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I pannelli solari potranno presto coprire milioni di tetti in tutta Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Ciò permetterà ai cittadini di diventare parte attiva nella transizione a un sistema di energia rinnovabile, grazie all’accordo raggiunto ieri in seno all’Unione europea.I governi europei hanno però frenato gli sforzi del Parlamento per aumentare il peso delle rinnovabili nel sistema energetico europeo, prevedendo un aggiornamento degli obiettivi di crescita delle fonti pulite nel 2023 e rigettando importanti misure di garanzia contro gli effetti nocivi delle bionergie e dei biocarburanti.“Questo accordo riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in Europa e abbatte alcune grandi barriere che frenano la lotta al cambiamento climatico. Tutto ciò garantisce alle persone e alle comunità un maggiore controllo sull’energia che utilizzano, mettendole in condizione di partecipare alla crescita delle rinnovabili e di sfidare i colossi del settore energetico in tutto il continente. L’obiettivo di crescita delle rinnovabili fissato al 32 per cento è però troppo basso e permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni rispetto al cambiamento climatico” afferma Sebastian Mang, consulente energia di Greenpeace Ue.L’accordo tra il Parlamento europeo e i governi europei garantisce ai cittadini dell’Unione, alle autorità locali, ai piccoli imprenditori e alle cooperative il diritto di produrre, consumare, immagazzinare e vendere l’energia rinnovabile autoprodotta, senza essere per questo soggetti a sanzioni fiscali o oneri burocratici eccessivi. L’accordo mette al bando misure sanzionatorie che alcuni Paesi hanno introdotto per impedire ai propri cittadini di partecipare alla transizione energetica. In Romania, ad esempio, ai cittadini che vogliano vendere in rete l’energia che producono viene richiesto di fondare un’impresa e di corrispondere specifici requisiti fiscali. In Spagna, la “sun tax” impedisce la produzione diffusa di energia rinnovabile attraverso un sistema di tariffe onerose e ostacoli burocratici. La fine di queste misure vessatorie è stata una delle richieste centrali del Parlamento europeo nella negoziazione con gli stati membri.Per la prima volta, la legge europea riconosce il ruolo giocato dalle cooperative energetiche nella transizione energetica, rendendo più semplice per le persone realizzare i loro progetti nel campo delle rinnovabili e garantendo loro tutele contro il dominio dei mercati da parte delle grandi compagnie. Come dimostrato in un recente studio, i progetti gestiti dalle cooperative energetiche garantiscono alle economie locali guadagni otto volte superiori rispetto a progetti analoghi, gestiti però da una grande utility.
Per Greenpeace l’obiettivo di crescita minima per l’energia rinnovabile al 32 percento entro il 2030 è inadeguato per prevenire gli effetti dannosi del cambiamento climatico. L’accordo raggiunto ieri consentirà inoltre ai Paesi e alle imprese di continuare a classificare come rinnovabili alcune bioenergie non sostenibili, spianando la strada all’abbattimento di altri alberi e alla deforestazione di foreste pluviali per la produzione di biocarburante che alimenterà centrali elettriche, stabilimenti industriali e autoveicoli. I negoziatori hanno convenuto di congelare ai livelli attuali l’utilizzo dei biocarburanti che maggiormente danneggiano la biodiversità, come l’olio di palma e di eliminarne l’uso entro il 2030, ponendo fine all’attuale obbligo per i Paesi membri dell’Unione di includere i biocarburanti ottenuti da colture nel loro mix energetico per il settore trasporti.

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In Europa, ogni anno spendiamo 200 miliardi di euro per l’assistenza socio-sanitaria ai malati reumatici

