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4 scenari per l’azionario europeo nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Milano. Analisi di Michael Browne, Portfolio Manager del fondo Legg Mason Martin Currie European Absolute Alpha. Le prospettive per l’azionario europeo appaiono meno chiare rispetto a un anno fa: guardando al contesto macro, scenari molto positivi e molto negativi sono quasi egualmente probabili. Gli investitori possono consolarsi col fatto che le valutazioni sono ora molto più basse rispetto ad un anno fa.La domanda chiave per il 2019, comunque, è se la crescita globale continuerà a rallentare (o addirittura si arresterà), con un serio contraccolpo per gli utili societari, o se sarà l’anno in cui la fase di debolezza della crescita giungerà al termine, rivelando grandi opportunità per gli investitori azionari. Negli ultimi anni il nostro outlook sull’azionario europeo è stato in genere positivo. Per il 2019 abbiamo un’opinione meno netta, perché quest’anno potrebbe rivelarsi eccellente o pessimo a seconda di come evolverà lo scenario macro. È possibile inoltre che la prima e la seconda metà dell’anno vadano in modo molto diverso: i primi sei mesi rischiano di essere molto incerti e volatili, con il sentiment che oscillerà in base ai dati, mentre la seconda parte dell’anno potrebbe rappresentare un’ottima opportunità se dovesse verificarsi una significativa correzione del mercato.Ecco quali sono a nostro parere i quattro scenari probabili per le azioni europee nel 2019:
Mercato rialzista – 40% di probabilità. Questo scenario implicherebbe che nel 2019 i mercati rimangano convenienti e si verifichi il mix ideale di crescita e bassa inflazione, che sarebbe favorevole per gli asset di rischio. In questo caso preferiremmo titoli industriali di qualità e titoli di crescita nel segmento mid cap, in entrambi i casi con solidi modelli di business, alte barriere all’ingresso nel mercato, e significativa creazione di valore – un genere di titoli che è stato declassato eccessivamente nel 2018.
Trading Range (andamento laterale) – 20% di probabilità, Nella prima parte del 2019 i mercati potrebbero rimbalzare, avendo sperimentato un sell off eccessivo alla fine dell’anno scorso. Con la crescita globale che va rallentando, però, il trend rialzista dovrebbe restare limitato, all’interno di un range del 15%. In questo scenario ridurremmo l’esposizione nelle fasi di rialzo e compreremmo in quelle di debolezza, fino a quando non ci sarà maggior chiarezza sulla direzione del ciclo economico e delle politiche della banca centrale.
Mercato ribassista – 30% di probabilità, In questo scenario, il restringimento della Fed si sarà dimostrato eccessivo, la crescita globale soffrirà più di quanto ci si aspetta, e riappariranno pressioni deflazionistiche. Gli asset di rischio, azioni europee comprese, avranno performance negative.
Prima o poi a quel punto la Fed taglierà i tassi di interesse e interromperà la riduzione del suo bilancio. Dovesse accadere ciò, opteremmo per un’esposizione netta bassa o sulle posizioni corte, finché gli indicatori del credito e macroeconomici non si stabilizzeranno. Ritorni positivi sarebbero generati solo dalle posizioni short, che sarebbero focalizzate su società con alta leva operativa e finanziaria. Con la maggioranza dei prezzi dei titoli che crollano e vengono declassati, le posizioni long punteranno a sovraperformare l’indice.
Collasso – 10% di probabilitàIl mercato orso appena delineato potrebbe evolvere in una vera e propria crisi, con crollo del commercio globale, default del debito e il disgregarsi dell’Unione Europea. Ci sarebbero ampie opportunità di short, con molti titoli che precipiteranno drammaticamente e altrettanti che avranno bisogno di essere rifinanziati. In questo scenario opteremmo per un’esposizione netta sulle posizioni corte, fino a quando tutte le banche centrali non saranno tornate a politiche monetarie espansive.

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GraiesLab, un progetto europeo che nasce dalla condivisione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Torino Giovedì 15 novembre a partire dalle 15 a Torino nello spazio eventi Open Incet (2 piano, via Cigna 96\17d) prende il via il progetto GraiesLab, un piano territoriale integrato (Piter), finanziato nell’ambito dei progetti Interreg Alcotra 2014\2020.“GraiesLab” è l’acronimo di “generazioni rurali attive innovanti e solidali”: quattro sono infatti gli assi di progetto, ovvero innovazione, turismo, mobilità sostenibile e servizi socioassistenziali. Rivolto in particolare ai giovani, per offrire occasioni di sviluppo e lavoro a chi vive nei territori marginali del Canavaese, delle Valli di Lanzo, della Valle d’Aosta e della Savoia francese. La parte più innovativa di GraiesLab è il metodo di lavoro, il cosiddetto “living lab”, che parte dall’idea della massima condivisione attiva e costante di tutte le componenti del territorio, dai cittadini alle istituzioni pubbliche, dal mondo della ricerca a quello produttivo. Di come si applica il metodo del living lab al Piter Graies, si parlerà durante l’incontro di giovedì, con la partecipazione, per parte italiana, della consigliera delegata della Città metropolitana di Torino Anna Merlin, e di Csi Piemonte, Atl Turismo Torino e provincia, Confindustria Canavese, Uncem Piemonte; Comitato Unesco Ivrea, Associazione Morus onlusIl piano ha un finanziamento FEsr di oltre 7 milioni di euro e vede la partecipazione di sei soggetti italiani e 4 francesi, per l’esattezza Camera di Commercio di Torino; Federazione Provinciale Coldiretti di Torino; GAL Valli del Canavese; GAL Valli di Lanzo Ceronda Casternone; Unité des Communes valdôtaines Grand-Paradis; Conseil départemental de Savoie; Syndicat Mixte de l’Avant Pays Savoyard; Communauté de communes Coeur de Savoie; PETR Arlysère. Soprattutto coinvolge 146 comuni e per la prima volta, vede Canavese Eporediese e Valli di Lanzo lavorare insieme sui bandi europei.

