Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘esseri umani’

Trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

Sulle 20.500 vittime di uno dei sistemi più violenti e senza scrupoli che si conoscano, registrate nell’Unione nel biennio 2015-16, il 56% dei casi riguarda infatti la tratta a scopo di sfruttamento sessuale, con un pur consistente 26% legato allo sfruttamento lavorativo, 1 vittima su 4 ha meno di 18 anni, 2 su 3 sono donne o ragazze. In Italia le vittime di tratta accertate sono 1.660, con un numero sempre maggiore di minorenni coinvolti, cresciuti in un anno dal 9% al 13%. Un trend in aumento confermato anche dal riscontro diretto degli operatori del progetto Vie d’Uscita di Save the Children, che nel 2018, in sole 5 regioni, hanno intercettato 2.210 vittime di tratta minori e neo-maggiorenni, un numero cresciuto del 58% rispetto alle 1.396 vittime del 2017. Benché questi dati rappresentino solo la superficie di un fenomeno per lo più sommerso, la sempre più giovane età delle vittime e la prevalenza dello sfruttamento di tipo sessuale trova conferma anche tra i 74 nuovi casi di minori che sono riusciti a uscire dal sistema di sfruttamento nel 2018 nel nostro Paese e sono stati presi in carico dai programmi di protezione istituzionale, soprattutto in Piemonte (18) e Sicilia (16). Uno su 5, infatti, non supera in età i 15 anni e lo sfruttamento sessuale riguarda quasi 9 casi su 10.
Anche se non rappresenta il principale obiettivo del sistema della tratta, lo sfruttamento lavorativo in Italia è in crescita e nel 2018 gli illeciti registrati con minori vittime, sia italiani che stranieri, sono stati 263, per il 76% nel settore terziario. Il numero maggiore di violazioni sono state segnalate nei servizi di alloggio e ristorazione (115) e nel commercio (39), nel settore manifatturiero (36), nell’agricoltura (17) e nell’edilizia (11).
Le vittime sono in larga maggioranza di origine straniera. Provengono infatti dalla Nigeria o dai Paesi dell’est europeo e dai Balcani le ragazze che sono maggiormente esposte al traffico delle organizzazioni e reti criminali che poi gestiscono in Italia un circuito della prostituzione in continua crescita. Il numero delle vittime di tratta minori e neo-maggiorenni intercettate in sole 5 regioni dagli operatori del progetto Vie d’Uscita di Save the Children è infatti cresciuto del 58%, passando dalle 1.396 vittime del 2017 alle 2.210 nel 2018, mentre i Paesi di origine sono per il 64% la Nigeria e per il 34% Romania, Bulgaria e Albania. È il riscontro diretto di un fenomeno che, se proiettato su tutte le regioni italiane, in virtù della sua trasversalità territoriale, indica realisticamente che i minori o neo-maggiorenni sfruttati sessualmente in Italia sarebbero diverse migliaia. (fonte: http://www.savethechildren.it)

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Gli esseri umani consumano più di quanto dovrebbero

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Così facendo, come ha ricordato l’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network, stanno portando la terra al collasso. Questa situazione – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è figlia dell’uso scriteriato delle risorse fatto fino ad oggi e di tenori di vita evidentemente non più sopportabili.Secondo i dati del Global Footprint Network – continua Tiso – a causare i danni maggiori al pianeta sono soprattutto gli stili di vita di Paesi come gli Stati Uniti, l’Australia e la Corea del Sud. Per soddisfare le loro rispettive abitudini, infatti, occorrerebbero rispettivamente 5, 4 e 3,5 pianeti terra.Questa situazione – prosegue Tiso –, è bene dirlo con chiarezza, non è iniziata oggi, ma negli anni Sessanta; e cioè quando si è cominciato a consumare più di quanto i sistemi naturali fossero in grado di produrre e a ad emettere quantità di CO2 superiori a quelle assimilabili da oceani e foreste.Per riuscire ad uscire da un percorso che sembra condurci sempre più rapidamente verso la distruzione del sistema terra – continua Tiso – serve una nuova e immediata presa di coscienza che non può in alcun modo prescindere dall’esigenza di una forte propensione al consumo consapevole e da una nuova e rinnovata educazione alimentare e ambientale.Il nostro auspicio è che le istituzioni internazionali comprendano quanto prima la gravità della situazione e decidano finalmente di affrontarla con azioni tangibili; tra le quali, nel caso europeo, quella di dare contributi Pac maggiorati alle imprese con produzioni ecosostenibili, agroecologiche e ad impatto ambientale azzerato.

