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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘eternità’

Robert Sarah: Per l’eternità. Meditazioni sulla figura del sacerdote

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2022

“Bisogna affrontare la verità: il sacerdozio sembra vacillare. Alcuni preti sembrano marinai la cui nave viene scossa violentemente dall’uragano. Girano e barcollano. Come non meravigliarsi leggendo i resoconti degli abusi sui minori? Come non dubitare? Il sacerdozio con il suo ministero, la sua missione, la sua autorità è stato usato da preti meschini per compiere ogni genere di nefandezza. Il sacerdozio è stato un alibi per nascondere e giustificare la profanazione dell’innocenza dei bambini. L’autorità episcopale è stata talvolta usata per mortificare la generosità di coloro che volevano dedicarsi a Dio. La ricerca della gloria mondana, del potere, degli onori, dei piaceri terreni e del denaro è penetrata nei cuori di sacerdoti, vescovi e cardinali. Come possiamo sopportare tali fatti senza tremare, senza piangere, senza interrogarci? Non possiamo fingere che tutto questo non sia accaduto non rappresenti niente, come se si trattasse di un incidente di percorso. Occorre fare i conti con il male che è stato causato dai ministri di Dio. Perché nella Chiesa c’è tanta corruzione, deviazione e perversione? È legittimo che tutti noi siamo chiamati a rispondere del male che abbiamo causato. È legittimo che il mondo ci accusi di essere dei farisei. Il popolo di Dio guarda con sospetto i suoi sacerdoti. I non credenti li disprezzano e diffidano di loro”. Robert Sarah dal cuore dell’Africa al centro della Cristianità: così potremmo riassumere lo straordinario percorso di vita del cardinale Robert Sarah. Ordinato prete nel 1969; consacrato vescovo nel 1979 – il vescovo più giovane del mondo – chiamato da Giovanni Paolo II nel 2001 a Roma come Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; nominato da Benedetto XVI Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum nel 2010 e infine nel 2014 chiamato da Francesco a presiedere il Dicastero vaticano che si occupa della liturgia. Cantagalli 2022 | pp. 272 | euro 23,00.

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Massimo Camisasca: Accendete l’eternità senza spegnere la vita

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Cantagalli 2021 | pp. 144 | euro 15,00. In un’epoca in cui il prete sembra aver smarrito la sua missione, in cui l’opinione pubblica, spesso, per i recenti fatti cronaca, considera il sacerdote un uomo che “predica bene e razzola male”, Massimo Camisasca, con il suo consueto stile diretto e accessibile a tutti, entra nel cuore del ministero sacerdotale attraverso brevi riflessioni dirette non solo ai preti, ma anche a tutti coloro che desiderano comprendere e approfondire cosa significa amare e quale missione e responsabilità abbia ricevuto quell’uomo che, nella sua solitudine, si dona continuamente a tutti con generosità e vero amore. Un libro semplice, che apre uno squarcio su uno dei misteri più grandi e affascinanti della vita cristiana. Scriveva il santo curato d’Ars: «Il sacerdote non si comprenderà bene che nel Cielo […] Se egli comprendesse qui che cos’è, ne morrebbe non di spavento, ma di amore». Un viaggio tra cielo e terra, alla scoperta di una vocazione che ha da sempre attratto l’attenzione della letteratura, del cinema e dell’arte, in compagnia di persone che con la loro vita e il loro amore rendono presente il Cristo, il Verbo che si è fatto carne; che accendono l’eternità alimentando la gioia di vivere.

