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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘estero’

Ius Soli/ Non dimentichiamo gli italiani all’estero!

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2021

“Ritorna ancora una volta il dibattito sullo ius soli, dopo le dichiarazioni del Segretario del PD, Enrico Letta, a La7 che ha affermato: “la legge che noi proponiamo è per coloro che sono nati in Italia, cresciuti in Italia e che hanno fatto la scuola in Italia”.Come non condividere le sue parole. Quanti cittadini nati in Italia, che hanno studiato in Italia ed alcuni che hanno fatto anche il servizio militare, sempre in Italia, hanno poi perso la cittadinanza costretti, molto spesso, a lasciare il proprio Paese per necessità? Cittadini, che con gli altri italiani condividono la stessa cultura, la stessa visione e la stessa civiltà. Sono quindi certa che questa sensibilità il suo partito e i suoi parlamentari la avranno per mettere in calendario e votare una legge che riconosca, finalmente, la cittadinanza italiana a quei compatrioti che l’hanno perduta. È una scelta di civiltà. Passiamo dalle parole ai fatti, io ci sono!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Italiani all’estero e voto elettronico

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Fratelli d’Italia ha presentato questa mattina al Senato il disegno di legge per l’istituzione del voto elettronico per gli italiani all’estero. Si tratta di una normativa di tre articoli che prevede questa modalità di voto solo ed esclusivamente per i 6 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Il capogruppo al Senato di FdI, Luca Ciriani, ha sottolineato che “si tratta di una tema che non può più essere rinviato, anche in considerazione dell’assenza nella politica italiana degli ultimi anni nei confronti delle problematiche che vivono i nostri connazionali fuori dei confini della madrepatria.Secondo il senatore Patrizio la Pietra, estensore del ddl, “questo provvedimento non è un atto isolato ma è frutto di un lavoro portato avanti da Fratelli d’Italia di attenzione alle nostre comunità che vivono all’estero fatta di interrogazioni ed emendamenti, l’ultimo dei quali ha consentito ai medici venezuelani di poter venire ad esercitare in Italia durante la pandemia. Si tratta dell’introduzione del voto elettronico che riguarda esclusivamente i nostri connazionali all’estero e che vuole dare una risposta definitiva ai problemi del voto per corrispondenza che non si è dimostrato adeguato”.Per il responsabile nazionale del Dipartimento di FdI per gli italiani all’estero, Roberto Menia, “la battaglia per la concessione del voto per gli italiani all’estero compie vent’anni ed è stata il coronamento dell’impegno portato allora avanti da Mirko Tremaglia. A distanza da quel periodo, la legge riteniamo debba essere sottoposta ad una revisione a cominciare dalla modalità di voto. Quello per corrispondenza ha dimostrato tutta la sua fallacità soprattutto per i costi e per i brogli evidenti che si sono verificati che hanno portato nel nostro Parlamento personaggi non all’altezza di ricoprire il ruolo di rappresentanza loro delegato. La riduzione del numero dei parlamentari con l’ultima modifica costituzionale ha portato alla riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero da 12 deputati e 6 senatori a 8 deputati e 4 senatori. Con i sistemi di controllo che la modalità elettronica oggi consente sarà finalmente possibile far espletare un voto regolare ma soprattutto ampiamente partecipato, viste le defezioni al voto che il sistema cartaceo per corrispondenza ha provocato”. Per il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa “Il sistema di voto attuale per gli italiani all’estero è ampiamente superato e la tecnologia consentirà finalmente di poter dare un’adeguata rappresentanza ai nostri connazionali che vivono lontano dall’Italia”.

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Commercio con l’estero: l’agroalimentare italiano tiene

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Anche in un anno segnato dalla pandemia da Covid-19 e dalla conseguente crisi economica, l’agroalimentare italiano, rispetto ad altri settori, tiene sui mercati esteri. Nel 2020, da un lato le importazioni agroalimentari (42,3 miliardi di euro) segnano un calo del 4,7%, nettamente più contenuto rispetto a quello dell’import totale (-12,8%); dall’altro le esportazioni agroalimentari registrano addirittura un incremento dell’1,3% (per la prima volta vicine ai 45 miliardi di euro), sebbene con andamenti molto differenziati a livello merceologico. Dopo il pareggio raggiunto nel 2019, quindi, la bilancia agroalimentare diventa positiva (+2,6 miliardi di euro): il cambio di segno è un risultato di assoluto rilievo, considerando che cinque anni fa il deficit della bilancia raggiungeva i 5 miliardi. La riduzione delle importazioni potrebbe essere un campanello di allarme per l’approvvigionamento di materie prime per la nostra industria di trasformazione, ma per fortuna il segno negativo è complessivamente modesto. Di contro, il risultato positivo delle nostre esportazioni in un anno così difficile per l’economia globale è un dato decisamente incoraggiante per il sistema nel suo complesso. Il Made in Italy gioca un ruolo fondamentale, trainando la crescita dell’export agroalimentare, grazie all’ottima performance di prodotti come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva. Diminuiscono, invece, le vendite di altri importanti prodotti, come quelli dolciari e i vini DOP. Nel complesso il comparto dei vini subisce, nel 2020, un calo dell’export di circa il 2,4%, un risultato nettamente migliore rispetto a quello di altri importanti competitors stranieri, primo fra tutti la Francia, che ha visto le proprie esportazioni di vino contrarsi in valore di oltre il 10%.L’UE si conferma l’area di riferimento per le esportazioni agroalimentari dell’Italia, con una quota di oltre il 65%; seguono Nord America (13,1%) e Asia (7,6%). Nonostante la crisi pandemica, complessivamente si riscontrano incrementi delle vendite in valore verso molti dei principali clienti, tra cui Germania (+7,1%), Stati Uniti (+5,3%), Regno Unito (+3,1%) e Svizzera (+8,3%). Dal lato dell’import agroalimentare, Francia, Germania e Spagna restano i principali fornitori dell’Italia, con un peso superiore al 35%. Gli acquisti dalla Francia rimangono in linea con il 2019, mentre sono in netto calo quelli dalla Germania (-7,9%) e dalla Spagna (-11,7%). Focus impatto Covid-19 sugli scambi regionali. Gli effetti derivanti dalla pandemia da Covid-19 risultano fortemente differenziati a livello territoriale, legati alla specializzazione produttiva e ai mercati di riferimento delle regioni italiane. A fronte di un incremento complessivo dell’export agroalimentare dell’Italia, metà delle regioni registra nel 2020 un calo delle vendite all’estero. La contrazione, soprattutto nel secondo trimestre, dell’export di prodotti come vini, lattiero-caseari, carni preparate, caffè e prodotti dolciari, ha inciso sul risultato negativo di alcune regioni del Centro-Nord Italia, più specializzate in tali produzioni. Di contro, ben cinque regioni del Sud Italia hanno mostrato un andamento positivo anche nei mesi più colpiti dalle misure restrittive, grazie soprattutto alle maggiori vendite all’estero di pasta, conserve di pomodoro e olio di oliva. Nonostante queste specifiche perfomance settoriali, nel complesso, a partire dalla seconda metà del 2020, si osserva un miglioramento delle esportazioni agroalimentari in molte regioni italiane.