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Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

unicefSecondo quanto dichiarato per la Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani (30 luglio), dall’UNICEF e dal Gruppo di Coordinamento Interagenzia contro la Tratta di esseri umani (ICAT), circa il 28% delle vittime di tratta identificate a livello mondiale sono bambini. In regioni come Africa Subsahariana e America Centrale e Caraibi, i bambini costituiscono una percentuale anche maggiore delle vittime di tratta identificate, rispettivamente il 64% e 62%.
L’UNICEF e l’ICAT stimano che il numero di bambini vittime di tratta sia maggiore rispetto a quanto suggeriscono i dati attuali. La realtà è che i bambini sono raramente identificati come vittime di tratta. Pochi si fanno avanti per paura dei trafficanti, mancanza di informazioni sulle opzioni disponibili, diffidenza nei confronti della autorità, paura di stigmatizzazione o per la possibilità di essere rimpatriati senza nessuna tutela e un supporto materiale limitato.
I bambini rifugiati, migranti e sfollati sono categorie particolarmente vulnerabili alla tratta. Sia che stiano scappando da guerre o violenze o che siano alla ricerca di migliori opportunità di formazione o sostentamento, un numero esiguo di bambini trova strade per spostarsi regolarmente e in sicurezza con le loro famiglie. Questo aumenta le probabilità che i bambini e i membri delle loro famiglie utilizzino percorsi irregolari e più pericolosi o che i bambini si spostino da soli, fattore che li rende più vulnerabili a violenze, abusi e sfruttamento da parte di trafficanti.
In molti contesti mancano soluzioni sostenibili per i bambini vittime di tratta – fra cui assistenza a lungo termine, riabilitazione e protezione. Molti sistemi di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza non hanno risorse sufficienti e c’è un’estrema carenza di tutori legali e altri meccanismi di tutela alternativa. I bambini spesso vengono collocati in sistemazioni inadeguate, dove rischiano ulteriori traumi e di diventare ancora più vittime. I ragazzi vittime di tratta possono incontrare ulteriori ostacoli a causa degli stereotipi di genere che impediscono loro di ottenere o cercare l’aiuto di cui hanno bisogno, mentre le ragazze possono essere esposte anche al rischio di ulteriore sfruttamento e abuso a causa di discriminazione e povertà di genere.L’UNICEF e l’ICAT continuano a chiedere l’attuazione di politiche governative e soluzioni transfrontaliere per tenere questi bambini al sicuro, fra cui:
Aumentare vie sicure e legali per far sì che i bambini si possano spostare con le loro famiglie, anche accelerando la determinazione dello status di rifugiato e rispondendo agli ostacoli di legge e pratici che prevengono il ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie;
Rafforzare i sistemi di protezione sociali e per l’infanzia e l’adolescenza per prevenire, identificare, orientare e rispondere ai casi di tratta, violenza, abusi e sfruttamento contro i bambini e rispondere ai bambini con bisogni specifici per età e genere;
Assicurare che le soluzioni sostenibili siano guidate da una valutazione individuale del caso del bambino e la determinazione del suo superiore interesse, a prescindere dallo status del bambino, e che la partecipazione del bambino a questo processo sia appropriata alla sua età e maturità;Migliorare la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di informazioni tra i controlli di frontiera e le autorità incaricate per la protezione dei bambini e attuare delle procedure di ricerca e di ricongiungimento familiare e dei meccanismi di tutela alternativa per i bambini senza assistenza familiare. Evitare misure che potrebbero spingere i bambini a scegliere rotte più pericolose e di spostarsi da soli per evitare la detenzione da parte delle forze dell’ordine.

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Lettera aperta ai politici che siedono in Parlamento e agli esseri umani di buona volontà