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Secondo Congresso Europeo sul Sorgo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Milano 7 e l’8 novembre, presso il Centro Congressi dell’Hotel Sheraton di Milano Malpensa si terrà il secondo Congresso Europeo sul Sorgo, promosso dall’Organizzazione Interprofessionale Sorghum ID (www.sorghum-id.com).
“Il sorgo è un cereale particolarmente sicuro perché per le sue caratteristiche e per le condizioni di coltivazione e raccolta è meno suscettibile agli attacchi fungini, quindi alla contaminazione da micotossine – afferma Formigoni – Un aspetto quindi molto importante, soprattutto se lo leghiamo agli effetti dei cambiamenti climatici in atto e alle ripercussioni che possono avere sul ciclo produttivo delle colture”. Nell’alimentazione dei suini destinati alla produzione del Prosciutto di Parma Dop, il Disciplinare prevede che nella razione alimentare la componente riservata ai cereali rappresenti almeno il 55% della sostanza secca e se al mais viene destinata la medesima percentuale, quella relativa al sorgo, analogamente all’orzo, raggiunge il 40% mentre gli altri cereali si fermano al 25% della s.s. Anche per la produzione del Parmigiano Reggiano la composizione della razione prevede che il sorgo, oltre agli altri cereali previsti, possa essere utilizzato nella quota massima del 40% rispetto al totale dei mangimi somministrati giornalmente. “In alcune prove condotte su bovine da latte destinato al Parmigiano Reggiano dove il sorgo è stato utilizzato come unico cereale – continua il docente universitario – abbiamo raggiunto percentuali di grasso e proteine molto interessanti: rispettivamente 3,33% e 3,04%. Alla luce di queste considerazioni quindi, non vi è alcun dubbio che il sorgo rappresenti un’opportunità eccezionale di coltivazione anche per il ridotto fabbisogno di interventi agronomici che richiede. Possiamo quindi affermare che da un punto di vista nutrizionale il sorgo garantisce un elevato contenuto di energia digeribile, una somma di fattori antinutrizionali inferiore rispetto agli altri cereali con un conseguente miglioramento delle condizioni igieniche intestinali degli animali e un profilo lipidico più favorevole per la qualità del grasso del suino pesante destinato alla produzione di salumi Dop e per mantenere più elevata la percentuale di grasso del latte”.
Il programma del secondo Congresso Europeo sul Sorgo: https://www.sorghum-id.com/it/programma-del-congresso-2018/ prevede una serie di incontri ad alto livello con i maggiori esperti internazionali di questa coltura, che rappresenta il quinto cereale per importanza al mondo, con caratteristiche produttive estremamente interessanti in grado di rispondere alle esigenze del comparto agrozootecnico moderno, all’interno di una complementarietà in cui la sicurezza produttiva rappresenta uno dei punti centrali.

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Giorgia Meloni: Ridefinizione tra l’ordinamento italiano ed europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, interviene sul quotidiano “Il Foglio”: tra le proposte di FDI in discussione alla camera c’è quella sulla ridefinizione tra l’ordinamento italiano ed europeo.“Con queste proposte – sottolinea Meloni – noi vogliamo sancire un principio generale: la sovranità appartiene al popolo, solo il popolo può decidere se cederla ad altri e questo può avvenire tramite un referendum consultivo sulla ratifica dei trattati internazionali o sulle norme sovranazionali. Vogliamo cancellare i vincoli europei contenuti negli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione con cui ci siamo sottomessi all’ordinamento comunitario senza che nemmeno la stessa Ue ce lo chiedesse. Perché escludo la possibilità che i nostri Padri costituenti abbiano mai pensato che l’art. 11 sulle “limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”, sarebbe stato un varco per quelle norme europee che impattano sui diritti e sull’economia nazionale, senza passare per la sovranità popolare. Vogliamo, inoltre, introdurre la “clausola di salvaguardia dell’interesse nazionale” che, secondo l’analisi della recente giurisprudenza costituzionale, rappresenta una condizione irrinunciabile per l’accettabilità delle ultime riforme dell’ordinamento europeo: noi vogliamo che, per entrare nel nostro ordinamento, qualunque norma sovranazionale rispetti il principio della salvaguardia dell’interesse nazionale e che questa valutazione sia affidata alla Corte Costituzionale”.”D’altronde – osserva Meloni – è la stessa Unione che già nei propri Trattati istitutivi sancisce il proprio dovere di rispettare l’identità nazionale degli Stati membri, affermando che «L’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale». A sostenere questa tesi sono anche autorevoli giuristi e uomini di Stato come, ad esempio, il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, che ha esortato a “far prevalere sui Trattati la nostra Costituzione, esattamente come hanno fatto e fanno Germania e Francia. La sovranità è nella sostanza la potestà di porre norme giuridiche cogenti per tutto il popolo. Allo stato attuale questa potestà è riservata agli Stati nazionali o federali” non a entità sovranazionali. Ed è quello che hanno fatto altri Stati in Europa, che hanno utilizzato disposizioni più o meno tese a salvaguardare la sovranità del popolo rispetto alle decisioni assunte in ambito europeo”.”Sono convinta – conclude Meloni – che la ricetta di Fratelli d’Italia sia l’unica sostenibile e credibile per difendere la sovranità del popolo italiano e l’interesse nazionale, un concetto che in Italia non è mai stato annoverato tra gli obiettivi da perseguire in politica estera. È un grave errore che non hanno commesso, invece, Francia e Regno Unito, per le quali non è né stravagante né estremista parlare apertamente di interesse nazionale e non costituisce un tabù neppure nei partiti di sinistra. Fratelli d’Italia non vuole uscire dall’Unione Europea ma pensa che si può stare in Europa a testa alta e non da servi sciocchi. Oggi non è con i carri armati che l’indipendenza e la sovranità nazionale vengono compromessi ma attraverso vincoli subdoli imposti dalle disposizioni comunitarie che spogliano la Nazione di qualsivoglia capacità giuridica in materia politica ed economica. E se è vero il conflitto è tra chi difende le sovranità nazionali, la democrazia, i diritti sociali del lavoro e chi invece difende il globalismo apolide e sradicante di cui l’Unione Europea è portatrice, noi sappiamo da che parte stare: noi difendiamo l’Italia”.

