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Posts Tagged ‘eurobarometro’

Sondaggio Eurobarometro: l’UE deve fare di più su terrorismo, disoccupazione e ambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Gli europei chiedono un maggiore intervento dell’UE su molti fronti, dal terrorismo, alla disoccupazione, all’ambiente. In Italia migliora la percezione dell’Europa.Più del 50% dei cittadini europei che hanno partecipato al sondaggio Eurobarometro ha dichiarato di volere un’Europa più attiva in settori che vanno dalla politica economica alle migrazioni all’uguaglianza di genere.La lotta contro il terrorismo, la lotta alla disoccupazione e la protezione dell’ambiente sono le tre aree in cui, in media, i tre quarti degli europei si aspettano un’Europa più presente.Fra gli italiani il sentimento è simile: rispetto a dodici temi su quindici sondati la considerazione nei confronti dell’UE negli ultimi due anni è migliorata.
Una chiara maggioranza degli europei vuole che gli stati membri agiscano insieme sulla scena internazionale. Sette intervistati su dieci pensano che gli stati membri debbano lavorare insieme per far fronte alla crescente influenza della Russia e della Cina (71%), all’instabilità nei paesi arabi (71%) e agli Stati Uniti con la presidenza Trump (68%).Non bisogna però perdere di vista i bisogni e gli interessi dei singoli paesi. Il 58% degli italiani ritiene, ad esempio, che gli interessi del proprio paese vadano presi in considerazione lavorando con gli altri stati membri.Il 43% degli intervistati italiani ha un giudizio positivo sulle iniziative di promozione della democrazia e della pace nel mondo, mentre il 40% ne ha un’opinione tendenzialmente negativa.Gli europei considerano che le azioni dell’UE sufficienti superano quelle insufficienti in diverse aree fra cui: l’uguaglianza di genere (46% contro 40%), la politica industriale (42% contro 31%) e la politica estera (41% contro 36%).La soddisfazione degli intervistati cresce anche in aree come terrorismo, immigrazione e disoccupazione.Le iniziative UE nella lotta al terrorismo sono considerate adeguate dal 32% degli intervistati, contro il 23% dell’aprile 2016. Per quanto riguarda l’immigrazione, il 26% pensa che l’UE faccia abbastanza, una percentuale in aumento di sette punti rispetto al 2016. Su sicurezza e protezione dei confini esterni gli italiani ritengono che l’azione dell’UE sia adeguata o buona con incrementi tra 8 e 10 punti percentuali rispetto al 2016.I risultati sono molto diversi da paese a paese. Se il 92% dei greci considera le azioni contro la disoccupazione inadeguate, è dello stesso parere solo il 27% dei cechi.I risultati sono stati annunciati il 18 settembre 2018 e provengono da una ricerca Eurobarometro effettuata da Kantar Public su un campione di 27.601 persone in aprile 2018 per il Parlamento europeo. Una prima relazione è stata pubblicata a maggio 2018.

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Eurobarometro: cresce la fiducia dei cittadini nel Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

parlamento europeo romaRoma.“I dati che emergono dalle ultime rilevazioni di Eurobarometro sono positivi e incoraggianti. Il sondaggio indica che la fiducia nel Parlamento europeo e nel nostro lavoro continua a crescere, con i risultati migliori registrati dal periodo pre-crisi”, ha commentato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a seguito della pubblicazione dell’ultimo sondaggio di Eurobarometro.
“La maggioranza dei cittadini vede sempre di più l’Unione europea e le sue istituzioni come attori imprescindibili per rispondere alle loro preoccupazioni, a cominciare dalla lotta al terrorismo, al governo dei flussi migratori o alla disoccupazione giovanile – ha aggiunto Tajani – Non possiamo cullarci sugli allori. In alcuni Paesi non tutti i dati sono soddisfacenti. Dobbiamo proseguire l’azione per riavvicinare l’Europa ai suoi popoli, continuando ad ascoltarli e a fornire loro soluzioni efficaci”.“I cittadini chiedono un’Europa più politica e democratica, dove a decidere sono i rappresentanti che hanno eletto, e non i funzionari. Per questo, vogliono che il Parlamento rafforzi il suo ruolo, anche nel dibattito sull’avvenire dell’Unione”, ha concluso il Presidente Tajani.
Il 36% dei cittadini italiani ha un’immagine positiva del Parlamento europeo – superiore alla media europea (33%) – facendo segnare una decisa risalita (+6%) rispetto alle rilevazioni del 2016, mentre il 35% degli intervistati mantiene un giudizio neutro. Parallelamente, scende la percentuale di coloro che hanno una percezione negativa: dal 32% al 24%, con un calo di ben 8 punti. Quasi la metà degli italiani chiede un ruolo più forte del Parlamento europeo (47%), in crescita di 3 punti rispetto a un anno fa.
Oltre la metà dei cittadini italiani (52%) – a fronte del 55% della media UE – sono interessati all’appuntamento delle elezioni europee del 2019.
In linea con il precedente sondaggio Eurobarometro, i cittadini europei continuano a manifestare un sentimento di vulnerabilità e insicurezza, legato essenzialmente a quattro fenomeni percepiti come “minacce”: terrorismo (58%), disoccupazione (43%), povertà ed esclusione (43%) e immigrazione (35%). Seguono il cambiamento climatico (23%), il fondamentalismo religioso (23%), il crimine organizzato (22%), i conflitti armati (21%), gli estremismi politici (20%), epidemie (10%), cyber-attacchi, dumping sociale e privacy (ognuno al 9%).

