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Scuola – Anief ci riprova in Senato ad emendare la Legge di Stabilità in attesa di leggere il testo voluto dall’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Presentati ancora altri cento emendamenti per avere una scuola più equa, giusta e solidale. Scarica il testo che è stato inviato ai Senatore della V e VII Commissione. Il governo incassa la fiducia con 330 sì, 291 no e un astenuto ed approva il testo del maxiemendamento il cui esame passa alla V Commissione di Palazzo Madama: il testo è dunque quello che si è formato con gli emendamenti approvati in commissione alla Camera. Ci sono una serie di modifiche importanti rispetto al Ddl originario del Governo, ma ben poche riguardano la scuola. Tra gli emendamenti più importanti del giovane sindacato figurano quota 96 senza svantaggi, Ape social per tutti gli insegnanti , riscatto gratuito della laurea, stabilizzazione dei precari con 36 mesi, l’addio alle classi pollaio e ai posti in deroga su sostegno, la riapertura delle GaE, la conferma dei diplomati magistrale in ruolo, il via libera al doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, il tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli nella scuola primaria con il maestro specialista in inglese, il ripristino dei corsi abilitanti per i docenti di ruolo, l’introduzione del diritto nella scuola secondaria, l’obbligo scolastico fino a 18 anni, l’aggiornamento dell’indennità di vacanza contrattuale e la parità di trattamento tra personale di ruolo e precario con l’introduzione della ricostruzione di carriera comprendente tutti i periodi di supplenza, l’inquadramento dei ricercatori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annuncia che, assieme a Cisal, chiederà di essere ascoltato dalla V Commissione Bilancio del Senato.

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12.000 giovani alla scoperta dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Torna DiscoverEu, l’iniziativa dell’Unione Europea che “mette in palio” 12.000 biglietti per viaggiare in Europa, di cui 1.416 destinati all’Italia. Dalle ore 12.00 del 29 novembre, fino alle ore 12 dell’11 dicembre, i giovani diciottenni avranno la possibilità di scoprire l’Europa, partecipando all’iniziativa. Alla prima scadenza di giugno 2018 hanno partecipato 100.480 giovani e più di 15.000 partecipanti hanno vinto un biglietto, di cui 1.776 italiani. Un’occasione unica che consente ai giovani di arricchire il proprio bagaglio formativo e culturale, viaggiando alla scoperta del Vecchio Continente.
“Abbiamo appreso con entusiasmo del rinnovo di questa iniziativa da parte dell’Unione Europea. Viaggiare ed esplorare i più bei luoghi d’Europa consentirà ai giovani vincitori di arricchirsi, conoscere, scoprire, confrontarsi con nuove e diverse culture, al fine di avere nuovi stimoli ed opportunità nel loro percorso educativo, di crescita e di formazione. Un’opportunità fortemente inclusiva perché aperta a tutti, anche a giovani con bisogni speciali, ai quali verrà garantita la copertura delle spese legate all’assistenza” commenta il Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani Domenico De Maio. “Uno strumento che si inserisce efficacemente nel quadro delle altre iniziative promosse dall’Europa, quali i programmi Europei, Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà, da sempre gestiti dall’Agenzia Giovani, e che permetterà ai ragazzi di rafforzare ulteriormente conoscenze e soft skills, fornendo loro la possibilità di tornare a casa con un bagaglio ricco di esperienze utili per il percorso futuro. Un’altra tangibile opportunità per favorire la crescita di un comune sentire europeo”, conclude il Direttore Generale Domenico De Maio.Per poter aderire all’iniziativa è necessario:
• aver compiuto 18 anni entro il 31 dicembre 2018;
• avere la cittadinanza di uno dei 28 Stati membri dell’Unione europea;
• partire da uno dei Paesi dell’UE;
• viaggiare tra il 15 aprile 2019 (prima data di partenza) e il 31 ottobre 2019 (ultima data di ritorno);
• essere disposto a diventare un ambasciatore DiscoverEU.
Per scoprire come partecipare e conoscere i dettagli dell’iniziativa consultare il Portale Europeo per i Giovani

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“Rapporto: I servizi immobiliari in Italia e in Europa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Roma 4 dicembre 2018 presso la Sala Convegni Sidief (Via degli Scialoja, 20) dalle 9.30 alle 12.30 sarà presentato da Mario Breglia il rapporto (Scenari Immobiliari); seguirà un Panel di commento e testimonianze, con interventi di Lorenzo Barbagli (Business Development – PRELIOS INTEGRA), Marina Concilio (Amministratore Delegato – AGIRE), Giorgio Da Rold (Head of Property Management- BNP Paribas REPM), Carola Giuseppetti (Consigliere e Direttore Generale – SIDIEF), Alessandro Mazzanti (Chief Executive Officer Italy – CBRE), Micaela Musso (Direttore Generale – ABACO TEAM), Alessandro Pasquarelli (Amministratore Delegato – YARD), David Vichi (Amministratore Delegato – REVALO). I lavori saranno moderati da Francesca Zirnstein (Scenari Immobiliari)