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Congresso europeo sul Sorgo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Milano 7 e 8 novembre 2018 Centro Congressi dell’hotel Sheraton di Milano Malpensa si terrà il secondo Congresso europeo sul sorgo promosso dall’Organizzazione interprofessionale Sorghum ID. Negli ultimi anni il miglioramento delle varietà coltivate ha permesso di ottenere rese produttive maggiori. Soprattutto in Italia, che insieme a Francia e Romania rappresenta uno dei principali Paesi produttori a livello europeo. Il sorgo è il quinto cereale per importanza nell’economia agricola mondiale.
L’obiettivo è quello di promuovere e incentivare a livello europeo la produzione di questa coltura attraverso un progetto triennale partito nel 2017, approvato e finanziato per i due terzi del suo valore (1,2 milioni di euro) dalla Ue.“Secondo i dati elaborati alla fine dello scorso mese di giugno dalla DG Agriculture and Rural Development di Eurostat e relativi alle stime del 2017 – spiega Mario Salvi, funzionario di Confagricoltura presso la sede dell’Organizzazione agricola di Bruxelles – nella UE-28 la superficie coltivata a sorgo ha raggiunto i 138mila ha a fronte dei 123mila del 2016, con una previsione per il 2018 di un ulteriore incremento che dovrebbe portare a 142mila ha di terreno coltivato, pari a una media, negli ultimi 5 anni, di 141mila ha. Relativamente alla produzione, sempre riferita al 2017, il documento riporta una previsione di circa 753mila tonnellate totali (erano 669mila nel 2016) e una prospettiva, per l’anno in corso, di 775mila tonnellate. Per quanto riguarda le rese, i dati degli ultimi 5 anni oscillano tutti tra 5,89 ton/ha del 2014 e una previsione di 5,48 ton/ha per il 2018, numeri che superano la media di 5,22 ton./ha calcolata sulla base dell’ultimo quinquennio”.Secondo l’analisi di Salvi questi dati incoraggianti sono legati alla qualità del seme che sempre più spesso gli agricoltori acquistano solo se certificato. “Quello dell’aumento delle rese produttive è un elemento che riscontriamo soprattutto in Italia – puntualizza – dove, pur producendo meno rispetto al maggior produttore europeo di sorgo che è la Francia, si evidenzia una media di 6,4ton./ha analizzando le produzioni del 2016, del 2017 e quelle previste per il 2018, a fronte delle 5,5ton./ha stimate per la Francia valutando le produzioni dei medesimi periodi. In questo Paese la produzione di sorgo nel 2017 ha raggiunto le 327mila ton ottenute su 56mila ha, mentre per il 2018 sono previste 299mila ton su 55mila ha coltivati. La Romania mantiene una posizione importante nel panorama europeo con le sue 64mila tonnellate prodotte nel 2017 su 16mila ha e una resa di 4,1ton./ha.
Per Mario Salvi le prospettive di crescita per il sorgo possono essere interessanti, soprattutto se il settore mangimistico manifesterà maggiore interesse verso questa coltura che “nella tipologia da granella ha tutte le caratteristiche per essere complementare ad altre materie prime come il mais nella composizione della razione alimentare destinata al bestiame – afferma – Un interesse direi analogo a quello dimostrato dai produttori di biogas, che nel sorgo hanno trovato un’ottima fonte per alimentare i loro impianti. Esclusi i Paesi del Nord Europa che soprattutto per la loro collocazione geografica non possono rispondere alle esigenze produttive di questo cereale, credo che nell’area meridionale del continente le prospettive di sviluppo esistano e possano essere ampiamente sfruttate”.

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Pilastro europeo dei diritti sociali: Andare oltre la politica e l’economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Il Parlamento europeo ha riunito i rappresentanti delle comunità religiose per un dialogo sulla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali , un “insieme di 20 principi e diritti che sostengono il rinnovo dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare in tutta l’UE.” sfide economiche e politiche hanno ferito la qualità della vita di molti in Europa. Rischio di disoccupazione e di povertà rimane alto, molti accordo con lavoro precario e instabile, tirocini non retribuiti o sottopagati sono in aumento, e l’Europa è in calo a corto di molti obiettivi delineati nella strategia UE 2020. Mairead McGuinness, primo vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato l’importanza unica di chiese e di altre comunità religiose nel rispondere a queste sfide, e la difesa della dignità umana e di contribuire ai dibattiti di politica pubblica. “Tu sei presente in ogni città e villaggio in tutto il 28 Stati membri.” I contributi al seminario di dialogo hanno sottolineato l’importanza della dimensione sociale per il futuro dell’Europa. Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo, ha osservato che un pieno di un terzo di ciò che è scritto nei trattati UE offerte direttamente di questioni sociali. Altri, tra cui il commissario Birgitte Brekke-Clifton (L’Esercito della Salvezza) ha invitato l’UE ad assicurare i finanziamenti per l’attuazione del pilastro sociale, e sincronizzare la sua valutazione con gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile. Ha anche criticato il pilastro per fare alcuna menzione dei migranti e dei richiedenti asilo non dichiarati. Metropolitan Ignatios di Demetrias e Almyros (Chiesa di Grecia) riflette teologicamente sulla necessità di condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti. Egli ha sottolineato che questo è un collettivo, piuttosto che l’interesse individuale. “Per combattere per il vostro pane quotidiano, che è un problema pratico. Per combattere per voi il pane quotidiano per il vostro vicino di casa, che è un problema spirituale “. Rev. Daniel Topalski della United Methodist Church in Bulgaria ha osservato che le chiese contribuiscono alla costruzione di società di cura e inclusive attraverso il loro lavoro diaconale, e che il pilastro sociale è parte dell’anima europea, accanto a valori come la pace, la solidarietà e l’uguaglianza. “Il pilastro europeo dovrebbe essere visto come un inizio, non una fine”, ha osservato Heather Roy, segretario generale di Eurodiaconia, “Ci sono molte cose che devono ancora essere sviluppati, soprattutto a livello nazionale, perché è qui che vedremo successo. Dobbiamo difendere contro qualsiasi annacquare il pilastro, in particolare per quanto possiamo vedere un cambiamento nel Parlamento europeo a seguito delle elezioni del prossimo anno “. Il pilastro europeo dei diritti sociali è stata proclamata congiuntamente e firmato dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio al Vertice sociale di Göteborg nel novembre del 2017. Le istituzioni europee tengono riunioni regolari ad alto livello e seminari di dialogo con le chiese, non confessionale, e le organizzazioni filosofiche come parziale adempimento dell’articolo 17 della Treat sul funzionamento dell’Unione europea.

