Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘evasori’

Fisco: fuga yachts

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +6,1% nel 2013, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 67% degli yachts posseduti dagli italiani sono ormeggiati all’estero, intestati a società di comodo o a nullatenenti, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse in Italia”. Questo è quanto emerge da nuova inchiesta condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche ” Antonella Di Benedetto” di KRLS Network of Business Ethics per conto di “Contribuenti.it Magazine”, presentata oggi a Porto Cervo nel corso di Fisco Tour 2013.I proprietari dei più begli yacht che circolano in Italia sono di fatto poveracci, che presentano dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di facoltosi imprenditori e professionist i che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata.Dai primi dati forniti da Lo Sportello del Contribuente, anche nell’ultima dichiarazione dei redditi, oltre la metà degli italiani ha dichiarato meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata (250.000 fuoriserie e suv), yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante la strategia della tensione messa in atto dall’amministrazione finanziaria.”Con i blitz d’agosto non si combattere l’evasione fiscale – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Ita liani – Devono tornare in campo gli 007 del Fisco per scoprire chi sono i veri evasori fiscali che puntualmente, ogni anno, sbeffeggiano il fisco italiano”.

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Zitti e muti per la gioia di evasori e malfattori

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Mag 2012

Italiano: L'On. Antonio Di Pietro, Presidente ...

Italiano: L'On. Antonio Di Pietro, Presidente dell'Italia dei Valori (Photo credit: Wikipedia)

Dicono che, per cercare di evitare il prossimo aumento dell’Iva dal 21 al 23%, il ministro Giarda stia preparando una serie di tagli alla spesa pubblica. Verrebbe da dire: “Alla buon’ora! Finalmente la smettono di massacrare i cittadini e iniziano a sforbiciare gli sprechi”. E’ quello che l’Italia dei Valori chiede dal giorno stesso in cui questo governo si è insediato. Benissimo, ma solo a patto che a essere colpiti siano davvero gli sprechi e non servizi essenziali come la giustizia, la sicurezza, l’istruzione e quant’altro.
Una cosa è eliminare la marea di auto blu che ci costano un occhio della testa, un’altra dare il colpo di grazia a un’amministrazione della giustizia che è già in ginocchio. Una cosa è eliminare le spese militari immense e inutili come lo sciagurato acquisto dei caccia F-35, che dovrebbero essere adesso “solo” 90 per una spesa di circa 10 miliardi di euro, tutt’altra cosa intervenire sugli effettivi delle forze dell’ordine o sulle loro dotazioni tecniche. Una cosa è ridurre davvero e non solo per gettare polvere negli occhi i costi della politica, un’altra cosa, diametralmente opposta, è tagliare i fondi per la pubblica istruzione.
Insomma io, quando sento parlare di “razionalizzazione” delle spese per le forze dell’ordine o di intervento contro gli sprechi non della politica ma delle scuole pubbliche, sento un brivido corrermi lungo la schiena. La fiducia nasce dall’esperienza e dopo le esperienze fatte sinora quelle voci non promettono niente di buono.
Anche perché continuo a non capire e quindi continuo a chiedere: ci spiegate perché prima di tagliare i fondi ai tribunali e alle scuole non andate a prendere quei 40 miliardi di euro che entrerebbero nelle casse dello Stato se firmassimo anche noi come Germania, Inghilterra e Austria l’accordo con la Svizzera per recuperare i contributi sui capitali esportati illegalmente? L’Italia dei Valori chiede da mesi che si faccia così ma i signori del governo da quell’orecchio proprio non ci sentono e un sistema dell’informazione ancora più allineato e coperto che ai tempi del fascismo gli tiene bordone facendo finta che quei soldi in attesa al di là delle Alpi non ci siano. Tutti zitti e muti, per la gioia di evasori, malfattori e scudati vari.(Antonio Di Pietro)

