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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘età’

Promuoviamo la salute nell’età che avanza

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

In Europa, nel 2016, la popolazione di età pari o superiore a 65 anni ammontava al 19,2%, con un aumento del 2,4% rispetto ai 10 anni precedenti. In Italia nel 2017 era di circa 13,5 milioni, pari al 22,3% della popolazione e dovrebbero arrivare a costituire il 33% nei prossimi 25 anni, secondo le proiezioni ISTAT.“Quando si pensa agli over 65enni, si tende a credere che abbiano esaurito il loro ciclo di vita “attiva” e che rappresentino solo un costo per la società”, esordisce Roberto Messina, Presidente di Cuore Italia e Senior Italia. “Nulla di più falso: gli anziani sono una risorsa per il nostro Paese e i dati lo dimostrano. Il 33,1% dei nonni si occupa quotidianamente dei nipoti e il 47,6% lo fa una o più volte alla settimana; per non parlare dell’apporto economico: il 44,8% impiega l’eccedenza mensile di denaro per aiutare figli e familiari e sono 4,5 milioni gli over 65enni che svolgono attività di volontariato e supportano economicamente associazioni di vario titolo. Questi sono solo alcuni dei dati di quella che viene chiamata la “Silver Economy” e che vale ben 3.000 miliardi di euro a livello europeo”. “In Europa la spesa sanitaria pubblica nel 2013 corrispondeva al 6,9% del PIL ed è destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Per questo motivo è importante”, prosegue Roberto Messina, “promuovere la salute nell’età che avanza sostenendo soprattutto attività di prevenzione e di conoscenza sulle malattie, come quelle alle valvole cardiache, che hanno una forte incidenza sulla popolazione anziana, ma di cui non vi è una reale consapevolezza.” In Europa, infatti, una persona su otto di età superiore ai 75 anni soffre di malattie delle valvole cardiache e questo dato è destinato a crescere. Nonostante la loro incidenza, solo il 2,10% degli europei con più di 60 anni ne è preoccupato, percentuale che sale al 3,30% per gli italiani. Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca realizzata da Opinion Matters, Istituto di Ricerca Britannico, su 12.820 europei, rappresentativi della popolazione degli over 60enni, di cui 1.301 italiani, presentati oggi a Palazzo Pirelli di Milano, in occasione dell’edizione italiana della Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache. “Informazione, prevenzione, prossimità, anche in un’ottica di un’ottimale gestione della cronicità, sono alcuni dei punti su cui Regione Lombardia sta focalizzando la sua attenzione per la salute dei cittadini, soprattutto anziani”, afferma Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio di Regione Lombardia. “Per questo motivo abbiamo deciso di ospitare presso la nostra sede questo evento che vuole migliorare la consapevolezza nei confronti di patologie così rilevanti ma con così scarsa consapevolezza”. “Le malattie alle valvole cardiache colpiscono 1 milione di italiani e si ritiene che siano sottostimate e sottovalutate, nonostante abbiano un’elevata mortalità, se non curate. Solo il 9,5% degli italiani è consapevole di cosa sia una stenosi aortica, una delle malattie più frequenti alle valvole cardiache”, commenta Sergio Berti, Presidente di Fondazione Gise, Società Italiana di Cardiologia Interventistica. “Le malattie delle valvole del cuore possono essere diagnosticate facilmente: basta una attenta valutazione dei sintomi riferiti dal paziente ed una semplice auscultazione con lo stetoscopio da parte del Medico di Medicina Generale. Qualora il clinico si accorga di un “soffio” potrà indirizzare il paziente ad ulteriori accertamenti cardiologici con esami non invasivi come l’elettrocardiogramma e l’ecocardiogramma”, aggiunge Battistina Castiglioni, Consigliere GISE, Società Italiana di Cardiologia Interventistica. In Europa i medici di famiglia che auscultano il cuore ai loro pazienti anziani ad ogni visita sono il 27,7%, quelli che lo fanno raramente il 37,20% e quelli che non lo fanno mai il 13,40%; in Italia i dati, rispettivamente, sono del 17%, del 43,9% e del 15,80%. Abbiamo bisogno di invertire queste abitudini: è importante che le persone anziane, soprattutto nel caso in cui accusino sintomi quali affaticamento, fiato corto, senso di vertigine o dolore al petto, chiedano al loro medico “ASCOLTA IL MIO CUORE”, proprio come si chiama la campagna 2018, per scongiurare una malattia alle valvole cardiache.

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Pensioni: Subito Quota 100 e a seguire 41 anni di contributi indipendentemente dall’età

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

Solo nella scuola, ad usufruire subito di Quota 100 sarebbero circa 150 mila insegnanti. A patto, però, che non si inserisca il “paletto” dei 64 anni di età anagrafica che vanificherebbe lo spirito della riforma pensionistica, per una volta a vantaggio dei pensionandi e dei loro diritti. Più complicato, invece, appare il destino di Quota 41, ovvero la somma di tutti i contributi che ogni lavoratore si può far valere nel corso della sua carriera. Inoltre, si applicherebbero delle penalizzazioni, in quanto la norma modificherebbe solo la valorizzazione dei versamenti effettuati dopo il 1996 e fino al 2012 per chi ha più di 18 anni di contratto prima della riforma Dini: le penalizzazioni potrebbero arrivare anche al 9-10% dell’assegno pensionistico del lavoratore di 64 anni e 20 di contributi. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questo modo, se la norma fosse approvata fin dai prossimi giorni, raddoppierebbero almeno i posti previsti per il cambio del turn-over. Il nostro giovane sindacato, divenuto da poco rappresentativo, è dal giorno dell’approvazione della riforma Fornero che ha auspicato una soluzione di questo genere, contestandola nelle aule delle Corti dei Conti di tutta Italia. Ultimamente, abbiamo presentato uno studio dove in Europa l’età media dei pensionamenti dei docenti risulta a tutt’oggi attorno ai 63 anni di età anagrafica; mentre in Italia si è già approvata quota 67, sancita dalla Circolare Inps n. 62 del 4 aprile, e il lavoro di chi opera a scuola, in particolare tra gli insegnanti, continua a non essere associato allo stress correlato al burnout. Senza dimenticare che stiamo già parlando della classe docente più vecchia al mondo, visto che oltre il 60% dei docenti italiani è over 50 e l’età media di immissione in ruolo è sopra i 40 anni.