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Pacchetto d’inverno del semestre europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

L’economia europea è in forte espansione e la prospettiva economica favorevole si accompagna a un miglioramento del mercato del lavoro e della situazione sociale. Ciò riflette le riforme intraprese dagli Stati membri negli ultimi anni e fornisce un’opportunità per rafforzare ulteriormente la resilienza delle economie e delle società dell’UE. Tuttavia il recupero non avvantaggia allo stesso modo tutti i membri della società e le debolezze strutturali frenano la crescita e la convergenza in alcuni Stati membri. È per questo motivo che i paesi dell’UE dovrebbero sfruttare tale tendenza per rafforzare ulteriormente le basi delle loro economie.
Le 27 relazioni per paese pubblicate oggi (per tutti gli Stati membri tranne la Grecia, attualmente oggetto di un programma specifico di sostegno alla stabilità) contengono l’analisi annuale effettuata dai servizi della Commissione sulla situazione economica e sociale degli Stati membri, compresi i progressi compiuti nel corso degli anni nell’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese. Tale analisi si fonda su un intenso dialogo a livello politico e tecnico con gli Stati membri e con le parti interessate a tutti i livelli, nel quadro del semestre europeo di coordinamento delle politiche.Per i 12 Stati membri selezionati nel novembre scorso per un esame approfondito, le relazioni per paese comprendono una valutazione degli eventuali squilibri macroeconomici e il pacchetto fornisce un aggiornamento della classificazione in categorie dei paesi nell’ambito della cosiddetta procedura per gli squilibri macroeconomici.Per la prima volta la relazioni per paese si concentreranno in particolare sull’integrazione delle priorità del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato nel novembre 2017. Quest’anno viene prestata un’attenzione particolare all’analisi delle sfide in materia di competenze e alle modalità di funzionamento delle reti di sicurezza sociale a livello nazionale. I dati del quadro di valutazione della situazione sociale sono usati anche per monitorare i risultati conseguiti in ambito sociale e occupazionale.Questo pacchetto d’inverno del semestre europeo 2018 segue la pubblicazione, a novembre, dell’analisi annuale della crescita 2018 e la raccomandazione sulla politica economica della zona euro, che definiscono le priorità per l’anno successivo a livello europeo. L’attenzione si sposta ora verso la dimensione nazionale del semestre e fornisce la base affinché gli Stati membri elaborino i loro programmi nazionali annuali entro la metà di aprile. Insieme alle relazioni per paese, i programmi nazionali costituiranno la base per le proposte della Commissione per la prossima serie di raccomandazioni specifiche per paese nel mese di maggio.Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale e competente per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Le economie solide sono quelle che continuano ad affrontare le proprie debolezze anche quando la congiuntura è favorevole. Ora che l’economia europea sta crescendo al ritmo più rapido dell’ultimo decennio, dovrebbe essere proprio questa la nostra strategia, sia a livello nazionale che dell’UE.”Pierre Moscovici, Commissario responsabile per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “In undici paesi dell’UE sono ancora presenti squilibri macroeconomici, che li rendono vulnerabili in caso di shock. Oggi la Commissione europea rileva che tali squilibri sono in fase di correzione grazie alle riforme in corso e alla ripresa economica, il che rende l’Europa più forte. È una buona notizia! Il numero di paesi coinvolti nella procedura è in calo dall’inizio della crisi e oggi premiamo i progressi compiuti in Bulgaria, Francia, Portogallo e Slovenia con un cambiamento di categoria positivo. Sono necessari maggiori sforzi in tutti i paesi. La vita di milioni di cittadini europei, continua a essere una lotta quotidiana ed è per questo che tutti i governi devono fare di più per affrontare le disuguaglianze, la disoccupazione e la precarietà del lavoro.”Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Con la proclamazione del pilastro europeo dei diritti sociali, abbiamo reso prioritari gli investimenti nelle competenze, nella riduzione delle disuguaglianze, nell’equità sociale e nella crescita inclusiva. Dobbiamo ora monitorare i risultati degli Stati membri in merito ai principi e ai diritti compresi nel pilastro, per farli diventare una realtà concreta.”

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Forum europeo sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma Sabato 24 febbraio 2018 si terrà a Roma, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale dalle ore 9.00 alle ore 18.30 il Forum Europeo sull’ Immigrazione: “Lo straniero. Inquietudine soggettiva e disagio sociale nel fenomeno dell’immigrazione in Europa organizzato dall’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, dall’Eurofederazione di Psicoanalisi e dalla Scuola Lacaniana di psicoanalisi, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l’Istituto Freudiano per la clinica, la terapia e la scienza. Il Forum di Roma segue il Forum di Torino: proposti da Jacques-Alain Miller, i Forum europei hanno lo scopo di continuare a porre l’interrogativo che Lacan aveva formulato sul rapporto tra inconscio e politica, e, parallelamente, sul posto che devono avere gli psicoanalisti nella città, nella polis, nella società.Mai come oggi il tema dell’immigrazione è centrale nel dibattito pubblico e politico, in Italia e in Europa. Quotidianamente, addetti ai lavori e non, si confrontano con parole come dialogo, identità, sicurezza, criminalità. L’immigrazione è un tema che non può essere banalizzato nè affrontato superficialmente: è complesso e ricco di implicazioni, coinvolge il singolo e la collettività, genera incontro e dialogo ma anche paura e rifiuto.
Per tutti questi motivi e per rispondere ai tanti quesiti, l’edizione 2018 del Forum Europeo non coinvolge solo gli psicoanalisti, ma si apre ai rappresentanti di Enti e Associazioni impegnate in prima linea nel campo dell’immigrazione e organizzazioni internazionali (tra queste Fao, Medici senza Frontiere, Caritas, Comunità di Sant’Egidio) istituzioni, mondo della politica, del giornalismo, della cultura e dell’arte. Una giornata ed un programma denso di interventi e relatori.L’evento è a cura di Jacques-Alain Miller erede testamentario dell’Opera di Jacques Lacan, di Miquel Bassols Presidente della Associazione Mondiale di psicoanalisi, di Domenico Cosenza presidente dell’Eurofederazione di psicoanalisi, degli psicoanalisti Eric Laurent e Antonio Di Ciaccia, traduttore e curatore dell’Opera di Lacan in Italia.L’evento è patrocinato tra gli altri dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Senato della Repubblica e dal Ministero degli Esteri.

