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Vinitaly: la difesa del vino inizia dall’etichetta

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

vino 001Il vino va difeso partendo dall’etichetta. È con questo obiettivo che lo studio GLP, che da 50 anni opera nel campo della tutela della proprietà intellettuale, si presenta a Vinitaly 2017. Un obiettivo che parte dalla consapevolezza che «ci troviamo davanti a un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo e che ha bisogno di essere tutelata maggiormente per evitare che, in un mercato sempre più globale e in uno scenario che vede sorgere produttori ovunque, una bottiglia prodotta in Piemonte possa essere facilmente confusa con una che invece arriva dall’altra parte del mondo», spiega Daniele Petraz contitolare insieme con il fratello Davide di GLP che ha sedi a Udine, Milano, Perugia, San Marino e Zurigo, più di 70 dipendenti, oltre 7mila clienti e più di 90mila casi trattati. Davanti a una bottiglia è l’etichetta che parla. «Ci racconta l’azienda produttrice, ci dice i vitigni utilizzati e con il nome caratterizza il vino. Storia, lavoro, ingegno e passione sono tutti concentrati in pochi centimetri quadrati. Eppure di questi pochi centimetri in Italia ce ne si cura poco», continua Petraz. Quella di tutelare il proprio marchio è una necessità che va oltre le già riconosciute denominazioni di origine controllata (e garantita), soprattutto in un contesto, quale è quello vitivinicolo, in costante movimento dove vengono riscoperti antichi vitigni e nascono nuovi vini. «È una necessità – prosegue il contitolare di GLP – dettata anche dal fatto che il mercato non ha più confini e quando si varca l’oceano spesso si trovano consumatori che non fanno differenza tra un vino piemontese ed uno siciliano, eppure siamo davanti a territori profondamente differenti che hanno dato origine a vini altrettanto diversi. La tutela del proprio marchio è una sensibilità sviluppata da chi ha già esperienze consolidate con l’export, ma viene del tutto ignorata da molti». Andando a vedere solamente Lombardia, Piemonte e Veneto, tra le regioni più attive – infatti nel 2015 hanno raccolto il 40% dei marchi depositati in Italia (dati UIBM) – sono ben poche le aziende vitivinicole che hanno pensato di tutelare il loro marchio. «Considerando i produttori presenti a Vinitaly proveniente da queste tre regioni, meno di una azienda su tre ha provveduto a difendere la propria etichetta. Questo perché in Italia molto spesso c’è una mancanza di conoscenza in questo ambito: da un lato si ignorano o sottovalutano i rischi di una mancata tutela, dall’altro non vengono compresi i vantaggi diretti ed indiretti che una politica di tutela comporterebbe. E questo vale sia per un marchio, sia per un brevetto».
GLP è presente a Verona Fiere nel padiglione F (Enolitech – tecnologia innovativa applicata alla filiera del vino e dell’olio), stand L1 fino al 12 aprile.

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L’etichetta energetica obbligatoria: una “pietra miliare” per il settore della ristorazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

