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Posts Tagged ‘evolutiva’

I batteri orali, una sorpresa per la nostra storia evolutiva

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Persino la semplice placca che ricopre i nostri denti, e che spazzoliamo via attentamente ogni giorno contiene, in realtà, piccoli ma straordinari indizi riguardo all’evoluzione della nostra specie e alla nostra salute giornaliera.In un articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, un gruppo internazionale di genetisti e paleoarcheologi ha messo a confronto la placca dentale trovata in fossili di Sapiens e Neandertal con quella presente sui denti di scimpanzé, gorilla e scimmie urlatrici. L’approccio ha coinvolto un nutrito gruppo di collaboratori operanti in diversi campi scientifici e ha permesso di ricostruire una completa immagine del nostro passato.Tra gli autori del lavoro, il professor Marco Peresani dell’Università di Ferrara, che dirige gli scavi nei siti archeologici di Grotta de Nadale (Vicenza) e Grotta di Fumane (Verona) da cui provengono i denti decidui di Neandertal analizzati, risalenti rispettivamente a 70mila e 54-47 mila anni fa “L’analisi della placca dentale fossile ha identificato dieci gruppi di batteri che hanno fatto parte del nostro bioma per oltre 40 milioni di anni, e che sono inoltre condivisi con altre specie di primati da oltre 40 milioni di anni. Questi batteri ricoprono funzioni essenziali per la nostra salute orale ma sono raramente studiati, e in alcuni casi nemmeno conosciuti”, spiega Peresani.Dal confronto tra le specie batteriche ritrovate nei denti dei nostri diretti antenati Sapiens, nei Neandertal e in quello dei primati emerge anche un dato sorprendente: “Nonostante le molte similitudini con altri primati, lo studio ha rivelato che il nostro microbioma è in realtà più simile a quello dell’Uomo di Neandertal, fino a risultare da quest’ultimo quasi indistinguibile”, continua James A. Fellows Yatesa, giovane ricercatore del Max Planck Institut di Monaco (Germania), primo autore dell’articolo.Lo studio mette in luce anche alcune differenze, grazie alle quali è stato possibile rivelare che i Sapiens che popolavano l’Europa durante l’ultima Era Glaciale possedevano alcuni ceppi batterici in comune con i Neandertal, sebbene questi ceppi non siano più presenti nella nostra specie al giorno d’oggi. Altra scoperta interessante riguarda un differente gruppo di batteri specificamente adattato a consumare l’amido, identificato sia nei Sapiens che nei Neandertal:“Sorprendentemente, questo risultato suggerisce che cibi contenenti amido potrebbero essere entrati a far parte della dieta umana molto prima dell’introduzione dell’agricoltura: addirittura anche prima della comparsa degli uomini anatomicamente moderni”, argomenta Marco Peresani.Cibi di questo tipo, come radici, tuberi e semi, sono ricche fonti di energia. Per questo, la transizione dei nostri antenati verso una dieta ricca in amido potrebbe essere messa in relazione con i cambiamenti nell’architettura del cervello che caratterizzano la nostra specie Homo sapiens, ma che hanno anche favorito l’aumento encefalico dei Neandertal. Ricostruire il menu dei nostri antenati, grazie anche allo studio dei batteri orali, potrebbe quindi aiutare a comprendere i primi cambiamenti nella dieta che hanno contribuito a renderci distintamente umani.“Il nostro microbioma orale si è evoluto di pari passo con la nostra specie per oltre un milione di anni, e c’è ancora molto da scoprire. Persino la semplice placca che ricopre i nostri denti, e che spazzoliamo via attentamente ogni giorno contiene, in realtà, piccoli ma straordinari indizi riguardo all’evoluzione della nostra specie e alla nostra salute giornaliera”, conclude il professore Marco Peresani Articolo originale: The evolution and changing ecology of the African hominid oral microbiome (fonte Università Ferrara)

