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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘export’

Export: accordo Cia e Alibaba.com

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Promuovere l’export del Made in Italy agroalimentare, aprendo nuovi canali commerciali online per le aziende associate e favorendo incontri sul web con i buyers di tutto il mondo. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato oggi a Roma, nella Sala Stampa Estera, da Cia-Agricoltori Italiani e Alibaba.com, la più grande piattaforma di e-commerce B2B (business-to-business) a livello internazionale e parte del Gruppo Alibaba.Con la firma dell’intesa, che avrà durata di un anno, Cia e Alibaba.com si impegnano a collaborare -anche attraverso Adiacent, unico global service partner certificato da Alibaba.com per l’erogazione di servizi a valore aggiunto nella Comunità Europea- per sostenere, promuovere e valorizzare aziende locali e prodotti agroalimentari di qualità tramite il portale web internazionale, collegando acquirenti e fornitori, produttori e grossisti, per condurre affari in modalità virtuale.“La collaborazione siglata con Cia ci rende molto orgogliosi e si inserisce pienamente nel progetto a lungo termine di Alibaba.com per supportare le aziende italiane del settore agroalimentare, in particolare le realtà più piccole, nel loro percorso di digitalizzazione e internazionalizzazione”, ha dichiarato Rodrigo Cipriani Foresio, Managing Director di Alibaba per il Sud Europa, che ha aggiunto: “Alibaba.com conta 20 milioni di buyer in tutto il mondo: la categoria più ricercata è proprio il food, e ciò significa che i prodotti italiani hanno enormi possibilità di farsi conoscere. Alibaba.com, la più grande fiera online al mondo, e Cia, hanno unito le forze per permettere al meglio della nostra produzione agroalimentare di essere apprezzata a livello globale”.D’altra parte, i dati parlano chiaro. Oggi l’e-commerce B2B (vale a dire lo scambio commerciale di prodotti o servizi tra aziende) è 11 volte più grande del B2C (business-to-consumer, ovvero rivolto dall’azienda al consumatore finale). Attualmente, l’export online italiano B2C vale 11,8 miliardi di euro, mentre l’export online tricolore B2B arriva a fatturare ben 132 miliardi. In questo contesto, Alibaba.com rappresenta la maggiore piattaforma di e-commerce B2B del mondo, con 150 milioni di utenti registrati, 190 tra Paesi e Regioni coinvolte, oltre 300.000 richieste al giorno per 40 settori merceologici. Con un occhio di riguardo proprio al “food&beverage”, che rappresenta la prima voce tra le “top 10 industries” della piattaforma online, con il 12% dei click sul vino e il 7% sulla pasta.Tra i punti dell’accordo tra Cia e Alibaba.com, anche tanti servizi a supporto delle aziende sul marketplace: creazione di materiale pubblicitario e informativo; commercializzazione di prodotti e fornitori sulla vetrina “Padiglione Italia” del portale; partecipazione a eventi e attività come roadshow, convegni, promozioni online tramite canali social o media; consulenza di marketing e comunicazione.

