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Posts Tagged ‘età pediatrica’

Scottature da sole in età pediatrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Maggio 2019

“L’esposizione prolungata al sole e le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano notevolmente il rischio di sviluppare un tumore della pelle in età adulta”. Così la Professoressa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia e Presidente WAidid, in occasione di un workshop organizzato a Perugia in vista della stagione estiva.Mare, montagna, campagna o città: qualunque sia la meta delle prossime vacanze, è di fondamentale importanza proteggere dal sole la pelle dei nostri piccoli. In estate, infatti, con le alte temperature e a qualsiasi latitudine, il pericolo scottature è sempre dietro l’angolo. Per questo è necessario adottare alcune preziose precauzioni così da godere dei benefici del sole senza causare danni alla pelle del proprio bambino.
Ad abbassare il rischio scottature è, in primo luogo, l’utilizzo di un prodotto solare con un fattore di protezione molto alto (minimo 50). Questo va applicato con abbondanza almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole. Non solo creme solari. Nei primi giorni di vacanza, infatti, la pelle è ancora molto chiara e non è ancora pronta a difendersi quindi è utile far indossare ai bambini indumenti in fibre naturali come il cotone. Un cappellino con visiera, inoltre, eviterà possibili insolazioni, mentre occhiali da sole con un buon filtro solare (marchio CE) proteggerà la retina da eventuali problemi.
Particolare attenzione va prestata ai bambini con pelle molto chiara o chiara, capelli biondi o rossi. In questi soggetti, infatti, la pelle risulta estremamente sensibile. L’esposizione è in genere sconsigliata e, nel caso in cui non fosse possibile evitarla, dovrebbe essere molto breve e limitata alle prime e ultime ore del giorno. L’applicazione di creme protettive in caso di permanenza all’aperto per più di 20 minuti è raccomandata.
La scottatura è un’infiammazione della cute causata da una esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti.
· Può essere di lieve entità se si manifesta con arrossamento della cute e, talvolta, prurito
· È moderata se all’arrossamento si assoceranno dolore e gonfiore, oltre ad alcune vesciche contenenti un liquido chiaro
· La scottatura più grave si presenta con chiazze dalla colorazione nerastra e mancanza di sensibilità della zona interessata. Questo livello di ustione spesso si manifesta con ulteriori sintomi come febbre, nausea e vomito.
Cosa fare in caso di scottatura?Il primo passo è quello di rivolgersi al pediatra.
È importante trattare la zona ustionata con le mani ben pulite, quindi è opportuno lavarle sempre prima di approcciare l’ustione.Un rimedio efficace è rappresentato dagli impacchi di acqua fredda che, applicati sulla zona interessata, riducono la temperatura e alleviano il dolore. È importante effettuare l’impacco con estrema delicatezza: le vesciche sono fragili ed è preferibile che non si rompano, evitando così il rischio di contrarre infezioni.Se la cute ustionata presenta bolle e queste si aprono senza toccarle, il pediatra valuterà se applicare una crema antibiotica e coprire la zona con delle garze sterili.Quanto all’alimentazione, è opportuno reintegrare i liquidi e i sali minerali persi attraverso il sudore così da evitare il rischio di disidratazione. Via libera, quindi, a frutta e verdura di stagione e molta acqua naturale.

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L’ictus cerebrale è un problema emergente anche in età pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

