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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘europa’

Da Re: «L’Europa aiuti le imprese artigiane ad essere competitive»

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2023

Strasburgo. «Dopo il contraccolpo della pandemia (produzione a -30% nel solo Nord Italia), le imprese artigiane devono ora affrontare la spinta dell’innovazione e molte di esse non ne hanno la forza. L’Europa ha il dovere di essere al loro fianco». L’europarlamentare trevigiano della Lega e membro del gruppo Identità e Democrazia, Gianantonio Da Re, ha depositato una proposta di risoluzione al Parlamento Europeo per richiedere maggiore attenzione, tutela e sostegno per i mestieri tradizionali e l’artigianato. «Si tratta di due colonne portanti dell’economia, della storia e delle tradizioni di ogni singolo Paese e in particolare per il territorio del Nord Italia, l’area dove maggiore è il numero di imprese artigiane – ha spiegato l’europarlamentare – . È fondamentale definire delle misure volte alla protezione di questi settori, affinché continuino ad essere competitive nel mercato, pur mantenendo le loro caratteristiche specifiche». Secondo i dati, infatti, solo lo 0,3% delle aziende artigiane in Italia può considerarsi innovativa e oltre il 60% presenta un livello di innovazione basso. «Nell’“Anno europeo delle competenze” occorre potenziare la formazione, nonché accompagnare la società e le imprese verso le transizioni ecologica e digitale adeguandole alle esigenze del mercato del lavoro.

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L’Europa messa alle corde

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2023

Non stiamo a rivangare il passato, quello remoto per intenderci. Partiamo invece dall’inizio di questo nuovo secolo e sino ai giorni nostri. Lo facciamo prendendo buona nota dai lanci della Fidest che da allora si sono infittiti sul tema europeo sino a permetterci di raccoglierli in due volumi e oggi di comparare questi spunti con l’attualità. La prima riflessione che ci giunge spontanea è l’insoddisfazione di molti europei per una comunità che sembra di più assumere una logica “imperiale” con un potere centrale che accentra e non riesce a comprendere lo spirito dei tempi e se lo fa vi giunge in ritardo. Fa poi da corollario un supporto umano nella leadership europea alquanto mediocre che non è in grado di riscattarsi con più centri di comando: Consiglio europeo, Commissione Europea, Parlamento Europeo, proprio perché diventano, in pratica, dispersivi e si trasformano spesso in una tribuna dove dar sfogo alle proprie pretese nazionalistiche e al più realizzando alleanze bipolari: franco-tedesche, paesi dell’Est europeo, ecc. Una cosa, tuttavia, è certa: l’attuale leadership ci conduce verso un futuro incerto e al rischio concreto di uno sfaldamento dell’intero sistema. E la mediocrità non ci consente d’affrontare il futuro con la necessaria determinazione nel fare scelte coraggiose facendo perdere alcuni tabù legati alla “sovranità nazionale” per renderla collettiva. Pensiamo, ad esempio, alle politiche industriali, monetarie, fiscali a quelle del lavoro e dei prezzi. Ma anche la capacità d’avere una politica estera comune che sappia parlare al mondo con una sola voce perché, ad esempio, avremmo fatto volentieri a meno, a suo tempo, dell’intraprendenza del presidente Macron per la questione libica. Avremmo dovuto costruirla con quella europea. Che senso, infatti, ha mostrare una pluralità di politiche internazionali se vogliamo essere rappresentativi di una volontà collettiva di taglio europeo? L’Europa, per intenderci, ha perso la consapevolezza che il nostro tempo richiede decisioni immediate e, soprattutto, che i destinatari debbano essere certi d’avere a che fare con una forza unitaria e non spezzettata in più tronconi e persino l’un contro l’altro armata. E in politica estera, in particolare, avremmo molte ragioni per restare uniti e fermi nelle nostre scelte. Pensiamo ai rapporti con la Federazione russa di Putin e al vicino Oriente. E forse se l’avessimo fatto non ci saremmo trovati oggi con l’invasione Russa in Ucraina. La Russia, dopo tutto, al di qua degli Urali, è l’Europa e il Mediterraneo ci offre l’opportunità di tessere buoni rapporti con tutta l’area dei paesi nord africani e asiatici che si affacciano sulle sue sponde. Ci siamo mai chiesti quali politiche autonome e originali avremmo potuto imbastire con questi paesi? Siamo solo riusciti a creare un gran “pasticcio”, per usare una parola educata, con le politiche migratorie. Abbiamo trasformato, in particolare, l’Italia in un grande capo profughi con migliaia arrivi da vari anni a questa parte, ed ora ci ritroviamo a non sapere come gestirli perché non si tratta solo di rifocillarli ma di trovare loro un lavoro. Non sanno forse i grandi saputelli di Bruxelles che esiste una forte evoluzione tecnologica che tende a ridurre il lavoro degli “umili” e ad esaltare quello delle “intelligenze”? (Riccardo Alfonso direttore dei centri studi sociali e politici della Fidest)

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L’Europa che vorremmo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2023

