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Integratori alimentari, a Milano presentata la prima review scientifica

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

integratoriE’ stata presentata a Milano da ‘Integratori Italia’ (Associazione italiana industrie prodotti alimentari – Aiipa). E’ il frutto di oltre un anno di lavoro di un pool di otto tra i maggiori esperti italiani e offre lo stato dell’arte delle evidenze scientifiche più significative e delle frontiere più promettenti dell’alimentazione e della salute. Il corposo documento, pubblicato da Edra, affronta numerosi temi: il ruolo degli integratori alimentari nei moderni stili di vita, gli integratori a base di vitamine e minerali, gli estratti vegetali e i probiotici, gli integratori per la salute cardiovascolare e per contrastare il declino cognitivo.«Nonostante la difficoltà oggettiva di dimostrare secondo il metodo scientifico un beneficio clinicamente significativo sul mantenimento dello stato di salute e del benessere, oggi disponiamo di un ampio numero di pubblicazioni di alto livello qualitativo che conferma quanto i diversi componenti degli integratori svolgano effettivamente questo ruolo» afferma Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia. Se è evidente che uno stile di vita sano rappresenta la base irrinunciabile del wellness, vi possono essere periodi in cui lo stato di benessere è messo alla prova e può essere necessario integrare la dieta con elementi concentrati di sostanze normalmente presenti negli alimenti ma in quantità minori. Una recente ricerca di Gsk Eurisko, del resto, ha evidenziato non solo che 4 italiani su 10 hanno usato un integratore alimentare, ma anche l’alto livello di interesse dei consumatori ad avere informazioni su rischi, controindicazioni e corretto uso dei principi attivi. «Su questo fronte giocano un ruolo fondamentale i farmacisti (citati dal 49% degli intervistati), così come il medico di medicina generale e gli specialisti» sottolinea Colombo.Gli integratori, in particolare, possono rappresentare una valida opportunità per il sostegno di funzioni fisiologiche, contribuendo anche alla prevenzione di fattori di rischio di malattia, aggiunge Franca Marangoni, responsabile ricerca Nutrition foundation of Italy (Nfi). «Per esempio» spiega «nel Physicians’ health study condotto su una popolazione di 14mila medici americani di età =/>50 anni seguiti per 11 anni, l’assunzione di un multivitaminico si è associata a una riduzione, modesta ma significativa, del rischio di tumori». Benvenuto Cestaro, direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione dell’Università degli studi di Milano, si sofferma sui meccanismi con i quali un’adeguata dieta e integrazione alimentare possono contrastare l’invecchiamento. «Le principali direttrici della ricerca biochimica in questo campo» asserisce «sono indirizzate alla necessità di mantenere l’efficienza mitocondriale e alla riduzione dei processi perossidativi e dell’infiammazione silente, un processo di bassa intensità ma cronico – volto all’inattivazione di virus, batteri e allergeni ambientali – che può portare a esaurimento del sistema immunitario. Per contrastarlo è utile una dieta antinfiammatoria: limitare l’assunzione di acidi grassi idrogenati, saturi e omega-6 (privilegiando i monoinsaturi come quelli contenuti nell’olio d’oliva), oltre a ridurre l’intake di zuccheri semplici e incrementare quello di carboidrati integrali. Utile anche l’integrazione di acido linolenico, cardiolipine o fosfolipidi precursori delle cardiolipine, in grado di prevenire e riparare i danni mitocondriali».
Per frenare il declino cognitivo legato allo stress ossidativo, ricorda Giovanni Scapagnini, associato di Biochimica clinica al Dipartimento Scienze per la Salute dell’Università di Messina, «oltre al glucosio, da cui dipendono le funzioni cerebrali, sono fondamentali le vitamine del gruppo B, gli omega 3 (per la trasmissione dell’impulso nervoso, la memoria e l’apprendimento), i fosfolipidi (componenti delle membrane cellulari), la L-acetil carnitina per la sua azione neuroprotettiva. Ulteriori sostanze “non nutrienti” in grado di ridurre il danno ossidativo e migliorare il tono dell’umore e la memoria sono le antocianine e le procianidine del mirtillo, le catechine del tè, i flavonoli e le epicatechine del cacao, il resveratrolo, la curcumina e l’omotaurina presente in alcune alghe marine».Sul fronte della prevenzione cardiovascolare Andrea Poli, presidente Nfi, sottolinea vari integratori alimentari efficaci nel controllo del profilo lipidico e quindi utili nella prevenzione del rischio coronaropatico: i fitosteroli, gli integratori a base di riso rosso fermentato, il beta-glucano, la berberina, gli omega-3. Molti altri temi sono stati analizzati nell’incontro milanese: dai fattori utili per condizioni carenziali a salvaguardia della salute delle donne in tutte le fasi della vita, agli integratori a base di erbe (i cosiddetti ‘botanicals’) di cui Patrizia Restani, del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell’Università degli studi di Milano elenca quelle preferite dagli italiani (aloe, finocchio, valeriana, ginseng, mirtillo, passiflora, melissa, guaranà, tarassaco, carciofo), ai probiotici, rispetto ai quali Lorenzo Morelli, preside Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza evidenzia le linee di ricerca attualmente ammissibili secondo l’Efsa (European food safety authority): discomfort gastro-intestinale (colon irritabile negli adulti, coliche gassose nei neonati), difesa immunitaria contro agenti patogeni (come infezioni da Clostridium difficile) e benefici nella risposta agli allergeni. Infine, Giancarlo Cravotto, direttore del dipartimento di Scienza e tecnologia del farmaco dell’Università di Torino, evidenzia come «la forza del sistema di sicurezza italiano per alimenti e integratori è diventato un riferimento per molti Paesi», osservando che «i produttori di integratori alimentari in Italia vantano un elevato standard produttivo e un efficiente sistema di assicurazione della qualità, che li colloca ai primi posti d’Europa». (fonte: Farmacista33. Per scaricare il documento integrale:
http://www.integratoriitalia.it/review-scientifica-sullintegrazione-alimentare/) (foto: integratori)

