Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘evasioni’

Per capire la flat tax

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 Maggio 2018

Un punto qualificante e non negoziabile del programma del centrodestra è la flat tax, cioè una aliquota unica qualunque sia il reddito; così chi guadagna 10.000 euro l’anno pagherà la medesima aliquota di chi ne guadagna 1.000.000.Il primo sarà tassato 1.000 euro, mentre il secondo 150.000 euro, in quanto viene abolita l’aliquota crescente che aumenta con l’aumentare del reddito. La prima riflessione ci fa dire che tale flat tax elargisce fior di quattrini a chi ne possiede tanti, mentre penalizza chi tira a campare, infatti i 1.500 euro del primo sono per l’interessato un salasso, mentre i 150.000 euro del secondo sono per l’interessato un’ inezia.Tipica impostazione che il capitalismo sfrenato ha argomentato a salvaguardia dei capitalisti.Per scendere in particolari più chiari, mi corre obbligo indossare gli abiti di un ricco capitalista, evasore, esportatore di capitali all’estero, corrotto e corruttibile, oltre che corruttore incallito. Ipotizziamo che avessi da sempre evaso gli obblighi fiscali ( IRPEF, IVA, TFR dei dipendenti e tutto quanto è possibile evadere.). Arriva un governo che vorrebbe togliermi dall’imbarazzo di incallito evasore e inventa questa flat tax al 15%, convinto di mettermi nella condizione di redimermi e pagare quella miseria che mi propongono di pagare. In apparenza sembra una idea non del tutto fasulla, ma c’è il trucco, nel quale, da incallito evasore, so bene come non cadere.
Continuo il mio ragionamento con gli abiti non miei. Non appena mi lasciassi convincere a pagare quel 15% sul mio reddito, quando ho evaso il pagamento del 50%, il mio nome diventerebbe noto al mio nemico giurato: il fisco. Praticamente la mia ritrovata onestà diventerebbe una autodenuncia di evasione inerente il passato, a meno che il legislatore non aggiungesse a tale legge i comodi di una sanatoria che azzeresse i reati di evasione da me commessi. Gli ingenui e impreparati governanti hanno programmato tutta una serie di benefit, riservati ai plurimilionari , a danno innanzitutto dell’erario, che vedrà assottigliarsi in maniera esponenziale il gettito fiscale, e a danno del debito pubblico, che lieviterà in modo irresponsabile.I furbetti del quartierino non cadranno nella trappola e continueranno ad evadere per non rendere nota la loro esistenza; hanno ottenuto l’anonimato e il governa liberista promette uno “Stato leggero” che non accentuerà la caccia agli evasori fiscali.Per l’ambizione smodata di due inetti e per l’arroganza del terzo socio che li pilota, è stata costruita una scellerata legge fiscale, peraltro sostenuta ideologicamente da Armando Siri, noto alle cronache giudiziarie per condanne penali passate in giudicato. (Rosario Amico Roxas)

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Italia: quella dei furbetti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

evasione-fiscale-controlliMiliardi di evasione contributiva previdenziale, 206 miliardi di economia in nero, 37 miliardi di evasione Iva internazionale nel solo 2014 e 56% di finti nullatenenti, ovvero finti poveri. E’ l’Italia dei furbetti, dagli imprenditori che evadono i contributi previdenziali e fiscali, dell’economia in nero che distrugge e altera il mercato e dei finti poveri che, per ottenere sconti fiscali, dichiarano di non possedere nulla (nullatenenti), passati dal 70% al 14% (nel Sud dal 90% al 20%), vale a dire che il 56% dei dichiaranti era un finto povero. Questa e’ la societa’ civile che si “contrappone” a quella politica che, per antonomasia, e’ brutta, sporca, cattiva, corrotta e ladra. Siamo sicuri che si contrappone? O ne e’ lo specchio? A cosa servono quelle trasmissioni televisive che raffigurano i nostri rappresentanti politici in modo cosi’ negativo? A dare fumo negli occhi agli allocchi. Cosi’ i furbacchioni si quietano, scaricano le proprie responsabilita’ sul politico (o ex) di turno, nell’atto liberatorio del sacrificio del capro espiatorio e i media gongolano, agitano il cappio, mostrano la ghigliottina, sperando di aumentare ascolti e tirature. Tutto quadra.
E la RAI? Se mettesse insieme i numeri che abbiamo riportato farebbe quell’opera di informazione che un servizio pubblico dovrebbe fare. Dovrebbe. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Evasioni e tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2016