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Positiva l’appartenenza all’Ue per un maggior numero di cittadini europei, dice l’ultimo Eurobarometro

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

europeGli intervistati italiani chiedono più interventi dell’Ue su migrazione, sicurezza e difesa, economia e agricoltura.
· Cresce il sostegno all’Ue;
· La maggior parte degli europei preferisce una risposta comune alle sfide globali rispetto a una risposta nazionale;
· Tre europei su quattro vogliono che l’Ue faccia di più in materia di lotta al terrorismo, misure contro la disoccupazione, contrasto all’evasione fiscale e protezione dell’ambiente.Secondo un numero crescente di cittadini europei, appartenere all’Ue è una cosa positiva. Questo il dato che emerge dall’ultimo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo. In pratica, l’attaccamento all’Unione europea ha raggiunto nuovamente i livelli pre-crisi registrati nel 2007.Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha dichiarato: “I risultati dell’ultimo sondaggio sull’attitudine dei cittadini europei nei confronti dell’Ue sono, per la prima volta dall’inizio della crisi economica nel 2007, molto incoraggianti. Tali risultati dimostrano che gli europei vogliono che l’Ue risponda con una voce sola ai timori e alle turbolenze internazionali che hanno reso il mondo in cui viviamo più incerto e pericoloso. Sta a noi leader politici dimostrare che hanno ragione a riporre in noi la loro fiducia. Dobbiamo, con il nostro lavoro quotidiano e con le nostre decisioni, convincerli che l’Unione europea può sia proteggerli che rendere la loro vita migliore”.

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Eurobarometro PE: i cittadini europei chiedono che la loro voce conti di più

