Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘Estero/world news’

Referendum visto dagli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

“Sedimentati gli entusiasmi per il quorum raggiunto, è il momento di tirare le somme di una cattiva gestione del voto oltre confine che ha fatto temere, sebbene per poco, che la validità del referendum potesse essere compromessa”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli in una nota. “Ma a ben guardare la configurazione del voto all’estero apparirebbe chiaro anche ad un bambino lo stato di stanchezza dei nostri connazionali verso la minestra riscaldata del tardo Berlusconismo – sottolinea – sebbene si tratti di una percentuale più bassa di votanti pari al 23,07% rispetto al 39 % delle ultime politiche del 2008, una media del 75% ha votato “SI” ai quattro quesiti referendari, e questo la dice lunga”. “Paradossalmente il legittimo impedimento ha registrato la percentuale di votanti più alta, il 27,12% – spiega – aspetto questo che sottolinea lo scollamento che si sta creando tra le comunità oltre confine e la maggioranza berlusconiana. E pensare che nel 2008 il partito del premier ottenne il 30% delle preferenze. Dove sarebbero finiti quei consensi? Direi che Berluscones e compagni hanno fatto davvero di tutto per farli evaporare o farli dirottare su altre preferenze, e i voti parlano chiaro”. “Soltanto ieri gli amici del PdL eletti all’estero sventolavano lo spauracchio dei ricorsi in Cassazione in caso di mancato conteggio dei voti esteri nel quorum – evidenzia – strumentalmente consapevoli che la debacle nella gestione dei plichi elettorali oltre confine avrebbe contribuito a scardinare il risultato referendario. Ora sul versante PdL estero tutto tace. Orecchie basse e coda tra le gambe. Ma dove sono finiti i ricorsi? Si sono rivelati un vergognoso asservimento alla causa del Leader aggiungo io”. Di Biagio conclude: “a quanto pare sulle criticità della maggioranza il Presidente Fini non aveva poi tutti i torti”. (On. Aldo Di Biagio)

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Referendum: il pasticcio del voto all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“I dubbi sulla regolarità del voto degli italiani all’estero riguardano tutti e quattro i referendum, non solo quello sul nucleare. La questione non è tanto se chi ha già votato sul nucleare debba o no rivotare, bensì se gli oltre 3 milioni di italiani all’estero sono stati messi effettivamente nella condizione di votare per i quattro referendum. Siamo davvero sicuri che siano stati tutti informati nei loro attuali recapiti della possibilità di votare? Il plico contenente le schede referendarie non è inviato tramite raccomandata, per cui non v’è certezza sulla sua effettiva ricezione. Peraltro, sono sempre di più le segnalazioni che sto ricevendo di italiani all’estero a cui le schede non sono arrivate nonostante al Consolato risultasse di si. Lo stesso voto all’estero avviene con posta ordinaria, per cui chi ha votato non saprà mai se il suo voto è arrivato a destinazione. E poi, quali informazioni di merito e occasioni di conoscenza i Consolati hanno garantito affinché l’interesse a votare non fosse soffocato? Dal momento in cui il quorum condiziona la validità del voto di decine di milioni di italiani, la verifica su cosa accaduto ai 3 milioni di votanti all’estero è condizione essenziale di democrazia. Nel 1999 il referendum che aboliva la quota proporzionale del Mattarellum si fermò al 49,6% solo perché le liste elettorali erano piene di morti e irreperibili, con solo l’1% degli italiani all’estero che aveva effettivamente ricevuto il certificato elettorale.
Il Governo chiarisca subito quanti sono i plichi tornati al mittente e quanti gli italiani che hanno effettivamente ricevuto le schede. Non può essere conteggiato nel quorum dei quattro referendum chi non è stato messo nelle condizioni di esercitare il voto.”