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Equitalia: attentato

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2011

Roma ”Un gesto vile e miope messo in atto da chi non ha a cuore il vero interesse della Nazione e finisce a fare il gioco del potere che a parole sostiene di voler combattere”. Così il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l’attentato contro Equitalia messo a segno oggi a Roma. ”L’uso delle bombe è un atto che ci ripugna e che non serve a nulla se non a indebolire l’azione positiva di chi invece si batte ogni giorno nelle strade e nelle piazze contro l’usura legalizzata di Equitalia”, afferma Iannone, che esprime solidarietà al direttore generale ferito dal plico esplosivo. ”Per chi davvero vuole cambiare un sistema che non funziona, il modo di agire è un altro – aggiunge il leader di CasaPound – Cpi, attraverso un sito web (www.fermaequitalia.org), azioni simboliche e
banchetti in tutta Italia, ha già raccolto centinaia di firme per una legge di iniziativa popolare che limiti lo strapotere della società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate e ripristini alcuni principi irrinunciabili di giustizia sociale, impedendo ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per
crediti inferiori al 30% del valore dell’immobile e di pignorare beni strumentali dell’impresa o percentuali di credito superiori al 20% del totale iscritto in bilancio; obbligandola ad applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti; revocandole la possibilità di condurre indagini finanziarie; diminuendo la percentuale che l’ente guadagna sui piccoli crediti riscossi raddoppiando invece la percentuale sui grandi crediti per incentivarla a perseguire i grandi evasori”.

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Governo Monti: manovra iniqua

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2011

“Monti dice che questa è una manovra per salvare l’Italia e non si può negare che molto probabilmente è proprio così. Questa manovra, unita ai provvedimenti che saranno presi da capi stato europei nei prossimi giorni, potrebbe davvero scongiurare per l’Italia quegli scenari da incubo che abbiamo temuto in questi ultimi mesi.Ma c’è un però. Era davvero difficile immaginare una manovra più ingiusta di questa. Una manovra fatta di tante tasse, troppe, e ancora una volta come sempre che andranno a colpire il ceto medio più tartassato d’Europa” lo scrive sul suo blog, Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV.E’ una manovra che interviene pesantemente sulle pensioni, sulle quali era probabilmente impossibile non intervenire, ma non certo così pesantemente e così indistintamente. A non pagare nulla, ancora una volta, saranno i grandi patrimoni, i grandi e piccoli evasori.Mentre infatti questa manovra colpisce con la scure il ceto medio e i pensionati, agli evasori fa il solletico con una piuma, chiedendo un ridicolo contributo del 1,5 per cento dei capitali scudati, e non prevedendo nessuna misura degna di rilievo per contrastare l’evasione fiscale.Su questo ultimo punto voglio essere molto chiaro. Sconfiggere evasione fiscale è possibile basta solo averne la volontà politica. Che questa volontà non l’avesse Berlusconi lo potevamo anche capire ma che non ce l’abbia neanche questo governo lo trovo semplicemente inaccettabile.Per questa ragione, credo che Italia dei Valori dovrà cercare di cambiare radicalmente questa manovra in Parlamento. La manovra è di 20 miliardi netti e tale dovrà restare. Per questo, tutti i nostri provvedimenti saranno costruiti per lasciarne invariato il saldo. Cercheremo, con i nostri emendamenti, di far pesare di meno questa manovra sulle tasche dei soliti noti e di più su grandi patrimoni ed evasori. Francamente, e non lo nascondo, questa manovra delude. Bastava il mio ragioniere e non i migliori cervelli d’Italia a scriverla così. Deve essere chiaro: un’altra manovra è possibile, una manovra dove non siano sempre gli stessi a pagare. Noi presenteremo i nostri emendamenti e, se anche le altre forze che si ispirano a principi di equità sociale e solidarietà si impegneranno e si batteranno in Parlamento, la manovra potrà cambiare. Perché, governo tecnico o no, il Parlamento è sovrano. (Massimo Donadi deputato Idv)