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“Senza Barriere: L’Europa per ciascuno di noi”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Roma, 3 dicembre: 10.30-13.30 Ex-dogana Viale dello Scalo di San Lorenzo, 10. Una giornata speciale di riflessione, creatività artistica e sensibilizzazione sul tema del pieno godimento di diritti, dignità e libertà per le persone con disabilità. Un momento in cui poter modellare tutti insieme, sporcandosi le mani con la creta, quello che l’Europa può rappresentare o quello che vorremmo l’Europa sia, per tutti noi.Per questo, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia ha organizzato l’evento “Senza Barriere. L’Europa per ciascuno di noi”. In un laboratorio di arte partecipata accessibile, guidato dal maestro Felice Tagliaferri, scultore non vedente di fama mondiale, chi vorrà potrà cimentarsi nello scolpire con mani, braccia, naso o faccia per tirare fuori l’idea di Europa da un blocco di creta.Il dibattito: cosa fa l’Europa per i disabili. E cosa si può ancora fare
Il dibattito, che inizierà alle ore 12.00, si aprirà con i saluti di Valeria Fiore, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, di Beatrice Covassi, Capo Rappresentanza Commissione europea in Italia e di Maurizio Molinari, responsabile media del Parlamento europeo a Roma. I partecipanti potranno quindi ascoltare le testimonianze del maestro Felice Tagliaferri, reduce dalla creazione della scultura collettiva, e della modella Chiara Bordi, terza classificata a Miss Italia 2018 e prima modella disabile a partecipare al concorso. Oltre alla presenza dell’On. Laura Agea e alla proiezione dei videomessaggi dell’On. Brando Benifei e dell’On. Nicola Danti, nel corso del dibattito interverranno Daniela Alleruzzo (Arte nel cuore), Paola Squillante (Insieme per la ricerca PCDH19), Cristian Nocco (Coop. Arcobaleno – Ladri di Carrozzelle), Gianluca Nicoletti (Insettopia Onlus – Per noi autistici), ANGSA Lazio Onlus, Fernando Mascanzoni per il Comitato Italiano Paralimpico, Alessandro Bardini, dell’ARES Centurioni Roma, Rugby in carrozzina e Maja Barbara Miernik, giurista esperta dei diritti delle persone disabili, con storie concrete su cosa ha fatto e cosa rappresenta l’Unione Europea per le persone con disabilità. L’evento sarà moderato dal giornalista e conduttore televisivo Alessio Aversa.Andare oltre le barriere anche con Stavoltavoto.eu, la campagna per le prossime elezioni europee. Costruire legami e reti al di là di qualsiasi barriera è uno degli obiettivi di questo evento, che si inserisce nel quadro delle iniziative lanciate dal Parlamento europeo in vista delle elezioni del 26 Maggio 2019. Anche per questo, durante l’iniziativa, sarà data voce ai volontari della campagna istituzionale Stavoltavoto.eu.

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Assunzioni docenti, si cambia: il ministro Bussetti torna ai concorsi tradendo l’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sui concorsi non transige: presto, a seguito della revisione del reclutamento, diventeranno l’unico canale d’accesso all’insegnamento; il titolo richiesto sarà la laurea, in modo da avere in cattedra docenti giovani. I concorsi saranno banditi soltanto per le classi di concorso e nelle regioni in cui vi sia necessità. Inoltre, ricorda Orizzonte Scuola, i vincitori di concorso non potranno partecipare alla mobilità per cinque anni, assicurando la continuità didattica e superando il problema della cattedre che restano scoperte. È bene che si sappia, ribatte l’associazione sindacale Anief a tutela dell’esteso precariato della scuola pubblica italiana, che il modello prospettato da Bussetti non è proprio quello che ci chiede l’Europa. Perché, se è vero che nei ruoli dello Stato si entra a seguito di un pubblico concorso, è altrettanto vero che occorre saper contestualizzare le situazioni. E prevedere, necessariamente, dei periodi di transizione, prima di introdurre novità radicali. Anche perché in questo modo si tradirebbe il senso della direttiva UE n. 70/1999. “Trent’anni fa – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – si decideva a Lisbona di intraprendere la strada della formazione iniziale degli insegnanti. Successivamente abbiamo assistito all’assunzione di quasi tutti i sissini e i laureati in Scienze della formazione primaria prima del 2011 grazie all’inserimento nel doppio canale di reclutamento. Subito dopo, però, è arrivato l’insensato dietrofront del governo, che si è tradotto nell’incapacità della politica di voler stabilizzare i docenti abilitati e specializzati negli ultimi anni dalle università con il Tfa, il Pas, il sostegno, la laurea in Scienze della formazione primaria. L’ostinazione si è tradotta anche nell’opposizione a riconoscere abilitante il titolo del diploma magistrale o di adeguare gli organici di fatto a quelli di diritto ivi incluso sui posti in deroga di sostegno”. “Con la decisione di puntare tutto sui concorsi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – il Governo decide di fare un passo indietro anacronistico e persino dannoso rispetto all’alto numero dei precari, in assenza del ripristino del doppio canale di reclutamento. Vale la pena ricordare che ancora oggi un insegnante su otto è chiamato a far funzionare le scuole come supplente a fronte dei pochi posti banditi. Pertanto, il concorso e il blocco quinquennale non sono la soluzione, ma l’epilogo di scelte scellerate prese negli anni e avallate ora dal governo del non cambiamento”.