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2016

europa comunitaria2Per sei italiani su dieci ciò che unisce i cittadini europei resta più importante di ciò che li divide, ma solo un italiano su cinque pensa di poter far sentire la propria voce in Europa, uno su quattro in Italia.Queste alcune delle conclusioni che emergono dall’ultimo Eurobarometro del Parlamento europeo, che rivela come il 68% degli italiani pensa che le cose stiano andando nella direzione sbagliata nel proprio paese e il 56% in Europa.A livello di Ue, il 71% degli intervistati è convinto che le cose che uniscono i cittadini europei siano più importanti di quelle che li dividono (in Italia siamo al 60%, dieci punti in meno rispetto al 2015), e il 53% che essere membri dell’Ue sia una cosa positiva per il proprio paese (a esserne convinto in Italia un cittadino su tre). L’Eurobarometro 2016 del parlamento europeo (il cosiddetto “parlametro”), è stato condotto nei ventotto Stati membri fra il 24 ottobre e il 3 novembre 2016 con interviste faccia a faccia a un campione di 27768 persone dai quindici anni in sù e ha dato risultati molto diversi paese per paese.In generale, a livello di Ue, quello che emerge è che gli indicatori riguardanti il sostegno dei cittadini al progetto europeo restano pressoché invariati dal 2009 a oggi.Come nel 2015, anche nel 2016 sei europei su dieci restano convinti che far parte dell’Ue abbia portato benefici al proprio paese, mentre è il 38% degli intervistati italiani a pensarla in questo modo (L’Italia è ultima in questa particolare classifica, capeggiata dal 80% di cittadini polacchi, estoni, lituani e irlandesi convinti di aver avuto benefici dall’essere membri dell’Ue).Fra gli elementi chiave per definire l’identità europea, il 50% degli intervistati cita la democrazia e la libertà, mentre solo il 33% indica l’Euro (nel 2015 era il 39%). Per quasi la metà degli intervistati a livello Ue (il 46%) avere un sistema di welfare armonizzato per tutti gli Stati membri contribuirebbe a rafforzare il sentimento di cittadinanza europea.
Il 37% degli intervistati pensa che la propria voce conti in Europa, dato analogo al 2015, mentre il 53% ritiene di essere ascoltato in merito alle decisioni nel proprio paese (nel 2015 era il 63%). In Italia solo il 20% dei cittadini pensa che la propria opinione conti per quel che riguarda le decisioni a livello europeo e il 25% è convinto di essere ascoltato a livello italiano.I cittadini europei hanno una visione non positiva del futuro, con la maggioranza degli intervistati che pensa che le cose stiano andando nella direzione sbagliata sia in Europa (54%, +13% rispetto al 2015) che nel proprio paese (58%, +14% rispetto al 2015).Per il 30% degli italiani, il Parlamento europeo ha un’immagine totalmente positiva (il dato europeo è del 25%, con il 44% dei cittadini Ue secondo cui il Parlamento ha un’immagine neutrale). E crescono gli italiani che pensano che il parlamento europeo dovrebbe avere un ruolo più importante (il 44%, quattro punti in più rispetto al 2015 e due punti in meno rispetto alla media europea del 46%).
Oltre un italiano su due (il 52%) dice di aver avuto recentemente notizie riguardanti il Parlamento europeo dai media (nel 2015 erano però due italiani su tre). In Europa a rispondere positivamente è il 60% degli intervistati, col dato significativo della Francia al 35%. Quando viene chiesto agli intervistati se si sentono informati riguardo le attività del Parlamento europeo, solo il 31% degli italiani e il 32% degli europei dichiarano di sentirsi ben informati, mentre il 67% degli italiani e il 66% degli europei di non esserlo. Dati significativi emergono da Francia, Spagna e Regno Unito, con il 79% di francesi e spagnoli che si sentono non informati, mentre solo il 51% dei britannici dichiara di sentirsi non informato.

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Eurobarometro PE: cresce l’interesse per l’Europa, ma non in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2015

europa comunitariaOltre la metà dei cittadini europei si dice generalmente interessata alle politiche dell’UE (il 54%, 11 punti in più rispetto al 2013). A dirlo è l’ultimo Eurobarometro pubblicato dal parlamento Europeo, che rileva come cresca anche il numero di cittadini convinti che il proprio paese abbia tratto beneficio dall’adesione all’Unione Europea: 60%, 6 punti in più rispetto a giugno 2013. Ma in Italia lo scenario cambia radicalmente, con solo il 44% degli intervistati che si dice interessato alle questioni legate all’UE (contro il 55% che dice di essere poco interessato, a fronte di una media UE del 45%). Inoltre, appena quattro italiani su dieci ritengono che l’adesione all’Unione Europea abbia costituito un beneficio per il paese (una percentuale così bassa, fra i 28 Stati membri, si registra solo a Cipro col 39% degli intervistati mentre in Lussemburgo il dato raggiunge l’82%).Secondo l’Eurobarometro, la ragione principale per cui l’Italia ha beneficiato dell’adesione è il contributo dell’UE al mantenimento della pace e al rafforzamento della sicurezza, mentre solo poco più di un italiano su cinque pensa che l’UE abbia aiutato il nostro paese per quanto riguarda la crescita economica (in Europa la pensa così più di un cittadino su tre). E se il 56% degli europei considera che la presenza di cittadini di altri stati membri sia positiva per l’economia nazionale, in Italia solo il 44% è d’accordo. Ancora, quando viene chiesto agli italiani se sentano un “attaccamento totale” verso il loro paese, regione o città, più del 90% risponde di si. Quando viene chiesto invece del loro attaccamento verso l’Unione Europea, il dato si dimezza, con appena il 45% che risponde positivamente.Per quanto riguarda la crisi migratoria, il risultato italiano è più simile a quello europeo. Infatti, la maggioranza degli intervistati pensa che ci voglia più decisionismo in materia di immigrazione a livello Europeo (66% il dato UE, 68% in Italia); che le procedure legali per la migrazione debbano essere le stesse in tutti gli stati membri (79% UE, 82% Italia); e che la distribuzione del numero di migranti in cerca di asilo negli stati membri debba essere migliorata (78% UE, 84% Italia). Ma mentre per gli europei la priorità dell’UE dovrebbe essere la lotta alla povertà seguita dall’immigrazione (51% la prima e 38% la seconda), per gli italiani le due priorità sono invertite (40% vs 39%). Circa un cittadino su tre, sia in Italia che in Europa, pensa invece che la priorità debba essere la lotta al terrorismo, ma c’è da tener conto che l’Eurobarometro è stato condotto prima degli attentati di Parigi.Alla domanda, quali fattori rafforzerebbero il sentimento di cittadinanza Europea, la maggioranza risponde che ci vorrebbe un sistema di assistenza sociale concordato dagli stati membri (assistenza sanitaria, educazione, pensioni, ecc.).Al secondo posto c’è il desiderio di un servizio europeo di risposta alle emergenze per combattere i disastri naturali internazionali e al terzo la possibilità di trasferirsi in qualsiasi paese Europeo dopo la pensione potendo portarla con sé. Infine, quando agli intervistati è stato chiesto se si ritengano o meno informati sulle attività del Parlamento Europeo, il 63% degli europei e il 65% degli italiani si è detto totalmente non informato, sebbene due cittadini su tre abbiano dichiarato di aver recentemente letto su internet o sui giornali o visto in Tv notizie riguardanti il Pe. E se quattro italiani e quattro europei su dieci dicono di fidarsi del Parlamento Europeo, il 45% degli intervistati in Europa e il 44% in Italia dichiara di non fidarsi.