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Diasen nella Belgrado che sogna il futuro europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

C’è anche la mano marchigiana al lavoro per l’ambizioso progetto di restituire futuro e sviluppo a una grande città europea: Belgrado. Nella capitale serba la Diasen di Sassoferrato sta infatti partecipando alla realizzazione del Belgrade Waterfront. Il progetto sta dando il suo contributo a modificare lo skyline di una Belgrado che cerca di archiviare un passato difficile fatto di guerra e distruzione attraverso un processo di modernizzazione: ridefinizione degli spazi, degli edifici, dei quartieri. Dove oggi regna il degrado, sulle rive del fiume Sava nei pressi della sua confluenza con il Danubio, sta nascendo questo imponente complesso residenziale costituito da sei torri con case, hotel, uffici e aree verdi. Edifici avveniristici. Diasen è intervenuta con una biomalta a base di sughero capace di migliorare l’isolamento termico degli appartamenti di quattro palazzi da 24 piani. Il materiale, interamente naturale, aumenta anche la protezione acustica tra gli appartamenti e risponde alle rigide normative serbe in materia di prevenzione antincendio. Un fiore all’occhiello dello sviluppo urbanistico e immobiliare della capitale, il più importante ma non l’unico lavoro che Diasen sta seguendo nella città balcanica, storico crocevia tra Oriente e Occidente, alla ricerca di una sua collocazione all’interno dell’Unione Europea. Attraverso una proficua collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università di Belgrado e con i principali studi di progettazione della capitale e del Paese, Diasen è protagonista di diversi progetti. Tanto che ha recentemente inaugurato Diasen Serbia, la nuova filiale di Belgrado dell’azienda sassoferratese. “L’apertura di una filiale a Belgrado – spiega l’ad di Diasen, Diego Mingarelli – rafforza la nostra presenza in Serbia e rappresenta la volontà di mettere radici in un Paese che ha grandi potenzialità di crescita e dove intendiamo muoverci con soluzioni innovative e di qualità. Per Diasen è motivo di grande orgoglio e soddisfazione concorrere allo sviluppo di un grande Paese che rappresenta un importante punto di congiunzione tra Europa Occidentale e Orientale. Aver costituito Diasen Serbia ci consentirà di mettere a sistema la nostra presenza a Belgrado, un passaggio delicato in cui abbiamo potuto avvalerci anche del prezioso supporto di Confindustria Serbia che ringrazio”.Diasen è presente con strutture commerciali in Francia (Sablet), Portogallo (Évora), Serbia (Belgrado), Stati Uniti (Newnan), Asia (Singapore), Emirati Arabi (Sharjah).

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Governo. Politica estera

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

In una gustosissima scenetta de il film “Il marchese del Grillo”, Ricciotto, l’aiutante del nobile romano, annunciava, dalla finestra del palazzo avito, la buona novella del risveglio del marchese. “S’è svejato”, proclamava. Non vogliamo essere irriverenti, ma abbiamo sorriso quando, nell’incontro con il segretario di Stato americano Antony Blinken, il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha detto che i legami commerciali sino-italiani “sono assolutamente incomparabili con l’alleanza dell’Italia con gli Stati Uniti e le partnership con la Nato e l’Ue.” E’ una buona novella. Pochi ricorderanno i rapporti con la Cina del nostro Di Maio, allora anche vicepremier nel governo Conte1, concretizzati nel “Memorandum d’intesa” tra i due paesi e presentato come accordo economico, mentre erano, invece, politici, il che ha provocato sconcerto tra i membri del G7 (le 7 potenze economicamente più avanzate) e nei paesi della Nato. L’accordo, di economico aveva poco o punto, salvo reclamizzare l’esportazione di arance italiane in Cina che, tra l’altro è uno dei maggiori Paesi produttori dell’agrume. Pochi ricorderanno la proposta del Di Maio di un referendum per l’uscita dall’euro e, quindi dalla Ue, e anche dalla Nato perché “strumento di aggressione”. “Voglio essere molto chiaro”, ha detto Di Maio, “le alleanze dell’Italia con Stati Uniti, Nato e Ue non sono solo alleanze strategiche, ma alleanze di valori, che permettono alla nostra democrazia di affrontare temi come le violazioni dei diritti umani”. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Speranza attivi piano vaccinale per italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

“Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il ministro Speranza ha intenzione di vaccinare chiunque ne faccia richiesta che sia sul suolo nazionale. Vorremmo che lo steso zelo si concretizzi anche verso tutti quei connazionali che sono all’estero e che in alcuni casi vivono situazioni di criticità, soprattutto nei paesi dell’America Latina. Se il principio vale per chiunque, a maggior ragione dovrebbe valere per chi è cittadino italiano e risiede all’estero. Chiediamo dunque di attivare presso le nostre ambasciate e, dove possibile, presso gli uffici consolari dei presidi sanitari per vaccinare tutti gli italiani che non possono tornare in Italia e che vivono in situazioni drammatiche. Pensiamo in particolare ai nostri connazionali in Venezuela. Il diritto alla salute vale per tutti gli italiani, ovunque vivano, e ricordo al ministro Speranza che le nostre ambasciate sono territorio nazionale. Si attivi quindi un piano vaccinale anche per loro”. A dichiararlo in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra e Roberto Menia, responsabile dipartimento italiani all’estero per FdI.

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Prove di selezione per la formulazione delle graduatorie esaurite per destinazione all’estero del personale scolastico

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

La Dirigente dell’ufficio V, Consigliera Valentina Setta, ha informato i rappresentanti sindacali che ad oggi sono pervenute al sistema circa 5mila domande di partecipazione alle prove da parte del personale docente, 2mila da parte del personale ATA e mille da parte dei dirigenti scolastici. Ovviamente si tratta di numeri provvisori, sia perché la data di scadenza per la presentazione delle domande è il 21 giugno, sia perché tutte le domande dovranno essere vagliate dalla commissione ai fini della loro ammissibilità. La Consigliera Setta ha riferito che l’ufficio V ha intenzione di iniziare a fare i colloqui seguendo la logica delle priorità cioè facendo per prime le prove per quelle classi di concorso dove maggiore è l’esigenza di destinare prima possibile il personale avente diritto. Secondo l’ufficio V la priorità assoluta è quella di formulare le graduatorie definitive dei dirigenti scolastici, specie quella dell’area tedesca. Ai colloqui per i dirigenti seguiranno quelli relativi alle classi di concorso con un maggiore numero di posti disponibili. Non appena saranno passate al vaglio tutte le domande pervenute, l’ufficio V provvederà, come previsto dal bando, a determinare il numero delle commissioni necessarie per l’espletamento dei colloqui. Nel merito dei futuri colloqui d’idoneità per l’insegnamento all’estero, ANIEF ha chiesto garanzie circa la composizione delle graduatorie, chiedendo con forza che in tutte le commissioni sia presente personale in possesso delle competenze indispensabili a valutare correttamente i candidati in tutti i settori previsti dal bando. ANIEF si augura che nessuno dei candidati venga dichiarato inidoneo. Tutti i docenti che dimostrano una conoscenza linguistica di livello B2, che insegnano nelle scuole italiane, sono per ANIEF idonei ad insegnare nelle scuole, nei corsi, nei lettorati italiani all’estero. Sui tempi per l’inizio dei colloqui l’amministrazione non si è sbilanciata. Al termine dell’incontro l’amministrazione ci ha informati che ancora la questione della sede che dovrà ospitare la scuola statale italiana di Barcellona non è ancora risolta. Il Consolato di Barcellona ha individuato una nuova sede ed è impegnato affinché su questa sede vengano fatti i lavori necessari ad ottenere da parte del Comune di Barcellona il rilascio della necessaria licenza di destinazione d’uso.

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Mozione parlamentare a sostegno dell’identità culturale degli italiani allestero

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Nel mio intervento per dichiarazione di voto a nome del mio Gruppo parlamentare ho sottolineato come sia “importante analizzare la storia non secondo i nostri gusti o secondo le nostre ideologie, ma secondo i criteri di una ricerca scientifica rigorosa, perché diversamente si cadrebbe nel relativismo culturale dove ciascuno racconta la sua ragione”.Ho fatto notare che “la “cancel culture” si pone l’obiettivo di difendere tutte le diversità e tutte le minoranze, ed anzi definisce una ricchezza la biodiversità e le diversità culturali come il “gender”, ma poi è totalmente intollerante delle diversità di persone o popoli che sono “diversi” dai loro principi ideologici.Ho detto che “i diversi popoli, le diverse storie, le diverse identità sono valori da rispettare e da difendere e non da cancellare”, sottolineando che “l’Italia e gli italiani chiedono di non essere discriminati attraverso l’espulsione della loro cultura e storia dalla vita degli USA, come nessuna cultura deve essere criminalizzata, perché allora ci sarebbero motivi per criminalizzarle tutte”.Ho chiesto che “il Parlamento italiano difenda la nostra patria e la nostra dignità e quella degli italiani all’estero” ringraziando “le organizzazioni degli italiani in America che si sono battute per difendere il nostro cultural heritage, un attaccamento alla Madrepatria di cui le Istituzioni nazionali devono tenere debitamente conto: un esempio di Amore verso l’Italia che tutti dovremmo riscoprire!”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Insegnare all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Si è tenuto un incontro con i tecnici informatici che hanno realizzato la piattaforma per la gestione delle domande per la partecipazione alle prove di selezione per la destinazione all’estero. All’incontro, che si è svolto in modalità telematica, hanno partecipato anche la capo ufficio V della DGSP del MAECI e diversi funzionari del medesimo Ministero.Va detto che l’incontro è stato programmato in ritardo, considerato che la piattaforma stessa è attiva già dal 1° giugno 2021, cosa che Anief non ha mancato di sottolineare.I tecnici informatici hanno illustrato le procedure di funzionamento della piattaforma, rispondendo alle domande dei rappresentanti sindacali presenti. Anief, presente con il responsabile del settore estero Salvatore Fina, ha segnalato ai tecnici informatici e ai funzionari del MAECI tutte le questioni che iscritti e non iscritti hanno in questi giorni avanzato attraverso l’indirizzo mail estero@anief.net, in modo da poter dare risposte al personale scolastico che trova difficoltà nella compilazione e inoltro della domanda. Si ricorda che le domande vanno inoltrate dal 1° al 21 giugno 2021 su Istanze On Line , i bandi possono essere consultati dai seguenti indirizzi: bando personale docente e ATA, bando Dirigenti scolastici Mercoledì 16 giugno alle ore 12, le organizzazioni sindacali sono ancora convocate dal MAECI per un incontro con all’ODG: trasferimenti estero su estero, graduatorie e nomine.

