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Posts Tagged ‘evoluzione’

L’evoluzione della medicina di laboratorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

“La Medicina di Laboratorio è una disciplina composita che si applica alla prevenzione, alla diagnosi, alla prognosi, al monitoraggio della terapia e che condiziona in modo sostanziale l’outcome del paziente se applicata al paziente giusto, al tempo giusto, con la metodica giusta”, spiega Sergio Bernardini, Professore di Biochimica clinica e Biochimica molecolare dell’Università Tor Vergata di Roma, nel corso della Winter School 2022 di Pollenzo, organizzata da Motore Sanità, in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, evento di alto profilo in ambito sanitario, promosso e divulgato da Mondosanità e da Dentro la Salute. “È un settore di grande efficienza ed efficacia: il 70% delle decisioni cliniche si basano sulle informazioni di laboratorio, a fronte di un’incidenza sul budget dell’azienda sanitaria del 2-4%”, continua Bernardini. “La Medicina di Laboratorio spesso è percepita come una serie di strumentazioni che producono dati, viceversa richiede alta specializzazione sia per i medici, sia per i biologi e i chimici e rappresenta, nei fatti, la semeiotica dei fluidi corporei e quindi una dimensione internistica. Con un utile netto di circa 1 euro a test. Nelle ultime decadi, la medicina di laboratorio ha vissuto cambiamenti sostanziali e lo scenario nel quale opera è in continua evoluzione con la caduta delle barriere tra le diverse discipline e l’avvento delle cosiddette Omiche, cioè di tecnologie di indagine che tornano a vedere il paziente in modo olistico trascendendo dalla singola via metabolica e dai singoli analiti, ma piuttosto ragionando su pattern e profili”, prosegue Bernardini. “Questa evoluzione è alla base della Medicina di Precisione o personalizzata, che si avvale dell’acronimo SMART (Speed, Metrics, Automation, Remote and Technologies). D’alta parte le analisi di laboratorio non sono effettuate solamente nei tradizionali laboratori clinici, ma sempre più in ambiti decentrati come avviene per analisi al letto del malato (near-patient testing), a domicilio (home testing), nelle farmacie, nelle ambulanze ed in contesti di urgenza-emergenza, grazie allo sviluppo di tecnologie efficienti per il point-of care testing (POCT) che permettono la rapida diagnosi di molte condizioni cliniche, incluse malattie infettive e genetiche”. Quanto ai prossimi obiettivi e le prossime sfide, il Professor Bernardini non ha dubbi: “La Medicina di Laboratorio accompagna già oggi in diverse realtà il “nuovo” paziente nato dalla trasformazione digitale che conduce in senso stretto alla tele-patologia, usando nuovi approcci per l’accesso on line e per risposte più informative, dirette e “virtuali”. Il percorso segnato dalla futura “casa come primo luogo di cura” deve vedere i professionisti della Medicina di Laboratorio attori principali nella costruzione del previsto modello condiviso per il potenziamento dell’assistenza domiciliare tramite la tele-assistenza, il tele-consulto, il tele-monitoraggio e la tele-refertazione. Non solo. La Medicina di Laboratorio ha la necessità che sia costruito, nell’ottica di una efficace programmazione sanitaria, un moderno percorso formativo per le varie figure professionali, dai tecnici di laboratorio ai biologi, chimici, medici fino agli informatici, sempre più indispensabili nella costruzione di un moderno modello di Medicina di Laboratorio”.

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Carceri. Evoluzione dei diritti e delle pene o ritorno ai secoli passati. Detenuti o merci?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

