Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘europei’

Agricoltura: Negoziati europei

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Negli incontri bilaterali del premier Conte con i suoi omologhi europei, ci auguriamo ci sia la volontà di discutere anche di agricoltura e delle misure necessarie per la sua riconversione verde – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Durante gli Stati Generali, il presidente del Consiglio si è impegnato affinché l’Italia sfrutti appieno l’opportunità offerta dai fondi Ue per lo sviluppo agricolo, migliorando le sue capacità di spesa. Il Governo è chiamato ora a dare all’agricoltura il posto che merita anche nei negoziati europei, in vista del Consiglio straordinario di Bruxelles in programma il 17 e 18 luglio.
L’Italia genera quasi un quinto del valore aggiunto dell’intero sistema agricolo della Ue, sebbene il nostro settore primario riceva meno sussidi rispetto ad altri Stati membri – prosegue Tiso. Forte di questi numeri, il nostro Paese è tra i più autorevoli quando si discute di politiche agricole e deve far valere il suo ruolo anche in Europa. Con il Dl Rilancio, il Governo ha stanziato un miliardo e 150 milioni per l’agricoltura. Se ben allocate, queste risorse possono essere un forte stimolo per ripartire dopo l’emergenza. Più ancora di altri settori, tuttavia, le sorti dell’agricoltura dipendono dalle decisioni prese a Bruxelles. Senza agricoltura non si può discutere di rilancio dell’economia. Se questo è vero in Italia, lo è a maggior ragione in Europa. Auspichiamo quindi che dalla serie di incontri bilaterali in corso possano emergere novità positive anche per il settore primario.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Europei contro il Covid-19”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

Scopo dell’iniziativa è raccontare azioni e progetti di solidarietà e cooperazione realizzati in Europa dai cittadini che operano per fronteggiare la pandemia. Comunicatori, studenti, illustratori, attivisti e curiosi si sfideranno in un hackathon in cui le squadre coinvolte proporranno idee per campagne di comunicazione a partire da quattro storie di “Europei contro il Covid-19” selezionate dal Parlamento europeo.Anna e il Progetto Quid offrono sostegno a donne in condizione di vulnerabilità sociale e grazie al loro lavoro vengono realizzate mascherine certificate che usano materiali riciclati; Giuseppe è stato nominato tra le 100 Eccellenze italiane dopo la vittoria del concorso dell’UE per i Giovani Scienziati e oggi è impegnato nella creazione di trattamenti medici attraverso la ricerca innovativa; Greta è una giovane volontaria del Banco Alimentare dell’Emilia Romagna; Gaia e Tiziana, in bicicletta, con la Croce Rossa Italiana, trasportano mascherine chirurgiche nella cittadine di Bra, in Piemonte.
“Questi piccoli grandi gesti raccontano storie di vita al servizio degli altri, un concetto che dovrebbe essere scontato eppure viene spesso dimenticato. In questa situazione difficile, in un momento in cui stiamo vivendo una crisi sanitaria ed economica che non risparmia nessuno, sono questi i sentimenti che dovrebbero prevalere, la speranza e la solidarietà e non un pericoloso timore e un’incontrollata rabbia verso l’altro”, commenta Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento europeo.I team, composti da otto persone, saranno impegnati in una fase creativa e di sviluppo che procederà online il 4 e 5 giugno. La presentazione avverrà il 6 giugno, dalle 12:15 alle 13:30, sul Mainstage del WMF, con Alessandro Masala di Breaking Italy e davanti a una giuria composta da esperti del settore digitale e rappresentanti del Parlamento europeo tra cui il Vicepresidente Castaldo.La squadra vincitrice avrà la possibilità di realizzare la propria campagna, partecipare all’edizione del WMF in programma dal 19 al 21 novembre al Palacongressi di Rimini, l’iscrizione alla WMF Summer School a Monasterace, in Calabria.
Cosmano Lombardo, chairman e ideatore del WMF, ha commentato: «”Europei contro il Covid-19” sposa appieno la linea valoriale della nostra opera, da sempre volta a promuovere e favorire la cooperazione tra istituzioni, mondo imprenditoriale, startup, realtà non profit e cittadini. Iniziative come questa saranno sempre al centro dell’opera del WMF, perché siamo convinti, oggi più che mai, che l’innovazione tecnologica e digitale debbano essere al servizio della società». Tutte le informazioni per partecipare all’hackathon sono disponibili sul sito web del WMF.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I produttori europei sono abbastanza solidi per affrontare una recessione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

