Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘estero’

Nissoli (FI): Più informazione per le elezioni referendarie all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

“Durante la pausa estiva, in riferimento alla comunicazione istituzionale per il referendum, ho inviato una lettera al Ministro Di Maio per rappresentargli l’esigenza che le informazioni arrivino a tutti i residenti all’estero.A tal proposito ho sottolineato che l’Amministrazione degli Esteri dovrebbe investire di più nel fare informazione mirata ai connazionali sulle questioni elettorali in maniera oggettiva per permettere loro di scegliere liberamente con il proprio voto. Inoltre, in tale lettera ho segnalato al Ministro l’importanza di realizzare una campagna informativa che coinvolga anche la stampa italiana all’estero, giornali e radio televisioni locali operanti tra le Comunità italiane nel mondo e i social media, affinché l’informazione possa meglio raggiungere i destinatari.Il 3 settembre scorso, il Ministro Di Maio mi ha risposto, con una sua missiva, sottolineando che “il sito istituzionale e i canali di social network sono ampiamente utilizzati al fine di raggiungere l’ampia platea dell’elettorato all’estero. Fondamentale è ance l’azione delle rappresentanze diplomatico-consolari: ogni Sede cura infatti la campagna informativa sui propri siti istituzionali, canali social e attraverso tutti i mezzi i di informazione ritenuti localmente più opportuni, quali i giornali e i programmi televisivi e radiofonici”.Una risposta che lascia ben sperare su un voto consapevole della posta in gioco per la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero grazie ad una informazione istituzionale obiettiva e capillare.
Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Scuola: Dirigenti scolastici in servizio nelle scuole Italiane all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Il 3 agosto 2020 è stata inviata la circolare 3/2020 del 31 luglio 2020 che sostituisce la circolare n° 13 del 2013 alla quale il MAECI sin dal 2017 ha lavorato chiedendo osservazioni e pareri ai dirigenti collocati all’estero. Udir apprezza lo sforzo fatto dal Ministero che ha portato alcuni significativi elementi di semplificazione nei rapporti con gli Enti gestori ma rischia di dedicare poca attenzione al ruolo dirigenziale; infatti le facili interpretazioni della circolare possono indurre a un mero elenco di istruzioni operative date al dirigente, il quale deve semplicemente portarle a compimento.Udir, nel rappresentare i propri iscritti, ritiene che il profilo del Dirigente scolastico troppo spesso è penalizzato da forme e abitudini che ne diminuiscono le prerogative spettanti per legge, nonché da consuetudini che ne ledono la dignità professionale, nonostante sia esplicitamente regolato dalla legge 165/2001 e dal D.L 64/2017 (non a caso richiamato all’art. 1 della circolare).In conclusione il giovane sindacato ritiene che si debba intervenire con forza per far in modo da tutelare l’identità e l’importanza che le scuole italiane all’estero ricoprono, dando voce a quanti vivono quotidianamente la scuola fornendo costantemente utili e preziosi input per il miglioramento e la salvaguardia della cultura Italiana all’estero.Udir, al fianco di tutti i dirigenti delle scuole all’estero, ritiene di dover affrontare questa battaglia e a tal fine ha adottato una piattaforma sindacale dedicata e un’analisi puntuale rispetto alle criticità riscontrate all’interno della circolare 03/2020 con le soluzioni proposte, cercando di dare voce all’intera categoria.

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Infermieri under-40 attratti offerte lavoro all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

«Germania e Regno Unito ci portano via, ogni settimana, ogni mese, decine di giovani valenti colleghi. O forse sarebbe meglio dire che aspirano legittimamente ad inserire nei loro organici le nostre professionalità infermieristiche, tra le più ambite in Europa. Diciamo pure, continua De Palma, che non ci vuole poi molto a convincere un giovane infermiere a decidere di cambiare la sua prospettiva professionale. Sarebbe il caso però di chiedersi, “nelle stanze del potere”, quali sono le ragioni di questa “emorragia che non sembra destinata ad arrestarsi.A parlare, con rabbia e fervore, è Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, che mette in evidenza i rischi concreti di quella che sta diventando, gradualmente nel tempo, una vera e propria “fuga di cervelli” dal nostro Paese.
Ebbene i motivi sono semplici: in Germania, l’ospedale Maria Hillf di Monchengladbach, propone agli infermieri italiani neo assunti, a tempo indeterminato, uno stipendio di 2900 euro lordi al mese, di norma più di 2000 euro netti, quando un nostro infermiere appena assunto guadagna, in media, tra i 1150 e i 1250 euro. Ma vi è di più: tirocinio linguistico addirittura retribuito con alloggio a 1200 euro al mese, nessun obbligo di conoscenza della lingua tedesca all’inizio. Ma qui ti pagano la formazione, ti permettono di ambientarti e di mettere a frutto le tue capacità, ti assumono se sei bravo e se impari la lingua, insomma ti permettono di crescere. E poi si parla di condizioni lavorative che in Italia sembrano una chimera: aggiornamento professionale costante durante l’anno, immaginiamo quindi formazione interna pagata dall’azienda, e poi iniziative collaterali gratificanti dal punto di vista umano, succulenti premi produttività, mensa di qualità e a basso costo, possibilità di svolgere attività sportive. Insomma valorizzazione dell’aspetto professionale ma non solo …Non sarà forse tutto oro quello che luccica, ma vista la situazione della sanità italiana, ci mettiamo nei panni di un giovane trentenne, infermiere già con una buona esperienza: leggendo questa proposta ci vuole poco a convincersi a preparare i bagagli».

