Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Libia:“Ci stanno uccidendo con coltelli e machete”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

“Oltre agli scontri fra le forze del regime e i rivoltosi, si registrano in queste ore drammatici atti di violenza contro la minoranza africana in Libia”. Lo denunciano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne. “Nel Paese il fenomeno dell’intolleranza nei confronti dei profughi dall’Africa subsahariana, dettato da un’interpretazione razzista del Corano, è particolarmente grave e, proprio mentre scriviamo, vi sono bande di ribelli che, approfittando del caos, aggrediscono i cittadini eritrei, etiopi, somali e sudanesi, per strada e all’interno delle proprie abitazioni, accusandoli di essere mercenari al soldo di Gheddafi”. Si segnalano, fra i profughi, esecuzioni sommarie e ferimenti in tutta la nazione. Il sacerdote eritreo don Mussie Zerai ha lanciato l’allarme poco fa, riportando la testimonianza di alcuni eritrei in Libia con cui è in contatto telefonico: “Ci stanno uccidendo con coltelli e machete. Vanno nelle case dove vivono gruppi di africani, che accusano di essere mercenari del regime”. EveryOne si unisce all’appello lanciato dall’Agenzia Habeshia e chiede all’Alto Commissario per i Rifugiati Antonio Guterres, all’Alto Commissario per i Diritti Umani Navi Pillay  e allo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali Philip Alston di mettere in atto con urgenza piani di protezione per i profughi africani perseguitati. “Ci appelliamo inoltre all’Ambasciata italiana a Tripoli e alle rappresentanze diplomatiche in Libia dei Paesi democratici affinché aprano le proprie porte ai profughi eritrei, etiopi, somali e sudanesi, per sottrarli al massacro. Infine” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, “chiediamo all’Unione europea di attivare senza indugi programmi di evacuazione umanitaria, accogliendo i profughi africani perseguitati in Libia nell’Ue e fermando così la carneficina”.

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Sakineh: appello alla clemenza di EveryOne

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

New York. Il 29 settembre 2010 il Gruppo EveryOne inviò una lettera al Presidente, al Ministro della Giustizia e al Capo del sistema giudiziario della Repubblica Islamica dell’Iran Mohammad Javad Larijani, che presiede anche il Consiglio dei diritti umani del suo paese. La missiva, sottoscritta successivamente da numerose organizzazioni per i diritti umani e pubblicata da alcuni quotidiani del mondo arabo, conteneva un appello, nel quale EveryOne chiedeva clemenza per Sakineh Ashtiani. A Larijani, in particolare, i difensori dei diritti umani chiedevano di adoperarsi, insieme al sistema giudiziario, per salvare la vita di Sakineh, evitando sia la condanna alla lapidazione, sia quella al patibolo. In data odierna Larijani, che si trova a New York per opporsi a una risoluzione Onu che condanna l’Iran sui diritti umani, ha accolto quell’appello, impegnandosi a operare insieme al Ministro della Giustizia  Morteza  Bakhtiari, altro intestatario cui abbiamo rivolto la richiesta di clemenza, perché la vita di Sakineh non sia sacrificata e la condanna a morte sia revocata. Il Gruppo EveryOne ringrazia Mohammad Javad Larijani per aver operato secondo compassione, come predicano i sacri testi dell’Islam e per aver aperto uno spiraglio che consente a tutti coloro che trepidano per la sorte di Sakineh di sperare che la sua vita sia salvata.