A cura di Andrea Carzana, Gestore di portafoglio, Azioni europee di Columbia Threadneedle Investments. In Europa abbondano le società manifatturiere. Il settore industriale conta 1.400 gruppi quotati e il sottogruppo più grande è quello dei produttori di beni strumentali. Oltre a questi vi sono le società aerospaziali e della difesa, le aziende di trasporti e un ampio ventaglio di fornitori di servizi per l’industria e le attività produttive.All’interno di questo panorama variegato abbiamo un sovrappeso sul settore dei beni strumentali. Deteniamo società sparse su tutto il continente, con una maggiore concentrazione di grandi gruppi dell’Europa settentrionale e dei paesi nordici, oltre a un sofisticato ecosistema di aziende manifatturiere di piccole e medie dimensioni in Italia.
Pur trovandosi ad affrontare gravi turbolenze nella lotta contro gli effetti del Covid-19, molti produttori europei possono contare su solidi elementi di attrattiva sul lungo periodo e hanno i mezzi per sopravvivere all’attuale rallentamento.Nell’ultimo decennio molte aziende hanno fatto i conti con enormi pressioni per ridurre i costi delle catene produttive e hanno reagito trasformando le loro modalità operative. Numerose attività sono state esternalizzate e molti produttori sono arrivati a realizzare internamente solo i componenti cruciali con il massimo contenuto di proprietà intellettuale.La transizione verso un modello di business basato sull’assemblaggio ha modificato le caratteristiche finanziarie di queste società, che appaiono più “asset-light”, il che incrementa la redditività del capitale investito. Questo sistema contribuisce a ridurre i costi fissi, consentendo ai produttori europei di adattare più facilmente la propria base di costi in una fase di recessione e lasciando i rendimenti meno esposti alle oscillazioni del ciclo economico.Tuttavia, lo svantaggio di questa trasformazione consiste nel fatto che i produttori europei hanno sviluppato catene produttive più complesse e internazionali. Ciò li espone a un rischio di turbolenze più alto, ad esempio in ragione del maggiore approvvigionamento di fattori di produzione dalla Cina.Il segmento degli ascensori è rappresentativo della trasformazione del comparto industriale europeo. Si tratta di un mercato fortemente consolidato con una crescita strutturale a lungo termine grazie ai trend di urbanizzazione nei mercati emergenti e ai requisiti elevati di sicurezza e affidabilità. L’Europa può vantare tre dei quattro maggiori produttori di ascensori al mondo: Kone in Finlandia e Schindler in Svizzera (entrambe quotate), cui si unisce quella che fino a poco tempo fa era la divisione ascensori di Thyssen-Krupp, venduta di recente a società di private equity. Il quarto attore globale è la statunitense Otis.Delle quattro società, che controllano il 60% del mercato globale, Kone è quella di cui deteniamo posizioni a lungo termine nei nostri fondi europei. Oggi il gruppo finlandese vanta un modello di business “asset-light” e basato sull’assemblaggio, con caratteristiche finanziarie eccellenti. Il segreto dei margini elevati però risiede nella manutenzione. A nessuno piace rimanere intrappolato dentro un ascensore. Per questo costruttori e amministratori di immobili sono disposti a pagare una quota annuale fissa per garantire la piena operatività degli impianti di elevazione. I margini dell’assistenza sono 2-3 volte più alti rispetto a quelli per l’acquisto di nuovi impianti, senza contare che i ricavi dalle attività di manutenzione sono di gran lunga più stabili rispetto a quelli delle installazioni, i cui volumi sono esposti al ciclo economico.Nell’ultimo decennio la Cina è diventata un’importante fonte di espansione per Kone, grazie all’ingente impulso all’urbanizzazione. Alimentando una crescita annua dei ricavi del 6%, il paese asiatico rappresenta oggi il 30% dell’attività della società. Ogni anno in Cina vengono installati più di 500.000 impianti di elevazione, ovvero due terzi del totale a livello globale, contro una base installata di appena 900.000 unità negli Stati Uniti. In Europa e negli Stati Uniti, Kone realizza margini modesti sulla vendita di nuovi ascensori ma stipula contratti di manutenzione pluriennali, capaci di generare margini 2-3 volte più alti rispetto a quelli derivanti dall’installazione. Di conseguenza, l’assistenza fornita da Kone produce il 50% dei profitti del gruppo a livello globale. In Cina, per contro, la vendita di nuovi impianti si traduce in margini superiori rispetto a qualsiasi altra regione, mentre la densità dei contratti di assistenza è molto più contenuta, senza contare che la redditività dei servizi è più bassa. Molti ascensori sono infatti venduti attraverso distributori locali che erogano l’assistenza autonomamente; pur accaparrandosi il 90% delle vendite di nuovi impianti, le grandi quattro detengono solo il 30% dei contratti di manutenzione. La loro espansione in Cina è quindi strettamente legata alle nuove vendite, più che in qualsiasi altra regione. Il grande mercato dell’assistenza cinese è destinato a rimanere frammentato sul breve periodo, ma costituisce un’opportunità di consolidamento a lungo termine per gli attori globali.È ancora presto per dire se l’evoluzione della Cina la renderà più simile agli altri grandi mercati degli ascensori. Ciò detto, Kone continua a esibire un posizionamento favorevole tra le grandi quattro e gode di una buona preminenza in un mercato globale consolidato con elevate barriere all’entrata, in cui qualità e sicurezza costituiscono aspetti cruciali.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quali fattori e prospettive guidano i mercati azionari europei

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

A cura di Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR L’andamento dei mercati azionari in Europa dai minimi registrati nella seconda metà dello scorso marzo, ha conosciuto un forte movimento di recupero. Dal 16 marzo al 29 aprile, l’indice tedesco DAX ha avuto una performance positiva del 26,7%, l’EuroStoxx 50 del 23,1%, il Cac francese del 20,6%, il FTSEMIB italiano del 20,2%, il FTSE 100 britannico del 18,7% e l’IBEX spagnolo del 15,3%. Ad oggi analizzare la natura di questo movimento, cercando di individuare quali fattori abbiano avuto un impatto su di esso, risulta essere cruciale per capire, volgendo lo sguardo in avanti, quale potrà essere la direzione sui mercati. Di certo ci sono motivazioni tecniche alla base del rimbalzo in essere, come sempre avviene quando si toccano eccessi di negatività, ma allo stesso tempo riteniamo che vi siano stati altri fattori che hanno contribuito in modo rilevante. In primis l’elevata flessibilità delle banche centrali, attraverso il loro programma di acquisti ha gettato le basi per il recupero in atto. L’efficacia e la rapidità d’azione delle banche centrali ad oggi riscontrate, costituirà un importante fattore positivo a supporto della continuazione della ripresa dei mercati. Evitare la diffusione degli effetti negativi del virus dal sistema economico a quello finanziario rappresenta infatti un tassello importante per evitare ulteriori cadute borsistiche. Secondariamente, anche il maggior grado di apertura e lo spiraglio lasciato aperto dalle promesse politiche dai principali paesi europei, seppur ancora in assenza di totale coesione, ha avuto un ruolo importante. Guardando al futuro, risulta chiaro come tra le condizioni essenziali per poter proseguire il rialzo in essere, non vi siano soltanto quelle relative alle decisioni e all’ammontare delle risorse messe in campo dalla politica monetaria e fiscale, ma anche quelle relative alla velocità di esecuzione delle misure. Da un punto di vista operativo il recente recupero ci ha dato l’opportunità per prendere profitto su alcuni titoli e settori (tecnologia e telecomunicazioni) il cui rimbalzo è stato ancora più ampio rispetto a quello del mercato, pur rimanendo comunque costruttivi in un’ottica di medio-lungo periodo. Piccole prese di profitto, avvenute anche in considerazione dell’incremento della nostra esposizione azionaria avvenuta durante la fase di discesa che ha portato per alcuni dei nostri fondi, come quello europeo, ad avere una esposizione azionaria superiore al 100% rispetto a quella attuale pari a circa il 98%. Manteniamo un posizionamento verso i settori più ciclici, operando con una elevata selettività. In particolare, guardiamo con interesse al settore industriale e in maniera selettiva alle realtà bancarie italiane dal profilo patrimoniale più solido. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’Italia spende male i soldi europei