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Importanza della Bicamerale per gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Dichiara l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America. “ Sono intervenuta al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Commissione Esteri, in occasione delle audizioni degli ex ministri Frattini e Terzi, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti Istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero, tra cui anche quella a mia prima firma.In particolare, dopo aver concordato con l’Amb. Terzi sull’importanza dei CAUCUS in USA sottolineando come, nel 2015, grazie ad un deputato del Caucus, che mi ha sostenuto, siamo riusciti a fare pressione per istituire un consolato onorario a Newark, ho chiesto allo stesso Terzi di fare alcune considerazioni sul ruolo della istituendo Commissione bicamerale.Nello specifico ho chiesto all’ex ministro come l’esistenza di una Commissione Bicamerale avrebbe avrebbe potuto influire sulle politiche per gli italiani all’estero sia durante il suo mandato alla Farnesina come ministro che durante la sua attività nella diplomazia italiana. Inoltre ho chiesto quale contributo tale Commissione avrebbe potuto dare alle politiche per il nostro Sistema Paese nel mondo garantendo anche un maggior coordinamento ed efficacia delle proposte.Il ministro Terzi ha risposto facendo capire l’effetto positivo che l’esistenza di tale Commissione bicamerale avrebbe avuto, e che oggi arriva tardiva, ricordando che molte cose sarebbero state trattate con maggiore organicità, visibilità e capacità di influire sulle scelte del Parlamento. Ci sarebbe stata, ha detto Terzi, una maggiore capacità di acquisire elementi e alleanze per il Paese.
Una risposta che mi fa pensare che siamo sulla strada giusta e che, anche se la Bicamerale per gli italiani all’estero si poteva istituire prima, è meglio tardi che mai! Ora, dobbiamo avere la consapevolezza dell’importanza di questo strumento per tutta la Comunità italiana all’estero ed io sono orgogliosa di aver contribuito a dare un input per istituirla presentando un disegno di legge ad hoc in Parlamento”.

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5 milioni in più alle Camere di Commercio Italiane all’Estero per sostenere le imprese italiane nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Nissoli (FI): Approvato il mio emendamento al Decreto Rilancio che ha creato un asse tra maggioranza e opposizione: 5 milioni in più alle Camere di Commercio Italiane all’Estero per sostenere le imprese italiane nel mondo.“Sono molto orgogliosa di come l’emendamento al decreto rilancio, a mia prima firma, che dispone lo stanziamento di 5 milioni di euro in favore delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) affinché possano debitamente promuovere l’Internazionalizzazione delle nostre imprese italiane, sia riuscito ad unire maggioranza, opposizione e Governo nel riconoscere il valore delle CCIE e ncentivarne le attività per lo sviluppo del nostro export.Il mio emendamento firmato, oltre che da me e dal collega di partito Martino, anche da deputati di Italia Viva, Carè e Ungaro, del PD , La Marca e Schirò, e dei 5 Stelle con Sut, ha avuto il parere favorevole del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero degli Esteri e dei relatori, dimostrando che maggioranza e opposizione lavorano insieme per il bene delle Comunità italiane all’estero. L’importanza di questo emendamento è stato riconosciuto anche dal Sottosegretario Merlo che ha espresso grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto. Come dico spesso: l’unione fa la forza ! Se sappiamo lavorare in sinergia possiamo ottenere risultati positivi per il bene dell’Italia nel mondo!”Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Assistenza sanitaria per gli italiani all’estero che rientrano in vacanza in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2020

“Ho scritto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per rappresentargli la situazione degli iscritti all’Aire per quanto concerne l’assistenza sanitaria italiana.Infatti, una volta iscritti all’Aire, tali connazionali vengono cancellati dal Sistema Sanitario Nazionale e possono usufruire delle sole cure di urgenza per un massimo di 90 giorni.Tale fatto ha una evidente ripercussione sulle opzioni di scelta per il ritorno ai luoghi di origine e credo che un’attenzione anche sul piano sanitario ai cittadini italiani residenti all’estero, e soprattutto ai pensionati, produrrebbe un ritorno in termini di promozione turistica rilevante. Inoltre, si tratta di riconoscere un diritto a chi risiede all’estero e torna in vacanza in Italia facendo sentire la vicinanza della madrepatria.Per tale ragione ho proposto al Ministro di permettere a chi è iscritto all’Aire di attivare l’iscrizione temporanea al Sistema Sanitario Nazionale presso la Sede ASL di competenza per il comune di iscrizione Aire, dando priorità ai pensionati italiani residenti in Paesi che non hanno stipulato una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali con l’Italia.”Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Bicamerale italiani all’estero come Casa comune istituzionale degli italiani all’estero per elaborare politiche emigratorie trasversali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