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A ciascuno la propria idea di bellezza

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

Il congresso di medicina estetica e la preziosa documentazione raccolta dal giornalista scientifico Andrea Sermonti ci offrono l’occasione di proporre ai nostri lettori uno spaccato dei lavori di questa assise congressuale che ogni anno non manca di sorprenderci per le ricerche condotte, gli impegni assunti nei confronti dei pazienti e degli addetti ai lavori e per la serietà nella quale conduce la preparazione di una classe medica altamente specializzata e fermamente impegnata ad un aggiornamento costante e pronto ad una verifica scientifica e sul campo. Il tema conduttore sembra essere quello più suggestivo e ad effetto come l’idea di bellezza che ci siamo fatta. “Ma la bellezza – si chiede Sermonti – riveste la stessa importanza per tutti in tutto il mondo? Gli ideali di bellezza differiscono da un continente all’altro? Quali sono le parti del corpo cui si rivolgono le maggiori attenzioni?
Q-Med, l’azienda svedese produttrice di Restylane, l’acido ialuronico più usato nel mondo, ha cercato una risposta a tutte queste domande realizzando il più grande studio statistico condotto fino ad oggi. La ricerca, basata su interviste individuali approfondite, è stata affidata ad Eurisko, uno dei più autorevoli Istituti di ricerche di mercato nel mondo, è durata un anno e ha coinvolto 10.000 persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni in 5 nazioni: Italia, Germania, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud. Tutti i partecipanti, donne ma anche uomini, hanno risposto a centinaia domande. Un terzo di queste 10mila persone si è rivelato molto interessato a migliorare la sua condizione fisica a condizione di essere ben informato e rassicurato sui risultati.
Come è percepita la medicina estetica attraverso i continenti?
Circa il 55% dei 10mila pazienti intervistati in tutto il mondo si è dichiarato disposto a prendere in considerazione in futuro una o più procedure estetiche. Nei cinque paesi coinvolti dalla ricerca, solo il 20% negli Stati Uniti e il 22% degli europei hanno fatto ricorso ad un atto estetico, contro il 37% in Asia. Le principali barriere verso le cure estetiche
Europa
1. Mancanza di informazioni
2. Paura che il risultato non sia naturale
3. Timore che il risultato non sia armonico rispetto all’età
USA
1. Mancanza di informazioni
2. Paura di non poterselo permettere
3. Convinzione di non averne bisogno
Qualcosa che tutti i paesi hanno in comune è la convinzione che un bell’aspetto offra vantaggi. “La mia vita sarebbe migliore se fossi più attraente” è opinione diffusa per circa il 40% degli intervistati. In Cina in particolare lo afferma circa il 65%, mentre il 60% è convinto che le persone preferiscano frequentare persone di bell’aspetto.
Gli europei hanno qualche dubbio in più sul fatto che la bellezza migliori la vita. E’ in Europa infatti la percentuale più bassa di persone convinte che un aspetto più attraente avrebbe modificato la loro vita.
Negli Stati Uniti, nonostante molti percepiscano che la gente li giudicherà secondo l’apparenza, i più pensano che la personalità sia più importante.
In Asia invece la maggioranza è convinta che l’aspetto sia più importante della personalità. Crede anche che un look gradevole possa contribuire a ottenere un buon lavoro o una promozione.
In Europa non c’è lo stesso legame tra un buon lavoro e un aspetto attraente, ma è in Europa il desiderio maggiore di lottare per migliorare il proprio aspetto, allo scopo di sentirsi meglio con se stessi o per non essere percepito come ‘trascurato’.
Una ‘bella immagine’ in Asia è associata ad una serie di effetti positivi. “Mi aiuta a sentire che ho il controllo sulla mia vita, di essere lì per i miei amici e anche per fare nuove amicizie”. Un aspetto gradevole in Asia è considerato uno strumento per attrarre un partner con status elevato o per ottenere apprezzamento dal partner attuale. E non è tutto; un aspetto ‘curato’ aiuta a creare il proprio stile, per staccarsi dalla folla ed esprimere la propria individualità. Vivere all’altezza delle aspettative dei genitori è anche importante. Nessuno dei parametri di cui sopra, ad eccezione di rendere felice il partner, sono fortemente rappresentati in Europa. Negli Stati Uniti, gran parte del gruppo dice che un buon aspetto dimostra che “non ho perso il controllo di me stesso”. Evitare che gli altri pensino che tu sei pigro è una spinta sia in Asia e negli Stati Uniti, ma non è affatto così importante in Europa.
Sovrappeso
Gli effetti dell’obesità sono nel mirino soprattutto nel mondo occidentale. Per oltre la metà degli americani l’obesità è la più grande paura. InGermania la percentuale è ancora più elevata: la teme oltre il 60%.
In Asia non ha la stessa importanza. Per gli asiatici la ‘forza di gravità’ (seni, glutei, addome che perdono tono, forma e volume) è il problema più sentito. Anche i danni cutanei da esposizione al sole sono percepiti come un problema importante in Asia.
Aging
In Europa, il problema dell’invecchiamento è relativamente più basso rispetto agli Stati Uniti. Le persone di età compresa entro i 49 anni in Europa sembrano molto più felici del loro aspetto nonostante l’età rispetto agli Stati Uniti e all’Asia.
In Europa e negli Stati Uniti i gruppi target sono anche i più attivi nel prendersi cura di sè o nell’adottare misure contro l’aging. In Asia gran parte degli intervistati ritiene di non aver fatto abbastanza per ridurre i segni dell’invecchiamento.
Rughe
Negli Stati Uniti, il gruppo di età compresa tra i 50-54 anni è in genere il più infelice per colpa delle rughe, rispetto agli altri Paesi. Soprattutto per le rughe perioculari, (57%), borse sotto gli occhi (46%), linee e pieghe sul collo e décolleté (42%) e rughe tra le sopracciglia (37%).
In Asia, la cosa che preoccupa di più la fascia di età tra i 50-54 anni sono le rughe perioculari (56%). Ma le borse sotto gli occhi sono al secondo posto (47%) e la pelle stanca e opaca al terzo (43%). Sono considerate antiestetiche anche le linee e le pieghe del collo e le rughette attorno al labbro superiore
In Europa, le rughe intorno agli occhi sono l’inestetismo più fastidioso per la fascia d’età tra i 50 ei 54 anni, seguita da vicino dalle rughe sulla fronte e tra le sopracciglia (37%), e le ‘nasogeniene’, le pieghe che corrono dal naso verso la bocca (36% ).
L’eta’ della bellezza L’età ideale della bellezza negli Stati Uniti, Germania e Cina è indicata tra i 25-29 anni. In Corea del Sud, l’età ideale è più bassa. Lì si pensa che l’età compresa tra i 15-24 anni sia la migliore. Gli italiani hanno la tolleranza maggiore e pensano a uno spettro più ampio di quello degli altri paesi: 15-44 anni.
L’estetica moderna Che cosa vuole ottenere la gente da un trattamento estetico moderno? Il desiderio più grande è la volontà di cambiare una parte specifica del corpo o del viso (50%) o sembrare più giovane agli occhi di chi ti guarda (15%). Secondo l’indagine, i denti storti (34%), sono una fonte altrettanto grande di insoddisfazione in tutto il mondo. Dopo i denti c’è la forma dei glutei (29%) e poi la forma del naso (27%). Gli americani hanno un alto grado di insoddisfazione riguardo le cicatrici da acne e gli asiatici sono in genere più insoddisfatti del loro aspetto rispetto agli europei.

