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Posts Tagged ‘esuli’

Un fiammingo a Palermo nel primo novecento

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2015

fiammingo a palermoPalermo 30 ottobre 2015 – 10 gennaio 2016 Galleria d’Arte Moderna. Le opere del pittore e scultore Jules Van Biesbroeck jr. (Portici 1873 – Bruxelles 1965), artista cosmopolita e raffinato, di origine belga ma a lungo attivo in Italia, rappresentano una testimonianza di notevole interesse, fin qui misconosciuta e poco indagata, dell’attività di questo artista e rivelano le sue matrici tardoromantiche e secessioniste unite agli accenti simbolisti che ne caratterizzano il linguaggio stilistico.
La sua presenza e quella del padre a Palermo (anch’egli scultore, che portava lo stesso nome) si deve all’ammirazione entusiasta di Edoardo Alfano, funzionario comunale, giornalista, letterato, collezionista d’arte e fotografo, uno dei personaggi più in vista nella vita pubblica palermitana tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. I due artisti, insieme alle rispettive mogli, esuli dal Belgio occupato dall’esercito tedesco, soggiornarono a lungo nella capitale dell’Isola tra la fine del 1908 e gli inizi del 1909, nel 1910 e nel 1918, ospiti di Alfano nella casa di via Isnello. Tra le opere esposte (dipinti e disegni, pastelli, sculture in marmo e in bronzo) vanno segnalate la serie di nove sanguigne su carta dal titolo Delenda Messana, accompagnate dai versi di Achille Leto in ricordo del terremoto di Messina del 1908, presentate alla LXXIX Esposizione della Società Amatori e Cultori di Roma del 1909 e acquistate dal Comune di Palermo per la Galleria; l’intenso elegantissimo Ritratto di Ennio Alfano in marmo e il grande gesso di gusto simbolista La Madre Terra, modellato da Van Biesbroeck jr. in collaborazione con il padre, a testimonianza di gratitudine per il suo ospite.
Oltre alle opere di Jules Van Biesbroeck jr. e di Jules Van Biesbroeck senior, verranno esposte per l’occasione tutte le altre opere della collezione Alfano che non sono comprese nell’allestimento museale della Galleria: dipinti e sculture di Natale Attanasio, Giuseppe Casciaro, Michele Catti, Ettore Cercone, Domenico Costantino, Giuseppe La Manna, Mario Mirabella, Giovanni Nicolini, Saverio Partinico, Salvatore Profeta, Giuseppe Rondini, Giuseppe Rosselli.
In una sezione documentaria verranno presentate alcune lettere autografe di Van Biesbroeck e una scelta di suggestive fotografie d’epoca tratte dall’archivio Alfano.La mostra, organizzata da Civita Cultura, è curata da Gioacchino Barbera, Direttore della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, specialista di pittura siciliana dell’Ottocento e del primo Novecento. In catalogo (Torri del Vento edizioni, Palermo) gli scritti del curatore, di Antonella Purpura, Antonio Di Lorenzo, Erminia Scaglia e le schede delle opere redatte da Cristina Costanzo.
Orari: martedì- domenica ore 9.30 – 18.30, lunedì chiuso; la biglietteria chiude alle ore 17.30 Ingressi: intero € 6,00 | ridotto € 4,00 | cumulativo mostra + museo € 9,00 Catalogo: Torri del Vento Edizioni (foto: fiammingo a Palermo)

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Ci chiamavano fascisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Eravamo italiani Istriani, fiumani e dalmati: storie di esuli e rimasti di Jan Bernas. Prefazione di Walter Veltroni. Alla fine della Seconda guerra mondiale migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia si trovano senza alcuna difesa di fronte all’odio etnico-nazionalista del regime di Tito, deciso a jugoslavizzare quei territori. In 350mila fuggono, per essere accolti in Italia tra diffidenza e indifferenza. Altri decidono di rimanere, riscoprendosi giorno dopo giorno stranieri a casa propria. A questi si aggiungono gli italiani del controesodo: comunisti partiti alla volta della Jugoslavia per costruire il Sol dell’avvenire. Un sogno finito nei campi di concentramento titini. Paradossalmente, tutti subiscono la stessa accusa: «Fascisti!». Gli esuli, perché in fuga dal paradiso socialista. I rimasti, perché italiani. In questo libro sono raccolte le testimonianze dei protagonisti di questa odissea: le loro parole prendono per mano il lettore e lo accompagnano lungo tutto il cammino che condusse un popolo con lingua e tradizioni comuni a dividersi irrimediabilmente. Un cono di luce che si accende su una pagina di storia italiana troppo spesso dimenticata o raccontata solo attraverso gli opportunismi della politica. Pagine 192 pagine (testo: 184 + Inserto: 8) Euro 16,00 Codice 14155W ISBN 978-88-425-4456-2

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Visita Gheddafi a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

“E’ molto positivo il fatto che il leader libico Gheddafi incontrerà gli imprenditori nostrani nella sua visita a Roma, capitale dell’accoglienza, ma non si dimentichi anche il necessario riconoscimento e le dovute scuse nei confronti degli esuli italo-libici, in buona parte imprenditori, che furono usurpati dei loro beni in base al decreto di confisca del luglio del 1970 e costretti a lasciare la Libia dopo costanti e rilevanti vessazioni, subite proprio in conseguenza della salita al potere di Gheddafi”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Siamo pronti a presentare una serie di atti all’interno di numerosi consigli municipali di Roma e a far sentire la nostra voce in piazza se ciò non dovesse avvenire”, prosegue Santori, “visto che in ballo c’è la sovranità di un sentimento nazionale da tutelare e le ferite, molte delle quali ancora aperte, subite da centinaia di concittadini, in gran parte romani. In tal senso, ho avuto modo di presentare proprio oggi una mozione che invita il Presidente del Municipio XV a farsi promotore presso il Sindaco della Roma della necessità di promuovere un incontro ufficiale tra Gheddafi e le associazioni degli esuli italo-libici”.“Crediamo sia necessario quindi tutelare le attuali esigenze imprenditoriali e di sicurezza del nostro Paese ma allo stesso tempo garantire la credibilità delle Istituzioni nella garanzia di veder sostenute le giuste ragioni di numerosi cittadini italiani che subirono un vero e proprio sopruso, giustificato solo dalla necessità di veder risarciti i danni del colonialismo italiano in Libia. Sta di fatto che alle condanne e alle scuse ufficiali formulate dal nostro Paese per il fenomeno colonialista ancora non è seguito alcun riconoscimento di responsabilità da parte della Libia sulle confische avvenute e sulla cacciata degli italiani nell’ottobre del 1970”, continua la nota di Augusto Santori. “Spero che il Sindaco non si dimentichi, durante l’incontro che avverrà in Campidoglio giovedì mattina, dei tanti concittadini italo-libici che nutrono numerose speranze verso il ruolo ricoperto oggi da Alemanno”, conclude Santori.

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