Se tralasciamo il discorso su ciò che i nostri padri pensavano sull’Europa da europei e ci limitiamo a considerare i fatti odierni dobbiamo renderci conto che dopo tanti sforzi unitari e le relative accelerazioni annettendo senza farci molti scrupoli paesi che non avevano ancora maturato l’idea dello stare insieme e le regole che avrebbero dovuto condividere e alla possibile perdita di parte della loro sovranità in tema di politica estera, di economia, di finanza, di giustizia, di certo la loro vocazione unitaria avrebbe mostrato non poche crepe. È questo a mio avviso il tallone di Achille di una comunità che pensa ai propri confini in termini nazionali e non di certo sovranazionali. L’Europa sembra oggi insofferente al conto che la storia le presenta dopo decenni di colonialismo, post colonialismo e di governi fantoccio in paesi dove l’ordine di scuderia era quello di sfruttare, impoverire, immiserire in nome del profitto fine a sé stesso. Abbiamo fatto scempio degli stessi diritti che enunciavamo con orgoglio in nome della “realpolitik” per dedicarci animo e corpo alla ricerca e il mantenimento del potere, indipendentemente da questioni religiose o morali. Eravamo tanto invasati alla ricerca diplomatica di un primato fra gli Imperi Europei che abbiamo saputo dar seguito naturale alle feluche dei propri ministri, diplomatici, accademici sostituendole con gli elmi del guerriero e scatenare guerre sanguinose e immani distruzioni per affermare un predominio che la diplomazia delle feluche non era riuscita ad assicurare. Ora che i tempi del guerreggiare in armi sono passati di moda un’altra cultura si è affermata affinando l’ingegno degli europei verso un modo di pensare più ricercato. Così l’Europa comunitaria si è trasformata in uno scudo protettivo e in un terreno di lauti profitti per chi avendo perso la guerra sul terreno di battaglia ritrova la sua revanche in senso storico politico nel campo dell’economia e della finanza. Questo doppio binario di politica interna ed internazionale messo in piedi da chi continua a sentirsi storicamente erede di un passato imperiale è destinato a far pagare un prezzo molto elevato a quelle nazioni in Europa e altrove che hanno subito il fascino del più forte e non compreso l’insidia che nascondeva. Se questa è l’Europa che vogliamo abbiamo sbagliato alla grande perché non vi è dignità per i sudditi. E qui mi fermo. Come dire? Ai posteri l’ovvia sentenza. (Riccardo Alfonso direttore centri studi sociali e politici della Fidest)

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Ratzinger: Rojc (Pd), fu attento a ruolo Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2023

“Papa Benedetto ha accompagnato con il suo magistero e il suo rigore dottrinale l’avvio complicato di questo millennio, dando un’attenzione lungimirante al ruolo di una Europa più forte”. Così la capogruppo Pd nella commissione Politiche europee del Senato Tatjana Rojc, appresa la notizia della scomparsa del Papa emerito Benedetto XVI. “La sua ‘rinuncia’ non è stata una fuga ma – aggiunge Rojc – il dono grande di un papato che diventa servizio alla Chiesa e ai credenti e cammina con le speranze e le fragilità del popolo”.

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La vulnerabilità dei Rom in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2023

I Rom sono un insieme di popoli che, nel loro complesso, costituiscono la minoranza etnica più numerosa d’Europa – ma anche uno dei gruppi più vulnerabili. L’Unione europea è da anni impegnata nella lotta contro la discriminazione nei confronti dei Rom, per favorirne l’inclusione e la partecipazione civile. Dal sondaggio della European union agency for fundamental rights (Fra) però emerge che gli stati membri sono ancora ben lontani dagli obiettivi prefissati.Nel 2021 l’80% dei Rom intervistati risultava essere a rischio povertà, contro il 17% della popolazione generale (con una differenza di oltre 60 punti percentuali). Le cifre più elevate si registrano nei paesi dell’Europa meridionale, dove la quota supera il 90% e il divario maggiore è quello portoghese (80 punti). Meno pronunciati ma comunque significativi i divari dal punto di vista della partecipazione nel mondo del lavoro. Il 43% dei Rom dichiara di svolgere una qualche attività lavorativa retribuita, contro il 72% della popolazione generale. Ancora una volta, lo scarto più elevato si registra in Portogallo. (Fonte: Openpolis)

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Quanto durerà l’inflazione in Italia e in Europa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2022

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. L’ultimo dato sull’inflazione di novembre nell’Eurozona ci ricorda che, in questo momento, la pressione inflattiva resta il focus principale per i mercati finanziari. Nonostante sembri essere arrivata a un punto di svolta, siamo ancora ben lontani dai livelli a cui siamo stati abituati nell’ultimo decennio. La domanda sorge dunque spontanea: per quanto tempo, ancora, possiamo aspettarci livelli di inflazione sostenuti? La morsa dell’inflazione sull’economia dovrebbe cominciare ad allentarsi nel corso del 2023, per poi assestarsi definitivamente nel 2024. Stando agli ultimi dati dalla Commissione UE, però, il prossimo anno l’inflazione continuerà a rimanere elevata: al 7% nell’Unione Europea e al 6,1% nell’area Euro. Per il 2024, invece, è prevista una discesa rispettivamente al 3% e al 2,6%. Attualmente, il forte aumento inflattivo sta colpendo un’economia globale ancora alle prese con le conseguenze economiche della crisi pandemica e della guerra in Ucraina dove, in particolare, l’UE risulta essere tra le regioni più esposte a causa della sua vicinanza geografica e della forte dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili russe. La corsa dell’inflazione sta inoltre erodendo il valore reale dei risparmi aggiuntivi accumulati durante la pandemia. Si prevede, pertanto, che la crescita dei consumi privati ​​reali rallenterà dal 3,7% nel 2022 allo 0,1% nel 2023, prima di risalire all’1,5% nel 2024 quando i salari reali, e quindi i redditi disponibili, recupereranno parte del potere d’acquisto perduto. L’inflazione nel 2022 ha continuato a sorprendere al rialzo. L’accelerazione e l’ampliamento delle pressioni sui prezzi nei primi dieci mesi dell’anno hanno spostato il picco di inflazione previsto al quarto trimestre 2022 e hanno contribuito a far alzare la proiezione del tasso di inflazione annuale al 9,3% nell’Unione Europea e all’8,5% nell’area Euro. Situazione che ha avuto effetti negativi sulla crescita economica e sui mercati finanziari, tanto che i paesi dell’UE e dell’area Euro dovrebbero sperimentare una recessione tecnica quest’inverno. Per il 2023, nel suo complesso, si prevede una crescita del Pil reale sia nell’UE che in area Euro allo 0,3%, ben al di sotto dell’1,5% e dell’1,4% stimati in precedenza. Secondo le ultime previsioni economiche fatte dalla Commissione UE, anche l’Italia subirà un rallentamento dell’economia questo inverno. È infatti prevista una crescita dello 0,3% nel 2023 e dell’1,1% nel 2024. Il tasso di inflazione dovrebbe salire a 8,7% quest’anno e scendere al 2,3% entro il 2024.