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L’Italia rischia il commissariamento europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

europa-comunitariaMentre la campagna elettorale è ormai in pieno svolgimento, il bollettino della congiuntura economica offre armi alle diverse fazioni per continuare la stupida guerra della delegittimazione reciproca. Da un lato, l’aggiungersi di qualche decimale alla previsione di incremento del pil, che potrebbe chiudere l’anno a +1,6% (sicuramente +1,5%), consente alla maggioranza di governo, e in particolare al Pd, di affermare che in questa legislatura è stato tolto il Paese dalla recessione e portato ad un tasso di crescita che, come ha detto Gentiloni, ci toglie dalla scomoda posizione di fanalino di coda dell’Europa. Per la verità siamo solo passati dal penultimo al quintultimo posto, e rimane fissato al 2021, buoni ultimi, il pieno recupero della ricchezza perduta dal 2007 in poi. Comunque, sarà pure una piccola corsa, quella del pil, ma tanto basta per far dire che sono state le politiche di questi anni, specie quelle renziane, a spingere l’economia ad una progressione inattesa. Sull’altro fronte, quello dell’opposizione, sono i dati non ancora confortanti dell’occupazione (è scesa un pochino la disoccupazione, ma il livello degli occupati sul totale della popolazione attiva rimane di una decina di punti più basso della media Ue e addirittura di una ventina rispetto alla Germania) a fornire munizioni per sparare contro il governo, con la solita tiritera sul jobs act come legge liberticida e affamatrice del popolo.
Come sempre, si tratta di puro populismo, alimentato da un ragguardevole livello di ignoranza. La situazione reale è assai più complessa, e va letta con ben altri occhiali che non quelli della propaganda. Il dato da cui partire, infatti, è un altro: quanto ha inciso la politica monetaria espansiva della Bce (di concerto con la Federal Reserve e le altre banche centrali del mondo) sulle dinamiche del pil. Un lavoro di Economia Reale, il centro studi diretto dall’ex viceministro Mario Baldassarri, ci offre uno spunto importante: senza Quantitative Easing, quest’anno così come nei due anni precedenti, l’Italia sarebbe stata e sarebbe rimasta in recessione. Nel 2017 dello 0,3%, l’anno scorso dello 0,9% (contro +1%) e nel 2015 dell’1,8% (contro +0,7%). Esagerato? Può anche darsi che lo scarto sia eccessivo, ma certo senza Draghi avremmo avuto un percorso ben diverso. E dunque a ben poco sono servite le scelte (poche) e le chiacchiere (tante) in cui si sono tradotte le politiche economiche interne.
Lo dimostrano due cose. La prima è rappresentata dalla differenza tra l’andamento congiunturale (il pil) e quello strutturale dell’economia. Un esempio, per capirci. Una variabile fondamentale per misurare lo stato di salute non momentaneo di un paese è la produttività. Ora, l’Istat ci ha appena fatto sapere che tra il 1995 ed il 2016 la produttività del lavoro è salita di appena 0,3 punti percentuali, il più basso incremento in Europa. Grave, molto grave. La seconda spia rossa accesa è data dallo scarto abissale che separa l’economia formale da quella percepita. Oggi la ripresa c’è, sta migliorando e supera le attese. Ma nel paese non la si vede, non la si tocca. Non incide sulla psicologia collettiva: gli italiani rimangono depressi come quando incombeva la recessione. E infatti i consumi rimangono tirati e gli investimenti centellinati, mentre è dall’export, dalla domanda di beni durevoli e dal mercato immobiliare che vengono i segnali confortanti.
Ma sapete qual è il vero elemento di discrimine, la cosa che fa la reale differenza? La politica. Da un lato, come abbiamo visto, non è servita a far crescere l’economia, anzi, e dall’altro è percepita dagli imprenditori e dagli investitori nazionali e internazionali come un fattore di freno ma soprattutto di rischio. Pensate solo all’attacco che qualcuno ha creduto bene di sferrare al presidente (italiano) della Bce circa la crisi delle banche e il suo precedente ruolo di governatore di Bankitalia. Materiale organico nel ventilatore, che rischia di sporcare chi, in un contesto complesso come quello del governo dei tassi d’interesse che divide i paesi ricchi e relativamente poco indebitati (Germania e nordici) da quelli peggio messi (Italia e mediterranei), ha scelto di tenere il rate a zero e ha comprato a piene mani titoli di Stato spegnendo il fuoco dello spread. Un autolesionismo che certo non aiuta ad accrescere la già bassa credibilità italiana.
Non stupisce, quindi, che in un quadro così contraddittorio – l’economia che, seppur grazie a fattori esogeni, va meglio, e la politica che, invece, si muove sull’orlo del baratro – il mondo produttivo e degli affari sostenga, seppure sottovoce, che bisogna organizzarsi come se la politica non ci fosse, che bisogna farne a meno. Così come non stupisce che tante persone comuni, in numero crescente, non facciano mistero di auspicare l’arrivo dell’uomo forte capace di “sistemare le cose”. Naturalmente la prima è una pia illusione, la seconda una china pericolosa. Ma sono realtà, che non vanno sottovalutate. Anche il fascismo, che veniva da sinistra vista l’origine nazional-socialista di Mussolini, è nato così. Il clima era lo stesso. Uguali le parole d’ordine: “qui bisogna fare la rivoluzione, se si vogliono rimettere le cose a posto”. Come sia andata a finire, e come andrebbe a finire se la storia si ripetesse, lo sappiamo. Meglio fermarsi per tempo.
Rimane il fatto che cambiare, anzi cambiare radicalmente – il sistema istituzionale, il sistema politico, la classe dirigente – sia indispensabile. Qualcuno ha pensato di farlo con la “rottamazione generazionale”. Ma ha clamorosamente fallito. Per questo crediamo che adesso occorra una “contro-rottamazione”. Che consiste, da un lato, nel rottamare i rottamatori senza idee e con troppa presunzione, e dall’altro, nel convincere le migliori intelligenze, le esperienze più consolidate e credibili del Paese, a rendersi disponibili all’impegno politico. La nostra, sia chiaro, non è nostalgia del passato – anche se, ad essere sinceri, ne abbiamo – ma è sincero desiderio di guardare al futuro, nella speranza che i padri della patria e le riserve della Repubblica si facciano avanti. Siamo sicuri che gli italiani che non vanno più a votare, o quelli che si sfogano premiando i professionisti del “vaffa”, di fronte a gente seria che ha progetti seri, non farebbero mancare il necessario consenso. L’alternativa è il commissariamento da parte dell’Europa.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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“No al ministro delle Finanze europeo”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

Jean-Claude Juncker“Se questo volesse dire egemonia della Germania, commissariamento da parte della Germania di tutti gli altri Paesi Ue. Diciamo no”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Juncker non è credibile, Juncker è stato un pessimo presidente della Commissione, il suo piano per gli investimenti è miseramente fallito, non ha alcuna credibilità per proporre alcunché. La nostra idea di Europa è un’idea di Europa della crescita, dello sviluppo, degli investimenti, ma non attraverso l’egemonia della Germania. Questo sia ben chiaro.
Forza Italia, ma dico tutto il centrodestra, è per questa posizione: riforma, cambiamento dell’Europa e no a che la Germania si appropri anche del controllo della finanza pubblica dei singoli Paesi. Dovrà cambiare tutto e non sarà certamente nella direzione del pessimo Juncker”.

