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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘europeo’

Sassoli: Rafforzare centralità del Parlamento in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2021

Bruxelles. Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Ho riunito oggi tutti i deputati e le tutte le deputate che hanno partecipato alla riflessione sul futuro del parlamento e della democrazia parlamentare europea dopo l’esperienza della pandemia”. “Ho ricevuto le raccomandazioni dei gruppi di lavoro che per tre mesi hanno discusso del parlamento del futuro”.“Sì è trattato di un lavoro straordinario che, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, ha visto la partecipazione attiva e appassionata di tanti deputati e tante deputate, un importante scambio di esperienze”.“Questa è solo la fine del primo tempo. L’obiettivo ora è rafforzare la centralità del parlamento nel contesto istituzionale e nel rapporto con i cittadini”.“Ora porterò il frutto di questo lavoro all’attenzione degli organi di governo del parlamento europeo per una discussione e una valutazione approfondite su quali misure prendere per il parlamento del futuro”.“Il Covid ci ha aperto gli occhi ed ha cambiato il nostro modo di lavorare come parlamento. Il parlamento sa ora di cosa deve discutere”.“Dobbiamo essere fieri di noi stessi e della centralità del nostro parlamento in questa stagione difficile”.“Il parlamento deve avere tante voci e tante idee e possiamo arrivare a compromessi giusti per il buon funzionamento della nostra istituzione”.

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Afghanistan e Italia. La necessità di un esercito europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Cosa c’entra l’Afghanistan con l’Italia, se non per la presenza ventennale delle nostre truppe? E, ancora, che ci facevamo in Afghanistan? Eravamo in quel Paese orientale per esportare la democrazia, come leggiamo e sentiamo? No, eravamo lì per la nostra sicurezza dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, perché minacciare la vita dei civili nei Paesi occidentali era un modus operandi di gruppi terroristici, uno per tutti Al Quaeda, che aveva fatto dell’Afghanistan una base per il proprio supporto logistico e operativo. Ricordiamo che, a tutt’oggi, in Afghanistan operano ben 18 gruppi terroristici e che l’islamismo radicale ha compito attentati in Spagna (stazione ferroviaria di Madrid, con 191 morti e 2000 feriti, nel 2004), in Francia (Parigi, Nizza e altre), in Germania (Berlino, Hanau), Regno Unito (Londra, Manchester), ecc. Ritenere che l’Italia ne possa essere esente è una illusione.Ci interessa, ancora, l’Afghanistan? Facciamo qualche esempio.Ci sono i profughi afghani la cui emigrazione incontrollata riguarda l’Italia e i Paesi europei; c’è il mercato della droga afghano che rappresenta circa il 90% dell’offerta globale di oppiacei illegali; ci sono le miniere di “terre rare”, il cui utilizzo è necessario per i programmi di transizione energetica programmata dall’Italia e dalla Ue, ecc. Insomma, l’Afghanistan è fisicamente lontano ma è vicino, e in contrasto, politicamente, economicamente, socialmente e culturalmente. Il ritiro americano dimostra la dipendenza nostra e dell’Europa dalla politica estera e di sicurezza di un Paese alleato come gli USA. Dobbiamo elaborare un progetto di autonomia strategica europea, decisione che va supportata da una politica estera comune all’Ue e da una propria capacità militare, ovvero da una forza armata europea. E’ inevitabile. Ne va della sicurezza e degli interessi economici dell’Italia e degli altri Paesi europei ai quali siamo strettamente connessi.Primo Mastrantoni, Aduc

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“Colmare il deficit europeo di finanziamento delle infrastrutture verdi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

A cura di Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale e Ingrid Edmund, Gestore di portafoglio senior, Investimenti in infrastrutture di Columbia Threadneedle Investments. Negli ultimi cinque anni l’investimento responsabile è fortemente cresciuto. Tuttavia, negli ultimi sei mesi la traiettoria è divenuta molto più ripida. Stando a Google Analytics, in tutto il mondo le ricerche online incentrate sull’acronimo “ESG” (environmental, social and governance, ossia temi sociali, ambientali e di governance) hanno raggiunto il picco nel marzo 2021. Questa crescita risulta evidente nelle trascrizioni societarie anche in relazione all’aumento dell’uso di temi ESG. Uno dei fattori che hanno permesso tale crescita straordinaria è stato il forte supporto politico, soprattutto in Europa. In questa regione la costruzione di infrastrutture verdi ha registrato uno sviluppo decisamente notevole. L’Unione europea è stata una delle prime economie che si è assunta l’impegno di raggiungere la neutralità carbonica – entro il 2050; la regione ha inoltre pubblicato i piani d’investimento più ambiziosi al fine di favorire la transizione verde. Alcuni osservatori stimano che per raggiungere gli obiettivi fissati dall’UE nei prossimi 30 anni sarà necessario spendere fino a EUR 7.000 miliardi in infrastrutture, e che di questi circa EUR 3.000 miliardi proverranno da fonti private.Il 2050 sembra una data lontana, ma l’UE mira a trasformare rapidamente la propria economia. Il Green Deal, pietra angolare della transizione europea verso un futuro a basse emissioni di carbonio, punta a una riduzione del 50-55% delle emissioni di carbonio entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Questo obiettivo non sarà raggiunto solo tramite nuovi progetti; anche la riconversione di aree industriali dismesse fornirà un supporto chiave agli investimenti sostenibili. L’enorme appetito dell’Europa per gli investimenti in infrastrutture verdi genererà senza dubbio significative opportunità d’investimento. Considerati gli obiettivi del Green Deal, la carenza di investimenti è pari all’incirca a EUR 470 miliardi all’anno da qui al 2030. Una tale cifra renderà necessarie sostanziose iniezioni di capitale privato da affiancare alla spesa pubblica e agli incentivi, il che creerà enormi opportunità d’investimento nell’arco di diversi anni. Accanto ai benefici per l’ambiente, gli investimenti in infrastrutture verdi possono generare vantaggi economici imprimendo slancio all’attività economica: un recente studio dell’FMI ha concluso che ogni dollaro speso per attività a emissioni zero genera oltre un dollaro in attività economica; inoltre, questo effetto moltiplicatore positivo permane per almeno quattro anni e l’impatto sull’attività economica risulta essere da due a sette volte superiore a quello proveniente da misure dannose per l’ambiente. L’Europa si prepara a dare impulso alla ripresa economica dopo il Covid-19 e ha pertanto potenziato i suoi piani d’investimento in infrastrutture verdi. Affiancandosi al Green Deal, il piano di rilancio dell’UE assegna alla transizione climatica un ruolo centrale nel favorire la ripresa e la crescita economica della regione, puntando a creare i lavori del futuro e generando un impatto positivo sul clima e sulla sostenibilità tramite misure che comprendono la riduzione delle emissioni, l’aumento dell’autosufficienza energetica e bollette più basse. Il programma prevede entro il 2030 il raddoppio dell’elettricità generata da fonti rinnovabili al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Rispetto ai livelli di partenza, ciò implica un massiccio aumento dei tassi d’investimento delle utility europee in capacità di produzione di energia rinnovabile e reti elettriche. Stando alle ricerche condotte dalla società di consulenza AT Kearney, in Europa gli investimenti in fonti di energia rinnovabili salirà da EUR 60 miliardi nel 2020 a EUR 90 miliardi nel 2022. La transizione verso l’energia elettrica nel settore dei trasporti è un elemento centrale del Green Deal, che prevede che entro il 2030 almeno 30 milioni di automobili a zero emissioni circoleranno sulle strade europee, i viaggi su treni ad alta velocità in tutta Europa raddoppieranno e l’intero trasporto di massa pianificato per viaggi inferiori a 500 chilometri avrà probabilmente un impatto neutro in termini di emissioni di carbonio. In qualità di fonte di energia pulita, l’idrogeno è divenuto oggetto di crescente interesse malgrado sia più caro di altre fonti. Il costo del cosiddetto “idrogeno verde”, ottenuto tramite l’elettrolisi dell’acqua utilizzando elettricità rinnovabile, è diminuito grazie al forte calo del costo dell’energia rinnovabile, ma resta sette volte più alto del costo dei combustibili fossili. Circa tre quarti dei 220 milioni di edifici nell’UE sono considerati inefficienti dal punto di vista energetico. Il piano di ripresa dal Covid-19 farà confluire sostanziosi investimenti nella riqualificazione di tali immobili, dal momento che il settore immobiliare è responsabile del 36% delle emissioni di gas serra e del 40% del consumo energetico dell’UE.Il rapido progresso verso un’economia a emissioni zero rischia di escludere alcune fasce di popolazione, ad esempio coloro che non sono in grado di riqualificarsi nei settori a basse emissioni di carbonio o che non possono accedere ai vantaggi offerti dal nuovo sistema energetico. In prospettiva, la spinta in atto in Europa per rendere l’economia della regione più ecocompatibile genererà una nuova gamma di opportunità di investimento nelle infrastrutture. Le autorità europee sono consapevoli che non potranno raggiungere i propri obiettivi di neutralità carbonica senza il supporto degli investimenti privati. Considerata l’ambiziosa tabella di marcia del Green Deal nei prossimi 10 anni, questo è il momento giusto per esplorare i principali temi d’investimento.