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Sace presenta Rapporto Export 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Ripartire superando le avversità della pandemia, oltre le chiusure protezionistiche e le tensioni geopolitiche che hanno segnato gli ultimi anni. Questo l’auspicio per una ripresa delle esportazioni italiane post lockdown lanciato con “Open (again)”, l’ultimo Rapporto Export di SACE, presentato in WebConference su SKY, con la partecipazione di Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Oscar Farinetti, Fondatore di Eataly e Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo. Sono intervenuti per SACE l’Amministratore Delegato Pierfrancesco Latini, il Presidente Rodolfo Errore e il Chief Economist Alessandro Terzulli. Giunto quest’anno alla sua XIV edizione, il Rapporto annuale sull’export di SACE vede ancora una volta confermato il ruolo cruciale dei mercati esteri per l’economia nazionale, quale tratto distintivo del fare impresa in Italia.
In un contesto d’inedita avversità, in cui alle incertezze ereditate dal 2019 – Pil e commercio internazionale in rallentamento, escalation protezionistica e instabilità geopolitica – si sono aggiunte nel 2020 le conseguenze della pandemia Covid-19, le esportazioni italiane sono attese in forte contrazione per quest’anno con un -11,3%. Si tratta del ritmo di crescita dell’export più basso dal 2009, anno in cui le nostre vendite oltreconfine avevano registrato un -20,9% e che riporterà le esportazioni italiane intorno ai 422 miliardi di euro, un livello di poco superiore a quello registrato nel 2016. Nonostante la severità dello shock, SACE prevede una ripresa relativamente rapida già dal 2021 per le esportazioni italiane (+9,3%), caratterizzata anche da una componente di “rimbalzo statistico”, con una crescita media nei due anni successivi del 5,1%: un ritmo non trascurabile se si confronta con il 3% medio annuo registrato tra il 2012 e il 2019 e che permetterà alle nostre vendite di beni all’estero di raggiungere quota 510 miliardi di euro alla fine dell’orizzonte di previsione. Secondo queste previsioni, nel 2021 le esportazioni italiane di beni arriveranno al 97% circa del valore segnato nel 2019, un recupero pressoché totale dopo la caduta nel 2020.
La ripartenza presenterà un certo grado di eterogeneità, tanto per aree geografiche quanto per settori.
Europa avanzata e Nord America – che insieme rappresentano oltre il 60% delle vendite estere italiane – subiranno quest’anno la contrazione più marcata (con una flessione media dei Paesi europei dell’11,4% e di Stati Uniti e Canada del 9,8%) e un rimbalzo che, seppur rilevante, non permetterà di superare i livelli pre-crisi prima del 2022. Tra i settori a maggior potenziale: farmaceutica e alimentari e bevande negli Stati Uniti, primo mercato farmaceutico del mondo nonché secondo mercato di sbocco per alimentari e bevande italiani; apparecchiature mediche in Germania, uno dei mercati più dinamici in Europa occidentale; energie rinnovabili nel Nord Europa, dove il tema della sostenibilità è molto sentito.
Reattiva la risalita dell’export italiano di beni verso l’Europa emergente e l’area Csi dove, grazie anche a una flessione relativamente contenuta nell’anno in corso (-8,1%), le nostre vendite riusciranno a raggiungere e finanche a superare i livelli del 2019 già l’anno prossimo. E, come settori, vale la pena di menzionare quello degli apparecchi elettrici in Polonia, la cui ricerca di maggiore efficienza energetica sarà uno degli obiettivi del Governo entro il 2030; sanità in Russia, dato che il Cremlino continuerà a investire per garantire il benessere della popolazione; meccanica e infrastrutture in Ucraina e Uzbekistan.Ripresa più celere per il nostro export verso l’area Medio Oriente e Nord Africa – nonostante il calo del prezzo del petrolio – con un recupero pressoché totale già dal prossimo anno (+9,5%).
In Asia i venti della ripartenza soffiano ma con non poche difficoltà: le previsioni dell’export nel 2020 sono negative (-10,9%) e riflettono le stime sull’andamento del Pil della regione, che interromperà due decenni di forte crescita. Nonostante lo shock, si prevede un ritorno alla crescita per i Paesi asiatici già nel 2021, e un aumento dell’export italiano verso l’area del 9%.
In America Latina, nel 2020 le esportazioni verso le sei più grandi economie caleranno in media dell’8,2% ma nel 2021 è prevista una ripresa media del 7,5%. Data l’elevata incertezza riguardo l’evoluzione dell’emergenza sanitaria a livello globale, lo Studio di SACE simula anche due scenari di previsione alternativi, ovvero basati su assunti differenti e peggiorativi rispetto a quelli dello scenario base, in relazione alla durata e alla intensità dello shock sull’economia globale e, di riflesso, sulle esportazioni italiane. “Open (again)” contiene anche due focus che approfondiscono il tema delle Catene globali di valore (Cgv), processo organizzativo del lavoro nel quale le singole fasi della filiera di produzione vengono svolte da fornitori e reti di imprese sparse in diversi Paesi a seconda della convenienza economica e del grado di competenza e specializzazione delle aziende coinvolte.
L’Italia si colloca in una posizione di ritardo e, sebbene l’e-commerce continui a presentare da anni tassi di crescita a doppia cifra, l’export italiano viaggia ancora prevalentemente su canali tradizionali. Stando ai dati raccolti dall’Osservatorio Export Digitale del Politecnico di Milano, nel 2019 l’export italiano online di prodotti per consumatori finali in modo diretto o intermediato è aumentato del 15% e ha raggiunto un valore complessivo di 11,8 miliardi di euro, con l’industria della moda come principale settore di riferimento. Nello stesso anno, l’export digitale tra imprese ha rappresentato il 28% dell’export complessivo e ha fatto registrare un valore totale di 134 miliardi di euro, con i flussi maggiori concentrati nella filiera automobilistica, nonostante l’export complessivo di questo settore sia diminuito rispetto al 2018, anche come conseguenza della riduzione della domanda di componenti auto da parte della Germania, nostro primo partner commerciale. (abstract)

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“Sostenere le aziende nell’Export passa anche dalla politica economica nazionale”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

E noi sappiamo fare gioco di squadra. Grazie anche al grande lavoro del Ministro Di Maio, che sul commercio estero ha avviato una riforma capace di guardare al futuro e di innovare ciò che era stato lasciato indietro. Grazie alle tante aziende, fatte di storia e di amore per un Paese fantastico come il nostro che ci fa essere grandi nel mondo”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante l’incontro con gli imprenditori della Provincia di Foggia, cui ha partecipato assieme al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Propensione all’export delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Piccole ma virtuose: fra le province che puntano di più all’export spiccano Vicenza, con l’11,9% di imprese sul totale di quelle attive sul territorio, Lecco (11,4%) e Varese (11,1%). È quanto emerge da un’analisi sulle aziende del nostro Paese effettuata da CRIBIS attraverso Margò, la nuova piattaforma per lo sviluppo commerciale realizzata dalla società del gruppo CRIF specializzata nella business information.Solo il 4,6% delle imprese italiane dimostra un’elevata propensione all’internazionalizzazione. Il Nord è l’area geografica con la percentuale più alta (74,6%) di aziende che investono maggiormente all’estero, hanno avviato attività di export, fanno parte di filiere internazionalizzate o di grandi gruppi globali. Sul podio della classifica regionale stilata da CRIBIS troviamo Lombardia (9,3%), Veneto (7,9%) e Friuli – Venezia Giulia (7,4%). Seguono Emilia – Romagna (6,6%) e Toscana (6,2%), mentre all’ultima posizione c’è la Calabria (0,5%), preceduta da Sardegna, Basilicata (entrambe con lo 0,7%) e Molise (0,8%).“Le aziende italiane, in particolare le PMI, stanno affrontando la ripartenza dopo il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19, con difficoltà per il made in Italy e le nostre esportazioni”, dichiara Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS. “Mai come in questo momento è necessaria la massima attenzione per non perdere posizioni nella catena produttiva internazionale e far sì che la ripartenza diventi un’occasione di rilancio”.A livello provinciale, alle spalle di Vicenza, Lecco e Varese troviamo nell’ordine Como e Monza e Brianza (pari merito con il 10,3%) e solo dopo Milano con il 9,7%, che ovviamente è in testa per numeri assoluti (12,9% del campione preso in esame). Chiudono la classifica Crotone, Sud Sardegna, Vibo Valentia, Cosenza, Reggio Calabria e Nuoro, tutte con lo 0,5%.Per quanto riguarda i settori merceologici, a livello macro guardano ai mercati esteri soprattutto “industria e produzione” (62,7%), “commercio all’ingrosso” (19,9%) e “servizi” (9,6%), mentre fra i micro-settori il più rappresentativo è quello dell’ “industria manufatti in metallo” (3,8%), seguito da “commercio all’ingrosso” (2,6%), “servizi commerciali” (2,5%) e “industrie della gomma e plastica” (2%).