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Oltre 4 miliardi l’anno solo in Italia. Si tratta di malattie in netta crescita in tutto il continente. L’obiettivo deve essere quello di incrementare la prevenzione e il numero di diagnosi precoci, per garantire risparmi per il sistema sanitario e ridurre le spese sanitarie dirette ma anche i costi indiretti rappresentati dalle pensioni di invalidità o dalle giornate lavorative perse. Ma individuare tempestivamente una malattia reumatica spesso risulta difficile ed è un compito che va affidato solo al reumatologo. Per ottenere questi risultati è necessario che vi siano più strutture sanitarie specializzate attive nelle varie Regioni. Questa è la direzione in cui va l’Europa. E in cui deve andare l’Italia, dove esiste una reumatologia di assoluto livello”. E’ questo l’appello lanciato dal prof. Roberto Caporali, segretario nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR) nella prima giornata dell’EULAR, il congresso continentale che si è aperto ad Amsterdam, con la partecipazione di oltre 15mila esperti da tutto il mondo. La ricerca clinica in reumatologia sta facendo passi da gigante anche grazie a molti studi scientifici condotti in Italia. A breve saranno disponibili nuove terapie mirate che, grazie a innovativi meccanismi d’azione, saranno in grado di contrastare in modo sempre più efficace le forme più gravi di artrite. “Dobbiamo quindi riuscire a garantire ai pazienti le migliori cure. Al momento, però, – spiega il prof. Mauro Galeazzi, Presidente Nazionale SIR – nel nostro Paese spesso viene imposto, solo per ragioni di budget, l’uso di farmaci biosimilari. Al medico va sempre garantita la libertà prescrittiva -. Siamo a volte obbligati allo switch e cioè dobbiamo sostituire il farmaco biologico originator con un biosimilare. Di fatto si tratta di un cambio di terapia e il 26% dei pazienti reumatici devono interromperne l’assunzione a causa della comparsa di avventi avversi. Nel 3% dei casi si riscontra addirittura la ricomparsa di patologie gravi ed invalidanti come l’artrite reumatoide, artrite psoriasica o la spondilite anchilosante. I biosimilari sono farmaci assolutamente sicuri ed efficaci. E’ però preferibile che siano prescritti solo a pazienti mai precedentemente trattati”. Al momento non esistono evidenze scientifiche a supporto della necessità dello switch ma solamente evidenze di ordine farmacoenomico – aggiunge il prof. Luigi Sinigaglia, Presidente Eletto della SIR -. E’ necessario implementare gli studi osservazionali e inserire i dati dei pazienti che ricevono biosimilari nei registri Nazionali attualmente esistenti. Al momento attuale nulla contrasta con l’impiego dei biosimilari nei pazienti naive ma si deve mantenere una adeguata cautela nei pazienti già in trattamento con agenti biologici per garantire loro il principio della continuità terapeutica. D’altra parte se questo principio fosse disatteso l’arrivo di nuovi biosimilari a sempre minor costo ci obbligherebbe a un continuo cambio di farmaco biologico in contrasto con alcune evidenze scientifiche che testimoniano che switch ripetuti possono essere alla base di reazioni immuno-mediate anche a lunga distanza di tempo dall’inizio del farmaco biologico”. Durante il meeting di Amsterdam un tema rilevante è quello della medicina di genere. “Per colpa di una maggiore predisposizione genetica e ormonale le patologie reumatiche interessano prevalentemente il genere femminile – sottolinea la prof.ssa Angela Tincani, Consigliere Nazionale SIR -. Si calcola che in totale siano oltre 84 milioni le donne europee colpite. Da alcuni mesi in Italia abbiamo avviato un progetto con l’Istituto Superiore di Sanità per favorire la ricerca scientifica in questo ambito. Non solo, stiamo svolgendo corsi di formazione specifici per i medici di medicina generale e anche una forte attività sui media per le famiglie. E’ un’iniziativa d’avanguardia che può diventare un modello da esportare in altri Paesi del Vecchio Continente”. “E’ importante giocare d’anticipo contro le malattie reumatologiche e – conclude il prof. Alessandro Mathieu, Consigliere Nazionale SIR -. Si tratta di 150 malattie diverse che colpiscono complessivamente oltre cinque milioni di cittadini. La prevenzione primaria rappresenta un’arma importantissima a nostra disposizione ma è ancora scarsa la consapevolezza da parte della popolazione. Il 15% degli italiani sostiene addirittura di non aver mai sentito parlare di queste patologie. Per colmare queste gravi lacune, la SIR ha avviato nei mesi scorsi una campagna educazionale itinerante in 11 città italiane che ha riscosso grande successo e che sarà ripetuta dopo l’estate. Non solo, nei prossimi mesi lanceremo su tutto il territorio nazionale, nuovi progetti destinati specificatamente sia agli studenti che agli over 65. Occorre inoltre ricordare che il rischio di sviluppare alcune della affezioni reumatologiche più severe è associato sia a fattori genetici di cui occorre tenere conto in relazione alla frequenza delle singole malattie nel territorio nazionale, sia a fattori ambientali in parte ben noti, la cui considerazione può consentire una prevenzione dello sviluppo di malattia o un contenimento delle espressioni di malattia o delle co-patologie che ne determinano un impatto negativo sulla qualità e aspettativa di vita ”.

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L’Europa incontra la Silicon Valley

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Computer History Museum, Mountain View, 11 settembre. Si scaldano i motori per la quarta edizione della Conferenza Digitale Europea in Silicon Valley, organizzata da Mind the Bridge e in programma per il prossimo 11 settembre. Evento centrale dell’iniziativa “Startup Europe Comes to Silicon Valley” – SEC2SV (9-15 settembre), l’European Innovation Day (EID) è divenuto nel corso degli anni l’appuntamento di riferimento sull’innovazione e sulle politiche europee (circa 700 i partecipanti registrati durante la scorsa edizione). Una giornata di incontri, stimoli e riflessione, ospitata presso il prestigioso Computer History Museum di Mountain View, che chiama a raccolta le più promettenti aziende – gli Unicorni di oggi e di domani – le migliori startup e i principali policy maker di tutta Europa per un confronto con gli stakeholder dell’economia digitale della Silicon Valley.Il follow-up degli incontri proseguirà nel corso della settimana SEC2SV con agende parallele per i singoli operatori e meeting 1:1 selezionati con funzionari governativi, dirigenti senior di aziende come Google, Dell, Microsoft, Autodesk, LinkedIn e rappresentanti del mondo degli investitori (Andreessen Horowitz, Felicis, Greylock, Social Capital, SoftechVC, USV, Y Combinator, RocketSpace, 500 Startups) e della comunità accademica (Stanford, Berkeley, Singularity University).Tra i temi che animeranno l’edizione 2018:
GDPR: Privacy e Data Storage/Transfer
ICO (Initial Coin Offering) e regolamentazione delle sue criptovalute
L’economia europea dell’innovazione in Silicon Valley
Startup M&A Primi speaker confermati:
Vivek Wadhwa, Technology & Innovation Author, Academic and Futurist
Tim Draper, Venture Capital, founder of Draper Fisher Jurvetson
Peter Arvai, CEO and co-founder, Prezi
Pēteris Zilgalvis, Head of unit, DG Connect, European Commission
Adam Sterling, Executive Director of the Berkeley Center for law and business
Kristin Schreiber, Director COSME programme, DG Grow, European Commission
Sabrina Ross, international privacy and security expert
Sorin Moisa, MEP, European Parliament

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Immigrazione e l’Europa delle tre scimmiette

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“Questa mattina nell’aula del Senato abbiamo apprezzato l’intervento del Ministro dell’Interno Matteo Salvini.Con la vicenda Acquarius l’Italia ha dato un forte segnale politico a chi fino ad oggi in Europa, ha giocato a fare le tre scimmiette. Ora ci aspettiamo di vedere accolta dal Governo la proposta del blocco navale di Fratelli d’Italia che riteniamo l’unico strumento valido per porre fine ai continui sbarchi organizzarti da criminali che speculano su donne, uomini, bambini.Questo è un provvedimento di rinnovamento che il popolo italiano si aspetta” è quanto dichiarato dal capogruppo di Fratelli d’Italia il Senatore Stefano Bertacco.