La notizia lascia quantomeno perplessi: “Danimarca. Il Governo trasferisce 300 detenuti in Kosovo”. Il pensiero, oltre ai detenuti Usa di oggi a Guantanamo, torna alle tradotte che nei secoli scorsi i vari Paesi europei (Francia e Regno Unito in testa) facevano verso i loro territori coloniali. Secoli scorsi su cui storia e civiltà avevano posto la parola “fine”… ma sembra che non sia così.La versione 2021 è moderna. Un tempo erano territori conquistati con il colonialismo: militari, sacerdoti, imprenditori avventurieri che vi si trasferivano. Oggi denaro, business. Carceri all’epoca e carceri oggi. La differenza: un tempo le popolazioni inermi venivano sottomesse più o meno con violenza e non potevano dire nulla sulle colonie penali che venivano costruite sui loro territori, oggi i governi (democraticamente eletti come in Kosovo) di queste popolazioni aprono le porte delle loro carceri. Dato comune: la miseria di chi “accoglie” questi detenuti, colonie a suo tempo, Kosovo (sic!) oggi. Avevamo creduto che la miseria umana fosse stata superata, ma evidentemente quella economica ha il potere di farla tornare.Perché il dato umano è terrificante. Non conosciamo le carceri del Kosovo, ma crediamo che non siano rinomate come quelle danesi (e scandinave in generale) per la loro umanità/civiltà nel trattare la popolazione detenuta… civiltà che però ci viene detto, nel caso danese, avere due serie, la A e la Z. Siccome il presupposto per essere nella categoria “Z” è di dover essere espulsi dalla Danimarca dopo aver scontato la pena, va da sé che il detenuto in categoria “A” è un privilegiato (4). Quindi il nostro regno scandinavo discrimina (razzismo?) rispetto alla cittadinanza dei detenuti. Crediamo che in Danimarca esistano anche i diritti dei detenuti che – ovviamente rispetto alla pena da scontare – hanno uno standard al di sotto del quale le leggi non dovrebbero consentire di andare. Non ci addentriamo nel sistema giuridico e carcerario danese, non ne abbiamo competenze e, sostanzialmente, ci interessa poco in questo caso. Siamo però interessati ai diritti umanistabiliti dagli accordi internazionali, anche per i detenuti, e ci domandiamo: i detenuti sono merci o esseri umani? Può la Danimarca trasferirli al pari di merci senza considerare i loro diritti comunque acquisiti in quanto giudicati su un territorio di un paese che fa parte dell’Unione Europea, e che ha sottoscritto tutti gli accordi possibili ed immaginabili contro le tratte degli esseri umani e i loro trattamenti in carcere?Cercheremo risposte nelle sedi opportune. Intanto prendiamo atto, con dolore, che nel XXI secolo, l’evoluzione dei diritti e delle pene sta comportando il ritorno ai secoli passati. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Tecniche di Evoluzione Assistita in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“Fare dell’Italia un paese leader sulle TEA, le Tecniche di Evoluzione Assistita in agricoltura, per poter avere piante più sostenibili dal punto di vista ambientale, ridurre l’uso di fitofarmaci e aumentare le resistenze ai cambiamenti climatici, con oggettivi benefici per la produttività sempre preservando le peculiarità della biodiversità italiana. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge con cui permettiamo la ricerca in campo aperto sugli organismi prodotti con tecniche di genome editing (mutagenesi sitodiretta) e cisgenesi, per fini sperimentali e scientifici sotto l’egida della ricerca pubblica. Ciò in coerenza con lo Studio della Commissione europea 29 aprile 2021 sullo stato delle nuove tecniche genomiche ai sensi del diritto dell’Unione e nelle more dell’adozione da parte dell’Ue di una disciplina organica in materia”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura e primo firmatario della proposta di legge sulle TEA presentata oggi in conferenza stampa a Montecitorio.Per Stefano Vaccari, direttore generale del Crea, l’ente di ricerca del Ministero delle Politiche agricole, “la ricerca in campo di queste nuove tecnologie rappresenta un fattore strategico per l’agricoltura nazionale. Abbiamo bisogno di essere competitivi permettendo di salvaguardare le nostre tipicità. Il Crea, che può contare su 12 centri di ricerca di cui uno specifico per la Genomica, a Fiorenzuola d’Adda, è pronto a mettere sul terreno varietà che abbiamo già testato in laboratorio: tra queste, ad esempio, vitigni che ci permettano meno trattamenti per la peronospera o pomodori maggiormente resistenti alle orobanche. Con questa proposta di legge possiamo anticipare i tempi, senza attendere l’Ue, e porci nel filone di Stati come Cina, Regno Unito e USA. Aspettiamo, dunque, solo l’approvazione della norma, strategica forse almeno quanto il PNRR’. Nella sua conclusione Filippo Gallinella ha dichiarato: “Come ribadito dalle stesse associazioni agricole intervenute oggi, lo scenario è completamente diverso dagli OGM: le TEA, infatti, rappresenta una peculiarità tipica degli agricoltori che da sempre incrociano piante sessualmente affini per potenziare determinate caratteristiche. Mi auguro che il dibattito normativo sia proficuo ma anche celere per poter dare questo strumento potente e innovativo nelle mani degli agricoltori, sotto l’egida della ricerca pubblica dell’autorevole Crea”.

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All’Università di Parma si sviluppano nuovi metodi per la simulazione quantistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Una simulazione quantistica consiste nel manipolare in laboratorio un sistema microscopico, in modo tale che il suo comportamento simuli quello di un sistema quantistico più complesso, più difficile o addirittura impossibile da riprodurre.Il focus del lavoro, condotto dal Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma in collaborazione con l’Imperial College di Londra, è la realizzazione di una strategia di simulazione quantistica per lo studio di interazioni particolarmente complesse tra i costituenti di un sistema quantistico. La strategia si fonda su un approccio bottom-up, in cui le interazioni desiderate vengono prima ingegnerizzate su un numero minimo di costituenti, e in seguito riprodotte in larga scala sull’intero sistema.L’interazione tra le particelle che precedentemente vedeva coinvolti due elementi alla volta, ora si sviluppa contemporaneamente fra tre o più elementi. Queste nuove interazioni sono alla base di modelli avanguardistici per la computazione quantistica e di fenomeni della fisica ad alte energie. I risultati aprono quindi le porte alla riproduzione in laboratorio di sistemi caratterizzati da interazioni controllabili e altamente correlati, favorendo l’implementazione di algoritmi quantistici e l’indagine di stati esotici della materia e della dinamica quantistica di non equilibrio. Il lavoro è frutto della collaborazione tra Sandro Wimberger e Stefano Carretta del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche e il gruppo di Florian Mintert, docente dell’Imperial College. La collaborazione si è realizzata grazie al premio “Bando Leonardo da Vinci” conferito a Francesco Petiziol (primo autore dell’articolo) durante il dottorato nell’Ateneo di Parma, e al progetto Europeo “Scaling Up quantum computation with MOlecular spins (SUMO)” del programma “QuantERA ERANET Cofund in Quantum Technologies” co-finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, al quale l’Università di Parma partecipa tramite il consorzio INSTM.