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“Un’Europa senza Barriere… Costruiamola insieme”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Roma, 3 dicembre: 10.30-13.30 Ex dogana Via dello Scalo di San Lorenzo 10. Una giornata speciale di riflessione, creatività artistica e sensibilizzazione sul tema del pieno godimento di diritti, dignità e libertà per le persone con disabilità.Un momento in cui poter modellare tutti insieme, sporcandosi le mani con la creta, quello che l’Europa può rappresentare o quello che vorremmo l’Europa sia.Per questo, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia ha organizzato l’evento “Un’Europa senza Barriere… Costruiamola insieme”.
In un laboratorio di arte partecipata accessibile, guidato dal maestro Felice Tagliaferri, scultore non vedente di fama mondiale, chi vorrà potrà cimentarsi nello scolpire con mani, braccia, naso o faccia per tirare fuori l’idea di Europa da un blocco di creta.
Durante il dibattito che inizierà alle ore 12.30, le testimonianze delle singole associazioni faranno conoscere storie concrete su cosa ha fatto e cosa rappresenta l’Unione Europea per le persone con disabilità: sensibilizzare, informare su quanto sta facendo già l’Europa ma anche su quanto resti ancora da fare.Costruire legami e reti al di là di qualsiasi barriera è uno degli obiettivi di questo evento, con l’avvicinarsi delle elezioni europee del 26 Maggio 2019.Durante l’iniziativa, sarà data anche voce ai volontari della campagna istituzionale Stavoltavoto.eu del Parlamento europeo per le elezioni europee 2019.

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Patrimonio gestito dai fondi immobiliari in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Dovrebbe superare i 626 miliardi di euro a dicembre 2018, con un aumento previsto di oltre il sei per cento rispetto all’anno precedente. Prosegue, dunque, la fase di crescita del risparmio gestito in fondi immobiliari con un patrimonio complessivo raddoppiato rispetto al 2010. Questi sono alcuni dei dati emersi nel corso della presentazione dell’aggiornamento del Rapporto 2018 “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei che ha curato la parte di analisi finanziaria.
Anche l’Italia segue il trend europeo. Nel 2018 si stima che il patrimonio complessivo possa raggiungere i 55 miliardi di euro (+2,8 per cento), gestiti da 430 fondi, cresciuti nel numero anche per l’utilizzo come veicolo da parte dei soggetti esteri che, in modo crescente, operano nel mercato immobiliare italiano. Il comparto degli uffici continua a trainare gli investimenti concentrando oltre il sessanta per cento, seguito dal retail. L’indebitamento del sistema fondi è in costante calo: 23 miliardi di euro con un’incidenza del 38 per cento sul patrimonio, mentre nel 2010 era pari al 57 per cento. L’asset allocation globale vede un lieve incremento degli uffici e del commerciale. Buone le prospettive per il 2019, sulla base delle indicazioni raccolte tra le sgr, con una previsione di circa 56 miliardi di euro di patrimonio (+2,8 per cento) gestito da 440 fondi immobiliari. L’annunciata politica delle privatizzazioni di beni pubblici potrebbe dar vita a nuovi e importanti fondi immobiliari, come accaduto nel decennio passato.
Complessivamente, al 30 giugno 2018, la capitalizzazione dell’industria del settore immobiliare finanziarizzato italiano (fondi retail, alle Siiq e alle società immobiliari quotate) si è attestata a circa 3,9 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto al dato del nel primo semestre 2017.
Il Rapporto è stato presentato da Mario Breglia (Scenari Immobiliari) e Gottardo Casadei (Studio Casadei), e commentato da Gabriele Bonfiglioli (COIMA SGR), Riccardo Corsi (FABRICA IMMOBILIARE SGR), Andrea Cornetti (PRELIOS SGR), Luigi Giannuzzi Savelli (INVESTIRE SGR), Lorenzo Lombardo (BNP PARIBAS REIM SGR), Gabriella Pelosi (GENERALI REAL ESTATE SGR), Michele Stella (TORRE SGR). Dopo la presentazione della ricerca si è tenuto il convegno dal titolo “Scenari politici ed economici 2019”, con interventi del prof. Claudio Cacciamani (Università di Parma) e del prof. Alberto Martinelli (Università Statale degli Studi di Milano).

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Elezioni europee 2019: cosa fa l’Europa per me

