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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘estorsione’

Intel Security a ConfSec: la lotta al cybercrime si combatte insieme

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

bariBari 13 ottobre – UNA Hotel Regina presso la sala Vittoria 1 alle ore 12 Intel Security partecipa a ConfSec, evento patrocinato da Clusit, che si presenta come l’evento dedicato alla sicurezza informatica più importante del Sud Italia.Ne parleranno Paolo Ballanti, Network Security Specialist Sales, Italy, Intel Security Group insieme a Raoul Chiesa, primo ethical hacker italiano e socio fondatore del Clusit Intel Security, gold partner dell’evento. Intel avrà inoltre un’area espositiva dedicata al proprio approccio Security Connected e alle novità recentemente introdotte nelle tecnologie per la sicurezza di rete di aziende e pubbliche amministrazioni. Durante la giornata di lavoro il management dell’azienda sarà a disposizione di clienti attuali e potenziali per definire insieme nuove e interessanti opportunità di collaborazione.
Nato con l’obiettivo di sensibilizzare imprenditori e pubbliche amministrazioni sui rischi del cybercrime e per raccogliere dai vendor informazioni e spunti su come contrastare il malware avanzato e le nuove forme di estorsione informatica che impattano e condizionano la continuità del business, il ConfSec rappresenta un’importante occasione di confronto sulla sicurezza delle informazioni, delle reti e dei sistemi informatici.Intel Security vuole cogliere l’occasione di questo incontro per portare all’attenzione del pubblico di interessati e addetti ai lavori la necessità ormai improrogabile di collaborazione tra tecnologie e vendor affinché le soluzioni messe in campo possano essere davvero efficaci.Lo speech, intitolato “Perché la piena collaborazione tra soluzioni (e vendor) di security non è più una opzione” intende evidenziare come la sfida più stringente nella lotta al cybercrime sia quella di tenere il passo con il volume e la sofisticazione degli attacchi. Soprattutto oggi dopo che gli hacker hanno ben compreso che la condivisione dei propri progressi in materia di intrusione informatica rende il loro intero ecosistema più letale. Per questo è essenziale che anche chi si occupa della difesa dagli attacchi adotti un approccio analogo: nessuno al giorno d’oggi può pensare di difendersi efficacemente dagli attacchi e dal malware avanzato con le sole proprie forze, conoscenze, processi e tecnologie.

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Imprese: usura ed estorsione

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

“Il presidente Napolitano ha richiamato l’attenzione su questioni amare e non più tollerabili per lo sviluppo delle imprese: l’usura e l’estorsione. Si tratta di fenomeni che portano alla chiusura delle aziende, all’impoverimento del tessuto imprenditoriale e, nel migliore dei casi, aggravano la già critica condizione delle imprese italiane che, oltre a fare i conti con la criminalità organizzata, si scontrano con un governo e un premier imbonitori e per nulla disposti a cambiare la situazione. Noi lo ripetiamo da tempo: occorre mettere in campo concretezza e credibilità, contenuti e proposte realizzabili, a partire dalla primissima emergenza. La crisi ha messo in ginocchio gli imprenditori, e la nostra proposta sulla riduzione dei tempi di pagamento – a firma Beltrandi-Misiani – rappresenta un primo atto necessario e fondamentale per iniziare a risolvere il problema del fabbisogno di liquidità. In secondo luogo, siamo dell’avviso che l’attuale modello di sostegno alle aziende vada rivoluzionato. Basta con il fondo perduto pubblico che colpisce nel mucchio e non premia i migliori, e sì a una politica industriale selettiva, che incentivi innovazione e internazionalizzazione e scelga le filiere più competitive della manifattura. Con queste e altre proposte il PD si dimostra pronto all’alternativa”. Così Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Crimine organizzato ed economia locale

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2011

I confini dell’economia illegale sono cambiati drasticamente. Un tempo erano circoscritti al contrabbando e al traffico di stupefacenti nelle regioni dell’Italia meridionale. Ora – come ha sottolineato Michele Polo, docente alla Bocconi, introducendo il secondo incontro dell’anteprima partenopea del Festival dell’Economia di Trento dal titolo “L’estorsione nell’area di Napoli e Caserta” – questa semplificazione è ampiamente superata. I confini si sono allargati, il fenomeno è diventato più complesso. S’è creata una zona grigia tra attività illecite e non che coinvolge altre aree del Paese, frenando lo sviluppo. A partire dal riciclaggio ed il reinvestimento di proventi derivati dal crimine organizzato che non si limita certo al Sud Italia, ma coinvolge anche altre
realtà L’economia sommersa ed illegale interessa Napoli come Milano. S’insinua in quella “terra di mezzo” sulla quale hanno cercato di puntare i riflettori gli altri interventi della mattinata, ponendo l’accento su come l’estorsione, negli ultimi anni, abbia “paralizzato” lo sviluppo economico di alcune regioni.