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Pensioni e scuola: Quota 100, spunta la clausola dei 64 anni di età

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

La fatidica soglia, frutto della somma degli anni anagrafici e di quelli contributivi, per mesi indicata dal M5S come imprescindibile per superare l’assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, potrebbe valere solo a partire da una soglia minima. Questa, perlomeno, è la richiesta formulata in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato. A questo punto, è chiaro che se il neonato governo vorrà tenere fede a quanto detto nel corso della campagna elettorale sarà obbligato a reperire i finanziamenti utili. Altrimenti, ci troveremo davanti all’ennesima promessa incompiuta. I lavoratori non accetterebbero un passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il novello assetto parlamentare e governativo. Anzi, per i lavoratori della scuola serve sempre l’inclusione tra le categorie che svolgono una professione usurante. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Introdurre la clausola dei 64 anni d’età andrebbe a costituire un grave cambiamento del programma di governo: nessuno ha obbligato i partiti a promettere la nuova soglia. Visto che si sono presi l’impegno, evidentemente gradito dalla maggior parte degli italiani, ora è bene portarlo avanti. Costi quel che costi. Come si sono trovati i soldi per sanare altre emergenze nazionali, ora si trovino quelli utili per mandare in pensione chi ha lavorato una vita e ora vuole passare la mano.

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Premio “Contro il Terrorismo”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

Portrait of Antonio TajaniIl Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, riceverà lunedì a Siviglia il premio “Contro il Terrorismo” alla memoria di Alberto Jiménez-Becerril, consigliere comunale della capitale andalusa, assassinato brutalmente 20 anni fa dal gruppo dei separatisti baschi dell’ETA. La Fondazione contro il Terrorismo “Alberto Jiménez-Becerril” ha votato all’unanimità Antonio Tajani, su proposta della sua Presidente, l’eurodeputata spagnola Teresa Jiménez-Becerril (PPE), sorella della vittima. Come si legge nella nota diffusa, la scelta è avvenuta “in considerazione della sensibilità e impegno dimostrati per la difesa del diritto dei nostri cittadini a vivere in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, per la condanna di tutti gli atti terroristici e per la solidarietà mostrata alle vittime e a tutti coloro che subiscono violazioni dei diritti umani”.
La cerimonia di premiazione – giunta alla sua quarta edizione – si terrà lunedì, alle ore 13.00, nella Sala “Colombo” del Comune di Siviglia. Sarà preceduta da una serie di iniziative che marcheranno il 20esimo anniversario del duplice assassinio dell’esponente del Partito Popolare, Alberto Jimenez -Becerril, e sua moglie Ascensión García Ortiz, avvenuto il 30 gennaio 1998. Un fatto di cronaca che sconvolse, non solo la città di Siviglia, ma la Spagna intera.“Sono onorato dalla decisione della Fondazione contro il Terrorismo di Siviglia”, ha commentato Tajani. “I nostri cittadini ci chiedono, prima di tutto, di garantire la loro sicurezza. Il Parlamento europeo è in prima linea nella lotta al terrorismo” – ha aggiunto Tajani – “Dallo scorso settembre, abbiamo creato una commissione speciale, incaricata di identificare le misure necessarie per rendere più efficacie la cooperazione tra forze di polizia, magistratura e autorità anti-terrorismo. Inoltre, nell’ottobre scorso, abbiamo approvato la creazione di una Procura europea anti-frode che, mi auguro, possa in futuro, estendere i propri compiti e poteri anche nelle attività anti-terrorismo”.
Il Premio contro il Terrorismo “Alberto Jiménez-Becerril” viene conferito dall’omonima Fondazione alle persone o istituzioni che si sono distinte per il loro impegno nella lotta al terrorismo e nella difesa delle vittime, cosi come nella tutela dei valori di libertà, giustizia, dignità e convivenza pacifica.

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In età evolutiva le diagnosi approfondite si ottengono spesso attraverso la terapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2016

“In età evolutiva non è corretto fare una diagnosi che sia solo la ricerca di un disturbo, quindi di un’etichetta. La diagnosi comporta un costante processo, possiamo dire che le diagnosi approfondite si ottengono spesso attraverso la terapia ”. Lo afferma Magda Di Renzo, responsabile del Servizio Terapie dell’Istituto di ortofonologia, che dal 21 al 23 ottobre promuove il XVII convegno nazionale sul tema ‘DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO. Per un approccio mirato al singolo bambino’. I lavori saranno trasmessi gratuitamente in diretta streaming sul sito http://www.ortofonologia.it. “La diagnosi- conclude- deve quindi essere un processo che può essere confermato dall’iter terapeutico, perché terapia e diagnosi fanno parte di un continuum. È un’operazione in fieri, proprio perché le componenti dello sviluppo sono moltissime ed è molto complicato tenerle in considerazione in contemporanea”. Migliaia di persone si sono già iscritte al convegno, che mira a rispondere alla necessità di costruire un programma individuale per ogni bambino, che tenga conto non solo dell’etichetta diagnostica ma della tappa di sviluppo raggiunto, dei suoi bisogni e delle sue carenze. Il 21 ottobre si inizia con una tavola rotonda tra esperti italiani sulla diagnosi, per far conoscere nuovi e vecchi sviluppi in ambito diagnostico. Seguiranno i seminari mirati alle proposte terapeutiche (video), relative alle varie aree di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento). Tutte le informazioni sul programma e le modalità di iscrizione sul sito http://www.ortofonologia.it.