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Eurobarometro del Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

strasburgo-parlamento-europeoNei giorni in cui i leader dei 28 Stati membri si riuniscono a Bruxelles per discutere di rafforzamento del controllo delle frontiere, gestione dei flussi di migranti e un meccanismo di quote obbligatorio per la ripartizione di profughi e richiedenti asilo, il Parlamento europeo pubblica un Eurobarometro (denominato anche Parlametro) da cui emerge che sul tema dell’immigrazione, una maggioranza considerevole di cittadini italiani (il 71%) crede che l’ UE debba semplificare le procedure legali che consentirebbero di combattere l’immigrazione irregolare. Inoltre, quasi la metà degli intervistati (il 47%) considera positivamente gli aiuti finanziari dell’ UE agli immigrati. Sempre sul tema immigrazione, il 79% è d’accordo al ricollocamento dei richiedenti asilo a quote vincolanti fra Stati; secondo il 47% il nostro paese ha bisogno di migranti legali per lavorare in certi settori dell’economia, mentre il 43% è contrario.Per il 67% degli italiani intervistati, l’immigrazione è la sfida principale a cui l’Unione europea si trova a far fronte e l’84% pensa che i richiedenti asilo debbano essere meglio ridistribuiti fra gli Stati membri. Più di due italiani su tre poi credono che l’UE dovrebbe avere più peso nelle decisioni riguardanti l’immigrazione.Interrogati su altre questioni come la crescita economica, solo il 7% di italiani intervistati crede in una ripresa del mercato a breve termine.Infine, gli italiani sembrano divisi riguardo il futuro delle famiglie: se, infatti, per il 26% degli intervistati la situazione è destinata a peggiorare, il 20% pensa invece che quest’ultima potrà migliorare, mentre per il 46% rimarrà uguale ad oggi.
La seconda parte del Parlametro verrà pubblicata successivamente e verterà su temi quali la percezione del Parlamento europeo da parte dei cittadini e questioni legate alla cittadinanza e all’UE in generale.Il sondaggio, condotto nei 28 Stati Membri dalla “TNS opinion” tra il 19 e il 29 settembre, è basato su interviste faccia a faccia con cittadini UE di età superiore ai quindici anni.

