Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘europa’

L’Europa affronta l’impennata dei prezzi dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

I primi impatti sulla bolletta del consumatore si fanno sentire, sottolineano i quotidiano economici. Per una famiglia media, si registra un aumento di 133 euro all’anno rispetto al 2019. I prezzi sono in aumento da tempo, così come l’elettricità nei mercati all’ingrosso. Sui mercati a termine dell’energia elettrica è stata recentemente superata la soglia simbolica di 80 euro per MWh (contro i 30 euro al culmine del confinamento). Lato gas è stato superato il traguardo dei 50 euro al MWh, arrivando anche a 60 euro la scorsa settimana. La domanda è in aumento a causa della ripresa economica dalla crisi del coronavirus, mentre l’offerta da Russia e Norvegia non tiene il passo. Jef Currie, analista della banca d’investimento di Goldman Sachs, avverte di un picco dei prezzi quest’inverno, poiché anche le azioni sono state schiacciate dalla crisi del coronavirus. Un inverno più freddo del normale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rischia di far salire i prezzi dell’energia, minacciando i settori ad alta intensità energetica.

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Politiche fiscali a livello europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

“Il dato sugli utili delle banche europee (20 miliardi in 7 anni, realizzati in Paesi con fiscalità super-agevolata), se lo studio sarà confermato, è estremamente significativo e richiede una seria riflessione. A livello europeo va affrontato il tema delle politiche fiscali, parlando chiaramente tra Paesi, cosa che già stiamo facendo, con risultati positivi, in molti altri ambiti dell’economia e soprattutto nella lotta all’evasione ed elusione fiscale. È un tema ancora più importante oggi, che l’Italia, l’Europa, stanno ricostruendo un tessuto economico e produttivo fortemente penalizzato dalla pandemia. Regole chiare, per evitare che differenti politiche fiscali, in un mercato unico, portino a delle “storture” che privilegino un Paese a scapito di un altro. Un’Europa maggiormente coesa, anche su questo, può meglio affrontare il problema dei paradisi e dei rifugi fiscali presenti a livello internazionale. Ed arginare l’infiltrarsi della criminalità nell’economia. Anche per questo, come ha sottolineato il Procuratore De Raho, si rende sempre più necessario aumentare l’interconnessione e lo scambio di dati ed informazioni tra i Paesi UE, per fare in modo che la criminalità organizzata non possa spostare i propri capitali in quei territori che hanno una limitata attività di contrasto. Rafforzando il “Country by country report”, strumento efficace di collaborazione tra gli Stati.La pandemia, nel 2020, ha abbattuto il totem del Patto di Stabilità, che da anni, come MoVimento 5 Stelle, chiedevamo di rivedere. E sempre nel 2020, con il Recovery Fund, abbiamo portato l’Europa ad un’assunzione collegiale di responsabilità. Oggi dobbiamo riscrivere molte delle regole economiche. Su quelle fiscali non possiamo girarci dall’altra parte”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Napoleone e l’Europa attraverso la cartografia e la stampa antica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2021

Dall’11 al 26 settembre Civitella del Lago ospiterà, presso la Sala Brizzi, la mostra di cartografia antica dal titolo “La cartografia italiana in età Napoleonica (1796 – 1815). Mappe, atlanti e manuali per il disegno del territorio”, la cui inaugurazione è in programma per il 10 settembre alle ore 18:00. Il tema portante della mostra e del catalogo relativo è la cartografia ma con uno sguardo generale alle problematiche della rappresentazione dello spazio in età napoleonica, e all’evoluzione della rappresentazione cartografia in quei concitati anni. Per tale motivo saranno esposti, oltre alle principali produzioni italiane di mappe e atlanti che mostrano il continuo mutare dello scenario politico in Italia, anche manuali di disegno topografico, di calligrafia, il famoso Mémorial Topographique del Dépôt de la guerre di Parigi 1803, con il quale nasce la moderna cartografia, volumi di geometria descrittiva da quello di Monge del 1799 alle edizione italiane pubblicate prima del 1815. Nel catalogo di oltre 250 pagine e 100 schede, vi è la dettagliata descrizione dei documenti originali esposti e alcuni saggi, sul Deposito della Guerra di Milano, sulle scuole militari in Italia, e sulle questioni della rappresentazione dello spazio. In occasione dell’esposizione cartografica, l’11 settembre alle ore 10:00, è in programma una conferenza che vedrà, come relatori alcuni dei soci dell'Associazione Roberto Almagià: Marco Asta, Simonetta Conti, Vito De Pinto, Emilio Moreschi Presidente dell’Associazione, Francesco Trippini, Vladimiro Valerio. La mostra è realizzata a cura dell’Associazione Roberto Almagià, Comune di Baschi e CivitellArte, con il patrocinio di Regione Umbria, Comitato per il Bicentenario Napoleonico 1821 – 2021, Provincia di Terni, Deputazione Storia Patria dell’Umbria. Dopo Civitella del Lago, la mostra “La cartografia italiana in età Napoleonica (1796 – 1815). Mappe, atlanti e manuali per il disegno del territorio” farà tappa a Casa Manzoni a Milano, dove sarà aperta al pubblico dall’11 ottobre al 20 dicembre 2021. A coronamento della mostra di Civitella del Lago, l’11 settembre alle ore 18:00 sarà inaugurata a Baschi, presso l’Antiquarium Comunale in Piazza del Comune, la mostra di stampe antiche, ritratti e battaglie “Fu vera gloria! Da Bonaparte a Napoleone”, visitabile fino al 26 settembre. Realizzata a cura dell’Associazione Roberto Almagià, Comune di Baschi e CivitellArte, con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Terni, Deputazione Storia Patria dell’Umbria, la mostra propone una serie di antiche stampe di straordinario valore storico e culturale, tra le quali una serie di ritratti che seguono l’ascesa di Napoleone: prima in qualità di giovane ufficiale, generale, primo console fino alla sua consacrazione come Imperatore, oltre a scene di celeberrime battaglie quali la battaglia di Lodi del 1796, battaglia di Arcole del 1796 e battaglia di Marengo del 1800. Entrambe le mostre saranno visitabili il sabato a la domenica con i seguenti orari: 11:00 – 13:00 (solo la mostra di Baschi) / 15:30 – 18:30. L’ingresso è gratuito consentito solo ai possessori di Green Pass Covid-19 in osservanza a tutte le norme di prevenzione.