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Il sito web interattivo e multilingue “Cosa fa l’Europa per me”, realizzato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, contiene centinaia di articoli di una pagina e di facile lettura che forniscono esempi dell’impatto positivo che l’UE ha sulla vita dei cittadini. Gli utenti possono facilmente trovare informazioni specifiche su ciò che l’Europa fa per la loro regione, la loro professione o il loro passatempo preferito.
Il sito mette a disposizione circa 1.800 articoli di una pagina per una lettura semplice, la condivisione o il riutilizzo come pagine web, o come file PDF. Gli articoli sono suddivisi in due sezioni principali. La prima, “Nella mia regione”, consente agli utenti e alle loro famiglie di selezionare il luogo in cui vivono o lavorano. Come è presente l’Europa nelle nostre città e regioni? Tale sezione comprende oltre 1.400 località in ogni parte dell’Unione europea.Tra gli esempi troviamo il progetto Giovanisì, realizzato in Toscana con l’aiuto dell’UE, che ha sostenuto oltre 230.000 giovani a diventare autonomi, promuovendo opportunità legate allo studio e alla formazione, il sostegno al loro inserimento nel mondo del lavoro e l’aiuto all’avvio di startup.Si parla anche delle iniziative dell’UE in favore delle piccole e medie imprese: nelle Marche, ad esempio, il prestito d’onore, ha contribuito a creare 1.355 nuove imprese e 3.300 nuovi posti di lavoro negli ultimi dieci anni, anche grazie a fondi europei per un importo di quasi 8 milioni di euro.In Puglia, il mercato interno dell’UE, con circa 500 milioni di consumatori, offre alle produzioni regionali la possibilità di ampliare il mercato. L’UE rappresenta il mercato di sbocco per oltre il 60% dei prodotti manifatturieri e per ben il 70% dei prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca pugliesi.La seconda sezione del sito, “Nella mia vita”, permette a ogni utente di scegliere tra 400 articoli che toccano gli aspetti importanti per i cittadini europei. Ad esempio, in che modo l’UE ha un impatto su famiglie, assistenza sanitaria, hobby, viaggi, sicurezza, scelte dei consumatori e diritti sociali? In che modo l’UE sostiene le persone nella loro vita professionale in decine di lavori, dagli apicoltori, agli autisti di autobus e ai produttori di birra? Che cosa fa l’UE per coloro che amano hobby come lo sport, la musica o la tv? Per questa sezione è disponibile anche una serie di podcast in un numero crescente di lingue.Gli articoli forniscono un’istantanea dell’operato dell’UE per i suoi cittadini – basata su esempi interessanti, con link a informazioni ulteriori – piuttosto che cercare di elencare tutto ciò che l’UE ha fatto negli anni.Tali articoli saranno integrati, in una terza sezione del sito, nello specifico da documenti informativi più esaustivi sulle politiche dell’UE. Questa sezione illustrerà alcuni dei risultati dell’attuale legislatura e le prospettive per il futuro, con particolare attenzione alle preoccupazioni e alle aspettative dell’opinione pubblica e dei cittadini in merito all’azione dell’UE.

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Una lettera d’autore ai cittadini europei

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Ezio Bosso è il primo ad aderire alla serie di newsletter di stavoltavoto.eu, la piattaforma del Parlamento europeo per la sensibilizzazione al voto in vista delle elezioni del 26 maggio 2019“Quanto è bella la parola ‘Unione’. È la prima parola associata all’amarsi, rende quell’amore oggetto terzo”, scrive Bosso in una newsletter inviata a oltre diecimila volontari già iscritti sulla piattaforma stavoltavoto.eu. “È la base su cui poggiamo il desiderio di essere famiglia. Bella è quindi la scelta di popoli che si sono avvicinati e sono divenuti una nazione più grande grazie al contributo di ogni singola cultura, esperienza, fortuna, di ogni trauma.” Il Maestro Ezio Bosso, tra i maggiori direttori di orchestra e compositori del mondo, è stato testimone della Festa Europea Della Musica per il 2018.
Quella di Ezio Bosso è la prima di una serie di lettere firmate da personaggi della cultura, della scienza e dello sport, in cui si richiama all’importanza del voto per il processo democratico e la costruzione dell’Unione europea in vista delle elezioni del prossimo 26 maggio. L’hanno ricevuta ieri in via esclusiva i cittadini, in larga parte giovani, che si stanno mobilitando per rafforzare la partecipazione.La campagna ha carattere istituzionale e ha al centro una piattaforma lanciata da poche settimane: all’iscrizione segue l’invio di messaggi che invitano il cittadino a mobilitarsi per attivare la propria cerchia di amici, familiari, conoscenti e altri moltiplicatori attraverso iniziative, produzione di contenuti social, incontri.La piattaforma stavoltavoto.eu ha a oggi più di 86.000 iscritti, di cui quasi 10.000 dall’Italia.Nella lettera ai volontari Bosso precisa: “Io in una sera, quando dirigo o suono, ho la fortuna di poter essere tedesco, inglese, austriaco, ceco o polacco pur restando con orgoglio italiano.” Su questo tema il Maestro era già intervenuto a Bruxelles lo scorso giugno per la Conferenza di Alto Livello sulla Cultura voluta dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. In quell’occasione aveva ricevuto una standing ovation per il suo discorso sull’importanza di trascendere le barriere a partire dalla musica e sentirsi europei.

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In Europa i finanziamenti Early Stage superano i 3,6 miliardi di €.

