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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘esuberi’

Alitalia non decolla

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

“Nel giorno della scadenza dell’offerta vincolante per il rilancio di Alitalia la soluzione resta lontana, senza acquirenti. Di fatto il governo è ancora fermo alla fase interlocutoria come dimostra l’ipotesi – che circola in queste ore – di un’ennesima proroga. Una situazione che non dà garanzie sul rilancio della nostra compagnia di bandiera e sul futuro di circa 12mila dipendenti. Il governo lavori per trovare soci solidi, proprio l’Italia che fonda la sua economia sulle relazioni internazionali, sulle esportazioni e sul turismo è impensabile non abbia un vettore nazionale competitivo sul mercato. Lo Stato faccia la sua parte”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Vodafone: individuati 1.130 esuberi, si cercano soluzioni sostenibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Nel piano industriale presentato da Vodafone Italia ai sindacati, secondo quanto apprende Radiocor, sono stati individuati 1.130 esuberi. Il piano è stata presentata oggi ai sindacati nazionali del settore delle telecomunicazioni e al coordinamento delle Rsu. Alla base del piano, secondo quanto si apprende, c’è l’esigenza di far fronte alla trasformazione del mercato delle tlc e al pesante calo dei prezzi che si è avuto in Italia, anche a causa della crescente competizione, soprattutto nel mobile. A seguito degli effetti di questi fattori, il gruppo dunque ha dovuto fare i conti con la contrazione dei margini e del fatturato. Su queste basi, dunque, parte il confronto dell’azienda con il sindacato per arrivare a una riorganizzazione del modello operativo e a una riduzione del perimetro pari a 1130 efficienze, spalmate in tutte le funzioni aziendali. L’obiettivo è quello di arrivare a soluzioni sostenibili e non traumatiche per tutti. Per Riccardo Saccone, segretario nazionale della Slc Cgil, “credo che in forza degli accordi fatti con l’azienda non ci sia spazio per immaginare degli esuberi, siamo disponibili a mettere in piedi programmi di efficientamento, riconversione professionale, abbiamo tutti gli strumenti”. L’importante, dice il sindacalista, è che non si proceda “con atti unilaterali o traumatici”.Il sindacato, cioè, si dice pronto a prender parte “a una ricognizione precisa e a fare tutte le verifiche. Se questo è il tema noi siamo disponibili, in linea con quanto previsto dall’ultimo accordo con l’azienda che scommetteva proprio su un’analisi costante della situazione”. L’azienda, afferma Alessandro Faraoni della Fistel Cisl, “ha dichiarato 1.130 esuberi” ma, allo stesso tempo, “dall’incontro odierno abbiamo appreso la volontà di trovare soluzioni non traumatiche”.Nell’ottica del sindacato, prosegue Faroni, “non ci vanno bene i numeri degli esuberi, che sono importanti. Ora organizzeremo dunque le assemblee con i lavoratori e ci confronteremo con loro per portare le nostre proposte al tavolo con l’azienda”. I prossimi incontri sono previsti per il 20 e il 21 marzo: “per quelle date abbiamo chiesto all’azienda numeri più dettagliati”, aggiunge il sindacalista. (By Maria Luisa Chioda)

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Alitalia, Ilva e non solo. Calenda sia l’unico esubero in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