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Stati Uniti d’Europa. Esercito. Dalle parole ai fatti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Dopo lo smacco Nato/Usa in Afghanistan e la ripresa del terrorismo con gli attentati a Kabul, si è avviata la corsa a prendere in considerazione l’Unione europea come entità politica e non solo economica: si è chiusa una partita iniziata dopo la seconda guerra mondiale, gli Usa non mostrano di essere in grado di garantire la nostra sicurezza continentale e mondiale. Tutti, compresi alcuni “strani” personaggi istituzionali che fino a ieri urlavano “no euro” e “Italexit” e per questo probabilmente sono stati anche eletti, si prodigano nel perorare un esercito europeo. Le cui funzioni – per i novelli europeisti, e anche alcuni “maitre à penser” dell’editoria nazionale – non sono ancora chiare, facendo sottendere una sorta di scambio: prima erano gli Usa ora l’Europa, almeno per il nostro territorio continentale. Gli Usa hanno sempre fatto i loro interessi di nazione curando le ricadute della loro azione sulla politica e sicurezza interna al proprio Paese. A livello europeo il concetto di nazione non ha senso, la nazione Europa non esiste. Possiamo giocarci solo la carta federalista e, al momento, con un grosso problema, l’assenza del Regno Unito che, per quanto riguarda gli eserciti, ha molto da insegnare a tutti. Inoltre, i Paesi dell’Unione, sconfitti o salvati nella seconda guerra mondiale, a parte l’anomalia francese, hanno limitata e recente esperienza. Questo per dire che un esercito europeo non potrà al momento avere una forza politica come quella messa in moto dagli Alleati contro il nazi-fascismo nel secolo scorso. Che è quanto si auspicherebbe oggi contro il terrorismo (incluso quello mascherato da guerre convenzionali, tipo Yemen). Dovremmo agire consapevoli dei nostri limiti.Per agire si dovrebbe passare dal dire al fare. E siamo in alto mare. E’ in corso la Conferenza sul futuro dell’Europa. Che non è all’altezza di questa urgenza: per tempi, modalità e tematiche. Poi ci sono i vari problemi all’interno dell’Ue, soprattutto con Ungheria e Polonia. E poi c’è l’Ue, che è Unione Europea e non Stati Uniti d’Europa o qualcos’altro con mandato politico in materia. Insomma: un esercito europeo oggi è solo accademia, pur rifacendosi ai nostri padri fondatori di Ventotene.La domanda è questa: di fronte a Talebani che in alcune settimane hanno conquistato un Paese dettando condizioni a Nato/Usa, di fronte alla scontata ripresa del terrorismo, gli Stati dell’Ue cosa pensano di fare? Diplomazia ad ampio raggio, certo, bene. Ma visto che il nemico (sì, proprio il nemico) sostiene che gli infedeli vanno convertiti o eliminati, forse è il caso non solo di allertare le ambulanze per morti e feriti, ma di forzare istituzioni e politica per “qualcosa” che ci difenda. Non sarà un Esercito europeo come i crismi istituzionali comandano, chiamatelo come volete, ma un facente funzioni in materia urge. Da poi perfezionare e armonizzare con le nostre istituzioni, non coi tempi jurassici della tradizionale eurocrazia. Ce la facciamo ad essere più veloci dei Talebani? Vincenzo Donvito, Aduc

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Stati Uniti d’Europa. Se gli Usa si ritirassero dall’Europa…

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2021

I fatti in Afghanistan, col ritiro degli Alleati Usa in testa, ci aiutano a riflettere su più o meno simili situazioni in altre parti del mondo. Soprattutto dopo che il segretario di Stato dell’amministrazione Biden, Antony Blinken, ha fatto sapere che gli Usa lasciano l’Afghanistan perché la loro missione è compiuta: hanno fermato gli attacchi a Washington.E se gli Usa decidessero di ritirarsi dalla cosiddetta Europa?Al momento, grazie anche al passaggio da Trump a Biden, non sembra essere al loro ordine del giorno. Ma in Unione Europa, nonostante la recente defezione del Regno Unito, è all’ordine del giorno il passaggio ad una fase costituente degli Stati Uniti d’Europa.La situazione è questa. Gli Usa sono in Europa perché hanno vinto la seconda guerra mondiale coi britannici e perché l’Europa è un territorio che gli consente di arginare minacce provenienti da Mediterraneo ed Urali. Il passaggio dell’Europa (post muro di Berlino, ovviamente) ad altre alleanze darebbe fastidio ai loro alleati britannici e ai loro rapporti economici con l’antico continente. Continente in cui non vogliono che nessuno Stato diventi egemone, visto quanto è accaduto nel secolo scorso con l’imperialismo tedesco. Sembrerebbe quindi che agli Usa andrebbe proprio bene l’Europa com’è oggi: unità economica per meglio trattare con le merci, disunità politica per far sì che le decisioni continuino a prenderle loro.Quindi, molto semplificando, se l’Unione Europea dovesse diventare anche politica (Stati Uniti d’Europa), gli Usa storcerebbero il naso. E sono giustificate le politiche militari in corso (per esempio le limitazioni agli eserciti tedesco e italiano) che impediscono un venir meno della loro egemonia. Quindi, sempre molto semplificando, noi federalisti europei dovremmo combattere gli Usa che ci impedirebbero il sogno e la necessità del manifesto di Ventotene? Oppure… rinunciarvi?Per fortuna la politica non è così semplice e neanche così ottusa.L’Europa non è l’Afghanistan, con un’economia basata sull’illegalità (coltivazione e produzione di oppio), ma la seconda potenza economica mondiale. Che anche se “occupata” dagli Usa ha un suo peso e, volendo, una volontà di governo politico di se stessa (e non degli Stati sovrani com’è oggi). Per cui, Usa o non Usa, sono comunque gli europei che devono decidere se continuare ad essere solo forziere economico e delle idee o anche politico. E far sì che il proprio assetto non sia ancora deciso da come il mondo è venuto fuori dopo la seconda guerra mondiale.Vincenzo Donvito, Aduc

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La Corte di Giustizia UE è chiamata ad esprimersi se avevano diritto alla card da 500 euro l’anno dal 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

