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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘età evolutiva’

Misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Un test “aptico” per la misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva (10/16 anni) con disabilità visiva è stato messo a punto dal Centro Regionale Sant’Alessio per i ciechi di Roma, con il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica dell’Università Sapienza e la collaborazione del Polo Scientifico IAPB. La ricerca, unica in Italia e terza al mondo, mira a valutare con esattezza le abilità cognitive del minore, scongiurando così diagnosi errate di ritardi cognitivi nei bambini ciechi o ipovedenti che, a causa della loro disabilità maturano strategie cognitive individuali e diverse rispetto ai coetanei vedenti. “Il test, ancora in fase di sperimentazione, è l’unico dedicato ai minori che si avvale dell’esplorazione tattile per la misurazione dell’intelligenza, al di là degli apprendimenti scolastici e culturali – dichiara Carolina Cassar, psicologa e dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica, che ha svolto lo studio scientifico -. Abbiamo selezionato due campioni di bambini, con disabilità visiva e vedenti, ai quali abbiamo somministrato delle prove cognitive, procurando di bendare i vedenti e gli ipovedenti, in modo da realizzare condizioni standardizzate – spiega Cassar –. I soggetti, presi singolarmente, hanno esplorato delle matrici tattili e completato l’organizzazione sulla base di correlazioni logiche. La ricerca, durata tre anni, ha dimostrato che lo strumento ha attendibilità e validità elevate e quindi è utile per valutare le abilità logiche, di rappresentazione mentale dello spazio, di apprendimento esperienziale e di coping nel minore con disabilità visiva – ha concluso Cassar”. “Conoscere le effettive potenzialità cognitive di un bambino non vedente o ipovedente permette di effettuare un intervento riabilitativo mirato – ha dichiarato Maria Macrì, neuropsichiatra infantile e direttore medico del Centro Regionale Sant’Alessio -. In assenza di strumenti di misurazione scientifica dell’intelligenza standardizzati per non vedenti, infatti, si rischia non stimare adeguatamente le reali potenzialità di un bimbo, e quindi di compromettere o ritardare l’acquisizione delle tappe evolutive. Il Sant’Alessio da oltre un decennio è impegnato nella ricerca di strumenti utili e ha fattivamente collaborato alla realizzazione di questo strumento che ora dovrà essere ampliato anche alla fascia d’età 4/10 anni, età su cui intervenire per prevenire difficoltà nello sviluppo e negli apprendimenti scolastici. A questo punto l’impiego di questo test potrà davvero garantire una migliore definizione dell’approccio terapeutico e scolastico – ha concluso la dottoressa Macrì”.

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La salute mentale nei giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2011