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Minori: Le funzioni più usate a scuola? Quelle esecutive

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

Pupils in primary school  -ALLIANCE-INFOPHOTO

Pupils in primary school -ALLIANCE-INFOPHOTO

Con l’ingresso a scuola le funzioni più utilizzate per svolgere i compiti in classe sono quelle esecutive. Dal tenere la stessa postura allo stare seduti per ore, dal mantenere un buon livello attentivo all’iniziare a mettere in atto tutti i processi necessari all’apprendimento. “Si pensi che fra i disturbi indagati quali potenziali conseguenze del disturbo del disordine esecutivo ci sono i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), due entità invece molto diverse”. Avverte Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), che al XVI Congresso nazionale dell’IdO, in programma a Roma dal 16 al 18 ottobre, parlerà de ‘L’analisi delle funzioni esecutive in età evolutiva’. “In molti disturbi nosograficamente definiti (disturbo dello spettro autistico, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, Dsa) possiamo ritrovare una disorganizzazione delle funzioni esecutive, ma un disfunzionamento esecutivo come quadro clinico a sé può anche mimare sintomi comportamentali di tipo autistico, Dsa o Adhd. Ciò che differisce il primo dai precedenti- chiosa il medico- è che se viene individuato con appositi test e trattato con training specifici, il bambino nel giro di pochi mesi potrebbe stare meglio e riorganizzare tutte quelle aree che apparentemente erano così disorganizzate”. – Cosa sono le funzioni esecutive? “Sono funzioni cognitive superiori, necessarie per programmare, mettere in atto e portare a termine un comportamento finalizzato a uno scopo. Rimandano sia a processi cognitivi che al concetto di autoregolazione e all’attenzione (selettiva, sostenuta e shifting attentivo). Le funzioni esecutive sono tra loro interconnesse- continua la neuropsichiatra dell’IdO- e difficilmente se ne riesce a isolare una, anche se i loro domini li conosciamo: pianificazione, controllo inibitorio, flessibilità, resistenza alle interferenze, memoria di lavoro e così via”. Per descriverle sono stati formulati diversi modelli teorici e neuropsicologici.
“Chiaramente lo studio di questi diversi modelli teorici può aiutarci a comprendere come si organizzano queste funzioni, ma in età evolutiva ciascun bambino è a sé e il profilo di funzionamento è individuale. Inizialmente sono state descritte come funzioni frontali, e se volessimo dare loro una localizzazione anatomo-funzionale all’interno del sistema nervoso centrale- sottolinea il medico- potremmo dire che sono situate nei lobi frontali e a livello delle regioni prefrontali. Un elemento da sottolineare è che dentro le aree prefrontali ci sono diversi circuiti, e a livello della corteccia prefrontale c’è il circuito orbito-frontale legato agli aspetto emotivi e motivazionale. Ecco perché quando si osserva un bambino che presenta un disturbo comportamentale o un disordine di tipo cognitivo non si può prescindere dall’osservazione e dalla valutazione degli spetti emotivi e motivazionali”. Il network delle funzioni esecutive è “quindi considerato come il controllore del traffico a livello delle connessioni cer ebrali, che ci consente di mettere ordine tra le informazioni in entrata e in uscita. Se questo sistema di controllo funziona bene le informazioni circoleranno in modo fluido e sarà più facile per il bambino attribuire significati a ciò che percepisce dall’ambiente e dagli altri, attivando delle risposte comportamentali, motorie, relazionali e comunicative idonee alle richieste dell’ambiente”. – A che età può essere individuato un disfunzionamento di queste funzioni? “Il livello di funzionamento è completo intorno ai 14 anni, ma già dai 4-5 anni è possibile osservare in un bambino i precursori della memoria di lavoro piuttosto che delle abilità di pianificazione. Oggi sappiamo che i precursori delle funzioni esecutive si sviluppano già nel primo anno di vita. Sono state fatte delle correlazioni tra il tipo di funzione e la fascia di età- aggiunge l’esperta- ci sono alcune che si sviluppano nella prima infanzia e altre nella seconda”. – Quali sono i sintomi? “Una delle caratteristiche principali di questo disordine è il fatto che i bambini non riescono a pianificare il loro piano di azione in modo coerente rispetto agli obiettivi prefissati. Esiste un test di pianificazione quotidiana applicato a minori di 8 anni che ci permette di verificare se abbiano già una buona capacità di pianificazione”. Un’altra area da attenzionare è la memoria di lavoro: “Se è vero che l’abilità cognitiva si struttura più in la con l’età, nei primi anni di vita si può osservare quanto un minore riesca a trattenere le informazioni acquisite per poi manipolarle e riadattarle nei contesti”. Un ulteriore dominio è il controllo inibitorio: “Se il piccolo non lo ha, metterà in atto le perseverazioni per difficoltà sia di inibizione che di flessibilità – chiarisce la neuropsichiatra- ovvero ripeterà, anche laddove sia scorretto e non necessario, una sequenza verbale, di pensiero o di azione”. – Si guarisce da un disturbo delle funzioni esecutive? “In un’alta percentuale dei casi c’è un buon recupero se viene individuato prima che si strutturino i comportamenti psicopatologici e se trattato con tecniche giuste. Il minore potrà residuare un profilo di funzionamento lievemente atipico, che però non influenzerà in modo drammatico il funzionamento adattivo. Anche il Dsm 5, il manuale diagnostico, tiene conto del funzionamento adattivo e non solo dei punteggi ottenuti ai test”. – Cosa può fare la scuola? “Parliamo di bambini che posti di fronte a un compito da organizzare non ce la fanno e avranno un risultato estremamente scadente, perché si arrendono o preferiscono evitare piuttosto che iniziare e provare. In questo contesto i docenti possono essere d’aiuto nel riconoscere i campanelli d’allarme. Quando la maestra dice, ad esempio, ‘prendiamo i quaderni e scriviamo’- precisa Vanadia- è probabile che il bambino con disordine delle funzioni esecutive tirerà fuori dallo zaino contemporaneamente tutto quello che ha dentro senza riuscire ad organizzare una sequenza economica e funzionale. Prenderà il diario, l’acqua, la merenda, i colori e si troverà di fronte a un caos all’interno del quale dover selezionare ciò che gli serve. Questo ci fa capire come nel loro cervello ci sia una gran confusione- conclude il medico- senza volerlo, tutti i loro progetti diventano più complicati perché non riescono a filtrare le interferenze e le informazioni necessarie”.

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Open day sull’età evolutiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 settembre 2014

Magda Di RenzoRoma sabato 4 ottobre si apre al pubblico in un Open-day a Roma su ‘Le problematiche dell’età evolutiva e la formazione psicodinamica dello psicoterapeuta’, dalle ore 9.30 in via Alessandria 128/b.Nel corso della mattinata verranno affrontate tutte le tematiche inerenti l’età evolutiva, all’interno di un confronto e dibattito aperto con Magda Di Renzo, direttrice della Scuola dell’IdO; Federico Bianchi di Castelbianco; Bruno Tagliacozzi, coordinatore della Scuola e due docenti, Anna di Quirico e Paola Vichi. La partecipazione è gratuita ma, in considerazione del numero limitato di posti, è necessaria l’iscrizione, chiamando al numero telefonico 06/44.29.10.49 o al fax 06/44.29.04.10
L’evento si propone come momento di riflessione e presentazione del modello teorico-clinico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’IdO, riconosciuta con decreto Miur del 23 luglio 2001. “È necessario basare la comprensione del bambino su conoscenze il più ampie possibili e non su sterili inquadramenti che lo costringono a rispondere alle aspettative degli adulti- spiega Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva, direttrice della scuola e responsabile del servizio Terapie dell’IdO- è fondamentale una conoscenza dei quadri diagnostici, per poterli mettere in discussione e restituire al bambino e alla sua famiglia la complessità di cui ogni individuo è portatore”.
Il modello psicodinamico teorico-clinico dell’IdO rappresenta una risposta concreta all’eccesso di medicalizzazione connesso alle diagnosi di tipo descrittivo, che enfatizzano un approccio meramente tecnico alla patologia e puntano principalmente all’eliminazione del sintomo ma non della causa. Contro questa impostazione, la scuola propone infatti una formazione psicodinamica che pone al centro dell’attenzione il bambino come individuo, per comprenderne i suoi bisogni e ricercare le condizioni che hanno determinato il disagio da affrontare nella sua complessità.
Lo psicoterapeuta dell’età evolutiva è un esperto delle dinamiche dello sviluppo cognitivo e affettivo-motivazionale (con una visione ad ampio raggio dei diversi fattori che lo determinano), degli stili comunicativi caratteristici dei diversi momenti evolutivi e delle dinamiche familiari. Prerogativa indispensabile in questo settore è una capacità di ascolto multilivello (per cogliere tutti gli aspetti della comunicazione pre-verbale, verbale e non verbale) e multisistemico (orientato a genitori, bambini, adolescenti, docenti, dirigenti scolastici, ecc…). “Una mediazione continua tra esigenze diverse- conclude Di Renzo- che non deve tradursi mai in interpretazioni univoche delle differenti riflessioni raccolte”.

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Direzione farmacia: fino a 65 anni per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Non si scappa, il titolare che ha superato i 65 anni non può più dirigere la farmacia e deve passare la mano. E se non lo fa, prima scatta la diffida dell’Asl e quindi il provvedimento disciplinare dell’Ordine, più l’eventuale chiusura da parte delle autorità locali. Va giù duro anche sul comma 17 il parere con cui ieri il ministero della Salute ha indicato la lettura da dare ai paragrafi più ostici del decreto liberalizzazioni. Come si ricorderà, a interrogare il dicastero erano state le Regioni, che la settimana scorsa avevano chiesto chiarimenti su pianta organica, farmacie soprannumerarie, prelazione e direzione della farmacia. E proprio su quest’ultimo punto, la replica dell’ufficio legale del Ministero non poteva essere più “raggelante”. Per i titolari, ovviamente.
Innanzitutto il limite d’età: le Regioni chiedevano di sapere quale fosse, dalla Salute si fa sapere che ai sensi del regolamento Enpaf l’età pensionabile corrisponde ai 65 anni. Il titolare che li ha compiuti, quindi, mantiene la proprietà ma deve cedere la direzione. Non sono previste eccezioni, per la farmacia con monotitolarità così come per le rurali sussidiate, e l’obbligo riguarda tutti i presidi: quelli che nasceranno dal nuovo quorum e quelli già autorizzati. Più complessa invece la risposta al quesito posto dalle Regioni sui tempi di applicazione della norma e sulle eventuali ritorsioni a carico di chi si sottrae: il comma non fissa termini per l’ottemperanza né sanzioni, quindi «l’autorità sanitaria competente, tenuto conto del prevalente interesse pubblico a non interrompere il servizio farmaceutico, dovrà diffidare i titolari ad adempiere all’obbligo di legge entro un breve termine». Nel caso il farmacista non rispondesse all’intimazione, continua il Ministero «potrà darsi immediato avvio al procedimento disciplinare da parte dell’ordine professionale, ferma restando la possibilità dell’autorità locale competente di disporre, vigente ai sensi della normativa, provvedimenti che incidono sull’apertura della farmacia, in quanto non più rispondente ai requisiti di legge».(fonte farmacista33)

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Liberalizzazioni: quorum verso 3.300 e torna il limite d’età per i titolari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Il titolare che ha raggiunto l’età pensionabile dovrà farsi da parte e nominare un direttore di farmacia. È la novità che rimbalza dalla commissione Industria del Senato (nella foto Palazzo Madama), da ieri pomeriggio in seduta-fiume per chiudere definitivamente la partita sull’articolo 11 del decreto liberalizzazioni. Una partita che avrebbe dovuto concludersi ieri e invece rischia di prolungarsi fino a domani se non oltre: sedute di lavoro sono state fissate in via cautelativa fino a giovedì, giorno in cui il testo di conversione dovrebbe già essere in aula.
Se i rinvii si susseguono, il quadro d’insieme comincia comunque a delinearsi pur in un’incertezza di fondo che terminerà soltanto al fischio finale. Sul quorum per esempio, guadagna quotazioni l’ipotesi 3.300 con resti al 50% per la seconda sede (senza più distinzioni tra comuni con meno o più di 9mila abitanti): non sono del tutto escluse convergenze su valori intermedi ma l’obiettivo dei 3.500 abitanti per farmacia diventa con le ore sempre meno realistico. Perde quotazioni anche l’apertura di veterinari e galenici (senza prescrizione) alle parafarmacie, ipotesi bocciata negli ultimi giorni pure dal ministero della Salute. Praticamente cestinata anche la proposta di sedi riservate per titolari di parafarmacia e rurali sussidiati: il concorso, che probabilmente rimarrà per titoli ed esami, avrà forse scadenze più lunghe per venire incontro alle richieste delle Regioni ma si dovrebbe fare come prevedeva il decreto, forse con punteggi più favorevoli per i farmacisti di parafarmacia (collaboratori e titolari equiparati ai pari grado di farmacia). Ritocchi limitati anche per il comma 3, quello sulle aperture in deroga: forse si allungherà qualche distanza (da 200 a 400 o 500 metri per stazioni e aeroporti) ma niente tetti come avrebbero voluto i farmacisti. E infine, come detto, la sorpresa relativa ai titolari in età pensionabile: un emendamento presentato dal relatore del Pd Bubbico e sostenuto dal Governo, li obbligherebbe a lasciare la gestione in mano a un direttore di farmacia. Una norma, a quanto si dice, diretta a realizzare percorsi di carriera per i collaboratori e incrementare le opportunità di lavoro. Due temi che a Monti stanno molto a cuore. (fonte farmacista33)

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Sale l’età delle malattie veneree

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2012

Le malattie a trasmissione sessuale, un tempo appannaggio solo delle fasce più giovani, non solo stanno aumentando ma sembrano estendersi a fasce di età più alte tra i 45 e i 65 anni. Negli ultimi anni, infatti, l’incidenza è salita anche di 10 volte, come nel caso della sifilide. Il dato, però, stavolta è tutto italiano e fa eco a quello diffuso in in Usa dal Cdc, e arriva da di Barbara Suligoi, che dirige il Centro Operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità. Le cause del fenomeno, sostiene Suligoi, sono molte, e comprendono anche l’uso di farmaci per la disfunzione erettile: «In questi ultimi anni sono aumentati i divorzi, i comportamenti sono più liberi anche per l’arrivo di questi farmaci» spiega l’esperta «inoltre è proprio questa fascia di età quella che ha più rapporti con le prostitute, che sono un serbatoio importante per le infezioni di questo tipo». Stupisce, però, come ricorda Suligoi, che questa fascia «teoricamente dovrebbe essere meno esposta perchè più consapevole dei comportamenti a rischio». Ma i dati indicano il contrario: «Nel caso della sifilide» segnala l’esperta «il nostro servizio di sorveglianza ha registrato tra il 2001 e il 2009 un aumento di 10 volte delle infezioni nella fascia di età sopra i 45 anni, che costituisce ormai un quarto dei casi, mentre tra i più giovani è aumentata di due o tre volte al massimo. A essere più colpiti sono gli uomini, soprattutto perché la patologia colpisce molto gli omosessuali, mentre per le altre malattie c’è una certa parità». Ma il fenomeno non si ferma alla sifilide: «Tra il 1990 e il 2010 i nuovi casi di Aids tra gli over 50 è aumentata del 25%» continua Suligoi «mentre nelle altre fasce di età è diminuita della stessa percentuale. Per quanto riguarda gonorrea e conditomi, i dati tra il 2004 e il 2009 parlano di un numero di casi in questa fascia raddoppiato, mentre la clamidia rimane diffusa soprattutto tra i giovanissimi». (fonte farmacista33)

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L’età del papa scomodo

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Cantagalli 2011 256 pagine 16,00 euro. Dal rapimento di padre Giancarlo Bossi nelle Filippine alla questione dei preti pedofili, passando attraverso Bush e Ratzinger, le persecuzioni dei cristiani e i cattolici democratici, le coppie di fatto e i diritti umani, l’emergenza educativa e la pillola RU486, Prodi e la Caritas in veritate, i teodem e i teocon, le contestazioni alla Sapienza e la lista di Giuliano Ferrara, Hamas e Israele, Ratzinger a Ground Zero e al College des Bernardins, la biopolitica e il cardinale Bagnasco, le elezioni politiche e quelle regionali, i massacri dei cristiani e i progetti culturali del cardinale Ruini, le ambiguità dell’Onu sui diritti umani e la strage delle bambine, le false seduzioni dell’ecologismo e il Cortile dei Gentili, il referendum sui minareti e l’ammissibilità del burqa. Tre anni di fatti e commenti raccontati su loccidentale.it e qui raccolti per richiamare alla memoria gli eventi e i dibattiti di questi anni: cosa è successo, cosa è cambiato, su cosa si è discusso e cosa invece è scivolato silenziosamente nell’oblio. Tre anni sono lunghi, scrive Fontana nella sua introduzione, e in mezzo al frastuono del giornalismo sensazionalistico capita facilmente di dimenticare gli argomenti importanti e i temi cruciali intorno a cui la società si è interrogata, e spesso accapigliata, senza trovare un punto di incontro. Protagonista indiscusso, sempre al centro del mirino dei media è Benedetto XVI, il “papa scomodo”, il papa del rigore e del ritorno alle origini, che con la sua chiarezza si è procurato molti nemici dentro e fuori la Chiesa. La penna di Fontana registra tutto quello che accade e non si piega davanti a chi si aspetta dai cattolici una tolleranza assoluta in nome dell’amore universale. Il mondo va amato, dice giustamente Fontana ma proprio per questo va anche rimproverato. E questo significa, a volte, ricordare che bisogna “difendere non solo le foche ma anche i bambini appena concepiti”. (papa scomodo)

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Marzia Roversi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 dicembre 2010

Carbonara di Po (MN) dall’8 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011 Villa Bisighini Marzia Roversi Sarà presente l’artista  La mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Carbonara di Po, la Prologo carbonarese e la Galleria Arianna Sartori di Mantova.  “Marzia Roversi è una pittrice quarantenne. Quando dico quarantenne, e ricordo l’età di questa autrice di immagini figurative, la colloco in una nicchia di artisti “ancora giovani”. Fa parte ormai della tradizione della critica d’arte contemporanea, che gli artisti oltre i quaranta anni siano di diversa categoria: di mercato e di livello espositivo. Marzia (un bellissimo nome battagliero), invece, la consideriamo giovane e come tutti i giovani inquieti, da una parte è artista di tradizione, dall’altra tende a non soffermarsi eccessivamente sull’importanza dei contenuti, che per noi critici militanti sono molto importanti. È, più che altro, un’artista che si diverte ad eseguire ciò che più a lei interessa e la colpisce; non dico che ama qualsiasi situazione, ma d’altra parte ogni opera è una situazione a sé stante, l’inizio d’un ciclo che forse a lei non interessa neppure sviluppare. Alla pittrice non interessa avere sempre, costantemente, una sigla riconoscitiva; le interessa, al contrario, soffermarsi su un vaso contenitore di fiori, comporre dei fondi informali e giocare sul bianco luce, lavorare sull’armoniosità delle forme, oppure presentare le Piramidi, con un soldato di nazionalità incerta; è inquietante, comunque, il passo dell’oca. La stessa artista esegue opera su fondo rosso informale, con un interno di, forse, un’osteria deserta, con il bianco come unico elemento luminoso. (lux in fabula)

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Alessandro Commini

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Firenze fino al 25/10/2010 via Sant’Antonino, 11, Galleria SACI Sogni di un giardiniere. Fotografie. L’attrazione per le piante unito al continuo studio lo porta ad utilizzare sempre piu’ spesso il mezzo fotografico per le proprie ricerche. Nel 2007 Alessandro Commini realizza, con il fratello Giorgio, un sito web (http://www.gardennauta.com) aperto agli appassionati che pubblica gratuitamente fotografie di piante e giardini inviate dagli utenti.
Nato a Roma il 9.2.1957, Commini ha vissuto fin dall’età di 10 anni a Firenze, città di origine della famiglia materna.  Ha frequentato l’Istituto Tecnico Agrario e successivamente corsi di specializzazione in agricoltura e giardinaggio.  Dopo alcune esperienze lavorative piu’ strettamente agricole (cooperativa Montagnana, azienda agricola sperimentale dell’Università di Firenze) si appassiona sempre piu’ all’aspetto ornamentale delle piante e si dedica al giardinaggio realizzando numerosi giardini per conto di privati. Cura il restauro del giardino della SACI di cui diventa “Gardener consultant”. (Alessandro commini)

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In calo l’età delle neo-mamme

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

L’età media del concepimento tra le donne che si sottopongono a pma è scesa sotto i 35 anni. «C’è maggiore consapevolezza che il tempo è il primo nemico della fertilità», ricordano gli esperti del centro ProCrea di Lugano Diminuisce l’età delle coppie che diventano neo-genitori grazie alla procreazione medico assistita: solo nel 2010 l’età media delle mamme si è abbassata di un anno rispetto al 2009, scendendo per la prima volta sotto la soglia dei 35 anni. Il dato, in controtendenza rispetto all’aumento dell’età media di chi affronta la prima gravidanza, emerge dalle statistiche del centro svizzero di procreazione medico assistita ProCrea di Lugano, dove oltre l’80% delle coppie arriva dall’Italia.  Secondo i dati Istat 2008, il 5,7% dei nati ha avuto una madre con almeno 40 anni (si è passati dai 12.383 nati nel 1995 ai 32.578 nel 2008). Sempre nel 2008, l’età media della prima gravidanza in Italia si è assestata a 31,1 anni, circa un anno e mezzo in più rispetto al 1995 quando era 29,8.  Ringiovaniscono, invece, le coppie che realizzano il sogno della maternità rivolgendosi alla procreazione medico assistita.
Del resto, «l’età è il principale nemico della fertilità e questi dati lo dimostrano», sottolinea Michele Jemec, medico esperto in medicina della riproduzione di ProCrea. «Una donna viene considerata pienamente fertile fino a circa 30 anni, poi inizia una lenta fase di diminuzione della fertilità, fino ai 35 anni. Dopo i 40 anni, le possibilità di una gravidanza si abbassano notevolmente». E i dati di successo nei trattamenti di procreazione medico assistita lo confermano. Sulle circa 4mila coppie trattate negli ultimi tre anni dallo staff di ProCrea, le tecniche di medicina della riproduzione con cicli a fresco hanno dato esito ad una gravidanza in più del 50% dei casi nelle donne fino ai 30 anni; la percentuale di successo cala al 17% nella fascia di età tra i 40 ed i 42 anni. I passaggi intermedi oscillano dal 44% di successo tra i 31 e i 34 anni, al 39% a 35 e 36 anni fino al 28% dai 37 ai 39 anni. Del tutto simili i dati di successo con transfer di embrioni scongelati. «Sono risultati che si basano sulla diagnosi genetica che viene effettuata all’interno del centro e sulla scelta di percorsi personalizzati per ciascuna coppia», ricorda Jemec. «Risultati che ci hanno portato a festeggiare più di 1.300 bambini nati negli ultimi tre anni».
ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Mostra: L’Età della Conquista

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2010

Roma  prosegue fino al 26 settembre 2010, ai Musei Capitolini l’importante mostra di capolavori d’arte antica provenienti dai maggiori Musei europei. Nella rassegna, primo appuntamento del programma quinquennale I Giorni di Roma, sono esposte opere di un periodo tra i più innovativi ed originali per l’intero sviluppo dell’arte occidentale: quello successivo alle campagne di conquista in Grecia, dalla fine del III secolo alla seconda metà del I a.C, uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale e artistica romana, non solo dell’età repubblicana.  A cura di Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce, con allestimento di Margherita Palli, L’età della conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma è la prima del  progetto di cinque mostre che abbraccia un arco di tempo di trecento anni: dal III al I secolo a.C. Un’iniziativa promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali; dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la collaborazione delle Banche Tesoriere del Comune di Roma e organizzata da Zètema Progetto Cultura e MondoMostre.

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Fecondazione assistita ed età donne

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

Nonostante l’età rappresenti il primo fattore limitante per una gravidanza, è in crescita l’età media delle donne che si rivolgono ai centri di procreazione assistita alla ricerca di un figlio. I numeri registrati da ProCrea, centro svizzero di riferimento a livello internazionale, parlano di un aumento di 12 mesi nei soli ultimo quattro anni. «L’età media delle donne che si rivolgono al nostro centro era di 36,39 nel 2006 ed è stata di 37,31 l’anno scorso», ha ricordato Michael Jemec, medico specialista in medicina della riproduzione e tra i fondatori di ProCrea insieme a Thierry Suter, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del centro in via Maraini a Lugano. «Un dato preoccupante perché è proprio l’età della donna uno dei principali fattori in grado di diminuire le possibilità di gravidanza». Infatti con l’avanzare dell’età cambiano anche le percentuali di successo dei trattamenti di medicina della riproduzione. Guardando ai dati di ProCrea, dal 2007 ad oggi, per quanto riguarda il tasso di gravidanza con cicli freschi, passiamo da una percentuale che supera il 50% nelle donne con meno di 30 anni, al 17% per la fascia tra i 40 ed i 42 anni. I passaggi intermedi oscillano dal 44% di  successo tra i 31 e i 34 anni, al 39% a 35 e 36 anni fino al 28% dai 37 ai 39 anni. Oltre i 43 anni, la media di successo è decisamente bassa: 4%. Nei transfer di embrioni scongelati le percentuali di successo non variano molto: circa il 38% intorno ai 35 anni, per passare al 26% a 40 anni e “cadere” al 7% oltre i 43. Complessivamente ProCrea ha una media di successo che supera il 33%, «risultati che si basano sulla diagnosi genetica che viene effettuata all’interno del centro e sulla scelta di percorsi personalizzati per ciascuna coppia», ha ricordato Jemec.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8.

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L’Età dell’eleganza

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Mag 2010

Como  dal 6 maggio al 27 giugno 2010 inaugurazione 5 maggio 2010 ore 18.30 anteprima stampa 5 maggio 2010 ore 12.00  Villa del Grumello – Via per Cernobbio 11, Il Museo Studio del Tessuto – MuST della Fondazione Antonio Ratti, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Como e nell’ambito del Progetto “Archivi della Moda del ‘900”, inaugurerà il 5 maggio 2010 presso Villa del Grumello la mostra L’età dell’eleganza. Le Filande e Tessiture Costa nella Como degli anni Cinquanta. L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 27 giugno.  Abiti di Dior, Givenchy, Fath, Sully Dumas, Balenciaga e Galitzine, confezionati con i tessuti Costa, saranno in mostra nelle sale di una delle residenze più affascinanti del Lario. Per la prima volta verrà esposto al pubblico anche un abito della Sartoria Tirelli di Roma, ritrovato dalle curatrici durante le loro ricerche. Fa parte della collezione Primavera/Estate 1953 di Hubert de Givenchy di cui si conoscono solo altri due modelli, uno conservato al Costume Institute del Metropolitan Museum di New York e uno al Musée Galliera di Parigi. Il percorso espositivo si svilupperà attraverso i temi delle più importanti ed estrose collezioni create dai Costa nel corso del decennio. Un affascinante viaggio tra pellicce, ortaggi, gioielli, boiseries, trionfi culinari e soggetti floreali – da sempre i più amati – accompagnerà il visitatore nel mondo sfavillante e fantasioso dei disegnatori tessili dell’ Italia della ripresa economica.   Grazie alla ricchezza degli archivi cartacei, custoditi quasi integralmente presso l’Archivio di Stato di Como, e a prestiti nazionali e internazionali di grande prestigio tra cui quelli del Musée Galliera di Parigi e della Fundación Cristóbal Balenciaga di Getaria, è stato possibile ricostruire il percorso storico-creativo di una delle aziende che hanno contribuito alla diffusione dell’eccellenza comasca in Europa. L’esposizione ripercorre l’intero ciclo produttivo: l’idea iniziale, la composizione del disegno, le prove di stampa su carta, per arrivare al tessuto finito. In evidenza ci saranno anche le collaborazioni con Andrée Brossin de Méré (designer di origine svizzera) e Manlio Rho (noto pittore comasco) che consentirono all’azienda di vedere i propri tessuti stampati citati dalle riviste dell’epoca come i più straordinari apparsi sulle passerelle parigine. Insieme alle retrospettive degli anni scorsi su Carla Badiali e Guido Ravasi, questa esposizione è parte della ricerca sulla produzione serica comasca d’eccellenza del Novecento, condotta dal MuST a partire dal 2000. Catalogo edito da NODOlibri con testi di Francina Chiara, Anna Maria Galli, Enrica Morini, Magda Noseda, Lucia Ronchetti e Margherita Rosina.

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Politica e nuove generazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Un ricambio generazionale per uniformare il nostro ordinamento al modello europeo: è questa la ratio della proposta di legge di revisione costituzionale presentata da Guglielmo Vaccaro, deputato del PD e tra i fondatori di TrecentoSessanta. Le modifiche proposte riguardano i limiti di età  dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. Abbassare, rispettivamente a 20 e 30 anni (rispetto ai 25 e 40 attuali), l’età minima per l’elezione a deputato e senatore e porre a 70 anni la soglia massima di accesso alle istituzioni parlamentari. La proposta di legge prevede, inoltre, una riduzione da 25 a 18 anni dell’età minima per l’elettorato attivo al Senato. «La nostra società – spiega Vaccaro – pur godendo di un maggiore benessere, è tra le più vecchie d’Europa e registra una ridotta presenza dei giovani nelle istituzioni e nella politica, tanto che i richiami alla gerontocrazia sono ormai frequentissimi, anche nelle  analisi sul nostro Paese fatte a livello internazionale. Serve una scossa, un’azione, se possibile condivisa da maggioranza e opposizioni, per spalancare le porte della politica ai giovani, immettere un po’ di aria fresca e trovare una sintesi virtuosa tra esperienza e rinnovamento».

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In forma nell’età protagonista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

di Paula St. Louis Oggi si vive molto più a lungo, ma l’età centrale della vita sotto il profilo sociale e produttivo, quella che viene chiamata ‘l’età protagonista’, rimane grosso modo quella di un tempo, e va dai 40 ai 60 anni (e più!, proprio grazie all’allungamento della vita e al miglioramento generale della salute). Il lettore apprenderà da questo libro come monitorare il proprio stato di forma e rallentare l’inevitabile calo fisico dovuto al trascorrere degli anni; come vivere serenamente la menopausa per le donne e la cosiddetta andropausa per gli uomini (fenomeno dai contorni molto più sfumati e incerti di quelli della menopausa, e tuttavia esistente); come creare il proprio benessere psicofisico a tavola e con l’attività fisica. Ampio spazio nel libro è dedicato allo sviluppo personale della sfera emotiva e spirituale. A questo fine si richiamano, accanto a quelle tradizionali, le nuove tecniche psicologiche, quali PNL, coaching, astropsicologia e altre ancora. Collana: Donna Oggi (DON) Codice libro: DON002 Prezzo: €12.00 Pagine:128 edizione Red

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L’età del vetro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Parma 25 settembre, ore 21, presso l’Auditorium Toscanini di Via Cuneo, si terrà uno spettacolo composto da: lettura teatrale dal titolo “L’età del vetro” di Fabrizio Frabetti,  seguita da proiezione di diapositive (realizzate da Marco Fallini): Settembre 2009 – La Bormioli Rocco – L’ultima scena.  Poi l’Associazione Parma – Casa della Scienza  illustrerà la possibile realizzazione di un Museo della Scienza; infine alcune diapositive mostreranno un esempio, già in essere in America, di Museo del Vetro, un sogno che il Gruppo Medaglie d’Oro da anni spera di poter vedere realizzato all’interno dell’area ex Bormioli. Domenica 27 settembre, in via  San Leonardo, nei pressi di Via Genova, Portos e Gruppo Medaglie d’oro saranno presenti con stand in cui si potranno avere informazioni sulla preparazione del vetro, nonché momenti ludici dedicati ai bambini, che potranno colorare magliette che poi porteranno a casa. Inoltre  quattro laboratori sperimentali gestiti da Parma – Casa della Scienza, aiuteranno i piccoli a scoprire i segreti e la magia del vetro.

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