Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘europeo’

Approvato il primo Pacchetto Mobilità Europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Si è concluso positivamente l’iter di approvazione del primo Pacchetto Mobilità per la riforma dell’autotrasporto che pone un primo freno alla concorrenza sleale. Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano, associazione insieme alla quale già nel 2014 aveva avanzato all’Unione Europea una serie di proposte per la tutela delle aziende italiane, riconoscono che un primo passo in avanti è stato fatto, ma non è ancora sufficiente per contrastare il fenomeno della concorrenza sleale e del dumping sociale.
“In seguito alla pesante crisi che aveva investito il settore dell’autotrasporto, in rappresentanza dei nostri soci, nel 2014 avevamo avanzato una serie di proposte all’Unione Europea con l’obiettivo di fermare il fenomeno sempre più dilagante del dumping sociale” dichiara Secondo Sandiano, Presidente nazionale di Assotrasporti e Vicepresidente vicario di Eumove.
“Con una lettera inviata all’allora Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, avevamo presentato diverse criticità e relative proposte per il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore dell’autotrasporto. Successivamente, in seguito all’approvazione della legge francese che vietava la possibilità di effettuare il riposo settimanale regolare a bordo del veicolo su tutto il territorio nazionale e alla pubblicazione della relazione della Commissione Europea sul tema dell’integrazione del mercato interno dei trasporti su strada, avevamo inviato una lettera all’allora Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, e ai Commissari competenti, per richiedere un loro intervento urgente” aggiunge Sandiano.
“In accordo con quanto dichiarato dall’Unione Europea, Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano avevano espresso soddisfazione per quanto proposto dalla Commissione Europea, la quale aveva delineato la giusta strada da percorrere per iniziare a risolvere le criticità del settore. Da sempre favorevoli alle semplificazioni, con l’obiettivo di porre al centro delle riforme il trasportatore, riconoscevamo la proposta di legge francese come una scelta coraggiosa, della quale avrebbe dovuto farsi carico l’Unione Europea stessa per porre un definitivo freno al dumping sociale e alla concorrenza sleale” ricorda Sandiano.
“Rispetto alla riforma attuale, invece, riconosciamo che i tre atti normativi che costituiscono il primo Pacchetto Mobilità appena approvato introducono norme per rendere il settore dell’autotrasporto europeo più equo. In questo momento di profonda crisi dovuta all’emergenza sanitaria per il Coronavirus, l’esito positivo dell’iter di approvazione della riforma europea non può che essere accolto con soddisfazione dalle nostre associazioni. Tuttavia, sottolineiamo che si tratta di un primo passo in avanti nella giusta direzione per la tutela delle aziende, ma non è ancora sufficiente a garantire equità nel settore. Fino a quando non sarà garantita equità di condizioni di trattamento delle aziende europee sia a livello di costi (il costo del lavoro, i premi assicurativi, la tassa di circolazione, l’effettivo pagamento dei pedaggi e del carburante etc.) sia a livello fiscale, il fenomeno del dumping sociale e della concorrenza sleale (anche con delocalizzazione abusiva e improprio utilizzo di fondi comunitari) continueranno a svilupparsi. L’unico modo per combattere questa piaga e ridare ossigeno e futuro alle aziende italiane è quello di metterle in condizione di essere competitive a livello europeo. Su questo tema, oltre alla normativa comunitaria, molto potrebbe fare il nostro governo riconoscendo che l’azienda di trasporto non è un’attività stanziale ma svolge lo stesso servizio indipendente dallo stato dove ha la sede e quindi rendendola competitiva senza costringerla a chiudere o delocalizzare” conclude Sandiano.

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Premio del Cittadino europeo: candidature entro il 30 giugno

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Valorizzazione dello spirito europeo, comprensione e cooperazione fra i cittadini degli stati membri dell’Unione, divulgazione di valori come dignità, uguaglianza, giustizia, solidarietà e libertà. Sono questi i principali temi oggetto del Premio del Cittadino europeo a cui, per l’edizione 2020, si affianca la lotta al COVID-19.Il Parlamento europeo invita i cittadini, i gruppi di cittadini, le associazioni e le organizzazioni che hanno realizzato dei progetti inerenti le tematiche specificate dal regolamento a candidarsi o a nominare altri, entro il 30 giugno 2020 alle ore 23:59.Sono ammissibili progetti nazionali, transfrontalieri e paneuropei che promuovono una maggiore integrazione e cooperazione, nonché i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Fra i temi dei progetti vincitori delle passate edizioni, l’assistenza sociale e l’integrazione, l’educazione, il dialogo interculturale, l’arte e la cultura, la protezione dell’ambiente e la memoria storica.Anche i deputati potranno nominare un progetto di un singolo o di una associazione ritenuto particolarmente meritevole. I vincitori saranno annunciati a luglio 2020 e invitati alla cerimonia di premiazione a novembre 2020 presso il Parlamento europeo.

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Premio del Cittadino europeo: candidature entro il 30 giugno

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Valorizzazione dello spirito europeo, comprensione e cooperazione fra i cittadini degli stati membri dell’Unione, divulgazione di valori come dignità, uguaglianza, giustizia, solidarietà e libertà. Sono questi i principali temi oggetto del Premio del Cittadino europeo a cui, per l’edizione 2020, si affianca la lotta al COVID-19.Il Parlamento europeo invita i cittadini, i gruppi di cittadini, le associazioni e le organizzazioni che hanno realizzato dei progetti inerenti le tematiche specificate dal regolamento a candidarsi o a nominare altri, entro il 30 giugno 2020 alle ore 23:59.Sono ammissibili progetti nazionali, transfrontalieri e paneuropei che promuovono una maggiore integrazione e cooperazione, nonché i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Fra i temi dei progetti vincitori delle passate edizioni, l’assistenza sociale e l’integrazione, l’educazione, il dialogo interculturale, l’arte e la cultura, la protezione dell’ambiente e la memoria storica.Anche i deputati potranno nominare un progetto di un singolo o di una associazione ritenuto particolarmente meritevole.I vincitori saranno annunciati a luglio 2020 e invitati alla cerimonia di premiazione a novembre 2020 presso il Parlamento europeo.