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

«A cosa serve chiedere soldi all’Europa se non riusciamo a spendere neppure i finanziamenti già assegnati all’Italia?»A chiederlo è il prof Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.
«Nell’organico delle Amministrazioni che gestiscono i fondi strutturali europei – continua Simoncini – ci dovrebbero essere figure qualificate con una specifica esperienza in questo settore. Negli ultimi venti anni, invece, le Regioni ed i Comuni, attraverso procedure di stabilizzazioni, hanno permesso l’ingresso nella pubblica amministrazione di molti precari poco qualificati. Non è un caso se la nostra capacità di spesa a fine 2019 si è fermata al 28%, un dato che resta tra i più bassi dell’intera Unione»«L’accusa che l’Europa ci abbia abbandonato o che la Germania sia cattiva – conclude Simoncini – non sta in piedi. Sarebbe meglio dire che ci siamo messi da soli un cappio al collo, aumentando il debito pubblico e diminuendo gli investimenti. Prima di chiedere maggiori risorse occorrerebbe un ricambio generazionale qualificato nelle amministrazioni regionali e locali in grado di utilizzare e bene i soldi».

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sassoli: Ci sono cittadini europei che non arrivano alla seconda settimana. Per questo subito un piano comune

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo il suo intervento al Consiglio europeo. “So che governi e istituzioni europee in questo momento sono sotto esame da parte dei cittadini. E non possiamo certamente pensare di ritardare l’azione e nello stesso tempo abbiamo tutti – e sentiamo – la responsabilità di una risposta molto rapida.C’è bisogno naturalmente di tutti gli strumenti a disposizione e in particolare di un piano di ricostruzione, di ripresa delle nostre economie per salvare il nostro patrimonio e nello stesso tempo ridare lavoro, occupazione, possibilità di crescita. Questo dobbiamo farlo insieme, nessuno può pensare di farlo da solo. Dobbiamo essere noi a finanziare il nuovo Piano Marshall. E questo naturalmente pone dei problemi, perché dobbiamo farlo insieme e con uno spirito di forte solidarietà.Oggi durante il mio discorso, ho richiamato l’attenzione dei Capi di Stato e di Governo sulla necessità di uscire da questa crisi con una logica più comunitaria. Dobbiamo uscirne con un’Europa più forte e più comunitaria – e nello stesso tempo un’Europa che condivide gli sforzi, in particolare dei paesi che non possono permettersi di appesantire con deficit ulteriori questo sforzo di ricostruzione. Siamo molto favorevoli all’idea di Recovery Bond per finanziare questo sforzo di ricostruzione. Avevamo già avanzato delle proposte ambiziose, oggi credo che dovranno esserlo ancora di più”.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

M&A, gli operatori europei ai primi posti nella classifica mondiale anche nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Secondo gli ultimi risultati del Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM), realizzato da Willis Towers Watson in collaborazione con Cass Business School, l’Europa è l’unica regione al mondo ad aver registrato una performance positiva in ambito M&A nel 2019, con gli operatori europei che negli ultimi 12 mesi hanno leggermente superato l’indice regionale dello 0,6%.Gli acquirenti del Nord America e dell’Asia-Pacifico continuano a faticare per sbloccare il valore delle loro operazioni, con performance che nel 2019 sono state al di sotto dell’indice regionale rispettivamente del 5,6% e del 3,2%.Sono state 699 le transazioni concluse nel 2019 in tutto il mondo, un calo notevole rispetto al 2018 (904), e il mercato ed è in procinto di raggiungere il volume annuo più basso dal 2010 (688)[2]. Il 60% di queste operazioni non ha portato valore aggiunto agli azionisti nel 2019.Andrea Scaffidi, Head of Retirement Willis Towers Watson in Italia, ha dichiarato: “Mentre ci avviciniamo al termine del decennio, il 2019 mostra un forte calo del volume globale di transazioni, potenzialmente il ritmo più lento dal 2011, con un mercato più agitato e operatori alle prese con questioni di governance sempre più complesse per completare le transazioni”. Il risultato positivo dell’Europa è arrivato nonostante il perdurare della performance negativa dei compratori britannici, in calo del 3,7%. Nello stesso periodo, gli acquirenti del Nord America hanno registrato un calo del 7,1% rispetto all’indice regionale, mentre quelli dell’Asia-Pacifico non sono riusciti a replicare la performance positiva del terzo trimestre e hanno visto un calo dell’1%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il global compact dei burocrati europei

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

“Ecco svelato il documento segreto della Commissione Ue che spiega la strategia da adottare per rendere obbligatorio il Global Compact for Migration per tutti gli Stati a prescindere dalla loro volontà. Una gravissima ingerenza dei burocrati europei sulla sovranità degli Stati nazionali che rende carta straccia la democrazia in Europa. Grazie a Fratelli d’Italia il Parlamento italiano ha votato contro il Global Compact, così come hanno fatto tanti altri Stati europei, ma gli euroburocrati non si rassegnano e tramano per favorire l’immigrazione di massa in Europa. Siamo alla follia: alle elezioni europee del 26 maggio manderemo a casa questi signori per proteggere i nostri confini e la nostra identità e la nostra sovranità”.E’ quanto dichiara su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, postando il link del sito di informazione “La Voce del Patriota” che svela in anteprima i contenuti del documento segreto della Commissione Ue.