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Master – Il Trauma in età evolutiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Dal 16 gennaio 2021 modalità online Il Master, a cura della dott.ssa Antonella Montano, offrirà ai partecipanti un percorso formativo di alta specializzazione fornendo strumenti diagnostici, concettualizzazioni teoriche e protocolli terapeutici, aggiornati e con la maggiore evidenza scientifica di efficacia, per la cura e la prevenzione del Trauma e dei Disturbi Dissociativi nei bambini e negli adolescenti. L’Istituto A.T. Beck è riconosciuto come una eccellenza nella formazione. Il trauma è uno dei temi maggiormente presenti sia nel programma didattico della scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale che nei workshop o seminari organizzati durante il corso dell’anno.Professionisti del settore di fama nazionale e internazionale sono stati protagonisti di incontri formativi e arricchenti. Presso l’Istituto è attivo, già da 4 anni, il Master dedicato al Trauma in età adulta che ha coinvolto docenti e partecipanti da ogni parte di Italia. Adesso abbiamo sentito l’esigenza di ampliare l’offerta formativa, dedicando un intero percorso alla età evolutiva coinvolgendo, anche in questo caso, docenti conosciuti a livello nazionale e internazionale.Durante le oltre 200 ore di formazione, non verranno trattati e discussi soltanto gli aspetti teorici, ma anche esposti gli aspetti pratici della clinica. Inoltre l’apprendimento esperienziale, tramite la partecipazione attiva, renderà la presenza al Master più coinvolgente, interessante e pratica. Per ciascun modulo di insegnamento, verranno forniti, come da prassi dell’Istituto, materiale didattico (slide, protocolli di riferimento, bibliografia, ecc.) e protocolli strutturati da usare in terapia con i bambini/adolescenti e i loro familiari. Il Master inoltre non punta soltanto alla cura, ma anche alla prevenzione, allargando il focus su tutti i contesti nei quali il bambino/adolescente si trova a vivere. Il Master, infatti, ha anche l’obiettivo di far acquisire protocolli di prevenzione ed elaborazione gruppale e nei contesti scolastici. Vuole offrire riflessioni sull’impatto delle storie traumatiche nei contesti di affido e adozione e illustrare le strategie di lavoro clinico applicabili con il minore e la famiglia.

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Cosa significa oggi parlare di adolescenti in crisi evolutiva?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“Il processo di individuazione è complesso e va rispettato. In questa cultura del ‘va tutto bene’ c’è un grande rischio di confondere l’individuazione con l’individualismo. Il corpo diventa così un palcoscenico sul quale agiscono le sofferenze degli adolescenti e dobbiamo leggerne i sintomi, perché quello che non viene mentalizzato lo vediamo concretamente: osserviamo il corpo che non si integra con la mente, un maschile che non si integra con il femminile”. Apre così Magda di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), la seconda e ultima parte delle due giornate precongressuali in diretta streaming su Ortofonologia.It. Il collettivo è “dominato da una cultura affettiva materna, e non più normativa- le fa eco Micaela Calciano, analista junghiana dell’Arpa (associazione per la ricerca in psicologia analitica)- che vede ragazzi più performanti, ma anche più fragili narcisisticamente. Questi adolescenti ripercorrono dei processi individuativi alla ‘Parsifal’, nel senso che vivono azioni sconsiderate per potersi individuare. La contraddizione è che il grande ospite indesiderato in questo processo di incarnazione nel corpo è il corpo stesso- aggiunge la psicoanalista- che non è liquido ma solido e frangibile. In terapia loro ci portano l’onnipotenza”. E le ragazze? “Per le donne la separazione dal materno è un processo di lacerazione, strappo, sangue, menarca, parto e rinascita. In tutte le patologie adolescenziali- continua Calciano- quando le ragazze attaccano il materno, attaccano il loro corpo: cutting e anoressia”. Plusmaterno e assenza del padre sono elementi che si ritrovano anche nel fenomeno degli hikikomori. A parlarne è pamela d’oria, psicologa clinica e componente del pool di specialisti messo su da magda di renzo per indagare il fenomeno e supportare le famiglie nell’ambito del progetto ‘ritirati ma non troppo’. “Gli adolescenti di oggi sono circondati da adulti che evitano ogni conflitto e, se manca con i genitori, il conflitto si rivolge verso loro stessi”. Si assiste anche a fenomeni di aggressività verso padri e madri, “spesso ritenuti responsabili nel non riuscire a tenere in vita l’illusione dell’onnipotenza, del benessere, della fantasia dell’infallibilità e di una felicità ad ogni costo. Il risultato è una rabbia fortissima- fa presente D’Oria- verso la coppia genitoriale che non ha mai messo il bambino a cospetto delle piccole frustrazioni”.Il sentimento dominante è quello della vergogna. “La vergogna viene a determinarsi nei confronti della propria interiorità, nudità, e poi esorcizzata da una cultura incentrata tutta sulle immagini”, continua D’Oria. La rabbia è diretta anche verso un paterno “non più in grado di aiutare la separazione. In questo senso il ritiro diventa l’unica possibilità di separazione dal materno”.Alla base di un allontanamento dalla socialità si ritrovano disagi che hanno un esordio sempre più precoce: si parte con la fobia sociale, ex fobia scolare, con la difficoltà di separazione, con forme di mutismo selettivo in aumento e di ritardo semplice del linguaggio prive di difficoltà di ordine neurologico e organizzativo. “Il gruppo di studio vuole intercettare i segni predittivi di questo fenomeno sociale importante- assicura Di Renzo- a maggior ragione ora che la pandemia incoraggia lo stare a casa, provocando un aumento dei ritiri in adolescenza”.La pandemia ha certamente “amplificato e slatentizzato i disagi già presenti negli adolescenti. Siamo portati a creare- fa sapere Rosa Rita Ingrassia, psicoanalista del Cipa – Istituto dell’Italia meridionale- nicchie, mondi e micro mondi che possono preservare l’identità psichica o qualche volta distruggerla. La stanza dei ritirati sociali, ad esempio, rappresenta proprio una nicchia che consente a questi giovani di sentirsi al sicuro da un mondo che li vuole sempre più performanti”.