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La Cina rimette in gioco un’ulteriore forma di sostegno all’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2022

A cura di Paul Grainger, Head of Global Fixed Income & Currency, e James Bilson, Fixed Income Strategist, Schroders. Nelle ultime settimane gli operatori di mercato sono stati colti di sorpresa dalla rapidità del cambiamento di strategia anti Covid in Cina, dove si notano molti segnali di un allontanamento dallo zero-Covid più rapido di quanto previsto. Inoltre, sono state adottate gradualmente misure di sostegno per il settore immobiliare, un motore cruciale della crescita in ogni economia, ma soprattutto in Cina. Permane tuttavia un elevato grado di incertezza sia sulla velocità sia sulla portata del cambiamento della politica cinese nei confronti della pandemia e del settore immobiliare nella prima metà del 2023. Considerando il sentiment molto negativo e la scarsa performance dell’anno scorso degli asset legati al ciclo economico cinese (come i mercati valutari asiatici), riteniamo che ci sia poco margine per sorprese positive per gli investitori. Siamo più ottimisti sulle commodity e sulle valute asiatiche selettive. Vale la pena notare, tuttavia, che qualsiasi miglioramento delle prospettive della Cina apporterebbe un beneficio significativo anche all’Europa. Infine, continuiamo a temere che la velocità e l’entità delle politiche di inasprimento a livello globale abbiano ripercussioni sulle economie in cui il debito delle famiglie e il rapporto tra prezzi delle case e reddito sono elevati. Ciò potrebbe comportare una minore capacità delle Banche Centrali di queste economie di inasprire le politiche prima che le vulnerabilità dei consumatori e del mercato immobiliare le facciano deragliare.Riteniamo che ciò offra significative opportunità di valore relativo, per essere lunghi su base cross-market sulle obbligazioni dei Paesi più vulnerabili (Svezia, Canada, Regno Unito) rispetto a quelli meno esposti (Stati Uniti ed Europa), o in alternativa per essere corti sulle valute di questi Paesi più vulnerabili. Nel complesso, il 2022 si è rivelato un anno difficile per i mercati dei capitali, ma la sofferenza del mercato ha portato a un aumento dei rendimenti e a un contesto molto interessante per il reddito fisso dal punto di vista delle valutazioni. Come sempre, il tempismo è fondamentale. Una volta che gli operatori di mercato inizieranno a dare meno peso all’inflazione – per le ragioni sopra citate – e a confrontarsi con il deterioramento del contesto di crescita, si realizzerà un ottimo potenziale di rendimento in tutti i mercati globali del reddito fisso. In effetti, i maggiori segnali di disinflazione e la minaccia dell’inflazione che si allontana sono esattamente ciò che gli investitori obbligazionari hanno bisogno di vedere. Inoltre, ci aspettiamo che la volatilità delle obbligazioni si riduca con la maturazione dei cicli di rialzo, il che sarà accolto con favore dagli investitori.

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Schroders Outlook 2023 Azionario Europa: il calo dei prezzi dell’energia può favorire la ripresa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2022