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Migranti: E’ il momento della politica, Europa cercasi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“La vicenda della nave Aquarius ha evidenziato in maniera lampante le divisioni e i limiti dell’Unione europea, e la necessità improrogabile di dotarsi di una nuova strategia per affrontare la sfida dei fenomeni migratori.L’Italia non può accogliere tutti, i Paesi europei non possono più scappare, occorre una presa di responsabilità da parte di ogni singolo Stato. Va risolta la questione libica, va intensificato il dialogo con i Paesi di partenza e di transito, appare infine irrinunciabile migliorare i controlli per contrastare le reti criminali di trafficanti e terroristi.Un impegno comune di Europa e Africa. Una sfida da affrontare e vincere insieme. Le regole europee di gestione del flusso migratorio e di accoglienza risultano inadeguate, allo stesso tempo è fondamentale un impegno africano nel contrastare le origini di questi fenomeni.È il momento della politica e del confronto tra Paesi. L’Unione europea non può sottovalutare la questione, ma deve avere il coraggio di prendere posizione e indicare soluzioni sostenibili.L’Europa batta finalmente un colpo ed esca, una volta per tutte, dalle stanze ovattate di Bruxelles”.Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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LATAM Airlines aumenta le rotte in Europa come parte del suo piano di espansione globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

LATAM Airlines ha annunciato l’apertura delle vendite del nuovo volo Lisbona-San Paolo e il lancio della rotta Monaco-San Paolo che sarà operativa dalla prima metà del 2019. Queste nuove rotte fanno parte del piano internazionale ed europeo di espansione di LATAM Airlines Group.
“Continuiamo ad offrire nuove e impareggiabili opzioni di viaggio, collegando l’America Latina con tutto il mondo come mai prima d’ora”, ha dichiarato Enrique Cueto, CEO di LATAM Airlines Group. “Negli ultimi due anni, LATAM ha lanciato non solo 30 nuove rotte, un numero senza precedenti – incluse nuove destinazioni in Europa, Nord America e Oceania – ma sta anche rafforzando le rotte esistenti con più frequenze e opzioni di connessione”.
Dal prossimo 2 settembre, LATAM Airlines offrirà cinque voli settimanali che collegheranno Lisbona con l’aeroporto di Guarulhos a San Paolo. Questo volo sarà operato da un Boeing 767, con una capacità di 191 posti in Economy Class e 30 in Premium Business. I biglietti sono disponibili a partire da questa settimana sul sito latam.com e attraverso altri canali commerciali. Il primo aeromobile LATAM a svolgere questa rotta atterrerà all’aeroporto di Lisbona il 3 settembre.Il volo di andata, JJ8179, di LATAM Airlines che verrà operato da Lisbona a San Paolo-Guarulhos avrà una durata di 10 ore e 45 minuti e volerà durante il giorno. L’esatto orario di partenza e di arrivo dipenderà dai giorni durante i quali verrà operato il viaggio. Il volo di ritorno, JJ8178, da San Paolo-Guarulhos a Lisbona sarà un volo notturno della durata di 10 ore.
A questa rotta verrà aggiunta, nella prima metà del 2019, la rotta Monaco – San Paolo, operata da LATAM Airlines, ancora in attesa dell’approvazione da parte dell’autorità di regolamentazione. La capitale bavarese diventerà così la seconda destinazione LATAM in Germania dopo Francoforte, e la nona capitale europea con un volo operato da LATAM.
Con queste nuove rotte, LATAM Airlines Group e le sue affiliate offriranno voli verso 143 destinazioni in 26 paesi. Solo nel 2017, LATAM ha inaugurato 13 nuove rotte internazionali, tra cui il volo più lungo della sua storia, il Santiago-Melbourne e nel 2018 LATAM lancerà altri 17 voli internazionali, raggiungendo ben 30 nuovi voli inaugurati negli ultimi due anni.
Per l’acquisto dei biglietti e ulteriori informazioni, visitare latam.com.

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Epidemia di Salmonella in Europa, oltre 450 casi

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Focolaio di salmonellosi in Europa. Nel mese di maggio un Paese europeo ha segnalato casi – 453 confermati e 2 probabili – di Salmonella enteritidis in alcuni bambini di 44 scuole. I casi sono stati riferiti dal Belgio. La contaminazione da Salmonella è stata rilevata nelle Fiandre occidentali e orientali. Il sequenziamento dell’intero genoma, indagini su cibi e ambiente, nonché indagini sulla tracciabilità a monte non hanno stabilito ancora un legame tra il focolaio e le scuole interessate che sono tutte fornite da un singolo addetto al catering di Harelbeke. Nello specifico l’Agenzia federale per la sicurezza della catena alimentare (Afsca) ha prelevato 79 campioni da questo servizio di catering. Sessantacinque sono risultati conformi. La società è in attesa dei risultati più recenti. Per contenere l’epidemia e individuare tempestivamente eventuali nuovi casi, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Efsa raccomandano che gli Stati membri dell’Ue intensifichino le proprie attività di monitoraggio”. Il Paese colpito, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dovrebbe condividere informazioni sulle indagini epidemiologiche, microbiologiche e ambientali, compresa l’emanazione di notifiche del caso, utilizzando il sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi (Rasff) e il sistema di allarme precoce e risposta (Arr). Quest’ultimo rappresenta il canale ufficiale di notifica per le gravi minacce transfrontaliere alla salute. Per monitorare l’entità e la gravità di questo evento, i nuovi casi dovranno essere segnalati anche all’Epidemic Intelligence Information System for food- and waterborne diseases”. La situazione sarebbe comunque sotto controllo.