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I quattro ambiti di evoluzione digitale per la banca post-Covid

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

La transizione verso un ambiente finanziario pienamente digitalizzato non è più un nice-to-have, riservato alle istituzioni più innovative, ma è diventato un must per la sopravvivenza dell’intero settore.Per quanto riguarda i sistemi di pagamento, è necessario continuare a sostenere la transizione verso una società cashless investendo in tecnologie e nuovi metodi di pagamento sicuri. Secondo i dati del decimo rapporto Minsait Payments, oggi solo il 20% degli italiani “bancarizzati” usa il contante come principale mezzo di pagamento, mentre le carte sono il mezzo di pagamento preferito da sei italiani su dieci. In questo contesto, il settore finanziario deve affrontare diverse priorità per incoraggiare ulteriormente questa tendenza, come la garanzia della sicurezza, la lotta contro le frodi e la conformità normativa.La pandemia ha anche accelerato la trasformazione del modello di relazione tra cittadini e istituzioni finanziarie. I nuovi clienti, più digitali e informati che mai, chiedono un servizio personalizzato e una maggiore autonomia nello svolgimento delle transazioni. La risposta a questa nuova domanda comporta tre azioni: investire in una nuova generazione di filiali bancarie che combinano il mondo fisico e digitale applicando un concetto di “opticanalità” che permette di offrire al cliente il servizio più appropriato al momento giusto; adottare un ruolo più attivo, più vicino ed empatico di “emotional banking” con i clienti per accompagnarli durante l’intero ciclo di vita, e stabilire canali di comunicazione liquidi, capaci di adattarsi a ogni profilo, situazione e contesto, offrendo un’interazione più dinamica, flessibile e personalizzata.La soddisfazione del cliente dipende anche dall’ottimizzazione dei processi finanziari che passa attraverso l’automazione e l’outsourcing dei processi di business. In questo senso, gli istituti finanziari dovrebbero optare per un modello di BPO evoluto, che permetta loro di trasformare l’agilità dei processi in vantaggi differenziali. Anche nell’automazione e nell’ottimizzazione dei processi, grazie alla combinazione di tecnologie di Robot Process Automation e Intelligenza Artificiale, il cliente deve essere al centro della strategia, incorporando ai tradizionali KPI focalizzati sul risparmio e sui benefici economici, indicatori che misurino la soddisfazione del cliente.Infine, con l’obiettivo strategico di migliorare la customer experience, è essenziale e urgente adottare una concezione olisitica del cliente. Solo attraverso questa visione è possibile creare esperienze coerenti e attraenti per i clienti che rafforzino il concetto di loyalty. Per far ciò è imprescindibile l’adozione di un approccio data-oriented che, grazie a tecnologie di Big Data Analytics e Business Intelligence, fornisce una visione unica del cliente e contribuisce alla definizione di una strategia aziendale comune e sinergica.

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L’evoluzione del sistema bancario in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Le sfide per il futuro del mondo finanziario e bancario in Italia e nel mondo saranno la sostenibilità, l’investimento in tecnologia e innovazione e l’adeguamento delle risorse umane alle nuove competenze richieste dal sistema. Le riflessioni sull’evoluzione del sistema bancario hanno aperto questa mattina la prima edizione del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. Il forum si è aperto con gli interventi di Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Il panel moderato dal chairman Nazzareno Gregori, presidente ASSBB e direttore generale Credito Emiliano, si è aperto con le riflessioni di Patrizia Grieco, presidente di MPS, sul ruolo della sostenibilità. La Grieco ha sostenuto che non c’è alcun dubbio che le banche possano e debbano diventare un fattore abilitante della transizione ambientale e sostenibile, accompagnando le filiere legate ai combustibili fossili verso una transizione giusta. Per gli intermediari finanziari è invece importante individuare filiere più sensibili che possano funzionare come modelli ha aggiunto Grieco, commentando anche il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, molto importante perché individua filiera di investimento e innovazione che possono essere affiancate dalle banche per aumentare la consapevolezza anche sui temi della gestione del rischio e della sostenibilità. Secondo Giuliano Cicioni, partner e head of Banking di KPMG, il principale problema del sistema bancario italiano è la reddittività ed è inevitabile che la dinamica dell’M&A caratterizzerà i prossimi anni, in cui ci sarà un’importante crescita delle operazioni cross border. La sfida dei prossimi anni sarà riconciliare la presenza del sistema bancario tradizionale con gli elementi di innovazione e tecnologia che nascono al di fuori del sistema bancario e contribuiscono a modificare la relazione tra banca e cliente. Quanto possa essere disruptive l’impatto delle nuove tecnologie è stato illustrato da Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, start up che mira a gestire su un’unica piattaforma tutte le risorse e necessità finanziarie dell’utente. Sul problema del gap di reddittività tra le banche italiane ed europee è intervenuto Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, secondo cui la reazione alla crisi generata dalla pandemia si giocherà sul doppio binario della diversificazione dei servizi e della riduzione dei costi, anche attraverso una maggiore razionalizzazione della rete distributiva. Il problema principale restano però gli investimenti in tecnologia che in Italia si attestano sul 3/5 % del margine di intermediazione mentre nei best performer europei è pari al triplo. Le banche portate a investire di più, secondo Lusignani, sono quelle di dimensioni maggiori mentre quelle più piccole sono ancora concentrate a garantire la sicurezza dei canali remoti. Certamente però – ha concluso Lusignani – esistono banche piccole che sono avanzatissime in tecnologia, ma si tratta della eccezione che conferma la regola. Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI, ha sottolineato che se è impossibile pensare ad un futuro in cui si possa fare a meno delle banche, altrettanto impensabile è subire o adattarsi passivamente all’innovazione tecnologica, che è in grado oggi di trasformare i tradizionali paradigmi di riferimento. Sabatini ha proseguito sostenendo la necessità di avviare un percorso condiviso a livello europeo che consenta di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e studiare una possibile futura moneta digitale. Sulla necessità di regole condivise che permettano di preservare il valore sociale che da oltre cinquecento anni ha il sistema bancario è intervenuto Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments. Anche a suo avviso la BCE può giocare un ruolo fondamentale sul tema delle digital currency, accelerando verso la creazione dell’euro digitale.