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europei parapendio: argento e bronzo per l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

europei-parapendio 2018Dal 15° Campionato Europeo di parapendio gli azzurri tornano a casa con un soddisfacente risultato, medaglia d’argento per la squadra e bronzo per il bolognese Alberto Vitale nel singolo.La squadra campione d’Europa 2018 è la Spagna che precede appunto l’Italia, poi a Francia campione del mondo in carica e Germania. La medaglia d’oro nella classifica individuale è stata messa al collo del britannico Theo Warden che ha superato d’un soffio il tedesco Torsten Siegel e il nostro Alberto Vitale, protagonista di una splendida rimonta. Migliore nella graduatoria femminile la francese d’origini nipponiche Seiko Fukuoka Naville. Argento per Yael Margelisch (Svizzera), bronzo per Meryl Delferriere (Francia). La campionessa d’Italia Silvia Buzzi Ferraris, milanese, ha terminato al sesto posto dopo aver vinto una prova femminile. Ventuno le quote rosa presenti.Un plauso per le europei-parapendio1 2018.jpgprestazioni di Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano), di Marco Littamè (Torino) e Marco Busetta di Paternò (Catania) che si sono messi in luce durante alcune task, contribuendo al successo del collettivo.L’evento ha impegnato 150 piloti in rappresentanza di 28 nazioni per due settimane nei cieli di Montalegre, nel nord del Portogallo. Il team italiano si è presentato con la ferma determinazione di cancellare la prova opaca dello scorso anno ai mondiali di Feltre. Operazione riuscita. Questi i restanti piloti azzurri convocati dal CT Alberto Castagna di Cologno Monzese: Christian Biasi di Rovereto (Trento), Federico Nevastro (Padova) e l’emiliano Michele Boschi.
Durante il campionato sono stati effettuati otto voli, uno al giorno, su distanze tra i 52 ed i 94 chilometri, percorsi contrassegnati da punti salienti del territorio, che i parapendio hanno aggirato prima di raggiungere l’atterraggio in media dopo due o tre ore, in un caso anche solo un’ora e mezza. Cancellate due task per avverse condizioni meteo, un dovere per riguardo alla sicurezza dei piloti. (Gustavo Vitali con foto presunto copyright)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Europei deltaplano, ennesimo trionfo azzurro nei cieli della Macedonia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

delta-europa-2018-1La squadra nazionale di volo libero in deltaplano si è aggiudicata per la quarta volta il titolo europeo. Il pilota Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) è il nuovo campione europeo e prende in consegna il testimone da Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, che lo aveva vinto nel 2016. Teatro dell’impresa la cittadina di Krushevo in Macedonia, posta alle soglie della pianura chiamata Pelagonia, circondata da tre catene montuose indipendenti a nord, est e ovest e aperta a sud verso la Grecia e alla mite influenza del clima mediterraneo.
Dal decollo posto a un’altitudine di 1450 metri 89 piloti provenienti da 24 nazioni hanno spiccato il volo otto volte, una al giorno, lungo percorsi tra i 103 e i 165 chilometri. Contrassegnati da punti di aggiramento certificati dai GPS in dotazione ai partecipanti, questi mezzi privi di motore hanno impiegato mediamente circa tre ore per completare i tragitti, sfruttando un propulsore assolutamente ecologico, vale a dire l’azione del sole sul suolo e le correnti ascensionali che essa provoca.Il team Italia è balzato in testa alla classifica a metà del campionato giunto alla 20.a edizione, mantenendola fino alla fine. Dietro gli azzurri le nazionali della Repubblica Ceca e del Regno Unito, due ossi duri che hanno dato del filo da torcere agli Italiani. Alex Ploner ha guidato la classifica individuale per circa metà competizione, inseguito dal britannico Grant Crossingham, medaglia d’argento. Terzo l’ungherese Balazs Ujhelyi, quarto ancora un azzurro, Filippo Oppici di Parma. Gli altri membri della squadra italiana: Tullio Gervasoni di Brescia, Anton Moroder dal Sud Tirolo, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e Marco Laurenzi di Veroli (Frosinone). Li ha guidati il CT varesino Flavio Tebaldi.Immenso il palmare del team italiano: otto volte campione del mondo, delle quali cinque consecutive, e quattro volte campione d’Europa, tutte consecutive; innumerevoli medaglie individuali dei suoi piloti.In contemporanea nel medesimo sito di volo 33 piloti di otto nazioni hanno dato vita all’8° Campionato Mondiale per deltaplani cosiddetti “ala rigida”. Mezzi più performanti di quelli ad “ala flessibile” impegnati nell’europeo, differiscono da questi sostanzialmente nella struttura. Ha vinto il titolo l’austriaco Wolfgang Kothgasser, medaglia d’argento al tedesco Tim Grabowski e quella di bronzo al connazionale Robert Bernat. Quarto Toni Raumauf (Austria). L’unico italiano in lizza, Luca Comino di Mondovì (Cuneo), dopo alterne vicende ha chiuso la competizione con un apprezzabile quinto posto.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Europei parapendio: Italia alla riscossa

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

parapendio littame-portogallo-2012.jpgLa squadra nazionale di volo libero in parapendio è prossima alla partenza per la 15.a edizione dei Campionati Europei della disciplina che si terranno a Montalegre, in Portogallo, dal 16 al 28 luglio.
Difficile il compito degli azzurri a partire dal riscatto dopo la pallida prova ai campionati del mondo dello scorso anno, quando la squadra non ha sfruttato il fattore campo, visto che si sono disputati nei cieli nostrani di Feltre. Subito dopo quello di battere i mostri francesi che da anni regnano incontrastati nei cieli. I piloti transalpini negli ultimi cinque campionati del mondo hanno vinto altrettante medaglie d’oro individuali maschili, due femminili e tre a squadra. Durante gli scorsi europei, dove l’Italia ha vinto una medaglia d’argento nell’individuale grazie a Joachim Oberhauser e quella di bronzo a squadre, i cugini d’oltralpe hanno riempito il sacco con tutte le medaglie d’oro e l’argento femminile.Questi i convocati dal CT Alberto Castagna di Cologno Monzese: Silvia Buzzi Ferraris, milanese e fresca di titolo italiano, Christian Biasi di Rovereto (Trento), Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano), Federico Nevastro (Padova), l’emiliano Michele Boschi, Marco Littamè (Torino), Alberto Vitale (Bologna) e, dalle pendici dell’Etna, Marco Busetta.La cittadina di Montalegre è situata nel nord del Portogallo, nel distretto di Vila Real. Tutto intorno alte montagne, valli aperte e vaste pianure, sito di volo collaudato che ha già ospitato altri eventi internazionali. Dal decollo di Serra do Larouco a 1525 metri d’altitudine i piloti dirameranno lungo percorsi contrassegnati da punti salienti del territorio e, con condizioni del tempo favorevoli, voleranno anche per 100 km prima di raggiungere l’atterraggio.Il titolo è assegnato in base ai risultati conseguiti da ciascun pilota nel corso di dieci voli, uno al giorno, meteo permettendo. Oltre 30 le nazioni europee partecipanti per un massimo di 150 piloti, numero dettato da ragioni organizzative e di sicurezza. (foto: parapendio)