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Eurostat vendite: -38,9% di abbigliamento e calzature, ripercussioni su export italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

A marzo, le misure di confinamento legate al Covid-19 hanno determinato un calo del l commercio al dettaglio dell’11,2% nell’Eurozona. “Non è la prima volta che il dato europeo esce senza che ci sia anche quello italiano. Considerato che le vendite nostrane saranno rese note domani, auspichiamo in futuro un maggiore coordinamento tra Istat ed Eurostat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Detto questo, preoccupa, nell’Eurozona, il crollo, su base mensile, del 23,1% dei beni non alimentari e soprattutto del 38,9% dell’abbigliamento e delle calzature, il record negativo registrato, una caduta che avrà pesanti ripercussioni sulle esportazioni italiane” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Un anno in chiaroscuro per il comparto calzaturiero italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Nel 2019 crescono l’export (+6,8% a valore) e il saldo commerciale (+10,3%) ma frena la produzione (-3,1% in quantità). La fotografia del settore emerge dal report elaborato dal Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici, illustrato oggi alla stampa in occasione della Conferenza Stampa di presentazione di Micam.“Il record delle esportazioni, che hanno superato i dieci miliardi di euro a valore grazie al traino delle griffe del lusso (come certifica il risultato, +27%, dei flussi diretti in Svizzera, tradizionale hub logistico distributivo delle stesse) viene smorzato da elementi poco rassicuranti – spiega Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici – Le flessioni in volume di export e produzione equivalgono di fatto ad un calo della manodopera, in uno scenario che vede il mercato interno in piena fase recessiva. A questo si aggiungono le forti incertezze per il 2020, con le conseguenze ancora tutte da valutare sull’economia mondiale dell’emergenza coronavirus, esplosa in una delle poche aree caratterizzate nell’ultimo decennio da crescite costanti per il nostro settore. In questa congiuntura non facile, il nostro comparto deve puntare sull’innovazione tecnologica e sulla formazione di nuove figure professionali per gestire il ricambio generazionale. Sono questi i driver per migliorare le performance di un settore che con 75.000 addetti, un attivo del saldo che sfiora i 5 miliardi di euro e una produzione pari a 8 miliardi, è assolutamente rilevante per l’economia nazionale”. Sul fronte dell’export, l’analisi dei principali mercati di sbocco esteri evidenzia trend inferiori alle attese in Russia (-15,3% in quantità nei primi 10 mesi) e negli altri paesi dell’ex blocco sovietico, con pesanti ripercussioni per i distretti tradizionalmente votati a quest’area; contrazioni non trascurabili per Germania (-9,3%, condizionata dal rallentamento dell’economia), Medio Oriente (-9,2%) e Giappone (-6,7%, pur con un +6,8% in valore). Risultati favorevoli invece in Francia, +6,4% in volume e +9,3% in valore; aumenti attorno al 10% in valore negli USA e in Cina, e di quasi il 20% in Sud Corea, che fa segnare l’ennesima crescita a doppia cifra.Al netto dei flussi diretti in Svizzera e Francia – destinazioni privilegiate del terzismo per le griffe, che coprono assieme 1/3 delle vendite estero in valore – l’aumento registrato dall’export italiano di calzature nei primi 10 mesi si ridurrebbe però dal +7,1% al +2,6%, con una flessione attorno al -3% in volume.Continua il trend negativo dei consumi interni, con gli acquisti delle famiglie che registrano di fatto un calo sia in quantità (-3,2%) che in spesa (-2,3%). Prezzi medi in aumento contenuto (+0,9%), a testimonianza dell’attenzione sempre elevata al fattore prezzo (più della metà degli acquisti complessivi sono effettuati in saldo/svendita).
Infine, per quanto riguarda la natalità delle imprese e l’occupazione, a fine dicembre 2019 il settore contava 4.326 aziende (179 in meno) e 74.890 addetti diretti (-790), in calo rispettivamente di un non trascurabile -4,0% e del -1,0% sui livelli di un anno addietro. Considerando anche la componentistica, i saldi negativi salgono a -266 aziende e -1.086 addetti, con trend disomogenei tra le regioni. Le Marche, duramente colpite dalla crisi in Russia e CSI registrano l’arretramento più pesante in termini assoluti nel numero di imprese (-122, tra industria e artigianato). Relativamente al numero di addetti, i cali più sostenuti hanno interessato nuovamente le Marche (-1.251) e l’Emilia Romagna (-278); attorno al centinaio di unità, invece, le perdite per Lombardia e Toscana. L’analisi per regione mostra incrementi diffusi, con l’eccezione (tra le aree più importanti per il comparto) di Toscana (-19%) e Puglia (-38%). Le Marche (+48%) sono la prima regione per numero di ore autorizzate (2,7 milioni, 1/3 del totale nazionale). Aumenti attorno all’80% per il Veneto e del 47% per la Campania.

