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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

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All’Università di Parma Massimo Cacciari parla di “Europa senza utopie”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

1800-Cacciari&Giorello04Parma mercoledì 24 maggio alle ore 17 nell’Aula Magna dell’Università di Parma: Massimo Cacciari, Professore Emerito di Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, parlerà di “Europa senza utopie”, in un incontro (aperto a tutti gli interessati) moderato dalla Presidente del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali – CSEIA dell’Ateneo Laura Pineschi e dal Direttore scientifico della Fondazione Collegio Europeo di Parma Marco Baldassari.
La conferenza del prof. Cacciari inaugura il ciclo d’incontri “Il senso dell’Europa: sessant’anni del processo di integrazione europea”, organizzato dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali per celebrare il sessantesimo anniversario della conclusione dei Trattati di Roma. Il ciclo prevede altri due incontri (a partire dal prossimo autunno), rispettivamente con Giuliano Amato, Giudice della Corte costituzionale, e con Lorenzo Bini Smaghi, Visiting Scholar al Weatherhead Center for International Affairs di Harvard.
Massimo Cacciari è filosofo, politico e accademico italiano. Dal 2012 è Professore Emerito di Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele. Attualmente è docente di Pensare filosofico e metafisica alla Facoltà di Filosofia, da lui fondata nel 2002, nello stesso Ateneo.Nel 1980 diviene professore associato di Estetica all’Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario.È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia politica, che hanno segnato il dibattito dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, tra cui “Angelus Novus”, “il Centauro”, “Laboratorio politico”. Sindaco di Venezia dal 1993 al 2000 e dal 2005 al 2010. Europarlamentare e consigliere regionale veneto. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno.
Al centro della sua riflessione filosofica si colloca la crisi della razionalità moderna. La sua visione muove dal concetto di “pensiero negativo”, ravvisato nelle filosofie di Friedrich Nietzsche, di Martin Heidegger e di Ludwig Wittgenstein. Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali meritano una particolare attenzione Krisis (1976), Pensiero negativo e razionalizzazione (1977), L’angelo necessario (1986), Dell’inizio (1990), Geofilosofia dell’Europa (1994), Della cosa ultima (2004). Tra i suoi ultimi libri Il Potere che frena (2013) e Labirinto filosofico (2014).

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Si potranno guardare film e TV online dall’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

europa-261011-cI cittadini UE con sottoscrizioni a pagamento online per film, eventi sportivi, musica e serie TV potranno accedere a questi contenuti durante un soggiorno all’estero in un altro paese UE.Attualmente, i cittadini che visitano un altro Paese UE spesso non possono accedere a servizi e contenuti online, come film, serie TV, musica, videogiochi ed eventi sportivi, anche se pagano un abbonamento nel loro Paese d’origine.Le nuove regole approvate in via definitiva dal Parlamento giovedì e già concordate con il Consiglio a febbraio 2017, rimuoveranno le restrizioni esistenti in modo che i cittadini UE potranno accedere a servizi come Netflix, HBO Go, Amazon Prime, Spotify, Deezer mentre sono in un altro Paese UE per vacanze, studio o lavoro. Le nuove regole sono state adottate con 586 voti favorevoli, 34 contrari e 8 astensioni.
I fornitori di servizi con contenuti online potranno prendere misure “efficaci e ragionevoli” per verificare che l’abbonato non si è trasferito definitivamente in un altro paese UE, poiché le licenze sui diritti d’autore possono essere diverse da un paese all’altro. Tra i metodi di verifica consentiti ci sono il controllo della carta d’identità, dei dettagli di pagamento, delle informazioni fiscali pubbliche, delle informazioni postali o dell’indirizzo IP. Gli operatori devono garantire tuttavia che qualsiasi trattamento di dati personali sia proporzionato allo scopo e devono introdurre delle tutele, specialmente per i controlli degli indirizzi IP.Le nuove norme riguarderanno solo i servizi a pagamento online, ma i fornitori di servizi gratuiti avranno la possibilità di rendere i propri contenuti disponibili in tutta l’UE, a condizione che soddisfino i requisiti relativi ai controlli di residenza.”I cittadini europei attendevano queste nuove norme, che rappresentano un passo verso un mercato digitale comune. Queste nuove norme aumentano la mobilità e garantiscono la portabilità agli utenti dei contenuti online europei, senza pregiudicare il diritto d’autore”, ha dichiarato il relatore Jean-Marie Cavada (ALDE, FR).La legislazione deve essere ancora approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri UE, dopodiché gli Stati membri avranno nove mesi di tempo per approvare le nuove regole.
Secondo un sondaggio della Commissione nel 2016 il 64% degli europei ha usato internet per accedere o scaricare videogiochi, immagini, film o musica (in Italia il 54,7%). Molti si aspettano di poterlo fare anche mentre viaggiano nell’UE. Questi numeri dovrebbero crescere visto che gli europei pagheranno di meno per accedere a internet sui loro dispositivi mobili negli altri stati UE a partire dal 15 giugno 2017, quando finiranno i costi del roaming internazionale nell’UE.

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Il futuro dell’Europa: affrontare la globalizzazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

europa-comunitariaLa globalizzazione può creare ricchezza e lavoro, ma ha in sé anche un potenziale negativo. L’Unione europea ha sempre cercato di sfruttare le opportunità e allo stesso tempo di mitigare gli effetti negativi della globalizzazione stabilendo regole e collaborando con altri paesi. Ecco le recenti attività del Parlamento in materia.
L’Unione europea è il più grande attore nel mercato globale e usa la sua influenza non solo per imporre alti standard alle importazioni ma anche per promuovere i valori europei all’estero. I deputati europei sfruttano questa posizione proponendo emendamenti agli accordi UE. Nelle recenti negoziazioni per il trattato Ceta, la pressione da parte del parlamento ha ottenuto che la problematica risoluzione delle controversie investitore-Stato fosse sostituita dal sistema giurisdizionale per gli investimenti al fine di incoraggiare la trasparenza e assicurare un controllo governativo sulla scelta degli arbitri.I deputati europei promuovono misure per combattere la concorrenza sleale proveniente dall’esterno, come hanno fatto ad esempio quando hanno richiesto che ci fosse una strategia europea in seguito a un’impennata delle importazioni di forniture ferroviarie a basso costo. Per proteggere l’impiego in Europa il Parlamento sta insistendo a favore di un accordo in tempi brevi sulla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale. Si tratta sempre di trovare il giusto equilibrio, come nel caso della Cina.Per impedire che il commercio di minerali finanzi guerre e violazioni dei diritti umani, i membri del Parlamento hanno adottato a marzo una bozza di regolamento che impone un controllo dei fornitori di quasi tutte le importazioni europee di stagno, tungsteno, tantalio e oro. I grandi produttori dovranno anche dimostrare come intendono verificare che i loro fornitori rispettino le regole. Il Parlamento ha anche aggiornato le regole europee per impedire il commercio di beni e servizi che potrebbero contribuire a torture e esecuzioni, includendo un bando sulla commercializzazione e il transito di materiale usato per il trattamento crudele, inumano e degradante di persone fuori dall’Unione Europea.Il Parlamento, adottando risoluzioni di propria iniziativa, spesso insiste affinché la commissione prepari nuove leggi. Ad esempio in aprile i deputati europei hanno richiesto regole che impongano all’industria tessile e dell’abbigliamento di rispettare i diritti dei lavoratori. Nello stesso mese i deputati hanno anche chiesto un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato europeo. Questo sistema ha lo scopo di contrastare gli effetti della produzione non sostenibile dell’olio di palma, come la deforestazione e il degrado dell’habitat.I membri del Parlamento sono anche consapevoli di quanto la globalizzazione influisca sull’occupazione: ad esempio sostengono iniziative per rafforzare i diritti dei lavoratori. Il Parlamento sta lavorando per la protezione delle persone in nuove forme di impiego create dall’economia digitale. Il Parlamento sostiene anche il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che aiuta i lavoratori che sono stati licenziati a trovare nuovi lavori. Ad esempio il comitato del bilancio approverà l’11 maggio un aiuto di 2.6 milioni di euro per aiutare 821 lavoratori della ex-Nokia in Finlandia.Questi sono solo alcuni degli esempi di quello che il Parlamento ha fatto in tema di globalizzazione nei mesi scorsi. Questi esempi ci aiutano a comprendere i diversi modi in cui i deputati lavorano affinché globalizzazione sia un vantaggio per gli europei.La Commissione pubblicherà cinque documenti di riflessione da questa settimana fino alla fine di giugno per lanciare un dibattito sul futuro dell’integrazione europea. Ogni documento è dedicato a un tema specifico: la dimensione sociale dell’Europa, la globalizzazione, l’unione economica e monetaria, la difesa e le finanze. I documenti contengono idee e scenari su come potrebbe essere l’Europa nel 2025. L’iniziativa terminerà a metà settembre con il discorso annuale sullo stato dell’Unione del Presidente Jean-Claude Juncker.