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli europei che hanno trascorso cinque anni nel Regno Unito dovranno pagare 73 euro per rimanere dopo la Brexit

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Il Ministero dell’Interno britannico giovedì ha comunicato alcuni dettagli sul futuro dei cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito dopo la Brexit. A partire dal 29 marzo 2019, data di partenza dal paese dell’Unione Europea, gli europei che hanno vissuto nel paese per cinque anni dovranno pagare 65 sterline (73 euro), dare il proprio nome e indirizzo e, inoltre, dimostrare che non hanno una fedina penale sporca per qualificarsi per lo “status regolare” e poter rimanere nel Regno Unito senza limiti. I bambini sotto i 16 anni dovranno pagare solo 32,50 sterline (37,22 euro). “I cittadini dell’UE possono richiedere lo stato di residenza in tre semplici passaggi per un prezzo inferiore al passaporto”, ha dichiarato il ministero dell’Interno in un comunicato stampa. I cittadini europei che hanno vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni devono richiedere lo “status regolare” durante il periodo di transizione concordato tra Londra e Bruxelles. D’altra parte, quelli che sono arrivati ​​più di recente dovrebbero richiedere il pre-sede. I cittadini che ottengono quest’ultimo status possono continuare nel Regno Unito fino a quando non raggiungono l’età di cinque anni, momento in cui devono presentare domanda per il posto. Il Dirigente conservatore ha spiegato che la scadenza per richiedere entrambe le categorie sarà prorogata fino al 30 giugno 2021 – sei mesi dopo la fine del periodo di transizione concordato tra Londra e Bruxelles – e le persone che lo otterranno saranno trattate come cittadini britannici in relazione a assistenza sanitaria, istruzione e pensioni. “I cittadini dell’UE danno un grande contributo alla nostra economia e alla nostra società, sono nostri amici, familiari e colleghi e noi vogliamo che rimangano”, ha dichiarato il ministro dell’Immigrazione, Caroline Nokes. Inoltre, i familiari di queste persone che vivono in un altro paese possono recarsi nel Regno Unito anche dopo la fine del periodo di transizione, a condizione che il rapporto di parentela esistesse prima del 31 dicembre 2020 e continua ad esistere una volta trasferito nel Regno Unito. “Stiamo dimostrando reali progressi e non vedo l’ora di sentire ulteriori dettagli su come l’Unione europea farà accordi reciproci per i cittadini britannici che vivono nell’UE”, ha detto Nokes. L’esecutivo di Theresa May si aspetta che oltre tre milioni di cittadini europei facciano questa richiesta una volta disponibile, prevedibilmente entro la fine dell’anno. L’applicazione, che sarà disponibile nelle 23 lingue dell’UE, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, può essere effettuata online attraverso la pagina Executive o un’applicazione per il telefono cellulare. Una volta che l’applicazione è completata. il Ministero lo studierà e darà una risposta nel “tempo più breve possibile”. ” Non cerchiamo scuse per non concedere questo status, ci deve essere un ottimo motivo per cui non lo si ottiene”, ha detto il ministro dell’Interno Sajid Javid giovedì in una commissione della camera alta del parlamento.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europei “senza cuore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

Le malattie alle valvole del cuore colpiscono oltre 1 milione di italiani e, visto che sono strettamente correlate all’avanzare degli anni, la loro prevalenza aumenta con l’età, tanto da riguardare il 10% delle persone con più di 65 anni. Nonostante i dati epidemiologici indichino che parliamo di malattie che riguardano un’ampia fetta della popolazione, la consapevolezza nei loro confronti è molto bassa: solo il 3% degli europei e degli italiani sa che il nostro cuore ha quattro valvole e solo il 7% degli europei conosce le malattie delle valvole cardiache, percentuale che scende al 5% se consideriamo solo gli intervistati italiani. Questi i dati che emergono da un’indagine che ha visto coinvolti 8.860 over 60enni in Austria, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Svezia, Gran Bretagna e Italia con 1.000 persone intervistate. Per questo è stata istituita per l’8 settembre prossimo, e sarà celebrata per la prima volta nei Paesi europei, con attività che si svilupperanno nel corso di tutto il mese di settembre, la Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache, European Heart Valve Disease Awareness Day. “Diversi sono gli obiettivi di questa iniziativa – dichiara Roberto Messina Presidente di Cuore Italia – Heart Valve Voice – alcuni dei più importanti sono: aumentare la consapevolezza sia della cittadinanza sia delle Istituzioni su queste malattie, promuovere e diffondere la conoscenza dei sintomi, migliorare la diagnosi che può essere effettuata in modo semplice da parte del medico di medicina generale auscultando il cuore con lo stetoscopio”. Le malattie alle valvole del cuore, se non curate adeguatamente, provocano un serio peggioramento della qualità di vita del malato, possono causare scompenso cardiaco anche grave e portare a morte nel giro di pochi anni. La buona notizia è che si possono curare e guarire. Quando viene diagnosticata una forma grave le possibilità di cura sono la riparazione o la sostituzione della valvola con interventi che sono il frutto di decenni di ricerca sui materiali e di innovazione nelle procedure chirurgiche e cardiologiche interventistiche. Le strade oggi a disposizione sono essenzialmente due: la via chirurgica o la procedura transcatetere. La prima consiste nell’impianto o nella riparazione delle valvole con un intervento di cardiochirurgia a cuore aperto o con i più moderni approcci minimamente invasivi. La seconda prevede trattamenti messi a punto più di recente, che permettono la riparazione della valvola mitrale con una clip o l’impianto di un anello, adatto quest’ultimo anche per riparare la valvola tricuspide, oppure la sostituzione della valvola aortica mediante la TAVI, un intervento eseguito spesso in anestesia locale, che utilizza un catetere introdotto attraverso l’arteria dell’inguine, indicato nei pazienti giudicati non idonei all’intervento chirurgico o a rischio alto o intermedio per la chirurgia e rappresenta la tecnica più adeguata nei pazienti anziani.
La Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache, European Heart Valve Disease Awareness Day è promossa da alcune delle principali organizzazioni scientifiche e di tutela dei diritti dei malati cardiopatici europee: tra gli altri, le associazioni Cuore Italia – Heart Valve Voice, la francese Alliance du Coeur, la britannica Heart Valve Voice UK, l’Irlandese Croi, la spagnola Aepovac, l’olandese Hart Volgers, l’associazione di cardiologia e medicina interventistica europea PCR, la Società Italiana di Cardiologia Interventistica GISE e la sua Fondazione GISE, la Società Italiana di cardiologia geriatrica SICGe e il Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva GICR-IACRP.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Proposta di legge per denunciare i trattati europei