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Il Presidente Tzitzikostas: il bilancio dell’UE e il piano di rilancio dell’economia proteggono le regioni

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

Commentando il QFP dell’UE e il piano di rilancio proposti dalla Commissione europea, il Presidente del Comitato europeo delle regioni, Apostolos Tzitzikostas, ha dichiarato: “Il nuovo bilancio dell’UE del valore di 1 100 miliardi di EUR e il piano di rilancio dell’economia da 750 miliardi di EUR sono incentrati sulla sicurezza, sul rilancio dell’economia e sulla resilienza delle regioni, delle città e dei piccoli comuni di tutta Europa e comprendono gli elementi chiave richiesti dal Comitato europeo delle regioni. Essi forniscono inoltre una chiara risposta ai populisti e agli euroscettici, dimostrando il valore aggiunto dell’Unione europea in un momento difficile come quello attuale. Esorto gli Stati membri dell’UE e il Parlamento europeo a esaminare e adottare in tempi rapidi le proposte presentate oggi dalla Presidente Ursula von der Leyen”.”Come chiesto dal Comitato europeo delle regioni, il nuovo progetto di bilancio dell’UE comprende un fondo europeo per la ripresa di almeno 500 miliardi di EUR sotto forma di finanziamenti a fondo perduto. Istituisce un nuovo programma in materia di sanità pubblica che riunisce tutti i livelli di governo – UE, nazionale e regionale – per migliorare i servizi e le strutture sanitarie in tutto il continente. La proposta rinvigorisce la politica di coesione dell’UE, con uno stanziamento di oltre 373 miliardi di EUR, rafforza lo sviluppo rurale investendo 90 miliardi di EUR e dà impulso alla transizione giusta con un fondo da 40 miliardi di EUR. In linea con le nostre richieste, i piani della Commissione forniscono anche risposte importanti per settori vitali come il turismo, la cultura e le PMI “, ha aggiunto il Presidente Tzitzikostas.

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Ue. Pichetto (FI): no facili entusiasmi e lavorare a Consiglio europeo di giugno

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

“La proposta presentata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen risponde a quanto da tempo richiede Forza Italia e cioè risorse a bassissimo tasso e a lunga scadenza con cui ridare slancio all’economia. In tutto 170 miliardi di euro di cui quasi la metà saranno a fondo perduto. Rimangono però alcune incertezze che impongono prudenza, e prime fra tutte la posizione dei cosiddetti ‘Paesi frugali’ i quali sono contrari al sistema del fondo perduto, a cui preferiscono quello del prestito, oltre a condizioni stringenti per la concessione di queste risorse. Per questa ragione il governo farebbe bene a mettere da parte i facili entusiasmi e lavorare d’impegno da qui al Consiglio europeo di metà giugno. Sarà quello l’appuntamento decisivo per convincere gli Stati ‘frugali’ e per rendere effettive quelle che al momento sono soltanto proposte”. Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio, Gilberto Pichetto Fratin, responsabile nazionale del Dipartimento Finanze e Bilancio.

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Il Fintech europeo fa sistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Milano/Londra modefinance – società FinTech che sviluppa soluzioni di Intelligenza Artificiale (IA) per la valutazione e la gestione del rischio di credito – in partnership con AInfinity – società FinTech londinese che sviluppa sistemi di IA e di sentiment analysis – lancia un nuovo servizio che va a integrare le tecnologie di Intelligenza Artificiale con analisi del sentiment e di alternative data all’interno della piattaforma proprietaria RaaS (Rating-as-a-Service), per ridurre ulteriormente i tempi di analisi del rischio (esecuzione in pochi minuti e automazione del processo del 97%) a vantaggio di istituti finanziari, banche e fondi di investimento. La partnership tra le due Fintech è un passaggio naturale dato dalla capacità di entrambe di creare strumenti di Intelligenza Artificiale in grado di aiutare, soprattutto in questo anomalo momento di mercato, l’ecosistema finanziario nella gestione del rischio.In particolare, la piattaforma RaaS di modefinance adotterà le analisi qualitative della soluzione Alivecore360 di AInfinity e le combinerà con l’attuale sistema di valutazione quantitativa del credito e specifici KPI (ad esempio, confronto tra settori e industrie, modelli previsionali specifici, ecc.), implementando così un processo decisionale molto più rapido. Alivecore360 di AInfinity è un modello avanzato di IA che combina social media, notizie web, agenzie di stampa e informazioni provenienti da milioni di dati testuali non strutturati, per una sentiment analysis con copertura globale e real time.L’integrazione di Alivecore360 in RaaS sarà quindi in grado di offrire una valutazione del rischio di credito a 360° e in tempo reale. Il prodotto di output combinato, una piattaforma intelligente di nowcasting (la capacità di effettuare previsioni a brevissimo termine), supporterà le istituzioni finanziarie nell’individuare rischi di credito e/o di portafoglio, opportunità e sentiment di mercato relativo ad aziende target in tempi rapidissimi, grazie a una gamma molto più ampia di metodologie qualitative e quantitative e di fonti di informazioni da cui poter attingere.La soluzione RaaS di modefinance offre le funzionalità e i servizi di un’agenzia di rating in una piattaforma web modulare a supporto della valutazione del rischio di contoparte e di gestione del portafoglio investimenti, dedicata a istituzioni finanziarie, fondi di investimento, aziende Fintech e corporate. Grazie all’applicazione di avanzate tecnologie di data science e artificial intelligence, la piattaforma permette già oggi di prevedere e prevenire situazioni di rischio economico-finanziario degli operatori economici, tramite valutazioni immediate e automatizzazione delle procedure. La nuova soluzione realizzata in partnership con AInfinity permetterà a modefinance di ampliare l’offerta di analisi e di gestione del rischio di RaaS e di ridurre ulteriormente i tempi di esecuzione.Al giorno d’oggi, la mole di dati disponibili cresce di continuo a una velocità esponenziale e gli stessi dati sono, sempre di più, di difficile analisi e aggregazione, specialmente in campo finanziario. Una delle maggiori sfide per i mercati e per le istituzioni finanziarie è quella di ottenere ed estrarre informazioni utili sia quantitative (finanziarie, Profit&Loss, cashflow, credit score, rating, ecc.) sia qualitative (dati non strutturati, news feed, ecc.), ovvero passare dai Big Data agli Smart Data. In un mondo in continua evoluzione, poter prendere le migliori decisioni in tempi rapidi è fondamentale e l’analisi istantanea dei dati consente di ottenere un reale vantaggio competitivo. Il tempo rappresenta una variabile di importanza vitale per cogliere al meglio rischi e opportunità.Un recente report di Morgan Stanley mostra come il nowcasting (la capacità di effettuare previsioni a brevissimo termine) sostituirà le previsioni tradizionali, grazie all’uso efficace che questi modelli fanno di un set di dati non strutturati per misurazioni dirette (es. panieri di prodotti utilizzati per la stima dell’inflazione), dove il nowcasting mostra un significativo vantaggio rispetto alle analisi tradizionali. Nella crisi Covid-19, ad esempio, il nowcasting aveva individuato, già giorni prima che la pandemia toccasse i paesi occidentali, molti segnali di allarme e una alta probabilità che il virus avrebbe danneggiato l’intera catena di approvvigionamento cinese. Il mercato in generale non è stato in grado di rispondere tempestivamente e tantissime aziende a livello globale hanno aumentato il loro livello di rischio. A oggi si stanno utilizzando sistemi di base per una analisi del rischio e per simulare stress-test previsionali. Una soluzione come quella proposta da modefinance e AInfinity potrà certamente rendere queste analisi molto più efficaci e tempestive.