Tasse“L’evasione delle tasse in Italia è alta perché ci sono troppe tasse e troppo alte. L’analisi dell’Ocse è vera ma non può considerarlo in paradosso. Finché non si semplificherà il sistema fiscale, unificando i vari balzelli sulle piccole e medie imprese, sopprimendo le ‘tasse’ occulte e diminuendo la spesa pubblica, in Italia l’evasione fiscale verrà interpretata da alcuni come una sorta di ‘legittima difesa’ dall’oppressione fiscale di uno Stato idrovora. Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale aveva presentato un emendamento alle riforme affinché venisse inserito in Costituzione un tetto alla tassazione. Ma Renzi non ne ha voluto sapere. Segno evidente che vuole continuare a spremere come limoni operatori economici e famiglie. Se non si parte da qui, da una riforma fiscale, non ci riprenderemo più”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Lotta alla corruzione, evasione, sprechi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Se riuscissimo a debellare all’80% la corruzione, l’evasione e gli sprechi in Italia ci ritroveremmo con un vero e proprio “tesoro” che equivarrebbe al 15% del Pil totale. E questo è un dato che, pur facendo le debite proporzioni su una situazione che altrove è minore, potrebbe interessare le economie dell’U.E. poiché è un male comune anche per loro. Se poi affiancassimo questo elemento a quanto ci dicono Mario Lettieri e l’economista Paolo Raimondi in un loro lungo articolo pubblicato su Fidest economia dal titolo “Infrastrutture in Europa” ritenendo “Per l’Europa l’unica via d’uscita dalla crisi economica e del debito la crescita reale del Pil attraverso una politica di investimenti a lungo termine nei settori delle infrastrutture, dell’energia e delle modernizzazioni tecnologiche, il vantaggio sarebbe indubbio. Ed è appunto in quest’ottica che le CDP europee, forti di un volume di capitali di oltre 1.300 miliardi di euro, sono impegnate a definire nuove strategie e promuovere nuovi strumenti di intervento”. Ma questa spinta “virtuosa” male si accompagna con una visione della politica che non riesce a sottrarsi a quelle forze centrifughe che vivono e prosperano su un sistema che non riesce a darsi a livello internazionale, più che nazionale, essendo in una economia globalizzata, delle regole comuni e, ancor più, una forma di legalità condivisa capace d’incidere con determinazione sui facili arricchimenti e sulle speculazioni finanziarie. Per l’Italia possiamo aggiungere che il nostro “male oscuro” si ripone nella mente di quanti si ritengono anti-stato per cui non vi intravedono il bene comune ma solo quello personale. Il tutto si riverbera nella politica che vi fa da volano per le attività che l’attraversano e che vi dipendano allorché si cerca di mettere mano ad un ordinato svolgimento della società, al rispetto delle regole e ad un efficace e incisivo regime dei controlli. Da qui potrebbe discendere una crescita del sistema paese con l’introduzione di alte dosi tecnologiche e di una rete di trasporto e di distribuzione che riesca da abbattere i costi indiretti dei servizi e della stessa produzione industriale. Sembra ovvio e persino scontato ma i leader che reggono le sorti del mondo continuano a fare la parte delle tre scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano. Ma ciò che più ci sconcerta è che la gente sta alla finestra per uno spettacolo che sembra non li riguardi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Roma: Imu ed evasione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Palazzo dei Senatori in the Piazza del Campidoglio

Palazzo dei Senatori in the Piazza del Campidoglio (Photo credit: Wikipedia)