A cura di Martin Skanberg, Fund Manager, European Equities, Schroders. La domanda per il 2023 è se i mercati riusciranno a superare il difficile contesto macroeconomico. La speranza che l’inflazione abbia già raggiunto il suo picco, almeno negli Stati Uniti, di recente ha sostenuto l’azionario. È possibile che questo slancio continui nella prima parte del 2023, per poi venire meno nel corso dell’anno. I prezzi dell’energia si stanno ora moderando e i confronti anno su anno diventeranno più facili. La recessione sembra ancora lo scenario più probabile, ma la moderazione dei prezzi dell’energia potrebbe far sì che la recessione sia più breve e meno profonda di quanto sarebbe stata altrimenti.Allo stesso tempo è indubbio che il contesto economico sarà complesso nel 2023. Anche se l’inflazione dovesse ridursi rispetto ai livelli attuali (10% a novembre 2022), è improbabile che torni sul livello target della Banca Centrale Europea del 2%.Facendo un passo indietro, riteniamo che alcune delle grandi manovre di mercato del 2022 possano subire un’inversione almeno parziale nel 2023. Se l’inflazione statunitense si rivelasse effettivamente sotto controllo, potremmo assistere a un indebolimento del dollaro, con la Fed che sospende i rialzi dei tassi, o addirittura inizia a ridurli, mentre altre banche centrali continuano ad aumentarli.In termini di settori, quello energetico è stato il migliore per performance all’interno dell’indice MSCI Europe ex UK nel 2022, con un guadagno del 27,9% (da inizio anno al 31 ottobre 2022). È improbabile che il settore sovraperformi l’indice in misura simile nel 2023.Inoltre, se l’Europa dovesse entrare in recessione, gli utili societari sarebbero probabilmente declassati. Le società e i settori potenzialmente in grado di garantire una certa stabilità degli utili saranno quindi al centro dell’attenzione degli investitori nei prossimi 12 mesi.Le banche sono un settore che potrebbe generare buoni risultati. Molte banche dell’eurozona sono ancora valutate in modo interessante e l’aumento dei tassi d’interesse è positivo per il riprezzamento dei prestiti. È chiaro che una recessione causerebbe un aumento dei crediti inesigibili, ma se la recessione sarà breve e/o poco profonda, l’impatto negativo sarebbe più limitato di quanto si possa temere. Invece, un settore che ha sofferto particolarmente nel 2022 è quello delle piccole e medie imprese. Anche in questo caso, potremmo assistere a un’inversione di tendenza. In generale, infatti, un sentiment più favorevole nei confronti dell’azionario tende a portare a una sovraperformance dei titoli a piccola capitalizzazione rispetto a quelli a grande capitalizzazione. I trend a lungo termine potrebbero sostenere alcune aree del mercato. Sebbene gli investimenti in generale potrebbero diminuire a causa dell’aumento dei costi di finanziamento, riteniamo che la tendenza verso una produzione più localizzata continuerà. Un’altra area di interesse per gli investimenti sarà la difesa, con l’aumento della spesa da parte dei governi a seguito della guerra in Ucraina.La transizione energetica rimane un tema chiave per l’Europa e la sicurezza energetica è diventata fondamentale. Gli investimenti potrebbero essere indirizzati verso quei progetti che offrono il ritorno più rapido in termini di sicurezza.Riteniamo che lo scenario peggiore, ovvero una recessione profonda e prolungata, possa essere evitato. Ciò favorirebbe un miglioramento del sentiment nei confronti dei titoli azionari dell’eurozona, attualmente molto sfavorita dagli investitori.La grande incognita resta la guerra in Ucraina. Alla luce di ciò e delle incertezze sulle prospettive di crescita, non è il momento di posizionarsi in modo aggressivo. Come sempre, ci concentreremo sulle migliori opportunità a livello di titoli, puntando su specifiche aree di crescita, che si possono trovare anche nei periodi economici più difficili. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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La vicenda Qatargate è avvenuta in un momento di per sé già delicato e impone una seria riflessione sull’Europa che intendiamo costruire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2022

Lo dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. In attesa di capire se le accuse al centro dello scandalo si riveleranno fondate, si può affermare sin da ora che procedere secondo il motto business as usual equivarrebbe a voler mettere la testa sotto la sabbia, rinviando la discussione su questioni cruciali per il nostro futuro. Abbiamo più volte puntato il dito contro le pressioni indebite che soggetti esterni all’Unione, siano essi Stati o grandi multinazionali, esercitano quando a Bruxelles si prendono decisioni importanti per l’agricoltura e per gli altri settori – continua Tiso. I fatti che stanno emergendo in questi giorni devono spingere a un profondo ripensamento dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni europee, con l’obiettivo di recuperare credibilità e affermare la trasparenza come principio cardine.Assistiamo ancora oggi a un evidente divario tra gli obiettivi dichiarati delle strategie europee e le misure concrete adottate. È il caso del Green Deal, che di fronte alle attuali difficoltà economiche sembra essere passato in secondo piano, e della riduzione dei pesticidi, che continua a scontrarsi con forti resistenze come dimostra la vicenda del glifosato. Solo un’Europa riformata e veramente trasparente sarà in grado di affrontare la tempesta in corso e di uscirne rafforzata.

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Capital Group: Europa nel 2023, le prospettive della domanda di energia potrebbero significare una recessione più lieve

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2022

A cura di Robert Lind, Economista di Capital Group. All’interno dell’industria, i settori che utilizzano maggiormente il gas sono quelli della raffinazione, della chimica e dei metalli/minerali, che in genere rappresentano il 60%-65% della domanda. Dopo la crisi energetica, tuttavia, hanno sostituito il gas naturale con altre fonti energetiche. Le società si sono orientate verso l’olio combustibile, il propano, la nafta o il gasolio al posto del gas. Uno dei fattori di questa sostituzione è stato il prezzo. Prima dell’impennata dei prezzi indotta dal conflitto tra Russia e Ucraina, il gas dell’UE era di gran lunga più economico (e più pulito) di altri prodotti derivati dal petrolio. Poiché i prezzi del gas rimangono più alti dei livelli pre-crisi (nonostante i recenti cali), questi prodotti concorrenti sembrano più convenienti. Non sembra esserci un vero e proprio svantaggio in termini di costi, bensì un risparmio sostanziale di gas, che sembra essere stato ignorato dal mercato.Sebbene il quadro della domanda appaia più positivo, l’AIE afferma che la totale chiusura delle forniture di gas russo all’UE e la ripresa delle importazioni cinesi di gas naturale liquefatto (GNL) ai livelli del 2021 potrebbero risultare impegnativi. Le minori importazioni di GNL della Cina nei primi 10 mesi di quest’anno sono state determinanti per una maggiore disponibilità per l’Europa, il che ha contribuito a compensare la diminuzione di gas proveniente dalla Russia. Ma se le importazioni di GNL della Cina tornassero ai livelli del 2021, rappresenterebbero oltre l’85% dell’aumento previsto dell’offerta di GNL globale.Una recessione meno marcata potrebbe in ultima analisi sbloccare il valore dei titoli azionari europei. Dalla crisi del debito europeo all’inizio del 2010, si è registrata una marcata divergenza nelle valutazioni relative dei mercati statunitensi ed europei. Di fronte al perdurare dell’incertezza su questa situazione, sui prezzi dell’energia e sul loro impatto sulle economie, c’è il rischio che i titoli azionari europei rimangano una value trap (o trappola di valore ovvero quando qualcosa appare appetibilmente a buon mercato ma il prezzo continua a scendere). Tuttavia, ci sono altre tre condizioni che potrebbero contribuire a innescare un riclassamento, in cui le azioni raggiungono valutazioni più elevate. Tuttavia, una volta che le aspettative sugli utili si saranno adeguate, i titoli azionari europei avranno maggiori possibilità di rivalutarsi. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Un commento sulla situazione dei mercati in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2022