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Evasori: tolleranza zero

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2011

Politiche Fiscali 2015 - Palermo, 21 ottobre 2009

Image by Artea Studio via Flickr

Il Coisp ha richiesto da sempre che la lotta contro l’evasione fiscale sia intensificata e resa efficace. Oggi il Governo sembra, se non cambierà nuovamente idea, intenzionato a considerare questa piaga sociale un problema che affligge ed intacca il patrimonio dell’Italia e degli italiani. Ma per quale motivo si vorrebbero considerare evasori “seri” solo coloro che lo sono oltre la soglia dei 3 milioni di euro? In galera dovrebbero andarci tutti gli evasori fiscali, quelli totali come quelli parziali, perché chi evade fa del male a tutti noi, dichiara il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia COISP Franco Maccari. Prosegue Maccari: i Poliziotti e le Forze dell’Ordine forse si sentono ancora più colpiti da questa “franchigia” dell’evasione fiscale, perché fare sconti agli evasori è frutto di un malcostume ed una abitudine tutta italiana, ma santificarlo dentro ad una manovra economica è indegno di uno stato civile. Dichiariamo guerra aperta agli evasori. Ma non solo ora e non solo per recuperare miliardi, ma per equità e giustizia verso coloro che pagano le tasse, non solo oggi ma da oggi in poi. Nella serata inaugurale della Mostra del Cinema di Venezia il COISP era presente ed ha distribuito un volantino ai cittadini, che iniziava così: “La corruzione e l’evasione fiscale dilaga più che mai … ed i poliziotti, unico baluardo della legalità, vengono per questo continuamente pugnalati alle spalle!! Oggi il Governo parla di lotta all’evasione, speriamo sia l’inizio di una presa di coscienza che riporti l’onestà e l’interesse della collettività al centro della politica. Sarebbe un miracolo, conclude ironicamente Maccari.

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Pensionati ed evasori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

Pensionati

Image by .and+ via Flickr

“Il disegno non cambia: a pagare saremo sempre gli stessi. A farla franca saranno i soliti furbi: i grandi professionisti della sanità pubblica, i medici delle strutture pubbliche che esercitano la loro professione anche privatamente, i professori commercialisti, i ragionieri professionisti, gli avvocati, i costruttori, piccoli, medi e grandi e tutti gli altri. E sono tanti. In una parola sono gli evasori fiscali, quelli che in maniera totale o parziale non pagano le tasse. Mentre costoro continuano ad arricchirsi, tutti gli altri, in particolare i lavoratori dipendenti ed i pensionati, diventano il grande biberon dal quale i Governi continuano con grande disinvoltura a succhiare sangue per alimentare uno Stato scialacquone e disattento. Si parla da troppo tempo di una riforma fiscale che non arriva mai; si continua a parlare di manovre fiscali novità, ma poi si finisce col mettere le mani soltanto nelle tasche dei contribuenti facili da attaccare perché tassati alla fonte: lavoratori dipendenti e pensionati”. E’ quanto afferma Fortunato Sommella – Segretario Regionale del Partito Pensionati della Campania
E’ ben triste la storia del partito pensionati che ha per suo segretario Carlo Fatuzzo ex parlamentare europeo e mandato a Bruxelles con i voti dei pensionati. Coloro che hanno riposto la fiducia in questo partito non fanno che leccarsi le ferite per i gravi errori commessi dalla loro dirigenza. Un partito ondivago che prima si allea con Berlusconi e poi passa con il centro sinistra salvo poi ritornare nell’area berlusconiana e alle ultime comunali di Milano e di Napoli ha appoggiato chi oggi infierisce sulle magre risorse dei pensionati.
Oggi avanzano una proposta invitando il governo ad affrontare in maniera seria e subito l’evasione fiscale. Ma vogliamo scherzare? Come si fa a chiedere a chi evade sistematicamente di rinunciarvi? I dirigenti di questo partito si rendono conto che si sono alleati con la parte ricca della nazione, di chi ha redditi superiori ai centomila euro all’anno e che si servono di tutto quel popolo di “bonaccioni” che credono ancora alle favole, agli annunci, alle promesse per continuare a sperare? Vi è un detto che calza bene ai nostri tempi: chi di speranza vive disperato muore ed infatti con i ticket, i continui rincari solo la morte può apparire dolce e liberatoria per i pensionati. E chissà che non sia proprio questa la segreta speranza di chi alberga nel Palazzo. Finchè l’essere umano è valutato un bene economico e vale se ha un reddito medio-alto il destino dei pensionati è destinato ad una fine ingloriosa. Noi ci battiamo perché ogni essere umano sia soprattutto un bene sociale da sostenere e salvaguardare. Ma non siamo un partito né vogliamo esserlo ma ci brucia l’idea che vi possa essere un movimento che si mescola con il suo nemico giurato e lo asseconda: questa è eutanasia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Crescono i capitali all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2011