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Milano Il 25 ottobre ore 9,00 all’Università degli Studi di Milano verranno presentati i risultati del primo Programma di Ricerca Strategica sui fattori di rischio biologico e psicosociale nell’insorgenza della malattia mentale in età evolutiva. Stilate anche le prime linee guida in Italia per il trattamento dell’autismo.
In un ambito relativamente povero di conoscenze scientifiche quale è lo studio della malattia mentale in età evolutiva, diventa urgente stabilire quali sono i fattori di rischio, gli indicatori di patologia e le evidenze scientifiche di efficacia dei trattamenti: il tutto finalizzato allo sviluppo di modelli di prevenzione ed intervento e per alleviare il carico di sofferenza che tali disturbi esercitano sulle famiglie. In quest’ottica, nel 2008 ha preso avvio – tra i programmi di ricerca biomedica del Ministero della Salute – il primo Programma Nazionale di Ricerca Strategica in Età Evolutiva, guidato dall’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia e che ha coinvolto la Regione Lombardia, l’IRCCS Stella Maris, l’Agenzia Sanitaria Regionale – Regione Emilia Romagna e l’Istituto Superiore di Sanità.In particolare durante la giornata si farà luce:
sui fattori di rischio biologico e psicosociale nell’insorgenza di disturbi psicopatologici esternalizzanti (aggressività, bullismo, iperattività) ed internalizzanti (ansia, depressione). L’IRCCS Medea presenterà uno studio di follow-up epidemiologico attraverso diverse fasi dell’adolescenza su circa 300 ragazzi, con una rilevazione accurata di variabili comportamentali ed ambientali, così come di alcuni fattori di rischio biologico/genetico.
sulle competenze prosociali (ovvero le capacità di aiutare e prendersi cura degli altri) nel prevenire o ridurre i problemi comportamentali degli adolescenti.Verranno illustrati due studi: il primo condotto su circa 400 studenti tra i 12 e i 14 anni nella provincia di Roma dall’Università Sapienza per la valutazione di un intervento volto alla prevenzione dei problemi comportamentali attraverso la promozione delle competenze prosociali; il secondo condotto nella Regione Lombardia su più di 100 adolescenti afferenti ai servizi di neuropsichiatria per problemi comportamentali. Saranno presentati i risultati dell’intervento di prevenzione svolto sulla popolazione non clinica e i risultati dello studio svolto con adolescenti afferenti ai servizi di neuropsichiatria volto a verificare in che misura le competenze prosociali contribuiscono ad esiti clinici più favorevoli.
sull’epidemiologia dell’uso dei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Verrà presentato il progetto PREMIA, che ha esaminato in dettaglio, per la prima volta, le caratteristiche strutturali e di processo, nonché i dati di attività, delle 11 Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Emilia-Romagna. Sono state anche valutate, su un campione rappresentativo di 703 pazienti in trattamento presso queste UONPIA e presso l’UONPIA di Brescia, le caratteristiche sociodemografiche, cliniche ed assistenziali del campione studiato, e sono stati messi in luce i ‘percorsi’ seguiti per arrivare al contatto con questi servizi. I risultati di questo studio sono in stampa in riviste internazionali.
sull’autismo. Per una presa in carico tempestiva del bambino con autismo è necessario ridurre al massimo il gap tra diagnosi e trattamento. Per questo è stata fatta una sperimentazione in Regione Toscana sulle modalità organizzative che consentano una individuazione tempestiva del problema ed è stata compiuta una valutazione di outcome su bambini diagnosticati precocemente.
Sono stati inoltre valutati gli effetti sulle famiglie di questa patologia invalidante attraverso lo studio epidemiologico FABIA – FAmily Burden in Infantile Autism – sul carico familiare associato all’autismo, condotto in sei regioni italiane e coordinato dal Reparto Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità: obiettivi la quantificazione e la caratterizzazione del carico di sofferenza (burden) e dei bisogni delle famiglie con un figlio affetto da un disturbo dello spettro autistico e l’identificazione dei fattori demografici, socioeconomici e assistenziali associati al carico di sofferenza. Infine sono state approntate le prime linee guida in Italia per il trattamento dell’autismo, il cui scopo è aiutare i clinici – e quindi indirettamente anche i genitori – a identificare gli interventi utili per un outcome positivo e ridurre così l’impatto di questo disturbo sullo sviluppo globale della persona.
All’incontro – che vede 400 iscritti – interverranno, tra gli altri: Massimo Casciello (Direttore Generale della Ricerca scientifica e tecnologica del Ministero della Salute), Gian Vittorio Caprara (Professore Ordinario di Psicologia alla Sapienza  Università di Roma), Giovanni De Girolamo (Direttore Scientifico dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia), Angelo Picardi(Primo Ricercatore presso il Reparto di Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità), Filippo Muratori (Professore Associato di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Pisa) eMassimo Molteni (Coordinatore Programma Nazionale di Ricerca Strategica in età evolutiva – IRCCS Medea).

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«Occhio agli occhi!»

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2011

Orsogna (Chieti) 19 maggio dalle ore 9.30, nel Teatro Comunale alunni, genitori e docenti dell’Istituto Comprensivo di Orsogna incontreranno la dottoressa Anna Fanaro della Clinica Oftalmologica di Chieti. Sarà l’occasione per imparare a prendersi cura dei propri occhi e a prevenire in tal modo le patologie oculari più frequenti dell’età evolutiva. L’iniziativa rientra nel progetto di «Educazione sanitaria in pillole», coordinato dal consigliere comunale Anna Bucci e avviato lo scorso anno grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’Istituto comprensivo diretto da Lucilla Taraborelli con il patrocinio dell’Azienda sanitaria locale Lanciano Vasto Chieti e della Provincia di Chieti. Il prossimo settembre è previsto un nuovo incontro sulla prevenzione delle patologie odontoiatriche più frequenti nell’infanzia, ancora una volta in collaborazione con la Clinica Odontoiatrica dell’Ospedale di Chieti.

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Neuroimmagini e Riabilitazione in età evolutiva