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Rilancio scuole italiane all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Con uno specifico emendamento, Anief propone alle forze politiche di ripristinare le graduatorie d’istituto nelle scuole statali italiane all’estero, dalle quali attingere per conferire incarichi annuali sulle ore non costituenti cattedra e per l’abrogazione dei contratti locali sulle discipline dell’ordinamento scolastico italiano.Attualmente gli spezzoni di cattedra vengono affidati ai docenti italiani che operano nella scuola anche se non in possesso della specifica abilitazione nella classe di concorso e intere discipline dell’ordinamento italiano sono affidate a contratto locale a docenti reclutati localmente. Queste misure hanno abbassato di molto l’offerta formativa delle scuole italiane statali all’estero. Da quando è entrato in vigore il decreto legislativo 13 aprile 2017 numero 64, intere cattedre o spezzoni di cattedra sono rimaste vacanti per mesi o assegnate a personale senza nessuna conoscenza del sistema scolastico italiano, nel caso dei contratti locali, o a docenti italiani non abilitati nella classe di concorso dello spezzone. Con lo stesso emendamento propone delle modifiche al periodo di servizio da garantire all’estero in caso di nomina, riducendolo da sei a tre anni, restituendo il diritto a tutti di arrivare a svolgere 12 anni di servizio all’estero in due mandati.Infine Anief propone anche di portare da 674 a 700 il contingente del persole scolastico operante nelle scuole, nei corsi e nei lettorati italiani all’estero.

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Italiani all’estero fantastici Ambasciatori dell’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

Grazie al Gruppo Parlamentare di FdI al Senato, al Dipartimento Italiani all’estero e al Dipartimento Esteri per aver organizzato questa iniziativa che tocca un tema che ci sta molto a cuore: tutelare le comunità italiane all’estero e difendere l’italianità nel mondo. Nel corso dei lavori è stato ribadito con fermezza che: “Voi italiani all’estero rappresentate una ricchezza straordinaria e i vostri successi, personali e di comunità, sono motivo d’orgoglio. Siete dei fantastici Ambasciatori dell’Italia, della nostra cultura, della nostra lingua e della nostra identità. Purtroppo, in questi anni abbiamo assistito a una nuova ondata di emigrazione. Sono soprattutto giovani, in maggioranza diplomati e laureati, che scelgono di lasciare l’Italia perché non vedono qui speranze di crescita. Numeri in crescita e che toccano particolarmente il Mezzogiorno.Un dato che conferma il fallimento delle scelte degli ultimi governi in tema di politica economica, fiscale e sociale. Con il paradosso che mentre lasciamo partire i nostri ragazzi migliori, facciamo entrare decine di migliaia di immigrati clandestini, in gran parte senza alcuna professionalità, e destinati ad aumentare le fila del lavoro nero o della criminalità.Fratelli d’Italia vuole fermare questa nuova ondata di emigrazione e condurre una battaglia per riportare in Italia i nostri concittadini emigrati, magari a partire da quelli di più recente emigrazione.Si può fare lavorando su un sistema di incentivi fiscali per poter vivere e lavorare in Italia, e velocizzando le pratiche burocratiche per gli oriundi che chiedono di avere la cittadinanza italiana.Stiamo lavorando ad una serie di proposte per fare in modo che chi vuole tornare nella madrepatria abbia una corsia privilegiata e che i consolati siano il primo aiuto che l’Italia deve ai suoi figli ovunque siano.E vogliamo promuovere il turismo di ritorno per favorire convenzioni e sconti agli italiani all’estero che scelgono di trascorrere un periodo di vacanza in Italia.Vogliamo difendere gli italiani residenti o oriundi. Nei teatri di crisi, quando avvengono episodi come quello dei pescatori in Libia ma anche quando si violano i diritti umani. Penso naturalmente ai nostri fratelli in Venezuela o nelle altre nazioni del Sud America, che combattono contro regimi e derive comuniste. Ma vogliamo aiutare anche i nostri connazionali che resistono alla cancel culture che si abbatte contro le statue di Colombo e la cultura classica.Per noi il tema culturale e identitario rimane fondamentale. A partire dalla lingua: l’italiano è la lingua del bello, della poesia, dell’opera e dei marchi che si distinguono nel mondo per stile e classe. Dobbiamo implementare e promuovere le scuole di italiano nel mondo. Soprattutto nell’anno in cui celebriamo Dante, padre della nostra lingua e della nostra patria. Anche se quella Patria è oltre i confini.Fratelli d’Italia c’è e ci sarà sempre per chi è orgoglioso di essere italiano qualunque sia la distanza che ci separi”.