Crescono a dismisura i poveri possidenti con capitali all’estero, +7,1% nel 2011, i quali vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso, che possiedono cassette di sicurezza in Svizzera e non dichiarano al fisco italiano quello che guadagnano effettivamente. Questo c quanto emerge da una nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di “Contribuenti.it Magazine” dell’Associazione Contribuenti Italiani. “Poveri possidenti e ricchi nullatenenti” intimoriti dalle burrasche che scuotono i mercati finanziari e dalle manovre finanziarie lacrime e sangue del Governo Berlusconi. Cassette di sicurezza vengono richieste non solo a Lugano e Chiasso, ma anche in tutta la fascia di confine, Valle di Muggio compresa sono poveri, dalle dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di imprenditori e profession isti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata.
“Da sola la Guardia di Finanza non pun combattere l’evasione fiscale che c diventato lo sport piu praticato dagli italiani – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Devono scendere in campo gli 007 per scoprire chi sono gli effettivi proprietari delle cassette di sicurezza che puntualmente, ogni anno, vengono aperte in Svizzera”.
Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani.

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Riforme e competitività

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2011

Se con un certo distacco, se non altro per non farci influenzare dal contingente, osserviamo la situazione italiana il primo passo importante da compiere sono le riforme strutturali. “Ciò risulta – come avverte il Bollettino della Banca d’Italia – un aspetto particolarmente rilevante per i paesi che presentano disavanzi di bilancio e disavanzi esterni elevati o che in passato hanno subito perdite di competitività.” E si soggiunge in altra parte del Bollettino: “I paesi dell’euro che si trovano in difficoltà devono adottare provvedimenti atti a ripristinare la sostenibilità fiscale, la competitività e la stabilità finanziaria a medio termine.” Ne consegue che per dare attendibilità all’intero sistema occorre prendere di petto tutte le voci che presentano più ombre che luci. Pensiamo alla riforma fiscale che senza voler entrare nel dettaglio dovrebbe essere articolata per combattere l’evasione fiscale, far emergere il lavoro in nero, favorire l’integrazione migratoria e il lavoro, in specie giovanile. Un colpo mortale potrebbe essere inflitto dalla tributaria al mercato dei falsi e al gioco clandestino. In quest’ultimo caso si parla di un giro d’affari che supera annualmente il miliardo di euro e che oltre a costituire una grossa perdita per le entrate fiscale determinano ricadute negative sulle attività legali del settore. Oggi invece si propende per accertamenti di scarso valore andando a colpire i piccoli evasori, ma con perdite di tempo di mezzi e di personale assolutamente spropositati. Un altro punto debole e l’assistenza sanitaria. Allo stato è un meccanismo che fa acqua da tutte le parti. Prevalgono gli sprechi, l’utilizzo inappropriato di risorse che sovente tengono solo conti di ragioni di campanile e di clientele. Occorre porre mano ad una riforma radicale che consenta il passaggio dall’assistenza universale alla “prevenzione universale” ed con essa ad una rivisitazione dell’intera filiera a partire dal medico di base. In altri termini vanno aggredite tutte quelle voci del bilancio pubblico che assorbono denaro senza che sia effettuato un controllo più accurato sulle priorità e validità delle spese. (pensiamo alle consulenze, alle segreterie degli amministratori pubblici, alle nomine di persone “chiacchierate” per la gestione di enti economici pubblici). In altri termini si pagano troppo manager improvvisati o di chiamata “politica” e privi o scarsamente dotati di effettiva capacità professionale. Non ultimo avevamo proposto la costituzione presso la presidenza del consiglio di un dipartimento preposto al “recupero delle risorse” andando ad individuare opere pubbliche abbandonate nel corso d’opera, servizi annunciati e mai adempiuti, cattiva manutenzione degli edifici pubblici o loro uso eccessivo o inappropriato. E lo avevamo proposto a costo zero utilizzando personale già in pensione ma con una specifica conoscenza di merito. Un altro aspetto che non andrebbe sottovalutato è tutto quello che riguarda l’ordine pubblico fino alla costituzione, a livello di polizia municipale, di un corpo misto costituito da immigrati per favorire la conoscenza del quadro migratorio e dei possibili illeciti che in tale ambito si maturano ed anche per migliorare i rapporti con gli extra comunitari attraverso la consapevolezza d’essere compresi, consigliati, assistiti. Ma tutte queste cose e molte altre hanno un solo nemico: coloro che solo con il lassismo della pubblica amministratori possono lucrare e sviluppare i loro traffici illeciti. E se il pesce puzza da “la capa”, come si dice a Napoli, c’è poco da sperare in un cambiamento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Canone Rai ed evasori