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Reato di usura e di estorsione

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Occorre approfondire e fronteggiare i soprusi di Equitalia a tutela dei cittadini e degli imprenditori”. Così l’On. Domenico Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale e Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria, nella riunione tenutasi a Palazzo Marini, in riferimento alle cartelle inique che continuano a fare vittime in tutta l’Italia. “Abbiamo a cuore – continua il deputato MRN – anche la ricerca delle soluzioni per risolvere il problema relativo all’eccesso di garanzie richieste dalle banche per l’erogazione del credito: la richiesta di garanzie di gran lunga superiori agli importi erogati è abuso di potere”. Nella riunione, L’On. Scilipoti comunica che sta studiando una proposta di legge contenente la modifica della legge 231/2001 con l’aggiunta, nell’elenco dei reati presupposti, di quelli di usura e di estorsione. (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Affari libici e l’arma del ricatto

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Le minacce di Gheddafi di aprire le frontiere i inondare l’Italia di immigrati non può e non deve fare paura, perché è l’Italia che ha il coltello dalla parte del manico. Se viene attuata la minacciata estorsione, basterà congelare tutte le enormi partecipazioni finanziarie che Gheddafi, complice questo interessato governo, ha realizzato in Italia, siano messi in vendita sotto rigoroso controllo della Corte dei Conti e di un qualche organismo internazionale, per evitare ciò che potrebbe accadere con i governanti che ci ritroviamo; si tratta di parecchi milioni di euro, forse miliardi, sottratti al popolo libico, che dovranno essere utilizzati   a favore del popolo libico che emigra, realizzando moderni centri di accoglienza, oppure interi villaggi in prossimità di vaste estensioni di terreni demaniali abbandonati, per fornire anche un redditizio lavoro in agricoltura,  per aiutare queste vittime della barbarie del folle di Tripoli, in fuga dalle violenze minacciate dal figlio di Gheddafi. (Rosario Amico Roxas)

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Buste paga gonfiate

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

È un fenomeno tristemente noto e diffuso a livello nazionale quello dei datori di lavoro che obbligano i propri dipendenti a sottoscrivere buste paga “gonfiate”. Da oggi, però secondo Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”con la sentenza n. 1284/11 della seconda sezione penale della Cassazione i datori che si comportano in tal modo sono passibili di condanna per il reato di estorsione di cui all’articolo 629 del codice penale, se minacciando il licenziamento, impongono la firma di buste-paga superiori alla prestazione lavorativa effettivamente espletata.  I giudici hanno precisato che integra tale fattispecie delittuosa anche nel caso in cui i lavoratori non si siano fatti intimidire e si siano rivolti ai sindacati e al giudice del lavoro, purché la condotta del datore tenda a coartare la volontà altrui mediante la paura.
Sulla scorta della consolidato principio giurisprudenziale (Cass. 36642/07, 16656/10, 656/09, 48868/09) secondo il quale: “integra il reato di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato di lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e più in generale condizioni di lavoro contrarie alle leggi ed ai contratti collettivi” i giudici di piazza Cavour hanno ribadito quanto sostenuto dalla Corte d’Appello di Catanzaro che nel confermare la sentenza di condanna di un datore di lavoro da parte del Tribunale di Castrovillari aveva ritenuto che “per configurarsi il reato di estorsione è sufficiente che la minaccia sia tale da incutere una coercizione dell’altrui volontà ed a nulla rileva che si verifichi un’effettiva intimidazione del soggetto passivo” escludendosi che manchi l’elemento materiale della minaccia e lo stato di soggezione del lavoratore laddove di fronte alla condotta datoriale i lavoratori si siano comunque rivolti alle organizzazioni sindacali e al giudice del lavoro.

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Roma: parcheggiatori abusivi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Non conosce sosta l’attività di repressione nei confronti dei posteggiatori irregolari voluta dal Campidoglio e messa in campo dai vigili urbani di Via dei Montecatini. I continui controlli effettuati dal I Gruppo della Polizia Municipale di Roma nei punti “nevralgici” del Centro Storico negli ultimi due fine settimana, hanno portato un consistente risultato: un parcheggiatore abusivo egiziano è stato denunciato per violenze, minacce ed estorsione, ai danni di una donna per dissuaderla dall’esercitare l’attività di parcheggiatrice della zona; altri 38, fra turchi, italiani, rumeni e bangladeshani, sono stati identificati, contravvenzionati e diffidati per l’esercizio di posteggiatore abusivo e di questi 12 sono stati portati all’identificazione e uno è stato arrestato per mancata ottemperanza al decreto di espulsione. Da Testaccio a Lungotevere, passando per il Gianicolo, in particolare vicino all’ospedale Bambino Gesù, si ispezionano le aree che, soprattutto durante il periodo natalizio, si riempiono di visitatori. Le zone della “movida” notturna e dello “shopping” sono quelle prese maggiormente di mira dai parcheggiatori abusivi, e per questo anche quelle più controllate dalla Polizia Municipale, che oltre a effettuare i normali compiti di prevenzione e repressione della sosta selvaggia, dissuade tali forme di illecito che, spesso, sono vere e proprie forme di vessazione, nonché, molto spesso, la causa principale della sosta irregolare.

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