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Tutti a scuola di Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

parlamento europeo romaRoma 8 maggio 2017 – 15.00-17.00 Teatro della Cometa, Via del Teatro di Marcello 8. In occasione del 60° Anniversario della firma dei Trattati di Roma e della Festa dell’Europa del 9 maggio, l’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento europeo organizza una simulazione in cui gli studenti saranno eurodeputati per un giorno e si sfideranno in una gara di oratoria per convincere una giuria di politici e giornalisti sulle loro proposte di modifica di alcuni articoli del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
L’iniziativa – nell’ambito del progetto New Generation EP, teso a fornire ai giovani una maggiore informazione sul ruolo e sul funzionamento del Parlamento europeo.
Alla manifestazione, organizzata in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione degli Archivi Storici dell’Unione europea, verranno coinvolte le classi dei seguenti licei di Roma: Cristo Re, Deutsche Schule Rom, Santa Maria Ausiliatrice, Manara, Orazio e Aristofane.
Gli studenti saranno chiamati a discutere modifiche ad alcuni articoli del Trattato di Lisbona e si cimenteranno nella stesura di emendamenti, si troveranno coinvolti in negoziati di compromesso e dovranno compilare liste di voto. Presenteranno poi le loro proposte di modifica al trattato in interventi di quattro minuti di fronte alla giuria che dovrà decretare la classe vincitrice. La giuria che valuterà le scuole partecipanti sarà composta da: Parlamentari europei;
Alessio Di Francesco, giornalista Radio Radio;
Metis Di Meo, giornalista RAI 1, Uno Mattina;
Tiziana De Simone, giornalista Radio RAI1, Manuale d’Europa;
Maria Antonietta Spadorcia, giornalista, TG2.
L’evento vedrà la Premiazione del concorso degli alunni della classe VB dell’Istituto Comprensivo Stoppani di Milano vincitori del concorso “Trivia Quiz 2017” promosso dal Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sarà altresì presentato il progetto educativo degli Archivi Storici dell’Unione europea in presenza della classe 5D dell’Istituto Elsa Morante di Firenze, vincitrice del concorso “Un Nuovo Trattato per l’Europa”.
Le classi vincitrici avranno, come premio, la possibilità di recarsi a Strasburgo in visita al Parlamento europeo nell’ambito del programma Euroscola.

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Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

exeuntRoma 17 maggio a Roma, presso la Sala della Stampa Estera in via dell’Umiltà verrà presentato il nuovo libro di Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”.
Lucia Annunziata condurrà un dibattito che si prospetta di grande interesse al quale parteciperanno l’Ex Ministro Giulio Tremonti; l’Ambasciatore Sergio Vento, il giurista Fulco Lanchester e l’ex giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nonché giurista e docente universitario Enzo Moavero Milanesi.
Il libro di Caporale rappresenta per molti versi una sorta di terza via rispetto al dibattito attuale sul destino dell’Europa accelerato negli ultimi mesi dall’inizio della procedura di uscita da parte della Gran Bretagna. E’ possibile – si chiede l’autore – salvare l’Unione europea dalla dissoluzione senza intonarsi ai cori benpensanti del “serve più Europa”? Ed è possibile criticarne le realizzazioni e le sue stesse basi senza confondersi con il ringhio dei nuovi demagoghi, che scoprono con ventennale ritardo le malformazioni del progetto europeo? In «EXEUNT» Caporale fornisce una risposta positiva a entrambe le domande e, dopo una critica serrata e impietosa condotta tra cronaca e storia, elabora proposte chiare, concrete e attuabili per uscire dall’impasse in cui versa il processo di aggregazione europea dopo la Brexit. L’Unione Europea va principalmente salvata da se stessa, dalla sua natura utopica e post-democratica, dalla sua autocratica albagia, dall’aver incarnato quella che l’autore definisce una paradossale “globalizzazione inutile”. Solo così si potrà disinnescare l’uso distorto e pericoloso della critica euroscettica, oggi tanto alla moda, che si sta affermando con i successi di movimenti politici illiberali, accomunati da posizioni antimoderne e protezioniste, che avversano il mercato e la solidarietà Atlantica. L’azione da compiere consiste nell’utilizzare “granelli che blocchino davvero gli ingranaggi e invertano il moto, piuttosto che le martellate date a casaccio dell’uscita dall’euro e del recesso dai Trattati, inferte con vent’anni di ritardo”, cioè con poche misure chiave che intervengano chirurgicamente su ciò per cui il progetto europeo è oggi a un passo dal baratro: la violazione sistematica del principio di sussidiarietà, la pervasività di normativa irragionevole e dannosa, la mancanza di elasticità intrinseca del processo di integrazione. Nell’ultimo capitolo del libro le proposte su questi temi sono analizzate in modo approfondito. Si tratta, in sintesi, della realizzazione di una nuova meccanica istituzionale, che ruoti su un organismo tecnico che non risponde alla Commissione, capace di garantire l’enforcement del principio di sussidiarietà e che si occupi anche della revisione delle norme che costituiscono l’acquis. Questo nuovo assetto istituzionale va accompagnato con la riforma delle procedure mediante le quali i parlamenti nazionali possono bloccare nuova legislazione e con una drastica semplificazione delle modalità di partecipazione alle cooperazioni rafforzate.L’ordinamento giuridico europeo è già oggi definito da confini incerti che includono elementi di flessibilità senza i quali l’Unione europea sarebbe già finita. In futuro questa tendenza si rafforzerà: il punto è, allora, se subire questo processo o gestirlo, se continuare ad assistere all’erosione del progetto originario di un’Europa uniforme o se, al contrario, inserire gli attuali elementi della sua destabilizzazione in un sistema coerente, che ne rinnovi la missione e ne confermi gli ideali. Un’evoluzione nella quale la contrazione dello spazio di manovra politica della Commissione è necessaria ma coincide con il tentativo di rafforzare l’Unione, confermando che è possibile conciliare princìpi liberali e valori Atlantici con una posizione europeista. (foto: exeunt)