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Italiani all’estero e voto sul nucleare

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Il pronunciamento della Suprema Corte di Cassazione che ha confermato il referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno, ha altresì stabilito che il voto si esprimerà su un quesito diverso da quello inizialmente proposto. Se pure esprimiamo soddisfazione per la scelta che ha restituito ai cittadini il diritto democratico di scegliere il loro futuro su argomenti essenziali come quello della salute pubblica, manifestiamo seria preoccupazione sulla legittimità delle procedure di voto per i connazionali residenti all’estero. Questi infatti hanno già ricevuto dai rispettivi Consolati il plico con le schede riportanti il vecchio quesito e molti hanno già espresso il loro voto, con il rischio concreto di vederselo annullato. Aderiamo quindi all’iniziativa già messa in atto dal comitato svizzero a sostegno dei referendum di chiedere alla Suprema Corte di Cassazione di lasciare immutato il quesito sul nucleare ed al contempo ci rivolgiamo a tutte le associazioni, i comitati ed i partiti politici che promuovono l’iniziativa referendaria e che sono in indirizzo, affinché mettano in essere tutte le iniziative parlamentari e non, onde evitare che si concretizzi lo scempio democratico di considerare quelli residenti all’estero, cittadini di serie B.

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Riforma rappresentanze Italiani all’Estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Il SEI-UGL esprime la sua contrarietà al progetto di legge n. 1460 di riforma delle rappresentanze degli Italiani all’Estero (COMITES e CGIE) all’esame dell’assemblea del Senato, in quanto esso non tutela adeguatamente tutte le componenti delle comunità italiane residenti all’estero.” E’ quanto dichiara Luciano Lagamba Presidente del S.E.I.-U.G.L. “In particolare – continua il sindacalista – non è condivisibile la prevista nuova struttura del CGIE, cui è sottratto il potere finora detenuto di formulare pareri al Parlamento e da dove sono escluse le rappresentanze delle organizzazioni sindacali, dei patronati e delle associazioni delle emigrazioni. Questi organismi, infatti, sono – a parere del SEI/UGL – i più vicini ed a maggior conoscenza delle problematiche degli emigrati, cui possono apportare anche la loro quotidiana esperienza delle normative sociali e previdenziali nazionali”. “Il SEI-UGL – conclude Lagamba – “chiede quindi di sospendere l’approvazione del disegno di legge in questione e di rielabolarlo tenendo conto delle richieste delle Parti Sociali ed anche del progetto di riforma a suo tempo discusso ed approvato dallo stesso CGIE”

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Editoria all’estero: e i fondi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

“La modifica della legge di stabilità che ho strappato con i denti e che ha visto il superamento di quell’obbrobrioso taglio retroattivo dei contributi verso le nostre testate all’estero, al momento troverebbe un altro ostacolo visto che i fondi sembrano essere impantanati inspiegabilmente presso il ministero in attesa di essere erogati”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli in una nota.
“Non si comprendono le ragioni di questo standby né tantomeno gli uffici competenti sembrerebbero essere intenzionati a dare dei riscontri – spiega – ciò che invece appare chiaro è che le testate storiche del giornalismo italiano oltre confine attendono ancora i contributi del 2009 e rischiano seriamente di vedere compromesso il loro lavoro ed il loro futuro”. “La legge è chiara – evidenzia Di Biagio – e riconosce determinate risorse ai nostri giornali all’estero, per cui il ritardo maturato nell’erogazione di questi contributi è illegittimo oltre che inspiegabile. Mi è sembrato opportuno procedere con un atto parlamentare indirizzato alla Presidenza del Consiglio e al Ministro Tremonti per fare chiarezza su questo inceppo burocratico e dare finalmente sollievo a quelle realtà che sono il principale riferimento culturale ed informativo delle comunità italiane all’estero, oltre che il veicolo indiscusso della promozione della lingua e cultura italiana nel mondo”.