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Astronics Announces Collaboration with China National Machinery Import and Export Corporation

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Astronics Corporation (Nasdaq: ATRO), a leading provider of advanced technologies for global aerospace, defense, and other mission critical industries, announced today a new cooperation with China National Machinery Import and Export Corporation (CMC). The collaboration between Astronics and CMC will create a channel for Astronics to provide Chinese airlines, OEMs and service providers with state-of-the-art inflight entertainment and connectivity (IFEC) hardware and certification services for compliance in China and the United States. November 6, Michael Kuehn, President of Astronics Connectivity Systems and Certification (CSC), and Ruan Guang, Chairman of CMC, signed the cooperation agreement at the Second China International Import Expo (CIIE) in Shanghai, China. Top executives from Astronics and China Genertec, the shareholder of CMC, witnessed the signing ceremony.

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Export, obiettivi prioritari di crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Mentre il commercio internazionale è in frenata, l’export italiano continua a crescere: anche quest’anno ha fatto registrare un +2,7% nel primo semestre e si prepara a chiudere l’anno con un +3,4% secondo le previsioni SACE SIMEST.A fronte di una crescita piatta del commercio internazionale, l’export italiano sta dunque guadagnando quote di mercato, con una perfomance che è superiore anche a quella dei nostri competitor più “temibili”, come la Germania. Nel 2015 il nostro export rappresentava il 28% del PIL, oggi questa quota è salita al 32% circa. Ma dobbiamo puntare a una crescita ulteriore, dotandoci di obiettivi di medio-termine per i prossimi 3 anni:
Far crescere la quota di mercato dell’export italiano a livello mondiale dall’attuale 2,8% al 3
Far crescere il peso dell’export italiano sul PIL dall’attuale 33% al 37%
Far crescere la quota extra Ue del nostro export nel mondo fino al 49%
Far crescere il valore medio dell’export dagli attuali 3,3 mln di euro ai 4,5 mln di euro
Nel 2016-2018 SACE SIMEST ha mobilitato risorse per 72 miliardi di euro in favore delle imprese che esportano e si internazionalizzano, offrendo un contributo al PIL dell’1%. per aumentare il proprio sostegno, e raggiungere sempre più imprese, soprattutto PMI, SACE SIMEST ha messo in campo un set di nuove iniziative:
Sacesimest.it: digitalizzato 6 prodotti chiave per le PMI (valutazione controparti, assicurazione dei crediti, finanziamenti, cauzioni, factoring, recupero crediti) e rendendoli accessibili all’interno di sacesimest.it, ecosistema digitale molto innovativo nel mondo dell’export credit
Education to Export: lanciato un programma formativo ad alto contenuto digitale con cui ha affiancato 700 PMI nei loro piani di crescita sui mercati esteri (si può lanciare invito a esplorare il programma all’interno di sacesimest.it)
Push Strategy/Business Matching: identificato primari Buyers esteri per rafforzare relazioni commerciali e facilitare forniture italiane, facendo da apripista soprattutto per le PMI che difficilmente da sole potrebbero entrare in contatto con grandi controparti esteri (in due anni, garantiti 1,7 miliardi di euro finanziamenti e coinvolte 650 imprese in business matching)
Export Coach: introdotto in affiancamento alla rete commerciale diffusa su tutto il territorio un team pilota di 12 esperti di export e con ottima propensione agli strumenti digitali, pronti a prestare assistenza door-to-door agli imprenditori

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Export: un seminario in Cciaa a Udine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Udine 25 luglio 2019 ore 9.30 in Sala Economia (ingresso da piazza Venerio) con Giulio Finzi, Senior Partner Netcomm Services e Segretario Generale del Consorzio Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano con sede a Milano. Il web sta acquisendo sempre maggiore importanza per le imprese che vogliano svilupparlo, in particolare con l’orientamento all’export. Solo l’11% delle imprese italiane utilizza l’e-commerce per le vendite ai consumatori. Nel 2017, ha generato un fatturato di 35,1 miliardi di euro, valore superato nel 2018 con un ulteriore incremento del 18%. Margini di crescita e importanti opportunità, quindi, per le imprese esportatrici che siano interessate a sviluppare nuove strategie, rafforzare la propria presenza sui mercati e accrescere la competitività verso nuove aree geografiche grazie al digitale.Giulio Finzi è docente universitario di e-commerce e web marketing e co-autore di diversi libri sulla Digital Transformation. Sarà a disposizione anche per eventuali domande su diritto e tassazione, marketing, logistica ed esportazione.L’incontro è organizzato nell’ambito di EEn-Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di supporto allo sviluppo delle pmi, di cui la Cciaa è sportello sul territorio.

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SACE: “Che export tira?”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

“A febbraio l’export italiano di beni è aumentato del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2018: questo risultato porta la media del primo bimestre al 3,2%. Si tratta di un segnale positivo per il Made in Italy, in considerazione della congiuntura europea e internazionale, in rallentamento rispetto all’anno precedente, ma, in ogni caso, la natura parziale del dato impone cautela. I prossimi mesi saranno il vero banco di prova. L’area Ue avanza a ritmi moderati con Francia e Germania tra le migliori destinazioni. Al contrario, diminuisce l’export in Polonia e Rep. Ceca, due dei mercati “best performer” nel 2018. Calano le vendite in Spagna, ma con significative eccezioni tra i settori. Avanzano le vendite nell’area extra-Ue, specie in Svizzera (+14,7%), India (+12,2%) e Giappone (+10,5%). Meglio della attese la Cina (+2,8%); in calo Africa Subsahariana e Mercosur”.