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Le sfide principali per l’UE: immigrazione, economia e situazione sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

europa-261011-cNei giorni in cui i leader dei 28 Stati membri si riuniscono a Bruxelles per discutere di rafforzamento del controllo delle frontiere, gestione dei flussi di migranti e un meccanismo di quote obbligatorio per la ripartizione di profughi e richiedenti asilo, il Parlamento europeo pubblica un Eurobarometro (denominato anche Parlametro) da cui emerge che sul tema dell’immigrazione, una maggioranza considerevole di cittadini italiani (il 71%) crede che l’ UE debba semplificare le procedure legali che consentirebbero di combattere l’immigrazione irregolare. Inoltre, quasi la metà degli intervistati (il 47%) considera positivamente gli aiuti finanziari dell’ UE agli immigrati. Sempre sul tema immigrazione, il 79% è d’accordo al ricollocamento dei richiedenti asilo a quote vincolanti fra Stati; secondo il 47% il nostro paese ha bisogno di migranti legali per lavorare in certi settori dell’economia, mentre il 43% è contrario.Per il 67% degli italiani intervistati, l’immigrazione è la sfida principale a cui l’Unione europea si trova a far fronte e l’84% pensa che i richiedenti asilo debbano essere meglio ridistribuiti fra gli Stati membri. Più di due italiani su tre poi credono che l’UE dovrebbe avere più peso nelle decisioni riguardanti l’immigrazione.Interrogati su altre questioni come la crescita economica, solo il 7% di italiani intervistati crede in una ripresa del mercato a breve termine.Infine, gli italiani sembrano divisi riguardo il futuro delle famiglie: se, infatti, per il 26% degli intervistati la situazione è destinata a peggiorare, il 20% pensa invece che quest’ultima potrà migliorare, mentre per il 46% rimarrà uguale ad oggi. La seconda parte del Parlametro verrà pubblicata successivamente e verterà su temi quali la percezione del Parlamento europeo da parte dei cittadini e questioni legate alla cittadinanza e all’UE in generale.
Il sondaggio, condotto nei 28 Stati Membri dalla “TNS opinion” tra il 19 e il 29 settembre, è basato su interviste faccia a faccia con cittadini UE di età superiore ai quindici anni.

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Gli italiani e l’eurobarometro

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

L’ultimo Eurobarometro Standard dimostra un’inversione di rotta rispetto alla primavera del 2009. Emerge un ritorno di fiducia degli italiani nei confronti dell’Unione europea e le sue istituzioni. Inoltre, la maggioranza degli italiani continua a credere che l’Italia debba farsi sentire di più nell’ambito dell’UE. Quanto alla situazione economica, gli intervistati tendono ad essere ancora scettici e preferiscono credere che le soluzioni e l’exit strategy sia da ricercare e definire a livello europeo.

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La disoccupazione assilla gli europei

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

I primi risultati dell’ultima indagine Eurobarometro rivelano che per gli europei il problema principale per il loro paese è la disoccupazione, mentre le preoccupazioni circa la situazione economica sono leggermente diminuite. Ora che il G20 e l’FMI hanno impresso un maggior slancio al risanamento economico, i cittadini ritengono che i governi nazionali e l’Unione europea occupino la posizione migliore per agire contro gli effetti della crisi. La maggior parte degli europei (54 per cento, -7 punti rispetto a maggio-giugno 2009) ritengono che il peggio debba ancora venire per quanto riguarda l’impatto della crisi sul lavoro, mentre il 38 per cento considera che essa abbia già raggiunto il suo apice. Questa percentuale corrisponde ad un aumento del 10% rispetto all’indagine precedente A La stessa tendenza positiva, rispetto a quella della primavera 2009, si può osservare riguardo alle aspettative in materia di situazione economica nell’UE, nel corso dei prossimi 12 mesi. Il 30 per cento (+6) degli europei è del parere che i prossimi dodici mesi saranno migliori, il 38 per cento considera che la situazione rimarrà immutata (-) e il 21 per cento (-7) si aspetta un peggioramento. L’11 per cento (+1) dei cittadini non si pronuncia. (fonte: J Buon Giorno Impresa)

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Europee: avvicinare Strasburgo agli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Dichiarazione dell’on. Antonio Mussa (UEN – PDL): “Purtroppo nonostante le dirette quanto importanti competenza che l’Europa ha su ogni singolo stato e sulla vita di ogni cittadino, secondo l’Eurobarometro, metà degli italiani dichiarano di non essere interessati al voto di giugno.  Questi dati purtroppo non stupiscono perché è da anni che i sondaggi europei segnano la lontananza tra Parlamento europeo e Italia.  È ora arrivato il momento di affrontare il problema e di risolverlo. Non possiamo permetterci oltre il lusso di non avere completa consapevolezza, e quindi capacità critica, su decisioni e scelte europee che possono avere dirette conseguenze nella quotidianità.   Non devono essere solo eventi disastrosi, come il caso della mucca pazza, dell’aviaria o del terremoto abruzzese, a risvegliare l’attenzione degli italiani nei confronti di quanto fa l’Unione Europea per ciascun stato.  Serve invece un’informazione più attenta e costante, alla pari delle politiche nazionali, per far si che i cittadini si sentano di fatto europei. Per questo motivo, ora tutti gli eurodeputati, eletti e futuri, devono impegnarsi in un’azione comune per fare un’inversione di marcia e portare l’Europa in ogni singolo paese e dentro ogni singole casa e per dare finalmente ai media, quell’informazione corretta e tempestiva sull’Unione europea, fino ad oggi mancata”.

