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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘europa comunitaria’

L’Europa comunitaria alle prese con una leadership inconsistente

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Siamo governati in Europa, e in alcuni casi anche altrove, da una classe politica mediocre e soprattutto incapace di valutare nella sua interezza i mutamenti in atto per poterli tradurre in interessi generali e non limitati a consorterie di dubbia origine. Anche ora che si stanno incrociando le spade tra i vari contendenti l’unico polverone che si è in grado di sollevare sono le polemiche sterili come è il recente caso che ha visto duramente contrapposti il ministro degli esteri lussemburghese e degli interni Matteo Salvini. Ma in questa sciocca diatriba ciò che ci ha colpiti di più sono state le giustificazioni di Asselborn che lo hanno fatto arretrare di almeno un secolo quando le nazioni contavano qualcosa solo se il loro numero di abitanti era elevato. Se fosse in buona fede, allorché afferma che gli immigrati per il paese che li ospita sono una risorsa, mi chiedo il perché non si adopera ad ospitarli in gran numero insieme a tutti i suoi colleghi, dalla Francia in testa, che si guardano bene d’aprire le loro frontiere allo “straniero”. La verità è che l’immigrazione di oggi è la conseguenza delle logiche colonialiste, post colonialiste e delle attuali inciuci con i governanti corrotti di alcuni paesi africani e del vicino oriente che hanno provocato uno sfruttamento selvaggio delle risorse energetiche e minerarie di quei paesi, impoverendoli. Ad aggravare il tutto si è aggiunto il revanscismo tedesco che non potendo scatenare una terza guerra mondiale ha giocato la carta dell’economia arricchendosi a spese delle altre nazioni e condizionandole con i loro alti debiti pubblici. Non sarebbe andata in questo modo se vi fosse stato negli anni passati una maggiore solidarietà tra gli stati e la capacità di contenere la sete di potere dei governi tedeschi, di cui la Merkel è la più accanita sostenitrice, bilanciandola con una comunità europea più forte e determinata.
L’Europa, infatti, non si costruisce sulle debolezze altrui ma si consolida attraverso un impegno comune per cercare di portare allo stesso livello di crescita e di prosperità tutti gli stati. (fonte: Centri studi Fidest)

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L’Europa comunitaria è un guscio vuoto

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

Non ci riferiamo all’attuale indifferenza mostrata nell’accoglienza degli immigrati e nemmeno al cinismo d’attribuire alla sola Italia l’onere di riceverli, assisterli e offrire loro un’opportunità lavorativa, ma ad usare l’arma impropria del condizionamento economico e finanziario per indebolire il paese e ridurlo alla mercé dei comitati d’affari per lucrare e immiserire gli italiani sino a renderli incapaci di crescere e prosperare. Per questo motivo il Parlamento europeo è diventato solo una tribuna per dibattiti destinati a non portare nessun risultato pratico ma unicamente per servirsene come alibi per i propri interessi di bottega. Chi comanda è altrove e se si decide che l’Italia deve diventare la gamba lunga dell’Africa e trasformarla nel più grande campo profughi d’Europa a nessuno è permesso sollevare la pur minima critica. E l’Italia è doppiamente vittima di quest’andazzo avendo avuto governi privi di spina dorsale e portati ad assecondare acriticamente il volere dei gruppi di potere comunitari. Ora che l’attuale esecutivo alza la testa i fulmini di Bruxelles diventano incontenibili. Avevo già da tempo espresso molte perplessità sulla politica messa a punto dall’U.E. da diversi anni a questa parte e, pur essendo un convinto europeista, sono stato al tempo stesso il primo a rammaricarmene. In un mio libro ho intravisto una sola possibilità: lo sdoppiamento dell’Europa lasciando alla deriva i paesi come la Germania, la Francia, l’Olanda e il Belgio e fondando una nuova unione europea a guida Russa. Esistono delle grosse potenzialità per un’Europa del Sud-Est che inglobi tutti i paesi africani e asiatici che si affacciano sul Mediterraneo. Solo con questo genere di rimescolamento delle carte è possibile assicurare all’Europa, sia pure per quel che resta, un suo futuro. D’altra parte la storia ci insegna. La civiltà è nata e si è consolidata proprio sulle sponde del Mediterraneo e da questa civiltà è possibile ritrovarci e prosperare. (Riccardo Alfonso)

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Alla conquista dell’Europa comunitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

PRATICA-DI-MARE (Italian Air Force base). Pres...

Image via Wikipedia

Quanto sta accadendo in Europa con una crisi che tende a travolgere l’eurozona partendo dagli Stati economicamente e strutturalmente più deboli mi richiama alla mente quanto ebbe a dirmi un giornalista russo qualche anno dopo la caduta del muro di Berlino e in concomitanza con gli effetti postumi delle indagini della procura di Milano altrimenti note come “mani pulite” che infersero un duro colpo al sistema partito e alla loro rete clientelare e corruttrice. Secondo questo giornalista, che ho incontrato solo due volte e poi non sono più riuscito a vederlo, il collasso dell’Urss non era casuale ma studiato a tavolino in quanto gli strateghi russi avevano individuato un diverso modo per aggredire il mondo occidentale senza dover far ricorso ad una guerra che avrebbe provocato più danni che benefici per tutti, qualsivoglia fosse stato il vincitore. Su questa traccia la mia attenzione si è concentrata sulle mosse e sui personaggi che dagli anni novanta hanno guidato la federazione russa per capire se le ragioni del mio conoscente potessero avere un certo riscontro. Oggi l’Amministrazione Putin, caratterizzata da alcune iniziative come quella di foraggiare con armamenti tecnologicamente evoluti gli “stati canaglia” (Iran, Siria, Libia e altri paesi africani e asiatici), con lo stabilire una solida amicizia con la Cina e di servirsi di Berlusconi per una politica di “amicizia” con i due dittatori libico e tunisino e per usarlo come una sorta di “piede di porco” per scardinare l’eurozona facendone emergere le contraddizioni, la sua inconsistenza politica e favorire in questo modo la Russia per il suo progetto espansivo nel controllo dell’area continentale in chiave anti U.S.A, sembra andare verso la strada indicatami dal mio interlocutore. Possono, ovviamente, essere tutte coincidenze ma fa riflettere quanto sta accadendo in Italia con una leadership che si è consolidata non per le doti di statista di Berlusconi ma per la connivenza di alcuni suoi oppositori. Oggi, ovviamente, di tutto questo possiamo solo mettere in conto perplessità e sospetti, ma non dati di fatto incontrovertibili per cui dovremmo licenziare questa ricostruzione “storica” come una mera ipotesi fantascientifica, ma il dubbio ci resta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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