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Eccezionalismo americano o minimalismo (di policy) europeo?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Se è sicuramente vero che nella sua storia l’umanità si è ritrovata raramente in una situazione come quella attuale (fortunatamente), è altrettanto chiaro che non abbiamo certezze riguardo a come e quando usciremo dall’attuale emergenza sanitaria e su quali saranno le reali conseguenze dal punto di vista socio-economico. Anche per questo motivo, con i programmi di vaccinazione che proseguono a ritmo spedito in buona parte del mondo avvicinandoci alla tanto agognata immunità di gregge, economisti e operatori di mercato si stanno già proiettando nel post-COVID, immaginando gli scenari che potrebbero realizzarsi. Quello di base al momento prevede una ripresa a V trainata soprattutto da Stati Uniti e Cina, nonostante quest’ultima abbia mostrato di recente alcuni segnali di rallentamento che ci hanno indotto a rivedere leggermente al ribasso le previsioni di crescita del PIL nel 2021 dal 10,5% al 10%. Una battuta d’arresto registrata non tanto sul fronte dei consumi domestici, che permangono sul loro trend di crescita robusta in linea con il focus del quattordicesimo piano quinquennale (2021-2025) sulla “circolazione interna”, quanto a livello di produzione industriale ed esportazioni. Negli Stati Uniti, le imponenti misure di bilancio varate dall’amministrazione Biden, pari al 12% del PIL, a cui vanno aggiunte le spese previste dal futuro piano infrastrutturale (il cui varo è previsto tra la fine dell’estate e l’autunno), dipingono un quadro incoraggiante. In particolare, grazie ai trasferimenti previsti dalla manovra fiscale, i consumi dovrebbero arrivare a crescere molto al di sopra del livello tendenziale sospingendo in alto anche la crescita del PIL che al momento prevediamo al 7% per il 2021, ma con la possibilità concreta di ulteriori sorprese positive. Una dinamica che dovrebbe portare l’output gap (la differenza tra PIL realizzato e PIL potenziale) a chiudersi e passare in territorio positivo molto presto (fine anno) negli USA, con i rischi di inflazione che ne conseguono. Tale evenienza è invece inverosimile in Europa dove il riassorbimento dello “slack” economico richiederà non meno di un altro anno e mezzo/due. In conclusione, USA e UE mostrano due approcci molto diversi alla gestione della ripartenza post-COVID, i primi assumendo un rischio ‘calcolato’ di inflazione con lo scopo di favorire una rapida ripresa e un mercato del lavoro più solido, l’Unione Europea rischiando di ritirare gli stimoli troppo presto, quando l’economia è ancora alle prese con le ferite inferte dalla pandemia e dai ripetuti lockdown. L’eccezionalismo USA contrapposto al minimalismo europeo in politica economica si traduce non solo in sentieri diversi dei tassi di interesse (molto più ripido quello USA), bensì anche nel rischio di un’ulteriore divergenza di crescita, inflazione e, con segno opposto, dei tassi reali nei prossimi trimestri. (abstract. Fonte:bc-communication.it

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Dal 26 maggio in vigore il Nuovo Regolamento Europeo sui dispositivi medici

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

Il 26 maggio diventa operativo il Nuovo Regolamento Europeo MDR 2017/745, che mira a garantire il buon funzionamento del mercato continentale dei dispositivi medici, assicurando “un livello elevato di protezione della salute dei pazienti e degli utilizzatori e tenendo conto delle piccole e medie imprese attive in questo settore”. Sul documento è incentrata la pubblicazione dell’Italian health policy brief (Ihpb), dedicato al nuovo scenario tra sicurezza, qualità, innovazione e ricerca, con contributi di Umberto Nocco (Presidente Associazione Italiana Ingegneri Clinici), Massimiliano Boggetti (Presidente Confindustria Dispositivi Medici), Fernanda Gellona (Direttore Generale Confindustria Dispositivi Medici) e Roberta Marcoaldi (Direttore Organismo Notificato, Istituto Superiore di Sanità). La pubblicazione è stata presentata in un evento digitale, organizzato da Altis, a cui hanno partecipato gli autori, oltre al Viceministro per lo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin, ed al Senatore Antonio Tomassini (Presidente Associazione Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la salute e la prevenzione).