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Programma europeo di ricollocazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

european commissionLo sportello telefonico attivato dall’EASO in Italia permette di comunicare e spiegare i benefici del programma europeo di ricollocazione per chi necessita di protezione internazionale e si trova attualmente sul territorio italiano. Nell’ambito della campagna di comunicazione sul programma europeo di ricollocazione, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ha attivato uno sportello telefonico allo scopo di informare le persone che necessitano di protezione internazionale, provenienti da paesi ammissibili, sulle possibilità di adesione al programma di ricollocazione. L’obiettivo è anche ribadire che la ricollocazione è un modo sicuro e legale per spostarsi dall’Italia verso un altro paese europeo.Lo sportello telefonico offre informazioni rapide e accurate in risposta alle domande dei richiedenti protezione internazionale sulle procedure per accedere al programma europeo di ricollocazione. Gli esperti dello sportello telefonico possono inoltre fornire informazioni sullo stato delle richieste e sulla procedura per il ricongiungimento familiare per potenziali richiedenti asilo.
In sostanza, la funzione principale dello sportello telefonico è fornire le seguenti informazioni a chi ha bisogno di protezione internazionale, o ad altre organizzazioni o singoli individui: chiarimenti sulle procedure di ricollocazione, ricongiungimento familiare e sulla procedura di registrazione delle richieste di asilo sul territorio nazionale, e stato delle domande per i casi già registrati per la ricollocazione o il ricongiungimento familiare.Lo sportello telefonico dell’EASO in Italia, raggiungibile al numero +39 345 40 57 316, opera con il supporto di esperti in materia di asilo e di mediatori culturali nelle seguenti lingue: italiano, inglese, tigrino e arabo, ed è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 20.00. l’EASO ha anche uno sportello telefonico in Grecia, raggiungibile al numero + 306944829138, operativo dal lunedì al venerdì, dalle 09.00 alle 17.00, che assicura un servizio di interpretazione per le seguenti lingue: arabo, farsi e curdo (sorani, kurmanji, badini). Come in Italia, lo sportello telefonico in Grecia fornisce informazioni dettagliate ai richiedenti sulle procedure ufficiali riguardanti il programma di ricollocazione e di ricongiungimento familiare.

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Le priorità per il prossimo Vertice europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

Jean-Claude JunckerIn un dibattito con la Presidenza maltese e il Presidente della Commissione Juncker, i deputati hanno discusso le priorità per il Vertice europeo del 22 e 23 giugno.I deputati hanno criticato fortemente la mancanza di progressi da parte del Consiglio sulla riforma del sistema di Dublino e hanno bollato la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri quale “deludente” e “vergognosa”. Molti deputati hanno anche sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne e hanno notato i progressi compiuti su questo aspetto.
La questione relativa a ulteriori accordi con i Paesi extra-UE, come la Libia, ha diviso l’Aula. Alcuni deputati si sono opposti con convinzione alla cooperazione con quello che hanno definito uno “Stato allo sbando”, mentre altri hanno chiesto un accordo UE-Libia per porre fine alla perdita di vite nel Mediterraneo.Come previsto, molti leader dei gruppi politici hanno affrontato la situazione relativa alla Brexit, in seguito alle elezioni generali nel Regno Unito della scorsa settimana. Alcuni hanno affermato che le elezioni hanno chiaramente indicato che la Brexit “hard” è caduta, mentre altri hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati e la crescente incertezza. I leader hanno inoltre chiesto di garantire che la Brexit non oscuri tutto il lavoro essenziale in altre aree politiche che deve andare avanti.Infine, alcuni leader dei gruppi politici hanno anche affrontato la rinnovata spinta dell’UE sulla cooperazione in materia di difesa.

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Stati Uniti d’Europa: Un ministro delle Finanze europeo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

europa“Non basta la semplice somma delle scelte delle politiche di bilancio dei Paesi membri: serve un ministro delle Finanze europee in grado di guidarla”. Così le dichiarazioni del nostro ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. D’accordo, a patto che l’Europa sia uno Stato federale, altrimenti che senso ha? Il ministro delle Finanze europeo o assume un ruolo del tutto insignificante, tipo la nostra Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri, la cui funzione rimane confinata alle abilità personali, o gli si attribuisce l’incarico di mettere mano al bilancio dei singoli Stati (il che in Italia non guasterebbe), con espropriazione della potestà statuale (chi è d’accordo?), o tale ufficio passa attraverso la formazione degli Stati Uniti d’Europa. Affrontare un problema dalla coda non sembra una buona soluzione. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Volontariato europeo: rimuovere gli ostacoli rimanenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

volontariatoIn una risoluzione votata giovedì, i deputati hanno affermato che l’UE ha bisogno di una migliore politica coordinata sul volontariato, in modo da fornire ai volontari uno status giuridico appropriato e aiutarli a partecipare ai programmi. Fra le proposte, quella di utilizzare i programmi di volontariato per i progetti nazionali finanziati dai fondi strutturali UE.I giovani dovrebbero trarre vantaggio dai programmi di volontariato, per sviluppare competenze e acquisire quell’esperienza che li aiuterà in seguito a trovare lavoro, affermano i deputati. Quasi 100 milioni di cittadini UE hanno partecipato come volontari a programmi riguardanti istruzione, cultura, arte, eventi sportivi, aiuti umanitari e sviluppo.Nonostante i reali benefici sociali ed economici derivanti dal volontariato, la partecipazione al Servizio di Volontariato Europeo (SVE) rimane modesta e molti ostacoli devono ancora essere rimossi. Le persone di ogni età dovrebbero essere incoraggiate ad approfittare del volontariato, così da migliorare le loro competenze, la comprensione di altre culture e quindi migliorare le possibilità di ricerca di un impiego.Per incoraggiare il volontariato sono essenziali: un ambiente più favorevole, un quadro giuridico con diritti chiari e responsabilità per i gestori dei programmi e per i volontari, e un finanziamento corretto.
Le organizzazioni dovrebbero essere incoraggiate a rafforzare la loro partecipazione ai programmi che coinvolgono i volontari consentendo, tra le altre cose, di contabilizzare il volontariato come contributo di “cofinanziamento” per i progetti degli Stati membri collegati ai fondi strutturali UE. Se le organizzazioni potessero utilizzare i finanziamenti dell’UE in questo modo, avrebbero un incentivo più forte ad offrire opportunità di volontariato e fornire più benefici alle comunità.Il Parlamento chiede alla Commissione di migliorare la sua strategia di comunicazione e l’accesso delle informazioni al pubblico per quanto riguarda le opportunità del Servizio di Volontariato Europeo. Chiede inoltre di sviluppare una politica di volontariato più coordinata, con un unico punto di contatto nelle istituzioni dell’UE e un sistema di applicazione più semplice per individui e organizzazioni.
I deputati sostengono la nuova iniziativa per un “corpo europeo di solidarietà” promossa dalla Commissione, sottolineando però che la sua attuazione non dovrebbe compromettere i programmi di volontariato esistenti e il loro finanziamento.
I deputati hanno infine chiesto alla Commissione europea di incoraggiare la partecipazione delle persone di ogni età nei programmi di volontariato, facilitando l’accesso ai programmi per i cittadini dei Paesi terzi che desiderano fare volontariato in Europa e proponendo uno statuto europeo del volontariato, così da poter garantire alle organizzazioni di volontariato i giusti riconoscimenti giuridici e istituzionali.