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Nessun problema per bar e ristoranti in merito al pagamento del canone Rai.  La tassa obbligatoria dovuta per il possesso del televisore è sempre stata pagata dai pubblici esercizi che ne sono dotati. Prova ne sia il controllo serrato da parte di Siae ed ultimamente anche da parte di Scf (consorzio fonografici) con cui da tempo Fipe si relaziona e stipula convenzioni.  Bene fa il direttore Masi a tirare in ballo uffici, enti, amministrazioni pubbliche e imprese, poiché forse non è loro consuetudine tenere a mente questa tassa e subire i controlli di una eventuale evasione. Oltretutto, è proprio la Rai a ricordare che gli abbonamenti speciali sono 263.000: un numero molto vicino a quello dei pubblici esercizi che assieme agli alberghi non superano le 250.000 unità. Considerando che non tutti gli esercenti posseggono un televisore, i conti tornano.

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Cassazione penale rigorosa con gli evasori

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Anche la Suprema Corte si dimostra intransigente sull’evasione fiscale. Secondo la sentenza n. 38619 del 3 novembre 2010 rischia la reclusione da sei mesi a due anni chi non versa l’iva dichiarata, se il mancato pagamento si estende oltre il 27 dicembre dell’anno successivo a quello di riferimento. Per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” la decisione in esame è importante anche per il calcolo temporale del comportamento omissivo anche per la verifica di applicazione del beneficio dell’indulto. Il Tribunale di Ancona, infatti, aveva applicato questo beneficio nei confronti di un uomo che non aveva versato l’iva dichiarata nell’anno 2005. Mentre il Procuratore generale presso la Corte d’appello del capoluogo marchigiano aveva presentato ricorso affermando l’inapplicabilità dell’indulto, in quanto secondo la procura il reato si era consumato nel vigore della nuova normativa, la quale prevede, per coloro i quali omettono il pagamento dell’iva, un trattamento sanzionatorio equivalente a quello previsto per il sostituto che non versa le ritenute d’acconto. I giudici di piazza Cavour hanno quindi accolto il ricorso sostenendo che “per la consumazione del reato non è sufficiente un qualsiasi ritardo, ma occorre che l’omissione del versamento dell’imposta dovuta si protragga fino al 27 dicembre dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento”.