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Il costo per un’Europa senza Schengen

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

· Schengen: 26 Paesi, 400 milioni di persone e 50.000 chilometri di frontiere esterne
· Parlamento condanna la reintroduzione dei controlli alle frontiere
· Se tutti i Paesi reintroducessero in modo permanente i controlli, il costo sarebbe tra i 100 e i 230 miliardi di euro in 10 anni.
Gli Stati membri dovrebbero “promuovere la fiducia reciproca nel funzionamento dell’area Schengen, la solidarietà e la coesione”, hanno affermato mercoledì i deputati.La prima relazione annuale sullo stato di Schengen, l’accordo tra 26 Stati membri che abolisce il controllo dei passaporti alle frontiere, affronta le principali carenze nell’attuazione delle norme di Schengen ed è stata approvata con 439 voti favorevoli, 157 contrari e 80 astensioni.
I deputati condannano il continuo ripristino dei controlli alle frontiere interne causate dell’inadeguatezza dell’attuale sistema comune europeo di asilo e dalla mancanza di volontà politica, solidarietà e ripartizione delle responsabilità.La maggior parte di questi controlli non sono né necessari, né proporzionati e sono dunque illegittimi, dice il testo approvato. Attualmente sono sei i Paesi dell’area Schengen che applicano controlli alle frontiere: Francia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia.I deputati condannano inoltre qualsiasi costruzione di barriere fisiche, comprese recinzioni, tra gli Stati membri.Misure da adottare per ripristinare la fiducia in Schengen
· Una risposta efficace dell’Unione alle operazioni di ricerca e salvataggio in mare per salvare vite umane
· Garantire da parte della autorità nazionali delle procedure di rimpatrio rapide ed efficaci, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali
· Eseguire una decisione di rimpatrio presa da un altro Stato membro, piuttosto che rinviare un immigrato irregolare nel primo Stato membro che l’ha emessa
· Garantire infrastrutture, alloggi e condizioni di vita adeguati per tutti i richiedenti asilo, specialmente per minori non accompagnati e famiglie con minori, così come donne in situazioni vulnerabili
· Riformare il sistema d’informazione Schengen (SIS) sulle seguenti questioni: protezione dei minori a rischio o scomparsi, scambio immediato di informazioni sul terrorismo e sulle decisioni di rimpatrio.
I deputati ribadiscono che Bulgaria e Romania sono pronte ad aderire all’area Schengen e invitano il Consiglio ad approvarne l’ingresso. I deputati sottolineano inoltre che negli ultimi anni l’Ue ha adottato misure per rinforzare lo spazio Schengen, come l’istituzione dell’Agenzia europea delle frontiere e della guardia costiera, controlli sistematici alle frontiere esterne in ingresso e in uscita per cittadini non UE e un nuovo sistema di registrazione degli ingressi e delle uscite.

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L’Europa dei burocrati e delle prime donne

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

Le esternazioni di questi giorni da parte di alcuni autorevoli personaggi della “famiglia” europea, vedasi la Francia e la stessa Germania, offrono un’immagine di una Europa deformata e deformante. Ai tempi di re Artù si pensava a un primus inter pares «primo tra uguali» e che il vocabolario Treccani definisce: “Espressione usata con riferimento a chi, tra persone di pari dignità o posizione gerarchica, è considerato il capo per la funzione che esercita o per altri motivi di preminenza”. E qui il primo grave errore poiché abbiamo sbagliato nell’identificarci con il “primus”: Non lo è stato il Parlamento europeo o la stessa commissione europea ma dietro le quinte vi sono sempre loro: i grandi gruppi di interessi economici e soprattutto finanziari.
Se poi passiamo a dare un senso all’espressione: “Europa dei burocrati” possiamo immaginarci una Unione che ha ingabbiato il suo edificio con impalcature che provvedessero a tenerla in un perfetto stato di conservazione. Alla fine si è scoperto che tali ponteggi sono diventati con il tempo parte integrante del fabbricato e ne hanno appesantita la visione e anche il modo di accedervi. E’ questo il risultato di una burocrazia che può avere dei meriti ma non li lascia trasparire come dovrebbe perché è prevalso il suo lato più deteriore che tende a condizionare la stessa autonomia di giudizio dei politici che vi soggiornano.
Per quanto riguarda le “prime donne” lo constatiamo di continuo con gli incontri bilaterali Francia e Germania e le loro sfere d’influenza con gli altri paesi dell’unione tanto che ci ritroviamo con alleanze fatte su interessi condivisi, ma ristretti, a danno di altri e che quest’ultimi sono posti nella condizione o di accettare, sia pure mugugnando, o di opporsi con il rischio di essere isolati e ricattati, ma non certo aiutati se si trovano in difficoltà.
Ma come è stato possibile, c’è da chiedersi, arrivare a questo punto? Ovvero con un progetto unitario così importante, e persino provvidenziale per un’Europa che voglia porsi allo stesso livello delle grandi potenze mondiali e vederselo, invece, sgranare tra le mani in modo così pietoso? E’ perché siamo partiti con i buoni propositi e ci siamo trovati con forti conflitti d’interesse dove l’euromoneta non è servita per unire ma per provocare la sudditanza di alcuni stati nei confronti di altri. A mio avviso se vogliamo uscire da questa impasse non ci resta che rifondare l’Europa partendo dal presupposto che ne esistono due ben distinte e con interessi conflittuali tra loro. E se vogliamo farle convivere sotto lo stesso tetto è necessario mettere da parte le prime donne e spingersi verso una ridistribuzione delle risorse e un aiuto reale a quei paesi che risultano con uno sviluppo più ritardato così come è avvenuto tra le due Germani dopo la caduta del muro di Berlino. Il resto sono sole chiacchiere. (Riccardo Alfonso)

