi. La Polonia ha deciso di tenere aperte le chiese. Mentre la Conferenza episcopale italiana (Cei, che ha un certo peso negli ambienti del cattolicesimo romano) ha accettato le decisioni del governo italiano di sospendere le cerimonie civili e religiose, la sua omologa polacca aveva in un primo tempo dato disposizioni perché le varie funzioni religiose fossero moltiplicate sì da diminuire il numero di fedeli presenti nelle chiese, conformandosi così alle direttive sanitarie sulla promiscuità. Il presidente della Cei polacca, l’arcivescovo Stanislaw Gadecki aveva sottolineato: “nello stesso modo in cui gli ospedali curano le malattie del corpo, le chiese servono, tra l’altro, a curare le malattie dell’anima. Ed è per questo inimmaginabile che noi non si possa pregare nelle chiese”.Ma, grazie alla pressione del governo e dell’opinione pubblica, i vescovi hanno finito per “addolcire” le proprie posizioni: hanno “raccomandato” alle autorità diocesane di dare delle “dispense” per le messe domenicali alle persone anziane e malate, sì da evitare loro di commettere peccato. Questi fedeli (e sembra solo questi) sono stati invitati a partecipare alle funzioni religiose attraverso Internet. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Coronavirus e servizi essenziali: 24/24h per meno pericoli e stare meglio tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Si fanno sempre più diffuse le voci, anche di politici e ministri autorevoli, che, per facilitare il blocco della diffusione del virus, occorre dare alle persone meno occasioni di essere in luoghi in cui potrebbero incontrarsi con persone già infette. Se questo potrebbe esser vero per alcuni servizi a cui finora sono stati attuati provvedimenti deludenti da questo punto di vista *, secondo noi per i servizi di primaria necessità è vero il contrario. Non sappiamo se chi pensa a queste limitazioni per supermercati abbia mai passato qualche ora della sua giornata in fila per fare la spesa… ché forse non avrebbe sviluppato una simile convinzione. Infatti è proprio la limitatezza degli orari di apertura che facilita l’assembramento di persone (in coda distanziati, in linea di massima) davanti ai supermercati, code che sarebbero molto, ma proprio molto più “umane” se l’orario di questi esercizi fosse 24 ore su 24. Non solo, ma ci dovrebbero essere i vantaggi di accesso non solo, come si legge in molti cartelli agli ingressi, per le persone che volontariamente si prestano a portare la spesa a domicilio e la protezione civile, ma anche per tutta una serie di soggetti (anziani e handicappati soprattutto) che soffrono più di altri ad essere in fila . E’ sicuro che alcuni sindacati direbbero che così vengono esposti a maggiore pericolo i lavoratori dei supermercati. E lo dicono perché, come purtroppo spesso avviene, non prendono in considerazione la possibilità di assunzione temporanea di personale ad hoc (ci sarebbe la fila per essere lì a lavorare). Perché riguardo ai pericoli di esposizione, tutti gli accorgimenti che stiamo imparando ad utilizzare (e anche molto migliori)… non c’è da fare altro che applicarli.
L’acquisto del cibo è fondamentale come il lavoro negli ospedali e per la pubblica sicurezza. Si tratta solo di attrezzarsi facendo un po’ di pulizia di alcuni convincimenti che sono ormai antistorici e, nel nostro caso, ostativi alla sicurezza di tutti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Coronavirus, il Dpcm con lo stop alle attività. Ecco quelle ritenute essenziali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Ottanta voci delle attività riconosciute come essenziali che quindi continueranno a restare in funzione. Arriva dopo quasi un giorno intero di trattativa il Dpcm che chiude le fabbriche per fermare il contagio del Coronavirus. Nonostante l’annuncio notturno del premier, Giuseppe Conte, infatti, il braccio di ferro sulle attività da includere e da escludere dalla lista è andato avanti a lungo, con le imprese in pressing per tenere aperto il più possibile e i sindacati in allarme per il rischio che alla fine troppe attività restassero aperte vanificando gli intenti di preservare la salute dei lavoratori. – «Ci sono lavori che non possiamo interrompere e che consentono alle persone di accendere la luce a casa o avere l’acqua dal rubinetto o mangiare. Sono lavori che vanno preservati, ma tutti quelli che non sono essenziali li abbiamo sospesi. Chi si può fermare per due settimane e restare a casa può aiutare anche chi sta facendo il proprio lavoro, come i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, gli autotrasportatori, i commessi, i farmacisti» ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.
La tensione è salita quando circola un elenco che include anche i codici 24 e 25, cioè “metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo” che di fatto avrebbe significato lasciare aperto “il 70% delle imprese metalmeccaniche”. Goccia che fa traboccare il vaso per i sindacati che, nonostante le due voci spariscano dall’elenco definitivo, mandano un messaggio forte e unitario a Conte: se si dovessero allargare troppo le maglie i sindacati sono pronti anche allo sciopero generale. La lista in effetti potrà essere aggiornata in un secondo momento con decreto del ministero dello Sviluppo economico (sentito il Mef) e anche i prefetti avranno potere di bloccare eventuali aperture ‘fuori schema’. Gli studi dei professionisti, dopo i vari allarmi lanciati dalle categorie, resteranno aperti (commercialisti, avvocati, ma anche ingegneri e architetti), così come l’intera filiera della stampa, dalla carta al commercio all’ingrosso di libri, riviste e giornali fino ai servizi di informazione e comunicazione. Oltre alle edicole, comunque, continueranno a operare anche i tabaccai, nonostante lo stop a Lotto e scommesse. Mentre le famiglie potranno continuare ad avere colf e badanti conviventi e pure a servirsi del portiere in condominio. Scorrendo la lista compare una serie di servizi, a partire dai call center, che potranno continueranno ad operare rispettando ovviamente le regole sulle distanze e i protocolli siglati la scorsa settimana sull’uso di guanti e mascherine per ridurre il più possibile il rischio contagio (regola che vale per tutte le attività aperte). Nell’ambito delle aziende restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale, compresa la fabbricazione forniture mediche e dentistiche. Inclusa anche la filiera del legno e, la fabbricazione delle bare.
Netta la riduzione delle attività della Pubblica amministrazione: restano di fatto aperte gli esercizi legati a sanità, difesa e istruzione, rigorosamente a distanza. In ‘vita’ anche i servizi dell’Inps, e l’assistenza sociale residenziale e non residenziale.
Sul fronte agroalimentare restano attive l’industria delle bevande, le industrie del cibo, la zootecnia. Anche l’industria tessile potrà continuare a operare escluso, però, l’abbigliamento. Le produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come le raffinerie petrolifere non saranno fermate. Restano operative anche le attività legate all’idraulica, all’installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori, oltre alle diverse forniture, dall’energia elettrica all’acqua al gas. Previste anche la manutenzione sia di pc e telefoni sia di elettrodomestici e, come attività legate ai servizi essenziali, restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti (comprese le riparazioni di auto e moto). Questi ultimi, infatti, saranno assicurati anche da oggi. Il Dpcm lascia libero il trasporto terrestre, marittimo e aereo, oltre al trasporto merci. Attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie. Non sono intaccati nemmeno i servizi di vigilanza privata oltre alle attività di pulizia e disinfezione. (fonte: doctor33)