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Riparte a gennaio il Corso biennale dell’IdO su valutazione e psicoterapia in età evolutiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

masterRoma. L’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) punta sulla formazione e, oltre alla Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva, ripropone la terza edizione del corso biennale su ‘Valutazione e psicoterapia nell’età evolutiva’ destinato a psicologi, psicoterapeuti e medici. Il nuovo anno riparte a gennaio e le iscrizioni sono aperte.
“Abbiamo voluto suddividere il corso biennale in due annualità- spiega Magda Di Renzo, responsabile del Servizio di Psicoterapia dell’età evolutiva dell’IdO-, la prima si occupa unicamente di valutazione ed è aperta agli psicologi e ai medici; la seconda riguarda la psicoterapia dell’età evolutiva ed è aperta solo a persone che sono già psicoterapeute e che hanno seguito il primo anno del corso biennale”.
Le richieste sono numerose, “partecipano anche persone già formate come terapeuti che vogliono un approfondimento sull’infanzia. Stiamo aprendo anche un corso in collaborazione con il Formist, la Scuola Superiore di Psicoterapia Bionomica, e- conclude Di Renzo- partirà un master a Cagliari di psicoterapia dell’età evolutiva”. Qui tutte le info: Scarica il Pdf; oppure consultare il sito http://www.ortofonologia.it (foto: master)

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In età evolutiva le diagnosi approfondite si ottengono spesso attraverso la terapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2016

