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MEPs voted to clarify the future role of Eurojust

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

europeBruxelles. Thursday, the committee on Civil liberties, justice and home affairs therefore adopted a proposal on the future role and structure of Eurojust. The proposal passed with 51 votes to 5 and with no abstentions, and will be Parliament’s position to enter into negotiations with the Council.
Quote”Organised crime and corruption are not constrained by borders and thus, demand a European response. With today’s adopted report, we are making concrete proposals on how Eurojust can coordinate and support member states and at the same time cooperate effectively with Europol and EPPO.” said Axel Voss (EPP, DE), MEP responsible for the file.A primary concern for MEP’s was to ensure that there would be neither overlaps nor loopholes when the European Public Prosecutor’s Office (EPPO) is established, in 2020 or later. 20 EU countries has so far announced that they will participate in EPPO.
Quick facts Eurojust is the European agency facilitating cross-border investigations and prosecutions of serious crimes such as human trafficking, organised crime and crime against the EU budget.
The European Public Prosecutor’s Office (EPPO) will work as enhanced cooperation between the participating EU countries. It will eventually assume responsibility for prosecuting crime against the EU’s financial interests.

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Eurojust: Filippo Spiezia interviene su ‘Cooperazione giudiziaria nell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Mag 2016

giustizia europeaNapoli lunedì 23 maggio, alle 10.30, nell’aula Pessina, corso Umberto I, 40 Il ruolo di Eurojust”, interverranno Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II, Lucio De Giovanni, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo, e Filippo Spiezia, membro nazionale italiano ad Eurojust. Eurojust è l’organismo di cooperazione giudiziaria nato nel 2002 per migliorare nell’Unione europea l’efficacia dell’azione di contrasto alle forme gravi di criminalità organizzata.La sua struttura si presenta non sotto forma di network, ramificato presso le singole autorità nazionali, ma come organismo centrale con una sede accentrata (l’Aja), presso cui sono rappresentati i 28 Stati membri dell’Unione. L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha riformato definitivamente il sistema comunitario e dell’Unione europea, segnando l’avvio di una nuova fase del rapporto tra quest’ultima e gli ordinamenti nazionali. Il settore della cooperazione giudiziaria penale è quello che presenta i tratti di maggiore innovazione. La cooperazione giudiziaria diventa solo una delle componenti, ma la più significativa, per la creazione di uno spazio comune di sicurezza, giustizia e di libertà.

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Verso uno spazio di giustizia penale dell’UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Mag 2009

Per rafforzare la cooperazione UE in materia penale, il Parlamento raccomanda al Consiglio di dare piena attuazione al principio del riconoscimento reciproco e adottare disposizioni sulle garanzie procedurali nel campo penale. Chiede poi misure per tutelare vittime di reati e testimoni, sostenere società civile e istituzioni nella lotta alle mafie e per riutilizzare a scopi sociali i beni confiscati. Occorre poi rafforzare Eurojust e istituire una Scuola giudiziaria europea. Secondo il principio del riconoscimento reciproco, «una decisione pronunciata da un’autorità giudiziaria competente in uno Stato membro diviene pienamente e direttamente efficace su tutto il territorio dell’Unione e le autorità giudiziarie sul cui territorio la disposizione può essere applicata, assistono alla sua esecuzione come se si trattasse di un provvedimento adottato da un’autorità competente di quegli Stati membri». Tale principio, per i deputati, «è la pietra angolare su cui si basa la cooperazione in materia penale», ma notano che la sua applicazione è ancora «insoddisfacente». Raccomandano quindi al Consiglio di adottare «senza indugio gli strumenti giuridici ancora necessari per completarne l’attuazione» e di assicurare lo sviluppo di leggi equivalenti per i diritti processuali, nonché il ravvicinamento delle norme minime concernenti elementi della procedura penale.  Perché il principio del riconoscimento reciproco possa essere pienamente efficace, insistono i deputati, «occorre una cultura giudiziaria comune a livello europeo, basata sulla fiducia reciproca, su principi comuni e un certo livello di armonizzazione, nonché sulla protezione dei diritti fondamentali», in particolare per quanto riguarda quelli processuali. In proposito, ritenendo che uno spazio di giustizia penale dell’UE debba fondarsi su l rispetto dei diritti fondamentali delle vittime, degli indagati e degli imputati, il Parlamento raccomanda al Consiglio di adottare quanto prima uno strumento giuridico riguardante le garanzie procedurali nei procedimenti penali che si basi sul principio della presunzione di non colpevolezza. In particolare, occorre garantire il diritto a una “comunicazione dei diritti”, a un interprete e all’assistenza legale (gratuita ove necessario), a produrre prove e ad accedere ai documenti. E’ anche necessario introdurre norme minime in materia di condizioni carcerarie e detentive e un insieme di diritti comuni per i detenuti nell’UE, tra cui il diritto di comunicare e il diritto all’assistenza consolare.

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