“Sarà esaminato dalla Corte di Giustizia Europea il tema della card annuale dei docenti da 500 euro da assegnare al personale precario”: ad annunciarlo è Marcello Pacifico, presidente dell’Anief. Durante una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha ricordato che da anni il sindacato, prima con la sentenza Mascolo poi con quelle Rossato e Motter, fa appello alla Corte Europea basandosi sul principio di tutelare tutti i precari della scuola italiana. Stavolta, in attesa della sentenza della Corte di Giustizia europea, l’organizzazione sindacale invita quindi i docenti precari a produrre domanda per ottenere il bonus da 500 euro previsto dal 2016 per il personale di ruolo. Potenzialmente, il ricorso potrebbe riguardare fino a 250mila precari, chiamati ogni anno a portare avanti la scuola: se, come si sta verificando in sede giudiziaria, hanno diritto a questo prezioso strumento che consente di svolgere attività formative, lo Stato sarebbe costretto ad assegnare le somme sottratte. “Grazie alla pronuncia del Tribunale di Vercelli – ha spiegato Pacifico – per l’ennesima volta torneremo dinanzi al Tribunale di Lussemburgo per discutere di una norma italiana, la Legge 107/15, che prevede questo bonus solo per il personale di ruolo. E’ importante quindi inviare subito una diffida per interrompere i termini di prescrizione, essendo il bonus stato previsto a partire dall’anno scolastico 2016-17″, afferma il leader del sindacato, aggiungendo: “sono soldi che si perdono: 500 euro ogni anno per cinque anni per un cifra di 2.500 euro”. “Il problema vero – continua il presidente Anief – è rivendicare i diritti dei precari, anche se siamo in estate, anche se siamo tutti in vacanza. Non bisogna ricorrere. Basta inviare una lettera di interruzione. Se la Corte Europea ci darà ragione, finalmente riusciremo a dare 2.500 euro a ogni precario che in questi ultimi anni è stato sfruttato dallo Stato, senza neanche avere gli strumenti per poter fare la Dad ed utilizzare la card per l’acquisto degli strumenti informatici”. Alla luce di questo, conclude Pacifico, “è quindi importante interrompere i termini di prescrizione perché è un diritto che deve essere rivendicato da tutti i precari della scuola”. Il sindacato ricorda che la discriminazione è diventata assurdità con l’esplosione della pandemia da Covid19: i 250mila docenti precari privati della carta di aggiornamento si sono trovati a connettersi e a formarsi a proprie spese, dalle proprie abitazioni. Senza alcun supporto da parte dello Stato. Anief ha sostenuto – già all’indomani lo dall’approvazione della norma sulla formazione obbligatoria prevista dalla riforma Buona Scuola voluta dal Pd allora guidato da Matteo Renzi, che il bonus annuale andava assegnato anche ai supplenti, almeno a quelli annuali: per questo motivo, ha messo a loro disposizione un modello di diffida per poter interrompere i termini di prescrizione e richiedere l’erogazione di questo assegno comprensivo degli arretrati dal 2016.

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Sassoli: l’Europa è la vera chiave del nostro futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

Discorso in occasione della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa alla memoria di Antonio Megalizzi. Desidero ringraziare innanzitutto l’Università di Trento e il suo Rettore Flavio Deflorian per il cortese invito. Saluto la famiglia Megalizzi, la cara Luana e, ovviamente, tutti gli amici della città di Trento.Sono passati poco più di 30 mesi da quella sera dell’11 dicembre 2018. In quei giorni a Strasburgo era in corso la sessione plenaria del Parlamento europeo. La città, già in pieno clima natalizio, era animata da tanti turisti, ma anche da molti deputati europei, funzionari, assistenti parlamentari, giornalisti.Fra loro vi era anche Antonio Megalizzi, un giovane giornalista attento, che amava profondamente il suo lavoro, che credeva nell’Europa, nella libertà di espressione, con una missione: raccontare l’Europa ai suoi coetanei, ai giovani così spesso disinformati e disinteressati. La morte di Antonio e di quattro altre persone, fra cui il suo amico e collega polacco Bartosz Orent-Niedzielski, in quella sera di dolore e terrore sono ferite vive nella nostra memoria e nella storia del Parlamento europeo.Non possiamo dimenticare quanto è accaduto. Antonio – al pari di tanti suoi coetanei – ha rappresentato il simbolo dell’Europa che vogliamo: un’Europa vicina ai cittadini, solidale, autorevole che cresce grazie al dialogo e al confronto, due aspetti che stanno alla base della buona politica e costituiscono la colonna portante di ogni sistema democratico. In questa giornata così importante, in cui l’Università di Trento ha deciso di conferire a Antonio la laurea ad honorem in Studi europei e internazionali, permettetemi di salutare tutti gli studenti presenti e in particolare gli amici di Europhonica, la rete di radio universitarie con cui Antonio collaborava: un luogo di scambio e di elaborazione di idee, ma anche uno spazio aperto di informazione e approfondimento dedicato proprio ai giovani europei. Perché Antonio era una persona che credeva fortemente nel sogno europeo e lo alimentava ogni giorno con il suo lavoro. Il suo obiettivo era infatti quello di far conoscere a milioni di ragazze e ragazzi le opportunità dell’Europa, di stimolare dibattiti, di aprirsi al confronto con l’altro. Ci piace pensare che avrebbe apprezzato il modo in cui l’Unione ha affrontato la crisi della pandemia, con modalità profondamente diverse dal passato, di vedere dedicare il programma di ripresa e resilienza alle giovani generazioni, con il Next Generation UE, di sapere che il Parlamento europeo si è battuto e ha ottenuto un amento, oltre il doppio, di quel programma faro dell’Unione, Erasmus, che lui considerava essenziale per la formazione della cittadinanza Europa.E lo avremmo avuto al nostro fianco anche nella difesa dello Stato di diritto e dei valori fondamentali, un impegno che in questo momento vede coinvolte tutte le Istituzioni europee.La pace tra le nazioni, la libertà di pensiero, il rispetto delle persone – di tutte le persone – la tutela delle diversità sono i principi fondanti della nostra identità. Se perdessimo tutto questo l’Europa si ritroverebbe senza identità e funzione. Ecco perché il Parlamento chiede che la tutela dei nostri Trattati venga assicurata con scrupolo in un momento in cui alcuni paesi intervengono minando l’autonomia della magistratura e dell’informazione. Così come sosteniamo l’apertura di procedure d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti di quei paesi che dichiarano alcuni loro territori “Lgtbiq free zone”.Quando si parla di territori vietati a qualcuno si mette in discussione il diritto all’uguaglianza dei nostri cittadini. E in Europa i diritti di ogni persona sono diritti di tutti.Antonio ci avrebbe aiutato a parlare di tutto questo ai giovani, a trasmettere il messaggio che lo stile di vita europeo è ammirato nel mondo, che dobbiamo migliorare ma non sottovalutare mai la straordinaria storia di successo dell’Unione europea. Di fronte all’intolleranza, all’odio e alle minacce terroristiche, alle ingerenze straniere, alle sfide nuove che ci presenta il mondo globale, Antonio ci avrebbe ricordato che l’Europa è il nostro destino, o come amava ripetere, “la vera chiave del nostro futuro”.