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Pmi siano più competitive all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Premi fiscali, anche da parte della politica regionale, per creare le condizioni affinché le imprese si aggreghino. E la velocizzazione della concessione dei contributi della legge regionale 4/2005. Perché non si può parlare di export prescindendo dalla situazione strutturale del Paese, dalle problematiche di capitalizzazione e patrimonializzazione delle Pmi, né dalle leve di fiscalità e dalle politiche che aiuterebbero le imprese a mettersi insieme per essere più competitive anche sul mercato globale. La scaletta è quella “dettata” dal presidente della Cassa di Risparmio del Fvg, intervenuto al convegno su prodotti del territorio e prospettive sui mercati esteri, promosso dalla Camera di Commercio di Udine ed Enterprise Europe Network, la più grande rete europea al servizio delle Pmi. La risposta è arrivata dall’assessore regionale alle attività produttive Federica Seganti: ecco, a tal proposito, «la significativa azione della Regione sul tema della fiscalità di vantaggio, non solo in funzione delle aggregazioni, ma proprio per accrescere la competitività del sistema regionale soprattutto rispetto ai Paesi vicini». Ed ecco, per quanto riguarda la legge 4, la garanzia di un lavoro assiduo «per pungolare la situazione difficile che ho trovato», ha detto la Seganti. Se il numero di pratiche che il gestore Unicredit dovrebbe evadere sarebbe di 40 a settimana, ha spiegato, «nel 1° semestre di gestione ne ha fatte solo 20. Questo è il clima», ha rimarcato la Seganti, che comunque ha ribadito l’impegno anche da parte dell’amministrazione regionale per verificare se e come sia possibile semplificare l’istruttoria, «ponendoci pertanto in modo costruttivo». Così come costruttive sono le proposte di collaborazione per non disperdere le azioni a sostegno dell’apertura all’estero delle imprese, «evitando la parcellizzazione – ha concluso la Seganti –: pochi Paesi, magari, ma da affrontare con una serie di attività il più possibile completa e duratura». Se in Italia, delle imprese con meno di 50 dipendenti, ossia la maggioranza, solo il 3% esporta, come ha ribadito Morandini, «è chiaro – ha detto – che dobbiamo far diventare le esportazioni un tema di massa, qualsiasi sia la loro dimensione». Certo, ci sono passaggi da fare e strategie da pianificare accuratamente, come hanno spiegato tutti gli intervenuti. A partire dal presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, che ha messo in luce le attività messe in atto dalla Cciaa di Udine per supportare la prima internazionalizzazione delle Pmi friulane: oltre 900 quelle che hanno partecipato ai progetti della Camera di Commercio nel 2009. E già più di 1000 quelle che hanno aderito nel 2010, tra consulenze precompetitive – indispensabili per essere pronte ad affrontare il mercato -,  seminari e check up, fino alle missioni. Perché, è stato rimarcato nei vari interventi moderati dal giornalista del Messaggero Veneto Renato D’Argenio, se internazionalizzare è un “must”, non ci si può improvvisare quando si va all’estero, ma è necessario strutturarsi, adeguare se necessario la propria produzione e il sistema di relazioni, e tenersi sempre aggiornati sui mercati di riferimento. Come hanno approfondito Pietro Butturini e Giulio Veneri di Interprofessional Network, con un focus su agroalimentare, meccanica e arredo, «spesso le imprese friulane sottovalutano mercati meno complessi e più vicini, che invece permetterebbero buone possibilità». Basterebbe analizzare approfonditamente la crescita e le stime di prospettiva per i prossimi anni. Per quanto riguarda il vino, per esempio, oltre a quelli tradizionali, da non trascurare ci Paesi come Belgio, Olanda, Svizzera o Danimarca, dove è prevista una notevole crescita delle importazioni, oltre ovviamente a Cina, Hong Kong e Australia, dove però i mercati sono molto diversi dal nostro. Lo stesso vale per il settore mobili e arredo, che ha prospettive promettenti soprattutto in Australia, Federazione Russa, Emirati Arabi, mercati che non si possono conquistare solo con attività “spot”, ma che richiedono relazioni stabili, presenza costante, scelte strategiche più “pesanti” per le Pmi, anche se di probabile successo. Per la meccanica, suggerimenti sono arrivati per Cina, Federazione Russa, Australia, ma anche Olanda e Polonia, verso cui il nostro export è ancora bassissimo ma che invece andrebbero affrontati con più decisione.

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Ddl Gelmini: gli italiani all’estero si mobilitano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Dalle città europee domenica 12 Dicembre 2010 un grande numero di Italiani all’estero, principalmente studenti (sia Erasmus che frequentanti l’intero corso di laurea), è riuscito a coordinarsi per organizzare una mobilitazione unitaria nelle diverse città estere in cui attualmente vive, come movimento di solidarietà alle proteste che stanno avvenendo nelle ultime settimane in Italia contro il DDL Gelmini e, in generale, contro il degrado dell’università italiana. La mobilitazione avverrà in 16 paesi diversi, ed impegnerà diverse città.
Prima della mobilitazione verrà fatto circolare un video in cui saranno raccolte varie testimonianze degli Italiani attualmente all’estero. Vi preghiamo, se siete interessati, di fornirci un indirizzo email a cui poter far pervenire il video, una volta completato. Il giorno della mobilitazione, oltre al presidio nei luoghi più rappresentativi delle varie città, è prevista un’opera di volantinaggio in cui si spiegherà ai cittadini locali il significato della manifestazione. Verranno raccolte numerose testimonianze fotografiche che, ancora una volta, possiamo farVi pervenire. Movimento degli Italiani all’Estero.