ictus-cerebralePer i giovani sotto i 15 anni l’incidenza annua è fino a 13 casi su 100.000 bambini ed è paragonabile a quella dei tumori cerebrali infantili. Non si tratta quindi di una patologia che colpisce solo gli anziani: basti pensare che nel giovane adulto (intendendo per persone sotto i 45 anni), l’incidenza è di 10 su 100.000 abitanti. Adulti e bambini possono mostrare gli stessi sintomi (debolezza, difficoltà motoria laterale, cecità, mal di testa, difficoltà ad articolare parole) ma, mentre nell’adulto questi sintomi sono abbastanza individuabili, in un bambino, e ancora di più in un neonato, questi segnali sono spesso più sfumati o aspecifici e quindi più difficili da cogliere. Per quanto riguarda il recupero, dipende ovviamente sia dalla gravità dell’attacco sia dalla tempestività dell’intervento: una percentuale di bambini supera la crisi senza problemi, ma la maggior parte accusa danni neurologici che possono portare all’emiparesi, una diminuzione della motilità volontaria di una parte del corpo, un ritardo cognitivo, deficit visivi, epilessia.Nel bambino e nel giovane adulto è stato riscontrato un ampio spettro di fattori di rischio. In particolare, studi recenti hanno messo in evidenza come alcuni disordini genetici ad ereditarietà mendeliana svolgano un ruolo molto importante. Si tratta di malattie monogeniche, dovute cioè alla mutazione di un singolo gene, che hanno una bassa prevalenza ma un alto rischio di ictus nei portatori della mutazione. E’ quindi di estrema importanza la diagnosi precoce perché può fornire un beneficio concreto per le persone affette. Sono due le strategie da adottare quindi:
– Consulenza genetica: la persona affetta da una malattia ereditaria e i suoi familiari vengono informati sulle conseguenze della patologia, dei modi con cui può essere diagnosticata e curata, del rischio legato alla sua comparsa e della probabilità di trasmetterla
– Follow Up mirato attraverso Misure Terapeutiche Specifiche, quando disponibili, e Misure di Gestione necessarie per prevenire o identificare precocemente altri eventuali danni specifici.
Sulla base di queste considerazioni, l’Unità Operativa Complessa di Genetica Medica dell’Istituto Gaslini di Genova ha elaborato “GENIUS – GENetic Innovation to Understand Stroke”, un progetto di diagnosi genetica attraverso un approccio di sequenziamento massivo e in parallelo di oltre 40 geni responsabili di ictus pediatrico e giovanile, sia nella forma ischemica che in quella emorragica.
Ad oggi e a differenza di quanto accade in altri Paesi, non esiste un centro di riferimento italiano per i pazienti pediatrici affetti da ictus. Per migliorare la qualità della vita di tutte le persone, dai più anziani ai bambini, A.L.I.Ce. Italia Onlus, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, guarda al futuro e sostiene con fermezza questo innovativo progetto di ricerca e prevenzione.
A.L.I.Ce. Italia Onlus è una Federazione di associazioni regionali di volontariato sparse su tutto il territorio nazionale, oltre 70 tra sedi e sezioni, le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attività, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi a livello nazionale.

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Farmaci in età pediatrica, maggior consumo tra zero e due anni. I dati del Rapporto Osmed

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

farmaciIn età pediatrica, la fascia d’età compresa tra zero e due anni è quella in cui si registra il consumo maggiore di farmaci: 82,2 dosi giornaliere ogni mille bambini. È uno dei dati forniti dal recente rapporto OsMed dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), da cui emergono consumi progressivamente più bassi negli adolescenti tra 14 e 17 anni (75,8 dosi giornaliere ogni mille abitanti), nei bambini fra tre e cinque anni (71,1), nei preadolescenti dagli 11 ai 13 (60,9) e nei bambini che frequentano la scuola primaria 6-10 anni (54,2). «È un dato atteso e rientra nella fisiologia degli eventi – commenta il presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Giovanni Corsello – perché è l’età in cui il bambino comincia la socializzazione, spesso con l’iscrizione al nido, e aumenta il contatto con agenti virali o batterici che possono provocare infezioni, quindi in qualche modo il consumo dei farmaci è anche legato alla necessità di ridurre la temperatura corporea, di lenire un po’ il fastidio e il dolore e trattare le infezioni».A conferma dell’analisi del presidente Sip, i farmaci più utilizzati secondo il rapporto Osmed sono quelli per l’apparato respiratorio (35,6%) e gastrointestinale (25,5%). Secondo Corsello non si segnalano dunque particolari abusi tranne quello, peraltro grave e diffuso anche nella popolazione non pediatrica, di prescrizione inappropriata di antibiotici per infezioni che non sono batteriche ma virali, il che come è noto va a aggravare il fenomeno della antibioticoresistenza. Il pediatra porta inoltre l’attenzione sull’importanza di evitare l’autoprescrizione, particolarmente pericolosa per bambini molto piccoli: «l’uso dei farmaci deve essere sempre governato dal pediatra e frutto di un’interazione del pediatra con la famiglia, in modo da evitare inappropriatezze e anche effetti collaterali. C’è il rischio oltretutto che si usino per i bambini farmaci destinati agli adulti che si trovano nei cassetti di casa, evento che può causare un maggior numero di effetti avversi perché il bambino ha peculiarità fisiologiche che spesso non ci consentono di utilizzare farmaci per adulti semplicemente riducendone le dosi». (Melazzini: evoluzione spesa in linea con cambiamenti della medicina, fonte doctor33)