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23 progetti pilota per dispiegare il potenziale innovativo dell’istruzione superiore in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

Oggi l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) ha annunciato i 23 consorzi vincitori dell’invito pilota a presentare proposte per la nuova iniziativa “Sviluppo delle capacità di innovazione per l’istruzione superiore”. La nuova iniziativa sosterrà gli istituti di istruzione superiore (IIS) offrendo loro consulenze, coaching e finanziamenti nonché garantendo l’accesso all’ecosistema dell’innovazione dell’EIT, la principale rete europea dell’innovazione. Beneficeranno dell’iniziativa 135 istituti di istruzione superiore (IIS) e 140 organizzazioni non accademiche di 32 paesi, che otterranno finanziamenti fino a 27,5 milioni di € a sostegno della capacità di innovazione degli IIS in tutta Europa. Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Il ruolo svolto dalle università nello sviluppo e nella crescita degli ecosistemi locali e regionali dell’innovazione è cruciale. Questa nuova iniziativa le aiuterà a rafforzare le proprie capacità imprenditoriali a tutti i livelli e a dispiegare il loro potenziale di innovazione. Mi congratulo con i consorzi selezionati per aver messo sul tavolo idee audaci e promettenti. Ora è giunto il momento di passare all’azione facendole diventare realtà!” Sono complessivamente 64 i consorzi – in rappresentanza di quasi 750 organizzazioni di tutta Europa – che hanno presentato domanda per l’invito pilota concluso nel maggio 2021. L’invito a presentare proposte pilota esortava gli IIS e i partner locali di tutta Europa a elaborare piani d’azione a livello di istituzione per migliorare la loro capacità imprenditoriale e di innovazione a tutti i livelli istituzionali. Sostenendo tali attività, questa nuova iniziativa EIT punta ad ottenere un impatto sistemico, a rafforzare gli IIS e a promuovere la crescita sostenibile e l’occupazione in tutta Europa. Ciascun progetto selezionato può ottenere sovvenzioni fino a un massimo di 1,2 milioni di € e può essere realizzato entro il luglio 2023. Un secondo invito a presentare proposte sarà annunciato alla fine del 2021 per progetti che inizieranno nel 2022. Maggiori informazioni sull’iniziativa IIS dell’EIT e sui progetti pilota sono disponibili online.

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Per salvare il mondo abbiamo bisogno di un ambizioso accordo verde

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Con il Green Deal, l’UE vuole raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. La legge europea sul clima ha reso questi impegni vincolanti, e oggi il Parlamento europeo accoglie con favore l’adozione del più grande pacchetto legislativo sul clima, l’energia e i trasporti che allinea le nostre normative a questi nuovi obiettivi.” “Il Parlamento è pronto a lavorare sulle proposte da subito. L’UE ha dimostrato che è possibile ridurre le emissioni preservando la crescita e creando posti di lavoro. Continuiamo su questa strada e assicuriamoci che nessuno venga lasciato indietro.”

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La mia Europa: non per amore ma per interesse

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Il caso dei migranti che affollano le spiagge siciliane e l’incapacità dell’Europa di dare una risposta unitaria a questa incontrollata invasione di campo mi fa riflettere. La prima impressione che ne traggo è che per troppa fretta di allargare i confini dell’Unione Europea abbiamo finito con l’imbarcare anche Stati poco convinti sul piano istituzionale e più interessati ai benefici economici e di mercato che potevano derivarne. Non solo. Le autorità comunitarie oggi non sono più capaci di tenere nascoste le forti divergenze interne che di fatto bloccano il normale funzionamento dell’intero apparato. Si è pensato ad un ammortizzatore social-economico con una guida autoritaria attraverso la “dittatura economica e finanziaria” dei grandi gruppi bancari e industriali. Avrebbero potuto mettere in ginocchio ogni sia pur modesto tentativo di opposizione. In questo modo, e non troppo inconsapevolmente, si è dato vita a una comunità dove i partner non si amano ma sono uniti per interesse e ben consapevoli che se osano distaccarsi saranno crocifissi dalle fronde economiche e finanziarie che lo stato guida è capace di scatenare contro. E da qui emerge la convinzione che chi comanda è solo uno Stato, quello, guarda caso, economicamente più in salute e che ha tutto l’interesse di coltivare le debolezze altrui nella logica del divide et impera. In questo modo si diventa sudditi nella gerarchia imperiale dei vassalli, valvassori e valvassini. A questo punto una Europa che non si ama o si ama sempre meno ci farà perdere quell’idea romantica e nostalgica di un’Europa unita e solidale dai Pirenei agli Urali. È diventata un’Europa autarchica senza anima e sarà destinata prima o poi a implodere. Intanto ci teniamo i nostri piccoli, meschini interessi di bottega. Un domani sarà probabilmente un’altra storia. Ed è una storia che non cambia con l’apparente generosità mostrata in questi giorni con l’elargizione di duecento e passa miliardi di euro. Salvare l’Italia è una necessità per la sopravvivenza dell’Europa dei banchieri e degli affaristi e non per la bella faccia degli italiani. Non dimentichiamolo. (Riccardo Alfonso)

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Sovvenzioni media per seguire la Conferenza sul Futuro dell’Europa e promuovere la partecipazione dei cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

La direzione generale per la Comunicazione (DGCOMM) del Parlamento europeo lancia una gara, destinata ad agenzie di stampa e media on line, per il cofinanziamento di progetti che assicurino la copertura della Conferenza sul Futuro dell’Europa e promuovano la partecipazione dei cittadini alla piattaforma della Conferenza. Scadenza per la presentazione dei progetti il primo settembre 2021 alle 17:00 CET.I progetti, da presentare preferibilmente in inglese, dovrebbero iniziare il primo novembre 2021 e concludersi entro il 30 giugno 2022. Ogni progetto dovrebbe avere un duplice obiettivo: da un lato produrre e fornire informazioni regolari, affidabili, pluralistiche, apartitiche sulla Conferenza sul futuro dell’Europa promuovendo la partecipazione dei cittadini alla piattaforma online della Conferenza stessa con modalità innovative e sfruttando la multimedialità; dall’altro incoraggiare un dibattito sul futuro dell’Europa per i lettori e le community di riferimento, organizzando eventi on line ed off line e convogliando i loro contributi sulla piattaforma online della Conferenza in maniera costante.L’ammontare totale del bando è di 1,8 milioni di euro, il Parlamento europeo si impegna a cofinanziare i progetti selezionati per una percentuale che potrà arrivare al massimo al 70%. La quota di finanziamento del Parlamento europeo può andare da un minimo di €30.000 a un massimo di €100.000.