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Sul Made in Italy c’è bisogno di maggiore sostegno ai produttori italiani per l’export

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il mercato USA apprezza molto il Made in Italy anche come espressione della nostra cultura e quindi il nostro artigianato che è sinonimo di alta qualità manifatturiera.Tuttavia, dobbiamo fare di più per aiutare i produttori italiani perché spesso si insinua un concorrente sleale che mette sul mercato prodotti contraffatti oppure che evocano origine italiana.Per contribuire a contrastare la contraffazione sono convinta che bisogna utilizzare gli strumenti legali del posto per bloccarne la vendita, in accordo a quanto previsto negli specifici ordinamenti. In tale ottica, la scorsa Legislatura, avevo proposto, in una mozione, poi, approvata dall’Aula di Montecitorio, di aprire un Ufficio anticontraffazione presso le nostre sedi diplomatiche per il contrasto a questo fenomeno che danneggia gravemente il Made in Italy e lì’Italia sia sul piano economico che su quello dell’immagine”.Lo ha detto l’on. Nissoli intervenendo alla Conferenza “Le eccellenze della produzione artigianale italiana negli Stati Uniti e la tutela del Made in Italy”, organizzata nella Sala Stampa di Montecitorio dall’Associazione “Sapori Mediterranei”, presieduta da Giusy Malcangi.

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Global Display Solutions (GDS) accende gli schermi della metro di Dubai

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e BNL Gruppo BNP Paribas sostengono la crescita negli Emirati Arabi Uniti di Global Display Solutions (GDS), società attiva nella progettazione e installazione di Display LCD per informazioni ai passeggeri.Si tratta di un duplice intervento a favore delle esportazioni dell’azienda vicentina. Il contratto, prevede la fornitura di display LCD da destinare alla metropolitana di Dubai e include la progettazione, l’installazione e la manutenzione di tutto il sistema di trasmissione video e di una striscia di display lunga circa 70 metri per ogni binario delle sette nuove stazioni metro in realizzazione per l’Expo 2020. A sostegno della fornitura, SACE e BNL Gruppo BNP Paribas hanno prima controgarantito e garantito un Performance Bond relativo all’esecuzione del contratto; BNL Gruppo BNP Paribas ha poi erogato un finanziamento da 1 milione di euro, garantito da SACE, a favore di GDS per l’approntamento della fornitura stessa.“Questa commessa rappresenta per GDS un’importante opportunità strategica sia per l’espansione del nostro business negli Emirati, sia nel settore ferroviario. Andremo a fornire un sistema chiavi in mano che richiede una profonda competenza di project-management ed un prodotto innovativo che ci ha permesso di battere la concorrenza di multinazionali molto più grandi e conosciute di noi. Il supporto finanziario di SACE e BNL Gruppo BNP Paribas è di chiara importanza per permettere al nostro gruppo di partecipare a gare internazionali e contribuisce indiscutibilmente alla credibilità della nostra offerta.” ha dichiarato Giovanni Cariolato, Presidente di GDS SpA.
Fondata nel 1979, l’azienda vicentina attraverso un percorso di internazionalizzazione, fusioni e acquisizioni, diviene Global Display Solutions nel 2001 ed è attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di monitor, applicazioni e schede elettroniche che trovano applicazione nei comparti ATM, medicale, automotive, industriale, trasporti e pubblicità. L’azienda vicentina ha una forte attitudine all’esportazione e punta alla diversificazione dei mercati di riferimento operando in aree geografiche molto diverse (Sud America, Estremo Oriente, Stati Uniti ed Europa). La sua vocazione internazionale è stata sostenuta negli anni dal Polo SACE SIMEST. Nello specifico, GDS ha beneficiato varie volte e beneficia tutt’ora della partecipazione di SIMEST nel capitale di alcune sue controllate estere, mentre con la garanzia di SACE ha ottenuto un finanziamento per supportare i suoi investimenti in ricerca e sviluppo.
La commessa di GDS si inserisce nell’ambito del mega progetto di ampliamento della linea rossa della metropolitana di Dubai, che collegherà il centro città con il sito dove sorgerà EXPO 2020. L’esposizione universale genererà un flusso di 25 milioni di visitatori nell’Emirato, che ha in programma numerosi progetti infrastrutturali, tra cui l’ampliamento della linea metropolitana, la progettazione di una nuova zona urbana e la costruzione del nuovo aeroporto internazionale Al Maktoum. Si tratta di un’occasione unica per le imprese italiane, in particolare per quelle attive nei settori delle costruzioni, del turismo e per le imprese fornitrici di servizi e strutture per la costruzione dei Padiglioni. SACE SIMEST, presente a Dubai dal 2016 con un proprio ufficio, sostiene le imprese italiane interessate a cogliere le opportunità offerte dagli EAU e ha in piedi diversi accordi per facilitare l’accesso agli esportatori italiani alle commesse legate a EXPO.