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Dizionario dell’emigrazione italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Roma 6 dicembre 2010 h. 17.30 Camera dei Deputati Palazzo Marini Sala della Mercede Via della Mercede, 551861-2011 – Semantica di una Storia tricolore Di Mina Cappussi – Tiziana Grassi edito dalla Casa Editrice “Un Mondo d’Italiani” quotidiano internazionale dedicata agli Italiani nel Mondo. L’opera già viene prenota da tutto il mondo, sebbene uscirà solo in marzo, per essere presentata concretamente al Ministero degli Esteri e in modo itinerante nel mondo, tra le Comunità degli Italiani all’estero, cominciando dalla città di Toronto, Ontario (Canada) presso il Columbus Center, seguita da Montreal e Ottawa e poi in Usa, Argentina, Australia, Europa (Inghilterra, Svizzera, Belgio, Germania, Francia) in collaborazione con gli Istituti di Cultura italiani, con la società Dante Alighieri, con le Ambasciate e i Consolati locali, con le Associazioni e le Federazioni degli Italiani nel mondo.

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CampusWorld: tirocini all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Ancona 17 novembre alle 11 alla Camera di Commercio (Largo XXIV Maggio, 1) i risultati di CampusWorld, il progetto di tirocini all’estero dell’Università Politecnica delle Marche.  Campusworld: l’universita’ nel mondo svolge da anni una intensa campagna di promozione della mobilità di laureati nei paesi stranieri. Mercoledì 17 novembre, dopo i saluti del presidente della Camera Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura, Ancona, dott. Rodolfo Giampieri, del rettore di UnivPM prof. ing. Marco Pacetti, sarà il preside di Economia, coordinatore di Campus World, prof. Gian Luca Gregori a illustrare i risultati del Progetto Campus World. Seguiranno interventi e testimonianze di Luciano Goffi, direttore Generale UBI Banca Popolare di Ancona S.p.A.; di Marco Scarpeccio, stagista presso UBI Banca Popolare di Ancona, Hong Kong e presso l’ENIT di Vienna; di Matteo Marinangeli, stagista presso UBI Banca Popolare di Ancona, India; di Timo Hanschke, Finance and Technical Administration Co-ordinator – Robert Bosch Ltd UK; di Ina Kothen, Deputy Planning Team Manager – Robert Bosch Ltd UK; di Albina E. Picciallo, stagista alla Robert Bosch Ltd UK; di Eleonora Serafini, Treasury/Credit Controlling Specialist – Credit Assistant Ciccolella Holding Int.; di Gloria Pizzicotti, Administrative Assistant Fiducia General Services Sàrl Lussemburgo.

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Finanziaria per gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Per gli italiani all’estero, il 20% in meno per l’anno prossimo venturo. E’ quanto previsto dal piano di bilancio della finanziaria per il triennio 2011-2013. Le cifre degli stanziamenti sono destinate a scendere  ancora nel 2012 e nel 2013 con un ulteriore 12% all’anno. «I vertici dei Comites si dimetteranno progressivamente, quello di Miami ne è un esempio, dal momento che il dimenticatoio è il luogo nel quale sono stati relegati tutti gi italiani all’estero- ha commentato Razzi alla pubblicazione del Bilancio di previsione dello Stato- non si prevede assolutamente nulla di buono e non solo per i prossimi tre anni, ma per il futuro stesso degli italiani all’estero». La logica dei tagli sta tutta nel risparmio ma le critiche puntano a denunciare la indiscriminata potatura di fondi e risorse. «Come se in una famiglia si decidesse di non mangiare più per fare fronte alle spese e pagare i debiti – ha spiegato il responsabile per l’Italia dei valori nel mondo- il fatto è che questo governo, lo abbiamo sempre saputo, non ha in alcuna considerazione le nostre comunità all’estero. Mi rivolgo a quanti sono ancora lusingati dal PDL e dalle sue promesse fasulle, svegliatevi, vi stanno buggerando, non avrete mai niente. Niente di niente, non sperate a candidature a incarichi e quant’altro. Noi come Italia dei Valori denunceremo senza tregua questo orientamento masochistico ed irresponsabile. Ma vi siete chiesti –continua rivolgendosi all’elettorato del centrodestra- dove stanno i vari vostri referenti: Picchi e Fantetti per esempio senza contare il ritorno prevedibile di Romagnoli? Immagino che saranno spariti dietro ad un angolo e che non abbiano la faccia di presentarsi alle comunità alle quali non possono raccontare storielle – ha concluso-».