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Retail, in Europa riprendono i consumi in-store

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

Secondo l’ultima indagine condotta da Sensormatic Solutions, a gennaio 2021 i volumi del commercio al dettaglio nella UE hanno segnato un calo del 4,4% per poi registrare un aumento rispettivamente del 3,8% e del 2,6% a febbraio e marzo 2021. A confronto con il mese di marzo del 2020, si è osservato un robusto incremento dei volumi del commercio al dettaglio, cresciuti dell’11,6%.Nel 1° trimestre 2021 il traffico passeggeri ha segnato un crollo a -81,7% in tutta la rete aeroportuale europea rispetto allo stesso periodo pre-pandemia (1° trimestre 2019). Questo dato ha segnato un’ulteriore flessione dal trimestre precedente (4° trimestre 2020 a -79,2%), portando alla perdita di oltre 395,5 milioni di passeggeri. In Italia, solo il 24% ha dichiarato di non avere modificato le proprie abitudini di acquisto dall’inizio della pandemia (la percentuale più bassa in Europa), ma il 79% degli intervistati è convinto che, nonostante l’aumento delle vendite online, i negozi fisici resteranno importanti anche in futuro.Questa convinzione deriva da un profondo desiderio di tornare alle proprie abitudini: il 64% ha dichiarato di avere sentito la mancanza dei negozi e il 76% ha vissuto come una liberazione la possibilità di fare acquisti di persona anziché attraverso uno schermo. Il 71% degli acquirenti ritiene inoltre che apprezzerà molto di più i negozi in futuro, mentre il 64% sente di apprezzare maggiormente l’interazione umana associata allo shopping in negozio. Un altro 74% invece si è dichiarato disposto a fare uno sforzo consapevole per acquistare di più nei negozi fisici in futuro, e il 75% afferma che si impegnerà maggiormente per comprare in punti vendita locali e/o indipendenti. Sempre secondo lo studio, il 72% degli intervistati ha utilizzato le consegne a domicilio, la percentuale di adozione più alta in Europa insieme alla Spagna, mentre il 25% afferma di aver adoperato le casse self-service. Il 39%, invece, ha dichiarato che la possibilità di toccare con mano gli articoli prima di acquistarli è uno dei fattori più importanti per lo shopping in negozio.

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Europa: 6,1 miliardi di euro per la pesca sostenibile e per sostenere i pescatori

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

Il nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) incoraggia i Paesi UE a investire per rendere i settori della pesca e dell’acquacoltura più competitivi e per sviluppare un’economia blu sostenibile, nuovi mercati e tecnologie, oltre a proteggere e ripristinare la biodiversità. Almeno il 15% degli stanziamenti nazionali dovrà essere speso in azioni per favorire il controllo della pesca e la raccolta di dati per contrastare la pesca illegale e non regolamentata.Su richiesta del Parlamento, gli Stati membri dovranno prendere in considerazione le esigenze della piccola pesca costiera e precisare le misure che intendono adottare per aiutarla a svilupparsi.Inoltre, il Fondo continuerà a compensare i costi aggiuntivi che queste regioni affrontano a causa della loro posizione remota. Per portare i più giovani nelle comunità di pescatori, dove l’età media supera i 50 anni, il nuovo FEAMPA può finanziare la prima imbarcazione o la proprietà parziale (di almeno il 33%) per i pescatori che, alla data di presentazione della domanda di sostegno, non superino i 40 anni e che abbiano lavorato per almeno cinque anni come pescatori (o acquisito un’adeguata formazione).Le azioni nell’ambito del FEAMPA non comportano un aumento della capacità di pesca, a meno che ciò non derivi direttamente da un aumento della stazza lorda di un peschereccio, necessario per migliorarne la sicurezza, le condizioni di lavoro o l’efficienza energetica.

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Sovranisti d’Europa, schizofrenia e inconcludenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

Dire una cosa e farne una altra. E’ questa la sensazione che abbiamo avuto leggendo il testo della “Carta dei valori europei”, elaborata da 15 partiti della destra in Europa, tra i quali la Lega e FdI. Affermazioni propagandistiche che fanno presa per chi è abituato a slogan, buoni per accalappiare voti ma contradditorie con la realtà. Vediamo le affermazioni della “Carta”. “Le nazioni europee dovrebbero basarsi sulla tradizione, sul rispetto della cultura e della storia degli Stati europei”, scrivono. Sarebbe interessante sapere chi lo ha negato. Si invoca il rispetto della “eredità giudaico-cristiana”. E quella greca classica e del diritto romano? Fanno parte, o no, delle radici della nostra storia e della nostra cultura? Prosegue il documento con: “In un’epoca in cui l’Europa sta affrontando una grave crisi demografica, con bassi tassi di natalità e invecchiamento della popolazione, l’elaborazione di politiche a favore della famiglia dovrebbe essere una risposta, anziché un’immigrazione di massa.” Nessuno vuole una immigrazione di massa, anzi, Polonia e Ungheria, i cui governi sono sottoscrittori della “Carta”, non sono affatto solidali con i Paesi, come il nostro, coinvolti da consistenti fenomeni immigratori. In sintesi, non accolgono neanche uno degli immigrati sbarcati sul suolo italiano che, a parole è confine europeo, quindi anche polacco e ungherese. Le politiche per le famiglie le finanzieranno i fondi europei, con il Recovery Fund, dei quali Italia, Polonia e Ungheria sono beneficiari netti, cioè a carico di Germania, Francia, ecc. Denunciano che la Ue vuole la costruzione di un’Europa senza nazioni, puntando alla creazione di un Superstato europeo. Dove l’hanno letto non si sa, visto che l’obiettivo, almeno per noi, sono gli Stati Uniti d’Europa, dove la prima parola è “Stati” e non “Superstato”, e la seconda è “uniti”, per un patto comune che nessuno obbliga a sottoscrivere.Ungheria e Polonia, sono in prima linea nel contestare la politica comunitaria, però sono quelli che hanno sempre avuto fondi europei dei quali sono stati, e sono, beneficiari netti, cioè ricevono più di quanto versano. Tra l’altro, i contributi che prima affluivano a Grecia, Spagna e Italia sono stati, in parte, dirottati verso questi due Paesi, quando sono entrati nella Ue nel 2004, sottoscrivendone, peraltro, i relativi trattati. Dunque, si sono seduti a tavola, ma contestano chi li fornisce di cibo. Della Lega e di FdI, firmatari della “Carta”, vorremmo ricordare che volevano uscire dall’euro e dalla Ue solo qualche anno fa. Oggi non più. Salvini firma la “Carta” e contemporaneamente dichiara, in una intervista al Financial Times, “che l’Europa sta cambiando in meglio dotandosi di nuovi strumenti e nuove regole”; della Meloni, che raccoglie consensi dalla posizione di unico partito di opposizione, non comprendiamo il pensiero: vuole più poteri agli Stati e meno alla Ue e non si accorge che così i fondi comunitari, da lei tanto agognati, non sarebbero mai arrivati.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Marcello Pacifico eletto presidente dell’Accademia Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