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Gli studenti di OpenCoesione a confronto con l’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Torino Martedì 29 maggio, nella Sala del ‘900 (via del Carmine 14) dalle 10 alle 12, si terrà il seminario “Il Monitoraggio civico per incontrare l’Europa”. Si tratta dell’appuntamento finale di “A scuola di OpenCoesione”, un percorso innovativo di didattica sperimentale rivolto alle scuole secondarie superiori, sviluppato in collaborazione con lo Europe Direct della Città metropolitana di Torino. A scuola di coesione promuove principi di cittadinanza consapevole, attraverso attività di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici e l’impiego di tecnologie di informazione e comunicazione a partire dai dati aperti (open data) pubblicati sul portale http://www.ascuoladiopencoesione.it/ Parteciperanno al seminario gli studenti delle scuole piemontesi selezionate. Incontreranno la Consigliera delegata alle relazioni e progetti europei e internazionali della Città metropolitana di Torino, Massimo Gaudina, direttore Rappresentanza della Commissione Europea a Milano, e un europarlamentare membro della Commissione Bilancio e relatore Bilancio Ue 2019 in video-collegamento da Strasburgo.
Venerdì 1° giugno, infine, sempre nella Sala del ‘900 si terrà alle 18.30 l’incontro “Il futuro dell’Europa. Radici, crisi e nuova cittadinanza”, cui parteciperanno, tra gli altri, Bernard Guetta, giornalista esperto di geopolitica, e Lucio Caracciolo, direttore del mensile “Limes”.

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Difesa commerciale: strumenti più efficaci per proteggere occupazione e industria

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Parlamento europeo. In base al nuovo regolamento, l’UE potrà imporre tariffe più elevate sulle importazioni da Paesi terzi oggetto di dumping o di sovvenzioni. L’accordo tra deputati e ministri degli Stati membri è stato raggiunto lo scorso dicembre, ma serve ora l’approvazione della Plenaria affinché entri in vigore.Nel corso dei negoziati, i deputati si sono assicurati che i costi sostenuti dalle impese europee per conformarsi agli accordi sulle norme sociali e ambientali internazionali saranno presi in considerazione per il calcolo dei dazi.Dopo l’approvazione in via definitiva del regolamento, le indagini sui casi di antidumping saranno notevolmente più brevi e coinvolgeranno anche i sindacati. Sarà inoltre istituito un help desk per le PMI.L’Unione europea sta aggiornando il proprio regolamento di difesa commerciale del 1995 per adeguarlo alle mutate esigenze di imprese, lavoratori e consumatori europei. Tali misure integrano le norme anti-dumping recentemente approvate, incentrate sui Paesi terzi che interferiscono pesantemente nell’economia.La nuova legge entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, prevista per la prima metà di giugno 2018.

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Costruire un’Europa più forte: nuove iniziative per rafforzare ulteriormente il ruolo delle politiche per i giovani, l’istruzione e la cultura

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Le nuove iniziative mirano ad aumentare la mobilità per l’apprendimento e le possibilità di istruzione nell’UE, a fornire ai giovani i mezzi per agire in autonomia e responsabilità, in particolare incoraggiandoli a partecipare alla vita civica e democratica, e a sfruttare la cultura come strumento di progresso sociale e crescita economica in Europa.La Commissione presenta oggi un pacchetto comprendente:
una comunicazione di carattere generale, sul tema “Costruire un’Europa più forte: il ruolo delle politiche per i giovani, l’istruzione e la cultura”, che delinea il modo in cui la Commissione sta portando avanti l’agenda di Göteborg e il mandato conferitole dal Consiglio europeo;
una strategia per i giovani per il periodo 2019-2027 volta a fornire i mezzi per rendere i giovani europei autonomi e responsabili e a dare loro maggior voce in capitolo nell’elaborazione delle politiche dell’UE, a riprova di quanto la Commissione ritenga importante investire nei giovani e nel loro futuro;
proposte di raccomandazioni del Consiglio sui seguenti temi: sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, per gettare le basi di una vita di successo; riconoscimento reciproco dei diplomi e dei periodi di apprendimento all’estero per agevolare la mobilità per l’apprendimento in Europa; migliore insegnamento e apprendimento delle lingue per garantire che la conoscenza approfondita delle lingue straniere sia più diffusa tra i giovani;
una nuova agenda per la cultura, che mira a sensibilizzare i cittadini sul patrimonio culturale europeo condiviso nella sua diversità. L’agenda mira a sfruttare appieno la forza della cultura sia nella costruzione di un’Unione più giusta e più inclusiva, sostenendo l’innovazione, la creatività, la crescita e posti di lavoro sostenibili, sia nel rafforzare le relazioni esterne dell’UE.
La comunicazione generale “Costruire un’Europa più forte” delinea il progetto di una carta europea dello studente intesa a promuovere la mobilità per l’apprendimento, riducendo gli oneri amministrativi e i costi per gli studenti e gli istituti di istruzione e formazione. La Commissione prevede di introdurla entro il 2021 come simbolo visibile dell’identità degli studenti europei. La comunicazione sottolinea inoltre il lavoro che viene svolto con gli Stati membri e il settore dell’istruzione per dare vita alle università europee. Tali università europee, costituite da reti ascendenti di università già in essere, contribuiranno a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante strategie istituzionali a lungo termine. Promuoveranno l’innovazione e l’eccellenza, incrementeranno la mobilità di studenti e insegnanti e faciliteranno l’apprendimento delle lingue. In tal modo si potrebbe contribuire anche a rendere l’istruzione superiore europea più competitiva. La Commissione intende avviare progetti pilota nel 2019 e nel 2020 nell’ambito del programma Erasmus+ prima della piena attuazione dell’iniziativa nel 2021.
Saranno elaborate inoltre altre azioni per sostenere un approccio all’istruzione e alla formazione basato sull’apprendimento permanente e l’innovazione. La Commissione, ad esempio, propone di sostenere l’istituzione di centri di istruzione e formazione professionale di eccellenza, al fine di promuovere un ruolo attivo dell’istruzione e della formazione professionale nello sviluppo economico regionale e locale.