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

camera deputati“Egregi signori, inviando questa lettera sono consapevole di compiere un peccato di “presunzione” e uno di logica ben sapendo che non si parla di corda in casa dell’impiccato. Ma io sono un peccatore e non me ne vogliano. Dopo l’assolutismo della monarchia e dei nobili, dopo il potere temporale dei papi, l’assetto istituzionale compì un significativo passo in avanti con Lo spirito delle leggi (L’esprit des lois) nel quale Montesquieu tracciò la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che il “potere assoluto corrompe assolutamente”, l’autore analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: il potere legislativo (fare le leggi; parlamento), il potere esecutivo (indicare le linee politiche e operare le scelte conseguenti; governo, amministrazione pubblica) e il potere giudiziario (attuare concretamente le norme giuridiche; magistratura). Condizione oggettiva per l’esercizio della libertà del cittadino, è che questi tre poteri restino nettamente separati. Ora dobbiamo fare una riflessione in più alla luce degli accadimenti che dal XIX secolo si sono portati sino ad oggi. Il punto fermo resta “l’assolutismo” che cacciato dalla porta principale dell’edificio che si chiama “democrazia compiuta” ogni tanto tenta di ritornare passando dalla finestra. Questa intrusione non sempre è favorita dall’oscurità della notte ma a volte avviene alla luce del sole e servendosi delle stesse armi della democrazia. Così è nata, si è maturata e si è conclusa drammaticamente la rivoluzione francese, quella russa, le dittature di destra dal nazismo al fascismo e molte altre rivoluzioni locali. Non sono mancate nemmeno gli atteggiamenti ipocriti di democrazie che hanno predicato nei loro paesi la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e hanno esportato l’esatto contrario con le logiche colonialistiche tra il XIX e i primi anni del XX secolo per poi sostituire questi comportamenti favorendo l’assunzione al potere nelle ex-colonie di personaggi corrotti e facilmente ricattabili e ripagati, per i loro servigi, con lauti conti in banche estere, in forniture di armi di distruzione di massa e limitandosi a proteste verbali e formali ai loro genocidi etnici e tribali e alla violenza privata e pubblica dei loro sgherri per gli oppositori o supposti tali. Questa tecnica, ai giorni nostri, si è resa persino più sfacciata e arrogante permettendo agli eserciti d’invadere e schiacciare il potere dei “re travicello” se essi mostravano una loro indipendenza cercando a loro volta di ricattare “i potentati economici e finanziari occidentali” con l’arma del terrorismo, della nazionalizzazione delle fonti energetiche, e con la gestione degli stessi a proprio piacimento e senza dividere gli immensi profitti con quelli che si ritenevano i loro padroni. Così sta diventando una farsa sempre più marcata l’idea che l’occidente sia una “democrazia compiuta”. Corriamo il rischio di un imbarbarimento della società mondiale dietro i falsi idoli del consumismo, del capitalismo, dei facili arricchimenti, del potere esercitato con la violenza o con leggi inique che distruggono di fatto lo stato sociale, istituzionalizzando la povertà e l’emarginazione. Questi segnali li avvertiamo un po’ ovunque e sono inquietanti e subdoli. Lo sono in quanto cercano di influenzare l’immaginario popolare con l’idea che le istituzioni non funzionano, che sono irrimediabilmente alla deriva. Si afferma che il Parlamento, come istituzione, e i parlamentari come artefici del suo funzionamento, non si identificano più con i loro elettori producendo leggi contrarie all’interesse generale del paese e fungendo da cassa di risonanza delle malefatte di un esecutivo piegato ai soli voleri dei “poteri forti” che potremmo chiamare clientelari, lobbistici e per ottenere voti di scambio. E la corruzione diventa il denominatore comune di tutti i tre i poteri concepiti da Montesquieu e con essa lo stesso disfacimento dello Stato stabilendo un nuovo dominio attraverso una rivisitazione storico-giuridica del significato “democrazia compiuta”. In termini più globali possiamo dire che è in atto una vera e propria selezione della specie dove su sei miliardi di abitanti solo poche centinaia di milioni appartengono alla razza eletta e il resto è spazzatura. Sono i rifiuti che i media a volte ci rappresentano con le povertà estreme dei paesi del cosiddetto terzo mondo o con le nostre povertà, forse meno traumatiche, ma altrettanto dolorose e ancor più stridenti se vi è chi dorme sotto le arcate dei ponti o nelle bidonville e si confronta quotidianamente con l’opulenza delle grandi città e devono, per guadagnarsi il pane quotidiano, chiedere un obolo al passante e persino rubare per sopravvivere. Questo scenario torbido e immerso nelle nebbie della nostra cultura che sta navigando a vista e con evidente difficoltà tende sempre più a non farci distinguere con serenità il buono dal cattivo, l’utile dall’inutile, i valori dai disvalori per cui siamo portati a fare di tutta l’erba un fascio. Confondiamo spesso la spiga di grano dalla gramigna che gli cresce accanto e nella scelta, che non siamo più capaci di fare, condanniamo in toto il sistema, ci chiudiamo in noi stessi, guardiamo gli altri con diffidenza se non con ostilità e odio. E questi altri potrebbero essere i nostri amici e salvatori ma non dovremmo stupirci più di tanto. E’ nella storia di tutti i tempi che la nostra cecità spirituale ci espone ai mancati riconoscimenti, o a quelli tardivi e a distruggere con il male anche il bene. Questo accade anche negli uomini che rappresentano le istituzioni. Stiamo dunque toccando il fondo? Non riusciamo più ad alzare la testa? E in questo nostro reclinare ci portiamo tutto e tutti indifferentemente come l’inevitabile e inafferrabile destino che rende la nostra vita ebeti e agnostici? Siamo dunque arrivati al capolinea? Siamo alla soluzione finale? La risposta ancora una volta ci soccorre guardando il nostro passato. Tutte le volte che la situazione diventava disperata vi era sempre qualcuno capace di aprire il pertugio della speranza. La possiamo definire in tanti modi da quella cristiana a quella di altre professioni di fede compreso chi ha dato alla fede una risposta laica e aconfessionale. Sta di fatto che è stata capace di non estinguere la specie, di farci risorgere dalle macerie preservando sotto un cumolo di cenere quella timida fiammella che si nutre di noi e ci spinge ad alzare la testa, a osservare il creato e a specchiarsi in esso. Ma qual è il nutrimento che tiene vivida una fiamma che il tempo e gli elementi dovrebbero spegnere? E’ la ricerca del buon pastore che raccoglie il gregge e lo conduce nella stalla, è la ricerca dell’anacoreta che si è rifugiato negli anfratti di una boscosa montagna, è la ricerca del saggio che vive inascoltato, è la ricerca dei buoni che sono le vittime del silenzio e dell’anonimato, è la ricerca delle persone che sapranno sconfiggere la logica dei numeri. Questo è il motivo per il quale mi apro al dialogo, cerco di comunicare per condividere insieme i valori che sono alla base del nostro vivere civile e di poterli, insieme, contrapporre con forza e convinzione ai quanti si sono persi dietro alle suggestioni, ai miraggi, alle illusioni. D’altra parte i messaggi possono avere la loro forza solo in virtù di chi li diffonde e essere in tanti in quella che potrei chiamare “catena della solidarietà” è il solo valido percorso per farsi ascoltare e per creare un vasto movimento d’opinione. E’ un’autorevolezza che si può ottenere solo in due modi: dal ruolo istituzionale e carismatico del singolo e dai gruppi e la loro trasversalità. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

