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Eterologa, cancellata decisione retrograda e bigotta

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

consiglio di stato“La decisione del Consiglio di Stato sgombra finalmente il campo da ogni equivoco e cancella una decisione retrograda e bigotta, una vergogna che mutilava e umiliava il diritto alla genitorialità per tutti. La Regione Lombardia non può fare il bello e cattivo tempo con determinazioni che riportano in vita chiusure mentali da Medioevo. Ben sta questa sonora bocciatura alla cricca del neo moralizzatore Maroni che si è intestardita nel sostenere l’insostenibile. Ora il presidente spieghi perché la regione ha buttato i soldi dei cittadini in spese per avvocati utili solo a cancellare in Lombardia la democrazia e la laicità”, così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la decisione del Consiglio di Stato che ha stabilito che è illegittimo far pagare agli assistiti le spese per la fecondazione eterologa.
“Non possiamo che sottoscrivere il richiamo all’urgenza e soprattutto al rispetto delle scadenze che il Consiglio di Stato ha espresso nel dare il suo via libera al decreto ponte sulle unioni civili”: così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: “Le liste d’attesa istituite in questi giorni in diversi comuni d’Italia e che vedono decine di coppie pronte a celebrare la propria unione, testimoniano la necessità di corrispondere quanto prima a quelle istanze, che sono diritti sanciti da una legge già in vigore. In questo senso è auspicabile che il termine ipotetico del prossimo ferragosto possa dimostrarsi certo. Ma subito dopo, dice il Consiglio di Stato, bisognerà giungere pronti alla scadenza del 5 dicembre, termine per l’entrata in vigore dei decreti delegati, nei quali ricade tutta la casistica delle unioni celebrate all’estero o che coinvolgono cittadini stranieri. Anche questo richiamo ha tutto il nostro sostegno: non possiamo che chiedere a gran voce che questa terra di mezzo in cui si procede a velocità diverse duri il meno possibile. Infine, registriamo con sollievo le parole del Consiglio di Stato sul tema dell’obiezione di coscienza, derubricata a fenomeno estraneo alla legge e di nessuna efficacia. Speriamo che da oggi i sindaci che hanno cercato visibilità mediatica attraverso questa assurda campagna, inizino a finire sulle pagine dei giornali per quello che fanno e non per quello che non hanno voglia di fare”, conclude Piazzoni.

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Fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 giugno 2014

fecondazioneLa neonata Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita dei Gameti (AIDAGG) è già operativa e pronta ad affrontare il nuovo assetto determinato dalla Corte Costituzionale con la sentenza del 9 aprile che ha abolito il divieto di eterologa. Mentre si aspetta l’imminente deposito delle motivazioni addotte dalla Consulta, già gli operatori e le coppie si preparano mettere in pratica le cure che, finora, potevano essere somministrate solo all’estero.Non mancano tuttavia le polemiche da parte di chi vorrebbe strumentalmente ritardare l’applicazione della decisione della Corte Costituzionale ricorrendo agli espedienti più fantasiosi. Da settimane, sulle pagine di “Avvenire”, viene condotta una campagna sistematica citando i pareri di “esperti” della materia, giungendo persino ad agitare il fantasma dell’incesto. E di recente, nel convegno tenutosi a Montecitorio lo scorso 5 giugno, la responsabile del Registro della PMA istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità, Dottoressa Giulia Scaravelli, ha ritenuto auspicabile che “il quadro normativo esistente, sia nella legge 40/2004 che nei decreti di recepimento delle direttive europee (decreto legislativo 191/2007 e 16/2010), venga completato al più presto con il recepimento dell’allegato III che riguarda proprio la direttiva europea 17/2006, anche per la donazione di cellule riproduttive da un soggetto diverso dal partner”. Di parere opposto l’AIDAGG. L’Avv. Sebastiano Papandrea, del direttivo dell’Associazione, già codifensore delle coppie innanzi alla Corte Costituzionale, rimarca come il recepimento dell’allegato III non sia assolutamente necessario. Il recepimento della Direttiva 17/2006 è già avvenuto con il D.lgs 16/2010 che all’art. 4 (rubricato “criteri di selezione dei donatori”) espressamente prevede che “Il responsabile dell’organizzazione per l’approvvigionamento o dell’istituto dei tessuti garantisce che la selezione dei donatori sia effettuata in conformità ai criteri di selezione di cui … all’allegato III per i donatori di cellule riproduttive”.
Il citato allegato III del D.lgs 16/91 riguarda la conservazione di gameti del partner mentre il successivo allegato IV al punto 1.2. (rubricato “Valutazione del donatore”) contiene un inciso (questa sezione non si applica alle donazioni di cellule riproduttive da parte del partner e ai donatori autologhi), da cui discende con evidenza che la disciplina dell’allegato IV riguardi tutti gli altri casi, fra i quali la donazione di cellule riproduttive da parte di soggetti diversi dal partner. Oltretutto, prosegue l’Avv. Papandrea, vale il principio (già enunciato dalla Corte Costituzionale 18 aprile 1991, n. 168) per il quale le direttive sufficientemente dettagliate sono immediatamente applicabili anche senza preventivo recepimento. Va ricordato che la Corte di Giustizia è indirizzata sempre più verso la applicabilità davanti ai giudici nazionali non solo delle direttive self-executing, ma pure di quelle inattuate entro il termine od attuate in modo errato (cfr. Sentenze 13 novembre 1990 in causa c-106/89 e 19 novembre 1991 in cause riunite c 6/90 e c-9/90). Per il legale, quindi, non c’è necessità di ulteriore intervento del governo o del legislatore, sicché i centri, dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Sentenza, potranno applicare le cure con donazione di gameti applicando la normativa vigente, compreso l’allegato III.Come evidenzia la Presidente dell’AIDAGG, Prof. Laura Volpini: “Ritardare ulteriormente l’applicazione delle cure con donazione di gameti, vuol dire aumentare ulteriormente la sofferenza delle coppie e spingerle verso paesi esteri dove spesso sostengono costi esagerati senza avere le garanzie offerte dalla sanità italiana e dove la donazione non è gratuita ma spesso oggetto di sfruttamento economico”.Dello stesso avviso il Prof. Mario Gambera, Presidente dell’Associazione HERA di Catania; “Qualsiasi ritardo nell’applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale è un prezzo inaccettabile che viene fatto pagare ai pazienti. Tantissime coppia, anzi, andrebbero risarcite per i costi economici ed umani sostenuti per i viaggi della speranza ai quali sono state costrette da una legge oscurantista ed incostituzionale”.