“Ridurre al minimo l’aliquota Imu sull’abitazione principale è possibile se si punta davvero al recupero di fondi provenienti dall’evasione e dall’elusione fiscale, grazie a verifiche sulle imposte dei fabbricati, soprattutto di quelli mai dichiarati e dunque sconosciuti al Dipartimento Risorse Economiche. Altri controlli potrebbero essere effettuati sulla tassa rifiuti per gli immobili non domestici, che potrebbero portare nelle casse comunali oltre 100 milioni di euro all’anno che, con interessi e sanzioni ammonterebbero a circa 180 milioni di euro, senza contare i controlli delle aree fabbricabili e della tari domestica, che porterebbero nelle casse capitoline oltre 1 miliardo di euro in tre anni. Tale progetto, oltre a produrre un gettito straordinario, consoliderebbe di circa 250 milioni di euro le entrate ordinarie, il tutto a costo zero per il bilancio di Roma Capitale. Non è comprensibile come la giunta capitolina non abbia puntato su questi numeri che fanno tremare i polsi e che non sono mai stati accertati. Non è accettabile incidere sulle spese di tante famiglie coinvolte da questa tassa iniqua e lasciar fuori i proprietari di fabbricati fantasma che da anni la fanno franca”. Lo dichiara in una nota il consigliere di Roma Capitale Fabrizio Santori, promotore di una petizione per la massima riduzione dell’Imu sulla prima casa e primo firmatario di una mozione in Campidoglio già approvata all’unanimità da 9 Municipi, su proposta iniziale del consigliere del Pdl del IX Municipio Roberto Fedeli, che ha fortemente voluto approvare due ordini del giorno per sollecitare l’Amministrazione a venire incontro alle esigenze dei cittadini romani, molto penalizzati dalla nuova imposta sulla casa.

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Italia: quella svolta che non ci sarà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2012

E’ inutile che ci giriamo intorno. La diffedenza che viene dagli investitori esteri è data dal fatto che non riusciamo a diventare un paese normale finchè non abbattiamo il muro dei 70 miliardi annui derivanti dalla corruzione e dal mal governo e dalle istituzioni sprecone. Se non nriusciamo ad abbattere il muro dei 230 miliardi di euro annui di evasione fiscale. Se non evitiamo di caricare sui bilanci pubblici la gestione delle imprese decotte che ci vengono a costare qualcosa come 150 miliardi di euro all’anno. Se evitiamo di prenderci in giro indirizzando i nostri strali, ma solo con la verbosità delle parole ma non quella dei fatti, sui costi della politica e gli intrallazzi che ne seguono se continuiamo ad elargire milioni di euro all’anno ai partiti, per mantenere i privilegi di casta, per fare un uso disinvolto del denaro pubblico. Siamo solo capaci di regalare miliardi di euro attraverso la concessione, a titolo grauito, delle frequenze Tv e nel non mettere mano alla patrimoniale. Siamo solo capaci di prendere i pochi soldi dei pensionati e dei lavoratori dipendenti che già ne hanno pochi e sono ridotti alla fame. E’ l’Italia degli sprechi, delle ruberie di pochi a danno di molti che non si vuole emendare. E il governo Monti in queste cose mostra i suoi limiti e se raccoglie apprezzamenti all’estero è perchè continua ad offrire opportunità agli speculatori di turno, ai grandi interessi, al capitalismo avvanturiero. Il paese per emendarsi ha bisogno che ci sia un risveglio culturale, una presa di cosceinza collettiva, il coraggio di mandare a casa una intera classe dirigente. Ha bisogno di tutto cambiare e non per nulla cambiare secondo la logica gattopardesca. Ci stupiamo che le primarie del Pd diano volti nuovi e cancellino quelli vecchi, ma se le stesse primarie fossero fatte dagli altri partiti ci stupiremmo del come verrebbero spazzati via i tanti personaggi che oggi cavalcano le scene della politica. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Caos pensioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