A cura di Franz Weis, Managing Director e Co-Responsabile delle strategie azionarie europee di Comgest. È proseguito il rimbalzo dei mercati dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione migliori del previsto negli USA, il che ha alimentato la speranza di un rialzo dei tassi d’interesse meno aggressivo di quanto precedentemente atteso. ASML, fornitore leader nel settore dei semiconduttori, ha tenuto un capital market event durante il quale ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2025 e il 2030, nonostante l’attuale debolezza a breve termine del mercato dei semiconduttori. Nel settore sanitario, lo specialista degli impianti dentali Straumann ha registrato una crescita organica dei ricavi a doppia cifra nel terzo trimestre e ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del 15% per l’intero esercizio.Netcompany ha diffuso risultati solidi per il 3° trimestre: dopo il rallentamento del trimestre precedente, la crescita organica ha ripreso slancio (+18%) e la società è tornata a registrare una crescita dei ricavi a doppia cifra nell’attività principale in Danimarca, i livelli di malattia tra i suoi consulenti IT sono in via di normalizzazione e anche i tassi di turnover del personale stanno diminuendo. Keywords ha continuato a registrare una buona performance nel secondo semestre dell’anno, incrementando i già solidi risultati del primo semestre. Di conseguenza, la società ha rivisto di nuovo al rialzo le sue previsioni e ora stima i ricavi dell’esercizio 2022 ad almeno 675 mln di euro (+32% su base annua) e l’utile rettificato ante imposte a oltre 110 mln di euro (+28% su base annua). La società ha inoltre comunicato le previsioni per il 2023, basate su prospettive di una dinamica commerciale che resterà positiva e su una gradita fiducia in questi tempi d’incertezza economica. Alfen ha registrato di nuovo solidi risultati, con un fatturato in crescita del 103% su base annua nel terzo trimestre e un netto miglioramento dei margini, saliti al 20%. Le previsioni per l’intero esercizio sono state confermate dopo la revisione al rialzo già operata nella relazione semestrale; tuttavia, il titolo ha reagito negativamente perché il management ha parlato di normalizzazione della crescita nel segmento delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici nel periodo post Covid e per effetto dell’indebolimento del contesto macroeconomico.

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Qatar gate: L’Europa è come noi….

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

Il Qatar gate ci insegna che tutto il mondo è paese e che l’Europa ci assomiglia. L’elemento comune è l’essere umano, quello che è in grado di ammazzare per godere e che, frontiere o non frontiere, non è dissimile da parte a parte. Certo, per il Qatar gate siamo un po’ più attoniti perché non eravamo abituati a vedere sacchi di soldi in casa di autorevoli esponenti europei.. ci si immaginavano transazioni, dark web, paradisi fiscali. Invece no, come un banale politico dello Stato messicano di Michoacan e, anche se la colonna sonora è Mozart invece delle nenie dei narco, il risultato sembra essere lo stesso. Italiano, francese, lituano, tedesco, spagnolo, croato, greco, portoghese, polacco…. in genere la tradizione delinquenziale ha sempre affiancato un qualche aggettivo losco ad ognuno dei Paesi,,, noi italiani siano non solo “mangiaspaghetti” ma notoriamente mafiosi. Bene: ora questo aggettivo ce l’abbiamo anche per la parola europeo… che ne so: visti i sacchi con soldi… banda bassotti o simile.Dovendo doverosamente attendere i risultati delle indagini in corso e delle sentenze prima di leccarsi le ferite vere, per ora sarebbe opportuno far fronte ai media che imperversano, soprattutto quelli che sembrano avere già i verdetti nel piombo dei loro cannoni.L’Europa ci è quindi ostile? Non sembra. Ci sta solo dicendo che, se qualcuno pensava fosse al di sopra di tutto, non lo è. Ognuno di noi, senza Europa, è un signor nessuno. Teniamocela stretta. Dai diritti dei consumatori e dei cittadini, alle politiche agricole e industriali; dalle libertà individuali ai Pnrr; dalle politiche energetiche alle culture e arti; etc. L’Europa siamo noi. Per l’appunto: nel bene e nel male.Vincenzo Donvito Maxia: http://www.aduc.it

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Europa. Non basta covid, guerra, energia per capire che è l’Unione che fa la forza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2022