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Il vertice europeo di Bratislava ha messo a nudo la crisi della UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2016

bratislavaE il fallimento totale delle politiche del Governo Renzi-Alfano. Le sfide da affrontare sono quattro: sicurezza, immigrazione, crescita economica, lavoro. I tecnocrati europei non hanno soluzioni, il Governo italiano ha solo ricette sbagliate. Il bluff ormai è stato scoperto e con Renzi e Alfano l’Italia è condannata alla povertà e a diventare il campo profughi d’Europa. La strada da percorrere Fratelli d’Italia l’ha già indicata da tempo: guerra all’ISIS e al terrorismo; stop agli sbarchi e all’immigrazione incontrollata; scioglimento controllato e concordato dell’Euro; difesa dell’economia reale e delle produzioni locali e non degli interessi della grande finanza». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Volontariato europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

volontariatoOltre 10.000 giovani coinvolti, 232 amministratori locali, 86 decisori politici, oltre 200 formatori/animatori giovanili: questi sono i numeri relativi alle oltre 60 iniziative locali che sono state organizzate solo nella prima parte del 2016 per festeggiare i vent’anni di volontariato europeo.Tra le regioni più attive la Lombardia, la Sicilia e la Sardegna con una media di circa 10 eventi organizzati nei rispettivi territori. “L’Italia è tra i Paesi europei più attivi in riferimento alle iniziative organizzate per i 20 anni di volontariato europeo. C’è infatti una grandissima voglia di partecipazione che viene dal basso: associazioni di volontariato, giovani, e comuni che hanno organizzato, e continuano a programmare fino a fine anno, iniziative, eventi ed attività per celebrare 20 anni di volontariato europeo – dichiara Giacomo D’Arrigo, Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Giovani – La ricorrenza è una preziosa occasione per creare sinergie e fare rete tra istituzioni, associazioni, giovani ed attori del volontariato europeo, al fine di puntare i riflettori su questo strumento di crescita e formazione per le nuove generazioni.”“Le iniziative culmineranno tutte a Roma, con una grande evento finale sullo SVE che l’Agenzia sta organizzando per il 7 dicembre dove presenteremo anche una pubblicazione contenente dati e informazioni sui risvolti (dal punto di vista personale, sociale e professionale) del Servizio Volontario Europeo. Il nostro obiettivo – conclude D’Arrigo – è lanciare un messaggio, sulla valorizzazione e l’implementazione del Servizio Volontario Europeo quale strumento di crescita culturale, sociale ed economica delle nuove generazioni”.Per visionare le iniziative svolte fino ad oggi, e prendere nota di quelle future, si può consultare il Portale dei Partecipanti dove si possono trovare anche le iniziative degli altri Paesi europei.

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Prima edizione Festival Europeo Fotografia, Fotomodelli e Fashion design

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

castingimasRoma Il 1 Settembre 2016 Cinecittà aprirà le porte ai casting della prima edizione del Festival Europeo: Fotografia, Fotomodelli e Fashion design mostreranno i loro talenti per poter accedere alla finalissima del 3 Dicembre.
Un ambizioso progetto creato da Alexandra Titova (coreografa nel campo della moda ed autrice) in collaborazione con grandissimi personaggi come Max Moor (fotografo di fama internazionale ed esperto di fashion design), Pier Giorgio Antonelli (fotografo e docente di fotografia),Erika Bucci (modella e fotomodella).
Questa competizione parte da Roma, per poter arrivare a tutta l’Europa. L’idea di questa manifestazione è quella di unire unire stilisti,i modelli,i fotografi di talento tramite l’arte.
Il Festival sarà presentato da due personaggi internazionali e riserva tante sorprese con i suoi ospiti e con la sua giuria di qualità.In aspettativa di un grande evento lo staff si dedica con grande energia creativa a compiere primo grande passo alla ricerca dei veri talenti. Non aspettate ad iscrivervi su http://www.festivaleuropeo.com , i vincitori di ogni categoria oltre al premio economico godranno di un’altissima esposizione mediatica garantita dai magazine partner nell’organizzazione. (foto: imas, casting)

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Il Parlamento europeo al voto sulle conseguenze del referendum nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