 

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Fecondazione eterologa: Nasce la prima associazione italiana per la donazione altruistica e gratuita di gameti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 giugno 2014

fecondazioneDopo la sentenza della Consulta, arriva il primo passo concreto verso la fecondazione eterologa: l’Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti (AIDAGG), la prima associazione nel nostro Paese che nasce con l’obiettivo di promuovere, in primo luogo tra le persone fertili, la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana. L’Associazione si propone, inoltre, di sensibilizzare la popolazione, i medici e i pazienti con attività di informazione e formazione.
Oggi l’annuncio, durante il convegno “La tutela della salute per le coppie infertili e sterili dopo le sentenze della Corte Costituzionale”, in corso a Roma nella sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio.“La donazione di gameti è un’azione di alto valore sociale e morale”, sottolinea Laura Volpini, Presidente AIDAGG. “È il fondamento della fecondazione eterologa. Si tratta di una scelta consapevole di ‘condivisione’ di un crescente problema sociale, l’infertilità, che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia, consentendo, alle coppie che non hanno altre possibilità procreative, di veder rispettato anche per loro il diritto alla genitorialità”.
Un passo importante, dunque, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile che ha eliminato il divieto di fecondazione eterologa e che attende pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli operatori del settore attivi da anni nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), così come i pazienti stessi, sottolineano che non esiste un vuoto normativo post sentenza, da più parti evocato con il solo scopo di allontanare il momento di piena operatività della fecondazione eterologa. L’eliminazione del divieto è stata possibile, infatti, proprio perché esiste già una disciplina normativa in grado di regolamentare questa tecnica di PMA: la legge 40/2004 stessa e i decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 in materia di donazione di organi.

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Divieto fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 Mag 2012

“La pronuncia della Corte Costituzionale, nel restituire gli atti ai giudici rimettenti, conferma il permanere del divieto di fecondazione eterologa disciplinato dalla Legge 40”, queste le prime dichiarazioni di Lucio Romano, presidente dell’Associazione Scienza & Vita alla notizia del rinvio ai tribunali dei ricorsi sollevati di fronte alla Consulta. “Si ricorda che la sentenza della Grand Chambre di Strasburgo del novembre 2011, a cui la Consulta rimanda, aveva stabilito in merito l’autonomia legislativa da parte dei Paesi comunitari, da cui la plausibilità di vietare la fecondazione artificiale eterologa”. “Nel ribadire la non violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, – conclude Lucio Romano – si attesta l’esigenza di garantire il diritto del nascituro a riconoscere i propri genitori, in rispetto del principio di certezza delle relazioni familiari”.