“Ieri, sono intervenuta al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese della Commissione Esteri, in occasione delle audizioni di Renato Sartori, presidente del Comites di San Paolo, Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires, Michela Di Marco, coordinatrice Intercomites Canada, e Barbara Cornacchia, coordinatrice Intercomites Usa, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero, tra cui quella a mia prima firma. Nel mio intervento ho ringraziato i Presidenti dei Comites e Intercomites per aver accettato di partecipare all’audizione, sottolineando che il loro contributo è essenziale all’avvio della Commissione bicamerale perché i Comites sono il punto di riferimento primario dei connazionali sul territorio, sia come singoli cittadini che come associazioni.Dopo aver evidenziato che la futura Commissione bicamerale dovrebbe avere uno scambio costante con i Comites e l’associazionismo, ipotizzando anche una conferenza annuale pubblica comune, ho precisato che essa è stata voluta in maniera trasversale quale punto di riferimento di tutte le realtà dell’emigrazione.Infatti, tale Commissione bicamerale sarà un luogo specifico, la casa comune istituzionale degli italiani all’estero per elaborare quelle politiche emigratorie trasversali, un luogo dove parlamentari eletti all’estero ed anche parlamentari eletti in Italia si confronteranno esclusivamente sulle tematiche che riguardano noi italiani nel mondo.La Bicamerale, come ho detto nel mio intervento, sarà la risposta di adeguamento istituzionale alle nuove condizioni che si verranno a creare dopo la riforma costituzionale ed in questa prospettiva ritengo importante rafforzare la collaborazione tra i Comites, il CGIE, tutte le realtà operanti nel Sistema Italia nel mondo ed il Parlamento per rendere la Commissione bicamerale la voce viva della Comunità italiana nel mondo”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Alla Camera è iniziata la discussione per istituire l’organismo in cui si discuteranno tutte quelle politiche che riguardano gli italiani all’estero: un traguardo molto importante, è solo l’inizio di un percorso che dovrebbe creare un luogo specifico per discutere delle politiche di emigrazione e del Sistema Italia all’estero.Sarà uno strumento necessario per elaborare le politiche dell’emigrazione trasversali ai lavori delle varie commissioni permanenti dal momento che la riduzione del numero dei parlamentari anche all’estero comporta una conseguente ridotta operatività nel contesto parlamentare e quindi l’impossibilità di seguire tutti i lavori delle commissioni connesse con l’emigrazione.
“Anch’io – scrive l’onorevole Fucsia Nissoli Fitzgerald – ho presentato un disegno di legge sull’istituzione della bicamerale che ora dovrà essere discusso insieme a quelli degli altri parlamentari per arrivare ad un testo unico e condiviso.C’è una sensibilità comune nel portare avanti questo obiettivo, che è il frutto di lunghe riflessioni alle quali si è aggiunta la preoccupazione sul ruolo della rappresentanza estera dopo il taglio effettuato con le riforme.Convinti che l’istituzione di una commissione bicamerale è costituzionalmente fondata a partire dall’art.82 della Costituzione, siamo andati in maniera bipartisan a rappresentare le esigenze dell’istituzione della bicamerale per gli italiani all’estero sia alla presidente del Senato Casellati che al Presidente della Camera Fico.Con l’istituzione della bicamerale vogliamo garantire un miglior funzionamento della rappresentanza estera in Parlamento.Posso dire di essere molto soddisfatta di questo metodo di lavoro, lavorare in maniera trasversale per un obiettivo comune.Sin dall’inizio del mio primo mandato, ricordo che ho riunito tutti i parlamentari eletti all’estero, nel maggio del 2013, perché ho sempre creduto che l’impegno comune, a prescindere dall’appartenenza politica per il bene degli italiani all’estero, possa portare a risultati concreti.L’unione fa la forza, e adesso, finalmente, dopo tanti anni, posso dire con orgoglio che ce l’abbiamo fatta.Inizia oggi il ciclo di audizioni per ascoltare idee e proposte: stasera toccherà al Cgie per poi, nelle prossime settimane, audire Comites, Camere di Commercio, istituzioni ed esperti.Continuiamo a lavorare per arrivare ad un testo comune e condiviso, e auspico che i tempi possano essere brevi perché la Commissione è necessaria subito. (Fucsia Nissoli Fitzgerald Deputata al Parlamento Italiano Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America)

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20 e 21 settembre si vota per il referendum costituzionale anche all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

