Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘europa’

“Trump” l’œil….”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

the-economist-trumpDa tempo mi chiedono che cosa pensi di Trump. Il discorso è lungo e.. breve. Il discorso breve eccolo: Trump è un marker della paura dell’occidente, di quel mondo che, sino alla bancarotta del comunismo, era riuscito a vivere bene e senza preoccupante concorrenza, protetto proprio dall’autoisolamento di quell’ideologia che per settant’anni ha presunto di vivere ignorando le leggi dell’economia. Non a caso Karl Marx, quando cominciò a rendersi conto della deriva che prendevano le sue teorie economiche, pronunciò il famoso “je ne suis pas marxiste”. E non a caso la bancarotta del comunismo è avvenuta nel paese che possiede più ricchezze naturali al mondo.
Crollato il muro e il burka che il comunismo aveva imposto all’economia, il ricco occidente ha scoperto immediatamente la concorrenza di altri paesi, a cominciare da quelli del vicino e del lontano Oriente, tecnologicamente capaci di fare molte delle cose degli occidentali, ma a prezzi insostenibilmente inferiori. E l’Occidente è piombato nel terrore, assistendo impotente alla perdita ed esportazione di attività, competenze, capitali, posti di lavoro, mentre i popoli poveri scoprivano le rotte per occupare un posto al sole tra i sinora megliostanti paesi. I muri di Trump (e non solo di Trump), la riscoperta dei dazi, persino un preoccupante tintinnio di spade e sciabole, non sono altro che la tentazione dell’Occidente di chiudersi a protezione e conservazione del proprio paradiso novecentesco.
Il discorso lungo lo faremo ina una prossima occasione e riguarderà le non più sostenibili insufficenze di concetti come democrazia, uguaglianza, libertà, laicità. Temi delicattissimi ma di inesorabile attualità.
Termininiamo chiarendo il titolo: Trump mostra i muscoli? è un inganno per l’occhio. In realtà Usa ed Occidente hanno paura, temono l’impoverimento e la perdita di supremazia sul resto del mondo. (Fausto Carratù) (n.r. Nel nostro quotidiano confronto con le opinioni questa narrazione ha il suo fascino e non solo. Sta a noi lettori spingerci al confronto con le nostre idee e le nostre visioni.)

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Immigrazione: la risposta deve essere globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

berlino immigratiBruxelles. In una risoluzione approvata qualche giorno fa i deputati hanno richiesto con urgenza misure multilaterali per controllare il numero, senza precedenti, di migranti in movimento in tutto il mondo e per far cessare le morti nel Mediterraneo.Nella risoluzione, approvata con 333 voti favorevoli, 310 contrari e 46 astensioni, si chiede:
un “regime di governance multilaterale” per la migrazione internazionale, fondato sulla cooperazione;
una più stretta cooperazione tra l’UE, gli organismi specializzati delle Nazioni Unite, le banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni regionali e altri attori;
la creazione di una vera e propria politica comune europea in materia di migrazione incentrata sui diritti umani e basata sul principio di solidarietà tra gli Stati membri;
il coinvolgimento del Parlamento nella creazione e nell’implementazione del Quadro di partenariato e i relativi “migration compact” che l’UE sta attualmente negoziando con Paesi terzi come Giordania e Libano: deputati condannano la mancanza di trasparenza su questi accordi, che finora non sono stati dibattuti prima dell’adozione;
assistenza e cooperazione UE “incondizionate”: il supporto dell’UE non dovrebbe “incentivare i Paesi terzi a cooperare alla riammissione dei migranti irregolari o dissuadere con la coercizione le persone dal mettersi in viaggio, oppure fermare i flussi diretti in Europa”.
“Il sistema di aiuti umanitari è completamente sorpassato e, quindi, abbiamo bisogno di un approccio più olistico e duraturo, con legami più stretti tra sfera umanitaria da un lato e lo sviluppo dall’altro”, ha detto il correlatore Agustín Díaz de Mera (EPP, ES), nel corso del dibattito in Plenaria.
“Non dovremmo parlare di una crisi migratoria, ma piuttosto di una crisi della solidarietà all’interno dell’UE. Possiamo anche parlare di una crisi istituzionale, poiché il Consiglio dell’Unione europea non è in grado di rispettare i propri impegni, di una crisi morale, poiché sembriamo più preoccupati a chiudere i nostri confini e incoraggiare i rimpatri, piuttosto che affrontare le cause profonde della crisi che vediamo”, ha aggiunto la correlatrice Elena Valenciano (S&D, ES)

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Quale futuro per la Tv in Europa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

televisionePerugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello Venerdì 7 aprile 2017 dalle ore 11.00 alle ore 13.00 Interverranno:
– Colin Bortner, direttore global public policy di Netflix;
– Stefano Ciullo, direttore EU and International Affairs di Sky Italia;
– Antonella Di Lazzaro, direttore social media e digital marketing della Rai;
– Isabella Adinolfi, europarlamentare e membro della commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo;
– Stefano Maullu, europarlamentare e membro della commissione Cultura e Istruzione del parlamento europeo.
Modererà il dibattito il giornalista della Stampa Beniamino Pagliaro.
Con l’avvento di operatori quali Netflix e Amazon, con la crescita della tv on demand e del ruolo dei social media sia come vettori di reazioni che come vere e proprie fonti di ispirazione per programmi e palinsesti, qual è il ruolo dell’Unione europea per fare in modo che ci siano regole al passo coi tempi e valide per tutti?
Il Parlamento europeo sta discutendo, in queste settimane, una revisione della direttiva dei media audiovisivi per adattare le leggi vigenti a uno scenario che, fino a qualche anno fa, in pochi avrebbero potuto immaginare. Fra le sfide da affrontare quella di creare un mercato più equo e giusto per tutti gli operatori del settore, tutelare le produzioni europee e garantire una migliore protezione dei minori limitando in particolare i cosiddetti discorsi d’odio.