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La tassa sul passaporto degli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Il rinnovo dei passaporti, per i connazionali all’estero, esige il pagamento di una tassa che va a gravare sul bilancio familiare. Fermo restando che l’art. 58 del Decreto del Presidente della Repubblica del 5 gennaio 1967, n. 200 prevede il rilascio gratuito di atti da parte delle autorità consolari e all’articolo 18 della legge 21 novembre 1967, n. 1185   l’esenzione della tassa annuale sule concessioni governative relativa al passaporto in favore dei cittadini italiani indigenti residenti all’estero, l’on Razzi  vuole abolire del tutto la tassa sul rinnovo del passaporto anche per italiani residenti in paesi non comunitari con gli unici requisiti necessari della residenza e dalla iscrizione all’AIRE. «L’attuale normativa prevista dall’art. 58 – contesta Razzi- prevede sì casi di elargizione gratuita di atti per i residenti all’estero, ma si presta alla interpretazione non univoca della condizione di “indigenza” cui si fa riferimento. Cosicché si verificano delle disparità di trattamento da nazione a nazione provocando incertezze ed ingiustizie». L’abolizione della tassa è un piccolo riconoscimento che la Repubblica italiana deve a tutti i connazionali che hanno dovuto, per forza di cose, lasciare la loro patria.

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Trasferimento detenuti all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive. Il decreto legislativo dà attuazione alla decisione quadro GAI 2008/909 che concerne l’applicazione del principio di reciproco riconoscimento per le sentenze penali che irrogano pene detentive e misure privative della libertà personale. Le decisioni GAI (giustizia ed affari interni) sono strumenti di cooperazione fra Stati membri in materia di polizia e di azioni giudiziarie penali, adottate prima dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona; la decisione approvata il 7 settembre scorso consente di progredire nella reciproca cooperazione giudiziaria tra gli Stati e radica ulteriormente il principio del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie nello spazio europeo; essa si basa sul presupposto che le decisioni giudiziarie adottate in uno Stato membro (di emissione) possano, a determinate condizioni, trovare riconoscimento in un altro Stato membro (di esecuzione) e possano essere, ad alcuni effetti, equiparate alle decisioni adottate nel medesimo Stato di esecuzione.

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Comprare un’automobile all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Può essere conveniente a patto che il consumatore sia ben informato. L’Unione Europea pubblica su un proprio sito  una tabella comparativa dei prezzi di un centinaio di modelli tra i piu’ venduti da 18 costruttori europei e 8 giapponesi. Individuata la vettura e il Paese dove effettuare l’acquisto, occorre tener presente nella valutazione dei costi l’Iva applicata, le spese di viaggio, e altre spese varie (documentazione, trasporto del veicolo, ecc.). I prezzi indicati sono quelli raccomandati dalle industrie automobilistiche ma alcuni concessionari possono praticare ulteriori sconti. Ricordiamo che l’Iva e’ quella del Paese di destinazione. Per trasferire il veicolo in Italia ci sono diverse soluzioni. La piu’ semplice e’ quella effettuata tramite rimorchio che non ha bisogno di particolari formalita’ oppure si puo’ ottenere una targa e una assicurazione provvisoria per il trasferimento (in genere 3 mesi), altra soluzione e’ quella di immatricolarla direttamente in Italia prima del trasferimento (occorre avere tutti i documenti) e poi ritirare la vettura portandosi appresso la targa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Voto estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