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Partito il progetto europeo MOOD per la prevenzione dei rischi nella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Un nuovo progetto di ricerca scientifica per individuare con largo anticipo i primi segnali di epidemie, al termine del quale, nel 2023, saranno messi a disposizione di tutti i Paesi strumenti di monitoraggio ad integrazione di quelli esistenti. Sono 25 gli enti di ricerca e le agenzie di salute pubblica e veterinaria di 12 paesi al mondo impegnati in questa sfida a carattere globale. Tra questi c’è la FEM che coordina il Work Package sulla diseases intelligence e che vede come partner FBK nell’ambito della JRU Epilab, operante da un paio di anni nell’ambito dell’epidemiologia quantitativa delle malattie infettive, e l’Istituto Superiore di Sanità.
“FEM coordina in questo progetto una specifica area relativa alla intelligenza delle malattie che ci vede collaborare con FBK nella raccolta di dati a livello europeo e sviluppare modelli epidemiologici” spiega la coordinatrice della Work Package sulla diseases intelligence, Annapaola Rizzoli, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione FEM.
Coordinato dal CIRAD, il centro francese di cooperazione internazionale nella ricerca agronomica per lo sviluppo, nel contesto del programma europeo H2020, con un budget di 14 milioni di Euro, il progetto MOOD è stato lanciato a Stoccolma, dove ha sede il Centro Europeo per il controllo delle malattie partner dell’iniziativa assieme all’Organizzazione Mondiale per la Sanità (WHO), alla FAO e all’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale. L’inizio del progetto, nel mese di gennaio, è coinciso con la diffusione del virus Covid-19, mettendo alla prova fin da subito il team di ricerca nell’elaborazione di misure basate sulla modellizzazione della trasmissione del virus, la diagnosi precoce e lo sviluppo della pandemia.
Quali sono i rischi legati alla diffusione di nuovi patogeni in Europa? In quali zone è maggiore la probabilità che si diffondano? Queste, essenzialmente, le domande a cui i ricercatori di MOOD cercheranno di rispondere sfruttando tecniche analitiche e di estrazione dei dati provenienti da più fonti per migliorare il rilevamento, il monitoraggio e la valutazione delle malattie emergenti in Europa. L’auspicio è che MOOD possa fornire supporto pratico e metodologico alle esistenti piattaforme di monitoraggio, combinando le informazioni legate alla salute con dati legati ad altri fattori, come quelli climatici e migratori, oppure all’uso del territorio o addirittura alla deforestazione.
Il cambiamento climatico, la mobilità animale e umana, la crescita della popolazione mondiale e l’urbanizzazione hanno portato ad un aumento del rischio legato all’insorgenza di emergenze sanitarie ed alla diffusione globale di nuovi patogeni. Il mondo lo sta vivendo in questo momento a seguito della diffusione della pandemia legata al virus Covid-19. In questa situazione il fattore tempo diventa essenziale per una diagnosi precoce dei rischi.

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Concorso europeo “I giovani e le scienze”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Si tratta della 32a edizione dell’European Union Contest for Young Scientists della Direzione generale Ricerca della Commissione europea. “Possono concorrere singolarmente o in gruppo di non più di tre gli allievi delle scuole superiori”, specifica Alberto Pieri, segretario generale della FAST- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, che da sempre organizza la manifestazione italiana del prestigioso concorso. “E’ l’unico contest voluto sia dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dal Consiglio, sia dai Governi degli stati membri; consente di vincere premi quali settemila euro per le proprie invenzioni e/o ricerche e di essere scelti per poter accedere a iniziative, concorsi internazionali, borse di studio e viaggi ed entrare nel Forum dei Giovani scienziati al quale aderiscono i partecipanti di tutte le edizioni della competizione.
La scadenza entro cui si possono inviare alla FAST i moduli e candidarsi è il 24 gennaio 2020. La giuria internazionale di esperti seleziona i migliori progetti dei neoleonardo italiani 2020; questi concorrono con loro stand e invenzioni nell’esposizione aperta a pubblico e gratuita dal 7 al 9 marzo 2020 a Milano in p.le Morandi 2.
I vincitori possono partecipare agli eventi internazionali collegati all’iniziativa della Commissione europea e previsti da maggio 2020 ad aprile 2021.Per consultare/scaricare il bando: http://www.fast.mi.it/gs2020/gs2020.htm

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4 scenari per l’azionario europeo nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Milano. Analisi di Michael Browne, Portfolio Manager del fondo Legg Mason Martin Currie European Absolute Alpha. Le prospettive per l’azionario europeo appaiono meno chiare rispetto a un anno fa: guardando al contesto macro, scenari molto positivi e molto negativi sono quasi egualmente probabili. Gli investitori possono consolarsi col fatto che le valutazioni sono ora molto più basse rispetto ad un anno fa.La domanda chiave per il 2019, comunque, è se la crescita globale continuerà a rallentare (o addirittura si arresterà), con un serio contraccolpo per gli utili societari, o se sarà l’anno in cui la fase di debolezza della crescita giungerà al termine, rivelando grandi opportunità per gli investitori azionari. Negli ultimi anni il nostro outlook sull’azionario europeo è stato in genere positivo. Per il 2019 abbiamo un’opinione meno netta, perché quest’anno potrebbe rivelarsi eccellente o pessimo a seconda di come evolverà lo scenario macro. È possibile inoltre che la prima e la seconda metà dell’anno vadano in modo molto diverso: i primi sei mesi rischiano di essere molto incerti e volatili, con il sentiment che oscillerà in base ai dati, mentre la seconda parte dell’anno potrebbe rappresentare un’ottima opportunità se dovesse verificarsi una significativa correzione del mercato.Ecco quali sono a nostro parere i quattro scenari probabili per le azioni europee nel 2019:
Mercato rialzista – 40% di probabilità. Questo scenario implicherebbe che nel 2019 i mercati rimangano convenienti e si verifichi il mix ideale di crescita e bassa inflazione, che sarebbe favorevole per gli asset di rischio. In questo caso preferiremmo titoli industriali di qualità e titoli di crescita nel segmento mid cap, in entrambi i casi con solidi modelli di business, alte barriere all’ingresso nel mercato, e significativa creazione di valore – un genere di titoli che è stato declassato eccessivamente nel 2018.
Trading Range (andamento laterale) – 20% di probabilità, Nella prima parte del 2019 i mercati potrebbero rimbalzare, avendo sperimentato un sell off eccessivo alla fine dell’anno scorso. Con la crescita globale che va rallentando, però, il trend rialzista dovrebbe restare limitato, all’interno di un range del 15%. In questo scenario ridurremmo l’esposizione nelle fasi di rialzo e compreremmo in quelle di debolezza, fino a quando non ci sarà maggior chiarezza sulla direzione del ciclo economico e delle politiche della banca centrale.
Mercato ribassista – 30% di probabilità, In questo scenario, il restringimento della Fed si sarà dimostrato eccessivo, la crescita globale soffrirà più di quanto ci si aspetta, e riappariranno pressioni deflazionistiche. Gli asset di rischio, azioni europee comprese, avranno performance negative.
Prima o poi a quel punto la Fed taglierà i tassi di interesse e interromperà la riduzione del suo bilancio. Dovesse accadere ciò, opteremmo per un’esposizione netta bassa o sulle posizioni corte, finché gli indicatori del credito e macroeconomici non si stabilizzeranno. Ritorni positivi sarebbero generati solo dalle posizioni short, che sarebbero focalizzate su società con alta leva operativa e finanziaria. Con la maggioranza dei prezzi dei titoli che crollano e vengono declassati, le posizioni long punteranno a sovraperformare l’indice.
Collasso – 10% di probabilitàIl mercato orso appena delineato potrebbe evolvere in una vera e propria crisi, con crollo del commercio globale, default del debito e il disgregarsi dell’Unione Europea. Ci sarebbero ampie opportunità di short, con molti titoli che precipiteranno drammaticamente e altrettanti che avranno bisogno di essere rifinanziati. In questo scenario opteremmo per un’esposizione netta sulle posizioni corte, fino a quando tutte le banche centrali non saranno tornate a politiche monetarie espansive.