“Ormai è certo: il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari si svolgerà a settembre.La Camera dei Deputati ha approvatola legge sulle elezioni che fissa nel 20 e 21 settembre 2020 i giorni per lo svolgimento del referendum costituzionale, elezioni amministrative e regionali. Anche all’estero saremo chiamati a votare per il referendum, con il consueto, un po’ obsoleto, metodo per corrispondenza. Il taglio dei parlamentari, per quanto concerne la Circoscrizione estera ridurrà la rappresentanza da 18 a 12, che continueranno a rappresentare gli italiani che vivono in tutti i continenti. Peccato, la riforma avrebbe dovuto ristabilire l’equilibrio e la parità nei criteri di rappresentanza tra i cittadini, invece non lo ha fatto, i residenti all’estero aumentano e la rappresentanza diminuisce !” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Nissoli (FI): Il Console onorario: un ruolo vitale per le Comunità italiane all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Il Console Onorario rappresenta un ruolo spesso vitale per i nostri concittadini residenti all’estero o che, semplicemente, si trovano nella loro area di competenza, temporaneamente. Al contempo la persona che accetta l’incarico lo presta senza alcuna retribuzione, oltre a dover affrontare i costi di gestione dell’ufficio che l’attività richiede. Trovare quindi, il profilo idoneo, non sempre è immediato e facile; per questa ragione avevo presentato un Disegno di Legge che permettesse all’autorita’ consolare di prorogare la durata del mandato onorario anche oltre i limiti di eta’. Ringrazio, i Consolati che negli USA, in raccordo con l’Ambasciata italiana a Washington, stanno lavorando alla selezione dei candidati alla carica di Console Onorario. Questo testimonia l’impegno della nostra rete diplomatico-consolare all’estero anche durante questa situazione di crisi, fornendo la massima assistenza ai nostri connazionali. La rete dei consolati onorari rappresenta un punto di riferimento per le nostre Comunità e anche durante questa crisi ha dimostrato l’importanza del servizio svolto. Per questo, a tutti i consoli onorari, va la mia stima ed il mio sentito ringraziamento.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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E’ necessario far rientrare gli italiani dall’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Continua l’odissea dei nostri connazionali all’estero che cercano in ogni modo di rientrare in Italia. Oggi è la volta del Kenya, che va ad aggiungersi all’Argentina, al Messico, alla Bolivia e a una lunga lista di Stati dove migliaia di italiani sono bloccati senza avere alcuna certezza sul come e sul quando poter tornare in Italia” è quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari, annunciando un’altra interrogazione al ministro degli Affari Esteri.“Ho depositato un’ulteriore interrogazione al ministro Di Maio, dopo quella sul funzionamento della rete consolare e quella proprio sulle difficoltà di rientro degli italiani all’estero, chiedendo nuovamente al ministro Di Maio di fare chiarezza sulla vicenda e, soprattutto, di predisporre velocemente gli strumenti per risolverla. In Kenya, in particolare, la nostra ambasciata, in collaborazione con il vettore Neos, ha programmato un volo per l’Italia il prossimo 17 maggio. Sembra però che numerosi nostri connazionali non possano usufruire di questo volo, subendo un grave pregiudizio a causa della inadeguata gestione della situazione da parte delle autorità italiane e della compagnia aerea. Chiedo al ministro di attivarsi e di risolvere velocemente la questione, fornendo anche linee guida univoche per tutta la nostra rete consolare, in modo da porre fine a questa vicenda e permettere ai nostri connazionali di fare rientro quanto prima in Italia”.

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100mila italiani abbandonati all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Si stima siano circa 100mila gli italiani rimasti bloccati all’estero, senza la possibilità di avere collegamenti aerei oppure navali che li possano rimpatriare. Gli appelli sono arrivati di continuo alla Farnesina, ma sono rimasti inascoltati nonostante la task-force istituita per gestire e risolvere i problemi dei nostri compatrioti abbandonati in ogni angolo del mondo. Eppure l’Europa ha messo a disposizione degli Stati Membri fondi importanti con la possibilità di un rimborso fino al 75 per cento. Nonostante ciò il nostro governo ne ha usufruito in ridottissima parte lasciando in gravi difficoltà decine di migliaia di persone ancora bloccate all’estero. Agnese, rappresentante di circa cento persone bloccate in Bolivia, sui social scrive che rimangono inascoltati gli appelli dei nostri connazionali che denunciano scarse ed errate informazioni e prezzi esorbitanti per i pochi biglietti rimasti disponibili. A lei si aggiungono tante altre persone che ogni giorno ci ricordano l’amara realtà di cui sono involontari protagonisti. Questa grave situazione si somma alla triste vicenda di Alitalia, un’azienda allo sbando il cui management ha dato l’ennesima dimostrazione di miopia ed inefficienza tagliando l’ultimo collegamento transoceanico disponibile. Eppure, in un momento di blocco totale del trasporto aereo a causa del tristemente noto virus Covid-19, il soccorso dei connazionali potrebbe rappresentare un’opportunità di business oltre che l’esercizio della funzione basilare di una compagnia di bandiera. Sconforto e sconcerto predominano tra i dipendenti che, con forza e consapevolezza, hanno scritto una lettera al governo perché intervenga con decisione sul management. Fratelli d’Italia, tramite il proprio Dipartimento nazionale dei Trasporti, chiede che si vada subito in soccorso dei nostri compatrioti esposti a rischi igienici, sanitari ed economici. Si ribadisce, inoltre, l’urgenza di un’audizione interministeriale che faccia chiarezza sull’operato del commissario straordinario Leogrande”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, capogruppo di FdI in Commissione Trasporti.

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Ringraziamento a chi sta aiutando gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