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Italiani all’estero: Elezioni Comites e informazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

“Il 3 dicembre prossimo si terranno le elezioni dei Comites, organismi di rappresentanza delle Comunità italiane che vengono eletti in base alle Circoscrizioni consolari. Per poter votare è necessario che i cittadini italiani, iscritti all’Aire e quindi residenti in forma permanente all’estero, esprimano in anticipo la volontà di farlo al fine di essere inseriti nell’elenco degli elettori: la cosiddetta “opzione inversa”. È, quindi, di vitale importanza promuovere una adeguata informazione sul territorio e nelle realtà sociali di questi connazionali, affinchè possano esercitare il loro diritto di voto in piena consapevolezza.Già nell’agosto scorso, avevo inviato una lettera al Ministro Di Maio nella quale sottolineavo che l’Amministrazione dello Stato deve adoperarsi, anche verso i cittadini italiani residenti all’estero, per permettere loro un pieno esercizio dei diritti politici e l’espressione delle loro posizioni attraverso il voto, anche grazie ad una adeguata campagna informativa.Infatti, molti concittadini, nonostante il plico elettorale inviato a casa, non sono a conoscenza della possibilità di esercitare questo loro diritto fondamentale e base della democrazia, trascurando, così, questa possibilità, proprio perché non adeguatamente informati.Ribadisco, pertanto, la necessità che il Maeci si attivi affinché si realizzi una campagna informativa verso le Comunità italiane all’estero su questi temi.I Comites sono un importante organismo di rappresentanza, ma per ben rappresentare le Comunità è necessario allargare la partecipazione e fare in modo che siano espressione, la più ampia possibile, della Comunità italiana all’estero.Una informazione tempestiva, ovvero immediata, garantirebbe entro dicembre di raggiungere e sensibilizzare tutti i connazionali iscritti all’Aire e rendere le elezioni dei Comites un grande “momento di democrazia” partecipativa delle nostre Comunità all’estero. Auspico che il Governo si attivi il prima possibile!”.Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Scuola: Insegnare all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

Anief ribadisce la propria forte contrarietà al bando, che taglia fuori tutti coloro che hanno svolto più di sei anni all’estero e tutto il personale attualmente in servizio all’estero, proponendosi di dare battaglia nelle sedi proprie al fine di garantire i diritti di tutti. Il sindacato, infatti, ha contestato anche alcuni dei requisiti di accesso alle prove (punteggio minimo e corso su intercultura), abbiamo manifestato la nostra contrarietà alla prova orale che è, in queste prove, funzionale a determinare l’idoneità o la non idoneità, alla destinazione all’estero. Le altre organizzazioni sindacali hanno invece firmato un accordo sul bando, garantendo così una copertura sindacale a questa discriminatoria e in parte arbitraria modalità di selezione.

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Question Time in Commissione esteri concernente per il sostegno all’attività degli Enti gestori dei corsi di lingua italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

“Durante il Question Time in Commissione esteri, ho chiesto al Governo di rinviare di un anno l’entrata in vigore delle disposizioni attuative della circolare 3 del 2020 del Maeci e di avviare un tavolo di lavoro con gli Enti gestori per salvaguardare i corsi di italiano in Nord America. (https://webtv.camera.it/evento/17885) A rispondere a nome del Governo è stato il Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, che ha mostrato disponibilità al dialogo e ad attivare procedure flessibili ma non ha dato alcuna indicazione circa il rinvio che ho chiesto in accordo con gli Enti gestori e il Cgie.Pertanto, nella mia replica, dopo aver ringraziato il Sottosegretario per l’atteggiamento di dialogo, ho precisato che la risposta è insufficiente per il fatto che non accoglie la mia richiesta, in che significa mettere a rischio i corsi di italiano con la perdita di circa 300 mila studenti in Nord America.Ho fatto notare che “la situazione degli Enti gestori è veramente emergenziale alla luce di queste nuove disposizioni, gli enti gestori non sono in grado di integrare il contributo ministeriale”.Ho sottolineato che “è in gioco la proiezione internazionale dell’Italia e il rapporto con i connazionali all’estero” e che “andare avanti su questa strada significherebbe chiaramente abbandonare i nostri connazionali all’estero a loro stessi e tagliare i ponti con la Madrepatria”.E per queste ragioni ho auspicato un ripensamento del Governo insistendo sul “rinvio di un anno dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni” ed ho chiesto che nel frattempo si avvii “un tavolo tecnico di concertazione con gli Enti gestori per mettere a punto, in maniera graduale, disposizioni più rispondenti alle esigenze delle Comunità italiane all’estero e quindi anche del nostro Paese”.Auspico che l’attenzione al bene dell’Italia, compresa quella all’estero, e la salvaguardia dei diritti linguistici dei nostri figli possa far tornare il Governo sui propri passi ben comprendendo che sarebbe la strada migliore per tutti e io, sicuramente, continuerò a lavorare in questa direzione.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Università all’estero, meglio gli Usa: in Inghilterra costa il triplo dopo la Brexit