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Investire nelle persone, nella cultura e nell’istruzione è fondamentale per il futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Le città e le regioni rispecchiano la diversità culturale dell’Europa e sono nella posizione migliore per trasformare il patrimonio culturale europeo in una risorsa strategica – è quanto hanno sottolineato i leader locali e regionali nel corso di un dibattito con Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport. Navracsics, che ha preso la parola durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, ha ricordato che il rafforzamento di un’identità europea comune e la promozione della coesione sociale ed economica figurano tra gli obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e costituiscono le condizioni per costruire l’Europa di domani.Nella proposta della Commissione in merito al prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE, le azioni esistenti a sostegno della cultura e della creatività europee saranno integrate in un nuovo programma Europa creativa, con un lieve aumento del bilancio. La Commissione propone inoltre di raddoppiare il bilancio per il programma Erasmus+ e di potenziare il corpo europeo di solidarietà. Questi strumenti sono inclusi nel nuovo polo destinato a investire nelle persone, nella coesione sociale e nei valori, con una dotazione complessiva di 139,5 miliardi di euro.
Il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Karl Heinz Lambertz , ha dichiarato: “La cultura e l’istruzione devono contribuire a rafforzare il senso di appartenenza all’UE e il patrimonio culturale dev’essere considerato una risorsa strategica per l’Europa. Investire di più nel “soft power”, tra cui i giovani, l’istruzione e la cultura, è una garanzia di maggiore solidarietà e il miglior antidoto al rischio di disintegrazione della nostra comune identità europea. Queste priorità devono essere integrate nei diversi programmi del prossimo bilancio dell’UE”.Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha confermato che, per sfruttare lo slancio generato dall’Anno europeo del patrimonio culturale, la prossima settimana la Commissione europea presenterà delle nuove proposte sullo spazio europeo dell’istruzione e sull’istruzione e la cura precoci dei bambini, nonché una nuova strategia per la gioventù dell’UE e una nuova agenda europea per la cultura.

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Sostegno europeo al parere di Núñez Feijóo sul futuro della pesca in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

L’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’Unione europea ha dato il via libera al parere del presidente della Giunta di Galizia. Alberto Núñez Feijóo propone di rafforzare gli stanziamenti destinati alla politica marittima e della pesca nel bilancio europeo dopo il 2020 e di creare un nuovo strumento finanziario per mettere a disposizione delle piccole comunità costiere capitale di rischio e garanzie bancarie per i prestiti. Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) è il principale strumento finanziario della politica europea della pesca e ha una dotazione di 6,396 milioni di EUR, pari a circa lo 0,58 % del bilancio dell’UE. Con 1,161 milioni di euro, la Spagna è stata il primo paese beneficiario del FEAMP durante l’attuale periodo di bilancio 2014-2020 (Parlamento europeo, giugno 2017).Con i negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) proposto già in fase avanzata e la persistente incertezza sull’impatto che avrà l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, le città e le regioni hanno preso posizione in difesa di un aumento delle voci di bilancio per la pesca e gli affari marittimi nel futuro bilancio dell’Unione europea per il periodo successivo al 2020.I membri del CdR hanno dato il loro sostegno alla proposta di Núñez Feijóo che prevede che il nuovo Fondo raggiunga una soglia minima dell’1 % del bilancio europeo per il periodo successivo al 2020, a fronte dello 0,6 % soltanto nel bilancio attuale. Secondo le prime valutazioni, gli stanziamenti per il FEAMP potrebbero salire del 6,8 %.Il Presidente della Giunta di Galizia e relatore del parere Alberto Núñez Feijóo (ES/PPE) ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di un nuovo strumento destinato alle piccole comunità costiere, che sia basato su una gestione condivisa e appoggi la creazione di nuove iniziative imprenditoriali in grado di sostenere il ricambio generazionale e di permettere la diversificazione del settore della pesca, preservandone nel contempo il carattere di attività tradizionale”.Membro del CdR da quando è alla presidenza della Giunta galiziana nell’aprile 2009, Núñez Feijóo ha insistito sulla necessità che il nuovo strumento contribuisca “al miglioramento della sostenibilità ambientale delle attività marittime e di pesca, della raccolta di molluschi, dell’acquacoltura e della catena mare-industria.”

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L’Europa pone il veto sulla plastica