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Piano Oncologico Europeo e situazione in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Prevenzione, programmi di screening, diagnosi e trattamento, qualità di vita dei pazienti oncologici e oncoematologici: sono i quattro pilastri del “Piano Europeo di lotta contro il Cancro”, recentemente varato dall’Unione Europea, che sarà sostenuto dai fondi del nuovo programma EU4Health e incrementato da ulteriori fondi europei: tra questi, la UE invita gli Stati membri a ricorrere anche al Next Generation EU, meglio conosciuto come “Recovery fund”, per sostenere la lotta al cancro e la ricerca scientifica.Il Piano Oncologico Europeo, unitamente al piano SAMIRA, quest’ultimo volto a garantire ai cittadini europei l’accesso a tecnologie mediche radiologiche e nucleari di alta qualità, rappresentano una vera e propria ‘chiamata alle armi’ di tutti gli Stati membri per contrastare i tumori solidi e del sangue, investendo risorse e mettendo in campo azioni organiche e strutturate che puntano, attraverso la cooperazione internazionale, a eliminare le disuguaglianze in termini di accesso alla conoscenza, prevenzione, diagnosi e cura della malattia.In questo scenario, il Gruppo di Associazioni pazienti oncologici e oncoematologici “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” chiede al Governo italiano di recepire prontamente le indicazioni del Piano Europeo di lotta contro il Cancro e del Piano SAMIRA, declinandole in un Piano Oncologico Nazionale strutturato, allineandosi alle azioni e agli obiettivi fissati dall’Unione Europea. A rappresentare le istanze del Gruppo presso le Istituzioni è l’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, la cui rappresentante On. Vanessa Cattoi è prima firmataria di una Mozione presentata alla Camera dei Deputati.Tra i punti chiave portati all’attenzione del Governo dai firmatari della Mozione: il coinvolgimento nel Piano Oncologico Nazionale, oltre che di Ministero della Salute e Regioni, del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del Ministero della transizione ecologica; la messa a punto di indicatori precisi per valutare le performance regionali; la presa in carico dei pazienti metastatici; la ricerca clinica sui farmaci oncologici innovativi e sulle nuove tecnologie, anche al fine di attrarre investimenti presso le eccellenze scientifiche del nostro Paese; l’attuazione della Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di sorveglianza, attraverso un corretto conferimento dei dati regionali in unico e funzionale database nazionale; l’istituzione di servizi di psiconcologia in ogni unità complessa di oncologia procedendo, il prima possibile, al riconoscimento della psiconcologia come professione sanitaria; un regolare utilizzo dei Patient Reported Outcomes per cogliere il punto di vista fisico, mentale e sociale del paziente su un trattamento o una tecnologia sanitaria; la messa in campo di iniziative per la conservazione del posto di lavoro e per un pieno reinserimento al lavoro dei pazienti oncologici.

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Occorre un passaporto vaccinale europeo, non nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Ci risiamo. Non è bastata l’esperienza negativa delle applicazioni nazionali di rintracciamento dei casi di coronavirus, che il problema si sta riproponendo per il passaporto vaccinale: ogni Stato dell’Ue fa da sé, il che significa 27 passaporti vaccinali che, probabilmente, non dialogheranno tra loro, così gli spostamenti interni alla Ue saranno difficili, con ripercussioni economiche soprattutto per quei Paesi, come l’Italia, che contano sul turismo.La Commissione europea ha elaborato una proposta per il passaporto vaccinale o certificato verde digitale: un codice QR che certifichi la vaccinazione o il test negativo. L’elaborazione e l’archiviazione dovrebbero essere a carico dei singoli Stati, che dovrebbero coordinarsi perché hanno sistemi di digitalizzazione diversi che devono integrarsi secondo il modello comunitario.La stagione turistica è alle porte e i tempi sono stretti.Ancora una volta il nazionalismo, ovvero il sovranismo, rischia di compromettere una attività economica che riguarda, principalmente, il Sud Europa, Italia compresa.Quando si smetterà di osservare l’ombelico nazionale, sarà sempre tardi. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Una più forte dimensione regionale per lo spazio europeo dell’istruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

La crisi della COVID-19 ha messo in luce tutta l’importanza di sistemi di istruzione resilienti che favoriscano la transizione verso un’economia verde, basata sulla conoscenza e la trasformazione digitale. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) sostiene l’azione della Commissione europea volta a realizzare lo spazio europeo dell’istruzione entro il 2025 , ma esorta anche a tenere meglio conto delle esigenze a livello regionale e ad affrontare il problema delle disparità tra regioni nel settore dell’istruzione. Il parere del CdR è stato presentato mercoledì scorso durante la sessione plenaria dal relatore Emil Boc (RO/PPE), sindaco di Cluj-Napoca.
Il CdR ritiene che tra le finalità fondamentali perseguite dallo spazio europeo dell’istruzione debbano figurare il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e la realizzazione della sostenibilità ambientale. La duplice transizione ecologica e digitale dovrebbe essere presente in modo significativo e integrato in tutti i processi educativi e negli obiettivi trasversali stabiliti per il settore dell’istruzione e della formazione. La valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri dovrebbe essere effettuata sulla base di una tabella di marcia, nonché di una serie di indicatori annuali e di tappe intermedie.”Sebbene le competenze degli enti locali e regionali in materia di istruzione differiscano notevolmente da uno Stato membro all’altro, gli enti territoriali hanno un legame diretto e organico con le comunità in cui devono essere attuate le politiche in materia di istruzione definite a livello dell’UE – comunità su cui tali politiche hanno un’incidenza diretta. Pertanto, agli obiettivi strategici stabiliti per lo spazio europeo dell’istruzione devono corrispondere risorse finanziarie, chiare e identificabili, rese disponibili per gli enti locali e regionali”, ha sottolineato il relatore del parere Emil Boc , che ha ricoperto la carica di primo ministro della Romania tra il 2008 e il 2012.L’europarlamentare Michaela Šojdrová (CZ/PPE), relatrice del Parlamento europeo sul tema dello spazio europeo dell’istruzione, ha dichiarato: “Sono convinta che tutti aderiamo all’idea che un’istruzione di alta qualità costituisce una risposta alle sfide sia attuali che future, compresa quella della duplice transizione verde e digitale. Ma quello dell’istruzione è il settore che ha più gravemente risentito della pandemia di COVID-19. È mia intenzione elaborare e presentare una relazione del Parlamento europeo che sia realistica e miri a una strategia comune in direzione dello spazio europeo dell’istruzione, condivisa e attuata da tutte le istituzioni e l’insieme degli attori a livello europeo, nazionale e locale.”Nel parere a cura di Emil Boc si sottolinea che le regioni e le città possono contribuire a individuare i fabbisogni regionali in materia di istruzione e promuovere politiche specifiche basate sui contesti dei diversi territori. Si dovrebbe rivolgere particolare attenzione alla riduzione delle attuali disparità in materia di istruzione tra zone rurali e urbane, tra i diversi gradi di istruzione e tra i vari istituti di istruzione. Un’istruzione di scarsa qualità è spesso correlata alla povertà e alla mancanza di risorse individuali, ed è anche un fattore chiave alla base del fenomeno della fuga dei cervelli.Il parere insiste anche sull’importanza di stabilire partenariati strategici tra gli enti locali e regionali e le università presenti nei loro territori, nonché con altri istituti di istruzione e di formazione formale e non formale. Tali partenariati contribuirebbero ad offrire gli indispensabili programmi di apprendimento permanente per il miglioramento delle competenze e la riqualificazione professionale al fine di consentire alle persone di inserirsi o di rimanere in un mercato del lavoro in rapida evoluzione nell’ambito della duplice transizione verde e digitale.