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Evoluzione della letteratura giovanile dal secondo dopoguerra a oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

Parma lunedì 10 maggio con inizio alle 9, sull’evoluzione della letteratura giovanile dal secondo dopoguerra a oggi. L’incontro, che si svolgerà su Teams, è organizzato dal Dipartimento DUSIC dell’Università di Parma. L’appuntamento, organizzato dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC dell’Università di Parma con il patrocinio del Centro Italiano per la Ricerca Storico-Educativa – CIRSE e la collaborazione del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile, attraverso gli interventi di vari studiosi della disciplina ripercorrerà criticamente gli sviluppi della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza degli ultimi 75 anni, limitatamente ad alcuni generi, filoni narrativi e autori più rappresentativi, con particolare attenzione agli scrittori di svolta, ai momenti cruciali di questo percorso e alle tendenze e orientamenti dell’editoria, non senza riferimenti all’evoluzione dell’illustrazione.La giornata sarà conclusa dalle testimonianze di alcuni protagonisti del rinnovamento della scrittura per l’età evolutiva nel periodo considerato. Alle 9 i saluti istituzionali e il via ai lavori, moderati dalla docente dell’Università di Parma Luana Salvarani, con l’introduzione di Angelo Nobile (Università di Parma). Interverranno poi Franco Cambi (Università IUL di Firenze) su Dal fiabesco al fantasy: fra innovazione e tradizione?, Pino Boero (Università di Genova) su Gianni Rodari e i successivi sviluppi del racconto di fantasia, Furio Pesci (Sapienza Università di Roma) su Il Sessantotto e i suoi riflessi sulla letteratura giovanile, Tiziana Mascia (Università di Urbino), su Sviluppi della letteratura di divulgazione e prospettive attuali, Leonardo Acone (Università di Salerno) su Narrare il Mezzogiorno. L’immagine letteraria dell’infanzia nel meridione. Nella sessione pomeridiana sono previste relazioni di Roberto Farnè (Università di Bologna) su Evoluzione e funzione delle illustrazioni come dispositivo didattico, Ermanno Detti (Direttore di “Il Pepeverde”) su Il fumetto e la stampa periodica per ragazzi, e Claudia Camicia (Presidente del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile), che farà una Rassegna delle riviste specializzate di letteratura giovanile. A seguire le testimonianze di Domenico Volpi (Settantacinque anni di letteratura per ragazzi e l’esperienza de “Il Vittorioso”), Mino Milani (Raccontare l’avventura), Angelo Petrosino (Le mie eroine e i miei eroi della quotidianità) e Gabriella Armando (Le Nuove Edizioni Romane 1977-2016: un contributo al rinnovamento della letteratura italiana per ragazzi).L’incontro si svolgerà online sulla piattaforma Teams.L’iniziativa è presente sulla piattaforma SOFIA con questi codici identificativi: ID iniziativa formativa 58470 – ID edizione formativa 85086.

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L’evoluzione della tecnologia: da strumento di supporto a colonna portante

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

A cura di Dave Russell, Vice President of Enterprise Strategy, Veeam. Per tutto il 2020, milioni di impiegati sono stati costretti a lavorare da casa e la maggior parte dei cittadini nel mondo hanno dovuto rispettare periodi più o meno brevi di lockdown. In questa situazione, l’information technology è diventata a tutti gli effetti una utility paragonabile all’acqua, all’energia elettrica, al gas. Senza servizi di connettività, telecomunicazioni e cloud, moltissime aziende sarebbero state costrette a fermarsi e le persone non avrebbero potuto tenersi in contatto con familiari e amici, acquistare beni essenziali, usufruire di servizi di intrattenimento. Grazie all’IT, supermercati, emittenti televisive e servizi finanziari hanno potuto continuare ad essere operativi.Fare shopping online è diventata la norma per moltissime persone, in particolare per l’acquisto di beni essenziali, e il traffico è cresciuto di oltre un terzo a livello globale nel settore dei supermercati. Gli abbonamenti a piattaforme di streaming on demand sono cresciuti enormemente: Netflix, alla fine di giugno, aveva totalizzato un incremento di 26 milioni di abbonati. Le piattaforme social, di video comunicazione e di instant messaging hanno ampliato la loro base utenti. Il principale beneficiario è stato Zoom, che ha riportato un incremento di fatturato del 335% rispetto al 2019. Moltissime attività sono oggi guidate da un approccio “digital-first”: pareri medici, controllo dell’estratto conto, corsi di fitness che prima si svolgevano in palestra. Qual è l’impatto del cambiamento che ha portato l’IT ad essere protagonista indispensabile? Per l’industria tecnologica, si tratta di un impatto profondo. Abbiamo assistito ad una sorta di epifania collettiva, che ha svelato al mondo economico e alla società in generale l’importanza dell’IT. E per quanto questa sia musica per le orecchie di fornitori di soluzioni cloud, connettività e servizi SaaS (software as a service) non bisogna mai dimenticare che da un grande potere derivano grandi responsabilità. Cybersecurity e tecnologia come fattore che permea tutti gli aspetti della nostra vita professionale e privata non sono certo temi nati nel 2020. Ci troviamo però ad un momento di svolta per la percezione che il mondo ha della tecnologia e l’industria ha una grande opportunità per dimostrare senso di responsabilità. Molte aziende che non hanno protetto adeguatamente i dati o li hanno utilizzati in modo poco etico si sono trovate nell’occhio del ciclone. Moltissime aziende e molte persone hanno capito che avere accesso ad Internet è fondamentale. Le nostre economie, la nostra società e le nostre vite sono migliorate dalla possibilità di comunicare, condividere contenuti e completare transazioni online. Il risultato di tutto questo è che il ruolo della tecnologia nel mondo si è evoluto e ci si aspetta ubiquità e disponibilità continua.