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GraiesLab, un progetto europeo che nasce dalla condivisione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Torino Giovedì 15 novembre a partire dalle 15 a Torino nello spazio eventi Open Incet (2 piano, via Cigna 96\17d) prende il via il progetto GraiesLab, un piano territoriale integrato (Piter), finanziato nell’ambito dei progetti Interreg Alcotra 2014\2020.“GraiesLab” è l’acronimo di “generazioni rurali attive innovanti e solidali”: quattro sono infatti gli assi di progetto, ovvero innovazione, turismo, mobilità sostenibile e servizi socioassistenziali. Rivolto in particolare ai giovani, per offrire occasioni di sviluppo e lavoro a chi vive nei territori marginali del Canavaese, delle Valli di Lanzo, della Valle d’Aosta e della Savoia francese. La parte più innovativa di GraiesLab è il metodo di lavoro, il cosiddetto “living lab”, che parte dall’idea della massima condivisione attiva e costante di tutte le componenti del territorio, dai cittadini alle istituzioni pubbliche, dal mondo della ricerca a quello produttivo. Di come si applica il metodo del living lab al Piter Graies, si parlerà durante l’incontro di giovedì, con la partecipazione, per parte italiana, della consigliera delegata della Città metropolitana di Torino Anna Merlin, e di Csi Piemonte, Atl Turismo Torino e provincia, Confindustria Canavese, Uncem Piemonte; Comitato Unesco Ivrea, Associazione Morus onlusIl piano ha un finanziamento FEsr di oltre 7 milioni di euro e vede la partecipazione di sei soggetti italiani e 4 francesi, per l’esattezza Camera di Commercio di Torino; Federazione Provinciale Coldiretti di Torino; GAL Valli del Canavese; GAL Valli di Lanzo Ceronda Casternone; Unité des Communes valdôtaines Grand-Paradis; Conseil départemental de Savoie; Syndicat Mixte de l’Avant Pays Savoyard; Communauté de communes Coeur de Savoie; PETR Arlysère. Soprattutto coinvolge 146 comuni e per la prima volta, vede Canavese Eporediese e Valli di Lanzo lavorare insieme sui bandi europei.

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Secondo Congresso Europeo sul Sorgo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Milano 7 e l’8 novembre, presso il Centro Congressi dell’Hotel Sheraton di Milano Malpensa si terrà il secondo Congresso Europeo sul Sorgo, promosso dall’Organizzazione Interprofessionale Sorghum ID (www.sorghum-id.com).
“Il sorgo è un cereale particolarmente sicuro perché per le sue caratteristiche e per le condizioni di coltivazione e raccolta è meno suscettibile agli attacchi fungini, quindi alla contaminazione da micotossine – afferma Formigoni – Un aspetto quindi molto importante, soprattutto se lo leghiamo agli effetti dei cambiamenti climatici in atto e alle ripercussioni che possono avere sul ciclo produttivo delle colture”. Nell’alimentazione dei suini destinati alla produzione del Prosciutto di Parma Dop, il Disciplinare prevede che nella razione alimentare la componente riservata ai cereali rappresenti almeno il 55% della sostanza secca e se al mais viene destinata la medesima percentuale, quella relativa al sorgo, analogamente all’orzo, raggiunge il 40% mentre gli altri cereali si fermano al 25% della s.s. Anche per la produzione del Parmigiano Reggiano la composizione della razione prevede che il sorgo, oltre agli altri cereali previsti, possa essere utilizzato nella quota massima del 40% rispetto al totale dei mangimi somministrati giornalmente. “In alcune prove condotte su bovine da latte destinato al Parmigiano Reggiano dove il sorgo è stato utilizzato come unico cereale – continua il docente universitario – abbiamo raggiunto percentuali di grasso e proteine molto interessanti: rispettivamente 3,33% e 3,04%. Alla luce di queste considerazioni quindi, non vi è alcun dubbio che il sorgo rappresenti un’opportunità eccezionale di coltivazione anche per il ridotto fabbisogno di interventi agronomici che richiede. Possiamo quindi affermare che da un punto di vista nutrizionale il sorgo garantisce un elevato contenuto di energia digeribile, una somma di fattori antinutrizionali inferiore rispetto agli altri cereali con un conseguente miglioramento delle condizioni igieniche intestinali degli animali e un profilo lipidico più favorevole per la qualità del grasso del suino pesante destinato alla produzione di salumi Dop e per mantenere più elevata la percentuale di grasso del latte”.
Il programma del secondo Congresso Europeo sul Sorgo: https://www.sorghum-id.com/it/programma-del-congresso-2018/ prevede una serie di incontri ad alto livello con i maggiori esperti internazionali di questa coltura, che rappresenta il quinto cereale per importanza al mondo, con caratteristiche produttive estremamente interessanti in grado di rispondere alle esigenze del comparto agrozootecnico moderno, all’interno di una complementarietà in cui la sicurezza produttiva rappresenta uno dei punti centrali.