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“ERC Week@Federico II. Il Sud Italia per l’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli giovedì 6 aprile alle 15 nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo in largo San Marcellino, 10, con gli ERC Andrea Ballabio, Bruno Siciliano, Mauro Calise, Maria Chiara Scappaticcio, Bianca De Divitiis.
E’ la manifestazione che intende analizzare il ruolo dell’European Research Council nel supportare la ricerca di eccellenza in grado di affrontare le sfide sociali e di sfruttare al meglio le opportunità della comunità scientifica italiana, in particolare nel Sud Italia. Apriranno l’incontro i saluti del Rettore Gaetano Manfredi e del Capo della comunicazione dell’Agenzia esecutiva ERC, Massimo Gaudina. Seguiranno gli interventi di docenti e ricercatori testimoni di iniziative di successo: Daniela Corda (IBP – CNR, rappresentante per l’Italia in H2020 per ERC, MSCA e FET), Andrea Ballabio (Università di Napoli Federico II – Tigem), Giuseppe Maruccio (Università del Salento – Delegato alla ricerca), Maria Chiara Scappaticcio (Università di Napoli Federico II – Progetto Platinum), Bianca De Divitiis (Università di Napoli Federico II – Progetto HistAntArtSi), Bruno Siciliano (Università di Napoli Federico II – Progetto RoDyMan), Giuseppe Notarstefano (Università del Salento – Progetto Opt4Smart), Mauro Calise (Università di Napoli Federico II – Direttore di Federica Web-learning).La manifestazione è aperta ai ricercatori italiani e stranieri di tutti i settori scientifici disciplinari.
L’Ateneo Federico II, così come altri Enti istituzionali, Università e Centri di ricerca di tutto il mondo, ha deciso di aderire alle iniziative intraprese dalla Commissione Europea a sostegno dei progetti di ricerca “di frontiera”, volti a produrre nuove conoscenze ed applicazioni innovative utili per i mercati futuri.

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Cosa fare dopo le cerimonie per i trattati in Europa?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

roberto sommellaRoma giovedì 6 aprile 2017, alle ore 16,00, in Via Piemonte 64 presso la sede del Fieg, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Roberto Sommella, “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa” un incontro-dialogo sul futuro dell’Europa.
Restano irrisolti i nodi da sciogliere nell’Unione Europea e si fa più pressante la spinta populista. Cosa accadrà dopo le elezioni in Francia e Germania? I Paesi dell’Est verranno davvero emarginati in un’Europa a due velocità?
All’incontro – introdotto dal Presidente della Federazione editori, Maurizio Costa – parteciperanno: Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo; Roberto Garofoli, Capo di gabinetto del Ministro dell’Economia; George Bologan, Ambasciatore di Romania; Lucia Annunziata, Direttrice Huffington Post; Roberto Sommella, Direttore Relazioni Esterne Antitrust.Gli europei sono il 7% della popolazione mondiale, producono il 25% del Pil totale e consumano il 50% del welfare planetario. Vivono nel benessere, ma sono ancora troppo piccoli e divisi per la competizione globale. Eppure, aumentano le pulsioni a smontare l’Unione, quando sarebbe invece cruciale rafforzarla per frenare xenofobia, nazionalismi e terrorismo e rilanciare la crescita. Da questo assunto parte il libro di Sommella. Per controbattere le tesi di chi vorrebbe tornare a confini e monete nazionali, in un momento delicato per l’Ue, dove tutte le prossime elezioni saranno un referendum sull’euro e sull’Unione, Sommella prova a smontare tre luoghi comuni a proposito dei migranti, dei paesi che guadagnano con le politiche della Bce e di quelli che vorrebbero ritirarsi dopo l’adesione comunitaria.Sui migranti, il volume dimostra che non siamo di fronte ad un’invasione: i flussi migratori in Europa dal 2000 al 2010 sono stati di 1,2 milioni di persone per anno, lo 0,2% su 500 milioni di abitanti. Una cosa affrontabile. I benefici: in Italia, con 3 miliardi di costi per gestire l’emergenza profughi, i benefici derivanti dal flusso migratorio sono rilevanti. 8 miliardi nel 2014 i contributi INPS versati da lavoratori extracomunitari a fronte di prestazioni pensionistiche di circa 642 milioni e non pensionistiche di 2,420 miliardi, con un saldo positivo di circa 4,5 miliardi di euro. E a livello fiscale, i contribuenti stranieri hanno dichiarato nel 2014 redditi per 45,6 miliardi, versando 6,8 miliardi di Irpef. “Euxit” fa anche il punto su chi spende di più e chi ha guadagnato di più dalla partecipazione all’Unione. Ogni tedesco ha ‘’speso’’ 1.034 euro per l’Europa, gli italiani 623 pro-capite, gli spagnoli hanno ricevuto a testa 335 euro, i polacchi 1.522, i portoghesi 2.100, la Grecia 2.960 euro netti a cittadino. Cresce la percentuale di denaro spettante all’Europa centro-orientale (177,57 a 180,93 miliardi, +2,6%) rispetto a quella dell’Europa occidentale (169 miliardi a 140 attuali, -16%). Dunque proprio nei paesi dell’Europa dell’Est, dove si erigono nuovi muri contro i migranti, i trasferimenti strutturali comunitari sono diventati sempre più rilevanti, pesando ormai tra il 2 e il 3% del Pil e superando spesso gli investimenti diretti esteri. Per battere la voglia di Euxit che alberga ormai in ogni Paese europeo, Sommella auspica che i governi convochino una grande Conferenza con tre compiti all’ordine del giorno: la redazione di una Costituzione Europea, il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, la riforma della legge elettorale con espressa scelta del Presidente della Commissione da parte dell’elettorato. Solo così si riuscirà a passare dall’attuale Confederazione ad una vera Federazione di Stati. (foto. roberto sommella)

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Gli inglesi continuano a scegliere l’Europa come meta per le loro vacanze

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

londra

The Bridges Not Walls movement drop a banner reading “Bridges Not Walls’ from Tower Bridge in London to coincide with banner drops all over the UK sending a clear message to Donald Trump the 45th president of the United States to build bridges not walls on the day of his inauguration. (photo by Andrew Aitchison)