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In Europa i giovani sempre più per un lavoro in proprio

Posted by fidest press agency su martedì, 2 maggio 2017

europeIl lavoro autonomo e da libero professionista sono opzioni di carriera sempre più diffuse in Europa grazie alle nuove tecnologie e alle procedure di lavoro più flessibili che danno alle persone la libertà di scegliere un diverso stile di vita. Difatti, la ricerca mostra che oltre due terzi (68%) dei dipendenti europei sarebbe disposto a prendere in considerazione il lavoro autonomo e/o da libero professionista e oltre un quarto (26%) dichiara di stare attivamente progettando di intraprendere tale strada. I dipendenti olandesi e spagnoli sono quelli che più probabilmente sarebbero propensi a prendere in considerazione il lavoro autonomo o da libero professionista con un terzo di essi che sta valutando attivamente tale possibilità (34% e 33%). Per contro, i dipendenti tedeschi e francesi sono quelli meno propensi e circa la metà di essi (49% e 43%) afferma di non essere affatto interessata. I vantaggi dello stile di vita indipendente sono evidenziati dalle opinioni di coloro che sono attualmente lavoratori autonomi e che riferiscono di maggiori livelli di soddisfazione nel lavoro (75% contro 70%). Anche le altre motivazioni di questo gruppo sono indicative delle ragioni di tale scelta: a parte la retribuzione, il 39% sottolinea la possibilità di lavorare dove e quando vogliono, mentre il 30% sottolinea il buon equilibrio tra lavoro e vita privata.
E in italia? Lo potrebbe prendere in considerazione il 65% dei lavoratori interpellati. Nella fascia 14-24 sono l’85,7% i ragazzi che pensano potrebbero valutare il lavoro “on demand”, la percentuale scende al 76,4% tra i 25 e 34 anni. Nella fascia 35-44 siamo al 72%, in quella 45-54 al 65% mentre sopra i 55 si scende al 49,5%. Se guardiamo invece alla percentuale di chi attivamente sta abbracciando la possibilità (ovvero chi già sta cercando di mettersi “in proprio” o è alla ricerca di collaborazioni freelance) troviamo il 27,3% degli italiani. Per fascia di età:
– dai 16 ai 24 anni il 47% (praticamente la metà)
– dai 25 ai 34 anni il 35,4%
– dai 45 ai 54 anni il 16,8%
– dai 55 in su il 14,4%
Molte persone stanno abbracciando la gig economy più per necessità che per scelta. Ciò potrebbe essere un’indicazione allarmante della mancanza di contratti di lavoro migliori. Dal momento che la percentuale di lavoratori stipendiati a tempo pieno e con il cosiddetto “posto fisso” sta diminuendo, le persone che si trovano a dover affrontare questo nuovo scenario occupazionale possono sentirsi spinti a creare il proprio lavoro, in modo da compensare questo gap del lavoro tradizionale.“La gig economy porta con sé molti benefici sia per i datori di lavoro che per i dipendenti – ha dichiarato Nicola Uva, Strategy e marketing director Adp Italia – Ad esempio i datori di lavoro hanno la possibilità di disporre di talenti più variegati e facilmente accessibili, ma dall’altro lato potrebbero perdere dipendenti con competenze preziose. D’altro canto per i lavoratori, il lavoro “on demand” offre la possibilità di un maggiore equilibrio lavoro-vita privata, ma rappresenta anche una possibilità in più di impiego quando purtroppo questo manca. Chi lo sta prendendo in considerazione deve però considerare il fatto che ci sono molti meno vantaggi associati a questo tipo di lavoro rispetto spesso a quelli che può dare il posto “fisso”. In primis sicurezza, tfr, tutele giuridiche in generale. Ma certo è che il futuro del lavoro sta andando verso la flessibilità: di orari, di luoghi, di rapporti”.I dati citati sono tratti dalla ricerca ADP – leader mondiale in ambito HCM – “La forza del lavoro in europa 2017”, che indaga l’attitudine degli impiegati nei confronti del futuro del lavoro. La ricerca è stata condotta nel luglio 2016 su un campione di circa 10.000 lavoratori in Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Il campione italiano comprende 1305 lavoratori interrogati nel luglio 2016.

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La Commissione europea lancia la riflessione sulla dimensione sociale dell’Europa da qui al 2025

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

BruxellesBruxelles. Dopo aver avviato la discussione sul futuro dell’Europa con il Libro bianco presentato il 1° marzo, oggi la Commissione pone l’accento sulla dimensione sociale dell’Europa da qui al 2025. Il documento di riflessione odierno sulla dimensione sociale dell’Europa darà il via a un processo di riflessione con i cittadini, le parti sociali, le istituzioni dell’UE e i governi degli Stati membri per individuare le risposte alle sfide che le società e i cittadini europei dovranno affrontare nei prossimi anni. Il documento odierno si sforza inoltre di chiarire il contributo che può essere dato a livello di UE per affrontare queste sfide. Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Questo documento di riflessione pone le basi per un dibattito sul tipo di dimensione sociale che vogliamo per l’Europa e sulle iniziative che possono essere adottate a livello europeo in risposta alle sfide attuali. Per giungere a un consenso sulle idee presentate nel documento di riflessione, contiamo sull’attiva partecipazione dei parlamenti nazionali, delle parti sociali e dei cittadini.”
Più concretamente, il documento di riflessione sulla dimensione sociale dell’Europa, elaborato sotto la guida del Vicepresidente Dombrovskis e della Commissaria Thyssen, solleva questioni sociali di vasta portata che riguardano non solo il modo in cui viviamo e in cui sono organizzate le società, ma anche il modo in cui è possibile sostenere il nostro tenore di vita, creare nuovi e migliori posti di lavoro, dotare le persone delle giuste competenze e rendere più unita la nostra società, in previsione della società e del mondo del lavoro di domani. Vengono presentate tre opzioni per il futuro, che rispecchiano le argomentazioni ricorrenti emerse nel corso del dibattito pubblico:
limitare la “dimensione sociale” alla libera circolazione: con questa opzione l’Unione manterrebbe in vigore le norme volte a promuovere la circolazione delle persone oltre le frontiere, come quelle relative ai diritti di sicurezza sociale dei cittadini mobili, al distacco dei lavoratori, all’assistenza sanitaria transfrontaliera e al riconoscimento dei diplomi. Tuttavia non vi sarebbero più standard minimi a livello di UE riguardanti, ad esempio, la sicurezza e la salute dei lavoratori, i tempi di lavoro e di riposo o i congedi di maternità/paternità. L’Europa non promuoverebbe più le possibilità per gli Stati membri di scambiarsi le migliori pratiche in materia di istruzione, sanità, cultura e sport; inoltre i programmi sociali e i programmi di riconversione regionali negli Stati membri che beneficiano di cofinanziamenti UE dovrebbero essere interrotti o finanziati da risorse nazionali;
chi vuol fare di più in campo sociale fa di più: gruppi di paesi diversi potrebbero decidere di fare collettivamente di più in ambito sociale. Potrebbero farlo i paesi la cui moneta unica è l’euro, per preservare la forza e la stabilità della zona euro ed evitare adeguamenti repentini del tenore di vita dei cittadini, o qualsiasi altra configurazione di paesi partecipanti, concentrandosi eventualmente su altre questioni;
i paesi dell’UE a 27 approfondiscono insieme la dimensione sociale dell’Europa: anche se il centro di gravità per gli interventi in ambito sociale dovrebbe rimanere e rimarrebbe al livello delle autorità nazionali e locali, l’UE rifletterebbe su come dare ulteriore sostegno all’azione degli Stati membri, sfruttando appieno tutti gli strumenti di cui dispone. Oltre a fissare standard minimi, la normativa potrebbe armonizzare pienamente a livello di UE i diritti dei cittadini in determinati settori, per concentrarsi sulla convergenza dei risultati sociali.
La discussione sulla dimensione sociale dell’Unione è opportuna e fondamentale in un momento in cui l’Europa a 27 riflette su come impostare il suo futuro. Nello spirito del Libro bianco sul futuro dell’Europa, il documento di riflessione apre il dibattito presentando idee, proposte e opzioni diverse per una dimensione sociale dell’Europa da qui al 2025. Le idee esposte nelle diverse opzioni possono essere combinate e non sono né prescrittive né restrittive: il loro scopo è arricchire e alimentare il dibattito, per poter poi adottare misure concrete.