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

E’ stato depositato in Corte di Cassazione il testo della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per l’indizione di un Referendum di denuncia dei trattati Europei per l’uscita dall’Unione Europea. L’Unione Sindacale di Base, che ha già avviato la raccolta di firme su un’altra legge di iniziativa popolare per abrogare le modifiche dell’articolo 81 della Costituzione attuate dal governo Monti nel 2012, al fine di introdurre il Pareggio di Bilancio nella nostra Carta, ha sottoscritto anche la presentazione della richiesta di un Referendum che, denunciando i trattati europei in vigore, possa consentire l’uscita del nostro Paese dall’Unione Europea.La raccolta di firme sulle due leggi rientra nella più complessiva campagna sui tre NO lanciata dalla piattaforma Eurostop di cui USB è parte: NO EU, NO EURO, NO NATO. Il quesito formulato indica questi presupposti:
1. Il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice un referendum per il giorno delle elezioni dei rappresentanti del Parlamento europeo, avente per oggetto i quesiti indicati nell’articolo 2.
2. Hanno diritto di voto tutti i cittadini che, alla data di svolgimento del referendum, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e che siano iscritti nelle liste elettorali del comune, a norma delle disposizioni contenute nel testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni ed integrazioni.
I quesiti da sottoporre a referendum sono i seguenti:
a) “Ritenete voi che lo Stato italiano debba denunciare il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, per uscire dall’Unione Europea?”;
b) “Ritenete voi che lo Stato italiano debba denunciare il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria (cosiddetto Fiscal Compact) e il Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), per consentire politiche espansive, che contribuiscano al superamento dell’attuale situazione di crisi economica, di disoccupazione e precarietà del lavoro, e alla garanzia di efficaci servizi pubblici?”.(Unione Sindacale di Base)

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Iniziativa dei cittadini europei

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

Dall’entrata in vigore di questo nuovo strumento nel 2012, si stima che 9 milioni di europei di tutti i 28 Stati membri abbiano sostenuto un’iniziativa dei cittadini europei. Finora 4 iniziative di successo hanno superato la soglia del milione di firme: la Commissione si è impegnata a dare un seguito a 3 di esse.Il Primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Il fatto che 9 milioni di persone abbiano sostenuto un’iniziativa dei cittadini europei negli ultimi 6 anni mostra che questo strumento dell’UE promuove la partecipazione e il dibattito oltre i confini nazionali, incidendo concretamente sulle politiche dell’UE. Ma dobbiamo andare oltre: la nostra recente proposta di riforma renderà molto più agevole per i cittadini varare e sostenere nuove iniziative, consentendo altresì ai giovani a partire dall’età di 16 anni di avere voce in capitolo.”
Negli ultimi 3 anni sono stati apportati miglioramenti non legislativi allo strumento. La Commissione Juncker ha inoltre adottato un approccio più politico: tutte le richieste di registrazione (prima di iniziare la raccolta delle firme) sono ora sottoposte al Collegio dei commissari e in alcuni casi sono concesse registrazioni parziali. Questi cambiamenti hanno comportato un aumento significativo del numero di iniziative delle quali è stata accettata la registrazione: dall’aprile del 2015 circa il 90% delle iniziative proposte, rispetto al 60% di tutte le proposte del precedente periodo triennale.Fra le 4 iniziative dei cittadini che hanno ottenuto il sostegno di oltre 1 milione di cittadini, la Commissione ha dato seguito all’iniziativa “Stop Vivisection” attraverso azioni non legislative; in risposta all’iniziativa “Right2Water”, nel febbraio scorso la Commissione ha proposto la revisione della direttiva sull’acqua potabile e, in seguito all’iniziativa “Ban glyphosate and toxic pesticides”, la Commissione ha annunciato una proposta legislativa intesa a migliorare la trasparenza delle valutazioni scientifiche e del processo decisionale.Successivamente alla pubblicazione della prima relazione sull’applicazione del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini nel marzo del 2015, è stata avviata una revisione intesa a migliorare l’efficacia dello strumento, anche per mezzo di una consultazione pubblica aperta. Il 13 settembre 2017 la Commissione ha quindi proposto un nuovo regolamento, che dovrà ora essere adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Questo nuovo atto renderà l’iniziativa dei cittadini europei più accessibile, meno gravosa e più agevole per gli organizzatori così come per i sostenitori. La Commissione invita ad adottarlo entro la fine del 2018 affinché possa entrare in vigore nel gennaio del 2020.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