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Prostitute: popolo di evasori

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

“In Italia il 92% delle prostitute non rilascia la ricevuta fiscale nonostante la Cassazione abbia ritenuto tassabili i proventi” – denuncia Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – “Siamo pronti a stipulare un patto col governo per stroncare l’evasione”. La classifica vede al primo posto le prostitute di Venezia con 97%, seguita da Genova con il 96%, Aosta con il 95%, Verona con il 94%, Roma con il 93%, Napoli con il 92%; Milano con il 91%, Palermo con il 89%, Torino con il 87% e Bari con il 70%.  Complessivamente la classifica della illegalità fiscale – relativa sia a coloro che non hanno emesso fattura, sia a coloro che, emettendola, hanno maggiorato del 20% il compenso pattuito – stilata da Lo Sportello del Contribuente, vede al primo posto le prostitute, con il 92,3% degli evasori, seguite dalle escort (90,9%) e dalle hostess immagine (87,4%). “L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani. Nelle discussioni di tutti i giorni, supera finanche il calcio – continua Carlomagno – Abbiamo sempre creduto che i proventi della prostituzione fossero tassabili. Anche la Cassazione con la sentenza n. 20528/10 ci ha dato ragione”. Secondo i dati diffusi oggi da Lo Sportello del Contribuente, 9 italiani su 10 chiedono più rigore nella lotta all’evasione fiscale: l’89% del campione giudica ancora insufficiente l’impegno del Governo nella lotta all’evasione fiscale, definendolo “poco” (47%) o “per niente efficace” (43%), a fronte del 10% di opinione contraria; un’azione inefficace è segnalata più diffusamente tra gli uomini (88% rispetto al 82% tra le donne), tra gli anziani (84%), e nel campione del Nord (9 1% rispetto al 78% nel Centro e al 86% nel Sud).
Contribuenti.it chiede al Ministro Tremonti di convocare con urgenza il tavolo di trattativa “Fisco – Contribuenti” per accelerare l’istituzione de “Lo Sportello del Contribuente” per la lotta all’evasione fiscale presso tutti gli organi diretti ed indiretti dell’amministrazione finanziaria, estendere il redditometro a tutte le attività economiche, anche quelle discutibili sul piano morale, e valutare l’opportunità di sospendere tutti gli aiuti ed incentivi statali ai contribuenti che non pagano le tasse.
Serve una riforma seria del sistema fiscale italiano, incentrata sul rispetto dei diritti del contribuente, l’introduzione di modelli di fiscalità dissociata e differenziata ed una contabilizzazione per cassa del recupero dell’evasione fiscale fatta al momento della sua effettiva riscossione e non prima.

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In 4 mesi l’evasione cresce del 6,7%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

Nel 2010 cresce l’evasione fiscale in Italia e si conferma primatista europeo con il 54,4% del reddito imponibile non dichiarato. Nel primi 4 mesi del 2010, l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 6,7% rispetto al 2009 ed ha raggiunto l’ammontare di 371 miliardi di euro l’anno. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 156 miliardi di euro l’anno. E’ quanto emerge da un’indagine, diffusa oggi a Venezia, effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l’Associazione Contribuenti Italiani condotta su dati divulgati dalle Polizie tributarie degli Stati europei. Nella speciale classifica degli evasori, l’Italia è seguita da Romania (42,3% del reddito imponibile non dichiarato), da Bulgaria (39,8%), Estonia (38,3%), Slovacchia (35,4%). In Italia i principali evasori sono gli industriali (32,8%) seguiti da b ancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Sud (24,5%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (22,9%).  Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate da KRLS Network of Business Ethics: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. “Per combattere l’evasione fiscale bisogna ridurre le attuali aliquote fiscali di almeno 5 punti, migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti eliminando gli sprechi di denaro pubblico e riformare il fisco sulla tax compliance – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani al punto che anche i morti evadono il fisco tumulandosi da soli. Serve archiviare al più presto e per sempre la stagione degli scudi fiscali e dei condoni che hanno arricchito i grandi evasori, incentivando il personale dell’amministrazione finanziaria con premi specifici ogni qual volta riescono a recuperare imponibile sottratto al fisco da parte delle grandi imprese.