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“Trump” l’œil….”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

the-economist-trumpDa tempo mi chiedono che cosa pensi di Trump. Il discorso è lungo e.. breve. Il discorso breve eccolo: Trump è un marker della paura dell’occidente, di quel mondo che, sino alla bancarotta del comunismo, era riuscito a vivere bene e senza preoccupante concorrenza, protetto proprio dall’autoisolamento di quell’ideologia che per settant’anni ha presunto di vivere ignorando le leggi dell’economia. Non a caso Karl Marx, quando cominciò a rendersi conto della deriva che prendevano le sue teorie economiche, pronunciò il famoso “je ne suis pas marxiste”. E non a caso la bancarotta del comunismo è avvenuta nel paese che possiede più ricchezze naturali al mondo.
Crollato il muro e il burka che il comunismo aveva imposto all’economia, il ricco occidente ha scoperto immediatamente la concorrenza di altri paesi, a cominciare da quelli del vicino e del lontano Oriente, tecnologicamente capaci di fare molte delle cose degli occidentali, ma a prezzi insostenibilmente inferiori. E l’Occidente è piombato nel terrore, assistendo impotente alla perdita ed esportazione di attività, competenze, capitali, posti di lavoro, mentre i popoli poveri scoprivano le rotte per occupare un posto al sole tra i sinora megliostanti paesi. I muri di Trump (e non solo di Trump), la riscoperta dei dazi, persino un preoccupante tintinnio di spade e sciabole, non sono altro che la tentazione dell’Occidente di chiudersi a protezione e conservazione del proprio paradiso novecentesco.
Il discorso lungo lo faremo ina una prossima occasione e riguarderà le non più sostenibili insufficenze di concetti come democrazia, uguaglianza, libertà, laicità. Temi delicattissimi ma di inesorabile attualità.
Termininiamo chiarendo il titolo: Trump mostra i muscoli? è un inganno per l’occhio. In realtà Usa ed Occidente hanno paura, temono l’impoverimento e la perdita di supremazia sul resto del mondo. (Fausto Carratù) (n.r. Nel nostro quotidiano confronto con le opinioni questa narrazione ha il suo fascino e non solo. Sta a noi lettori spingerci al confronto con le nostre idee e le nostre visioni.)

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Immigrazione: la risposta deve essere globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

berlino immigratiBruxelles. In una risoluzione approvata qualche giorno fa i deputati hanno richiesto con urgenza misure multilaterali per controllare il numero, senza precedenti, di migranti in movimento in tutto il mondo e per far cessare le morti nel Mediterraneo.Nella risoluzione, approvata con 333 voti favorevoli, 310 contrari e 46 astensioni, si chiede:
un “regime di governance multilaterale” per la migrazione internazionale, fondato sulla cooperazione;
una più stretta cooperazione tra l’UE, gli organismi specializzati delle Nazioni Unite, le banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni regionali e altri attori;
la creazione di una vera e propria politica comune europea in materia di migrazione incentrata sui diritti umani e basata sul principio di solidarietà tra gli Stati membri;
il coinvolgimento del Parlamento nella creazione e nell’implementazione del Quadro di partenariato e i relativi “migration compact” che l’UE sta attualmente negoziando con Paesi terzi come Giordania e Libano: deputati condannano la mancanza di trasparenza su questi accordi, che finora non sono stati dibattuti prima dell’adozione;
assistenza e cooperazione UE “incondizionate”: il supporto dell’UE non dovrebbe “incentivare i Paesi terzi a cooperare alla riammissione dei migranti irregolari o dissuadere con la coercizione le persone dal mettersi in viaggio, oppure fermare i flussi diretti in Europa”.
“Il sistema di aiuti umanitari è completamente sorpassato e, quindi, abbiamo bisogno di un approccio più olistico e duraturo, con legami più stretti tra sfera umanitaria da un lato e lo sviluppo dall’altro”, ha detto il correlatore Agustín Díaz de Mera (EPP, ES), nel corso del dibattito in Plenaria.
“Non dovremmo parlare di una crisi migratoria, ma piuttosto di una crisi della solidarietà all’interno dell’UE. Possiamo anche parlare di una crisi istituzionale, poiché il Consiglio dell’Unione europea non è in grado di rispettare i propri impegni, di una crisi morale, poiché sembriamo più preoccupati a chiudere i nostri confini e incoraggiare i rimpatri, piuttosto che affrontare le cause profonde della crisi che vediamo”, ha aggiunto la correlatrice Elena Valenciano (S&D, ES)

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Quale futuro per la Tv in Europa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

televisionePerugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello Venerdì 7 aprile 2017 dalle ore 11.00 alle ore 13.00 Interverranno:
– Colin Bortner, direttore global public policy di Netflix;
– Stefano Ciullo, direttore EU and International Affairs di Sky Italia;
– Antonella Di Lazzaro, direttore social media e digital marketing della Rai;
– Isabella Adinolfi, europarlamentare e membro della commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo;
– Stefano Maullu, europarlamentare e membro della commissione Cultura e Istruzione del parlamento europeo.
Modererà il dibattito il giornalista della Stampa Beniamino Pagliaro.
Con l’avvento di operatori quali Netflix e Amazon, con la crescita della tv on demand e del ruolo dei social media sia come vettori di reazioni che come vere e proprie fonti di ispirazione per programmi e palinsesti, qual è il ruolo dell’Unione europea per fare in modo che ci siano regole al passo coi tempi e valide per tutti?
Il Parlamento europeo sta discutendo, in queste settimane, una revisione della direttiva dei media audiovisivi per adattare le leggi vigenti a uno scenario che, fino a qualche anno fa, in pochi avrebbero potuto immaginare. Fra le sfide da affrontare quella di creare un mercato più equo e giusto per tutti gli operatori del settore, tutelare le produzioni europee e garantire una migliore protezione dei minori limitando in particolare i cosiddetti discorsi d’odio.