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AcomeA SGR: Indipendenti, innovativi e in continua evoluzione, i primi 10 di anni

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

I 10 anni di AcomeA SGR (www.acomea.it), società di Gestione del Risparmio specializzata in fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali, sono l’occasione per fare il punto su una storia di successo del risparmio gestito, indipendente e tutta italiana. Nata nel 2010 dall’iniziativa di un gruppo di gestori e imprenditori con una lunga esperienza nel settore – Alberto Foà, Giordano Martinelli e Giovanni Brambilla, che oggi include anche Matteo Serio e Daniele Cohen – AcomeA SGR ha da poco raggiunto l’importante traguardo dei 100mila clienti. A oggi, ha un patrimonio gestito che ammonta a oltre 2,4 miliardi di euro (dati al 30 settembre) e ha registrato una crescita del 60% circa negli ultimi 3 anni, con ben 33 accordi di distribuzione in essere. La raccolta del triennio 2018-2020 si attesta a +800 milioni di euro, con una gamma di 14 fondi di investimento diversificati tra strategie globali value contrarian che puntano sulla liquidità, sulle obbligazioni e sui titoli azionari. La strategia di investimento, che caratterizza da sempre la SGR, si basa su una valutazione razionale dei titoli, indipendentemente dal consenso sui mercati, da previsioni sul futuro o da modelli matematici. L’offerta di prodotto è composta da una accurata selezione di fondi comuni di investimento e da mandati in gestione per conto di terze parti. Lo stile di gestione non è infatti la sola ragione in grado di raccontare le performance di AcomeA SGR che si contraddistingue per un approccio innovativo e in continua evoluzione, con servizi che semplificano la finanza e gli investimenti in ottica inclusiva.Esiste un credo nella Società, quello dello skin in the game, avere cioè, per primi, degli interessi in gioco, gli stessi dei clienti e partner commerciali. Per questo motivo, i gestori di AcomeA SGR sono anch’essi tra gli investitori dei fondi. Non sono, infine, mancate scelte aziendali coraggiose e lungimiranti volte ad accrescere l’inclusività e la produttività dell’azienda, con piani di azionariato diffuso, rivolti ai dipendenti.

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L’evoluzione del pensiero critico dei credenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

È evidente che la nostra contemporaneità comporta una evoluzione del pensiero critico dei credenti così come lo è per gli agnostici, del loro spirito di osservazione essendosi liberati dall’acquiescente sudditanza delle parole prive di significato pratico. In altri termini se chi predica la Fede non è coerente con i suoi dettami come può pretenderli in chi l’ascolta?
Se oggi io seguo un sermone a commento di un passo del Nuovo testamento non soggiaccio, come avveniva un tempo, alla passiva accettazione delle parole pronunciate. Si risveglia in me, prepotente, un giudizio critico, a tutto campo, non certo alla stregua dell’esegeta ma di chi vive la sua quotidianità disseminata di falsità e d’inganni in specie se provengono da chi ha fatto dell’avere il suo vitello d’oro da ingraziarsi, d’adorare e da servire a spese, se la convenienza lo richiede, del suo prossimo e che non esclude la persona del predicatore. E non ci basta, di certo, un Mosè ritornato dal Sinai, dove ha ricevuto dal Signore le tavole della legge, pronto a punire la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato di adorare il vitello d’oro. Vogliamo questo Mosè, con i suoi discepoli e discendenti, che mai smetta d’indossare le vesti delle sue virtù. Non c’è posto per il Don Abbondio di turno. La fede dell’uomo di chiesa, come del politico e del moralista, non permette eccezioni o divagazioni. Deve essere ferma e concreta per sé come per gli altri e deve dimostrarlo in ogni momento della sua vita. È la loro “maledizione” se vogliamo considerarla tale. (Riccardo Alfonso)

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“Evoluzione degli elefanti nel Pleistocene: anche Unicam nel team internazionale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Quaternary Science Reviews”, un nuovo studio sull’evoluzione di uno dei due principali gruppi di elefanti fossili che hanno abitato il Vecchio Mondo durante il Pleistocene, Italia compresa: si tratta degli elefanti del genere Palaeoloxodon, tra i più grandi mammiferi terrestri mai vissuti, potendo raggiungere i 4,5 metri di altezza alla spalla ed un peso di 17 tonnellate. Lo studio è stato condotto da un team internazionale di paleontologi, tra cui il docente Unicam Marco P. Ferretti, della Scuola di Scienze e Tecnologie. “Questi elefanti – racconta il professor Ferretti – si sono originati in Africa, la culla di tutti i proboscidati, circa 2 milioni di anni fa e si sono diffusi in tutta l’Eurasia attorno ad 1 milione di anni fa. La storia evolutiva di questo gruppo di mammiferi, ben documentato nel record fossile, ci fornisce un modello di come i cambiamenti paleoclimatici e paleogeografici influiscono sulle capacità di adattamento, di diffusione ed infine sulle dinamiche di estinzione delle specie animali”.