Tiepolo di Silea (TV) 11 gennaio presso l’Istituto Primario Tiepolo di Silea (TV), si svolge la seconda restituzione di Tatàn, il nuovo progetto della Regione del Veneto – Assessorato alle Politiche Sociali promosso e sostenuto dall’Assessore Remo Sernagiotto, realizzato in partnership con Arteven Circuito Teatrale Regionale e in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Treviso, volto all’integrazione sociale e comportamentale degli alunni nelle scuole dell’obbligo attraverso delle attività laboratoriali. Grazie a questo progetto dedicato ai ragazzi della scuola primaria e secondaria vengono via via attivati dei “Laboratori espressivi integrati rivolti a studenti abili e disabili”, il cui obiettivo è favorire l’incontro e la conoscenza tra bambini/ragazzi abili, disabili e con difficoltà di integrazione sociale o comportamentale. Il comune denominatore delle attività è l’utilizzo dell’espressività del corpo come veicolo di comunicazione tra i soggetti coinvolti, nel convincimento che attraverso l’utilizzo di linguaggi espressivi non convenzionali ogni persona può scoprire il “proprio” modo di esprimersi e di comunicare con gli altri. Proprio a conclusione di uno specifico laboratorio creativo ed espressivo-motorio – basato su diverse tecniche di teatro e danza e tenuto da Domenico Santonicola (coreografo e danzatore) in collaborazione con Silvia Busato (attrice) – i 37 alunni delle classi 2^ A e 5^ B dell’Istituto Tiepolo di Silea mercoledì 11 gennaio a partire dalle ore 9.30 con la 2^, e dalle ore 11.30 con la 5^, condivideranno i risultati del loro lavoro svolto insieme nell’ambito laboratoriale mostrandolo agli altri ragazzi dell’istituto e al pubblico di insegnanti e familiari. L’innovativo progetto pilota Tatàn avviato nelle province di Padova, Treviso e Vicenza e realizzato con l’organizzazione di Arteven, nel corso dell’anno scolastico 2011/2012 vedrà l’attivazione di laboratori che termineranno a maggio 2012. Lo scopo principale è favorire la relazione e la comunicazione tra tutti gli alunni presenti all’interno di un gruppo/classe, attivando dei percorsi creativi che aiutino i ragazzi a conoscersi meglio, ad esprimersi e a comunicare tra loro, senza finalità competitive né modelli estetici “preconfezionati” da raggiungere, valorizzando le potenzialità espressive di ognuno. Questi specifici percorsi didattici rispondono alla crescente esigenza di insegnanti e genitori, impegnati nel trovare strumenti innovativi per favorire l’integrazione, per superare differenze culturali e sociali, per promuovere la conoscenza reciproca, mettendo in gioco abilità che facilitano questo tipo di dialogo “oltre le parole” e creando delle occasioni di relazione diverse da quelle consuete. Al termine di tutti i percorsi formativi dei singoli laboratori, come momento di “restituzione” alla Cittadinanza, il 19 maggio 2012 alle ore 17.30 al Teatro Comunale “Mario del Monaco” di Treviso verrà organizzata una serata aperta al pubblico in cui saranno presentati i risultati dei laboratori sotto forma di spettacolo per ognuna delle tre province coinvolte.