“In età evolutiva non è corretto fare una diagnosi che sia solo la ricerca di un disturbo, quindi di un’etichetta. La diagnosi comporta un costante processo, possiamo dire che le diagnosi approfondite si ottengono spesso attraverso la terapia ”. Lo afferma Magda Di Renzo, responsabile del Servizio Terapie dell’Istituto di ortofonologia, che dal 21 al 23 ottobre promuove il XVII convegno nazionale sul tema ‘DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO. Per un approccio mirato al singolo bambino’. I lavori saranno trasmessi gratuitamente in diretta streaming sul sito http://www.ortofonologia.it. “La diagnosi- conclude- deve quindi essere un processo che può essere confermato dall’iter terapeutico, perché terapia e diagnosi fanno parte di un continuum. È un’operazione in fieri, proprio perché le componenti dello sviluppo sono moltissime ed è molto complicato tenerle in considerazione in contemporanea”. Migliaia di persone si sono già iscritte al convegno, che mira a rispondere alla necessità di costruire un programma individuale per ogni bambino, che tenga conto non solo dell’etichetta diagnostica ma della tappa di sviluppo raggiunto, dei suoi bisogni e delle sue carenze. Il 21 ottobre si inizia con una tavola rotonda tra esperti italiani sulla diagnosi, per far conoscere nuovi e vecchi sviluppi in ambito diagnostico. Seguiranno i seminari mirati alle proposte terapeutiche (video), relative alle varie aree di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento). Tutte le informazioni sul programma e le modalità di iscrizione sul sito http://www.ortofonologia.it.

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Minori: Le funzioni più usate a scuola? Quelle esecutive