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

Udine 1° ottobre 2010 presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “S. Maria della Misericordia” convegno di Neuroimmagini e Riabilitazione in età evolutiva.  Il convegno sarà inoltre un primo step dopo la realizzazione del progetto FIRE, intesa tra l’IRCCS Medea del Friuli Venezia Giulia, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine e la Scuola Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste per l’acquisizione e l’utilizzo di una Risonanza Magnetica 3 Tesla che da qualche mese ha iniziato ad essere utilizzata in una serie di progetti di ricerca clinica e sperimentale approvati dal Ministero della Sanità. Interverranno all’incontro Vladimir Kosic, Assessore Regionale Friuli Venezia Giulia alla salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali, Giuseppe Napoli, Presidente di Federsanità Anci Friuli Venezia Giulia, e Alda Pellegri, Presidente Associazione La Nostra Famiglia.
Tra i relatori, Barbara Tomasino, Paolo Brambilla, dell’IRCCS Medea – Polo Friuli – Venezia Giulia de del Centro InterUniversitario di Neuroscienze Comportamentali, Università di Udine e Università di Verona, Nereo Bresolin, Direttore Scientifico dell’IRCCS Medea Famiglia” e Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università degli Studi di Milano, Giovanni Cioni, Department of Developmental Neuroscience, Stella Maris Scientific Institute Medical Faculty, University of Pisa, Franco Fabbro, responsabile scientifico del polo friulano dell’IRCCS Medea e Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Udine, Raffaella Ida Rumiati, Settore di Neuroscienze cognitive SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) Trieste e Sergio Zanini, IRCCS Medea.Recenti studi di neuroimmagine funzionale (fMRI) hanno rilevato un’interazione tra sistema linguistico e sistema motorio durante l’elaborazione di frasi che descrivono azioni. In pratica, leggere o ascoltare descrizioni di azioni attiva, oltre alle classiche aree linguistiche di Broca e di Wernicke, anche le aree motorie.  Ma qual è il ruolo della corteccia motoria primaria nei compiti linguistici? Come agisce l’interazione tra il sistema linguistico e quello motorio? Una ricercatrice italiana, la dottoressa Barbara Tomasino del Polo friulano dell’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia, ipotizza che la causa di tale attivazione della corteccia sensorimotoria sia la simulazione mentale (un’esperienza quasi-percettiva che avviene, tuttavia, in assenza di un appropriato input esterno).  Tradizionalmente, il ruolo della corteccia sensorimotoria è stato sempre inteso come controllo dei movimenti volontari e delle sensazioni tattili. Recentemente ha ricevuto credito ed è parte di un acceso dibattito in letteratura neuroscientifica il suo coinvolgimento in funzioni cognitive più elevate, come ad esempio la simulazione mentale motoria, la memoria iconica, la rotazione mentale, la rappresentazione di azioni e concetti motori, la memoria motoria e l’elaborazione linguistica di parole o frasi che descrivono movimenti o azioni. Non è ancora chiaro come tale area contribuisca alla percezione linguistica e se, come parte del network dei neuroni a specchio, contribuisca funzionalmente alla comprensione e anticipazione dei gesti altrui e nella distinzione tra il sè e gli altri. Inoltre non si conosce ancora la causa del coinvolgimento della corteccia sensorimotoria in queste funzioni cognitive superiori.
Per l’occasione sarà presentato un interessante lavoro di Barbara Tomasino che ipotizza come l’attivazione delle aree motorie sia un prodotto della simulazione mentale, ovvero l’abilità di anticipare le conseguenze di un’azione, immaginandone la sua esecuzione in assenza di reale movimento del corpo: i soggetti, leggendo o elaborando frasi, parole o verbi d’azione, anche se non esplicitamente istruiti ad immaginare mentalmente il contenuto della frase o della parola, automaticamente immaginano se stessi o qualcun altro eseguire il movimento descritto dalla frase.
La Tommasino è una ricercatrice Laureata in Psicologia presso l’Università di Padova. Ha conseguito il dottorato alla SISSA di Trieste. Ottiene Post Doc al Forschungszentrum Juelich in Germania, dove lavora con risonanze a vari campi magnetici. Qui si occupa di esperimenti soprattutto su funzioni motorie o su interazione tra linguaggio e sistema motorio.
I suoi studi le valgono, nel 2004, il premio dall’AIP (Associazione Italiana di Psicologia) come migliore tesi di dottorato in Italia e, nel 2005 -2006, il premio Research fellowship dalla prestigiosa Alexander von Humboldt Foundation. Nel 2007 rientra in Italia grazie alla stipula di una convenzione tra l’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia e la Neurochirurgia dell’Ospedale di Udine, dove svolge la parte clinica studiando, in collaborazione con la neuroradiologia, la dott.ssa Maieron e il dott.Wais, pazienti neurochirurgici mediante risonanza magnetica funzionale prima dell’intervento chirurgico in modo da preservare le aree cognitivamente eloquenti. Qui collabora in sala operatoria con il team neurochirurgico, diretto dal Dott.Miran Skrap, durante gli interventi con paziente sveglio e stimolazione della corteccia cerebrale facendo eseguire ai pazienti test cognitivi, in modo da preservare le aree eloquenti.

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Bambino Gesù: Sperimentazioni in età evolutiva

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2010

Prende il via all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma l’attività del Clinical Trial Center, struttura creata all’interno del nuovo Dipartimento di Pediatria Universitario-Ospedaliero, che conta su un team medico e infermieristico dedicato e specializzato nelle procedure cliniche e nelle metodologie necessarie per eseguire sperimentazioni farmacologiche in età evolutiva. L’iniziativa anticipa le decisioni istituzionali in merito al “Regolamento pediatrico” per la sperimentazione dei farmaci in pediatria, superando le lacune della sperimentazione sulle indicazioni cliniche, per i dosaggi e per le formulazioni dei medicinali al fine di garantire l’adeguatezza delle cure rivolte ai piccoli pazienti. Nel corso del 2010, fase iniziale e pilota dell’attività del Centro, si prevede che saranno condotte a vario titolo circa 40 sperimentazioni. Già in corso quella relativa al primo vaccino terapeutico al mondo per bambini infetti da HIV. (fonte farmacista33)

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