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Giorgia Meloni: Ridefinizione tra l’ordinamento italiano ed europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, interviene sul quotidiano “Il Foglio”: tra le proposte di FDI in discussione alla camera c’è quella sulla ridefinizione tra l’ordinamento italiano ed europeo.“Con queste proposte – sottolinea Meloni – noi vogliamo sancire un principio generale: la sovranità appartiene al popolo, solo il popolo può decidere se cederla ad altri e questo può avvenire tramite un referendum consultivo sulla ratifica dei trattati internazionali o sulle norme sovranazionali. Vogliamo cancellare i vincoli europei contenuti negli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione con cui ci siamo sottomessi all’ordinamento comunitario senza che nemmeno la stessa Ue ce lo chiedesse. Perché escludo la possibilità che i nostri Padri costituenti abbiano mai pensato che l’art. 11 sulle “limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”, sarebbe stato un varco per quelle norme europee che impattano sui diritti e sull’economia nazionale, senza passare per la sovranità popolare. Vogliamo, inoltre, introdurre la “clausola di salvaguardia dell’interesse nazionale” che, secondo l’analisi della recente giurisprudenza costituzionale, rappresenta una condizione irrinunciabile per l’accettabilità delle ultime riforme dell’ordinamento europeo: noi vogliamo che, per entrare nel nostro ordinamento, qualunque norma sovranazionale rispetti il principio della salvaguardia dell’interesse nazionale e che questa valutazione sia affidata alla Corte Costituzionale”.”D’altronde – osserva Meloni – è la stessa Unione che già nei propri Trattati istitutivi sancisce il proprio dovere di rispettare l’identità nazionale degli Stati membri, affermando che «L’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale». A sostenere questa tesi sono anche autorevoli giuristi e uomini di Stato come, ad esempio, il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, che ha esortato a “far prevalere sui Trattati la nostra Costituzione, esattamente come hanno fatto e fanno Germania e Francia. La sovranità è nella sostanza la potestà di porre norme giuridiche cogenti per tutto il popolo. Allo stato attuale questa potestà è riservata agli Stati nazionali o federali” non a entità sovranazionali. Ed è quello che hanno fatto altri Stati in Europa, che hanno utilizzato disposizioni più o meno tese a salvaguardare la sovranità del popolo rispetto alle decisioni assunte in ambito europeo”.”Sono convinta – conclude Meloni – che la ricetta di Fratelli d’Italia sia l’unica sostenibile e credibile per difendere la sovranità del popolo italiano e l’interesse nazionale, un concetto che in Italia non è mai stato annoverato tra gli obiettivi da perseguire in politica estera. È un grave errore che non hanno commesso, invece, Francia e Regno Unito, per le quali non è né stravagante né estremista parlare apertamente di interesse nazionale e non costituisce un tabù neppure nei partiti di sinistra. Fratelli d’Italia non vuole uscire dall’Unione Europea ma pensa che si può stare in Europa a testa alta e non da servi sciocchi. Oggi non è con i carri armati che l’indipendenza e la sovranità nazionale vengono compromessi ma attraverso vincoli subdoli imposti dalle disposizioni comunitarie che spogliano la Nazione di qualsivoglia capacità giuridica in materia politica ed economica. E se è vero il conflitto è tra chi difende le sovranità nazionali, la democrazia, i diritti sociali del lavoro e chi invece difende il globalismo apolide e sradicante di cui l’Unione Europea è portatrice, noi sappiamo da che parte stare: noi difendiamo l’Italia”.

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Congresso europeo sul Sorgo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Milano 7 e 8 novembre 2018 Centro Congressi dell’hotel Sheraton di Milano Malpensa si terrà il secondo Congresso europeo sul sorgo promosso dall’Organizzazione interprofessionale Sorghum ID. Negli ultimi anni il miglioramento delle varietà coltivate ha permesso di ottenere rese produttive maggiori. Soprattutto in Italia, che insieme a Francia e Romania rappresenta uno dei principali Paesi produttori a livello europeo. Il sorgo è il quinto cereale per importanza nell’economia agricola mondiale.
L’obiettivo è quello di promuovere e incentivare a livello europeo la produzione di questa coltura attraverso un progetto triennale partito nel 2017, approvato e finanziato per i due terzi del suo valore (1,2 milioni di euro) dalla Ue.“Secondo i dati elaborati alla fine dello scorso mese di giugno dalla DG Agriculture and Rural Development di Eurostat e relativi alle stime del 2017 – spiega Mario Salvi, funzionario di Confagricoltura presso la sede dell’Organizzazione agricola di Bruxelles – nella UE-28 la superficie coltivata a sorgo ha raggiunto i 138mila ha a fronte dei 123mila del 2016, con una previsione per il 2018 di un ulteriore incremento che dovrebbe portare a 142mila ha di terreno coltivato, pari a una media, negli ultimi 5 anni, di 141mila ha. Relativamente alla produzione, sempre riferita al 2017, il documento riporta una previsione di circa 753mila tonnellate totali (erano 669mila nel 2016) e una prospettiva, per l’anno in corso, di 775mila tonnellate. Per quanto riguarda le rese, i dati degli ultimi 5 anni oscillano tutti tra 5,89 ton/ha del 2014 e una previsione di 5,48 ton/ha per il 2018, numeri che superano la media di 5,22 ton./ha calcolata sulla base dell’ultimo quinquennio”.Secondo l’analisi di Salvi questi dati incoraggianti sono legati alla qualità del seme che sempre più spesso gli agricoltori acquistano solo se certificato. “Quello dell’aumento delle rese produttive è un elemento che riscontriamo soprattutto in Italia – puntualizza – dove, pur producendo meno rispetto al maggior produttore europeo di sorgo che è la Francia, si evidenzia una media di 6,4ton./ha analizzando le produzioni del 2016, del 2017 e quelle previste per il 2018, a fronte delle 5,5ton./ha stimate per la Francia valutando le produzioni dei medesimi periodi. In questo Paese la produzione di sorgo nel 2017 ha raggiunto le 327mila ton ottenute su 56mila ha, mentre per il 2018 sono previste 299mila ton su 55mila ha coltivati. La Romania mantiene una posizione importante nel panorama europeo con le sue 64mila tonnellate prodotte nel 2017 su 16mila ha e una resa di 4,1ton./ha.
Per Mario Salvi le prospettive di crescita per il sorgo possono essere interessanti, soprattutto se il settore mangimistico manifesterà maggiore interesse verso questa coltura che “nella tipologia da granella ha tutte le caratteristiche per essere complementare ad altre materie prime come il mais nella composizione della razione alimentare destinata al bestiame – afferma – Un interesse direi analogo a quello dimostrato dai produttori di biogas, che nel sorgo hanno trovato un’ottima fonte per alimentare i loro impianti. Esclusi i Paesi del Nord Europa che soprattutto per la loro collocazione geografica non possono rispondere alle esigenze produttive di questo cereale, credo che nell’area meridionale del continente le prospettive di sviluppo esistano e possano essere ampiamente sfruttate”.