“La Voce di New York” ha pubblicato l’articolo dell’ on.le Nissoli rivolto agli italiani che vivono all’estero e che seguono con apprensione e vicinanza quanto sta accadendo nella madre patria: “Questa pandemia, nelle forme e nei modi in cui si è sviluppata e, soprattutto, per la rapidità con la quale si è estesa in tutto il globo, ha rappresentato un fatto inaspettato e che ha colto tutti impreparati. Non ho memoria di un fatto analogo e persino una guerra, nella sua tragicità, é limitata territorialmente e propone tempi di diffusione totalmente differenti.
Questa mancanza, quindi, di adeguate conoscenze, di protocolli precedentemente testati o di qualunque altro “modello di risposta” che si sarebbe potuto applicare, ha generato, oltre alle deprecabili morti, tutte le problematiche di cui ciascuno di noi, suo malgrado, è vittima.
Uno dei settori maggiormente colpiti, proprio perché possibile veicolo di contagi, è stato quello del trasporto e, in particolare, anche in virtù delle restrizioni adottate dai differenti Paesi, quello aereo.
Va da se che molti connazionali si sono trovati all’estero ed hanno dovuto affrontare differenti problematiche per tornare a casa. Io, come molti altri colleghi, siamo stati contattati in quanto rappresentanti dei cittadini e, quindi, dello loro istanze. Mi sono così trovata a dover segnalare i casi di cui sono venuta a conoscenza al consolato di Toronto come a quelli di New York, Miami, Los Angeles, Chicago, per arrivare sino all’Inghilterra e persino al Marocco. Si trattava di studenti universitari che volevano raggiungere le famiglie, di turisti, di professionisti e rappresentanti di imprese ed anche di familiari di cittadini residenti all’estero. Casi che si moltiplicavano per cui mi sono messa in contatto anche con gli ambasciatori in Usa, in Messico, nella Repubblica Dominicana ed in Canada. Ho preso contatto, quando era necessario, con l’unità di crisi della Farnesina, ho contattato più volte la segreteria del Ministro Di Maio e, in alcuni casi, ho segnalato situazioni direttamente a lui.
Ebbene, in questa mia attività ho sempre trovato, nella nostra rete diplomatica e nelle strutture deputate, la preparazione adeguata e la conoscenza della situazione. Certo, spesso hanno dovuto affrontare situazioni, come detto, che non erano previste ne prevedibili e garantire la possibilità di rientro è dipeso da imprese private, ovvero i vettori, che a causa delle limitazioni o, talvolta, per proprie scelte aziendali, non erano in grado di offrire un servizio adeguato o a costi accettabili – ragione per la quale, personalmente, auspico una compagnia di bandiera, come Alitalia, che possa sostenere il proprio Paese anche in queste situazioni di emergenza garantendo tratte, o parte di esse, per aiutare i cittadini nei modi e forme adeguate – ma comunque c’erano e garantivano supporto e flusso di informazioni per chi necessitava aiuto.
Noi deputati, quindi, in questo frangente non possiamo vantare successi ma, sicuramente, dobbiamo ringraziare tutti coloro che, spesso senza gli opportuni strumenti, sono stati in grado di risolvere situazioni o di indicare il miglior modo per farlo.
Proprio per questo, conscia dell’importanza di rispettare ruoli e meriti, mi sento di ringraziare tutta la rete diplomatica, siano essi gli Ambasciatori o i Consoli che tutto lo staff delle Ambasciate e mi ritengo a loro disposizione per quanto possa essere di aiuto. L’unità di crisi della Farnesina e tutto il Ministero, unitamente a tutti gli “eroi di questa guerra”. Eroi silenziosi, che non vantano successi personali ma che ogni giorno, dai medici ed infermieri, ai farmacisti, alla protezione civile, alle forze dell’ordine, all’esercito, ai preziosi volontari … sono in prima linea ma, in fondo, anche tutti noi, cittadini, che abbiamo rispettato le regole nell’interesse del prossimo e, quindi, di ciascuno di noi. Gli eroi, vale la pena ricordarlo, non sono esseri fuori dal comune e dotati di super poteri, sono semplici cittadini che hanno anteposto al proprio personale interesse il bene comune. Una cosa ci ha insegnato questa pandemia: l’interdipendenza, soprattutto in un mondo globalizzato dove o ci si salva insieme oppure non ci si salva proprio ! Ci ha insegnato l’importanza della leale collaborazione per il bene di tutti a cominciare dalla politica e dalle istituzioni ! Un fatto su cui riflettere per pensare un futuro più a misura di persona!” (On.le Nissoli)

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Estero: Scuole, corsi e lettorati italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 8 aprile 2020 n. 23. Il D.L attraverso l’articolo 1 comma 8 e l’articolo 2 comma 1 lettera c, il D.L interviene sulle modalità di svolgimento degli esami di Stato, sulla valutazione dell’anno scolastico 2019/2020, e sulle nomine all’estero per l’anno scolastico 2020/21. Prevede che sarà il Ministero della Pubblica Istruzione, attraverso apposite ordinanze, ad applicare quanto previsto dai citati articoli ANIEF, qualche giorno fa, ha lanciato la proposta d’istituire un tavolo tecnico OO.SS/MAECI/MIUR per gestire in maniera ordinata la fine di questo anno scolastico e l’inizio del prossimo anno. Oggi, alla luce di questo D.L. quella proposta assume maggiore pregnanza.Il D.L. stabilisce anche che, per la destinazione all’estero dell’a.s 2020/21 sulle cattedre per le quali le graduatorie risultino esaurite, si attingerà dalle graduatorie del 2013, facendo riferimento per queste nomine all’articolo 24 del D.lgs 64/17.Sul perché le graduatorie del 2019 si sono esaurite dopo pochi mesi, e sulla responsabilità del MIUR e delle OO.SS (firmatarie dell’intesa sui requisiti del 23 aprile 2018), di scelte sbagliate e lesive del diritto di tutti i docenti a partecipare alle prove di selezione, ci siamo già espressi, adesso non è il tempo di fare polemiche ma di costruire. Oggi serve un confronto serio per stabilire insieme i criteri attraverso i quali verranno individuati gli aventi diritto alla nomina dalle graduatorie del 2013: chi tra i docenti inseriti all’epoca in quelle graduatorie ha diritto alla nomina?La destinazione all’estero per un anno scolastico, prevista dall’articolo 24 del D.lgs 64/17, esula completamente dai requisiti previsti per la “normale” destinazione all’estero. ANIEF invita il Ministero della Pubblica Istruzione e il MAECI a ragionare insieme sulle modalità di applicazione dell’articolo 24 e avverte che non starà a guardare qualora questo articolo venga applicato in maniera lesiva degli aventi diritto.Va anche detto che il D.L. non affronta tutte le problematiche legate a questa emergenza, in particolare non tiene conto dell’eventualità che il personale scolastico, che rientrerà in Italia per le ferie estive, potrebbe trovarsi di fronte all’impossibilità di ritornare a prendere servizio nella sede estera di appartenenza. Non tiene conto della fatto che i giorni previsti dall’articolo 186 del DPR 18/67 sono insufficienti per un’emergenza come questa. Non tiene conto del fatto che i docenti che hanno preso servizio all’estero in ritardo, non hanno maturato ferie sufficienti.