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Arriva Education to Export

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, lancia Education to Export (E2E), il nuovo programma sviluppato con l’obiettivo di avvicinare le PMI ai mercati esteri e rafforzare la preparazione di quante già vi operano attraverso percorsi formativi digitali e in aula.Cuore di questo programma formativo, unico nel suo genere, è il portale e2e.sacesimest.it, piattaforma digitale dove le imprese possono accedere gratuitamente ad analisi, articoli, tutorial e testimonianze utili per muoversi nel mondo dell’export, attingendo a ben quattro percorsi online, pensati in funzione delle diverse esigenze e dei diversi gradi di proiezione internazionale delle aziende utenti – da chi deve muovere i primi passi a chi, già internazionalizzato, è pronto ad espandersi.“L’export è il grande motore di crescita dell’economia italiana e possiamo crescere ancora anche nell’export se riusciamo ad aiutare un numero sempre più importante soprattutto di PMI ad esportare in modo continuativo in un numero diversificato di mercati – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE –. Education to Export è dedicato soprattutto a loro, con l’obiettivo di mettere a disposizione in modo semplice e accessibile l’esperienza maturata da SACE SIMEST in quarant’anni di attività per orientarsi tra rischi, opportunità e soluzioni e fare dell’export una strategia aziendale vincente e di lungo periodo”.Education to Export non è solo digitale. Il programma offre anche diverse iniziative di formazione in aula, organizzate in partnership con altre importanti realtà del Sistema Paese. Ne sono un esempio i recenti incontri “Generation to Generation”, realizzati con Ortygia Business School e ICE-Agenzia dedicati alle aziende familiari del Mezzogiorno, e gli incontri “Export 360°”, realizzati a Salerno e Bologna in partnership con ICE-Agenzia e le sedi territoriali di Confindustria. Gli incontri in aula hanno già visto la partecipazione di oltre 150 imprese.

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DollarDays Named Product Exporter of the Year at Phoenix Mayor’s Export Awards

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

DollarDays was named Product Exporter of the Year by interim Phoenix Mayor, Thelda Williams, at the 2018 Mayor’s Export Awards. The awards program, part of the 19th Annual Global Links Luncheon presented by Phoenix Sister Cities Inc., celebrates the role of exports in building the city’s economy. DollarDays is an online marketplace that serves more than 125,000 global nonprofits, businesses and schools across the country. The company leverages almost two decades of purchasing power to deliver high-value products, such as hygiene kits and disaster-relief supplies, clothing, blankets, and backpacks. With its extensive network of suppliers, DollarDays provides end-to-end support to stretch customers’ donation and purchasing dollars, while helping organizations complete their projects and achieve their missions.“An increasing number of organizations, large and small, rely on DollarDays’ products and support to get wholesale items at a great value,” said Ronald C. Pruett, Jr., Chief Executive Officer of DollarDays. “For nearly 18 years, DollarDays has made Phoenix our home base, and, from here, we have served thousands of nonprofits whose missions touch lives around the world. We appreciate the recognition from Mayor Williams and the Sister Cities for DollarDays’ contributions to Phoenix.” Mayor Williams said, “Smart business leaders understand the importance of doing business beyond our borders. This year, the Mayor’s Export Awards recognizes five Phoenix businesses that are helping to diversify, strengthen and build our local economy into one that competes internationally. We are proud to have these businesses in Phoenix.”

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Cresce l’export siciliano

Posted by fidest press agency su martedì, 28 agosto 2018

Nel 2017 l’export della Sicilia ha tolto il freno a mano ed è tornato a crescere: +30,4% rispetto all’anno precedente, superati i 9 miliardi di beni esportati. Crescono sia i settori tradizionali del Made in Sicily (+5,7% per alimentari e bevande, +3,1% per i prodotti agricoli) sia quelli tecnologici (+37,5% per gli apparecchi elettronici, +34,6% per i prodotti chimici)
La Sicilia si affaccia con sempre più coraggio sui mercati esteri: SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha servito nel solo 2017 oltre 400 aziende siciliane, mobilitando 93 milioni di euro a sostegno della crescita internazionale delle eccellenze regionali, L’effetto Trump sui mercati internazionali, il possibile rischio di guerre commerciali, la recente crisi turca e l’aumento di episodi di violenza politica. Su quali Paesi e settori possono puntare le aziende siciliane per cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali? “Keep Calm & Made in Italy”, l’ultimo Rapporto Export a cura del Polo SACE SIMEST delinea, nonostante la presenza di diverse complessità, un quadro positivo per l’export italiano e delle sue regioni. Dopo anni di difficoltà, l’export siciliano ha segnato una inversione di rotta, mettendo a segno un +30,4% rispetto al 2016 e superando i 9 miliardi di euro di beni venduti all’estero nel corso del 2017. La Sicilia, oggi al secondo posto tra le regioni esportatrici del Mezzogiorno, ha dimostrato infatti un buon dinamismo in termini esportativi, grazie alle aziende regionali che si affacciano sui mercati globali. Tra queste, nel solo 2017 più di 400 imprese siciliane hanno usufruito dei prodotti assicurativi e finanziari messi a disposizione da SACE SIMEST. Il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, che lo scorso anno ha mobilitato oltre 93 milioni di euro a sostegno dell’export regionale, è presente in Sicilia con il proprio ufficio di Palermo, situato in via Principe di Belmonte 103/c, che agisce da unico punto di contatto con gli esperti di CDP e di SACE SIMEST per offrire approfondimenti su temi come l’accesso al credito, i prodotti assicurativi e finanziari, la gestione online dei finanziamenti e le nuove iniziative del Gruppo nella regione. Se continuerà su questa strada, l’export regionale ha tutte le carte in regola per confermare la buona performance del 2017 anche nei prossimi anni, penetrando stabilmente nei mercati a più alto potenziale per il Made in Sicily, sia emergenti che avanzati.