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TNS si aggiudica la gara per Eurobarometro

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

La Commissione Europea assegna a Tns il contratto per i prossimi quattro anni.  TNS, leader mondiale nelle ricerche di mercato e consulenza di marketing, si è aggiudicata per la seconda volta, il contratto con la Commissione e il Parlamento europeo quale fornitore per le indagini di Eurobarometro. Questo accordo sarà uno dei più grandi contratti di ricerca mai commissionati (più di 65 milioni di euro in quattro anni) ed arriva a soli quattro mesi di distanza dalla già avvenuta assegnazione della gara per le ricerche qualitative Eurobarometro, con un valore pari a  15 milioni di euro in quattro anni. Le ricerche di Eurobarometro saranno coordinate all’interno di TNS, dal settore Politico Sociale, specializzato in quest’area, TNS Opinion, che ogni anno intervista circa 200.000 cittadini in oltre 34 paesi Europei: precisamente i 27 Stati membri dell’Unione europea (UE), i tre paesi candidati (Turchia, Croazia e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia), Norvegia, Islanda e Svizzera, e la comunità turco-cipriota (che si trova nella zona non controllata dal governo della Repubblica di Cipro). Tutte le interviste sono condotte “face to face”, in 44 lingue diverse, attraverso 9200 intervistatori TNS.  Per quanto riguarda l’Italia, TNS Infratest si occuperà delle diverse indagini sul nostro territorio, coordinata appunto nel progetto internazionale da TNS Opinion. Eurobarometro è lo strumento più importante di misurazione dell’opinione pubblica in Europa; analizza un numero considerevole di aspetti riguardanti l’Unione Europea, tra cui globalizzazione, disoccupazione, tutela dell’ambiente, immigrazione, povertà, affari internazionali, in alcuni casi con monitoraggi ripetuti per diversi anni.  TNS è partner delle istituzioni europee dal 1974 quando vinse il primo contratto per le ricerche quantitative per Eurobarometro

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Eurobarometro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2009

È stato presentato a Bruxelles l’Eurobarometro 2008, sondaggio della Commissione europea su un campione di 26618 cittadini europei dei 27 stati membri di cui 1061 italiani, da cui emerge che l’Europa continua a rimanere un punto di riferimento per la maggioranza degli italiani, ma appaiono sempre più evidenti i sintomi di un malessere che parte dal disappunto verso la politica nazionale per estendersi alle istituzioni europee. Il dato più preoccupante riguarda la fiducia verso l’Ue (manifestata solo da un 41% del campione, mentre la media europea è del 47%). Maggiore consenso viene dato invece agli enti locali e regionali rispetto al livello nazionale (38% contro il 29% rispettivamente) per quanto riguarda l’influenza che questi hanno sulle condizioni di vita dei cittadini, nonostante la “sofferenza” in cui si trovano specialmente gli enti locali rispetto all’interlocutore Europa. Infatti, gli italiani lamentano un’Europa distante dai cittadini: il 50% degli intervistati ritiene insufficiente la considerazione che l’Unione europea ha degli enti locali e regionali nel prendere le decisioni politiche. La maggior parte del campione ammette inoltre di non comprendere il funzionamento della macchina comunitaria ed il 52% vorrebbe ricevere maggiori informazioni sull’attività degli enti territoriali dinanzi ai vertici Ue. A dispetto di tutto ciò, gli italiani continuano a preferire una gestione comune europea per la maggior parte delle politiche, dall’immigrazione all’energia, dalla lotta al cambiamento climatico all’economia. Anche nei settori tradizionalmente considerati prerogativa nazionale, come la lotta alla disoccupazione o la sanità, aumentano coloro che favoriscono un maggiore ruolo per l’Ue.

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