Durante la seconda sessione dell’incontro, sulla piattaforma telematica Zoom, sul Futuro dell’Europa Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è stato eletto presidente dell’Accademia Europa per i prossimi 4 anni dal Consiglio direttivo della Cesi.La Conferenza è stata organizzata dalla Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti CESI e co-finanziata dall’Unione; ha visto la partecipazione di tutti i maggiori esponenti e rappresentanti dei sindacati membri europei.Dopo uno degli anni più difficili per l’Europa e per il mondo intero, l’Unione Europea lancia una serie di dibattiti e discussioni guidati dai cittadini sul nostro futuro. La Conferenza sul futuro dell’Europa (COFOE) è un importante passo che mira a offrire un forum digitale nuovo, pubblico, aperto e inclusivo, che consentirà ai cittadini e alle organizzazioni di essere coinvolti nel plasmare il futuro dell’Unione. Entro la primavera del 2022 la Conferenza dovrebbe giungere a conclusioni e fornire indicazioni sui prossimi passi.Secondo un recente sondaggio Eurobarometer condotto congiuntamente dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo, la maggior parte dei cittadini concorda sul fatto che la pandemia di Covid-19 ha fatto riflettere sul futuro dell’Unione. Lo studio ha mostrato che la stragrande maggioranza (92%) in tutti gli Stati membri chiede che le voci dei cittadini siano “prese maggiormente in considerazione nelle decisioni relative al futuro dell’Europa”; circa il 75% degli europei ritiene che il COFOE influirà positivamente sulla democrazia all’interno dell’UE, mentre la metà di essi ha espresso il proprio interesse a partecipare alla Conferenza.Presente al convegno la vicepresidente della Commissione Europea Dubravka Šuica, che è intervenuta sull’importanza dello Stato dell’Unione, menzionato dalla Presidente Von der Leyen; la lotta per le sfide cruciali della Commissione e l’attività del Parlamento e del Consiglio sono e restano comuni e volte ai cittadini; tra i temi principali, quello della parità di genere e l’interesse per incentivare il dialogo sociale europeo. Secondo la vicepresidente della Commissione Eu, il dialogo con i cittadini serve affinché le istituzioni possano realmente agire a tutela dell’individuo, e i sindacati, in questo processo, sono fondamentali nelle pratiche di attuazione della protezione sociale; si invitano dunque i sindacati a organizzare eventi e pratiche di informazione, che verranno poi inserite in una nuova piattaforma digitale europea, strumento di dialogo e di interventi successivi delle istituzioni. La libertà di espressione è al centro della politica europea, e nella firma della Dichiarazione Congiunta, le tre istituzioni EU (Commissione, Parlamento e Consiglio) si impegnano non solo in un esercizio di ascolto dei cittadini, ma in un dialogo sociale attivo che porterà a nuove frontiere e cambiamenti. Si ricorda che Anief ha ottenuto l’accoglimento del reclamo collettivo del Comitato Europeo dei Diritti Sociali. Ci sono circa 200mila precari della scuola italiana che hanno diritto a veder riconosciuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

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Pnrr, Melilli: “L’approvazione dell’Europa avvia la fase di crescita del nostro Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Il presidente commissione Bilancio alla Camera: “Ricostruiamo un tessuto sociale ed economico più solido ed inclusivo per uscire dalla crisi pandemica” “Con l’approvazione della Commissione Europea al Pnrr, presentato dall’Italia, si avvia una nuova fase di crescita per il nostro Paese. Nel prossimo futuro l’obiettivo principale sarà rappresentato dalla ricostruzione di un tessuto sociale ed economico ancora più solido e inclusivo, che sostenga imprese e cittadini fuori dalla crisi pandemica. Dovremo porre al centro il lavoro ed i diritti, le giovani generazioni e le donne. Spetterà adesso a tutti noi, dal Governo alle istituzioni locali fino alle aziende, procedere con rapidità alla realizzazione del Piano. E’ il percorso più ambizioso che l’Italia abbia mai affrontato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Così Fabio Melilli, presidente commissione Bilancio alla Camera.”Abbiamo davvero un’occasione straordinaria, con la possibilità di cambiare le strutture portanti del nostro modello economico. Punteremo, come descritto nel Piano, su una diffusa riconversione ecologica e su processi di digitalizzazione nel settore pubblico e privato per raggiungere standard elevati, in linea con le altre nazioni europee. In questo processo di cambiamento, sarà fondamentale porre sempre al centro il lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori. Da oggi – conclude Melilli – possiamo costruire un’Italia più ricca, moderna e al tempo stesso più giusta. Protagonista in un’Europa che saprà distinguersi ancora come baluardo di democrazia, per i valori di libertà e di giustizia sociale”.