pordenone. Con l’utilizzo di apparecchiature ad alte prestazioni e a bassi consumi energetici (in classe A), i professionisti della ristorazione ridurranno al minimo l’impatto ambientale della loro attività e potranno investire i maggiori ricavi derivati in nuove opportunità di crescita per il loro business.Un frigorifero professionale può avere diverse certificazioni, ma la più importante è sicuramente quella che ne misura il consumo energetico. Fino ad oggi c’è stata l’E.C.E, l’Etichetta di Classificazione Energetica volontaria promossa esclusivamente dalle imprese costruttrici aderenti a cecedItalia.
Dal 1° luglio 2016, invece, l’etichettatura è diventata per legge obbligatoria e riguarda tutte le apparecchiature refrigerate professionali immesse sul mercato europeo (Regolamento Commissione UE 2015/1094/Ue). Si tratta di un grande cambiamento soprattutto per il professionista che, in fase di acquisto, può finalmente scegliere il prodotto in maniera consapevole e sostenibile, basandosi sui dati riportati sull’etichetta. Questa certificazione analizza e classifica il prodotto sulla base dei consumi energetici, del volume netto di stoccaggio e delle condizioni di lavoro (temperatura e umidità) a cui l’armadio refrigerato è in grado di conservare correttamente.L’adozione dell’etichettatura nel mondo della ristorazione, settore di sua natura fortemente energivoro, apporterà significativi benefici all’ambiente e alla bolletta energetica nazionale. Pensando nel lungo periodo, un comportamento sostenibile da parte degli operatori verso apparecchiature in classe A (massima efficienza) potrà addirittura trasformare il valore aggiunto dell’efficienza energetica in fonte di energia!Electrolux Professional, che da sempre promuove una refrigerazione responsabile, attenta all’ambiente e ai costi di gestione, risponde alla normativa presentandosi sul mercato con ecostoreHP . Questa nuova gamma di frigoriferi professionali si posizione a pieno titolo nella classe A dell’etichetta energetica, avendo conseguito i più alti punteggi in tutti i parametri analizzati per l’assegnazione del classe. “Con ecostoreHP, Electrolux si è impegnata ai massimi livelli per realizzare un prodotto rispettoso dell’ambiente e quindi capace di ridurre i consumi e evitare gli sprechi” – afferma Massimiliano Falcioni, Head of Refrigeration Category di Electrolux Professional. “Se si considera l’intenso uso a cui sono sottoposti i frigoriferi, accesi giorno e notte, si può comprendere ancora meglio l’importanza dei risparmi assicurati dalla nuova linea che consente di consumare fino all’80% in meno rispetto a pari modelli in classe G”.Il rispetto per l’ambiente è uno dei valori fondamentali di Electrolux e ne sostiene la visione in ciascuna fase del ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione alla produzione, dall’installazione allo smaltimento. Tutte le soluzioni sono progettate per consumare il minimo in termini di energia, acqua e detergenti oltre a garantire le più basse emissioni nell’ambiente. Un impegno riconosciuto anche a livello internazionale: numerosi indici, come il Dow Jones World Index, collocano infatti il Gruppo ad alti livelli per la sua responsabilità sociale e ambientale.

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Il Parlamento chiede l’etichetta d’origine per i manufatti tradizionali di qualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

parlamento europeoBruxelles. Nella risoluzione non vincolante che sarà posta in votazione martedì, i deputati chiedono che il regime UE di protezione dell’indicazione geografica (IG) sia esteso dai prodotti agricoli ai beni prodotti localmente e a quelli artigianali incentrati su conoscenze tradizionali. Ciò sosterrebbe lo sviluppo economico locale, rilancerebbe il turismo, rafforzerebbe la fiducia dei consumatori e contribuirebbe a preservare il patrimonio culturale e il know-how tradizionale.”Accolgo con favore l’ampio sostegno del Parlamento all’appello per una migliore protezione del know-how locale. Estendere la protezione delle indicazioni geografiche a livello europeo sarebbe utile non solo per i consumatori, ma anche per il turismo, la cultura, l’occupazione e il commercio. Spetta alla Commissione europea occuparsi del caso, e mi auguro che presenti al più presto la sua proposta, già nell’ambito della strategia di mercato interno della Commissione prevista entro quest’autunno”, ha affermato la relatrice Virginie Rozière (S&D, FR).La risoluzione è stata adottata 608 voti favorevoli, 43 voti contrari e 43 astensioni.La risoluzione chiede alla Commissione di proporre una legislazione per estendere il regime UE di protezione delle indicazioni geografiche (IG) e includere anche i beni prodotti localmente e quelli artigianali, come il cristallo di Boemia e il tartan scozzese, o per l’Italia il marmo di Carrara, le ceramiche di Faenza e quelle di Vietri sul Mare o i gioielli tradizionali di Torre del Greco. I deputati sottolineano come il legame tra il prodotto ed il luogo di produzione sia essenziale al fine di individuare il know-how specifico e definire la qualità, l’autenticità e le caratteristiche del prodotto.