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Decennio digitale europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

La commissione europea ha presentato gli obiettivi e le modalità per conseguire la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030. La comunicazione pubblicata fa seguito all’esortazione della Presidente von der Leyen a fare dei prossimi anni il decennio digitale dell’Europa, risponde all’invito del Consiglio europeo a presentare una bussola per il digitale e si basa sulla strategia digitale della Commissione del febbraio 2020. La comunicazione propone di concordare una serie di principi digitali, di varare rapidamente importanti progetti multinazionali e di preparare una proposta legislativa che stabilisca un quadro di governance solido per monitorare i progressi compiuti: la bussola per il digitale.Per tradurre le ambizioni digitali dell’UE per il 2030 in termini concreti, la Commissione propone una bussola per il digitale concepita attorno a quattro punti cardinali:
1) cittadini dotati di competenze digitali e professionisti altamente qualificati nel settore digitale. Entro il 2030 almeno l’80% della popolazione adulta dovrebbe possedere competenze digitali di base e 20 milioni di specialisti dovrebbero essere impiegati nell’UE nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con un aumento del numero di donne operative nel settore;
2) infrastrutture digitali sostenibili, sicure e performanti. Entro il 2030 tutte le famiglie dell’UE dovrebbero beneficiare di una connettività Gigabit e tutte le zone abitate dovrebbero essere coperte dal 5G; la produzione di semiconduttori sostenibili e all’avanguardia in Europa dovrebbe rappresentare il 20% della produzione mondiale; 10 000 nodi periferici a impatto climatico zero e altamente sicuri dovrebbero essere installati nell’UE e l’Europa dovrebbe dotarsi del suo primo computer quantistico;
3) trasformazione digitale delle imprese. Entro il 2030 tre imprese su quattro dovrebbero utilizzare servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale; oltre il 90% delle PMI dovrebbe raggiungere almeno un livello di base di intensità digitale e dovrebbe raddoppiare il numero di imprese “unicorno” nell’UE;
4) digitalizzazione dei servizi pubblici. Entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale (eID).
La bussola definisce una solida struttura di governance comune con gli Stati membri, basata su un sistema di monitoraggio con relazioni annuali che prevedono un sistema a “semafori”. Gli obiettivi saranno sanciti da un programma strategico da concordare con il Parlamento europeo e il Consiglio.I diritti e i valori dell’UE sono al centro del modello europeo dell’UE per il digitale, incentrato sulla persona, e dovrebbero trovare pieno riscontro nello spazio online, al pari di quanto accade nel mondo reale. È per questa ragione che la Commissione propone l’elaborazione di un quadro di principi digitali, quali l’accesso a una connettività di alta qualità, a competenze digitali sufficienti, a servizi pubblici e a servizi online equi e non discriminatori, che, più in generale, garantirà che gli stessi diritti applicabili nel mondo offline possano essere pienamente esercitati online. Detti principi sarebbero discussi in un dibattito pubblico di ampia portata e potrebbero essere sanciti da una dichiarazione interistituzionale solenne del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, che trarrebbe spunto dal pilastro europeo dei diritti sociali, integrandolo. La Commissione propone infine di monitorare mediante un Eurobarometro la percezione da parte dei cittadini europei del rispetto dei loro diritti digitali.

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Il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere attuato in partenariato ‎ con gli enti locali e regionali

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Bruxelles. Le regioni e le città sono pronte a fare la loro parte nella costruzione di un’Europa sociale forte che garantisca transizioni e una ripresa giuste dopo la crisi della pandemia di COVID-19. Il piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali presentato oggi dalla Commissione europea fissa tre ambiziosi obiettivi principali che dovrebbero guidare le decisioni politiche degli Stati membri e delle loro regioni in vista del conseguimento degli obiettivi del pilastro, anche attraverso il pieno utilizzo dei diversi fondi dell’UE per sbloccare gli investimenti sociali.I nuovi obiettivi prevedono che entro il 2030 almeno il 78% della popolazione dell’UE di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro, almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ad attività di formazione ogni anno e il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni. La Commissione ha inoltre presentato una raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) che mira a fornire orientamenti per il passaggio dalle misure di emergenza a posti di lavoro sostenibili e adeguati alle esigenze future.La presidenza portoghese del Consiglio dell’UE ha chiesto al CdR di elaborare un parere sull’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali secondo una prospettiva locale e regionale. La sua adozione è prevista per la sessione plenaria di maggio, pochi giorni prima del vertice sociale dell’UE che si terrà a Porto il 7-8 maggio.Sebbene la Commissione proponga una versione riveduta del quadro di valutazione della situazione sociale per sostenere la realizzazione degli obiettivi del pilastro, il CdR teme che si misurino solo i progressi compiuti a livello nazionale e deplora la mancanza di indicatori relativi alle disparità regionali nell’attuale proposta. Il primo quadro di valutazione della situazione sociale regionale elaborato dal CdR nel 2019 ha evidenziato notevoli differenze all’interno dei singoli Stati membri. Il CdR è fermamente convinto che il monitoraggio regionale sia necessario per garantire che il pilastro sociale sia attuato a tutti i livelli e che gli investimenti regionali siano orientati alla realizzazione dei principi del pilastro.