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Nuove misure cautelari per gli evasori fiscali

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 15 febbraio 2010, dà nuovo impulso all’utilizzo delle misure cautelari adottabili per garantire la riscossione dei tributi evasi Oggi le misure cautelari, iscrizione di ipoteca ed esecuzione, mediante ufficiale giudiziario, del sequestro conservativo, sono esperibili non solo sulle sanzioni ma anche sui tributi Inoltre è possibile ricorrere a questi strumenti anche quando il contribuente evita il contenzioso col fisco e definisce il rapporto tributario attraverso gli istituti di adesione ai contenuti del processo verbale di contestazione (PVC) o dell’invito al contraddittorio, che non prevedono la prestazione di garanzie L’Agenzia delle Entrate può chiedere l’iscrizione dell’ipoteca sui beni del debitore e l’autorizzazione a procedere al sequestro conservativo anche a tutela dei crediti relativi alle imposte e agli interessi connessi ai processi verbali di constatazione I presupposti per l’adozione delle misure cautelari sono l’esistenza di un atto di contestazione, di un provvedimento di irrogazione di sanzione, di un avviso di accertamento, di un processo verbale di constatazione o di un atto di recupero, ritualmente notificati e dai quali si evinca l’attendibilità e sostenibilità della pretesa tributaria. (fonte j buon giorno impresa)

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Nel 2009 l’evasione fiscale cresce dell’11,5%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Cresce l’evasione fiscale in Italia, che si conferma primatista europeo con il 51,1% del reddito imponibile non dichiarato. Nel 2009, l’imponibile evaso è cresciuto del 11,4% rispetto al 2008 ed ha raggiunto l’ammontare di 366 miliardi di euro l’anno. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 143 miliardi di euro l’anno. E’ quanto emerge da un’indagine, diffusa oggi a , effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l’Associazione Contribuenti Italiani condotta su dati divulgati dalle Polizie tributarie degli Stati europei. Nella speciale classifica degli evasori, l’Italia è seguita da Romania (42,4% del reddito imponibile non dichiarato), da Bulgaria (39,5%), Estonia (37,1%), Slovacchia (34,5%). In Italia i principali evasori sono gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,1% del totale nazionale), seguito dal Sud (27,9%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (20,8%).  Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate da KRLS Network of Business Ethics: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
“Per combattere l’evasione fiscale bisogna ridurre le attuali aliquote fiscali di almeno 5 punti, migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti eliminando gli sprechi di denaro pubblico e riformare il fisco introducendo la tax compliance – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Serve archiviare al più presto e per sempre la stagione degli scudi fiscali e dei condoni che favoriscono i grandi evasori ed is tituire quanto prima, presso tutti gli organi diretti ed indiretti dell’amministrazione finanziaria, Lo Sportello del Contribuente per la lotta all’evasione fiscale.

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Canone Rai e gli evasori istituzionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Il termine per il pagamento del Canone RAI sia per le famiglie che per le imprese ed enti pubblici è scaduto.  Ma il Canone RAI è non solo la tassa più evasa dalle famiglie italiane e dalle imprese, ma lo è incredibilmente anche per gli enti pubblici.  Questo è risultato dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente l’evasione fiscale in Italia. Dalla ricerca è emerso che l’evasione del Canone RAI negli enti pubblici si attesta intorno al 94%, con punte record nelle scuole, nei ministeri e nei partiti politici, dove l’evasione tocca quota 98%. In Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autono mi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati. Ma se il canone ordinario è dovuto per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, il canone speciale si paga anche per il possesso di computers e/o monitors e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati. Secondo i dati di Contribuenti.it in Italia esistono circa 4,5 MLN di imprese di cui il 98% collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 MLN di imprese dovrebbero pagare il canone speciale. Ma dai dati pubblicati dalla RAI risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 MLN di imprese, non pagano il canone con un 95% di evasione. Limitandosi ad applicare il canone speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione e’ di 820 MLN di euro. E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 195,31 a 6.510,13 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, Lo Sportello del Contribuente stima che l’evasione del canone speciale supera il miliardo di euro l’anno.  Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano gli enti pubblici e le imprese con sede nelle province di Milano, Venezia, Torino e Roma dove l’evasione sfiora il 98%. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Napoli, Pescara e Firenze dove l’evasione si attesta al 92%. In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Campania, Emilia-Romagna e Puglia ma in buona posizione si piazzano anche aventi sede nelle regioni meridionali dell’ Abruzzo, Molise, Puglia e Sicilia. Perché gli enti pubbli ci e le imprese evadono il canone? Dall’ indagine di Contribuenti.it è emerso che il 83% evade perché l’Amministrazione finanziaria, durante la verifica fiscale non richiede il pagamento del canone RAI, ne lo sanziona, l’11% non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica mentre solo il 6% perché non ha fondi. “Neanche la pubblicità effettuata in questi giorni dall’ente pubblico aiuta gli enti pubblici e le imprese a capire che l’abbonamento alla RAI è una tassa e come tale va pagata – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Ed è incredibile che l’amministrazione finanziaria dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, incentivando indirettamente l’evasione fiscale del canone RAI”.