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Il caso Saviano Maroni a TV “Vieni via con me”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Il Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani, ritiene l’intervento del ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni pericoloso per Roberto Saviano, che ieri sera, nel corso del programma TV Vieni via con me, ha parlato di rapporti tra la ‘ndrangheta e la Lega Nord. Maroni ha infatti affermato oggi di sentirsi “offeso e indignato dalle parole infamanti” di Roberto Saviano, “animate da un evidente pregiudizio contro la Lega”, e di aver chiesto alla RAI il diritto di replica.
“La conoscenza di Saviano della realtà riguardante il crimine organizzato in Italia e il suo impegno per combatterlo sono riconosciuti in tutto il mondo” spiegano i co-presidenti dell’ONG, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Purtroppo, in Italia i rapporti fra politica e mafia sono ramificati da tanti, troppi anni, come dimostrano i continui incrementi del malaffare legato a ‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra: 150 miliardi di euro lo scorso anno” spiegano.  “Il ministro Maroni è un uomo della Lega Nord, ma non può ergersi ad avvocato difensore di tutto il partito. Ricordiamo” aggiungono gli attivisti, “una dichiarazione di Gianfranco Micciché risalente al maggio del ’96 e ripresa dal Corriere della Sera, ove l’allora coordinatore regionale siciliano di Forza Italia affermò: ‘Non credo che Umberto Bossi abbia nulla da temere dalla mafia per due motivi: il primo discende dalla considerazione che chiunque indebolisce lo Stato è ben visto da Cosa nostra e Bossi ci sta provando. Il secondo è che la Lega ha già avuto rapporti con la mafia’. Ma non è tutto” aggiungono Malini, Pegoraro e Picciau, “perché lo stesso Gianfranco Miglio, considerato, tra gli anni Ottanta e Novanta l’ideologo della Lega Nord (di cui fu senatore), dichiarò, in un’intervista di Stefano Lorenzetto, nel marzo del ’99, a il Giornale: ‘Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta’. A queste due dichiarazioni si aggiunga il fatto che al recente anniversario della morte di Paolo Borsellino, durante le celebrazioni a Palermo, non era presente alcuna figura istituzionale di rilievo. Ebbene” concludono i rappresentanti di EveryOne, “combattere il crimine organizzato comporta coraggio e pulizia morale da parte di tutti e soprattutto sostegno per chi si trova in prima linea. Un ministro dell’Interno, prima di sfidare un uomo di diritti umani, dovrebbe pensare a come tutelarlo dai potenziali attacchi derivanti dalle sue testimonianze e dalle sue ricerche, documentandosi, prima di giudicare ‘infamanti’ alcune accuse, anche laddove queste risultino scomode o inaspettate. Riteniamo che lanciare un messaggio come quello del ministro Maroni rischi di indebolire la battaglia civile contro le mafie, spostando la situazione in un piano di presunto ‘pregiudizio politico’ verso questa o quella forza politica e legittimando, di fatto, comportamenti da parte di esponenti politici collusi con le organizzazioni criminali”. (n.r. come Fidest siamo disponibili a pubblicare le argomentazioni del ministro Maroni in quanto siamo favorevoli a conoscere dai diretti interessati la verità qualunque essa sia)

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5 piattaforme petrolifere nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Per novecento milioni di dollari la BP, azienda che ha provocato la “marea nera” nel Golfo del Messico, ha ottenuto dalla Libia il diritto di effettuare perforazioni per cercare nuovi giacimenti di petrolio nel Golfo della Sirte. Le operazioni off-shore avverranno a 1700 metri di profondità, 200 in più rispetto al Golfo del Messico. “In caso di incidente,” dichiara il Gruppo EveryOne, attraverso i suoi co-presidenti Malini, Pegoraro e Picciau, “si diffonderà nel Mediterraneo una macchia dagli effetti devastanti, che già nello spazio di un mese comprometterà per sempre gli equilibri ecologici e ambientali dei nostri mari”. La BP smentisce queste affermazioni, spiegando che farà tesoro dell’esperienza americana e che sono in corso studi per identificare sistemi efficaci per chiudere eventuali falle. “E’ solo un’illusione,” prosegue EveryOne, organizzazione per i diritti umani che da anni si occupa anche di tematiche ambientali, “perché possono verificarsi decine di incidenti diversi e a quelle profondità non vi sarà il tempo di rimediare. Non a caso, la Russia ha dovuto ricorrere a esplosioni nucleari per tappare falle a profondità assai minori. Nel Golfo della Sirte neanche quel sistema estremo sarebbe sufficiente”.
Il Gruppo EveryOne rivolge un appello al Commissario per l’Ambiente dell’Unione europea Stavros Dimas e al Segretario generale delle Nazioni Unite  Ban Ki-moon: “Bisogna superare gli interessi economici e fermare questo progetto irresponsabile, che potrebbe causare una tragedia ecologica e sanitaria di proporzioni bibliche. La ricostruzione da noi effettuata al computer mostra come in soli trenta giorni, pur attuando operazioni di tamponamento di un’eventuale falla, una fuoriuscita ridurrebbe i nostri mari, compromettendo i delicati cicli biologici vita e rendendo impossibile la presenza umana in molte zone costiere”.