“La riforma del sistema del voto per gli italiani all’estero è una priorità ed un’esigenza evidenziata a più riprese nel corso di questa legislatura, ma non può certamente diventare materia di contrattazione o scambio tra gruppi in ragione di nuovi posizionamenti politici”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato del gruppo Futuro e Libertà. Per l’Italia in merito al recente avvicinamento dell’Api al PdL al fine di una ridiscussione sul voto all’estero. “La materia è piuttosto delicata – evidenzia Di Biagio – e necessita di uno studio approfondito che parta dalle proposte di legge già depositate in questi mesi tra Camera e Senato ma che sia scevra da condizionamenti demagogici tipici di chi vede nelle circoscrizioni estere la causa di tutti i mali del Paese. Dobbiamo mettere al primo posto la salvaguardia inderogabile del diritto di voto per tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza, rimodulando quelle particolari condizioni che ruotano intorno a queste dinamiche e che presentano evidenti e conclamate criticità”. “In questi giorni – conclude – verrà depositata una proposta di legge a mia prima firma che interverrà sulla legge rettificando le disposizioni in materia di gestione delle schede elettorali, criteri di elettorato attivo e passivo, nonché di operazioni di voto. Abbiamo il dovere sacrosanto di tutelare la conquista democratica operata dalla legge Tremaglia, riconoscendo il dovuto rispetto a quanti rappresentano l’Italia oltre confine, e per questo non possiamo permetterci di cedere alla prima proposta buttata al vento da chi non capisce o non ha mai compreso chi sono realmente gli italiani nel mondo e chi li rappresenta”.

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Guidare all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UN-WTO), l’agenzia ONU con sede a Madrid, gli arrivi internazionali che si sono verificati nel 2008 sono stati 922 milioni. Di questi, il 39%, quindi più di 35 milioni ( esattamente 35.758.000) si sono spostati da un paese all’altro in auto. Non stupisce che la maggior parte della mortalità tra i viaggiatori internazionali sia dovuta a incidenti stradali. Lo spostamento con la propria vettura all’estero e soprattutto il noleggio di autovetture in paesi stranieri, specie se in via di sviluppo rappresenta un fattore di rischio. In numerosi paesi in via di sviluppo la regolamentazione del traffico è insufficiente e male applicata. La situazione è più complessa rispetto ai paesi industrialiazzati a causa dei pedoni e differenti veicoli che circolano simultaneamente:mezzi a 2 e 4 ruote, mezzi di trasporto a trazione animale. La costruzione ed il mantenimento delle strade, la segnaletica stradale, l’illuminazione e la condotta degli automobilisti possono lasciar molto a desiderare. Quando si viaggia all’estero occorre dotarsi di una patente di guida internazionale, della carta verde e della propria tessera sanitaria se si viaggia in Europa e di una buona copertura assicurativa se si viaggia in paesi extra-europei. I viaggiatori devono:
1 informarsi preventivamente sulle norme stradali e sullo stato delle strade del paese dove ci si intende recare
2. prima di affittare una vettura, verificare lo stato dei pneumatici, delle cinture di sicurezza, della ruota di scorta, dei fanali e dei freni.
3. informarsi delle regole non scritte della circolazione ( ad es in certi paesi ci si serve abitualmente del clacson)
4. essere particolarmente attenti nei paesi dove la guida è a sinistra
5. non affittare motociclette e altri motoveicoli specie se non se ne ha familiarità
6. evitare qualsiasi tipo di bevande alcoliche prima di mettersi alla guida (in alcuni paesi le pene sono severissime se trovati ebbri)
7.usare sempre cinture di sicurezza
8. rispettare accuratamente i limiti di velocità
9 possibilmente non guidare di notte ed  evitare stradee poco o male illuminate
10. attenzione agli animali che possono invadere le strade.
( Walter Pasini Presidente Società Italiana di Medicina del Turismo)

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Italiani all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