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

Pupils in primary school  -ALLIANCE-INFOPHOTO

Pupils in primary school -ALLIANCE-INFOPHOTO

Con l’ingresso a scuola le funzioni più utilizzate per svolgere i compiti in classe sono quelle esecutive. Dal tenere la stessa postura allo stare seduti per ore, dal mantenere un buon livello attentivo all’iniziare a mettere in atto tutti i processi necessari all’apprendimento. “Si pensi che fra i disturbi indagati quali potenziali conseguenze del disturbo del disordine esecutivo ci sono i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), due entità invece molto diverse”. Avverte Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), che al XVI Congresso nazionale dell’IdO, in programma a Roma dal 16 al 18 ottobre, parlerà de ‘L’analisi delle funzioni esecutive in età evolutiva’. “In molti disturbi nosograficamente definiti (disturbo dello spettro autistico, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, Dsa) possiamo ritrovare una disorganizzazione delle funzioni esecutive, ma un disfunzionamento esecutivo come quadro clinico a sé può anche mimare sintomi comportamentali di tipo autistico, Dsa o Adhd. Ciò che differisce il primo dai precedenti- chiosa il medico- è che se viene individuato con appositi test e trattato con training specifici, il bambino nel giro di pochi mesi potrebbe stare meglio e riorganizzare tutte quelle aree che apparentemente erano così disorganizzate”. – Cosa sono le funzioni esecutive? “Sono funzioni cognitive superiori, necessarie per programmare, mettere in atto e portare a termine un comportamento finalizzato a uno scopo. Rimandano sia a processi cognitivi che al concetto di autoregolazione e all’attenzione (selettiva, sostenuta e shifting attentivo). Le funzioni esecutive sono tra loro interconnesse- continua la neuropsichiatra dell’IdO- e difficilmente se ne riesce a isolare una, anche se i loro domini li conosciamo: pianificazione, controllo inibitorio, flessibilità, resistenza alle interferenze, memoria di lavoro e così via”. Per descriverle sono stati formulati diversi modelli teorici e neuropsicologici.
“Chiaramente lo studio di questi diversi modelli teorici può aiutarci a comprendere come si organizzano queste funzioni, ma in età evolutiva ciascun bambino è a sé e il profilo di funzionamento è individuale. Inizialmente sono state descritte come funzioni frontali, e se volessimo dare loro una localizzazione anatomo-funzionale all’interno del sistema nervoso centrale- sottolinea il medico- potremmo dire che sono situate nei lobi frontali e a livello delle regioni prefrontali. Un elemento da sottolineare è che dentro le aree prefrontali ci sono diversi circuiti, e a livello della corteccia prefrontale c’è il circuito orbito-frontale legato agli aspetto emotivi e motivazionale. Ecco perché quando si osserva un bambino che presenta un disturbo comportamentale o un disordine di tipo cognitivo non si può prescindere dall’osservazione e dalla valutazione degli spetti emotivi e motivazionali”. Il network delle funzioni esecutive è “quindi considerato come il controllore del traffico a livello delle connessioni cer ebrali, che ci consente di mettere ordine tra le informazioni in entrata e in uscita. Se questo sistema di controllo funziona bene le informazioni circoleranno in modo fluido e sarà più facile per il bambino attribuire significati a ciò che percepisce dall’ambiente e dagli altri, attivando delle risposte comportamentali, motorie, relazionali e comunicative idonee alle richieste dell’ambiente”. – A che età può essere individuato un disfunzionamento di queste funzioni? “Il livello di funzionamento è completo intorno ai 14 anni, ma già dai 4-5 anni è possibile osservare in un bambino i precursori della memoria di lavoro piuttosto che delle abilità di pianificazione. Oggi sappiamo che i precursori delle funzioni esecutive si sviluppano già nel primo anno di vita. Sono state fatte delle correlazioni tra il tipo di funzione e la fascia di età- aggiunge l’esperta- ci sono alcune che si sviluppano nella prima infanzia e altre nella seconda”. – Quali sono i sintomi? “Una delle caratteristiche principali di questo disordine è il fatto che i bambini non riescono a pianificare il loro piano di azione in modo coerente rispetto agli obiettivi prefissati. Esiste un test di pianificazione quotidiana applicato a minori di 8 anni che ci permette di verificare se abbiano già una buona capacità di pianificazione”. Un’altra area da attenzionare è la memoria di lavoro: “Se è vero che l’abilità cognitiva si struttura più in la con l’età, nei primi anni di vita si può osservare quanto un minore riesca a trattenere le informazioni acquisite per poi manipolarle e riadattarle nei contesti”. Un ulteriore dominio è il controllo inibitorio: “Se il piccolo non lo ha, metterà in atto le perseverazioni per difficoltà sia di inibizione che di flessibilità – chiarisce la neuropsichiatra- ovvero ripeterà, anche laddove sia scorretto e non necessario, una sequenza verbale, di pensiero o di azione”. – Si guarisce da un disturbo delle funzioni esecutive? “In un’alta percentuale dei casi c’è un buon recupero se viene individuato prima che si strutturino i comportamenti psicopatologici e se trattato con tecniche giuste. Il minore potrà residuare un profilo di funzionamento lievemente atipico, che però non influenzerà in modo drammatico il funzionamento adattivo. Anche il Dsm 5, il manuale diagnostico, tiene conto del funzionamento adattivo e non solo dei punteggi ottenuti ai test”. – Cosa può fare la scuola? “Parliamo di bambini che posti di fronte a un compito da organizzare non ce la fanno e avranno un risultato estremamente scadente, perché si arrendono o preferiscono evitare piuttosto che iniziare e provare. In questo contesto i docenti possono essere d’aiuto nel riconoscere i campanelli d’allarme. Quando la maestra dice, ad esempio, ‘prendiamo i quaderni e scriviamo’- precisa Vanadia- è probabile che il bambino con disordine delle funzioni esecutive tirerà fuori dallo zaino contemporaneamente tutto quello che ha dentro senza riuscire ad organizzare una sequenza economica e funzionale. Prenderà il diario, l’acqua, la merenda, i colori e si troverà di fronte a un caos all’interno del quale dover selezionare ciò che gli serve. Questo ci fa capire come nel loro cervello ci sia una gran confusione- conclude il medico- senza volerlo, tutti i loro progetti diventano più complicati perché non riescono a filtrare le interferenze e le informazioni necessarie”.

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Open day sull’età evolutiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 settembre 2014