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Espulsioni immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

“Con una sentenza sconcertante che viola tutti gli accordi e le disposizioni internazionali a tutela dei diritti umani – la n. 5856 -, la Corte di Cassazione ha sancito  che i clandestini, anche se hanno figli minori che studiano in Italia, vanno comunque espulsi dal territorio nazionale, anche se il distacco dai genitori comportasse per i bambini un trauma affettivo”. Lo affermano i co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. Il Gruppo EveryOne, che sta redigendo un documento di denuncia da presentare all’UNICEF, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e all’Alto Commissario ONU per i Diritti dei Rifugiati e che sta curando direttamente casi di genitori a rischio di espulsione nei CIE con bambini minori che studiano in Italia, ha chiesto, con una lettera indirizzata al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e al presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek, che le istituzioni europee “riportino l’Italia e il suo Governo sulla via dei diritti umani, pena la rinascita di un movimento simile a quello nazional-socialista, che riporterebbe l’Europa verso un nuovo medioevo”. “Oggi stesso” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, “chiederemo in via ufficiale un appuntamento urgente al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, affinché intervenga direttamente sulla questione, impedendo che questo nuovo orrore porti ancora più disperazione nella vita quotidiana di una minoranza – quella dei migranti – già duramente perseguitata da autorità e istituzioni”.

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Religious freedom for everyone

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

On Human Rights Day 2009, the Church and Society Commission of the Conference of European Churches (CEC) calls for everyone to join together to defend religious freedom and other fundamental human rights for everyone.The Swiss vote to ban the building of new minarets and recent decisions of the European Court of Human Rights, including the vote against the presence of crucifixes in Italian classrooms, demonstrate how important this is.Human Rights Day marks the adoption of the Universal Declaration of Human Rights (UDHR) on 10 December 1948. “Everyone has the right to freedom of thought, conscience and religion; this right includes freedom to change his religion or belief, and freedom, either alone or in community with others and in public or private, to manifest his religion or belief in teaching, practice, worship and observance” states article 18 of the UDHR.  Yet 61 years after the UDHR’s adoption the struggle for religious freedom remains a daily concern for many individuals, CEC member churches, and other religious communities throughout Europe. The Conference of European Churches invites all people to commit themselves to human rights for all. CEC particularly calls on Christians to commit themselves to this struggle, remembering the words of St. Paul: “…’Love your neighbour as yourself.’ Love does no wrong to a neighbour; therefore, love is the fulfilling of the law” (Romans 13:8-10).