La situazione politica che riguarda gli italiani all’estero ha raggiunto un punto tale di non ritorno che parlare ancora di questi argomenti è addirittura ridicolo. Ma dietro a tutta questa “faccenda”, lo sappiamo, esiste una intera letteratura fatta di sacrifici e di mortificazioni, letteratura che lascia spazio, di questi tempi però, solo al cinismo e alla retorica. Così come stanno le cose, solo l’on. Tremaglia potrebbe fare qualcosa di veramente incisivo imponendo al Big Bang lo stop. L’unica maniera possibile che la politica offre in circostanze limite di questo tipo è “te la dico e te la conto” senza peli sulla lingua, senza reticenze sibilline dettate dalla diplomazia garbata ma inutile. Insomma spetta a Tremaglia e solo a lui evidentemente puntare i calcagni sul petto di quanti si sono proclamati, ma sempre implicitamente si capisce, contro gli italiani all’estero e contro di lui in prima persona. Non sempre implicitamente. Chi non ricorda, per esempio, i famosi scontri con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi quando si pronunciò contro il voto all’estero perché le nostre comunità non erano contribuenti in Italia. Posizione peraltro che si sta reiterando in questi giorni chiedendo di mandare in pensione la legge Tremaglia. Poi, da quando imparammo tutti che il predellino non era né più e né meno che il battiporta inferiore della portiera di un auto, da allora una sbandata micidiale ha scosso il panorama politico nazionale. Tremaglia disse: “sono senza partito” usando quella che allora fu una metafora e che oggi lo stesso Fini non si sogna neanche di proporre. La storia sarà implacabile certo nello stabilire i meriti, i demeriti e le colpe. Qui ci vuole Tremaglia che la dica tutta, occorre la sua proverbiale TREMAGLIATRICE nell’uso della quale non deve avere remore e neanche timori: Di cosa potrebbe avere paura? Che lo licenzieranno? Che lo metteranno in castigo? Ha, ha! Un uomo di quella fatta ed alla sua età, il più anziano parlamentare della Repubblica, uno che ne ha viste di cotte e di crude, uno al quale non si può andare a raccontare storielle, uno che conosce gli uomini e le storie, uno che ha un repertorio infinito di fatti e circostanze. (fonte: Politicamente Corretto) (tremaglia)

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Centro servizi Uil a Buenos Aires

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Come da programma, la missione dei dirigenti della UIL in America Latina, dopo gli incontri avvenuti prima in Brasile e poi in Argentina con i propri dirigenti, il sindacato e le autorità locali, è terminata a Buenos Aires con l’inaugurazione del primo Centro Servizi UIL dell’Argentina. Un nastro tagliato personalmente dal Segretario Generale della UIL, Luigi Angeletti, accompagnato in questa missione in America Latina da Antonio Messia e dal Vice Presidente del patronato ITAL, Mario Castellengo e dal Coordinatore dell’ITAL-UIL per il Sud America José Tucci. Un Centro Servizi UIL che ospiterà il patronato, il Centro di assistenza fiscale (CAF), l’Unione degli Italiani nel Mondo (UIM) e gli uffici di tre categorie della UIL presenti con propri iscritti anche all’estero e cioè la UIL Pensionati, la UIL Scuola e la UIL Esteri. Una sede polifunzionale della UIL, ospitata in una palazzina nel centro di Buenos Aires, dove la comunità italiana locale potrà avere un’assistenza ed una tutela a 360 gradi e cioè per ogni necessità, come ha tenuto a ricordare Luigi Angeletti nel suo saluto alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Argentina, Guido La Tella, del Console Generale di Buenos Aires, Gian Carlo Maria Curcio, dell’onorevole Fabio Porta giunto appositamente dall’Italia, della Presidente del locale Comites Graziella Laino, nonché di numerosi dirigenti, operatori ed iscritti delle varie Strutture UIL dell’Argentina e di altri Paesi dell’America Latina.

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Miss Italia in tour a Malta con Cotonella

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2010

Cotonella, la nota azienda italiana leader nel settore dell’abbigliamento intimo di qualità, è distribuita oltre che in Italia anche in altri Paesi Europei e non solo.  Per far conoscere al meglio la sua linea di intimo, arricchita proprio negli ultimi mesi da una ricca collezione di corsetteria in microfibra e in pizzo, ha organizzato un tour dimostrativo a Malta con ospite d’onore Miss Italia Maria Perrusi, testimonial di Cotonella. Un momento di convivialità per Miss Italia e l’opportunità per Cotonella di mettere in evidenza la creatività e la qualità della sua gamma di prodotti anche all’estero!