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Esseri umani e robot umanoidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

Ancona 20 maggio alle 18 nell’Aula del Rettorato conferenza di Giulio Sandini, direttore di ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, professore di Bioingegneria all’Università di Genova, dove nel 1990 ha fondato il LIRA-Lab (Laboratorio per la Robotica Integrata Avanzata). Le sue attività di ricerca riguardano il campo della visione biologica e artificiale, delle neuroscienze computazionali e cognitive, e della robotica, per studiare i meccanismi neurali del coordinamento senso-motorio umano e dello sviluppo cognitivo, sia da una prospettiva biologica che artificiale. Metterà a confronto per il pubblico di Ancona “Esseri umani e robot umanoidi”. Il ciclo si concluderà giovedì 26 maggio (stessa sede, stesso orario), col filosofo Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all’Università di Milano, che dirige per l’editore Raffaello Cortina la collana Scienza e idee. Attraverso le sue parole, che più volte sono risuonate nelle aule dell’Università Politecnica delle Marche, dove ha tenuto conferenze e seminari, scopriremo cosa implica, sia dal punto di vista etico che filosofico, il binomio “Uomo e Macchina”. (sandini)

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Tratta esseri umani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Nella sua ultima riunione il Consiglio dei ministri europeo ha adottato la nuova direttiva contro la tratta degli esseri umani che va a sostituire la decisione quadro del 2002 e che sarà applicata a tutti gli Stati membri ad eccezione di Danimarca e Inghilterra. La direttiva costituisce la prima applicazione del nuovo Trattato di Lisbona per quanto attiene l’area giustizia, sicurezza e lotta alla criminalità perchè vede esplicate le nuove competenze del Parlamento a cui una direttiva non è più sottoposta solo per un parere ma ha svolto con grande determinazione il suo ruolo di co-legislatore insieme al Consiglio e alla Commissione. “La direttiva – spiega Silvia Costa – prevede pene che vanno dai 5 ai 10 anni di carcere con aggravanti che riguardano offese commesse su vittime particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori, l’offese commesse nell’ambito di organizzazioni criminali o nel caso in cui si registrino gravi negligenze che mettono a rischio la vita delle vittime, o se è stata usata una violenza particolarmente grave causa di serie conseguenze sulla vittima”.”Sono state ricepite alcune proposte importanti – aggiunge la parlamentare italiana – che con miei emendamenti e del gruppo S&D come, ad esempio, quella che non consente di perseguire penalmente la persona vittima di tratta se ha violato leggi migratorie come conseguenza del traffico. Inoltre, viene riconosciuto anche il principio, che però va più esteso, del soggiorno umanitario, che attualmente riguarda solo quanti collaborano con la giustizia. Noi, come già annunciato, vorremmo una nuova direttiva che preveda, come in Italia per effetto dell’art. 18 della legge Turco-Napolitano, che possano essere protette col soggiorno umanitario anche le persone che non hanno ancora la forza di collaborare con la giustizia ma che intendono semplicemente uscire dalla schiavitù”.

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Traffico di esseri umani nel Sinai