4a iniziativa dei cittadini europei

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

Commissione-europeaBruxelles. Venerdì 6 ottobre è stata ufficialmente presentata alla Commissione europea la quarta iniziativa dei cittadini europei, “Vietare il glifosato”, che ha ottenuto oltre un milione di firme di cittadini di almeno sette Stati membri. I promotori chiedono alla Commissione “di proporre agli Stati membri di vietare il glifosato, di rivedere la procedura di approvazione dei pesticidi e di fissare obiettivi obbligatori di riduzione dell’uso dei pesticidi validi in tutta l’UE”. Finora sono state ricevute 1.070.865 dichiarazioni di sostegno da 22 Stati membri, verificate e convalidate dalle autorità nazionali. Entro tre mesi la Commissione inviterà i promotori a Bruxelles per presentare le proprie idee nel dettaglio e sarà organizzata un’audizione pubblica al Parlamento europeo per permettere a tutte le parti interessate di esprimersi. A quel punto la Commissione, a norma dell’articolo 11, paragrafo 4, del trattato sull’Unione europea, deciderà se avanzare una proposta normativa, adottare provvedimenti di altra natura per raggiungere gli obiettivi dell’iniziativa o se una sua azione non è opportuna. Dopo aver ascoltato le parti interessate, la Commissione presenterà una comunicazione per illustrare le sue motivazioni.Il diritto d’iniziativa dei cittadini europei è uno strumento a disposizione dei cittadini che consente loro di contribuire a forgiare il diritto e la politica dell’UE. Recentemente la Commissione ha presentato una proposta di revisione del regolamento sull’iniziativa dei cittadini europei per rendere questo strumento ancor più accessibile e per incoraggiarne l’utilizzo.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

BPCO, una malattia che gli europei conoscono poco

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

European public opinion“Hai mai sentito parlare di BPCO?” Due volte su tre, la risposta a questa domanda è “no”. Soltanto il 45% dei tedeschi, il 44% degli inglesi, il 41% degli spagnoli, appena il 20% dei belgi e, fanalino di coda, il 10% degli italiani, infatti, ha risposto di sì. A rivelarlo è un’approfondita indagine realizzata a luglio da GfK Eurisko in cinque paesi europei (Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Belgio) su un campione di 4.250 persone dai 18 anni in poi. In media, “ha sentito parlare di BPCO” il 35% degli intervistati e soltanto il 10% ha associato la sigla alla Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva. Un numero sorprendentemente basso per una malattia che colpisce 348 milioni di persone nel mondo e che entro il 2020 sarà la terza causa di decesso. L’indagine GfK Eurisko “La BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva) le conoscenze, i vissuti, l‘impatto sulla qualità di vita”, svela molti aspetti di questa malattia e della percezione che se ne ha. Correttamente, viene considerata grave o molto grave nella quasi totalità dei casi (95%) e nella classifica delle patologie più severe viene messa al quinto posto, dopo cancro, infarto, ictus e Alzheimer. Anche riguardo alla prevenzione c’è un buon livello di consapevolezza: i dati mostrano che per la maggior parte delle persone che la conoscono, la BPCO può essere prevenuta non fumando o smettendo di fumare (84%) e facendo controlli periodici (63%). Il fumo, in particolare, è considerato la causa principale dell’insorgere della malattia (da oltre l’80% di chi ne ha sentito parlare), seguito dall’inquinamento (54%) e dalla familiarità (37%).“È indispensabile che si alzi la guardia su questa malattia, che nel mondo causa tre milioni di morti ogni anno”, afferma Leonardo M. Fabbri, già Professore di Medicina Interna e Respiratoria presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, Visiting Professor di Medicina Interna e Respiratoria all’Università di Ferrara e Gothenburg (Svezia). “Secondo l’indagine GfK Eurisko – continua Fabbri – l’opinione pubblica la pone al quinto posto tra le malattie più invalidanti, dopo gli eventi cardiovascolari. Ma pochi forse sanno che oggi la mortalità di chi è ricoverato in ospedale per infarto è del 15% a tre anni, mentre la mortalità di un paziente con BPCO ricoverato per una riacutizzazione della malattia, cioè un peggioramento acuto dei sintomi, è del 50% nello stesso periodo”.
I sintomi della malattia più presenti risultano essere la stanchezza (48%), la mancanza di fiato/fiato corto (dispnea, 46%), la tosse secca (40%), il senso di oppressione sul petto e la difficoltà a respirare (31%).Ma al di là dell’elenco dei singoli sintomi, i dati svelano il grande impatto della malattia sulla qualità della vita. La BPCO influenza la vita in generale nel 75% dei casi, il lavoro e le attività quotidiane nel 66%, la vita sociale, le relazioni e la vita familiare nel 56% e la vita di coppia nel 51%.
Scendendo più nel dettaglio, nel 79% dei casi i pazienti hanno difficoltà a fare qualsiasi tipo di attività sportiva; nel 62% non riescono a dedicarsi come vorrebbero al proprio hobby; nella stessa percentuale (62%) non riescono a prendersi cura dei bambini o a giocare con loro; il 56% limita i viaggi, il 53% la vita affettiva, il 47% gli incontri con gli amici e il 42% le uscite per andare al ristorante, al cinema, a teatro, al pub.
Solo il 35% dei pazienti intervistati assume un solo farmaco, il 42% ne assume due e ben il 23% ne assume tre o più. Questo per molti significa dover gestire più inalatori: un problema che si riflette sull’aderenza al trattamento. Se il 75% segue le prescrizioni del medico, infatti, uno su quattro non riesce: la metà perché si sente meglio e pensa di non aver bisogno del farmaco, il 41% perché si dimentica, il 13% perché “assumere tante medicine lo fa sentire malato”. Altri commentano che “è difficile utilizzare differenti tipi di inalatore”, che la cura non è efficace e che è una cura complicata, ed è facile commettere errori.
In ultimo, l’indagine ha sondato quali siano i bisogni ancora insoddisfatti di questi pazienti. Ebbene, la stragrande maggioranza – 85% – vorrebbe un farmaco che lo facesse stare meglio, il 77% vorrebbe un farmaco che agisse più in fretta, il 65% vorrebbe usare un solo inalatore, il 60% vorrebbe dover assumere un solo farmaco.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Europa che vorremmo dimenticando il conto da pagare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