Magda Di RenzoRoma sabato 4 ottobre si apre al pubblico in un Open-day a Roma su ‘Le problematiche dell’età evolutiva e la formazione psicodinamica dello psicoterapeuta’, dalle ore 9.30 in via Alessandria 128/b.Nel corso della mattinata verranno affrontate tutte le tematiche inerenti l’età evolutiva, all’interno di un confronto e dibattito aperto con Magda Di Renzo, direttrice della Scuola dell’IdO; Federico Bianchi di Castelbianco; Bruno Tagliacozzi, coordinatore della Scuola e due docenti, Anna di Quirico e Paola Vichi. La partecipazione è gratuita ma, in considerazione del numero limitato di posti, è necessaria l’iscrizione, chiamando al numero telefonico 06/44.29.10.49 o al fax 06/44.29.04.10
L’evento si propone come momento di riflessione e presentazione del modello teorico-clinico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’IdO, riconosciuta con decreto Miur del 23 luglio 2001. “È necessario basare la comprensione del bambino su conoscenze il più ampie possibili e non su sterili inquadramenti che lo costringono a rispondere alle aspettative degli adulti- spiega Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva, direttrice della scuola e responsabile del servizio Terapie dell’IdO- è fondamentale una conoscenza dei quadri diagnostici, per poterli mettere in discussione e restituire al bambino e alla sua famiglia la complessità di cui ogni individuo è portatore”.
Il modello psicodinamico teorico-clinico dell’IdO rappresenta una risposta concreta all’eccesso di medicalizzazione connesso alle diagnosi di tipo descrittivo, che enfatizzano un approccio meramente tecnico alla patologia e puntano principalmente all’eliminazione del sintomo ma non della causa. Contro questa impostazione, la scuola propone infatti una formazione psicodinamica che pone al centro dell’attenzione il bambino come individuo, per comprenderne i suoi bisogni e ricercare le condizioni che hanno determinato il disagio da affrontare nella sua complessità.
Lo psicoterapeuta dell’età evolutiva è un esperto delle dinamiche dello sviluppo cognitivo e affettivo-motivazionale (con una visione ad ampio raggio dei diversi fattori che lo determinano), degli stili comunicativi caratteristici dei diversi momenti evolutivi e delle dinamiche familiari. Prerogativa indispensabile in questo settore è una capacità di ascolto multilivello (per cogliere tutti gli aspetti della comunicazione pre-verbale, verbale e non verbale) e multisistemico (orientato a genitori, bambini, adolescenti, docenti, dirigenti scolastici, ecc…). “Una mediazione continua tra esigenze diverse- conclude Di Renzo- che non deve tradursi mai in interpretazioni univoche delle differenti riflessioni raccolte”.

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In viaggio con Darwin

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Camerino giovedì 8 ottobre 2009 alle ore 16.00 presso il Polo Museale San Domenico di Camerino, esposizione temporanea “Sulla rotta del Beagle”, in viaggio con Darwin alla scoperta della teoria evolutiva. L’Università di Camerino, tramite il suo Museo, raccoglie nuovamente la sfida del comunicare la scienza e la ricerca al grande pubblico, coniugando scienza e divertimento, curiosità, approfondimento e formazione. Ospitata nella splendida cornice della Sala Crivelli, la mostra interattiva e multimediale sarà dedicata alla figura di Charles Darwin, in occasione dei 200 anni dalla sua nascita e dei 150 anni dalla pubblicazione del suo capolavoro L’Origine delle Specie. Animali, piante, fossili e vulcani racconteranno la storia dello scienziato e della sua spedizione intorno al mondo secondo un percorso scandito in maniera sia temporale sia spaziale. Sarà, inoltre, in calendario anche una serie di appuntamenti collaterali divertenti e coinvolgenti (spettacoli, letture al museo, attività didattiche, cinema ecc..), senza trascurare approfondimenti culturali e scientifici comunque rivolti ad un pubblico ampio (convegni, dibattiti, seminari).  Nel mese di novembre 2009 una sezione dell’esposizione ospiterà “Mini Darwin alle Galápagos”, la mostra itinerante prodotta da SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) Medialab di Trieste. La sezione, dedicata in particolare ai ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, condurrà alla scoperta dell’evoluzione, della biodiversità e dei valori della conservazione della natura, attraverso l’esplorazione delle isole Galápagos. Sarà ricostruito l’ambiente delle isole ecuadoriane con una scenografia a quinte di tipo teatrale: scogliere, foreste di cactus, terreni lavici neri e rossi saranno riprodotti a colori vivaci.   La mostra sarà aperta dal martedì al venerdì con orario 15-18, il sabato e la domenica  con orario 10-13 /15-18, la mattina, dal lunedì al venerdì, sarà riservata alle scuole e ai gruppi su prenotazione. http://www.unicam.it/mostradarwin.

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