La manovra del Governo Monti provoca continui guai ai titolari di pensioni, in particolare modo a tutti coloro i quali hanno da sempre percepito l’assegno in contante presso gli sportelli postali. Sono circa tre milioni i pensionati che, oltre che tartassati, rischiano di non percepire la pensione dal 1° gennaio prossimo perché titolari di assegni superiori alle 980 euro e sprovvisti di conto corrente. Così facendo il Professore Monti ed il suo Ministro dell’Economia pensano di eliminare l’evasione fiscale, avendo introdotto con l’articolo 12 del decreto il divieto di riscuotere in contanti importi superiori a 980 euro ed imponendo di fatto l’obbligo di aprire un conto corrente, per la felicità della banche tanto care al Presidente del Consiglio. E’ a tutti noto che, tra la richiesta di accredito della pensione su di un conto corrente e l’avvenuto versamento occorrono circa tre mesi, con la paura di poter restare senza pensione per tutto il periodo. L’ulteriore beffa sta nel fatto che vi sarebbe tempo solo fino a febbraio per l’apertura del conto. Cosa succederà a tutti quei pensionati che, poco esperti con pin, iban, bancomat, carta di credito e conto corrente, rischiano di non percepire il loro assegno da gennaio? Sono domande che, come S.a.pens., abbiamo posto al Governo ed agli Enti di Previdenza. Basta con questi atteggiamenti vessatori !!! Attendiamo risposte urgente e certezze per tutti i pensionati, nonché il nostro sacrosanto diritto di continuare a ritirare in contanti la pensione!!!

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Perseguitati della libertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

La libertà che è stata promessa agli elettori sta conducendo l’Italia nel più profondo baratro, perché la nazione si trova in mano ad uno speculatore senza scrupoli che ha fatto fortuna non andando troppo per il sottile nel metodo. Siamo anche in mano ad un commercialista che predilige l’attività di consulente fiscale, ma solamente a quanti hanno la necessità di evadere il fisco per milioni di euro; in mano a questa gente, peraltro sotto il ricatto di Bossi che brilla per totale ignoranza dei fatti economici. Le libertà tutelate sono prevalentemente quelle poco limpide, che hanno ricevuto i più attenti aiuti governativi con depenalizzazione del falso in bilancio, condoni fiscali ed edilizi, sanatorie tombali pagando una miseria per mettere al sicuro il frutto delle evasioni, e, per finire lo scudo fiscale tanto gradito dagli evasori, dalle mafie e dalla malavita in genere, ma anche dai corrotti, dai corruttori e dai corruttibili (categoria quest’ultima in forte lievitazione).
Ora si parla solamente delle misure approntate da questo governo, secondo l’impianto che possono dare i personaggi di cui sopra; è nel loro specifico interesse salvaguardare i grandi patrimoni e i detentori dei immense proprietà immobiliari, come il Vaticano. Intanto termina ingloriosamente l’assurdo economico portato avanti dalla FIAT: perdita aziendale ma, grazie alle ginnastiche della finanza creativa, aumento della quotazione in borsa.
Oggi 18 agosto, la borsa ha ridimensionato la FIAT con una perdita secca del 13%, ed il meglio deve ancora arrivare. Il giochetto di Marchionne è arrivato al capolinea, perchè sono i mercati che hanno tagliato la fiducia al metodo che non prevede la centralità del lavoro, ma lo sfruttamento azionario, con società sulla carta e sviluppo teorico che punta sulle apparenze, lontanissime dalla realtà. Sono queste le aziende che questo governo tutela; lo ha fatto anche con ALITALIA, addebitando alla collettività tutte le passività accumulate, lasciando alla cordata solo le quote in grado di promettere utili; ma anche questo non è bastato, perché l’ALITALIA, in mano a sprovveduti, si ritrova nelle peste da dove era ripartita. I soli a non risentire della crisi sono quei personaggi che ruotano intorno al PdL, scoperti con le mani affondate nella marmellata, ma protetti dal partito che non vuole aprire maglie punitive. (Rosario Amico Roxas)

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Rivalutazione pensioni ed evasioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