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Il trasporto marittimo europeo è fondamentale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

“Il trasporto marittimo rappresenta il 76% del commercio estero dell’UE, quindi il valore del trasporto marittimo per l’economia europea non può essere sottovalutato”, ha affermato Martin Dorsman, Segretario generale dell’ECSA. “Come principale vettore del commercio, il trasporto marittimo è molto interessato alla politica commerciale dell’Unione europea, un importante blocco economico e attore sulla scena internazionale anche presso il WTO, l’Organizzazione mondiale del commercio. Lo shipping ha bisogno del commercio globale e il commercio globale non può esistere senza shipping” (Shipping needs global trade and global trade cannot exist without shipping).Nonostante le sfide dell’attuale pandemia globale, il trasporto marittimo ha garantito il movimento delle merci, ma potrà continuare a servire il commercio mondiale solo nell’ambito di un giusto quadro politico. Mentre le economie e le industrie si riprendono dalla pandemia, la nuova strategia dell’Ue fornisce un ulteriore impulso per ripristinare un sistema commerciale globale aperto, equo e sostenibile.L’ECSA sostiene la priorità strategica di riformare il WTO al fine di garantire che rimanga il foro centrale per negoziare un’ulteriore liberalizzazione del commercio e risolvere le controversie. Ecsa si congratula con la Sinora Ngozi Okonjo-Iweala, nuovo direttore generale dell’organizzazione, e incoraggia i membri del WTO a riprendere i negoziati multilaterali sui servizi di trasporto marittimo.I servizi di trasporto marittimo sono il fattore abilitante del commercio mondiale e sebbene il settore goda di un alto grado di liberalizzazione, purtroppo non mancano forme di protezionismo. Le compagnie di navigazione devono contrattare e trasportare liberamente e commercialmente le merci operare in tutto il mondo senza discriminazioni o restrizioni locali.L’ECSA sostiene inoltre la rinnovata attenzione dell’UE sull’attuazione e l’applicazione degli accordi commerciali dell’UE che sono molto apprezzati dall’industria marittima dell’UE. Ancorando impegni chiari sul trasporto marittimo a strumenti giuridicamente vincolanti, l’UE crea la certezza che le compagnie di navigazione dell’UE possano cogliere nuove opportunità.In quanto industria impegnata nella decarbonizzazione, l’industria marittima europea riconosce anche l’ambizione dell’UE di contribuire al progresso globale sulla sostenibilità e sulle catene di approvvigionamento responsabili attraverso la sua politica commerciale. Affinché questi sforzi abbiano successo, è fondamentale che la sostenibilità nella politica commerciale sia ben bilanciata e non si traduca in ulteriore protezionismo o ostacoli al commercio.L’International Chamber of Shipping ha appena lanciato un nuovo rapporto, “Protectionism in Maritime Economies”, scritto in collaborazione con il professor Craig Van Grasstek della Harvard Kennedy School of Government. Il rapporto ha rilevato che la riduzione del protezionismo commerciale potrebbe far aumentare i guadagni del PIL per le economie nazionali fino al 3,4%. È quindi fondamentale che il settore marittimo sia posto al centro della politica commerciale dell’UE. L’ECSA invita le autorità di regolamentazione a coinvolgere da vicino il settore marittimo in queste discussioni future.

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Settimana Parlamentare europea: accelerare transizione ecologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

“La pandemia da Covid-19 può costituire un catalizzatore per la ricostruzione verde delle nostre economie. Lo stanziamento delle ingenti risorse per fronteggiare le conseguenze della crisi, nel quadro dei Piani per la ripresa e la resilienza, offre infatti un’opportunità unica per accelerare la transizione verso un’economia sostenibile. I Parlamenti nazionali possono fornire un contributo importante per meglio orientare i Piani verso la transizione ecologica, sia nella fase di predisposizione, sia nella fase di attuazione. Il Parlamento italiano sta svolgendo un’ampia attività istruttoria, che coinvolge anche la Commissioni ambiente, in esito alla quale formulerà indirizzi al Governo. La Commissione ambiente della Camera, inoltre, intende svolgere un’indagine conoscitiva sulla transizione ecologica, e in particolare, sui processi e le politiche che accompagneranno il processo nei prossimi mesi e che saranno coordinate dal nuovo Ministero per la transizione ecologica. Credo sia indispensabile puntare in maniera decisa su investimenti per la mobilità sostenibile e per la rigenerazione urbana. A ciò si aggiunga l’introduzione, nel testo finale del regolamento che istituisce il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, degli obiettivi della parità di genere e delle pari opportunità. La proposta di Piano italiano che stiamo esaminando, ad esempio, individua la parità di genere come una priorità trasversale, da perseguire in tutte le missioni che lo compongono. L’impegno per la promozione e l’attuazione della parità di genere va rafforzato, in questa fase ancora di più. La crisi pandemica sta infatti evidenziando le disuguaglianze strutturali esistenti in relazione alla parità di genere e ai diritti delle donne.” Lo ha dichiarato Alessia Rotta, Presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici alla Camera nel corso del suo intervento per l’apertura della Settimana Parlamentare europea 2021 promossa dal Parlamento UE per discutere, con i parlamentari UE, questioni economiche, ambientali e sociali.

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Annunciati i vincitori del Premio del Cittadino europeo 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Scelto tra 30 candidati, Le Voci della Memoria è un podcast di dieci puntate che racconta il progetto “Promemoria_Auschwitz”, dell’associazione Deina, che ogni anno porta centinaia di ragazzi del liceo e dell’università a visitare Auschwitz e altri luoghi della Shoah della città di Cracovia. Il podcast ha seguito un gruppo di studenti dell’Università del Piemonte Orientale nel loro viaggio in ogni sua fase: dagli incontri pre-partenza, al viaggio, dalle visite alle attività in loco, fino al ritorno a casa.Il Premio del Cittadino Europeo, organizzato dal Parlamento europeo, riconosce i meriti dei cittadini, dei gruppi di cittadini, delle associazioni che si sono distinti per una spinta verso l’integrazione, la solidarietà e la cooperazione internazionale.