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

Rafah. Sono passati più di due mesi da quando il mondo ha saputo del calvario di 250 profughi africani che, dopo aver subito respingimenti dall’Unione europea e aver scontato un periodo di detenzione durissima nelle carceri libiche, hanno deciso di avventurarsi entro i confini dell’Egitto, con destinazione Israele. Dopo essersi affidati a trafficanti beduini, pagando una somma di 2000 dollari a persona per essere aiutati a rifugiarsi nello stato ebraico, il gruppo di migranti africani è rimasto vittima di una trappola. Nel deserto del Sinai egiziano, i predoni hanno preteso altri 8000 dollari pro capite. Condotti nella parte meridionale della città di Rafah, al confine fra Egitto e Territori palestinesi, vicinissima al confine con Israele, i migranti furono incatenati e segregati all’interno di grandi container metallici interrati. Potevano respirare grazie a bocche per l’aerazione e mangiavano una pagnotta al giorno, alternata raramente a mezza scatola di sardine. E cominciavano le violenze, le torture, gli stupri nei confronti delle donne. Azioni sadiche finalizzate a soddisfare la bestialità dei rapitori e a fiaccare la volontà dei loro prigionieri, costretti a chiedere ai loro parenti all’estero di pagare il riscatto. A tal fine, i trafficanti consentivano agli africani di tenere i telefonini e, anzi, provvedevano a ricaricarli quando occorreva. Grazie ai telefonini, alcuni profughi si mettevano in contatto con il mondo civile e, grazie all’impegno del sacerdote eritreo don Mussiè Zerai e del Gruppo EveryOne, seguiti presto da altre Ong, la voce delle vittime raggiungeva ogni parte del mondo e veniva raccolta dal Papa, dalle Nazioni Unite, dal Parlamento europeo, dai governi dei paesi democratici, che stigmatizzavano il fenomeno del traffico di esseri umani e chiedevano all’Egitto di intervenire con urgenza.  “I trafficanti sono armati con moderni kalashnikov, mentre le forze di polizia sono costrette a operare con armamento leggero,” prosegue la lettera di EveryOne. “E’ un problema che risale agli accordi di Camp David, sottoscritti fra Egitto e Israele nel 1978. Gli accordi, firmati dal presidente egiziano Anwar Sadat e dal primo ministro israeliano Menachem Begin, demilitarizzarono le zone del Sinai vicine al confine. Quando l’Egitto ha chiesto a Israele di ottenere una deroga agli accordi di Camp David e potenziare le proprie forze di sicurezza, integrando i contingenti e migliorando gli armamenti e i mezzi di trasporto, ha sempre ottenuto un secco rifiuto. Questa impotenza da parte delle guardia di frontiera contro i trafficanti è alla base della pratica disumana del tiro a segno contro i migranti. Grazie ai contatti con le Ong locali e rappresentanti della comunità beduina di Rafah, I capi-clan Sawarka dispongono di denaro e potere. Quando vengono intervistati dai media locali o stranieri, si dichiarano orgogliosi delle loro attività. “Le forze di polizia non possono effettuare operazioni all’interno delle proprietà beduine,” prosegue la lettera di EveryOne, “a meno che non siano invitate dai padroni di casa. Se Egitto e Israele non sottoscrivono con urgenza una deroga agli accordi di Camp David sul Sinai, la tratta di migranti, di schiavi, di bambini e di organi umani proseguirà anche in futuro, gonfiando le casse della Muslim Brotherhood, di Hamas e di Al Qaeda.  Anche Ramy Raouf, portavoce della Ong Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR) afferma che “la posizione dell’Egitto è imbarazzante e solo se il governo decide di compiere passi concreti, esprimendo la propria autorità di stato di diritto, sarà possibile liberare i migranti africani e impedire che il traffico continui”. (beduini)

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La tratta di esseri umani in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Nel momento in cui l’Italia diventa paese di destinazione delle vittime, sta diventando una realtà sempre più complessa. Da una ricerca sulle diverse forme di sfruttamento in cui sono assoggettate le persone trafficate va considerato che si possono configurare due forme di tratta. La prima è a scopo di sfruttamento sessuale.  A partire dai primi anni ’90, in Italia si sono alternati o sovrapposti flussi di donne e giovani di diversa nazionalità (albanesi, nigeriane, moldove, ucraine, russe, latino-americane, rumene, cinesi), con un graduale aumento del numero di paesi di origine coinvolti, con l’affiancarsi allo sfruttamento in strada di quello in appartamenti e locali notturni e con il conseguente incremento dell’invisibilità e irraggiungibilità delle persone sfruttate. L’utilizzo di forme coercitive particolarmente violente ha ceduto il passo a strategie più sottili, basate anche sulla concessione alle vittime di un margine di contrattualità e alcune di esse sono state coinvolte nell’attività di controllo di altre persone sfruttate. I gruppi criminali semi-dilettantistici sono divenuti gruppi maggiormente organizzati, con collegamenti transnazionali e radicati nei paesi di destinazione. La tratta è stata progressivamete affiancata ad altre attività illecite (traffico di migranti, di droga e di armi) e lecite (es. riciclaggio di denaro sporco attraverso attività commerciali regolari), mentre gli ambiti di sfruttamento sono diventati sempre più diversificati.
L’altro aspetto è la tratta a scopo di lavoro forzato o para-schiavistico in fabbrica, nei campi, tra le mura domestiche, è un fenomeno poco conosciuto, distinto dal lavoro nero in quanto coloro che ne sono coinvolti ne rappresentano l’estremità maggiormente sfruttata ed impossibilitata a recedere dal “contratto” che li lega al datore di lavoro. L’indagine condotta da Equal-Osservatorio Tratta ha fatto emergere un panorama di sfruttamento di lavoratori stranieri occupati nelle aziende italiane, in cui il confine tra sfruttamento da lavoro nero e sfruttamento da lavoro para-schiavistico non risulta essere netto. Tuttavia, è stato possibile ricostruire i percorsi migratori, le modalità di ingresso in Italia dei lavoratori stranieri, i settori produttivi e gli attori che concorrono ad attivare relazioni lavorative basate sull’assoggettamento.
Tratta di minori finalizzata alla commissione di attività illecite. Ne emerge una realtà composita dove convivono la tratta dall’estero, la tratta interna, lo sfruttamento più o meno intenso e i percorsi irregolari autonomi di successo: fenomeni non nettamente separati, ma con significative interrelazioni.
Tratta finalizzata all’espianto di organi, non hanno finora permesso di provare l’esistenza di questa tipologia di tratta in Italia. È invece comprovata l’esistenza di un commercio internazionale di organi e di tessuti, sia sottoforma di compravendita di organi tra adulti consenzienti che di viaggi della speranza in paesi in via di sviluppo per effettuare un trapianto illegale.
Adozioni internazionali illegali sono state esaminate per verificare le possibili contiguità tra violazione della normativa pertinente e rischio di tratta, evidenziando come abusi e pratiche irregolari compiute in vari momenti del percorso di adozione internazionale riguardano anche l’Italia, ma il collegamento con la tratta risulta essere molto incerto.
Una maggiore e migliore conoscenza di questi fenomeni può permettere al legislatore e agli istituti preposti alla individuazione e repressione dei reati di combattere con più efficacia il fenomeno,