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Pilastro europeo dei diritti sociali: Andare oltre la politica e l’economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Il Parlamento europeo ha riunito i rappresentanti delle comunità religiose per un dialogo sulla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali , un “insieme di 20 principi e diritti che sostengono il rinnovo dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare in tutta l’UE.” sfide economiche e politiche hanno ferito la qualità della vita di molti in Europa. Rischio di disoccupazione e di povertà rimane alto, molti accordo con lavoro precario e instabile, tirocini non retribuiti o sottopagati sono in aumento, e l’Europa è in calo a corto di molti obiettivi delineati nella strategia UE 2020. Mairead McGuinness, primo vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato l’importanza unica di chiese e di altre comunità religiose nel rispondere a queste sfide, e la difesa della dignità umana e di contribuire ai dibattiti di politica pubblica. “Tu sei presente in ogni città e villaggio in tutto il 28 Stati membri.” I contributi al seminario di dialogo hanno sottolineato l’importanza della dimensione sociale per il futuro dell’Europa. Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo, ha osservato che un pieno di un terzo di ciò che è scritto nei trattati UE offerte direttamente di questioni sociali. Altri, tra cui il commissario Birgitte Brekke-Clifton (L’Esercito della Salvezza) ha invitato l’UE ad assicurare i finanziamenti per l’attuazione del pilastro sociale, e sincronizzare la sua valutazione con gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile. Ha anche criticato il pilastro per fare alcuna menzione dei migranti e dei richiedenti asilo non dichiarati. Metropolitan Ignatios di Demetrias e Almyros (Chiesa di Grecia) riflette teologicamente sulla necessità di condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti. Egli ha sottolineato che questo è un collettivo, piuttosto che l’interesse individuale. “Per combattere per il vostro pane quotidiano, che è un problema pratico. Per combattere per voi il pane quotidiano per il vostro vicino di casa, che è un problema spirituale “. Rev. Daniel Topalski della United Methodist Church in Bulgaria ha osservato che le chiese contribuiscono alla costruzione di società di cura e inclusive attraverso il loro lavoro diaconale, e che il pilastro sociale è parte dell’anima europea, accanto a valori come la pace, la solidarietà e l’uguaglianza. “Il pilastro europeo dovrebbe essere visto come un inizio, non una fine”, ha osservato Heather Roy, segretario generale di Eurodiaconia, “Ci sono molte cose che devono ancora essere sviluppati, soprattutto a livello nazionale, perché è qui che vedremo successo. Dobbiamo difendere contro qualsiasi annacquare il pilastro, in particolare per quanto possiamo vedere un cambiamento nel Parlamento europeo a seguito delle elezioni del prossimo anno “. Il pilastro europeo dei diritti sociali è stata proclamata congiuntamente e firmato dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio al Vertice sociale di Göteborg nel novembre del 2017. Le istituzioni europee tengono riunioni regolari ad alto livello e seminari di dialogo con le chiese, non confessionale, e le organizzazioni filosofiche come parziale adempimento dell’articolo 17 della Treat sul funzionamento dell’Unione europea.

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Pacchetto d’inverno del semestre europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

L’economia europea è in forte espansione e la prospettiva economica favorevole si accompagna a un miglioramento del mercato del lavoro e della situazione sociale. Ciò riflette le riforme intraprese dagli Stati membri negli ultimi anni e fornisce un’opportunità per rafforzare ulteriormente la resilienza delle economie e delle società dell’UE. Tuttavia il recupero non avvantaggia allo stesso modo tutti i membri della società e le debolezze strutturali frenano la crescita e la convergenza in alcuni Stati membri. È per questo motivo che i paesi dell’UE dovrebbero sfruttare tale tendenza per rafforzare ulteriormente le basi delle loro economie.
Le 27 relazioni per paese pubblicate oggi (per tutti gli Stati membri tranne la Grecia, attualmente oggetto di un programma specifico di sostegno alla stabilità) contengono l’analisi annuale effettuata dai servizi della Commissione sulla situazione economica e sociale degli Stati membri, compresi i progressi compiuti nel corso degli anni nell’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese. Tale analisi si fonda su un intenso dialogo a livello politico e tecnico con gli Stati membri e con le parti interessate a tutti i livelli, nel quadro del semestre europeo di coordinamento delle politiche.Per i 12 Stati membri selezionati nel novembre scorso per un esame approfondito, le relazioni per paese comprendono una valutazione degli eventuali squilibri macroeconomici e il pacchetto fornisce un aggiornamento della classificazione in categorie dei paesi nell’ambito della cosiddetta procedura per gli squilibri macroeconomici.Per la prima volta la relazioni per paese si concentreranno in particolare sull’integrazione delle priorità del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato nel novembre 2017. Quest’anno viene prestata un’attenzione particolare all’analisi delle sfide in materia di competenze e alle modalità di funzionamento delle reti di sicurezza sociale a livello nazionale. I dati del quadro di valutazione della situazione sociale sono usati anche per monitorare i risultati conseguiti in ambito sociale e occupazionale.Questo pacchetto d’inverno del semestre europeo 2018 segue la pubblicazione, a novembre, dell’analisi annuale della crescita 2018 e la raccomandazione sulla politica economica della zona euro, che definiscono le priorità per l’anno successivo a livello europeo. L’attenzione si sposta ora verso la dimensione nazionale del semestre e fornisce la base affinché gli Stati membri elaborino i loro programmi nazionali annuali entro la metà di aprile. Insieme alle relazioni per paese, i programmi nazionali costituiranno la base per le proposte della Commissione per la prossima serie di raccomandazioni specifiche per paese nel mese di maggio.Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale e competente per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Le economie solide sono quelle che continuano ad affrontare le proprie debolezze anche quando la congiuntura è favorevole. Ora che l’economia europea sta crescendo al ritmo più rapido dell’ultimo decennio, dovrebbe essere proprio questa la nostra strategia, sia a livello nazionale che dell’UE.”Pierre Moscovici, Commissario responsabile per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “In undici paesi dell’UE sono ancora presenti squilibri macroeconomici, che li rendono vulnerabili in caso di shock. Oggi la Commissione europea rileva che tali squilibri sono in fase di correzione grazie alle riforme in corso e alla ripresa economica, il che rende l’Europa più forte. È una buona notizia! Il numero di paesi coinvolti nella procedura è in calo dall’inizio della crisi e oggi premiamo i progressi compiuti in Bulgaria, Francia, Portogallo e Slovenia con un cambiamento di categoria positivo. Sono necessari maggiori sforzi in tutti i paesi. La vita di milioni di cittadini europei, continua a essere una lotta quotidiana ed è per questo che tutti i governi devono fare di più per affrontare le disuguaglianze, la disoccupazione e la precarietà del lavoro.”Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Con la proclamazione del pilastro europeo dei diritti sociali, abbiamo reso prioritari gli investimenti nelle competenze, nella riduzione delle disuguaglianze, nell’equità sociale e nella crescita inclusiva. Dobbiamo ora monitorare i risultati degli Stati membri in merito ai principi e ai diritti compresi nel pilastro, per farli diventare una realtà concreta.”