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L’export italiano non arresta la sua crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

È un futuro di crescita e opportunità, nonostante le incertezze, quello che attende l’export italiano nei prossimi quattro anni. Forte della profonda evoluzione realizzata negli ultimi dieci anni e dell’eccellente performance del 2017, l’export italiano ha tutto il potenziale per non arrestare la sua crescita e cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri anche in un contesto oggettivamente complesso.Questo è il quadro delineato da “Keep Calm & Made in Italy”, l’ultimo Rapporto Export del Polo SACE SIMEST, presentato oggi a Milano.Lo Studio, che include le previsioni 2018-2021 sull’andamento delle esportazioni italiane per Paesi e settori e fornisce approfondimenti sui fenomeni globali a maggiore impatto, prospetta un quadro di vigile ottimismo per le nostre imprese esportatrici e dedica un approfondimento al settore infrastrutturale, elemento chiave per rafforzare la proiezione internazionale dell’Italia.“La performance brillante delle esportazioni italiane nel 2017 non è un successo isolato, ma è la conferma della forza del nostro export, che dalla crisi del 2008 è stato in grado di riadattarsi, migliorare la qualità, aumentare la specializzazione e orientarsi sempre più verso mercati a maggior potenziale – ha dichiarato il Presidente di SACE, Beniamino Quintieri –. Per il 2018 prevediamo una crescita delle esportazioni italiane del 5,8%, un trend positivo che continuerà anche del triennio successivo a un tasso medio annuo del 4,5%: vero e proprio ‘patrimonio nazionale’, l’export continuerà a offrire un contributo decisivo alla crescita del Paese”.“L’incertezza e la volatilità che caratterizzano i mercati in questo momento storico sono importanti, ma dobbiamo abituarci a considerarle come la nuova normalità – ha spiegato Roberta Marracino, Direttore Area Studi e Comunicazione di SACE -. Sono fattori di complessità che devono essere affrontati senza cadere in allarmismi e senza perdere di vista le opportunità esistenti nei mercati esteri e le priorità per coglierle. Tra queste gli investimenti in infrastrutture, soprattutto in ambito portuale, marittimo e del trasporto intermodale, indispensabili per un’economia che basa più del 30% del proprio PIL sull’export e che potrebbero consentirci di recuperare ogni anno 70 miliardi di euro di export”.

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L’export dell’Emilia-Romagna tra dazi, Trump e instabilità geopolitica

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

L’effetto Trump sui mercati internazionali, il possibile rischio di guerre commerciali e l’aumento di episodi di violenza politica. Come possono le aziende dell’Emilia-Romagna affrontare le complessità del nuovo scenario globale, cogliendo le grandi occasioni che export e internazionalizzazione possono offrire? Quali le geografie su cui puntare? È da queste domande che ha preso le mosse oggi a Bologna, Presso Palazzo Gnudi, il convegno “L’export dell’Emilia-Romagna tra dazi, Trump e instabilità geopolitica” organizzato in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna, da SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, per presentare la Country Risk Map 2018.
Al centro dell’evento, le testimonianze delle aziende protagoniste dell’export bolognese – Ducati Energia, Ferretti Group e Mae – che si sono confrontate con gli esperti di SACE SIMEST sulle strategie per affrontare i mercati internazionali.Nel 2017, con quasi 60 miliardi di beni venduti all’estero (+6,7% rispetto all’anno precedente), l’Emilia-Romagna è la terza regione italiana esportatrice. Le geografie di destinazione sono un buon mix di mercati dell’area Ue (57,4%) ed extra-Ue (42,6%). Tra i primi, Francia, Spagna e Polonia hanno garantito ottime opportunità alle imprese internazionalizzate della regione, ma segnali incoraggianti sono arrivati anche dai mercati ad elevato potenziale che presentano un livello di rischio medio-basso, così come evidenziato nella Country Risk Map. È il caso ad esempio di alcuni importanti player del continente asiatico (Cina, Giappone e Corea del Sud) e dell’America Latina (Brasile, Messico e Perù), geografie che continueranno a rappresentare una fonte di domanda importante per i prodotti Made in Italy anche in futuro.“Per sostenere l’impegno delle piccole e medie imprese all’estero – ha dichiarato Pietro Ferrari, Presidente di Confindustria Emilia-Romagna – occorre favorire un accesso più semplice, integrato ed efficace a tutti gli strumenti e servizi assicurativi e finanziari disponibili. Il sistema regionale Confindustria è a fianco delle imprese, con il supporto di Regione, ICE Agenzia e SACE SIMEST, per accrescere le competenze delle aziende e accompagnarle sui mercati. È importante rafforzare gli strumenti che favoriscono forme di presenza più stabile all’estero e, in generale, promuovere politiche e strumenti, anche di stimolo fiscale, che favoriscano fusioni, accorpamenti e aggregazioni tra aziende”.L’Emilia-Romagna, terza regione italiana per vendite all’estero, è un motore importante dell’export italiano – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE –. Crediamo però che il potenziale della regione sia ancora più ampio, grazie alle eccellenze in tanti settori, a una economia viva, diversificata e coesa. Coltiviamo l’ambizione di mettere a disposizione di un numero maggiore di imprese emiliane e romagnole le soluzioni SACE SIMEST con l’obiettivo di continuare su questo percorso di crescita che speriamo possa accelerare di più quest’anno, anche grazie al nostro impegno. Per raggiungere insieme questo traguardo siamo pronti a lavorare e a dare il massimo per le aziende e gli imprenditori di questa regione”.
Solo nell’ultimo anno, il Polo SACE SIMEST ha servito 1.600 aziende dell’Emilia Romagna, in prevalenza PMI, mobilitando circa 1,4 miliardi di euro di risorse a sostegno di export e investimenti all’estero.