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Essere o Avere? Collettiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Venezia fino al 22/10/2010 Quartiere Cannaregio Ca’ Zanardi Opere di: Salvatore Chessari, Maura Franciosa, Lorena Garcia Mateu, Angelo Giannetti, Giulio Cesare Matusali, Gabriele Morrione, Valentina Tabacchi, Meike Tiedemann, Walter Zuccarini Erich Fromm scrive nel 1976 To Have or To Be?, interrogandosi su queste due modalità essenziali dell’essere umano: l’Avere e L’Essere. La mostra collettiva organizzata e promossa da Ca’Zanardi di Venezia, in collaborazione con Art&fortE LAB, Art&fortE e Spaziottagoni di Roma, si propone di scandagliare attraverso il linguaggio dell’arte questo tema. Perche’ l’aspetto filosofico della questione posta da Fromm sottintende implicazioni e conseguenze concrete e importanti nella nostra società, che meritano di essere colte e tradotte in opere che sono ora proposte al pubblico in due esposizioni in due delle città piu’ belle, affascinanti, cariche di cultura, arte e storia quali sono Roma (17-30 settembre) e Venezia (10-22 ottobre, Palazzo Ca’ Zanardi), quest’ultima in concomitanza con Biennale Architettura. L’evento prevede la collaborazione con la Reale Canottieri Bucintoro e l’associazione Art&salE, portando cosi’ in dote il Patrocinio dell’Assessorato alla Produzione Culturale del Comune di Venezia.
Erich Fromm scrive nel 1976 To Have or To Be? (ed.it. Mondadori, Milano 1977), interrogandosi su queste due modalità essenziali dell’essere umano: l’Avere e L’Essere. Il filosofo di Francoforte osserva come sia la struttura sociale a determinare il sopravvento dell’uno o dell’atro aspetto. (essere o avere)

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La manovra economica pregiudica i servizi essenziali

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2010

Roma 21 luglio  davanti a  Montecitorio tutti listati a lutto. L’Adiconsum è solidale con il Siulp e tutti i sindacati del comparto sicurezza e difesa. Se la manovra economica non sarà modificata forti saranno i contraccolpi sulla sicurezza e sulla difesa del nostro Paese. La sicurezza e la difesa sono diritti fondamentali – continua Giordano – ai quali non si può rinunciare. Le associazioni consumatori non possono permettere che servizi primari siano depotenziati o addirittura eliminati. Adiconsum è quindi vicina al SIULP e a tutti i sindacati del comparto che manifesteranno a Montecitorio listati a lutto. Adiconsum chiede al Governo di rivedere la manovra economica, seppur necessaria, salvaguardando il comparto sicurezza e difesa e i suoi lavoratori. La salvaguardia dell’economia non si può fare riducendo i diritti primari, fondamentali per ogni consumatore. (n.r. è importante sfatare la diceria seconda la quale questa manovra è essenziale. Non è esatto perché così congegnata serve solo a favorire gli interessi privati e ad umiliare ulteriormente i servizi pubblici e lo stato sociale. Uno stato sociale che ha già pagato abbondantemente ciò che lo Stato non è riuscito a porre rimedio, pur avendone l’opportunità: ci riferiamo agli sprechi, alle evasioni e al taglio dei rami secchi come le province e alla mancanza di controlli come lo ha accertato la stessa Corte dei Conti nella sua relazione annuale.)

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Il padre nostro spiegato da Enzo Bianchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Il primo approccio al Padre Nostro attraverso le parole di un grande maestro spirituale come Enzo Bianchi, con le illustrazioni di un grande talento come Donata dal Molin Casagrande. Un libro per grandi e piccini. “Una preghiera semplice eppure purissima, che contiene tutte le cose essenziali da chiedere quando preghiamo e che non ha nulla di inutile o superfluo. commento di Enzo Bianchi illustrazioni di Donata dal Molin Casagrande Edizioni San Paolo 38 pagine –  € 13,00

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