BruxellesIn seguito all’esito del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, i deputati si riuniranno a Bruxelles per una sessione plenaria straordinaria, martedì dalle 10 alle 12. I leader dei gruppi politici del PE dibatteranno sulle conseguenze del voto con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e un rappresentante della presidenza olandese del Consiglio.
A mezzogiorno, sarà votata una risoluzione non vincolante che contribuirà alla riunione dei 27 capi di Stato e di governo sullo stesso tema, prevista per mercoledì.Un progetto di risoluzione congiunta, presentata dai gruppi PPE, S&D, ALDE e Verdi, sottolinea che la volontà dei cittadini del Regno Unito deve essere pienamente rispettata, attraverso un’attuazione rapida della procedura di recesso, anche al fine di prevenire incertezze negative sia per il Regno Unito sia per l’UE. I gruppi ECR, GUE ed ENF hanno presentato risoluzioni proprie. Il Parlamento sarà chiamato ad approvare l’accordo di recesso con il Regno Unito e l’accordo eventuale sulle nuove relazioni tra l’UE e il Regno Unito.
Articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea
1. Ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione.
2. Lo Stato membro che decide di recedere notifica tale intenzione al Consiglio europeo. Alla luce degli orientamenti formulati dal Consiglio europeo, l’Unione negozia e conclude con tale Stato un accordo volto a definire le modalità del recesso, tenendo conto del quadro delle future relazioni con l’Unione. L’accordo è negoziato conformemente all’articolo 218, paragrafo 3 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Esso è concluso a nome dell’Unione dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.IT 26.10.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 326/43.
3. I trattati cessano di essere applicabili allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica di cui al paragrafo 2, salvo che il Consiglio europeo, d’intesa con lo Stato membro interessato, decida all’unanimità di prorogare tale termine.
4. Ai fini dei paragrafi 2 e 3, il membro del Consiglio europeo e del Consiglio che rappresenta lo Stato membro che recede non partecipa né alle deliberazioni né alle decisioni del Consiglio europeo e del Consiglio che lo riguardano.
Per maggioranza qualificata s’intende quella definita conformemente all’articolo 238, paragrafo 3, lettera b) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
5. Se lo Stato che ha receduto dall’Unione chiede di aderirvi nuovamente, tale richiesta è oggetto della procedura di cui all’articolo 49.

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20 anni di volontariato europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2016

roma eurRoma Venerdì 4 marzo, alle ore 10.30 alla Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni, Giacomo D’Arrigo (Direttore Generale Ang), insieme al Sottosegretario Luigi Bobba, l’on. Silvia Costa ed il Cons. Mauceri (Capo Dipartimento Gioventù e Servizio Civile) inaugurerà le attività dedicate a festeggiare i 20 anni del Servizio Volontario Europeo (SVE) insieme alle associazioni di volontariato provenienti da tutta Italia. Testimonial d’eccezione Elisa Bianchi, campionessa Olimpica di Ginnastica Ritmica.
L’evento, moderato da Stefano Cappellini, giornalista de La Repubblica, presenterà le attività che si terranno nel corso del 2016 e sarà occasione per puntare i riflettori sull’importanza dello SVE: esperienza che arricchisce il bagaglio dei giovani da un punto di vista sociale, culturale ma anche professionale perché consente l’acquisizione di competenze spendibili in un mercato del lavoro sempre più competitivo.Ad arricchire la giornata le testimonianze di tre ragazzi ex volontari che racconteranno come lo SVE gli ha cambiato la vita.
Con oltre 4 milioni di euro i fondi previsti per il Servizio Volontario Europeo nell’ambito del Programma Europeo Erasmus+, l’Agenzia Nazionale per i Giovani festeggia i 20 anni del Servizio Volontario Europeo: opportunità messa a disposizione dalla Commissione Europea destinata ai giovani tra i 17 ed i 30 anni con l’obiettivo di promuovere la loro partecipazione attiva e l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

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Questa settimana al parlamento Europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2015

parlamento europeoBruxelles Riunioni dei gruppi politici e delle commissioni. Trasparenza fiscale e multinazionali. 11 delle 13 multinazionali che avevano inizialmente rifiutato l’invito a presentarsi innanzi alla Commissione Speciale del Parlamento sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) hanno colto l’ultima opportunità di condividere le loro opinioni con i membri della commissione. Questa è l’ultima riunione prima del voto finale del 55 novembre sulle raccomandazioni del Parlamento per una più equa competizione fiscale nell’UE. (Lunedì ore 15.00-20h00)
Miglioramento delle condizioni di studenti e ricercatori che non sono cittadini dell’UE. I negoziatori del Parlamento e del Consiglio cercheranno di ottenere un accordo su nuove regole per studenti e ricercatori che non siano cittadini dell’UE e che vogliano studiare o fare ricerca nel territorio dell’UE. Il Parlamento vorrebbe rendere l’UE più attraente riconoscendo loro la possibilità di restare fino a 9 mesi dopo la fine dei loro studi o contratti per cercare lavoro o iniziare un loro business. (martedì)
“Parigi / Steinmeier. La situazione dopo gli attentati di venerdì scorso a Parigi verrà discussa in un dibattito in Commissione Affari Esteri con il Ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. (Martedì)
Sempre martedì, alle ore 15, nell’emiciclo di Bruxelles, si terrà una cerimonia di commemorazione delle vittime degli attentati.
Referendum nel Regno Unito. Una delegazione della Commissione Affari Costituzionali andrà a Londra a incontrare vari ministri, commissioni parlamentari e think-thank. La discussione si focalizzerà sul prossimo referendum sull’appartenenza all’UE e il futuro istituzionale dell’UE. (martedì)
Frontex/ Diritti fondamentali. Nelle Commissioni per i diritti civili e le petizioni, si metterà ai voti la proposta che l’agenzia Frontex predisponga un meccanismo di denuncia di presunte violazioni dei diritti fondamentali. Una proposta di revisione del mandato Frontex è prevista per dicembre. (martedì)
Politica di allargamento/vicinato. I Membri degli Affari Esteri discuteranno la revisione della Politica europea di vicinato con l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri Federica Mogherini e il Commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati per l’allargamento Johannes Hahn. (Mercoledì)
Preparativi per la Plenaria. I Gruppi politici si preparano per la Sessione Plenaria del 23 – 26 Novembre a Strasburgo, durante la quale i MEPs discuteranno la risposta del Parlamento europeo alla luce degli attentati di Parigi, e l’esito del Summit sulla parlamento europeomigrazione tenutosi a La Valletta (Malta) e del G20 in Turchia. Si preparano, inoltre, a votare su immediate misure monetarie per andare incontro ai bisogni della politica UE di immigrazione. Nel periodo precedente la Cerimonia di premiazione del Lux Prize, che si terrà il 24 novembre, i MEPs guarderanno i tre film finalisti e voteranno il vincitore 2015.
Agenda del Presidente. Martedì Il Presidente del PE Martin Schulz invierà un discorso di apertura al lancio del Patto Europeo per la Gioventù durante il Summit Entreprise 2020 e incontrerà l’Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico Sua Santità Bartolomeo I. Mercoledì, Schulz incontrerà il Primo Ministro del Kosovo Isa Mustafa.
Seminario sulla libertà dei media. Il servizio stampa del PE sta organizzando un seminario per giornalisti sulla situazione dei media in Russia e negli altri paesi dell’Est. (Martedì e Mercoledì).

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