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Rom Pesaro contro comune

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

L’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne ha depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro un esposto riguardo alla tragica situazione socio-sanitaria che coinvolge la piccola comunità Rom romena di Pesaro dal marzo 2008 a oggi. Alcuni dei componenti della comunità Rom pesarese soffrivano e soffrono tuttora di gravissime patologie, fra le quali tumori maligni ormai incurabili, epatiti, cardiopatie, patologie da precarietà, handicap della persona. Nell’atto di denuncia, a firma di Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, si contesta al Comune di Pesaro, e in particolare al Sindaco e agli Assessori alla Sicurezza, alla Salute e alle Politiche Sociali, la mancata assistenza sociale e il mancato soccorso ai membri della suddetta comunità.  Le violazioni ipotizzate dall’organizzazione per i diritti umani sono: abuso di atti di ufficio (ex art. 328 c.p.), lesioni (ex art. 582 c.p) e omissione di soccorso (ex art. 593 c.p).Il Gruppo EveryOne sta notificando in queste ore anche un atto di denuncia urgente nei confronti delle Istituzioni pesaresi presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. Contemporaneamente, l’organizzazione per i Diritti Umani ha inoltrato una protesta ai vertici del Pd e dell’Idv, partiti i cui esponenti hanno un ruolo importante nelle operazioni di pulizia etnica a Pesaro. “Siamo convinti che né Bersani né Di Pietro siano al corrente degli abusi commessi dal loro sindaco e da un loro assessore. E’ comunque sconcertante che oggi nell’Unione europea,” concludono gli attivisti, “esistano situazioni di persecuzione grave che mettono famiglie vulnerabili e perseguitate, nonché persone gravemente ammalate, in mezzo alla strada in pieno inverno. E’ un segnale che in alcune città la vita umana non conta più niente, se appartiene a una razza sgradita alle Istituzioni e agli intolleranti”.

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Primarie Pd/Everyone

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Il Gruppo EveryOne ha scritto, qualche tempo fa, ai tre candidati e ai loro principali sostenitori, suggerendo di non trascurare le gravi emergenze legate alla crisi della democrazia e della civiltà dei Diritti Umani, per dedicarsi esclusivamente alla campagna elettorale e al gioco delle alleanze trasversali. “Per essere ‘democratico’” dichiarano i co-presidenti del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, “il PD deve liberarsi dalle proprie componenti che democratiche non sono e che purtroppo costituiscono la maggioranza degli iscritti al partito che rivestono oggi cariche pubbliche.  Al contrario, invece, tali componenti non solo sono sempre più importanti nella piramide politica del partito, ma vengono regolarmente premiate e in molti casi – vedi Cofferati e Domenici, i sindaci della repressione dei Rom, dei migranti e degli emarginati – esportate nel Parlamento europeo”. In merito alle primarie del partito, che si svolgeranno domenica 25 ottobre, i Co-Presidenti commentano: “Franceschini, Bersani o Marino? La risposta, allo stato attuale delle cose, può essere solo una: fa lo stesso, perché questa ‘sinistra’ lo è solo di nome, ma di fatto ha scelto di mantenere ben viva nel proprio tessuto la propria componente razzista, omofoba e xenofoba, messa in triste evidenza a livello locale e dissimulata a livello nazionale. Il PD rimane una mela marcia. Alcuni esempi?” continuano Malini, Pegoraro e Picciau, “La recente iniziativa del PD di Padova, che ha iniziato a raccogliere firme contro i campi Rom, perfettamente rappresentativa delle politiche locali del PD di oggi. O, ancora, le politiche del PD Milano, improntate alla xenofobia più bieca per guadagnarsi qualche voto leghista, del PD Torino che, con alla guida il sindaco Chiamparino, è fautore di un numero impressionante di violazioni dei diritti dei Rom, o del PD pesarese, che con l’ex sindaco Ceriscioli si è reso protagonista di vessazioni e ingiustizie che non hanno precedenti nella vita politica della sinistra italiana e che hanno indotto associazioni umanitarie come la nostra a presentare una denuncia in corte penale internazionale”.  “Ci si chiede” prosegue EveryOne, “che differenza vi sia fra il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi – per esempio – e quello ‘democratico’ di Padova Flavio Zanonato, spalleggiato, nell’attuazione di programmi contro le minoranze etniche da altri rappresentanti del PD locale. Ci si chiede, con l’amaro in bocca, quale futuro di civiltà, crescita e innovazione spetti a un Paese come l’Italia, quando la cultura dei diritti umani fondamentali è ormai calpestata da sole parole di circostanza e dall’arrivismo politico dei più”.