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L’Europa riconosce il nostro impegno verso la transizione energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

“Grande soddisfazione per la risposta dell’Unione Europea sul Pnrr, soprattutto per quanto riguarda il tema ambientale: Bruxelles ha giudicato il programma presentato dall’Italia ben allineato al Green Deal, con il 37% di misure volte alla transizione climatica e attente a migliorare l’efficientamento energetico e l’impatto sull’ambiente. Con gli strumenti offerti dal Recovery Fund è stato fatto un percorso articolato per giungere a questo risultato di cui possiamo essere orgogliosi. Si tratta di un Piano che condurrà il Paese verso gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% nel 2030 e di un impatto zero sul clima entro il 2050”. Così la presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Alessia Rotta (Pd). “Dobbiamo proseguire su questa strada che è quella giusta. I prossimi anni – aggiunge Rotta – saranno caratterizzati dall’attuazione concreta delle proposte e al tempo stesso dalla definizione di politiche a lungo termine che pongano sempre più al centro la transizione dei sistemi produttivi verso un modello più sostenibile”.

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Costruire una nuova alleanza tra Europa e America Latina

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

«A Bruxelles si parla tanto di diritti umani e di stato di diritto, ma poi nessuno alza un dito contro la violazione dei diritti umani in Venezuela o in Nicaragua, nessuno si muove per difendere i governi legittimi della Colombia o del Cile. Questa situazione deve cambiare, e per i conservatori europei, la famiglia che ho l’onore di presiedere, questa è una priorità politica assoluta».Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia e dei Conservatori europei (ECR Party), Giorgia Meloni, intervenendo al summit ‘EuroLat’ organizzato dal gruppo parlamentare di ECR al Parlamento europeo e al quale è intervenuto anche il presidente di VOX Santiago Abascal. «Consideriamo l’America Latina un pilastro fondamentale della civiltà occidentale e non possiamo accettare che le forze della sinistra radicale, con il loro dichiarato appoggio al regime cubano, con le loro inquietanti connessioni al traffico di droga, con la loro inaccettabile violenza ideologica in nome della cultura della cancellazione, possano condannare questo continente a un futuro di miseria, repressione e privazione della libertà. Né possiamo accettare che altre potenze mondiali come la Cina pensino di colonizzare l’America Latina come stanno già facendo in Africa, anche grazie a un’Unione Europea che ha rinunciato a difendere le ragioni stesse della sua esistenza», ha spiegato Meloni. «Vogliamo costruire una nuova alleanza tra Europa e America Latina, in nome dei valori di libertà e democrazia, della nostra comune identità e della nostra storia di popoli fratelli. Ovunque, le forze di sinistra stanno intensificando i loro sforzi concertati per smantellare le identità nazionali e i valori tradizionali. In America Latina, queste forze sono riunite nel “Forum di San Paolo”, una piattaforma di partiti e movimenti politici che promuove il comunismo e difende i regimi sanguinari – ha detto il presidente di FdI e Ecr party -. Questa organizzazione deve essere risolutamente contrastata politicamente e culturalmente. Sono stata molto felice di aderire all’iniziativa promossa dal mio caro amico Santiago Abascal, chiamata “Carta de Madrid”. Il nostro obiettivo comune è quello di unire le voci conservatrici e riaffermare il nostro pieno sostegno a tutti coloro che combattono per difendere la libertà, la democrazia, il pluralismo e il diritto alla proprietà privata in America Latina».«Infine estendo un caloroso saluto a tutti i cittadini latinoamericani di origine italiana, ai nostri milioni di compatrioti che vivono lì, e in omaggio alla storia della nostra emigrazione nazionale. Molti di loro sono in prima linea nella lotta per la democrazia e la libertà, come sta succedendo da molto tempo in Venezuela e in altre nazioni» ha concluso Meloni.

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Green pass, ok dall’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

By Francesca Giani. Il programma relativo al Certificato Covid digitale europeo si applicherà a partire dal primo luglio e resterà in vigore per 12 mesi. Ieri, il Parlamento europeo ha approvato una serie di risoluzioni che ne fissano le regole. Ora per l’entrata in vigore il testo – che ha ricevuto l’ok un’con ampia maggioranza (546 voti a favore, 93 contrari e 51 astenuti) – dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio, convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Sono nove per ora i paesi collegati al Gateway, la piattaforma comunitaria che raccoglie i dati di tutti i certificati, e per quanto riguarda l’Italia, dove è già attivo il green pass nazionale, «noi siamo pronti» ha dichiarato il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, «è questione di pochissimi giorni».Per quanto riguarda i passaggi, da qui al primo luglio tutti i Governi europei, dovranno adeguare i propri sistemi in modo che sia confermata la interoperabilità e l’accessibilità dei dati da qualsiasi Paese. Il certificato dà la possibilità di muoversi all’interno dello spazio europeo senza quarantene. Il pass sarà composto da un QR code a lettura ottica, in formato cartaceo o digitale, ma occorrerà fare in modo che sia compatibile e verificabile in tutta Europa. I certificati emessi nei vari paesi verranno appunto inseriti nella piattaforma comunitaria, il Gateway.Per quanto riguarda le regole, tutti i paesi devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri stati membri per i vaccini autorizzati da Ema, mentre saranno liberi di decidere se accettarne altri. Sulla durata, da quanto emerge dalle agenzie, sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l’ultima dose di vaccino anti-Covid. Per quanto riguarda il tampone con esito negativo, questo va effettuato 48 ore prima dello spostamento. In merito poi alla guarigione dal Covid, si considerano 180 giorni. A tutti i documenti deve essere apposta firma digitale rilasciata dall’autorità nazionale, per la validazione. Al momento, come detto, i paesi già collegati al gateway sono Spagna, Germania, Grecia, Bulgaria, Lituania, Danimarca, Croazia, Polonia e Repubblica ceca, mente al pass hanno aderito anche Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Per quanto riguarda l’Italia, le prove tecniche erano già state effettuate, mentre a mancare, emerge dalle agenzie, è un ultimo passaggio, anche se le previsioni sono che nei prossimi giorni il tutto sarà operativo. Come si ricorderà, il sistema nostrano si appoggerà alla App IO, a cui si accede con Spid e CIE, e alla App Immuni.A ogni modo, tra le risoluzioni approvate ieri dagli eurodeputati, c’è l’impalcatura di regole che dovranno permettere l’uscita dalle restrizioni agli spostamenti. In particolare, nessun Paese può imporre restrizioni aggiuntive alla circolazione a chi detiene un Certificato europeo, a meno che non siano necessarie e proporzionate alla necessità di tutela della salute pubblica. Solo nel caso in cui la circolazione del virus dovesse riprendere con intensità potranno essere adottate nuove misure. Ma tra i nodi aperti resta quello della privacy. Inoltre, i Paesi dell’Ue sono chiamati a garantire test e tamponi a prezzi non eccessivi e in quantità appropriate, e per questo la Commissione si è impegnata a mettere sul piatto 100 milioni di euro.Intanto, in Italia, dopo l’ok alla fiducia dalla Camera, è atteso in Senato il cosiddetto Decreto Aperture, in corso di conversione in legge, nel quale è confluito anche il quadro relativo al Green Pass nostrano. Questo, era il contenuto, è necessario per partecipare a cerimonie civili e religione, mentre è in atto in questi giorni la discussione sul suo utilizzo anche in discoteca. Nelle bozze di linee guida per una loro eventuale riapertura il certificato verte è stato previsto come requisito per l’accesso, anche se si dovrà trovare la quadra sulle altre misure, quali l’eventuale impiego di mascherine in pista e del distanziamento. (fonte farmacista33)