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Fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2011

fecondazione in vitro

Image by vignettando con Dario Levi via Flickr

E’ stata resa pubblica la decisione della Grande Camera della Corte di Strasburgo che ritiene non sussistere la violazione dell’art.8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (EDU) da parte dell’Austria e della sua normativa sulla fecondazione assistita, che consente solo la donazione di gamete maschile in vivo, e non in vitro, e fa divieto della donazione di gamete femminile. Costituite nel procedimento anche due associazioni di pazienti italiane: l’Associazione Hera Onlus di Catania e la SOS Infertilità di Milano. “Se oggetto della Corte di Strasburgo fosse stata la legge italiana – ha affermato Francesco Gerardi, Presidente Associazione di Pazienti Hera – probabilmente l’esito sarebbe stato diverso: la legge 40 vieta in assoluto la donazione di gamete e non ammette deroghe e possibilità intermedie come nel caso austriaco. La legge austriaca infatti consente la donazione di gamete maschile in vivo. La Corte ha riconosciuto nuovamente che il diritto a crearsi una famiglia e ad avere bambini con la fecondazione in vitro rientra ed è sotto la protezione dell’art. 8 della Convenzione Edu, che concerne il rispetto della vita privata e famigliare. Se nel caso dell’Austria tale diritto è parzialmente tutelato, in Italia non è ancora così dato il divieto assoluto di eterologa.”
Il collegio di difesa dell’Associazione Hera Onlus di Catania e della SOS Infertilità di Milana, che hanno sostenuto le coppie austriache, era costituito dall’Avv. Maria Paola Costantini del Foro di Firenze e dalla Prof. Marilisa D’Amico del Foro di Milano e Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Statale di Milano (nel collegio anche i colleghi avv. Sebastiano Papandrea, Massimo Clara, Cesare Pitea). Le Associazioni italiane di pazienti nel procedimento di Strasburgo
“Il fatto che la Corte inviti esplicitamente tutti i Paesi aderente alla CEDU ad adeguarsi ai cambiamenti della società – affermano l’Avv. to Maria Paola Costantini e la Prof. ssa Marilisa D’Amico – è un chiaro monito all’Italia. Ora ci sono i casi portati davanti alla Corte Costituzionale italiana, una coppia siciliana e una milanese con problemi gravi di salute (menopausa precoce e sterilità maschile genetica), profili differenti rispetto alla vicenda austriaca, per i quali si chiede l’eliminazione delle discriminazioni oggi esistenti tra coppie infertili dal punto di vista sanitario ed economico e il riconoscimento di un diritto di autodeterminazione e di scelta sulla propria vita famigliare. La modifica della Legge 40 su questo punto risponderebbe ai criteri di ragionevolezza e di tutela peraltro indicati nella pronuncia di Strasburgo.
Avv. Maria Paola Costantini e Prof. Marilisa D’Amico

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Fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

«Non avevamo dubbi che la vicenda fiorentina, che ha infiammato le cronache nei mesi scorsi, sarebbe finita alla Corte Costituzionale» commenta così Francesco Belletti, presidente del Forum, la decisione del tribunale di Firenze sulla fecondazione eterologa. «Il dubbio è sempre stato, casomai, che quella stessa vicenda fosse nata esattamente con la finalità di costringere la Corte ad un nuovo pronunciamento e, nelle speranze di qualcuno, di dare una nuova picconata alla legge 40. «Nell’interminabile dibattito che, è facile prevedere, si andrà ad aprire da domani in poi, ci sarà modo di rinverdire le ragioni che hanno portato il Parlamento a consentire la sola fecondazione omologa. Le stesse ragioni che hanno portato gli italiani a scegliere in massa di non modificare quella norma e di rimettere al centro i diritti del nascituro anziché privilegiare i progetti – e presunti diritti – degli adulti. «Per il momento non possiamo non notare che i giudici fiorentini, con il loro atto, non si limitano a voler attaccare la legge 40, ma hanno come obbiettivo anche la famiglia. Perché, come nessuno potrà mai mettere in dubbio che il bene del bambino è quello di veder coincidere genitori biologici e genitori legali, è altrettanto chiaro che legalizzare la scissione tra dato biologico e relazione affettiva rappresenta un colpo all’identità della famiglia.
«Come è ben noto» conclude Belletti «è cosa ben diversa dare, attraverso l’adozione, una famiglia a chi non ce l’ha e consentire a degli aspiranti genitori di avere a tutti i costi ed in tutti i modi un figlio».

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