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

LISBONA (Web Summit) Nonostante le incertezze legate alla Brexit, le startup del Regno Unito mantengono il primato relativo (24,59%) dei fondi ricevuti dalle startup tecnologiche Early Stage, ma i dati di trend prevedono un sorpasso al vertice da parte della Francia (oggi al 24,04%).L’accesso a un mercato che sappia offrire sviluppatori qualificati è uno dei principali motivi a frenare il dato di paesi come Spagna (3,9%), Italia (1,92%), o Portogallo (0,26%).A livello di numero assoluto di impiegati nel settore, infatti, gli sviluppatori italiani rappresentano intorno al 2% del numero globale (dietro solamente a UK, Francia e Germania), ma se rapportiamo il numero al dato della popolazione l’Italia scivola tra le ultime posizioni.Queste alcune delle evidenze presentate oggi al Web Summit di Lisbona da Tech.eu, Stripe e Techstars, che per comprendere meglio lo stato della tecnologia in Europa hanno rilasciato il primo di una serie di tre report suddivisi per segmento: Early Stage Technology (EST), Growth Stage e Late Stage Technology.Gli investimenti nelle imprese EST europee hanno raggiunto un nuovo massimo storicoLa tecnologia europea si sta rafforzando grazie a un capitale totale investito pari a 19 miliardi di euro nel 2017, con un aumento del 36% rispetto ai 14,3 miliardi di euro del 2016. Nello specifico, negli ultimi tre anni, gli investimenti nella Early Stage Technology in Europa hanno registrato una crescita senza precedenti sia nel finanziamento totale che nel volume degli investimenti effettuati. Secondo la nuova ricerca pubblicata oggi, gli investimenti nella Early Stage Technology [1] (EST) in Europa sono aumentati di quattro volte nel periodo che parte dal primo semestre 2015, passando da 875 milioni di euro investiti nei primi sei mesi del 2015 a più di 3,6 miliardi di euro nel primo semestre del 2018.La Francia e il Regno Unito sono più forti quando si tratta di investimenti EST, ma il resto dell’Europa è in ritardo. I dati rivelano come la Francia e il Regno Unito si trovino testa a testa quando si tratta di investimenti EST. La Francia ha raccolto quasi un quarto (24,04%) degli accordi EST in Europa, appena meno del 24,59% del Regno Unito (a sottolineare la forte crescita dello scenario startup francese negli ultimi cinque anni). Le imprese EST francesi ed inglesi ricevono quindi una fetta maggiore della torta rispetto ad altri paesi europei come la Spagna (3,9%), l’Italia (1,92%), o il Portogallo (0,26%). Una serie di fattori, tra cui l’accesso al talento degli sviluppatori, può influenzare significativamente la quantità di investimenti nei vari paesi: Regno Unito, Francia e Germania hanno infatti il maggior numero di sviluppatori in Europa.
Le prime due città in Italia per numero di sviluppatori (una stima calcolata sul numero di account attivi sulla piattaforma GitHub) sono invece Milano e Roma, rispettivamente 29esima e 31esima per numero assoluto di iscritti, un dato paragonabile a quello di città dal più ridotto numero di abitanti come Breslavia e Edimburgo.

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L’Osservatorio Ictus Italia rilancia l’Action Plan europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

L’Osservatorio Ictus Italia, in occasione della Giornata mondiale dell’Ictus, promuove e rilancia gli obiettivi dell’Action Plan for Stroke in Europe 2018-2030, importante documento promosso dall’ESO (European Stroke Organisation) e dal SAFE (Stroke Alliance for Europe), che riunisce tutte le associazioni di pazienti del nostro continente. Sono quattro gli obiettivi prioritari individuati dall’Action Plan europeo da raggiungere entro il 2030:
ridurre il numero assoluto di casi di ictus in Europa del 10%;
trattare il 90% o più delle persone colpite da ictus in Europa all’interno delle Stroke Unit, come primo livello di cura;
favorire l’adozione di piani nazionali per la patologia, che comprendano l’intera catena di cura: dalla prevenzione primaria fino alla vita dopo l’ictus;
implementare strategie nazionali per interventi multisettoriali di sanità pubblica che promuovano e facilitino uno stile di vita sano, riducendo i fattori ambientali (incluso l’inquinamento atmosferico), socio-economici ed educativi che aumentano il rischio di ictus.
L’Action Plan for Stroke in Europe, frutto del lavoro di 70 esperti, è stato coordinato dal Professor Bo Norrving, neurologo di fama mondiale e curatore delle dichiarazioni di Helsingborg del 1994 e del 2006, utilizzate come base per l’istituzione e la pianificazione dei servizi per l’ictus in tutta Europa. L’Action Plan è stato lanciato all’attenzione pubblica da Jon Barrick, Presidente di SAFE, Bart van der Worp, Presidente ESO e dalla Dott.ssa Valeria Caso, Past President ESO (2016-2018) e membro del Consiglio Direttivo dell’Osservatorio Ictus Italia. Alla redazione hanno collaborato anche il Prof. Danilo Toni, Vice Presidente ISO e la Dott.ssa Francesca Pezzella – Delegata A.L.I.Ce. Italia per S.A.F.E., E.S.O. e W.S.O. (entrambi membri nel Consiglio Direttivo dell’Osservatorio Ictus Italia).
Ad oggi si stima che circa 80 milioni di individui siano stati colpiti da ictus nel mondo e che circa 50 milioni vivano con disabilità permanente: la campagna lanciata a livello globale per la Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale del 29 ottobre, data stabilita dalla WSO (Word Stroke Organisation), quest’anno vuole focalizzare l’attenzione sulla determinazione e sulla resilienza che i sopravvissuti e i loro familiari e caregivers dimostrano nell’affrontare il percorso di cura e riabilitazione, nonostante tutto ciò che la malattia porti via loro.
Il rapporto “L’impatto dell’Ictus in Europa”, condotto dai ricercatori del King’s College di Londra, che hanno esaminato dati, documenti e informazioni provenienti da 35 nazioni europee, tra cui l’Italia, ben sottolinea l’urgenza di agire in sintonia e nella direzione individuata dall’Action Plan. Lo studio, infatti, rilevando differenze significative tra i diversi modelli di cura e disparità nelle possibilità di accesso alle terapie, stima che nel periodo compreso tra il 2015 e il 2035 aumenteranno i casi di ictus nell’Unione europea (del 34%), e che, entro il 2035, ci sarà anche una crescita del 45% dei casi di morte conseguenti ad ictus e del 25% di chi sopravvivrà con danni permanenti.