alitalia-volo-aereoLe continue dichiarazioni rilasciate dal ministro Calenda sulla questione Alitalia, come quelle apporso su alcuni quotidiani, ribadendo la volontà di voler chiudere la trattativa tra Alitalia e Lufthansa prima delle elezioni, che seguono quelle sull’Ilva e su tante altre crisi industriali in Italia, confermano la nostra contrarietà rispetto la gestione di uno dei dicasteri più importanti del Governo del nostro Paese.Non è solo una questione di merito rispetto ad un’offerta che, partendo dal florilegio di indiscrezioni che leggiamo sui giornali, sarebbe per una compagnia dimezzata da 11.000 a 6.000 dipendenti; tanto per fare un paragone Swissair con 82 aeri oggi conta circa 9000 dipendenti.Alitalia verrebbe spezzata in più parti, con l’esternalizzazione di tutti i servizi preziosi per un’aviolinea che al contempo dirotterebbe tutto il traffico del Nord Italia verso gli hub di Monaco e Francoforte.Nei fatti, dalla corda francese che fino ad oggi ha impiccato Alitalia si passerebbe ad una di fabbricazione teutonica.Non è neanche solo una faccenda sulle solite mezze verità riguardo il pozzo di soldi pubblici che sarebbero serviti a tenere in vita Alitalia, dato che il Ministro, come molti altri sagaci osservatori peraltro, dimentica puntualmente di ricordare che questi fondi sono serviti a garantire i piani di licenziamenti di 10.000 dipendenti richiesti ed imposte dalle cordate e dagli emiri nel corso di più fasi di una privatizzazione fallimentare.Noi ci riferiamo alla funzione che un Ministro dello Sviluppo Economico dovrebbe avere nella soluzione delle infinite crisi industriali del nostro Paese.Non riusciamo infatti a concepire come si possa avere fretta di chiudere la vendita di Alitalia, ben sapendo che costerà altri migliaia di posti di lavoro, capolavoro che si aggiungerebbe ai disastri di Meridiana (1000 licenziamenti totali e nessun piano industriale ancora ilvapresentato a 18 mesi di distanza), Alitalia Maintenance System (200 tecnici di altissimo profilo tuttora a spasso) e, solo come esempi, alla trattative di Ilva (4000 esuberi) e all’accordo Almaviva (1666 licenziamenti).Questi numeri la dicono lunga sul ruolo funesto che la dottrina Calenda ha avuto nei confronti dello sviluppo economico italiano, se a questa parola si collegano industria e posti di lavoro!Dato che noi siamo convinti che, proprio partendo dai dati incoraggianti forniti dai Commissari ai sindacati e alle Commissioni Parlamentari, Alitalia può essere un esempio virtuoso di come l’intervento statale potrebbe rilanciare l’industria e salvaguardare l’occupazione e i salari dei dipendenti.Per questo USB si muoverà con tutti gli strumenti disponibili per contrastare questa deriva e lancia un appello a tutte le forze politiche che vogliano misurarsi sul tema del lavoro: smettiamola di rincorrere l’ennesima svendita e l’ennesimo disastro sociale, fermiamo Calenda e facciamo in modo che il prossimo e unico esubero in Italia sia in Via Molise a Roma, nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico. (USB Lavoro Privato)

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Caso Ilva e responsabilità del governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

ilva“Il vaso di Pandora si è aperto mostrando tutta la sua mostruosità fatta di 12 decreti salva Ilva e di un Commissariamento esule da ogni responsabilità penale amministrativa e giuridica che ha portato a svendere l’unica azienda a ciclo integrato italiana. Nel libro dei sogni di Renzi, Boschi, Calenda, Galletti, Bellanova la vendita dell’Ilva è un successo, ma la realtà è che lascia un peso enorme in termini di occupazione, bonifiche e rilancio aziendale. Quattromila esuberi, azzeramento delle attuali condizioni contrattuali e di inquadramento, è indubbiamente un ottimo affare per chi compra ma non per le famiglie, sempre più preoccupate per il loro futuro”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola, che aggiunge: “L’indotto – 7603 lavoratori e lavoratrici, dipendenti di circa 346 aziende che hanno traghettato la vendita dell’Ilva senza essere retribuite – è senza liquidità. Lo Stato ha più volte disatteso gli impegni assunti con l’indotto e con i lavoratori, pur annunciato nelle sedi ministeriali, ha disatteso le norme inserite nei vari decreti solo per tutelare gli acquirenti, ma non i lavoratori. L’indotto soffre da molto tempo problemi di liquidità e senza liquidità non si può investire né aiutare a trovare soluzioni per i futuri disoccupati. Da cittadina di Taranto ho vissuto sulla mia pelle, prima di diventare deputata, il ricatto occupazionale, condizione che rende invivibile e incerto il futuro. Il Governo si dimostra irresponsabile nei confronti dei cittadini che hanno e continueranno a pagare in termini di salute. Si apra un tavolo di confronto anche con l’indotto per cercare di riuscire a gestire la partita con serietà. La questione Ilva sta sfuggendo di mano ad un Governo irresponsabile e arrogante. Forza Italia, una volta al Governo, dovrà gestire una drammatica situazione, eredità lasciata dal Partito Democratico. Noi – conclude la deputata azzurra – sapremo già cosa fare avendo per cinque anni cercato di correggere gli errori di Matteo Renzi”.