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

I punti principali che la Commissione Europea inserirà nella direttiva sulla riduzione dell’inquinamento che verrà diffusa a fine maggio, riguardano la riduzione del consumo dell’uso della plastica e, in particolare, dei prodotti usa e getta alimentari in plastica (piatti, posate, bicchieri, ecc..). Nella bozza del provvedimento, pubblicata dal sito di informazioni sulla Ue Euractiv, si anticipa che saranno più severe le regole sullo smaltimento degli imballaggi, che dovranno essere scritti a chiare lettere i pericoli dell’inquinamento causato dalla plastica sulle confezioni delle aziende che ne fanno uso e che le bottigliette avranno tappi integrati per evitarne la dispersione nell’ambiente.Tutte misure volte alla salvaguardia del nostro pianeta, dal momento che la plastica viene utilizzata ovunque intorno a noi e il consumo sta crescendo in maniera esponenziale rispetto agli anni precedenti.L’Associazione CODICI ricorda ai Consumatori che è responsabilità di tutti porre particolare attenzione sullo smaltimento dei rifiuti e, laddove possibile, sarebbe buona regola quella di evitare il consumo della plastica.La direttiva prevede la messa al bando di alcuni prodotti in plastica come: cotton fioc, prodotti alimentari in plastica, fino ai palloncini gonfiabili. Questo genere di prodotti andranno sostituiti da materiali similari che non siano in plastica.Il 90% della plastica deriva da combustibili fossili vergini; pertanto, produrre e utilizzare la plastica pone molti problemi. Il materiale, spesso monouso, si disperde rapidamente nell’ambiente e i tassi di riciclaggio sono troppo bassi rispetto agli impatti negativi sull’ambiente, sul clima e sulla salute delle persone.La nuova strategia sulle materie plastiche della Commissione europea rientra in una più ampia iniziativa sull’economia circolare e intende stabilire un percorso ambizioso e a lungo termine per ripensare il problema dell’inquinamento da plastica.L’obiettivo della Commissione Europea è quello di riuscire a ridurre in sei anni l’uso di recipienti rigidi per alimenti pronti al consumo e di bicchieri monouso in plastica.Un passo importante, secondo CODICI, a favore dell’ambiente e un cambiamento radicale per i Consumatori che di fronte a tali nuove regole saranno chiamati a ridisegnare le loro abitudini in favore di una visione green.

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L’Europa che vorrei

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

dossier europa parte primaIn questi giorni si stanno intersecando i problemi di caratura politica interna con quelli collegabili con la nostra appartenenza alla comunità europea. Da notare in questa circostanza il malessere crescente nell’opinione pubblica, non solo italiana, per una Europa che è cresciuta troppo all’ombra dei potentati economici e affaristici di alcuni Stati a danno di altri e si è fatta beffa delle difficoltà emergenti dei popoli. Nonostante i buoni propositi di alcuni leader politici questa forbice tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è si sta allargando sempre di più a danno, manco a dirlo, dei ceti più deboli. Questa tendenza sovranista che rende alcuni stati europei alquanto tossici ai palati della gente e fa spuntare antichi contrasti e prevaricazioni, che avremmo voluto seppelliti per sempre, rende una pessimo servizio all’idea che forse ci è persino congeniale con una Europa unita e coesa dal Portogalli agli Urali e dal Nord al sud sino alla Turchia e ad Israele sia pure “invadendo”, geograficamente parlando, il vicino oriente.
Dovremmo quindi gettare la spugna e rassegnarsi all’idea di nazione nei propri e ristretti ambiti territoriali e guardare gli altri di traverso? Non credo, sia pure con qualche lacrimuccia di troppo, che, ai giorni nostri, questa opzione è praticabile se abbiamo aperto, nel frattempo, una strada che ci porta alla globalizzazione dei commerci, delle produzioni industriali e della stessa manodopera. Alla fine ci rendiamo conto che non è tanto l’aspetto dello stare insieme o divisi che ci porta al nocciolo delle questioni dirimenti ma semmai dalla mancanza di regole certe e applicate con intelligenza poiché non possiamo stare alla mercé degli umori borsistici, dello spread, delle migrazioni senza controlli, dei “capricci” isolazionisti delle centrali del capitale e di quanti vi lucrano attorno e delle perverse politiche delle multinazionali. Se vogliamo, per ciò che ci riguarda più da vicino, un’Europa dei popoli dobbiamo costruirla a nostra misura e non a quella dove prevalgono gli interessi corporativi che non potranno ne ora e ne mai essere conciliabili con l’idea stessa di democrazia compiuta che pure, tra tante difficoltà, resta un caposaldo della nostra civiltà. Incominciamo con il dare più potere al Parlamento europeo consentendogli di nominare direttamente un esecutivo ora gestito dalla Commissione europea più frutto d’intese tra stati cosiddetti “guida” che germinato di una volontà politica nata da un voto elettorale. E questo dovrebbe essere solo l’inizio per poi passare alle politiche unitarie del lavoro, delle produzioni industriali, de commerci, della sicurezza, degli esteri ecc. Devono essere omogenee e non concorrenziali e prevaricanti per un finale che non privilegi taluni interessi nazionali a scapito di altri. L’Europa non si misura con le parole ma con i fatti. Non si misura con il primato degli interessi corporativi ma con una volontà coesa. Questa è l’Europa dei popoli ma se la vogliamo diversa allora l’Europa comunitaria diventa un brutto sogno ed è meglio risvegliarci con altre idee e propositi. (Riccardo Alfonso direttore dei centri studi di politica e di economia della Fidest)

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F.A.I. Campania: in 500 ad Ischia alla conquista dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