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Libro: La strana morte dell’Europa di Douglas Murray

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Accolto al suo apparire in Inghilterra dall’apprezzamento del Times e di buona parte della stampa britannica, La strana morte dell’Europa è un’opera che mostra senza ipocrisie e nascondimenti tre aspetti fondamentali della crisi che scuote l’Europa, dinanzi ai quali chiudere gli occhi implica soltanto lasciare campo libero all’estrema destra razzista. Questi tre aspetti sono nell’ordine: 1) il radicale cambiamento nella composizione etnica, culturale e religiosa dell’Europa che l’immigrazione già comporta e può, a maggior ragione, comportare in futuro. Murray snocciola cifre al riguardo che emergono da seri studi, come quello – fonte il Guardian – condotto in Svezia, secondo il quale la percentuale della popolazione musulmana nel 2050 salirebbe in quel paese all’11 per cento se l’immigrazione cessasse oggi del tutto, al 21 per cento se registrasse un afflusso regolare e al 31 per cento se continuasse al ritmo attuale; 2) il naufragio del multiculturalismo, solennemente annunciato dalle parole stesse di Angela Merkel: «il tentativo di costruire una società multiculturale e di vivere fianco a fianco in armonia è fallito, miseramente fallito»; 3) l’illusione, coltivata soprattutto dalle élite liberal, di affidare l’integrazione a quella che Murray definisce cieca fede nella «società dei consumi» e che sarebbe forse più opportuno chiamare cieca fede nel libero mercato. La risposta di Murray alla crisi delle democrazie liberali, che l’immigrazione e il fallimento del multiculturalismo svelano, è quella che caratterizza l’intera ondata neocon che attraversa l’Europa odierna, e che accomuna conservatori atei come lui e conservatori credenti: recuperare le radici cristiane del nostro continente.
Per chi, come noi, non soltanto non nega, ma trova un bene prezioso la fusione di popoli e genti diverse questa risposta, tuttavia, non può che erigere nuove barriere e rivelarsi così ugualmente illusoria. È chiaro, però, che la battaglia contro la possibile barbarie in agguato non può riposare sulla cieca «fede nell’avanzata inarrestabile del progresso umano», ma esige la ricerca di una nuova civiltà e di un nuovo senso della comunità umana.Traduzione di Anna Biavasco e Valentina Guani Euro 18,00 352 pagine EAN 9788854517011 Neri Pozza Editore.

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Importante novità per la meeting industry europea

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Monte Carlo. Dal 2 al 4 dicembre prossimi presso il Fairmont Monte-Carlo per iniziativa della DMC InspireME Monte-Carlo di Miek Egberts (specializzata in eventi Mice creativi e di alto profilo) e della società di consulenza Sustained Impact di Claudia van’t Hullenaar debutterà in Europa il Sustainable Event Professional Certificate (SEPC), una delle principali certificazioni green per professionisti della meeting, events & wedding industry.
Miek in particolare non è nuova alla ribalta internazionale, avendo ricevuto lo scorso maggio il Jane E. Schuldt SITE Master Motivator Award, il più grande riconoscimento mondiale riservato ai motivatori dell’industria meeting & incentive.La due-giorni di formazione, rivolta a organizzatori di eventi (corporate e di agenzia), a fornitori di spazi e servizi e a chiunque abbia interesse ad approfondire il tema della sostenibilità negli eventi, prevede seminari e prove pratiche volte a illustrare il valore degli eventi sostenibili non solo per l’impatto sull’ambiente, ma anche per la brand reputation e l’economicità (gli eventi sostenibili fanno risparmiare). Focus particolare sarà posto anche su metodi e tecniche di organizzazione sostenibile nonché sulla misurazione dell’impatto ambientale e sulle metodologie di reporting.

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Regime forfetario e sistemi equivalenti in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Fra le misure inserite nel Documento di economia e finanza (Def) al centro del dibattito nazionale c’è l’introduzione dal 2019 della flat tax con un’aliquota ridotta al 15% per l’imposta sui redditi di impresa corrispondenti agli utili destinati all’acquisto di beni strumentali e alle nuove assunzioni. Il Governo sta pensando anche di estendere l’aliquota al regime forfetario delle Partite Iva con un volume d’affari fino a 65mila euro. Ma come funziona il regime contabile forfetario attuale? E in Europa ci sono esperienze imitabili? A queste domande risponde la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l’approfondimento del 12 ottobre 2018, in cui analizza la disciplina italiana comparandola ai sistemi di tassazione vigenti in altri Paesi europei (Francia, Irlanda, Russia, Romania, Ungheria, Bulgaria), che applicano la flat tax o, in alcuni casi, metodologie forfetarie di determinazione del reddito comparabili al c.d. regime forfetario italiano.La disciplina italiana prevede un’aliquota ordinaria del 15% sul reddito determinato forfetariamente se non si conseguono ricavi o compensi eccedenti i limiti individuati in funzione dell’attività svolta, che oscillano tra 25.000 e 50.000 euro. Considerati i vantaggi in termini di semplificazione offerti dal regime forfetario ai contribuenti, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, nel corso delle audizioni parlamentari, ha proposto di allineare il regime con gli istituti esistenti negli Stati europei analizzati nell’approfondimento, innalzando le soglie dei ricavi e dei compensi che ne consentono l’applicazione e modificando i relativi coefficienti di redditività.