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“ERC Week@Federico II. Il Sud Italia per l’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli giovedì 6 aprile alle 15 nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo in largo San Marcellino, 10, con gli ERC Andrea Ballabio, Bruno Siciliano, Mauro Calise, Maria Chiara Scappaticcio, Bianca De Divitiis.
E’ la manifestazione che intende analizzare il ruolo dell’European Research Council nel supportare la ricerca di eccellenza in grado di affrontare le sfide sociali e di sfruttare al meglio le opportunità della comunità scientifica italiana, in particolare nel Sud Italia. Apriranno l’incontro i saluti del Rettore Gaetano Manfredi e del Capo della comunicazione dell’Agenzia esecutiva ERC, Massimo Gaudina. Seguiranno gli interventi di docenti e ricercatori testimoni di iniziative di successo: Daniela Corda (IBP – CNR, rappresentante per l’Italia in H2020 per ERC, MSCA e FET), Andrea Ballabio (Università di Napoli Federico II – Tigem), Giuseppe Maruccio (Università del Salento – Delegato alla ricerca), Maria Chiara Scappaticcio (Università di Napoli Federico II – Progetto Platinum), Bianca De Divitiis (Università di Napoli Federico II – Progetto HistAntArtSi), Bruno Siciliano (Università di Napoli Federico II – Progetto RoDyMan), Giuseppe Notarstefano (Università del Salento – Progetto Opt4Smart), Mauro Calise (Università di Napoli Federico II – Direttore di Federica Web-learning).La manifestazione è aperta ai ricercatori italiani e stranieri di tutti i settori scientifici disciplinari.
L’Ateneo Federico II, così come altri Enti istituzionali, Università e Centri di ricerca di tutto il mondo, ha deciso di aderire alle iniziative intraprese dalla Commissione Europea a sostegno dei progetti di ricerca “di frontiera”, volti a produrre nuove conoscenze ed applicazioni innovative utili per i mercati futuri.

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Cosa fare dopo le cerimonie per i trattati in Europa?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

roberto sommellaRoma giovedì 6 aprile 2017, alle ore 16,00, in Via Piemonte 64 presso la sede del Fieg, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Roberto Sommella, “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa” un incontro-dialogo sul futuro dell’Europa.
Restano irrisolti i nodi da sciogliere nell’Unione Europea e si fa più pressante la spinta populista. Cosa accadrà dopo le elezioni in Francia e Germania? I Paesi dell’Est verranno davvero emarginati in un’Europa a due velocità?
All’incontro – introdotto dal Presidente della Federazione editori, Maurizio Costa – parteciperanno: Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo; Roberto Garofoli, Capo di gabinetto del Ministro dell’Economia; George Bologan, Ambasciatore di Romania; Lucia Annunziata, Direttrice Huffington Post; Roberto Sommella, Direttore Relazioni Esterne Antitrust.Gli europei sono il 7% della popolazione mondiale, producono il 25% del Pil totale e consumano il 50% del welfare planetario. Vivono nel benessere, ma sono ancora troppo piccoli e divisi per la competizione globale. Eppure, aumentano le pulsioni a smontare l’Unione, quando sarebbe invece cruciale rafforzarla per frenare xenofobia, nazionalismi e terrorismo e rilanciare la crescita. Da questo assunto parte il libro di Sommella. Per controbattere le tesi di chi vorrebbe tornare a confini e monete nazionali, in un momento delicato per l’Ue, dove tutte le prossime elezioni saranno un referendum sull’euro e sull’Unione, Sommella prova a smontare tre luoghi comuni a proposito dei migranti, dei paesi che guadagnano con le politiche della Bce e di quelli che vorrebbero ritirarsi dopo l’adesione comunitaria.Sui migranti, il volume dimostra che non siamo di fronte ad un’invasione: i flussi migratori in Europa dal 2000 al 2010 sono stati di 1,2 milioni di persone per anno, lo 0,2% su 500 milioni di abitanti. Una cosa affrontabile. I benefici: in Italia, con 3 miliardi di costi per gestire l’emergenza profughi, i benefici derivanti dal flusso migratorio sono rilevanti. 8 miliardi nel 2014 i contributi INPS versati da lavoratori extracomunitari a fronte di prestazioni pensionistiche di circa 642 milioni e non pensionistiche di 2,420 miliardi, con un saldo positivo di circa 4,5 miliardi di euro. E a livello fiscale, i contribuenti stranieri hanno dichiarato nel 2014 redditi per 45,6 miliardi, versando 6,8 miliardi di Irpef. “Euxit” fa anche il punto su chi spende di più e chi ha guadagnato di più dalla partecipazione all’Unione. Ogni tedesco ha ‘’speso’’ 1.034 euro per l’Europa, gli italiani 623 pro-capite, gli spagnoli hanno ricevuto a testa 335 euro, i polacchi 1.522, i portoghesi 2.100, la Grecia 2.960 euro netti a cittadino. Cresce la percentuale di denaro spettante all’Europa centro-orientale (177,57 a 180,93 miliardi, +2,6%) rispetto a quella dell’Europa occidentale (169 miliardi a 140 attuali, -16%). Dunque proprio nei paesi dell’Europa dell’Est, dove si erigono nuovi muri contro i migranti, i trasferimenti strutturali comunitari sono diventati sempre più rilevanti, pesando ormai tra il 2 e il 3% del Pil e superando spesso gli investimenti diretti esteri. Per battere la voglia di Euxit che alberga ormai in ogni Paese europeo, Sommella auspica che i governi convochino una grande Conferenza con tre compiti all’ordine del giorno: la redazione di una Costituzione Europea, il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, la riforma della legge elettorale con espressa scelta del Presidente della Commissione da parte dell’elettorato. Solo così si riuscirà a passare dall’attuale Confederazione ad una vera Federazione di Stati. (foto. roberto sommella)

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Gli inglesi continuano a scegliere l’Europa come meta per le loro vacanze

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

londra

The Bridges Not Walls movement drop a banner reading “Bridges Not Walls’ from Tower Bridge in London to coincide with banner drops all over the UK sending a clear message to Donald Trump the 45th president of the United States to build bridges not walls on the day of his inauguration. (photo by Andrew Aitchison)