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Allarme rosso dei quotidiani italiani all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 2 maggio 2010

Facciamo appello al Governo e al Parlamento di intervenire con urgenza per rimediare all’ingiustizia introdotta dall’articolo 10-sexies  legge  26 febbraio 2010, n. 25 L’effetto immediato di questa norma è che ai quotidiani  italiani editi e diffusi all’estero e ai periodici italiani all’estero, si applica una riduzione retroattiva del contributo relativo all’anno 2009 del 50%. Se ciò dovesse avvenire, le conseguenze per la stampa italiana all’estero e in particolare per testate quotidiane storiche del giornalismo con piu’ di 60 anni di vita come AMERICA OGGI  (Stati Uniti), il CORRIERE CANADESE (Canada), la VOCE D’ITALIA (Venezuela) e il GLOBO-LA FIAMMA (Australia) sarebbero disastrose. Siamo a rischio di chiusura. I costi del 2009 sono già stati sostenuti dalle imprese e un taglio retroattivo è insostenibile.  I giornali italiani all’estero sono il veicolo principale dell’internazionalizzazione del prodotto italiano e del made in Italy. La loro chiusura causerà, oltre alla perdita di centinaia di posti di lavoro, una forte ripercussione economica e d’immagine per l’Italia e il made in Italy, L’interesse per la lingua italiana è in forte crescita e il Made in Italy contribuisce notevolmente all’economia del nostro Paese.I fondi occorrenti per sanare la situazione della stampa italiana all’estero ammontano a 5 milioni di euro. Per scongiurare che la stampa italiana all’estero, unica voce di collegamento tra l’Italia e le sue comunità, sia ammutolita, è necessario un atto urgente che ristabilisca, almeno per il 2009, il diritto all’intero contributo.    Il nostro appello è stato sostenuto e condiviso da Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL e da Nino Foti capogruppo PdL in Commissione lavoro a Montecitorio, i quali hanno inteso predisporre opportuni atti parlamentari nonché proposte emendative finalizzate a porre rimedio alla citata decurtazione operata nel provvedimento mille proroghe. Dimostrando un’attenzione sempre viva e sollecitando opportuni interventi presso le sedi competenti.

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Salone internazionale alimentazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Parma da lunedì 10 a giovedì 13 maggio, saranno presenti 2.500 espositori e 50.000 visitatori professionali, di cui 7 mila operatori esteri provenienti da 110 Paesi. “L’internazionalizzazione sarà la parola d’ordine di questa edizione di Cibus – ha precisato Ghiretti – che ha investito notevolmente per favorire la presenza di buyer stranieri, grazie anche alla collaborazione con l’ICE, Istituto per il Commercio con l’Estero, con il Ministero delle Sviluppo Economico, la Regione Emilia Romagna ed al contributo di Cariparma – Crédit Agricole”. Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico e John Dalli, Commissario europeo alla Salute inaugureranno il 10 maggio la kermesse del food made in Italy, che vedrà la partecipazione di tutte le principali aziende agroalimentari italiane, di delegazioni commerciali estere, di buyer della Grande Distribuzione italiana e straniera, del comparto della ristorazione “fuori casa” e della ristorazione commerciale, di mediatori, importatori, ricercatori, di Università e Centri Studi, e della stampa nazionale ed estera. Sul ruolo di Parma come capitale dell’agroalimentare italiano si è espresso Pietro Vignali, Sindaco di Parma, che ha dichiarato: “Parma è la capitale della Food Valley ed è sinonimo in tutto il mondo del cibo e dell’eccellenza Made in Italy. E Cibus è la più importante vetrina di Parma nel mondo. Innanzitutto dei nostri prodotti, e della filiera che dietro i nostri prodotti si snoda nel tempo con il sapere e la tradizione artigianale, e prosegue oggi nell’attività produttiva giungendo fino alle componenti più avanzate e innovative nel campo della ricerca, della distribuzione, e della commercializzazione”.
“Fiere di Parma crede talmente nella crescita di Cibus e delle altre sue fiere – ha poi detto Elda Ghiretti – che ha investito anche sulla ristrutturazione del quartiere fieristico, realizzando un nuovo padiglione d’ingresso e realizzando sul tetto del Padiglione 5 un impianto fotovoltaico tra i più grandi d’’Europa. Vorrei sottolineare il ruolo di Cariparma, banca ufficiale del polo espositivo e importante interlocutore per le aziende del comparto agro-alimentare, che ha potuto aprire un dialogo costruttivo con il mondo del credito per favorire l’attività e la crescita delle aziende”.

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