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Il nuovo Piano europeo per un’economia circolare al voto della plenaria

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Il nuovo Piano europeo per un’economia circolare ha l’obiettivo di aiutare gli Stati membri a raggiungere elevati standard di riciclo e riutilizzo di prodotti e materiali esistenti, riducendo al minimo gli sprechi e, quindi, la produzione di rifiuti. La plenaria del Parlamento europeo discuterà il nuovo Piano europeo lunedì 8 febbraio dopo le 17 e lo voterà martedì 9 alle 13.In vista di questo doppio appuntamento il Parlamento europeo in Italia organizza un briefing stampa con Simona Bonafè, relatrice sul pacchetto legislativo sull’economia circolare nella scorsa legislatura e attualmente relatrice ombra per il gruppo S&D sul nuovo Piano europeo, e con Valeria Valotto, vice-presidente di QUID, impresa sociale del settore tessile profondamente ancorata al concetto di economia circolare e sociale.

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Piano europeo di lotta contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

La Commissione europea presenta il piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione von der Leyen nel settore della salute e colonna portante di una solida Unione europea della salute. Muovendo da nuove tecnologie, ricerca e innovazione, il piano definisce il nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, trattamento e assistenza, affrontando la malattia in tutte le sue fasi – dalla prevenzione alla qualità della vita di chi ne è affetto e di chi l’ha sconfitta – e concentrandosi sulle azioni alle quali l’UE può apportare il massimo valore aggiunto.Il piano si articola in quattro aree d’intervento fondamentali, nelle quali sono previste 10 iniziative faro e numerose azioni di supporto. Per realizzarle saranno attivati tutti gli strumenti di finanziamento della Commissione, con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di € destinati ad azioni di lotta contro il cancro in provenienza dal programma EU4Health, da Orizzonte Europa e dal programma Europa digitale, solo per citarne alcuni.
Prevenzione, attraverso azioni finalizzate ad arginare i principali fattori di rischio, ad esempio il tabagismo (affinché entro il 2040 la percentuale di popolazione che fa uso di tabacco sia inferiore al 5 %), il consumo nocivo di alcol, l’inquinamento ambientale e le sostanze pericolose. La campagna “HealthyLifestyle4All” promuoverà inoltre l’alimentazione sana e l’attività fisica. Per prevenire i tumori causati da infezioni, il piano punta a vaccinare almeno il 90 % della popolazione bersaglio di ragazze nell’UE e ad aumentare considerevolmente la copertura vaccinale dei ragazzi entro il 2030.
Individuazione precoce, migliorando l’accesso alla diagnostica e la sua qualità e appoggiando gli Stati membri di modo che entro il 2025 il 90 % della popolazione dell’UE che soddisfa i requisiti per lo screening del tumore al seno, del tumore del collo dell’utero e del tumore del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi. A tal fine sarà proposto un nuovo programma di screening sostenuto dall’UE.Diagnosi e trattamento, mediante azioni volte a offrire una migliore assistenza integrata e completa e a correggere le disparità di accesso a cure e medicinali di alta qualità. Di qui al 2030 il 90 % degli aventi diritto dovrebbe avere accesso a centri nazionali integrati di cancerologia facenti parte di una rete UE. Entro la fine del 2021 sarà inoltre varata una nuova iniziativa di diagnosi e trattamento del cancro per tutti allo scopo di migliorare l’accesso a diagnosi e trattamenti innovativi, mentre un’iniziativa europea per comprendere il cancro (UNCAN.eu) aiuterà a individuare le persone ad alto rischio di sviluppare tumori comuni.Miglioramento della qualità della vita dei malati di cancro e dei sopravvissuti, compresi gli aspetti di riabilitazione e di possibile recidiva o metastasi, e misure per facilitare l’integrazione sociale e il reinserimento lavorativo. Sarà avviata un’iniziativa a favore di una vita migliore per i malati di cancro incentrata sull’assistenza durante il follow-up.Per promuovere le nuove tecnologie, la ricerca e l’innovazione sarà inoltre creato un centro di conoscenze sul cancro, che aiuterà a coordinare le iniziative scientifiche e tecniche a livello dell’UE. Sarà varata un’iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori, tesa a sostenere lo sviluppo di strumenti computerizzati in grado di far progredire la medicina personalizzata e le soluzioni innovative. Particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli nell’ambito di un’iniziativa per aiutare i bambini affetti da cancro, allo scopo di garantire che abbiano accesso a un’individuazione, una diagnosi, un trattamento e un’assistenza rapidi e ottimali. Per individuare tendenze, disparità e disuguaglianze tra Stati membri e regioni sarà infine istituito nel 2021 un registro delle disuguaglianze.

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“L’importanza della selezione dei titoli nel mercato Europeo delle small cap”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