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Coronavirus: Arrivi in aiuto dall’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,l’Unione Medica Euro Mediterranea(UMEM). La Comunità del Mondo Arabo in Italia(Co-mai) e il Movimento Internazionale Transculturale Inter professionale Uniti per Unire (UxU) esprimono apprezzamento e riconoscenza a tutti i paesi che si sono mossi subito per sostenere l’Italia e il popolo italiano in grande difficoltà sanitaria ,medica e umanitaria .Ringraziamo tutti i paesi che hanno inviato delegazioni di medici e infermieri come la Cina ,Cuba,Albania ,Romania ,Polonia,Russia ,Ucraina e quelli che hanno inviato aiuti materiali sanitari o donazioni ospedaliere come Qatar ,Egitto ,Emirati Arabi ,India ,Brasile,Kuwait e numerosi altri hanno espresso solidarietà e ci stanno contattando che vorrebbero inviare medici in particolare laureati in Italia che parlano ancora l’italiano e hanno ancora il cuore in Italia il paese che li ha ospitati e gli ha consentito di laurearsi e costruirsi una famiglia e un lavoro nel paese di origine .anche tutte le comunità e associazioni di origine straniera si uniscono a questo coro umano ,internazionale e sincero verso l’italia appoggiando il nostro appello #SosteniamolaNostraItalia in attesa che rispondi anche la Commissione Europa che ancora una volta tardiva , assente e divisa per colpa dell’egoismo dei paesi membri.”Nel momento di grande tristezza e sofferenza per i morti in italia e nel mondo e per la difficoltà enorme del SSN italiano, queste buone notizie che arrivano in particolare dai paesi dell’Europa dell’Est, paesi arabi e africani ,dalla Russia ,Cuba ,Cina e numerosi altri sicuramente registrano un momento importante a favore di una solidarietà e #Alleanza Sanitaria Mondiale lanciata proprio dai nostri movimenti all’inizio dell’emergenza Coronavirus tramite comunicati in varie lingue e numerose interviste che mi vedono coinvolto tutti i giorni da Gennaio da TV, Radio e giornali euro mediterranei,paesi del Golfo ,America e Europa. Sicuramente non sarà mai come prima e spero che saranno archiviate tutte le polemiche e strumentalizzazioni politiche e minacce nei nostri confronti accusandoci ingiustamente che rubiamo il lavoro ai professionisti della sanità italiani e ci classificano di serie B per l’obbligo della cittadinanza per sostenere i concorsi pubblici .Cosi Dichiara Foad Aodi presidente Amsi e Umem e Membro del registro esperti e membro del Gruppo di Lavoro Salute Globale Fnomceo che fa’ l’appello a tutti i medici e professionisti della sanità italiani e di origine straniera compreso Albi professionali,sindacati ,società scientifiche ,sanità privata e pubblica di unirsi per salvare e rinforzare la nostra sanità italiana e alzare la voce per farci ascoltare e rispettare da una politica distratta, insensibile e non ci ha coinvolto in questi lunghi anni quando chiedevamo ;medici specialisti,borse di specializzazione,tutela e sicurezza sui posti di lavoro ,combattere la fuga all’estero ,sotto pagamento,sfruttamento lavorativo e la medicina difensiva per l’interesse comune. Non siamo eroi stagionali. E quando è comodo al mondo politico per mascherare tutto il loro fallimento e incapacità di ascoltarci e proteggerci anche in questa grande emergenza dove ci hanno mandati in guerra senza armi e protezioni. Conclude Foad Aodi senza giri di parole avvertendo che non ci scordiamo di questo pessimo e disumano trattamento riservato al nostro #Esercito_Bianco#. (fonte:Ufficio Stampa Amsi)

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Fine odissea Costa Magica, ma troppi italiani sono ancora bloccati all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Ho appreso con piacere che i membri dell’equipaggio a bordo della Costa Magica, così come quelli della Costa Favolosa, sono finalmente rientrati in Italia dopo essere sbarcati a Miami. Questa buona notizia non cancella però una situazione inammissibile, che vede tanti nostri connazionali bloccati all’estero, impossibilitati a rientrare da quando sono stati cancellati i collegamenti da e per l’Italia. Ancora peggiore la situazione sulle navi, non solo su quelle di compagnie italiane, dove si trovano imbarcati tanti concittadini che sono partiti senza restrizioni, ed ora non riescono a scendere perché a bordo si registrano casi sospetti o acclarati di contagi da Coronavirus. Su questa ed altre situazioni il ministro degli Esteri dovrebbe chiarire come sta intervenendo, visto che dai canali ufficiali non traspare molto e ci dobbiamo accontentare di qualche dichiarazione spot in tv. Di Maio dica in sedi ufficiali come sta agendo per riportare a casa gli italiani rimasti all’estero. Mi aspetto una risposta rapida che possa anche tranquillizzare le famiglie di chi è rimasto bloccato, giustamente preoccupate per la situazione che si è venuta a creare”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.