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Forum europeo sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma Sabato 24 febbraio 2018 si terrà a Roma, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale dalle ore 9.00 alle ore 18.30 il Forum Europeo sull’ Immigrazione: “Lo straniero. Inquietudine soggettiva e disagio sociale nel fenomeno dell’immigrazione in Europa organizzato dall’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, dall’Eurofederazione di Psicoanalisi e dalla Scuola Lacaniana di psicoanalisi, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l’Istituto Freudiano per la clinica, la terapia e la scienza. Il Forum di Roma segue il Forum di Torino: proposti da Jacques-Alain Miller, i Forum europei hanno lo scopo di continuare a porre l’interrogativo che Lacan aveva formulato sul rapporto tra inconscio e politica, e, parallelamente, sul posto che devono avere gli psicoanalisti nella città, nella polis, nella società.Mai come oggi il tema dell’immigrazione è centrale nel dibattito pubblico e politico, in Italia e in Europa. Quotidianamente, addetti ai lavori e non, si confrontano con parole come dialogo, identità, sicurezza, criminalità. L’immigrazione è un tema che non può essere banalizzato nè affrontato superficialmente: è complesso e ricco di implicazioni, coinvolge il singolo e la collettività, genera incontro e dialogo ma anche paura e rifiuto.
Per tutti questi motivi e per rispondere ai tanti quesiti, l’edizione 2018 del Forum Europeo non coinvolge solo gli psicoanalisti, ma si apre ai rappresentanti di Enti e Associazioni impegnate in prima linea nel campo dell’immigrazione e organizzazioni internazionali (tra queste Fao, Medici senza Frontiere, Caritas, Comunità di Sant’Egidio) istituzioni, mondo della politica, del giornalismo, della cultura e dell’arte. Una giornata ed un programma denso di interventi e relatori.L’evento è a cura di Jacques-Alain Miller erede testamentario dell’Opera di Jacques Lacan, di Miquel Bassols Presidente della Associazione Mondiale di psicoanalisi, di Domenico Cosenza presidente dell’Eurofederazione di psicoanalisi, degli psicoanalisti Eric Laurent e Antonio Di Ciaccia, traduttore e curatore dell’Opera di Lacan in Italia.L’evento è patrocinato tra gli altri dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Senato della Repubblica e dal Ministero degli Esteri.

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L’Italia rischia il commissariamento europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

europa-comunitariaMentre la campagna elettorale è ormai in pieno svolgimento, il bollettino della congiuntura economica offre armi alle diverse fazioni per continuare la stupida guerra della delegittimazione reciproca. Da un lato, l’aggiungersi di qualche decimale alla previsione di incremento del pil, che potrebbe chiudere l’anno a +1,6% (sicuramente +1,5%), consente alla maggioranza di governo, e in particolare al Pd, di affermare che in questa legislatura è stato tolto il Paese dalla recessione e portato ad un tasso di crescita che, come ha detto Gentiloni, ci toglie dalla scomoda posizione di fanalino di coda dell’Europa. Per la verità siamo solo passati dal penultimo al quintultimo posto, e rimane fissato al 2021, buoni ultimi, il pieno recupero della ricchezza perduta dal 2007 in poi. Comunque, sarà pure una piccola corsa, quella del pil, ma tanto basta per far dire che sono state le politiche di questi anni, specie quelle renziane, a spingere l’economia ad una progressione inattesa. Sull’altro fronte, quello dell’opposizione, sono i dati non ancora confortanti dell’occupazione (è scesa un pochino la disoccupazione, ma il livello degli occupati sul totale della popolazione attiva rimane di una decina di punti più basso della media Ue e addirittura di una ventina rispetto alla Germania) a fornire munizioni per sparare contro il governo, con la solita tiritera sul jobs act come legge liberticida e affamatrice del popolo.
Come sempre, si tratta di puro populismo, alimentato da un ragguardevole livello di ignoranza. La situazione reale è assai più complessa, e va letta con ben altri occhiali che non quelli della propaganda. Il dato da cui partire, infatti, è un altro: quanto ha inciso la politica monetaria espansiva della Bce (di concerto con la Federal Reserve e le altre banche centrali del mondo) sulle dinamiche del pil. Un lavoro di Economia Reale, il centro studi diretto dall’ex viceministro Mario Baldassarri, ci offre uno spunto importante: senza Quantitative Easing, quest’anno così come nei due anni precedenti, l’Italia sarebbe stata e sarebbe rimasta in recessione. Nel 2017 dello 0,3%, l’anno scorso dello 0,9% (contro +1%) e nel 2015 dell’1,8% (contro +0,7%). Esagerato? Può anche darsi che lo scarto sia eccessivo, ma certo senza Draghi avremmo avuto un percorso ben diverso. E dunque a ben poco sono servite le scelte (poche) e le chiacchiere (tante) in cui si sono tradotte le politiche economiche interne.
Lo dimostrano due cose. La prima è rappresentata dalla differenza tra l’andamento congiunturale (il pil) e quello strutturale dell’economia. Un esempio, per capirci. Una variabile fondamentale per misurare lo stato di salute non momentaneo di un paese è la produttività. Ora, l’Istat ci ha appena fatto sapere che tra il 1995 ed il 2016 la produttività del lavoro è salita di appena 0,3 punti percentuali, il più basso incremento in Europa. Grave, molto grave. La seconda spia rossa accesa è data dallo scarto abissale che separa l’economia formale da quella percepita. Oggi la ripresa c’è, sta migliorando e supera le attese. Ma nel paese non la si vede, non la si tocca. Non incide sulla psicologia collettiva: gli italiani rimangono depressi come quando incombeva la recessione. E infatti i consumi rimangono tirati e gli investimenti centellinati, mentre è dall’export, dalla domanda di beni durevoli e dal mercato immobiliare che vengono i segnali confortanti.
Ma sapete qual è il vero elemento di discrimine, la cosa che fa la reale differenza? La politica. Da un lato, come abbiamo visto, non è servita a far crescere l’economia, anzi, e dall’altro è percepita dagli imprenditori e dagli investitori nazionali e internazionali come un fattore di freno ma soprattutto di rischio. Pensate solo all’attacco che qualcuno ha creduto bene di sferrare al presidente (italiano) della Bce circa la crisi delle banche e il suo precedente ruolo di governatore di Bankitalia. Materiale organico nel ventilatore, che rischia di sporcare chi, in un contesto complesso come quello del governo dei tassi d’interesse che divide i paesi ricchi e relativamente poco indebitati (Germania e nordici) da quelli peggio messi (Italia e mediterranei), ha scelto di tenere il rate a zero e ha comprato a piene mani titoli di Stato spegnendo il fuoco dello spread. Un autolesionismo che certo non aiuta ad accrescere la già bassa credibilità italiana.
Non stupisce, quindi, che in un quadro così contraddittorio – l’economia che, seppur grazie a fattori esogeni, va meglio, e la politica che, invece, si muove sull’orlo del baratro – il mondo produttivo e degli affari sostenga, seppure sottovoce, che bisogna organizzarsi come se la politica non ci fosse, che bisogna farne a meno. Così come non stupisce che tante persone comuni, in numero crescente, non facciano mistero di auspicare l’arrivo dell’uomo forte capace di “sistemare le cose”. Naturalmente la prima è una pia illusione, la seconda una china pericolosa. Ma sono realtà, che non vanno sottovalutate. Anche il fascismo, che veniva da sinistra vista l’origine nazional-socialista di Mussolini, è nato così. Il clima era lo stesso. Uguali le parole d’ordine: “qui bisogna fare la rivoluzione, se si vogliono rimettere le cose a posto”. Come sia andata a finire, e come andrebbe a finire se la storia si ripetesse, lo sappiamo. Meglio fermarsi per tempo.
Rimane il fatto che cambiare, anzi cambiare radicalmente – il sistema istituzionale, il sistema politico, la classe dirigente – sia indispensabile. Qualcuno ha pensato di farlo con la “rottamazione generazionale”. Ma ha clamorosamente fallito. Per questo crediamo che adesso occorra una “contro-rottamazione”. Che consiste, da un lato, nel rottamare i rottamatori senza idee e con troppa presunzione, e dall’altro, nel convincere le migliori intelligenze, le esperienze più consolidate e credibili del Paese, a rendersi disponibili all’impegno politico. La nostra, sia chiaro, non è nostalgia del passato – anche se, ad essere sinceri, ne abbiamo – ma è sincero desiderio di guardare al futuro, nella speranza che i padri della patria e le riserve della Repubblica si facciano avanti. Siamo sicuri che gli italiani che non vanno più a votare, o quelli che si sfogano premiando i professionisti del “vaffa”, di fronte a gente seria che ha progetti seri, non farebbero mancare il necessario consenso. L’alternativa è il commissariamento da parte dell’Europa.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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“No al ministro delle Finanze europeo”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