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Quale Europa di fronte al Mediterraneo che cambia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

Perugia venerdì 12 ottobre, ore 9.30 palazzo Gallenga, [aula magna] A questo interrogativo risponderanno i numerosi studiosi che si sono dati appuntmento a Perugia. Il Mediterraneo come spazio di rapporti tra Europa ed Africa sarà il tema di un convegno internazionale promosso dall’Università per Stranieri di Perugia in collaborazione con ODIMED, il prestigioso osservatorio internazionale, fondato dal prof. Guido Alpa, che si occupa di tutela di diritti umani in area mediterranea. Giuristi ed economisti, provenienti da varie realtà accademiche ed autorevoli membri di organizzazioni internazionali, affronteranno un’impegnativa agenda di lavoro, con particolare riferimento alle politiche europee dirette a valorizzare la centralità del Mediterraneo.

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Diamo uno schiaffo all’Europa: no pareggio di bilancio e referendum trattati europei

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

Firmare le leggi di iniziativa popolare per cancellare il pareggio di bilancio dalla Costituzione e per introdurre nella Costituzione il referendum di indirizzo sui trattati europei.
È del tutto evidente che i nodi sono venuti al pettine: la Commissione Europea, attraverso i suoi più autorevoli esponenti, dal Presidente ai vari Commissari non appena ricevuto notizie riguardanti le novità contenute nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) decisa dal Governo italiano, è immediatamente intervenuta.Sono state rilasciate dichiarazioni incisive e gravi, addirittura minacciando di utilizzare per l’Italia lo stesso trattamento riservato alla Grecia, stigmatizzando la mancata osservanza dell’obbligo del rispetto delle regole e cioè il pareggio di bilancio, il rispetto del tetto del deficit /Pil, il rientro dal debito.Richiamando quindi con la massima determinazione il rispetto del famoso Accordo Fiscale (Fiscal Compact) che altro non è che un pacchetto di misure coercitive riguardanti l’uso delle risorse di ogni paese.Il Fiscal Compact è stato deciso dalla Commissione Europea nel marzo del 2012 e i Paesi aderenti alla UE avrebbero dovuto recepire l’Accordo trasformandolo in leggi dello stato entro i 5 anni successivi.In Italia, nel maggio 2012 a soli due mesi dall’approvazione da parte della UE, il Governo Monti decide di recepire questa norma utilizzando la forma della Legge Costituzionale, andando ben oltre le indicazioni che la stessa Commissione Europea aveva dato: il famigerato articolo 81 – l’obbligo del pareggio di bilancio – della Costituzione riscritto secondo le regole imposte dall’Unione Europea.Di conseguenza dal 2012 nella nostra Costituzione vige questo obbligo non solo a livello centrale ma anche per gli Enti Territoriali, Comuni, Province e Regioni.
Il pareggio di bilancio nei fatti sta producendo solo politiche antipopolari, disoccupazione, nessuna disponibilità di risorse per strutture necessarie come ospedali, scuole, strade, o quelle per il sostegno al reddito come ad esempio gli assegni familiari, la disoccupazione involontaria o le invalidità.Insomma l’obbligo del pareggio di bilancio impedisce concretamente l’attuazione dei diritti sociali contenuti nella Costituzione come quello alla salute, a una pensione dignitosa e pubblica, alla gratuità dell’istruzione o quello alla tutela della sicurezza e della salute per i lavoratori.Usb, con Eurostop, ha deciso di depositare presso la Corte di Cassazione il testo di una Legge di Iniziativa Popolare per la cancellazione dell’articolo 81 dalla Costituzione – il pareggio di bilancio- e un altro testo di legge per introdurre nella Costituzione italiana il referendum di indirizzo sui trattati dell’Unione Europea perché anche in Italia i cittadini possano dire la loro come accade in altri paesi europei: la democrazia o è praticata oppure non è! Vogliamo raccogliere 50.000 firme e consegnarle alla Camera e al Senato che tra l’altro per il Regolamento di cui si è dotato ha l’obbligo di discutere le leggi di iniziativa popolare entro i tre mesi successivi al deposito. Usb è presente per la campagna raccolta firme nelle principali città italiane.

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“In questi anni l’Italia ne ha subite di cotte e di crude dall’Europa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

“Gli insulti di Macron sono solo l’ultimo degli attacchi pretestuosi rispetto a quanto detto già dagli eurocrati nei nostri confronti. Per uscire dall’angolo senza drammatizzare ritengo che ogni tanto una stoccata a chi ci insulta o minaccia. Serve a far capire che non abbiamo più voglia di essere sottomessi. L’Europa non può fare a meno dell’Italia e da tempo è in corso una guerra di conquista che non si materializza con l’invasione dei confini da parte dei carri armati, ma attraverso l’Opa franco-tedesca sulle nostre aziende in difficoltà, anche sugli asset strategici. Alcuni Stati fondatori puntano a marginalizzare e dominare l’Italia sul piano sia politico che economico. Per far cessare l’attuale status di sudditanza e recuperare autorevolezza e sovranità si deve reagire alle provocazioni. Le dichiarazioni di Moscovici o di Jünker non sono solo di cattivo gusto, ma rappresentano una minaccia perché condizionano i mercati. Punzecchiarli con battute feroci non sarà elegante per i funghetti della diplomazia, ma è legittima difesa”. E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenuto come ospite a ‘Coffee Break’ su La7.