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Covid-19: Gli italiani che vivono all’estero seguono con grande apprensione l’evolversi della situazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Riportiamo l’articolo dell’On. Nissoli apparso domenica scorsa su America Oggi. “Parliamo di un virus subdolo, ad alto contagio, e su questo tutti gli esperti sono concordi, per cui le indicazioni di quarantena sono indispensabili per tutti. È un atto di amore o, quantomeno, di rispetto. Io sono chiusa nella mia abitazione con mio marito e mio figlio, ma le altre due mie figlie vivono distanti per cui, da tempo, non le vedo e non so quando potrò nuovamente incontrarle. Ma la nostra distanza è il più grande atto di amore che possiamo esprimere in questo momento che caratterizza le nostre angosce ed i nostri dolori. Di fronte alla vita, alla quotidianità ed a questo nemico invisibile, siamo tutti uguali e viviamo tutti nell’incertezza di cosa accadrà domani.Ora che anche negli Usa cominciano a vedersi i primi effetti nefasti del contagio la mia mente mi riporta alla terra natale.Ho momenti di sconforto, con una mamma ed una sorella nella provincia bergamasca, ma le lacrime consumate sono per la situazione di tutti i miei concittadini inermi, troppo spesso, di fronte ad un nemico sconosciuto che dobbiamo combattere con la nostra responsabilità.
Ogni giorno mi sveglio sperando che si sia trattato di un incubo, il peggiore! Preoccupazioni legate alla vita privata che si incrociano con quelle per l’Italia e per la sua stabilità … il suo futuro, economico e, quindi, sociale ! Come individuare e suggerire i giusti provvedimenti da prendere, come lavorare per una ripresa rapida e come fare in modo che si possano rafforzare, opportunamente, quei rapporti di solidarietà che legano, da tempo, gli Stati Uniti e l’Italia anche per venire incontro alle esigenze urgenti che l’emergenza sanitaria pone.
Noi italiani, americani da generazioni o che semplicemente viviamo negli Usa, siamo la viva espressione della solida amicizia tra gli Stati Uniti e l’Italia ! Una amicizia che va ben oltre i rapporti politici giacché si intreccia con le storie personali di due popoli divisi da un oceano ma legati proprio dai quei rapporti familiari che si antepongono agli sterili trattati.In questo contesto dobbiamo valutare l’azione umanitaria che, sia il Governo Usa che la società civile americana, stanno portando avanti in Italia soprattutto nelle zone dove i focolai da Covid-19 hanno creato una vera e propria emergenza sanitaria.La scorsa settimana gli Usa hanno inviato aiuti sanitari all’Italia, in particolare il Pentagono con l’aiuto dei fondi della Samaritan’s pursue (organizzazione umanitaria cristiana evangelica) ovvero materiale per la realizzazione di un ospedale da campo, a Cremona, messo in piedi in temi da record.
Il 23 marzo scorso un aereo militare Usa ha portato in nord Italia, ad Aviano, un sistema medico, sia mobile che fisso, in grado di stabilizzare fino a 40 pazienti. Un sistema che fornisce 10 posti letto e può supportare i pazienti per un periodo di 24 ore.Nella medesima giornata sono stati inviati aiuti all’Italia anche da varie associazioni italiane in Usa, come The Italian Cultural society (Ics) di Washington Dc. Nello specifico sono stati donati 10.000 dollari alla sezione della Croce Rossa di San Donato Milanese e altri 10.000 dollari sono stati promessi, a breve, alla sezione di Bergamo.Il 24 marzo scorso l’ambasciatore Lewis Eisenberg ha riferito che Biogen Inc., una società multinazionale statunitense di biotecnologia, con sede a Cambridge in Massachusetts, ha donato 10 milioni di dollari a supporto delle comunità colpite in Italia, mentre la GE Healthcare ha donato un ecografo al Policlinico di Milano tramite la Fondazione Rava.Il 25 marzo l’annuncio, confermato in un Tweet dalla Rappresentanza dell’Italia presso la Nato, di nuove forniture mediche essenziali che stanno per essere consegnate all’Italia dagli Usa sempre a sostegno della battaglia contro il Covid-19.Altri aiuti sono arrivati anche dalla Fondazione Lilly, per la precisione é stato donato all’Italia un milione di euro in insulina.
Ed infine la CocaCola che ha donato 1,3 milioni di euro alla Croce Rossa per offrire i propri prodotti negli ospedali, come gesto di solidarietà a tutti quegli operatori sanitari che ogni giorno affrontano l’emergenza Covid19 in Italia.Come non essere orgogliosa di vivere in un Paese che, nonostante l’emergenza che sta attraversando ed in alcuni Stati abbastanza grave, trovi il modo per venire incontro all’emergenza nella quale versa l’Italia ? Una solidarietà non di facciata, non sbandierata ai quattro venti e, soprattutto, senza fini propagandistici. Una solidarietà che nasce dal profondo rispetto che gli Stati Uniti d’America nutrono per la nostra Terra e per il sentimento di profonda amicizia che ci lega.Tutti coloro che sono interessati a fare donazioni, oltre progetti di solidarietà e canali diretti, possono farle tramite la Protezione civile con un bonifico, sia dall’Italia sia dall’estero, usando le seguenti coordinate bancarie:Banca Intesa Sanpaolo Spa Filiale di Via del Corso, 226 – Roma Intestato a Pres. Cons. Min. Dip. Prot. Civ.
IBAN: IT84 Z030 6905 0201 0000 0066 387 BIC: BCITITMM.