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Fincantieri: disponibilità Tajani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

“Apprezziamo la disponibilità e la tempestività dimostrate da Tajani, nell’affrontare l’emergenza scoppiata dopo le dichiarazioni di Fincantieri sul piano industriale 2010-2014, ma auspichiamo che le misure concrete emerse a sostegno del settore abbiano ricadute positive anche sulle decisioni del Gruppo riguardo agli esuberi e ai livelli occupazionali” Lo ha dichiarato il segretario confederale dell’Ugl, Paolo Varesi, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine dell’incontro con il vice presidente della Commissione europea sulla vertenza Fincantieri, aggiungendo che “siamo pronti ad accettare sfide difficili, come abbiamo già fatto in passato, ma ci aspettiamo che tutte le parti si assumano le proprie responsabilità per evitare il declino di un settore strategico e le drammatiche ricadute occupazionali che avrebbe la realizzazione del piano annunciato lo scorso 23 maggio”.

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Esuberi alla Ilte di Moncalieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

“La ILTE di Moncalieri, azienda leader del settore grafico piemontese e nazionale, rappresenta uno dei più importanti presidi industriali nella città: la crisi che la colpisce è un indubbio aggravamento delle problematiche occupazionali e produttive dell’intero territorio”. L’assessore al lavoro della Provincia di Torino Carlo Chiama reduce da un incontro con i sindacati per affrontare le possibili soluzioni richiama l’importanza dell’incontro di domani martedì 1 marzo alla Regione Piemonte. “Si discuterà- dice l’ass.Chiama – delle misure di incentivazione  per gli investimenti produttivi e dell’eventuale ulteriore utilizzo di ammortizzatori sociali che rendano meno pesante la situazione dei lavoratori coinvolti in questa crisi della ILTE. La Provincia di Torino è disponibile a mettere a disposizione dei lavoratori gli strumenti di cui dispone per affrontare situazioni di questo tipo, in particolare le misure relative alla formazione e riqualificazione del personale”.L’azienda ha annunciato un totale di 250 esuberi a cui occorre aggiungere le terziarizzazioni e le conseguenze dei tagli sull’indotto, che occupa ad oggi circa 300 lavoratori. Secondo i sindacati, preoccupa soprattutto la mancanza di prospettive di sviluppo per lo stabilimento di Moncalieri, che per la prima volta si trova ad affrontare una crisi senza che emergano da parte dell’azienda proposte di investimenti e sviluppo.

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Quote latte

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

«Leggo le dichiarazione sul latte del ministro Galan e mi auguro che domani in CDM si diano informazioni chiare su come ritornare sulla strada della legalità da troppo tempo abbandonata. Ricordo che i produttori che non hanno richiesto la rateizzazione sono 563 su 40.000 aziende, e rappresentano circa 1,5% del settore. Se poi si considera la quantità del latte prodotto allora scendiamo all’1%. Gli esuberi di produzione sono costati fino ad ora al nostro Paese 4,4 miliardi di euro. Di questi,  1,87 sono a carico dell’erario a seguito dell’accordo ECOFIN del 2004, 400 milioni sono stati pagati dai produttori, mancano all’appello 2 miliardi di euro. Ed è di questi ultimi che chiediamo spiegazioni. Saremo lieti di scoprire da Galan, Tremonti, ma soprattutto dall’onesta Lega, chi dovrà pagare questi soldi. A luglio le anime belle leghiste anziché rispondere sul legame tra produttori disonesti e Credieuronord – la banca della Lega che fallì e poi fu salvata da  Fiorani – hanno fatto pagare l’avallo di Tremonti 5 milioni di euro a tutti gli italiani. È assolutamente inconcepibile che, di fronte a 26.000 produttori che hanno speso 1,2 miliardi per mettersi in regola, dobbiamo pensare a salvare dal fallimento 563 “truffatori” che sono debitori con l’erario di 100 milioni. Ci auguriamo che questa vicenda venga domani affrontata in modo serio. Basterebbero un po’ di impegno e un po’ di onestà intellettuale. Il PDL non può tirare in ballo impegno e onestà, appunto, solo quando gli fa comodo, come per la vicenda della casa di Montecarlo». Così Ernesto carbone, coordinatore del Forum Agricoltura del Partito Democratico, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Esuberi Electrolux