Jean-Claude Juncker“Se questo volesse dire egemonia della Germania, commissariamento da parte della Germania di tutti gli altri Paesi Ue. Diciamo no”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Juncker non è credibile, Juncker è stato un pessimo presidente della Commissione, il suo piano per gli investimenti è miseramente fallito, non ha alcuna credibilità per proporre alcunché. La nostra idea di Europa è un’idea di Europa della crescita, dello sviluppo, degli investimenti, ma non attraverso l’egemonia della Germania. Questo sia ben chiaro.
Forza Italia, ma dico tutto il centrodestra, è per questa posizione: riforma, cambiamento dell’Europa e no a che la Germania si appropri anche del controllo della finanza pubblica dei singoli Paesi. Dovrà cambiare tutto e non sarà certamente nella direzione del pessimo Juncker”.

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Programma europeo di ricollocazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

european commissionLo sportello telefonico attivato dall’EASO in Italia permette di comunicare e spiegare i benefici del programma europeo di ricollocazione per chi necessita di protezione internazionale e si trova attualmente sul territorio italiano. Nell’ambito della campagna di comunicazione sul programma europeo di ricollocazione, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ha attivato uno sportello telefonico allo scopo di informare le persone che necessitano di protezione internazionale, provenienti da paesi ammissibili, sulle possibilità di adesione al programma di ricollocazione. L’obiettivo è anche ribadire che la ricollocazione è un modo sicuro e legale per spostarsi dall’Italia verso un altro paese europeo.Lo sportello telefonico offre informazioni rapide e accurate in risposta alle domande dei richiedenti protezione internazionale sulle procedure per accedere al programma europeo di ricollocazione. Gli esperti dello sportello telefonico possono inoltre fornire informazioni sullo stato delle richieste e sulla procedura per il ricongiungimento familiare per potenziali richiedenti asilo.
In sostanza, la funzione principale dello sportello telefonico è fornire le seguenti informazioni a chi ha bisogno di protezione internazionale, o ad altre organizzazioni o singoli individui: chiarimenti sulle procedure di ricollocazione, ricongiungimento familiare e sulla procedura di registrazione delle richieste di asilo sul territorio nazionale, e stato delle domande per i casi già registrati per la ricollocazione o il ricongiungimento familiare.Lo sportello telefonico dell’EASO in Italia, raggiungibile al numero +39 345 40 57 316, opera con il supporto di esperti in materia di asilo e di mediatori culturali nelle seguenti lingue: italiano, inglese, tigrino e arabo, ed è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 20.00. l’EASO ha anche uno sportello telefonico in Grecia, raggiungibile al numero + 306944829138, operativo dal lunedì al venerdì, dalle 09.00 alle 17.00, che assicura un servizio di interpretazione per le seguenti lingue: arabo, farsi e curdo (sorani, kurmanji, badini). Come in Italia, lo sportello telefonico in Grecia fornisce informazioni dettagliate ai richiedenti sulle procedure ufficiali riguardanti il programma di ricollocazione e di ricongiungimento familiare.

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Le priorità per il prossimo Vertice europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

Jean-Claude JunckerIn un dibattito con la Presidenza maltese e il Presidente della Commissione Juncker, i deputati hanno discusso le priorità per il Vertice europeo del 22 e 23 giugno.I deputati hanno criticato fortemente la mancanza di progressi da parte del Consiglio sulla riforma del sistema di Dublino e hanno bollato la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri quale “deludente” e “vergognosa”. Molti deputati hanno anche sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne e hanno notato i progressi compiuti su questo aspetto.
La questione relativa a ulteriori accordi con i Paesi extra-UE, come la Libia, ha diviso l’Aula. Alcuni deputati si sono opposti con convinzione alla cooperazione con quello che hanno definito uno “Stato allo sbando”, mentre altri hanno chiesto un accordo UE-Libia per porre fine alla perdita di vite nel Mediterraneo.Come previsto, molti leader dei gruppi politici hanno affrontato la situazione relativa alla Brexit, in seguito alle elezioni generali nel Regno Unito della scorsa settimana. Alcuni hanno affermato che le elezioni hanno chiaramente indicato che la Brexit “hard” è caduta, mentre altri hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati e la crescente incertezza. I leader hanno inoltre chiesto di garantire che la Brexit non oscuri tutto il lavoro essenziale in altre aree politiche che deve andare avanti.Infine, alcuni leader dei gruppi politici hanno anche affrontato la rinnovata spinta dell’UE sulla cooperazione in materia di difesa.

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