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L’eternità del presente: Il diritto alla parola e il dovere del silenzio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Tutto ciò che accade nell’immensità di tutto l’Universo avviene in una unica categoria spazio-temporale rappresentata da quella unità di tempo e spazio che possiamo identificare come ETERNO PRESENTE. Per l’ennesima volta mi sono preso la briga di rileggere il “Nuovo Catechismo” della Chiesa cattolica di Roma, nel tentativo di capire ciò che finora mi ha indirizzato verso una critica su basi umanistiche, lontano dagli intellettualismi che controllano l’intera opera, approvata da Giovanni Paolo II, ma redatta dall’allora cardinale Ratzinger e imposta al pontefice in carica e all’intero Concistoro.Il 15 agosto 1997 il cardinale Ratzinger, presidente della speciale commissione incaricata di redigere il Nuovo Catechismo, consegnava al Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, il testo di tale documento, ma non per una valutazione di merito, bensì per l’approvazione, stante il circuito di potere del quale lo stesso cardinale si era circondato, e con il quale decideva scelte di fondo, in preparazione alla successione, per la quale si era adoperato per anni.
Con tale Catechismo la Chiesa non intervenne nei campi più propriamente specifici e di propria competenza, ma viene utilizzato come grimaldello per inserirsi in altri campi assolutamente estranei all’insegnamento di Cristo e spesso discordanti e contraddittori.
L’esercizio del diritto alla parola non può sovvertire il dovere al silenzio, quando l’argomento dovesse risultare estraneo al ruolo; ma quel catechismo chiariva, in tempi non sospetti, diventati sospetti con l’elezione al massimo pontificato del Cardinale Ratzinger con il nome Benedetto XVI, il vero messaggio nascosto nelle parole.Si evince, spacialmente adesso con il pontificato di Papa Francesco, con grande determinazione, come taluni passi, estremamente significativi, non rappresentano altro che la preparazione ad un preteso rinnovamento, che avrebbe perseguito con il proprio pontificato, nel quale vennero puntualmente esaltati i rinnovati ruoli che l’allora cardinale sapeva di dovere ricoprire, a sua immagine e somiglianza, una volta guadagnato il trono di Pietro.In alcuni passi del catechismo si esalta il ruolo dottrinario, totalmente privo di trascendenza, che pretende interpretare il mondo alla luce delle conoscenze scientifiche e dimensionare tali conoscenze alle capacità gnostiche dell’uomo, come quando scrive:La questione delle origini del mondo e dell’uomo è oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull’età e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull’apparizione dell’uomo. Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l’intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori. Con Salomone costoro possono dire: «Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi […]; perché mi ha istruito la Sapienza, artefice di tutte le cose» (Sap 7,17-21).
Non c’è commento da fare se non la presa d’atto secondo la quale la stessa creazione verrebbe collocata nel tempo e nello spazio, come se l’Altissimo disponesse di un “orologio cosmico” che in un dato momento avrebbe segnato l’ora esatta per la creazione, perché “prima” sarebbe stato troppo presto e “dopo” sarebbe stato troppo tardi. Ma il prima e il dopo sono categorie di comodo che l’uomo si è dato per capire, per collocarsi nel tempo e nello spazio; prima di cosa o di chi? Dopo cosa o chi?La dottrina, come è espressa in queste enunciazioni del Nuovo Catechismo, non spiega, anzi confonde e conduce all’incredulità, nel suo assurdo itinerario di coniugare trascendenza ed immanenza dentro un contenitore limitatio dalle categorie umane del tempo e dello spazio. Il prima e il dopo non sono altro che la rappresentazione del passato e del futuro, dimensioni dentro le quali l’uomo regola se stesso; parliamo anche al presente, ma per comodità, per convenzione, perché il presente per l’uomo non esiste: o ancora non è, e si tratta del futuro, oppure è già stato. e allora si tratta del passato, tertium non datur.Tra la parola detta e la parola da dire, secondo la comprensione umana, trascorre uno spazio di tempo che riteniamo limitato o limitatissimo; in realtà con la parola detta e la parola da dire affrontiamo l’immensità del tempo, dove la parola detta appartiene al passato e la parola da dire si trova, ancora, nel futuro. Discutere in questi termini di Dio, del Creatore, dell’Altissimo, diventa blasfemo, perché si pretende coinvolgere la “Sapienza” dell’uomo, che sarebbe capace di comprendere la struttura del mondo, nella quale viene collocata l’idea di Dio, non più noumeno ma fenomeno. La dimensione del presente ci è ignota, perché non riusciamo a viverla; se, infatti, si potesse vivere il presente, lo si potrebbe anche dilatare o fermare.Si scontrano, dopo essersi confrontate, la fantasia, di pertinenza immanente, e la fede di pertinenza trascendente. Non c’è dubbio che il mezzo più veloce di locomozione a disposizione dell’uomo è la fantasia; più veloce della luce, capace di trasportarci anche fuori dal mondo. L’elaborazione fantastica è frutto degli impulsi del cervello, quegli impulsi che si materializzano in onde elettriche, registrabili e verificabili; attivi anche nel sonno che si popola dei sogni incontrollati. Ma le onde elettriche sono materia, lo dimostrò Einstein con il suo relativismo, e altri uomini gli conferirono il premio Nobel.Con il suo relativismo lo scienziato escluse la conoscenza proponendo un metodo, idoneo a superare le contraddizioni meccanicistiche. Einstein negò l’esistenza un “moto” assoluto, così come di un “tempo” e uno “spazio” assoluti, ovvero che questi concetti sono “relativi”.La pretesa dottrinale di voler imporre una personale considerazione come Verità conquistata, tale da generare le “radici” di un popolo, assume, così, la dimensione dell’assurdo; non si discute l’ipotesi “relativa”, perchè basta negare il relativismo, trascurando di commettere una stortura contro le dimensioni trascendentali, racchiudendo la conoscenza dentro i confini del fenomenico e legiferare nel merito.Il Dio del “prima” e del “dopo” è una invenzione da sacrestia perché concede il potere di identificare il giusto dal non giusto, il vero dal falso, valori che perdono il loro relativismo e diventano la legge da osservare.Dio steso identificò la Sua dimensione affermando a Mosè sul monte Sinai:
“Io sono Colui che sono”;
non disse “Io ero Colui che sono”
oppure “Io sono Colui che sarò”.
Il divenire, il farsi della storia non appartengono a Dio, perché Egli tutto include nella sola dimensione che gli appartiene: l’eternità del presente.Come si potrebbe mai capire tale dimensione?Come si può esercitare tale dimensione? Non lo so! Non posso saperlo! Per questo ci credo! (Rosario Amico Roxas)