Londra. Il Regno Unito ha ufficialmente attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona avviando il processo di negoziazione per l’uscita del Paese dall’UE. Tuttavia, e nonostante la svalutazione della sterlina, gli inglesi continuano a scegliere l’Europa come meta per le loro vacanze premium a corto raggio e l’Italia resta la prima meta europea per la clientela britannica. Secondo una ricerca condotta da Wanup, il primo club di loyalty alberghiera che attraverso la sharing economy riunisce hotel indipendenti di qualità e rinomate catene alberghiere, l’83% dei britannici dichiara infatti che la Brexit non impedirà loro di partire dal Regno Unito per le prossime vacanze. Inoltre, più di un quarto dei britannici sostiene che ciò che li rende più felici durante le vacanze è la possibilità di godersi il sole e le alte temperature, mentre il 47% valuta la possibilità di stare nel letto senza preoccuparsi della sveglia come la cosa migliore delle vacanze.Il 65% dei turisti britannici ritiene che una camera con vista sia uno degli elementi più importanti del proprio soggiorno in albergo, mentre per il 39% è un personale caldo e accogliente. Un altro 20% valuta invece come carta vincente i vantaggi extra gratis, come il noleggio delle biciclette.Il 42% degli inglesi è indisposto nel caso in cui l’hotel non disponga di connessione Wi-Fi e un quarto degli intervistati dichiara di chiedere la password del Wi-Fi come prima cosa al momento del check-in in albergo. In media, gli inglesi postano 4,25 volte al giorno sui propri canali social quando sono in vacanza e il 12% delle persone intervistate pensa addirittura che tanto valeva stare a casa se non ha la possibilità di pubblicare foto delle proprie vacanze sui social network.Quasi la metà dei viaggiatori inglesi approfitta del buffet della colazione per avere qualcosa da mangiare anche durante il pranzo e il 14% ha mentito in modo innocente su un evento speciale, come un compleanno o un fidanzamento, al fine di avere un upgrade in hotel.Nel 2016 i flussi dei turisti stranieri giunti in Italia hanno avuto origine principalmente dall’Unione europea, con 144 milioni di pernottamenti (+5 milioni rispetto al 2015): Francia, Germania, Regno Unito e Svezia sono stati i Paesi che hanno visitato di più la nostra penisola.La ricerca è stata commissionata da Wanup, il primo club di loyalty alberghiera che attraverso la sharing economy riunisce hotel indipendenti di qualità e rinomate catene alberghiere. Al questionario ha risposto un campione di 1.000 britannici adulti.
Wanup è un nuovo Club di fedeltà alberghiera che riunisce hotel indipendenti e rinomate catene alberghiere in un unico programma di benefici. Lanciato nel 2016 in Spagna, Wanup permette ai viaggiatori d’affari e ai turisti di trovare il loro hotel ideale in una vasta gamma di destinazioni, di prenotare al miglior prezzo e di ottenere vantaggi come Wanup Winnings. Wanup Winnings permette ai membri di accumulare immediatamente cash back sulle loro prenotazioni, oltre a godere di benefici e privilegi personalizzati presso gli hotel partner, a seconda del livello di affiliazione. Il Club fornisce ai membri una vasta gamma strutture, dai boutique hotel agli hotel indipendenti, alle rinomate catene alberghiere, selezionate tra le migliori recensioni online, con l’obiettivo di garantire la migliore qualità. Con sede a Barcellona, il team di oltre 100 professionisti sta reinventando il programma di fedeltà alberghiera in 15 mercati europei e nei Caraibi, con l’intenzione di proseguire i propri sforzi di espansione anche in nuovi Paesi. Wanup si propone di cambiare il modo di viaggiare, dando vita a un’alleanza globale che mette non solo le esigenze del cliente in prima linea, ma che supporta anche gli alberghi che vogliono offrire un’esperienza davvero unica. Il Club fedeltà per i viaggiatori più felici. https://www.wanup.com/it

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“European Union of Culture”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

parlamento europeo romaRoma. Il mondo della cultura rappresenta uno straordinario volano di crescita economica grazie alle numerose imprese culturali e creative che impiegano in Europa oltre 12 mln di persone contribuendo al 5,3% del PIL europeo. Le imprese culturali e creative possono inoltre diventare anche un efficace strumento di diplomazia e cooperazione internazionale e favorire il dialogo interculturale, la pace, lo stato di diritto, la comprensione reciproca.
Questi sono solo alcuni dei temi affrontati oggi nel convegno: “Verso un’Unione europea della cultura: aprire la strada a nuovi approcci per la diplomazia culturale e migliorare la crescita economica dei settori culturali e creativi” promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in occasione del primo G7 sulla Cultura a Firenze, organizzato con il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto per la Competitività (I-Com) ed il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e del Comune di Firenze.
Il dibattito ha visto raccolti decine di esperti del mondo della cultura e rappresentanti politici tra cui il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Commissario europeo responsabile per l’Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport Tibor Navracsics, l’eurodeputata Silvia Costa già presidente della Commissione cultura del Parlamento europeo.
Ha introdotto il convegno Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che ha ripercorso la “Strategia per le relazioni culturali internazionali” recentemente varata dall’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza per dare impulso ai settori imprenditoriali legati alle attività creative e culturali.
Un provvedimento che si colloca nel quadro dell’Agenda 2030 recentemente adottata dall’UE che riconosce la cittadinanza globale, la diversità culturale e il dialogo interculturale come principi orizzontali dello sviluppo sostenibile e della politica europea di vicinato e dei negoziati di allargamento.
Il seminario di oggi guarda anche in prospettiva il 2018 – Anno europeo del Patrimonio culturale – un’occasione unica per rafforzare l’identità europea puntando sulla promozione del ruolo dei beni culturali come strumento di coesione sociale.
Il settore culturale europeo conta, nel complesso, oltre 3 milioni di imprese, impiega 12 milioni di persone, ovvero il 7,5% della forza lavoro Ue, genera 509 miliardi di euro, che corrisponde al 5,3% del Pil della Ue, e il 13% delle esportazioni. Se poi alle imprese creative si aggiungono quelle dell’ alta gamma, i numeri salgono di 1,7 milioni di occupati e di ulteriori 4 punti percentuali del Pil.
Anche in Italia la quota del bilancio destinata alla cultura ha visto una positiva inversione di tendenza, negli ultimi anni, con una serie di interventi per il rilancio dell’offerta di servizi e di incentivazione della domanda che lasciano ben sperare nell’ottica di un rafforzamento delle imprese creative e culturali anche a livello internazionale. Un importante appuntamento sarà rappresentato da Matera 2019 Capitale europea della cultura.
Un tema di discussione, nell’ambito del convegno, è stato anche il ruolo chiave svolto dagli strumenti finanziari di sostegno al settore promossi dalla Commissione europea e dalla Banca europea degli investimenti. Il mondo delle imprese sulturali e creative trova infatti supporto da una “famiglia” di strumenti quali il programma Cosme (Pmi), Erasmus + (educazione e formazione), Horizon 2020 (ricerca), Life (ambiente), Easi (occupazione) ed – in particolare – Europa creativa (cultura e audiovisivo) oramai in piena fase operativa.