Londra. Il Regno Unito ha ufficialmente attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona avviando il processo di negoziazione per l’uscita del Paese dall’UE. Tuttavia, e nonostante la svalutazione della sterlina, gli inglesi continuano a scegliere l’Europa come meta per le loro vacanze premium a corto raggio e l’Italia resta la prima meta europea per la clientela britannica. Secondo una ricerca condotta da Wanup, il primo club di loyalty alberghiera che attraverso la sharing economy riunisce hotel indipendenti di qualità e rinomate catene alberghiere, l’83% dei britannici dichiara infatti che la Brexit non impedirà loro di partire dal Regno Unito per le prossime vacanze. Inoltre, più di un quarto dei britannici sostiene che ciò che li rende più felici durante le vacanze è la possibilità di godersi il sole e le alte temperature, mentre il 47% valuta la possibilità di stare nel letto senza preoccuparsi della sveglia come la cosa migliore delle vacanze.Il 65% dei turisti britannici ritiene che una camera con vista sia uno degli elementi più importanti del proprio soggiorno in albergo, mentre per il 39% è un personale caldo e accogliente. Un altro 20% valuta invece come carta vincente i vantaggi extra gratis, come il noleggio delle biciclette.Il 42% degli inglesi è indisposto nel caso in cui l’hotel non disponga di connessione Wi-Fi e un quarto degli intervistati dichiara di chiedere la password del Wi-Fi come prima cosa al momento del check-in in albergo. In media, gli inglesi postano 4,25 volte al giorno sui propri canali social quando sono in vacanza e il 12% delle persone intervistate pensa addirittura che tanto valeva stare a casa se non ha la possibilità di pubblicare foto delle proprie vacanze sui social network.Quasi la metà dei viaggiatori inglesi approfitta del buffet della colazione per avere qualcosa da mangiare anche durante il pranzo e il 14% ha mentito in modo innocente su un evento speciale, come un compleanno o un fidanzamento, al fine di avere un upgrade in hotel.Nel 2016 i flussi dei turisti stranieri giunti in Italia hanno avuto origine principalmente dall’Unione europea, con 144 milioni di pernottamenti (+5 milioni rispetto al 2015): Francia, Germania, Regno Unito e Svezia sono stati i Paesi che hanno visitato di più la nostra penisola.La ricerca è stata commissionata da Wanup, il primo club di loyalty alberghiera che attraverso la sharing economy riunisce hotel indipendenti di qualità e rinomate catene alberghiere. Al questionario ha risposto un campione di 1.000 britannici adulti.
Wanup è un nuovo Club di fedeltà alberghiera che riunisce hotel indipendenti e rinomate catene alberghiere in un unico programma di benefici. Lanciato nel 2016 in Spagna, Wanup permette ai viaggiatori d’affari e ai turisti di trovare il loro hotel ideale in una vasta gamma di destinazioni, di prenotare al miglior prezzo e di ottenere vantaggi come Wanup Winnings. Wanup Winnings permette ai membri di accumulare immediatamente cash back sulle loro prenotazioni, oltre a godere di benefici e privilegi personalizzati presso gli hotel partner, a seconda del livello di affiliazione. Il Club fornisce ai membri una vasta gamma strutture, dai boutique hotel agli hotel indipendenti, alle rinomate catene alberghiere, selezionate tra le migliori recensioni online, con l’obiettivo di garantire la migliore qualità. Con sede a Barcellona, il team di oltre 100 professionisti sta reinventando il programma di fedeltà alberghiera in 15 mercati europei e nei Caraibi, con l’intenzione di proseguire i propri sforzi di espansione anche in nuovi Paesi. Wanup si propone di cambiare il modo di viaggiare, dando vita a un’alleanza globale che mette non solo le esigenze del cliente in prima linea, ma che supporta anche gli alberghi che vogliono offrire un’esperienza davvero unica. Il Club fedeltà per i viaggiatori più felici. https://www.wanup.com/it

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“European Union of Culture”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

parlamento europeo romaRoma. Il mondo della cultura rappresenta uno straordinario volano di crescita economica grazie alle numerose imprese culturali e creative che impiegano in Europa oltre 12 mln di persone contribuendo al 5,3% del PIL europeo. Le imprese culturali e creative possono inoltre diventare anche un efficace strumento di diplomazia e cooperazione internazionale e favorire il dialogo interculturale, la pace, lo stato di diritto, la comprensione reciproca.
Questi sono solo alcuni dei temi affrontati oggi nel convegno: “Verso un’Unione europea della cultura: aprire la strada a nuovi approcci per la diplomazia culturale e migliorare la crescita economica dei settori culturali e creativi” promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in occasione del primo G7 sulla Cultura a Firenze, organizzato con il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto per la Competitività (I-Com) ed il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e del Comune di Firenze.
Il dibattito ha visto raccolti decine di esperti del mondo della cultura e rappresentanti politici tra cui il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Commissario europeo responsabile per l’Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport Tibor Navracsics, l’eurodeputata Silvia Costa già presidente della Commissione cultura del Parlamento europeo.
Ha introdotto il convegno Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che ha ripercorso la “Strategia per le relazioni culturali internazionali” recentemente varata dall’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza per dare impulso ai settori imprenditoriali legati alle attività creative e culturali.
Un provvedimento che si colloca nel quadro dell’Agenda 2030 recentemente adottata dall’UE che riconosce la cittadinanza globale, la diversità culturale e il dialogo interculturale come principi orizzontali dello sviluppo sostenibile e della politica europea di vicinato e dei negoziati di allargamento.
Il seminario di oggi guarda anche in prospettiva il 2018 – Anno europeo del Patrimonio culturale – un’occasione unica per rafforzare l’identità europea puntando sulla promozione del ruolo dei beni culturali come strumento di coesione sociale.
Il settore culturale europeo conta, nel complesso, oltre 3 milioni di imprese, impiega 12 milioni di persone, ovvero il 7,5% della forza lavoro Ue, genera 509 miliardi di euro, che corrisponde al 5,3% del Pil della Ue, e il 13% delle esportazioni. Se poi alle imprese creative si aggiungono quelle dell’ alta gamma, i numeri salgono di 1,7 milioni di occupati e di ulteriori 4 punti percentuali del Pil.
Anche in Italia la quota del bilancio destinata alla cultura ha visto una positiva inversione di tendenza, negli ultimi anni, con una serie di interventi per il rilancio dell’offerta di servizi e di incentivazione della domanda che lasciano ben sperare nell’ottica di un rafforzamento delle imprese creative e culturali anche a livello internazionale. Un importante appuntamento sarà rappresentato da Matera 2019 Capitale europea della cultura.
Un tema di discussione, nell’ambito del convegno, è stato anche il ruolo chiave svolto dagli strumenti finanziari di sostegno al settore promossi dalla Commissione europea e dalla Banca europea degli investimenti. Il mondo delle imprese sulturali e creative trova infatti supporto da una “famiglia” di strumenti quali il programma Cosme (Pmi), Erasmus + (educazione e formazione), Horizon 2020 (ricerca), Life (ambiente), Easi (occupazione) ed – in particolare – Europa creativa (cultura e audiovisivo) oramai in piena fase operativa.

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Roma, Campidoglio: Raccontare l’Europa delle persone e dei cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

Sala degli Orazi e CuriaziRoma 31 marzo 2017 10.00-13.00 nella prestigiosa Sala degli Orazi e Curiazi, dove sessant’anni fa furono firmati i Trattati di Roma. Ad accogliere gli studenti saranno il Vicepresidente del Parlamento europeo David-Maria Sassoli, il Segretario Generale del Parlamento europeo Klaus Welle, il Presidente dell’Assemblea capitolina Marcello Vito e gli europarlamentari presenti. Nel corso dell’evento, gli studenti di tutta Italia simuleranno una sessione plenaria del Parlamento europeo all’interno della stessa sala degli Orazi e Curiazi dove, alcuni giorni fa, è stata firmata dai 27 Capi di Stato e di Governo e dai Presidenti delle Istituzioni europee la Dichiarazione di Roma.
All’evento parteciperanno Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale europea (ESA) prima donna italiana a essere andata nello spazio grazie alla Missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana e Philippe Duren, nipote di Robert Schuman, uno dei Padri fondatori dell’Europa.
Raccontare l’Europa delle persone, dei cittadini, con foto, filmati, testimonianze scritte e documenti da raccogliere in un grande museo virtuale, questa è “My house of European History” https://my-european-history.ep.eu/, progetto che verrà presentato a Roma venerdì 31 marzo 2017, a oltre duecento giovani delle scuole ambasciatrici del Parlamento europeo.
“My house of European history” è un museo virtuale in cui verranno raccolte le testimonianze di chiunque abbia una storia da raccontare legata alla propria esperienza dell’Europa. Dopo una semplice registrazione sul sito https://my-european-history.ep.eu/, chiunque potrà caricare la sua storia corredata da foto, audio, video o testimonianze scritte. La “Mia casa della storia europea” sarà inaugurata e lanciata a Roma, in Campidoglio, il 31 marzo 2017.
Il programma “Scuola ambasciatrice del Parlamento europeo” mira a creare, ampliandola costantemente, una rete di scuole, insegnanti e studenti che collaborano con il Parlamento europeo, i suoi deputati e i suoi uffici d’informazione.
Per entrare a far parte della rete, le scuole svolgono attività didattiche di sensibilizzazione alla democrazia parlamentare europea e ai valori della cittadinanza europea.