In 500 ad Ischia per celebrare i venti anni della F.A.I. Campania, che fa parte della Federazione autotrasportatori italiani, fondatore di Conftrasporto. I numeri sono esaltanti – 1700 le aziende di autotrasporto che danno lavoro a 10.000 persone, un parco di 20.000 automezzi, 5 le sedi operative – così come entusiasmante è stata la convention organizzata nell’Isola Verde, dove hanno partecipato anche 36 delegazioni F.A.I., rappresentanti di altre regioni d’Italia. Nel corso del convegno, al quale hanno preso parte il presidente nazionale FAI-Conftrasporto Paolo Uggè, il segretario generale nazionale Conftrasporto Pasquale Russo, il segretario regionale F.A.I. Campania Angelo Punzi e il presidente nazionale di Conftrasporto Fabrizio Palenzona, moderati da Massimo Mucchetti, i partecipanti sono rimasti incollati alle sedie fino alla fine dell’incontro, nel corso del quale ci sono stati momenti di emozione pura, di commozione e di confronto, dove ognuno ha portato la propria esperienza, che viene da lontano e porta ancora più avanti, come ha ben delineato in apertura dei lavori Palenzona, che ha subito chiarito: “La competitività della nostra economia passa per la capacità di dare soddisfazione al trasporto e all’intermodalità dei porti dove non accetteremo monopoli ma siamo pronti a dialogare con la politica però da soggetti liberi”. Di sfondo a queste affermazioni anche la battaglia che F.A.I. Campania sta conducendo per migliorare le condizioni di lavoro e di sicurezza nello scalo salernitano, condivisa dai rappresentanti della federazione di tutta Italia. E proprio sulla vicenda del porto di Salerno Angelo Punzi ha ricordato che “abbiamo indetto come F.A.I. Salerno un fermo dell’autotrasporto dal 21 al 25 maggio prossimo, che metteremo in atto se non avremo risposte concrete alle istanze che abbiamo avanzato”. Alle parole di Palenzona hanno fatto eco quelle di Pasquale Russo, tese a sottolineare che il progresso della logistica e dell’autotrasporto, vanno di pari passo con la crescita economica del Paese. “La F.A.I. è l’unico baluardo contro chi vuol conquistare il settore dell’autotrasporto. La nostra forza è la nostra capacità di rappresentanza e di tutela dei nostri associati, che abbiamo dimostrato in questi venti anni di impegno. Proprio ultimamente, nei porti di Salerno e di Napoli, siamo impegnati in altre battaglie per difendere le nostre imprese e i nostri lavoratori. Ci aspettiamo che il nuovo governo abbia la lungimiranza di confrontarsi con noi ampliando il discorso a livello europeo”.

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“Il futuro dell’Europa”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

A quasi vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, sedici dalla moneta unica e undici dal Trattato di Lisbona il Polo del ‘900 propone un itinerario di dialoghi e ascolto intergenerazionale sul futuro del Continente. La domanda emergente è quale futuro per l’Unione Europea, in mondo in cui riemergono con prepotenza nazionalismi, populismi, frontiere e dazi: dalla Brexit all’isolazionismo di molti paesi dell’Europa orientale. Facendo memoria del pensiero e dell’azione dei padri fondatori delle istituzioni e dei maestri del pensiero europeo, una serie di iniziative proporranno mostre e incontri sulla costruzione di una idea d’Europa meno burocratica e appesantita da strutture e organismi. Un rapido processo di integrazione e unità politica e sociale in una comunità libera e con meno diseguaglianze in cui siano garantiti diritti e indicati doveri è l’orizzonte sul quale costruire una nuova cittadinanza.
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25 Anni di Europa per i consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Quest’anno il Mercato europeo celebra il suo 25° anniversario. Dal 1993 i cittadini europei hanno visto i loro diritti evolversi giorno dopo giorno: un diritto di recesso uniforme in caso di acquisti online, un periodo di garanzia legale di due anni in tutta Europa, una serie di tutele quando si viaggia in aereo, treno, autobus o nave. In occasione della festa dell’Europa la rete dei Centri Europei dei Consumatori (ECC-Net) passa in rassegna alcuni dei cambiamenti più significativi avvenuti in un quarto di secolo in materia di consumo.
L’Euro è la prova più tangibile dell’integrazione europea. È la moneta unica di 19 Paesi su 28 ovvero di 338,6 milioni di persone in Europa. Viaggiare in Europa senza la necessità di cambiare la valuta, confrontare i prezzi dei prodotti o acquistare online da siti web senza necessità di convertire il prezzo: tutto questo è possibile sin da gennaio 2002.
È stato risolto il dilemma di sapere quanto tempo abbiamo per restituire un ordine che non ci soddisfa. Dal 13 giugno 2014 il termine entro cui restituire un prodotto acquistato a distanza, online o in una vendita porta a porta è lo stesso in tutta Europa ed è di 14 giorni.
Un regolamento europeo per ogni tipo di trasporto tutela i passeggeri che viaggiano in aereo, in treno, in autobus o in nave: prevedendo il rimborso del biglietto, la riprotezione verso la destinazione finale, la compensazione pecuniaria, l’Europa ha garantito una serie di diritti in caso di disservizi per tutte le modalità di trasporto.
Perchè i cittadini siano informati sui loro diritti e ricevano assistenza in caso di controversie contro professionisti che hanno sede in un Paese europeo diverso dal proprio, nel 2005 la Commissione europea ha creato la rete dei Centri Europei dei Consumatori (ECC-Net). Esiste un Centro in ogni Paese dell’Unione Europea, in Islanda e in Norvegia. In Italia il Centro ha due sedi: a Roma e a Bolzano.

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Europa, Sant’Egidio: offrire al mondo un modello di pace, diritti e solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

In occasione della Giornata dell’Europa, che viene celebrata oggi in tutta l’Unione, la Comunità di Sant’Egidio invita a guardare al futuro del continente e alla sua crescita democratica, sociale ed economica, senza essere condizionati dalle paure che l’attraversano, a tratti, in questo momento storico. Come Comunità nata a Roma, ma presente oggi in tutti i continenti, abbiamo sperimentato quanto l’Europa può offrire al mondo grazie a ciò ha costruito nella sua storia, anche recente: la scelta per la pace, che ha intrapreso con convinzione a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, la solidarietà e l’integrazione, che affondano nella sua cultura, e la difesa dei diritti che permettono ad ogni suo residente garanzie di libertà e di rispetto reciproco.In questo quadro, per affrontare adeguatamente il complesso fenomeno dell’immigrazione, sarebbe opportuno prevedere vie legali per il reinsediamento, forme di sponsorship e quote di ingresso per motivi di lavoro insieme all’allargamento dell’esperienza positiva di accoglienza e integrazione già avviata da Italia, Francia e Belgio con i Corridoi Umanitari.Sono elementi che ci invitano, malgrado le tante difficoltà, a guardare all’Europa non come un problema ma come un’occasione, a patto che liberi le sue energie per costruire il futuro e non ceda a egoismi localisti che la farebbero tornare al passato.

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