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Alla Stranieri la presentazione del libro di Guido Rispoli “Indagine sull’eternità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Perugia venerdì 6 aprile, ore 17 sala Goldoni di palazzo Gallenga presentazione del libro di Guido Rispoli “Indagine sull’eternità”. Ne parlano insieme con l’autore Piercamillo Davigo, don Fausto Sciurpa, coordina Fausto Cardella. L’evento, introdotto dal rettore Giovanni Paciullo, è promosso in collaborazione con l’associazione culturale “L’una e l’altra”.
Dalla prefazione del libro firmata da Piercamillo Davigo si legge: «Il tempo e lo spazio, la materia e l’energia, secondo le attuali teorie della fisica vennero ad esistenza con il big bang. La domanda: ‘che cosa c’era prima?’ non ha senso perché, se il tempo è sorto in quel momento, non può esistere un prima della esistenza del tempo. Il giudizio dell’inquirente alla fine della sua indagine lo scoprirà il lettore seguendo quello che l’autore definisce un divertissement intellettuale, ma che induce a importanti riflessioni. Credo però che sia meglio non anelare all’esito perché, come sempre, la caccia vale più della preda».

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Sulla soglia dell’eternità

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Questo libro rappresenta il testamento spirituale di Xavier Emmanuelli uno dei fondatori di Medici Senza Frontiere, e ripercorre la sua esistenza dedicata agli ultimi e ai dimenticati, senza nascondere i propri errori e i difetti. Dal ricordo del padre, medico di famiglia, al suo lavoro nei reparti di medicina d’urgenza, ma soprattutto le incredibili avventure con “Medici senza Frontiere” e con il “SAMU social”, impegnato a dare assistenza ed aiutare secondo la filosofia della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, senza dimenticare gli eccessi dei media, la disumanità di certa medicina incurante delle reali necessità degli uomini. di Xavier Emmanuelli Edizioni San Paolo 144 pagine € 12,00

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Stefano Puviani: Granelli di sabbia di fronte all’eternità

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Bologna fino al 30/11/2010 via Boldrini 12 c, CaseAperte personale di Stefano Puviani corredata dall’eccellente aperitivo di Bar R’Evolution nel cuore di Modena. Sarà esposta una selezione di fotografie realizzate dall’artista durante il suo viaggio in India che, attraverso la ricchissima resa cromatica delle immagini di immediato impatto emotivo e gli sguardi immensi dei bambini, ci racconta il misticismo del paese piu’ popolato al mondo. Una ricerca, tramite l’immagine, della semplicità quale essenza piu’ profonda dell’essere e della sacralità della vita.
Stefano Puviani: Affermato fotografo formiginese, da vent’anni viaggia in esplorazione del mondo, da Vietnam alla Tailandia, dal Nepal al Sudafrica, dall’India al Ruanda nella ricerca dell’attimo fuggente che racconta in numerosissime immagini esposte in mostre a tema tra Modena, Bologna e Milano e nel dvd ” Colori dell’India” , realizzato nel 2009 per la raccolta fondi della Croce Rossa. (stefano puviani)

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La ricchezza tra il bene nostro e l’altrui