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Qualcuno parla della fine di un’epoca, il periodo in cui gli italiani potevano sognare di mandare i figli a studiare nelle celebri università inglesi, tra le migliori al mondo – secondo le graduatorie internazionali – insieme ad Harvard, Stanford e Yale negli Stati Uniti.Ma la fine di un’epoca segna sempre l’inizio di un’altra, dove l’American Dream in questo caso diventa il protagonista.Fino allo scorso anno, agli europei veniva richiesto di pagare la stessa retta universitari degli inglesi, ossia circa 9mila sterline l’anno. Dal prossimo anno scolastico, invece, dovranno pagare circa 3 volte tanto, arrivando così fino a 30mila sterline.Per questo motivo, sono sempre di più gli studenti che decidono di proseguire gli studi negli Stati Uniti, potendo contare su una vastissima scelta di corsi, un ambiente internazionale con studenti provenienti da tutto il mondo e un’ottima introduzione nel mercato del lavoro. Oxford e Cambridge hanno da sempre occupato le top position nelle graduatorie delle migliori università del mondo, potendo competere con università del calibro di Harvard, grazie alla facilità di accesso alle università inglesi per gli studenti europei, ma con la Brexit, gli studenti e i docenti stessi, avranno sempre più difficoltà ad accedere alle università britanniche.Anche il semplice viaggiare diventerà sempre più complicato, così come le pratiche burocratiche che stanno diventando sempre più costose e impegnative.Lo scorso anno, erano 13.965 gli studenti italiani che avevano scelto di frequentare un’università inglese, ma dall’anno accademico 2021/22 perderanno i loro privilegi a causa della Brexit.Per capire le conseguenze di questa decisione del governo britannico, il portale Studying-in-UK.org ha condotto un sondaggio, dal quale è emerso che il 59,2% degli studenti italiani sta decidendo di lasciare le università britanniche nel prossimo anno accademico e, la maggior parte di essi, ha dichiarato che proseguirà gli studi negli Stati Uniti.Questo dato è confermato anche dalle agenzie di programmi di studio all’estero: “Quest’anno abbiamo ricevuto un record di richieste per le università americane” afferma Valeria Sessini, responsabile del Programma Campus USA di Mondo Insieme che offre borse di studio garantite in grado di coprire fino al 70% dei costi di vitto, alloggio e tasse scolastiche.“Studiare negli Stati Uniti è sempre più conveniente grazie alle borse di studio che permettono di pagare $13.000 per anno scolastico che, grazie anche al cambio favorevole, corrispondono a soli 11.000 euro.Sono sempre di più le opportunità per i giovani italiani che hanno il coraggio di investire nel loro futuro, studiando presso università prestigiose, che offrono loro un’eccellente istruzione, aprendo tante possibilità nel mondo lavorativo.Maggiori dettagli su come ottenere le borse di studio negli Stati Uniti sono reperibili su http://www.mondoinsieme.it,

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Insegnare all’estero, Anief aggiorna su contingente scolastico, bandi, sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Anief esprime un giudizio negativo sui bandi. “Sulle modalità di selezione, abbiamo fatto al MAECI – afferma il delegato Anief per il settore estero Salvatore Fina – una proposta basata sulle previsioni del CCNL Scuola. Il bando, seppur consentirà una partecipazione più ampia di quello precedente, attraverso l’abbassamento della soglia di punteggio minimo da 25 a 20 punti, la possibilità per i docenti di sostegno di partecipare anche per la loro classe di concorso e la valutazione del punteggio del servizio preruolo, mantiene purtroppo l’impostazione di una vera prova di reclutamento ed è distante dalle procedure di selezione previste dal CCNL Scuola”. “Permangono – continua Salvatore Fina – inaccettabili vincoli e discriminazioni, fra i quali quelli per chi ha svolto più di 6 anni all’estero o che si trova oggi in servizio all’estero”.
Il servizio all’estero è mobilità professionale, ai quali si è aggiunta la possibilità per i docenti di essere dichiarato non idoneo al servizio all’estero, che è un inaccettabile elemento discriminate e di discrezionalità. Il personale scolastico in servizio in Italia ha già superato un concorso e se può insegnare in Italia può sicuramente insegnare all’estero. Purtroppo in questa battaglia Anief è stato lasciato solo, stante che le altre OO.SS hanno firmato un accordo sul bando che legittima l’azione del MAECI.

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Come studiare all’estero al tempo del Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

Alcuni treni passano una sola volta nella vita. L’anno scolastico all’estero è, per gli studenti al terzo anno di scuola superiore, l’opportunità a cui si fa fatica a rinunciare, indipendentemente dal Covid-19, e indipendentemente da tutto. Studiare per un trimestre, semestre o anno scolastico all’estero non comporta solo imparare una nuova lingua, è molto di più: significa creare legami indelebili, crescere in contesti educativi e culturali diversi da quello italiano, che arricchiscono il bagaglio di esperienze dei ragazzi in modo unico.Dopo un anno di sfide legate alla pandemia e alla didattica a distanza, il desiderio di normalità è sempre più forte e le notizie che arrivano dal mondo sono confortanti: con la più grande campagna vaccinale di tutti i tempi, sono oltre 100 milioni le dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate a livello mondiale.Sono gli Stati Uniti, la destinazione da sempre più richiesta, dagli Exchange Students italiani – ad aver somministrato il maggior numero di dosi, a ben 1,5 milioni di persone al giorno, con un ritmo più veloce rispetto alla maggior parte dei Paesi Europei. Come riportato anche sul Wall Street Journal, l’immunità di gregge verrà raggiunta entro aprile e, nelle ultime sei settimane, i casi di positività al Covid-19 sono diminuiti del 77%.Il nuovo Presidente in carica, Joe Biden, prevede di vaccinare tutta la popolazione americana entro luglio e di garantire una ripresa delle regolari attività scolastiche per il prossimo anno scolastico. Notizie rassicuranti arrivano anche dal Dipartimento di Stato Americano: gli studenti in partenza per le scuole superiori e per le università americane non subiranno alcuna restrizione, potranno viaggiare senza dover ottenere un’eccezione speciale sul proprio visto. È questa un’ulteriore conferma di apertura da parte della nuova amministrazione americana.Dalle agenzie di scambi culturali arrivano feedback molto positivi: “per il 2021-22 gli Stati Uniti si confermano la destinazione più gettonata, Biden e la sua amministrazione ispirano grande fiducia! Un notevole interesse è rivolto anche ai Paesi Europei, l’Irlanda è sempre più richiesta e l’attenzione si sta concentrando anche su Danimarca, Francia, Germania e Olanda” afferma Valeria Sessini, Responsabile del Programma Anno Scolastico all’Estero di Mondo Insieme, organizzazione specializzata in scambi culturali in 40 Paesi nel mondo e in programmi di studi universitari e lavoro negli Stati Uniti.
E le scuole? Quali sono le previsioni per il prossimo anno scolastico? “Si punterà sulla totale riapertura e sulla didattica in presenza al 100%”, mai gli studenti hanno desiderato di andare a scuola come quest’anno, con l’augurio che possano farlo con entusiasmo e curiosità, in Italia o all’estero”, continua la Dott.ssa Sessini“.