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Roma, Campidoglio: Raccontare l’Europa delle persone e dei cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

Sala degli Orazi e CuriaziRoma 31 marzo 2017 10.00-13.00 nella prestigiosa Sala degli Orazi e Curiazi, dove sessant’anni fa furono firmati i Trattati di Roma. Ad accogliere gli studenti saranno il Vicepresidente del Parlamento europeo David-Maria Sassoli, il Segretario Generale del Parlamento europeo Klaus Welle, il Presidente dell’Assemblea capitolina Marcello Vito e gli europarlamentari presenti. Nel corso dell’evento, gli studenti di tutta Italia simuleranno una sessione plenaria del Parlamento europeo all’interno della stessa sala degli Orazi e Curiazi dove, alcuni giorni fa, è stata firmata dai 27 Capi di Stato e di Governo e dai Presidenti delle Istituzioni europee la Dichiarazione di Roma.
All’evento parteciperanno Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale europea (ESA) prima donna italiana a essere andata nello spazio grazie alla Missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana e Philippe Duren, nipote di Robert Schuman, uno dei Padri fondatori dell’Europa.
Raccontare l’Europa delle persone, dei cittadini, con foto, filmati, testimonianze scritte e documenti da raccogliere in un grande museo virtuale, questa è “My house of European History” https://my-european-history.ep.eu/, progetto che verrà presentato a Roma venerdì 31 marzo 2017, a oltre duecento giovani delle scuole ambasciatrici del Parlamento europeo.
“My house of European history” è un museo virtuale in cui verranno raccolte le testimonianze di chiunque abbia una storia da raccontare legata alla propria esperienza dell’Europa. Dopo una semplice registrazione sul sito https://my-european-history.ep.eu/, chiunque potrà caricare la sua storia corredata da foto, audio, video o testimonianze scritte. La “Mia casa della storia europea” sarà inaugurata e lanciata a Roma, in Campidoglio, il 31 marzo 2017.
Il programma “Scuola ambasciatrice del Parlamento europeo” mira a creare, ampliandola costantemente, una rete di scuole, insegnanti e studenti che collaborano con il Parlamento europeo, i suoi deputati e i suoi uffici d’informazione.
Per entrare a far parte della rete, le scuole svolgono attività didattiche di sensibilizzazione alla democrazia parlamentare europea e ai valori della cittadinanza europea.

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Quale futuro attende l’Europa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

europa-261011-cRoma, 30 marzo 2017, ore 18.30, Università LUISS Guido Carli Dopo la firma della Dichiarazione di Roma, quale futuro attende l’Europa?
Nel contesto della Dichiarazione sul futuro dell’Unione europea firmata la scorsa settimana dai 27 Capi di Stato e di Governo e dai Presidenti delle istituzioni europee, l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo, in collaborazione con l’Università LUISS Guido Carli, organizza un dibattito dal titolo: ”Quale futuro attende l’Europa? La parola ai cittadini – Back to citizens”.
L’evento sarà introdotto dal Rettore dell’Università LUISS, Prof.ssa Paola Severino, e sarà moderato dal vicedirettore del Tg1, Gennaro Sangiuliano.
I relatori che prenderanno parte al dibattito sul futuro dell’Unione europea sono il Vicepresidente del Parlamento europeo, David-Maria Sassoli, il Segretario Generale del Parlamento europeo, Klaus Welle e il Direttore della School of Government – Università LUISS, professor Sergio Fabbrini.

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Raccontare l’Europa delle persone e dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

campidoglioRoma, Campidoglio, Sala degli Orazi e Curiazi, 31 marzo 2017 10.00-13.00 “Raccontare l’Europa delle persone, dei cittadini, con foto, filmati, testimonianze scritte e documenti da raccogliere in un grande museo virtuale, questa è “My house of European History” https://my-european-history.ep.eu/, progetto che verrà presentato in anteprima a Roma venerdì 31 marzo 2017, a oltre duecento giovani delle scuole ambasciatrici del Parlamento europeo”. Lo ha spiegato il Direttore dell’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia, Gian Paolo Meneghini, anticipando l’iniziativa.
All’evento europeo parteciperà Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale europea (ESA) prima donna italiana a essere andata nello spazio grazie alla Missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana e di Philippe Duren, nipote di Robert Schuman, uno dei Padri fondatori dell’Europa” ha continuato Meneghini.
“Il Parlamento europeo è e sarà la casa di tutti i cittadini europei affinché le loro istanze siano ascoltate. Per questi motivi venerdì 31 marzo 2017, nel corso dell’evento, gli studenti di tutta Italia simuleranno la sessione plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo, all’interno della stessa sala degli Orazi e Curiazi dove, alcuni giorni fa, è stata firmata dai 27 Capi di Stato e di Governo e dai Presidenti delle Istituzioni europee la Dichiarazione Solenne della futura Unione europea”, ha concluso Gian Paolo Meneghini, Direttore dell’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia.
“My house of European history” è un museo virtuale in cui verranno raccolte le testimonianze di chiunque abbia una storia da raccontare legata alla propria esperienza dell’Europa.