La Corte costituzionale dichiara legittimo il blocco della perequazione per le pensioni superiori a otto volte il minimo (3.500 euro lordi e 2.200 netti) introdotto nel 2008 dal governo Prodi. Salta così la restituzione chiesta dai pensionati colpiti. Non ricconi, ma lavoratori a reddito medio alto che, dopo aver versato i contributi dovuti, vedono oggi falcidiato il loro potere d’acquisto da rivalutazioni parziali. Insomma, in un Paese dove solo l’1% dei cittadini dichiara più di 100mila euro all’anno a pagare sono sempre i soliti, soprattutto dirigenti in servizio e in pensione.
La Corte Costituzionale – con la sentenza n. 316 dell’11 novembre 2010 – ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata nell’aprile 2009 dal Tribunale di Vicenza sulla norma prevista dalla legge di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 che ha disposto per il 2008 il blocco della perequazione per le pensioni di importo superiore a 8 volte il minimo Inps. Il Tribunale di Vicenza era intervenuto su ricorso presentato da un dirigente pensionato. La Corte ha evidenziato la “chiara finalità solidaristica dell’intervento” che doveva servire a compensare la mini-riforma del sistema previdenziale voluta dal Governo Prodi che prevedeva l’introduzione di “scalini” graduali in luogo dello “scalone” introdotto dalla riforma Maroni. Tale finalità sarebbe giustificata dal fatto che i trattamenti pensionistici colpiti dal blocco godono di importi di “sicura rilevanza”. Ricordiamo – al contrario –  che i trattamenti interessati sono pari o (per quanto riguarda la maggioranza dei casi) di poco superiori a euro 3.539,72 euro lordi, che corrispondono a circa 2.200 euro netti. Non stiamo parlando certo di “maxi-pensioni” ma di prestazioni che sono frutto di una elevata contribuzione e di sacrifici di un’intera vita lavorativa.

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Scuola: due edifici su tre non sono a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Mettere subito in sicurezza il 65% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it, l’ associazione dei contribuenti italiani, che ha commissionato uno studio alla KRLS Network of Business Ethics, dal quale emerge che in Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’89% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 64% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 53% dell’Albania che chiude la classifica.  “Per combattere l’evasione fiscale bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici scolastici siano a norma” dic e il presidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno. In occasione del convegno sulla ‘Tax compliance ed evasione fiscale’ tenutosi stamane a Capri, è infatti emerso che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 35% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi.  “Basta con il teatrino della politica, Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, ridando la fiducia ai contribuenti italiani. I dati statistici – ricorda Carlomagno – dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l’evasione fiscale”.

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Evasione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

“L’attuale situazione economico-sociale del paese è a dir poco allarmante e a fronte delle scelte del governo risulta davvero difficile guardare con fiducia al prossimo futuro” Lo dichiara l’on. Americo Porfidia che specifica “I dati resi noti in questi giorni sulla situazione economico-finanziaria del paese getterebbero nello scompiglio anche il più ottimista. Secondo Lamberto Cardia, presidente della Consob le piccole e medie imprese italiane rischiano l’asfissia finanziaria a causa della stretta creditizia operata dalle banche. Lo stesso concetto era stato espresso nei giorni scorsi dal Governatore Mario Draghi secondo il quale, la stretta creditizia delle grandi banche sta soffocando le capacità delle piccole imprese italiane, che rappresentano da sempre la struttura fondamentale del sistema economico e produttivo del paese. Se questo andamento non verrà rovesciato sempre più famiglie italiane si troveranno presto in ginocchio. Un dato strettamente connesso al precedente – continua Porfidia – è il livello di evasione fiscale raggiunto nel paese. Secondo i dati resi noti dal Dipartimento delle Entrate del Ministero dell’economia la metà dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro annui e solo lo 0,2 per cento si collocherebbe nella fascia sopra i 200 mila euro. E’ evidente che il livello di evasione fiscale è ormai da capogiro. I dati – continua il Deputato – acquistano un’ulteriore nota di drammaticità se pensiamo alla manovra che il governo sta mettendo in atto, il cosiddetto scudo fiscale che contiene un vero e proprio salvacondotto per il rientro in Italia dei capitali all’estero. Questi capitali sono fondamentalmente il frutto di evasione e affari illegali di ogni natura. Ebbene, invece di colpire chi delinque il governo crede bene di premiare queste sanguisughe dell’economia italiana garantendo loro un rientro sicuro ed anche un lavaggio nella legalità al prezzo di una semplice multa. Non una riga sulla lotta all’evasione, non un incentivo a chi ha operato sempre nella legalità, tutto ciò è assurdo. La situazione nel suo complesso è riassunta nel dato emesso dal supplemento Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia secondo cui dall’inizio dell’anno il debito pubblico è cresciuto del 5,4 per cento raggiungendo l’astronomica cifra di 1.752.188 milioni di euro. Continuando di questo passo – conclude Porfidia – e senza un sensibile cambiamento alla guida del paese rischiamo seriamente di andare alla deriva”.