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Il disegno di legge sull’immigrazione di Biden: giusta strada ma successo non assicurato

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

By Domenico Maceri. In una recente comunicazione della Casa Bianca per introdurre una nuova proposta di legge il presidente Joe Biden ha dichiarato di essere entusiasta di cooperare con i leader delle due Camere per correggere “le malefatte dell’amministrazione precedente e restaurare la giustizia e l’ordine” al sistema di immigrazione. Sono passati 31 anni dall’ultima riforma sull’immigrazione avvenuta nel 1986 durante l’amministrazione di Ronald Reagan che regolarizzò lo status di 3 milioni di immigrati entrati negli Usa senza autorizzazione legale, aprendo loro la porta al percorso della cittadinanza americana e l’integrazione. Poi dei piccoli tentativi di migliorare il nodo dell’immigrazione senza successi. Un altro tentativo che sfiorò il successo emerse nel 2013 mediante una riforma bipartisan guidata da un gruppo di otto senatori dei due partiti approvata dal Senato con un voto di 68 favorevoli e 32 contrari. Il disegno di legge alla fine naufragò alla Camera poiché l’allora speaker, John Boehner, cedendo alle pressioni del caucus di ultra destra dei Tea Party, non sottomise la proposta al voto.Barack Obama aveva sperato e lavorato per l’approvazione di quella legge ma dopo avere accettato la sconfitta alla Camera cercò di agire senza assistenza delle legislature con un ordine esecutivo, il cosiddetto DACA (Deferred Action on Childhood Arrivals). Il decreto diede residenza temporanea ai “dreamers”, i giovani portati negli Stati Uniti da genitori senza permessi legali. Sono stati definiti “dreamers” (sognatori) perché anelano diventare legalmente ciò che a tutti gli effetti sono già, ossia americani, poiché cresciuti negli Usa, conoscendo poco o niente del Paese di origine dei loro genitori. Donald Trump cercò di abrogare il decreto di Obama ma alla fine la Corte Suprema gli legò le mani e il programma continua tuttora.Nella campagna elettorale del 2020 Biden aveva promesso di introdurre legislazione sull’immigrazione nei primi cento giorni di amministrazione. Il disegno di legge appena annunciato mantiene la promessa, e non è molto diverso da quello della proposta di legge del 2013. Include la regolarizzazione degli undici milioni di immigrati arrivati prima del 2021 senza autorizzazione legale. In effetti, vuole evitare di incoraggiare nuovi individui ad entrare nel Paese senza documenti. I “dreamers”, i lavoratori agricoli, e quegli individui che stanno beneficiando di un TPS (Temporary Protected Status), un permesso temporaneo per stranieri la cui deportazione li metterebbe a rischio nei loro Paesi di origine, potrebbero fare domanda di cittadinanza in tre anni. Gli altri dovrebbero aspettare otto anni. Tutti dovrebbero sottomettersi a controlli e dovrebbero avere la fedina penale pulita.Non appena annunciato il programma alcuni senatori repubblicani lo hanno bollato di amnistia e quindi senza speranza del loro supporto. Questi dimenticano ovviamente che Ronald Reagan, il loro paladino repubblicano, fece la stessa cosa nel 1986. C’è anche una buona dosi di ipocrisia. Uno dei più vociferi oppositori della proposta di Biden è proprio Marco Rubio, repubblicano della Florida, il quale era stato uno degli otto senatori che aveva promosso la riforma del 2013. Adesso però il Grand Old Party (Gop) si è trasformato da un partito identificato come protettore della libera iniziativa a uno dominato dal culto all’ex presidente Donald Trump e la sua politica anti-immigrati. Recentissimi sondaggi confermano che l’ex presidente continua a dominare l’ideologia del partito nonostante le potenti voci dissidenti rappresentate da Mitch McConnell (Senato) e Liz Cheney (Camera) che hanno preso le distanze da Trump, cercando di metterlo da parte.La reazione di Rubio ci fa credere che la forma attuale della proposta di Biden avrebbe serissime difficoltà di ottenere 60 voti al Senato per potere avanzare al voto. Una soluzione parziale potrebbe fare includere alcune componenti popolari come la cittadinanza ai “dreamers” e includerla nel pacchetto di stimolo sul coronavirus. Questa strada non appare essere considerata da Biden al momento. Un’altra strada plausibile sarebbe di spacchettare il programma comprensivo dividendolo in “bocconcini” più facili da digerire. La cittadinanza ai “dreamers” sarebbe popolare poiché è supportata dal 70 percento degli americani.Nel soggetto di immigrazione Biden ha già cominciato a ribaltare le componenti più estremiste iniziate dal suo predecessore. I richiedenti asilo non devono continuare ad attendere in Messico secondo l’accordo di Trump e il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador. La costruzione del muro alla frontiera sud è stata sospesa e persino il linguaggio di riferirsi agli immigrati è stato umanizzato. Non si parla più dei residenti senza documenti legali come “alien” (stranieri o alieni di altri pianeti), ma di “non cittadini”, “vicini”, “amici” e “membri della comunità” poiché gli 11 milioni di questi individui sono già nel Paese. Il loro contributo è notevole e la loro assenza devasterebbe l’economia e le loro famiglie, molte delle quali sono “miste” poiché includono membri nati in America e legalmente cittadini americani. Si tratta di individui con radici in America che non si auto deporteranno, come aveva suggerito Mitt Romney, candidato alla presidenza nel 2012. Non a caso, il disegno di legge proposto da Biden è stato introdotto alla Camera dalla parlamentare californiana Linda Sanchez e al Senato da Bob Melendez del New Jersey. La prima è la sesta di sei figli di immigrati messicani della California del Sud e il secondo è figlio di genitori cubani.