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La Cciaa rilascia il certificato di “forza maggiore” per l’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine rilascia alle imprese che ne facciano richiesta i certificati di sussistenza di cause di forza maggiore, ossia documenti che permettono alle aziende di rappresentare alle controparti estere eventuali impedimenti nell’esecuzione di obblighi contrattuali, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Il via libera è arrivato con una recentissima circolare del Mise. Le imprese interessate di entrambi i territori di Pordenone e Udine (sono molte quelle che chiedono informazioni agli uffici a riguardo) possono mandare la richiesta senza necessità di recarsi in Cciaa, ma semplicemente inviando una mail a commercioestero@ud.camcom.it, dichiarando di aver sospeso l’attività in seguito al Dpcm del 22 marzo e ottenere sempre via mail l’attestazione camerale da poter inoltrare ai clienti.

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Personale scolastico in servizio all’estero, emergenza Covid 19: è tempo di agire

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Il Covid 19 ha già investito in maniera importante Francia e Germania e ha cominciato ad aggredire in modo significativo anche il Regno Unito e molti altri Paesi europei. Due scuole europee hanno già dichiarato che chiuderanno per alcuni giorni. Altre scuole chiedono ai docenti italiani di non recarsi al lavoro. La scuola di Atene è sotto attacco. La scuola europea di Varese è praticamente chiusa. Ad Asmara sono assenti 20 docenti su circa 50: come pensa il Maeci che quella scuola possa funzionare in queste condizioni? Quella scuola, al netto dei proclami propagandistici di un sindacato, è in realtà abbandonata a stessa. In molti Paesi, dove operano i nostri lettori, non c’è nessuna prevenzione e nessun controllo, lavorano senza nessuna protezione rispetto al rischio di contagio.Non si possono più sottovalutare tutte queste questioni e restare immobili. L’inerzia del Maeci è inaccettabile, va tutelata la salute del personale scolastico italiano (e dei loro familiari) obbligati ogni giorno ad avere contatti reiterati e intensi con un gran numero di allievi e persone sui mezzi che usano per recarsi al lavoro. Considerata la pericolosità e la facilità con cui si spande l’infezione, sono necessari provvedimenti di emergenza. Maeci non può attendere i provvedimenti degli Stati esteri e poi agire solo di ripiego. Serve un piano, servono provvedimenti ora e subito.Anief ha chiesto al Maeci di essere convocato per trovare le soluzioni opportune. In attesa che Maeci “decida” cosa fare, suggeriamo ai docenti di chiedere la convocazione dei collegi per ragionare insieme ai dirigenti scolatici sulle varie situazioni e approvare documenti d’indirizzo o di richieste.

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Coronavirus: Scuole italiane all’estero, Anief chiede risposte certe per il personale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

L’emergenza legata al Coronavirus coinvolge anche le scuole italiane presenti al di fuori dei confini nazionali. Il Maeci (Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale) ha invitato il personale scolastico in servizio presso l’istituto omnicomprensivo di Asmara, attualmente in ferie in Italia, a non rientrare ad Asmara, perché il governo eritreo ha disposto che tutti coloro che arrivano dall’Italia verranno posti in quarantena forzata. Si tratta di disposizioni che potrebbero replicate anche da altri istituti. Anche la Turchia, ad esempio, dove c’è una scuola statale italiana, ha deciso di bloccare i voli provenienti dall’Italia.Anief sollecita risposte certe per tutto il personale delle scuole italiane all’estero e torna a invitare il Ministero degli Esteri a convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali rappresentative per prendere decisioni che tutelino i diritti del personale scolastico e il diritto allo studio dell’utenza. Sulle notizie provenienti da Asmara, il giovane sindacato rappresentativo ritiene necessario un intervento più deciso. «Chiediamo – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief – che la scuola italiana di Asmara sia temporaneamente chiusa e che al personale scolastico si applichi la normativa relativa alle cause di forza maggiore, in modo da tutelare i giorni di ferie e la ISE. Il Ministero si adoperi affinché si trovi una soluzione diversa dalla quarantena, che non tutela la salute e l’incolumità del personale, e non garantisce il diritto allo studio».Ferma restando la richiesta di chiusura in via cautelare dell’istituto scolastico di Asmara un’altra soluzione per tutelare gli insegnanti potrebbe essere, suggerisce Salvatore Fina, delegato Anief per l’estero, «una certificazione negativa rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica ai docenti, da esibire alla dogana eritrea. Gli insegnanti, per averla, dovrebbero sottoporsi al tampone per il Coronavirus, prima di tornare in Africa».

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