Che l’Ue sia importante non siamo certo noi a doverlo ricordare. Oggi siamo vivi e possiamo ancora mangiare, riscaldarci, lavorare e divertirci solo grazie al fatto che siamo nell’Unione. Ma sembra che nell’Unione questo non sia chiaro, partendo proprio da cose elementari e di base. Ora, a parte l’Ungheria di Orban, per capire che – banalmente – l’Unione fa la forza, ci sembra che non ci voglia tanto, ma sembra che questo non sia chiaro a due Paesi importanti come Austria e Paesi Bassi.. L’area Schengen dell’UE, priva di frontiere, è la più grande zona di libera circolazione al mondo ed è spesso citata come uno dei principali risultati dell’integrazione europea. Dal 1 gennaio 2023 ne farà parte la Croazia (in Ue da luglio 2013), ma è stata respinta l’adesione a Bulgaria e Romania (in Ue dal 2007). Il veto viene per entrambi dall’Austria, per la sola Romania dai Paesi Bassi. Eppure Romania e Bulgaria “soddisfano tutti i requisiti. Hanno aspettato a lungo. I loro cittadini meritano di far parte a pieno titolo dell’area Schengen”, ha dichiarato ai giornalisti Ylva Johansson, Commissario europeo per gli Affari interni. Il Parlamento europeo ha votato a favore. Il veto sarebbe a causa delle preoccupazioni che Austria e Paesi Bassi hanno su come Bulgaria e Romania affrontano corruzione e migrazione… preoccupazioni che possono ben essere estese a tutti i paesi dell’Europa centrale e orientale, ma anche a Italia e Grecia…. C’è qualcuno che sembra considerare l’Unione come una sorta di club e non un progetto politico verso gli Stati Uniti d’Europa. Progetto in cui è bene “lavare i presunti panni sporchi in casa” piuttosto che aspettare che ognuno si presenti alla porta con un lindo corredo di lusso. Valga un solo esempio: non è forse la legislazione Ue ad aver favorito ricchezza e diritti? Imponendo anche a chi fa finta di non aver compreso la superiorità in certi ambiti del diritto europeo su quello nazionale, e della opportunità di estendere questi ambiti (salute e difesa, per esempio)?Crediamo ci si confronti male con l’esclusione contrapposta all’inclusione, per quanto problematica potrebbe essere. By Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Commissione Europea ha pubblicato una proposta legislativa per modernizzare il sistema di rendicontazione IVA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2022

Un divario di 134 miliardi di euro nel 2019 e di 93 miliardi di euro nel 2020. È stato questo il valore della perdita di gettito IVA nell’UE, fortunatamente – per così dire – in miglioramento grazie a un controllo fiscale più organizzato, a una maggiore conformità dei dati e a una significativa riduzione di errori e omissioni in seguito alla diffusione della fatturazione elettronica. Una perdita ingentissima a carico di tutti gli Stati Membri, che quindi non possono beneficiare di un introito fiscale fondamentale per garantire adeguati beni e servizi pubblici come scuole, ospedali e trasporti. Solo in Italia, sempre nel 2019, la differenza tra l’IVA dovuta e il gettito effettivamente versato è stato di 30 miliardi, ovvero del 21.3%, e di 26 miliardi nel 2020.Per aumentare il controllo, in previsione di modernizzare i sistemi di rendicontazione IVA, nel 2020 è stata lanciata la consultazione pubblica “VAT in the Digital Age” rivolta a PMI, associazioni di categoria, piattaforme e operatori di commercio elettronico, per analizzare l’impatto dei servizi digitali legati all’IVA. In altre parole, un’occasione per raccogliere opinioni e suggerimenti in relazione a temi quali l’introduzione di obblighi di dichiarazione digitale, l’individuazione del regime IVA applicabile alle piattaforme e la registrazione unica ai fini dell’IVA nell’UE. In seguito a ciò, la Commissione Europea ha presentato lo scorso 8 Dicembre una proposta legislativa per adeguare la disciplina comunitaria in materia di IVA alle nuove esigenze dell’economia, sempre più caratterizzate da rapidi scambi favoriti dalle contrattazioni digitali. L’attuale sistema in riferimento alle norme sull’IVA si basa su tecnologie vetuste, quindi neanche lontanamente digitalizzate e standardizzate. La proposta legislativa rappresenta quindi un’opportunità non solo per ridurre le frodi fiscali, ma anche per armonizzare lo scambio di fatture elettroniche e raggiungere la piena interoperabilità tra i sistemi nazionali a livello Europeo. Ciò detto, è auspicabile un aiuto alle imprese per reggere il peso dell’ennesima evoluzione, dopo anni di pandemia e di instabilità nazionale.

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Vino, Cirielli: “Bene Europa su vino e salute”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2022

“La notizia che la Commissione europea ha escluso il vino, i salumi e le carni rosse dall’elenco dei prodotti dannosi per la salute è un elemento che ridà fiducia a un settore trainante dell’economia italiana, in ripresa dopo lo tsunami Covid-19 che aveva messo in grande difficoltà soprattutto le piccole cantine che afferiscono al segmento commerciale della ristorazione”. Lo ha dichiarato l’on. Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. “La decisione della Commissione europea, sostenuta dal ministro Lollobrigida, che a tutela del made in Italy potrà riconfermare i programmi di promozione internazionale anche per il 2023, favorirà una politica di espansione del mercato del vino italiano soprattutto nei paesi terzi dove le sedi diplomatiche e le istituzioni governative potranno dare un concreto supporto”, precisa Cirielli. “Sarà necessario infine porre l’attenzione sulle prossime valutazioni dell’Oms, attraverso accurati rapporti di ricerca scientifica, per impedire che, per favorire altre bevande prodotte altrove, il moderato consumo di vino possa essere considerato non in linea con le buone pratiche salutistiche”, conclude il viceministro.