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L’uomo forte vagheggiato dagli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Dopo la caduta rovinosa del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale la politica italiana ha imboccato quella che possiamo definire la “democrazia compromissoria” e che ha caratterizzato gran parte della storia politica italiana fondata sulla costituzione del 1948. È stato un percorso che si è interrotto negli anni Novanta con il passaggio alla “democrazia maggioritaria”. La svolta è stata segnata dalla riforma elettorale del 1993 che ha aperto la strada all’evoluzione bipolare del sistema politico rappresentativo con la designazione di un candidato alla Presidenza del Consiglio. Da quella fase storica, relativamente recente, ci siamo resi conto che è mancata a tutt’oggi, sia pure necessaria per via dell’integrazione europea, una forma di governo statale in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale e chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti. E’ che ci siamo imbattuti, lungo questo percorso, da un Governo e da un Parlamento fortemente condizionato da “poteri diversi da quello statale” che ne limitano la sua azione riformatrice. E considerato che la capacità del popolo elettore è stata imbrigliata da un apparato politico e culturale fortemente deficitario in chiave decisionale, il disagio sta diventando critico sino al punto che si auspica una guida più incisiva e capace di limitare le interferenze esterne per porre mano ad una riforma del sistema paese per favorire le esigenze fondamentali della società. In questa fase cruciale il fattore tempo è fondamentale. Avverto, infatti, l’urgenza di un cambiamento ma si paventa, rilevata, purtroppo, solo da pochi che si possa finire dalla padella nella brace perché l’uomo solo al comando può essere una buona cosa ma è molto raro ai tempi nostri dove prevalgono i pifferai alias imbonitori di turno. (Riccardo Alfonso)

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“Stati Uniti e Medio Oriente, una situazione in evoluzione”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Roma, mercoledì 6 novembre, alle ore 18.30, nella sede della John Cabot University, in via della Lungara 233, Trastevere. Si parlerà di Stati Uniti e Medio Oriente – dalla Turchia al Kurdistan, da Israele allo Yemen, dall’Arabia Saudita all’Iran – e di come gli scenari che si prospettano potranno avere influenza sulle elezioni presidenziali americane del prossimo anno. “The US and the Middle East, an evolving situation”, questo il titolo del dibattito organizzato dalla John Cabot University (JCU) – il maggior ateneo Usa d’Italia – a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici. Interverranno Lucio Martino, esperto di relazioni transatlantiche e problemi strategici; Viviana Mazza, che segue gli Usa e il Medio Oriente per la redazione esteri del Corriere della Sera; Farian Sabahi, docente di politica e religione, studiosa di Iran; Pratishtha Singh, autrice e attivista per i diritti delle donne indiane.Saranno presenti Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University, e Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici. Modererà i lavori la giornalista Rai Helen Romana Viola.

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Convegno “Contenuti e servizi: prospettive per l’evoluzione di SBN”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

Venezia. 5 novembre prossimo, a partire dalle ore 15.30, e proseguirà nella giornata del 6 novembre con orario 9.30 – 16.30. Piazzetta San Marco n. 13. L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Nazionale Marciana in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche e la Fondazione Ugo e Olga Levi, nella sua sede storica.
Il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) è l’infrastruttura informatica che ha realizzato una rete di servizi pubblici basata sul catalogo collettivo di circa 6.500 biblioteche italiane, e che a Venezia vede cooperare 39 biblioteche cittadine con un catalogo comune di oltre 2.300.000 documenti. Nel trentennale della nascita del Polo veneziano del SBN questo convegno si propone di discutere sulle prospettive di evoluzione del sistema, in considerazione delle mutate condizioni tecnologiche e delle attuali esigenze degli utenti. La discussione verterà in particolare sul documento “Cosa SBN dovrebbe fare nel breve-medio periodo”, recentemente pubblicato dal Gruppo di lavoro sulle biblioteche digitali dell’AIB e disponibile al seguente indirizzo:

Fai clic per accedere a Cosa_sbn_dovrebbe_fare.pdf

L’esigenza di salvaguardare i livelli di servizio fin qui raggiunti, in epoca di contrazione di risorse sia umane che finanziarie, e nel medesimo tempo di affrontare le sfide dell’era digitale inducono le biblioteche a ripensare le modalità e gli strumenti della cooperazione all’interno della rete del Servizio Bibliotecario Nazionale, anche in vista della valorizzazione delle proprie
ricchissime collezioni presso pubblici diversi da quelli tradizionali.