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Destano profonda preoccupazione le notizie inerenti gli esuberi annunciati dall’azienda Electrolux per il suo stabilimento forlivese. È necessario e fondamentale che la proprietà e i rappresentanti dei lavoratori verifichino nel dettaglio l’ipotesi di salvaguardare non solo l’impianto forlivese, irrobustendolo e qualificandolo con gli investimenti previsti, ma anche la manodopera che vi lavora e che risulta essere una delle più qualificate dell’intero gruppo industriale. Il Partito Democratico forlivese, nel manifestare la propria totale solidarietà e vicinanza ai lavoratori in queste fase di grande incertezza sul futuro, esprime preoccupazione per quanto accaduto e garantisce la massima collaborazione alle forze sindacali, ai rappresentanti dei lavoratori e alla proprietà dell’azienda, per arrivare insieme ad una soluzione che salvaguardi posti di lavoro e sito produttivo. Il nostro solo impegno, però, non basta. In questo travagliato momento storico è fondamentale che il Governo metta in atto subito una vera politica industriale attenta al mondo del lavoro, per tamponare la situazione di emergenza che sta investendo imprese e lavoratori e, allo stesso tempo, attivando azioni di lungo periodo che consentano di agganciare la ripresa non appena arriverà. È il lavoro la vera priorità. Ma il Governo nazionale non sembra rendersene conto, impegnato com’è ad occuparsi solo di questioni giudiziarie private. Il Governo si occupa del lavoro aggirando le tutele fondamentali previste dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e respingendo la richiesta bipartisan avanzata dal Parlamento di estendere da 52 a 78 settimane (cioè di altri sei mesi) i fondi per la cassa integrazione. Agire in questo modo scellerato significa nascondere la testa sotto terra e aspettare che la bufera passi, senza fare nulla per limitarne i danni.

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Operazione esuberi nei quotidiani

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

“In una recente audizione della Commissione di vigilanza sugli enti previdenziali i rappresentanti dell’INPGI hanno previsto che vi saranno circa 600 prepensionamenti di giornalisti, a partire dai quotidiani più importanti” Lo sostiene in una nota il Vice Presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio On. Giuliano Cazzola.  “Bisognerebbe chiedere – aggiunge – alla FNSI, che ha promosso la manifestazione di domani, e alla Cgil, che la sostiene, se questa massiccia operazione di esuberi non abbia a che fare anche con la libertà di stampa, forse in misura maggiore di tanti eventi di cui si discute da mesi”.

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Politiche per il reimpiego e la formazione

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

In merito all’incontro che si è tenuto  tra le Rsu, i lavoratori della De Agostini e i dirigenti del PD di Novara, l’On. Cesare Damiano, Responsabile Nazionale Lavoro PD e Capogruppo alla Commissione Lavoro, ha dichiarato quanto segue:  “Condividiamo la preoccupazione dei lavoratori sul futuro dell’azienda e sulla politica industriale che la proprietà intende adottare. Siamo consapevoli delle grandi trasformazioni in atto e come PD ci interroghiamo come poter evitare che, una volta portata a termine questa nuova ristrutturazione, senza le scelte e gli investimenti opportuni possa ripresentarsi tra qualche tempo l’esigenza di un’ulteriore ristrutturazione.  Per quanto riguarda la difesa dell’occupazione, la novità è rappresentata dal fatto che questa volta soltanto un terzo dei 210 esuberi individuati (che dal 4 maggio sono in cassa integrazione a 0 ore) è pre-pensionabile: quindi si pone l’esigenza di chiedere al Governo di finanziare politiche per il reimpiego e la formazione della forza lavoro.  Infatti,  una semplice politica di tutele passive, come quella che ha sottratto alle Regioni le risorse destinate alla formazione e al ricollocamento, in casi come questo sono controproducenti.  Come parlamentari del PD, d’intesa con le rappresentanze sindacali, presenteremo alla Camera una mozione su queste problematiche”.

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