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La Commissione europea dà impulso alla mobilità dei giovani in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

erasmusBruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+ che offre ulteriore sostegno all’apprendimento e alla mobilità dei giovani europei. La Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+ che offre ulteriore sostegno all’apprendimento e alla mobilità dei giovani europei. Denominata “Move2Learn, Learn2Move”, permetterà ad almeno 5 000 giovani cittadini di recarsi in un altro paese dell’UE in modo sostenibile, individualmente o insieme alla classe. Questa iniziativa una tantum, legata al 30º anniversario del programma Erasmus, è coerente con due delle priorità fondamentali della Commissione, ossia riportare l’attenzione sui giovani europei e agevolare la mobilità dei cittadini dell’UE, in particolare la mobilità a basse emissioni. L’iniziativa “Move2Learn, Learn2Move” nasce da un’idea avanzata dal Parlamento europeo nel 2016 e sarà attuata mediante eTwinning, la più grande rete di insegnanti al mondo. Parte del programma Erasmus+, eTwinning consente a insegnanti e studenti di tutta Europa di sviluppare insieme progetti attraverso una piattaforma online. Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “Questa iniziativa, che si sviluppa dal successo di eTwinning, permetterà ai giovani di scoprire e vivere in prima persona paesi e culture di tutta Europa. In occasione del 30º anniversario di Erasmus, sarà un altro esempio del successo di questo programma, che unisce le persone e le aiuta a capire cosa significa essere europei.”
Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “I trasporti non sono solo una questione di binari, navi e autostrade, bensì di persone. Vogliamo offrire ai giovani europei l’occasione di scoprire l’Europa e vogliamo incoraggiarli a viaggiare in maniera rispettosa dell’ambiente: per questo motivo si terrà conto delle emissioni di CO2. Sono inoltre felice di poter contare sulla partecipazione attiva degli operatori dei trasporti, così da dare maggiore forza all’iniziativa.”
L’iniziativa sarà aperta alle classi di studenti di età pari o superiore a 16 anni che partecipano a eTwinning, che sono invitate a indicare se desiderano essere prese in considerazione per l’assegnazione di biglietti di viaggio gratuiti come premio per i migliori progetti eTwinning in ciascun paese partecipante. L’inclusione sociale sarà un criterio importante per la selezione dei progetti migliori. Una volta scelti, i vincitori potranno viaggiare da agosto 2017 a dicembre 2018, in una data a loro discrezione. Gli studenti potranno viaggiare in gruppo nell’ambito di una gita scolastica o da soli, in funzione della decisione di genitori e insegnanti.
Si può scegliere qualsiasi modo di trasporto, operatore e linea, tenendo conto dei criteri di sostenibilità e dei punti di partenza e di destinazione degli studenti partecipanti. Alcuni operatori sostengono l’iniziativa offrendo uno sconto speciale ai partecipanti. Tali operatori sono: Aegean Airlines, Air Dolomiti, ALSA Grupo, Azores Airlines, Brussels Airlines, Comboios de Portugal, Croatia Airlines, Deutsche Bahn, Hahn Air, Iberia Express, Interrail, Luxair, Naviera Armas, Olibus, SNCF, Transferoviar Calatori, Trenitalia, Vueling e Westbahn. La Commissione incoraggia altri operatori ad aderire all’iniziativa.

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Cosa fare dopo le cerimonie in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

europa-comunitariaRoma Giovedì 6 aprile 2017 ore 16, in FIEG, Via Piemonte 64. Passata la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, restano tutti irrisolti i nodi da sciogliere nell’Unione Europea e si fa più pressante la spinta populista. Cosa accadrà alle prossime elezioni in Francia e Germania? I paesi dell’Est verranno davvero emarginati in un’Europa a due velocità? Se ne parlerà in occasione della presentazione del libro di Roberto Sommella, “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa”. All’incontro – introdotto dal Presidente della FIEG, Maurizio Costa – parteciperanno il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Economia, Roberto Garofoli, la direttrice di Huffington Post, Lucia Annunziata, l’ambasciatore di Romania, George Bologan, l’autore, Roberto Sommella. Gli europei rappresentano oggi il 7% della popolazione mondiale, producono il 25% del Pil totale e consumano il 50% del welfare planetario. Vivono in un contesto di benessere rispetto al resto del mondo, ma sono ancora troppo piccoli e divisi per sopravvivere alla competizione globale. Eppure, sono sempre di più le pulsioni a smontare l’Unione, quando sarebbe invece forse cruciale rafforzarla per frenare xenofobia, nazionalismi e terrorismo e rilanciare la crescita. Da questo assunto parte il nuovo libro di Roberto Sommella, “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa”, edito da Rubbettino e scaricabile in versione e-Book. Per controbattere le tesi di chi vorrebbe tornare a confini e monete nazionali, in un momento cruciale per l’Ue, dove tutte le prossime elezioni saranno un referendum sull’euro e sull’Unione, Sommella cerca di smontare tre luoghi comuni a proposito dei migranti, dei paesi che guadagnano con le politiche della Bce e di quelli che vorrebbero ritirarsi dopo l’adesione comunitaria.Per quanto riguarda i flussi migratori, il libro del direttore delle relazioni esterne dell’Antitrust e fondatore dell’associazione La Nuova Europa, sottolinea che non siamo affatto di fronte ad un’invasione, sebbene Germania, Francia e altri quattro paesi del Nord vorrebbero un’ulteriore sospensione dell’accordo di Schengen. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite, raccolti nei World Population Prospects, i flussi migratori in Europa dal 2000 al 2010 sono stati di 1,2 milioni di persone per anno. Il che fa lo 0,2% su 500 milioni di abitanti. Una cosa affrontabile, visto che negli Stati Uniti ne arrivavano nello stesso periodo 1 milione. In media tra il 2000 e il 2015, ognuno tra Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna ha accolto tra i 100 e i 200.000 profughi. Solo l’anno scorso c’è stato il picco di un milione di ingressi nei lander tedeschi, amplificato dal fatto che il piano di ricollocamento tra i paesi stabilito dalla Commissione Juncker per ora è un fallimento. Ma anche in Italia vanno smontati dei luoghi comuni. Nel nostro paese, a fronte dei 3 miliardi di costi per gestire l’emergenza profughi, i benefici derivanti dal flusso migratorio sono rilevanti. Nel 2014 i contributi INPS versati da lavoratori extracomunitari ammontavano a circa 8 miliardi a fronte di prestazioni pensionistiche pari a circa 642 milioni e non pensionistiche (cassa integrazione, disoccupazione, malattia, maternità, assegni nucleo familiare) pari a 2,420 miliardi, con un saldo positivo quindi di circa 4,5 miliardi di euro. Anche a livello fiscale l’apporto finanziario degli immigrati regolari e integrati nel tessuto sociale e produttivo è positivo. I contribuenti stranieri hanno dichiarato nel 2014 redditi per 45,6 miliardi, versando 6,8 miliardi di Irpef. Anche sugli effetti del Quantitative Easing della Bce il libro smonta i miti che vogliono il Belpaese principale beneficiario del bazooka di Mario Draghi. Confrontando le variabili fotografate nel primo mese del 2015 (anno del varo del QE) con le ultime disponibili, sempre dello stesso anno, si dimostra che è invece la Germania ad aver goduto di più dalla politica monetaria di Francoforte. Il Pil tedesco è infatti aumentato dal +1,4% di inizio anno al +1,7% (dato di fine settembre), il debito pubblico è diminuito dal 74,3% del Pil al 71,9% (fine 2014 su fine 2015), la disoccupazione è a livelli americani (è scesa in un anno di QE dal 6,5% al 6,3%) e le esportazioni hanno registrato un boom: da un saldo attivo di 90 miliardi si è passati a 106 miliardi di euro. Euxit fa anche il punto su chi spende di più e chi ha guadagnato di più dalla partecipazione all’Unione. Ogni tedesco ha ‘’speso’’ 1.034 euro per l’Europa, gli italiani si sono fermati a 623 pro-capite, mentre gli spagnoli hanno ricevuto a testa 335 euro, i polacchi 1.522, i portoghesi 2.100, la Grecia 2.960 euro netti a cittadino ellenico. Passando invece alla ripartizione delle risorse strutturali comunitarie, si scopre che cresce la percentuale di denaro spettante all’Europa centro-orientale (177,57 a 180,93 miliardi, +2,6%) rispetto a quella dell’Europa occidentale (169 miliardi a 140 attuali, -16%). Dunque proprio nei paesi dell’Europa dell’Est, dove si erigono nuovi muri contro i migranti, i trasferimenti strutturali comunitari sono diventati sempre più rilevanti, pesando ormai tra il 2 e il 3% del Pil e superando spesso gli investimenti diretti esteri. Per battere quindi la voglia di Euxit che alberga ormai in ogni paese europeo, Sommella auspica che i governi convochino una grande Conferenza che abbia all’ordine del giorno tre compiti: la redazione di una Costituzione Europea, il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, la riforma della legge elettorale con espressa scelta del Presidente della Commissione da parte dell’elettorato. Solo così si riuscirà a passare dall’attuale Confederazione ad una vera Federazione di stati, abbandonando una terra di mezzo che ricorda i presupposti che hanno portato all’implosione della ex Jugoslavia e dell’Unione Sovietica.

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Le opportunità dell’Europa per lo sviluppo economico dei territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

torinoTorino martedì 28 marzo, dalle 9.30 alle 13, nel Centro congressi di Torino Incontra. Si tratta del primo appuntamento del progetto Step (Strengthen Together the Entrepreneurial Potential) Ahead in Eu, volto ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza degli strumenti e delle opportunità offerte dall’Unione europea per lo sviluppo economico dei territori. Sono in programma interventi di: Commissione Europea, Bei – Banca Europea degli Investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e Abi Piemonte.Il seminario, rivolto in particolar modo agli operatori dei servizi alle attività produttive, è organizzato da Europe Direct – Città metropolitana di Torino in collaborazione con Een Alps, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unito, Istituto Boella e Unione Industriale Torino. I saluti istituzionale saranno portati dalla consigliera con delega ai progetti europei e internazionali Anna Merlin.Il Piano di Investimenti per l’Europa (Piano Junker) è al centro della strategia generale della Commissione europea per l’occupazione, la crescita e gli investimenti. È stato pensato per mobilitare risorse finanziarie, migliorare il modo in cui la finanza raggiunge l’economia reale e rimuovere le barriere agli investimenti, migliorando la qualità della regolamentazione finanziaria e non -finanziaria a livello sia della legislazione europea sia di quella nazionale.La novità più importante del Piano è la creazione del Feis, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dispone diuna dotazione iniziale di 21 miliardi di euro con l’obiettivo di mobilitare investimenti per un valore di 315 miliardi di euro nel periodo 2015 -2017, concentrandosi sull’innovazione, sulle infrastrutture e sulle piccole imprese.