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Risultati 2017: crescita record del supporto a export e internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

L’Assemblea degli azionisti di SACE (Gruppo CDP), presieduta da Beniamino Quintieri, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017. In un anno in cui l’export italiano ha segnato una crescita del 7,4%, superiore a quella di Germania e Francia, e si è confermato motore di sviluppo del Paese con un contributo al PIL pari al 30%, il Polo SACE SIMEST ha incrementato significativamente il sostegno alle attività di export e internazionalizzazione delle imprese italiane, mobilitando risorse per 25,3 miliardi di euro – il livello più alto raggiunto in 40 anni di attività -, in crescita del 41% rispetto al 2016.“La straordinaria crescita delle attività registrata nel 2017 è frutto dell’impegno di tutte le società e delle persone del Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP nel perseguire l’obiettivo di massimizzazione del supporto alle imprese italiane – ha dichiarato Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE -. Continueremo a lavorare con determinazione per consolidare i risultati raggiunti e sostenere, attraverso le importanti risorse e la solidità del Polo SACE SIMEST, la capacità di innovazione e lo sviluppo internazionale di un numero crescente di imprese”.Al forte aumento dei volumi, SACE ha confermato la sostenibilità economico e finanziaria del proprio modello di business, registrando un miglioramento della solidità patrimoniale (SCR in crescita di 23 punti percentuali a 177%) e degli indici di efficienza (cost/income in calo dal 14% al 10%), e una redditività in linea con gli obiettivi di Piano Industriale (ROE pari a 5,9%).L’Assemblea ha approvato, inoltre, la distribuzione all’Azionista di un dividendo pari a 150 milioni di euro e l’accantonamento a riserva di 124,9 milioni di euro.

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Dati export agroalimentare: pomodoro pelato prodotto più amato

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Con un fatturato export di circa 1,5 miliardi di euro, l’industria del pomodoro e dei suoi derivati si conferma, anche nel 2017, uno dei punti di forza dell’agroalimentare italiano. “Negli ultimi dieci anni l’export dei derivati del pomodoro continua a registrare trend positivi. In particolare, crescono le quote di mercato dei nostri prodotti tradizionali, pelati, polpe e passata, che rappresentano oltre l’80% del volume delle esportazioni, a testimonianza che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità” – dichiara il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli.Nei mercati consolidati, pelati, polpe e passata continuano a registrare segni positivi: Regno Unito (+5%), USA (+4%), Francia (+7%) e Australia (+6%). Si evidenzia, invece, una flessione in Giappone (-4%), in Germania (-5%) e in Belgio (-2%).In forte crescita le quote di export nei nuovi mercati di sbocco, in particolare l’Est Europa (+6%) e, per le aree extra UE, Sud America – Brasile ed Argentina – (+ 35%) e Sud Africa (+16%). Buone le performance anche in Corea del Sud (+7%) e negli Emirati Arabi Uniti (+7%) e nell’area ASEAN (+6%).Positivo il saldo della bilancia commerciale, con un export di circa 2 Milioni di tonnellate a fronte di un import di circa 170 mila tonnellate, per un valore di export pari a 1,5 Miliardi di euro contro un valore import di circa 113 milioni di euro.
Sul fronte delle importazioni di concentrato, che rappresentano circa 160mila tonnellate sugli oltre 5 milioni di tonnellate di pomodoro trasformato in Italia nel 2017, si rileva una importante riduzione da poco più di 200mila tonnellate nel 2016 a 164mila tonnellate nel 2017. Si evidenzia in particolare un significativo calo, pari a -63,6%, delle importazioni dalla Cina che passano da poco più di 90.000 tonnellate nel 2016 a 33.000 tonnellate nel 2017.
Oltre alla Cina, che rappresenta circa il 20% dell’import di concentrato, altri mercati di approvvigionamento sono gli USA (37%) e Spagna e Portogallo (39%).“Alle positive performance dell’export, che, in un settore export oriented come il nostro, da sempre riescono a bilanciare il calo dei consumi interni – afferma il Direttore di ANICAV, Giovanni De Angelis – si accompagna un’importante politica di investimenti da parte delle aziende finalizzati all’accrescimento dimensionale e allo sviluppo delle produzioni, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale dell’impresa.”

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Export italiano gennaio 2018 +9,5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

A gennaio l’export italiano ha iniziato bene con un balzo del +9,5%.Buone prospettive per tutto l’anno? Come va l’export nei diversi settori e nei diversi Paesi? Per Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE (Gruppo CDP): “Replicare la performance del 2017 sarà difficile – ha commentato Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE (Gruppo CDP) -. Tuttavia l’export italiano potrà beneficiare nel 2018, al netto di un’eventuale brusca escalation protezionistica, della crescita prevista degli scambi commerciali che si attesterà intorno al 4-5%. La Cina continua a fare da traino per l’export Made in Italy; +10,6% nel mese di gennaio, con meccanica strumentale e abbigliamento fra i settori più dinamici. In lieve flessione invece le esportazioni verso gli USA (-1,4%), sebbene vi siano settori in controtendenza, quali alimentari, autoveicoli e farmaceutica. Tra i settori best performer di gennaio si segnalano: la metallurgia (+17,1%), trainata dalle buone vendite in Cina, India, UK e Spagna, oltre a chimica (+14,4%), gomma e plastica (+11%) e i mobili e gioielli (+13,4%)”.

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