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Seminario Annuale GfK Eurisko

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Milano 14 luglio – dalle ore 9.45 alle ore 13.00 Unione Commercio Turismo (Corso Venezia, 47 – MM Palestro) Il Seminario Annuale GfK Eurisko intende essere l’occasione per fare il punto sulle tendenze in atto nel Paese e sulle attese da parte del pubblico mainstream e delle élite culturali ed economiche. ll Seminario sarà articolato nel modo seguente. 1.  Si inizia illustrando le fondamentali tendenze socioculturali e di consumo nella popolazione italiana (il senso del cambiamento negli atteggiamenti e comportamenti degli italiani). 2.  Si prosegue portando l’analisi su temi cruciali oggi: a.    Il bene salute nei suoi inediti significati e investimenti b.  La seniority come nuovo ciclo di vita, da intercettare e mettere a fuoco nei desideri e bisogni c.  La nuova medialità come opportunità di più efficaci touch point per gli utenti. 3. Quindi sono previsti 2 interventi conclusivi riguardanti: a. Il ruolo delle élite in un frangente come l’attuale, con i nuovi impegni e i nuovi investimenti di sostenibilità che vengono loro richiesti, in particolare per quanto riguarda il problema che non si può eludere dell’inclusione sociale delle nuove generazioni b.  Un’analisi dei punti deboli e dell’auspicato recupero di autorevolezza da parte della marca d’impresa, oggi, nonostante o proprio per le turbolenze che caratterizzano il periodo. Sono previsti contributi di Isa Cecchini, Fabrizio Fornezza, Remo Lucchi, Giuseppe Minoia, Paolo Salafia, Silvio Siliprandi.

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