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Si evadono 331 miliardi all’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2009

L’imponibile evaso in Italia nel 2008 è stato di circa 331 miliardi di euro l’anno. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 125,8 miliardi di euro. È questa la stima calcolata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani elaborando dati ministeriali, dell’Istat, della Banca d’Italia e dello Sportello del Contribuente presentata oggi a Roma all’apertura del convegno “Evasione fiscale: studio ed analisi del fenomeno in Italia”. Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. La prima riguarda l’economia sommersa che sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 125 MLD di euro l’anno. L’esercito di lavoratori in nero è composto da circa 2,2 milioni. Di questi 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 30 MLD di euro. La seconda è l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno 3 regioni del Mezzogiorno, controllano buona parte del territorio. Si stima che il giro di affari non “contabilizzati” si attesta sui 120 miliardi di euro l’anno con un’imposta evasa di 40 MLD di euro. La terza area è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese. Secondo i dati ministeriali e dello Sportello del Contribuente, il 79% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (52%) o meno di 10 mila euro (27%). In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali il 79% non versa le imposte dovute. Si stima un’evasione fiscale attorno ai 17 miliardi di euro l’anno.
La quarta area è quella composta delle big company. Una su tre chiude il bilancio in perdita e non paga le tasse. Inoltre il 94 % delle big company abusano del “transfer pricing” per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 30 MLD di euro. Inoltre, negli ultimi cinque anni, le 100 maggiori compagnie del paese hanno ridotto del 7 per cento le imposte dovute all’erario grazie all’uso di conti offshore. Infine c’è l’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all’erario circa 8,8 miliardi di euro l’anno. In testa nel 2008, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Campania, con +9,4%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,1% e alla Lombardia +8,9%. A seguire il Lazio con +7,5%, la Liguria con +6,8%, l’Emilia Romagna con +6,3%, la Toscana con +5,9%, il Piemonte con +5,7%, le Marche con +5,3%, la Puglia con +4,8%, l’Abruzzo con +4,6%, la Sicilia con +4,3% e il Trentino Alto Adige con +4,1%.La Lombardia, invece, in valore assoluto ha fatto registrare il maggior aumento dell’evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, rispetto al 2007, di circa il 9,6%.”Per moltissimo tempo famiglie e imprese miliardarie sono sfuggite al Fisco in Italia” – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Per questo bisogna fornire al Fisco nuovi e più efficaci strumenti d’indagine. L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani. Per combattere l’evasione fiscale bisogna procedere all’integrazione delle banche dati, aggiornare lo strumento del redditometro che risale al 1992, estendere gli studi di settore alle grandi imprese, banche ed assicurazioni, costringere gli istituti di credito a chiudere le loro filiali offshore, impedendo di effettuare operazioni finanziarie nei paradisi fiscali e soprattutto riformare la riscossione che non riesce ad incassare neanche il 10% dell’imposta accertata” “Con un solo anno di tasse evase grazie ai paradisi offshore – continua Carlomagno – saremmo in grado di recuperare i 30 miliardi di euro necessari per avviare il federalismo fiscale”.
Mappa dell’evasione fiscale in italia (2008) Le categorie Le modalità Stima  dell’imposta evasa ECONOMIA SOMMERSA Almeno 2.200.000 occupati svolgono un’attività irregolare come lavoratori dipendenti   €  30  MLD ECONOMIA CRIMINALE  Controllo del territorio €   40  MLD SOCIETA’ CAPITALE  Il 79% delle società di capitali dichiara redditi negativi o meno di € 10 mila   € 17  MLD BIG COMPANY Transfer pricing conti off-shore e società estere   €   30  MLD LAVORATORI AUTONOMI E PICCOLE IMPRESE   Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali  €    8,8   MLD TOTALE  €  125,8  MLD

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