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Salute: I postbiotici per la nutrizione in età pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2016

LatteIl latte fermentato con Lactobacillus Paracasei CBA L74 si è dimostrato in grado di stimolare il sistema immunitario e ridurre di oltre il 60% il numero medio di infezioni a livello respiratorio e gastrointestinale, in un’ampia popolazione di bambini fra i 12 e i 48 mesi d’età. Questo il principale risultato di un iter di ricerca interamente made in Italy che ha visto coinvolti il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Unità Operativa di Neonatologia e TIN Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, la Clinica Pediatrica e Neonatologica dell’Università degli Studi di Palermo, il Dipartimento Sperimentale di Oncologia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Se ne è parlato oggi nel corso di una conferenza stampa presso il Senato della Repubblica a Roma.
“La nostra sfida è stata quella di sfruttare in chiave moderna il tradizionale processo fermentativo, normalmente utilizzato per la produzione di tanti altri alimenti di uso comune, ad esempio lo yogurt”, ha illustrato il professor Roberto Berni Canani, del Dipartimento di scienze Mediche Traslazionali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha coordinato lo studio clinico sull’innovativo ingrediente. “Abbiamo fermentato il latte vaccino con il probiotico di origine umana L. Paracasei CBA L74, che ha rilasciato sostanze benefiche, dette ‘postbiotici’, analizzandone poi gli effetti in un campione di circa 400 bambini italiani che frequentavano l’asilo. Questi bambini, per la generale immaturità del loro sistema immunitario, sono vulnerabili al rischio di contrarre infezioni a carico delle vie respiratorie e del tratto gastrointestinale. Rispetto al gruppo placebo, con il nuovo ingrediente si è registrata una diminuzione del 64% del numero medio di infezioni per bambino. Questi benefici sono ricon­ducibili all’azione che il latte fermentato con L. paracasei CBA L74 ha sull’immunità innata e acquisita. Abbiamo, inoltre, osservato una riduzione dell’uso di farmaci, come antibiotici, antipiretici e steroidi sino al 60%, e del numero di visite mediche, assenze da scuola e giorni di lavoro persi per i genitori”. Indicazioni importanti in tal senso erano già state ottenute nell’ambito di studi preclinici sulle matrici fermentate. “Le matrici fermentate si ottengono a seguito del processo di fermentazione svolto da batteri benefici per il nostro organismo, i probiotici”, ha spiegato la professoressa Maria Rescigno dell’Università degli Studi di Milano, Direttore dell’Unità di Immunologia delle Cellule Dendritiche presso l’Istituto Europeo di Oncologia. “Quando un alimento viene fermentato da un batterio genera metaboliti chiamati ‘postbiotici’. Attraverso studi in vitro[2] abbiamo riscontrato che i postbiotici de­rivati dalla fermentazione del latte con L. paracasei CBA L74 sono in grado di svolgere un’attività antiinfiammatoria, regolando la produzione di due citochine chiave per il sistema immunitario. Le matrici fermentate, inoltre, si sono dimostrate efficaci nel modificare le nostre mucose proteggendole dagli agenti infettivi. Queste caratteristiche, tra l’altro, vengono trasferite dalla mamma al figlio, ragion per cui possiamo concludere che dovremo anche cominciare ad alimentare meglio le nostre gestanti”.
“I risultati ottenuti dai recenti studi sulle matrici fermentate sono una novità davvero emozionante per chi si occupa di salute infantile”, ha commentato il professor Fabio Mosca, Direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia e TIN della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano. “I postbiotici ottenuti dal processo di fermentazione con L. paracasei CBA L74 rappresentano una grande innovazione perché hanno dimostrato non solo di poter modulare la flora intestinale ma anche le difese immunitarie del bambino, con una riduzione dell’incidenza di infezioni respiratorie e a carico dell’apparato gastrointestinale. Attualmente stiamo conducendo un ulteriore studio per analizzare gli effetti delle matrici fermentate anche nel neonato. L’obiettivo è osservare, fin dai primi giorni di vita, come queste sostanze possano cambiare la modulazione del sistema immunitario, sia nei bambini che nascono da parto spontaneo, sia in quelli nati con taglio cesareo; due popolazioni che, considerando il pattern della flora intestinale, si differenziano molto”.
Il percorso di ricerca che ha portato allo sviluppo della matrice di latte fermentato con L. Paracasei CBA L74 ha visto la partecipazione del mondo ospedaliero, di quello accademico e anche il fondamentale coinvolgimento dei pediatri. “Oggi la nutrizione è una frontiera imprescindibile per la pediatria e per la neonatologia”, ha dichiarato il professor Giovanni Corsello, Presidente della Società Italiana di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica e Neonatologia dell’Università degli Studi di Palermo. “Sulla qualità dell’alimentazione dei bambini si gioca il futuro della loro salute. È quindi cruciale valorizzare quanto più possibile la ricerca scientifica in ambito nutrizionale. Uno degli ambiti di studio più interessanti riguarda il microbioma, quella popolazione di batteri che ricopre le nostre mucose, in particolare quelle intestinali, e che incide non solo sull’assorbimento dei nutrienti ma anche sul funzionamento del sistema immunitario. E la strategia di ricerca più efficace è sicuramente quella che passa attraverso collaborazioni multidisciplinari. A questo proposito, gli studi sulle matrici fermentate, che si sono dimostrate capaci di influenzare la risposta del sistema immunitario migliorando le difese del bambino, rappresentano un esempio virtuoso. Occorre proseguire su questa strada, con ulteriori studi e approfondimenti, perché, così come per la medicina, anche per la nutrizione è necessario un approccio che sia sempre più a misura di bambino”.