A cura di Mine Tezgul, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. La gestione del capitale nel bel mezzo di una crisi può rivelarsi impegnativa, ma il nostro approccio d’investimento di lungo termine e la nostra disciplina di valutazione ci hanno aiutati a sfruttare l’instabilità dei mercati. Le società europee di minori dimensioni hanno mostrato una buona tenuta durante la crisi pandemica. Nell’arco dei dodici mesi sino a fine settembre 2020, l’indice EMIX Europe ex UK Small Cap ha generato un rendimento totale del 5,7% in euro, mentre il rendimento in sterline è stato dell’8,4%, a fronte del -7,3% (in euro) dell’MSCI Europe, un indicatore attendibile delle performance delle large cap.Probabilmente, questi risultati non erano del tutto scontati all’inizio. Le imprese più piccole sono soggette a rischi maggiori e possono essere colpite più duramente in una fase di rallentamento economico perché sono meno diversificate e possono avere risorse minori su cui contare. Come ci approcciamo dunque a questo contesto d’investimento, specie durante una crisi? Innanzitutto, una crisi testa la capacità di tenuta del modello di business e dell’adeguatezza patrimoniale di un’azienda. La nostra filosofia d’investimento, che si concentra sulle imprese di alta qualità con fossati economici solidi, rendimenti appetibili e bilanci sani, ci ha aiutato a differenziarci durante questo periodo di maggiore incertezza. Le società con fondamentali deboli vedono il proprio valore patrimoniale dileguarsi durante le recessioni se vi entrano con una leva finanziaria eccessiva. Per contro, le aziende con modelli di business robusti che generano free cash flow e dimostrano di saper crescere senza indebitarsi oltremisura sono in grado di attraversare una turbolenza economica in maniera più efficace e di uscirne addirittura rafforzate. La selezione dei titoli è dunque di fondamentale importanza.La pandemia globale ha accelerato molti trend già individuati come fattori di crescita strutturali per le tipologie di aziende che noi prediligiamo. Ad esempio, la digitalizzazione e l’aumento del consumo di dati hanno continuato ad avallare la legge di Moore e ad alimentare la spesa per investimenti in semiconduttori, che favoriscono le imprese leader nei mercati di nicchia delle tecnologie per semiconduttori. Al contempo, le principali società di pagamenti europee, che hanno potenziato il proprio potere di fissazione dei prezzi attraverso il consolidamento, hanno registrato una crescita vigorosa grazie al continuo passaggio dai contanti ai pagamenti elettronici, sospinto dalle scelte dei consumatori e dalle normative. Le aziende che producono test diagnostici e tecnologie medicali hanno ampliato notevolmente le proprie basi, grazie agli investimenti nell’automazione e nell’innovazione nel settore sanitario, che sosterranno per molti anni la crescita dei loro ricavi ricorrenti. Le piattaforme tecnologiche che godono di un forte effetto di rete hanno rafforzato la propria posizione conquistando nuove categorie di clienti “vischiose” a fronte dell’accelerazione del passaggio alle transazioni online in settori come commercio elettronico, online banking, consegne alimentari e giochi online. Riteniamo che questi trend rimarranno intatti e che, abbinati ai vantaggi competitivi, decreteranno i vincitori nel lungo termine.D’altro canto, le aziende che abbiamo deciso di evitare in ragione delle criticità strutturali create dalle tecnologie dirompenti e dai rischi di sostenibilità hanno sofferto ulteriormente quest’anno a causa delle restrizioni legate alla pandemia e della maggiore attenzione ai fattori ESG. Il settore degli immobili commerciali, ad esempio, risente del deterioramento del potere di fissazione dei prezzi dovuto all’evoluzione della domanda, esacerbata dal telelavoro e dagli acquisti online. L’innovazione tecnologica nel campo della distribuzione dei contenuti video, al contempo, continua a rappresentare una sfida per i cinema. I rischi di sostenibilità e le passività ad essi associate rimangono elevati nei settori più inquinanti, come il petrolio e il gas. Valutare la sostenibilità è uno dei pilastri del nostro processo d’investimento e confermiamo il sottopeso sulle aziende esposte a tali rischi significativi.
Infine, il nostro approccio d’investimento di lungo termine e la nostra disciplina di valutazione ci hanno aiutati a sfruttare l’instabilità dei mercati innescata dai timori di breve termine legati alla crisi sanitaria. Durante l’ondata di vendite indiscriminata nella prima metà dell’anno abbiamo aperto e incrementato posizioni nelle società di elevata qualità a prezzi convenienti, che offrivano notevoli margini di rialzo rispetto al valore intrinseco.Destreggiarsi nelle fasi di volatilità dei mercati non è facile, ma per gli investitori pazienti esistono delle opportunità. L’universo small cap è particolarmente fertile in tal senso, perché le aziende che lo compongono sono più trascurate e meno comprese dagli analisti. Ciò conferisce a un gestore attivo un maggiore spazio di manovra per generare alfa investendo nelle idee d’investimento high-conviction oggetto di accurate ricerche. La nostra filosofia d’investimento orientata alla qualità e alla crescita, il nostro processo bottom-up di stampo fondamentale e l’approccio di lungo termine ci hanno consentito di ottenere buoni risultati sia nelle fasi rialziste sia in quelle ribassiste. Restando fedeli al nostro processo d’investimento siamo riusciti ad attraversare con successo i variegati contesti di mercato presentatisi nel 2020, e ci prefiggiamo di fare altrettanto in futuro.

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Nuovo Bauhaus europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

La Commissione ha avviato la fase di progettazione dell’iniziativa Nuovo Bauhaus europeo annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione 2020. La Commissione ha avviato la fase di progettazione dell’iniziativa Nuovo Bauhaus europeo annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione 2020. Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto ambientale, economico e culturale che mira a combinare design, sostenibilità, accessibilità, anche sotto il profilo economico, e investimenti per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo. I valori fondamentali del Nuovo Bauhaus europeo sono quindi sostenibilità, estetica e inclusività. La fase di progettazione intende sfruttare un processo di cocreazione per plasmare il concetto esaminando le idee, individuando le esigenze e le sfide più urgenti, e collegare tra loro i portatori d’interessi. Come elemento della fase di progettazione, questa primavera la Commissione avvierà la prima edizione del premio Nuovo Bauhaus europeo.La fase di progettazione sfocerà nell’apertura degli inviti a presentare proposte nell’autunno prossimo per dare vita alle idee del Nuovo Bauhaus europeo in almeno cinque sedi negli Stati membri dell’UE, grazie all’impiego di fondi dell’UE a livello nazionale e regionale.La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto di speranza per esplorare come vivere meglio insieme dopo la pandemia. Si tratta di conciliare la sostenibilità con lo stile per avvicinare il Green Deal europeo alla gente, ai loro pensieri, alla loro casa. Per riuscire il Nuovo Bauhaus europeo abbiamo bisogno di tutte le menti creative: designer, artisti, scienziati, architetti e cittadini.” Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica. Se formiamo noi stessi un ponte tra il mondo dell’arte e della cultura e il mondo della scienza e della tecnologia, riusciremo a coinvolgere la società intera: i nostri artisti, studenti, architetti, ingegneri, il mondo accademico, gli innovatori; daremo il via a un cambiamento sistemico.” Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha osservato: “Il Nuovo Bauhaus europeo riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. È un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi. Se davvero vogliamo apportare un cambiamento nella realtà che ci circonda per vivere insieme meglio e in modo sostenibile, dobbiamo pensare come il Nuovo Bauhaus europeo possa collegare la generazione di nuove idee con l’esecuzione sul posto, nei luoghi prescelti. La riflessione è lanciata nella Commissione su come mobilitare gli strumenti che abbiamo per avviare una prima serie concreta di azioni sul Nuovo Bauhaus europeo.”
Comincia qui un processo innovativo di coprogettazione. Le organizzazioni che desiderano rafforzare il proprio impegno in questo processo possono diventare “partner del Nuovo Bauhaus europeo” rispondendo all’invito sul sito web.Nei prossimi mesi la Commissione assegnerà premi agli esempi proposti che rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali dell’iniziativa e che possono animare il dibattito sui luoghi in cui viviamo e la loro trasformazione.Nella prossima fase dell’iniziativa, quella di “realizzazione”, saranno avviati cinque progetti pilota per coprogettare nuove soluzioni che siano sostenibili, inclusive e abbinate allo stile. La terza fase sarà quella di “diffusione” delle idee e dei concetti che definiscono il nuovo Bauhaus europeo attraverso nuovi progetti, la creazione di reti e la condivisione delle conoscenze, in Europa e altrove.