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Una story map mostra l’evoluzione della Rete Sismica Nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Come si è evoluta e sviluppata la Rete Sismica Nazionale (RSN) dai pochi punti di osservazione sparsi sul territorio italiano fino alle centinaia di stazioni multiparametriche dei nostri giorni?In occasione del Ventennale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), INGVterremoti ha realizzato una nuova story map che racconta lo sviluppo negli anni della RSN, una delle infrastrutture più importanti dell’Istituto che permette di monitorare la sismicità in Italia e nel mondo e di assicurare il servizio di sorveglianza sismica del nostro territorio per il Dipartimento della Protezione Civile (DPC).La story map propone una ricostruzione storica dello sviluppo della rete di monitoraggio dell’INGV (prima ING) che a seguito del terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980 venne centralizzata per fornire un servizio di monitoraggio e sorveglianza a livello nazionale in tempo reale o quasi. Attraverso l’ausilio di mappe interattive, testi, foto e immagini storiche e recenti vengono raccontati i principali aspetti relativi allo sviluppo tecnologico e strumentale delle stazioni di monitoraggio (sensori, ricevitori, trasmissione dati, alimentazione), all’incremento del numero di stazioni e infine alla conseguente evoluzione del servizio di sorveglianza (localizzazioni eventi, turnazione h24, comunicazione verso DPC e il pubblico).Oggi la Rete Sismica Nazionale Integrata, grazie anche al contributo dei dati provenienti da stazioni estere installate in regioni confinanti, conta quasi 500 stazioni.

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Innovazione e sanità: l’evoluzione è digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Lo spiega Gianluca Polifrone nel libro “Sanità Digitale. Prospettive e criticità di una rivoluzione necessaria”, presentato alla Camera dei DeputatiL’innovazione digitale in ambito sanitario rappresenta uno strumento di efficienza di sistema e al contempo di risparmio delle risorse economiche impiegate. Il percorso per comprendere come tutti i paesi stiano evolvendo, mentre l’Italia si trova ancora tragicamente collocata nella retroguardia è guidato da Gianluca Polifrone nel volume “Sanità Digitale. Le riflessioni di Polifrone e degli altri relatori, l’On. Nicola Stumpo, il Dott. Agostino Ragosa, il Dott. Raffaele Bifulco e il Dott. Enzo Chilelli sono state di taglio ampio e analitico: un’Italia più lungimirante e con l’obiettivo di garantire a pieno il diritto alla salute gestirebbe la sanità come un settore economico importante e cruciale da difendere per la propria economia. L’assenza di una regia univoca in grado di identificare le problematiche e di una leadership politica centrale competente è invece causa di frammentazione e spreco di pubblico denaro: le priorità d’intervento e i progetti avviati, dalla carta sanitaria al fascicolo sanitario elettronico, sono stati realizzati verticalmente e risentono di mancanza operativa, laddove l’attuazione di un piano di sanità digitale potrebbe rendere il SSN oltre che più sostenibile, anche accessibile a chiunque.All’interno del volume vengono messe fuoco a fuoco le principali criticità in materia:
– I problemi dovuti alla mancanza di una visione strategica del SSN
– L’approccio conflittuale tra azione dello Stato Centrale e quella delle Regioni, i due attori ai quali compete la gestione della sanità pubblica nel paese
– L’incapacità di proporre un sistema unitario delle informazioni relative il cittadino-paziente, ridisegnando, grazie all’uso delle tecnologie digitali, processi efficaci di gestione
– Lo sperpero di centinaia di milioni di euro nella replica di silos informatici
“Mi piace pensare che, come negli anni ’60 l’Autostrada del Sole ha unito fisicamente l’Italia, allo stesso modo la sanità digitale possa contribuire a omogeneizzare la tutela della salute da nord a sud” ha voluto ribadire Polifrone con una metafora che lascia dubbi sull’approccio armonico che, a suo dire, dovrebbe essere attuato per garantire uguale diritto alla salute a tutti gli italiani.
Gianluca Polifrone è un funzionario pubblico che ha lavorato sin dal 2011 sulle iniziative dell’Agenda Digitale di Poste Italiane prima e a seguire per Consip SpA dove ha rivolto la sua attenzione alla gestione e analisi della domanda formulata dalle pubbliche amministrazioni centrali con la responsabilità di individuare le corrette soluzioni in ambito di sanità digitale. Ha seguito la nascita dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) e ha partecipato alla realizzazione dei progetti nazionali quale il Sistema Pubblico di connettività, l’adozione dei servizi in materia cloud, la gestione documentale e dei procedimenti amministrativi. Per conto di AIFA siede alla Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), istituito con apposito decreto dal Ministero della Salute nel 2017.

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Telematica e consulenza: si può fare di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Due aree strategiche, anche per la mobilità aziendale, hanno vissuto negli ultimi anni un’evoluzione molto rapida: la telematica a bordo dei veicoli e l’ottimizzazione della flotta attraverso soluzioni di mobilità integrata e condivisa, in grado di aumentare l’efficienza e ridurre i costi di gestione. Anche su questa capacità di prestare consulenza in termini di Total Cost of Mobility si misura oggi l’offerta delle società di noleggio.
Su queste due nuove aree, i riscontri raccolti mostrano un’offerta ancora non pienamente soddisfacente, nonostante il forte interesse delle aziende clienti: la bassa valutazione sui servizi telematici (2,1 su 4) evidenzia la bassa qualità dei dati messi a disposizione e i costi, percepiti come troppo alti rispetto agli effettivi benefici; un messaggio per l’industry del noleggio, che dovrà approfondire, riflettere e agire per invertire questa percezione.