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Fisco: i ricchi che non pagano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +3% rispetto al 2008. Il 61% degli Yacht di lusso, sofisticate barche a vela e automezzi di grossa cilindrata sono intestati a nullatenenti o a pensionati ottantenni, prestanome di imprenditori e facoltosi, per non pagare le tasse.” E’ questo il dato presentato oggi a Capri, alla presentazione della manifestazione Fisco Tour 2009, da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente rileva costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia. Si espande a dismisura il fenomeno dei “ricchi nullatenenti” che vivono spendendo migliaia di euro per beni superflui e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Secondo il recente studio, elaborato su dati provvisori del Ministero delle Finanze che fa riferimento all’anno d’imposta 2007, è emerso che un italiano su due dichiara al fisco un reddito inferiore ai 15mila euro contro lo 0,2 per cento che ne dichiara più di 200mila. Una fotografia che non forma un “perfetto collage” con quella che riprende i dati relativi alla spesa pubblica. Nello stesso periodo in Italia, venivano immatricolate 146mila vetture tra fuoristrada ed auto di lusso, e addirittura a 23mila italiani sarebbero state rilasciate altrettante patenti nautiche. “E’ ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Come è accaduto per il credito, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all’evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio presso tutte le Prefetture e la  partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco, i rappresentanti dei lavoratori ed I rappresentanti dei contribuenti e il Prefetto coordinerà questo tavolo. All’osservatorio – conclude Carlomagno – dovranno partecipare tutti coloro che sono interessati a migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, applicando la Tax compliance, per evitare che l’evasione dilaghi nel nostro paese”. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Canone/imposta Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

Il canone/imposta delle tv di Stato è un problema per tutti i Paesi, che’ ovunque i contribuenti non digeriscono questa imposizione che deve essere pagata per il solo fatto di possedere un apparecchio tv, anche se non si guardano mai i programmi di Stato. Ma non tutti i Paesi europei la pensano allo stesso modo. Al prossimo ingresso della Polonia, tra i Paesi che hanno abolito la gabella, sono gia’ senza canone/imposta Olanda, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Belgio fiammingo, Lussemburgo, Portogallo, Lituania, Lettonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Turchia. Pagano invece il canone, ma non hanno pubblicita’ commerciale: Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia. In Italia, dove il problema e’ molto sentito: questa gabella risulta essere la piu’ odiata dagli italiani e -secondo la Rai- oltre il 30% dei presunti possessori di apparecchi tv risulta evasore. La situazione e’ ovviamente a livelli paradossali e tragico-ridicoli: la materia e’ disciplinata da una legge del 1938 (quando non c’era neanche un tv in Italia) e il Governo non risponde da anni a diverse interrogazioni parlamentari che cercano di fare il punto sulla controversa campagna della Rai per esigere la gabella e su metodi di applicazione della stessa che partono dal presupposto che non tutti sono uguali di fronte alla legge. Non solo, ma in Italia ci portiamo dietro il fardello -inattuato- di un referendum che nel 1995 aveva visto la maggioranza degli italiani chiedere che la tv di Stato fosse privatizzata. Tutto questo oltre a pareri della Corte dei Conti, del Garante del Contribuente e petizioni popolari firmate da centinaia di migliaia di cittadini che condannano l’ attuale sistema del canone/imposta

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