La strada all’approvazione della proposta di Biden sull’immigrazione è decisamente in salita considerando il bisogno di 60 consensi al Senato per avanzare al voto. Lo spostamento del Partito Repubblicano all’estrema destra con la continua influenza di idee anti-immigrati riflessi nei quattro anni di mandato di Trump non consente molte speranze. Ciononostante Biden ha il grande merito di avere giustamente riconfermato l’immigrazione come valore aggiunto al Paese invece di influenza distruttiva come la vedeva l’ex presidente degli Stati Uniti. Nel frattempo però Biden continua anche ad agire da solo. Il suo recentissimo ordine esecutivo che ha posto fine al bando di richieste di “green cards”, i permessi di ingresso legale, emanato da Trump, è stato abrogato senza bisogno di azione legislativa. Mettere in atto la riforma comprensiva sull’immigrazione sarà molto più difficile. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Tutti gli italiani che si trovano all’estero possono rientrare in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

“Finalmente il Governo permette anche agli italiani all’estero, residenti nei Paesi della lista F, tra cui Panama e Repubblica Dominicana, di poter fare rientro in Italia”. Così Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America. “Una richiesta – spiega – avanzata da diverse aree politiche ed organizzazioni, fra le quali i Comites di Panama e della Repubblica Dominicana; il MIRE, che ha fatto ricorso al TAR; il Corriere di Panama, che il 4 agosto ha promosso una petizione; l’on Lorenzato, che ha presentato un’interrogazione il 5 agosto; i Lombardi nel Mondo, che hanno addirittura creato una chat per sostenere gli italiani in questa situazione e l’on Borghese con un’interrogazione il 17 novembre. Anche io mi sono impegnata in questo senso attraverso una interrogazione parlamentare il 20 luglio, una lettera al Presidente Conte il 6 agosto e un intervento nel corso di un’audizione in Commissione Esteri, sollecitando il Ministro Di Maio”. “Sono pertanto soddisfatta – prosegue l’esponente azzurra – che il Comitato Tecnico Scientifico abbia ritenuto di permettere a tutti gli italiani all’estero ed a prescindere dalla residenza, di poter tornare in Italia in presenza di precise motivazioni e con obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Un risultato che dimostra quanto, lavorando in sinergia, con saggezza e responsabilità e senza finalità di propaganda, si riesca a portare risultati concreti per la nostra collettività. Non vantiamo meriti – conclude -, siamo solo compiaciuti di aver fatto il nostro lavoro onorando il mandato ricevuto dai cittadini”.

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Fedrigoni si espande all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Fedrigoni S.p.A., gruppo leader in Europa e nel mondo nella produzione di carte speciali, di prodotti ad alto valore aggiunto per packaging e grafica e di etichette autoadesive (pressure sensitive labels), ha concluso l’acquisizione di Industrial Papeleria Venus, impresa messicana con sede a Città del Messico che sviluppa, produce e distribuisce materiali autoadesivi, con posizione di leadership sul mercato locale. Industrial Papeleria Venus ha un fatturato di circa 18 milioni di dollari e un centinaio di dipendenti.Con questa acquisizione, la terza in due anni, Fedrigoni rafforza ulteriormente la sua posizione di terzo player al mondo nel settore Pressure Sensitive Labels, in cui opera attraverso i brand Arconvert, Manter e Ritrama. Gruppo Fedrigoni infatti è uno dei leader globali nelle etichette per il vino e gioca un ruolo di primo piano in quelle per il food, l’household e la logistica, così come nell’alta tecnologia applicata ai film adesivi per usi pharma, beverages e personal care. Il gruppo è in grado di fornire ogni soluzione per le etichette autoadesive, sia ad alto contenuto tecnologico che estetico, e i materiali autoadesivi per segnaletica interna ed esterna, con una gamma diversificata ed ampia di prodotti. “Questa operazione è coerente con la nostra strategia di crescita nel settore sempre più promettente delle etichette autoadesive, in cui rientra anche la recente acquisizione di Ritrama – conferma Marco Nespolo, amministratore delegato di Gruppo Fedrigoni – ed è in linea con il piano di diversificare geograficamente la nostra penetrazione sul mercato. Il nuovo ingresso ci permetterà di aumentare la capacità produttiva, di ampliare l’offerta, di creare favorevoli sinergie di approvvigionamento, di rafforzare la nostra presenza in Centro e Sud America e di espandere il nostro mercato nel sud degli Stati Uniti, aree che ci interessano molto”. Oltre ai numerosi stabilimenti in Italia e in Spagna, Fedrigoni ha infatti già siti produttivi in Cina, Cile e Brasile. “La nostra divisione Pressure Sensitive Labels si è dimostrata fondamentale per supportare l’intera catena di fornitura di beni di prima necessità e di prodotti sanitari in questa crisi mondiale determinata dal Covid19. Ora diventerà ancora più competitiva ed estesa, in un settore in continua espansione a livello globale”, conclude Nespolo. “Siamo molto orgogliosi di entrare a fare parte di un Gruppo internazionale come Fedrigoni – commentano i fondatori e gli attuali azionisti di Industrial Papeleria Venus –, grazie al quale potremo crescere all’interno di una realtà industriale solida e in forte ascesa. Ciò significa che potremo migliorare in termini di qualità e dimensioni, il che è essenziale per consolidare la nostra presenza sul mercato”. Nell’operazione, il Gruppo Fedrigoni si è avvalso del supporto di KPMG in qualità di advisor finanziario, Latham & Watkins quale advisor legale M&A, Pirola Pennuto Zei e KPMG per quanto concerne gli aspetti fiscali e finanziari e González Calvillo per la due diligence legale.

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