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

Secondo quanto è scritto nella Bibbia tutti i beni vengono da Dio e appartengono a Dio. Noi li abbiamo soltanto in usufrutto. A questo punto i proprietari non sono altro che degli amministratori e dovrebbero comportarsi come tali. La ricchezza, quindi, può diventare ingiusta sia per il modo disonesto per il quale, talvolta, è acquisita, ma anche per la tendenza dell’essere umano a riferirla esclusivamente a sé stesso. Ne consegue che i beni terreni sono per tutti gli uomini, e quando uno li usa solo per sé, calpesta i diritti di Dio e quelli dei fratelli. La ricchezza non può diventare un mezzo per rendersi indifferenti di fronte agli altri, per barricarsi in un mondo isolato, per ignorare le sofferenze e i diritti del prossimo. Il ricco non si accorge della presenza del povero Lazzaro, non si rende conto di una contiguità che Dio non tollera (oggi c’è la contiguità tra supersviluppo e sottosviluppo, tra crescita degli armamenti e fame dei popoli, tra Nord e Sud del Mondo, tra residenti ed immigrati esteri, tra preoccupazione sociale e disonestà politica). Nel Vangelo di Luca Gesù usa tre termini per dire quanto sia relativo il valore di ricchezza e quanto essa possa costituire un pericolo se usata male: essa è il poco, non è il dono massimo che Dio ci affida, anzi è il più piccolo. La ricchezza è “mammona di iniquità”. E’, secondo Luca, il falso Dio. La ricchezza è bene altrui, non ci appartiene realmente. Siamo i suoi amministratori e tutti gli esseri umani devono goderne i benefici in pari misura. Per Gesù la ricchezza è pericolosa perché può spegnere la capacità di vedere i veri valori. Purtroppo la storia c’insegna che la stessa Chiesa, a volte, ha fatto un cattivo uso degli insegnamenti divini e che pure i suoi maestri hanno con tanta sapienza e saggezza profuso alla conoscenza umana. Se non ci riscattiamo tutti insieme da questo fardello che ci opprime noi saremmo condannati a vivere in continuazione schiacciati da esso per l’eternità

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S. Paolo edizioni: novità di aprile

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

Mamme che amano troppo Quando troppo amore puo’ rovinare un figlio. Che cosa trasforma un bambino-pulcino in un piccolo tiranno, capace di tenere in scacco la famiglia? E’ possibile “amare troppo” un figlio? Di Osvaldo Poli Edizioni San Paolo pagine 232 – Euro 13,00
Fa’ posto a Dio La saggezza spirituale di Padre Livio di Radio Maria, condensata in un itinerario che ogni uomo e’ in grado di percorrere. E’ il cammino dal tempo all’eternita’, dalle tenebre alla luce, dalle tribolazioni della terra alla gioia del cielo. Di Livio Fanzaga Edizioni San Paolo pagine 160  – Euro 13,00
Mendicanti di bellezza I due autori, una monaca di clausura e un giornalista ateo, prendono le mosse dai dipinti di noti artisti contemporanei per raccontarsi le loro storie e riflettere su di esse con uno sguardo laico verso il cielo, l’eterno, l’assoluto.  Di Fabio Cavallari – Maria Gloria Riva Edizioni San Paolo pagine 160- Euro 22,00
Ti chiamerai pietro/san Pietro In un elegante cofanetto, i due volumi del Cardinale Comastri, che costituiscono un progetto unitario: Ti chiamerai Pietro e San Pietro. In cammino verso la tomba dell’Apostolo.Un prezioso compagno di viaggio per visitare la Basilica di San Pietro e per coglierne la ricchezza simbolica, storica e spirituale.  Di Angelo Comastri Edizioni San Paolo cofanetto (2 titoli) – Euro 23.50
Cielo di plastica
I “cieli di plastica” sono quegli idoli che promettono felicita’, ma ingannano e schiacciano l’uomo: il Piacere, l’Avere, l’Apparire, ma anche la stessa Liberta’ o l’Amore di se’ possono diventare un paradiso artificiale che rischia di trasformarsi in inferno.  Di Luigi AliciEdizioni San Paolo pagine 184 – Euro 12.00
La crisi del dono Una societa’ che rifiuta il cambiamento si chiude anche alla vita. Sconfiggere l’aborto significa dunque prendersi la responsabilita’ di rifiutare la tentazione regressiva, egoista ed onnipotente, della conservazione dell’esistente, aprendosi al nuovo che ogni giorno nasce. Di Claudio Rise’ Edizioni San Paolo pagine 160 – Euro 12.00
Il Nazareno, pubblicato per la prima volta nel 1938, rappresentava una significativa novita’ culturale per l’Italia tra le due guerre. Interrompeva il silenzio degli ebrei italiani su Gesu’, che durava da lungo tempo. Un testo, oggi ripubblicato, che non ha perso la sua attualita’. Di Eugenio Zolli Edizioni San Paolo pagine 624 – Euro 42.00
Tom Trueheart Nella Terra delle Storie, Tom Trueheart sta per diventare un giovane eroe… Di Ian Beck Edizioni San Paolo pagine 304 – Euro 15.00

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