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Contro tratta di esseri umani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

La Camera ha approvato in via definitiva la ratifica e l’esecuzione della convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani, siglata a Varsavia il 16 maggio 2005 e recepita lo scorso 5 febbraio dal Consiglio dei Ministri. Il testo prevede modifiche al codice penale in materia di tratta di esseri umani e introduce aggravanti di pena “se i fatti sono diretti allo sfruttamento della prostituzione o al fine di sottoporre la persona offesa al prelievo di organi; se dal fatto deriva un grave pericolo per la vita o l’integrità fisica o psichica della persona offesa; se la persona offesa è minore degli anni diciotto”. In estrema sintesi, pene più severe per chi gestisce il traffico delle persone, di uomini, donne o bambini. Tra la principali proposte italiane, accettate e inserite nel testo della Convenzione, la creazione di osservatori per monitorare il fenomeno e la raccolta di dati relativi alle varie forme di abuso e sfruttamento. Tolleranza zero, con il raddoppio delle pene, per le organizzazioni che, allo scopo di ‘importare’ esseri umani, falsificano i documenti. Tre i reati interessati dall’aggravante: riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi.

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Tratta esseri umani

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Il Comitato delle Regioni dell’Unione europea (CdR) nella seduta plenaria del 3 dicembre ha approvato il progetto di parere presentato dal Sindaco della città slovacca di Sturovo, Jàn Oravec, relativo alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, la prevenzione e repressione della tratta degli esseri umani e protezione delle vittime. Questa importante iniziativa politica è frutto anche della sinergia determinatasi all’interno del CdR, tra l’Aiccre e Graziano Melia, Presidente della Provincia di Cagliari, ed ha quindi legittimato l’impegno costante che l’Aiccre da anni conduce sul tema attraverso le molteplici attività realizzate di sensibilizzazione sul territorio di questi tristi fenomeni. Il provvedimento, istruito dalla commissione Const – affari istituzionali, è stato in più parti emendato e modificato da Graziano Melia, attraverso il contributo dell’Aiccre.  Il parere, sancisce per la prima volta all’interno del CdR il concreto impegno politico finalizzato alla repressione della tratta e dello sfruttamento sessuale, ed impegna la rete dei Poteri locali ad attivarsi concretamente sull’intero territorio europeo, affinché la decisione del CdR trovi concreta attuazione.  Il lungo, articolato e, ancora non concluso, lavoro dell’Aiccre, volto a sensibilizzare gli Enti locali italiani sul tema della tratta e dello sfruttamento sessuale, ha pertanto trovato all’interno una refluenza europea rendendo dunque possibile una ulteriore e fondamentale estensione agli altri Stati membri dell’Unione europea delle attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica.
L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Delegittimare istituzioni internazionali è un pericolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2009

“Delegittimare l’operato di Organizzazioni delle Nazioni Unite che da sempre hanno il compito specifico di svolgere una azione di supporto ai governi ed alle popolazioni è un errore” – dichiara Vincenzo Spadafora Presidente dell’UNICEF Italia.  “E’ un segnale che giudico pericoloso, – continua – una reazione scomposta quella del Governo nei confronti dell’UNHCR che innesca un meccanismo perverso attraverso il quale ancora una volta si vuole far percepire all’opinione pubblica in maniera negativa il ruolo invece fondamentale che tali organizzazioni svolgono ogni giorno. Si “gioca” a non riconoscere proprio quel sistema di garanzia e di fiducia di cui da sempre esse stesse godono nella società.  Talvolta le Organizzazioni delle Nazioni Unite sopperiscono proprio alle mancanze dei Governi, attraverso un’azione di supporto e sostegno alle popolazioni di tutto il mondo, operando in situazioni difficili e di conflitto e strappando alla guerra ed alla fame milioni di persone. Dispiace dover osservare che in Italia il Governo abbia messo ciò a repentaglio attraverso tagli alla cooperazione internazionale che, come abbiamo già denunciato a novembre, mettono a serio rischio la vita di migliaia di esseri umani, nel nostro caso di bambini e di cui fino ad oggi si è taciuto.   C’è una forte preoccupazione sul modello di società che si va delineando. Ancor prima degli effetti delle misure del pacchetto sicurezza ci preoccupa in questo momento l’idea di Paese che ne scaturisce. Nel DNA degli italiani esiste un modello di società accogliente, aperta e tollerante, che pone il rispetto dei diritti umani al centro della propria azione e che spesso per “difetto” di comunicazione non viene fuori o si preferisce non far venir fuori”.     “Chiediamo – conclude – che l’Italia rispetti tutte le Convenzioni internazionali ratificate e tenga fede ai propri impegni collaborando e salvaguardando il ruolo di tutte quelle istituzioni che ogni giorno sono impegnate a garantire i diritti inviolabili degli esseri umani”.

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Tratta di esseri umani

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Mag 2009

Roma il 12 maggio sala Bologna del Senato, a Roma ore 15 conferenza stampa di presentazione della Conferenza internazionale di Palermo a 10 anni dal protocollo di Palermo del 21 e 22 maggio che si tiene presso il Collegio San Rocco”, Via Maqueda 324 organizzata dall’Oim, in partnership con l’Università di Palermo Facoltà di Scienze Politiche, l’Unicri e l’Aiccre Dieci anni dopo il Protocollo di Palermo sulla tratta di esseri umani, quale lo stato della ratifica? Quali i traguardi raggiunti? Quali le prospettive per il futuro e la situazione giuridica internazionale?. Interverranno: Roberto Di Giovan Paolo, Senatore e Segretario Generale Aiccre; Carmela Godeau, Vice Direttore Ufficio Regionale per il Mediterraneo e Ufficio di collegamento con l’Italia e Malta, OIM; Sandro Calvani, Direttore UNICRI; Anna Finocchiaro, Presidente del Gruppo dei Senatori del PD, già Ministra per le Pari Opportunità; Isabella Rauti, Capo Dipartimento per le Pari Opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Si indagherà il fenomeno della tratta nei suoi aspetti giuridici nazionali e internazionali ed in particolare l’applicazione del protocollo di Palermo e dei suoi aspetti critici.  Una riflessione di particolare attualità nel nostro Paese se si considera che il fenomeno della tratta di esseri umani non va confuso con altri affini come l’immigrazione irregolare con il quale è, però, strettamente connesso. Una riflessione da porre all’attenzione della politica e dei media visti anche i numeri del fenomeno: sono 1 milione le vittime nel mondo, 500mila solo in Europa (Oim). Per l’Organizzazione internazionale del Lavoro, 12.300.000 sono le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale (di cui ogni anno 800mila sono trasportate fuori dal loro paese): l’80% sono donne e ragazze, più del 50% sono minori. In Italia tra lavoro nero, accattonaggio, prostituzione sono decine di migliaia gli esseri umani vittime di questo fenomeno. Considerando soltanto quelle per sfruttamento sessuale, le cifre si attestano tra le 29.000 e le 38.000 vittime.

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Schiavitù e abuso sessuale dei minori

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

La Commissione europea ha adottato oggi due nuove proposte legislative dirette a inasprire la lotta contro la tratta degli esseri umani, l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia. Destinate a sostituire l’attuale normativa in vigore rispettivamente dal 2002 e dal 2004, le due proposte garantiranno il pieno allineamento con le norme europee più elevate, una migliore assistenza alle vittime e un’azione penale più dura contro gli autori del reato, tenendo conto anche della rapida trasformazione delle tecnologie nel ciberspazio. Il vicepresidente Barrot, responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, ha dichiarato: “Vogliamo costruire un’Unione europea che sia veramente in grado di proteggere i cittadini più vulnerabili contro le più orribili forme di criminalità. Quando parliamo di tratta degli esseri umani, parliamo di donne e ragazze ridotte in condizioni di schiavitù sessuale, di bambini percossi e maltrattati, costretti a mendicare e a rubare, di giovani costretti a lavorare in condizioni spaventose per salari da fame. Quando parliamo di abuso e sfruttamento sessuale di minori, parliamo di delitti orrendi commessi contro bambini, che porteranno con sé per tutta la vita profonde cicatrice e sofferenze”.

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