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Conferenza sul futuro dell’Europa: i cittadini chiedono di più all’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2022

Bruxelles. Il 2 dicembre, le istituzioni UE e oltre 500 cittadini hanno discusso il seguito da dare alle proposte della Conferenza sul futuro dell’Europa. Hanno partecipato rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, oltre ai cittadini che sono stati al centro dei lavori della Conferenza. I partecipanti hanno esaminato in che modo le istituzioni europee stiano dando seguito alle proposte della Conferenza. In apertura dell’evento, la Presidente del Parlamento Roberta Metsola ha dichiarato: “Il Parlamento europeo è pronto a fare la sua parte per realizzare le proposte della Conferenza sul futuro dell’Europa, nell’interesse dei 450 milioni di europei che rappresenta. La visione richiede coraggio. Quando si tratta di attuare le proposte dei cittadini, nessun suggerimento di cambiamento dovrebbe essere off-limits. La Conferenza sul futuro dell’Europa e le proposte presentate non sono la fine. Non c’è una data di scadenza per il futuro. Non ci sono caselle da spuntare. Il futuro è un lavoro in corso. Così come la nostra Unione”. Guy Verhofstadt, in qualità di ex copresidente della Conferenza, ha commentato: “In tempi di insicurezza, la politica ha bisogno di una visione futura. Con la Conferenza sul futuro dell’Europa, i cittadini hanno indicato la strada da seguire. L’evento di feedback è il momento per discutere ciò che noi politici abbiamo fatto con le conclusioni raggiunte insieme l’anno scorso e per guardare avanti. Perché il nostro impegno non è ancora finito: dobbiamo continuare a realizzare non solo le proposte ma anche lo spirito con cui sono state scritte: una nuova idea di Europa adatta alle sfide future.” In rappresentanza del Consiglio, hanno partecipato il ministro per gli affari europei Mikuláš Bek della Presidenza ceca.. In rappresentanza della Commissione, hanno preso parte all’evento i vicepresidenti Maroš Šefčovič, Dubravka Šuica e Margaritis Schinas. Il dibattito che ne è seguito si è focalizzato sulle sfide principali che l’Unione deve affrontare attualmente, tra cui l’attacco della Russia all’Ucraina e le conseguenze sulla vita quotidiana degli europei, nonché la necessità di accelerare il processo d’indipendenza energetica dell’UE. Molti oratori hanno posto l’accento sulle riforme istituzionali necessarie per attuare le proposte della Conferenza nella loro totalità, comprese quelle sulla tassazione delle multinazionali e sulla cooperazione nella dimensione esterna degli affari UE. I deputati europei hanno sottolineato che il Parlamento continuerà a fare tutto il necessario per garantire l’adempimento della sua missione fondamentale, che è quella di garantire la credibilità dell’UE nei confronti di tutti gli europei, offrendo al contempo, e in linea con le priorità personali e di ciascun gruppo politico, degli esempi concreti di come le proposte della Conferenza siano diventate fattori chiave nel lavoro del PE. Alcuni oratori hanno espresso un parere contrario, mettendo in dubbio l’utilità della Conferenza, denunciando l’uso del denaro dei contribuenti e opponendosi alla direzione dell’UE nel suo complesso. Le 49 proposte della Conferenza includono più di 300 provvedimenti su come realizzarle suddivise in nove temi, e sono basate sulle raccomandazioni formulate dai panel europei e nazionali dei cittadini e sui contributi degli eventi nazionali, della piattaforma digitale multilingue e dalle discussioni della Plenaria e i nove gruppi di lavoro tematici. Le tre istituzioni hanno avviato il processo di attuazione e di verifica delle proposte della Conferenza, secondo le rispettive competenze.

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“Ucraina in Europa: identità, storia, sicurezza e prospettive”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2022

Roma Venerdì 16 dicembre dalle 10:00 alle 16:00 The Dome, sede Luiss di Viale Romania 32 (RM) Evento organizzato dall’Ambasciata Ucraina in Italia in collaborazione con Federazione dei Diritti Umani – FIDU Data Lab e Master in Giornalismo e Comunicazione multimediale dell’Università Luiss Guido Carli. Attraverso le analisi degli esperti, si cercherà di rispondere agli interrogativi sul futuro dell’Ucraina in Europa, sulle origini del conflitto, le violazioni dei diritti e le relazioni internazionali. Al centro del dibattito, la necessità di affrontare le nuove sfide della disinformazione e il suo impatto nell’opinione pubblica e nelle democrazie.TRA GLI SPEAKERS Pasquale Q. Terracciano Direttore Generale Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Yaroslav Melnyk Ambasciatore d’Ucraina in Italia Giulio Terzi Sant’Agata Presidente della Commissione Affari Europei Maurizio Molinari Direttore La Repubblica Claudia Mazzola Direttrice Ufficio Studi Rai Marcello Flores d’Arcais Storico Nona Mikhelidze Senior Fellow Istituto Affari Internazionali Gianni Riotta Direttore Data Lab e Master in Giornalismo, Luiss Antonio Stango Presidente Federazione Italiana dei Diritti Umani Eleonora Mongelli Vicepresidente Federazione Italiana dei Diritti Umani Olga Tokariuk Giornalista indipendente – Resident fellow al Reuters Institute e non-resident fellow al Center for European Policy Analysis Andrea Graziosi Storico Ruslan Deynychenko Co-founder e Direttore esecutivo di Stop Fake