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Quale futuro attende l’Europa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

europa-261011-cRoma, 30 marzo 2017, ore 18.30, Università LUISS Guido Carli Dopo la firma della Dichiarazione di Roma, quale futuro attende l’Europa?
Nel contesto della Dichiarazione sul futuro dell’Unione europea firmata la scorsa settimana dai 27 Capi di Stato e di Governo e dai Presidenti delle istituzioni europee, l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo, in collaborazione con l’Università LUISS Guido Carli, organizza un dibattito dal titolo: ”Quale futuro attende l’Europa? La parola ai cittadini – Back to citizens”.
L’evento sarà introdotto dal Rettore dell’Università LUISS, Prof.ssa Paola Severino, e sarà moderato dal vicedirettore del Tg1, Gennaro Sangiuliano.
I relatori che prenderanno parte al dibattito sul futuro dell’Unione europea sono il Vicepresidente del Parlamento europeo, David-Maria Sassoli, il Segretario Generale del Parlamento europeo, Klaus Welle e il Direttore della School of Government – Università LUISS, professor Sergio Fabbrini.

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Raccontare l’Europa delle persone e dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

campidoglioRoma, Campidoglio, Sala degli Orazi e Curiazi, 31 marzo 2017 10.00-13.00 “Raccontare l’Europa delle persone, dei cittadini, con foto, filmati, testimonianze scritte e documenti da raccogliere in un grande museo virtuale, questa è “My house of European History” https://my-european-history.ep.eu/, progetto che verrà presentato in anteprima a Roma venerdì 31 marzo 2017, a oltre duecento giovani delle scuole ambasciatrici del Parlamento europeo”. Lo ha spiegato il Direttore dell’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia, Gian Paolo Meneghini, anticipando l’iniziativa.
All’evento europeo parteciperà Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale europea (ESA) prima donna italiana a essere andata nello spazio grazie alla Missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana e di Philippe Duren, nipote di Robert Schuman, uno dei Padri fondatori dell’Europa” ha continuato Meneghini.
“Il Parlamento europeo è e sarà la casa di tutti i cittadini europei affinché le loro istanze siano ascoltate. Per questi motivi venerdì 31 marzo 2017, nel corso dell’evento, gli studenti di tutta Italia simuleranno la sessione plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo, all’interno della stessa sala degli Orazi e Curiazi dove, alcuni giorni fa, è stata firmata dai 27 Capi di Stato e di Governo e dai Presidenti delle Istituzioni europee la Dichiarazione Solenne della futura Unione europea”, ha concluso Gian Paolo Meneghini, Direttore dell’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia.
“My house of European history” è un museo virtuale in cui verranno raccolte le testimonianze di chiunque abbia una storia da raccontare legata alla propria esperienza dell’Europa.

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La Commissione europea dà impulso alla mobilità dei giovani in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

erasmusBruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+ che offre ulteriore sostegno all’apprendimento e alla mobilità dei giovani europei. La Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+ che offre ulteriore sostegno all’apprendimento e alla mobilità dei giovani europei. Denominata “Move2Learn, Learn2Move”, permetterà ad almeno 5 000 giovani cittadini di recarsi in un altro paese dell’UE in modo sostenibile, individualmente o insieme alla classe. Questa iniziativa una tantum, legata al 30º anniversario del programma Erasmus, è coerente con due delle priorità fondamentali della Commissione, ossia riportare l’attenzione sui giovani europei e agevolare la mobilità dei cittadini dell’UE, in particolare la mobilità a basse emissioni. L’iniziativa “Move2Learn, Learn2Move” nasce da un’idea avanzata dal Parlamento europeo nel 2016 e sarà attuata mediante eTwinning, la più grande rete di insegnanti al mondo. Parte del programma Erasmus+, eTwinning consente a insegnanti e studenti di tutta Europa di sviluppare insieme progetti attraverso una piattaforma online. Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “Questa iniziativa, che si sviluppa dal successo di eTwinning, permetterà ai giovani di scoprire e vivere in prima persona paesi e culture di tutta Europa. In occasione del 30º anniversario di Erasmus, sarà un altro esempio del successo di questo programma, che unisce le persone e le aiuta a capire cosa significa essere europei.”
Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “I trasporti non sono solo una questione di binari, navi e autostrade, bensì di persone. Vogliamo offrire ai giovani europei l’occasione di scoprire l’Europa e vogliamo incoraggiarli a viaggiare in maniera rispettosa dell’ambiente: per questo motivo si terrà conto delle emissioni di CO2. Sono inoltre felice di poter contare sulla partecipazione attiva degli operatori dei trasporti, così da dare maggiore forza all’iniziativa.”
L’iniziativa sarà aperta alle classi di studenti di età pari o superiore a 16 anni che partecipano a eTwinning, che sono invitate a indicare se desiderano essere prese in considerazione per l’assegnazione di biglietti di viaggio gratuiti come premio per i migliori progetti eTwinning in ciascun paese partecipante. L’inclusione sociale sarà un criterio importante per la selezione dei progetti migliori. Una volta scelti, i vincitori potranno viaggiare da agosto 2017 a dicembre 2018, in una data a loro discrezione. Gli studenti potranno viaggiare in gruppo nell’ambito di una gita scolastica o da soli, in funzione della decisione di genitori e insegnanti.
Si può scegliere qualsiasi modo di trasporto, operatore e linea, tenendo conto dei criteri di sostenibilità e dei punti di partenza e di destinazione degli studenti partecipanti. Alcuni operatori sostengono l’iniziativa offrendo uno sconto speciale ai partecipanti. Tali operatori sono: Aegean Airlines, Air Dolomiti, ALSA Grupo, Azores Airlines, Brussels Airlines, Comboios de Portugal, Croatia Airlines, Deutsche Bahn, Hahn Air, Iberia Express, Interrail, Luxair, Naviera Armas, Olibus, SNCF, Transferoviar Calatori, Trenitalia, Vueling e Westbahn. La Commissione incoraggia altri operatori ad aderire all’iniziativa.