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Interrogazione parlamentare sui Rom

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

La deputata Radicali/PD Rita Bernardini, dopo aver raccolto la testimonianze del Gruppo EveryOne e di altre associazioni per i Diritti Umani delle Marche, ha depositato due interrogazioni al ministro dell’Interno Maroni, di cui una anche al ministro delle Politiche Sociali Sacconi, in cui si stigmatizza con fermezza un documento con disposizioni in materia di sicurezza emesso per i cittadini dalla Questura di Pesaro e Urbino Urbino – Ufficio Poliziotto di Quartiere (in cui si chiede di segnalare al 112 o al 113 “qualsiasi presenza anomala che possa aggirarsi per le strade del quartiere, ad esempio nomadi […]”), e si riferiscono ai Ministri i gravi fatti accaduti a Pesaro lo scorso 25 febbraio, quando la locale comunità Rom di circa 30 persone – “tra cui vittime di pesanti aggressioni e agguati razzisti, pazienti cardiopatici e oncologici dell’ospedale San Salvatore, molte donne e 9 minori, compreso un bimbo di pochi mesi” – è stata oggetto di un’azione di Polizia atta a notificare una denuncia per invasione di stabile privato, con ordine di prossimo sgombero (senza alternativa abitativa né assistenziale), e a sottrarre tutti i minori ai genitori, per affidarli a una comunità. In quell’occasione, si evince dall’interrogazione, “le madri Rom, impaurite dalle parole e dall’atteggiamento degli agenti di polizia, hanno approfittato di un momento di distrazione degli agenti per mettersi in fuga con i propri bambini, scongiurando un’azione di sottrazione dei minori da parte delle Forze dell’Ordine e facendo perdere definitivamente le proprie tracce, mentre i padri e gli altri Rom sono rimasti senza alcuna meta né punto di riferimento, e alcuni di loro hanno deciso di rientrare in Romania per evitare repressioni di qualunque tipo”.“Secondo articoli de ‘Il Messaggero’ e de ‘Il Resto del Carlino’ del 2 agosto 2008, nelle edizioni locali pesaresi, il Comune di Pesaro si era impegnato formalmente a garantire, anche ai membri del Gruppo EveryOne – organizzazione internazionale per i Diritti Umani che assisteva la comunità con una rete di attivisti –  un programma assistenziale casa–lavoro per la comunità Rom in questione ed escludeva ogni azione forzosa, come per l’appunto uno sgombero. Per questi motivi la comunità Rom pesarese era rimasta nella fabbrica dismessa dove si era rifugiata da quasi un anno, in attesa dell’attuazione del piano di integrazione promesso, mai portato a compimento”. L’on. Bernardini chiede dunque se i ministri dell’Interno e delle Politiche Sociali “siano a conoscenza dei fatti e se l’operazione delle forze dell’ordine è stata concordata con l’amministrazione comunale di Pesaro e per quali motivi nel caso di specie non si è tentato di procedere in modo alternativo e meno traumatico”, nonché “quali iniziative intendano prendere al fine di ripristinare il rispetto della legge, evitando il perpetuarsi di ulteriori episodi quali quelli descritti, configurabili come una violazione dei diritti umani, in particolare quelli alla non–discriminazione e alla libera circolazione, diritto previsto dalle norme europee”. Infine, Rita Bernardini chiede “cosa si intenda fare, vista l’evidente emergenza sociale e sanitaria esistente in numerosi campi rom, abusivi e non, al fine di salvaguardare la salute di coloro che ci vivono” e “se non si ritenga un errore gravissimo continuare ad affrontare l’emergenza rom come un problema di ordine pubblico e che di conseguenza sia necessario, con il contributo delle stesse comunità, ricercare politiche di accoglienza che favoriscano l’inserimento e salvaguardino la dignità e la cultura degli stessi”. “Ringraziamo Rita Bernardini per essere sempre vicina alle nostre battaglie, come d’altronde tutti i Radicali in Parlamento” commentano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Auspichiamo” concludono “che una volta per tutte si faccia chiarezza su quanto avvenuto a Pesaro, città da cui tutto ci aspettavamo fuorché la distruzione da un giorno all’altro di una tra le comunità Rom romene più emblematiche d’Italia, per l’esperienza di vita assai traumatica e il ruolo di testimoni della persecuzione presso la Commissione europea”.

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