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Diritti umani: confronto con l’Europa e il ruolo dei cattolici

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Perugia venerdì 28 settembre alle ore 16.30 nella sala della dottorato del chiostro della cattedrale di San Lorenzo nell’ambito della presentazione del numero del secondo trimestre della rivista dell’Azione cattolica Dialoghi, promossa dall’AINC, associazione italiana dei notai cattolici presieduta da Roberto Dante Cogliandro che introdurrà l’iniziativa.
Il dovere di pensare, Francesco e i diritti umani, un futuro incollato al presente sono solo alcuni dei temi trattati. “C’è un’Italia da ricucire, c’è una politica che ha bisogno di ritrovare la maiuscola, c’è un laicato cattolico che ha fatto la storia d’Italia chiamato oggi ad impegnarsi di più nella costruzione di ciò che chiamiamo bene comune”. Un’attenzione ben presente all’Azione Cattolica che attraverso la sua rivista culturale ripropone alcuni contenuti emersi in occasione del 18º convegno Bachelet. Occorre continuare la riflessione sul ruolo e la responsabilità storica che i cattolici hanno in quanto cittadini della Repubblica con l’intento di tenere accesa la luce del confronto culturale sul quadro politico nazionale ed europeo a volte dalle tinte preoccuparti che al di là delle apparenze rischia di essere poco attento ai problemi e alle persone. Dialoghi intende dunque rappresentare uno spazio per ricominciare a pensare, pensare criticamente, a pensare insieme. L’iniziativa, dopo l’introduzione di Roberto Dante Cogliandro vedrà gli interventi del giornalista Alessandro Campi, il notaio Elisabetta Carbonari, il presidente dell’Istituto Serafico di Assisi Francesca Di Maolo, il consigliere di Stato Stefano Fantini, il vescovo di Perugia Paolo Giulietti, la giornalista Donatella Miliani, il direttore di Rai Vaticano Massimo Milone e il professore per Giorgio Sensi.

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Libro: La strana morte dell’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

E’ la storia di un continente e di una cultura colti nell’atto del suicidio. Il calo dei tassi di natalità, l’immigrazione di massa e la coltivata auto-sfiducia e odio verso se stessi si sono uniti per rendere gli europei incapaci di resistere alla loro completa alterazione come società. Questa non è solo un’analisi delle realtà demografiche e politiche, è anche una testimonianza oculare di un continente in modalità autodistruzione. Include articoli basati sui viaggi in tutto il continente, dai luoghi in cui i migranti atterrano ai luoghi in cui finiscono, passando dalle persone che fingono di volere che vadano in strutture che non possono accettarli. Murray fa un passo indietro e guarda ai problemi più grandi e più profondi che si celano dietro la possibile scomparsa di un continente: dal clima di paura scaturito dalla moltitudine di attacchi terroristici di massa alla costante erosione delle nostre libertà. Il libro affronta il deludente fallimento del multiculturalismo, le problematiche legate alla migrazione e alla mancanza di rimpatrio. Murray viaggia a Berlino, Parigi, Lampedusa, in Scandinavia e in Grecia, per svelare il malessere nel cuore stesso della cultura europea e per ascoltare le storie di coloro che sono arrivati in Europa da molto lontano. Questo libro forte e incisivo si conclude con due visioni per una nuova Europa – una speranzosa, una pessimistica – che dipingono un’immagine dell’Europa in crisi e offrono una scelta su cosa, se non altro, possiamo fare dopo. Ma forse Spengler aveva ragione: «le civiltà nascono, prosperano brevemente, decadono e muoiono».
DOUGLAS MURRAY (nato il 16 luglio 1979) è un autore, giornalista e commentatore politico britannico. È editor dello Spectator e scrive frequentemente per una varietà di altre riviste, tra cui il Sunday Times, lo Standpoint e il Wall Street Journal. Ha tenuto conferenze sia nel parlamento britannico che in quello europeo e nella Casa Bianca. (Neri Pozza editore)

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Conferenza stampa di presentazione di “Seminari di Europa”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Parma mercoledì 26 settembre alle 11.30 nella Sala del Consiglio della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12).Interverranno il Rettore Paolo Andrei, un rappresentante del Comune di Parma, il Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Parma e Piacenza Maurizio Bocedi, il Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC Diego Saglia, la Direttrice del Centro Univer­sitario per la Cooperazione Internazionale – CUCI Nadia Monacelli e il coordinatore del progetto Alessandro Pagliara, docente del Dipartimento DUSIC e Vice Direttore del CUCI.L’iniziativa è organizzata dall’Università di Parma (Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, Unità di Storia e di Lingue, e Centro Univer­sitario per la Cooperazione Internazionale – CUCI) con il Comune di Parma (Assessorato alla Cultura), ed è frutto della collaborazione con la Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma, l’Ufficio Scola­stico provinciale di Parma e Piacenza, la Fondazione Collegio Europeo, la Scuola per l’Europa, il Liceo scientifico “Marconi” e il Polo Scolastico Agro-Industriale di Parma.

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