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Il green pass è operativo in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Il green pass da oggi 1° giugno può essere emesso negli stati europei, dieci tra cui l’Italia, che lo stanno sperimentando in vista dello start continentale previsto il 1° luglio. E’ infatti operativa la piattaforma che consente ai certificati emessi negli stati membri di essere letti nei paesi confinanti, lasciando transitare chi è vaccinato contro il Covid-19, o ne è guarito o ha fatto il test del tampone con esito negativo. Il green pass, valido in Italia a partire dal 15° giorno successivo fino a 9 mesi in caso di vaccinazione, fino a 6 in caso di guarigione e 48 ore in caso di solo tampone negativo sarà scaricato con l’app IO della Pa o da un sito collegato al sistema Tessera Sanitaria. Inserendo le cifre della tessera, la scadenza e “una one time password” corrispondente al certificato gli utenti potranno riceverlo in pdf o inviarlo per posta elettronica o per la stampa. Vittorio Colao, ministro per la transizione digitale, annuncia che si potrà ricevere pure sull’app Immuni. Mentre si consolidano alcune certezze sui modelli – dove, oltre ai dati del vaccinato, sono riportati un QR code più la firma digitale dell’autorità sanitaria – affiorano anche interrogativi. Le regioni in cui i sistemi informatici non sono disegnati da Sogei, società del Ministero dell’Economia cui è affidata la piattaforma nazionale, potrebbero fare da sole. E a livello europeo, le piattaforme degli stati comunitari, tutte, dovranno parlarsi tra loro: come faranno se in Italia a volte non comunicano tra loro le stesse banche dati delle 21 tra regioni e province autonome? Ad esempio, la Toscana intende veicolare il pass con la sua App Smart SST. Oggi, i residenti possono scaricarlo dal fascicolo sanitario al sito open.toscana.it o recandosi con la tessera sanitaria ai totem dell’Asl. C’è poi la questione degli accordi bilaterali per le seconde dosi di vaccino in villeggiatura. Nei giorni scorsi si è levata la richiesta dall’Ordine dei Medici di Firenze alla Regione di imitare Piemonte e Liguria: anche in Toscana si potrebbe offrire la seconda dose ai turisti venuti da fuori. La vice presidente Elisabetta Alti sottolinea come molti italiani stiano rimandando la somministrazione perché il richiamo cadrebbe nel periodo delle loro ferie. Regioni di destinazione dovrebbero poter vaccinare chi vi viene in vacanza per più di 7-10 giorni. «Dopo un anno così pesante è difficile immaginare di poter chiedere alle persone di rinunciare o tardare le proprie vacanze ». Il patto tra Piemonte e Liguria lega la seconda inoculazione “fuori casa” ai soli soggiorni turistici di durata tale da rendere difficile somministrare il vaccino nel territorio di residenza e alla presentazione di documenti che certifichino lo status dell’interessato con tanto di data e tipologia della prima dose ricevuta. L’avvenuta vaccinazione è poi notificata all’Anagrafe Vaccinale Nazionale Covid, che invia alla Regione di residenza le informazioni: un iter tra l’altro differente dalla registrazione dell’immunità nel fascicolo sanitario prevista nella procedura Sogei. E che è a sua volta condizionato alla possibilità che il medico sul portale regionale veda tutte le prestazioni prodotte dall’Asl a livello di tamponi negativi e di vaccini, subito e senza ritardi. Al momento solo in alcune regioni la risposta è positiva. In Toscana, come spiega Alti, «il Mmg può vedere le vaccinazioni dei suoi assistiti ed è abilitato a inserirle nell’anagrafe vaccinale regionale. Può inoltre vedere l’esito dei tamponi covid sia molecolare che antigienici, ed i casi e contatti fra i suoi pazienti inclusi i provvedimenti per loro emessi». Alcuni sindacati medici come Snami denunciano che in base al decreto legge 23 aprile 2021 i medici di famiglia vengono richiesti di produrre il certificato “verde”, in libera professione, non solo per i pazienti direttamente vaccinati ma anche per gli assistiti impossibilitati a procurarlo altrimenti, «si chiede a medico e farmacista di accedere al sistema tessera sanitaria con le proprie credenziali per ottenere il certificato del paziente e scaricarlo. Credo -dice il segretario Gianfranco Breccia – che non sarà l’ultima incombenza impropria che ci viene affidata». La tempestività dei sistemi informativi può però venire incontro nelle regioni che si sono attivate in questo senso. Nel sistema toscano ad esempio la certificazione non è necessaria, «l’utente -spiega Alti- la vede sui referti Covid.sanita.toscana insieme al risultato. Se ve n’è necessità il Mmg informa il suo paziente. Non può però scaricare il referto del tampone». Complessa, ed altrettanto regionalizzata dei compiti dei medici di famiglia, la questione dei vaccini in vacanza. «La mancanza di un’anagrafe nazionale è il maggior ostacolo ad un’informazione capillare ed equa in tutto il territorio nazionale», dice Alti. «È impensabile che nel 2021 si assista ancora a sistemi sanitari che non dialogano fra loro e con i cittadini. Tuttavia, se prima della pandemia la dematerializzazione delle ricette sembrava irraggiungibile, ora in pochi mesi si è realizzata in tutto il territorio nazionale. Confido che anche questa volta si superino barriere più ideologiche che tecniche e si realizzi un sistema nazionale capace di superare i confini regionali». By Mauro Miserendino fonte doctor33

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