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L’evoluzione nel campo della riproduzione in medicina

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Mallorca (Palma di Maioca Spagna) dal 4 al 6 aprile IVI celebra il proprio Congresso biennale, che quest’anno ha luogo a Mallorca, incentrato sulla condivisione degli ultimi progressi nel settore della Medicina della Riproduzione e su come ottenere miglioramenti che aiutino ad ottimizzare il futuro della professione.In questa occasione, inoltre, l’incontro è realizzato sulla base di una strategia pienamente sostenibile, definita dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (ODS) proposti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel settembre del 2015.“Questo Congresso rappresenta un incontro d’avanguardia medica e scientifica durante il quale proviamo a riunire le grandi menti che rendono possibile l’evoluzione nel campo della riproduzione. Essendo un Congresso molto importante, e proseguendo nell’obiettivo di progresso e innovazione che abbiamo sempre perseguito, non possiamo ovviare al concetto di sostenibilità che oggi più che mai rappresenta una necessità fondamentale. Dunque, in questa edizione del nostro Congresso abbiamo voluto scommettere con tutta la nostra forza sugli ODS, consapevoli di quanto sia importante adottare una strategia d’impresa vincolata a questi obiettivi globali”, commenta il Dottor Javier Marqueta, Direttore di IVI Mallorca e Presidente dell’8th IVIRMA Congress.
L’impegno di IVI per la sostenibilità si concretizza in tre aspetti: Economico, Sociale e Ambientale. “Già nel corso della sua precedente edizione tenutasi a Bilbao, per la prima volta, il Congresso organizzato da IVI ha messo in atto una strategia di sostenibilità che ha aiutato a generare un’eredità – informa la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – ed è stato riconosciuto come tale con il certificato di eventi sostenibili concesso dal governo basco. Ora, riprende a viva forza questo piano, essendo l’impegno sociale ed ambientale una parte fondamentale nella sua definizione e implementazione”.Il piano di sostenibilità si articola lungo quattro ambiti in relazione con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, un’iniziativa mondiale lanciata da questa organizzazione, che si propone di porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e assicurare che tutte le persone godano di pace e prosperità.L’obiettivo è diminuire il più possibile il consumo di materiali e l’inclusione dei criteri di recupero, riutilizzo e riciclo. E tra le misure adottate, si evidenziano la digitalizzazione della documentazione per evitare il consumo di carta mediante la creazione di una APP del Congresso, la riduzione degli elementi del Pack di Benvenuto e uso di materiali riutilizzati e riciclabili per la loro fabbricazione, un manuale di buone pratiche per gli stand, la semplificazione della scenografia e la separazione effettiva dei residui per facilitare la loro gestione e il loro riciclo.

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“L’evoluzione del mondo con la tecnologia 8K e AIoT”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Las Vegas. Sharp partecipa al CES 2019 di Las Vegas, una delle più grandi fiere dedicate all’elettronica di consumo, che si terrà dall’8 all’11 gennaio. Per la prima volta dal 2015, Sharp punta su uno stand espositivo full-scale nella Central Hall del Las Vegas Convention Center.Sulla base della business vision “Cambiare il mondo con la tecnologia 8K e AIoT2”, Sharp avrà uno stand con quattro aree dedicate alle soluzioni 8K, AIoT, Home, e Business. I visitatori potranno sperimentare in prima persona un “Ecosistema 8K” basato su dispositivi, soluzioni e apparecchiature 8K e “Soluzioni AIoT” guidate da tecnologia robotica, sensori, elettrodomestici e altri dispositivi AIoT.L’integrazione di Sharp della sua pionieristica tecnologia 8K in un ecosistema 8K e “soluzioni AIoT”, come il servizio COCORO+ (una gamma di soluzioni per la smart home), si sono finora concentrate sul mercato giapponese. Sharp sta ora espandendo e accelerando lo sviluppo su scala globale.In occasione del CES, Sharp annuncia inoltre la sua partnership con Google in Europa. Un’ampia gamma (dai modelli entry-level a quelli di fascia alta) per tutte le categorie di prezzo della serie di Smart TV Sharp per il 2019 sarà dotata di TV Android per la distribuzione nel mercato di massa. Questa e ulteriori collaborazioni con specialisti leader nel settore del design (Pininfarina) e del suono (Harman Kardon) continuano a posizionare e a ristabilire Sharp come brand TV premium.

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“I limiti della specificità degli enzimi e l’evoluzione del metabolismo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Sarà pubblicato sulla rivista “TIBS – Trends in Biochemical Sciences” l’articolo “I limiti della specificità degli enzimi e l’evoluzione del metabolismo” di Alessio Peracchi, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma.Lo studio affronta il tema della specificità degli enzimi, cioè dei catalizzatori biologici da cui dipende il metabolismo di tutti gli esseri viventi.Tradizionalmente gli enzimi (o almeno la maggior parte di essi) venivano descritti come strettamente specifici, cioè capaci di trasformare un solo tipo di substrato (metabolita). Sulla base di un’estesa analisi della letteratura corrente, il lavoro firmato dal prof. Peracchi si inserisce nel processo di correzione di questa visione avvenuto in anni recenti.
L’analisi presentata spiega che tutti gli enzimi sono obbligati ad una specificità “imperfetta”, a causa di inevitabili limiti chimico-fisici; e che comunque, molto spesso, gli enzimi sono addirittura meno specifici di quanto la chimica consentirebbe loro.
Le attività degli enzimi con metaboliti diversi dal loro substrato principale sono soggette a diversi tipi di pressioni evolutive, sia positive sia negative, che contribuiscono a definire il grado finale di specificità di ciascun enzima.La diffusa presenza di queste “attività secondarie” porta alla formazione di metaboliti inusuali, che complicano grandemente la composizione chimica della cellula (il metaboloma).Questa complessità può rappresentare un problema ma anche una risorsa in vista della evoluzione e diversificazione del metabolismo nei differenti organismi viventi.

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