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Radio Fenice Europa: Evola, portarsi la dove si attacca

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2022

30 Novembre 2022 ore 19,00. La redazione di Radio Fenice Europa ha la convinzione che l’approfondimento della figura di Julius Evola rappresenti un passo fondamentale di profonda “rivolta contro il mondo moderno”.Un pensatore indubbiamente interessante che con il suo pensare ha dato una forma differente all’uomo nuovo, proiettandolo dal conservatorismo alla rivoluzione mediante la tradizione.La linea editoriale di Radio Fenice Europa vuole avere un ruolo informativo e divulgativo alla portata di tutti per permettere una effettiva emancipazione dal pensiero unico oggi imperante. A livello di pensiero Julius Evola appare, oggi come mai, un rivoluzionario visionario che, attraverso l’aristocrazia dello spirito e l’elevazione spirituale ci narra come sia necessario combattere e vincere la “grande guerra”: la guerra con noi stessi per superare le pulsioni materiali e le paure che possono attanagliare l’animo umano. Nella trasmissione sarà presente uno spazio dedicato al commento dei fatti della settimana che la redazione ritiene di dover proporre agli ascoltatori come momento di riflessione e stimolo.

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“Comgest: le trimestrali riportano fiducia in Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2022

A cura di Franz Weis, Managing Director e Co-Responsabile delle strategie azionarie europee di Comgest. Ad ottobre l’indice MSCI Europe ha registrato un rimbalzo del 6,2% in EUR (+7,2% in USD). A seguito di un periodo molto impegnativo a livello di informativa, abbiamo ora un’idea più chiara dell’andamento delle aziende nel terzo trimestre, grazie alla presentazione di molte trimestrali.L’inflazione continua a favorire le società che si confermano in crescita come Sika, Linde, Assa Abloy e Jeronimo Martins. Novo Nordisk ha registrato un altro trimestre di crescita organica a due cifre, trainata dall’ormai vasta attività legata al farmaco GLP1, oltre che dall’ulteriore forte diffusione del suo farmaco anti-obesità.ASML ha registrato ottimi risultati nel terzo trimestre, con vendite e margini lordi superiori alle aspettative e una crescita dinamica delle prenotazioni del 44% su base annua. Il mercato dei semiconduttori è in parte più debole e alcuni clienti stanno tagliando le spese in conto capitale, ma la tecnologia di ASML si concentra su nodi tecnologici avanzati e il gruppo registra ancora una domanda superiore alle proprie capacità produttive. I commenti del management sulle spedizioni di strumenti per semiconduttori per il prossimo anno indicano una continua crescita dei ricavi nel 2023. L’impatto diretto su ASML delle restrizioni tecnologiche imposte dagli Stati Uniti sulle forniture alla Cina dovrebbe essere limitato. DSV ha registrato un terzo trimestre solido e ha rivisto al rialzo le sue previsioni per l’intero 2022. Tuttavia, le prospettive si stanno deteriorando, in quanto il mercato della logistica risentirà del rallentamento economico e del graduale calo dei rendimenti con la normalizzazione delle catene di approvvigionamento. Le azioni di Bakkafrost si sono riprese perché l’impatto fiscale della nuova proposta di tassazione per le isole Faroe è più limitato di quanto si temesse, in netto contrasto con i cambiamenti della tassazione norvegese e le implicazioni per SalMar. Sika ha ribadito le sue previsioni per il 2022, dopo aver registrato risultati solidi, tra cui una crescita organica del 15%, trainata soprattutto dai prezzi. L’azienda ha registrato un leggero calo dei volumi in Europa. Infine, EssilorLuxottica ha superato le aspettative grazie a una netta crescita guidata dall’innovazione. (abstract by http://www.verinieassociati.com/)

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Primo incontro di “Lezioni sull’Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2022

Padova Domenica 20 novembre alle ore 11.00 al Teatro Verdi, in via dei Livello 32, il primo incontro è sull’Europa e le pari opportunità. A parlarne sono la statistica Linda Laura Sabbadini, pioniera in Europa nel campo degli studi di genere e direttrice del dipartimento per lo sviluppo di metodi e tecnologie per la produzione e diffusione dell’informazione statistica dell’Istat, e la chirurga oncologa Gaya Spolverato, docente al Dipartimento di scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche dell’Università di Padova, co-fondatrice nel 2015 di Women in Surgery Italia (l’associazione delle chirurghe italiane) e delegata della rettrice alle politiche per le Pari opportunità all’Università di Padova. Lezioni sull’Europa si sviluppa come un ciclo di incontri dedicati organizzato per la cittadinanza in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario Unipd. La rassegna è organizzata in collaborazione con Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. La rassegna fa seguito a Lezioni sulla libertà, ciclo di incontri dedicati al tema della libertà organizzato per la cittadinanza in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario dell’Ateneo, lo scorso marzo al Teatro Verdi. Gli appuntamenti di Lezioni sull’Europa sono la domenica mattina al Teatro Verdi di Padova, per condividere riflessioni attraverso differenti prospettive su un tema di grande attualità: il futuro dell’Europa. Tanti gli ospiti che saranno presenti agli incontri quali Linda Laura Sabbadini e Gaya Spolverato, Donato Bendicenti e Bernardo Cortese, Andrea Graziosi e Niccolò Pianciola che di volta in volta affronteranno temi quali l’Europa e le pari opportunità, l’Europa “sfidata” e l’Ucraina e Russia nell’Europa contemporanea.

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