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Nel 60° dei Trattati di Roma: riflettendo insieme sull’Europa. Ciclo di incontri e seminari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Roma Giovedì 30 Marzo 2017, ore 15:00 / 11 Maggio 2017 Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani Sala Zuccari Camera dei Deputati Sala Aldo Moro: Formare i cittadini europei a sessant’anni dai Trattati di Roma riflettendo insieme sull’Europa. Questo Ciclo di incontri e seminari sono stati organizzati dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, dal MIUR- Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Istituto Italiano di Studi Germanici. Essi prevedono il seguente ciclo di incontri seminariali di alta formazione sulla cittadinanza europea:
Camera dei Deputati (Sala Aldo Moro), il 18 aprile, ore 15-19: Cittadinanza europea la costruzione sociale di un progetto di convivenza.
Il tema dell’Europa sarà affrontato anche in ulteriori incontri seminariali nell’ambito dei corsi di Storia contemporanea e di Storia sociale (Prof. Carlo Felice Casula) e di Formazione e politiche delle risorse umane (Prof. Antonio Cocozza). I tre incontri sono aperti al pubblico:
Polo Didattico di via Principe Amedeo, 13 aprile, ore 16-18: Storia dell’integrazione europea – parte prima
Polo Didattico di via Principe Amedeo, 8 maggio, ore 16-18: Politica sociale e dell’integrazione europea
Polo Didattico di via Principe Amedeo, 11 maggio, ore 16:18 Storia dell’integrazione europea – parte seconda
Gli atti delle cinque giornate di studio saranno pubblicati dalla casa editrice franco-tedesca Éditions Universitaires Européennes.
https://networks.h-net.org/node/73374/announcements/170462/forming-european-citizens-60-years-signing-treaties-rome

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L’Europa che vorremmo e quella che è

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

europa comunitaria2A poche ore dalla ricorrenza dei trattati di Roma è davvero impietosa la fotografia attuale dell’Unione Europa. La verità infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è che siamo davvero molto distanti dal progetto di Altiero Spinelli.
La U.E. di oggi è un insieme di interessi particolari che non hanno fatto altro che allontanare la possibilità di una cultura e di un mondo comune nel quale sentirsi a casa pur stando fuori dai propri confini tradizionali.
Tra le categorie maggiormente ingannate dal sogno europeo ci sono senza dubbio gli agricoltori. A loro è stato infatti promesso un mondo fatto di tutela ambientale, di biodiversità e di dignità per chi si occupa di fare il lavoro più importante del mondo: sfamare il pianeta. La direzione presa fino ad ora è però quella opposta e a testimoniarlo in modo chiaro c’è una Pac creata appositamente per sfamare gli interessi delle multinazionali e penalizzare i bisogni delle PMI agricole.
Nonostante tutto questo però – conclude Tiso – come Confeuro abbiamo sempre creduto nel progetto europeo e sappiamo che oggi più che mai è importante lavorare assiduamente per rilanciare il sogno europeo e per non lasciare spazio a chi, giocando con la pancia del Paese, vorrebbe rinchiudersi nel proprio recinto.

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Stati Uniti d’Europa: La cicala e la formica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

cicalaItaliani distesi su un triclinio a bere Falerno, circondati da leggiadre danzatrici o danzatori? Non e’ così come non è vero che il presidente dell’Eurogruppo, Jerome Dijsselbloem, abbia detto che i Paesi del sud Europa spendono in donne e alcol. Notizia totalmente manipolata, a confermare che i quotidiani servono a vedere che giorno è, e i telegiornali a sentire le previsioni meteo; ci aggiungiamo la rete sociale (social network) che ha un notevole numero di webeti. La frase esatta di Dijsselbloem, in un’ intervista ad un giornale, a proposito di bilanci pubblici e’ stata “Io non posso spendere tutti i miei soldi in alcool e donne e poi chiedere aiuto a lei. Questo principio vale a livello personale, locale, nazionale ed anche a livello europeo”. Non e’ certo un’espressione raffinata ma il senso è chiaro: alcuni Paesi da una parte chiedono soldi dall’altra li sperperano. L’Italia ha un debito pubblico di 2.388 miliardi di euro, vale a dire che ognuno di noi ha sulle spalle un debito di 38 mila euro; far debito significa dover pagare interessi che, negli ultimi dieci anni, sono arrivati a 760 miliardi di euro. Una montagna di soldi! Chi ci ha evitato il tracollo? La BCE, cioe’ la Banca centrale europea, che con una serie di operazioni (piano anti spread, quantitative easing) ha tagliato gli interessi sul nostro debito. A queste operazioni europee di alleggerimento del nostro debito, dovrebbero corrispondere iniziative del nostro Paese: recupero dell’evasione da una parte e razionalizzazione della spesa dall’altra. Ricordiamo che l’evasione fiscale e’ stata di 352 miliardi dal 2010 al 2014, con un picco di 217 miliardi nel 2013-2014, vale a dire 108 miliardi l’anno e che l’evasione previdenziale (pensioni) e’ stata di 157 miliardi in 15 anni, cioe’ 10 miliardi l’anno; questo e’ un settore sul quale il Governo Formicadovrebbe intervenire con la massima urgenza; l’altro e’ quello della razionalizzazione della spesa pubblica (spending review); un esempio di questa attività riguarda le 7.181 società partecipate da Stato, Regioni e Comuni, delle quali 1.279 hanno più amministratori che dipendenti e 1.800 hanno un fatturato al di sotto del milione di euro. Cottarelli, ex commissario alla spending review, affermava che dalla riduzione e ottimizzazione delle partecipate si otterrebbero 2-3 miliardi di euro. Esempi ce ne sono in abbondanza e, se vogliamo far riferimento al Comune di Roma, potremmo prendere in considerazione l’Atac (azienda dei trasporti romani) che ha un debito di 1,35 miliardi di euro e offre un servizio del tutto insufficiente. Si potrebbe liberalizzare, cioe’ mettere in concorrenza l’attività di trasporto pubblico con una gara europea, ma la sindaca Raggi ha dichiarato che l’Atac è il fiore all’occhiello di Roma. Se si vuole continuare a “banchettare” non ci si può lamentare di chi ci bacchetta. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Finanza etica per una nuova Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