europaSe tralasciamo il discorso su ciò che i nostri padri pensavano sull’Europa da europei e ci limitiamo a considerare i fatti odierni dobbiamo renderci conto che dopo tanti sforzi unitari e le relative accelerazioni annettendo senza farci molti scrupoli paesi che non avevano ancora maturato l’idea dello stare insieme e le regole che avrebbero dovuto condividere e alla possibile perdita di parte della loro sovranità in tema di politica estera, di economia, di finanza, di giustizia, di certo la loro vocazione unitaria avrebbe mostrato non poche crepe.
E’ questo a mio avviso il tallone di Achille di una comunità che pensa ai propri confini in termini nazionali e non di certo sovranazionali.
L’Europa sembra oggi insofferente al conto che la storia le presenta dopo decenni di colonialismo, post colonialismo e di governi fantoccio in paesi dove l’ordine di scuderia era quello di sfruttare, impoverire, immiserire in nome del profitto fine a se stesso.
Abbiamo fatto scempio degli stessi diritti che enunciavamo con orgoglio in nome della “realpolitik” per dedicarci animo e corpo alla ricerca e il mantenimento del potere, indipendentemente da questioni religiose o morali.
Eravamo tanto invasati alla ricerca diplomatica di un primato fra gli Imperi Europei che abbiamo saputo dar seguito naturale alle feluche dei propri ministri, diplomatici, accademici sostituendole con gli elmi del guerriero e scatenare guerre sanguinose e immani distruzioni per affermare un predominio che la diplomazia delle feluche non era riuscita ad assicurare. Ora che i tempi del guerreggiare in armi sono passati di moda un’altra cultura si è affermata affinando l’ingegno degli europei verso un modo di pensare più ricercato. Così l’Europa comunitaria si è trasformata in uno scudo protettivo e in un terreno di lauti profitti per chi avendo perso la guerra sul terreno di battaglia ritrova la sua revanche in senso storico politico nel campo dell’economia e della finanza.
Questo doppio binario di politica interna ed internazionale messo in piedi da chi continua a sentirsi storicamente erede di un passato imperiale è destinato a far pagare un prezzo molto elevato a quelle nazioni in Europa e altrove che hanno subito il fascino del più forte e non compreso l’insidia che nascondeva. Se questa è l’Europa che vogliamo abbiamo sbagliato alla grande perché non vi è dignità per i sudditi. E qui mi fermo. Come dire? Ai posteri l’ovvia sentenza. (Riccardo Alfonso direttore centri studi sociali e politici della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli ultimi attentati devono far riflettere gli italiani e gli europei

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

barcellona attentatoÈ necessario ripensare due concetti che il politicamente corretto della sinistra e dei circoli culturali del buonismo hanno finora imposto, forti del loro controllo su molti media: l’accoglienza e l’integrazione. I fatti tragici di questi ultimi anni e quelli di Barcellona e forse di Turku in Finlandia di queste ore dimostrano che è fallita l’integrazione con la parte più radicale e fanatica dell’Islam che si è dimostrata quindi inconciliabile con i traguardi raggiunti dalla nostra civiltà”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
“Per questo – aggiunge – bisognerà prevedere per gli immigrati naturalizzati o di seconda generazione che mostrino un radicalismo religioso la privazione della cittadinanza. Altro che ius soli. La cittadinanza non può essere un diritto, ma una conquista di cultura e di rispetto per chi ti ospita. Allo stesso tempo, appare chiaro che l’accoglienza quantitativa e qualitativa sta destrutturando e disumanizzando le nostre società aperte e tolleranti”. “Rischiamo – conclude Cirielli -di divenire xenofobi per colpa di un’immigrazione incontrollata voluta dalla sinistra, ma abbiamo il diritto, come diceva Popper (non certo di Destra o populista), di non tollerare gli intolleranti in nome della tolleranza”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’arabismo occidentale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

mediterraneoCi appare persino fin troppo chiaro che abbiamo affrontato il problema arabo con il passo sbagliato perché abbiamo voluto in qualche modo affermare un primato occidentale nei confronti di quei popoli che pur avendo, come gli arabi del vicino oriente, risorse energetiche notevoli per far camminare la macchina industriale dell’occidente, avrebbero potuto gestire al meglio le proprie risorse e ricavarci benefici sostanziali per i popoli interessati. E’ subentrata quella anomalia che cacciata dalla porta come il colonialismo è rientrata, come si sul dire, dalla finestra. E non solo. Sono proprio gli Stati Uniti, quelli che furono i più fieri oppositori del colonialismo praticato dagli europei nei confronti degli africani e degli asiatici, a rimettere in piedi questa vecchia e mai doma pratica sia pure ammantandola da logiche più tipicamente commerciali ed industriali. Si esportano le imprese per farle produrre con una manodopera a bassi costi e priva di oneri sociali. Si garantisce la tutela dell’ordine attraverso la presenza di governi fantoccio corrotti al punto giusto per trovare la loro convenienza a stare al gioco e a fare, all’occorrenza, il lavoro sporco per interposta persona come il perseguitare gli oppositori e stroncare le protese popolari con la violenza ed il genocidio. E su tutto e tutti prevale un primato ovvero quello di voler imporre con la forza l’interesse economico a vantaggio di pochi e non importa alcunché se a pagarne il prezzo più alto sono i soggetti più deboli ed i più emarginabili. Vecchi, bambini, donne e che vivono in aeree con povertà estrema perché prive di acqua, cibo ed assistenza sanitaria. E’ quello stesso popolo di disperati, si parla oggi di due milioni che premono alla frontiera libica per cercare dalle sue sponde di raggiungere l’Europa, che oggi l’Italia teme perché la considera una vera e propria “bomba demografica” e in un certo senso non ha torto, ma che il resto dell’Europa dei mercanti e dei mercenari guarda con indifferenza perché non è di frontiera. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »