Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘esternazioni’

Immigrati e le esternazioni di Macron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“Sull’accoglienza dei migranti l’Italia non può e non deve accettare lezioni da Macron e da una nazione che ha inviato a Bardonecchia i suoi gendarmi commettendo una grave ingerenza, ha chiuso le frontiere a Ventimiglia, ha sfruttato per decenni l’Africa ed è intervenuta militarmente in Libia nel 2011”, lo dichiarano in una nota i deputati di Fratelli d’Italia, Maria Cristina Caretta e Monica Ciaburro.“Riteniamo fondamentale la solidarietà tra gli Stati – aggiungono i deputati – e proprio per questo motivo continueremo a sollecitare il governo italiano affinché nel prossimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, proponga con forza il blocco navale a largo delle coste libiche e gli hotspot in territorio africano, che da sempre Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ritengono essere l’unica soluzione all’immigrazione incontrollata, al business dei trafficanti di essere umani e alle morti in mare”.

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Banche, commissione d’inchiesta e esternazioni di Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2017

salva banche“Leggiamo in un colloquio con il “Corriere della Sera” che il segretario del Partito democratico, l’ineffabile Matteo Renzi, afferma: ‘Si vuole una Commissione di inchiesta sul sistema bancario che usa come parafulmini Banca Etruria, Banca Marche e le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti. Ma in realtà vedo un disegno forte per allargare il campo a Bankitalia e Consob’.‘Si vuole’? A chi è rivolto quel ‘si vuole’? Sicuramente al sottoscritto, ma forse anche (inconsciamente) a se stesso e al suo Pd…”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Rinfreschiamo la memoria al distratto e confuso ex premier.Rinfrescata numero uno. Nel dicembre del 2015 l’allora presidente del Consiglio, per l’appunto Matteo Renzi, dopo la mia proposta ufficiale per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano, esternò il suo ok a questo tipo di percorso (‘sì alla Commissione d’inchiesta sulle banche, lo dico a nome del governo e del Pd: non abbiamo nessuno scheletro nell’armadio’, 13 dicembre 2015).
Rinfrescata numero due. La Camera dei deputati, in data 10 gennaio 2017, ha approvato una mozione (firmata da Brunetta, Laffranco, Alberto Giorgetti, Palmizio, Occhiuto) nella parte in cui ‘impegna se stessa e i propri organi, ciascuno per le proprie competenze, a deliberare in ordine all’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano e sui casi di crisi verificatisi dal 10 gennaio 1999, in connessione con l’inizio dell’operatività in strumenti finanziari denominati in euro, sulla base di quanto già richiesto, attraverso specifiche proposte di inchiesta, da diverse forze politiche’. Nello specifico, la parte sopra citata è stata approvata all’unanimità (presenti 454, votanti 452, astenuti 2, favorevoli 452). Votata dunque, anche dal Pd di cui Renzi è segretario politico.
Che dire? Renzi, evidentemente, non ha più il senso del reale. Qualcuno lo aiuti. Qualcuno gli spieghi cosa votano i suoi gruppi parlamentari e magari qualcuno gli faccia ripassare le dichiarazioni fatte, su qualsiasi argomento e in modo ossessivo, in questi ultimi anni. Non farebbe male all’ex premier un bel bagno di umiltà”, conclude Brunetta.

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“Ci può scappare il morto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Antonio Di Pietro

Image via Wikipedia

Editoriale Fidest La frase che riportiamo nel titolo che abbiamo dato a questo articolo è stata espunta dalle recenti esternazioni dell’on.le Antonio Di Pietro e che ha, da subito, “scandalizzato” la maggioranza che si sente destinataria di tale messaggio per via della sua tenacia nel fare quadrato intorno al suo presidente del consiglio sulle richieste insistenti di dimissioni. La tesi sostenuta da Di Pietro affonda le sue ragioni in un malessere popolare diffuso e dalla percezione che più passa giorno e maggiore è il rischio di perdite finanziarie consistenti, e ciò esaspera non poco gli animi. Una di esse, la più evidente, è lo spread dei nostri titoli pubblici. Sino ad ora per i maggiori interessi pagati abbiamo già toccato quota 17 miliardi di euro. E oltre al danno, che continuiamo a subire, riscontriamo anche lo scorno di chi ci giudica all’estero incapaci di risolvere il problema della governabilità con un parlamento paralizzato e, quindi, incapace di esprimere non certo una diversa maggioranza ma di manifestare un minimo di ragionevolezza nel cambiare il cavaliere al suo destriero per salvare sia la tenuta del centro destra sia la stessa formula di governo e la coalizione che lo regge. Qualcuno ci ha chiesto: ma non sarebbe nell’interesse dello stesso Presidente del consiglio mettersi da parte pur restando nel “giro” assumendo la presidenza del Pdl e in tale veste gestire dall’esterno le sorti del partito e le sue alleanze? In effetti tale soluzione sarebbe la più logica se non ci fossimo imbattuti in un personaggio che è attaccato da tutte le parti, compresa l’aria di fronda all’interno del suo partito che lo spinge a dubitare della fedeltà di tutti e di tutto e tanto da temere l’effetto “gran consiglio” di memoria mussoliniana. D’altra parte uomini fidati li ha. Pensiamo alla squadra del Milano con l’avv. Adriano Galliani, a Fininvest con Confalonieri, al partito con Alfano e alla presidenza del consiglio Gianni Letta, quest’ultimo uomo preziosissimo e fedelissimo e che qualche maligno sussurra che è lui, in pratica, il vero presidente del Consiglio ma che ha un solo e grosso handicap: sa gestire ma non può governare essendone impedito dall’invadenza del suo “capo” e dai suoi errori incrollabili. Alla fine quelli del Pdl si ritroveranno come i classici pifferi: andarono per suonare e furono sonati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ministeri: operazione anti-Pontida

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

“E’ una mozione ‘anti Pontida’ che si è resa necessaria dopo le ultime esternazioni di Bossi, di Berlusconi e di Calderoli”. Così il senatore del Pd Raffaele Ranucci annuncia di aver depositato in Senato una mozione contro il trasferimento dei Ministeri dalla città di Roma. La mozione è stata firmata dall’ex sindaco di Roma e presidente dell’Api Francesco Rutelli, da Riccardo Milana (Api) e dai senatori del Pd Luigi Zanda, Ignazio Marino, Marco Perduca, Stefano Ceccanti, Lionello Cosentino, Lucio D’Ubaldo, Mauro Del Vecchio, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Francesco Ferrante, Mario Gasbarri, Francesca Marinaro, Silvio Sircana, Giorgio Tonini e Vincenzo Vita. “Questo atto formale è un’iniziativa dovuta, non solo a seguito della decisione di Calderoli di depositare in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare sulla territorializzazione dei ministeri, ma anche perché – continua Ranucci – le parole di oggi di Berlusconi non sono sufficienti a scongiurare il trasferimento dei ministeri. L’opposizione chiede che il Senato approvi al più presto la mozione. E’ necessario un atto formale che impegni il governo a togliere immediatamente dalla sua agenda la futura localizzazione dei ministeri al Nord”. “L’augurio- conclude Ranucci – è che i senatori della maggioranza, almeno gli eletti nel Lazio, votino a favore della mozione, del resto le motivazioni a sostegno del mantenimento dei ministeri a Roma sono valide e numerose. Innanzitutto nessun ordinamento statale moderno prevede la dispersione dei Ministeri. Poi, il trasferimento dei ministeri, se attuato, comporterebbe un aumento abnorme dei costi di funzionamento delle Amministrazioni, per le retribuzioni dei lavoratori che si dovranno trasferire al Nord, determinando un folle aumento della spesa pubblica e rischiando di mettere a dura prova le già esigue casse dello Stato”.

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Ministeri al Nord: Alemanno tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

“Non c’è che dire, Gianni Alemanno è un uomo politicamente affidabile e coerente, di incrollabili principi politici”. Lo afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda in merito alla disponibilità dichiarata dal sindaco di Roma di spostare alcuni uffici dei ministeri al Nord.
“Solo pochi giorni fa Alemanno aveva definito ‘tutte balle’ le esternazioni della Lega in merito al trasferimento dei ministeri. Il 22 maggio aveva rassicurato i romani pregandoli di non ‘fare drammi’ e, nello stesso giorno, aveva ammonito Bossi che la sua insistenza avrebbe fatto ‘saltare ogni equilibrio e ogni intesa’ di coalizione. Il 24 maggio Alemanno aveva addirittura annunciato di essere pronto a ‘scendere in piazza’ pur di difendere i ministeri a Roma. Di ieri è il cambiamento, sorprendente e plateale, probabilmente per la necessità di ricollocarsi politicamente sulla scena nazionale, lasciando così Roma in quella trascuratezza e in quell’abbandono che già hanno contraddistinto la sua giunta”. “Alemanno, dichiarando la sua disponibilità a spostare degli uffici ministeriali al Nord, ha di fatto dimostrato quanto poco abbia a cuore gli interessi della città che amministra e le sue ambizioni di crescita. Succube dell’agonizzante governo nazionale – conclude Zanda -, Gianni Alemanno ha smesso di difendere gli interessi di Roma e dei romani”.

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Fini: “Il premier non conosce vergogna”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

(Il Messaggero del 17 aprile) Fini: lo sfido a provare quello che dice» E Rosario Amico Roxas commenta: “Dopo le esternazioni ultime del cavaliere, leggiamo sulla stampa una tiepida reazione di Fini, accusato di avere stretto un accordo con il PM di Milano, che poi sarebbe un tradimento delle regole democratiche; accuse gravissime che non possono e non devono passare come esternazioni di chi ha perso il controllo di se stesso. Questa diuresi verbale spacca la nazione con gravissimi rischi per la continuità democratica…. O cerca proprio questo? Che il cavaliere non provi vergogna di se stesso è un dato ormai accertato, ma le accuse profferite contro Fini non possono essere liquidate con una “vergogna” non provata, c’è di mezzo l’onorabilità e il rispetto delle Istituzioni da parte della terza carica dello Stato, con accuse assimilabili al tradimento. Fini ha il DOVERE di sporgere querela, aggravata dai rispettivi ruoli, per inchiodare il cavaliere alla foga delle sue folli esternazioni. E’ chiaro ormai che Berlusconi ha perso il lume della ragione, convinto come è di essere il superuomo del terzo millennio; la sua megalomania. ormai patologica, è diventata angosciante, perchè pretende il consenso unanime e non solo dal popolo italiano (isole comprese) ma anche internazionale, illudendosi di essere lo statista più illuminato che decide le sorti non solo dell’Italia (isole comprese) ma dell’intero pianeta. E’ la fase terminale della nevrosi che lo assilla in un complesso di inferiorità che neutralizza in una incredibile forma di pretesa superiorità. Farebbe lo stesso anche se avesse il 90% dei consensi nazionali, se la prenderebbe con quel 10% che non si genuflette al suo augusto cospetto. Di ciò si rendono conto anche i suoi fedelissimi che stanno trattando sul “dopo” che vedono imminente; vorrebbero collocarlo al Quirinale, affiancato dal solito Letta come portavoce-vicario delegato agli interventi importanti, riservando al cavaliere (oltre all’immunità) la lettura degli auguri di natale (pre-registrati !). (Rosario Amico Roxas)

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La famiglia secondo il ministro Sacconi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

“Una visione  demagogica più vicina a Torquemada che a quella di un uomo delle istituzioni”, così l’On. Antonio Palagiano, capogruppo Idv in Commissione Affari Sociali e Responsabile Sanità del partito commenta le parole del Ministro Sacconi sulla famiglia.  “Garantire agevolazioni statali solo alla famiglia basata sul matrimonio e orientata alla procreazione, significa usurpare i cittadini della sacrosanta libertà di scelta ed imporre, attraverso un ricatto, una morale di stato” prosegue Palagiano. “Le esternazioni di oggi dei ministri Sacconi e Giovanardi sono l’ultimo patetico tassello che si aggiunge al ricco mosaico di oscurantismo portato avanti da questo Governo. E’ anche per questo che ci auguriamo che questa triste pantomima giunga presto al capolinea. Per il bene degli italiani e dello spirito di laicità garantito dalla nostra Costituzione” conclude Palagiano.

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A proposito delle esternazioni di Veltroni

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Dichiarazione dell’l’On. Luigi Bobba (Pd): “Nel frullatore mediatico, l’iniziativa di Veltroni, Gentiloni e Fioroni potrebbe apparire come l’ennesima divisione all’interno del PD o un’altra puntata del duello Veltroni-D’Alema.  Non credo sia così, perché se un merito ha il documento è di porre con forza una domanda a cui nessuno dei dirigenti PD può sottrarsi: perché nel pieno della crisi del berlusconismo e con un Governo che sbanda ogni giorno, il principale partito di opposizione non riesce ad andare nei sondaggi oltre il 25-26%?  Molti cittadini elettori che hanno votato il PD due anni fa e che ora ci guardano con disincanto o distacco, forse vorrebbero uno scatto di reni, un partito aperto, un programma riformatore: insomma un’alternativa vera a Berlusconi.  L’iniziativa di Veltroni se serve a dare una scossa al PD può essere salutare, se invece si risolve in una semplice conta interna, rischia di fallire lo stesso obiettivo che dice di perseguire.  E’ per questo che, pur condividendo molti dei contenuti del documento, ho preferito non sottoscriverlo, proprio per cercare di evitare una deriva, certamente non voluta, ma che rischia di avverarsi.  Mi piacerebbe che il PD, nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, fosse il vero partito della Nazione; noi che, circa 3 anni fa, abbiamo scelto i colori nazionali per il simbolo del partito, dobbiamo coltivare l’ambizione di riunire un Paese sempre più diviso, realizzando un federalismo responsabile e cooperativo e valorizzando l’autonomia dei municipi; di spingere l’economia italiana, incentrata sulle piccole e medie imprese, a ‘tornare a crescere’; di sfidare il centrodestra su una moderna politica per la famiglia e per i bambini; di smuovere un Paese bloccato nella mobilità sociale restituendo un futuro ai nostri figli; di investire sulle reti associative o di solidarietà come forza decisiva per la coesione sociale”.

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Il Sud che, nonostante tutto, va avanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Le recenti e stupefacenti esternazioni del Ministro Brunetta non meriterebbero, come sempre, alcun commento se non fossero singolarmente utili a comprendere quale perversa logica sostenga la tenace strategia di macelleria sociale e di smantellamento di ogni forma di “ welfare” che il Governo sta portando avanti. L’obiettivo, supportato da mass media compiacenti, è quello di convincere le vittime che, se il loro destino è amaro la colpa in fondo è loro, o del territorio nel quale vivono o di storiche responsabilità che vengono dal passato. L’ineffabile (e incredibile) esponente del Governo suscita la nostra indignazione non per le sciocchezze che dice (forse non ci crede nemmeno!) ma perché piovono sul Mezzogiorno che sta attraversando la più drammatica crisi sociale del dopoguerra. Il nostro territorio, stretto tra una disoccupazione crescente, un precariato insopportabile e una criminalità organizzata soffocante, non ha oggi, a differenza del passato, un Governo presente, forze politiche e sociali pienamente attive sul territorio, e quindi senza avere speranze e prospettive. La “goccia” delle parole di Brunetta, come le gelide considerazioni della Gelmini sulle sofferenze dei precari della cultura, colpisce come una mazzata in particolare la Provincia di Caserta.   Colpisce soprattutto chi oggi come il Sindaco di Cesa De Angelis sul fronte della legalità, i precari della scuola che stanno subendo la più grande espulsione di massa dal mondo del lavoro, perché non si vuole offrire ai nostri giovani un prodotto scolastico di qualità ma fare cassa sui più deboli. Offende i tanti operai che assistono impotenti a Caserta e provincia alla perdita del lavoro senza alcuna mediazione e tutela travolti da logiche speculative, le tante intelligenze dell’Università spente da tagli che uccidono la ricerca e, quindi, il nostro futuro. Mentre così, si colpiscono le forze sane, i lavoratori, il mondo dell’impegno e della cultura si alimenta il vero cancro, quello delle grandi commesse di stato, del malgoverno, delle incapacità di produrre sviluppo e occupazione, o almeno di indicare un Ministro dello sviluppo economico, perché troppo presi da affari giudiziari o beghe di potere che ricordano più le fiction televisive che la dialettica politica. Ecco perché Carta’48, per il comune senso del dovere e l’orgoglio di appartenere a una comunità che, sin dalla denominazione s’ispira ai valori del lavoro, invita le Istituzioni, le forze politiche e sindacali a intervenire concretamente e tutti i Cittadini a testimoniare la propria solidarietà a chi oggi combatte una battaglia per il futuro di tutti. (Associazione Carta ’48)

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Le esternazioni presidenziali

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Editoriale Fidest. Ad ogni fine d’anno si ripete il rituale delle reti televisive unificate per il discorso alla nazione del Presidente della Repubblica. Per quanti sforzi facciano i commentatori politici delle varie testate giornalistiche per estrapolare dalle parole dell’illustre personaggio gli argomenti di maggiore presa per gli uditi degli italiani non possiamo che rilevare note ripetitive, vaghe speranze, auspici che regolarmente mancano di concretezza. E poi le consuete note dolenti per una o più inevitabili calamità che nel corso dell’anno ci hanno colpito. “Ma cosa vuoi che possa dire un capo di stato, mi faceva osservare un politico di mia conoscenza, se la Costituzione lo confina ad essere solo un’autorità morale?” E’ in pratica obbligato ad esternare il suo e il nostro perbenismo ma a farsene beffa non sono coloro che lo ascoltano ma chi è preposto a prendere le decisioni del caso: Parlamento, Esecutivo, leader di partiti, altri poteri che taluni classificano “occulti” ma che in effetti sono quelli che rappresentano i grandi interessi finanziari ed economici del paese. E tutti insieme si fanno un punto d’onore per sbeffeggiare l’uomo della strada con una operazione mediatica fatta di suggestioni, di emozioni, di solidarietà che durano appena un momento. A chi interessa realmente il disoccupato, il precario, il detentori di un salario da fame, la sofferenza di un malato, l’emarginazione sociale? Il nostro modello è fatto di tutt’altra pasta. E’ chi si è arricchito, e poco importa come, chi riesce a ricavare dalla sua professione lucrose parcelle, chi ha un lavoro e non teme la disoccupazione, chi ha una carriera politica di successo, chi riesce a lucrare sulle miserie altrui. A questo punto diciamocela tutta: non prendiamoci in giro più del dovuto. Il miglior augurio che possiamo farci e possono farci è di auspicare non la celebrazione della posa della prima pietra ma nel darci le chiavi per la messa in moto di una macchina già pronta per funzionare. Il resto sono tutte bolle di sapone. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Il potere temporale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, una strana lettera è apparsa su un noto quotidiano, la quale parla di “dolenti esternazioni di qualcuno angustiato dal permanente potere temporale della Chiesa” (cito dalla lettera). Ed afferma che è “una realtà l’altissimo ascendente morale della Santa Sede in tutto il mondo, che né illuministi, né sanculotti, né Napoleone o Stalin hanno potuto sminuire. Ai giorni nostri, la Chiesa è oggetto di virulente denigrazioni le quali, al più mortificano la dignità culturale dei loro autori, spesso saturi di pregiudizi”. L’autore dello scritto e forse anche il direttore che l’ha pubblicata senza una riga di commento, sembrano non rendersi conto che a compromettere l’ascendente morale della Chiesa è proprio il potere temporale. Potere che fa male prima di tutto alla Chiesa stessa, giacché il suo capo spirituale è costretto a fare i conti tutti i giorni con il capo…dello Stato Vaticano. E non bisogna dimenticare che spesso a criticare gli errori della Chiesa sono fedeli appartenenti alla Chiesa stessa. (Miriam Della Croce)

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