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Festival Europeo di Poesia Ambientale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

Roma. E’ promosso da Saperenetwork. si svolgerà in streaming dal 9 al 12 dicembre, da tre luoghi simbolo della cultura popolare di Roma: la Biblioteca Quarticciolo, il Teatro Quarticciolo e il Museo dell’Altro e dell’Altrove, nel Municipio Roma V, che guarda verso la periferia orientale della città. Il pubblico potrà partecipare grazie alla diretta streaming degli eventi su http://www.festivalpoesiambientale.eu, http://www.sapereambiente.it e http://www.insulaeuropea.eu. Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022, fa parte di ROMARAMA2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale ed è realizzato in collaborazione con SIAE.L’appuntamento punta a sviluppare un percorso di conoscenza e di consapevolezza sulle tematiche ambientali a partire dalla poesia, valorizzando l’enorme patrimonio letterario del nostro paese e il ruolo della città di Roma nella nascita del movimento ambientalista, a partire dalla fondazione, nel 1968, del famoso Club di Roma e dalla presentazione del rapporto “I limiti della crescita” che ha scatenato nel 1972 il dibattito sul futuro dell’umanità. Tra il 9 e il 12 dicembre, dunque, saranno dieci i poeti italiani ed europei che parteciperanno agli eventi insieme a studiosi, critici e letterati che dialogheranno con loro approfondendo le caratteristiche e le finalità della poesia ambientale, ben oltre l’accezione tematica del termine: nel pieno rispetto delle misure di prevenzione della Covid-19 una parte degli eventi investiranno il territorio attraverso produzioni in video e proiezioni, trasformando quindi l’ambiente stesso in linguaggio poetico. Ad aprire il Festival, mercoledì 9 alle ore 10.00, sarà una conversazione con Serenella Iovino, fra le massime studiose a livello internazionale di eco-critica, già presidente della European Association for the Study of Literature, Culture, and Environment (EASLCE) e oggi docente di Italian Studies and Environmental Humanities presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill, negli Stati Uniti. Il Festival entrerà quindi nel vivo con eventi in diretta nelle diverse fasce orarie, fruibili successivamente on-demand. Molti gli appuntamenti in programma, a partire dall’eco-reading che coinvolgerà in tempo reale, giovedì 10 dalle ore 18.30, Antonella Anedda (Italia), Mariangela Gualtieri (Italia), José Manuel Lucía Megías (Spagna), Eliza Macadan (Romania), Valerio Magrelli (Italia) e Jarosław Mikołajewski (Polonia): sei voci da quattro diversi paesi del Continente che interagiranno e s’integreranno per lanciare insieme un messaggio centrato sulla protezione della casa comune, il pianeta di cui siamo custodi. Interviste e letture coinvolgeranno invece nella fascia oraria 11.30 -13.00 figure come Eleonora Rimolo (mercoledì 9), Maria Grazia Calandrone (giovedì 10), Giuseppe Bellosi (venerdì 11) e la francese Laure Gauthier (sabato 12). A condurre gli incontri saranno Angiola Codacci Pisanelli, giornalista dell’Espresso che segue in particolare le tematiche culturali e letterarie, e Ilaria Dinale, divulgatrice e studiosa nel campo del rapporto fra poesia e social network.Ma il Festival Europeo di Poesia Ambientale rappresenta anche un’opportunità di formazione e approfondimento letterario. In programma, infatti, uno speciale dedicato a Gianni Rodari nel centenario della nascita, con alcune letture a sfondo ambientale dell’attrice Federica Migliotti rivolte ai giovanissimi, una conversazione fra la giornalista e pedagogista Stefania Chinzari e Tania Convertini, docente di lingua e cultura italiana a Dartmouth College (Stati Uniti) sul rapporto fra Rodari e la natura, quindi una conferenza di Tito Vezio Viola, bibliotecario ed esperto di letteratura per ragazzi, sul rapporto fra lo scrittore di Omegna (ma molto legato a Roma, dove ha vissuto trent’anni) e la scienza, introdotto dal giornalista Michele D’Amico. Ma non finisce qui. Nei prossimi mesi infatti il Festival prevede incontri e laboratori presso la Biblioteca del Quarticciolo con eventi divulgativi in occasione delle Giornate mondiali e altri appuntamenti di rilievo per la cultura ambientale.

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Parte GAIA-X il Cloud Europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

AssoSoftware partecipa in qualità di Day 1 Member al progetto di Cloud Europeo presentato il 18 e 19 novembre al primo Web Summit internazionale dell’Associazione GAIA-X. All’evento hanno partecipato più di 4.000 persone, numerose aziende e organizzazioni espressione di oltre 15 Paesi europei. Hanno dichiarato il loro appoggio al progetto anche i Governi dei principali Paesi partecipanti e le Istituzioni Europee: per l’Italia è intervenuta Paola Pisano, Ministro Italiano dell’Innovazione, per la Germania Peter Altmaier, Ministro per gli Affari Economici, per la Francia Bruno Le Maire, Ministro dell’Economia e infine Thierry Breton per la Commissione Europea. La Germania schiera 49 imprese, la Francia 33 e l’Italia 29, fra cui spicca AssoSoftware in rappresentanza delle 250 software house della filiera italiana del software gestionale.“Abbiamo accettato l’invito a entrare fra i fondatori di Gaia-X – afferma Bonfiglio Mariotti Presidente di AssoSoftware – perché sentiamo il dovere di rafforzare la sovranità digitale di quasi un milione di imprese e professionisti cui forniamo servizi, prodotti e infrastrutture Cloud. Domandarsi chi gestirà in futuro questa nuova economia dei dati è fondamentale ed è ancora più importante chiedersi con quali regole e standard comuni. Aumentare la trasparenza, la portabilità ma anche ridurre gli ostacoli che le burocrazie statali frappongono all’uso di servizi interconnessi pubblico-privato significa generare servizi innovativi e attrattivi per le imprese.”Uno degli obiettivi di Gaia-X è creare un percorso virtuoso di gestione delle informazioni in cloud simile a quello che ha portato alla creazione del Regolamento Europeo della Protezione dei Dati ai fini Privacy (GDPR).“Questa governance – sottolinea Mariotti – sarà anche importante per ridurre la dipendenza dai vari Amazon, Google e Alibaba”.

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Fiumicino: Anche quest’anno il migliore scalo europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

“Un riconoscimento di prestigio per il Leonardo da Vinci – considerato dall’Airports council international (Aci) Europe migliore scalo d’Europa per il terzo anno consecutivo – che ci riempie di soddisfazione e di orgoglio. Un sentito ringraziamento ad Aeroporti di Roma e a tutte le professionalità che, con il loro impegno costante nella direzione della qualità e della sicurezza, contribuiscono a fare del nostro scalo romano una delle eccellenze europee”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.

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