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Dermatite atopica in età pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2011

Pediatria

Image by Ministério da Saúde via Flickr

La dermatite atopica è sicuramente una delle patologie dermatologiche di più frequente riscontro nell’età pediatrica. L’età media di comparsa dei sintomi si aggira intorno all’ottavo mese ma in più di un terzo dei casi la malattia insorge in maniera caratteristica già dal 3°-4° mese di vita. Già nei piccoli da 0 a 2 anni le lesioni cutanee hanno un aspetto eczematoso, di colore rosso vivo, spesso edematose, talvolta essudative e si localizzano sulle superfici convesse di viso (fronte, guance, mento) e corpo (soprattutto superfici estensorie degli arti).“Bisogna promuovere l’educazione terapeutica come strumento imprescindibile nella gestione clinica della dermatite atopica, confrontandosi su strumenti teorico-pratici per favorire l’utilizzo di un giusto management, consolidando la rete territorio/ospedale, razionalizzando l’utilizzo delle risorse del nastro Sistema Sanitario Nazionale. È indispensabile che ci sia collaborazione continua tra il pediatra e la famiglia: è fondamentale infatti che il pediatra responsabilizzi la famiglia su una patologia come la dermatite atopica spiegandone l’importanza, per migliorare la qualità della vita del paziente affetto, con la massima apertura e attenzione, data dalle evidenze scientifiche e dalle nuove proposte terapeutiche, come le nuove nanotecnologie. Intendiamo a questo proposito nel prossimo Congresso Nazionale di Genova riservare e dedicare una giornata aperta al pubblico per dare formazione alle famiglie”. Ha dichiarato Giuseppe Mele, Presidente Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

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Impianto cuore artificiale pazienti in età pediatrica

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

«Come primo cittadino di Roma sento il dovere di esprimere il mio più vivo apprezzamento e la mia riconoscenza nei confronti dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” per l’eccezionale intervento d’impianto di un cuore artificiale in un ragazzo di 15 anni. Roma é da oggi la prima città al mondo dove si è sperimentata con successo questa innovativa tecnica, che dona speranza a tanti bambini che sono in attesa di un intervento simile. Il “Bambino Gesù” è una perla della nostra città che da oggi la rende ancora di più Roma capitale della solidarietà.».  Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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