europaNuove regole per arginare la speculazione e per chiudere il casinò finanziario; stop alla demonizzazione degli investimenti e della spesa pubblica; sostegno alla finanza etica che favorisce lo sviluppo sostenibile e l’economia solidale. Sono questi gli ingredienti della ricetta della Finanza Etica per rimettere la solidarietà e la cooperazione al centro della missione dell’Europa. Il documento è stato elaborato dalla Fondazione Finanza Etica (Gruppo Banca Etica) in occasione dei 60 anni dall’inizio del processo di integrazione europea che si celebrano a Roma il 25 marzo. La Fondazione Finanza Etica è tra gli aderenti a “La Nostra Europa”, una coalizione di associazioni, movimenti e organizzazioni nata per cambiare rotta all’Europa delle diseguaglianze, dell’insicurezza sociale, dei muri e delle spinte nazionaliste e per promuovere un’Europa unita, democratica e solidale.
In questi anni abbiamo assistito a un ribaltamento dell’immaginario collettivo. Mentre vengono imposti limiti durissimi alle finanze pubbliche, dall’austerità al fiscal compact, poco o nulla è stato fatto per bloccare gli eccessi del sistema finanziario privato, malgrado le sue enormi responsabilità nell’attuale crisi. L’austerità rimane la stella polare delle politiche economiche nonostante l’evidenza del suo fallimento sociale, occupazionale e anche economico visto che ha inibito la ripresa degli investimenti, mentre il rapporto debito/PIL continua a peggiorare.Si strangola la finanza pubblica ma la BCE inonda i mercati di denaro tramite il Quantitative Easing con effetti paradossali: ci sono talmente tanti soldi che i titoli di Stato sono ormai a rendimento negativo, ma agli Stati è proibito indebitarsi anche per investimenti a lungo termine, per una riconversione ecologica dell’economia o per ricerca e formazione. Ma né credito né economia ripartono.
Per salvare il progetto e gli ideali europei bisogna ripartire su binari radicalmente differenti, dove al dominio di finanza e mercati e di una competitività esasperata si sostituisca la visione di un’Europa unita, democratica, solidale.Il paper completo della Fondazione Finanza Etica è disponibile su: http://www.fcre.it

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Cristiani e cittadini d’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

vaticanoRoma Il 24 marzo, vigilia della ricorrenza, vengono ricevuti da papa Francesco i capi di stato e di governo che convergono a Roma in occasione del 60º anniversario dei Trattati di Roma. La sera dello stesso giorno, alle 19:30, tra le molte iniziative in programma in quelle giornate, “Insieme per l’Europa” promuove una Veglia di preghiera ecumenica presso la basilica dei Santi Apostoli, nei pressi del Campidoglio.
Intervengono il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio e Gerhard Pross, attuale moderatore di “Insieme per l’Europa”. La celebrazione è animata da un coro ortodosso e da un altro composto per l’occasione dai Movimenti e Comunità di “Insieme per l’Europa” presenti a Roma. Una Veglia replicata, con identici obiettivi, in altre 34 città europee, da Lisbona a Szeged, da Bruxelles a Matera. Scopo dell’iniziativa è quello di testimoniare che comunione, riconciliazione e unità sono possibili tra i popoli del continente. Lo dimostra il cammino compiuto dal dopoguerra ad oggi, con le molte realtà sorte a livello europeo, impensabili per secoli e apportatrici di pace, di visione di un destino comune e di prosperità. Ne è testimonianza anche “Insieme per l’Europa”, rete di Comunità e Movimenti cristiani di varie Chiese – oltre 300 diffusi in tutto il continente – che, variegati come lo sono le culture, le lingue e le regioni dell’Europa, si rapportano nel rispetto delle diversità e agiscono per scopi condivisi, apportando il contributo del proprio carisma. Tra questi il Movimento dei Focolari, che assieme ad altri ne è promotore fin dagli inizi.
Una testimonianza che è contemporaneamente cristiana e civile, e che vuole essere anche un contributo al dibattito in corso sul futuro dell’intero continente. In una tavola rotonda organizzata dal Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Movimento dei Focolari, Pasquale Ferrara, ambasciatore d’Italia in Algeria, ha sostenuto come oggi in Europa, più che parlare di riferimenti alle proprie radici cristiane, occorra produrre insieme «frutti cristiani». E presentare come parte della soluzione «la “regola d’oro”, che ci invita a fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi stessi». Tale regola – ha affermato Ferrara – «non è solo un valore etico, ma assume una dimensione politica, in quanto si tratta di ripensare la natura ed il carattere della comunità politica»[1].
“Insieme per l’Europa” appare uno dei soggetti capaci di interpretare questa dimensione, ispirando e motivando persone di diverse generazioni e comunità, appartenenti in maniera trasversale ai popoli dell’Europa, ad incarnare nel quotidiano i valori di giustizia, accoglienza, pace. Un tassello per mettere in piedi quella «Europa famiglia di popoli» che, nelle parole di papa Francesco al conferimento del Premio Carlo Magno, è «capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare.

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Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si rivolge al Parlamento dei cittadini sul futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

BruxellesBruxelles. Come parte del suo impegno di avvicinare il Parlamento europeo ai suoi cittadini, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha pronunciato stamattina un discorso al “Parlamento dei cittadini”, composto da 751 europei di tutto il continente.Ecco alcuni punti focali del discorso di ieri:
“Le recenti elezioni olandesi hanno confermato che non siamo stanchi della nostra Europa. Semplicemente, vogliamo che funzioni meglio. Che risolva i problemi: disoccupazione – soprattutto quella giovanile -, terrorismo, immigrazione illegale, tutela della salute e dell’ambiente, difesa dei diritti, delle donne, dei più deboli, fuori e dentro l’UE.
Un’Europa più concreta, l’Europa dei fatti. L’Europa reale.
Basta il buon senso per capire che non è indebolendo l’Europa che questi problemi saranno risolti.” […]
“Oggi, più che mai, l’Unione fa la forza. Uniti si vince. Mi sono sentito offeso, come credo tutti noi, quando il Presidente Turco ha fatto riferimento a fascismo e nazismo parlando di alcuni dei nostri paesi.
L’Europa è il faro nel mondo per la tutela dei diritti fondamentali. Siamo l’unica area del mondo senza pena di morte. Siamo molto di più di un mercato o di una moneta.”
[…] “Abbiamo superato difficoltà, diffidenza, incomprensioni. Abbiamo costruito sulla fiducia e sulla solidarietà. Insieme, abbiamo lavorato per un mondo più aperto, con più diritti, contribuendo a far uscire dal buio delle dittature tanti paesi del nostro continente.”

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