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Integratori e tisane non curano

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

I prodotti a base naturale e vegetale, come tisane e integratori, che «stanno riscuotendo un crescente interesse nel pubblico, con un consumo che coinvolge in modo significativo anche bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza o durante l’allattamento», possono «favorire fisiologicamente le funzioni dell’organismo nell’intento di ottimizzarne il normale svolgimento», ma non curare. Lo sottolinea in un documento appena pubblicato la Commissione per la dietetica e nutrizione del Ministero della salute che aggiunge come «funzioni alterate in senso patologico richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico con la prescrizione all’occorrenza dei presidi terapeutici più indicati». L’origine naturale di questi prodotti «di per sé non é una garanzia di sicurezza» sottolinea la commissione «e bisogna leggere attentamente quanto indicato in etichetta, dove possono essere riportate anche specifiche avvertenze in presenza di particolari estratti vegetali». Inoltre il consumo di un prodotto di derivazione vegetale, come complemento della dieta, soprattutto se concomitante all’assunzione di farmaci, «può innescare nell’organismo una serie di reazioni» che possono portare a effetti indesiderati. Un’evenienza che si può verificare anche nelle fasce più vulnerabili, come quella pediatrica e le donne in gravidanza o in allattamento. L’uso di derivati vegetali ed integratori in queste fasce «non dovrebbe avvenire senza consultare il pediatra o il medico». Per quanto riguarda gli integratori alimentari destinati alla prima infanzia é già stata detto alle imprese di riportare in etichetta una avvertenza del tipo seguente: “Per l’uso del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico”. I prodotti naturali «possono dare un contributo» conclude il Ministero «per mantenere e ottimizzare il benessere senza alcuna finalità di cura». (fonte farmacista33)

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Il sogno di Giada

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Chieti 2 giugno parte ufficialmente il tour della band marchigiana che alle 22 salirà sul palco del Parco della Conoscenza a Centobuchi di Monteprandone (AP) per la prima attesissima data. L’appuntamento è organizzato dal Tapsy Bar con il patrocinio del Comune di Monteprandone. Il Tour 2011, per la presentazione dell’album “Contaminata 2011” prodotto dall’etichetta abruzzese Music Force, aveva vissuto la sua brillante vigilia con la data zero che si è svolta a di San Benedetto del Tronto il 23 aprile e che ha fatto registrare uno strepitoso sold out. “Il Sogno di Giada” non si ferma qui e prosegue anche la promozione del suo ultimo lavoro che è in rotazione sulle più importanti emittenti televisive e radiofoniche nazionali come Tg1 e Isoradio ed estere come radio e tv di stato slovene. Il 15 giugno è in programma un altro prestigioso appuntamento con “Il Sogno di Giada” che aprirà il concerto di Giorgio Canali e The Zen Circus alla Facoltà di Ingegneria in Ancona. (il sogno di giada)

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“Made in”: etichetta obbligatoria

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Bruxelles. Parlamento europeo. I beni importati da fuori l’UE dovrebbero sempre indicare chiaramente il paese d’origine per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata, affermano i deputati approvando giovedì una proposta di regolamento che prevede anche sanzioni in caso di violazione delle regole e la possibilità di utilizzare l’inglese sulle etichette ovunque nell’Unione.  Un sistema chiaro e pan-europeo sull’etichettatura sul paese d’origine per prodotti importati da paesi terzi, secondo i deputati, “fornirà ai cittadini dell’Unione maggiori informazioni e un maggiore controllo sulle loro scelte, mettendoli in tal modo al riparo dall’acquisto inconsapevole di prodotti potenzialmente di dubbia qualità”. Una disciplina europea del marchio di origine rafforzerebbe la competitività delle aziende europee e di tutta l’economia europea, sostengono i deputati. La mancanza di norme comunitarie, tranne per alcuni casi specifici nel settore agricolo, e le differenze tra i sistemi in vigore negli Stati membri hanno “fatto sì che, in alcuni settori, la maggior parte dei prodotti importati da paesi terzi e distribuiti sul mercato comunitario risultino non riportare alcuna informazione, o informazioni ingannevoli, relativamente al paese di origine”, dice il testo approvato.
Le parole “Fabbricato in”, insieme con l’indicazione del paese, potrebbero essere scritte, secondo la proposta della Commissione, “in una qualsiasi delle lingue ufficiali delle Comunità europee, in modo tale da risultare facilmente comprensibile per i clienti finali dello Stato membro”.
Secondo il testo approvato, il paese d’origine deve essere impresso su beni destinati al consumatore finale, tranne che nei casi in cui ciò sia tecnicamente impossibile o danneggi il bene stesso. Per i prodotti impacchettati, l’etichetta dovrebbe apparire sia sulla confezione sia sul prodotto. Il regolamento non coprirebbe prodotti agricoli e ittici, ma comprenderebbe, fra altri, tessili, prodotti farmaceutici, strumenti di lavoro, rubinetteria e mobili. La lista potrebbe in seguito essere ampliata dalla Commissione, dopo il parere favorevole di Parlamento e Consiglio.
La proposta della Commissione non prevedeva un regime di sanzioni comuni, nel caso di violazione del regolamento. I deputati chiedono invece alla Commissione di proporre livelli sanzionatori minimi per assicurare l’applicazione uniforme delle nuove disposizioni in tutti i Paesi membri. I deputati chiedono inoltre ala Commissione di presentare uno studio di valutazione sugli effetti del regolamento, tre anni dopo l’entrata in vigore.
Perché il progetto di regolamento diventi legge, il testo deve ora essere approvato dal Consiglio, dove alcuni Stati membri si oppongono all’idea di una legislazione europea sul “Made in”. Una volta che il testo è stato concordato fra Parlamento e Consiglio, le nuove regole entreranno in vigore in tutta l’Unione un anno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE. Dopo 5 anni, il regolamento, secondo un emendamento approvato dalla Aula, scade e toccherà a Parlamento, Commissione e Consiglio decidere se prorogarlo modificarlo.