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Cosa fare dopo le cerimonie in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

europa-comunitariaRoma Giovedì 6 aprile 2017 ore 16, in FIEG, Via Piemonte 64. Passata la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, restano tutti irrisolti i nodi da sciogliere nell’Unione Europea e si fa più pressante la spinta populista. Cosa accadrà alle prossime elezioni in Francia e Germania? I paesi dell’Est verranno davvero emarginati in un’Europa a due velocità? Se ne parlerà in occasione della presentazione del libro di Roberto Sommella, “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa”. All’incontro – introdotto dal Presidente della FIEG, Maurizio Costa – parteciperanno il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Economia, Roberto Garofoli, la direttrice di Huffington Post, Lucia Annunziata, l’ambasciatore di Romania, George Bologan, l’autore, Roberto Sommella. Gli europei rappresentano oggi il 7% della popolazione mondiale, producono il 25% del Pil totale e consumano il 50% del welfare planetario. Vivono in un contesto di benessere rispetto al resto del mondo, ma sono ancora troppo piccoli e divisi per sopravvivere alla competizione globale. Eppure, sono sempre di più le pulsioni a smontare l’Unione, quando sarebbe invece forse cruciale rafforzarla per frenare xenofobia, nazionalismi e terrorismo e rilanciare la crescita. Da questo assunto parte il nuovo libro di Roberto Sommella, “Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa”, edito da Rubbettino e scaricabile in versione e-Book. Per controbattere le tesi di chi vorrebbe tornare a confini e monete nazionali, in un momento cruciale per l’Ue, dove tutte le prossime elezioni saranno un referendum sull’euro e sull’Unione, Sommella cerca di smontare tre luoghi comuni a proposito dei migranti, dei paesi che guadagnano con le politiche della Bce e di quelli che vorrebbero ritirarsi dopo l’adesione comunitaria.Per quanto riguarda i flussi migratori, il libro del direttore delle relazioni esterne dell’Antitrust e fondatore dell’associazione La Nuova Europa, sottolinea che non siamo affatto di fronte ad un’invasione, sebbene Germania, Francia e altri quattro paesi del Nord vorrebbero un’ulteriore sospensione dell’accordo di Schengen. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite, raccolti nei World Population Prospects, i flussi migratori in Europa dal 2000 al 2010 sono stati di 1,2 milioni di persone per anno. Il che fa lo 0,2% su 500 milioni di abitanti. Una cosa affrontabile, visto che negli Stati Uniti ne arrivavano nello stesso periodo 1 milione. In media tra il 2000 e il 2015, ognuno tra Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna ha accolto tra i 100 e i 200.000 profughi. Solo l’anno scorso c’è stato il picco di un milione di ingressi nei lander tedeschi, amplificato dal fatto che il piano di ricollocamento tra i paesi stabilito dalla Commissione Juncker per ora è un fallimento. Ma anche in Italia vanno smontati dei luoghi comuni. Nel nostro paese, a fronte dei 3 miliardi di costi per gestire l’emergenza profughi, i benefici derivanti dal flusso migratorio sono rilevanti. Nel 2014 i contributi INPS versati da lavoratori extracomunitari ammontavano a circa 8 miliardi a fronte di prestazioni pensionistiche pari a circa 642 milioni e non pensionistiche (cassa integrazione, disoccupazione, malattia, maternità, assegni nucleo familiare) pari a 2,420 miliardi, con un saldo positivo quindi di circa 4,5 miliardi di euro. Anche a livello fiscale l’apporto finanziario degli immigrati regolari e integrati nel tessuto sociale e produttivo è positivo. I contribuenti stranieri hanno dichiarato nel 2014 redditi per 45,6 miliardi, versando 6,8 miliardi di Irpef. Anche sugli effetti del Quantitative Easing della Bce il libro smonta i miti che vogliono il Belpaese principale beneficiario del bazooka di Mario Draghi. Confrontando le variabili fotografate nel primo mese del 2015 (anno del varo del QE) con le ultime disponibili, sempre dello stesso anno, si dimostra che è invece la Germania ad aver goduto di più dalla politica monetaria di Francoforte. Il Pil tedesco è infatti aumentato dal +1,4% di inizio anno al +1,7% (dato di fine settembre), il debito pubblico è diminuito dal 74,3% del Pil al 71,9% (fine 2014 su fine 2015), la disoccupazione è a livelli americani (è scesa in un anno di QE dal 6,5% al 6,3%) e le esportazioni hanno registrato un boom: da un saldo attivo di 90 miliardi si è passati a 106 miliardi di euro. Euxit fa anche il punto su chi spende di più e chi ha guadagnato di più dalla partecipazione all’Unione. Ogni tedesco ha ‘’speso’’ 1.034 euro per l’Europa, gli italiani si sono fermati a 623 pro-capite, mentre gli spagnoli hanno ricevuto a testa 335 euro, i polacchi 1.522, i portoghesi 2.100, la Grecia 2.960 euro netti a cittadino ellenico. Passando invece alla ripartizione delle risorse strutturali comunitarie, si scopre che cresce la percentuale di denaro spettante all’Europa centro-orientale (177,57 a 180,93 miliardi, +2,6%) rispetto a quella dell’Europa occidentale (169 miliardi a 140 attuali, -16%). Dunque proprio nei paesi dell’Europa dell’Est, dove si erigono nuovi muri contro i migranti, i trasferimenti strutturali comunitari sono diventati sempre più rilevanti, pesando ormai tra il 2 e il 3% del Pil e superando spesso gli investimenti diretti esteri. Per battere quindi la voglia di Euxit che alberga ormai in ogni paese europeo, Sommella auspica che i governi convochino una grande Conferenza che abbia all’ordine del giorno tre compiti: la redazione di una Costituzione Europea, il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, la riforma della legge elettorale con espressa scelta del Presidente della Commissione da parte dell’elettorato. Solo così si riuscirà a passare dall’attuale Confederazione ad una vera Federazione di stati, abbandonando una terra di mezzo che ricorda i presupposti che hanno portato all’implosione della ex Jugoslavia e dell’Unione Sovietica.

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Le opportunità dell’Europa per lo sviluppo economico dei territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

torinoTorino martedì 28 marzo, dalle 9.30 alle 13, nel Centro congressi di Torino Incontra. Si tratta del primo appuntamento del progetto Step (Strengthen Together the Entrepreneurial Potential) Ahead in Eu, volto ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza degli strumenti e delle opportunità offerte dall’Unione europea per lo sviluppo economico dei territori. Sono in programma interventi di: Commissione Europea, Bei – Banca Europea degli Investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e Abi Piemonte.Il seminario, rivolto in particolar modo agli operatori dei servizi alle attività produttive, è organizzato da Europe Direct – Città metropolitana di Torino in collaborazione con Een Alps, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Unito, Istituto Boella e Unione Industriale Torino. I saluti istituzionale saranno portati dalla consigliera con delega ai progetti europei e internazionali Anna Merlin.Il Piano di Investimenti per l’Europa (Piano Junker) è al centro della strategia generale della Commissione europea per l’occupazione, la crescita e gli investimenti. È stato pensato per mobilitare risorse finanziarie, migliorare il modo in cui la finanza raggiunge l’economia reale e rimuovere le barriere agli investimenti, migliorando la qualità della regolamentazione finanziaria e non -finanziaria a livello sia della legislazione europea sia di quella nazionale.La novità più importante del Piano è la creazione del Feis, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dispone diuna dotazione iniziale di 21 miliardi di euro con l’obiettivo di mobilitare investimenti per un valore di 315 miliardi di euro nel periodo 2015 -2017, concentrandosi sull’innovazione, sulle infrastrutture e sulle piccole imprese.

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