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Funghi: Consigli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Inizia la stagione dei funghi. Tre mesi -settembre, ottobre e novembre- d’oro per la raccolta dei funghi, sole e acqua non mancano e i funghi crescono come… funghi. Tre mesi nei quali, purtroppo si concentrano le intossicazione da funghi e, a proposito, ricordiamo che presso le Asl c’e’ un apposito ufficio micologico cui rivolgersi in caso di dubbi sulla pericolosità di quanto si raccoglie nei boschi. Nel caso si volesse acquistarli, rammentiamo che le cassette o gli involucri che contengono i funghi freschi devono riportare una etichetta che attesti l’avvenuto controllo da parte degli Ispettori micologici delle ASL (Dpr 376/95). Diffidare, quindi, dei venditori occasionali.  I funghi sono scarsamente nutritivi: sono costituiti al 92% di acqua, pochissime proteine, quasi niente di grassi e carboidrati. L’idea, quindi, di una “bistecca” di fungo e’ frutto della fantasia di qualche simpatico, ed interessato, commerciante.  Inoltre, i funghi sono di difficile digestione e una abbuffata puo’ mettere in difficoltà l’apparato digerente; meglio mangiarli cotti e usarli come condimento. Le intossicazioni hanno una caratteristica gastroenterica: nausea e ripetuti episodi di vomito e diarrea. Infine, una delusione per i cultori del fungo italico: la maggior parte dei funghi freschi spontanei provengono dall’estero, Paesi dell’Est in primis. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Esenzione per bevande alcoliche

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Strasburgo Parlamento europeo 16/6/2010 (attività legislativa dal 14/6 al 18/6) I deputati della commissione ambiente hanno inoltre raggiunto un accordo che prevede l’esenzione dall’etichettatura nutrizionale obbligatoria per le bevande alcoliche, con l’eccezione di quelle miste, le cosiddette “alcopops”, specificamente rivolte a un pubblico giovanile,che devono essere chiaramente separate dalle bevande rinfrescanti nei punti di vendita.Tuttavia, visto il contenuto calorico delle bevande alcoliche, i deputati considerano che sarebbe utile se le case produttrici includessero tale informazione sull’etichetta. Dibattito: martedì 15 giugnoVotazione: Mercoledì 16 giugno

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Ogm in etichetta

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

“Un risultato importante, che fa chiarezza sul delicato tema ogm dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto aperto la strada anche in Italia alle colture geneticamente modificate”. Con queste parole Susanna Cenni (Pd) ha commentato l’approvazione ieri sera, in commissione agricoltura alla Camera, di un emendamento del Partito democratico (a prima firma della stessa Cenni) al ddl 2260 sul sostegno all’agroalimentare, che prevede l’indicazione in etichetta dell’eventuale utilizzo di produzioni geneticamente modificate nella catena alimentare. “In attesa della definizione di norme adeguate che coprano pericolosi vuoti – ha detto Cenni – è importante l’accoglimento da parte del governo di una norma sugli Ogm che innanzi tutto vuole tutelare i consumatori e la trasparenza. Auspico che l’aula della Camera sia coerente con quanto stabilito in commissione”.

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